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AVVICINARE IL DESIGN AL GRANDE PUBBLICO, INTERPRETANDO I CAMBIAMENTI DEL MILLENNIO. IL PRESIDENTE CLAUDIO DE ALBERTIS RACCONTA LA XXI ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE di Serena Berardi

Torna dopo 20 anni nel capoluogo lombardo l'Esposizione internazionale della Triennale di Milano. Con il titolo 21st Century. Design After Design, la manifestazione s’interroga sui cambiamenti del millennio partendo dall’evoluzione della progettualità. E porta in 19 sedi diverse, fino al 12 settembre, un articolato programma di mostre, festival e convegni affrontando temi come la globalizzazione, la crisi economica, la questione di genere e il confronto tra tradizione e innovazione. «Non diamo risposte, ma aiutiamo a porre interrogativi: oggi il mondo sta attraversando un momento complesso e la creatività progettuale, soprattutto in Italia, aiuta ad affrontare le difficoltà», spiega il presidente della Triennale, Claudio De Albertis. FD Perché avete deciso di portare l'Esposizione in tutta la città? Abbiamo ricevuto tanto da Milano e volevamo ricambiare animandola nella sua complessità. Per Expo ci sono stati tanti eventi collegati, il Salone del Mobile ha avuto il suo Fuorisalone, quindi anche noi ci siamo mossi sulla stessa scia. E poi abbiamo voluto rendere meno elitari il design e l’architettura. Con una mostra di due o tre mesi richiamiamo in media 30mila spettatori, mentre se esponessimo un Caravaggio ne attireremmo 300mila. Il nostro sforzo è volto ad avvicinare un pubblico più vasto. FD Vent'anni fa l'ultima Triennale. Se la ricorda? Ho partecipato come semplice spettatore. Essendo ingegnere edile e provenendo da una famiglia di costruttori, per me rappresentava una finestra su innovazione, ricerca e progettualità. Un luogo in cui raccogliere stimoli. FD Com'è cambiata Milano da allora? In realtà è sempre stata molto attrattiva. Ha degli atout incredibili: è il polo della formazione, dell’università, della ricerca, della cultura, dell’accoglienza, della moda, del design. Ma in passato eravamo abituati a piangerci addosso e, invece di esaltarne i punti forti, concentravamo l’attenzione su quello che mancava. Solo recentemente, in particolare con l’Expo 2015, questa cosa è cambiata. FD Che effetto ha avuto l’Esposizione Universale?

FD

MAY 2016

Triennale

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Il Palazzo dell’A rte, sede della Triennale. In basso, il presidente Claudio De Albertis The Palazzo dell’Arte, seat of the Triennale. Below, President Claudio De Albertis

I grandi eventi non sono positivi o negativi di per sé, ma risultano proficui se accendono scintille attorno a cui si genera sviluppo. È stato messo in piedi un progetto da 21 milioni di visitatori e i cittadini se ne sono accorti. FD Come riprenderà vita il sito? Ci saranno cinque mostre, in due padiglioni alla fine del Cardo, che riflettono su un nuovo concetto di metropoli, sull’immigrazione e sulle recenti forme espressive come la street art. In più apriremo un orto planetario, un bookshop e due ristoranti. FD Ha dichiarato che il capoluogo lombardo, se vuole avere un futuro, deve diventare un polo della contemporaneità. In che modo? Valorizzando le risorse che ci sono. Per quanto riguarda la cultura, bisognerebbe sostenere chi la produce e costruire una rete di luoghi d’interesse creando percorsi specifici. FD Che ruolo possono avere i giovani? Il fenomeno della migrazione avvantaggia i centri del Nord. Qui aumentano i ragazzi, che non hanno paura delle novità e sono capaci di superare regole desuete. Un atteggiamento fresco che si contrappone a quello conservatore di un tempo. D’altronde, la storia delle metropoli più vitali è fatta di rivoluzioni che partono dal basso e dalle nuove generazioni. Uno dei temi da affrontare è proprio come trattenerle. FD Che eredità spera di lasciare con questa Triennale? Mi auguro che il rinnovato entusiasmo attorno a Milano rimanga sempre acceso. www.triennale.org

La Freccia Design - maggio 2016 - secondo numero  

In copertina: XXI Triennale di Milano

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