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© Veronica Marsili/Iscr-Mibac

Allievi della Saf Iscr della sede di Matera impegnati nella pulitura dello Stendardo dell’Annunciazione di Pietro Paolo da Santacroce, proveniente dal Museo Civico degli Eremitani di Padova

una convenzione con la Regione e con il Comune, proprietario dell’ex convento dove facciamo lezione, e collaboriamo con la Soprintendenza e il Polo museale della Basilicata», afferma Sobrà. A testimoniare il radicamento nel contesto ci sono anche gli interventi effettuati su beni e monumenti come «il Convicinio di Sant’Antonio nel centro di Matera, una chiesa rupestre con affreschi che vanno dal Medioevo al 1700. Stiamo lavorando su sculture in pietra dipinta provenienti dal cimitero e su statue lignee che arrivano dalla Chiesa di San Francesco d’Assisi». Quando, però, le emergenze umanitarie e artistiche chiamano, l’Iscr e le sue scuole accorrono ovunque ci sia necessità, come nel caso dei terremoti dell’Emilia e del Centro Italia. Subito dopo il sisma del 24 agosto del 2016 l'Iscr ha organizzato l’allestimento di un deposito temporaneo a Cittaducale (RI), nello spazio messo a disposizione dal Corpo Forestale, che funzionava come un pronto soccorso delle opere d’arte. Le operazioni di salvataggio sui pazienti speciali sono continuate anche nel 2017, come «durante il cantiere didattico (esperienza estiva annuale in cui i nostri studenti possono applicare quanto

imparato durante le lezioni) alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Qui, dopo un anno trascorso sotto le macerie, sono arrivati due dipinti su tela seicenteschi provenienti dalla chiesa di San Marco in Colpolina di Fiastra (MC)», ricorda Sobrà. «Oltre ad aver riportato danni importanti, tra cui un grave attacco biologico e delle lacerazioni, erano pervenuti avviluppati tanto da sembrare un unico oggetto. I ragazzi si sono adoperati per metterli in sicurezza e far sì che le condizioni non peggiorassero ulteriormente: hanno fissato le parti che rischiavano di

perdersi e bloccato l’azione degli agenti biologici. Le tele sono state poi portate nella Scuola di Matera e gli alunni hanno proseguito il lavoro con il restauro vero e proprio». Insomma, il mestiere del restauratore è di grande responsabilità perché nelle sue mani vengono consegnati tesori appartenenti all’umanità intera. E se è vero che la bellezza salverà il mondo – come Dostoevskij faceva dire al principe Myškin nell’Idiota – serve qualcuno che salvi la bellezza. Al meglio. LF icr.beniculturali.it

L'ADOLESCENTE DI MICHELANGELO A ROMA

C’è tempo fino al 10 marzo per ammirare a Roma L'Adolescente di Michelangelo. Un vero capolavoro, che raffigura realisticamente un giovane accovacciato con i muscoli in tensione. L’occasione è unica, perché l’opera d’arte è custodita di solito nell’Hermitage di San Pietroburgo e non esce quasi mai da lì. In questi giorni si può visitare gratuitamente presso la galleria Rhinoceros, sede della Fondazione Alda Fendi, vicino alla chiesa di San Giorgio al Velabro. La statua arriva dal museo russo in virtù di un accordo triennale, che prevede un prestito diverso ogni anno. Il primo è questo, una creazione del Buonarroti acquistata negli ultimi decenni del 1700 dalla zarina Caterina II, per mano di un banchiere inglese, e dal 1851 fissa all’Hermitage. Realizzata intorno al 1530, nell’esposizione romana l'opera si presenta illuminata dal tocco professionale di Vittorio e Francesca Storaro, esaltata dalla luce delle candele. Soddisfatta Alda Fendi, mecenate contemporanea proprietaria della sede restaurata di recente da Jean Nouvel: «Sono molto fiera di questa operazione. È un esule che torna a casa. Una statua piccola, ma è come se fosse gigantesca. Il marmo è come pelle. È la cosa più bella che ho fatto nella mia vita. Un regalo a Roma e all’Italia». F.V. fondazionealdafendi-esperimenti.it

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FEB2019

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La Freccia - febbraio 2019