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FOOD ON SHOW Il Museo del pomodoro a Giarola, frazione di Collecchio (PR)/The Tomato Museum in Giarola, in the municipality of Collecchio (Parma)

DALLA PASTA AL VINO, DALLA LIQUIRIZIA AI CONFETTI, I MIGLIORI PRODOTTI ITALIANI DIVENTANO PROTAGONISTI NEI MUSEI CHE RACCONTANO LA STORIA CULINARIA DEL PAESE di Roberto Perrone

«Non sono un artista, sono un artigiano». Così ama dire Massimo Bottura, il miglior cuoco del mondo nel 2016. Il primo infatti ha licenza poetica, può creare opere non (immediatamente) comprensibili, mentre il secondo deve farsi capire subito. Però l’artigianato è una forma di alta cultura, degna di essere messa in mostra. Lungo la dorsale della Penisola ci sono luoghi dove imparare a conoscere i migliori prodotti italiani. A Frossasco, a pochi chilometri da Torino, sorge il Museo del gusto, con percorsi didattici e oggetti per capire il cibo. Anche un liquore fa la storia: alla Collezione Branca, che occupa 1.000 m² nel complesso industriale dell’azienda milanese, si può avere una fotografia del costume nazionale attraverso i calendari, i manifesti realizzati da grandi disegnatori e i bozzetti delle campagne pubblicitarie degli anni ’60 e ’70 (Carosello, per i meno giovani). I Musei del cibo di Parma formano un circuito che permette di incontrare

le eccellenze del Ducato, incastonate nel territorio d’origine: quello del Parmigiano Reggiano sorge all’ombra della Rocca Meli Lupi di Soragna, terre verdiane; il regno dei salumi tipici è a Langhirano, la città del prosciutto; il Museo del salame trova spazio nel Castello di Felino, mentre quello del Pomodoro è a Giarola, frazione di Collecchio, all’interno di una monumentale corte agricola benedettina del XIII secolo, dove è in esposizione da poco anche il mondo della pasta (Parma è la città della Barilla). Più recente anche il Museo del vino nella Rocca Sanvitale di Sala Baganza. Visitando questi spazi si può scoprire, tra l’altro, che la prima testimonianza scritta sull’impiego del parmigiano è nel Decamerone del Boccaccio. A Firenze c’è il Winex, dove assaggiare i migliori vini del Paese. Provinciali ma particolari: il Museo dell’olivo, all’interno dell’azienda Carli a Imperia, dove si può ammirare addirittura la riproduzione di una sezione di un’antica nave olearia romana; il paradiso dei confetti Pelino (produttori dal 1783) a Sulmona, in provincia dell’Aquila. Infine, il Museo della liquirizia di Rossano (CS) voluto dalla famiglia Amarelli: parte dall’intuizione di un antenato che nel 1731 decise di estrarre il succo dalle piante presenti lungo la costa jonica. Luoghi capaci di raccontare, proprio come la tavola, la storia della nostra vita.

DEC 2016

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