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ANNO IV | NUMERO 01 | APRILE 2018 | www.fsitaliane.it | VINITALY SPECIAL EDITION

G OURMET

VINITALY HORIZONS

BUBBLES TOUR GREEN VALPOLICELLA

11 EASY TRAVEL / / 13 SHOWCASE / / 16 GOURMET / / 28 PORTRAIT / / 37 GREEN / / 43 INNOVATION 48 TRAVEL / / 54 ART / / 57 WINE SHOT / / 63 POST-IT EDIZIONE SPECIALE GRATUITA PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE


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biglietto, il cambio della prenotazione/biglietto e l’accesso ad altro treno. La CartaFRECCIA utilizzata per l’acquisto del biglietto dovrà essere esibita a bordo treno, unitamente a un documento di riconoscimento. L’offerta non è cumulabile con altre riduzioni. Maggiori informazioni su trenitalia.com. Condizioni valide al 20/02/2018.


© Mondadori Portfolio/Album

EDITORIAL / / 05

Una scena del film Il profumo del mosto selvatico/A scene from the film A Walk in the Clouds

SENSORY CELEBRATION

Vino da guardare, odorare, assaporare, godere. Giunto alla 52esima edizione, Vinitaly torna dal 15 al 18 aprile a Verona per celebrare la bevanda più amata dagli italiani e lo fa con una grande festa che accarezza e coinvolge tutti i sensi. Il festeggiato non è stato mai così in forma, con l’export vinicolo del Belpaese che va a gonfie vele e il record commerciale del 2017 in crescita del 6,2%. Location privilegiata, come ogni anno, è Veronafiere, che all'ultimo appuntamento ha ospitato 128mila operatori e buyer da 140 Paesi. Il party si svolge anche fuori dagli spazi fieristici con Vinitaly and the City, che anima la città con degustazioni wine&food, assaggi guidati, incontri culturali e spettacoli musicali. Ma il vino si sposa bene con cibo, arte e cinema anche fuori dal nido di Romeo e Giulietta, come nelle cene del progetto Doc Wine Travel Food, in programma alla Città del gusto di Roma fino a ottobre, in cui vengono associati film celebri a piatti di grandi chef. Bacco poi è capace di ispirare molti altri creativi: una pittrice pugliese che dipinge con il vino, un artigiano emiliano che realizza bijoux con i tappi e un illustratore veneto che trasforma le etichette in bozzetti d’autore. Dalla bottiglia escono così connubi insoliti e si schiudono sinestesie travolgenti.I calici sono pronti e gli invitati trepidanti: che la festa sensoriale abbia inizio!

Wine to be admired, smelled, tasted, enjoyed. In its 52nd edition, Vinitaly is back, from 15 to 18 April, in Verona, to celebrate Italy’s most beloved beverage, and it is back with a great event that caresses and engages all senses. Wine has never been in a better shape, with Italy’s wine exports doing as well as can be and the 2017 sales record (up 6.2%). The privileged venue is, as it is every year, Veronafiere. Last year it received 128,000 operators and buyers from 140 countries. The party also takes place outside the Veronafiere area, with Vinitaly and the City that animates the town with wine and food tasting sessions, guided tastings, cultural meetings, and music performances. But wine is a perfect combination with food, art and cinema even outside the city of Romeo and Juliet: think of the Doc Wine Travel Food project at Città del gusto, in Rome until October, in which famous films are matched to recipes by great chefs. Dionysius can inspire many other creative artists: an Apulia painter who paints with wine, an artisan from Emilia who makes bijoux out of bottle corks, and an illustrator from Veneto who turns wine labels into author’s sketches. Many unusual couplings come out of wine bottles, releasing engaging kinds of synaesthesia. The glasses are ready and the guests are anxious: let the sensory celebration begin!

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SUMMARY / / 07

G OURMET

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ECO-CALCULATOR LA FRECCIA GOURMET QUESTA RIVISTA UTILIZZA CARTA CERTIFICATA FSC RICICLATA AL 100%. OGNI DIECIMILA COPIE FA RISPARMIARE: THIS MAGAZINE IS PRINTED ON FSC PAPER, 100% RECYCLED. EVERY 10,000 COPIES SAVE:

ANNO IV | NUMERO 01 | APRILE 2018 | www.fsitaliane.it | VINITALY SPECIAL EDITION

3.346 kg di rifiuti/of waste

826 kg CO2

VINITALY HORIZONS

80.920 litri d'acqua/litres of water BUBBLES TOUR GREEN VALPOLICELLA

10.746 kWh di energia/of energy

11 EASY TRAVEL / / 13 SHOWCASE / / 16 GOURMET / / 28 PORTRAIT / / 37 GREEN / / 43 INNOVATION 48 TRAVEL / / 54 ART / / 57 WINE SHOT / / 63 POST-IT EDIZIONE SPECIALE GRATUITA PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE

5.600 kg di legno/of wood

© Stefano Vigni

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/ / 11 EASY TRAVEL

Verona Porta Nuova, hub di mobilità integrata Verona Porta Nuova, integrated mobility hub

13

16 / / 16 GOURMET

/ / 28 PORTRAIT

52 di questi Vinitaly 52 of these Vinitaly events

Al Bano e Luisa Todini, viticoltori per passione Al Bano and Luisa Todini, winegrowing as a passion

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/ / 13 SHOWCASE

Brindare non è mai stato così cool Toasting has never been so cool

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08 / / SUMMARY

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ANNO IV NUMERO 01 APRILE 2018 REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 185/15 DEL 20/10/2015 © Ferrovie dello Stato Italiane SpA Tutti i diritti riservati. Se non diversamente indicato, nessuna parte della rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa senza il consenso espresso dell’editore.

ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE LICENZA CREATIVE COMMONS BY-NC-ND 3.0 IT

43

Valpolicella sostenibile Sustainable Valpolicella

Info su creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/deed.it

EDITORE

Direzione Centrale Brand Strategy e Comunicazione Piazza della Croce Rossa, 1 | 00161 Roma www.fsitaliane.it Contatti di Redazione Tel. 06 44105298 lafreccia@fsitaliane.it Direttore Responsabile Marco Mancini Progetto Editoriale Claudia Frattini Caporedattore Claudia Frattini Coordinamento Editoriale Serena Berardi Vice Coordinamento Editoriale Antonella Caporaso In Redazione Gaspare Baglio, Silvia Del Vecchio, Michela Gentili, Sandra Gesualdi, Luca Mattei, Cecilia Morrico, Francesca Ventre Ricerca immagini e photo editing Michele Pittalis Traduzioni Verto Group Hanno collaborato a questo numero Barbara Amati, Paolo Corbini, Luca Gardini, Paolo Massobrio, Enrico Menduni, Andrea Radic, Alessia Tozzi, Paolo Valente

REALIZZAZIONE E STAMPA

/ / 37 GREEN

/ / 43 INNOVATION

Le startup del vino a Seeds&Chips Wine startups at Seeds&Chips

55

/ / 48 TRAVEL

Tour tra dolci ed etichette regionali Tour between desserts and regional labels

/ / 54 ART

Creazioni ispirate da Bacco Creations inspired by Dionysus

64

58

Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE) Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com Coordinamento Tecnico Antonio Nappa

PROGETTO CREATIVO Team creativo Giovanni Aiello, Annarita Lecce, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ

EMOTIONAL PUBBLICITÀ

Via Melzi d’Eril, 29 | 20154 Milano Tel. 02 76318838 | Fax 02 33601695 info@emotionalsrl.com Responsabile di Testata Raffaella Romanenghi Gestione Materiali Selene Merati smerati@emotionalsrl.com

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/ / 57 WINE SHOT Cinema, sapori e calici Cinema, food and wine

/ / 63 POST-IT

Eat&drink in giro per l’Italia Eating & drinking around Italy


VERONA PORTA NUOVA 46 16 A DAY 166 REGIONAL SERVICES A DAY 2 DEPARTURES BUSITALIA FAST A DAY

EASY TRAVEL / / 11

ECO-CALCULATOR ROMA T.NI-VERONA P.N. CO2 (kg)

103,0

57,8

CONSUMO DI RISORSE ENERGETICHE (lt di benzina equivalenti) ENERGY RESOURCE CONSUMPTION (L gasoline equivalent)

43,5

25,7 12,6

PARTICOLATO (gr) PARTICULATE MATTER (G)

© rh2010/AdobeStock

21,2

VINITALY BY TRAIN

OLTRE 220 COLLEGAMENTI QUOTIDIANI PER RAGGIUNGERE LA MANIFESTAZIONE DEDICATA AL MONDO DEL VINO Sono 62 le Frecce che partono e arrivano quotidianamente nella stazione di Verona Porta Nuova e 166 i collegamenti regionali con i capoluoghi veneti e le città limitrofe. Molte le soluzioni di mobilità integrata per raggiungere Veronafiere.

OVER 220 TRAINS EVERY DAY TO GET TO THE WINE EXHIBITION Sixty-two Frecce trains depart and arrive every day at Verona Porta Nuova station, and there are 166 regional trains running to and from the main cities in the Veneto region and nearby cities. Many solutions of intermodal mobility to get to Veronafiere.

Navetta gratuita linea B, con corse ogni 15 minuti dalle 8:30 alle 20 Free Line B shuttle, running every 15 minutes, from 8:30 to 20 vinitaly.com Per i clienti Trenitalia noleggio auto scontato fino al 50% sulla tariffa di listino Trenitalia clients can enjoy a discount of up to 50% (considering the regular price list) Maggiore 800 867 196 | maggiore.it.

4,6

5,7

Confronto delle emissioni e dei consumi energetici in media per passeggero A comparison of emissions and energy consumption on average per passenger Fonte/Source ecopassenger.org

Bus 21, 22, 24, 51, 61, 73 atv.verona.it Bike sharing (servizi attivi a particolari condizioni consultabili sul sito/services available under terms and conditions displayed on the website for consultation) bikeverona.it Servizio taxi su piazzale XXV Aprile oppure contattando il numero fisso 045 532666 o con un sms al 340 3210021 Taxi service at Piazzale XXV Aprile or by calling the landline +39 (045) 532-666 or by sending a text message to +39 340 321-0021 radiotaxiverona.it

© FS Italiane | Photo

9,7

TRENITALIA CONVIENE TRENITALIA IS CONVENIENT

Visitatori, espositori, congressisti e buyer che acquistano ticket ferroviari per viaggi dal 13 al 19 aprile su tutti i treni del servizio nazionale (Frecce e Intercity) da e per Verona possono beneficiare di una riduzione del 30% in 1^ classe/Business o del 20% in 2^ classe/Premium e Standard. Visitors, exhibitors, convention goers and buyers who purchase train tickets for trips between 13 and 19 April to and from Verona on all trains of the national service (Frecce and Intercity trains) have 30% off 1st class/Business tickets or 20% off 2nd class/Premium and Standard tickets.

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SHOWCASE / / 13

a cura di Antonella Caporaso

LET IT

DAL CAVATAPPI DI DESIGN ALLO SHAKER MATRIOSKA, PASSANDO PER I TRATTAMENTI BEAUTY AL VINO. BRINDARE NON È MAI STATO PIÙ COOL FROM DESIGNER CORKSCREWS TO MATRYOSHKA-SHAPED SHAKERS AND INCLUDING WINE-BASED BEAUTY TREATMENTS. CHEERING HAS NEVER BEEN COOLER

WINE BRILLIANT CORK

Tappi e sovratappi, uniti ai simboli del mondo del vino, vengono rielaborati in forme e accostamenti inediti da Nadia Zenato. Come la collana in argento lavorato e il tappo originale in sughero dell’omonima azienda vitivinicola. Caps and cap covers, together with the symbols of the wine world, are re-elaborated in new shapes and combinations by Nadia Zenato. Like the necklace made of silver and the original cork of the vineyard of the same name. nadiazenatojewerly.com

STYLE

TREND

BE GLAM

Dall'unione tra Alessi e Alessandro Mendini, tra i massimi innovatori del design italiano, nasce il cavatappi sommelier Parrot. Un simpatico pappagallo in alluminio pressofuso che dà un tocco multicolor alla tavola. Alessi got together with Alessandro Mendini, one of the top innovators of Italian design, to create Parrot, the sommelier corkscrew. A fun parrot made of die-cast aluminium that will add a colourful touch to your table. alessi.com

BOOK

LESSON IN A BOTTLE

A 40 anni dalla prima uscita, una nuova edizione di quello che è considerato il libro sacro degli enofili. Mario Soldati racconta i suoi tre viaggi attraverso l'Italia alla ricerca di vini genuini, alcuni famosi, altri sconosciuti. Forty years after it was first published a new edition of what is considered the holy book of wine lovers is coming out. Mario Soldati tells us about his three trips through Italy on a quest for genuine wines, some famous, some not.

Bompiani, pp. 826 € 23

DESIGN

DIWINE OFFICE

Realizzato in legno di pino proveniente da foreste certificate Fsc, l’organizer da scrivania Desk Topper di Rack Pack rappresenta un’originale idea regalo. Una pratica scatola nella quale poter inserire una bottiglia di vino che si trasforma in un set da scrivania. Made of pinewood from FSC-certified forests, Desk Topper organiser by Rack Pack is an original gift idea. A practical box that can be used to offer a bottle of wine, and later be used as a desk set. lovethesign.com

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14 / / SHOWCASE

TRAVEL

BRING YOUR OWN BOTTLE

È storia l’episodio in cui Madonna fa BYOB all’osteria Colla di New York, tirando fuori dalla borsetta bottiglia e bicchieri. In Italia questa pratica è stata mutuata grazie a Winelovers, i portabottiglie glamour che accolgono, proteggono, refrigerano e conservano a temperatura ottimale il vino. According to legend, Madonna went BYOB at Osteria Colla in NYC, fishing out of her purse a bottle and a set of glasses. In Italy this practice was borrowed thanks to Winelovers, a glamour bottle holder that holds, protects, cools and maintains the bottle at its ideal temperature. winelover.wine

CHEERS DRINK

Punta di diamante della produzione, Epokale è il nuovo arrivato della Cantina Tramin. Affinato per sette anni in una miniera a duemila metri di quota, si abbina perfettamente ai dolci di montagna, come il caratteristico strudel di mele. The spearhead of Cantina Tramin’s production, Epokale is its latest arrival. Matured for seven years in a 2,000-metre mine, it is a perfect match for mountain-made sweets, such as the typical apple strudel. cantinatramin.it

BEAUTY

LIPS&GRAPES

L’olio di vinaccioli, estratto dalla pressione dei semi dell’uva, ricco di fosforo, calcio e flavonoidi, è l’ingrediente principale del lipstick messo a punto dal team di professionisti della Farmacia Piazza di Spagna. Per labbra sempre al bacio. Grapeseed oil, extracted by pressing the seeds, is rich in phosphorus, calcium and flavonoids, and it is the main ingredient of the lipstick created by the professionals at Farmacia Piazza di Spagna. For lips always ready for a kiss. farmaciapiazzadispagna.it

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DESIGN

IT’S TIME TO DRINK

Caratterizzato da linee sinuose e arrotondate come quelle delle bambole russe, lo shaker Matrioska è realizzato in alluminio stone washed o anodizzato, declinato nei colori bronze, gold e black. Sfumature dal sapore contemporaneo, in linea con tutta la collezione dedicata al mondo dei cocktail. Featuring sinuous, rounded lines like those of the famous Russian dolls, the Matrioska shaker is made of stone-washed or anodised aluminium, available in bronze, gold or black. A product with a hint of contemporary, in line with the entire collection dedicated to the cocktail world. knindustrie.it


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WINE HORIZONS LA MANIFESTAZIONE VERONESE ACCOGLIE UN NUMERO CRESCENTE DI BUYER DALL’ITALIA E DALL’ESTERO. DATI POSITIVI PER I CONSUMI INTERNI E CRESCITA DELLE ETICHETTE ITALIANE SUI MERCATI ASIATICI

THE SHOW IN VERONA WELCOMES A GROWING NUMBER OF BUYERS FROM ITALY AND ABROAD. POSITIVE FIGURES FOR DOMESTIC CONSUMPTION AND THE GROWTH OF ITALIAN LABELS IN ASIAN MARKETS

di Barbara Amati

© Stefano Vigni

Vinitaly 2018 apre i battenti all’insegna del tutto esaurito. Dopo aver terminato la vendita degli spazi espositivi con una lista di attesa più lunga rispetto alle passate edizioni, il Salone internazionale dei vini e dei distillati dal 15 al 18 aprile è alla Fiera di Verona in un momento felice per il vino italiano. «I dati definitivi dell’Istat sull’export 2017 ci restituiscono un Belpaese simile a una superpotenza enologica – commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – ma il nuovo record commerciale (+6,2%, 5,9 miliardi di euro) non rende ancora giustizia alla grande qualità delle nostre produzioni.

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Tuttavia il nostro export rimane pericolosamente concentrato sui primi tre Paesi di sbocco (Stati Uniti, Germania e Regno Unito) dove si registra un indice di concentrazione delle nostre vendite del 53,4%, molto più di Francia e Spagna che allo stesso indice si fermano rispettivamente al 38,5% e 35,2%. Inoltre – aggiunge – cresciamo più nella qualità in vigna e in cantina che nel valore sui mercati. Se fare qualità è nel Dna delle cantine nostrane, che lavorano incessantemente per migliorarsi, molto più complesso è fare marketing di sistema, e non solo aziendale, per sfruttare il vantaggio

competitivo offerto dall’attrattività che esercita l’Italia all’estero. Essere il braccio operativo di una politica di promozione del sistema Paese è sempre stato nella mission di Veronafiere con Vinitaly. Il ruolo ci è riconosciuto anche dal Governo, che ha inserito la manifestazione nel piano di promozione straordinaria del made in Italy che si conclude quest’anno. E con l’Istituto per il Commercio Estero stiamo portando avanti progetti in comune per la promozione del nostro vino, in particolare negli Stati Uniti e in Cina, anche attraverso la Vinitaly International Academy». Il vino italiano ha bisogno quindi di una maggiore


GOURMET / / 17 Vinitaly 2018, about to open its doors, has sold out. All available exhibition spaces have been booked and the waiting list is even longer than in previous editions for the international wine and spirits exhibition held at the Verona Trade Fair site from 15 to 18 April. These are good times for Italian wine: “The definitive 2017 export figures from the ISTAT national statistics agency tell of a country which is like a superpower in wine,” said Giovanni Mantovani, director general of Veronafiere, “but the new sales record (up 6.2%, 5.9 billion euros) still does not do justice to the great quality of our output. However our exports are still dangerously centred on the top three importing countries (US, Germany and UK) where 53.4% of our sales are concentrated, much more than France and Italy for whom the same index is only respectively 38.5% and 35.2%.

“Also,” he adds, “we are growing even more in terms of vineyard and wine production quality than we are in market value. If producing quality is in the DNA of our wineries, which are constantly working to improve, it is much more complicated to market at a system – and not just company – level to make the most out of the competitive advantage provided by the attractiveness that Italy has abroad. Veronafiere's mission for Vinitaly has always included being the operational expression of policies that promote Italian products. It is a role that the government has also recognised, and it has included the event in the plan for special promotion of Italian-made produce which ends this year. We are also organising joint projects with the Foreign Trade Institute to promote our wine, especially in the United States and in China, including through the Vinitaly International Academy.” Italian wine needs greater market diversification in order to grow. The initiatives which have already been carried out by a lot of companies in China have to be multiplied, but what is needed is an effort from the system to make our product known in Asia. According to research commissioned by Pasqua Cantine from Nomisma's Wine Monitor, published as Pasqua e il vino rosso di pregio: grandi cru e Denominazioni a confronto. Il caso del Texas (Pasqua and top-quality red wine: grands crus and doc wines compared. The case of Texas), China is one the top five world markets for red

wine consumption, along with the US, France, Italy and Germany. Sales of fine wine are growing, and in the five-year period between 2012 and 2017, premiumisation has intensified: the average value of the reds consumers drank rose by 20% in Japan, 10% in the United States and 7% in Canada. There are also some important developments in the United States, a market which Italian companies have dominated for some time. The same research says that Texas alone accounts for 7% of the wine drunk in the US, and the trend shows marked growth, especially for imported labels: over the past ten years, these have increased by 74%, confirming Texas's position as the state with most imports. Nearly a third of people there say they know Amarone, and the typical consumer is a millennial, wine lover (frequent user, online buyer, high spending, whose preferred consumption channel are wine bars), well-educated and with high incomes. And then there is Russia, which in terms of percentage increases has jumped up by 47%. Finally, going back to Italy, the domestic market – according to Coldiretti figures – is showing growth in DOC, DOCG and IGT, at the expense of table wines. Family purchases generally favour Designation of origin (up 5%), IGT (up 4%) and spumante (up 6%). Around the world, the market for wines that has a designation of origin has grown by 3%, while the market for table wine has fallen by 4%. Coldiretti says that the fall in domestic consumption has finally come to a stop, and it has also detected significant

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diversificazione dei mercati per crescere. Le iniziative già portate avanti in Cina da molte imprese vinicole devono moltiplicarsi, ma è necessario uno sforzo di sistema per fare conoscere il loro prodotto nel continente asiatico. Secondo la ricerca Pasqua e il vino rosso di pregio: grandi cru e Denominazioni a confronto. Il caso del Texas – commissionata da Pasqua Cantine a Wine Monitor di Nomisma – la Cina, con Stati Uniti, Francia, Italia e Germania, è infatti tra i primi cinque mercati al mondo per consumo di vino rosso. Crescono i vini di pregio, tanto che nel quinquennio 2012-2017 si è consolidato il fenomeno della premiumization: il valore medio dei rossi consumati ha registrato un +20% in Giappone, +10% negli Stati Uniti e +7% in Canada. Anche gli Stati Uniti, mercato che le imprese italiane presidiano da tempo, offre qualche importante novità. La stessa ricerca dice che il Texas da solo assorbe il 7% del vino consumato negli States, un trend in forte espansione soprattutto per le etichette importate: negli ultimi dieci anni queste sono cresciute del 74% confermando il Texas come primo Paese per importazione. Quasi un terzo dei suoi abitanti dichiara di conoscere l’Amarone, il cui consumatore tipo è millennial, wine lover (frequent user, acquirente online, alto-spendente, che predilige i wine bar come canale di consumo), con reddito e titolo di studio elevati.

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growth in the number of wine stores, with 7,300 throughout in Italy. The figures were reported in a study conducted in collaboration with the Milan Chamber of Commerce, from which it emerges that there is growing attention paid to the quality of wine purchases: wine becomes a cultural expression to share with friends and relatives. The three provincial capitals with the largest number of sales points are Naples (546), Rome (482) and Milan (264). It is a trend that confirms a decisive shift towards quality, with wine as a symbol of a slow-paced existence, which is aware of personal psychological and physical health and seeks wellness. The proof of this comes both from the popularity of sommelier courses, and also from the growing number of young people who want to learn more about the characteristics of different wines: the culture of informed tasting has grown amongst the new generations, leading to a growth in wine tourism that today generates revenues of around three billion euros. In 2017, at least 16.1 million Italians took part in events, festivals and local fairs linked to wine. All of these different factors find expression at Vinitaly, the event where Italian wine is building its future, by continuing to innovate to support companies. The Wine Library, for example, is an

© Ilshat/ AdobeStock

© Veronafiere_Ennevi

Vinitaly 2017


L’amore vero si riconosce a occhi chiusi.

Quando si parla di Parmigiano Reggiano si parla d’amore. Perché il suo gusto unico e non dall’acidità dei foraggi fermentati.

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© Veronafiere_Ennevi

E poi c’è la Russia, che in termini di aumento percentuale fa registrare un balzo del 47%. Infine, tornando all’Italia, il mercato interno, secondo i dati di Coldiretti, segna la crescita dei vini Doc, Docg e Igt a scapito di quelli comuni. Gli acquisti delle famiglie si sono orientati, infatti, sui prodotti a Denominazione di origine (+5%), Igt (+4%) e spumanti (+6%). Globalmente, i vini di origine avrebbero incrementato il mercato del 3%, mentre quelli comuni sarebbero retrocessi del 4%. Sempre Coldiretti sostiene che il calo dei consumi interni si è finalmente fermato e rileva anche un’importante crescita delle enoteche, con la presenza di 7.300 locali di questo tipo in tutta la Penisola. I dati arrivano da un’analisi realizzata in collaborazione con la Camera di commercio di Milano, dalla quale si evidenzia la crescente attenzione alla qualità negli acquisti enologici, diventati un’espressione culturale da condividere con amici e parenti. I tre capoluoghi con il più alto numero di punti vendita sono Napoli (546), Roma (482) e Milano (264). Una tendenza che conferma una decisa svolta verso la qualità, con il vino emblema di uno stile di vita slow, attento all’equilibrio psico-fisico, che aiuta a stare bene con se stessi. La dimostrazione arriva sia dal successo dei corsi per sommelier, come dal numero crescente di giovani che vogliono essere informati sulle caratteristiche dei vini: aumenta tra le nuove generazioni la cultura della degustazione consapevole, una spinta all’enoturismo che oggi genera un indotto di settore di quasi 3 miliardi di euro l’anno. Nel 2017 ben 16,1 milioni di italiani hanno partecipato a eventi, sagre e feste locali legate al vino. Tutti questi spunti trovano spazio a Vinitaly, il luogo dove il vino italiano costruisce

© Photocreo Bednarek/AdobeStock

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interactive portal in three languages (Italian, English and Chinese) which substitutes the old online catalogue to assist and help develop sales contacts. New developments this year include ViViT, the exhibition specialising in natural wines, which is increasing its surface area, while in the VinitalyBio wine store there is an increase in the range of certified products, in line with the increase in the number of wineries attending. Vinitaly is essentially a trade fair for business, with an average of 128,000 operators, buyers from over 140 countries and an area reserved for foreign wines, the International Wine Hall, which has grown 25% and includes country stands for Croatia, Georgia and Ethiopia. But the event is also aimed at wine lovers with Vinitaly and the City which, from 13 to 16 April, involves the whole of Verona together with Bardolino, on Lake Garda, and for the first time Valeggio sul Mincio, inland from the lake, and Soave, a splendid medieval village at the foot of the Lessinia. Every square in the historic centre is dedicated to an Italian

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Piazza delle Erbe, Verona

© Ennevi_Veronafiere_Tommaso Del Planta

il suo futuro continuando a innovare per supportare le aziende. La Wine Library, per esempio, è un portale interattivo in tre lingue (italiano, inglese e cinese) che sostituisce il vecchio catalogo online, per facilitare e incrementare i contatti commerciali. Tra le novità di quest’anno, ViViT, il salone specializzato nei vini naturali, aumenta la superficie, mentre nell’enoteca di VinitalyBio si amplia l’offerta di prodotti certificati, in linea con l’aumento delle cantine presenti. Vinitaly è, a tutti gli effetti, una fiera di affari, con una media 128mila operatori, buyer provenienti da oltre 140 Paesi e uno spazio riservato ai vini esteri, l’International Wine Hall, in crescita del 25%, con le collettive di Croazia e Georgia e l’Etiopia. Ma l’appuntamento si rivolge anche ai wine lover con Vinitaly and the City che, dal 13 al 16 aprile, coinvolge tutta Verona insieme a Bardolino, sul Lago di Garda, per la prima volta Valeggio sul Mincio, nell'entroterra gardesano, e Soave, splendido borgo medievale ai piedi della Lessinia. Ogni piazza del centro storico è dedicata a una regione italiana: a unirle tutte un percorso che parte da piazza Bra, di fianco all’Arena, dove viene consegnato un passaporto che ogni wine lover può farsi vidimare in ciascuna tappa (sull’esempio di Expo Milano). Il programma prevede degustazioni wine&food negli stand, oltre a un calendario di assaggi guidati, incontri culturali e spettacoli musicali. L’anno scorso sono stati 35mila i partecipanti al fuorisalone vinicolo, a dimostrazione del fatto che dividere nettamente i due momenti – business per gli addetti ai lavori e consumer con gli appassionati – è stata una scelta vincente, perché ha elevato la qualità delle presenze in fiera, aperta solo ai professionisti del settore, ma ha permesso nel contempo di far vivere anche agli amanti del vino e ai veronesi la magia di Vinitaly. vinitaly.com twitter.com/VinitalyTasting facebook.com/vinitalyofficial instagram.com/vinitalytasting

© Alberto Masnovo/AdobeStock

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region; these are connected by a route which starts from Piazza Bra, next to the Arena, where a passport is given out to wine lovers so that they can have it stamped at every stage (following the example of the Milan Expo). The fair includes wine and food tasting on the stands, as well as a programme of guided tastings, cultural events and musical entertainment. Last year there were 35,000 participants at the wine fringe events, proving that the decision to separate both sectors – business and consumer – was the right choice, because it has increased the quality of the attendees at the exhibition which is only open to sector professionals, while at the same time sharing the magic of Vinitaly with wine lovers and local residents.


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WALK, DRINK AND TASTE

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GOURMET / / 25 VINITALY AND THE CITY INVADE IL CENTRO DI VERONA, CON IL CAMMINO DEL VINO E LE ECCELLENZE REGIONALI di Paolo Massobrio

VINITALY AND THE CITY TAKES OVER THE CITY CENTRE IN VERONA WITH A WINE TRAIL AND REGIONAL SPECIALITIES

© Ennevi_Veronafiere

Massolon Paolo Massobrio

Verona, una delle città artistiche più visitate al mondo, da ben 52 anni ad aprile diventa la capitale del vino con la fiera più importante d’Europa: Vinitaly. Tuttavia, di recente, il popolo dei wine lover ha una nuova chance, che sta diventando un appuntamento cult: Vinitaly and the City. Ovvero il vino che invade la città, le piazze, il centro storico, con proposte così allettanti che ultimamente molti appassionati hanno scelto questa seconda strada per conoscere il meglio dell’enologia italiana, divertendosi. Un dato curioso, per esempio, è che sono solo diecimila i passi per compiere il percorso di Verona proposto in questa edizione. I famosi diecimila passi giornalieri consigliati dai medici per mantenere un perfetto stile di vita. L’appuntamento allora è in piazza Bra, fra l’Arena e il Palazzo della Gran Guardia, dove c’è il primo info point. Qui con 12 euro si acquista un bicchiere, che si inserisce in una tasca da tenere al collo, e i coupon dei primi tre assaggi, che si possono consumare in una delle piazze (tre vini e due token) previste nell’itinerario attraverso degustazioni al banco o guidate da sommelier professionisti. Ma c’è di più, giacché chi partecipa al concorso digitale – svolgendo tutto il percorso e loggandosi con le proprie foto scattate in particolari punti di ogni tappa e caricate online – può agggiudicarsi un premio oppure può utilizzare il wine passport, una speciale tessera da vidimare durante il “cammino del vino”. In palio per i primi duemila che finiscono il percorso c’è anche il braccialetto Cruciani a tema. Ma l’intento di questa ricca edizione del Vinitaly in città, vero e proprio fuori salone della grande fiera, è divertirsi scoprendo il meglio delle varie regioni d’Italia. La Fontana dell’Arsenale ospita la postazione della Sicilia, coi suoi vini e i suoi assaggi e una serie di eventi culturali. Mentre piazza San Zeno è il quartier generale dell'Emilia Romagna, che fa conoscere al pubblico l’eccellenza del vino e dei suoi prodotti, insieme all’Orchestra Casadei e a ospiti d’eccezione che salgono sul palco installato per l’evento. Il Veneto abbraccia il tema le sue teste di serie, dal Valpolicella al Soave, oltre a ospitare un panel dedicato ad artisti e cantautori per raccontare il territorio con incontri letterari e degustazioni. In piazza dei Signori, la Torre dei Lamberti diventa un punto di degustazione ad alta quota del Pinot Grigio delle Venezie mentre nella Loggia Antica sono di scena le masterclass del vino, con assaggi guidati ed esclusivi. Lungadige San Giorgio accoglie la Campania, anche qui con un ricco palinsesto di sapori e spettacoli.

Verona, one of the world’s most visited art cities, turns into the wine capital every April, with Europe’s most important wine trade show: Vinitaly, this year in its 52nd edition. Recently, however, wine lovers have been given a new opportunity that is becoming a cult event: Vinitaly and the City. Wine takes over the city, its piazzas and its historical centre with such delicious events that many aficionados have been choosing this alternative event to get to know Italian wines better, having fun as they do it. A curious piece of information, for instance: the Verona itinerary proposed in this edition of Vinitaly and the City is ten thousand steps long. Yes, the same ten thousand steps your doctor prescribes to keep your lifestyle healthy. The appointment is at Piazza Bra, between the Arena and Palazzo della Gran Guardia, where the first info point is located. Here, 12 euros will get you a glass you can keep in a kind of pocket slash bag you hang around your neck, and coupons for the first three tastings. You can use the coupons to taste wine in one of the piazzas of the itinerary, either at the counter or guided by professional sommeliers (three wines and two tokens). But there is more: those who participate in the digital contest by following the entire itinerary, logging in with their own pictures taken at certain spots at every stop and then posting them online will have the chance to win prizes. Or you can use your wine passport, a special card that can be stamped during this “wine itinerary”. The first two 2,000 visitors to finish the itinerary will win a wine-themed Cruciani bracelet. But the purpose of this rich edition of Vinitaly in the city, an alternative to the great trade show, is to have fun while discovering the excellences of Italy’s various regions. The Fontana dell’Arsenale is the home of the Sicily station, with its wines and tastings and a series of cultural events. Piazza San Zeno is the headquarter of Emilia Romagna, offering its wine and products together with the Casadei Orchestra and guests of honour that will perform on the stage installed for the event. Veneto embraces the theme with its excellent wines, from Valpolicella to Soave, in addition to hosting a panel dedicated to artists and songwriters to talk about the territory with literary meetings and tastings. In Piazza dei Signori, the famous tower, Torre dei Lamberti, becomes a place to taste Pinot Grigio delle Venezie at altitude. While the Loggia Antica hosts wine masterclasses, with exclusive and guided tasting sessions. Lungadige San Giorgio is the home of the Campania region, with its rich variety of flavours and performances. But there is more, because at

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APR 2018

TIMETABLE Ven/Fri 13 apr h 17-24 Sab/Sat 14 apr h 11-24 Dom/Sun 15 apr h 11-24 Lun/Mon 16 apr h 17-24

© Ennevi_Veronafiere

Ma non è finita, perché all’Arco dei Gavi lo champagne si fa assaporare con gli abbinamenti di alcuni noti chef, mentre la selezione speciale dei migliori vini della Camera di Commercio di Verona è nella Loggia Fra Giocondo, con la sua presentazione del concorso Verona Wine Top. Suggestiva è poi la Mezzaluna del vino, ovvero un percorso sul fiume per una vista panoramica dall’acqua alla scoperta dei segreti della città (come l’accesso dal fiume al Teatro Romano). Il percorso inizia sotto Castelvecchio per arrivare all’Ex Dogana con una speciale degustazione. Da Castelvecchio a San Zeno si anima Shakespeare & Wine, performance teatrale in italiano e inglese; quindi GoTo Science nella Loggia di Fra Giocondo, in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona, che racconta di vino attraverso incontri di letteratura, filosofia, marketing ed enologia, mentre nel cortile del Mercato Vecchio c’è l’evento enoculturale Sorsi d’Autore. Sabato 14 aprile, va in scena anche la Notte Viola, con eventi nei migliori store, ristoranti, hotel e bar del centro. Una festa che, alla sua terza edizione, ha tuttavia contagiato anche altre cittadine, perché Vinitaly and the City si svolge in contemporanea – ma fino a domenica 15 – a Valeggio sul Mincio, Soave e Bardolino, che già lo scorso anno aveva aderito all’iniziativa. L’intero programma della manifestazione è consultabile sul sito vinitalyandthecity.it, utile per organizzare la propria giornata dedicata al vino, proprio nell’anno che celebra l’enogastronomia nazionale, accanto all’arte e al paesaggio. Si parte!

Arco dei Gavi champagne is available for tasting in combinations selected by famous chefs, while a special selection of the best wines according to the Chamber of Commerce of Verona is available at Loggia Fra Giocondo, with its Verona Wine Top contest presentation. There is also an interesting itinerary known as Mezzaluna del vino (the wine crescent), that runs along the river with a panoramic view over the water and offers the chance to discover the secrets of the city (such as the access to the Roman Theatre from the river). The itinerary begins beneath Castelvecchio and arrives at Ex Dogana with a special tasting session. From Castelvecchio to San Zeno there is Shakespeare & Wine, a theatre performance in Italian and in English. There is also GoTo Science at Loggia di Fra Giocondo, in a cooperation with the Università degli Studi of Verona, talking about wine in meetings of literature, philosophy, marketing and oenology, while the patio of Mercato Vecchio will be hosting a wine-and-culture event called Sorsi d’Autore (Writer Sips). On Saturday 14 April, visitors can try Notte Viola (Purple Night), with events at the best shops, restaurants, hotels and cafés in the city centre. A celebration, now in its third edition, that has also reached other towns. Vinitaly and the City also takes place at the same time, but until Sunday 15, in Valeggio sul Mincio, Soave and Bardolino, which had already taken part last year. The entire program is available at vinitalyandthecity.it, and is perfect to organise your own full-day wine experience, in the year that celebrates Italian food and wine, as well as its art and landscape. Time to go!


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THE VOICE OF WINE Tenute Carrisi

CON 1,4 MILIONI DI BOTTIGLIE PRODOTTE ALL’ANNO, L’AZIENDA VINICOLA DI AL BANO È OGGI UN’AFFERMATA REALTÀ di Andrea Radic

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Ha fatto cantare il presidente del Kazakistan, ha incantato 90mila persone ad Atene e a Mosca, la scorsa estate, il suo concerto era già sold out mesi prima. Incarna l’espressione dell’italianità con passione e talento sia quando canta, sia quando produce vino e olio nella sua Cellino San Marco. Al Bano è Al Bano. Lo incontro a Milano, dove sta registrando The Voice of Italy, il programma televisivo in onda su Rai2. Arrivando in albergo mi dice: «Prima pranziamo insieme e poi lavoriamo». Che bell’approccio... Al Bano e il vino, un binomio che sta nel suo Dna. Gli elementi più importanti della campagna dove sono cresciuto sono la vigna e l’ulivo, l’incontro era dunque inevitabile. Nella mia famiglia si è sempre fatto il vino in maniera povera, portando le uve nei paesini vicini alla ferrovia, a Brindisi, Lecce o Bari. Avevo cinque anni quando mio nonno mi portò in una “aputeja”, in dialetto pugliese la “bottega”, ed ebbi con lui il mio battesimo. Mia madre gliene disse di tutti i colori, ma il primo bicchiere era andato. Quella passione e quella tradizione le ho sempre portate con me. La prima volta che ho visto il vino imbottigliato è stato a Milano nel 1961, quando ho iniziato a fare il cameriere. L’ho assaggiato ed era un altro mondo. È vero che ha iniziato a produrlo per una promessa fatta a suo padre?

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Ho fatto il ladro, sottraendo le mie mani all’agricoltura quando sono andato via, ma ho detto a mio padre: «Ti prometto che tornerò per costruire una cantina e fare del vino che avrà il tuo nome». E un giorno il sogno è diventato realtà, bisogna crederci e può accadere, me lo ha insegnato lui. Oggi molti grandi artisti si dedicano alla produzione vinicola, come Sting e Gérard Depardieu… Gérard è stato a casa mia, ha bevuto il mio vino e, devo dire, tanto quanto mangia. Io sono stato un apripista nella produzione, era il 1973 e l’ho fatto per rispetto delle mie radici. Non è stato facile, una strada in salita, ma oggi produciamo 1,4 milioni di bottiglie. Ho investito qui i miei guadagni, è stato il cantante che ha aiutato il contadino. Quanto hanno in comune il vino e l’arte della canzone? Vino e musica vanno a braccetto. Metti una bella serata con la luna, una terrazza sul mare, lui, lei, una buona bottiglia e un sottofondo musicale: l’amore sboccerà di sicuro, è stato così è sempre lo sarà. Si tratta di un prodotto agricolo che però è anche impresa. Dobbiamo e possiamo crescere, anche nell’organizzazione e nella distribuzione, dove i francesi sono avanti, ma noi non siamo secondi a nessuno. Dobbiamo migliorare nel marketing per arrivare con i vini italiani nei luoghi giusti e non restare in lista d’attesa. Avere un volto famoso fa vendere di più? Un mio amico di Cellino, con il quale sono cresciuto e che ha iniziato a fare vino quando ho cominciato io, oggi produce con la Cantina Due Palme la


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He has inspired the president of Kazakistan to burst into song, he has enchanted audiences of 90,000 in Athens and Moscow, and his concert last summer sold out months before it took place. With passion and talent, he embodies the essence of what it is to be Italian, both when he sings and when he produces wine and olive oil in his property, Cellino San Marco. Al Bano is Al Bano. I met him in Milan, where he is recording The Voice of Italy, the TV show broadcast on Rai2. As we walked into the hotel he decided: “First let us eat, and then we shall work.” What a lovely approach... Al Bano and wine, a pairing in your DNA. The most important features in the countryside where I grew up are vineyards and olive trees, so it was inevitable that we should come together. In my family, wine has always been made the poor way, taking the grapes to the villages close to the railway, in Brindisi, Lecce or Bari. When I was five, my grandfather took me to an “aputeja” – a wine small shop in the Pugliese dialect – and I was christened. My mother was absolutely furious, but I had drunk my first glass. I have always carried that passion and that tradition within me. The first time I saw bottled wine was in Milan in 1961 when I worked as a waiter. I tried it, and discovered a new world. Is it true that you started producing wine because of a promise you made to your father?

© Rino Petrosino

PRODUCING 1.4 MILLION BOTTLES A YEAR, AL BANO IS NOW A WELL-ESTABLISHED WINERY

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bellezza di 15 milioni di bottiglie. Non è famoso come cantante, ma ci sa fare eccome. Io ho realizzato molto, poco però in confronto, e dall’anno venturo metterò in campo tutto quanto sarà necessario. Viaggiare in treno cosa le ispira? Ricordo bene il mio grande viaggio in treno: 5 maggio 1961, Lecce-Milano. La carrozza sembrava un unico ristorante con ogni ben di Dio, profumi di caciocavallo, pizze, focacce, lasagne. Odore di casa. Dai finestrini mani che salutavano, fazzoletti sventolati e qualche lacrima. Il mare a destra, a sinistra le colline, poi le montagne e l’arrivo a Milano con la nebbia. Un viaggio che mi è rimasto addosso come

Andrea Radic e/and Al Bano

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un vestito, che mi emoziona ancora oggi. Ma il viaggio è sempre vita e cultura, ogni volta una gioia. Salutando Albano, gli chiedo dove prenda questa sua grande passione. «Cantare davanti a 90mila persone – mi risponde – scatena un’adrenalina incredibile, che ti rende giovane, forte, che ti rende artista. E io lo fui, lo sono e lo sarò». Poi si alza, ci abbracciamo, e lui va via con il suo Borsalino bianco in testa, ma prima saluta e fa una foto con due ragazze che lo fermano, rendendole felici. vinicolacarrisi.com

I was a thief, stealing my hands from agriculture when I left, but I said to my father: “I promise that I will come back to establish a winery and make wine that bears your name.” And one day the dream became reality. If you believe in it, it can come true; he taught me that. Nowadays many artists produce their own wine, such as Sting and Gérard Depardieu… Gérard has been to my house and drunk my wine, and I must say, as much as he eats. I was a trailblazer when I started production in 1973, and I did it to be true to my roots. It was not easy – an uphill struggle. But we now produce 1.4 million bottles. I have invested my savings, and it is the singer who helped the farmer. How much do wine and the art of songwriting have in common? Wine and music go hand in hand. Imagine a beautiful moonlit evening, a terrace overlooking the sea, him, her, a good bottle and music in the background: love will definitely blossom. That is the way it was, and it will always be so. It is an agricultural product which is also a business. We must and can grow, including on the organisational and the distribution side, where the French are more advanced than we are, but we are not behind anybody. We must improve our marketing so that Italian wine gets to the right places and does not stay on the waiting list. Does being famous help sell more? A childhood friend of mine in Cellino started making wine at the same time I did, and now with Cantina Due Palme, he produces a whopping 15 million bottles. He is not a famous singer, but he certainly has talent. I have done a lot, but it is not much compared to him, and from next year I shall put into action all that is needed. What does travelling by train inspire in you? I remember my first long distance train journey clearly: 5 May 1961, Lecce-Milan. The carriage was like a giant restaurant with all kinds of food, and the fragrance of caciocavallo cheese, pizza, focacccia bread and lasagna. The smells of home. People waved through the windows – hands and handkerchiefs – and the odd tear. The sea to the right, hills to the left, and then mountains and arriving in Milan in the fog. The trip has stayed with me like an extra layer of clothing, and still means a lot to me today. Travelling always means life and culture, and is always a joy. As I took my leave, I asked Albano where he draws his huge passion from. “Singing in front of 90,000 people,” he replied, “is a huge adrenaline rush that makes you feel young, strong, and turns you into an artist. And that is what I was, am, and will be.” He then got up, we hugged, and he walked away wearing his white Borsalino hat, but not before greeting and taking a photograph with two young girls who had stopped him, making their day.


© Luca Giulivi

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THE WOMAN IN RED (AND WHITE) LUISA TODINI RACCONTA ALLA FRECCIA IL SUO RUOLO ALL’INTERNO DELLA CANTINA DI FAMIGLIA, NEL CUORE DELLA VERDE CAMPAGNA UMBRA

LUISA TODINI TALKS TO LA FRECCIA ABOUT HER ROLE AT HER FAMILY’S WINERY, IN THE HEART OF THE GREEN UMBRIAN COUNTRYSIDE

Andrea_Radic

Presidente del Comitato Leonardo, produttrice di vino in Umbria, guida della Cantina Todini e del relais a cinque stelle circondato da vigneti, è stata parlamentare europea, membro del cda Rai, presidente di Poste Italiane. Ma soprattutto è la mamma di Olimpia. Quante Luisa Todini siete per occuparvi di tutto? Una sola, noi donne siamo così, madri di noi stesse e dei nostri figli, abbiamo una capacità innata di occuparci di molte cose, famiglia e impresa. Non amo la parola multitasking, apparire una wonder woman non è nel mio carattere, forse siamo geneticamente modificate e riusciamo a essere complementari. Per me andare in cantiere, o in cantina per la vendemmia, occuparmi di mia figlia Olimpia, prestare attenzione alle politiche sociali e femminili è naturale. L’uomo è più analitico, ma la donna ha la capacità di spaziare. Pensi che in Poste Italiane la prima donna portalettere lavorava già nel 1865. Promuovere l’Italia è un suo obiettivo? Con il Comitato Leonardo prestiamo un servizio agli imprenditori, con un ruolo politico e di raccordo per il made in Italy che mi ha sempre dato grandi soddisfazioni. Ho un’educazione gesuita, del liceo Massimo, dove il valore della comunità prevale sull’interesse personale. Fare squadra significa procurare un ritorno per tutti, e il leader deve portare concretezza. Guardi Mario Draghi, anche lui ex allievo. Dentro di me c’è l’idea di sviluppare i talenti che ciascuno possiede e deve esercitare, come dico spesso a mia figlia. Suo padre l’ha sempre appoggiata? Mi ha indirizzata, lasciandomi sempre scegliere e permettendomi di fare esperienze che sono state "master di vita". Essere donna aiuta? Il mix di genere è un valore, ma certi ruoli bisogna saperli conquistare comunque, dimostrando impegno e capacità. Mi auguro che una donna presidente di un’azienda non sia più una breaking news come è successo nel mio caso, ma diventi un riconoscimento del merito. Che rapporto ha con il vino? Produciamo sulle bellissime colline che guardano Todi. Sangiovese, Cabernet, Grechetto, un bianco fruttato e di struttura. Abbiamo anche un parco con animali salvati dai circhi e dagli zoo. Sono cresciuta in campagna a Cecanibbi e sono rimasta legata alla terra che cerco di trasformare in un luogo del cuore, tutti amano fare olio e vino perché è un racconto di ciò che siamo. L’Italia è per l’80% rurale e quale che sia il governo, l’attenzione al settore deve restare alta, perché i benefici possono essere enormi. Qual è il sapore della sua infanzia? La merenda pane e pomodoro, con pane casereccio un po’ tostato. Me la preparava nonna Giselda che faceva la passata nelle bottiglie scure

President of Comitato Leonardo (the Leonardo Committee), wine producer in Umbria, in charge of Cantina Todini and of the related five-star relais surrounded by vineyards, Luisa Todini has been a member of the European Parliament, a member of RAI’s Board of Administration, and the president of Poste Italiane (the Italian Postal Service). But she is, first and foremost, the mother of Olimpia. How many of Luisa Todini are there to do everything you do? Only one, but we, women, are like this, mothers to ourselves and to our children; we have an innate ability to take care of many things at once, family and business included. I do not love the term multitasking, as pretending to be Wonder Woman is not really my style. Perhaps we are genetically modified and manage to be several complementary things at once. For me, going to a building site, visiting the winery for the harvesting, taking care of my daughter Olimpia, keeping an eye on social and women’s policies are natural things. Men analyse more, but women can spread their interests and skills. The first female mailwoman started working at the Italian Postal Service as early as in 1865. Is promoting Italy one of your goals? We provide a service to entrepreneurs with our Leonardo Committee, with a political and connecting role for Italian products that has always been very satisfactory to me. I had a Jesuit education at Liceo Massimo, where community values prevail over personal interest. Working as a team means making sure everyone profits, and a leader must deliver concrete results. Just look at Mario Draghi, another former student. I have inside of me this idea of developing the talents that each of us possesses and should be putting into practice, as I often tell my daughter. Have you always had your father’s support? He pointed me to the right direction, always leaving me free to choose and allowing me to have experiences that were like a "master’s degree in living". Does it help to be a woman? It is always a good thing to have different genders working together, but certain roles must be conquered by showing effort and skills. I look forward to the day when a woman in charge of a company is no longer unusual enough to be headline material, which is what happened in my case, but is simply considered a matter of deserving being in that position. What is your relationship with wine? Our production comes from the beautiful hills that overlook Todi. We work with Sangiovese, Cabernet and Grechetto, a fruity, well-structured white. We also have a park with animals saved from circuses and from zoos. I grew up in the countryside in Cecanibbi, and I have always remained connected to the land, which I attempt to transform into a place I keep in my heart. Everyone loves making oil and wine, because this is a story of what we are. Italy is 80% rural, and regardless of the government in charge,

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it must always keep an eye on this sector, because its benefits can be huge. What does your childhood taste like? It tastes like my bread and tomato snack, made with lightly toasted home-made bread. My grandmother Giselda would make it for me; she stored her tomato sauce in dark bottles, to protect against light. Bread and tomato is my breakfast to this very day. I remember we had no heating at home, so we placed the brazier beneath the damp hemp sheets. We kept warm by sharing our bed with our cousins; when we stepped out of bed, the floor was ice cold. You are no stranger to sacrifice. We were not well off; we had a small vineyard. I was already drinking must when I was three, and I never sat down at the table without a drop in my glass. When my father started succeeding in his business, we bought the estate, where we made wine for our friends. Today we produce 150,000 bottles, we are growing, with a significant presence in

foreign markets, and we try to promote the Umbrian hospitality culture. When I was a child, my parents took me to see L’albero degli zoccoli, but it had nothing new for me, it was the life I already knew. Ambassador of the territory? The whole Leonardo committee, all 160 of us, have to be ambassadors for our territory. We represent Italy’s food, fashion, technology, business enterprises. My friend Mikhail Kusnirovich, owner of the great Gum stores in Moscow, says: “For us, buying an Italian product means acquiring a piece of history and culture.” This is the “made in Italy” that is not tangible, and yet should be patented: our ability to tell a story. What country would you like to leave to your daughter? Italy, because it is wonderful, but with more of a public spirit. Is wine male or female? Wine is female; it has their same warmth. © Luigi Giordano/AdobeStock

perché proteggevano il contenuto. Anche oggi la mattina mangio pane e pomodoro. Ricordo che non avevamo il riscaldamento e mettevamo il braciere sotto le lenzuola di canapa umide. Ci si scaldava così, nello stesso letto con i cugini, e quando si scendeva a terra il pavimento era gelato. Ha conosciuto anche i sacrifici. Non eravamo benestanti, avevamo una piccola vigna. A tre anni bevevo il mosto e non mi sedevo a tavola se non avevo un goccetto nel bicchiere. Quando mio papà ha avuto successo ci siamo comprati la tenuta, facevamo vino per gli amici. Oggi produciamo 150mila bottiglie, stiamo crescendo con buona presenza all’estero e cerchiamo di promuovere la cultura umbra dell’accoglienza. Da bambina mi portarono a vedere L’albero degli zoccoli, nulla di nuovo per me, era la vita che conoscevo. Ambasciatrice del territorio? Noi del Comitato Leonardo, 160 associati, dobbiamo esserlo tutti. Rappresentiamo il food, il fashion, la tecnologia, le imprese. Il mio amico Mikhail Kusnirovich, proprietario dei grandi magazzini Gum a Mosca, dice: «Per noi acquistare un prodotto italiano significa acquistare un pezzo di storia e cultura». Ecco, è questo il made in Italy intangibile che andrebbe brevettato: la capacità di raccontare una storia. Che Paese vuole lasciare a sua figlia? Quello che c’è, perché è meraviglioso, ma con più senso civico. Il vino è donna o uomo? Il vino è donna, perché ne ha il calore. A.R. wearetodini.com


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IS BETTER

di Paolo Corbini

Una viticoltura di qualità non può prescindere dalla sostenibilità. Il mondo del vino ne è sempre più consapevole. In Italia è il Veneto a guidare la produzione vinicola per quantità e qualità: sui 40 milioni di ettolitri prodotti nel 2017, si pone al primo posto con circa otto milioni e 375mila ettolitri, seguito dalla Puglia (sei milioni e 745mila ettolitri) e dall'Emilia Romagna (cinque milioni e 893mila ettolitri). Una leadership che si manifesta anche nella ricerca delle migliori pratiche ecosostenibili in viticoltura, a vantaggio della qualità dell'ambiente, della salute dei vignaioli e dei residenti, nonché della sicurezza alimentare, aspetti a cui i consumatori prestano sempre più attenzione. Fanno tesoro di queste tendenze sia le aziende vitivinicole, attraverso i loro consorzi, sia i Comuni che hanno il compito di gestire il territorio. In Valpolicella, alle porte di Verona, l'omonimo

Consorzio di Tutela Vini ha realizzato il progetto Riduci-Risparmia-Rispetta, che ha coinvolto 30 aziende e 500 ettari di vigneti, circa il 73% della superficie vitata della denominazione. Il progetto si pone l'obiettivo di certificare il vino secondo le norme UNI 11233 per i Sistemi di produzione integrata nelle filiere agroalimentari. L'obiettivo dichiarato è quello di evitare l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi, sia in vigna sia in cantina, e a difendere la vite dalle malattie in modo naturale, senza inquinare l'ambiente e le falde acquifere. Di fatto una viticoltura sempre più biologica. In Italia gli ettari vitati bio stanno crescendo: tra terreni certificati o in via di conversione sono più di 103mila, sui 637mila totali. Nato dopo cinque anni di lavoro, il progetto della Valpolicella mira a rendere riconoscibili tra i consumatori, grazie a un bollino speciale applicato sulle bottiglie, i vini prodotti da vigneti etici. «Il tema della qualità, intesa come genuinità – sostiene Olga Bussinello, direttore del Consorzio – è imprescindibile per i prodotti agroalimentari italiani che rappresentano all’estero il Belpaese. In questa logica, un territorio bello e salubre rafforza la percezione positiva del prodotto nel consumatore finale». Stessi obiettivi anche per i 15 Comuni dove

VENETO IS ITALY’S PIONEER REGION WHEN IT COMES TO SUSTAINABLE VINE CULTIVATION: FROM THE REDUCE-SAVE-RESPECT PROTOCOL IN VALPOLICELLA TO THE REGULATIONS TO BAN GLYPHOSATE IN PROSECCO PRODUCTION

High-quality vine cultivation cannot do without sustainability. The wine world is more and more aware of it as the days go by. In Italy, the Veneto region is a trailblazer when it comes to vine cultivation, in terms of quantity as well of quality: of the 40 million hectolitres produced in 2017, Veneto is responsible for about 8,375,000 hectolitres, followed by Apulia (6,745,000 hectolitres) and Emilia Romagna (5,893,000 hectolitres). A leadership that also manifests itself in a search for the best available sustainable practices in vine cultivation, to improve the quality of the environment, the health of the farmers and local residents, and food safety, all aspects to which consumers are paying more attention. These trends are taken into account by wine producers by means of their consortiums, as well as by the communes that are in charge of managing the territory.

© Dreaming Andy/AdobeStock

IL VENETO È LA REGIONE PIONIERA NELLA VITICOLTURA SOSTENIBILE: DAL PROTOCOLLO RIDUCI-RISPARMIA-RISPETTA DELLA VALPOLICELLA AL REGOLAMENTO PER BANDIRE IL GLIFOSATO NELLA PRODUZIONE DEL PROSECCO

Vigneto/Vineyard, Valpolicella

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© mythja/AdobeStock

si produce il Prosecco Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg, circa 90 milioni di bottiglie che ogni anno escono dalle cantine dell'area storica (sugli oltre 500 milioni complessivi di prosecco genericamente conosciuto) che hanno sottoscritto un regolamento di polizia rurale che mette al bando il glifosato, diserbante tra i più utilizzati al mondo ma considerato nocivo per la salute. Il divieto assoluto all’uso del glifosato, che avrà effetto dal 1° gennaio 2019, interessa non solo i vigneti ma tutte le colture, anche i seminativi e i frutteti. Il regolamento, nato nel 2011 e contenente prescrizioni in fatto di conduzione ecosostenibile del vigneto, è il frutto di un percorso condiviso con le associazioni di categoria e i consorzi, e rappresenta un passo ulteriore verso la tutela della salute dei residenti e l’appetibilità turistica del territorio vitato, candidato a sito Patrimonio Unesco. Salute ed economia, salvaguardia dell’ambiente e sviluppo non sono in contrapposizione, ma sono le due facce della stessa crescita sostenibile. «Noi viticoltori abitiamo qui da generazioni – conferma Innocente Nardi, presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg – e da tempo collaboriamo con le amministrazioni comunali nella tutela dell’ambiente. Il Consorzio ha intrapreso un percorso verso la gestione sempre più sostenibile del vigneto grazie al protocollo viticolo adottato dai Comuni della Denominazione. Produrre in armonia con il territorio per salvaguardare le nostre meravigliose colline è un impegno per tutti noi produttori». consorziovalpolicella.it prosecco.it

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In Valpolicella, at the doors of Verona, the Consorzio di Tutela Vini has come up with the Reduce-Save-Respect project, which has involved 30 wineries and 500 hectares of vineyards, about 73% of the planted surface of the designation (as in Designation of Origin). The goal of the project is to certify the wine according to directive UNI 11233 for integrated production systems in food chains. In brief, the final goal is to avoid the use of synthetic chemicals in the field and in the cellars, and to defend the plants from disease in a natural fashion, without polluting the environment or the groundwater. In other words: increasingly organic vine cultivation. In Italy, organic vine hectares are increasing in number: there are now more than 103,000 (out of a total of 637,000) certified plots of land, or plots undergoing conversion. Born after five years of work, the Valpolicella project focuses on applying a special seal to the bottles so consumers can recognise wines produced by ethical vineyards. “This theme of quality intended as authenticity,” states Olga Bussinello, director of the Consortium, “is crucial for the Italian food products that represent our country abroad. From this point of view, a beautiful and healthy territory reinforces the positive perception of the product in the final consumer.” These are the same goals shared by the 15 communes that produce Prosecco Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG – about 90 million bottles of which leave the cellars of

the historical area every year (out of the 500 million overall bottles of prosecco) having subscribed a rural policy regulation that bans glyphosate, one of the world’s most commonly used herbicide and yet considered to be a health hazard. The absolute ban on the use of glyphosate will become effective in January 2019 and will involve not only vines, but all agricultural products, including arable crops and orchards. The 2011 regulation, containing prescriptions regarding the sustainable management of vines, is the result of a shared strategy with trade associations and consortiums, and is a further step towards the protection of the health of residents and of the touristic interest of the cultivated territory, a UNESCO Heritage Site candidate. Health and economy, environment protection, development: they do not exclude each other; on the contrary, they are facets of the same sustainable growth. “We vine farmers have lived here for generations,” confirms Innocente Nardi, president of Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, “and we have long worked together with local administrations to protect the environment. The Consortium has implemented an increasingly sustainable management practice of the vines thanks to the specific protocol adopted by the communes of the Designation. Producing in harmony with the environment to protect our wonderful hills is a commitment for all of us producers.”


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DIONYSUS' DIC IONARY PICCOLO VOCABOLARIO PER SCOPRIRE DI PIÙ SUI VINI IN BASE ALLE MODALITÀ DI PRODUZIONE A SHORT GLOSSARY TO LEARN MORE ABOUT WINE AND HOW IT WAS MADE

BIODINAMICO/BIODYNAMIC

Sebbene non esista dal punto di vista normativo una definizione, si considera tale il vino prodotto secondo i dettami dell'agricoltura biodinamica come definiti da Rudolf Steiner (1861-1925). Nella visione del teosofo austriaco la natura è in equilibrio: non si somministra alla pianta ciò di cui necessita, ma si creano le condizioni per cui essa stessa lo tragga dall’ambiente circostante. Non vengono utilizzati prodotti di sintesi chimica e OGM. Associazioni private certificano i vini biodinamici prodotti nel rispetto di tali canoni. Even though there is no regulation that provides an official definition, a wine is considered biodynamic if it is produced following the rules of biodynamic agriculture established by Rudolf Steiner (1861-1925). The Austrian thinker believed that nature is an equilibrium: one does not give the plant what it needs, but one creates the conditions that enable it to take it from its surrounding environment. No chemical products or GMOs are used. Private associations certify biodynamic wines that are produced respecting these rules.

di Paolo Valente

BIOLOGICO/ORGANIC

Le modalità di produzione sono definite da norme comunitarie e prevedono, tra l'altro, l'obbligo di utilizzo di uve provenienti da agricoltura biologica ovvero, in sintesi, coltivate senza fitofarmaci, diserbanti, pesticidi e concimi di sintesi. La vinificazione deve essere condotta senza l'utilizzo di coadiuvanti o additivi chimici e i livelli di anidride solforosa devono essere inferiori rispetto al vino convenzionale. Il produttore di vino biologico per poter utilizzare il logo di riconoscimento deve sottoporsi a certificazione da parte di uno degli organismi di controllo. Production methods are defined by EU regulations which include the requirement to use grapes from organic agriculture which, in short, are grown without the use of chemical products, weedkillers, pesticides or fertilizers. The vinification process must not use chemical additives and levels of sulphur dioxide must be lower than in conventional wine. Before being allowed to display the organic logo, the wine producer must undergo certification by one of the control bodies.

CONVENZIONALE/CONVENTIONAL

È il vino realizzato utilizzando tutte le tecniche produttive consentite dalle leggi e dalle normative nazionali e comunitarie. The wine is made using all production techniques allowed by national and EU laws and regulations.

NATURALE/NATURAL

Si tratta di un vino prodotto rispettando, totalmente o in parte, i principi dell'agricoltura biologica o di quella biodinamica, ma non sottoposto ad alcuna certificazione. It is a wine produced following, either fully or in part, the guidelines for organic or biodynamic agriculture, but which does not undergo certification. Anche in questo caso non esiste una definizione normativa precisa, ma può essere considerato tale un vino prodotto senza alcuno sfruttamento animale, sia a livello agricolo che sotto forma di additivo. Alcuni enti privati certificano il rispetto dei canoni vegani. This is another case for which there is no precise legal definition, but a wine can be considered vegan if it is produced with exploiting animals, both at the agricultural level, or in the use of additives. There are a few private organisations that certify the respect of vegan principles.

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VEGANO/VEGAN

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Hi-WINE IL VIAGGIO VERSO LA DIGITALIZZAZIONE DEL VINO PARTE DA VINITALY E ARRIVA A SEEDS&CHIPS. INNOVAZIONE E TRADIZIONE COLLEGATE TRAMITE LA TECNOLOGIA DA GIOVANI STARTUP ITALIANE di Antonella Caporaso

antonellacaporaso

Oltre 300 speaker provenienti da tutto il mondo, 240 espositori, 15.800 visitatori e 131 milioni di social impression registrati in quattro giorni. Questi i numeri di Seeds&Chips, il summit internazionale sulla Food Innovation. L’appuntamento 2018 è dal 7 al 10 maggio al MiCo-Milano Congressi. Un’area espositiva e un palinsesto di conferenze per presentare, raccontare e discutere su temi, modelli e innovazioni che stanno cambiando il modo in cui il cibo è prodotto, trasformato, distribuito, consumato e raccontato. Ospiti della quarta edizione l’ex segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, John Kerry, e Howard Schultz, Executive Chairman di Starbucks. «Il Presidente Obama ha indicato la strada da seguire per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità legati al cibo, all’ambiente e al clima. E Seeds&Chips vuole continuare a percorrerla, consapevole che tutti i messaggi, i nuovi modelli, le innovazioni e le opportunità legate al cibo devono essere declinati per raggiungere ogni angolo del Pianeta», sostiene l’ideatore dell’evento, Marco Gualtieri. Ma le sfide hi-tech si giocano anche in campo enologico. L’obiettivo di Tannico, l’enoteca 2.0 più grande del mondo, è rivoluzionare il settore enoico facendo perno su cinque pilastri: tecnologia, innovazione, passione, visione e soprattutto coraggio. «Siamo partiti con delle proposte diverse ogni giorno e poi, col passare del tempo, abbiamo costruito la cantina dei sogni per qualunque appassionato. A oggi abbiamo un catalogo con più di 12mila etichette», conferma Marco Magnocavallo, Ceo della piattaforma da 11 milioni di fatturato. L’ampio assortimento e i tempi di consegna, sempre più rapidi, permettono di raggiungere un target vasto e sfaccettato composto da intenditori e neofiti, uniti dalla passione per il vino e dalla curiosità di scoprire cose nuove, perfezionando il proprio gusto.

THE JOURNEY TOWARDS DIGITALISING WINE STARTS FROM VINITALY TO FINISH WITH SEEDS&CHIPS. INNOVATION AND TRADITION ARE LINKED BY TECHNOLOGY BY YOUNG ITALIAN STARTUPS

Over 300 speakers from all over the world, 240 exhibitors, 15,800 visitors and 131 million links on social media in four days. Those are the figures generated by Seeds&Chips, the international conference on Food Innovation. The 2018 event is to be held from 7 to 10 May at MiCo-Milano Congressi. It combines an exhibition and a conference programme to present, tell and discuss issues, models and areas of innovation which are changing the way in which food is produced, transformed, distributed, consumed and then talked about. Guests at the fourth edition include former US Secretary of State, John Kerry, and Howard Schultz, Executive Chairman of Starbucks. “President Obama showed the path to take to reach sustainability goals on

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44 / / INNOVATION Ma nonostante la facilità di fruizione, la digitalizzazione è ancora lontana. «Siamo molto indietro, infatti sempre più spesso organizziamo con le cantine degustazioni in esclusiva», conclude Magnocavallo, che continua confermando la sua partecipazione a Vinitaly e a Seeds&Chips con un autobus londinese trasformato in enoteca mobile. Le consapevolezze nel settore non mancano, ma neppure gli interrogativi, se non altro da parte dei consumatori. Quante volte, infatti, di fronte a un etichetta di un vino restiamo perplessi? Vinhood, la giovane startup nata nel 2016, vuole appunto colmare la distanza tra il prodotto e il consumatore. «La ricetta per la semplicità è composta da tre elementi: un nuovo linguaggio per il vino, uno strumento personalizzabile e veloce per capire qual è la bottiglia ideale in base ai gusti e alle preparazioni e un nuovo approccio on e offline al vino per renderlo a misura d’uomo», racconta Matteo Parisi, ideatore e co-founder dell’azienda. Attraverso un test effettuato da un wine mate, in soli 30 secondi siamo catapultati al centro di un viaggio esperienziale, nel quale gusti e preferenze vengono tradotti in un risultato semplice e chiaro che permette di orientarsi in quella che è una nuova geografia del bere. Una vera e propria wine experience da provare live durante l’evento milanese. Perché i giovani il vino lo amano, ma forse non riescono a capirlo del tutto. seedsandchips.com tannico.it vinhood.com Vinhood

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food, the environment and climate. And Seeds&Chips wants to continue along this route, aware that all the messages, the new models, areas of innovation and opportunities linked to food have to be spelled out so they can reach every angle of the planet,” said that the creator of the event, Marco Gualtieri. But hi-tech challenges are also faced in the wine field. The goal of Tannico, the largest 2.0 wine store in the world is to revolutionise the wine sector by leveraging off five pillars: technology, innovation, passion, vision and above all courage. “We started out with new suggestions every day and then, with the passing of time, we have built a dream wine cellar for any wine lover. We currently have a catalogue of over twelve thousand labels,” says Marco Magnocavallo, CEO of the platform which turns over 11 million euros. The wide range and the increasingly fast delivery times mean that a broad and multi-faceted target market can be reached, made up of connoisseurs and newcomers to wine, united by a passion for wine and by curiosity, the desire to discover new things, perfecting their palate. But despite the ease of use, digitalisation is still far off. “We have a long way to go, and indeed we increasingly often organise exclusive tastings with wineries,”

concluded Magnocavallo, who continues by confirming his participation at Vinitaly and at Seeds&Chips with a double-decker bus which has been transformed into a mobile wine store. There is no lack of sector knowledge, but there are also a lot of questions, especially from consumers. How often are we confused when contemplating a wine label? Vinhood, the young startup founded in 2016, aims to bridge this gap between product and consumer. “The recipe for simplicity consists of three ingredients: a new language for wine, a customisable and fast tool to understand which is the ideal bottle to suit one's personal taste and circumstances, and a new approach both on and offline to make it more accessible to people,” says Matteo Parisi, the creator and co-founder of the company. After a test conducted by a wine mate, in just 30 seconds we are catapulted into the middle of a journey of experiences, in which tastes and preferences are translated into a simple and clear result which helps us find our way in what is a new geography for drinking, understanding requirements in a completely innovative way. It is a true wine experience which should be tried live during the Milan event. Because young people love wine, but perhaps they do not always understand everything about it.


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IL PROFILO GUSTATIVO DI OGNI TRAVELLER E IL SUO CARATTERE SI SCOPRONO CON IL TEST DI VINHOOD.COM

THE TASTE PROFILE OF EACH TRAVELLER AND THEIR CHARACTER ARE REVEALED BY THE TEST DONE BY VINHOOD.COM

di Matteo Parisi

THE ADVENTURER GUSTI: sapori decisi, schietti e scattanti VINI: Nerello mascalese, Dolcetto, Barbera, Chianti, Grillo DOVE TROVARLI: Piemonte, Toscana, Sicilia Viaggiatore solitario ma socievole. Il vino rosso ideale è CARISMATICO. Dal gusto elegante ed energico. Grazie al carattere ESTROVERSO, come i bianchi preferiti, riesce sempre a trovare qualche nuova avventura da affrontare per evadere dai problemi quotidiani. FLAVOURS: decisive, straightforward and immediate flavours WINES: Nerello mascalese, Dolcetto, Barbera, Chianti, Grillo WHERE TO FIND THEM: Piedmont, Tuscany, Sicily Alone but sociable traveller. His preferred wine is MAGNETIC. With an elegant and energetic flavour. Thanks to his OUTGOING character, like the whites he prefers, he can always manage to find a new adventure to tackle in order to avoid the problems of daily life.

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INNOVATION / / 47 THE WORKAHOLIC GUSTI: sapori forti e decisi VINI: Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, vino bianco passato in botte DOVE TROVARLI: Piemonte, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche Il viaggio, grazie al pc e al sedile confortevole, non è un problema anche se è un momento INTENSO di lavoro, come i vini bianchi preferiti. A viaggio concluso, finalmente casa dolce casa. Abbandonato il computer, arriva finalmente il momento di un bel libro in compagnia di un calice di vino SAGGIO. FLAVOURS: strong and decisive flavours WINES: Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, cask-aged white wine WHERE TO FIND THEM: Piedmont, Tuscany, Friuli-Venezia Giulia, Marche Travel, thanks to a computer and a comfortable chair, is not a problem, even though it is PROFOUND moment of work, like your favourite white wines. At the end of the trip, it is finally home sweet home. And once the computer has been turned off, it is finally time for a good book, together with a good glass of erudite SAGE wine.

THE HOLIDAY-MAKER GUSTI: profumi intensi, sapori leggeri, freschi e coinvolgenti VINI: Schiava del Trentino, Pinot Nero leggeri, Lambrusco, Prosecco, Franciacorta Saten, Champagne Blanc de Blanc (Chardonnay) DOVE TROVARLI: Trentino, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Francia La vita è relax, calma e sangue freddo. Così anche il viaggio va affrontato senza fretta. E se si può scegliere una bella bottiglia di vino, sull’etichetta porterebbe incisa la scritta RILASSATO. Ma per le occasioni speciali meglio BIRICHINO. Proprio come le bollicine. FLAVOUR: intense bouquet, light, fresh and enveloping taste TYPE OF WINE: Schiava del Trentino, Light Pinot Nero, Lambrusco, Prosecco, Franciacorta Saten, Champagne Blanc de Blanc (Chardonnay) WHERE TO FINE THEM: Trentino, Emilia Romagna, Veneto, Lombardy, France Life is relaxing, calm and tranquillity. And so travelling is enjoyed without any hurry. If you can choose a nice bottle of wine, it could have LAIDBACK written on the label. But for special occasions, a PLAYFUL one would be better. Just like bubbles.

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di Luca Gardini

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Dessert uguale zucchero. Nel mondo del gusto le uguaglianze non sono così nitide, come dimostrano i dolci della tradizione nazionale, in cui lo zucchero raramente è l’elemento più importante. Le ricette nostrane gli sostituiscono spesso la morbidezza asciutta della frutta secca, i canditi e il miele, in virtù di un’origine popolare dotata di creatività più che di risorse. Certo, nel tempo ai dolci di casa nostra si sono aggiunte spezie, cacao e tanti altri ingredienti esotici, ma sta di fatto che il panettone, di tradizione lombarda, per esempio, nasce da un semplice pane addolcito da uva passa. Sempre più slegato dal Natale, si mangia in ogni stagione, inamovibile come il dilemma del giusto abbinamento. Bollicine, of course. Moscato? Forse, ma meglio un secco nostrano – e qui penso al Franciacorta Brut Cabochon di Monte Rossa – lasciato in bottiglia per tanto tempo. Chi ce l’ha, il tempo, ne aspetti molto o almeno fino a che il gusto del vino non riesca a sviluppare quella maturità e quelle evoluzioni che riportano, gustativamente parlando, alle stesse canditure che troviamo anche nel boccone.

L’obiettivo dell’abbinamento con i dolci è quello di avere nel bicchiere morbidezza arricchita e bilanciata da una buona dose di acidità. Il motivo? Sposare un vino a un dolce rischia di appesantire la piacevolezza di un fine pasto in cui spesso lo stomaco va in overbooking calorico e la bocca ha masticato sin quasi a scordare il concetto di fame. I dolci italiani, tuttavia, se da un lato esprimono l’abbondanza generosa di nonne e mamme, dall’altro la combinano con una dolcezza sfaccettata perché, come detto, non determinata soltanto dallo zucchero. Penso, per esempio, alle specialità a base di frutta secca. Dai severi cantucci toscani sino alla sbrisolona mantovana, asciutta ma generosamente abbondante di burro. Non volendo rompere un matrimonio solido nel primo caso, ma cercando di estendere la funzionalità dell’abbinamento al secondo, a questi due dolci affiancherei un Vin Santo. Mi sento di consigliare quello di Montepulciano prodotto dall’azienda Poliziano a partire da uve Malvasia, con piccola aggiunta di Grechetto. Il vino acquista una dolcezza mai troppo lasciva, dopo che le uve sono state sottoposte a un appassimento per almeno quattro mesi. Non ricordo se in occasione di un pranzo formale vada mangiato prima il dolce o la frutta. Levandoci il dubbio e mettendoli insieme, per realizzare uno

FROM NORTH TO SOUTH, THE BEST WINES TO MATCH TYPICAL LOCAL SWEETS

Dessert is equivalent to sugar. In the world of flavour, correlations such as this are never this sharp, as can be seen in Italian desserts, in which sugar is rarely the most important ingredient. Italian recipes often replace sugar with the dry softness of dried fruit, candied fruit and honey, all thanks to their popular origins that had more creativity than resources. Of course, over time the recipes gained spices, cocoa and many other exotic ingredients, but the fact is, the panettone, for instance, traditionally from Lombardy, was born out of a simple bread sweetened with raisins. Less and less bound to Christmas, it is always there, unmovable, just like the dilemma of the proper combination. Bubbles, of course. Muscat? Perhaps, but an Italian dry would be better – and here I have in mind a Franciacorta Brut Cabochon di Monte Rossa – left in the bottle for a long time. If you do have plenty of time, wait for it, or at least wait until the taste of the wine can develop the matureness and the evolutions that, from the taste bud point of view, remind us of the same candied fruit we will find in every morsel. The goal of the combination with desserts is to fill the glass with softness enriched and balanced by a good

© Nelly Kovalchuk/AdobeStock

DA NORD A SUD I MIGLIORI VINI DA ABBINARE AI DOLCI REGIONALI TIPICI

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TRAVEL / / 51 di asciugarli in fruttaio dopo la raccolta. Quello di Maculan sa vestire alla perfezione la morbidezza floreale di una pastiera napoletana, ma anche quella più irresistibilmente barocca di una cassata siciliana. L’abbinamento più corretto con i dolci al cioccolato si chiama Barolo Chinato. In Langa ormai lo producono in pochi, tuttavia uno dei migliori è quello sfornato dalla cantina Palladino. La parte speziata e officinale del vino si ritrova nelle sensazioni espresse dal cioccolato presente nella torta tenerina, tipica del ferrarese, oppure in una torta caprese.

La parte succosa del Barolo Chinato può contribuire persino ad abbattere la carica golosa, ma tosta e calorica, di un tiramisù, le cui origini sono contese tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Con i dolci sardi, spesso ricchi di miele ma liberi da altri accessori zuccherini, si abbina che è una meraviglia lo Zibibbo passito di Pantelleria. Un nome? Ben Ryé di Donnafugata, che propone la solarità del frutto candito e l’insularità delle erbe aromatiche scaldate dal sole e dal sale.

with a small amount of Grechetto. Its sweetness is never lascivious, as the grapes are left to wilt for at least four months. I cannot remember whether in a formal lunch the fruit comes before dessert, but why not solve this riddle by putting them together in a strudel or a reassuring apple pie typical from the Trentino region? In this case, a perfect match is an Italian wine, which often challenges the presumed certainty that French Sauternes are the only sweet white wines that deserve a medal for elegance. In a few moves, Scacco Matto, Albana Passito produced by Romagna-based Fattoria Zerbina, will knock down this wall of certainty, as it can be a marvellous company for both strudel and apple pie. Another wine that combines sweetness, acidity and fineness is Torcolato di Breganze, produced in the province of Vicenza, is named after the practice of twisting the bunches before drying them after harvest. The one from Maculan can perfectly embrace the

flowery softness of a pastiera napoletana as well as the irresistibly baroque softness of a cassata siciliana. The most suitable combination with chocolate desserts is the Barolo Chinato. Very few producers remain in the Langa area, but one of the best is made by the Palladino winery. The spiced and medicinal part of the wine can be identified in the sensations expressed by the chocolate in the torta tenerina, typical from the Ferrara area, or in a torta caprese. The juicy part of the Barolo Chinato can even help bring down the delicious yet difficult and calorie-ridden load of a tiramisu, whose origins are the focus of a battle between Veneto and Friuli-Venezia Giulia. When it comes to Sardinian desserts, often rich in honey but devoid of other sugary accessories, a wonderful combination is the Zibibbo passito of Pantelleria. A name? Ben Ryé by Donnafugata offers the sunniness of candied fruit and the island-ness of aromatic herbs warmed by the sun and the salt.

© Rostislav Sedlacek/AdobeStock

strudel o una rassicurante torta di mele tipici del Trentino, l’abbinamento sarà con un vino di casa nostra, che spesso mette in gioco la presunta certezza che i Sauternes transalpini siano i soli vini dolci depositari del valore dell’eleganza. In poche mosse lo Scacco Matto, Albana Passito prodotto dalla romagnolissima Fattoria Zerbina, demolirà questo postulato, riuscendo ad accompagnare puntualmente sia lo strudel che la torta di mele. Altro vino che abbina dolcezza, acidità e finezza gustativa è il Torcolato di Breganze (VI), così chiamato per la pratica di torcere i grappoli prima

Strudel, Trentino Alto-Adige

dose of acidity. Why? Because matching a wine to a sweet is risky; the pleasantness of the end of a meal may make it heavier than necessary, considering that our stomachs are often dealing with a surplus of calories and our mouths have chewed until even the concept of hunger is a faraway memory. However, although Italian sweets express the generous abundance of grandmothers and mothers, they combine it with a multifaceted sweetness that is not exclusively determined by sugar. I am thinking, in particular, about specialties containing nuts. From the severe Tuscan almond cantucci to the sbrisolona from Mantua, dry but generously rich with butter. Far from me being the one to break apart a solid marriage such as cantucci and sweet Vin Santo, but I would like to expand the functionality of a match in the second case – I would enjoy Vin Santo with both. In particular, I suggest Vin Santo from Montepulciano produced by Poliziano using Malvasia grapes

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SOUL DA VINITALY AI COCKTAIL BAR DI MILANO, FIRENZE, ROMA E NAPOLI. IL PISCO PERUVIANO IMPAZZA SUI BANCONI DI MEZZA ITALIA di Cecilia Morrico

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FROM VINITALY TO COCKTAIL BARS IN MILAN, FLORENCE, ROME AND NAPLES. PERUVIAN PISCO IS DRIVING PATRONS CRAZY ALL OVER ITALY

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After the refined ceviche de pescado and healthy quinoa, Peru makes itself present in beverage menus as well thanks to its pisco, an exhilarating distilled drink that is the latest trend for those who love a good drink with a cheerful soul. Cultural heritage of Peru since 1988, pisco is not aged, and can be pure, green or acholado. It is obtained from the fermented fresh must of piquera grapes. Aromatic and intense, it has no colour and is impressively transparent; it is mainly known and appreciated all over the world as an ingredient of pisco sour, a cocktail that also contains lemon juice, sugar, egg white, two drops of Angostura, and ice. Vinitaly will be celebrating pisco in its tasting area, with guided tasting events. After London and New York, Milan has also had its Pisco Week, in September, promoted by the Trade Office of Peru in Italy, with 26 participating venues among pubs and restaurants. But do not let yourself be fooled: this pisco mania is not limited to northern Italy. In Florence, pisco can be enjoyed at Fusion Bar & Restaurant, in Vicolo dell’Oro, near the Uffizi. In Rome, at the Pacifico, on Lungotevere Arnaldo da Brescia, within walking distance of Piazza del Popolo. In Naples, at the Happening Cocktail bar in Via Bisogno, near Lungomare Caracciolo. An overseas journey among Latino recipes and flavours.

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© Peffan/AdobeStock

Dopo il raffinato ceviche de pescado e la salutare quinoa, il Perù si fa spazio anche sulla carta degli alcolici grazie al pisco, inebriante distillato e nuova tendenza per gli appassionati del bere bene con animo allegro. Patrimonio culturale del Paese andino dal 1988, non conosce la botte, si divide in puro, verde e acholado ed è ottenuto dal mosto fresco fermentato di uve pisqueras. Aromatico e intenso, è totalmente incolore e colpisce per la sua trasparenza, anche se è maggiormente apprezzato e conosciuto in tutto il mondo all’interno del cocktail Pisco Sour, dove è unito a succo di limone, zucchero, bianco d’uovo, due gocce di angostura e ghiaccio. Vinitaly lo celebra nell’area tasting con degustazioni guidate. Sulla scia di quelle di Londra e New York, anche Milano ha già avuto la sua Pisco Week in settembre: promossa dall’Ufficio commerciale del Perù in Italia, ha visto l’adesione di 26 locali, tra bar e ristoranti. Ma non si pensi che la mania per l’acquavite peruviana si sia fermata a nord del Belpaese: a Firenze la si può gustare al Fusion Bar & Restaurant nel vicolo dell’Oro, vicino agli Uffizi; a Roma da Pacifico sul Lungotevere Arnaldo da Brescia, a due passi da piazza del Popolo; a Napoli all’Happening Cocktail bar in via Bisogno, vicino al Lungomare Caracciolo. Un viaggio Oltreoceano, tra ricette e sapori latini.

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The Pisco Sour cocktail

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VINO CHE DIVENTA COLORE PER LE TELE, TAPPI DI SUGHERO TRASFORMATI IN GIOIELLI, ETICHETTE DISEGNATE COME BOZZETTI

WINE THAT BECOMES A PAINTING MEDIUM, CORKS MADE INTO JEWELS, LABELS DRAWN LIKE SKETCHES

di Serena Berardi

C’è chi il vino lo beve e chi lo trasforma in arte. La pittrice Arianna Greco ha dato vita addirittura all’arte enoica. «Partecipando a degustazioni e incontri con i produttori – spiega Arianna – sentivo parlare spesso di rosso porpora, rosso granato, color mattone, antociani. Pensavo a come sarebbe stato dipingere con il vino». Nel 2012 decide quindi di cimentarsi: «Il primo vitigno è stato un Primitivo di Manduria, usato per plasmare il corpo di una donna, pennellata dopo pennellata», continua l’artista pugliese. E l’opera primogenita prende forma attraverso un rosso vivo tendente al viola: «La osservavo e la annusavo. Giorno dopo giorno, però, accadeva qualcosa: la pittura stava cambiando tonalità. Così, nel corso del tempo, quella figura femminile ha assunto sfumature tipiche dei vini maturi. La mia tela era invecchiata un po’, come il ritratto di Dorian Gray». Da allora Arianna non si è più fermata, tra mostre, festival, live painting in Italia e all’estero.

Some people drink wine; others turn it into art. Painter Arianna Greco has even created wine art. “When I went to tastings and met producers,” Arianna explains, “I heard people talk about ruby red, burgundy, brick and purple hues. It made me wonder what it would be like to paint with wine.” So in 2012 she decided to try: “The first grape I used was a Primitivo di Manduria, which I used to model a woman's body, one brushstroke at a time,” the artist from Puglia continues. And this first work took shape with bright red with purple undertones. “I observed it, and I smelled it. But as the days went by, something happened: the painting was changing colour. So, over time, that female figure acquired the typical hues of mature wine. My canvas had aged rather like the picture of Dorian Gray.” Since then, Arianna has never stopped, with exhibitions, festivals and live painting events in Italy and abroad.

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Tela di Arianna Greco/A painting by Arianna Greco


ART / / 55 Marco Gambula does not focus on the contents of bottles, instead he is fascinated by their top. “As a wine lover, I had a box of corks from a number of bottles I had particularly enjoyed. I started to concentrate on the designs on them: some simply had technical information and wording, others had logos, landscapes, icons, abstract motifs. I then started going round all the wine bars I knew, collecting the corks of their bottles in a more systematic way,” remembers Marco, the owner of VicoloPagliaCorta, a design and crafts workshop in the centre of Bologna that upcycles various materials such as Apple computer keys and Lego bricks. Since last year it also transforms corks into rings, earrings, cufflinks and brooches. “First I collect and select my materials. Then, using special cutters, I cut out the designs and the shapes from the cork, roughly according to the final shape and size I am aiming for. I continue to work on the pieces with a drill with tiny cutting and grinding attachments. I finish them by hand with sandpaper of different grit sizes and wash them carefully. Once they are dry, I attach them onto metal bases which transform them into jewellery.”

Marco Gambula al lavoro con i tappi di sughero/Marco Gambula working with corks

Non si concentra sul contenuto delle bottiglie, ma è attratto dalla loro sommità Marco Gambula. «Da appassionato di vino avevo conservato una scatola con una serie di tappi appartenuti a bottiglie che mi avevano colpito. Ho iniziato a concentrarmi sulle grafiche che li decoravano: alcuni avevano semplici informazioni tecniche e scritte, altri sfoggiavano loghi, paesaggi, icone, motivi astratti. Da lì ho iniziato a girare per le enoteche che conoscevo, per recuperare in maniera più sistematica i tappi delle loro mescite», ricorda Marco, proprietario dello studio di artigianato e design VicoloPagliaCorta, nel centro di Bologna, che riutilizza materiali vari, come i tasti dei computer Apple e i mattoncini Lego. Dallo scorso anno trasforma anche i tappi in anelli, orecchini, gemelli e spille. «Prima raccolgo e seleziono il materiale. Successivamente, servendomi di particolari taglierini, intaglio le grafiche nel sughero e le sagomo grossolanamente seguendo la forma e la dimensione che voglio ottenere. A quel punto lavoro sul pezzo con un trapanino dotato di piccole frese e mole, lo rifinisco a mano con carte vetrate di diverse grammature e lo lavo con cura. Una volta asciutto, ci attacco le basi di metallo che lo fanno diventare un bijoux».

Stefano Vitale ha reso le etichette del vino piccoli bozzetti d’autore. L’illustratore padovano, autore di copertine celebri come quella de L’alchimista di Paolo Coelho, nel 1990 incontra Gabriella Rallo – fondatrice, insieme al marito Giacomo, dell’azienda vinicola Donnafugata – che lo convince a una collaborazione. Da allora Stefano contribuisce a valorizzare la personalità di ogni vino accrescendo la riconoscibilità del packaging. A caratterizzare i suoi disegni una dimensione onirica fatta di colori caldi, volti di donne dai tratti primitivi, una natura siciliana arabeggiante. Come recita il proverbio: «Impara l’arte e mettila da parte». Magari in una bottiglia. ariannagrecoarte.wordpress.com AriannaGrecoArt arteenoica vicolopagliacorta.it vicolopagliacorta.it stefanovitale.com

Etichetta disegnata da Stefano Vitale/A label by Stefano Vitale

Stefano Vitale has turned wine labels into miniature works of art. In 1990, the illustrator from Padua, who has designed famous book covers such as The Alchemist by Paolo Coelho, met Gabriella Rallo – founder of the Donnafugata winery with her husband Giacomo – who convinced him that they should work together. Since then, Stefano has contributed to defining the personality of each wine and made its packaging more recognisable. His drawings are characterised by a dreamlike quality, with warm colours, women's faces with primitive features, Sicilian landscapes with an Moorish quality. As the Italian adage says: “Learn a skill and set it aside.” Perhaps in a bottle.

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Movies drink © Mondadori Portfolio/Christophel Collection

to

Russell Crowe e Marion Cotillard nel film Un’ottima annata/ Russell Crowe and Marion Cotillard in the film A Good Year

ABBINARE FILM, ETICHETTE E CIBI DI QUALITÀ AIUTA IL PALATO E FA BENE AL CINEMA. SAPORI E PELLICOLE ALLA CITTÀ DEL GUSTO DI ROMA di Enrico Menduni

EnricoMenduni

Cinema e vino sono come due fratelli. Due forme del gusto, che si parlano, e si abbinano volentieri per un piacere più intenso. A Roma il progetto Doc Wine Travel Food, alla Città del gusto, unisce film, vini e piatti selezionati dal Gambero Rosso. Era un incontro annunciato: la cantina in cui si crea il vino è simile alla “grotta” in cui il regista miscela la sceneggiatura con la performance degli attori, le musiche con le ambientazioni, i ritmi e i tempi, così da dar vita a un film che ha uno speciale temperamento, un suo carattere, un’anima decisa. Una controprova? I tanti titoli che parlano di vigne, vendemmie, degustazioni: un vero genere nella storia del cinema. Il segreto di Santa Vittoria di Stanley Kramer, 1969, dove il presidente della cantina sociale (Anthony Quinn) cerca di salvare il tesoro del paese,

le preziose bottiglie di rosso (Dolcetto d’Alba, pensiamo noi) dai nazisti. Oppure Il profumo del mosto selvatico, con Keanu Reeves, 1995, una contrastata storia d’amore tra i vigneti della California. Qui il vitigno è lo Zinfadel: simile per molti aspetti al nostro Primitivo di Manduria. Russell Crowe, il protagonista del Gladiatore, lo vediamo nel 2005 in Un’ottima annata alle prese con i vigneti della Provenza: potrebbero essere tranquillamente le vigne del Brunello di Montalcino. E poi tanti documentari, il grande Mondovino presentato a Cannes nel 2004, e soprattutto Rupi del Vino di Ermanno Olmi (2009) tutto girato tra gli scoscesi vigneti della Valtellina, quelli del Grumello e del Sassella, dell’Inferno e dello “Sfursat”. Come avete inteso, il punto più importante sono gli abbinamenti: la bottiglia giusta per una pellicola, come per un buon piatto da gustare in ottima compagnia. Pensiamo a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, premio Oscar 2013. Cosa potrebbe bere Toni Servillo/Jep Gambardella

COMBINING GOOD FILMS, LABELS AND FOOD IS GOOD BOTH FOR THE PALATE AND THE FILM INDUSTRY. FLAVOURS AND CINEMA AT THE CITTÀ DEL GUSTO IN ROME Films and wines are like brothers. Two types of taste that talk to each other and happily come together creating even greater pleasure. In Rome, the Doc Wine Travel Food project at the Città del gusto combines films, wines and dishes selected by the Gambero Rosso. It was a fated meeting: the cellar in which wine is made is similar to the “cave” in which a director mixes the screenplay with the actors' performance, the music with the settings, rhythm and timings in order to create a film with a special temperament, its own character, a decided soul. The final proof? The many films that talk of vineyards, harvest, tastings: a genre in itself in the history of cinema. The Secret of Santa Vittoria by Stanley Kramer, 1969, in which the president of the wine cooperative (Anthony Quinn) tries to save

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58 / / WINE SHOT Renato Rascel e Anna Magnani sul set del film Il segreto di Santa Vittoria/ Renato Rascel and Anna Magnani on the set of the film The Secret of Santa Vittoria

© Mondadori Portfolio/Christophel Collection

© Pierluigi Praturlon/Reporters Associati & Archivi/Mondadori Portfolio

nell’esclusiva terrazza romana con vista sul Colosseo in cui si svolgono i ricevimenti e le feste di una contemporanea dolce vita? Forse un bianco Chardonnay ghiacciato al punto giusto, profumato ma non troppo, insieme a frutti di mare in piccole porzioni (mai esagerare!) da assaggiare appena tra conversazioni fintamente fatue e un’eterna giovinezza che però sta fuggendo. Chissà se i camorristi di Gomorra (diretto da Matteo Garrone e poi divenuto fortunata serie televisiva), stanchi di ordinare solo gli champagne più cari, e solo perché sono i più cari, apprezzeranno le bontà di una Lacryma Christi del Vesuvio, di un Biancolella, di una Falanghina. O magari un Solopaca rosso doc, della non lontana provincia di Benevento. Magari potrebbero farsi dare qualche dritta dai loro colleghi di Suburra, sempre con la malavita protagonista e con serie televisiva al seguito, cui certo non basta il vino dei Castelli della tradizione romana. Spostiamoci nella Livorno de La prima cosa bella di Paolo Virzì, opera piena di passione in una città affacciata sul mare: un bianco di Nugola per accompagnare un cacciucco livornese. Pif e il suo La mafia uccide solo d'estate, anch’esso diventato serial per il piccolo schermo: un punto di vista ironico e amaro sulla Sicilia, che permette di capire la realtà siciliana, così difficile e inafferrabile, anche a chi non l’ha vissuta. Forse in questi casi un Nero d’Avola può aiutare.

Pierfrancesco Favino in una scena di Suburra/ Pierfrancesco Favino in a scene in Suburra

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eccellenza

del

gusto

ha un nome...


60 / / WINE SHOT Dunque esistono film aspri e dolci, consistenti o scorrevoli, da compagnia e da meditazione: qualcosa nel cinema continua a richiamare il mondo del vino e del gusto. Che è poi anche una formidabile location per il grande schermo: il vino rimanda ad alcuni fra i più bei paesaggi italiani, campagne ordinate con filari di viti frutto di un intenso lavoro secolare, e cantine modernissime progettate da archistar. Famiglie antiche di vignaioli gelosi delle loro tradizioni, e il desiderio di emergere di nuove etichette, imprese che nascono e coltivatori innovativi. Quante storie si possono raccontare! La California di Hollywood (e di ottimi vigneti) ci insegna quanto la settima arte può promuovere il vino: Bottle Shock, che noi italiani non abbiamo visto, è uscito nel 2008 che racconta l’ascesa della Napa Valley, dei suoi vini, e di un’azienda premiata, la Montelena Winery che prevalse – è una storia vera – sugli amati-odiati concorrenti francesi. Forse anche a casa nostra si può fare di più: e si comincia a farlo.

the village's treasure, precious bottles of red wine (Dolcetto d'Alba we think), from the Nazis. Or A Walk in the Clouds, with Keanu Reeves, 1995, a star-crossed love story set in the vineyards of California. Here the grape is Zinfadel, which is very similar to our Primitivo di Manduria. Russell Crowe, the star of Gladiator, also features in 2005 in A Good Year working in the vineyards of Provence, which could easily be the vineyards of Brunello di Montalcino. And then many documentaries, the great Mondovino presented in Cannes in 2004, and above all Rupi del Vino by Ermanno Olmi (2009) entirely filmed in the steep vineyards of Valtellina, those of Grumello and Sassella, of Inferno and “Sfursat”. As you will have worked out, the main point are the pairings: the right bottle for a film, like a good dish to enjoy in great company. We are thinking of The Great Beauty by Paolo Sorrentino, the Oscar winner in 2013. What could Toni Servillo/Jep Gambardella drink on the exclusive terrace with a view of the Colosseum where the receptions and the parties of a contemporary dolce vita

© Mondadori Portfolio/Christophel Collection

Toni Servillo nel film La grande bellezza/ Toni Servillo in the film The great beauty

take place? Perhaps a perfectly chilled white Chardonnay, fragrant but not excessively so, with small portions of sea food (never overdo it!) to be dipped into between conversations that pretend to be frivolous and eternal youth that is slipping away. Who knows if the Camorra members in Gomorra (directed by Matteo Garrone and then turned into a successful TV series), tired of only ordering the most expensive champagnes, and only because they are the most expensive, would appreciate the quality of a Lacryma Christi del Vesuvio, of a Biancolella, of a Falanghina? Or perhaps a red Solopaca doc, from the nearby province of Benevento. Perhaps they could get a few tips from their colleagues in Suburra, also starring the criminal underworld and followed by a TV series, for whom the wine from the Roman Castelli is certainly not enough. Let us move on to Livorno with La Prima Cosa Bella by Paolo Virzì, a piece that is full of passion for a city on the sea front: a white from Nugola to accompany cacciucco, Livorno's speciality fish stew. Pif and his La Mafia Uccide Solo d'Estate, which has also been turned into a TV serial: an ironic and bitter view of Sicily that helps the audience, even if they have never experienced it, understand life in Sicily, so tough and elusive. Perhaps in these cases a Nero d'Avola can be of assistance. So there are biting films and sweet films, substantial ones or lighter ones, films to be enjoyed with friends or to ponder alone: something in films continues to echo the world of wine and flavours. And it is also a wonderful set for the big screen: wine alludes to some of the most beautiful Italian landscapes, tidy countryside with rows of vines that are the product of hundreds of years of hard work, and hyper modern wineries designed by architectural stars. Old families of wine makers who jealously safeguard their traditions, and new labels, new companies, new growers bursting to emerge. There are so many stories to tell! In California, Hollywood (and some excellent wineries) teach us how the seventh art can promote wine: Bottle Shock, which we have not seen in Italy, came out in 2008 and tells the story of the rise of Napa Valley, of its wines, and of a award-winning company, Montelena Winery which triumphed – this is a true story – over the French rivals they loved to hate. Perhaps we can also do more at home. And we are starting to do so.

ROMA 131 48 18 A DAY 5 DEPARTURES BUSITALIA FAST A DAY

DOC WINE TRAVEL FOOD

Un progetto speciale del Gambero Rosso che gioca con il connubio tra vino, cibo e grande schermo. Un premio per prodotti audiovisivi; otto appuntamenti cinegustologici alla Città del gusto di Roma in cui vengono associati film celebri a piatti di grandi chef come Giorgione e Massimo Bottura; proiezioni per i pazienti all’interno della sala cinematografica del Policlinico Gemelli con assaggi gastronomici. Il Doc Wine Travel Food, iniziato lo scorso novembre, si concluderà in ottobre, quando saranno proclamati i vincitori del premio nell’ambito della Festa del Cinema di Roma. A special Gambero Rosso project that plays on the pairing between wine, food and the big screen. An award for audio-visual products, eight cinema-and-tasting events at Città del Gusto, in Rome, in which famous films are matched to recipes by great chefs such as Giorgione and Massimo Bottura; exhibitions for patients at the movie room of the Policlinico Gemelli hospital, with a food tasting session. The Doc Wine Travel Food, launched last November, will come to an end in October, when the winners of the prize will be announced during the Festa del Cinema di Roma. gamberosso.it

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POST-IT / / 63

a cura di Alessia Tozzi

CANTINE APERTE/OPEN CELLARS ITALIA/ /26>27 MAGGIO/MAY DEGUSTAZIONI, ATTIVITÀ ALL’ARIA APERTA E BUON VINO PER LA 26ESIMA EDIZIONE DELL’IMPORTANTE RASSEGNA Dopo il successo dello scorso anno, con oltre un milione di enoturisti, torna la kermesse di settore più importante in Italia. Dalle Alpi all’Etna, centinaia di cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino propongono attività e iniziative en plain air ispirate a territorio e tradizioni. Dalle visite con degustazione al trekking tra i filari, dalle passeggiate a cavallo alle cene col vignaiolo, e poi voli in elicottero, parapendio, musica, poesia, fotografia e antiquariato. Ma soprattutto, la possibilità di acquistare le etichette in loco e scoprirne i segreti di affinamento e vinificazione. La rassegna, che ha riscosso un crescente successo nel tempo, è divenuta oggi portatrice di un vera e propria filosofia, un viaggio alla scoperta della cultura vitivinicola del Belpaese per esperti, appassionati e curiosi. L’idea è semplice: testimoniare la capacità di fare impresa attraverso un’agricoltura di qualità e lasciare che ogni produttore racconti in prima persona la magia di acini a barrique. TASTING SESSIONS, OUTDOOR ACTIVITIES AND PLENTY OF GOOD WINE AT THE 26TH EDITION OF THIS IMPORTANT WINE EVENT After the success of last year’s edition, which received more than a million wine tourists, Italy’s most important wine event is back. From the Alps to the Etna area, hundreds of wineries that adhere to the Movimento Turismo del Vino (Wine Tourism Movement) will be offering activities and initiatives outdoors inspired on territory and tradition. From visits with tasting sessions to trekking among the vines, from horse rides to dinners with winemakers, and including helicopter flights, paragliding, music, poetry, photography and antiques. But above all, the chance to buy wine directly from the producer, and discover all the secrets of wine-making and bottling. The event, which has become increasingly successful over the years, is now the bearer of a veritable philosophy, a journey to discover the wine culture of the Belpaese for experts, aficionados and curious subjects. The idea is simple: to observe the ability to enterprise through a high-quality agriculture and allow each producer to present, in first person, the magic that takes place between grapes and barriques. movimentoturismovino.it

SAVE

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MILANO FOOD WEEK MILANO//7>13 MAG/MAY

Una settimana all’insegna del food&wine per professionisti del settore, appassionati gourmand, turisti e curiosi. Un ritorno alle materie prime fra emozioni e sapori unici, ma anche story cooking con grandi chef, laboratori, aperitivi e workshop inediti. A week marked by food and wine for professionals of the sector, gourmand aficionados, tourists and curious people in general. A return to raw materials, amidst unique emotions and flavours, and also story cooking with great chefs, laboratories, aperitifs and new workshops. milanofoodweek.com 2

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© Marta Picottini

MARE&MOSTO GENOVA//13>14 MAG/MAY

Vino, olio e gastronomia si incontrano nel complesso dell’ex Convento dell’Annunziata, sentinella della Baia del Silenzio a Sestri Levante. Tanti i banchi di assaggio, tra etichette e produttori che si raccontano in prima persona. Ospite extraregionale di questa edizione il Consorzio del Prosecco Docg. Wine, oil and gastronomy come together at the former Convento dell’Annunziata, sentinel of the Bay of Silence, in Sestri Levante. Several tasting booths with wine-makers presenting and talking about their products in person. The extra-regional guest of this edition is the Prosecco DOCG (Controlled and Guaranteed Designation of Origin) Consortium. maremosto.it APR 2018

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A DAY

GIORNATA NAZIONALE DELLA CULTURA DEL VINO E DELL’OLIO/NATIONAL DAY OF WINE AND OLIVE OIL CULTURE ITALY//20>21 APR

VINO E ARTE CHE PASSIONE!/WINE AND ART: A MATTER OF PASSION ROMA//20 MAG/MAY

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Venti delegazioni regionali dell’Associazione Italiana Sommelier – insieme a storici, sociologi e studiosi – approfondiscono la cultura legata a due grandi protagonisti della dieta mediterranea. In programma incontri, dibattiti e degustazioni. Twenty regional delegations of the Italian Association of Sommeliers, together with historians, sociologists and scholars, deepen the knowledge of the culture involving two great protagonists of the Mediterranean diet. The programme includes meetings, debates and tasting sessions. aisitalia.it

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A DAY

WINE & THE CITY NAPOLI//3>25 MAG/MAY

Tema dell’undicesima edizione è il gioco, per valorizzare i luoghi partenopei in nome dell’ebbrezza creativa e di una nuova cultura del bere. Due settimane di happening vivaci, degustazioni itineranti, incursioni d’arte, terrazze spalancate sul Golfo e oltre 100 vini da scoprire. The theme of the 11th edition of this event is play, to promote Neapolitan places on behalf of creative inebriation and of a new drinking culture. Two weeks of lively events, itinerant tasting sessions, art incursions, terraces wide open to the Gulf, and more than 100 wines waiting to be discovered. wineandthecity.it

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Il Casino dell’Aurora Pallavicini, prestigioso gioiello del Barocco romano, ospita la rassegna per wine lover che lo scorso anno ha fatto registrare numeri da record. Oltre 50 fra le migliori aziende vinicole italiane insieme ai dipinti di Luca Giordano, Guido Reni e Annibale Carracci. The Casino dell’Aurora Pallavicini, a prestigious gem of Roman Baroque, will be hosting the event for wine lovers that received an impressive number of visitors last year. More than 50 of the country’s best wineries will be attending, amidst paintings by Luca Giordano, Guido Reni and Annibale Carracci. vinoeartechepassione.it

SICILIA EN PRIMEUR PALERMO//3>7MAG/MAY

Torna l’annuale kermesse sull’enologia siciliana. Sfondo della 15esima edizione la splendida città di Palermo, per presentare in anteprima i vini dell’annata scorsa, ma anche i luoghi e la cultura vitivinicola della Regione. The annual event on Sicilian wines is back. This 15th edition is set at the splendid city of Palermo, to present an exclusive preview of last year’s wines, as well as the places and the winemaking culture of the region. assovinisicilia.it


Profile for Edizioni La Freccia e In Regione

La Freccia Gourmet - Vinitaly Horizons - aprile 2018  

In copertina: Vinitaly Horizons

La Freccia Gourmet - Vinitaly Horizons - aprile 2018  

In copertina: Vinitaly Horizons