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In queste pagine capi della collezione Primavera-Estate 2017 di Tim Coppens In these pages items from the Spring-Summer 2017 collection by Tim Coppens Tim Coppens Menswear guest designer Pitti 91

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QUA LITY TIM COPPENS IN ITALIA PER LA SUA PRIMA SFILATA NEL VECCHIO CONTINENTE di Cecilia Morrico

Belga di nascita, newyorkese d’adozione. Considerato nel panorama della moda un vero prodigio del tailoring e dell’athletic wear, Tim Coppens è Menswear guest designer a Pitti 91. Innamorato dei tessuti italiani, pensa che il futuro della moda abiti nel Belpaese. Ospite d’eccezione a Firenze, cosa pensa della kermesse made in Italy? È una straordinaria opportunità che mi permette di sfilare per la prima volta in Europa. Posso presentare i miei capi sulla stessa piattaforma calcata prima di me da designer che stimo, come Raf Simmons e Karl Lagerfeld. Tema di questa edizione è il ballo inteso come movimento e vitalità: si sposa con le sue creazioni? Cerco sempre di inserire un elemento di vivacità nelle mie collezioni. Il dinamismo della danza si concretizza attraverso il concetto energetico che gira intorno al tempo, al viaggio e alla corsa. Quale filosofia esprime la nuova linea uomo? Ci siamo concentrati sul Dna del brand. Per pensare realmente a quanta strada abbiamo fatto e a dove stiamo andando. Di riconoscimenti ne ha riscossi tanti, è stato selezionato tra i Ten of Tomorrow Fashion’s Rising Stars dal WWD (Women’s Ear Daily) e nominato Best New Menswear Designer nel 2012. Come si rapporta a questo successo? È un vero onore ricevere premi, ma la mia priorità è costruire un’azienda. L’approvazione indica che il progetto funziona. È importante però rendersi conto che una statuetta non sempre è garanzia di buoni risultati a lungo termine, pertanto bisogna pianificare in anticipo le proprie strategie. È forte la componente athletic wear e street culture. Dove trae ispirazione? Dalla vita quotidiana, dalle persone e dai luoghi che mi circondano. Noto che viviamo sempre più all’insegna del lavoro, dello sport e del divertimento. Grazie all’intreccio di tutti questi fattori, la cultura globale e le nostre sensibilità si evolvono. Per l’estate invece prevede un moderno samurai, come mai questa scelta? Sono sempre stato incuriosito dall’arte e dalla storia del Giappone, ho deciso di unirle a elementi occidentali e urbani. Mostra grande attenzione verso tessuti tecnici e lavorazioni impegnative. L’artigianalità per distinguersi dagli altri stilisti? È una delle cose più importanti e la si può vedere chiaramente dalla cucitura raglan nascosta nelle nostre camicie basic, così come nella complessità dei tagli di capispalla e pantaloni. Diamo molta importanza al fatto a mano, questo è uno dei motivi per cui è imperativo produrre in Paesi come l’Italia, che apprezzano e realizzano prodotti di qualità. I social hanno giovato alla moda? Credo di sì. Tuttavia il fashion system non sfrutta pienamente il potenziale della Rete. Per noi è un elemento di attenzione al quale stiamo destinando maggiori risorse.

JAN 2017

La Freccia Fashion - gennaio 2017  
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