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La povertà di carne nelle diete infantili comporta carenze in ferro e zinco, correlate con ritardi nello sviluppo neuropsichico, motorio e cognitivo (photo © Maksim meljov – Fotolia). pocampo che sono direttamente coinvolti nel centro di apprendimento e della memoria. Lo zinco si accumula nei tessuti cerebrali, si trova pure all’interno delle cellule dei muscoli, ossa, pelle e fegato, nei capelli, nello sperma e in minima percentuale nel plasma e nei globuli bianchi. Queste riserve non sono facilmente utilizzabili e occorre quindi assumerlo con la dieta, nelle quantità necessarie per soddisfare il fabbisogno dell’organismo. Lo zinco contenuto nella carne si assorbe di più rispetto a quello contenuto nei vegetali e ha un’azione fondamentale nella neurogenesi, la maturazione e la migrazione dei neuroni, oltre alla formazione delle sinapsi. Ferro Come per lo zinco, il ferro contenuto nella carne (ferro eme) si assorbe di più del ferro (non eme) presente nelle verdure e nei cereali. La carenza di ferro è spesso causa di scarsi livelli di concentrazione che si traducono in scarsi risultati per soggetti in età scolare. L’azione del

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ferro favorisce diversi meccanismi enzimatici del cervello, tra cui quelli che riguardano la produzione di energia, la sintesi del recettore della dopamina, la mielinizzazione delle cellule nervose e la regolazione della sua crescita. Il ferro eminico è più biodisponibile e per questo più facilmente assorbito dall’intestino, mentre la percentuale contenuta nei vegetali, a causa dell legame con alcune sostanze come i fitati, viene assorbito più difficilmente a livello intestinale. Pulsanti molecolari e carne Una sana alimentazione è il punto di partenza per la salvaguardia della nostra salute. Gli stili di vita scorretti in cucina influiscono negativamente sul nostro stato di salute e la longevità in generale. Introdurre più cibo, e quindi più calorie, porterebbe addirittura ad un invecchiamento generale dell’organismo, in particolar modo ad un invecchiamento precoce del cervello. Un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma

ha ulteriormente messo in evidenza questo concetto attraverso uno studio, pubblicato sulla rivista PNASUSA1, condotto all’individuazione di una molecola anti-invecchiamento chiamata Creb1 che funziona come un pulsante molecolare il quale agisce attivamente o negativamente (fase on/off) a seconda del grado di calorie introdotte giornalmente con la dieta. Creb1 influisce attivamente (fase on) quando viene imposta una dieta a basso contenuto calorico comportandosi da stimolatore di altri geni pro-longevità importanti per il buon funzionamento del cervello, mentre agisce negativamente (fase off) se la dieta è ipercalorica, con tendenza dei soggetti al sovrappeso (per un approfondimento si veda di PISCOPO A., Carne e pesce alla base di un miglior funzionamento del cervello per combattere obesità, diabete e Alzheimer, in EUROCARNI n. 9/2013). È mia convinzione che la carne sia il maggior conduttore di energia del nostro organismo e per queste sue proprietà, non può e non deve mancare in una dieta

Eurocarni, 3/17

Eurocarni 3-2017  

The trade magazine about meat, meat industry, meat processing and butchers

Eurocarni 3-2017  

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