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Festa spontanea zeppa di dettagli a Bagolino, in provincia di Brescia. Qui sono protagonisti i Màscher, che vestono costumi contadini e possono uscire per strada tutti i lunedì e i giovedì dopo l’Epifania, e i Balarì, con indosso una bauta bianca e cappelli ornati da nastri rossi e ori di famiglia. «I Màscher rimuovono con cura ogni segno di riconoscimento. Anche l’andatura e la voce devono depistare. Entrano nelle case, portano scompiglio e buonumore», racconta Nerio Richiedei, memoria storica del carnevale bagosso. Il lunedì e il Martedì grasso le attrattive sono rappresentate anche da ballerini e suonatori. Le musiche e le danze che intonano sono un fenomeno unico in Italia, testimonianza dell’alto livello di complessità della tradizione popolare. Si inizia a ballare alle 6:30 il 4 marzo in canonica, per tutto il giorno e fino alle 20 di martedì 5 marzo. Sul sito bagolinoinfo.it si trovano inoltre diversi spunti per corredare il viaggio con una pausa a base del formaggio locale, il bagoss. In Sardegna il carnevale assume una particolare intensità. Valga per tutti quello di Mamoiada, dove si svolge una sorta di solenne processione a passi cadenzati con protagonisti i Mamuthones (2), soggetti vestiti da velli di pecora neri (mastruca) e una cupa maschera di legno dello stesso colore. I campanacci legati sulle loro spalle e mossi dal caratteristico incedere a saltelli creano un ritmo angosciante. Il corteo prevede anche la presenza di Issohadores, uomini forniti di fune che tentano di trarre a sé con un lazo le giovani donne scelte a caso tra il pubblico. Si riconoscono per la maschera bianca e il corpetto rosso (su curittu) agghindato da sonagli. L’intrecciarsi dei suoni creato dai movimenti di Mamuthones e Issohadores ricrea un ambiente carico di emozione. Al carnevale momaiadino, dal 3 al 5 marzo, si può associare la visita al Museo delle maschere mediterranee. Anche in Molise sono numerosi gli appuntamenti che si rifanno ad antichi riti. Nel pomeriggio del 3 marzo Castelnuovo a Volturno, in provincia di Isernia, celebra Gl’ Cierv (3), l’uomo cervo. Il suo arrivo viene annunciato dagli zampognari, che chiudono la stagione dei suoni iniziata nel periodo natalizio. Gl’ Cierv irrompe nella

3 piazza spaventando persone e animali con la sua forza trasgressiva. Porta grandi corna ramificate ed è coperto da pelli e con il volto dipinto di fuliggine. Martino, un personaggio vestito di bianco, cerca inutilmente di trattenerlo con la fune. Spetta al Cacciatore ammazzare Gl’ Cierv, ma il mito non può morire. Così il Cacciatore si avvicina, si china e con un soffio nelle orecchie ridona la vita alla bestia che si alza oramai purificata. Il rito per esorcizzare il male va in scena ogni anno anche ad Aliano (4), in Basilicata. Dal confino, Carlo Levi descriveva così il trambusto provocato dalle Maschere cornute: «Urlavano come animali inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida». I protagonisti dal grande naso e corna sono vestiti con mutandoni

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invernali e portano uno scialle femminile fissato da una cinta di cuoio dal quale pendono campanelli. Appuntamento l’ultima domenica di Carnevale, quando le Maschere cornute avanzano in corteo con grandi salti assumendo toni minacciosi anche per mezzo del ciuccigno, un manganello in corda flessibile. Il corteo procede fino al municipio, dove vengono offerte frittelle di uova, rafano e formaggio che ammansiscono le Maschere convertendole in individui accettati dalla comunità. LF vdgmagazine.it lachera.it bagolinoinfo.it museodellemaschere.it uomocervo.org aliano.it

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La Freccia - febbraio 2019