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grapes DA CONEGLIANO A VALDOBBIADENE, I MIGLIORI ITINERARI ENOTURISTICI NELLA ZONA DEL PROSECCO DOCG CANDIDATA A PATRIMONIO UNESCO di Federico Geremei

Quindici comuni e un’uva speciale, la glera, su un mare di colline. Con le Dolomiti che incombono, il Piave a due passi e la laguna della Serenissima a un’ora, la candidatura al riconoscimento Unesco della zona del Prosecco Docg, nella Marca Trevigiana, punta sul paesaggio veneto che per l’architetto e urbanista Pietro Laureano «non va inteso come panorama o bella cartolina ma come capacità della popolazione di realizzare, gestire e far evolvere in modo armonico i propri luoghi, realizzando benessere e identità comune». Gino Cini da decenni è l’enologo di Valdo, produttore leader del Valdobbiadene con oltre 90 anni di storia e presenza fissa al Vinitaly. Per una volta non parla di affinamenti, raccolti e grappoli. Ma snocciola consigli da insider per una visita, lui che è nato tra queste vigne e non se n’è mai andato. Partendo dal basso (e da vicino), i percorsi migliori per apprezzare le pendenze ardite dei filari che sfidano l’orografia attorcigliata sono quelle che chiama «le colline eroiche». Le strade sono tante, due su tutte: «Da Valdobbiadene a Santo Stefano, passando per Saccol. Oppure

per San Pietro di Barbozza fino a Combai». Il colpo d’occhio preferito? «Ancora più difficile, direi quello di Castelbrando e San Pietro di Feltre». Il meglio del meglio è nelle zone del Cartizze. Vale per il viaggiatore in cerca del selfie perfetto, calice in mano. E per gli intenditori alle prese coi perlage del Superiore, la cru più prestigiosa. Paesaggi e assaggi scandiscono le visite, la tarda primavera è il periodo più indicato, settimane della vendemmia a parte, per conoscere l’eccellenza di queste bollicine: 150 cantine su cinquemila ettari di terroir. Ogni itinerario enoturistico invita alla contemplazione estatica, stordisce con dolcezza e persistenza (come gli spumanti di qualità). Va dunque fatto lo sforzo di tracciarne alcuni a tema e punteggiarne una sequenza adatta ai tempi e ai mood di esplorazione. Il più classico va di castello in castello: da Conegliano a San Salvatore e Collalto fino a San Martino con soste a Castelbrando e Serravalle. Non si ceda alla ricerca dell’inedito fine a se stesso: iniziare coi fiori all’occhiello qui è la cosa migliore. E se ci si trova nella zona tra il 19 e il 22 maggio gli spunti si moltiplicano: in quei giorni c’è Vino in Villa, affermato festival di vino e cultura. E cultura del vino. APR 2017

V I N I TA LY 50+1

La Freccia Gourmet - aprile 2017  

In copertina: Vinitaly ages well

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