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Domenica 9 Dicembre 2012

Anno 2 N. 48

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COPIA OMAGGIO

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Domenica 9 Dicembre 2012


Domenica 9 Dicembre 2012

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Bluff all’olandese L’ Editoriale

La telenovela Sneijder sta diventando stucchevole. Non vogliamo fare i soliti tromboni, ma a bocce ferme sembra normale stare dalla parte dell’olandese. Certo viene da sorridere, se pensiamo a un metalmeccanico che percepisce un salario di 1000-1200 euro al mese, di fronte a un calciatore che gli stessi soldi li prende in un’ora. Ma un lavoratore contrattualizzato ha gli stessi diritti e gli stessi obblighi. Partiamo da questo punto, se non vogliamo cadere in equivoci. Wesley Sneijder ha un contratto fino il 30 giugno 2015, data nella quale il giocatore sarà libero a parametro zero. Fino a quel momento mancano ancora due stagioni e mezzo: una vita. Perché tutta questa fretta da parte del club nerazzurro di voler allungare un contratto di per sé inutile? E’ chiara l’intenzione della società di stringere i tempi per levarsi dai piedi il giocatore più pagato del club. In Italia nessuno percepisce uno stipendio così elevato, ma c’è da rilevare che esiste anche il rischio d’impresa per le S.p.A. I tempi e i modi sono stati nettamente sbagliati, se si voleva mettere a tutti i costi fuori dalla porta l’olandese. Per due motivi. Stiamo parlando di un giocatore tecnicamente così forte che una squadra non ne può fare assolutamente a meno, se poi si chiama Inter ancora di più. Il primo errore è di aver aspettato fino a novembre per

di Beppe Vigani

una vittoria su autogol, dopo una prestazione che non è stata migliore dei match contro Atalanta, Parma e Rubin, match in cui la squadra ha subito una camionata di gol. Lo spogliatoio sta risentendo in maniera fin troppo evidente questa situazione, tanto da non riuscire più a fare una prestazione decente. Quello che interessa alla società è non esercitare mobbing al giocatore, ma sotto c’è ben altro. Quello che balza all’occhio è la poca capacità della stanza dei bottoni nerazzurra di uscire dalla faccenda con le chiavi giuste. A tal proposito lascio a Voi lettori l’interpretazione di un aforisma di Epicuro, filosofo dell’antica Grecia: “Per tutti quegli esseri viventi che non ebbero la capacità di stringere patti reciproci circa il non recare né ricevere danno, non esiste né il giusto né l’ingiusto; e altrettanto si deve dire per quei popoli che non poterono o non vollero stringere patti per non recare e non ricevere danno”. Vietato pensare troppo.

ridiscutere un contratto, quando agosto era il momento ad hoc, visto che i compratori c’erano. Non so se l’orange avrebbe percepito sei milioni di euro, ma di certo il suo cartellino era intorno ai 25-30 milioni. Ora lo stesso vale sicuramente la metà e non è detto che i saldi di Natale non bussino alla porta di Corso Vittorio Emanuele 7. Che interesse ha una società di cristallizzare un patrimonio del genere? Lunedì scorso le due parti si sono incontrate, ma la posizione di Sneijder è stata la più comprensibile. Il vicecampione del mondo ha chiosato: “Come posso ridiscutere il contratto, se nemmeno gioco?” Altro che “buon senso”, invocato da Moratti. Intanto, la squadra senza il suo trequartista, sta continuando a inanellare una serie di prestazioni imbarazzanti. Il secondo punto è squisitamente tecnico-tattico. Stramaccioni, per non venire meno alle consegne aziendali, ha fatto suo il concetto che non far giocare Sneijder è una scelta tecnica, che non vi è alcun diktat da parte della società. Nessuno gli crede, anche perché non possono essere Coutinho e Alvarez i suoi sostituti. Il bravo allenatore romano è continuamente messo in difficoltà dalla dirigenza, che sta rovinando tutto quello che di buono ha fatto sin qui la squadra. Dopo la vittoria con la Juventus, sono arrivate tre sconfitte, un pareggio e

Epicuro (in greco: Ἐπίκουρος, Epìkouros) (Samo, 10 febbraio 341 a.C. – Atene, 271 a.C.) è stato un filosofo greco antico, discepolo di Nausifane e fondatore di una delle maggiori scuole filosofiche dell’età ellenistica e romana, l’epicureismo, che si diffuse dal IV secolo a.C. fino al II secolo d.C.

Arbitro: Nicola

INTER 3-4-2-1

1 Handanovic; 23 Ranocchia, 6 Silvestre, 40 Juan Jesus; 4 Zanetti, 21 Gargano, 19 Cambiasso, 55 Nagatomo; 99 Cassano, 8 Palacio; 22 Milito

Rizzoli di Bologna

NAPOLI 3-4-1-2

1 De Sanctis; 55 Gamberini, 28 Cannavaro, 5 Britos; 16 Mesto, 85 Behrami, 88 Inler, 18 Zuniga; 17 Hamsik; 7 Cavani, 24 Insigne

Walter Mazzarri

Andrea Stramaccioni

Stadio G. Meazza ore 20.45


Domenica 9 Dicembre 2012

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12 reti El Shaarawy (Milan) 10 reti Cavani (Napoli; 2 rigori) 9 reti Klose (Lazio) 8 reti Lamela (Roma) Di Natale (Udinese; 3 rigori) 7 reti Milito (Inter; 3 rigori) Hamsik (Napoli) Osvaldo (Roma; 2 rigori)

Pos.

squadra

P.ti

G

V

N

S

Gf

Gs

+/-

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Juventus Napoli Inter Fiorentina Lazio Roma Milan Parma Udinese Catania Atalanta Sampdoria Cagliari Torino Chievo Bologna Palermo Genoa Siena Pescara

35 33 31 29 29 26 21 20 19 19 18 17 16 15 15 14 14 12 11 11

15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15 15

11 10 10 8 9 8 6 5 4 5 6 5 4 3 4 4 3 3 4 3

2 3 1 5 2 2 3 5 7 4 2 3 4 7 3 2 5 3 5 2

2 2 4 2 4 5 6 5 4 6 7 7 7 5 8 9 7 9 6 10

32 28 27 27 24 34 24 18 22 19 15 19 14 15 17 17 14 16 14 10

10 12 16 14 18 24 19 20 24 23 22 21 24 17 27 20 22 26 17 30

22 16 11 13 6 10 5 -2 -2 -4 -7 -2 -10 -2 -10 -3 -8 -10 -3 -20

Penalizzazioni: Sampdoria e Torino 1 punto, Atalanta 2 punti, Siena 6 punti.

LA CLASSIFICA

Sabato 8 Dicembre - 16. Giornata 8 Dic, 18:00 Atalanta - Parma Stadio Atleti Azzurri d’Italia, Bergamo 8 Dic, 20:45 Roma - Fiorentina Stadio Olimpico, Roma Domenica 9 Dicembre - 16. Giornata

Sabato 15 Dicembre - 17. Giornata

9 Dic, 15:00 Palermo - Juventus Stadio Renzo Barbera, Palermo 9 Dic, 15:00 Cagliari - Chievo Stadio Is Arenas, Quartu Sant’Elena 9 Dic, 15:00 Pescara - Genoa Stadio Adriatico, Pescara 9 Dic, 15:00 Siena - Catania Stadio Artemio Franchi-Montepaschi Arena, Siena 9 Dic, 15:00 Torino - Milan Stadio Olimpico, Torino 9 Dic, 20:45 Inter - Napoli Stadio Giuseppe Meazza, Milano

15 Dic, 18:00 Udinese - Palermo Stadio Friuli, Udine 15 Dic, 20:45 Lazio - Inter Stadio Olimpico, Roma

Lunedì 10 Dicembre - 16. Giornata 10 Dic, 19:00 Sampdoria - Udinese Stadio Luigi Ferraris, Genova 10 Dic, 21:00 Bologna - Lazio Stadio Dall’Ara, Bologna

TURNO ODIERNO

Domenica 16 Dicembre - 17. Giornata 16 Dic, 12:30 Fiorentina - Siena Stadio Artemio Franchi, Firenze 16 Dic, 15:00 Parma - Cagliari Stadio Ennio Tardini, Parma 16 Dic, 15:00 Milan - Pescara Stadio Giuseppe Meazza, Milano 16 Dic, 15:00 Catania - Sampdoria Stadio Angelo Massimino, Catania 16 Dic, 15:00 Chievo - Roma Stadio Marc Antonio Bentegodi, Verona 16 Dic, 15:00 Genoa - Torino Stadio Luigi Ferraris, Genova 16 Dic, 15:00 Juventus - Atalanta Juventus Stadium, Torino 16 Dic, 20:45 Napoli - Bologna Stadio San Paolo, Napoli

PROSSIMO TURNO

6 reti Gilardino (Bologna) Jovetic (Fiorentina) Quagliarella (Juventus) Hernanes (Lazio) 5 reti Denis (Atalanta; 1 rigore) Diamanti (Bologna; 1 rigore) Cassano (Inter) Palacio (Inter) Giovinco (Juventus) Vidal (Juventus; 2 rigori) Pazzini (Milan; 1 rigore) Miccoli (Palermo; 1 rigore) 4 reti Bonaventura (Atalanta) Sau (Cagliari) Gomez (Catania) Lodi (Catania; 1 rigore) Paloschi (Chievo; 2 rigori) Rodriguez (Fiorentina; 1 rigore) Toni (Fiorentina) Immobile (Genoa) Destro (Roma) Totti (Roma) Calaiò (Siena) Bianchi (Torino; 2 rigori) 3 reti Nené (Cagliari; 1 rigore) Bergessio (Catania) Pellissier (Chievo; 1 rigore) Aquilani (Fiorentina) Borriello (Genoa; 1 rigore) Jankovic (Genoa) Marchisio (Juventus) Pirlo (Juventus) Candreva (Lazio) Inler (Napoli) Insigne (Napoli) Ilicic (Palermo) Amauri (Parma; 1 rigore) Belfodil (Parma) Weiss (Pescara) Maxi Lopez (Sampdoria) Angella (Udinese) 2 reti Cigarini (Atalanta) Gabbiadini (Bologna) Dessena (Cagliari) Almiron (Catania) Barrientos (Catania) Andreolli (Chievo) Stoian (Chievo) Thereau (Chievo) El Hamdaoui (Fiorentina) Savic (Fiorentina) Bertolacci (Genoa) Kucka (Genoa) Guarin (Inter) Asamoah (Juventus) Pogba (Juventus) Vucinic (Juventus; 1 rigore) Mauri (Lazio) Montolivo (Milan) Pandev (Napoli) Dybala (Palermo) Giorgi (Palermo) Parolo (Parma) Rosi (Parma) Sansone N. (Parma)

Florenzi (Roma) Pjanic (Roma) Eder (Sampdoria; 1 rigore) Maresca (Sampdoria) Munari (Sampdoria) Poli (Sampdoria) Paci (Siena) Valiani (Siena) Vergassola (Siena) D’Ambrosio (Torino) Maicosuel (Udinese) Pereyra (Udinese)

classifica marcatori


Domenica 9 Dicembre 2012

La partita

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di Emanuele Tramacere

C’è il gradino azzurro nella scalata interista Continua il percorso di guerra dell’Inter, ma della sfida contro il Napoli può gioire solo la Juventus Archiviata senza troppi patemi d’animo l’amichevole internazionale, andata in scena al ‘Giuseppe Meazza’ contro il Neftci Baku, e consegnata agli annali la classifica finale del girone H di Europa League, l’Inter può finalmente tornare a concentrarsi al 100% sull’obiettivo principale di questa stagione: la corsa ad un posto nella classifica della serie A, valido per la qualificazione alla Champions League 2013/14. Non aver proposto lo “scudetto” come obiettivo stagionale per gli uomini di Stramaccioni, in realtà, non è per niente un ridimensionamento dei nerazzurri, bensì una semplice accortezza, poiché nulla vieta all’Inter di qualificarsi alla prossima Champions League attraverso il primo e più importante dei tre posti a disposizione dei club italiani. L’ambizione e la spregiudicatezza sono sempre state caratteristiche che hanno premiato, nel corso della storia, la società di corso Vittorio Emanuele. Eppure, anche guardando il calendario

I Bioritmi

che accompagnerà i nerazzurri da qui alla fine del girone d’andata (Napoli e Genoa in casa, Lazio e Udinese in trasferta), esprimere cautela è sempre più un obbligo, poiché la scalata verso il vertice della classifica ricorda sempre più un sentiero serpeggiante o, verosimilmente, una ripida e tortuosa scala a chiocciola da affrontare lentamente, gradino dopo gradino. In questo particolare contesto, quindi, il Napoli rappresenta il primo e ripidissimo stadio del percorso ad ostacoli che attende l’Inter. I partenopei erano accreditati fin da quest’estate del ruolo di anti-Juventus. Nel corso delle 15 giornate trascorse finora, tuttavia, l’incertezza sul rinnovo di contratto di Walter Mazzarri e le difficoltà nel trovare un vice-Cavani all’interno della propria rosa, hanno portato il Napoli ad una piccola flessione coincisa, tra l’altro, con lo stop subito allo Juventus Stadium dalla formazione bianconera. In quella rete d’intrecci Stramaccioni creò i presupposti per

di Enzo Occhiuto

I Bioritmi dovrebbero confermare che la vera rivale della Juventus per la corsa allo scudetto è il Napoli, per mancanza di rivali, per caratura tecnica e soprattutto per le precarie condizioni psicofisiche in cui versano i giocatori interisti. Anche Andrea Stramaccioni, dopo la sofferta vittoria contro il Palermo, della scorsa settimana, ha onestamente confessato: “Per quella che è la nostra condizione attuale, la squadra ha dato il massimo”. Speria-

over nella sfida di Europa League consentendo alla maggioranza dei suoi uomini di rifiatare in vista del match odierno. Nessun problema, quindi per Mazzarri che schiererà il suo Napoli nel classico 3-4-1-2. Recuperano tutti, da Campagnaro a Maggio fino al grande ex dell’incontro. L’ex, Goran Pandev, scaricato forse troppo presto nell’immediato post-triplete dall’Inter e desideroso di riscatto, non è anco-

ra al 100%, ma dovrebbe scendere in campo affiancando il miglior Cavani di questa stagione. La spensieratezza con cui potrà schierare il proprio undici il Napoli, non è, invece di casa ad Appiano Gentile. Tanti, infatti, i problemi che attanagliano le scelte di Andrea Stramaccioni che recupera Antonio Cassano, ma perde a causa della squalifica per diffida il titolarissimo Walter Samuel.

DISCO VERDE PER IL NAPOLI

mo che l’Inter, contro avversari in corsa per il titolo, sappia ritrovare lo spirito ed il gioco di Torino. A volte può capitare. Pertanto, dall’analisi dei potenziali bioritmici (forza fisica, sensibilità tecnica, ragionata visione del gioco e istintività) dei singoli giocatori, che presumibilmente scenderanno in campo a San Siro per disputare la 16° giornata di campionato, si evidenzia un maggiore stato di benessere psicofisico del Napoli con 6,02

di Luigi Sada

un primo sorpasso e relativo avvicinamento alla squadra allenata da Antonio Conte. Con la chiusura dei rubinetti della benzina e con i primi infortuni stagionali, concentrati soprattutto nella zona nevralgica del campo, l’Inter è stata costretta a sollevare il piede dall’acceleratore consentendo ai Mazzarri-boys il controsorpasso sulla banda nerazzurra. Il tecnico toscano ha elaborato un ampio turn-

contro un valore medio di 5,99 della squadra Interista. Nello specifico delle potenzialità di rendimento dei vari atleti, si nota che la squadra Napoletana ha una capacità alla resistenza fisica ed alla tonicità individuale di 6,01 maggiore della compagine di casa con 5,93: De Sanctis e Mesto 6,13, Britos 6,26, Hamsik 6,37, Cavani 6,00, Dzemaili 6,32, Vargas 6,26e Dossena 6,44 contro Handanovic e Cambiasso 6,26, Ranocchia

6,13, Juan Jesus e Coutinho 6,20, Pereira 6,50. I partenopei si presentano maggiormente motivati 6,05 e convinti di farcela, dopo la vittoria con il Pescara (5-1) e l’autostima che stanno man mano acquisendo dopo ogni partita: Gamberini e Britos 6,31, Cannavaro 6,45, Mesto 6,22, Inler e Hamsik 6,39, Campagnaro 6,41 contro i neroazzurri Juan Jesus 6,11, Zanetti 6,22, Nagatomo , Coutinho e Palacio 6,45. Anche dal punto di vi-

sta intellettivo e ragionata visione di gioco e istintività il Napoli con 6,09 risulta più agguerrito rispetto alla formazione di Stramaccioni con 6,03: De Sanctis 6,48, Cannavaro , Britos e Cavani 6,42, Dzemaili 6,50, Dossena, Pandev e Aronica 6,46 , Maggio 6,48 contro Handanovic 6,08,Zanetti e Palacio 6,16 , Guarin e Cassano 6,46. Assisteremo ad una partita molto tecnica e vivace dal primo minuto.

lotti? Tutto è possibile perchè la storia del rinnovo del contratto di Wesley ha stufato un po’ tutti, in particolare modo il patron della Beneamata che di quattrini da buttare non ne ha più, o perlomeno si è stancato di metterli a disposizione dei ricchi capricciosi. Nel ping pong fra Sneijder e la società è nel frattempo intervenuto capitan Zanetti annunciando il possibile rinnovo del proprio contratto per un’altra stagione senza dissanguare le casse dell’Inter. In Corso Vittorio Emanuele, intanto, corrono voci su

probabili rinforzi a gennaio e fine giugno. Sempre che i Maya non ci rovinino le feste il prossimo 21 dicembre confermando la catastrofica, già annunciata, fine del mondo con l’arrivo sulla Terra di una asteroide grande come il Texas. Ad ogni modo tranquilli, perché gli Alieni (che secondo alcuni scienziati della Nasa sono già nel Golfo Persico a tenere a bada le navi Usa davanti all’Iran) ci daranno una mano allontanando la minaccia con un micidiale intervento da guerre stellari. Fantascienza? Fino a un

certo punto. Fantamercato invece per Cassano che a termine carriera vorrebbe tornare alla Samp di Ferrara e far pace con Garrone. Tornando alle voci di CVE si parla con insistenza di Pinilla. Il bomber del Cagliari piace a Strama e potrebbe lasciare l’Isola dove approderebbe, quale contropartita, il giovane Coutinho. In pole ci sono diversi ragazzi pronti ad indossare la maglia dell’Inter. I nomi vanno da Ferreyra del Velez a Guidetti del City. In partenza invece il primavera Mbaye con destinazione Livorno.

fantamercato

Pastore sì, Pastore no. All’Inter non c’è dubbio che il giocatore del Psg piaccia, anche se il presidente Moratti, in settimana, ha fatto sapere di preferire Sneijder all’argentino. Pastore, comunque, come già avevamo sottolineato qualche tempo fa, sembra il tipo giusto per Stramaccioni nel quadro della ricostruzione nerazzurra per la prossima stagione. Un cambio fra l’olandese e il giovanotto di Ance-


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L’intervista

BURGNICH FIRMEREBBE PER UN PARI L’ex difensore di Inter e Napoli vede una sfida bloccata da singoli episodi La linea di collegamento MilanoNapoli è, da sempre una bretella molto attiva. Le trattative, gli scambi e i passaggi di giocatori fra nerazzurri e partenopei, infatti, sono stati molto frequenti nel passato e, in alcuni casi, anche molto chiacchierati e dibattuti. Uno di questi è sicuramente il caso di Tarcisio Burgnich, uno dei più grandi stopper della storia del calcio italiano. Vi ricordate la tiritera “Sarti, Burgnich, Facchetti,…” ecco quel Bur-

gnich, due volte campione d’Europa e del Mondo con l’Inter negli anni 64-65, a fine carriera, ha vestito, non senza polemiche anche la maglia del Napoli, con cui è andato vicinissimo alla conquista dello scudetto e con cui ha trionfato nel 1976 in Coppa Italia. Burgnich, lei è stato un ex di entrambe le cosa si aspetta da questa partita? Quali possono essere i punti di forza e le insidie per entrambe le squadre? Il Napoli, in questo momento, sta molto bene fisicamente e mentalmente. Sono su di giri per le vittorie ottenute e sicuramente per questo renderà la sfida difficile all’Inter. I nerazzurri, invece sono in un periodo di calo fisico, probabilmente dovuto alle partite di Coppa e dalla partita con la Juventus che ha privato l’Inter di tantissime energie. Sarà una partita molto chiusa con l’Inter che dovrà stare molto attenta in difesa per poi lanciarsi nelle ripartenze. Un’Inter, però, che arriva a questo incontro con la spia della benzina lampeggiante. A cos’è dovuto questo calo atletico? Nel calcio ci sono delle curve all’interno di una stagione. E’ fisiologico ave-

di Emanuele Tramacere

re dei momenti di appannamento. Se parti forte a inizio stagione prima o poi entri in un periodo di stanchezza fisica a cui, comunque, dovrebbe far seguito una risalita. Non è questione d’inadeguatezza della rosa o di ruoli non coperti, bensì di una situazione in cui l’Inter è entrata nella fase calante della curva. Anche il Napoli ha avuto una piccola flessione coincisa con la sconfitta contro la Juventus, ma era, forse maggiormente legato all’incertezza sul futuro di Walter Mazzarri… E’ una situazione che può succedere nel calcio. Non so quanto sia rapportabile al mondo Napoli, tuttavia quando un giocatore sente la posizione del tecnico in bilico o vede che è in difficoltà, smette di giocare per la squadra e per l’allenatore e inizia anche inconsciamente a giocare per sé stesso. E’ un alibi che le società non dovrebbero mai dare e, proprio per questo, Mazzarri ha sbagliato a rendere pubblica la sua decisione di aspettare a fine anno. Capitolo Sneijder. Anche lei, in passato, ha vissuto una sorta di “trasferimento” forzato proprio nell’operazione che l’ha portata dall’Inter al Napoli. Come giudica, quindi, il

Dimenticare il passato Statistiche del Match

di Severa Bisceglia

braccio di ferro fra l’olandese e la società? Le situazioni sono differenti. Per quello che riguardò me, mi arrabbiai con l’Inter perché nel corso dell’estate, senza che fossi stato avvisato, il club aveva chiuso l’accordo per il mio passaggio al Napoli. Io lo venni a sapere, dopo 12 anni nelle fila dell’Inter, direttamente dal direttore sportivo dei partenopei che mi incontrò e mi disse: “Sei nostro è tutto fatto”. Il caso Sneijder è diverso: la società e il giocatore hanno parlato e troveranno l’accordo che soddisferà entrambi. Da fuori è difficile giudicare su chi abbia ragione, però la società sa bene quello che fa e, se ha ritenuto di agire in questo modo con l’olandese, sicuramente avrà le ragioni giuste per farlo. Lei è stato uno dei più grandi difensori centrali della storia del calcio italiano. La scuola difensiva italiana, però, sembra essersi spenta negli ultimi anni con i soli Ranocchia e Bonucci a farsi portavoce della categoria… La “dinastia” degli stopper come me, come Gentile si è probabilmente spenta con l’addio al calcio giocato di Cannavaro. Le caratteristiche di un

L’Inter la passata stagione subì una delle sconfitte più umilianti dai partenopei. Anche il match odierno è di alto contenuto storico. Il numero di sfide disputate al Meazza nel campionato di Serie A tra le due squadre è di 66. I padroni di casa hanno conquistato 44 vittorie contro le 8 degli avversari. In tutto i pareggi sono stati 14. La vittoria più larga dei nerazzurri risale alla stagione 1931/1932, alla quarta giornata: Inter-Napoli 6-1, con doppiette di Visentin, Serantoni e Ferrero, mentre il gol della bandiera per i partenopei fu realizzato da Mihalic. La vittoria più larga del Napoli è legata alla 44ma giornata della stagione 1932/1933: gli azzurri vinsero espugnando il campo di Milano per 5-3, grazie alla doppietta di Vojak e le reti di Mihalic, Sallustro e Turchi, mentre per i padroni di casa andarono a segno Gravisi, Frione e Ferraris. In Inter-

I cugini in Trasferta

difensore centrale completo come Thiago Silva, ad esempio, devono essere la capacità di marcatura nello stretto, in area di rigore, ma anche la rapidità nell’intervento a partire dalla metà campo fino alla linea di fondo. Né Ranocchia né Bonucci, in realtà sono ancora maturi sotto tutti questi punti di vista. Proprio per questo, probabilmente, sempre più allenatori ricorrono alla difesa a tre, perché i difensori moderni tendono ad andare in difficoltà negli spazi larghi. Un ragazzo che stava crescendo molto bene era Santacroce, ma i suoi ripetuti infortuni e un carattere non facile hanno fermato la sua crescita. Chi vincerà l’incontro fra Inter e Napoli? Ovviamente tutte e due le squadre cercheranno di non perdere per evitare di lasciare spazio alla Juventus quindi un pareggio potrebbe andare bene a tutte e due le squadre. Credo che sarà una partita bloccata su tutti i fronti e, quindi, saranno gli episodi a decidere l’incontro. Cavani e Milito sono i due giocatori in grado di trascinare le rispettive squadre e, probabilmente, la spunterà la compagine che riuscirà a limitare al meglio questi due giocatori.

Napoli si sono visti in totale 194 goal, di cui 130 a favore dei padroni di casa e 64 a degli avversari. Questa partita ha registrato il maggior numero di reti nel secondo tempo: nel primo le due squadre hanno segnato complessivamente 86 goal, nella ripresa la somma sale sino a 108. Nel primo tempo l’Inter è andata a segno 54 volte, il Napoli 32. Nella ripresa l’Inter ha gonfiato per 76 volte la rete, contro le 32 dei partenopei. L’ultimo successo del Napoli risale alla sesta giornata della stagione 2011/2012 con un rotondo 3-0: a segno Campagnaro, Maggio e Hamsik. L’ultima vittoria dell’Inter, invece, è alla 18ma giornata della stagione 2010/2011 e finì con il punteggio di 3-1: doppietta di Motta e rete di Cambiasso, mentre per gli uomini di Mazzarri la rete fu realizzata da Pazienza.

di Andrea Anelli

All’Inferno

la scaramanzia

Il Diavolo in ripresa vuole i tre punti La scaramanzia nel calcio viene prima di ogni altra cosa, come la cravatta gialla di Galliani, la scelta della maglia bianca nelle finali di Champions League o per stare sulla stretta attualità di questo campionato, il sale gettato in campo prima della gara interna con il Genoa, ma i dati dicono una cosa chiara: il Milan è in ripresa. Nelle ultime tre gare di campionato è arrivato un pareggio a Napoli e le vittorie con Juventus e Catania, se poi vogliamo condire il tutto con la vittoria in Belgio che ha dato il passaggio agli ottavi, allora possiamo tranquillamente parlare di ripresa. L’unica nota stonata in questo quadretto idilliaco è la sconfitta casalinga nell’ultimo match del girone con lo Zenit di Spalletti, ma in quel caso sembrava già scritta prima del fischio d’inizio, e così è stato. No, non possiamo dare i meriti solo al Presidente Onorario Berlusconi, che in ogni caso non si vedeva così frequentemente a Milanello dai tempi dei tre olandesi. La squadra ha trovato certezze, solidità e unità d’intenti. Ci sono ancora tante cose su cui Allegri dovrà lavorare, ma i punti fatti nel mentre regalano morale al gruppo anche in vista del futuro che dovrebbe sorridere al

Milan. Torino e Pescara in casa e la Roma di Zeman all’Olimpico sono i prossimi impegni da qui a Natale, poi la sessione di mercato che vedrà il Milan fare la sua parte nonostante il costante lavoro da pompiere di Galliani. Stimolante dal punto di vista tattico incontrare il Torino di Ventura che ha scelto coraggiosamente di giocare sempre con il suo 4-24 tutte le gare finora. Cerci, Bianchi, Meggiorini e Santana costringeranno spesso all’uno contro uno i quattro difensori rossoneri De Sciglio, Mexes, Yepes e Constant. Fondamentale sarà il lavoro tattico dei centrocampisti per andare a raddoppiare, in particolare Nocerino e De Jong. Di contro la fase offensiva dovrebbe risultare più fluida con maggiori spazi da poter attaccare; situazione ideale per il piccolo Faraone. Molto meno stimolanti sono invece le dichiarazioni dello stesso Ventura registrate in settimana “Adesso ci tocca il Milan che però nelle ultime due uscite ha fatto sei punti con un rigore inesistente e un gol in fuorigioco”. L’allenatore granata getta benzina sul fuoco ma attenzione alle scaramanzie e ai detti popolari, “non c’è due senza tre”.


amarcord Domenica 9 Dicembre 2012

7

di Severa Bisceglia

Amedeo Amadei

Amedeo Amadei

Laurent Robert Blanc

Fabio Cannavaro Laurent Robert Blanc

Laurent Robert Blanc inizia a giocare nel Montpellier, con il quale ha militato dal 1983 al 1991. Nel 1991 si trasferisce in Italia, al Napoli di Claudio Ranieri, ma si ferma un solo anno e torna in Francia. Nelle stagioni 19992001 torna a giocare in Italia, all’Inter allenata da Marcello Lippi. In nerazzurro segnerà sei gol in 67 presenze. Il centrocampista Antonio Blasevich cresce nella Triestina ed approda

all’Inter nella stagione 1928-1929, in nerazzurro disputa tre stagioni a ottimi livelli, segna 41 gol in 96 presenze contribuendo alla conquista del terzo scudetto interista, è stato anche il primo calciatore interista ad aver segnato in una Coppa europea. Con i nerazzurri vincerà anche il Trofeo Lombardi e Macchi battendo il Milan per 4-2. Anche Blasevich concluse la sua carriera nel Napoli. Il portiere Ottavio Bugatti arriva al Napoli, l’allora Ottavio Bugatti

Fabio Cannavaro

presidente Achille Lauro pagò 55 milioni per averlo, nella stagione 19531954 e vi rimase per otto anni. Con la maglia del Napoli, nel 1956, vinse il Premio Combi quale miglior portiere della Serie A. Nel 1961 passa all’Internazionale, come portiere di riserva, e vi resta fino a fine carriera. Con i nerazzurri scese in campo 25 volte in campionato, 6 volte in competizioni europee e 2 in Coppa Italia, vincendo 2 scudetti, 2 Coppa dei Campioni e 2 Coppa Intercontinentale. Tornerà a Napoli, a fine carriera, ad allenare le giovanili. E’ stata breve, e a reti inviolate, l’avventura italiana del brasiliano Caio Ribeiro Decoussau acquistato dall’Inter, all’età di vent’anni per 7 miliardi di lire, nella stagione 19951996 e l’anno successivo viene ceduto al Napoli, dove si ferma ancora 1 anno solo. Dopo l’esperienza italiana torna in Brasile e una volta smesso con il calcio si è dato alla carriera di modello. L’irrequieto attaccante Benito Carbone non è riuscito a giocare mai più di un anno nella stessa squadra, arriva all’Inter, dopo un anno passato al Napoli, nell’estate 1995 per 6 miliardi di lire, ma a Milano rende pochissimo, 2 gol in 31 partite. L’anno successivo finisce in panchina e poi ceduto agli inglesi dello Sheffield Wednesday per 7 miliardi di lire. Curioso il pensiero di Vujadin Boskov: “Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma anche compagni”. Tra i tanti degni di nomina, non possiamo dimenticare il “giaguaro”, Luciano Castellini che ha giocato nel Napoli dal ‘78 all’ ‘85 e dal 1989 è stato preparatore dei portieri dell’ Inter, oggi talent scout ancora per i neroazzurri.

Luciano Castellini

dall’incarico. Altro ex, soprannominato “il Fornaretto” perché nasce in una famiglia di fornai a Frascati, il centravanti Amedeo Amadei. Fu uno dei più grandi bomber della Roma e il più giovane calciatore ad andare in gol nella massima divisione, poco più che quindicenne, record che Amadei detiene tutt’ora. Dopo la pausa dei campionati, dovuta alla seconda guerra mondiale, il giocatore fu venduto all’Inter nonostante le proposte allettanti di Juventus e Torino. Anche a Milano si fece valere. Terminò la sua carriera al Napoli, dove giocò le ultime cinque stagioni. Il francese

Laurent Robert Blanc

te centrocampista Salvatore Bagni. Arriva all’Inter nella stagione 19811982, dopo anni eccezionali passati al Perugina, sostituendo, sostanzialmente, Gabriele Oriali. In nerazzurro vincerà solo una Coppa Italia. Nel 1984 viene ceduto al Napoli di Maradona e vi resta per quattro anni. Con i partenopei vincerà ancora la Coppa Italia e uno scudetto sotto la guida di Ottavio Bianchi, altro ex., che fa il suo esordio da calciatore in Serie A con il Brescia. Nel 1966 fu ingaggiato dal Napoli, dove resta per 5 anni. Una volta appese le scarpette al chiodo intraprende la carriera di allenatore. Debutta in Serie A (1983.1994) allenando l’Avellino. Nel 1985 guida il Napoli di Maradona, con cui vince lo scudetto. Dopo un anno passato ad allenare la Roma torna sulla panchina del Napoli. La stagione 94-95 allena l’Inter, ma la sconfitta rimediata, dopo vari fallimenti, contro il Napoli convince Moratti a sollevarlo

Laurent Robert Blanc

Un tuffo nel passato delle due squadre ancora ricco di nomi che hanno indossato entrambe le maglie, iniziamo con il citare, su tutti, gli uomini che hanno allenato le due squadre: Rino Marchesi, Luigi Simoni, Mario Corso (ha allenato le giovanili del Napoli) e Marcello Lippi. Ancora un campione del mondo, oggi dirigente sportivo, Fabio Cannavaro. Il mitico difensore e pallone d’oro detiene il record di presenze (136) in Nazionale e il record di presenze da capitano, sempre della Nazionale (79). Inizia a dare i primi calci al pallone nelle giovanili del Napoli, l’esordio in Serie A, a 19 anni, contro la Juventus. Per risanare le casse il Napoli lo cede al Parma dove, in sette stagioni, vinse due Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa UEFA. Nel 2002 passa all’Inter per 23 milioni di euro. Le due stagioni passate a Milano, però, saranno il periodo più buio della sua carriera. Altro ex di “razza”, l’irruen-


Il campionato Fuori o dentro! Per l’Inter, chiamata al successo col Napoli questa sera a San Siro, è l’ultima spiaggia o quasi. Se non si battono i partenopei si può andare a casa, mangiarsi il panettone di Natale con qualche giorno di anticipo e rinviare a data da destinarsi ogni discorso in merito allo scudetto o a un posto in Champions nella prossima stagione. Insomma, l’Inter di Stramaccioni, vincente domenica scorsa col Palermo grazie a una disgraziata autorete di Garzja, deve fare l’Inter perché i tifosi hanno nuovamente voglia di tornare al successo dopo l’ubriacatura di festeggiamenti con Mancini e Mourinho. La Juve intanto sta alla finestra per vedere come andranno a finire le cose a San Siro. I bianconeri, impegnati nel pomeriggio al Barbera col Palermo, ritroveranno finalmente Conte in panchina e tiferanno probabilmente per l’Inter, dal momento che il Napoli si trova a soli due punti di distacco in classifica. A Palermo non sarà facile, in considerazione anche del rientro fra i rosanero di Miccoli, ma i torinesi possiedono uno struttura che non dovrebbe dare scampo agli avversari di turno. Da verificare anche lo stato di salute del Milan reduce

INTER, SPEGNI IL SOLE DI NAPOLI La Coppa Italia, intanto, regala a Catania uno scandaloso arbitraggio Domenica 9 Dicembre 2012

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di Luigi Sada dall’ininfluente sconfitta casalinga di Champions con lo Zenit di Spalletti. Berlusconi, presente a San Siro, ha bacchettato i rossoneri e nel contempo ha cercato di caricarli per riprendere il passo giusto in campionato. Il Milan oggi affronterà un Toro dalle corna avvelenate per quanto è successo nel derby della Mole la scorsa settimana. Partite della disperazione a Pescara, dove arriverà il Genoa e a Siena, con i padroni di casa nuovamente al Franchi ancora frastornati dall’1-3 incassato in dirittura d’arrivo dalla Roma zemaniana, di fronte a un Catania che in Coppa Italia ha ricevuto il regalo di Natale contro un Cittadella costretto a giocare in nove per l’arbitraggio sfacciatamente casalingo di un tale Merchiori di Ferrara (voto 2) capace di cacciare dal terreno di gioco i veneti Busellato e Da Vito per dei falli veniali. Evidentemente gli ordini dall’alto dovevano ridare al Catania quanto gli era stato tolto nelle gare di campionato perse con l’Inter e la Juve. Bella questa giustizia sportiva che deve tenere sotto controllo la credibilità del calcio. Domani sera chiudono la sedicesima giornata Samp-Udinese e Bologna-Lazio.

A cresta alta

Hamšík L’ Ospite

di Alessandra Caronni

Marek Hamšík è considerato il simbolo dell’era De Laurentiis. E intanto la sua cresta è finita sulla testa di tanti illustri colleghi

Chi è Hamšík Nato a Banská Bystrica, in Slovacchia, il 27 luglio dell’87, Marek Hamšík è soprannominato Marekiaro. Capitano della Nazionale slovacca, è sposato con Martina Franova, con la quale ha avuto due figli: Christian e Lucas. La sorella Miska è sposata con Walter Gargano, suo compagno di squadra nel Napoli tra il 2007 e il 2012.

Champions

di Laura Tangari

casa dello United ma a conquistare la seconda piazza nel Gruppo H, alle spalle del Manchester, è il Galatasaray bravo a rimontare nella ripresa il Braga. Milan al tappeto, invece, a San Siro con lo Zenit di Spalletti che si consola con il biglietto di Europa League dopo aver illuso all’inizio tutta San Pietroburgo e la Russia sulla possibilità di guadagnarsi una scaletta più prestigiosa nel Gruppo C. A rovinare la festa rossonera, Danny bravo ad infilare alle spalle di Abbiati un preciso diagonale. Il Malaga col 2-2 casalingo con i belgi dell’Anderlecht si conferma capolista nel girone dei rossoneri. A valanga il Real di Mourinho con quattro gol rifilati all’Ajax che comunque va in Europa League a spese di un sempre più deludente Manchester City di Mancini, tanto per cambiare, nuovamente kappaò a Dortmund, col Borussia,

bino. Credo che la farò fare anche ai miei figli quando cresceranno. Sento molti ragazzi e anche bambini che chiedono di farsi la cresta alla Hamšík”. Centrocampista centrale, ambidestro, Hamšík predilige giocare da interno di centrocampo con compiti principalmente offensivi. Possiede notevoli capacità offensive che, al primo anno da titolare in Serie A, lo hanno portato a segnare nove gol su azione. Tecnico ed elegante nei movimenti, è stato paragonato a Lampard e Gerrard. Il 23 gennaio Hamšík è stato inserito nella miglior formazione del 2011 del Gran Galà del calcio AIC. Il 19 aprile ha prolungato l’impegno contrattuale con il Napoli fino al 2016. Il 20 maggio ha siglato il gol del definitivo 2-0 nella finale di Coppa Italia contro la Juventus. Ha vinto così il suo primo trofeo di una grande carriera. E riportato la coppa a Napoli dopo 25 anni di buio.

SPLENDIDA JUVE IN UCRAINA

Male invece il Milan, pur promosso Grande Juve in Champions. I bianconeri espugnano Donetsk battendo lo Shakhtar con un gol di Giovinco e staccano il biglietto per gli ottavi conquistando, tra l’altro, il primo posto in classifica nel Gruppo E. Niente da fare invece per il Chelsea di Benitez, micidiale nello stendere i danesi del Nordsjaelland a Londra col punteggio tennistico di 6-1. I Blues, campioni in carica, dovranno accontentarsi di disputare l’Europa League. Negli altri gironi il Bayern Monaco passeggia sul Bate Borisov mentre il Valencia fa il pieno a Lille grazie a un calcio di rigore. Nel Gruppo G un Benfica sciupone (almeno dieci palle gol gettate al vento) resiste al Barcellona (con Messi fuori causa per un infortunio) sullo 0-0, però a superare il turno sono gli scozzesi del Celtic vincitori a Glasgow con lo Spartak Mosca. Colpaccio del Cluj in

Vuole arrivare in alto. E per scaramanzia non pronuncia la parola scudetto, come tutti i suoi compagni. Mentre il suo Napoli gongola in Europa League e tallona la Juve, Marek Hamšík vuole mantenere questo trend. Con 66 gol è nella top ten dei goleador partenopei. Un orgoglio, per lo slovacco considerato il simbolo dell’era De Laurentiis. “Ma più che ai gol, io penso alla squadra. Mi piacerebbe arrivare in doppia cifra soprattutto per conquistare punti utili alla crescita in classifica”. A Napoli lui è felicissimo. Ha un forte legame con il presidente, con la società e con i tifosi. Ama Napoli. “Mi piace tanto sia il calore della gente che la città. Spero di lasciare il segno nella storia del Napoli e ringrazio tutti i napoletani per l’affetto che mi fanno sentire ogni giorno”. Hamšík poi è uno che fa tendenza, in fatto di look. “La cresta ce l’ho sin da bam-

per a una rete di Schieber siglata nella ripresa. Per gli inglesi davvero un brutto momento. Il Borussia festeggia il primo posto davanti al Real Madrid nel Gruppo D. Cade l’altra squadra della Premier, l’Arsenal, nel B per opera dell’Olympiacos. I greci vanno sotto per un gol di Rosicky poi recuperano rovesciando nella seconda parte il risultato con Maniatis e Mitroglou. La squadra di Wenger comunque già qualificata agguanta l’Europa distanziando di un punto l’undici di Jardim. Schalke 04 capolista del Gruppo B davanti all’Arsenal. Viaggia a vele spiegate il Psg che col Porto si prende a Parigi una bella rivincita dopo la sconfitta in Portogallo nel secondo turno. Va in Europa League la Dinamo Kiev, pareggio sotto la neve a Zagabria con i croati che brindano al’unica rete segnata in sei partite nel girone A.


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Finestra sull’Europa di Severa Bisceglia

L’ONDA VERDE

PAREGGIA

Passano il turno anche Napoli

e Lazio, Udinese bocciata Tutto secondo copione. Stramaccioni spedisce in campo i ragazzini della Primavera e l’Inter a San Siro, di fronte a un migliaio di tifosi infreddoliti, pareggia con il Neftci dopo aver provato a vincere la partita con una traversa colpita da Nagatomo a una manciata di minuti dalla fine. L’onda verde, è vero, pur col 2-2 non ha deluso le attese ma è chiaro che non si può pretendere, nel ghiaccio di dicembre, di riempire lo stadio impiegando i bambinetti di Bernazzani (ndr allenatore della Primavera). Oddio, tutti si sono meritati un bel voto in pagella, però l’Inter non può, pur avendo già superato il turno, gettare sul terreno di gioco quattro undicesimi dei titolari. Il Neftci, malgrado i petroldollari di Baku, si è dimostrata una squadra di modesta levatura tant’è che i gol sono arrivati con due soli tiri in porta. Bene comunque fra i nerazzurri il giovane Livaja autore di una doppietta che avrebbe potuto essere una tripletta dal momento che il pallone aveva abbondantemente superato la line di porta. Cassano è entrato nella ripresa ma si è subito capito che Fantantonio era già sintonizzato sulla partita di San Siro col Napoli. Insieme all’Inter le altre nostre rappresentanti che hanno guadagnato con anticipo la qualificazione ai sedicesimi dell’Europa League sono il Napoli e la Lazio

mentre l’Udinese ha già salutato tutti nel turno precedente. Nel Gruppo dell’Inter al primo posto il Rubin Kazan. L’unica formazione italiana a uscire a testa alta in questo ultimo impegno a gironi è stata la Lazio con il bel poker rifilato agli sloveni del Maribor dopo una partenza a tutto gas. La formazione di Petkovic è l’unica ad aver rispettato le attese ed è stata premiata col primo posto del Gruppo J davanti agli inglesi del Tottenham. Bocciato in parte, anche se la qualificazione era già in tasca, il Napoli battuto pesantemente al San Paolo per 1-3 da un non irresistibile Psv. Gli olandesi, sotto di un gol per opera del solito Cavani, non si sono arresi e alla fine, in rimonta, si sono portati a casa un bel successo che servirà da tonico in Eredivisie dove sta primeggiando il Twente. L’altra promossa del girone è il Dnipro a valanga col Solna. Vita dura a Udine per Guidolin, ancora sconfitta, stavolta dal Liverpool al Friuli per 0-1. Passa anche l’Anzhi di Eto’o anche se perdente a Berna con gli svizzeri dello Young Boys. Bordeaux primissimo nel D grazie alla vittoria casalinga con il Newcastle e con l’Atletico Madrid colpito a fondo a Plzen, dove il Viktoria l’ha fatta da padrone. Un elogio, infine, agli israeliani dell’Hapoel Tel Aviv fuori dai giochi ma vincitori con un clamoroso 3-0 sul Coimbra.

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AUZ.! Madonnina del Duomo di Milano, ma queste due squadre milanesi non si fermano più …. Il Milan vince e l’inter pure; per forza a Milano continua a piovere, mo vedi che finisce pure che nevichi, A DE VEDE come nevica. Vorrà dire che farò domanda al Comune di Milano e mi offro come spalatore (di me..a visto tutto sto schifo). Piccolo accenno ai cugini rossoneri che domenica vanno in Spagna, nella corrida (non quella famosa di Corrado) dove si deve prendere il Toro per le corna (quelle che ho anche io) o per le palle (non quelle di Natale che soffre di orchite) per sperare di centrare un’altra vittoria. Haka Toro haka Toro se si vuole battere i granata e continuare a mantenere il lato sinistro della classifica. Di certo i giocatori del Torino, vedendo il rosso delle maglie dei giocatori del Milan, rischiano di surriscaldarsi, proprio come una mia amica che indossa sempre intimo rosso e mi fa diventare un toro, se poi le do 50 euro lei diventa pure una vacca, AUZ … Bisogna pur far girare l’economia, mica possono sempre girare le palle! Però questo Faraone d’Egitto quanto è bravo e quanto segna, altre due pere al Catania; ops vista la regione di provenienza della squadra, altre due arance che fanno bene alla faccia

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vostra e contengono la vitamina “C” (“C” come cu.. o ca..o a seconda di quello che si preferisce ed io li preferisco entrambi). Torniamo ai nerazzurri, più in vetta in classifica rispetto ai cugini e lanciati con la speranza di rompere le chiappe alla Juventus anche se domenica hanno vinto per GARCIA ricevuta contro il Palermo!!!!!!! Ammazza che natiche (come quelle della Belen) se non segnano gli altri tanta GARCIA a San Antonio Cassano prima di vincere. Intramezzo settim-ANALE con le coppe, il Milan miracolosamente già qualificato e l’Inter anche. Che bella domenica di calcio ci aspetta, oltre a Torino-Milan, alla sera, ad Inter, i giocatori nerazzurri affronteranno il Napoli; Milano sarà invasa da tanti tifosi azzurri, consiglio ai polentoni milanesi di uscire di casa senza portafogli/cellulari e di implementare gli antifurti della auto/moto/case, non si sa mai, noi terroni siamo abituati a prendere tutto (e quando dico tutto dico tutto AUZ che dolore!!! E che piacere!!!). Nel freddo cane, come canta Luci-ANO Ligabue, di San Siro riusciranno i 22 atleti a scaldare il cuore (ed il c..o visto quanto sono freddi i sedili di plastica dello stadio) dei tifosi? Di certo ci si aspetta una bella partita e chi vince può candidarsi come diretta antagonista della Juventus. Però cara Inter stai attenta, non è che può sempre andare bene come contro il Palermo, quindi vedi di svegliarti altrimenti il matador Cavani ti mata tutta. Non creiamo altri problemi a Massimo Moratti visto che già ci sta pensando Sneijder, quindi per la sua salute non mi sembra il caso ok? Promesso? Grazie. Ora come sempre, il mio dovere è fatto, vado a ca..re e poi a magnare. Andate come sempre tutti a fare in GOOL. Il vostro stimato ed accreditato giornalista Leone di Lernia saluta lo staff-fungia di Radio 105, tutti i lettori di Stadio5 ed il solito amico Marco (fate la carità anche a lui, andate in Banca ed aprite un conto, siamo sotto Natale…. O è Natale sotto di noi???

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i Club

Alberto e Severino

La tradizionale cena di Natale del Club quest’anno è stata organizzate a Malpensa, dopo Linate, (I due aeroporti del Club) per favorire i soci delle province di Milano e Varese. Si è tenuta il 30 novembre scorso presso il Ristorante “Villa Pio”, nella brughiera del Ticino, famoso per essere stato utilizzato per le riprese del film “Il Bisbetico Domato”, con Adriano Celentano e Ornella Muti. I 34 soci hanno trovato un ambiente elegante e raffinato, grazie all’impegno di Giorgio,della moglie e del figlio. Nella sala, addobbata con un caratteristico Albero di Natale bianco, è stato esposto lo Striscione del Club, mentre ban-

Inter Club

di Giovanni Labanca

Club”. La qualità e la quantità dei cibi è stata apprezzata da tutti. La cena è iniziata con una delle specialità della Casa: un cremoso risotto ai funghi porcini, delicatamente appoggiato su una cialda di parmigiano. La serata è proseguita piacevolmente e, prima della frutta e del Pandoro, Costanza,

Cordoba). L’importo complessivo da donare alle due Fondazioni (250,00 o 300,00 euro) prima di Natale , sarà stabilito il 15 dicembre in funzione delle disponibilità di cassa. Si raccomanda di consultare il sito del Club, la pagina Facebook e Twitter per le informazioni. Alla fine si è passati alla frutta, un ottimo carpaccio di ananas con fragole e gelato alla crema, e poi alla raccolta di fondi. Grazie alla dialettica di Severino e alla generosità dei Soci, sono stati raccolti 215,00

Michele, Alessandro, Valerio, Shixiong, Feng

euro, che consentiranno al Club le donazioni previste. La serata è terminata con un caloroso brindisi augurale e con la promessa di ritrovarsi presto per un’altra bella serata. (Collaborazione di Alberto Servienti).

diere nerazzurre hanno colorato il tavolo del buffet e le pareti. Il proprietario, benché milanista, ha voluto fare una gradita sorpresa: i tavoli tondi, coperti da tovaglie bianche, sono stati impreziositi da candele azzurre su piattini neri e da menù stampati con il logo dell’Inter e con la scritta“Inter

Consigliere del Club, ha fornito dati sulla gestione del Club: il Consiglio Direttivo ha deliberato il 30 ottobre di destinare in beneficienza un importo paritetico alle due fondazioni “PUPI – Por Un Piberio Integrado” (di Paula & Javier Zanetti) e “Colombia te quiere ver” (di Maria & Ivan Ramiro

Brindisi finale

MONOPOLI Joele Petrachi, il 19 novembre, si è svegliato alla solita ora, si è stropicciato gli assonnati occhietti, come per uscire da un sogno impossibile. Era a Milano, a San Siro, con il suo idolo capitan Zanetti, che, mano nella mano, lo accompagnava sul magico tappeto verde della gloriosa Inter. Fantasticava di aver conosciuto tutti i giocatori dell’Inter e di aver ricevuto in don, un completo da calcio proprio da Zanetti. Faceva fatica a svegliarsi da un sogno così bello, fino a quando l’affettuosa mamma non lo ha invitato a prepararsi per andare a scuola. Completamente conscio del nuovo giorno, si è ritrovato, come per magia, il completo da calcio davanti a sé. Ma, allora, ha pensato tra sé e sé, non ho sognato, non ho sognato ! No , caro Joele Petrachi, 8 anni e socio junior dell’Inter Club Monopoli, non hai sognato. Tutto è accaduto il giorno prima, durante Inter Cagliari, come la foto qui a fianco testimonia.

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VIETATO SPROFONDARE Domenica 9 Dicembre 2012

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Un’altra sconfitta in campionato, metterebbe seriamente a rischio la credibilità dei milanesi Basket L’EA7 si rituffa in campionato lunedì sera andando a far visita alla Scavolini Pesaro. La squadra marchigiana proprio il 28 novembre ha cambiato guida tecnica, sostituendo Giampiero Ticchi con Zare Markovski, già tecnico di Milano nel campionato 2007-2008. I milanesi, che oggi sarebbero fuori dalla Coppa Italia, provano a espugnare l’Adriatic Arena per tornare alla vittoria, dopo l’inopinata sconfitta tra le mura amiche di domenica scorsa con Sassari. Tra i marchigiani fari puntati su Daniele Cavaliero, un altro ex delle scarpette rosse (2004-2005 e 15 partite nella stagione successiva, prima di approdare a Roseto). Il playmaker triestino è la nota lieta di questa squadra che sta disputando una stagione piena di difficoltà. Regia efficace nei momenti di grazia, devastante a campo aperto, tira col 51,2% da 2 e 36% dalla linea dei tre punti. E’ sempre nel giro della Nazionale. Altro italiano da tenere d’occhio è sicuramente Andrea Crosariol. Il centro italiano è un punto di riferimento vitale per il quintetto adriatico tanto da meritarsi la scena

di Beppe Vigani

per circa 25 minuti a partita. Tira col 72,1% da 2 e cattura 7,2 rimbalzi a partita. Ottimo controllo del corpo in area, è anche un buon intimidatore sotto canestro. Da Elizbethtown ecco Antwain Barbour, ala saltatrice, non dalle ottime mani, ma contropiedista e quando serve anche rimbalzista. Nella stagione scorsa col Cibona Zagabria ha partecipato all’All Star Game di Croazia vincendo la gara delle schiacciate. Reggie Hamilton è, invece, una guardia che ama penetrare, grazie anche una stazza brevilinea e quindi dedita alla corsa. Tira col 65,5% da 2 e appena col 25% da 3. Il cambio di Cavaliero è Denis Clemente, più che altro pericoloso dalla distanza (35% da 3). Mack Lamont è un altro giocatore da prendere con le molle per l’Olimpia, che di solito soffre questo tipo di giocatori. E’ un’ala forte a rimbalzo, che tira col 58,2 da 2 e 39% da 3. Infine, Sylver Bryan, dalla Tampa University. E’ un centro molto pericoloso sulle seconde palle, tirando col 56,5% e cattura 3,6 rimbalzi a partita con una media di 12,4 minuti giocati.

VINCERE PER CONTINUARE A SOGNARE La formazione milanese cerca di battere l’Asiago per tallonare il gruppo di testa Hockey su ghiaccio

di Debora Cheli

Il miracolo riuscito sabato scorso contro la capolista Val Pusteria non si é ripetuto con il Bolzano. Dopo la schiacciante vittoria in casa per 5-2 con la prima in classifica, l’Hockey Milano Rossoblu ha ceduto il match all’Agorà agli altoatesini, che hanno chiuso l’incontro 2-0, con reti di Insam e Flynn, nonostante le belle occasioni create da Iori, Caletti e Kinasevich. Coach Da Rin aveva riproposto la stessa formazione che aveva battuto il Brunico, ma complice un gioco ad intermittenza, fatto di slanci ed episodi dei singoli, e qualche penalità di troppo, nulla é stato possibile contro un Bolzano trascinante che, a partire dalla vittoria del girone casalingo di Continental Cup, non ha sbagliato più un colpo. Cosi la squadra guidata dall’ex coach dei Vipers

Adolf Insam ha collezionato il decimo successo consecutivo, proiettandosi al secondo posto in classifica, complice fra l’altro l’arrivo del difensore NHL Hjalmarsson che ha dato la scossa ai biancorossi. A Milano non resta che fare autoanalisi per capire cosa non va. A parte la sicurezza di avere un portiere come Raycroft fra i pali, la formazione meneghina ha ancora qualche problema con i ritmi di gioco e la coesione degli elementi. Manca la continuità, ma soprattutto la lucidità sotto porta ; quando i milanesi si trovano in condizione di svantaggio spesso faticano a fornire giocate di qualità, esclusi i tentativi dei singoli, allora puntano a creare più occasioni possibile perdendo di efficacia. Molto resta da fare sul piano del carattere e della personalità della squadra,

perchè la splendida prestazione contro i lupi non resti un exploit isolato. Giovedi prossimo i ragazzi di Da Rin dovranno superare un’altra prova importante, battere l’Asiago. La formazione veneta é a pochi punti dai rossoblu e, nonostante non sia una delle protagoniste del campionato, ha i mezzi per fare una sorpresa poco gradita ai rossoblu . Milano non puo permettersi di uscire sconfitto. La regular season sta per entrare nella fase conclusiva, i playoff e le loro incognite sono dietro l’angolo. Si dovranno fare alcune scelte sul piano del roster. E se, con soli sei posti disponibili in squadra per i giocatori stranieri, uno come Degon diventa un problema più che una risorsa, arriverà presto il momento di prendere decisioni importanti.

GALIBIER , MONTAGNA SACRA Per la prima volta al Giro la vetta francese E’ il Galibier la star del Giro d’Italia 2013. E’ la prima volta che la corsa rosa scala la mitica vetta francese dove al Tour di quattordici anni fa, nel 1998, trionfò Marco Pantani lasciando un segno incancellabile nella storia del ciclismo moderno su strada. Era una giornata fredda, col clima invernale, i fari delle auto al seguito erano accesi e illuminavano il percorso, il Pirata prese il largo quando mancavano 47 chilometri all’arrivo vincendo alla grande, solitario, indossando la maglia gialla. Altri italiani, nel recente passato, erano sfilati sotto lo striscione del Galibier ma l’impresa di Marco aveva qualcosa di straordinario. Nel ’92 toccò a “Coppino” Chioccioli, nel 2003 è stata la volta di Garzelli. Quale sarà il corridore vincente domenica 19 maggio 2013 nella quindicesima tappa che porterà la carovana rosa da Cesana Torinese al Col du Galibier? I pronostici sono aperti. Su tutti Contador, seguito a ruota dal nostro Nibali, con Pozzovivo pronto a sferrare magari l’attacco decisivo. Insomma, ci sarà da divertirsi ma anche da soffrire perché il Galibier è montagna che non perdona. La vetta misura

2642 metri e verrà scalata dal versante del Col du Telegraphe arrivando da St Michel de Mourienne a quota 718. Il confine Italia-Francia verrà superato ai piedi del Moncenisio percorrendo 17 chilometri da Susa. Il Galibier è stato scalato per la prima volta nel lontano 1911. Era il 10 luglio, un lunedì. In cima c’era arrivato Emile Georget. La sua bicicletta pesava oltre 15 chilogrammi. Ma si era in Francia. Adesso, cioè il prossimo 19 maggio, il Galibier si tinge di tricolore, quello italiano, Le porte sono aperte. Sarà un Giro duro perché oltre al Galibier i ciclisti dovranno affrontare lo Stelvio, le Tre Cime di Lavaredo e una maxicronometro di 55 km. L’edizione 2013 del Giro d’Italia partirà da Napoli sabato 4 maggio e si concluderà a Brescia domenica 26 dopo aver percorso 3.403 chilometri distribuiti in 21 tappe. Non vedremo Fiorenzo Magni, il Leone delle Fiandre ci ha lasciati qualche mese fa ma dall’Alto insieme a Fausto Coppi, Gino Bartali, Marco Pantani e tanti altri atleti che hanno fatto la storia del nostro ciclismo ci regaleranno sicuramente un arcobaleno per un grande corsa.

Ciclismo

Domenico Pozzovivo

di Luigi Sada


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Volley

Dall’incontro tra Luca Galli, grande esperto di comunicazione e di radiofonia con trentennale esperienza maturata alla guida dei più grandi network nazionali ed il Consorzio Vero Volley nasce il progetto di Volley Sport Channel, una nuova emittente dedicata al mondo della pallavolo italiana. L’idea della nuova piattaforma si sviluppa intorno alla considerazione che il fenomeno Volley in Italia, pur interessando un universo di 8 milioni d’appassionati, ha bisogno di visibilità mediatica e di raccontarsi ogni giorno, con passione, competenza e dinamismo. Questa esigenza non viene per il momento soddisfatta dalle emittenti televisive e radiofoniche generaliste, che con-

Si è svolta il 30/11 al PalaIper la visita dei partecipanti al corso di sport management Monza - Si è svolta presso la rinnovata sala stampa del PalaIper di via Stucchi la company visit della Sport Business Academy, il centro di cultura manageriale nato su iniziativa di SDA Bocconi School of Management e di RCS Sport, di cui il Consorzio Vero Volley è Team Partner. Tra i partecipanti di quest’anno, oltre al campione di pugilato Clemente Russo, si annoverano anche due volti noti della pallavolo azzurra: il centrale della Nazionale d’oro di Velasco e Bebeto Pasquale Gravina, oggi Presidente del Volley Treviso, e l’ex schiacciatrice Consuelo Mangifesta, oggi responsabile relazioni esterne e eventi della Lega Pallavolo Serie A femminile, vincitrice di quattro scudetti, tre Coppe Italia e due Coppe dei Campioni con la Pallavolo Femminile Matera. La giornata si è aperta con il saluto del Professor Dino Ruta (SDA Bocconi), che ha introdotto la prima visita sul campo per toccare con mano quanto visto in aula nei precedenti giorni: “Grazie al mondo Vero Volley, i cui membri partecipano oggi sia come organizzatori, che come uditori, e grazie con stima ed affetto ad Alessandra Marzari per questa giornata. Per me oggi è una doppia emozione: seguo un po’ da lontano quello che fa il Consorzio, quindi mi sento un po’ a casa e un po’ ospite. Qui vedremo quattro dimensioni: economica, sportiva, sociale e culturale; l’obiettivo della visita odierna è capire come una realtà che non è il calcio possa conciliare queste quattro dimensioni”. La parola è passata ad Alessandra Marzari, Presidente del Consorzio Vero Volley, che ha dato il benvenuto ai partecipanti: “E’ il primo incontro ufficiale che ospitiamo in questa sala, che abbiamo approntato nei giorni scorsi con grande passione; un palazzetto assorbe tante energie, ma ne restituisce altrettante, spero che entrando qui abbiate colto il

di Silvia Fortunato

cedono spazi molto limitati alle partite della Serie A maschile e femminile, ma soprattutto non sono in grado di fornire una copertura quotidiana ad uno sport che nel nostro Paese è secondo solo al calcio. Inoltre è ben noto che le società sportive hanno bisogno di rendere ai propri Sponsor e Partner servizi pubblicitari e di comunicazione con alto contenuto valoriale. D’altra parte, il panorama multimediale non ha ancora affrontato in modo reale l’opportunità di sviluppare progetti editoriali sportivi audio-video da collocare sul Web. Esistono le così dette Web-Radio/TV, che sono di fatto juke-box musicali, che per comodità, semplicità, immagine, vengono definite radio/televisioni, ma che sono totalmente prive dei requisiti artistici e giornalistici per essere considerate vere emittenti. Volley Sport Channel si propone come un vero e proprio progetto editoriale innovativo, che utilizza come piattaforma primaria il Web. L’obiettivo del progetto è creare un mezzo di comunicazione fruibile nelle 24 ore, con notizie aggiornate in tempo reale dedicate agli eventi sportivi ed a quelli da promuovere; con spazi dedicati agli approfondimenti, alla storia ed al futuro della pallavolo italiana. Saranno offerti spazi di promozione e d’informazione: ai Partner istituzionali, agli Sponsor ed alle Aziende Partner delle società sportive. L’alto contenuto informativo sarà fornito dalla redazione giornalistica

dell’emittente, in contatto diretto con le società di Serie A maschile e femminile ed i principali attori del volley nazionale. La colonna sonora dell’emittente (già in onda come test, con la denominazione temporanea di Vero Volley Channel), dal ritmo sportivo, è un punto di forza del progetto, essendo studiata ad hoc per un target sportivo ed ha un carattere dinamico e coinvolgente. Dal prossimo mese di gennaio Volley Sport Channel sarà in onda 24 ore su 24 e sarà fruibile attraverso il proprio portale dedicato, le Home Page dei siti delle Società sportive aderenti, mediante streaming audio-video e sulle maggiori applicazioni dedicate alla telefonia mobile ed ai dispositivi portatili (IPad, IPhone, BlackBerry, Android, Windows Phone, ecc.). Il format musicale sarà costituito dai maggiori successi italiani ed internazionali. Il canale sarà personalizzato con un pacchetto di jingles ad hoc. Il palinsesto sarà costituito da: notiziari istituzionali, oltre ad interventi di 3 minuti (interviste, speciali ed approfondimenti, a rotazione nel corso della giornata) che risulteranno essere delle informazioni sul mondo del Volley e di tutte le iniziative ad esso legate, oltre che a vere e proprie campagne pubblicitarie inerenti gli Sponsor. Sono previsti “cluster pubblicitari” destinati ai Partner istituzionali, agli Sponsor ed alle Aziende inserzioniste.

calore di questo luogo, nonostante la sua grandezza”. Dopo una breve presentazione della pallavolo e del Consorzio, il presidente ha illustrato l’idea di base da cui è nato Vero Volley, ovvero “il valore dell’attività sportiva, che abbiamo scoperto essere supportata da una forte base scientifica: fondamentale in questo l’incontro con la Professoressa Silvia Ciairano, docente universitaria scomparsa pochi mesi fa, per la conoscenza della psicologia dell’età evolutiva e dell’impatto della pratica dello sport in quella fascia di età”. Per sviluppare questa idea di base, “abbiamo declinato un metodo di lavoro caratteristico, che ha portato alla diminuzione del drop out, aumento dei tesserati, elevata qualità tecnica dell’offerta, sviluppo di competenze manageriali, calibrazione del lavoro sui giocatori e sulle squadre, e, aspetto su cui stiamo lavorando quotidianamente, la sostenibilità, soprattutto per quanto riguarda le prime squadre”. Spazio poi alla presentazione di quattro figure importanti all’interno del Consorzio: Michele Marchiaro, allenatore dell’Under 18 femminile Vero Volley Anita Estetica che partecipa anche al campionato di Serie C, vincitore dello scudetto Under 18 a Vicenza; Manuela Benelli, la giocatrice più titolata della pallavolo femminile italiana, oggi allenatrice dell’Under 16 Countdown Monza; Valentina Centenero, allenatrice dell’Under 14 Enerxenia Monza e vincitrice dello scudetto Under 14 a Milano; Claudio Bonati, ex giocatore e ora Direttore Sportivo del settore maschile del Consorzio. Ognuno ha portato la sua esperienza e le motivazioni che lo hanno portato a lavorare in Vero Volley. La testimonianza di Valentina Centenero: “Sono ripartita al Consorzio con squadre di livello più

basso, ma ho visto un nuovo modo di fare pallavolo dove la persona viene prima di tutto e ho dovuto rimettermi in gioco perché arrivavo da una realtà dove invece era l’agonismo a venire prima di tutto. Sono in fondo rimasta me stessa, ma ho cambiato il modo di essere allenatore anche grazie ai corsi di formazione che ho frequentato qui. Anche se ho ottenuto fin qui risultati inferiori a quelli ottenuti altrove, ho provato un’emozione ancora più grande, perché è stata frutto del mio lavoro, traguardi ottenuti in modo diverso”. Ha preso quindi parola Marco Fumagalli, primo allenatore di Vero Volley Monza (Serie A2 maschile), che ha presentato il suo staff e la metodologia di lavoro con la squadra, vista come “qualcosa di dinamico che si evolve: in quest’ottica le figure dello staff devono costantemente aggiornarsi, confrontarsi, osservare sia la squadra che gli avversari e coltivare e far crescere la propria motivazione e quella dei giocatori”. Spazio alle domande interessate e partecipi dell’uditorio e coffee break; alla ripresa l’intervento di Adriano Pucci Mossotti, appena rieletto alla presidenza del Comitato Regionale FIPAV, che ha ricordato che “il volley in Lombardia non è solo numeri: abbiamo tante società di vertice e risultati importanti sul giovanile che ci confortano. Il grosso del lavoro lo fanno le società, la federazione può creare le condizioni per facilitare questo lavoro; Vero Volley è un’esperienza che non ha eguali in Italia: qui si fa un mestiere massivo di qualità, dalla A2, alle attività regionale, ai giovani, cercando di creare un substrato culturale che amplia gli orizzonti dell’attività sportiva”. La relazione di Valentina Centenero, questa volta in veste di responsabile dei progetti scuola e del minivolley, ha illustrato

68° Campionato Nazionale Serie A2 Maschile

Settimana importante per Vero Volley Monza, che ha dovuto affrontare le dimissioni improvvise di coach Marco Fumagalli, arrivate nella giornata di lunedì scorso “per motivi strettamente personali”, come si legge dalla nota stampa diffusa dalla società, ed accolte “con molto rammarico” dalla Presidentessa Alessandra Marzari. La squadra è attualmente nelle mani del secondo allenatore Horacio del Federico, tecnico argentino di esperienza nella seconda serie nazionale che nel suo curriculum ha due promozioni dalla B1 alla A2 ottenute rispettivamente a Oderzo e Genova. Tiberti e compagni arrivano da tre sconfitte consecutive e oggi, domenica, alle 18 sono chiamati al riscatto davanti al pubblico amico del PalaIper di Monza contro la Sieco Service Ortona, terza in classifica con 20 punti ed il turno di riposo ancora da scontare. Gli abruzzesi, neopromossi in A2, sono ripartiti dalle riconferme

di Simoni, Guidone, Scìo, Di Meo, Orsini e del palleggiatore Lanci, a cui si sono affiancati elementi di spicco quali l’opposto Cetrullo (ex Gabeca e Santa Croce), il centrale Sborgia, con decennale esperienza nelle massime serie nazionali; da Città di Castello arriva il carisma dello schiacciatore Lipparini, mentre dalle spiagge della California il talento di Muagututia, come libero c’è l’ex Gabeca Montichiari Zito. “Ortona è la rivelazione di questo campionato – ha commentato il Direttore Sportivo Claudio Bonati – Si basa sulla forza di due schiacciatori importanti che sono Leano Cetrullo e Garret Muagututia, che stanno disputando un campionato sopra le righe. Hanno perso le ultime due gare, quindi sono in una situazione simile alla nostra; nonostante tutto abbiamo ancora la possibilità di accedere alla Final Four di Coppa Italia, il primo obiettivo della nostra stagione, cercheremo di sfruttarla al meglio fino alla fine”.

La Company Visit della Sport Business Academy le modalità di lavoro all’interno delle scuole sia nelle ore curriculari, sia nei corsi pomeridiani di minivolley, con i numeri del progetto (circa 8600 bambini coinvolti), gli obiettivi e le strategie. L’istruttore del Consorzio durante i progetti scuola diventa un “esperto” che affianca l’insegnante e la coinvolge sempre più nelle ore di intervento; è stato illustrato il lavoro di ricerca attraverso i questionari somministrati ai bambini e alle loro famiglie per orientare il lavoro all’aumento della qualità del servizio offerto. Centenero ha illustrato anche i corsi di minivolley, con un cenno particolare al “Minivolley for you”, il corso di minivolley in lingua inglese che il Consorzio promuove per il secondo anno consecutivo.

Alessandra Marzari

Marco Fumagalli Monza, 4 dicembre 2012 - Il Presidente di Volley Milano e del Consorzio Vero Volley, Alessandra Marzari, prende atto, con rammarico, delle dimissioni, strettamente legate a problemi personali, di Marco Fumagalli da primo allenatore di Vero Volley Monza. Il Presidente e la Società ringraziano il tecnico per l’impegno profuso con la prima squadra. Marco Fumagalli continuerà la sua collaborazione con il Consorzio per gli altri incarichi che ricopre all’interno di esso. Al momento la squadra è stata affidata al secondo allenatore Horacio Del Federico, che proseguirà gli allenamenti in base alla programmazione tecnica già stabilita.


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Musica

di Riccardo Sada

Chi ferma Paul Kalkbrenner?

Musicista elettronico, il tedesco esce con “Guten Tag”, il suo ottavo album Il video che circola da alcune settimane è quello di “Das Gezabel”. Senza dimenticare il fratello Fritz, Paul Kalkbrenner resta in famiglia forse quello più prolifico. Nel giugno del 2011 ha pubblicato il suo quinto album in studio, “Wieder Icke”, sulla sua etichetta Paul Kalkbrenner Musik, raggiungendo l’ambito Disco d’Oro dopo soli tre mesi. Nelle settimane seguenti, il dj ha suonato in più di 60 club. Il suo tour di concerti è iniziato a settembre. È reduce anche dalla colonna sonora di platino per “Berlin Calling”, il film che lo ha reso popolare in tutto il mondo e dove ha recitato davvero bene la parte di un dj tossicodipendente.

Chi è Paul Kalkbrenner Nato a Lipsia il 13 luglio 1977, Paul Kalkbrenner è un disc jockey e attore tedesco che inizia a suonare già nella prima metà degli anni ‘90. Nel 1999 segue l’etichetta discografica BpitchControl, fondata da Ellen Allien. È proprio per questa che produce i suoi attuali otto dischi. Nel 2009 esce il suo primo singolo, estratto proprio da “Berlin Calling”: trattasi di “Sky and Sand”. Info su http://paulkalkbrenner.net

E torna anche Boys Noize Audioglobe importa in Italia “Out of the black”, il nuovo album del produttore Boys Noize. Alexander Ridha punta come di consueto sulla electro più alternativa. Il dj lo scorso anno ha deciso di radunare per la prima volta in un album tutti i remix più importanti,

che hanno contribuito a renderlo uno dei nomi più in voga della scena techno mondiale. “The remixes 2004-2011” è suddiviso in due dischi ed include ben ventiquattro canzoni. Tra gli artisti più importanti remixati da Boys Noize figura qui gente come

Royksopp (“Happy up here”), Feist (“My moon my man”), Depeche Mode (“Personal Jesus”), Chemical Brothers (“Swoon”), Daft Punk (“End of line”), Marilyn Manson (“Putting holes in happiness”) e molti altri. Info su www.audioglobe.it

Caveman, torna a Milano: uomini e donne a confronto Caveman, L’Uomo delle caverne, lo spettacolo monologo che, con il nome Defending the Caveman è il più longevo nella storia di Broadway, torna a Milano, a grande richiesta Teatro Lo show, in tour mondiale, ha conquistato i cuori di milioni di persone in più di 15 differenti lingue, prodotto in 30 paesi, tra cui Stati Uniti, Messico, Guatemala, Canada, Sud Africa, Lettonia, Svezia e Germania, Svizzera, Slovenia. Nella versione italiana, prodotta da Teatro Mogul e Teatro delle Erbe, Caveman è interpretato da Maurizio Colombi, già regista del musical dei record Peter Pan il Musical) e vede la regia Teo Teocoli. Frutto di tre anni di studi di antropologia, preistoria, psicologia, sociologia e mitologia, l’opera teatrale originale, scritta da Rob Becker, commediografo, nonché protagonista della versione statunitense, è stata portata sul palco per la prima volta il 26 marzo 1995 allo Helen Hayes Theater di New York, diventando, dopo 2 anni

Attualità

e 702 performance, il monologo di più lunga durata nella storia di Broadway. Questo sguardo preistorico alla battaglia dei sessi è uno studio umoristico che affronta le dinamiche di coppia, spingendo, con forte impronta ironica, sulle incomprensioni tra uomo e donna e su come tali differenze possano creare fraintendimenti. Gli uomini preistorici erano cacciatori e le donne raccoglitrici. Da qui, tutte le abitudini, i linguaggi, le storie si sono modificate. E se lo spettacolo comincia con il video choc che recita “Gli uomini sono tutti stronzi”, durante la serata la trama si dipana per svelare che gli uomini non sono stronzi, ma solo differenti. Il maschio è in grado, come nella caccia, di concentrarsi su un solo obiettivo: per cui, è inutile che lo di-

di Carlo Marnini

sturbiamo mentre legge o guarda la tv, non ci sentirebbe. La femmina, raccoglitrice, si focalizza su più obiettivi diversi: per questo facciamo shopping e in tv riusciamo a captare tutto quello che è andato in onda, raccogliendo informazioni da diversi canali contemporaneamente. Ed è per lo stesso motivo che un uomo in strada, se sbaglia strada, deve abbassare la radio. Le donne hanno un diverso modo di stare insieme tra loro, escono in gruppo e parlano. Gli uomini parlano poco e possono stare un’intera giornata al lago a pesca senza parlare tra loro. Le donne raccolgono molte informazioni, quindi, con una conversazione e si ricaricano pure. Gli uomini che non amano parlare, si ricaricano con i videogiochi. Insomma, non vi voglio

Sono stati confermati in questi giorni i dati allarmanti circa l’andamento dell’economia Nazionale con tanto di elenco funebre di fallimenti, liquidazioni e stallo di aziende una volta produttive e fiore all’occhiello di un sistema produttivo che si basa sulla piccola e media impresa. Molti imprenditori sono subissati da una pressione fiscale inaudita e senza pari, che quest’anno ha avuto una percentuale di incremento quasi del 3% su base annua rendendo oltremodo difficoltosa la ripresa economica e le varie attività produttive. A tutto ciò si aggiunge una stretta sul credito concesso dalle banche a imprese e privati che rende drammatica la precarietà di liquidità di tutto il comparto

svelare tutti i concetti, tutti molto veri e trasversali, nel tempo e nello spazio, visto che sono ancora attuali dal 1995 ad oggi e attraversano impunemente tutte le nazioni in cui lo spettacolo è arrivato: l’uomo è sempre uomo e la donna è sempre donna, ovunque e sempre. Se poi tutte queste sacrosante verità sono condite in salsa leggera ed estremamente esilarante, non stupitevi se tra una risata e l’altra, in platea, le donne annuiscono e danno di gomito al partner, le amiche si guardano complici e gli uomini si sentono colti sul vivo e sono orgogliosi di essere uomini. Da vedere se siete una coppia felice o se siete una coppia infelice. Insomma, sempre: tanto è vero che molti corsi pre matrimoniali vanno d’ufficio a vedere questo spettacolo!

produttivo. Va da se che minori imposte in genere, a cui aggiungerei contributi significativi alle imprese (non a quelle cotte e decotte) recuperabili da una corretta gestione delle entrate tributarie e una più ampia possibilità di accesso al credito, ridarebbero slancio e vitalità ad un sistema che rischia il collasso. Sono molti gli imprenditori, che nell’ultimo anno, hanno investito risorse economiche importanti senza nessun tipo di prospettiva anzi con il concreto rischio di perdere tutto. Nonostante questo alto tasso di rischiosità hanno fatto quello che gli riesce meglio fare…RISCHIARE… Tuttavia gli imprenditori onesti sono allo stremo e stanno programmando liquidazioni “assisti-

di Silvia Arosio

16 Dicembre 2012, 20:45 Teatro Nuovo (Milano) - Piazza San Babila Per info: 02.794026 Con Maurizio Colombi www.teatronuovo.it 31 Dicembre 2012, 21:15 TEATRO DON BOSCO (MILANO) VIA MELCHIORRE GIOIA 48 (ZONA GARIBALDI) Con Maurizio Colombi te“ delle proprie imprese con una drammatica prospettiva di serrata generale nel giro di pochi mesi dalle conseguenze inimmaginabili sull’economia generale del paese. Le imprese sane chiedono di poter fare il loro lavoro, di avere nello stato un alleato e non un nemico che rende la vita impossibile anche con adempimenti amministrativi di ogni tipo che complicano ulteriormente la ripresa economica. Il federalismo fiscale sarebbe una buona risposta alla domanda di equità instaurando una correlazione diretta fra le imposte riscosse in una determinata area territoriale del paese (i Comuni, Regioni) e le imposte effettivamente utilizzate dall’area stessa.


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Gossip & Curiosità di Marjlja Bisceglia

*** Barbara D’Urso alla ricerca dell’anima gemella. La bella napoletana non cerca l’avventura, ma l’uomo della vita ed per questo che non si è più concessa dalla fine dell’ultimo rapporto che risale al 2009, come da lei stessa dichiarato: “Sono casta dal 2009, una cosa difficile da comprendere, lo so, ma per avere una storia con uno mi deve intrigare da tutti punti di vista. Non concepisco l’avventura di una notte. Volessi, sarebbe facile, ne ho ottocento che mi vengono dietro”.

*** Tiziano Ferro e le sue pene d’amore, forse terminate, dopo essere stato lasciato dal suo compagno segreto. Si è vociferato che il compagno fosse Miguel Bosè, ma mai confermato dal diretto interessato. Il cantante, pare, fosse caduto in “depressione”, disertando anche gli impegni professionali, dopo la fine della storia. Ma i bene informati sostengono che si sia già ripreso, è stato visto in un noto locale gay di Milano in compagnia di amiche e di un bel ragazzo. Forza Tiziano, finito un amore ecco sbocciarne uno nuovo.

*** il Duca e la Duchessa di Cambridge futuri genitori. E’ stato ufficializzato con un comunicato di St. James Palace. E’ presto per conoscere il sesso del futuro, terzo, erede al trono d’Inghilterra, ma già si fa sentire e innesca polemiche su quanto sia esagerata la reazione della futura mamma, ricoverata presso il King Edward VII Hospital di Londra per un grave disturbo della gravidanza dovuto alle acute nausee, e la preoccupazione del Duca. Tranquilli, tutto andrà bene, semplicemente: “i figli costano tanto” ed è solo l’inizio. Ma il Duca e la Duchessa non avranno problemi a riposare nelle notti di pianto del piccolo o in quelle coinvolte da febbre o qualsiasi altro problema. I dipendenti a corte sono veramente tanti, qualcuno si offrirà volontario.

*** Raffaella Fico chiede la prova d’amore al padre di suo figlia. L’ex gieffina, che ha partorito Pia, non crede più alle promesse di Mario Balotelli. L’attaccante aveva dichiarato di aver messo la testa a posto e di volersi occupare di suoafiglia, non solo economicamente. Ma la bella neo mamma non l’ha più visto e non ha più sue notizie. Dai giornali apprende delle serate passate in discoteca a divertirsi, ovviamente con altre donne. Pessimo epilogo, se finisse qui.

*** Michelle Hunziker, si vocifera, sarebbe incinta del compagno Tomaso Trussardi. La notizia circola ormai da tempo senza, però, trovare ancora alcuna conferma. La Hunziker e il rampollo dei Trussardi sembrano molto innamorati, quale sigillo più importante se non un bimbo in arrivo? La showgirl svizzera, già mamma di Aurora avuta dall’ex marito Eros Ramazzotti, non ha mai fatto mistero del desiderio di un secondo figlio.


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