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MenteCorpo

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, Lo/Mi | F. E 12,50 | PTE CONT. E 8,50 | CH CT Cfh 13.20

RIZA

Luglio/Agosto 2018 | N° 134 | PERIODICO MENSILE Rivista + Libro a soli € 7,90 P.I. 14/06/2018

Quando la salute dipende dalla psiche

SPAZZA VIA DAL CORPO LE TOSSINE PIÙ PERICOLOSE

RIGENERA IL FEGATO Non ti ammali più Il nostro programma detox

ti depura in 7 giorni LE EMOZIONI TRATTENUTE LO INTOSSICANO Le tecniche psicosomatiche per liberarti da rabbia e tensioni È ALLARME STEATOSI EPATICA

Un italiano su 4 ne soffre e non lo sa: le piante che aiutano il “fegato grasso”

LA BUONA ABITUDINE

Mangia ogni giorno le insalate amare: sono la miglior medicina a tavola

LA CURA DOLCE: FAI IL MASSAGGIO ALL’OLIO DI ORIGANO COVER MC SCELTA.indd 1

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RIZA

MenteCorpo a cura dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica

Direttore responsabile: Raffaele Morelli. Condirettori: Vittorio Caprioglio, Daniela Marafante. Direttore generale: Liliana Tieger. Comitato scientifico: Piero Parietti, Romeo Compostella, Maurizio Cusani, Pietro Fornari, Emilio Minelli, Paola de Vera d’Aragona, Maria Grazia Tumminello, Katia Vignoli. Immagini: Fotolia, 123rf, Shutterstock. (L’editore ha svolto tutte le ricerche necessarie per reperire i titolari di diritti di alcune immagini presenti nella rivista; non essendo stato possibile rintracciarli, resta a disposizione degli aventi diritto per eventuali regolari spettanze).

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Sommario 3 6

L’editoriale di Raffaele Morelli Le lettere Il fegato accoglie tutti i nostri disagi

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Le news

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Le curiosità

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Le letture

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Lhpp: scoperta la proteina anticancro

Un organo che viene da lontano

La via della scienza È IL SOLE INTERNO CHE CI DÀ ENERGIA ■ Una ghiandola molte funzioni ■ In lui c’è una forza rigenerativa ■ Steatosi epatica: un eccesso di grassi ■ Farmaci: l’abuso che “intossica” ■ Disturbi sempre più diffusi ■ Manda segnali spesso “sfumati”

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pag. 14 pag. 16 pag. 18 pag. 22 pag. 24 pag. 26

La lettura psicosomatica COSA CI ACCADE QUANDO SI AMMALA ■ È la centrale che distribuisce l’energia ■ Il sintomo: via tutte le forze ■ I due volti di un coraggioso

pag. 32 pag. 34 pag. 40

Associato a:

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Sommario

Il fegato simbolicamente è l’organo della forza e del coraggio

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I Sì e i No

Centro Riza

CINQUE MOSSE CHE LO PROTEGGONO ■ Sì - Ristabilisci il contatto con le tue emozioni pag. 48 ■ No - Mai importi strade non tue pag. 52

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Cure e tecniche psicosomatiche BASTA RODERSI! È ORA DI LIBERARSI ■ Evita le parole non dette! ■ Con immagini e colori puoi dire sì alla vita ■ Il buon massaggio che viene da Oriente ■ Le posizioni che liberano la mente ■ Un fegato ferito ora torna a vivere

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Incontri di gruppo pag. 62 pag. 64 pag. 66 pag. 68 pag. 70

Tutti i giovedì con Raffaele Morelli SCOPRIAMO LE NOSTRE RISORSE INTERIORI

I rimedi naturali UNO SCUDO VERDE PER DIFENDERLO ■ I granuli che lo alleggeriscono ■ Le piante amiche del fegato sano ■ 4 tisane per ogni occasione ■ Questi i minerali da reintegrare ■ I fiori che agiscono anche sulla psiche ■ I massaggi profumati ad azione detox

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Servizio di psicologia e psicoterapia

Abbandoni, separazioni, fallimenti sentimentali, disagi esistenziali e disturbi psicosomatici a volte ci travolgono. E così ricorriamo agli psicofarmaci con la speranza di salvezza. Ma non è fuggendo dal sintomo, o cercando di metterlo a tacere con le medicine, che possiamo risolvere il problema. Questi disagi racchiudono una gemma preziosa: è il grande sapere dell’anima che preme per farci realizzare la nostra vera natura, cioè il nostro essere diversi da tutti gli altri. Perché ognuno possiede Immagini soltanto sue. Gli incontri terapeutici del giovedì sono workshop pratici dove vengono insegnate le tecniche fondamentali per ritrovare il benessere interiore.

pag. 74 pag. 76 pag. 80 pag. 82 pag. 86 pag. 88

Prevenzione alimentare LA SALUTE DEL FEGATO SI CREA NEL PIATTO ■ Le erbe “povere” le tue vere medicine pag. 92 ■ I menu da seguire per 6 giorni pag. 96

Tutti i giovedì alle ore 17.00 Per informazioni e prenotazioni: 02/5820793 - centro@riza.it

Per depurare la ghiandola epatica è possibile contare sulla forza di estratti naturali

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Centro Riza di Medicina Naturale Via L. Anelli, 4 20122 Milano Sito web: www.centro.riza.it

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La via della scienza

Epatiti, calcoli e cirrosi: le altre malattie epatiche Segue da pag. 19

Un altro gruppo di patologie, ancora più gravi, che può colpire la ghiandola epatica è rappresentata dalle epatiti. Si tratta di infiammazioni croniche del fegato che provocano una progressiva lesione delle cellule epatiche. Le epatiti si distinguono in acute e croniche.

PREVENZIONE L’attenzione all’igiene personale e alimentare e rapporti sessuali protetti sono forme efficaci di prevenzione delle epatiti

• La forma acuta ha un decorso rapido e può scomparire nel giro di poche settimane, senza danneggiare la funzionalità del fegato, oppure può progredire fino a compromettere gravemente la salute dell’organo. • L’epatite cronica, invece, si sviluppa lentamente ma, se non è curata per tempo e in modo adeguato, provoca cirrosi epatica. Esistono molti tipi di epatiti, che possono avere origine virale, tossica (da contatto con funghi e agenti chimici) o autoimmune.

Vie biliari

QUEI “SASSOLINI” DOLOROSI

I calcoli biliari nascono nella cistifellea

L

a cistifellea è una vescichetta situata sotto il fegato, che raccoglie la bile prodotta dalle cellule epatiche. Talvolta all’interno della cistifellea, o nei canali di comunicazione tra essa e il fegato, si formano i calcoli biliari. Sono dei piccoli “sassolini” che si accumulano quando si solidificano alcune sostanze contenute nella bile, generalmente colesterolo. Spesso chi soffre di calcoli avverte sintomi vaghi, come una generica difficoltà digestiva. Talvolta però insorgono dolori fortissimi (coliche) all’addome e febbre.

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Cistifellea

Calcoli

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CIRROSI

Un danno irreversibile

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er cirrosi si intende un’alterazione irreversibile dei tessuti del fegato che porta le cellule epatiche alla necrosi, e cioè alla morte. Abuso di alcol e virus sono i principali responsabili di questa malattia, che ha un’evoluzione lenta ed è caratterizzata da un’alterazione e da un progressivo abbassamento della funzionalità del fegato, seguita da perdita di peso, ittero, diminuzione delle proteine plasmatiche, alterazioni della coagulazione. La cirrosi epatica provocata dall’abuso di alcol è una delle forme più frequenti di questa malattia, in aumento anche fra i più giovani.

LE EPATITI PIÙ FREQUENTI Esistono diverse forme di epatite. Vediamo i sintomi e come avviene il contagio per l’uomo. • L’epatite A è trasmessa per via alimentare, ingerendo frutti di mare e pesce crudo, ma anche per contatto oro-fecale, cosa che riguarda anche pratiche sessuali che implicano il contatto fra ano e bocca. • L’epatite B è causata dal virus HBV, la cui trasmissione avviene attraverso fluidi corporei quali sangue, liquido seminale e secrezioni vaginali, quindi rapporti sessuali non protetti. • L’epatite C ha anch’essa come causa un virus, l’HCV, e anche per essa la causa è un contatto con sangue infetto. Per l’epatite C vi sono terapie di nuova generazione. Le sperimentazioni stanno dando ottimi risultati, anche se il problema resta quello del costo molto elevato, che ha generato una sorta di “turismo terapeutico” in India, dove questi farmaci sono disponibili a prezzi più contenuti. • L’epatite D è dovuta al virus Delta (HDV), che rientra nella categoria dei virus cosiddetti “difettivi” poiché ha bisogno della presenza del virus B per potersi riprodurre. Si contrae con contatto di sangue infetto • L’epatite E è causata dal virus HEV ed è simile alla A per modalità di trasmissione, anche se è però più soggetta a complicazioni e a danno epatico severo.

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FEGATO E CELIACHIA

Un legame da conoscere

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a celiachia è una reazione autoimmune cronica dell’intestino dovuta all’intolleranza verso il glutine, un complesso di sostanze azotate contenuto in alcuni cereali (avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale) che causa dispepsia, diarrea, anemia, dimagrimento, osteoporosi e infertilità. Praticamente, nei pazienti celiaci il glutine scatena un’esagerata risposta immunitaria nei villi intestinali. Quando queste cellule dell’intestino tenue vengono aggredite, perdono la capacità di assorbire le sostanze nutritive, creando conseguentemente molti problemi all’organismo, come la deprivazione del corpo e del fegato di alcuni nutrienti essenziali. Questo disturbo, quindi, può avere come conseguenza una scarsa funzionalità epatica (con ittero), può scatenare alterazioni nei livelli di transaminasi o, in alcuni casi, causare vere e proprie patologie del fegato (come una forma specifica di epatite e alcune specie di infiammazioni).

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La lettura psicosomatica

IL SUO RUOLO GENERA LA NOSTRA FORZA VITALE

È la centrale che distribuisce l’energia Come un grande alchimista trasforma la materia del nutrimento nell’oro dell’energia

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ome spesso accade, pur avendo una conoscenza più rozza e approssimativa dell’anatomia umana, gli antichi avevano intuito l’importanza del fegato al punto da usarlo nella pratica divinatoria come strumento per predire il futuro. Avevano capito che la radice della vita stava nel sangue e il fegato era una vera e propria centrale costruita apposta per analizzarlo e modificarlo così da far fronte alle esigenze della vita in ogni istante. Il fegato fornisce all’organismo l’energia di cui ha bisogno, la amministra saggiamente, la distribuisce in modo equo, controlla il risparmio e il

IL LEGAME CON COLLERA E RANCORE

La bile collega fegato ed emozioni

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el linguaggio popolare la bile è in connessione con le emozioni più profonde. Questa sostanza è sinonimo di collera, di una rabbia che si riversa all’esterno ed è collegata al coraggio, alla forza di espressione dei propri sentimenti. La collera del fegato è il grido di aiuto di chi, ridotto all’esasperazione, dà fondo alle sue ultime riserve. Ben diverso è il rancore, che corrisponde alla bile trattenuta nel circolo sanguigno. A rendere il “sangue amaro”, in questo caso, è una rabbia inespressa e autodistruttiva.

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ELIMINA I PERICOLI

Manda via le tossine dal corpo e anche dalla mente

A

l fegato spetta, tra gli altri, un compito importante: quello di disintossicare l’organismo dalle tossine e dai veleni. Da un punto di vista simbolico è coinvolto in un processo di purificazione da tutto ciò che, essendogli estraneo, attenta alla sua integrità. Riconosce ciò che ci danneggia e lo elimina, e questa operazione si mantiene identica, sia che si tratti di tossine che inquinano il corpo, sia che si tratti di veleni che intossicano la mente.

dispendio, è grazie a lui che possiamo avere sempre le forze necessarie senza doverci nutrire incessantemente. In questo senso agisce come un Signore che raccoglie dai suoi vassalli i frutti delle loro terre: esofago, stomaco e intestino, infatti, immagazzinano e assorbono la materia, ma senza la funzione del fegato le sostanze da loro assorbite non avrebbero alcun valore. IL RE DELL’ORGANISMO Il fegato è il responsabile del processo di distillazione e di distribuzione delle molecole preziose, a partire dalla materia grezza: in questo senso è creatore, trasformatore e governatore; è il vero “Re della materia”, quasi un alchimista organico. Presso gli antichi greci ogni organo era considerato il depositario di forze universali, cosmiche, che venivano spesso identificate in figure divine. Nel caso del fegato il dio che ne incarna il principio vivificatore è Giove, il re dell’Olimpo, signore di tutte le divinità. Il fegato è un sole, che incarna un’energia vitale e ordinatrice, in grado di rischiarare le tenebre e di bruciare, generando forza vitale.

ANCHE L’INVIDIA NASCE DA LÌ

“V

erde di bile” è un’altra espressione per indicare l’invidia, sentimento che ha a che fare con il fegato. L’invidia, che ha solo un effetto autolesionista, si manifesta quando avvertiamo un sentimento di inadeguatezza nei confronti di noi stessi, che viene riversato sulle “fortune” degli altri e nascosto nel fegato.

TUTTO COLLABORA Possiamo pensare al fegato come a un punto nevralgico del percorso che collega i componenti dell’organismo

IL GRANDE DISTILLATORE Riallacciandosi al processo alchemico, è in virtù del sapiente intervento epatico che il “piombo” della materia può subire l’ultima trasformazione per diventare sangue, simbolo di vita ma anche di coscienza. È grazie all’irrorazione sanguigna infatti che il cervello può mantenersi attivo. A conferma di ciò vi è anche il legame tra fegato e cuore, due organi apparentemente distinti per anatomia e funzioni ma molto vicini da un punto di vista simbolico. Non è un caso che entrambi traggano origine dallo stesso foglietto embrionale e che il fegato purifichi e trasformi un sangue-materia che riceve dall’intestino, distillando un sangue più sottile da mandare al cuore. Esso è dunque il punto di passaggio dall’anima del ventre a quella del petto, dal mondo della terra a quello del sangue, del fuoco, dello spirito.

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LE REGOLE: COSÌ DEPURI IL FEGATO E LA MENTE

Ristabilisci il contatto con le tue emozioni Chi soffre di problemi al fegato deve ritrovare la pienezza della vita, che è fatta di gioie e di dolori, di paure e di passioni. Non misurare troppo le emozioni nutre l’anima, ma anche il corpo

PROVA A FARTI SENTIRE Il farmaco migliore? Esprimere ciò che provi senza mascherarlo in mille modi

A

limentazione penitenziale, vita tranquilla al ri-

svolge quest’organo è chiaro come per aiutarlo occorra,

invece, sostenere la gioia di vivere, l’entusiasmo, quella carica di vitalità innata di cui ciascuno di noi è dotato. Il lo nella maniera più fluida possibile, seguendo l’istinto che ci guida verso il benessere e l’espansione.

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POCO ALLA VOLTA OGNI GIORNO L’AZIONE DA FARE

Diventa più riservato

Affronta le tue paure: eviti di trasformarle in bombe a tempo

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che ci condizionano ogni giorno. Viene spontaneo, quasi istintivo, evitare ciò che temiamo

Parlare diventa un modo per essere accettato. tigarsi, crescono e creano limitazioni dure a morire, che non ci danno neppure modo di scoprire che nel tempo di non intervenire quando non ci viene richiehanno solo da guadagnarci e si evitano occa-

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Inizia mettendoti al centro Mettersi al centro della propria vita, operazione non

però, diventa un’operazione naturale e assolutamente spontanea quando accetti una banale evidenza: la persona più importante della tua vita sei tu. Concederti priorità vuol dire chiederti sempre cosa è importante per te, evitare di importi doveri che non ti competono, non perdere mai di vista i tuoi interessi, antipatie. In parole povere, assecondare la propria

PARTI CON FIDUCIA Chiudersi in se stessi finisce per creare un mondo fatto di rabbie represse. Accogli le occasioni che si presentano

giudicarli o posporli sempre ad altro. Continua a pag. 50

L’AZIONE DA EVITARE

Non è la rabbia a far male, ma tenerla dentro soprattutto il rimuginio che segue a qualsiasi moto spontaneo, peg-

pensarci più. Dopo la tempesta il sole splenderà ancora di più.

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I rimedi naturali

FITOTERAPIA: LE ERBE DELLA TRADIZIONE, UTILI OGGI

Le piante amiche del fegato sano

Estratti di gemme e gocce per regolare le attività epatiche e per contrastare in modo naturale i disturbi più comuni

S

tressato, appesantito, inquinato, pigro... il nostro fegato può essere questo e altro anche se non produce particolari sintomi di “protesta”. L’importanza dei rimedi fitoterapici è proprio nei loro benefici a 360 gradi che potranno rimettere a nuovo una dimensione epatica stanca e in difficoltà. In questa sezione scopriremo i rimedi fitoterapici selezionati per ogni tipo di sintomo e disturbo: conosceremo le proprietà depurative della bardana che ci aiuterà a regolare le attività epatiche.

BARDANA

Ripulisce la ghiandola e fa bene anche alla pelle

L ANCHE IN CAPSULE La bardana viene utilizzata anche come ingrediente di integratori in capsule per il benessere del fegato

a bardana è una delle piante più usate per il fegato, sul quale interviene attraverso la sua attività depurativa. I benefici derivanti dalla sua azione hanno effetti anche su altri organi condizionati dalla funzionalità epatica, come pelle e vescica biliare. Oltre a depurare il fegato, la bardana ha proprietà rinfrescanti ed è un potente regolatore di “ingorghi” metabolici responsabili dell’iperuricemia. Dosi: in estratto fluido, 15-20 gocce, due volte al giorno fino a miglioramento.

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CARCIOFO

IL GINEPRO

Protegge le cellule

I

l macerato glicerico ottenuto dai giovani getti di ginepro (Juniperus communis) protegge le cellule epatiche e può essere assunto in caso di insufficienza epatica iniziale, anche in presenza di alti livelli di colesterolo. Per questo rimedio le dosi sono di 50 gocce due volte al giorno, prima dei pasti. È possibile alternarne l’assunzione con il gemmoderivato ottenuto dalle giovani radici di segale (Secale cereale): 30 gocce due volte al dì, che contribuirà a favorire la ripresa delle funzioni del tessuto epatico.

AGISCE SULLA CISTIFELLEA La fumaria estende la sua azione depurativa anche alla cistifellea, il piccolo organo che immagazzina la bile prodotta dal fegato

IL RIMEDIO PIÙ ANTICO

La fumaria, per ritrovare l’equilibrio perduto

L’

uso della fumaria era considerato sin dall’antichità un toccasana per il fegato: questa pianta erbacea selvatica deve la sua fama all’effettiva azione depurativa che interessa anche la cistifellea. Ha inoltre un interessante effetto regolatore sulla produzione di globuli rossi, tanto che si può usare quando serve un antianemico. Dosi: 20 gocce di estratto fluido 2-3 volte al giorno, per due mesi.

SE IL COLESTEROLO È ELEVATO Il carciofo è una soluzione tra le più utilizzate per il fegato: interviene in caso di difficoltà digestive, sonnolenza, meteorismo, ma anche aumento dei grassi e del colesterolo nel sangue. È un alleato su cui contare anche quando il fegato risulta ingrossato e “lavora” male (appare indolenzito anche al tatto). È inoltre un efficace diuretico e antiurico. Dosi: si può assumere nelle dosi di 20-30 gocce di estratto fluido 2-3 volte al giorno. Fino a miglioramento.

CARDO MARIANO IN CASO DI STEATOSI Le sostanze contenute nel cardo mariano ne fanno un indiscutibile presidio in caso di affezioni epatiche, in particolare di steatosi (“fegato grasso”). Contiene infatti principi che si sono rivelati antiepatossici e stimolanti riguardo le capacità di recupero delle cellule del fegato. Dosi: in estratto secco, una capsula 2-3 volte al giorno, per un mese. Non va somministrato agli ipertesi.

ACERO CONTRO I CALCOLI BILIARI Contro i calcoli biliari la gemmoterapia consiglia il macerato glicerico ottenuto dai giovani getti di acero (Acer campestris), che aiuta a sciogliere i “sassolini”, ne previene la formazione ed è efficace anche per disinfiammare la cistifellea e contrastare l’insufficienza epatica. La sua azione si estende anche al pancreas, favorendo anche i processi digestivi Dosi: 50 gocce in un bicchiere d’acqua, prima dei pasti; non prolungare il trattamento oltre i 30 giorni.

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