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ANNO I NUMERO 02 MAY 2016 www.fsitaliane.it XXI TRIENNALE INTERNATIONAL EXHIBITION

GILLO DORFLES Essential chaos

WOMEN IN DESIGN Looking to the future

CITY AFTER THE CITY Reopening Expo

XXI Triennale di milano

11 WHAT'S UP / / 14 DESIGN AFTER DESIGN / / 22 D-CASE / / 30 CAROUSEL / / 36 PERFORMART / / 41 OVERLOOK 46 SAVE THE DATE / / 48 TECHNICOLOR

EDIZIONE SPECIALE PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE


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EDITORIALE / / 05

È nascosto nel doppio significato della parola “after” il senso della XXI Esposizione internazionale della Triennale, che torna a Milano dopo 20 anni. Inteso come “dopo”, si riferisce a una progettualità che oltrepassa il ‘900 per guardare al futuro. Ma nell’accezione di “nonostante” lascia intuire la capacità di farsi largo a dispetto di regole e convenzioni del passato. Una parabola di eventi, sotto il cappello di 21st Century. Design After Design, per interpretare i cambiamenti del millennio attraverso l’evoluzione della progettualità. Senza la pretesa di offrire risposte, come spiega il presidente Claudio De Albertis, ma cercando soprattutto di porsi i giusti interrogativi. Come quelli sul futuro del modello metropolitano, analizzato in tutte le sue sfaccettature – dagli orti urbani alla street art – nelle cinque mostre City after the city allestite presso il rinato sito dell’Expo. Riflettori puntati anche sulle donne, a lungo dimenticate dai critici, al centro di una rassegna che racconta la creatività femminile attraverso 650 opere. Allargando lo sguardo, c’è spazio per i migliori progetti internazionali dell’abitare, dalla casa capsula libanese agli arredi in teak del Myanmar. Con incursioni nel teatro, nel cinema e nella musica, in un melting pot di fluide contaminazioni. Il tutto all’insegna di una feconda approssimazione, come insegna Gillo Dorfles che ha attraversato due secoli di storia senza lasciarsi mai intrappolare in una categoria. Perché la tensione verso il nuovo, precisa il poliedrico 106enne, «è contraria a ogni forma di dogmatismo». E il senso ultimo dell’arte rimane quello di «glorificare il disordine». FD

Hidden in the double meaning of the word “after” is the sense of the XXI Triennale International Exposition, which returns to Milan after 20 years. Understood as “after”, it refers to a design that goes beyond the 1900s to look to the future. But in the general acceptation of “notwithstanding” it suggests the ability to brush past the rules and conventions of the past. A parabola of events, under the aegis of the 21st Century. Design After Design, to interpret the changes of the millennium through the evolution of design. Without claiming to offer answers, as President Claudio De Albertis explains, yet seeking especially to ask the right questions. Such as those on the future of the metropolitan model, analysed in all its facets – from urban gardens to street art – by the five exhibits City after the city organised in the

renovated site of the Expo. But the spotlights are focused also on women, long forgotten by the critics, at the centre of an exhibit that recounts feminine creativity through 650 works. Widening the gaze, there is space for the best international projects in the living environment, from the Lebanese capsule house to the teak furnishings in Myanmar. With incursions into theatre, cinema and music, in a melting pot of fluid contamination. And everything under the sign of fecund approximation, as Gillo Dorfles teaches, which has crossed two centuries of history without letting itself be entrapped in a single category. Because the tension towards what is new, explains the multi-talented 106-year-old, “is contrary to every form of dogmatism”. And the fi nal sense of art is to “glorify disorder.” FD

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SOMMARIO / / 07

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ANNO I NUMERO 02 MAY 2016 www.fsitaliane.it XXI TRIENNALE INTERNATIONAL EXHIBITION

MAY 2016 EDIZIONE SPECIALE PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE

GILLO DORFLES Essential chaos

WOMEN IN DESIGN Looking to the future

CITY AFTER THE CITY Reopening Expo

XXI TRIENNALE DI MILANO

11 WHAT'S UP / / 14 DESIGN AFTER DESIGN / / 22 D-CASE / / 30 CAROUSEL / / 36 PERFORMART / / 41 OVERLOOK 46 SAVE THE DATE / / 48 TECHNICOLOR

EDIZIONE SPECIALE PER I VIAGGIATORI DI FERROVIE DELLO STATO ITALIANE

XXI TRIENNALE INTERNATIONAL EXHIBITION Installazione di Eduardo Souto de Moura e Jannis Kounellis per il progetto Arch and Art Installation by Eduardo Souto de Moura and Jannis Kounellis for the project Arch and Art © Nardi-Martiradonna

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/ / 14 DESIGN AFTER DESIGN

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La XXI Triennale di Milano The XXI Triennale di Milano

/ / 22 D-CASE

Incontro con Gillo Dorfles e Silvana Annicchiarico A meeting with Gillo Dorfles and Silvana Annicchiarico

/ / 30 CAROUSEL

La galassia delle mostre in città (e oltre) The galaxy of exhibits in town (and beyond)

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/ / 11 WHAT’S UP

Design metropolitano e non solo Metropolitan design and not only

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FD


08 / / SOMMARIO

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ANNO II NUMERO 02 MAGGIO 2016 REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 37/2016 del 9/03/2016 © Ferrovie dello Stato Italiane SpA Tutti i diritti riservati. Se non diversamente indicato, nessuna parte della rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa senza il consenso espresso dell’editore.

ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE LICENZA CREATIVE COMMONS BY-NC-ND 3.0 IT Info su creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/deed.it

EDITORE

Direzione Centrale Comunicazione Esterna e Media Piazza della Croce Rossa, 1 | 00161 Roma www.fsitaliane.it Contatti di Redazione Tel. 06 44105298 lafreccia@fsitaliane.it Direttore Responsabile Orazio Carabini Progetto Editoriale Claudia Frattini Caporedattore Claudia Frattini Coordinamento Editoriale Michela Gentili Vice Coordinamento Editoriale Serena Berardi, Francesca Magini In redazione Gaspare Baglio, Silvia Del Vecchio, Sandra Gesualdi, Luca Mattei, Cecilia Morrico, Francesca Ventre Ricerca immagini e photo editing Giovanna Di Napoli, Michele Pittalis, Vincenzo Tafuri Coordinamento Creativo Giulio Lippi Grafico Manuela Nobile Traduzioni BusinessVoice Hanno collaborato a questo numero Antonella Caporaso, Ilaria Iacoboni, Ilaria Perrotta, Luigi Prestinenza Puglisi

/ / 36 PERFORMART

L’architettura al centro della scena Architecture at the centre of the scene

/ / 41 OVERLOOK

I progetti internazionali della XXI Esposizione The international projects of the XXI Exposition

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REALIZZAZIONE E PROGETTO GRAFICO

Via A. Gramsci, 19 | 81031 Aversa (CE) Tel. 081 8906734 | info@graficanappa.com Coordinamento Tecnico Antonio Nappa Coordinamento Organizzativo Massimiliano Santoli

/ / 46 SAVE THE DATE

Mostre, gallerie e rassegne di stile con la D maiuscola Exhibits, galleries and fashion reviews with capital D

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ

Via Melzi d’Eril, 29 | 20154 Milano Tel. 02 76318838 | Fax 02 33601695 info@emotionalsrl.com Responsabile di Testata Raffaella Romanenghi Gestione Materiali Selene Merati smerati@emotionalsrl.com

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/ / 48 TECHNICOLOR 46

Tra app, videogiochi e digital design Between app, videogames and digital design


A cura di Ilaria Perrotta

WHAT’S UP / / 11

URBAN

ARCHIGLAM DAGLI OGGETTI CULT D’ISPIRAZIONE METROPOLITANA ALL’INTERIOR DESIGN DI STAMPO BUCOLICO. URBANO ED EXTRAURBANO CONVIVONO ON THE ROAD, NEGLI ARREDI E PERSINO NEL GUARDAROBA FROM CULT OBJECTS OF METROPOLITAN INSPIRATION TO INTERIOR DESIGN OF A BUCOLIC TYPE. URBAN AND SUBURBAN EXIST TOGETHER ON THE ROAD, IN THE FURNITURE AND EVEN IN WARDROBE

© Gianni Pucci/Indigitalimages.com

IN THE CITY

Sono di Kartell, il brand che ha sdoganato l’uso della plastica, le poltroncine Madame disegnate da Philippe Starck e vestite dalle stampe inconfondibili di Emilio Pucci a tema metropolitano. The brand Kartell, that legitimised the use of plastic, presented the Madame armchairs, designed by Philippe Starck and dressed up by the unmistakeable prints of Emilio Pucci with a metropolitan theme. www.kartell.com

Moschino

Jeremy Scott

© Indigitalimages.com

SILVER POWER

Il colosso della gioielleria Tiffany & Co. presenta la collezione Out of Retirement. Inimitabili e chic gli oggetti regalo ispirati agli archivi della maison, come il puzzle da scrivania in argento. The jewellery giant Tiffany & Co. presents the collection Out of Retirement. Inimitable and chic are the gift objects inspired by the archives of the maison, such as the desktop puzzle in silver. www.tiffany.it

Calvin Klein

RAY OF LIGHT

Fluidità e movimento. Ecco cosa c’è alla base delle lampadine a led in vetro della serie Twist by Seletti, disegnate da Alistair Law, che si rifanno alla spirale aurea di Fibonacci. Fluidity and movement. This is what is at the base of the LED glass bulbs of the series entitled Twist by Seletti, designed by Alistair Law, that refer to Fibonacci’s golden spiral. www.seletti.it

FD


12 / / WHAT’S UP

SUBURBAN

Balmain

TRAVEL OUTSIDE

© FEUDI E GUAINERI

La chaise longue di Marcel Wanders è la new entry della collezione Objects Nomades by Louis Vuitton ispirata al viaggio. Un’oasi di relax, pieghevole e trasportabile, in pelle con cinghie di cuoio. The chaise longue of Marcel Wanders is the new entry of the collection Objects Nomades by Louis Vuitton, inspired by travel. An oasis of relaxation, folding and transportable, in leather with hide straps. www.louisvuitton.com

HERE COMES THE SUN

Dal mix creativo di Dolce&Gabbana e Smeg nascono 100 frigoriferi in limited edition. Il sole e i profumi della Sicilia vengono raccontati sull’elettrodomestico che diventa una vera opera d’arte. From the creative mix of Dolce&Gabbana and Smeg comes a limited edition of 100 refrigerators. The sun and scents of Sicily are recounted by this household appliance that becomes a true work of art. www.smeg.it

Chloé Dolce&Gabbana

HAPPY RAINBOW

© anaisgandiaga

© Kim Weston Arnold/Indigitalimages.com

Il divano Chester by Canella Furniture si tinge di arcobaleno per mano del creativo di Valencia Javier Mariscal. Un pezzo classico reintepretato in maniera allegra, giocando con la trapuntatura. The Chester sofa by Canella Furniture is rainbow coloured by the creative hand of Valencia Javier Mariscal. A classic piece reinterpreted in a joyous manner, playing with the quilting. www.mueblescanella.com

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Il bagno da vivere.

mod. moon

Ceramica italiana. scarabeosrl.com


AVVICINARE IL DESIGN AL GRANDE PUBBLICO, INTERPRETANDO I CAMBIAMENTI DEL MILLENNIO. IL PRESIDENTE CLAUDIO DE ALBERTIS RACCONTA LA XXI ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE di Serena Berardi

Torna dopo 20 anni nel capoluogo lombardo l'Esposizione internazionale della Triennale di Milano. Con il titolo 21st Century. Design After Design, la manifestazione s’interroga sui cambiamenti del millennio partendo dall’evoluzione della progettualità. E porta in 19 sedi diverse, fino al 12 settembre, un articolato programma di mostre, festival e convegni affrontando temi come la globalizzazione, la crisi economica, la questione di genere e il confronto tra tradizione e innovazione. «Non diamo risposte, ma aiutiamo a porre interrogativi: oggi il mondo sta attraversando un momento complesso e la creatività progettuale, soprattutto in Italia, aiuta ad affrontare le difficoltà», spiega il presidente della Triennale, Claudio De Albertis. FD Perché avete deciso di portare l'Esposizione in tutta la città? Abbiamo ricevuto tanto da Milano e volevamo ricambiare animandola nella sua complessità. Per Expo ci sono stati tanti eventi collegati, il Salone del Mobile ha avuto il suo Fuorisalone, quindi anche noi ci siamo mossi sulla stessa scia. E poi abbiamo voluto rendere meno elitari il design e l’architettura. Con una mostra di due o tre mesi richiamiamo in media 30mila spettatori, mentre se esponessimo un Caravaggio ne attireremmo 300mila. Il nostro sforzo è volto ad avvicinare un pubblico più vasto. FD Vent'anni fa l'ultima Triennale. Se la ricorda? Ho partecipato come semplice spettatore. Essendo ingegnere edile e provenendo da una famiglia di costruttori, per me rappresentava una finestra su innovazione, ricerca e progettualità. Un luogo in cui raccogliere stimoli. FD Com'è cambiata Milano da allora? In realtà è sempre stata molto attrattiva. Ha degli atout incredibili: è il polo della formazione, dell’università, della ricerca, della cultura, dell’accoglienza, della moda, del design. Ma in passato eravamo abituati a piangerci addosso e, invece di esaltarne i punti forti, concentravamo l’attenzione su quello che mancava. Solo recentemente, in particolare con l’Expo 2015, questa cosa è cambiata. FD Che effetto ha avuto l’Esposizione Universale?

FD

MAY 2016

Triennale

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Il Palazzo dell’A rte, sede della Triennale. In basso, il presidente Claudio De Albertis The Palazzo dell’Arte, seat of the Triennale. Below, President Claudio De Albertis

I grandi eventi non sono positivi o negativi di per sé, ma risultano proficui se accendono scintille attorno a cui si genera sviluppo. È stato messo in piedi un progetto da 21 milioni di visitatori e i cittadini se ne sono accorti. FD Come riprenderà vita il sito? Ci saranno cinque mostre, in due padiglioni alla fine del Cardo, che riflettono su un nuovo concetto di metropoli, sull’immigrazione e sulle recenti forme espressive come la street art. In più apriremo un orto planetario, un bookshop e due ristoranti. FD Ha dichiarato che il capoluogo lombardo, se vuole avere un futuro, deve diventare un polo della contemporaneità. In che modo? Valorizzando le risorse che ci sono. Per quanto riguarda la cultura, bisognerebbe sostenere chi la produce e costruire una rete di luoghi d’interesse creando percorsi specifici. FD Che ruolo possono avere i giovani? Il fenomeno della migrazione avvantaggia i centri del Nord. Qui aumentano i ragazzi, che non hanno paura delle novità e sono capaci di superare regole desuete. Un atteggiamento fresco che si contrappone a quello conservatore di un tempo. D’altronde, la storia delle metropoli più vitali è fatta di rivoluzioni che partono dal basso e dalle nuove generazioni. Uno dei temi da affrontare è proprio come trattenerle. FD Che eredità spera di lasciare con questa Triennale? Mi auguro che il rinnovato entusiasmo attorno a Milano rimanga sempre acceso. www.triennale.org


The last Triennale was 20 years ago. Do you remember it? I took part as a simple visitor. Being a construction engineer and coming from a family of builders, it represented a window on innovation, research and design for me. A place in which to receive stimulus. FD Has Milan changed since then? In reality it has always been very attractive. The city has some incredible assets: it is a centre for training, university, research, culture, tourism, fashion and design. But in the past we were used to complaining and, instead of defending its strong points, we concentrated our attention on what was missing. Only recently, with Expo 2015 in particular, did this change. FD What effect has the Universal Exhibition had? Big events are not positive or negative in themselves, but are fruitful if they light up sparks around them that generate development. A project was organised to attract 21 million visitors and the citizens appreciated this. FD How will the site get new life? There will be five exhibits, in two pavilions at the end of the Cardo, that take into consideration a new concept of metropolis and new expressive forms such as street art. Then we will open a planetary garden, a bookshop and two restaurants. FD You have said that the Lombard capital, if it wishes to have a future, must become a contemporary point of convergences. How? By enhancing the resources that exist. As far as culture is concerned, we need to support those who produce culture and build a network of relevant places creating specific paths. FD What role may young people have? The phenomenon of migration benefits the towns of Northern Italy. Here young people are increasing and are not afraid of novelty and are able to get beyond the usual rules. A fresh attitude that is opposed to the conservative attitude of the past. On the other hand, the history of the liveliest metropolises is made of revolutions that start from below and from the new generations. One of the topics to address is how to keep them here. FD What inheritance do you hope to leave behind with this Triennale? I hope that the renewed enthusiasm for Milan will remain.

BRINGING A LARGE PUBLIC TO UNDERSTAND DESIGN, INTERPRETING THE CHANGES OF THE MILLENNIUM. PRESIDENT CLAUDIO DE ALBERTIS TELLS US ABOUT THE XXI INTERNATIONAL EXHIBITION After 20 years the International Exhibition of the Milan Triennale returns to the Lombard capital. With the title 21st Century. Design After Design, the event will examine the changes of the millennium starting with the evolution of design. And until September 12, will bring to 19 different locations a well-developed programme of exhibits, festivals and conferences treating such topics as globalisation, the economic crisis, the question of gender and the confl ict between tradition and innovation. “We do not offer answers, but we help people to ask questions: today the world is experiencing a complicated moment and design creativity, especially in Italy, helps us to cope with the difficulties,” explains the President of the Triennale, Claudio De Albertis. FD Why have you decided to bring the Exposition to the entire city? We have received a lot from Milan and we wanted to pay back the city by organising events everywhere. Many connected events were organised for Expo, the Salone del Mobile had its Fuorisalone, and so we followed the same wake. Furthermore we wanted to make design and architecture less elitist. With an exhibit lasting two or three months we will attract about 30,000 visitors on average, while if we displayed a Caravaggio painting we would receive 300,000. Our effort is aimed at attracting a vast public.

FD

CLAUDIO DE ALBERTIS

FD

© Gianluca Di Ioia

reloaded

DESIGN AFTER DESIGN / / 15


16 Nella parola “after” è racchiuso il senso della XXI Triennale di Milano e delle cinque mostre comprese sotto il cappello City after the city, che fanno risorgere fino al 12 settembre alcuni spazi di Expo 2015. Il significato del termine è doppio: può valere per “dopo” in senso temporale, a lasciare intendere che il focus artistico della rassegna travalica il ‘900, oppure per “nonostante” riferendosi a una progettualità che si fa largo in modo antagonista «come in certi romanzi di fantascienza», spiega il direttore del progetto Pierluigi Nicolin, «dove appare l’affresco di un futuro non lontano che sembra estremizzare il nostro presente». Alla base dell’intera riflessione c’è la volontà di oltrepassare la città attuale, con un occhio di riguardo verso la street art e il design nomade. L’evento è un’occasione ghiotta per riaprire due padiglioni protagonisti dell’ultima Esposizione Universale: il Future food district e l'Auditorium, vicino alla piazza di ingresso al Cardo. L’allestimento adottato per entrambe le aree, di circa 2.500 m² ognuna, individua nuove zone attraverso alcune esedre formate da pareti curve. Trait d’union della collana di rassegne è l’orto planetario che collega i due edifici, esteso in forma di parterre per circa quattromila m². Le coltivazioni avvengono su un terreno formato da più di 100 aiuole sollevate di 50 centimetri dall’attuale battuto di cemento. Il lato che affaccia sul corso d’acqua accoglie tre piccoli ristoranti, mentre una grande meeting/bookroom propone svariati testi relativi ai temi trattati. A catturare subito l’attenzione del visitatore una gigantesca videoinstallazione sul pavimento, con immagini di popolazioni in viaggio affiancate a celebri rappresentazioni di Delacroix e Gericault, i due maggiori esponenti della pittura Romantica. Foto e filmati satellitari inducono ancora di più lo spettatore a compenetrarsi con le opere. Al centro della prima mostra, Landscape urbanism ( 1 ), a cura di Gaia Piccarolo, c’è l’aspirazione a uno sconfi namento nella natura che percorre gli immaginari urbani del XXI secolo. In questa tendenza si possono scovare i sintomi di una nuova sensibilità che percepisce lo spazio urbano come parte di un ecosistema naturale più ampio. Così, una grande videoproiezione compone un affresco ibrido fatto di rappresentazioni e prefigurazioni, vedute panoramiche e progetti recenti, creando un paesaggio che evoca nuovi orizzonti.

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MAY 2016

DAGLI ORTI URBANI ALLA STREET ART, CINQUE MOSTRE SUL FUTURO DELL’URBANISTICA FANNO RISORGERE DUE PADIGLIONI DI EXPO 2015 di Ilaria Iacoboni

CITY

after

the

CITY

FROM URBAN KITCHEN GARDENS TO STREET ART, FIVE EXHIBITIONS ON URBAN FUTURE ARE HELD IN TWO OF THE PAVILIONS OF EXPO 2015

Expo: l’a rea del Cardo con i due padiglioni di City after the city Expo: the area around the Cardo with two pavilions dedicated to City after the city

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DESIGN AFTER DESIGN / / 17 High Line, New York, progetto Diller Scofidio + Renfro e James Corner Field Operations High Line, New York, project Diller Scofidio + Renfro and James Corner Field Operations

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Brooklyn Grange, New York © Alex S. MacLean

The word "after" summarises the meaning of the XXI Triennale di Milano and of the five exhibitions under the City after the city umbrella, that make use, until September 12, of some of the Expo Milano 2015 spaces. The meaning of the term is twofold: it can be meant as "after" in the temporal sense, implying that the artistic focus of the exhibition goes beyond the twentieth century, or as "in spite of" referring to a design that makes its way in an antagonistic manner "like in some science fiction novels," says project director Pierluigi Nicolin "portraying a near future that seems to magnify our present." Underpinning this whole reflection is the desire to go beyond the current city, with an eye to street art and nomad design. The event is a good opportunity to reopen two pavilions that were protagonists of the last Expo Milano 2015: the Future food district and the Auditorium, near the entrance square to the Cardo. The layout adopted for both areas, approximately 2,500 m² each, identifies new areas through some exedras formed by curved walls. Trait d'union of the series of exhibitions is the planetary kitchen garden that connects the two buildings, in the form of parterre that extends for about 4,000 m². Cultivations takes place on a plot formed by more than 100 beds, raised 50 cm from the concrete pavement. The side that faces the river hosts three small restaurants, and a large meeting/ bookroom offers various texts related to the topics covered. The visitor's attention is immediately captured by a giant video installation on the floor, with various images about travelling population proposed along with famous paintings by Delacroix and Gericault, the two leading representatives of Romantic painting. Satellite photos and videos induce even more the viewer to identify with the works. At the centre of the fi rst exhibition, Landscape urbanism ( 1 ), curated by Gaia Piccarolo, there is an aspiration to trespass into nature, a common thread of urban imagination in the 21th century. In this trend it is possible to detect the symptoms of a new sensibility, which perceives urban space as part of a larger natural ecosystem. Thus, a large video projection composes a hybrid fresco made of representations and prefigurations, panoramic views and recent projects, creating a landscape that evokes new horizons.

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DESIGN AFTER DESIGN / / 19

In People in Motion ( 2 )si affronta il tema delle migrazioni attraverso due fi loni: il viaggio come movimento delle culture e l’idea che i campi sorti per ospitare i profughi siano il preludio di insediamenti durevoli, capaci di confutare l'idea del tessuto cittadino come organismo stabile. Tre le sezioni in cui è suddivisa l’esposizione. La prima è dedicata alle mappe di Alighiero Boetti ricamate da donne afghane, che qui ribadiscono il concetto di scambio tra popoli diversi in un mondo senza confi ni. La seconda si focalizza sui drammi degli esodi, con accostamenti celebri come ad esempio La Zattera della Medusa di Gericault. La terza parte propone tre campi profughi in Africa e Medio Oriente pensati dal curatore Michele Nastasi come «strategie emancipative per milioni di rifugiati nel mondo». Per analizzare al meglio le dinamiche metropolitane si passa anche attraverso il percorso ideato da Nina Bassoli per Street Art. Il layout proposto da Bruce Mau Design è un collage di immagini che si crea in tempo reale grazie all’interazione con i visitatori. In un ambiente composto da sonorità urbane, realizzate per l’occasione da Carlo Boccadoro, emergono due grandi muri curvi. Le immagini portano la fi rma di famosi graffitisti come Os Gemeos, Blu, Nunca, Run fi no ai contemporanei 2501, Momo, Remed, Elian. Expanded housing propone invece una selezione di prodotti d’arredo su varia scala, realizzati da aziende italiane e internazionali. Secondo il curatore, Matteo Vercelloni, i pezzi escono dai confi ni degli spazi costruiti alludendo «a un’idea dell’abitare esterno nei diversi paesaggi o nella natura». Il concept: superare la dicotomia artigianato/industria. Presenti alcuni pezzi storici come quelli di Joe Colombo e Bruno Munari, ancora attuali sul mercato a testimoniare la sorprendente vitalità di alcuni progetti.

People in Motion ( 2 )deals with the issue of migration along two lines: the journey as a movement of cultures and the idea that refugee camps are a prelude to permanent settlements, able to refute the idea of urban fabric as a stable organism. The exhibition is divided into three sections. The fi rst is dedicated to maps created by Alighiero Boetti, embroidered by Afghan women, which here reaffi rm the concept of exchange between different peoples in a world without borders. The second section zooms in on exodus dramas, with combinations with famous works such as The Raft of the Medusa by Gericault. The third section proposes three refugee camps in Africa and the Middle East conceived by curator Michele Nastasi as "empowering strategies for millions of refugees around the world." In order to better analyse the metropolitan dynamics the visitor is led through the path created by Nina Bassoli for Street Art. The layout proposed by Bruce Mau Design is a collage of images that is created in real time through the interaction with visitors. The environment made up of urban sounds, created for the occasion by Carlo Boccadoro, hosts two large curved walls. The images are signed by famous graffiti artists such as Os Gemeos, Blu, Nunca and Run and include contemporary artists like 2501, Momo, Remed and Elian. Expanded housing proposes a selection of furniture products of various scale, made by Italian and international companies. According to the curator, Matteo Vercelloni, the pieces go beyond indoor spaces, alluding "to the idea of outdoor living in different landscapes or in nature itself." The concept: overcoming the dichotomy between crafts and industry. The exhibition features some historical pieces like those created by Joe Colombo and Bruno Munari, still on the market as a testimonial of the surprising vitality of certain projects. 2

Migranti in corsa verso Gevgelija, Macedonia Migrants heading towards Gevgelija, Macedonia © Reuters/Ognen Teofilovski

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20 / / DESIGN AFTER DESIGN Infi ne, l’allestimento di Urban orchard( 3 ), prevede 25 tavoli sui quali sono posizionati riproduzioni, spunti progettuali e piccoli oggetti, come se si trattasse di un archivio aperto a disposizione del viaggiatore. Raccontano i sette temi chiave dell’esposizione, come sottolinea la curatrice Maite Garcia Sanchis: «L’occupazione e la riappropriazione dello spazio pubblico, il ritorno agli orti come risorsa in tempo di crisi, la trasformazione dei giardini privati in luoghi produttivi, l’estensione della superficie coltivabile ai tetti, l’autogestione, le reti di comunità locali e infi ne l’agricoltura urbana come risorsa per la costruzione di una metropoli». Cinque visioni legate da un solo fi lo conduttore, come ribadisce Nicolin: «Mai cadere nella nostalgia di una mitica città ideale». FD

André Malraux chez lui (1953) © Maurice Jarnoux

A MILANO CON LE FRECCE TO MILAN WITH THE FRECCE

Ticket 2x1 per la XXI Triennale di Milano 21st Century. Design After Design riservato ai clienti delle Frecce in possesso di biglietto per il capoluogo lombardo e ai titolari CartaFRECCIA. 2x1 tickets for the XXI Triennale 21st Century. Design After Design reserved for clients of the Frecce trains holding tickets to Milan and holders of the CartaFRECCIA. www.trenitalia.com

FD

Finally, the Urban orchard ( 3 ) installation includes 25 tables which exhibit reproductions, design cues and small objects, as if this was an open archive available to travellers. They illustrate the seven key topics of the exhibition, as curator Maite Garcia Sanchis points out: "The use and re-appropriation of public spaces, the return to kitchen gardens as a resource in times of crisis, the transformation of private gardens in productive spaces, the extension of cultivations to roofs, self-management, the networking of local communities and, fi nally, urban agriculture as a resource for the construction of a metropolis." Five visions linked by a single thread, as Nicolin reiterates: "Never fall into the nostalgia for a mythical ideal city." FD


22 Gillo Dorfles in una fotografia di Ugo Mulas Gillo Dorfles in a photograph by Ugo Mulas Milano (1966) © Eredi Ugo Mulas Tutti i diritti riservati/All rights reserved

HA PERCORSO OLTRE UN SECOLO D’ARTE, SEMPRE FUORI DAGLI SCHEMI. GILLO DORFLES, MANUALE VIVENTE DI SCIENZE VISIVE, RACCONTA LA LOGICA DELL'APPROSSIMAZIONE, NELL'ARTE E NELLA VITA, IL SUO ULTIMO PROGETTO di Sandra Gesualdi

«Prendo atto che il mondo è ciò che è e non ciò che potrebbe essere oggi, qui, ora». Obbligatorio parlare al presente per un’icona che ha attraversato tutto il ‘900 e annovera nella sua vita colloqui con Svevo e scambi epistolari con Calvino. Tutto comincia a Trieste sulle traiettorie della cultura mitteleuropea dove, da giovanissimo, frequenta intellettuali e pensatori nella libreria antiquaria di Umberto Saba. «Non sono mai stato Angelo, era un nome troppo altisonante». Nonostante la precisazione, Gillo Dorfles è un gigante sulle spalle della storia, un manuale vivente di scienze visive, uno scrigno

FD

MAY 2016

Eldelogio disordine A eul o gy to disorder senza fondo di cultura, talento e istinto creativo. Accorto scrittore, scultore e pittore, tralasciata ben presto la laurea in Medicina con specializzazione in Psichiatria, si dedica con vorace eclettismo alla filosofia e alla critica estetica. La sua intelligenza visionaria ha saputo cogliere i grandi mutamenti nell’Italia del dopoguerra e carpirne le oscillazioni del gusto: dall'arte al kitsch, dall'architettura al design, dal teatro alla moda, dalla musica al costume. Ha camminato in obliquo sulle rotte del sapere, senza mai rimanere imprigionato troppo a lungo in categorie preconfezionate. Neppure quando, «creando per divertimento», si è ritrovato a sperimentare tutte le maggiori correnti avanguardiste: dall’Astrattismo al Futurismo e al Dadaismo, fino agli approcci col Surrealismo. Col passare degli anni, i colori delle sue tele sono diventati più vivi e brillanti e gli occhi piccoli e acuti, disegnati con accento sognatore, si sono fatti più

grandi. Così come gli sguardi attenti e curiosi che dedica al mondo circostante. Alla Freccia Design racconta La logica dell'approssimazione, nell'arte e nella vita, suo ultimo progetto, tra le esposizioni di punta della XXI Triennale di Milano, visitabile fino al 12 settembre al Palazzo della Permanente. Una piccola rassegna che percorre tutto il senso del progettare attraverso un racconto abitato da oggetti. Esposti opere e utensili che da sempre accompagnano la nostra esistenza in una miscellanea densa di pensiero e identificazione quotidiana. Allestimento avveniristico del gruppo Blumerandfriends e curatela condivisa con l’amico Aldo Colonetti, che spiega: «È un'idea su cui lavoriamo da anni. In mostra ci sono una quarantina di pezzi a confronto attraverso i quali tentiamo di definire un concetto tanto astratto quanto difficile, di solito legato a nozioni matematiche. Una lunga ricerca sul campo a partire da Platone che, con la Settima Lettera, affronta il dissidio tra idea perfetta e mondo reale».


GILLO DORFLES

D-CASE / / 23

Renzo Piano Un disegno e un modello dell’acustica dell’Auditorium Parco della Musica di Roma A sketch and a model of the acoustic system of the Auditorium Parco della Musica di Roma

HE HAS TRAVELLED OVER A CENTURY OF ART, BEING ALWAYS OUTSIDE ESTABLISHED PATTERNS. GILLO DORFLES, A LIVING MANUAL OF THE VISUAL SCIENCES, RECOUNTS LA LOGICA DELL'APPROSSIMAZIONE, NELL'ARTE E NELLA VITA, HIS LATEST PROJECT “I take note that the world is what it is and not what it could be today, here, now.” It is necessary to speak in the present for an icon that has lived through the entire 1900s and counts during his life interviews with Svevo and exchanges of letter with Calvino. Everything began in Trieste on the trajectory of Mitteleuropean culture where, as a young man, he frequented intellectuals and thinkers in the antique library of Umberto Saba. “I have never been Angelo, the name was too high-sounding.” Notwithstanding the clarification, Gillo Dorfles is a giant on the shoulders of history, a living manual of the visual sciences, a bottomless treasure chest of culture, a creative instinct and talent.

A wise writer, sculptor and painter, he soon left aside his university degree in Medicine with a specialisation in Psychiatry, and dedicated himself with a voracious eclecticism to philosophy and aesthetic critiques. His visionary intelligence knew how to accept the great changes in post-war Italy and seize on their oscillations of taste: from art to kitsch, from architecture to design, from theatre to fashion, from music to costumes. He walked obliquely along the paths of knowledge, without ever remaining imprisoned for too long in pre-established categories. Not even when “creating for fun” he found himself experimenting with all the major avant-garde currents: from Abstract Art to Futurism to Dadaism, up to his experience with Surrealism. With the passing of the years, the colours of his canvases became more alive and brilliant and the small and acute eyes, sketched with a dreamer’s accent, became bigger. The same with the careful and curious glances that he dedicated to the surrounding world.

At La Freccia Design he recounts La logica dell'approssimazione, nell'arte e nella vita, his latest project, among the prize exhibitions of the XXI Triennale di Milano, which may be visited until September 12 at the Palazzo della Permanente. A small review that covers the entire sense of design through a tale experienced by the objects. Works and tools displayed that have always accompanied our daily existence in a miscellany dense with thought and daily identification. A futuristic display produced by the group Blumerandfriends, organised jointly with his friend Aldo Colonetti, who explains: “This is an idea we have been working on for years. On display are some forty works through which we attempt to define a concept that is as abstract as it is difficult, usually linked to mathematical notions. Long research in the field beginning with Plato who, with his Settima Lettera, addresses the debate between the perfect idea and the real world.”

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Gillo Dorfles Perplessità (2000) Acrilico su tela/Acrylic on canvas 140x100 cm Collezione privata/Private collection

Professor Dorfles, come nasce questa ricerca sull’approssimazione sviluppata in tutte le discipline? Abbiamo recuperato una mia riflessione a margine del convegno De Divina Proportione organizzato alla Triennale del 1951, in cui erano presenti, tra gli altri, Le Corbusier, Pier Luigi Nervi, Bruno Zevi. Sostengo che l’indeterminatezza abbia aperto una nuova era. Quella capace di accantonare i principi guida dell’architettura, focalizzati sulla precisione e l’esattezza, che hanno dominato gli ultimi 50 anni a partire dai costruttivisti olandesi e russi. Questi aspetti di rigore razionalista a un certo punto sono stati superati e la stessa etica inflessibile del Bauhaus tedesco ha lasciato spazio a una crescente volontà d’imprecisione. FD Infatti lei sostiene che l’arte è sempre indefinita… L’irrazionalità nel processo creativo rappresenta una base importante, perché è capace di mettere in crisi ogni modello precostituito, da abbinare alla nozione di intuizione e soprattutto di intenzionalità, che danno un senso alla vita e da cui l’arte prende spunto. Appena una tale tendenza espressiva si fossilizza in una categoria precisa, interviene di nuovo questa straordinaria tensione verso il nuovo, contraria a ogni forma di dogmatismo. E la persona, con le scelte individuali e la volontarietà, è protagonista del proprio agire. FD Approssimazione come evoluzione? In questa esposizione abbiamo voluto dare spazio alle espressioni che solitamente, nel campo del design, vengono trascurate. Il proposito è stato quello di sovvertire l’ordine per arrivare a una evidente volontà d’indeterminazione. E mostrare la tipica ambiguità del nostro tempo che consente il mutamento dei significati e dei valori. Questo permette di non fermarsi davanti a modelli assoluti e ci spinge a imboccare percorsi diversi; la stessa interpretazione di un’opera d’arte deve svilupparsi sempre da un’esperienza personale. FD Qualche esempio? Renzo Piano (legato al professore da profonda amicizia e stima, ndr) è presente con un disegno e un modellino dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nella costruzione ci sono richiami funzionali e di analogia con gli strumenti che ne ispirano la forma. Pur essendo considerato un urbanista estremamente rigoroso, negli ultimi grattacieli ideati a Berlino offre un FD

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buon esempio di contravvenzione delle sue stesse tendenze. Una realizzazione che si è salvata dalle severe regole del Costruttivismo. Nella moda, invece, Elio Fiorucci è stato geniale, perché ha creato un linguaggio innovativo per i giovani e i suoi capi hanno sfruttato la fantasiosità che è diventata pratica. Gli accessori in plastica colorata degli anni ’80 ne sono un ottimo campione. Infine, Marcel Duchamp, che da subito ha caratterizzato la sua sperimentazione con risoluta disobbedienza alle regole del gioco. Ci ha insegnato che qualunque oggetto può diventare capolavoro, basta pensarlo. La relazione consapevole con ciò che ci circonda è la base della nostra conoscenza. Che non finisce mai. FD Ha frequentato grandi nomi come Lucio Fontana, Joan Miró, Rothko, Robert Rauschenberg, solo per citarne alcuni. Chi ricorda meglio? Lucio (Fontana ndr) lo ritengo uno dei maggiori talenti di sempre. Unico e approssimativo, ha basato la sua poetica

sulla trasgressione di quelle che erano le norme del bello. FD Oltre al piacere e al divertimento che le procura, perché dipinge? Per glorificare il disordine. L’intervista finisce qui. Perché, nel pomeriggio, il maestro si dedica alla scrittura. Tutti i suoi articoli e saggi sono battuti rigorosamente a macchina con una vecchia Olivetti modello Lettera 22 e spediti all’editore tramite corriere o dettati per telefono. È l’unico precetto che non tradisce. Ci accompagna alla porta schivando volumi, libri e sculture disseminate per tutta la casa e con eleganza ammonisce: «Non vi soffermate troppo sulla mia età, avere 106 anni non è certo un merito». Forse il suo segreto è la fede nell’invisibile e nell’indicibile e la libertà di aver cercato sempre di comprendere meglio la terra invece di tentare la scalata verso il cielo. E il cammino è infinito, parola di Gillo.


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Professor Dorfles, how did this research into approximation developed, across all disciplines, get started? We went back to a reflection of mine made on the side of a conference on De Divina Proportione organised at the Triennale of 1951 which saw the presence, among others, of Le Corbusier, Pier Luigi Nervi and Bruno Zevi. I argue that indeterminacy has opened up a new era. One able to push aside the guiding principles of architecture, focused on precision and exactness, which has dominated the last 50 years beginning with Dutch and Russia constructivists. These aspects of Rationalist rigour at a certain point were left behind and the inflexible ethics themselves of the German Bauhaus left space for a growing desire for imprecision. FD In fact, you believe that art is always indefinite… Irrationality in the creative process represents an important base, because it is capable of causing a crisis for any preestablished model, to be matched with the notion of intuition and especially intentionality, which give a sense of life from which art takes its inspiration. As soon as such an expressive tendency fossilises into a precise category, this extraordinary tension in favour of what’s new, to the contrary of all forms of dogmatism, intervenes. And the person, with his or her individual choices and will, becomes the protagonist of action. FD Approximation as evolution? In this exhibition we wanted to give space to expressions that usually, in the field of design, are ignored. The purpose was to subvert order to arrive at an evident will of nondetermination. And to show the typical ambiguity of our times which allows meanings and values to change. This permits us not to stop before absolute models and pushes us to begin traversing different trails; the interpretation of a work of art itself must always be developed by personal experience. FD

Gillo Dorfles Lotta intestina (1991) Acrilico su carta/Acrylic on paper 40x49,7 cm CSAC, Università di Parma

Some examples? Renzo Piano (linked to the professor by profound respect and friendship, Ed.) is present with a sketch and a model of the Auditorium Parco della Musica in Rome. There are functional homages in the building and an analogy with the instruments that inspired its shape. Although he is considered an extremely rigorous urban artist, he offers good example of contravention to his own tendencies in the latest skyscrapers he has created in Berlin. A production that has been saved from the strict rules of Constructivism. In fashion, instead, Elio Fiorucci was brilliant because he created an innovative language for young people and his clothes exploited the fantasy that became practical. His plastic coloured accessories of the 1980s are an excellent example of this. Finally, Marcel Duchamp who always characterised his experimentation with the resolute spirit to disobey the rules of the game. He taught us that any object may become a masterpiece, it is enough to imagine it. The conscious relationship with what surrounds us is the base of our knowledge. Which never finishes. FD You have frequented such great names as Lucio Fontana, Joan Miró, Rothko, Robert Rauschenberg, just to name a few. Who do you remember best? Lucio (Fontana, Ed.), I consider him one of the greatest talents of all time. Unique and approximate, he based his poetry on the transgression of what were the norms of the beautiful. FD Beyond pleasure and fun what does it give you, why do you paint? To glorify disorder. FD

The interview is over. Because, in the afternoon, the maestro dedicates himself to writing. All his articles and essays are typed out entirely on an old Olivetti model Lettera 22 and sent to the publisher by courier or dictated over the phone. It’s the only rule he accepts. He accompanies us to the door avoiding volumes, books and sculptures spread about the entire house, and with elegance admonishes us: “Please don’t spend too much time on my age, being 106 years old is certainly not due to merit.” Perhaps his secret is faith in the invisible and unpronounceable and the liberty of having always sought to understand the earth better instead of attempting to climb towards the heavens. And the path is infinite, word of Gillo.

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D-CASE / / 27

Design is female

Aurora Biancardi Guanti (2013) © Marco Dabbicco

TRIENNALE DESIGN MUSEUM CELEBRA LA PROGETTUALITÀ AL FEMMINILE ATTRAVERSO 650 OPERE DI 400 CREATIVE ITALIANE. IL RACCONTO DELLA DIRETTRICE SILVANA ANNICCHIARICO

TRIENNALE DESIGN MUSEUM CELEBRATES FEMALE DESIGN THROUGH 650 WORKS BY 400 ITALIAN CREATIVE DESIGNERS. THE DIRECTOR SILVANA ANNICCHIARICO TELLS US ABOUT IT

di Luigi Prestinenza Puglisi

Le due più grandi designer del ‘900 si chiamavano Charlotte Perriand e Lilly Reich, ma la gran parte dei loro mobili li conosciamo come opere di due uomini: Le Corbusier e Mies van der Rohe. Più in generale possiamo dire che la storia del settore al femminile spesso sfugge ai critici e agli storici, che tendono a vederla al maschile. Dedicare una mostra alle donne italiane, partendo dai primi anni del secolo scorso, è quindi una splendida idea. La monografica W. Women in Italian Design è esposta al Triennale Design Museum di Milano fino al 19 febbraio 2017. Per saperne di più, abbiamo contattato la curatrice Silvana Annicchiarico. FD Ha senso parlare di design al femminile? Sì, ha una particolare rilevanza proprio perché oggi uno dei nodi da affrontare più delicati e problematici, ma anche più stimolanti e suggestivi, è la questione di genere. L’esposizione è una risposta alla rimozione della progettualità “rosa” dalla storia. Non un risarcimento, ma una rimessa in equilibrio. FD È una mostra impegnativa, visto che abbraccia un ampio periodo storico… Ho selezionato circa 650 opere di 400 creative italiane o che hanno un forte legame con il nostro Paese e il suo sistema produttivo. In certi casi sono lavori in cui i confini fra arte e design si fondono e si confondono, in altri racconto quelle figure fondamentali del sistema – galleriste, storiche, comunicatrici, giornaliste – che sono, a tutti gli effetti, delle progettiste e meritano di essere rappresentate. FD Chi ha curato l’allestimento? La scenografa Margherita Palli, che in più occasioni ha dimostrato grande attenzione e sensibilità verso i temi in questione. Mentre per la grafica ho lavorato con Irene Bacchi. L’intero museo è opera di donne.

The two greatest designers of the 1900s were Charlotte Perriand and Lilly Reich, but most of the furniture they created is known by us as the works of two men: Le Corbusier and Mies van der Rohe. More in general we can say that the history of women in the sector often escapes critics and historians, who tend to view it as masculine. The fact of dedicating an exhibit to Italian women, starting with the early years of the last century, is therefore a splendid idea. The monographic W. Women in Italian Design is on display at the Triennale Design Museum until February 19, 2017. To fi nd out more, we have contacted the organiser Silvana Annicchiarico. FD Does it make sense to speak of female design? Yes, it has a particular significance today because one of the most delicate and difficult issues to address, but also one of the most stimulating and evocative, is the question of gender. The exhibition is a response to the removal of “pink” design from history. It is not compensation, but a return to balance. FD This is a large exhibition, given that it embraces a long historical period… I have selected about 650 works from 400 creative designers that are Italian or have a strong connection with our country and its production system. In certain cases these are works that represent the border between art and design, which are fused and confused together; in others I recount those personalities who are fundamental to the system – gallery directors, historians, communication specialists, journalists – who are, in every way, designers who deserve being represented here. FD Who organised the presentation? The scenery designer Margherita Palli, who more than once has demonstrated great attention and sensitivity to presentation

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SILVANA ANNICCHIARICO

Silvana Annicchiarico


28 / / D-CASE Lucia Biagi Olivetti Lettera 32 (2009)

Avete scelto un ordine cronologico invece che tematico. Perché nel testo di presentazione utilizzate la metafora del fiume? L’allegoria di un corso d’acqua che attraversa il ‘900 – a volte come un torrente in piena, altre volte come un placido canale – è un modo per raccontare questa storia in modo dinamico, fluido e liquido. Le maestre sono accanto alle giovani e alle meno note in modo democratico. FD Mi sembra che non abbiate privilegiato l’aspetto funzionale rispetto a quello artistico. Nella selezione c’è un giusto equilibrio fra il primo punto di vista e una progettualità più borderline, in cui si intrecciano arte e artigianato. In generale, le protagoniste non mostrano un’ossessione per il problem solving, tipica della cultura patriarcale, ma sono più portate all’accoglienza, alla cura, al riuso, al confronto con la dimensione emozionale oltre che razionale. FD Qual è la posizione dell’Italia nel settore oggi? Il design è uno dei pochi casi, se non il solo, di importazione di cervelli. C’è quindi la possibilità di realizzare sempre più cose nuove ed emozionanti, non solo utili. FD Chi sono le tre connazionali da seguire? Patricia Urquiola, perché è una forza della natura e sprigiona vitalità senza fine. Francesca Lanzavecchia per la sua abilità sperimentale di ricerca. Lo Studio Irvine, con Marialaura Rossiello Irvine e Maddalena Casadei, per la capacità di mantenere vivo un brand storico facendo un lavoro caratterizzato da grande autonomia, freschezza e innovazione. FD

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W. Women in Italian Design

issues, while I worked on the graphics with Irene Bacchi. The entire museum represents the work of women. FD You have chosen chronological ordering instead of the topical. Why do you use the metaphor of the river in the presentation text? The allegory of a course of water that passes through the 1900s – at times like a raging torrent, others like a placid canal – is a way of telling this story in a dynamic, fluid and liquid manner. The female designers are close to young people and those less famous in a democratic way. FD It seems to me that you have not favoured the functional aspect instead of the artistic one. In the selection there is a correct balance between the first point of view and a more borderline design, in which art and artisanship are combined. In general, the protagonists do not demonstrate an obsession for problem-solving, typical

© Gianluca Di Ioia/La Triennale di Milano

of a patriarchal culture, but tend more to welcoming, caring, reusing and facing the emotional dimension beyond the rational. FD What is Italy’s position in the sector today? Design is one of the few cases, if not the only, where we import talent. There is therefore the possibility of producing new and exciting things, not just useful things. FD Who are our three fellow Italians to follow? Patricia Urquiola because she is a force of nature and oozes endless vitality. Francesca Lanzavecchia for her experimental research abilities. The Irvine Studio, with Maria Laura Rossiello Irvine and Maddalena Casadei, for their capacity to keep a historic brand alive working with great autonomy, freshness and innovation.


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11 Pirelli HangarBicocca

4 Pirelli Headquarters

15 Area Expo 5 Grattacielo Pirelli 3 Fabbrica del Vapore

12 Politecnico

10 Palazzo della Permanente

1 Triennale

2 Accademia di Belle Arti

13 Triennale Expogate

8 Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia

14 UniversitĂ degli Studi di Milano 9 Museo Diocesano

7 Mudec

6 Iulm

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CAROUSEL / / 31

16 Villa Reale di Monza

17 Museo di Fotografia Contemporanea

DALL’ARCHITETTURA INDUSTRIALE ALL’ARTIGIANATO D’ECCELLENZA, DAL FUTURO DELL’URBANISTICA AI PEZZI ICONICI DEL DESIGN ITALIANO. LA XXIT INVADE MILANO (E DINTORNI) CON OLTRE 20 RASSEGNE, TRA CUI 11 CURATE DAL COMITATO SCIENTIFICO: SEI IN CITTÀ E CINQUE IN AREA EXPO

EXHIBIT MAP di Michela Gentili

FROM INDUSTRIAL ARCHITECTURE TO THE CRAFTSMANSHIP OF EXCELLENCE, FROM THE FUTURE OF URBAN PLANNING TO ICONIC PIECES OF ITALIAN DESIGN. THE XXIT INVADES MILAN (AND ITS SURROUNDINGS) WITH OVER 20 EXHIBITIONS, 11 OF WHICH CURATED BY THE SCIENTIFIC COMMITTEE: SIX DOWNTOWN AND FIVE IN THE EXPO AREA Tutte le mostre elencate alle pp. 33 e 34 terminano il 12 settembre, se non diversamente indicato All the exhibits listed on pages 33 and 34 end September 12, unless otherwise indicated

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CAROUSEL / / 33

Vespa 150 Tap-Truppe aeree paracadutate (1956) ©Museo Piaggio

Francesca Lanzavecchia, Hunn Wai Metamorfosi Vegetali (2014) © Protocube

Andrea Branzi La Metropoli Multietnica (2016)

NEO PREISTORIA 100 VERBI TRIENNALE

W. WOMEN IN ITALIAN DESIGN TRIENNALE

LA METROPOLI MULTIETNICA TRIENNALE

Dall’età della pietra al mondo contemporaneo, 100 utensili sono associati ad altrettanti verbi che identificano attività e desideri umani. From Stone Age to the Contemporary World, 100 tools are associated with the same number of verbs that identify human desires and activity.

L’esposizione celebra la donna come soggetto creativo, ripercorrendo figure e teorie che si sono affermate, trasformate ed evolute nel XXI secolo. This exhibition celebrates women as creative subjects, covering figures and theories that have been successful, have transformed and evolved in the 21st century.

Una riflessione sul rapporto tra la complessità della società odierna e l’omologazione provocata dai flussi invasivi delle merceologie internazionali. A reflection on the relationship between the complexity of today’s society and the standardisation provoked by the invasive flows of international goods.

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NArchitects Forest Pavilion (Y lu duqai a luma) Guangfu, Hualien, Taiwan © Iwan Baan

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Marina e Susanna Sent Collare Soap (2000) © Marina e Susanna Sent e Studio Pointer Courtesy Marina e Susanna Sent

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Paolo Ulian & Moreno Ratti Introverso 2 - Marble vase Roche Bobois (2016)

ARCHITECTURE AS ART PIRELLI HANGARBICOCCA

SEMPERING MUDEC

NEW CRAFT FABBRICA DEL VAPORE

Quindici opere invitano il visitatore a non considerare la fruizione dell’architettura come un processo pratico, ma a riscoprirne la profonda artisticità. Fifteen works invite the visitor not to consider the use of architecture as a practical process, but to rediscover its profound artistry.

Intrecciare o plasmare, soffiare o incidere. La produzione progettuale contemporanea suddivisa in otto azioni che trasformano i materiali in manufatti. Weave or shape, blow or engrave. Contemporary design production is divided into eight actions that transform materials into fi nished works.

Dalle auto ai gioielli, dai mobili ai vestiti, in mostra prodotti e processi frutto dell’incontro fra innovazione tecnologica e artigianato d'eccellenza. From cars to jewels, from furniture to clothes; on exhibit the products and processes that represent the meeting of technological innovation and artisan excellence.

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34 / / CAROUSEL

09.12 8 CONFLUENCE MUSEO NAZIONALE DELLA SCIENZA E TECNOLOGIA /////////////////////////////////////////////////

09.12 9 DESIGN BEHIND DESIGN MUSEO DIOCESANO /////////////////////////////////////////////////

09.12 16 QUATTRORUOTE ROAD TO R(E)VOLUTION VILLA REALE DI MONZA (SERRONE) CITY AFTER THE CITY AREA EXPO 15

Landscape Urbanism, Urban Orchard, Expanded Housing, People in Motion, Street Art. Meeting/bookroom, Planetary vegetable garden, Backcloth Until 30 Sep

09.12 10 LA LOGICA DELL’APPROSSIMAZIONE, NELL’ARTE E NELLA VITA PALAZZO DELLA PERMANENTE

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GAME VIDEO/ART A SURVEY IULM 6

09.12 16 LA BELLEZZA QUOTIDIANA. UN PERCORSO NELLA COLLEZIONE PERMANENTE DEL DESIGN ITALIANO VILLA REALE DI MONZA 09.12 CALL OVER 35 SEDI VARIE /////////////////////////////////////////////////

LE ARCHITETTURE ///////////////////////////////////////////////// DELL’INDUSTRIA DAL PROGETTO BICOCCA 09.12 12 CAMPUS & CONTROCAMPUS AL POLO INDUSTRIALE DI SETTIMO TORINESE ARCHITETTURE PER PIRELLI HEADQUARTERS STUDIARE E RICERCARE Until 11 Sep POLITECNICO DI MILANO Until 31 July

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LE ETÀ DEL GRATTACIELO IL “PIRELLI” A SESSANT'ANNI DALLA POSA DELLA PRIMA PIETRA GRATTACIELO PIRELLI 5

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09.12 1 BRILLIANT! I FUTURI DEL GIOIELLO ITALIANO TRIENNALE

Until 11 Sep

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09.12 16 IL DESIGN PRIMA 13 ARCHIDIVERSITY.IT DEL DESIGN UN SITO IN DIVENIRE GUIDO MARANGONI E LE DOVE NOVE ARCHITETTI PROGETTANO DESIGN FOR ALL BIENNALI DI MONZA 1923-1927 TRIENNALE EXPO-GATE VILLA REALE DI MONZA Until 22 June /////////////////////////////////////////////////

09.12 1 STANZE. ALTRE FILOSOFIE DELL’ABITARE TRIENNALE FD

09.12 14 CASETTA DEL VIANDANTE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO

09.12 17 PATRICK TOSANI LA FORMA DELLE COSE MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA


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Franco Laera © Luciano Romano/NTFI 2010

Un polo multidisciplinare della ricerca contemporanea: dal design al palcoscenico, dall'architettura alla musica, passando per il grande schermo. La XXI Triennale di Milano è anche questo, un’occasione esemplare per sperimentare un inedito modello di organizzazione e gestione culturale che va dalle performing art alla creazione di oggetti. Il programma curato dal Centro di Ricerca per il Teatro (Crt), il nuovo progetto del Milano Design Film Festival e i due cicli di concerti curati da Ponderosa Music&Art definiscono un calendario di eventi che ambisce a un’idea di spettacolo aperto e trasversale. «Abbiamo voluto che il Teatro dell’Arte, suggestiva ma finora sottoutilizzata sala realizzata nel 1933 dall’architetto Giovanni Muzio, diventasse uno dei luoghi simbolo della città, una fucina incline alla collaborazione con tutte le istituzioni oltre che un ponte verso analoghe esperienze internazionali», spiega Franco Laera, alla guida del Crt. Nove appuntamenti compongono il mosaico alternandosi e incrociando gli eventi della manifestazione principale. Tra i protagonisti tre presenze di grande rilievo: il lettone Alvis Hermanis, l’argentino Rodrigo García e l’italiano Filippo Andreatta. Il primo, noto per aver curato la regia dei Due Foscari di Giuseppe Verdi alla Scala, mette in scena dal 9 all’11 giugno The black milk, una critica alle megalopoli. Mentre Rodrigo García, che raramente compare sulle scene italiane, il 28 e 29 giugno propone 4, un’opera radicale e poetica sulle junk cities, le città spazzatura. L’autore nostrano Filippo Andreatta, infine, trova nell’architettura il suo riferimento, facendola diventare oggetto dello spettacolo. A place as a landscape, dal 6 al 18 settembre, è un esperimento in cui lo spazio è protagonista in totale assenza di narrazione. A contare sono solo le sensazioni.

ARTS on STAGE TEATRO, CINEMA E MUSICA ARRICCHISCONO LA PROGRAMMAZIONE MENEGHINA. IN UN MELTING POT CHE METTE L’ARCHITETTURA AL CENTRO DELLA SCENA di Francesca Magini

THEATRE, CINEMA AND MUSIC ENRICH THE PROGRAM OF MILAN. IN A MELTING POT THAT PUTS ARCHITECTURE AT THE CENTRE OF THE STAGE

Lo spettacolo Black Milk/The show Black Milk Regia/Directed by Alvis Hermanis © Gints Malderis

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PERFORMART / / 37 Un evento capace di parlare attraverso il linguaggio dell’audiovisivo è invece l’obiettivo raggiunto da Antonella Dedini e Silvia Robertazzi, curatrici del Milano Design Film Festival, che hanno ideato per la Triennale una rassegna ad hoc: «Abbiamo selezionato 31 pellicole che interpretassero il tema Design After Design, collaborando con i direttori di cinque festival europei e altrettanti extraeuropei. Un modo per abbracciare mondi diversi dai nostri affrontando tematiche comuni a tutti: l’urbanizzazione imminente, le città da ripensare, la sostenibilità, l’archeologia industriale». Il valore aggiunto, precisano le organizzatrici, è stato «coinvolgere Paesi che non hanno direttamente partecipato all’Esposizione internazionale ma che possono trovarvi spazio attraverso i documentari». Sono previsti due appuntamenti al mese fino a settembre: «Il 24 e 25 maggio ospitiamo film dal Portogallo, dall’Australia e dalla Svezia. Il 21 giugno tocca invece a un italiano, La zuppa del demonio di Davide Ferrario, seguito da una proposta proveniente dal Festival di Architettura di Rotterdam dedicata al creativo olandese Hugh Maaskant. Il giorno successivo vanno in scena gli Stati Uniti con due appuntamenti sull’urbanistica californiana e il design newyorkese. Il 12 e 13 luglio sarà la volta delle proiezioni di Ungheria e Cile, per finire il 6 settembre con Sudafrica e Spagna».

Antonella Dedini, Silvia Robertazzi © Toni Meneguzzo

The infinite happiness A film by Ila Bêka & Louise Lemoine Francia/Danimarca 2015

A multidisciplinary hub of contemporary research: from design to theatre, from architecture to music, including film making. The XXI Triennale di Milano includes all these aspects, a golden opportunity to test a new model of cultural organisation and management ranging from performing arts to the creation of objects. The program curated by the Centro di Ricerca per il Teatro (Research Centre for Theatre - Crt), the new project of the Milano Design Film Festival and the two cycles of concerts curated by Ponderosa Music&Art create a calendar of events that promotes the idea of an ​​ open and multi-disciplinary exhibition. "We wanted the Teatro dell'Arte, a fascinating but so far underutilised hall built in 1933 by architect Giovanni Muzio, to become one of the landmarks of the city, a laboratory facilitating the collaboration between all institutions as well as a bridge connecting similar international experiences," explains Franco Laera, coordinator of the Crt. Nine events make up the mosaic, alternating and crossing the events of the main exhibition. Among the protagonists, three major presences: Latvian Alvis Hermanis, Argentinian Rodrigo García and Italian Filippo Andreatta. The first, known for having directed the Due Foscari by Giuseppe Verdi at Teatro alla Scala, stages from June 9 to 11 The black milk, a critique of the megalopolis. While Rodrigo García, who rarely appears on the Italian scene, on June 28 and 29 offers 4, a radical and poetic work on junk cities. The Italian author Filippo Andreatta, finally, finds in architecture his reference point, making it the subject of the show. A place as a landscape, September 6 to 18, is an experiment in which space is the protagonist in the total absence of a narrative. Only sensations count. An event that is able to communicate through the audio visual language is instead the goal achieved by Antonella Dedini and Silvia Robertazzi, curators of the Milan Design Film Festival, who have designed for the Triennale a special exhibition: "We have selected 31 films interpreting the theme Design After Design, collaborating with directors of five European festivals and as many non-European ones. A way to embrace different worlds by addressing common issues: undergoing urbanisation, cities to be rethought, sustainability, industrial archaeology." The added value, specify the organisers, was "to involve countries that did not participate directly in the International Exhibition but can find their space through documentaries." There will be two appointments every month until September: "On May 24 and 25 we will host films from Portugal, Australia and Sweden. On June 21 it is the turn of an Italian documentary, The Devil's Soup by Davide Ferrario, followed by a proposal from the Festival of Architecture of Rotterdam dedicated to the Dutch creative Hugh Maaskant. The next day the stage will be for the United States, with two appointments on urban planning in California and design in New York. On July 12 and 13 it will be the turn of projections from Hungary and Chile, and finally on September 6 we will show documentaries from South Africa and Spain."

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38 / / PERFORMART La musicista del Mali/The Mali’s musician Rokia Traoré © Danny Willems

Titti Santini © Ray Tarantino

Del progetto musicale racconta invece Titti Santini, direttore di Ponderosa Music&Art, agenzia specializzata in rassegne internazionali di melodie jazz, world e d’autore: «Abbiamo ideato due cicli di concerti. Il primo percorso, che prevede alcune produzioni originali di taglio contemporaneo, si sviluppa proprio nel Palazzo della Triennale, col suo splendido giardino, e nel Teatro dell’Arte. Il secondo si tiene al Museo Diocesano ed è dedicato alle diverse forme musicali assunte dalla spiritualità. Entrambi promuovono e stimolano il confronto tra culture lontane, il viaggio, la curiosità, l’esperimento». Numerosi gli appuntamenti, alcuni imperdibili: «L’11 settembre ci sarà la storica Suite in C di Terry Riley, eseguita dall’autore in un'inedita versione africana. Un quartetto ucraino di avanguardia, Dakha Brakha (che significa “dare e prendere”), offrirà al pubblico un’espressione potentissima del caos etnico: melodie sghembe con strumenti dai cinque continenti. Altro momento importante la presentazione dell’album Né so di Rokia Trauré, sofisticata musicista del Mali, ambasciatrice di una cultura raffinata e impegnata socialmente». FD www.crtmilano.it | www.milanodesignfilmfestival.com www.ponderosa.it

«Un modo per abbracciare mondi diversi dai nostri affrontando i temi della sostenibilità e della città da ripensare» FD

The musical project is explained by Titti Santini, director of Ponderosa Music&Art, an agency specialising in international jazz, world and author music festivals: "We have created two cycles of concerts. The first cycle, which includes some original productions with a contemporary take, is hosted right in the Palazzo della Triennale, with its beautiful garden, and in the Teatro dell'Arte. The second cycle is hosted in the Museo Diocesiano and is dedicated to the different musical forms inspired by spirituality. Both promote and stimulate the dialogue between distant cultures, the journey, the curiosity and the experiment." Among the several appointments, some are a must: "On September 11 there will be the historic Suite in C by Terry Riley, performed by the author in an original African version. A Ukrainian avant-garde quartet, Dakha Brakha (meaning "give and take"), will offer to the public a powerful expression of ethnic chaos: oblique melodies with instruments from the five continents. Another highlight is the presentation of the album Né so by Rokia Trauré, a sophisticated musician from Mali, ambassador of a refined culture and socially engaged." FD

«A way to embrace different worlds by addressing the issues of sustainability and of reinventing the city»


OVERLOOK / / 41

the

world

La casa capsula Stay at Home/The capsule house Stay at Home

DALLA SCUOLA SPERIMENTALE ITALO-CINESE ALLA CASA IN UNA VALIGIA DEL LIBANO, UN VIAGGIO ATTRAVERSO I PROGETTI INTERNAZIONALI DELLA XXI TRIENNALE

FROM THE ITALO-CHINESE EXPERIMENTAL SCHOOL TO A HOUSE IN A SUITCASE IN LEBANON, A VOYAGE THROUGH THE INTERNATIONAL PROJECTS OF THE XXI TRIENNALE

di Francesca Ventre

Dal Messico al Giappone, dal Canada al Sud Sudan. Sulla scia del recente Expo, Milano prosegue l’esperienza internazionale con la XXI Triennale, che torna in città dopo 20 anni. Senza porsi ostacoli: tra tradizione e innovazione, rispetto della natura e dell’artigianato, sfruttando le potenzialità della tecnologia. Fino al 12 settembre tra i 40 partecipanti che espongono in sei sedi del capoluogo lombardo, Paesi come Regno Unito, Germania e Italia, forti del loro passato, s’incontrano con nazioni competitive lanciate nel futuro, come l’Iran e l’Albania.

From Mexico to Japan, from Canada to South Sudan. In the wake of the recent Expo, Milan continues its international experience with the XXI Triennale, which returns to the city after 20 years. Without any obstacles: between tradition and innovation, respect for nature and artisanship, exploiting the potential of technology. Until September 12, some 40 participants will make presentations in six locations in the Lombard capital. Countries like the United Kingdom, Germany and Italy, with the strength of their past, will meet with competitive nations facing the future, such as Iran and Albania.

FD


42 / / OVERLOOK Il trekking può iniziare dal giardino della Triennale: qui Italia e Cina, insolitamente insieme, propongono una scuola in continua evoluzione. Professori, studenti e visitatori partecipano a workshop, letture ed eventi in uno spazio bipartito tra un laboratorio e un’installazione in bambù. Mentre il Giappone racconta le tecniche di produzione delle campane dei templi con cui oggi vengono realizzati anche diversi prodotti di uso quotidiano. Il Museo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci non può che accogliere idee originali. Tra queste Stay at Home, a cura dello studio libanese FaR Architect, una casa capsula da attaccare esternamente alle finestre, che si adatta alla forma del corpo sdraiato e diventa una valigia pronta a essere trasportata dovunque. Nella stessa sede, la Lituania

punta sul design gravitazionale, esperienza da provare come su una giostra. All’improvviso, il pavimento si muove ritmicamente per simulare l’assenza di peso, scatenando grida euforiche o lasciando senza fiato. La Grecia punta invece sul progetto Sustain/Ability, un’installazione di molle realizzate in tubolari d’acciaio: il metallo, restio al cambiamento, acquista elasticità quando si trasforma in una spirale. Più tranquillo, ma ricco comunque di emozioni, il viaggio sensoriale in Myanmar attraverso un legno prezioso tra i più utilizzati nel campo dell’arredamento: il teak. Negli spazi del cultural hub Base Milano, sorto nell'area Ex Ansaldo, viene presentata l’eccellenza francese di Saint-Étienne, città Unesco del design dal 2010. Il tour prosegue nella Fabbrica del Vapore, dove la Russia

Incisioni artigianali dalla Tunisia Artisan engravings Made in Tunisia

Uno spazio della mostra/A space of the exhibition La casa come diritto

FD

The trek may begin from the garden of the Triennale: here China and Italy, unusually together, will propose a school in continuous evolution. Professors, students and visitors will participate in a workshop, with readings and events, in a space divided between a laboratory and a bamboo installation. While Japan recounts the techniques of bell production, with which today different products of daily use are also manufactured. The Museo nazionale della scienza e della tecnica Leonardo da Vinci cannot but welcome original ideas. Among them Stay at Home, prepared by the Lebanese studio FaR Architect, a capsule house to be attached externally to windows, that adapts to the form of an extended body and becomes a suitcase ready to be transported anywhere. In the same location, Lithuania emphasises gravitation design, an experience to be tried like a playground ride. All of a sudden, the floor begins to move rhythmically to simulate the absence of weight, triggering euphoric shouts or leaving one breathless. Greece instead concentrates on the project Sustain/Ability, an installation of springs produced in steel tubes: metal, which resists change, acquires elasticity when it is transformed into a spiral. More tranquil, but anyway rich with emotions, the voyage of the senses in Myanmar by means of a precious wood among the most used in the sector of furnishings: teak. In the cultural hub spaces Base Milano, established in the Ex Ansaldo area, the French excellence of Saint-Étienne, the Unesco city of design since 2010, is presented.


44 / / OVERLOOK La mostra/The exhibition La Casa Ideale

rivaluta con soluzioni e tecniche di restauro innovative l’architettura dell’Avanguardia sovietica, condannata nel tempo per le sue derive ideologiche. Dal freddo sovietico si passa al caldo del Mediterraneo, rappresentato da Tunisia, Italia, Spagna e Portogallo, Paesi promotori di riflessioni concrete perché il Mare di mezzo diventi luogo di scambio multietnico e non solo di approdo e contese. La solidarietà continua nel Museo Diocesano dove, presso il padiglione di Haiti, si tiene la mostra La casa come diritto, a cura della Fondazione Francesca Rava NPH Italia onlus. In esposizione, tra gli altri, il progetto abitativo Fors Lakay: 200 casette in mattoni realizzate in uno slum poverissimo dove 300mila persone vivono ancora nelle baracche. Al Palazzo della Permanente, infine, il progetto messicano sulla casa ideale: per una perfetta estetica delle proporzioni s’ispira alle regole made in Italy, dettate ante litteram da Vitruvio duemila anni fa e da Leon Battista Alberti nel ‘400. La morale in un tweet? Al centro l’uomo, in continuo e dialogante rapporto con l’esterno, il mondo e l’universo. FD

La mostra/The exhibition Saint-Étienne cambia il design © sbinoux

The tour continues in the Fabbrica del Vapore, where Russia re-evaluates with innovative restoration techniques and solutions the architecture of the Soviet Vanguard, condemned over time for its ideological leanings. From the Soviet cold we pass to the Mediterranean heat, represented by Tunisia, Italy, Spain and Portugal, the promoting countries of concrete reflections so that the Middle Sea becomes a place of multiethnic exchange and not only landing and strife. The solidarity continues in the Museo Diocesiano where the exhibit La casa come diritto located in the Haiti pavilion has been organised by the Francesca Rava NPH Italia Onlus Foundation. On display, among other items is the Fors Lakay lodging project: 200 small brick homes built in a very poor slum where three hundred thousand people still live in shacks. At the Palazzo della Permanente, finally, a Mexican project on the ideal house: for a perfect aesthetic of proportions inspired by rules made in Italy, dictated ante litteram by Vitruvius 2,000 years ago and by Leon Battista Alberti in the 1400s. The moral of the tale in a tweet? Man at the centre, in continuous relation and dialogue with the external, the world and the universe. FD

FD


a

Merano

A Trauttmansdorff fiorisce l‘amore!


46

A cura di Antonella Caporaso

FOCUS ON BIENNALE DI ARCHITETTURA 2016

VENEZIA//28 MAG/MAY>27 NOV Reporting from the front è il titolo della 15esima mostra internazionale diretta da Alejandro Aravena. Il percorso, che va dai Giardini all’Arsenale, prevede 88 partecipanti provenienti da 37 nazioni. Tra questi, 33 architetti under 40. La rassegna sarà affiancata dalle esposizioni di 62 Paesi, cinque dei quali presenti per la prima volta: Filippine, Kazakistan, Nigeria, Seychelles e Yemen. Tre le iniziative speciali previste: Reporting from Marghera and Other Waterfronts analizza, nella sede espositiva di Forte Marghera a Mestre (VE), progetti significativi di rigenerazione urbana dei porti industriali, contribuendo a stimolare una riflessione sulla loro riconversione produttiva. A World of Fragile Parts, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra, affronta il tema delle minacce terroristiche che incombono sui siti del patrimonio globale dell’umanità, mentre Report from Cities: Conflicts of an Urban Age si focalizza sul rapporto tra spazi pubblici e privati. È possibile visitare la Biennale Architettura 2016 e la XXI Triennale di Milano con un unico biglietto al prezzo ridotto di 33 euro. Sconto sul ticket d’ingresso per i clienti che esibiscono al botteghino la CartaFRECCIA e il biglietto delle Frecce per Venezia. www.labiennale.org

© Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti

MUSEO DEL DESIGN 1880-1980 MILANO

La galleria ripercorre 100 anni di storia attraverso l’evoluzione dell’arredo. Un percorso spaziale e temporale permanente, suddiviso in isole cronologiche dall’Art Nouveau fi no ai gruppi radical di Alchimia e Memphis. The gallery covers 100 years of history through the evolution of home furnishings. A permanent time and space path, divided into chronological islands from Art Nouveau to the radical groups of Alchemy and Memphis. www.museiitaliani.org

FD

MAY 2016

EDUcare by C+S

Superstudio landscape offi ce Firenze/Florence (1971) © C. Toraldo di Francia

SUPERSTUDIO 50 ANNI DI SUPERARCHITETTURA ROMA//FINO AL/UNTIL 4 SET/SEP

La mostra celebra il cinquantenario di uno dei gruppi più influenti dell’architettura radicale italiana con un’installazione site specific pensata per il MAXXI che parte da un progetto ospitato nel 1966 dalla galleria d’arte Jolly di Pistoia. The exhibit celebrates the 50th anniversary of one of the most influential Italian radical architectural movements with a site specific installation created for MAXXI which starts with a project that the Jolly Art Gallery of Pistoia hosted in 1966. www.fondazionemaxxi.it


SAVE THE DATE / / 47

© Plastiques Photography

QUARTERS. MAGALI REUS TORINO//FINO AL/UNTIL 12 GIU/JUN

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta la prima personale italiana dell’artista olandese. In mostra due serie di lavori: In place of, dedicata al bordo del marciapiede come elemento spaziale, e Leaves, focalizzata sui lucchetti, sul loro utilizzo e funzionamento. The Sandretto Re Rebaudengo Foundation presents the first personal Italian show of the Dutch artist. Two series of works are on exhibit: In place of, dedicated to the edge of the pavement as a spatial element, and Leaves, focused on locks, on their use and functioning. www.fsrr.org

© Angela Giuliano

Reporting from the front is the title of the 15th International Exhibition directed by Alejandro Aravena. The path, which extends from the Giardini to the Arsenale, features 88 participants from 37 nations. Among them 33 architects under the age of 40. The review will be accompanied by the exhibits of 62 countries, five of which present for the first time: The Philippines, Kazakhstan, Nigeria, Seychelles and Yemen. There are three special initiatives envisioned: Reporting from Marghera and Other Waterfronts analyses, in the exhibition hall of Forte Marghera in Mestre (Venezia), significant projects of urban renewal of industrial ports, contributing to stimulate reflection on their productive conversion. A World of Fragile Parts, in collaboration with the Victoria and Albert Museum of London, deals with the theme of terrorist threats that impend upon World Heritage Sites, while Report from Cities: Conflicts of an Urban Age focuses on the relationship between public and private spaces. It is possible to visit the Biennale di Architettura 2016 and the XXI Triennale with a single ticket offered at a discounted price of 33 Euros. Discount on the admission ticket for customers who display their CartaFRECCIA and a Frecce ticket for Venice.

GIORNI DI UN FUTURO PASSATO NAPOLI//FINO AL/UNTIL 6 GIU/JUN

I supereroi dell’artista Adrian Tranquilli incontrano la statuaria classica ed eroica conservata nel Museo archeologico nazionale. L’obiettivo è contaminare opere contemporanee con l’arte antica: dai due Batman più Spiderman accanto all’Ercole fino a Superman ferito al costato come Gesù. The superheroes of the artist Adrian Tranquilli meet the classic and heroic statues preserved in the National Archaeological Museum. The objective is to contaminate contemporary works with ancient art: from the two Batmans plus Spiderman next to Hercules all the way to Superman wounded in his rib like Jesus. www.cir.campania.beniculturali.it

FD


48 / / TECHNICOLOR

WEB

NOT ONLY di Serena Berardi

XXIT APP

Villa Belvedere, Avellino Studio di architettura Luca Scacchetti

DESIGN FOR ALL

Nove architetti, una piattaforma online, l’obiettivo di una progettualità inclusiva. Si può riassumere così Archidiversity.it, sito work in progress che raccoglie le testimonianze di diversi studi milanesi d’eccellenza impegnati nell’ideazione di strutture innovative. Nelle video-interviste, i protagonisti analizzano i propri lavori spiegando l'applicazione concreta dell’approccio Design for All, che punta a concepire ambienti e sistemi fruibili in modo autonomo da persone con esigenze e abilità diversificate. Nine architects, an online platform, the goal of an inclusive design. This is Archidiversity.it in a nutshell, a work in progress web site that collects the testimonies of a number of top Milanese design firms engaged in the creation of innovative structures. In video interviews, the protagonists analyse their work explaining the practical implementation of the Design for All approach, which aims at designing environments and systems that can be used independently by people with different needs and abilities. Lawrence Lek, Unreal Estate (The Royal Academy is yours) Courtesy of the artist

FD

Una guida completa dell’Esposizione a portata di smartphone. L'app XXI Triennale, disponibile gratuitamente per iOs e Android, permette di scoprire tutti gli eventi in programma, dalle mostre ai convegni. Ma offre anche un servizio di prenotazione e la mappa con l'itinerario più breve per raggiungere le diverse location. Inoltre, si può scoprire la storia delle varie sedi attraverso la realtà aumentata. A complete guide to the Exhibition on your smartphone. The app XXI Triennale, available free for iOS and Android, allows the visitor to discover all scheduled exhibitions and conferences. In addition, it also offers a booking service and a map with the shortest route to the different locations. It is also possible to discover the history of the various locations through augmented reality.

VIDEO GAME ART

I cecchini di Call of duty 7 e gli affaccendati personaggi di The Sims si possono trasformare in arte. Fino al 31 luglio le aree espositive dello Iulm Open Space ospitano Game Video/Art. A Survey, una rassegna di installazioni realizzate con i videogame nell’ultimo ventennio da artisti internazionali. A partire da giochi celebri, gli autori hanno dato vita ad avvincenti narrazioni appropriandosi di materiale video e audio dei software originari. The snipers of Call of Duty 7 and the busy characters of The Sims can be turned into art. Until July 31, the exhibition areas of the Iulm Open Space will host Game Video/Art. A Survey, a series of installations created with video games of the last two decades by international artists. From famous games, the authors have developed their narrative through a very personal use of video and audio material from the original software.


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La Freccia Design - maggio 2016 - secondo numero  

In copertina: XXI Triennale di Milano

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