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RIZA

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N.

117

Numero 117

O G NI M E SE UN A CURA V IN CEN TE

QUANDO I DOLORI MUSCOLARI CI ROVINANO LA VITA

Ecco come vincerla

Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Postale - D.L.353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 1, LO/MI

SALUTE NATURALE EXTRA

FIBROMIALGIA ECCO COME VINCERLA

Fibromialgia Tutti i nuovi rimedi che eliminano dolori e infiammazioni di muscoli e articolazioni IL MAGNESIO È IL MIGLIOR FARMACO Spazza via tutte le tossine acide: sono la vera causa della malattia COME RICONOSCERLA

Stanchezza, rigidità e insonnia sono i primi campanelli d’allarme

CALMARE GLI SPASMI

Le gocce naturali che agiscono subito: così puoi dormire bene

GLI ESERCIZI UTILI

Il movimento, la postura e lo stretching giusto: meglio degli analgesici


In Toscana è stato messo a punto un programma per i fibromialgici → pag. 6

IL SOMMARIO

Febbraio 2019 - numero 117

3 L’editoriale Fibromialgia: una malattia “nuova” da gestire bene Identikit di un disturbo che predilige le donne e ha sintomi sfumati → pag. 12

6 Notizie dal mondo 8 Il tuo percorso di benessere Fibromialgia: attacca il dolore su più fronti

12 La guida pratica Che cos’è la fibromialgia

16 Vista da vicino Il mental coach Paolo Valli spiega qual è l’atteggiamento antidolore → pag. 24

Puoi riconoscerla! Conta i punti dolenti

20 L’indagine La fibromialgia non è più un mistero

24 Intervista

Vuoi vincere il dolore? Non combatterlo!

31 Piante e integratori contrastano i sintomi ■ ■ ■ ■

Ecco gli aiuti verdi indispensabili per contrastare i sintomi

→ pag. 31

Per spegnere il dolore - Regala sollievo ai muscoli con l’artiglio del diavolo Per calmare la mente - Più lucido e sereno con la griffonia Per depurare l’organismo - Con il magnesio ti liberi delle tossine acidificanti Contro la stanchezza - Ricaricati di energia con la vitamina D

51 Le 4 regole d’oro per i tuoi pasti ■ ■ ■ ■

Prima regola - Tieni sotto controllo gli zuccheri Seconda regola - Proteggi l’intestino con un probiotico al giorno Terza regola - Evita i cibi acidificanti Quarta regola - Fai scorta di acidi grassi Omega 3

63 Scopri come sfruttare il potere della mente Non opporti al cambiamento e libera la creatività


Con un probiotico al giorno puoi rinforzare l’intestino delicato → pag. 56

71 Le buone pratiche contro rigidità e dolori

Dipingere è un’attività che permette di fare pace con il proprio corpo → pag. 66

■ Le sane abitudini - Dormire bene è il primo obiettivo ■ Idroterapia - Un bagno caldo fa passare il dolore ■ Massaggi - Sì ai trattamenti, ma che siano leggeri

90 Terapie Facciamo il punto sui farmaci

94 Focus La cannabis è la nuova speranza?

96 Libri

Le tecniche per migliorare la qualità del sonno e combattere la tensione → pag. 71

Centro Riza

Psicoterapia e medicina naturale INCONTRI DI GRUPPO

Tutti i giovedì con Raffaele Morelli SCOPRIAMO LE NOSTRE RISORSE INTERIORI I disagi esistenziali e i disturbi psicosomatici a volte ci travolgono. E così ricorriamo agli psicofarmaci con la speranza di salvezza. Ma non è fuggendo dal sintomo, o cercando di metterlo a tacere con le medicine, che possiamo risolvere il problema. Questi disagi racchiudono una gemma preziosa: è il grande sapere dell’anima che preme per farci realizzare la nostra vera natura, cioè il nostro essere diversi da tutti gli altri. Perché ognuno possiede Immagini soltanto sue. Gli incontri terapeutici del giovedì sono workshop pratici dove vengono insegnate le tecniche fondamentali per ritrovare il benessere interiore.

Incontri terapeutici di gruppo, condotti dal dott. Raffaele Morelli, medico, psichiatra e psicoterapeuta, tutti i giovedì dalle 17.00 alle 18.30

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Per ulteriori informazioni e appuntamenti telefonare al n. 02 5820793

Farmaci: facciamo il punto sulla ricerca scientifica

→ pag. 90


LA GUIDA

Che cos’è la fi bro È una malattia che colpisce più spesso il sesso femminile. Si manifesta con dolore, rigidità, stanchezza e contrattura

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a chiamano sindrome di Atlante, personaggio mitologico che portava sulle proprie spalle tutto il peso del mondo. Un’immagine che descrive in modo efficace la fibromialgia, patologia di origine ancora sconosciuta che coinvolge i muscoli e tessuti fibrosi del corpo, come i tendini. Il nome deriva dal greco: “fibros” sta per fibre, “myos” per muscoli e “algos” vuol dire dolore. E Atlante, che si porta il mondo sulla schiena, rimanda molto bene al senso di prostrazione e fatica quotidiana, ai dolori che gravano sul tronco, sul dorso, sulla zona lombare e sulle spalle di chi ne soffre. “Sono tutto un dolore”: è la frase che la persona che soffre di fibromialgia usa per descrivere il proprio disturbo. Un dolore più o meno diffuso, dalla testa ai piedi, che appare più intenso al risveglio, associato a senso di gonfiore alle estremità, mani e piedi intorpiditi e freddi. Un dolore che risente del freddo e dell’umido, così come delle variazioni di pressione. Al dolore spesso si accompagna sensazione di bruciore, rigidità, contrattura, tensione ecc. Spesso varia in relazione ai momenti della giornata, ai livelli di attività, alle condizioni atmosferiche, ai ritmi del sonno e allo stress. Oltre al fastidio, che può essere molto intenso, sono presenti sintomi di malessere generale primo fra tutti la sensazione di profonda stanchezza e la grande affaticabilità, oltre che cambiamenti frequenti del tono dell’umore.

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mialgia

6,7%

Ne soffrono di più le donne

Secondo l’Associazione italiana sindrome fibromialgica soffrono di questa patologia circa 2 milioni di italiani. Si tratta però di una cifra poco precisa, perché a oggi non esiste un registro per il censimento dei pazienti quindi si possono fare solo delle stime partendo da studi, analisi e ricerche. Una indagine abbastanza accurata risale al 2005 e ha fornito dei dati interessanti: nei Paesi UE, i malati dovrebbero essere 14 milioni circa, tra il 2 e il 4% della popolazione generale. Lo studio, chiamato “The Feel Study” (Fibromyalgia Epidemiology European Large scale survey) ha evidenziato che la fibromialgia è un disturbo femminile. In Europa, infatti, il problema coinvolge il 6,1 delle donne contro lo 0,5% degli uomni; in Italia, ne soffre il 6,7% delle femmine contro lo 0,3% dei maschi. Questi dati, insieme ad altri calcolati sulla base di indagini condotte su campioni di popola-

Li chiamavano malati immaginari

Delle donne italiane

0,3%

Degli uomini italiani

zione più ristretti hanno concluso che il rapporto di genere è di 9 a 1: su dieci pazienti, nove sono donne. I motivi: la maggiore produzione di estrogeni e la ridotta presenza di testosterone rendono le donne più sensibili al dolore muscolare e scheletrico. Potrebbero incidere altri fattori, come la maggiore attenzione che le donne hanno nei confronti dei segnali del proprio corpo, rispetto agli uomini, oppure c’è il doppio ruolo di lavoratrice e madre, che aumenta i livelli dello stress e sembra influenzare la sensibilità al male e alla sofferenza fisica.

Disturbo “giovane” Solo dal 1992 la fibromialgia è stata riconosciuta come vera malattia

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a fibromialgia è stata considerata a lungo una “malattia fantasma” e chi ne soffriva un “malato immaginario”. Il motivo è semplice: a oggi non esiste un esame strumentale o un’analisi che consenta di effettuare una diagnosi certa. Il riconoscimento del problema è clinico, richiede una corretta interpretazione di tanti sintomi diversi e necessita, quindi, di esperienza, specializzazione e della capacità di “leggere” correttamente i sintomi. Nel 1992, durante i lavori del Congresso Internazionale sul dolore miofasciale di Copenhagen si stabilì che la fibromialgia venisse inclusa nella decima revisione dell’ICD 10, cioè il “manuale” ufficiale internazionale di diagnostica della World Health Organization. Da quel momento la fibromialgia ha ottenuto un riconoscimento come patologia autonoma, dotata di criteri diagnostici propri.

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AZIONI MIRATE

Gli aiuti verdi indispensabili

Scopri vitamine, minerali e vegetali che intervengono sui sintomi, migliorandone la tollerabilità

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on esiste ancora una cura medica che sia specificamente studiata contro la fibromialgia e che dia un risultato definitivo. Sono stati identificati rimedi naturali che possono agire sui sintomi, migliorandone la tollerabilità. È importante però sapere che integratori e fitoterapia da soli non producono l’effetto desiderato. Per contrastare i sintomi della fibromialgia occorre agire su più fronti: dall’alimentazione, riducendo l’acidificazione dei tessuti e tenendo sotto controllo la glicemia, agli stili di vita.

PER SPEGNERE IL DOLORE Ti servono le piante analgesiche

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Le prime da usare sono le piante ad azione antidolorifica, che attenuano il fastidio ai muscoli e alle articolazioni. In primo luogo può risultare utile l'artiglio del diavolo, pianta spesso usata contro i fastidi articolari. Contro gli attacchi acuti possono essere efficaci i germogli. I macerati glicerici di Ampelopsis weitchii possono contrastare i dolori che hanno caratteristiche che fanno pensare all’infiammazione. A essi si può associare la Tilia tomentosa.

A pag. 34 32

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PER CALMARE LA MENTE Sì a griffonia e fiori antiansia

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La fibromialgia è legata a una maggiore sensibilità delle cellule nervose al dolore. Ecco perché può essere utile fare uso di erbe che agiscono sui meccanismi neurologici “a monte”. Un’erba che può avere un’azione curativa in questo caso è la griffonia, che agisce sui neurotrasmettitori, in particolare sulla sintesi della serotonina. La rendono più efficace le erbe antiansia, come valeriana, passiflora e camomilla.

A pag. 38


CONTRO LA STANCHEZZA PER DEPURARE L'ORGANISMO Il tuo miglior alleato è il magnesio La vitamina D accorre in tuo aiuto

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Una cura contro la fibromialgia deve passare attraverso la depurazione dell’organismo. In questo caso, può aiutarci il magnesio. Il meccanismo attraverso il quale agisce è contrastare l’acidosi, condizione che spesso caratterizza le persone che soffrono di fibromialgia. Il magnesio, inoltre, è in grado di ostacolare l’ingresso di sostanze tossiche nell’organismo. E al tempo stesso dà una mano ai muscoli, combattendo dolore e rigidità.

A pag. 42

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Infine, è utile la vitamina D, che potenzia le difese e insieme attenua il senso di stanchezza. La conosciamo come alleato dello scheletro, perché consente al calcio di fissarsi nelle ossa, ma in realtà questa sostanza offre tanti altri benefici, alcuni dei quali interessano chi soffre di fibromialgia. Ecco perché un’integrazione con questo tipo di sostanza può essere utile, soprattutto in inverno.

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PRIMA REGOLA

Tieni sotto control Sì alle verdure Consumare ogni giorno almeno tre porzioni di verdura aiuta a fare il pieno di fibre, che abbassano la glicemia

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a fibromialgia si può gestire anche a tavola. È la conclusione a cui sono giunti i reumatologi italiani riuniti nel convegno Malattie senza dolore. Innanzitutto occorre tenere sotto controllo il peso corporeo; il sovrappeso peggiora i sintomi ma non solo: un’indagine pubblicata sul Journal of Pain condotta nell’Università dello Utah ha accertato che c’è una maggiore incidenza della fibromialgia tra le persone in sovrappeso o addirittura obese. Tra gli alimenti da tenere sotto

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controllo figurano in prima fila gli zuccheri (quelli dei dolci, ma anche pasta e pane raffinati). Questi, infatti, passano velocemente nel sangue e aumentano la glicemia, quindi la secrezione di insulina, che quando è in eccesso può scatenare una reazione infiammatoria che può far peggiorare il dolore. È ormai riconosciuto scientificamente che queste perturbazioni siano legate a una serie di patologie e disturbi molto diffusi in Occidente; tra questi, figurano le malattie autoimmuni e la fibromialgia.


lo gli zuccheri L’effetto sull’organismo

Mente più lucida

Tenere sotto controllo la glicemia permette al cervello di ricevere un nutrimento costante

Ne trae vantaggio anche il cervello

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l primo organo a beneficiare di una dieta che tenga sotto controllo gli zuccheri nel sangue è il cervello. Si nutre infatti di glucosio e oltre la metà del nostro fabbisogno di zucchero quotidiano viene utilizzato per le attività cerebrali. L’ideale quindi è fare in modo che il cervello riceva il suo nutrimento in modo costante, obiettivo raggiungibile proprio con un’alimentazione a basso indice glicemico. Al contrario, il repentino aumento della glicemia, che avviene quando mangiamo troppi carboidrati ad alto indice glicemico, porta l’insulina a togliere dal circolo ematico il glucosio in eccesso; al cervello, dopo un’iniziale sensazione di averne a disposizione alte dosi, ne arriva una quantità ridotta, e si manifestano difficoltà di concentrazione, stanchezza, problemi di memoria. Si manifesta, insomma, quella che è stata definita “Fibro-fog”, la nebbia fibromialgica, il tipico senso di appannamento del pensiero e di calo del tono dell’umore.

L’azione sullo scheletro

Ridurre la glicemia fa bene anche alle articolazioni

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n consumo eccessivo di zuccheri può danneggiare le strutture dei tendini, provocando un loro invecchiamento precoce e aumentando le sindromi dolorose. Alla base di questo effetto c’è un processo chiamato glicazione, innescato proprio dallo zucchero. Le molecole dello zucchero si legano alle proteine e ai grassi e formano gli Age, composti finali della glicazione

avanzata che arrivano a danneggiare le fibre collagene ed elastina, due costituenti del tessuto connettivo, che è parte integrante dei tendini e delle strutture articolari. Non a caso nella dieta contro artrosi e artriti uno dei primi consigli, utile a ridurre il dolore, è proprio quello di ridurre il consumo di alimenti dolci e raffinati. Ebbene, ciò vale anche per la fibromialgia.

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LE SANE ABITUDINI Dormire bene è il primo La qualità del sonno è centrale nella gestione della malattia: per favorirlo, occhio agli orari e... allo smartphone!

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a fibromialgia spessissimo rende difficoltoso il sonno: tre persone su quattro, in presenza di questa patologia, non riescono a passare una notte serena. I disturbi del sonno si possono manifestare in diverse forme: difficoltà di addormentamento, sonno leggero o comunque interrotto da risvegli frequenti causati per lo più dal dolore.

Sonno disturbato Chi soffre di fibromialgia in genere dorme le giuste ore, ma la qualità del sonno è carente e non permette di alzarsi con la giusta energia per affrontare la giornata

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Può funzionare la melatonina

e il sonno non riesce a svolgere il suo compito e non permette di alzarsi riposati, si può ricorrere a un integratore a base di melatonina. Stiamo parlando di un ormone prodotto dall’ipofisi che ha diverse proprietà, prima tra tutte la capacità di agire come regolatore biologico, favorendo la giusta alternanza tra sonno e veglia. Il nostro corpo dovrebbe produrre la giusta quantità di melatonina al calare della sera, quando diminuisce la temperatura esterna e la luce del sole viene gradualmente meno. Se ciò non accade si può rimediare con un integratore.


Stai al buio

Per dormire bene la stanza dovrebbe essere avvolta dall’oscurità, senza luci artificiali esterne

obiettivo Così, il risveglio è molto difficile e contraddistinto dalla sensazione di non avere dormito abbastanza, anche se il numero di ore passate a letto è assolutamente nella media e, in certi casi, persino superiore. Gli specialisti affermano che il sonno, la sua qualità e la difesa del suo potere ristoratore sono centrali nella “gestione” della malattia, al punto che riuscire a intervenire positivamente su questi disturbi può realmente fare la differenza e cambiare il decorso clinico della sindrome.

PERCHÉ È IMPORTANTE RISPETTARE LE NORME DELL’IGIENE DEL RIPOSO

Per le persone affette dalla sindrome è davvero fondamentale seguire quelle che sono note come le regole dell’igiene del sonno. Si tratta di norme di comportamento che i neurologi hanno messo a punto per assecondare il cosiddetto “sonno fisiologico”, cioè quello spontaneo e non indotto da alcun tipo di sostanza. Il sonno fisiologico si manifesta attraverso “finestre”, cioè periodi di tempo che possono avere una durata di circa 30/45 minuti (ma in realtà questa è individuale) in cui addormentarsi è semplice e avviene nel rispetto della giusta alternanza sonno veglia. Spesso però noi tendiamo a contrastare l’insorgere del sonno. O, senza saperlo, a causa di abitudini sbagliate, teniamo, per così dire, chiusa quella finestra. E il risultato può essere quello di un sonno disturbato. Quando ciò avviene su un corpo provato dal dolore fibromialgico, gli effetti si tramutano in maggiore stanchezza, sofferenza muscolare e diminuzione del tono dell’umore.

Sei regole per una notte serena 1

Scandisci gli orari

2

Non forzare il sonno

3

Via gli strumenti elettronici

4

Mangia leggero

5

Cura il comfort

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Evita gli alcolici

Per assecondare la finestra del sonno è necessario rispettare gli orari. In questo modo il corpo si abituerà con il tempo a richiamare il sonno più o meno sempre alla stessa ora.

È il modo migliore per allontanare la finestra del sonno, poiché più la si attende, più aumentano tensioni, nervosismo e frustrazione. Se la sonnolenza tarda ad arrivare, la cosa migliore da fare è non cercarla e distrarsi. Per esempio alzarsi e fare qualcosa di noioso.

La luce azzurrata dei display elettronici agisce, attraverso il nervo ottico, sulle zone del cervello che producono neurotrasmettitori. Cala quindi la melatonina che ha una azione regolatrice dei ritmi circadiani. Per evitare questa “interferenza” lascia questi oggetti fuori dalla camera da letto.

Il pasto serale non deve essere pesante: i pazienti fibromialgici in genere hanno qualche difficoltà digestiva che potrebbe interferire sul sonno notturno. Anche i pasti eccessivamente leggeri sarebbero da evitare perché potrebbero lasciare un languore che determina insonnia.

Attenzione alla temperatura: non deve essere né troppo alta né troppo bassa (18 gradi va bene). Oscura bene la stanza e assicurati di avere un letto comodo. Se necessario modifica l’imbottitura o il tipo di materasso.

Il senso di rilassatezza dovuto al consumo di alcol non garantisce un buon sonno notturno. Al contrario, pur favorendo una sorta di narcosi, l’alcol può favorire i microrisvegli notturni, che abbreviano le fasi di sonno profondo.

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