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ANNO II NUMERO 03 DICEMBRE 2016 www.fsitaliane.it

DICEMBRE 2016 EDIZIONE SPECIALE PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE

MASTER

CHEF IL TALENT È SERVITO TALENT IS SERVED

COOKING FOR DUMMIES HAPPY NEW FOOD

11 FOODY / / 14 GOURMET / / 19 BON APPETIT / / 22 WINE SHOT / / 25 EAT STOP / / 30 TASTEFUL 33 FROZEN / / 37 TRAVEL / / 44 POST-IT / / 46 HI-KITCHEN

EDIZIONE SPECIALE PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE


QUESTO NATALE SCEGLI UN REGALO CHE APRE TANTE DESTINAZIONI

Scegli il valore e acquista la nuova CARTAREGALO di Trenitalia La Carta Regalo di Trenitalia è una carta con credito elettronico prepagato, non nominativa, disponibile per gli importi indicati ed utilizzabile per acquistare i titoli di viaggio di Trenitalia attraverso i principali canali di vendita della Società (ad esclusione dell’App Trenitalia). Il credito elettronico è scalabile ed utilizzabile per più acquisti, anche in associazione ad altre modalità di pagamento, fino ad esaurimento. Al biglietto acquistato utilizzando la Carta Regalo


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di Trenitalia si applicano le condizioni di utilizzo dell’offerta prescelta. La Carta Regalo e il credito residuo hanno una validità di dieci anni a partire dalla data di emissione. La Carta Regalo non può essere utilizzata per acquistare altre Carte Regalo e non può essere ricaricata, rivenduta o convertita in denaro. Non è previsto il rilascio/recupero del codice associato alla Carta in caso di furto o smarrimento. Maggiori informazioni su www.trenitalia.com


s u o l u b a F D O FO EDITORIAL / / 05

Star della tv, opera d’arte, elisir di lunga vita. Già protagonista della tavola, soprattutto durante le Feste, il cibo si rivela sempre di più un interprete dai mille volti. Viene impiattato, giudicato, elogiato nel talent show MasterChef, dove rappresenta l’emblema di un sogno da realizzare. È messo in mostra, esibito, ammirato nei migliori musei d’Italia, per raccontare la storia e le tradizioni di un popolo. Le sue proprietà sono custodite come una pozione magica, in grado di regalare benessere e migliorare la qualità della vita. Il food è anche piacere e divertimento, da quando i grandi chef hanno smesso di vivere arroccati nelle cucine e sono scesi in strada per spiegare i loro segreti a chiunque avesse voglia di mettere alla prova il proprio talento. Infine, è nota a tutti quella speciale attitudine nel promuovere il territorio, guidando viaggiatori e curiosi attraverso la cultura di ciascun Paese. Una materia eclettica da trasformare a proprio piacimento. Ma con un’anima vitale capace di rimanere inalterata nei secoli.

A star of television, a work of art, the elixir of longevity. Already the protagonist at the table – especially during the holidays – food proves ever more to be an interpreter with a thousand faces. It is plated, judged and praised in the talent show MasterChef, representative of a dream to make come true. It is displayed, exhibited, admired in the best museums of Italy, to recount the history and traditions of a people. Its properties are protected like a magic potion, able to give well-being and improve quality of life. Yet, food has also bought pleasure and enjoyment, ever since the great chefs stopped living holed-up in their kitchens and took to the streets to explain their secrets to anyone wanting to put their talents to the test. Ultimately, the particular inclination to promote the territory, guiding travellers and curious minds through the culture of each country, is well-known. It is an eclectic matter to transform at will, yet with a vital soul able to remain unaltered throughout the centuries.

Il Trespolo Chef Giuliano Baldessari © Ettore Franceschi DEC 2016


Air Europa & il tuo benessere. Oggi ci prendiamo cura di noi stessi più di prima e questo è sinonimo di uno stile di vita naturale e salutare. Per questo nei nostri nuovi menù abbiamo introdotto prodotti più freschi e naturali. Nella nostra classe Business offriamo prodotti ecologici denominati superalimenti. Ogni particolare conta.

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17 ANNO II NUMERO 03 DICEMBRE 2016 www.fsitaliane.it

DICEMBRE 2016 EDIZIONE SPECIALE PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE

MASTER

CHEF IL TALENT È SERVITO TALENT IS SERVED

COOKING FOR DUMMIES HAPPY NEW FOOD

11 FOODY / / 14 GOURMET / / 19 BON APPETIT / / 22 WINE SHOT / / 25 EAT STOP / / 30 TASTEFUL 33 FROZEN / / 37 TRAVEL / / 44 POST-IT / / 46 HI-KITCHEN

EDIZIONE SPECIALE PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE

© Julian Hargreaves

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/ / 14 GOURMET

MasterChef il talent è servito MasterChef, MasterChef, talent is served MasterChef

28 / / 19 BON APPETIT

Cenone a prova di chef New Year’s Eve inspiration by chefs

12 / / 22 WINE SHOT Le bollicine delle Feste The bubbles of the holidays

/ / 11 FOODY

Le novità che fanno gola Appetising news

/ / 25 EAT STOP

Cibo, capolavoro da esposizione Food, a masterpiece to exhibit

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ANNO II NUMERO 03 DICEMBRE 2016 REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 185/15 DEL 20/10/2015 © Ferrovie dello Stato Italiane SpA

Tutti i diritti riservati. Se non diversamente indicato, nessuna parte della rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa senza il consenso espresso dell’editore.

ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE LICENZA CREATIVE COMMONS BY-NC-ND 3.0 IT Info su creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/deed.it

EDITORE

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/ / 30 TASTEFUL Cooking for dummies

Direzione Centrale Brand Strategy e Comunicazione Piazza della Croce Rossa, 1 | 00161 Roma www.fsitaliane.it Contatti di Redazione Tel. 06 44105298 lafreccia@fsitaliane.it Direttore Responsabile Marco Mancini Progetto Editoriale Claudia Frattini Caporedattore Claudia Frattini Coordinamento Editoriale Michela Gentili Assistenti Editoriali Antonella Caporaso, Laura D’Alessandro Consulente Editoriale Carlo Ottaviano In redazione Gaspare Baglio, Serena Berardi, Silvia Del Vecchio, Sandra Gesualdi, Luca Mattei, Cecilia Morrico, Francesca Ventre Ricerca immagini e photo editing Giovanna Di Napoli, Michele Pittalis, Vincenzo Tafuri Coordinamento Creativo Giulio Lippi Grafico Manuela Nobile Traduzioni Verto Group Hanno collaborato a questo numero Luca Gardini, Federico Geremei, Roberto Perrone, Ilaria Perrotta, Bruno Petronilli, Serena Roberti, Rosa Ruffo

/ / 33 FROZEN Gelato tutto l’anno Gelato all year round

/ / 37 TRAVEL

Gastronomia d’Europa 2017 Gastronomy of Europe 2017

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REALIZZAZIONE E PROGETTO GRAFICO

Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE) Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com Coordinamento Tecnico Antonio Nappa Coordinamento Organizzativo Massimiliano Santoli

48 CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ

Via Melzi d’Eril, 29 | 20154 Milano Tel. 02 76318838 | Fax 02 33601695 info@emotionalsrl.com Responsabile di Testata Raffaella Romanenghi Gestione Materiali Chiara Cibien ccibien@emotionalsrl.com

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/ / 44 POST IT

Appuntamenti di gusto Tasty events

/ / 46 HI-KITCHEN Food delivery mania


UNA COLLINA MAGICA, UN VINO SEGRETO, LA BELLEZZA DI UNA SCOPERTA


FOODY / / 11

A cura di Ilaria Perrotta

Bitthee into

NEWS © AB Normal

LE NOVITÀ CHE FANNO GOLA. LA EAT PARADE SI GUSTA A TAVOLA THE LATEST TASTY INNOVATIONS. TOP HITS AT THE TABLE

DESIGN

STARTER INFUSION

Dammann Frères rivisita il tradizionale calendario dell’Avvento proponendone una versione speciale dedicata al tè. Aprendo la casellina del giorno, si può scoprire un gusto diverso della tipica bevanda inglese e magari, perché no, osare con aromi particolari mai assaggiati come, per esempio, quello a base di caramello e burro salato. Dammann Frères reinterprets the traditional Advent calendar with a special version dedicated to tea. When you open the door of the day, you can discover a different type of the traditional English drink, and perhaps try out a new, distinctive flavour such as caramel and salted butter. www.dammann.fr

FIRST COURSE

Alessandro Borghese, in collaborazione con il brand H&H Cooking Style, firma per Natale i nuovi prodotti dell’esclusiva linea AB - Il lusso della semplicità. La collezione unisce le due passioni dello chef: cucina e musica rock. Tra gli originali utensili e accessori, la spatola in silicone a forma di chitarra. This Christmas Alessandro Borghese, in collaboration with the brand H&H Cooking Style, has created the new products in the exclusive line AB - Il lusso della semplicità (The luxury of simplicity). The collection combines the chef's two passions: cooking and rock music. Among the original tools and accessories, you will find a guitar-shaped silicone spatula. www.hh-lifestyle.it

BOOK

SECOND COURSE

Slow Food Editore, pp. 512 € 29

Il ricettario pubblicato dall’associazione di Carlo Petrini è un viaggio gourmet tra i piatti regionali nostrani. Dalle materie prime alle tecniche di cottura, dalle preparazioni casalinghe ai segreti degli esperti, tutti i consigli per mangiare buono, pulito e giusto anche durante le Feste. The cookbook published by the Carlo Petrini association is a gourmet journey through Italian regional dishes: from the raw ingredients to cooking techniques, from home cooking to secrets from the experts, all the tips for eating good, clean and healthy food even during the holidays.

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12 / / FOODY

DESIGN

SIDE DISH

Ballerini, clown, equilibristi e giocolieri. Il brand Alessi conduce verso atmosfere circensi con gli accessori da tavola realizzati dal designer Marcel Wanders. A questi si aggiungono cinque pezzi in limited edition per Officina Alessi, ciascuno rappresentativo di un personaggio del magico mondo dai tendoni variopinti. Dancers, clowns, acrobats and jugglers. The brand Alessi introduces a circus atmosphere with his table accessories designed by Marcel Wanders. In addition, there are five limited edition pieces for the Officina Alessi brand, each representing a character in the magical world of colourful tents. www.alessi.com

Gilberto The Jester, cavatappi/corkscrew Alessi

Marcello The Strongman, schiaccianoci/nutcracker Alessi

Solo per Masterchef Cofanetto con latte corpo, bagnoschiuma e profumo alla fragolina di bosco A casket with body lotion, shower gel and wild strawberry scented fragrance Aquolina

CREATIVITY

COFFEE

La griffe fiorentina di moda Emilio Pucci e l’azienda triestina illy insieme per la prima volta. Il risultato? Tazzine decorate che fanno parte della serie illy Art Collection. Gli oggetti riportano le sei esclusive stampe Pucci Cities of the World, che raffigurano i paesaggi caratteristici delle città a cui sono dedicate. Florentine fashion label Emilio Pucci and Trieste company illy team up for the first time. The result is a set of decorated cups in the illy Art Collection series. The cups show the six exclusive Pucci Cities of the World prints, depicting the characteristic landscapes of the cities to which they are dedicated. www.illy.com www.emiliopucci.com

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BEAUTY

DESSERT

Un menù da leccarsi i baffi è quello presentato dal beauty brand Aquolina per queste festività. Adatto a tutti i gusti e a tutte le tradizioni, ogni coffret di bellezza è composto da prodotti in mini taglie caratterizzati da fragranze che solleticano il palato. Il packaging rende ancora più golose le proposte. Cosmetics brand Aquolina presents a mouth-watering holiday menu. Suitable for all tastes and traditions, each beauty gift-set contains miniature products characterised by scents that tickle the palate. The packaging makes the sets much more tempting. www.aquolina.it


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© Bianca Buoncristiani

Da sinistra Bruno Barbieri, Carlo Cracco, Joe Bastianich, Antonino Cannavacciuolo

TALENT È SERVITO IL

SI INAUGURA IL 22 DICEMBRE SU SKY UNO HD LA SESTA STAGIONE DI MASTERCHEF ITALIA. ALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO IL PRIMO SUPER CASTING CON 150 CONCORRENTI E QUATTRO GIUDICI SEMPRE PIÙ SPIETATI di Carlo Ottaviano

Nel 1968 Bruno Barbieri aveva sei anni; Carlo Cracco tre; Joe Bastianich stava nascendo; i genitori di Antonino Cannavacciuolo forse neanche si conoscevano. E allora non scomodiamo i riferimenti al più famoso dei western italiani – I quattro dell'Ave Maria – per tracciare i profili dei giudici di MasterChef Italia. Del film di quasi mezzo secolo fa con Bud Spencer e Terence Hill la critica scrisse che era «una vicenda


GOURMET / / 15

ricca di motivi originali, raccontata con toni epici e scanzonati». Fatte le dovute concessioni alle diverse epoche, il cooking show che giovedì 22 dicembre inaugura la sesta stagione su Sky Uno HD ha tutti gli ingredienti del film (i protagonisti buoni belli bravi e cattivi brutti scarsi, la sfida di ognuno contro tutti, la conquista di una nuova vita) per inchiodare il pubblico. In più, possiede i rodati meccanismi del reality tv e segue la scia dell'ormai dilagante passione nazionale per il cibo, mangiato ma anche parlato e impiattato. Insomma, si prospetta avvincente e adrenalinico. Quasi epica è già la scena iniziale, con l’imponente super casting alla Stazione Centrale di Milano: un colpo d'occhio strepitoso sui 150 concorrenti, tutti di bianco vestiti, arrivati di fronte alla giuria

per dimostrare abilità tecniche di taglio, abbinamento dei sapori, marinatura e scelta degli aromi. Insomma, la ben oliata struttura del talent prodotto da Endemol Shine Italy, per la prima volta dopo cinque edizioni realizzate da Magnolia, promette di non deludere gli appassionati. Che intanto si dividono sulla scelta del proprio beniamino tra i membri della giuria, sempre più complici tra di loro quanto imprevedibili. «Gli stimoli a cercare continuamente nuove soluzioni rendono grande la cucina», dice Barbieri, emiliano e giramondo. «Preparare un piatto significa avere una mente vivace, creativa, magari anche un po’ folle», aggiunge l’italo-americano Bastianich. «Non serve solo fantasia, ma anche intuizione, genialità e amore per l’azzardo», afferma Cracco,

vicentino di nascita, ormai milanese. «E poi disciplina, tecnica e voglia di faticare. Altrimenti le idee restano in testa», precisa il campano Antonino Cannavacciuolo. Perché guardare il programma anche quest'anno? [AC] Fino alla fine sarà una battaglia durissima. I partecipanti sono davvero bravi. [BB] È difficile fare meglio quello che è già venuto bene. Ma gli autori hanno lavorato alla grande assieme a noi e chi si aspetta ancora di più sarà contento. [CC] Ormai l’appuntamento non è una novità, ma una certezza. E racconta di persone che combattono per far avverare il loro sogno. [JB] Il livello è il più alto che abbiamo mai visto. I candidati sono molto competitivi e noi giudici cerchiamo di fare ogni volta meglio. Insomma, è tutto sempre più figo. C'è qualcosa che avete imparato durante la trasmissione? [AC] La curiosità fa parte del nostro mestiere. Gli aspiranti chef trasmettono una voglia fortissima di farcela, di impegnarsi per vincere e non avere rimpianti comunque dovesse finire. [BB] La lezione è che nella vita ci sono desideri che si possono realizzare, a condizione di mettersi in discussione, usando la giusta determinazione e sapendo dosare gli equilibri. [CC] Noi cuochi siamo abituati a lavorare dietro le quinte. Ma quando ci si ritrova davanti ci si pone in maniera diversa e si impara di più. Non è una forma di ego, ma un modo per capire come stare al mondo. [JB] Per quanto mi riguarda, grazie ai concorrenti che arrivano da tutta Italia ho conosciuto i veri piatti regionali, scoprendo il meglio di questo Paese. Dopo un boom di iscrizioni, quest'anno negli istituti alberghieri ci sono meno matricole. È già finita la moda? [AC] In ogni caso la cucina non stancherà mai e l’attenzione crescerà ancora: tutto gira attorno al cibo, non lo scopriamo noi oggi. [BB] Evidentemente anche nelle scuole si è sparsa la voce che fare lo chef non sia così semplice. È un mestiere duro, difficile, devi averlo nell'anima. [CC] Il calo degli iscritti non è di per sé negativo: come capita sempre, all’inizio tutti si appassionano poi restano solo i più determinati. Stiamo parlando di un lavoro impegnativo, pieno di sacrifici, non basta la passione. Bastianich, lei è laureato in Filosofia, ha un trascorso a Wall Street, è ristoratore, manager, scrittore, personaggio tv, testimonial, musicista, produttore di vini e prosciutti. Qual è la sua anima prevalente? [JB] Ho la fortuna di sperimentare tante attività, ma principalmente mi sento un cameriere. Alla fine, si tratta del ruolo più vero: riesce a far contente le persone, a farle star bene. In tutte le cose che porto avanti, trovo soddisfazione nel regalare divertimento e gioia agli altri.

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© Julian Hargreaves

From the left Carlo Cracco, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Joe Bastianich in the Executive carriage of the Frecciarossa 1000

TALENT IS SERVED

ON 22 DECEMBER, SKY UNO HD WILL BE SHOWING THE FIRST EPISODE IN THE SIXTH SEASON OF MASTERCHEF ITALIA. THE FIRST SUPER CASTING AT MILAN CENTRAL STATION, WITH 150 COMPETITORS AND FOUR INCREASINGLY RUTHLESS JUDGES In 1968 Bruno Barbieri was six years old; Carlo Cracco was three; Joe Bastianich was just born; Antonino Cannavacciuolo's parents may not even have met. So we will not need to refer to the most famous Italian western – I quattro dell'Ave Maria (Ace High) – to describe the profiles of the judges on MasterChef Italia. When the nearly fifty-year old film with Bud Spencer and Terence Hill came out,

© Bianca Buoncristiani


© Bianca Buoncristiani

GOURMET / / 17

critics wrote that it was "a story rich in original elements, told with epic and light-hearted tones." Despite the difference in period, the cooking show that will be launching its sixth season on Thursday 22 December on Sky Uno HD has all the ingredients of the film (the good/beautiful/clever and the bad/ugly/poorly performing protagonists, the challenge of one against all, the conquest of a new life) to glue the audience to their seats. What is more, it has the tried and tested mechanism of reality TV, following on the heels of the now rampant national passion for food, whether eaten, talked about or plated. In short, it promises to be exciting and nerve-wracking. The opening scene, with the imposing super casting in Milan Central Station, has already taken on an almost epic status: an awe-inspiring glance over the 150 contestants, all dressed in white, ready in front of the jury to demonstrate the skills and techniques in cutting, combining flavours, marinades and seasonings. “In short, the well-oiled structure of the talent show produced by Endemol Shine Italy – for the first time after five editions produced by Magnolia – promises not to disappoint fans. Fans that, meanwhile, are divided on the choice of their favourite among the jury members, who are increasingly both accomplices and unpredictable. "The stimulus to constantly look for new solutions is what makes cooking great," said Bruno Barbieri, a globetrotter originally from Emilia Romagna. "Preparing a dish means having a mind that is lively, creative, maybe even a little bit crazy," added

Italo-American Joe Bastianich. "It is not just about imagination, but also insight, genius and a love of gambling," said Carlo Cracco, born in Vicenza but Milanese by choice. "Along with discipline, technique and the desire to work hard. Otherwise, the ideas remain in the head," explains Antonino Cannavacciuolo, from Campania. Why watch the program again this year? [AC] It is going to be a tough battle, right to the end. The participants are really good. [BB] It is hard to improve on something that has already been done well. But the authors have been fantastic working with us, and those who expect even more will be happy. [CC] By now, the show has become a certainty rather than a novelty. It tells the story of people fighting to make their dreams come true. [JB] The level is the highest we have ever seen. The candidates are very competitive, and we judges are getting better each time. In short, everything is cooler. Is there anything that you have learned during the show so far? [AC] Curiosity is part of our job. The aspiring chefs convey a very strong desire to succeed, commitment to winning and refusing to have regrets, however it ends. [BB] The lesson is that in life there are wishes that can be made to come true, as long as you are ready to put yourself to the test, with the right determination and sense of balance. [CC] We cooks are used to working behind the

scenes. But when you find yourself in the spotlight, you act differently and learn more. It is not a form of ego but a way of understanding how to live. [JB] As for me, I have experienced authentic regional cuisine thanks to the competitors who come from all over Italy, discovering the best this country has to offer. After a boom in applications, there are fewer students in hotel schools this year. Has cooking already gone out of fashion? [AC] In any case, no one ever gets fed up of cooking, and the attention will be back again soon; everything revolves around food, it is nothing new. [BB] Evidently, the rumour has got out even in schools that it is not that easy to be chef. It is a tough, difficult job that you have to be passionate about. [CC] The fall in the number of students is not necessarily a bad thing: everyone is always keen at the beginning, but only the most determined can finish the course. We are talking about a challenging job, full of sacrifices, passion is not enough. Joe Bastianich, you graduated in Philosophy, worked on Wall Street, in a restaurant, as a manager, writer, television personality, brand ambassador, musician, producer of wines and hams. What is your true self? [JB] I have been lucky to experience many activities, but mostly I feel like a waiter. In the end, that is the most genuine role: it is about making people happy, making them feel good. In everything I do, I find satisfaction in giving fun and joy to others.

FOOD ON BOARD

Dall'8 dicembre fino al 6 gennaio 2017, Itinere e le Frecce celebrano le festività con uno sconto speciale del 50% su tutte le proposte e i menu Combo del ristorante, così come sui menù Easy Gourmet ed Easy Food. I piatti pensati per questo periodo hanno un inconfondibile tocco natalizio, grazie alla presenza di tre prodotti IGP: il Cotechino Modena, le Lenticchie di Castelluccio di Norcia e le Arance rosse di Sicilia. Easy Gourmet, infine, sarà impreziosito da un’originale interpretazione del panettone gastronomico proposta dallo chef Carlo Cracco. From 8 December until 6 January 2017, Itinere and Frecce trains are celebrating the holidays with a special 50% discount on all products and Combo menus in the restaurant, along with the Easy Gourmet and Easy Food menus. The dishes created for this period have an unmistakable touch of Christmas, thanks to the presence of three products with mark of origin: Cotechino from Modena (boiled salami), Lentils from Castelluccio di Norcia and Sicilian Blood Oranges. Lastly, the Easy Gourmet menu will be enhanced by chef Carlo Cracco’s original interpretation of the gastronomic panettone.

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BON APPETIT / / 19

y p p Ha food new Piccola pasticceria/Petit fours Chef Mauro Uliassi © LUDEART

DALLO SGOMBRO MARINATO DI HEINZ BECK ALLA VELLUTATA DI LENTICCHIE FIRMATA COLONNA. COME PREPARARE IL CENONE DI CAPODANNO IMITANDO I SEGRETI DEI NUMERI UNO di Bruno Petronilli

Piatti di grandi chef replicabili a casa per il cenone di Capodanno? Difficile, ma non impossibile. Negli anfratti dell’irraggiungibile mondo gourmet si annidano idee seducenti e assolutamente eseguibili. Qualche esempio? Gli scampi di Sicilia alla pizzaiola di Antonino Cannavacciuolo, un’intuizione sublime che associa la dolcezza di un crostaceo crudo all’acidità e aromaticità della salsa che ognuno di noi sa realizzare: non è affatto complesso riproporlo, lo era pensarlo. Anche la vellutata di lenticchie e guancia di rana pescatrice di Antonello Colonna è un buon suggerimento, un classico del 31 dicembre riproposto in versione più leggera, sostituendo il cotechino con la succulenza più salutare del pesce. E poi lo sgombro marinato su caponatina di verdure mediterranee di Heinz Beck, piatto che a casa non è affatto arduo tentare di imitare: la finezza e la tecnica saranno ovviamente diverse, ma il risultato conferma

che spesso tra la cucina alta e quella normale ci sono molti punti di contatto. Basta osare con abbinamenti inconsueti tra materie prime e ricette tradizionali e il risultato è fatto. Per i dolci, tutti d’accordo sul panettone: compratelo, non ci provate, è una delle preparazioni più difficili da realizzare al di fuori di un laboratorio di pasticceria. Lasciate fare ad Alfonso Pepe, Salvatore De Riso, Renato Bosco, Vincenzo Tiri o Dario Loison. A voi solo il compito di trovarlo. La curiosità di sapere che cosa offre un grande cuoco a casa sua l’ultimo dell’anno mi ha convinto a fare uno squillo a Mauro Uliassi, tre forchette del Gambero Rosso. «Cosa prepari, visto che il tuo ristorante è chiuso?». Mi aspettavo un elenco intriso di complicati piatti, invece: «La parola d’ordine è condivisione, tutto è pronto e a disposizione fin dall’inizio della serata. Anche il padrone di casa deve potersi godere il momento. Molti amici, molte bottiglie di vino ovviamente. E sulla tavola imbandita ecco riso nero bollito, quinoa, sughi come il ragù, pollo in potacchio, stoccafisso all’anconetana, cubi di lasagne, humus di ceci, babaganoush, raguse in porchetta, fricassea di verdure, cous cous, formaggi, salumi, salmone affumicato, dolci. Ognuno si serve e si sta in compagnia». Ecco il segreto dell’alta cucina normale.

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20 / / BON APPETIT

FROM MARINATED MACKEREL BY HEINZ BECK TO CREAM OF LENTIL SOUP BY COLONNA. GET INSPIRED BY TOP CHEFS TO PREPARE THE NEW YEAR'S EVE DINNER Looking for dishes by top chefs that you can copy at home for New Year's Eve? Difficult, but not impossible. In the cracks of the unattainable gourmet world lurk seductive and perfectly doable ideas. For example? Sicilian scampi pizzaiola (with tomato sauce and oregano) by Antonino Cannavacciuolo, a sublime intuition that combines the sweetness of a raw crustacean with the acidity and aroma of a sauce that we all know how to make: more difficult to think up than to make. Antonello Colonna's cream of lentils and monkfish cheek is also a good suggestion, a lighter version of an Italian New Year's Eve classic, replacing the sausage with the healthier succulence of fish. Then there is the marinated mackerel on a Mediterranean vegetable caponata by Heinz Beck, a dish that is not at all difficult to imitate at home: the finesse and technique will obviously be different, but the result confirms that haute cuisine and home cooking are often closer than they seem. Just dare to try an unusual combination of ingredients and traditional recipes, and voilà! For dessert, it has to be panettone: buy it, do not try to make it, as it is one of the most difficult recipes to prepare outside a patisserie.

Scampi di Sicilia alla pizzaiola di/Sicilian scampi pizzaiola by Antonino Cannavacciuolo © Vincenzo Pagano/Scatti di Gusto

Leave it to Alfonso Pepe, Salvatore De Riso, Renato Bosco, Vincenzo Tiri or Dario Loison. You only have to find it. I was so curious to know what a great chef serves at home on New Year's Eve I decided to call Mauro Uliassi, a Gambero Rosso three-fork chef. I asked him: "What do you prepare, since your restaurant is closed?" I was expecting a list of complicated dishes, but instead: "The keyword is sharing; everything is ready and available right from the start of the evening. The host needs to be able to enjoy the evening too.

Lots of friends and lots of bottles of wine, of course. On the table, you'll find boiled black rice, quinoa, sauces such as Bolognese sauce, chicken in potacchio, Ancona-style stockfish, cubes of lasagne, humus, babaganoush, raguse in porchetta (sea snails in tomato sauce with fennel seeds), fricassee of vegetables, couscous, cheese, salami, smoked salmon and sweet pastries. Everyone helps themselves, and you enjoy the company." That is the secret of normal gourmet cooking.

IL CIBO SI FA BUONO FOOD DOES GOOD

Chef Mauro Uliassi

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I cesti natalizi si possono riempire di solidarietà. Slow Food si mobilita per l’emergenza sisma inserendo sul suo sito contatti di agricoltori e allevatori dei Presìdi dell’Appenino Centrale da cui acquistare prodotti gourmet. Anche il portale terremoviamoci.it offre un database con le aziende dei centri colpiti. Tastingmarche.com è una vetrina delle eccellenze regionali che propone pacchi regalo con dedica. Infine, per aiutare le imprese di Arquata del Tronto (AP) e Camerino (MC) si possono comprare prelibatezze su madewithloveap.org e marcacamerino.net. Christmas hampers can be filled with solidarity. Slow Food has mobilised itself in response to the emergency of recent earthquakes by listing the contact details of Central Apennines Presidia farmers selling gourmet products. The terremoviamoci.it portal is also providing a database of companies from the affected areas. Tastingmarche.com is a showcase of regional delicacies that offers gift boxes complete with a personal message. Finally, to assist businesses in Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) and Camerino (Macerata), food delights can be purchased from madewithloveap.org and marcacamerino.net.


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Bollicine d’ Italia Italian bubbles


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LAMBRUSCO EMILIANO, PINOT NERO PAVESE, CHARDONNAY DELLA FRANCIACORTA. GLI SPUMANTI AUTOCTONI PERFETTI PER I BRINDISI DELLE FESTE

LAMBRUSCO FROM EMILIA, PINOT NERO FROM THE PAVIA AREA, CHARDONNAY FROM FRANCIACORTA. THE PERFECT AUTOCHTHONOUS SPARKLING WINES FOR HOLIDAY TOASTS

di Luca Gardini [Sommelier]

Nella letterina a Babbo Natale non sprecate righe e inchiostro per chiedere quali saranno le bollicine delle festività. In Italia ne abbiamo tante, peraltro prodotte in numerosi territori e a loro volta ottenute grazie a pregiate varietà autoctone. Una delle più adatte è il Lambrusco. Quello di Sorbara, piccola frazione in provincia di Modena, ha spesso un colore rosa antico e un gusto succoso, che richiama un po’ gli agrumi e i frutti di bosco. È un must con i salumi e i tortellini, ma anche una prassi, se non addirittura un Rito – così si chiama l’etichetta della cantina Zucchi, che consiglio – quando lo si abbina alle specialità della Vigilia, come per esempio un fritto di mare. Sempre in gioco sul tavolo del 24 sera e del 25 a pranzo lo spumante ottenuto con metodo classico solo da uva Pinot Nero, nell’Oltrepò pavese praticamente un autoctono, come quello della cantina Travaglino. Dopo 36 mesi sui lieviti e un dosaggio contenuto, sviluppa una bolla sottile ma consistente che si accomoda accanto a molti piatti di pesce, ma anche a quel cappone arrosto che in questo periodo non manca mai. Oltre ai tanti prodotti monovitigno, ci sono anche due grandi bolle italiane ottenute dall’assemblaggio di varietà differenti: il Comarì del Salem di Uberti e la Cuvée ‘61 Nature di Guido Berlucchi & C. I punti in comune? Tre. La provenienza, per entrambi la Franciacorta, l’annata 2009 – per inciso molto buona – e un vitigno uguale per tutti e due: lo Chardonnay. Nel primo caso la variante è il Pinot Bianco, con una permanenza sui lieviti molto lunga (tra i 48 e i 60 mesi) e un dosaggio contenuto (extra brut). Addirittura assente è l’aggiunta di vino e zucchero, dopo la sboccatura, nel secondo. Stessa annata del vino precedente, anche se la cuvée di Berlucchi combina Chardonnay (80%) e Pinot Nero lasciati per cinque anni in affinamento, sino a sviluppare quella complessità che sfida, con successo, la golosità untuosa – meglio nascondere la bilancia in certi giorni – di uno zampone. Per chi infine preferisse un Trento Doc, il consiglio va in direzione di una piccola azienda: Revì. Il suo Dosaggio Zero, targato 2012, è composto da sola uva Chardonnay. In bocca abbina l’acidità della mela alla dolcezza del miele, riuscendo ad accompagnare sia un primo piatto con le canocchie sia uno condito con un ragù di carni bianche. Buon appetito, quindi, ma soprattutto prosit.

Do not waste ink when writing to Santa Claus asking about holiday bubbles. We have plenty of them in Italy, produced in many different parts of the country and made out of precious autochthonous varieties of grapes. One of the most suitable options for the holiday season is Lambrusco. The one made in Sorbara, a small village in the province of Modena, often boasts a rose colour and a juicy taste, with hints of citric fruits and berries. A perfect match with cold cuts and tortellini, it is also a custom, if not a ritual – Rito, Italian for “ritual”, is the name of the Lambrusco produced by Zucchi, which I recommend – to combine it with Christmas Eve specialities, such as deep-fried seafood. A great suggestion for permanent residence on the table from Christmas Eve dinner to Christmas Day lunch is the spumante obtained through a classic method, exclusively from Pinot Nero grapes, practically an autochthonous in the Oltrepò Pavese area – such as the one made by Travaglino. After 36 months on yeast and a contained dosage, it develops small yet consistent bubbles that sit well next to many seafood dishes, but it does not shy from the roasted capon that is always served this season. In addition to the numerous single-grape sparkling wines available, we also suggest two excellent Italian spumanti obtained by blending different grape varieties: Comarì, by Salem di Uberti, and Cuvée ’61 Nature by Guido Berlucchi & C. They have three points in common: their origin, Franciacorta; 2009, a very good year; and the same grapes, Chardonnay. In the first case, the variation is given by Pinot Bianco, with a very long permanence on yeast (between 48 and 60 months) and a contained dosage (extra brut). The latter has no added wine or sugar after disgorging. Same year as the previous wine, although the Cuvée by Berlucchi combines Chardonnay (80%) and Pinot Nero left to refine for five years, until they develop the complexity that successfully challenges the unctuous deliciousness – it might be best to hide the scales at certain times of year – of zampone (stuffed pig’s trotter). Finally, for those who prefer a Trento with mark of origin, we suggest the wines of a small business called Revì. Its Dosaggio Zero from 2012 is made exclusively with Chardonnay grapes. In the palate, it combines the acidity of apples with the sweetness of honey, a good match for first courses that include mantis shrimp or a white meat ragout. Buon appetito then, but first and foremost – prosit.

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EAT STOP / / 25

FOOD ON SHOW Il Museo del pomodoro a Giarola, frazione di Collecchio (PR)/The Tomato Museum in Giarola, in the municipality of Collecchio (Parma)

DALLA PASTA AL VINO, DALLA LIQUIRIZIA AI CONFETTI, I MIGLIORI PRODOTTI ITALIANI DIVENTANO PROTAGONISTI NEI MUSEI CHE RACCONTANO LA STORIA CULINARIA DEL PAESE di Roberto Perrone

«Non sono un artista, sono un artigiano». Così ama dire Massimo Bottura, il miglior cuoco del mondo nel 2016. Il primo infatti ha licenza poetica, può creare opere non (immediatamente) comprensibili, mentre il secondo deve farsi capire subito. Però l’artigianato è una forma di alta cultura, degna di essere messa in mostra. Lungo la dorsale della Penisola ci sono luoghi dove imparare a conoscere i migliori prodotti italiani. A Frossasco, a pochi chilometri da Torino, sorge il Museo del gusto, con percorsi didattici e oggetti per capire il cibo. Anche un liquore fa la storia: alla Collezione Branca, che occupa 1.000 m² nel complesso industriale dell’azienda milanese, si può avere una fotografia del costume nazionale attraverso i calendari, i manifesti realizzati da grandi disegnatori e i bozzetti delle campagne pubblicitarie degli anni ’60 e ’70 (Carosello, per i meno giovani). I Musei del cibo di Parma formano un circuito che permette di incontrare

le eccellenze del Ducato, incastonate nel territorio d’origine: quello del Parmigiano Reggiano sorge all’ombra della Rocca Meli Lupi di Soragna, terre verdiane; il regno dei salumi tipici è a Langhirano, la città del prosciutto; il Museo del salame trova spazio nel Castello di Felino, mentre quello del Pomodoro è a Giarola, frazione di Collecchio, all’interno di una monumentale corte agricola benedettina del XIII secolo, dove è in esposizione da poco anche il mondo della pasta (Parma è la città della Barilla). Più recente anche il Museo del vino nella Rocca Sanvitale di Sala Baganza. Visitando questi spazi si può scoprire, tra l’altro, che la prima testimonianza scritta sull’impiego del parmigiano è nel Decamerone del Boccaccio. A Firenze c’è il Winex, dove assaggiare i migliori vini del Paese. Provinciali ma particolari: il Museo dell’olivo, all’interno dell’azienda Carli a Imperia, dove si può ammirare addirittura la riproduzione di una sezione di un’antica nave olearia romana; il paradiso dei confetti Pelino (produttori dal 1783) a Sulmona, in provincia dell’Aquila. Infine, il Museo della liquirizia di Rossano (CS) voluto dalla famiglia Amarelli: parte dall’intuizione di un antenato che nel 1731 decise di estrarre il succo dalle piante presenti lungo la costa jonica. Luoghi capaci di raccontare, proprio come la tavola, la storia della nostra vita.

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26 / / EAT STOP Il museo Collezione Branca a Milano/The museum Collezione Branca in Milan

Il Museo del prosciutto a Langhirano (PR)/The Prosciutto Museum in Langhirano (Parma)

Laboratorio per bambini al Museo della pasta di Collecchio (PR)/A children’s workshop at the Pasta Museum in Collecchio (Parma)

FROM PASTA TO WINE, FROM LIQUORICE TO SUGARED ALMONDS, THE BEST ITALIAN PRODUCTS ARE TAKING THE SPOTLIGHT IN MUSEUMS THAT TELL THE CULINARY HISTORY OF THE COUNTRY "I am not an artist, I am a craftsman," as Massimo Bottura, the best chef in the world in 2016, likes to say. In fact, an artist has poetic licence and can create works that are not (immediately) comprehensible, while a craftsman's work must be easy to understand straight away. However, crafts are a form of high culture, worthy of being put on show. Along the ridge of the peninsula there are places where you can learn about the best Italian products. Frossasco, a few kilometres from Turin, hosts the Museo del gusto (Museum of Taste), with educational itineraries and items to find out about food. Even a liqueur has a part to play in history: at the museum Collezione Branca, which occupies 1,000 m² in the Milanese company's industrial complex, you can get a glimpse of national popular history through the calendars, posters by famous designers and sketches for advertising campaigns in the 60's and 70's (Carosello, for the not so young). The Food Museums of Parma form a circuit that allows visitors to explore the specialities of the Duchy right where they are produced: the Parmigiano Reggiano museum is set in the shadow of the Rocca Meli Lupi di Soragna, in the lands where Verdi grew up; typical cold cuts are celebrated in Langhirano, the city famous for its ham; the Salame Museum is housed in the Castle of Felino, while the Tomato Museum is in Giarola, in the municipality of Collecchio, inside a monumental Benedictine farm courtyard dating back to the 13th century, which has recently added the world of pasta to its display (Parma is the home town of Barilla). The Museo del vino (Wine Museum) in Sanvitale Rocca di Sala Baganza is another new opening. When you visit these areas you can discover, among other things, that the first written record of the use of parmesan is in Boccaccio's Decameron. In Florence there is Winex, where you can taste Italy's best wines. Provincial but particular: the Olive Tree Museum inside the Carli company in Imperia, where you can even admire a reproduction of a section of an ancient Roman olive oil ship; the Pelino sugared almond factory (since 1783) in Sulmona, in the province of L'Aquila; and lastly, the Museo della Liquirizia (Liquorice Museum) in Rossano (Cosenza) opened by the Amarelli family, whose company was founded on the intuition of an ancestor who in 1731 decided to extract the juice from the plants found along the Ionian coast. Places that can tell the story of our lives, just like the food we eat.

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Il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna (PR)/The Parmigiano Reggiano Museum in Soragna (Parma)


28 / / EAT STOP

KITCHEN SMARTFOOD

© Andrea Massaro

© Cristian Parravicini

IN THE

NEL NUOVO LIBRO DI ELIANA LIOTTA 100 RICETTE CHE ALLUNGANO LA VITA di Serena Roberti

Dopo il successo della Dieta smartfood (Rizzoli), che individua 30 supercibi capaci di allontanare le malattie e allungare la vita, la giornalista Eliana Liotta firma, insieme con la nutrizionista Lucilla Titta, Le ricette smartfood. Un libro per mettere in pratica, o meglio nel piatto, le regole del mangiare intelligente. Come avete scelto le 100 ricette, tutte approvate dall’Istituto europeo di oncologia? Abbiamo cercato di seguire la tradizione italiana,

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rivisitandola con ingredienti speciali. Per esempio, è stata inserita la curcuma, regina della tavola nelle isole giapponesi di Okinawa, dove è presente il più alto numero di abitanti ultracentenari. Ma ci sono anche i semplici spaghetti con la salsa al pomodoro, ricca di licopene, che aiuta a ridurre il colesterolo. Quali metodi di cottura privilegiare? La cucina al vapore è sicuramente la più salutare, perché consente di non disperdere vitamine e minerali. Ma si possono anche saltare i cibi in padella per un paio di minuti. Il menù ideale? Immaginate un grafico a torta: il pranzo perfetto si compone per metà di vegetali e frutta, poi un quarto di carboidrati e un quarto di proteine. E per i bambini? I piatti indicati sono sani e gustosi anche per i più piccoli. In alcuni casi proponiamo delle alternative ad hoc, per esempio eliminando il peperoncino. Un dolce consigliato per le feste? Il brownie con cacao, nocciole e fagioli neri, ricchi di antocianine, potenziali molecole di lunga vita. Una sana bontà.

WITH 100 RECIPES TO LIVE LONGER IN THE NEW BOOK BY ELIANA LIOTTA After the success of Dieta smartfood (Smartfood diet, published by Rizzoli), which identified 30 superfoods capable of warding off disease and helping you live longer, journalist Eliana Liotta partnered with nutritionist Lucilla Titta to produce Le ricette smartfood (Smartfood recipes), a book to put the rules of intelligent eating into practice or rather, on the plate. How did you select the 100 recipes, all approved by the European Institute of Oncology? We sought to follow Italian traditions, reinterpreting them with the addition of special ingredients. For example, we added turmeric, the key ingredient on the Japanese islands of Okinawa, home to the highest number of centenarian inhabitants. Yet there is also simple spaghetti with tomato sauce, rich in lycopene, which helps reduce cholesterol. Which cooking methods are given priority? Steamed dishes are definitely the healthiest, because this helps maintain vitamins and minerals. You can also toss the ingredients in a pan for a few minutes. What is the ideal menu? Imagine a pie chart: the perfect lunch consists of half fruit and vegetables, a quarter carbohydrates and a quarter protein. What about children? The recommended dishes are healthy and tasty even for children. In certain cases, we propose alternatives that are tailored, for example, by eliminating the chilli. Can you recommend a dessert for the holidays? Brownies with cocoa, hazelnuts and black beans, which are rich in anthocyanins, potential molecules for a long life. A healthy treat.

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© Gabriele Basilico

for

Cooking

Lo chef Ernst Knam durante una cooking class/Chef Ernst Knam during a cooking class

PASTICCERIA GOURMET, CENONE CRUELTY-FREE E FINGER FOOD. DA MILANO A BARI, SPOPOLANO I CORSI DI CUCINA PER APPASSIONATI di Michela Gentili

Campioni a tavola lo sono sempre stati. Poi, a forza di talent show, hanno accarezzato l’idea di diventarlo anche dietro ai fornelli. Finché, stanchi di ricettari e tutorial online, si sono ritrovati a mettere direttamente le mani in pasta. Da un angolo all’altro del Paese, sono sempre di più gli italiani che affollano i corsi amatoriali di cucina. Monotematici o creativi, di base o sperimentali, rappresentano la soluzione perfetta per i 30 milioni di appassionati che non puntano a diventare chef professionisti, ma solo a rubare qualche trucco ai talenti del settore. A Milano è possibile scoprire i segreti di Ernst Knam, star del programma di Real Time Bake Off Italia, grazie a lezioni pratiche o dimostrative in cui il maître pâtissier insegna a realizzare dolci, finger food e piatti salati. Da non perdere, il 14 dicembre, lo showcooking a tema cacao, dove il risotto allo zafferano assume le inedite sfumature del cioccolato São Tomé. Si preparano tre piatti in tre ore, invece, nel corso che Giuliano Baldessari,

giudice di Top Chef su Canale Nove, propone nel suo ristorante Aqua Crua a Barbarano Vicentino (VI). Step dopo step i partecipanti imparano i must del suo menù, come la crema carbonizzata o il riso al tagete. Al relais Il Borro, nell’antico borgo della famiglia Ferragamo in provincia di Arezzo, le cooking class dell’executive chef Andrea Campani cominciano dalla scelta delle materie prime, raccolte nell’orto dell’agriturismo o selezionate tra i banchi dei mercati locali per diventare protagoniste delle migliori ricette toscane. A Roma c’è spazio anche per la cucina crudista e vegana con le proposte della Grezzo Faculty di Vito Cortese e i corsi di Eataly che suggeriscono un cenone cruelty-free a base di verdure in tempura e seitan in crosta di carciofi. Mentre alla Città del Gusto di Nola, nel Napoletano, si sperimentano i dolci della tradizione, dai roccocò agli struffoli, sotto la guida di esperti pasticceri. E non potevano mancare le ultime tendenze made in Usa, tra cui l'arte di decorare i dolci utilizzando la pasta di zucchero. Da Italian Cupcakes, a Bari, vanno in scena gli evergreen della Grande Mela – brownie, cheesecake, apple pie e banana loaf – che i partecipanti possono trasformare in veri gioielli in miniatura. Perché, oltre al palato, anche l’occhio vuole la sua parte.


TASTEFUL / / 31 Aqua Crua in Barbarano Vicentino (Vicenza). Step by step, participants learn the skills behind his menu, which includes delicacies such as crema carbonizzata (similar to crème brûlée) or riso al tagete (marigold rice). At the Il Borro relais, in the historic village of the Ferragamo family in the province of Arezzo, the cooking classes of executive chef Andrea Campani begin by selecting fresh ingredients gathered from the garden of the farm holiday estate or from the stalls of local markets, to then become the protagonists in top Tuscan recipes. In Rome, there is also room for raw food and vegan cuisine, with the offerings of the Grezzo Faculty of Vito Cortese and the Eataly courses for a cruelty-free New Year’s Eve dinner based on tempura vegetables and artichoke-crusted seitan. At the City of Taste in Nola (Naples), you can experience traditional desserts, from roccocò to struffoli, under the guidance of experienced pastry chefs. Who could forget the latest crazes from the USA, such as the art of cake decorating with fondant icing? At Italian Cupcakes in Bari, the evergreens of the Big Apple – brownies, cheesecake, apple pie and banana bread – are placed centre stage, which participants can transform into real miniature jewels. Because food should look as good as they taste. © Claudia Del Bianco

Millefoglie di melanzane e ricotta di bufala/Millefeuille of aubergine and Ricotta di Bufala Chef Andrea Campani

FINGER FOOD, GOURMET SWEETS AND A CRUELTY-FREE NEW YEAR’S EVE DINNER. FROM MILAN TO BARI, COOKING CLASSES FOR FOOD ENTHUSIASTS ARE FLOURISHING They have always been champions at the dinner table. Now, thanks to a run of talent shows, people have started toying with the idea of becoming winners in the kitchen also. Tired of cookbooks and on-line tutorials, they eventually found themselves rolling up their sleeves and rolling out the dough. From every corner of the country, more and more Italians have been joining cooking courses for beginners. Monothematic or creative, basic or experimental, they offer the perfect solution for the 30 million aficionados not aiming to become professional chefs, but simply wishing to pick up a few tricks from talented practitioners in the industry. In Milan, one may discover the culinary secrets of Ernst Knam, star of the Real Time programme Bake Off Italy, thanks to practical lessons or demonstrations where the maître pâtissier teaches attendees how to create appetisers, savoury dishes and desserts. Not to be missed is the cocoa-themed showcooking. Held on 14 December, saffron risotto is set to take on a new hue thanks to São Tomé chocolate. Three dishes are prepared in three hours during the course offered by Giuliano Baldessari, a judge on Canale Nove’s Top Chef, in his restaurant

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*Orario invernale in vigore dall’11 dicembre/The winter schedule comes into effect from 11 December Una lezione di cucina da Eataly Roma/A cooking lesson at Eataly Rome

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FROZEN / / 33

o d d e r f o d d e r F

© Natasha Breen/Fotolia.com

su

d l o c Co l d oonn

QUASI LA METÀ DEGLI ITALIANI LO SCEGLIE ANCHE D’INVERNO. COSÌ, IL GELATO TROVA POSTO SULLA TAVOLA DELLE FESTE, ACCANTO AL PANETTONE MA ANCHE CON INSOLITI ABBINAMENTI SALATI

ALMOST HALF OF ALL ITALIANS GO FOR IT EVEN IN WINTER. ICE CREAM FINDS ITS OWN PLACE IN HOLIDAY MEALS, NEXT TO PANETTONE AS WELL AS IN UNEXPECTED SAVOURY COMBINATIONS

di Carlo Ottaviano

Sedici chili. È la quantità di gelato che ogni italiano consuma in un anno (per un giro d'affari del settore che si attesta sui 2 miliardi di euro). Il 47% dei connazionali lo mangia anche durante l’inverno, seppure in quantità ridotte. La tendenze è chiara: nelle prossime festività la farà da padrone accanto a panettone e pandoro. Ne è convinto Simone Bonini, geniale produttore

Sixteen kilograms. This is how much ice cream each Italian consumes in a year (for a turnover of about 2 billion euros in the sector). Albeit in smaller amounts, 47% of Italians eat ice cream even in the winter months. The trend is clear: in the upcoming holiday season, ice cream will be in the spotlight, right next to panettone and pandoro. Simone Bonini, brilliant Florentine

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© Iris Capotosti

© Giunti

Lo scrittore/The writer Andrea De Carlo

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manufacturer and author of Gelato a modo mio (Ice cream, my way), is convinced of this. “Thanks to its versatility, it is perfect as dessert, but it can also be combined with traditional Italian dishes,” he explains. “December is the time for chestnuts, oranges, persimmons: ideal flavours, because it is not just for eating in the summer to cool down.” A best-selling novel by Andrea De Carlo, L'imperfetta meraviglia (The imperfect wonder), has also helped open the way to ice cream. The book tells the story of the meeting, in Provence, between a rock star and an Italian ice cream maker. According to the book, love is an imperfect wonder, just like ice cream, unstable by definition and often short-lived before it melts. A metaphor of life, therefore. De Carlo is from Milan and an ice cream enthusiast: “You need proper tools to understand which ice cream is good and which is not, to detect its undertones. Sometimes this just doesn't happen, either because of distraction, too many signals at once, or a lack of education in taste - not just for ice cream, but for art itself.” But what advice can we get on how to match cold on cold? “Orange sorbet served with squares of hot panforte,” replies Bonini. In his book he reveals other delicious couplings: chocolate ice cream with ricciarelli biscuits from Siena; zabaglione ice cream with baked panettone; chestnut cake ice cream with small meringues. “But for holiday menus, it can also be served at the beginning of the meal. Cheese ice creams, such as gorgonzola, when paired with carrot, celery and fennel crudités, become unexpected finger foods.

You can also try pistachio ice cream combined with mortadella, spumante or prosecco sorbet paired with sweet-tasting Parma ham, mandarin sorbet with aged pecorino cheese, persimmon sorbet sprinkled with grated 70% dark chocolate.”

© Sarah Scaparone

fiorentino, autore dell'intrigante Gelato a modo mio. «Grazie alla sua versatilità è ideale come dessert, ma si può anche abbinare ai piatti della tradizione italiana», spiega. «E dicembre è tempo di castagne, arance, cachi: gusti ideali, perché non bisogna sperimentarlo solo per puro sollievo termico estivo». A tirare la volata a questo dolce c'è anche un romanzo in testa alle classifiche, L'imperfetta meraviglia di Andrea De Carlo. È la storia dell'incontro in Provenza tra una rock star e una gelataia italiana. L'amore – dimostra il libro – è un’imperfetta meraviglia, come appunto l’ice cream, instabile per definizione, che spesso dura un attimo prima di sciogliersi. Una metafora della vita, insomma. D'altronde lo scrittore milanese è un vero cultore di coni e coppette: «Occorrono gli strumenti giusti per capire quale sia buono e quale no, per riuscire a coglierne le sfumature. Non sempre accade, vuoi per distrazione, vuoi per sovrapposizione di segnali o per una mancata educazione al gusto, non solo di questo dolce ma dell’arte in sé». Ma quali sono i consigli di abbinamento “freddo su freddo”? «Sorbetto di arancia servito con quadretti di panforte caldo», risponde Bonini, che nel suo libro svela altre gustose accoppiate: al cioccolato con i ricciarelli senesi; allo zabaione con panettone passato in forno; al castagnaccio con piccole meringhe. «Ma per il menù delle Feste può essere servito anche a inizio pasto. Al gusto di formaggio, come il gorgonzola, con crudité di carote, sedano e finocchio, diventa un finger food inaspettato. E si può provare pure il gelato al pistacchio con la mortadella, il sorbetto di spumante o prosecco con il prosciutto dolce, quello al mandarino con pecorino invecchiato, quello di cachi con cioccolato al 70% grattugiato sopra».

Il produttore di gelato/The ice cream manufacturer Simone Bonini


TRAVEL / / 37

L AT VIAN

C U I S I N E Piatto del ristorante/Meal at the restaurant Biblioteka N°1 Restorans © Kristap Bardzins

LA NOUVELLE VAGUE CULINARIA DELLA LETTONIA TRA MEAT REVOLUTION, PESCE AFFUMICATO E INGRESSO A SORPRESA DEL BASILICO di Federico Geremei

Il territorio lettone dell’area di Gauja s’appunta la coccarda di Regione gastronomica europea, il titolo che viene assegnato ogni anno dagli esperti dell’International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism. Lo condivide con Riga, prima città del Paese, a sua volta Capitale europea dalla cultura nel 2014. Su quale panorama gourmet campeggia il riconoscimento? Quello remoto – non troppo (l’indipendenza è di 25 anni fa) – segna 50 sfumature di grigio sovietico, un parterre con pochi fronzoli tutto maiale e patate. La nouvelle vague culinaria della nazione non stravolge né esagera. Recupera però il meglio e riscopre parecchio, sublimando il gusto nella ricerca di variazioni locali.

Quando arriva al Golfo di Riga – una distesa grande come il Veneto e fra poche settimane ghiacciata – il fiume Gauja ha percorso 500 chilometri lungo un bizzarro tragitto a due passi dall’Estonia. Per 100 di questi solca il parco più grande, antico (e fotografato) della Lettonia: ottimo compendio di acque tra le foreste, capillare e in buona parte intatto. Quelle del mare sono poco salate – giusto un po’, q.b. – e quelle di ruscelli, laghi & co. sono copiose e generose. Aringhe, lamprede e lucci in primo piano, il persico ai lati della scena, trota e platessa comparse degne di nota. Come nel resto dell’area baltica? Più o meno. Ma meglio dei vicini in una cosa: l’affumicatura dei pesci non ha rivali. È nelle carni, però, che si avvertono i segnali di un cambiamento maturo, una vera meat revolution. Recentissima. Maris Jansons, giovane executive chef del Biblioteka N°1 Restorans di Riga, non esita: «Sì, tutta la cucina della nazione è rinata negli ultimi cinque anni. Abbiamo una cultura di allevamento e caccia

ma il caso delle carni è il più lampante. Bovini di qualità, finalmente. E niente cotture prolungate. Poi anatre e cervi, pure l’agnello viene gustato con interesse e nuove preparazioni. Non c’erano macellerie come in Italia, artigiani che preparano tagli diversi per clienti diversi, anticipando gusti ed esigenze. Stiamo recuperando in fretta». La rimonta vale anche per le barbabietole (riscoperte) e il basilico (inserito): non solo aneto e cumino, quindi, ma altro a condire i nuovi piatti. E poi i funghi, la passione nazionale. «Se la raccolta fosse uno sport olimpico vinceremmo l’Oro a ogni gara», chiosa. Infine, il mercato centrale della capitale, patrimonio di varia umanità a due passi dal centro storico e sito protetto Unesco. I cinque ex hangar dei dirigibili in cui sorge hanno quasi un secolo di storia e oggi sono un cimelio di cemento e metallo che si ostina a conservare una memoria a strati. Nel segno di una rinascita promettente.

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38 / / TRAVEL – an expanse as large as the Veneto region, and iced over in a few weeks' time – the River Gauja has covered 500 kilometres along a bizarre course running just by Estonia. For 100 of these it cuts through the State's largest, oldest (and most photographed) park: a stunning compendium of waters running between the forests, capillary and mostly intact. The water from the sea is only slightly salty – just a little, to taste – while there is a wide variety of streams, lakes & co. Herrings, lampreys and pike abound, with a fair amount of perch and trout and plaice a noteworthy addition. Is it similar to the rest of the Baltic area? More or less, but with one notable plus over the neighbours: unrivalled locally-smoked fish. However, it is in meats that the real, long-awaited change can be seen – a real and very recent meat revolution. Maris Jansons, the young executive chef at Biblioteka N°1 Restorans in Riga, does not hesitate: “Yes, national cuisine has been completely reborn in the last five years. We have a strong tradition of breeding and hunting, but

Maris Jansons, chef del ristorante/chef of restaurant Biblioteka N°1 Restorans © Kristap Bardzins

The Gauja area in Latvia has been awarded the title of European Region of Gastronomy, conferred annually by the experts at the International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism. The title is shared with Riga, the capital (and largest city) of the country and European Capital of Culture in 2014. So what does the gourmet panorama that the title was awarded to look like? The not too distant past (independence was achieved 25 years ago) was marked by 50 shades of Soviet grey, a basic, no-frills repertoire of pork and potatoes. The country's culinary nouvelle vague is neither excessive nor disruptive. It does, however, hold onto the best aspects and rediscovers a lot, enhancing flavours in the search for local variations. When it reaches the Gulf of Riga

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© LiveRiga.com

THE NOUVELLE VAGUE OF CUISINE IN LATVIA, FROM THE MEAT REVOLUTION TO SMOKED FISH AND THE SURPRISE ENTRY OF BASIL

the case of the meat is the most glaring. Quality cattle, at last. And no long cooking times. Then there is duck and deer, even lamb is being eaten with interest and prepared in new ways. In the past, we didn't have butcher shops like in Italy, with craftsmen who prepare different cuts for different customers, anticipating their tastes and needs. We are catching up fast.” The revolution also involves beets (rediscovered) and basil (a new entry), bringing flavours for the new dishes that go beyond just dill and caraway; not to mention mushrooms, a national passion. "If mushroom picking were an Olympic sport, we would win the gold medal for every race,” he jokes. Finally, the central market in the capital, with all its variety, located a short walk from the historic center and a UNESCO world heritage site. The five ex-airship hangars in which it is housed have been there for nearly a century, and have become a concrete and metal heirloom that continues to preserve the layers of memory in the midst of a promising revival.


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Ea(s)t Lombardy Bitto Storico Presidio Slow Food/Slow Food Presidium

BERGAMO, BRESCIA, CREMONA E MANTOVA AL CENTRO DI UN NETWORK GASTRONOMICO D’ECCELLENZA di Silvia Del Vecchio

Venticinque prodotti Dop e Igp e altrettante bottiglie Docg, Doc e Igt, 22 ristoranti stellati segnalati sulla Guida Michelin 2016, otto Strade dei vini e dei sapori, 126 prodotti agroalimentari tradizionali, 11 presìdi Slow Food. Per non parlare delle sedi culturali e delle località di attrazione turistica che assieme alle specialità gourmet conferiscono vitalità alla Lombardia Orientale, insignita del titolo di Regione europea della gastronomia 2017 dall’International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism. Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova sono le città fulcro della capacità di sperimentazione in quest’area urbana e rurale. «Stiamo lavorando per esaltare la ricchezza delle nostre risorse», sottolinea Roberta Garibaldi, direttrice scientifica del progetto East Lombardy, il nuovo brand di questo

network d’eccellenza. «Esiste un legame fra lo spazio dell’abitare, le attività produttive, le relazioni interpersonali e il benessere sociale e ambientale. Perciò costruiamo una mappa composta da aneddoti e storie, di cui visitatori e turisti – oltre 11 milioni ogni anno – sono costantemente alla ricerca. Il racconto dei luoghi si sposa anche con una figura sulla quale puntiamo molto: l’ambasciatore dell’identità e dell’anima del territorio». A Bergamo, la città europea con il maggior numero di formaggi Dop (nove), è nato il progetto Forme per promuovere sette eccellenze casearie, dette Principi delle Orobie: Agrì di Valtorta, Bitto Storico, Branzi FTB, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Stracchino all’Antica, Strachítunt e Formaggi di capra orobica. «Intendiamo valorizzare l’identità dei nostri prodotti e divulgare la conoscenza delle tradizioni montane, anche in chiave di educazione e sostenibilità ambientale», spiega il curatore dell’iniziativa, Francesco Maroni. La mostarda, invece, è la regina del Mantovano. Le Tamerici è il luogo dove da 25 anni Paola

Calciolari realizza ottime conserve utilizzando materie prime tipiche: «Ci sono le confetture da meditazione, dove la frutta incontra spezie, cioccolato, fiori, erbe e tè, quelle dedicate alle tre stagionature del Grana Padano, la riserva speciale con arance a rondelle o mele a spicchi accompagnate dal caffè del Brasile e il nuovo mix tropicale Ice Fusion. Alcune coltivazioni, come l’anguria bianca e la mela campanina, si possono salvaguardare solo se si riesce a farle conoscere oltreconfine», specifica l’imprenditrice. A Brusaporto (BG) tripudio dei sensi al ristorante e hotel Da Vittorio, tre stelle Michelin (la prima nel 1970, la terza nel 2010), creatura e vanto dello chef Chicco Cerea e del suo team. «Le paste ripiene, la zona vitivinicola del Franciacorta, i salumi, i formaggi, il torrone e il caviale di Calvisano sono chiamati insieme a noi a promuovere la Lombardia Orientale», dichiara. «L’obiettivo finale è che queste terre restino la capitale europea della gastronomia ben oltre il 2017». www.eastlombardy.it

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42 / / TRAVEL BERGAMO, BRESCIA, CREMONA AND MANTUA ARE AT THE HEART OF A GASTRONOMIC NETWORK OF EXCELLENCE Twenty-five products with protected geographical indication (DOP and IGP) and just as many wines with mark of origin (DOCG, DOC and IGT), 22 Michelin-starred restaurants recommended in the 2016 Guide, eight Roads of Wines and Flavours, 126 traditional agrifood products and 11 Slow Food Presidia. Not to mention the cultural and tourist attractions that, together with the gourmet specialities, give vitality to East Lombardy, awarded the title of European Region of Gastronomy 2017 by the International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism. Bergamo, Brescia, Cremona and Mantua are the cornerstone cities in terms of their capacity for experimentation within this urban and rural area. “We are working to enhance the richness of our resources,” underlines Roberta Garibaldi, Scientific Director of the East Lombardy project, the new brand for this network of excellence. “There is a link between the places we live in, industry and manufacturing, personal relationships, social and environmental wellbeing. This is why we are constructing a map of anecdotes and stories that the 11 million-plus tourists each year are constantly looking for. The stories about each location go hand-in-hand with a figure that we place great emphasis on: the ambassador of the identity and soul of the territory.” In Bergamo, the European city with the highest number of DOP cheeses (nine), the Forme project was developed to promote seven specialty cheeses, the so-called Princes of

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the Bergamasque Alps: Agrì di Valtorta, Bitto Storico, Branzi FTB, Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, Stracchino all’Antica, Strachítunt and Orobica goat’s cheese. “We intend to enhance the identity of the products and disseminate knowledge of the mountain traditions, also in terms of environmental sustainability and education,” says curator of the initiative, Francesco Maroni. The condiment mostarda, on the other hand, reigns supreme in Mantua. Le Tamerici is the place where Paola Calciolari has produced excellent preserves for over 25 years, using traditional ingredients. “There are conserves to meditate over, where fruits are paired with spices, chocolate, flowers, herbs and tea; those dedicated to the three curing stages of Grana

Padano cheese; the special reserve with orange rounds or apple wedges accompanied by Brazilian coffee; and the new tropical blend, Ice Fusion. Certain cultivations, such as white watermelon and campanina apple, can be safeguarded only if they become recognised beyond our borders,” specifies the businesswoman. In Brusaporto (Bergamo), the senses rejoice at the Da Vittorio restaurant and hotel. Awarded three Michelin stars (the first in 1970, the third in 2010), it is the pride and joy of Chef Chicco Cerea and his team. “Stuffed pasta, Franciacorta wine, cured meats, cheeses, nougat and Calvisano Caviar will all come together with us to promote East Lombardy,” he declares. “The ultimate goal is that these lands remain the European Capital of Gastronomy well beyond 2017.” Chicco Cerea Chef stellato del ristorante e hotel Da Vittorio Starred chef at the Da Vittorio restaurant and hotel


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A cura di Antonella Caporaso

SALON DU CHOCOLAT MILANO 9>12 FEB

Dopo il successo della prima edizione, torna nel capoluogo lombardo il più importante evento mondiale dedicato al cioccolato. Nato a Parigi nel 1994 con l’obiettivo di far scoprire tutte le sfumature del cibo degli dèi, l’evento approda negli spazi del MiCo, il rinnovato centro congressi meneghino. Una superficie espositiva di 8.400 m² ospiterà masterclass, laboratori e spettacoli all’insegna del food & fashion. Novità di quest’anno è la Chocolate design expo, che unisce il talento di artisti all’avanguardia con l’arte dei maestri del cacao. After the success of the first edition, the world’s most important chocolate-related event returns to Milan. Created in Paris in 1994 with the purpose of revealing all the shades of this food of the gods, the event now lands in MiCo, the renovated Milanese convention centre. An exhibition area of 8,400 m² will be hosting master classes, workshops and food and fashion-themed shows. This year’s novelty is Chocolate Design Expo, an event that mixes the talent of avant-garde artists with the art of cocoa masters. www.salonduchocolat.it

© Dante Marrese

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IDENTITÀ GOLOSE MILANO 4>6 MAR

Tre giorni all’insegna dell’alta cucina con un unico filo conduttore: il viaggio. Il concept dell’evento gastronomico vuole raccontare, sulla scia delle grandi esplorazioni, il percorso che compie il cibo prima di arrivare in tavola. Come si spostano i semi e i pollini portati dal vento, così si muovono gli uomini e le loro idee creative. Grazie a continue contaminazioni, il tiramisù ha invaso il mondo e l’Europa è stata conquistata dal sushi. Intorno a queste suggestioni si snoda un ricco programma di incontri, degustazioni e show cooking. Three whole days of haute cuisine, all following a single theme: traveling. The concept of this gastronomy event intends to tell the story of the itinerary food products follow all the way to our tables, a story told as if it were one of the great overseas explorations. Just as seeds and pollen are carried by the wind, so do men and their creative ideas shift from place to place. Thanks to continuous contaminations, Tiramisu has invaded the world and Europe has been conquered by sushi. A rich programme brimming with meetings, degustation opportunities and cooking shows will be developed around these themes. www.identitagolose.it


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PITTI TASTE FIRENZE//11>13 MAR

La stazione Leopolda si prepara ad accogliere la 12esima edizione del Salone che celebra le eccellenze del gusto e del lifestyle. Appuntamento imperdibile per gli operatori internazionali del settore e il sempre più vasto pubblico di appassionati. The Leopolda Station is getting ready to welcome the 12 th edition of this trade show that celebrates the excellences of taste and lifestyle. An unmissable event for international operators of the sector and an increasingly large public of aficionados. www.pittimmagine.com

© yvdavid/Fotolia.com © alphaspirit/Fotolia.com

MERCATO CENTRALE ROMA

Un tripudio di sapori invade la Cappa Mazzoniana della stazione Termini. Figlio dell’omonimo format fiorentino, lo spazio ospita 15 botteghe artigiane, una dispensa per lo shopping di qualità e il ristorante guidato dallo chef Oliver Glowig. A triumph of flavours has invaded the Cappa Mazzoniana of the Termini station in Rome. An offspring of the Florentine format of the same name, the space hosts 15 artisan workshops, a pantry for high quality shopping, and the restaurant guided by chef Oliver Glowig. www.mercatocentrale.it

IN POLTRONA CON LO CHEF NAPOLI//FINO AL/UNTIL 23 MAR

Il cinema Hart si trasforma in uno spazio polivalente che coniuga cucina e spettacolo. Cuochi stellati e personaggi della cultura diventano protagonisti di jam session a più voci su temi ogni volta diversi, tra corti d’autore e food entertainment. The Hart Cinema has been turned into a multi-purpose space that mixes cuisine and entertainment. Top-level chefs and celebrities are the protagonists of jam sessions with many voices, with a different theme every time, among short films and food entertainment. hartnapoli.it

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IN ITALIA IL FOOD DELIVERY VALE 575 MILIONI DI EURO. DIETRO AL BOOM DEL SETTORE, UN SERVIZIO EFFICIENTE E APP USER-FRIENDLY di Rosa Ruffo

Pigiama, pantofole e smartphone. Bastano questi accessori per identificare la nuova tendenza del cibo a domicilio. Un business che, secondo i dati del Politecnico di Milano, vale 575 milioni di euro e ha registrato una crescita del 30% rispetto al 2015. Il mercato italiano del food delivery è dominato da tre piattaforme, a cui se n’è aggiunta da poco una quarta. Deliveroo e Foodora seguono tutto il ciclo commerciale, dalla selezione dei ristoranti al recapito dell’ordine. Poi c’è JustEat, che aggrega l’offerta in base alla zona di interesse ma non si fa carico della consegna finale. Di recente è arrivata a Milano anche UberEats, che mette in relazione domanda e offerta senza però instaurare un rapporto diretto con i corrieri.

Intorno a questi big gravitano operatori più piccoli, destinati però a essere inglobati dai colossi. I pochi che resistono lo fanno grazie a un forte legame con il territorio, come nel caso della siciliana Social Food, che opera in una zona poco appetibile per i competitor. Secondo Matteo Sarzana, autore del libro App economy (Egea, pp. 110 € 9,90) e general manager di Deliveroo, a questo successo contribuiscono soprattutto tre ingredienti: una cultura del cibo di prima scelta, l’attenzione al consumatore e ai partner commerciali, le interfacce user-friendly riconoscibili a livello globale. «L’uniformità e l’efficienza del servizio sono il motivo per cui queste applicazioni hanno soppiantato la classica telefonata. Quando si effettua un ordine, in qualsiasi parte del mondo, si riceve sempre la stessa assistenza, utilizzando i feedback lasciati dagli utenti ma anche la preselezione operata dalle piattaforme, che sono

una prima garanzia e ci mettono la faccia in caso di problemi». Per ristoratori e chef, invece, i pasti a domicilio sono un buon modo per monetizzare le cosiddette serate morte: quando gioca la squadra del cuore o durante quei weekend uggiosi in cui l’unico richiamo è quello del piumone, i tavoli dei locali rimangono spesso vuoti ma è più facile che gli utenti abbiano voglia di ricorrere a una cena on-demand. Forti di questo successo, che obiettivi si propongono i player del settore? Per Sarzana bisogna ampliare il bacino di utenti, ma anche educare i consumatori e rendere più familiari le tecnologie a disposizione. Senza dimenticare di migliorare sempre l’offerta, magari promuovendo collaborazioni con chef capaci di creare menù gourmet ad hoc, come ha fatto Jamie Oliver a Londra con la linea Super Food Salads per Deliveroo, perfetta per i pranzi in ufficio.


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d e t c e conn

THE FOOD DELIVERY MARKET IN ITALY IS WORTH 575 MILLION EUROS. BEHIND THE EXPLOSIVE GROWTH OF THIS SECTOR LIE AN EFFICIENT SERVICE AND USER-FRIENDLY APPS Pyjamas, slippers and a smartphone are enough to identify the new trend of food delivery. A business that, according to figures by the Politecnico di Milano, is worth 575 million euros and has grown 30% since 2015. The Italian food delivery market is dominated by three main platforms, to which a fourth has just been added. Deliveroo and Foodora follow the entire commercial cycle, from selecting restaurants to actual delivery. Then there is JustEat, which lists offers according to the area of interest, but does not follow the food all the way to the final consumer. UberEats has recently landed in Milan: the app connects supply and demand but does not create a direct relationship with the couriers. Around these big players gravitate smaller

operators, destined to be phagocytised by the colossuses. The few that have resisted so far have done so thanks to a strong connection to the territory, as is the case of Sicilian Social Food, which operates in an area for which large competitors have little or no interest. According to Matteo Sarzana, author of App economy (Egea, pp. 110 € 9,90) and general manager of Deliveroo, three main ingredients have contributed to this success: a culture that strongly leans towards first-choice food, attention to consumers and commercial partners, and user-friendly interfaces that are recognisable worldwide. “Service uniformity and efficiency are the reasons why these apps have overtaken the classic phone call. When you place an order, regardless of where in the world you are, you always get the same assistance, and customers can rely on the feedback left by other users as well as on the pre-selection made by the platforms themselves, an early warranty that

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means the app will help you solve any problems you may face.” For restaurant owners and chefs, delivery meals are a great way to make money in the so-called dead evenings. When a much beloved football team is playing, or on tedious weekends when all we feel like doing is napping under blankets and nothing on earth could convince us to go out to eat, tables are usually left empty in many venues. On these occasions, using an app to have a meal delivered at home is a godsend for all parties involved. Backed by this success, what goals have the players in the sector set for themselves? For Sarzana, it is necessary not only to widen this market segment, but it is also crucial to educate consumers so they familiarise themselves with the technologies available. Needless to say, another fundamental issue is to continuously improve the supply, like Jamie Oliver did in London with his Super Food Salads for Deliveroo, perfect for a lunch without leaving the office.

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di Serena Berardi

COLOR Una serata davanti alla tv o una festa per i piccoli di casa. A renderle scoppiettanti ci pensa la Popcorn Popper Party Time di Ariete, bordeaux e grigia metallizzata, che sforna snack al mais. An evening in front of the telly or a party for the children in the household. What makes them even more exciting is Ariete’s Popcorn Popper Party Time, burgundy and metallic grey, a lovely appliance that delivers hot popcorn.

Verdi, arancioni, gialli. De Longhi propone tostapane sgargianti, adatti anche a vivacizzare l’arredo della cucina. Green, orange, yellow. De Longhi offers bright toasters that lighten up the decoration of your kitchen.

Prima lo usavano solo i baristi per creare cocktail, oggi il blender ha preso piede anche fuori dai locali. Il frullatore magnetico Artisan di KitchenAid è perfetto per preparare smoothie, milkshake, salse e zuppe. In the past, it was bartenders who created cocktails. Today, however, this art form has caught on even beyond the bar. The Artisan magnetic blender by KitchenAid is also ideal for preparing smoothies, milkshakes, sauces and soups.

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Il vecchio frigo bianco va in pensione: nella linea Smeg Fab geometrie accese e curve anni ‘50 trasformano un semplice elettrodomestico in un mix di design, fashion e arte. The old white refrigerator is about to retire: in Smeg’s Fab line, bright geometric forms and 50’s-inspired curves turn a simple kitchen appliance into a mixture of design, fashion and art.

Un valido aiuto per i cuochi amatoriali: la kitchen machine kMix Barcellona, targata Kenwood, mescola, impasta e monta. A useful help for chef-wannabes: kMix Barcellona kitchen machine by Kenwood, a single appliance that mixes, kneads and whips.


La Freccia Gourmet - dicembre 2016  

In copertina: MasterChef, il talento è servito

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