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L’agricoltura si fa smart DAI NUOVI SISTEMI DI IRRIGAZIONE ALL’ANALISI DEL TERRENO, COSÌ IL SETTORE SI PREPARA AD AFFRONTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI di Mauro Buonocore

[Ufficio comunicazione Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici]

civile e associazioni di categoria si sono confrontati sul futuro del settore. Il comparto agroalimentare mal sopporta i mutamenti del clima, in particolare l’innalzamento della temperatura e la scarsità di risorse idriche, che si ripercuotono sulla gestione del suolo e la disponibilità di beni alimentari. Secondo studi recenti, entro il 2050 le rese di mais, frumento e riso potrebbero diminuire su scala globale fino al 12%. Il tutto in uno scenario in cui, secondo la Fao, bisognerà

nutrire due miliardi di persone in più: ogni anno serviranno quindi un miliardo di tonnellate di cereali e 200 milioni di tonnellate di bestiame aggiuntivi. La risposta a questa emergenza è nella necessaria collaborazione tra ricerca e impresa, per mettere in campo tutti gli strumenti in grado di anticipare i problemi e spianare la strada verso una maggiore sicurezza alimentare. www.cmcc.it

© ZaZa studio/Fotolia.com

Sistemi d’irrigazione che riducono lo spreco di acqua. Foglie modificate in modo da riflettere la luce del sole e ridurre il riscaldamento del pianeta. Piante di frumento dalle radici profonde che assorbono più nutrienti dal terreno e hanno bisogno di meno fertilizzanti. Sono alcune delle soluzioni emerse nell’incontro L’agricoltura si fa smart, organizzato a Expo 2015 dal Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici, in cui scienziati, imprenditori, società

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