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In queste pagine capi della collezione Autunno-Inverno 2016/17 di Carlo Volpi/In these pages items from the Fall-Winter 2016/17 collection by Carlo Volpi

PITTI DANCEFLOOR

ON THE

Carlo Volpi

ALLA SCOPERTA DELLE ULTIME GENERAZIONI E DEI NUOVI LINGUAGGI DELLA MODA di Carlo Volpi

[Pitti Italics 91]

Pitti Uomo è senza ombra di dubbio la fiera più importante per il menswear, potervi presentare la mia collezione con un evento è un’occasione unica, soprattutto per un brand giovane come il mio. Il fatto che a ogni edizione s’investa su maison all’avanguardia è la testimonianza di come la piattaforma fiorentina sia portavoce di grandi marchi internazionali, ma anche di piccole realtà che si impegnano molto nella ricerca e nell’immagine del futuro della moda maschile. In più il tema del salone invernale, Pitti Dance Off, inteso come movimento ed energia, ben si sposa con il mio stile. Vivo a Londra da quasi 20 anni, una metropoli in cui i linguaggi visivi e culturali sono continuamente in fermento. Mi sono sempre ispirato allo street style, gli inglesi non hanno timore di sperimentare. Dal fashion al food fino alla musica, la vitalità che si respira per strada, nei locali e nei night club ha sempre alimentato la mia creatività, il desiderio di sfidare lo status quo intrinseco al mio modo di pensare e disegnare. Ed è per questo che mi dedico alla maglieria. Una vera disciplina in cui ogni capo diventa un’opera d’arte e dove architettura, leggi fisiche e matematiche si mescolano con la fantasia. Mi colpisce lo sviluppo di punti e tessuti e come questi riescano a cambiare le forme del corpo. Per Pitti Italics sono alla Stazione Leopolda con un evento che non è una sfilata, ma un mix di moda e performance con il sapore della Londra underground anni ’90. Oltre a me, a Firenze per lo stesso concept ci sono Edward Buchanan di Sansovino 6 e Lucio Vanotti. Il primo l’ho conosciuto anni fa, abbiamo entrambi lavorato a un progetto con Dyloan Studio. Mi piace molto perché ha uno stile diametralmente opposto al mio e offre una chiave di lettura diversa. Di Lucio Vanotti, invece, mi affascina la semplicità e allo stesso tempo la naturale sofisticatezza. Tra gli altri appuntamenti da non perdere Tim Coppens, Menswear guest designer, e Cottweiler for Reebok, Designer project. Un punto in più a favore di Pitti 91 è la varietà di nomi, pescati tra nuove e vecchie generazioni: Z Zegna, Paul Smith e Tommy Hilfiger per fare qualche esempio. Anche i brand importanti all’inizio sono stati emergenti, è bello che ci sia spazio e interesse per tutti. Infine tappa a Fortezza da Basso per The Latest Fashion Buzz, a cui ho partecipato anch’io durante la scorsa edizione invernale, e per la sezione Open: qui abbigliamento e accessori oltrepassano il concetto di gender, un ideale di estrema rilevanza per i miei lavori.

JAN 2017

La Freccia Fashion - gennaio 2017  
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