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Ca’ Da Riva Perini è una delle poche realtà vallive al di fuori della Linea di Conterminazione Lagunare istituita dalla Repubblica Serenissima di Venezia nel XVIII secolo per delimitare ciò che era di competenza del Magistrato alle Acque e ciò che invece doveva sottostare al Genio Civile.

Ogni anno in stagione vengono immessi circa 40.000 orate, 20.000 branzini e 100.000 cefali, portando a maturazione soltanto il 40% del pesce per un ammontare di 40-50 kg circa ad ettaro di acqua

IL PESCE, 1/18

conferiamo all’ingrosso ai mercati di Chioggia o Venezia (Tronchetto) per un importo pari a 8 €/kg per i branzini e 2 €/kg circa per i cefali. Cifre irrisorie per supportare i costi. Eppure, dopo il pescato di mare, in un’ipotetica scala di qualità del pesce veniamo noi come vera eccellenza. In definitiva, parliamo ad oggi di un giro d’affari sviluppato dalla valle di 40.000 €/anno in tutto, con costi che sono il triplo, almeno». Carlo Marchesi lavora come imprenditore agricolo nelle proprietà di famiglia e, se parliamo di futuro della valle e di vallicoltura, si incupisce. «Non riesco a dare un senso al mantenimento di questa situazione, se non legando l’attività all’indotto turistico e ricettivo che Venezia in quanto tale è in grado di sviluppare. Ma preferisco non pensarci. Fare squadra con le altre valli? Impossibile. Ognuna ha la sua specificità e ogni vallicoltore è geloso della sua realtà. Impossibile anche pensare di riconoscerci e proporci sul mercato con un marchio ombrello, pubblico o privato che sia».

Talmente diversa la storia da valle a valle, così come l’annosa questione delle proprietà e dei soldi chiesti dallo Stato ai proprietari come indennità di occupazione prolungata di un bene pubblico (l’acqua) demaniale. «Nella fattispecie valle Ca’ Da Riva Perini è una delle poche realtà vallive al di fuori della Linea di Conterminazione Lagunare istituita dalla Repubblica Serenissima di Venezia nel XVIII secolo per delimitare ciò che era di competenza del Magistrato alle Acque e ciò che invece doveva sottostare al Genio Civile. Tale posizione non le ha dato nei secoli la possibilità di aderire a finanziamenti per opere di miglioramento e manutenzione della proprietà, perché al di fuori del perimetro che nel 1991 venne modificato includendola. Tale modifica portò con sé anche una presunta demanialità (ad oggi ancora irrisolta) dell’acqua al suo interno. Qui sta l’errore: l’acqua e le terre emerse all’interno della valle sono un tutt’uno, così come unico deve essere il soggetto deputato alla tenuta ed alla manutenzione». Gian Omar Bison

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Il Pesce 1-2018  

La rivista degli addetti dei settori pesca, acquacoltura e maricoltura

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