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Design is female

Aurora Biancardi Guanti (2013) © Marco Dabbicco

TRIENNALE DESIGN MUSEUM CELEBRA LA PROGETTUALITÀ AL FEMMINILE ATTRAVERSO 650 OPERE DI 400 CREATIVE ITALIANE. IL RACCONTO DELLA DIRETTRICE SILVANA ANNICCHIARICO

TRIENNALE DESIGN MUSEUM CELEBRATES FEMALE DESIGN THROUGH 650 WORKS BY 400 ITALIAN CREATIVE DESIGNERS. THE DIRECTOR SILVANA ANNICCHIARICO TELLS US ABOUT IT

di Luigi Prestinenza Puglisi

Le due più grandi designer del ‘900 si chiamavano Charlotte Perriand e Lilly Reich, ma la gran parte dei loro mobili li conosciamo come opere di due uomini: Le Corbusier e Mies van der Rohe. Più in generale possiamo dire che la storia del settore al femminile spesso sfugge ai critici e agli storici, che tendono a vederla al maschile. Dedicare una mostra alle donne italiane, partendo dai primi anni del secolo scorso, è quindi una splendida idea. La monografica W. Women in Italian Design è esposta al Triennale Design Museum di Milano fino al 19 febbraio 2017. Per saperne di più, abbiamo contattato la curatrice Silvana Annicchiarico. FD Ha senso parlare di design al femminile? Sì, ha una particolare rilevanza proprio perché oggi uno dei nodi da affrontare più delicati e problematici, ma anche più stimolanti e suggestivi, è la questione di genere. L’esposizione è una risposta alla rimozione della progettualità “rosa” dalla storia. Non un risarcimento, ma una rimessa in equilibrio. FD È una mostra impegnativa, visto che abbraccia un ampio periodo storico… Ho selezionato circa 650 opere di 400 creative italiane o che hanno un forte legame con il nostro Paese e il suo sistema produttivo. In certi casi sono lavori in cui i confini fra arte e design si fondono e si confondono, in altri racconto quelle figure fondamentali del sistema – galleriste, storiche, comunicatrici, giornaliste – che sono, a tutti gli effetti, delle progettiste e meritano di essere rappresentate. FD Chi ha curato l’allestimento? La scenografa Margherita Palli, che in più occasioni ha dimostrato grande attenzione e sensibilità verso i temi in questione. Mentre per la grafica ho lavorato con Irene Bacchi. L’intero museo è opera di donne.

The two greatest designers of the 1900s were Charlotte Perriand and Lilly Reich, but most of the furniture they created is known by us as the works of two men: Le Corbusier and Mies van der Rohe. More in general we can say that the history of women in the sector often escapes critics and historians, who tend to view it as masculine. The fact of dedicating an exhibit to Italian women, starting with the early years of the last century, is therefore a splendid idea. The monographic W. Women in Italian Design is on display at the Triennale Design Museum until February 19, 2017. To fi nd out more, we have contacted the organiser Silvana Annicchiarico. FD Does it make sense to speak of female design? Yes, it has a particular significance today because one of the most delicate and difficult issues to address, but also one of the most stimulating and evocative, is the question of gender. The exhibition is a response to the removal of “pink” design from history. It is not compensation, but a return to balance. FD This is a large exhibition, given that it embraces a long historical period… I have selected about 650 works from 400 creative designers that are Italian or have a strong connection with our country and its production system. In certain cases these are works that represent the border between art and design, which are fused and confused together; in others I recount those personalities who are fundamental to the system – gallery directors, historians, communication specialists, journalists – who are, in every way, designers who deserve being represented here. FD Who organised the presentation? The scenery designer Margherita Palli, who more than once has demonstrated great attention and sensitivity to presentation

FD

SILVANA ANNICCHIARICO

Silvana Annicchiarico

La Freccia Design - maggio 2016 - secondo numero  

In copertina: XXI Triennale di Milano

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