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CHI//di Andrea Radic - Photo Claudio Brufola

viaggio con Bebe

In

DA VENEZIA A MILANO EMOZIONI IN FRECCIAROSSA CON LA CAMPIONESSA PARALIMPICA MONDIALE DI FIORETTO

U

n misto di emozione, tenerezza e orgoglio si legge negli occhi dei viaggiatori che chiedono una foto con Bebe Vio, divenuta simbolo di un’Italia capace di reagire. Una ragazza che guarda negli occhi i suoi contemporanei con positiva disillusione e che ha fondato l’associazione Art4Sport, con l’intento di dare ai bambini amputati un motivo per realizzare il proprio sogno di vita. A Venezia Mestre, in una fresca mattina di maggio, saliamo sul Frecciarossa 9714 delle 8 e 32 per Milano. LF Ama il treno? Mi piace un sacco viaggiare. È un momento in cui sono tranquilla e rilassata, specialmente nel salottino, musica nelle orecchie e libero

i pensieri. Uno tira l’altro. Guardare fuori dal finestrino è magico, ma sono un botto i momenti belli, come stare con me stessa e gustare la focaccia provola e salame della carrozza bar. Una volta un capotreno mi disse: «Ti vedo spesso, penso che tu viaggi più di me». Aveva ragione. LF È molto unita alla sua famiglia. Una bella squadra, si va avanti tutti insieme. Siamo combattenti e sportivi, abbiamo iniziato a gareggiare uniti e stiamo vincendo tanto. Si sta proprio bene nella squadra Vio, perché ognuno ha il suo ruolo: mamma capitano, papà allenatore, io attaccante, mio fratello Niko ala, che non si fa mai vedere ma c’è sempre, e Maria Sole in porta, che come Buffon

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LF

GIU2017

La Freccia - giugno 2017  

In copertina: Napoli Afragola, la stazione del futuro

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