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CHIARA, MAMMA IN VIAGGIO

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ata a Napoli, ma ormai fissa a Roma, guarda incantata fuori dal finestrino sul Frecciarossa tra Roma e Milano delle otto del mattino. Chi è Chiara? Ho 38 anni e lavoro in una società di produzione cinematografica e televisiva da dieci. Ho due figli piccoli, la prima di tre anni e mezzo e il secondo di due, che ovviamente mi tengono, felicemente, molto impegnata. Credo però che per un bambino sia importante vedere la propria mamma soddisfatta e, quindi, avendo la fortuna di fare una professione che amo, cerco di dividermi nella maniera migliore, senza scontentare nessuno, neanche me stessa. Nello specifico in che cosa consiste il tuo lavoro? Sono supervisore alla produzione, ovvero quando parte un progetto cinematografico o televisivo ne coordino tutti gli aspetti, da quello organizzativo al finanziario. Diciamo che c’è il produttore e io sono il suo braccio destro. I tuoi ultimi progetti? Mi sono occupata di una commedia di Volfango De Biasi intitolata L’agenzia dei bugiardi, con Giampaolo Morelli e Massimo Ghini, uscita al cinema a gennaio. Ma anche della fiction di Rai1 La vita promessa, con Luisa Ranieri per la regia di Ricky Tognazzi. Come mai verso Milano? Oggi per lavoro. Che tipo di viaggiatrice sei? Vivendo a Roma ed essendo di Napoli ho una lunga carriera su treni di tutti i tipi. Con i due bambini mi sono un po’ fermata, ma fino a tre anni fa almeno due volte al mese salivo a bordo per tornare a casa. Che cosa fai quando arrivi in stazione, prima della partenza? Sono una persona a cui piace osservare e i luoghi di passaggio,

come i terminal portuali o ferroviari, mi intrigano. Faccio colazione al bar, se è mattina, e vedo i nuovi temporary store che cambiano. E durante il viaggio? Vorrei sempre dormire, ma non ci riesco mai. Allora leggo o sto un po’ al computer, ma amo soprattutto guardare fuori dal finestrino, chiedermi dove sono, vedere un bel borgo e pensare che mi piacerebbe vivere lì. Leggi La Freccia? Ogni tanto la sfoglio, sono interessanti le pagine dedicate alle mostre in convenzione con Trenitalia che, a chi viaggia frequentemente, suggeriscono cosa vedere a Roma, Milano o Torino. Hai qualche episodio curioso da raccontare? Adesso passiamo sempre più tempo sul telefonino, chiusi in noi stessi davanti a un monitor, ma quando ero più giovane si 13

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FEB2019

chiacchierava in carrozza. Tra gli incontri, mi ricordo di un signore che sosteneva di essere l’inventore del decollo verticale. Senza specificare di quale mezzo: quindi poteva essere l’aereo, un razzo o addirittura lo shuttle. Naturalmente, non gli ho creduto. C’è qualcosa da cambiare o migliorare sui treni? Da mamma, direi che servirebbe maggiore attenzione ai bambini più piccoli. Su alcuni convogli c’è il fasciatoio in tutte le carrozze, ma in altri solo in una, quindi suggerirei di aumentarli e offrire anche più spazio per il passeggino, sia aperto sia chiuso. Se per un giorno fossi AD di Ferrovie? Non è un lavoro facile. Oltre a insistere su puntualità e pulizia, mi impegnerei ogni giorno di più a prestare attenzione verso ogni tipologia di cliente, che sia sulle Frecce, sui Regionali o sugli Intercity.

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La Freccia - febbraio 2019