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www.riza.it LUGLIO 2016 n. 425 PERIODICO MENSILE ISSN 2499-0418 (ONLINE)

LE PICCOLE COSE CHE TI MIGLIORANO LA VITA

Le 4 regole d’oro per essere felici Così impari a volerti bene E vanno via tutti i disagi SEGUI IL TUO ISTINTO Non ascoltare nessuno! C’è una guida in te che non sbaglia mai a pag. 48

La vacanza perfetta Cose da fare e da non fare: così svuoti la mente e ti ricarichi di energia

L’intestino felice Pancia gonfia e colon irritabile: tutti i rimedi naturali per vincerli

Chiedi in edicola i libri “Via i pesi mentali” e “Il linguaggio segreto degli incubi”


A cura dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica

Direttore responsabile: Raffaele Morelli Condirettori: Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante, Piero Parietti Direttore generale: Liliana Tieger Redazione: Giorgio Barbetta (caporedattore) Grafica e impaginazione: Elisa De Gradi Progetto grafico: Roberta Marcante Comitato scientifico: Ervin Laszlo (presidente), Piero Parietti, Maria Ceriani (direttori scientifici), Romeo Compostella, Maurizio Cusani, Pietro Fornari, Francesco Padrini, Maria Rita Parsi, Fiorenza Zanchi HANNO COLLABORATO Testi: G. Cataldo, P. Costanzo, P. Fornari, G. Guerini Rocco, P. Lumia, A. Mantice, C. Marazzina, M. Morelli, N. Morelli, D. Mosca, P. Parietti, G. Ruatasio, M. G. Tumminello, K. Vignoli, M. Zanardi, M. Zani Immagini: A. Ruggieri, Fotolia, 123rf.com. Copertina: A. Ruggieri Pubblicità: Elisabetta Alborghetti, Doris Tieger, Luisa Maruelli Segreteria: Luana Lombardi, Chiara Rizzelli Responsabile amministrativo: Danila Pezzali Segreteria di Direzione: Daniela Tosarello Responsabile ufficio tecnico: Sara Dognini Ufficio abbonamenti: Maria Tondini CORSI DELL’ISTITUTO RIZA Responsabile: Patrizia Peri Segreteria: Pierangela Scapuzzi, Alessandra Montagna REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, SERVIZIO ABBONAMENTI E PUBBLICITÀ: via L. Anelli 1, 20122 Milano, tel. 02/5845961 (8 linee r.a.) - fax 02/58318162 Stampato in Italia da: Rotolito Lombarda S.p.A. 20063 Cernusco Sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia e per l'estero: SO.DI.P S.p.A., via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI) Una copia € 4,20, arretrati € 8,40. Abbonamento annuale (12 numeri): Italia: € 38,00. Paesi europei: € 122,00. Altri Paesi: € 164,00. Oceania: € 218,00. Versamenti da effettuare sul C.C.P. n. 25847203, intestato a Edizioni Riza S.p.A., via L. Anelli, 1 - 20122 Milano. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 190 del 19-4-’80. ISSN 0394-9982 (PRINT) ISSN 2499-0418 (ONLINE)

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n. 425 LUGLIO 2016

diretta da Raffaele Morelli

SOMMARIO A tu per tu con Raffaele Morelli

Lezioni di autostima Riza al tuo fianco

Associato a:

La rabbia: come usarla per il “verso giusto” I disagi interiori I disturbi psicosomatici Curarsi con i sogni Dimagrire con la psiche Coppie e amori I tuoi successi

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Soluzioni

LA DEPRESSIONE Nasce un figlio e la coppia va in crisi 32 STILE DI VITA Non è vera vacanza se non ti sconnetti! 36 IL MONDO INTERIORE Ci sono sogni che regalano la felicità 41

Il tema del mese

Segui la tua vera natura e cambia assieme a lei

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Lettere & risposte L’intestino La candida I solari

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Il giornale delle

Medicina naturale

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L’Editoriale Morelli risponde

Interventi

I grandi libri dell’anima Comunicare le emozioni Il cervello e le parole Sesso e amore Dalla parte di lei Figli nostri Il test del mese

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Riza al tuo fianco

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Il giornale delle soluzioni

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Il tema del mese

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La medicina naturale

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L’EDITORIALE Di Raffaele Morelli. raffaele.morelli@riza.it

Entra nel regno

e i desideri si Realizzare i nostri sogni non avviene con lo sforzo, ma con le immagini. Quanto più fai silenzio e ti rifugi nel buio dell’anima, tanto più arrivi alla meta. Ecco l’esercizio per farcela

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Illustrazione di Alberto Ruggieri

olti, ai gruppi del giovedì, mi dicono: «Sono venuto per trovare me stesso». Nel momento in cui cerchiamo noi stessi, stiamo riempiendo il nostro Sé, il nostro Seme Profondo, di modelli esterni. Non cerchiamo noi stessi, cerchiamo in realtà qualcosa o qualcuno cui assomigliare. Così ci roviniamo l’esistenza. Bisogna diventare impersonali. Quando si diventa impersonali si comincia la vera vita di esseri umani. Non prima. Non è un processo che può nascere di punto in bianco: impersonali lo si diventa solo maturando. Il frutto nell’albero lo si raccoglie solo da un certo momento in poi. Cosa vuol dire essere impersonali? È un problema di energia: i poteri del cervello agiscono solo quando siamo capaci di estraniarci dal reale. Nascondersi è la prima vera terapia. Lo consiglio ai miei pazienti. «Non mi dica che cosa non va bene nella sua vita. Questo non la farà guarire. Chiuda gli occhi e immagini di nascondersi». Non si ha idea del sollievo che dà l’occultarsi, entrare nel mondo della notte, sparire. Diventare impersonali è nascondersi. Nascondersi soprattutto dall’idea che ci siamo fatti di noi stessi. Il vero segreto

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Immagina la scena che vuoi che accada e poi scendi la scala del Vuoto e aspetta senza pensarci più. Se è una cosa utile per il tuo destino, il tuo sé la realizzerà da solo


IL BLOG DI MORELLI Cerca gli interventi e i video che ti aiutano a superare i piccoli e grandi problemi con te stesso e con gli altri: riza.it/raffaelemorelli.html

del Nulla

realizzano è lasciare che le cose accadano dentro di noi, che la nostra essenza ci porti dove dobbiamo andare, senza distrarla. Scegliere il Signore dell’Inconscio, il Nulla. Lascia fare al Signore dell’Inconscio Che cosa si deve trovare? Quello che c’è, che c’è sempre stato. «Oggi mi accorgo, a 70 anni» mi dice Claudio «che sono sempre più innamorato del mio lavoro di artigiano. Molti mi chiedono perché non viaggio, perché, adesso che posso permettermelo, continuo a lavorare, perché non mi riposo, perché non faccio le cose che magari sognavo, ma io sto bene così. È più forte di me seguire il mio lavoro». Il mondo che ci circonda vive di domande banali, omologate, tutte uguali. La vita è un lungo viaggio verso di te, per avvicinarti giorno dopo giorno a ciò che sei, a quello che sai fare, che ti viene facile, spontaneo. Bisogna diventare impersonali, lasciar fare a un sapere innato nascosto che caratterizza ciascuno di noi. Prima o poi ci porta a casa. Ada, 55 anni, mi dice che ha trovato la sua via perché «adesso che i ragazzi sono uomini, non ho da occuparmi se non delle cose che mi chiamano». Così si è messa a lavorare in un negozio di fiori. «Lavoro come una matta, mi piace da morire». Ognuno ha dentro di sé un Oracolo, una voce che lo chiama al suo destino. Per sentirla bisogna non ascoltare gli altri, non dar retta a nessuno. Bisogna lasciar fare al Nulla. Sentirsi vuoti e dirsi: «Io non devo interferire, lascio che le cose mi portino, come se fossero il mare che mi conduce alla mia isola». Questa è la terapia del Nulla! Marcella, 48 anni, mi dice: «Finalmente sto bene con un uomo. Viviamo in case diverse, non lo abbiamo scelto, è capitato così. Magari finisce domani, ma sto bene. Non c’è niente da aggiungere. Credo che sia amore, perché tutto ciò che ci unisce è spontaneo, va bene a tutti e due». Forse ha ragione Marcella: ci deve essere nel mondo qualcuno con cui C O N T I N U A A PA G . 6

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LEZIONI DI AUTOSTIMA

Di Vittorio Caprioglio

La rabbia: come usarla per il “verso giusto” «Sono sempre stata una persona tranquilla ma da qualche tempo sembro una furia. E un po’ mi spaventa». Qui si gioca un pezzo importante di autostima: la capacità di assecondare i propri mutamenti, anche quando non li capiamo. Perché ogni trasformazione serve a far brillare meglio la nostra gemma

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aniela mi scrive una lettera molto accorata e dettagliata, che riassumo così: «Ultimamente ho spesso attacchi di rabbia. Sono insofferente e sbotto per niente. Non mi riconosco, io sono sempre stata una persona tranquilla. Mi succede specialmente con il mio uomo. Ma poi mi sento male: lui non se lo merita, anzi quando mi vede così dice che gli piaccio ancora di più. Ma una donna che ama dev’essere dolce, gentile con il suo uomo!». Chi soffre di attacchi di rabbia all’inizio la attribuisce a motivi esterni: una mamma

NON È UN SENTIMENTO DI SERIE B Le emozioni che non ti piacciono? Sono preziose!

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gni volta che ti vengono a trovare sentimenti che non ti piacciono, affidali al mistero, non cercare di spiegarli. Il filosofo Bachelard suggeriva di scrivere i propri segreti in un cofanetto e nasconderli. È un rito antico: nascondere le cose è rimandarle nell’energia segreta dell’anima, che sa curarci. Così fanno gli animali che, quando stanno male, si ritirano in un luogo buio e si affidano all’oscurità. Con se stessi bisogna giocare a nascondino, il gioco preferito dai bambini. Quando i bambini giocano a nascondino, noi crediamo stiano “solo” giocando. No, stanno seguendo l’anima che, nascondendosi, li fa crescere meglio. Li cura, prepara loro uno sviluppo cerebrale migliore. Il lato misterioso è una vera e propria energia terapeutica del cervello.

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PERCEPIRE È MEGLIO CHE CURARE Non devi spegnerla ma essere presente quando c’è

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evi imparare a essere presente agli attacchi di rabbia, ogni volta che arrivavano. Ti accorgerai che quando smetti di reprimerli, diventano sempre più blandi e quell’energia si trasforma in altro: creatività, entusiasmo, nuove idee, capacità di tagliare antichi legami e di gettarsi nei nuovi. Più ci lotti contro, più la rabbia diventa un fiume in piena.

invadente, un lavoro frustrante, un capo arrogante. Con il tempo questa idea cambia, e la causa diventa: ho un brutto carattere, devo cambiare o farò il vuoto intorno a me. Guardare le cose così, però, è vederle dalla parte della superficie, della buccia. La soluzione è sempre nel seme del frutto. L’involucro risente dei condizionamenti mentali esterni. Il seme ci manda la rabbia perché noi ne abbiamo cura, la custodiamo, la riconosciamo come una forza che ci appartiene. La rabbia viene da un luogo misterioso, nascosto, più forte di te: «Non mi riconosco più». Se

il mistero ti manda l’ira, non te la sta mandando per motivi banali, esterni. Ti sta mandando il suo cavaliere, Marte, per proteggerti, per difenderti. Da chi? Soprattutto dall’identità superficiale, buonista, che ti sei fatta di te stessa. La rabbia vuole rompere l’immagine superficiale di una Daniela tranquilla, che forse ha fatto il suo tempo nella tua vita. Una furia da cavalcare «Le donne che amano devono essere dolci, gentili coi loro uomini», dici. La tua anima però non vuole una Daniela tutta amore e dedizione. Vuole la rabbia, la grinta. Perché? Non puoi saperlo: forse per farti incontrare una Daniela nuova che sta nascendo proprio adesso. E del resto, come tu ammetti, il tuo uomo sa che questa Daniela esiste, la intravede e ti ama per quello. Una mia paziente, Margherita, che viveva il tuo stesso problema, un giorno mi ha confidato: «Devo ringraziare la rabbia, mi ha aiutato a liberarmi di un uomo che mi tradiva da anni. Tutti lo sapevano, io fingevo di non vedere. Poi un giorno è scattato qualcosa. Sono diventatata una furia. Per la prima volta in vita mia ero felice della mia rabbia». La rabbia è un cavallo selvaggio: bisogna salirgli in groppa e vedere dove ci porta. L’immagine della persona tutta disponibile si deve completare con il lato opposto. Nessuno è una sola cosa: l’anima lo sa e ci regala i sentimenti che non ci piacciono per ricordarcelo. E poi, non piacciono a chi? Al personaggio ideale che ci siamo messi in testa di essere. Il nostro lato in ombra sa molte più cose del nostro Io. ■

L’ira è come un animale selvaggio. Prova a salire sulla sua groppa e vedi dove ti porta. Ti aiuterà ad attivare risorse che ancora non sai di avere Luglio 2016

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Il giornale delle soluzioni

LA DEPRESSIONE

Nasce un figlio e I RISCHI DA EVITARE Quando non intervenite la situazione degenera • Il rapporto si incrina e la crisi si protrae tra litigi e frustrazioni. • Si accumula rancore non solo verso il partner ma anche verso genitori e suocere, con tendenza alla ripicca. • Compaiono sintomi psicosomatici, come cefalea, stanchezza cronica, dermatiti, vaginiti o cistiti, gastriti e reflusso gastroesofageo. • Si pongono le basi per una futura separazione o per una relazione extraconiugale usata come valvola di compensazione. • Si sviluppa anche individualmente un atteggiamento depressivo.

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Apriti cielo Un figlio proietta la coppia nel futuro, all’esterno. Ma se si chiude nascono stress e difficoltà


I SINTOMI DA TENERE D’OCCHIO Fate attenzione a questi segnali di sofferenza • Perdita dell’intesa e della complicità di coppia nelle piccole e grandi scelte. • Atteggiamento ipercritico verso il partner, cui non si perdona nulla. • Drastica riduzione del dialogo, in nome di una richiesta di efficienza. • Abolizione dei momenti di intimità, non solo sessuale ma anche affettiva. • Litigi per difendere i propri genitori dalle critiche continue del partner.

la coppia va in crisi È una variante della depressione post-partum e non colpisce solo la madre, ma entrambi i genitori, tra caduta del desiderio, litigi e intrusioni indebite dei nonni. È in netta crescita tra i motivi di separazione. Salvare la coppia è possibile se si agisce assieme

L’

attenzione alla depressione post-partum è una delle conquiste più significative della medicina dei nostri giorni. Una condizione clinica importante, sempre più frequente ma per molto tempo trascurata. Si interviene a livello di informazione, con la psicoterapia, con le terapie di gruppo e i gruppi di auto-aiuto, nei casi veramente gravi anche con i farmaci. Ma c’è un’altra forma di disagio post-parto ancora poco riconosciuta: quella che colpisce la coppia di neo-genitori. Non intendiamo il fisiologico ma transitorio squilibrio che la relazione sentimentale vive nei primi tempi dalla nascita del figlio, ma la crisi, che può condurre sull’orlo della separazione, che i due partner, innamorati fino a poco prima, vivono nei mesi successivi.

Tensione palpabile

Non lo dicono solo le osservazioni degli psicoterapeuti, ma anche i dati sociologici: vi è un netto aumento delle separazioni poco dopo la nascita del primo figlio (o, spesso, del secondo). Nel giro di poche settimane, infatti, inizia un palpabile nervosismo: lei inizia a vedere lui come inadeguato a esserle di aiuto, spesso

assente o fisicamente o mentalmente; lui inizia a vedere lei come troppo pressante nelle richieste, troppo critica e incontentabile. Lei percepisce che dedicarsi totalmente al bimbo crea malumore nel partner, che si sente trascurato; lui si sente trascurato e accumula rabbia. Lei spesso ha meno voglia di far l’amore - è una condizione fisiologica - mentre lui cerca conferme con insistenza, ma poiché entrambi non riescono a spiegarsi, la tensione sale fino a diventare esplosiva.

Indietro nel tempo Ma in molti casi c’è dell’al-

tro. La coppia chiede aiuto in modo eccessivo e maldestro alle famiglie di origine, che - volontariamente o tirate dentro con la forza - invadono l’atmosfera familiare e la relazione. I due partner si ritrovano di nuovo nella condizione di “figli che vengono accuditi dai genitori”, una situazione psicologica paradossale: c’è una nuova famiglia che ha per genitori i nonni e, per figli, i due partner più il figlio neonato (e, se ci sono, altri figli piccoli). In questo contesto la coppia perde la sua connotazione passionale, erotica e adulta e diventa rapporto fraterno. E fioccano i conflitti, più o meno dichiaC O N T I N U A A PA G . 3 4

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Il tema del mese

Segui la tua e cambia assieme a lei Le 4 regole d’oro per essere felici 1. Hai un problema? Guardalo dall’alto 2. Impara l’arte di non decidere 3. Sposati con la tristezza: diventa gioia 4. Lascia fare al tuo lato ombroso

A cura di Vittorio Caprioglio medico, psicoterapeuta Hanno collaborato: C. Marazzina, P. Lumia, D. Mosca. Immagini: A. Ruggieri.

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È il segreto per superare i disagi della psiche uscendone più completi, più sani e più felici

vera natura In questo numero La vita è un fiume che non sta mai fermo, si muove e si trasforma continuamente. Solo grazie a questo movimento può arrivare al mare, al proprio compimento. Come fare a non perdersi? A vivere bene gli ostacoli, le deviazioni, le difficoltà che incontriamo sul cammino? C’è qualcosa dentro di te che ti porta per mano. È la tua natura, la sorgente inesauribile della tua unicità. Ciò che devi fare è non ostacolarla, non interferire, imparare ad assecondarla. Soprattutto nei momenti difficili. Così, diventando cedevole come l’acqua, puoi trovare benessere e gioia di vivere.

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La medicina naturale

BELLI DENTRO E FUORI

I SOLARI

Grandi novità sotto Antiche e sempre valide regole e risultati innovativi della ricerca cosmetica naturale: un mix efficace per assicurarci un’estate abbronzata e sicura di Gabriella Cataldo

COSA DEVE FARE UN BUON SOLARE Sei qualità che garantiscono una difesa a tutto campo 1 Un buon solare fornisce una protezione ad ampio spettro sia per raggi Uvb che per Uva. 2 Deve essere fotostabile, cioè non subire degradazioni e perdere efficacia quando viene esposto alla luce. 3 Resiste all’acqua e alla sudorazione. 4 Deve avere anche una funzione-scudo contro i raggi garantita dalla presenza di

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ossido di zinco, schermo inorganico ad alto potere protettivo. 5 È innocuo per la pelle e per l’organismo, cioè rimane sulla superficie cutanea e non penetra in profondità. 6 Esercita anche un’azione antiradicali con oli, enzimi e nutrienti che aiutano a contrastare i danni dei raggi solari.


LA COSMESI NATURALE Ecco le soluzioni bio che aiutano la pelle a difendersi Le novità più interessanti dei solari di ultima generazione sono gli ingredienti naturali che migliorano sia la protezione che la cura della pelle. Ecco i più innovativi. • Olio di sesamo (Sesamum indicum): viene molto usato nella preparazione di prodotti solari perché tra i lipidi vegetali risulta essere il più efficace nell’azione filtrante in relazione ai raggi Uvb. • Olio di oliva (Olea europea): prezioso per

l’apporto di nutrienti lipidici e di vitamina E. • Olio di argan (Argania spinosa): estratto dai frutti dell’albero che ha garantito per secoli pelle sana e nutrita alle popolazioni berbere sotto il sole del deserto. • Aloe vera (Aloe barbadensis): prezioso alleato antinfiammatorio, rigenerante, idratante, ricco di aminoacidi, vitamine, perfetto per solari e doposole.

ARGAN ALOE

il sole di luglio I

l mondo dei cosmetici solari è in continuo fermento. Man mano che si approfondiscono gli studi sui danni degli ultravioletti alla cute, di pari passo proseguono le innovazioni e i miglioramenti che le case produttrici apportano ai loro prodotti. Ogni anno le formule si arricchiscono di nuovi ritrovati che garantiscono una sempre maggiore protezione con minori ricadute sulla salute della pelle. Ma, nonostante i prodotti sempre più perfezionati, resta sempre proibita l’esposizione al sole nelle ore più calde, dalle 11 alle 16,30, anche se si usa la protezione massima. In quelle ore gli ultravioletti aggrediscono in modo molto più violento e l’effetto è aumentato dall’azione del riverbero della sabbia e dell’acqua. Inoltre il calore eccessivo impoverisce il corpo di liquidi, sali minerali, vitamine indispensabili per la buona salute dell’organismo e per le difese immunitarie. Quindi in queste ore è caldamente consigliato stare all’ombra e usare protezioni come cappelli, ombrellini, occhiali, magliette se proprio non si può fare a meno di stare al sole.

Usa il cervello Ma perché siamo sempre bom-

bardati da raccomandazioni sulla pericolosità dell’esposizione agli ultravioletti? Prima di tutto perché continuiamo a esporci in maniera scriteriata e i casi di melanoma aumentano, in secondo luogo a causa dell’assottigliamento della fascia di ozono che lascia passare ultravioletti meno filtrati,

VALORI DI PROTEZIONE Metti sempre la crema e attento: sotto il fattore 15 non fa nulla La capacità protettiva dei solari è calcolata in SPF, cioè “fattore di protezione solare”. • Protezione massima - sopra 50 - Corrispondente alla dicitura “protezione totale”. Adatto alle pelli chiarissime e ai primi giorni di esposizione per le zone più esposte come spalle, viso, décolleté, permette comunque di dar modo alla pelle di produrre la melanina, cioè l’abbronzatura (in una pelle molto chiara occorrono 4 o 5 giorni perché si sviluppi). • Protezione 30-50 - Protezione alta, adatta ai primi giorni di esposizione per tutti i tipi di pelle e sempre per le pelli chiare. • Protezione 15-30 - Protezione media, da usare sempre, anche quando si è raggiunta una buona abbronzatura perché previene i danni che gli ultravioletti comunque causano alla pelle. • Protezione fino a 10-15 - Protezione bassa, non è considerata sufficiente alla difesa della pelle. Importante: affinché sia veramente protettivo, il solare deve essere steso abbondantemente e spesso nell’arco della giornata, soprattutto dopo bagni, docce o grandi sudate sotto il sole.

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