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MARICOLTURA

Nuove tecnologie di gestione per la mitilicoltura longline Come affrontare la crescente difficoltà nel programmare la produzione di impianti in mare aperto

Il settore dell’allevamento dei mitili ha subito, nel corso degli anni, un’intensa evoluzione. I primi impianti, costituiti da pali in legno infissi nel fondale di acque poco profonde, sono stati rapidamente affiancati e sostituiti da grandi allevamenti, o vivai, in mare aperto. Il metodo più diffuso al giorno d’oggi è il sistema longline, che prevede strutture simili a filari composti da funi di lunghezza variabile — in genere dai 100 ai 200 metri — ancorate al fondale marino e mantenute a circa tre metri di profondità tramite dei galleggianti gonfiati ad aria compressa o riempiti con

schiuma di poliuretano. I mitili vengono allevati appendendo a queste funi di supporto delle calze, chiamate anche reste, formate riempiendo reti tubolari in plastica e cotone con il prodotto da far crescere e riprodurre, di una lunghezza che di solito va dai 2 ai 7 metri, a seconda della profondità delle acque in cui si lavora. Sebbene esistano vari accorgimenti che vanno a differenziare ulteriormente il sistema longline per adattarlo alle condizioni geomorfologiche e meteomarine locali, spesso i fattori più importanti che determinano una crescita ottimale

dei molluschi e un efficiente metodo di allevamento sono le decisioni prese dai responsabili della produzione degli impianti. In particolare, il diametro e la dimensione delle maglie delle reti da utilizzare per le reste, la corretta selezione per dimensione dei molluschi da reincalzare, la tempistica associata alla lavorazione del prodotto e la disposizione intelligente dello stesso sui filari di un vivaio, sono tutti aspetti critici che contribuiscono al successo di una stagione di mitilicoltura. Seguire nel tempo tutte queste variabili diventa fondamentale quando

Una resta appena raccolta, piena di prodotto pronto per essere portato alla vendita. 36

IL PESCE, 1/18

Il Pesce 1-2018  

La rivista degli addetti dei settori pesca, acquacoltura e maricoltura

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