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ANDATA E RITORNO//1 di Andrea Radic

@Andrea_Radic

Andrea Radic intervista/interviews Giordano Bruno Guerri

EMOTIONAL JOURNEY SULLE FRECCE DA DESENZANO DEL GARDA A FIRENZE CON IL PRESIDENTE DEL VITTORIALE DEGLI ITALIANI, PARLANDO DI ESPERIENZE DI VIAGGIO, DI STORIA, ARTE, PASSIONI E LUOGHI DA SCOPRIRE

«I

l mio primo treno, una littorina, lo presi di nascosto a otto anni per andare al cinema a Poggibonsi. Per spirito di intraprendenza e voglia di libertà». Giordano Bruno Guerri, storico, editorialista e presidente del Vittoriale degli Italiani, si racconta in viaggio sulle Frecce dal Garda alla Toscana. LF Il viaggio come simbolo e come mezzo… Il viaggio è prima di tutto bello. Muoversi è il succo della vita: avanzamento, progresso, cambiamento. Il treno è stato un grande passaggio della storia umana. Due rivoluzioni del ’900, non benigne, sono iniziate in treno, quelle di Mussolini e Lenin. Questo invece è il secolo della rivoluzione benigna del treno: un luogo dove si sta sicuri e si

fanno conoscenze interessanti. LF Per lei il Frecciarossa cosa rappresenta? Ha sostituito l’aereo: parto da Verona per Roma alle 7:52, arrivo a Termini avendo letto i giornali e lavorato, coccolato con caffè e aranciata. C’è stata una trasformazione sociologica, oggi i vagoni sono luoghi di grande civiltà. LF Da editorialista, come sono cambiati i giornali? Qui la rivoluzione sembra un’involuzione, il passaggio al digitale ha cambiato il modo di scrivere e la fruizione, oggi il lettore è rapidissimo. I miei corsivi non superano mai le duemila battute. Su Twitter condenso un argomento in 140, il resto è esercizio di scrittura. LF Tappa alla stazione di Brescia, anche per visitare la mostra fotogra-

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LUG2017

fica sull’Alta Velocità. Le mie mete frequenti sono Roma, Bari, Milano, Torino e Venezia. Da studente andavo sempre nella Capitale, otto ore di viaggio, a volte in cuccetta, poi i primi viaggi in Europa: oggi c’è l’Interrail, io li facevo in autostop e, presa la patente, con una Cinquecento rossa e una ragazza, dormendo in macchina... che tempi. Mi torna alla mente Pier Vittorio Tondelli, grande amico, che andava in auto all’imbocco dell’autostrada del Brennero per sognare un viaggio al nord. Oggi andrebbe alla stazione per vivere quell’emozione. L’emozione del viaggio… Una confidenza, il vagone letto fa parte della mia storia galante. A volte non era il viaggio il vero motivo, ma l’intimità, LF

La Freccia - luglio 2017  

In copertina: Francesco Gabbani

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