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In alto: Carlo Marchesi. In basso: tre chiaviche delimitano i laghi di valle, due di acqua salata e una parzialmente dolce.

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il diletto della caccia, della pesca, della laguna da vivere e amare. E in questo senso va inquadrata la disponibilità a mantenere e preservare dall’abbandono un’attività ricreativa, non certo economica, che diversamente la relegherebbe ad azienda in perdita costante e di difficile prospettiva». Tre chiaviche delimitano i laghi di valle, due di acqua salata e una parzialmente dolce. Buona la salinità (18-20 parti per mille), le condizioni sono idonee all’allevamento puramente estensivo di branzini e cefalame (lotregani, volpine, ecc…), più delicato quello delle orate. Si semina solo selvatico pescato da pescatori professionisti (novellanti) alla fine dell’inverno lungo le spiagge di Chioggia e Burano e che poi si alimenta naturalmente, nessun mangime. «Non fosse per i cormorani, vera e propria calamità naturale, le cose andrebbero in maniera piuttosto ordinaria. Ma questo è un predatore incredibile per la capacita di inghiottire pesce oltre che di distruggerne. Quest’anno saremo costretti a mettere delle reti di copertura nei ricoveri invernali (peschiere) con un ulteriore aggravio di costi. I piani di contenimento della popolazione di cormorani (ancora non attuati), in continuo aumento, non riusciranno ad avere una efficacia tale da poter garantire la produzione sull’attività di pesca». Ogni anno in stagione vengono immessi circa 40.000 orate, 20.000 branzini e 100.000 cefali, portando a maturazione soltanto il 40% del pesce per un ammontare di 40-50 kg circa ad ettaro di acqua (ricordiamo che alcuni studi hanno dimostrato che il pareggio dei costi nelle valli viene raggiunto con un quintale di pescato per ettaro di superficie utile aziendale). Due dipendenti fissi, tra i quali il capovalle, e alcuni collaboratori occasionali, la manodopera necessaria ai lavori di allevamento e manutenzione. «Trent’anni fa ci si avvicinava ad un quantitativo di pescato vicino al quintale/ettaro, con un costo al chilo dei branzini che si avvicinava, al produttore, alle 30.000 lire. Oggi

IL PESCE, 1/18

Il Pesce 1-2018  

La rivista degli addetti dei settori pesca, acquacoltura e maricoltura

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