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22 Gillo Dorfles in una fotografia di Ugo Mulas Gillo Dorfles in a photograph by Ugo Mulas Milano (1966) © Eredi Ugo Mulas Tutti i diritti riservati/All rights reserved

HA PERCORSO OLTRE UN SECOLO D’ARTE, SEMPRE FUORI DAGLI SCHEMI. GILLO DORFLES, MANUALE VIVENTE DI SCIENZE VISIVE, RACCONTA LA LOGICA DELL'APPROSSIMAZIONE, NELL'ARTE E NELLA VITA, IL SUO ULTIMO PROGETTO di Sandra Gesualdi

«Prendo atto che il mondo è ciò che è e non ciò che potrebbe essere oggi, qui, ora». Obbligatorio parlare al presente per un’icona che ha attraversato tutto il ‘900 e annovera nella sua vita colloqui con Svevo e scambi epistolari con Calvino. Tutto comincia a Trieste sulle traiettorie della cultura mitteleuropea dove, da giovanissimo, frequenta intellettuali e pensatori nella libreria antiquaria di Umberto Saba. «Non sono mai stato Angelo, era un nome troppo altisonante». Nonostante la precisazione, Gillo Dorfles è un gigante sulle spalle della storia, un manuale vivente di scienze visive, uno scrigno

FD

MAY 2016

Eldelogio disordine A eul o gy to disorder senza fondo di cultura, talento e istinto creativo. Accorto scrittore, scultore e pittore, tralasciata ben presto la laurea in Medicina con specializzazione in Psichiatria, si dedica con vorace eclettismo alla filosofia e alla critica estetica. La sua intelligenza visionaria ha saputo cogliere i grandi mutamenti nell’Italia del dopoguerra e carpirne le oscillazioni del gusto: dall'arte al kitsch, dall'architettura al design, dal teatro alla moda, dalla musica al costume. Ha camminato in obliquo sulle rotte del sapere, senza mai rimanere imprigionato troppo a lungo in categorie preconfezionate. Neppure quando, «creando per divertimento», si è ritrovato a sperimentare tutte le maggiori correnti avanguardiste: dall’Astrattismo al Futurismo e al Dadaismo, fino agli approcci col Surrealismo. Col passare degli anni, i colori delle sue tele sono diventati più vivi e brillanti e gli occhi piccoli e acuti, disegnati con accento sognatore, si sono fatti più

grandi. Così come gli sguardi attenti e curiosi che dedica al mondo circostante. Alla Freccia Design racconta La logica dell'approssimazione, nell'arte e nella vita, suo ultimo progetto, tra le esposizioni di punta della XXI Triennale di Milano, visitabile fino al 12 settembre al Palazzo della Permanente. Una piccola rassegna che percorre tutto il senso del progettare attraverso un racconto abitato da oggetti. Esposti opere e utensili che da sempre accompagnano la nostra esistenza in una miscellanea densa di pensiero e identificazione quotidiana. Allestimento avveniristico del gruppo Blumerandfriends e curatela condivisa con l’amico Aldo Colonetti, che spiega: «È un'idea su cui lavoriamo da anni. In mostra ci sono una quarantina di pezzi a confronto attraverso i quali tentiamo di definire un concetto tanto astratto quanto difficile, di solito legato a nozioni matematiche. Una lunga ricerca sul campo a partire da Platone che, con la Settima Lettera, affronta il dissidio tra idea perfetta e mondo reale».

La Freccia Design - maggio 2016 - secondo numero  

In copertina: XXI Triennale di Milano

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