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THE ART OF GAMING Un videoGIOCO PER PROMUOVERE IL MUSEO in modo non convenzionale. Lo realizza il Mann di Napoli per la prima volta al mondo Niente sangue, spari, battaglie. Ma un’avventura senza tempo che parla d’amore, amicizia, bellezza. E si snoda tra case color pastello, reperti antichi e opere d’arte. È Father and Son, videogioco in italiano e inglese pronto per essere rilasciato gratuitamente su Apple Store e Google Play. A produrlo il Museo archeologico nazionale di Napoli. «È il primo esperimento mondiale di questo tipo», spiega Ludovico Solima, professore all’Università degli Studi della Campania, che ha avuto l’idea con il direttore Paolo Giulierini. «Puntiamo a portare il museo fuori dal museo per accrescerne la visibilità in contesti dove non è mai stato presente». Secondo l’Aesvi, in Italia ci sono oltre 25 milioni di giocatori con un’età media di 35 anni: se il videogame fosse scaricato dallo 0,5% di questo target, il Mann potrebbe raggiungere circa 125mila persone.

Il gioco narrativo in 2D esplora sentimenti universali attraverso le avventure di un ragazzo sulle tracce del padre archeologo. Il protagonista si muove tra le strade del capoluogo partenopeo, disegnate a mano da Sean Wenham, ed entra in contatto con le collezioni del Mann. «Alcune delle opere, come l’Ercole Farnese o il Naoforo, diventano il punto di partenza per una serie di viaggi temporali», spiega il game designer Fabio Viola che ha realizzato il progetto con l’associazione TuoMuseo. In base alle decisioni dell’utente, il finale sarà sempre diverso. «Così si incentiva la rigiocabilità», conclude Viola, «attraverso un’esperienza di storydoing in cui l’utente non ascolta solo una storia ma ne è partecipe». museoarcheologiconapoli.it fatherandsongame.com

//MAR2017

© Cathexis Interactive Ltd

di Michela Gentili

Note - marzo 2017 - numero 9  

In copertina: Alessandro Mannarino

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