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Living traditions IL FASCINO DEL PRESEPE VIVENTE NEL CAPOLUOGO LUCANO E IL FOLKLORE DEI CARNEVALI ANTROPOLOGICI NEI PAESI VICINI

THE CHARM OF THE NATIVITY SCENE IN MATERA AND THE ANTHROPOLOGICAL FOLKLORE CARNIVALS OF THE NEIGHBOURING TOWNS

di Serena Berardi

D

alle vesti sacre ai costumi carnevaleschi. Nel periodo compreso tra dicembre e febbraio Matera ( 1), città Patrimonio Unesco, e la sua provincia indossano gli abiti della tradizione religiosa per poi passare a quelli della memoria popolare. Fino all’8 gennaio i Sassi del capoluogo lucano si trasformano nelle rocce della Galilea di duemila anni fa con la rappresentazione della Natività ( 2) che conta 140 figuranti e un allestimento di cinque chilometri, dal sagrato di Santa Maria dell’Idris fino a piazza San Pietro Caveoso. Gli amanti dei presepi inanimati, invece, possono ammirare quelli permanenti di INVERNO·DIC2016

Aliano, Grassano e Policoro realizzati da Francesco Artese: i paesaggi della Basilicata, le case e le chiese scavate nella pietra diventano un microcosmo che partecipa all’evento più importante della storia della cristianità. Le opere dell’artista grassanese, che a partire dagli anni ’80 sono state portate a New York, Washington e Betlemme, quest’anno sbarcano anche a Milano, ospitate all’interno di Palazzo Marino. A Montescaglioso la fine delle Feste è decretata dalla notte dei Cucibocca che cade il 5 gennaio. Figure misteriose si aggirano nei vicoli con indosso un cappotto nero, un cappellaccio di canapa, barba lunga e incolta. Impu-

gnano un grosso ago per cucire la bocca ai bambini e passano a fare la questua di porta in porta. Sull’origine della singolare processione sono state avanzate varie ipotesi: per alcuni sarebbe costituita dalle anime del Purgatorio che tornano nei luoghi in cui hanno vissuto. Altri sostengono che simboleggi il mondo animale che, solo per quella sera, riceve il dono della parola e intima il silenzio all’uomo soggiogatore. Altri ancora chiamano in causa il culto del dio egizio Arpocrate, raffigurato come un vecchio incappucciato con un dito poggiato sulle labbra proprio nella biblioteca dell’abbazia montese di San Michele Arcangelo.

Frecciaviaggi - dicembre 2016  

In copertina: Dolomiti, shapes of beauty

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