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www.riza.it DICEMBRE 2016 n. 430 PERIODICO MENSILE ISSN 2499-0418 (ONLINE)

SCOPRI IL TUO LATO CHE NON SBAGLIA MAI

FIDATI DI TE! Così impari a fare sempre le scelte giuste nella vita

LO DICE ANCHE LA SCIENZA La fiducia in se stessi è il vero farmaco della felicità No psicofarmaci! Troppe pillole intossicano il cervello. Ecco cosa fare per evitare la dipendenza

I rimedi naturali che salvano il fegato È l’organo che rigenera la tua energia vitale

Chiedi in edicola i libri “L’arte di essere felici” e “Il mal di stomaco”


A cura dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica

Direttore responsabile: Raffaele Morelli Condirettori: Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante, Piero Parietti Direttore generale: Liliana Tieger Redazione: Giorgio Barbetta (caporedattore) Grafica e impaginazione: Elisa De Gradi Progetto grafico: Roberta Marcante Comitato scientifico: Ervin Laszlo (presidente), Piero Parietti, Maria Ceriani, Emilio Minelli (direttori scientifici), Romeo Compostella, Maurizio Cusani, Pietro Fornari, Francesco Padrini, Maria Rita Parsi, Fiorenza Zanchi HANNO COLLABORATO Testi: M. Battistutta, G. Cataldo, P. Costanzo, P. Fornari, P. Lumia, A. Mantice, C. Marazzina, M. Monciotti, M. Morelli, N. Morelli, D. Mosca, P. Parietti, G. Ruatasio, M. G. Tumminello, K. Vignoli, M. Zanardi Immagini: A. Ruggieri, Fotolia, 123rf.com. Copertina: A. Ruggieri Pubblicità: Direttore: Doris Tieger Luisa Maruelli, Ugo Scarparo Segreteria: Luana Lombardi, Chiara Rizzelli Responsabile amministrativo: Danila Pezzali Segreteria di Direzione: Daniela Tosarello Responsabile ufficio tecnico: Sara Dognini Ufficio abbonamenti: Maria Tondini CORSI DELL’ISTITUTO RIZA Responsabile: Patrizia Peri Segreteria: Pierangela Scapuzzi, Alessandra Montagna REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, SERVIZIO ABBONAMENTI E PUBBLICITÀ: via L. Anelli 1, 20122 Milano, tel. 02/5845961 (8 linee r.a.) - fax 02/58318162 Stampato in Italia da: Rotolito Lombarda S.p.A. 20063 Cernusco Sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia e per l'estero: SO.DI.P S.p.A., via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI) Una copia € 4,20, arretrati € 8,40. Abbonamento annuale (12 numeri): Italia: € 38,00. Paesi europei: € 122,00. Altri Paesi: € 164,00. Oceania: € 218,00. Versamenti da effettuare sul C.C.P. n. 25847203, intestato a Edizioni Riza S.p.A., via L. Anelli, 1 - 20122 Milano. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 190 del 19-4-’80. ISSN 0394-9982 (PRINT) ISSN 2499-0418 (ONLINE)

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n. 430 DICEMBRE 2016

diretta da Raffaele Morelli

SOMMARIO A tu per tu

L’Editoriale Morelli risponde

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Lezioni di autostima

Brutti pensieri: più li scacci, più li rafforzi

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Riza al tuo fianco

I disagi interiori I disturbi psicosomatici Curarsi con i sogni Coppie e amori I tuoi successi

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con Raffaele Morelli

Il giornale delle

Soluzioni

Il tema del mese Medicina naturale

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Associato a:

Interventi

ABUSO DI FARMACI Troppe pillole bloccano lo sviluppo interiore BAMBINI E VIDEOGIOCHI La violenza virtuale spegne le emozioni? PSICOSOMATICA Herpes: un fuoco che aiuta a superare le crisi

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Il giornale delle soluzioni

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La fiducia in se stessi

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Lettere & risposte Il fegato I formaggi Menopausa

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Le interviste impossibili Il cervello e le parole Comunicare le emozioni Sesso e amore Dalla parte di lei Figli nostri Il test del mese

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Riza al tuo fianco

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Il tema del mese

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La medicina naturale

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RIZA al tuo fianco I vostri successi di Daniela Marafante, medico psicoterapeuta daniela.marafante@riza.it

Verso un nuovo amore: ecco le strategie vincenti Carlo e Sara hanno sperimentato l’apatia che coglie chi vive una relazione che si trascina per abitudine. Ma grazie a un periodo di crisi sono riusciti a togliersi di dosso le zavorre mentali e ad aprirsi finalmente al nuovo

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volte le relazioni sentimentali possono diventare una vera e propria zavorra. Accade quando, da occasioni di apertura sul mondo delle passioni, le trasformiamo col tempo in quadretti statici fatti di abitudini e ruoli fissi. È piuttosto frequente che, in casi come questi, uno dei due partner inizi a sperimentare disagi interiori come ansia, depressione o panico. All’inizio non se lo spiega, è convinto che nella sua vita vada tutto a meraviglia. Ma dopo aver dato la colpa al lavoro, allo stress o a qualche malattia inesistente, in molti casi la persona inizia a prendere coscienza della palude sentimentale in cui è rimasto imprigionato. Così ad esempio è accaduto a Carlo, che mi scrive questa bella lettera: «Devo ringraziarla, perché la terapia mi ha aiutato a cambiare la mia vita e a regalarmene una piena di relazioni e di esperienze positive. Ero venuto da lei perché la depressione stava invadendo la mia vita, mentre ora è diventata un ricordo prezioso. Si ricorderà che nelle prime sedute le dicevo di avere una casa, un buon lavoro, tanti amici e una fidanzata con cui stavo da anni. Lo si sarebbe potuto definire un quadretto di vita perfetto. In realtà mi sforzavo di considerarlo così, ma più il tempo passava, più l’energia mi veniva a mancare e non capivo perché: non ce n’era motivo. Poi ho iniziato a leggere le vostre riviste e a riflettere. Nella mia mente sono arrivate domande 24

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sul perché non mi sentivo felice, ma non avevo risposte. Ho smesso di combattere l’ansia e la depressione, ho iniziato ad assecondarle, ad ascoltare cosa volevano da me e soprattutto cosa non volevano più che io facessi. E ho capito che da troppo tempo stavo ormai recitando un “Carlo” finto, che non mi rispecchiava più».

Togli il passato Carlo si è reso conto di un punto

importante: le abitudini e i ruoli che incarniamo tutti i giorni possono diventare una camicia di forza. Non riusciamo nemmeno a vederci senza quell’immagine superficiale, ma così perdiamo di vista chi siamo nel profondo. Finché i disagi non arrivano a darci la sveglia. Una mia paziente, Sara, viveva una situazione sentimentale molto simile a quella di Carlo. Dopo qualche mese di ansia e attacchi di panico aveva capito che la sofferenza nasceva dal suo intestardirsi a vivere con un uomo che non amava più. Alla fine l’aveva lasciato, non senza sofferenza: aveva deciso di rinascere. E un giorno, in terapia, mi raccontò raggiante: «Qualche sera fa sono uscita con un uomo che ho conosciuto da poco e, una volta per strada, mi sono accorta di aver scordato la carta d’identità a casa. All’improvviso qualcosa è esploso dentro di me e ho pensato: “Meglio, stasera non voglio ricordare chi sono, voglio scoprire una me stessa nuova: cosa proverò, cosa sentirò e come


Nuova fioritura Il passato non deve bloccarci, la primavera tornerà di certo

COSA FARE IN PRATICA Tre consigli per prepararsi alla prossima relazione mi permetterò di comportarmi mentre sono con lui”. È stato stranissimo e bellissimo: mi sentivo leggera, senza passato e senza preconcetti. È stata una serata meravigliosa. Non so cosa accadrà, ma ora sono pronta per una nuova storia d’amore».

Via l’identità Lasciare a casa la carta d’identità

per Sara ha significato sospendere, per una volta, il bagaglio di abitudini mentali accumulate in tanti anni. E quando ha messo tra parentesi la Sara che pensava di essere, una Sara nuova si è affacciata all’istante. È il tratto comune di chi rinasce dopo un amore finito ed è proprio così che finisce anche la lettera di Carlo. «Ho capito che dovevo dire basta. Basta a una relazione che mi vampirizzava, basta alle uscite canoniche del sabato fatte per routine e non per piacere e, soprattutto, basta ai luoghi comuni che avevano infestato la mia mente come parassiti. E così ho dato via libera all’istinto, alle parole oneste, alle passioni prima accantonate e poi immolate a idoli troppo esigenti. Con pazienza tutto ha ripreso a scorrere e io ho imparato anche che, in alcuni casi, la soluzione migliore ha il nome del silenzio, dell’accettazione e della cedevolezza». ■

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i sono tre atteggiamenti mentali fondamentali che ci aiutano ad aprire la nostra “anima” e la nostra essenza a nuovi incontri sentimentali e a nuove emozioni.

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Il primo consiglio, come abbiamo visto nelle storie raccontate a fianco, è dimenticare tutto di se stessi e svegliarsi ogni giorno come se fossimo pagine bianche di un nuovo libro. Se nella quotidianità ci siamo adeguati a troppi modelli, cancelliamoli; se ci siamo fatti condizionare dalle aspettative o dai giudizi degli altri, facciamo svanire tutto.

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Il secondo è smettere di farsi domande: è inutile tentare di prevenire ciò che ci aspetta domani e giudicare a priori giusta o sbagliata una relazione. Quando un amore è pensato, diviene costruito, finto e non è più amore.

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Il terzo e ultimo consiglio, ma non per questo meno importante, è aprirsi sempre verso il nuovo, senza pregiudizi e timori. Solo così saremo coinvolti da interessi inaspettati, da comportamenti nuovi e da emozioni che non pensavamo che avremmo mai provato.

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Il tema del mese LA FIDUCIA IN SE STESSI

Ti senti instabile perché

sei diviso in due FIDUCIA IN SE STESSI SIGNIFICA ESSERE SALDI SULLE RADICI, SENZA CERCARE ALL’ESTERNO CONTINUE CONFERME DEL PROPRIO VALORE. RIMPROVERARSI PERCHÉ NON SIAMO COME IL MONDO CI VUOLE CREA INVECE UNA SPACCATURA CHE FA CROLLARE LA FIDUCIA. COME È SUCCESSO A LINA...

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n albero si sviluppa dal suo seme e segue il progetto del seme. Se è un abete diventa abete, non quercia. Cresce in un bosco in mezzo ad altri alberi, in parte si adatta al terreno e al clima, ma ciò che è dipende sempre dal seme. Non passa il tempo a dirsi: «Il mio vicino è cresciuto meglio, guarda che bell’albero! Che invidia, lo odio, io non sarò mai come lui. Accidenti perché non sono anche io così? Cosa ho sbagliato? Perché gli altri alberi non mi amano? Forse è colpa di mio papà che non mi ha amato abbastanza? La verità è che sono nel posto sbagliato, se fossi sulla collina invece... Devo affermarmi di più, diventare un albero migliore e sicuro di sé, devo lavorare su me stesso!». L’albero non lo fa. Tutti noi invece lo facciamo di continuo. Insicurezza e poca fiducia in se stessi, scarso apprezzamento verso le proprie capacità, frustrazione e fantasie su quanto sarebbe bello essere “più qualcosa” (più ricchi, più affermati, più sicuri, più intelligenti, più belli...) sono diffusissimi. Siamo una foresta di alberi un po’ strani che passano il tempo a dire a se stessi quanto sono scadenti. Perché lo facciamo e come smettere?

“Sono la solita” Lina è uno di questi “alberi” sull’orlo del precipizio o forse di una crisi di nervi. «Oggi ero in autostrada per venire qui - racconta a un incontro di gruppo del giovedì con Raffaele Morelli - e di colpo, mentre ero in coda, mi sono resa conto di aver dimenticato a casa il portafoglio! Né soldi, né patente: niente! Ho iniziato a sudare freddo, sono andata nel pallone più totale: “E adesso cosa faccio?”, mi sono detta . “Non posso pagare l’autostrada, non posso pagare la metro, non posso pagare il corso, non posso nemmeno tornare indietro! Sono la solita stupida, non ne faccio una giusta! Perché non sto mai attenta? Sono un disastro!”. Un’ansia pazzesca. Non sapevo cosa fare». Le parole sbagliate «Per l’ennesima volta ho sbagliato e mi sono data della stupida»: è una delle frasi più classiche della sfiducia in se stessi. Ma è anche una frase che la crea. Quando dici così infatti tratti il tuo mondo interno come se fosse composto da due figure: una superiore e una inferiore. Il superiore vuole correggere l’inferiore, dominarlo, domarlo, lo guarda dall’alto e lo giudica. Ovviamente pensi C O N T I N U A A PA G . 5 0

L’albero non si fa domande, non si chiede se è un buon albero. Si fa condurre, si affida al proprio seme. È questo il segreto della fiducia

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LE FRASI DELLA SFIDUCIA • • • • • •

Sono il solito stupido Non valgo niente MI va sempre tutto male Non succede niente di bello Non ce la posso fare Vorrei solo nascondermi

COME SI MANIFESTA LA SFIDUCIA È un continuo peso sul cuore che ti impedisce di volare In coppia: pensi di non meritare l’amore

Una certa dose di dipendenza reciproca tra amanti è normale, ma quando ti accorgi che la vita è una continua implorazione all’altro perché ti conceda il suo amore, e se quella parola non arriva ti sembra di non esistere, l’amore diventa dipendenza e alla base c’è una grande mancanza di fiducia in se stessi.

Con i figli: temi di non essere adeguato Un tempo si era genitori in modo naturale, senza farne un tema di discussione. Oggi è diventato un rebus. E appena perdi un po’ la pazienza o ti accorgi di non aver voglia, per una volta, di giocare con i tuoi figli, subito ti senti un cattivo genitore.

Con gli altri: hai paura di restare isolato Tra ragazzi è frequente: se non sei brillante o al centro dell’attenzione ti senti immediatamente escluso, ed essere esclusi provoca un grande dolore. Per alcuni però funziona così per tutta la vita! Non si accorgono di avere tante altre qualità. Come tratti te stesso? Più cerchi di domarti, più riduci il terreno su cui far crescere l’autostima

Al lavoro: ti senti un fallimento Essere realizzati nel lavoro è spesso confuso con fare un lavoro di prestigio. E quando quel prestigio non c’è o non nella misura sperata, quando la tua strada è stata diversa, ma tua, invece di sentirti unico temi di essere un completo fallimento. T. Morelli

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La medicina naturale

CORPO E SALUTE

IL FEGATO

A dicembre proteggi Stress e stravizi natalizi sono in arrivo: un valido motivo per intervenire a difesa del fegato, uno degli organi più a rischio. Ecco cosa ci offre la natura per accudirlo bene

Rigenerarsi In tutte le culture antiche il fegato è l’organo dell’energia vitale

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icembre è un mese impegnativo per il fegato perché, alla mole di lavoro da svolgere abitualmente, si aggiungono gli inevitabili stravizi alimentari delle feste e il carico di stress, dovuto sia all’accumulo di impegni da assolvere prima delle vacanze natalizie, sia alle incombenze famigliari e alla frenetica corsa ai regali. Per questo è bene tenere a portata di mano i rimedi naturali da usare ai primi segnali di sovraccarico o disagio.


IL RIMEDIO PIÙ INTERESSANTE Il carciofo disintossica e sostiene il fegato stanco

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rba epatica per eccellenza, il carciofo è il rimedio di un fegato “stanco e amareggiato”, dei problemi epatici che si stratificano nel tempo, giorno dopo giorno, e si raccomanda particolarmente per l’intasamento epatico - spesso accompagnato da cattiva digestione, bocca amara, stipsi ostinata associata a gonfiore e senso di pesantezza addominale, stanchezza, pruriti, umore depresso e ipercolesterolemia. Tutti sintomi che rivelano una scarsa produzione di

bile, elemento indispensabile per emulsionare i grassi, prevenire la formazione delle placche di lipidi ossidati sulle pareti dei vasi, promuovere l’eliminazione del colesterolo e limitarne il riassorbimento a livello intestinale. Ricco di fibre alimentari, mucillagini, flavonoidi e inulina benefici per la salute del sistema gastroenterico, il carciofo contiene cinarina, sostanza che oltre a promuovere la produzione di bile e lo svuotamento della colecisti, disintossica il fegato.

il super-organo filtro In medicina UN LABORATORIO CHIMICO CHE ASSORBE E TRASFORMA

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rgano metabolico, il fegato è il centro di stoccaggio e conservazione delle riserve energetiche dell’organismo e un vero e proprio laboratorio chimico di elaborazione e trasformazione delle sostanze assorbite dall’intestino. I suoi compiti comprendono, tra l’altro, la produzione di bile e degli aminoacidi essenziali per formare le proteine; la metabolizzazione di grassi e glucosio e lo stoccaggio degli zuccheri di riserva; la distruzione delle scorie tossiche provenienti dall’esterno o prodotte dall’attività cellulare; la sintesi di albumine e globuline, nonché del colesterolo HDL da inviare ai tessuti e alle ghiandole endocrine per formare gli ormoni steroidei.

In psicosomatica IL CENTRO DEL CORAGGIO CHE RINASCE OGNI GIORNO

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ratto unico e distintivo del fegato è la sua straordinaria capacità di autorigenerarsi, di “ricrescere” come la coda delle lucertole, cosa che lo lega ai temi della rinascita e dell’immortalità. Non a caso in tutte le culture il fegato è considerato l’organo dell’energia vitale, del coraggio e della determinazione - come nella metafora “avere fegato” - mentre “mangiarsi il fegato” o “farsi il fegato amaro” esprimono la sofferenza di un fegato avvelenato da rabbia e frustrazione.

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ALIMENTAZIONE

I FORMAGGI

Una delizia da degustare

senza eccessi Amato da tutti i buongustai, il formaggio è un alimento sano che tuttavia va consumato seguendo alcune semplici regole, con attenzione alla qualità e alle dosi di Giordana Ruatasio

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ra una toma d’alpeggio, un caprino fresco, un pecorino o una burrata, la scelta giusta, soprattutto per chi è un buongustaio, diventa spesso difficile. C’è infatti un mondo variegato dentro a un pezzo di formaggio: la qualità del latte, la stagionatura, la consistenza, il profumo e il sapore: gli intenditori lo sanno bene. Nei ristoranti gourmet il piatto degustazione viene presentato con assaggi disposti in cerchio. In accompagnamento troviamo miele, mostarde e composte di frutta. Spesso viene suggerito un percorso: si comincia dal formaggio più delicato e si termina con quello più saporito. Ecco, così dovremmo consumare il formaggio: come un cibo da degustare. Ne basta una porzione abbinata a verdure di stagione e a una fetta di pane integrale per ottenere un piatto completo oppure una grattata sopra una zuppa, una pasta o un risotto per conferire sapore e appetibilità.Mai eccedere quindi: purtroppo, i formaggi non sono solo una delizia per il palato, sono anche un concentrato di grassi e proteine animali. 82

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Le regole per un consumo consapevole SERVE MISURA, ATTENTI ALLE COMBINAZIONI, NO AI CITRATI

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La prima regola da osservare per mangiare formaggi senza affaticare l’organismo è: consumiamoli con parsimonia. La seconda regola è: evitiamo i formaggi industriali che contengono citrati, polifosfati o altri conservanti. Di solito sono prodotti con latte di animali nutriti con insilati, ovvero cereali stoccati nei silos che, a causa della permanenza in questi contenitori, possono sviluppare microrganismi tossici. Per questo motivo viene aggiunto al formaggio un conservante, di solito la lisozima (E1105), un antifermentativo che ha lo scopo di bloccare lo sviluppo dei batteri nocivi in fase di stagionatura. Preferiamo allora i formaggi artigianali e prodotti con latte munto da animali che pascolano e che si cibano di foraggi privi di ogm e biologici. La terza regola è: non combiniamo il formaggio con altre proteine animali come la carne. Attenzione quindi alle lasagne al forno (besciamella e ragù), ai tortellini alla panna e alla bistecca alla valdostana. Un eccesso proteico di questo tipo ripetuto spesso, oltre a impegnare oltremodo il nostro stomaco, porta a un’acidificazione del pH eccessiva.

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IL MIGLIORE Ricotta: il più digeribile e leggero tra tutti i formaggi Di latte vaccino, pecora, bufala o capra, la ricotta è il più digeribile e leggero di tutta la vasta gamma dei formaggi. Grazie alla sua composizione la ricotta ha un’azione antinfiammatoria sulle mucose dello stomaco e quindi è consigliabile nel caso di gastriti e coliti.

IL PEGGIORE Formaggi industriali fusi e spalmabili: occhio all’etichetta Sono da evitare i formaggini, le creme di formaggio, le fettine e in generale tutti i derivati da formaggi fusi. Per ottenere infatti un prodotto morbido e spalmabile si usano paste di formaggi vari (anche importati dall’estero) e si aggiungono nella fusione a caldo acqua, coloranti, burro e polifosfati che ne garantiscono la morbidezza. Se poi viene aggiunto anche il citrato di sodio (E331) siamo certi che il formaggio è il risultato di scarti di lavorazione di dubbia provenienza.

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