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WINE SHOT / / 23

LAMBRUSCO EMILIANO, PINOT NERO PAVESE, CHARDONNAY DELLA FRANCIACORTA. GLI SPUMANTI AUTOCTONI PERFETTI PER I BRINDISI DELLE FESTE

LAMBRUSCO FROM EMILIA, PINOT NERO FROM THE PAVIA AREA, CHARDONNAY FROM FRANCIACORTA. THE PERFECT AUTOCHTHONOUS SPARKLING WINES FOR HOLIDAY TOASTS

di Luca Gardini [Sommelier]

Nella letterina a Babbo Natale non sprecate righe e inchiostro per chiedere quali saranno le bollicine delle festività. In Italia ne abbiamo tante, peraltro prodotte in numerosi territori e a loro volta ottenute grazie a pregiate varietà autoctone. Una delle più adatte è il Lambrusco. Quello di Sorbara, piccola frazione in provincia di Modena, ha spesso un colore rosa antico e un gusto succoso, che richiama un po’ gli agrumi e i frutti di bosco. È un must con i salumi e i tortellini, ma anche una prassi, se non addirittura un Rito – così si chiama l’etichetta della cantina Zucchi, che consiglio – quando lo si abbina alle specialità della Vigilia, come per esempio un fritto di mare. Sempre in gioco sul tavolo del 24 sera e del 25 a pranzo lo spumante ottenuto con metodo classico solo da uva Pinot Nero, nell’Oltrepò pavese praticamente un autoctono, come quello della cantina Travaglino. Dopo 36 mesi sui lieviti e un dosaggio contenuto, sviluppa una bolla sottile ma consistente che si accomoda accanto a molti piatti di pesce, ma anche a quel cappone arrosto che in questo periodo non manca mai. Oltre ai tanti prodotti monovitigno, ci sono anche due grandi bolle italiane ottenute dall’assemblaggio di varietà differenti: il Comarì del Salem di Uberti e la Cuvée ‘61 Nature di Guido Berlucchi & C. I punti in comune? Tre. La provenienza, per entrambi la Franciacorta, l’annata 2009 – per inciso molto buona – e un vitigno uguale per tutti e due: lo Chardonnay. Nel primo caso la variante è il Pinot Bianco, con una permanenza sui lieviti molto lunga (tra i 48 e i 60 mesi) e un dosaggio contenuto (extra brut). Addirittura assente è l’aggiunta di vino e zucchero, dopo la sboccatura, nel secondo. Stessa annata del vino precedente, anche se la cuvée di Berlucchi combina Chardonnay (80%) e Pinot Nero lasciati per cinque anni in affinamento, sino a sviluppare quella complessità che sfida, con successo, la golosità untuosa – meglio nascondere la bilancia in certi giorni – di uno zampone. Per chi infine preferisse un Trento Doc, il consiglio va in direzione di una piccola azienda: Revì. Il suo Dosaggio Zero, targato 2012, è composto da sola uva Chardonnay. In bocca abbina l’acidità della mela alla dolcezza del miele, riuscendo ad accompagnare sia un primo piatto con le canocchie sia uno condito con un ragù di carni bianche. Buon appetito, quindi, ma soprattutto prosit.

Do not waste ink when writing to Santa Claus asking about holiday bubbles. We have plenty of them in Italy, produced in many different parts of the country and made out of precious autochthonous varieties of grapes. One of the most suitable options for the holiday season is Lambrusco. The one made in Sorbara, a small village in the province of Modena, often boasts a rose colour and a juicy taste, with hints of citric fruits and berries. A perfect match with cold cuts and tortellini, it is also a custom, if not a ritual – Rito, Italian for “ritual”, is the name of the Lambrusco produced by Zucchi, which I recommend – to combine it with Christmas Eve specialities, such as deep-fried seafood. A great suggestion for permanent residence on the table from Christmas Eve dinner to Christmas Day lunch is the spumante obtained through a classic method, exclusively from Pinot Nero grapes, practically an autochthonous in the Oltrepò Pavese area – such as the one made by Travaglino. After 36 months on yeast and a contained dosage, it develops small yet consistent bubbles that sit well next to many seafood dishes, but it does not shy from the roasted capon that is always served this season. In addition to the numerous single-grape sparkling wines available, we also suggest two excellent Italian spumanti obtained by blending different grape varieties: Comarì, by Salem di Uberti, and Cuvée ’61 Nature by Guido Berlucchi & C. They have three points in common: their origin, Franciacorta; 2009, a very good year; and the same grapes, Chardonnay. In the first case, the variation is given by Pinot Bianco, with a very long permanence on yeast (between 48 and 60 months) and a contained dosage (extra brut). The latter has no added wine or sugar after disgorging. Same year as the previous wine, although the Cuvée by Berlucchi combines Chardonnay (80%) and Pinot Nero left to refine for five years, until they develop the complexity that successfully challenges the unctuous deliciousness – it might be best to hide the scales at certain times of year – of zampone (stuffed pig’s trotter). Finally, for those who prefer a Trento with mark of origin, we suggest the wines of a small business called Revì. Its Dosaggio Zero from 2012 is made exclusively with Chardonnay grapes. In the palate, it combines the acidity of apples with the sweetness of honey, a good match for first courses that include mantis shrimp or a white meat ragout. Buon appetito then, but first and foremost – prosit.

DEC 2016

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