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www.riza.it GENNAIO 2017 n. 431 PERIODICO MENSILE ISSN 2499-0418 (ONLINE)

IMPARA A VOLERTI BENE: È FACILE

2017 SONO FELICE PERCHÉ MI AMO

Le 3 mosse che ti regalano autostima e salute PRENDITI CURA DI TE Questo è il vero obiettivo per l’anno nuovo a pag. 42

Troppo autocontrollo ti fa ammalare Guai a reprimere la rabbia, le lacrime, gli istinti a pag. 32

Gastrite e reflusso Scopri tutti i rimedi naturali che ti aiutano a mandarli via subito a pag. 76

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A cura dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica

Direttore responsabile: Raffaele Morelli Condirettori: Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante, Piero Parietti Direttore generale: Liliana Tieger Redazione: Giorgio Barbetta (caporedattore) Grafica e impaginazione: Elisa De Gradi Progetto grafico: Roberta Marcante Comitato scientifico: Ervin Laszlo (presidente), Piero Parietti, Maria Ceriani, Emilio Minelli (direttori scientifici), Romeo Compostella, Maurizio Cusani, Pietro Fornari, Francesco Padrini, Maria Rita Parsi, Fiorenza Zanchi HANNO COLLABORATO Testi: M. Battistutta, G. Cataldo, P. Costanzo, P. Fornari, P. Lumia, A. Mantice, C. Marazzina, M. Monciotti, M. Morelli, N. Morelli, D. Mosca, P. Parietti, G. Ruatasio, M. G. Tumminello, K. Vignoli, M. Zanardi Immagini: A. Ruggieri, Fotolia, 123rf.com. Copertina: A. Ruggieri Direttore Pubblicità Doris Tieger Ufficio Pubblicità: Luisa Maruelli, Ugo Scarparo Segreteria: Luana Lombardi Responsabile amministrativo: Danila Pezzali Segreteria di Direzione: Daniela Tosarello Responsabile ufficio tecnico: Sara Dognini Ufficio abbonamenti: Maria Tondini, Clarissa Cazzato REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, SERVIZIO ABBONAMENTI E PUBBLICITÀ: via L. Anelli 1, 20122 Milano, tel. 02/5845961 (8 linee r.a.) - fax 02/58318162 Stampato in Italia da: Rotolito Lombarda S.p.A. 20063 Cernusco Sul Naviglio (MI) Distribuzione per l’Italia e per l'estero: SO.DI.P S.p.A., via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI) Una copia € 4,20, arretrati € 8,40. Abbonamento annuale (12 numeri): Italia: € 38,00. Paesi europei: € 122,00. Altri Paesi: € 164,00. Oceania: € 218,00. Versamenti da effettuare sul C.C.P. n. 25847203, intestato a Edizioni Riza S.p.A., via L. Anelli, 1 - 20122 Milano. Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 190 del 19-4-1980. ISSN 0394-9982 (PRINT) ISSN 2499-0418 (ONLINE)

n. 431 GENNAIO 2017

diretta da Raffaele Morelli

SOMMARIO A tu per tu con Raffaele Morelli

Riza al tuo fianco

Il giornale delle

Soluzioni

Il tema del mese

L’Editoriale Morelli risponde

I disagi interiori I disturbi psicosomatici Curarsi con i sogni Coppie e amori I tuoi successi

I CAMBIAMENTI La “mente colorata” fa superare le crisi PSICOSOMATICA Quando trattenersi troppo fa ammalare LE RELAZIONI VINCENTI L’arte di affermarsi è a portata di mano

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Riza al tuo fianco

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2017 Sono felice perché mi amo

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Notizie dal mondo Lettere & risposte La buona digestione Il cioccolato Cosmetici di qualità

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Il giornale delle soluzioni

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Medicina naturale

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Interventi

Le interviste impossibili Comunicare le emozioni Il cervello e le parole Dalla parte di lei Sesso e amore Leggi e persone Figli nostri Il test del mese

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Il tema del mese

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La medicina naturale

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RIZA al tuo fianco Disturbi psicosomatici di Daniela Marafante, medico psicoterapeuta daniela.marafante@riza.it

L’ORTICARIA Ritrova la tua vera vita e il Carlotta ha messo da parte le sue passioni per la famiglia. Ora lavora controvoglia nell’azienda del marito. E non ha il coraggio di manifestare i suoi bisogni. Finché un’orticaria insistente e un sogno arrivano a svegliarla

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arlotta viene da me in terapia per una fastidiosa forma di orticaria che la tormenta con dolorosi pruriti su tutto il corpo. «È come se la mia pelle andasse a fuoco, dottoressa» mi dice con aria molto angosciata e, direi, infastidita. «Perché, vede, questo prurito non mi permette di fare il lavoro che, dopo la nascita dei miei due figli, ho deciso di accettare per aiutare economicamente la mia famiglia e mio marito. Sì, dottoressa, lavoro nella sua azienda, fortunatamente con un part-time, perché ciò che faccio non mi attrae molto. È un lavoro noioso e soprattutto lontano da quello che io amerei fare veramente: occuparmi degli animali e della natura. Ma oramai sono sogni lontani e irraggiungibili!». Mentre Carlotta mi racconta la sua vita attuale mi accorgo che, anche se cerca di non farlo, deve grattarsi spesso molte parti del corpo. Evidentemente 16

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l’orticaria è arrivata in seduta assieme a lei, per far vedere quanto è fastidiosa e non gestibile.

Rinunce eccessive La storia di Carlotta ci parla

di una forte contraddizione tra la sua vita desiderata e quella vissuta. «A 19 anni mi ero iscritta a veterinaria. Adoravo gli animali! Poi però mi sono persa perché volevo tutti 30 agli esami e così sono andata fuori corso. Pensi: mi mancavano solo sei esami alla laurea! Così mi sono


L’orticaria in psicosomatica Sulla pelle si manifesta la rabbia e la voglia di un’esistenza diversa L’orticaria è una malattia caratterizzata da ponfi pruriginosi. Può essere causata da allergie a sostanze esterne, ma spesso è dovuta a stress psico-emotivi. La pelle è l’organo che ci riveste totalmente, quindi ci identifica: se non stiamo realizzando il nostro “destino” ce lo fa capire con queste eruzioni cutanee che prudono e bruciano. E possono essere legate a un fastidio verso relazioni o ambiti della nostra vita percepiti come estranei o fastidiosi, ma anche acquisire una valenza simbolica legata alla sessualità (non si parla a volte di “voglie pruriginose”?). La terapia? Arrabbiarsi quando è il momento, non lasciarsi bloccare dai pregiudizi, basta con sacrifici o autopunizioni. IL RIMEDIO A livello locale poi è molto utile applicare un unguento naturale a base di calendula.

prurito se ne va

Sogni illuminanti Alla seduta successiva Carlotta

appare diversa, non più cupa, ma piena di energia e desiderosa di raccontarmi un sogno che l’ha aiutata a prendere decisioni importanti. «È stato sconvolgente, ma dopo la sera in cui ho parlato con mio marito del mio desiderio di cambiare lavoro e di dedicarmi alla natura, di notte è venuto a trovarmi questo sogno. Sono in una stanza luminosa e vedo da lontano passare un serpente, forse un cobra. Sono spaventata, ma anche affascinata: è un serpente potente. Per fortuna è lontano, penso, ma lui si avvicina e io allora salto su un tavolo. Lo guardo: è strano e ha la coda ricoperta di peli rossi e il corpo simile a quello di una volpe. Sento che non riuscirò a sfuggirgli e penso che abbia fame; allora cerco qualcosa e trovo del pane da dargli. Lui si avvicina e io lo chiudo in mezzo a una porta per fermarlo, ma nel frattempo mi accorgo che si è trasformato in una donna che ha bisogno di essere nutrita. Le do il pane e nei suoi occhi leggo una richiesta di aiuto. E penso: “Io ora non ho più paura”». Nella seduta

successiva Carlotta racconta di come stia cambiando la sua vita e di come concretamente lavorerà in una cascina sperimentale dove si occuperà di animali e di piante particolari. Il marito lo ha accettato e la sua pelle non ha più bisogno di farle sfogare col prurito la sua rabbia e la sua voglia di cambiare. Nell’ultima seduta compare un altro sogno. «Sono a una festa in mezzo alla natura e sul mio volto si posa una farfalla meravigliosa. Io sono lì ferma e felice».

Le immagini oniriche Serpente e farfalla sono i simboli di una metamorfosi in atto

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l serpente è un’immagine fondamentale, legata alle origini della vita: è il simbolo della trasformazione e dell’evoluzione personale. Quando cresce infatti deve cambiare totalmente pelle. Questa muta lo collega anche alle patologie della pelle, come l’orticaria di cui soffre Carlotta: un prurito generalizzato che indica come la paziente debba anche lei, come il serpente del suo sogno, cambiare pelle, cioè affrontare una necessaria trasformazione. Il fatto che poi, nel sogno, il serpente diventi una donna affamata, ribadisce il chiaro messaggio dell’inconscio: un’altra Carlotta deve nascere ed essere nutrita, giorno per giorno. Infine l’immagine della farfalla, animale della metamorfosi per eccellenza che dal bruco, attraverso un lungo processo misterioso, rinasce con le ali, regala alla paziente una grande gioia, posandosi proprio sul suo “nuovo” volto.

sposata e ho avuto due figli. Facendo la madre-casalinga, però, dopo un po’ di tempo ho iniziato ad annoiarmi e poi a deprimermi e così ho deciso di lavorare nell’azienda di mio marito, ma evidentemente non è la soluzione per il mio benessere, perché la mia pelle ha pensato bene di mandarmi il messaggio dell’orticaria: non è vero dottoressa?». È decisamente vero! Carlotta ama gli animali, ma anche, come emerge poi in terapia, adora la natura e ha fatto anche un corso di “progettista di giardino”, ma non se la sente di abbandonare il lavoro col marito, perché teme che lui si arrabbierebbe. Così sta “rivestendo” un ruolo che non è il suo. «È come se si fosse infilata in una tuta aderente che però le irrita la pelle?» le chiedo a fine seduta.

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Il giornale delle soluzioni

PSICOSOMATICA

Quando trattenersi Ipertensione, dermatiti, cefalea hanno un tratto in comune: una diffusa tendenza a trattenere emozioni o sentimenti considerati sconvenienti. Scopriamo nel dettaglio cosa accade e come intervenire

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nche nell’epoca delle chat e dei social che spingono molti ad esporre se stessi anche nei dettagli, c’è ancora chi si tiene tutto dentro. Del resto anche se si hanno migliaia di amici di Facebook, si è iscritti a gruppi e a forum di ogni tipo, anche se si fa una vita sociale intensa, non è detto che non sia una comunicazione superficiale e che le cose realmente importanti non escano mai. Per certi aspetti siamo ancora “compressi”, trattenuti, repressi. E a conferma di ciò ci sono anche le numerose patologie, favorite - se non addirittura, in alcuni casi, causate - dalla tendenza a non esprimere gli aspetti fondamentali della personalità e le esigenze individuali che davvero 32

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I TRE CAMPANELLI D’ALLARME Tutto ti infastidisce, sei sfinito, ma di notte non chiudi occhio

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rima che trattenere emozioni e sentimenti diventi patologia psichica o fisica, c’è un periodo nel quale si manifestano sintomi transitori che suonano come campanelli d’allarme e ci danno la possibilità, se li ascoltiamo nel modo giusto e cambiamo di conseguenza atteggiamento, di evitare la malattia. • INSOFFERENZA Il sistema nervoso è sovraccarico di energia ma anche di contenuti inespressi, al punto che qualsiasi altra richiesta gli suona come inopportuna. • STANCHEZZA Tutta la vita che non riesce a emergere implode su se stessa, dando una sensazione di spossatezza ed un lieve atteggiamento depressivo. • DIFFICOLTÀ AD ADDORMENTARSI Poiché, anche solo inconsciamente, percepiamo di non aver veramente vissuto durante il giorno, non vogliamo cedere alla notte per esprimere almeno qualcosa di noi.

troppo fa ammalare contano. Ipertensione, dermatiti, fibromialgia, orchite, cefalea sono tutte patologie che hanno una stretta relazione col vissuto del trattenersi.

L’immagine sociale Ma perché molti si tratten-

gono ancora così tanto? Paradossalmente la causa principale sembra risiedere proprio nell’eccesso di comunicazione. Da un lato, infatti, tutta questa possibilità espressiva (ottenuta troppo velocemente, senza apprendimento consapevole e utilizzata senza disciplina) impedisce di selezionare nel modo migliore le cose che sono veramente da dire; dall’altro l’importanza attribuita alla “immagine di sé” è diventata così prioritaria che molti, a costo di mostrarsi nel modo socialmente più accettabile, finiscono per rimuovere dalle relazioni gli aspetti, seppure importanti, che potrebbero intaccarla. Ci si trova così a credere di essere liberi di dire quel che si pensa e di non avere particolari problemi nel mostrarsi per come si è realmente, quando invece non è così.

La libido trascurata La persona trattenuta non

è dunque una persona che non parla o che ha una scarsa vita di relazione. Il suo problema risiede principalmente nel non accorgersi di mettere in atto questo comportamento. È, ad esempio, il caso di una donna che trattiene la sua libido (cioè la sua energia legata al principio del piacere, dell’entusiasmo e della soddisfazione) in nome di obiettivi di

carriera da raggiungere a ogni costo per qualche forma di narcisismo, oppure in nome di una dedizione totale alla famiglia per un arcaico ma ancora attuale atteggiamento sacrificale. Questa donna non si trattiene certo dal darsi, non risparmia le sue energie fisiche e mentali, ma trattiene gran parte della sua energia vitale che riguarda se stessa. Trattiene cioè la parte che esprime la sua natura, la sua essenza, la sua tendenza a divenire e a evolvere, e che avrebbe la necessità di esprimersi.

L’essenza compressa È significativo il fatto che

il 95% delle ipertensioni arteriose venga chiamato, dalla medicina ufficiale, ipertensione essenziale. Con questo termine i medici non intendevano certo riferirsi a una causa esistenziale, bensì al fatto che non vi è una causa organica evidente. Tuttavia, nonostante l’involontarietà dell’intuizione, essenziale è il termine giusto: la maggior parte delle pressioni arteriose alte è dovuto - a parte i casi legati all’ereditarietà - al fatto che l’essenza della persona “non esce”, non ha spazio nel quotidiano. Il soggetto magari vive molto intensamente ma una parte importante della sua natura non si manifesta. A restare dentro possono essere tante cose. Innanzitutto emozioni (rabbia, gioia, commozione) e sentimenti (d’amore, d’affetto e d’odio), ma anche opinioni, contrarietà, rifiuti, progetti, desideri e fantasie (spesso sessuali ma non solo). E poi uno C O N T I N U A A PA G . 3 4

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Il tema del mese FELICE PERCHÉ MI AMO

IL SEGRETO

Accogli la vita “co È la regola del benessere: applicala in IN AMORE, SUL LAVORO, NELLE CIRCOSTANZE DI OGNI GIORNO: ACCOGLI LA VITA COSÌ COM’È, SENZA FARE COMMENTI. SOLO COSÌ PUOI ATTIVARE IMMEDIATAMENTE TUTTE LE RISORSE DEL CERVELLO ED ESSERE CENTRATO DAVVERO SU TE STESSO. EVITI DI FARTI MANIPOLARE E DI SUBIRE LE INTENZIONI DEGLI ALTRI

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os’è la felicità? Non è uno stato di perenne allegria: sarebbe una condizione finta e superficiale. I problemi esistono: un figlio che fa i capricci o che di colpo va male a scuola; un tradimento o un abbandono che ci manda al tappeto; i progetti di vita, di studio o di lavoro che non riusciamo a rispettare. Ma c’è sempre uno schema nel nostro modi di affrontarli: più siamo ancorati ad aspettative e modelli e crediamo di sapere come dovremmo essere, come dovrebbero andare le nostre relazioni, il rapporto coi figli, la vita lavorativa e così via, più i disagi verranno a visitarci. Il bene dal male Questi modelli, come abbiamo visto, spengono la nostra unicità e originalità. E allora solo farli crollare può restituirci a una vita sana. Cioè una vita in cui cresciamo, ci evolviamo, diventiamo sempre più noi stessi in modo completo, anche grazie agli ostacoli. Allora quando un intoppo ci sbarra la strada, non pensiamo che sia un freno alla nostra corsa: forse è una deviazione essenziale. Che sia un problema esterno o un nostro difetto, non pensiamo a come rimuoverlo. Altrimenti tutto si normalizza, ma nell’eccesso di normalità, “tu” non ci sei più. I tormenti, gli intoppi, arrivano per accenderci. Vedremo nelle pagine seguenti come proprio una crisi abbia portato alcune persone a ritrovarsi, abbandonando il terreno delle aspettative per scoprire quello del talento, della creatività e del benessere quotidiano. A. Mantice 54

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Le anti-regole

sì com’è”! tutte le situazioni

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Non ho progetti mentali che mi distraggono, non cerco di correggere le cose secondo i miei piani. Così sono sempre presente in ogni situazione: il mio istinto è lucido e mi guida verso ciò che fa per me, verso gli obiettivi autentici della mia essenza.

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Non do giudizi a priori: ciò che è accaduto ieri non accade uguale oggi. E non do autodefinizioni: in me ci sono molti volti e sono tutti importanti allo stesso modo.

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Accolgo ciò che accade, anche gli imprevisti e ne ascolto gli effetti dentro di me, senza rifiutare nessuna emozione e senza commentarla. In questo modo sono sempre pronto ad assecondare il cambiamento che sta avvenendo nella mia vita.

LA GUIDA PER VOLERSI BENE Luci e ombre Appartengono a te e solo assieme, nel loro alternarsi, ti rendono completo come il giorno e la notte

IN COPPIA CON SE STESSI AL LAVORO

a pagina 56 a pagina 60 a pagina 64

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La medicina naturale

ALIMENTAZIONE

Il gusto amaro che Usato dai Maya per resistere alla fatica, oggi sappiamo che, nella sua versione nera e non sofisticata, contiene sostanze benefiche per il corpo e per l’umore. Facciamo il punto di Patrizia Costanzo

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l cacao (Theobroma cacao L.) è una pianta originaria del Rio delle Amazzoni, le cui tracce più antiche si trovano nel continente americano, presso la civiltà degli Aztechi e dei Maya. Il botanico e viaggiatore Girolamo Benzoni, nella sua Historia del Nuovo Mondo, racconta che gli Azte-

chi «fanno seccare i semi sul fuoco in una ciotola di terra. Poi li rompono tra due pietre e li riducono in polvere che versano in bicchieri ricavati da zucche. Poi li umidificano con acqua e spesso aggiungono del pepe». Così pare preparassero la bevanda di cacao ritenuta sacra, le antiche civiltà di Maya e Aztechi. E il conquistador spagnolo Cortés in una lettera all’imperatore Carlo V scriveva: «Una tazza di questa preziosa bevanda mette un uomo in condizione di sopportare bene un’intera giornata di marcia, senza assumere altri cibi».

Dalla bacca al cioccolato Si chiama cabos-

sa la grande bacca prodotta dall’albero del cacao, contenente dai 30 ai 40 semi a forma di mandorla, chiamati fave. Dopo la raccolta le bacche vengono aperte e le fave avvolte in foglie di banano e fatte fermentare a temperature intorno ai 50 °C. A fermentazione ultimata i baccelli vengono essiccati al sole e tostati a circa 230 °C. Con la tostatura le fave diventano friabili e si inizia a intravvedere quella che diventerà una irresistibile tavoletta di cioccolato. 82

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La curiosità

CONTRO LA TOSSE È MEGLIO DELLA CODEINA «Per curare la tosse, una tavoletta di cioccolato dà gli stessi risultati di uno sciroppo”. I ricercatori del National Heart and Lung Institute di Londra, hanno messo a confronto la capacità di alleviare la tosse della teobromina, contenuta nel cacao, con la codeina tradizionalmente contenuta nei farmaci contro la tosse, col risultato che la teobromina si rivela altrettanto efficace.

nasconde preziose virtù LE MILLE QUALITÀ DEL CACAO Nero, amaro e profumato: il più salutare MINIERA DI ANTIOSSIDANTI Di questi tempi è in corso una vera rivoluzione del gusto che porta molti ad apprezzare il vero sapore del cioccolato, che è amaro. Il benessere che sprigiona una tavoletta di cioccolato deriva dalle sue percentuali di cacao. Ecco perché, quando si parla di cacao e proprietà benefiche, ci si riferisce soprattutto a un cioccolato nero (fondente) di qualità superiore, con ingredienti naturali, senza zuccheri raffinati, grassi idrogenati, latte, panna e additivi chimici. Il contenuto ottimale di cacao è tra il 60% e il 90%, e viene detto amaro o extra amaro quando la percentuale di cacao è tra l’85%, 90%. Una tavoletta con queste caratteristiche contiene grandi quantità di antiossidanti: vitamina E, selenio e polifenoli (8 g ogni 100 di cacao fresco), con un potere antiossidante (indice ORAC) molto più elevato di quello del tè verde, del vino rosso e delle prugne secche. FA BENE ALL’UMORE Il cioccolato è un concentrato di sostanze benefiche (oltre 300 composti chimici), tra le quali troviamo componenti che migliorano l’umore e afrodisiache come la feniletilamina e il triptofano, che aumenta i livelli di serotonina ad azione antidepressiva e l’anandamide (molecola del benessere). Inoltre il consumo di una tavoletta di cioccolato induce nel nostro cervello la secrezione di endorfine, ormoni del benessere, che ci fanno stare bene, e apporta una giusta dose di magnesio, con il suo effetto rilassante. BUONO PER IL CUORE E LA MEMORIA Le più recenti ricerche scientifiche mostrano che grazie ad alcuni polifenoli del cacao, al rame, alle vitamine B3 ed E, il cioccolato puro (privo di grassi e zuccheri), favorisce la produzione di colesterolo buono e la diminuzione di quello cattivo, riducendo così il rischio di aterosclerosi (arterie indurite e otturate dal colesterolo). Inoltre i flavonoidi ed altre sostanze presenti fluidificano il sangue, permettendo una migliore circolazione sanguigna e di conseguenza migliorando la memoria.

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