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A Joyful Sense at Work

Bozzetto della mostra/Sketch of the exhibition A Joyful Sense at Work

UNA PIAZZA VIRTUALE CON LE INSTALLAZIONI VISIONARIE DI QUATTRO STUDI INTERNAZIONALI. COSÌ IL SALONE RIFLETTE SUGLI AMBIENTI DI LAVORO DEL DOMANI di Sandra Gesualdi

Photo courtesy Salone del Mobile.Milano

Un’agorà delle idee e quattro progetti per immaginare l’ufficio del futuro. A Joyful Sense at Work è l’anima visionaria di Workplace3.0, la biennale dedicata alle soluzioni per gli spazi professionali. Una grande installazione evocativa, pensata come una piazza dove i visitatori sono liberi di muoversi e sperimentare. Un luogo fisico e simbolico, sovrastato da una scultura luminosa simile a una morbida nuvola che stimola riflessioni e rappresenta in modo astratto il nuovo modello di office e i bisogni sottesi di chi lo abita: creatività, concentrazione, condivisione e socializzazione. «Del termine “lavoro”, che dal latino trae il significato di fatica, bisogna recuperare la radice più antica “labh”, che contiene in sé il senso di volontà e di desiderio, per sottolineare la necessità di un ambiente confortevole e stimolante», conferma la curatrice Cristiana Cutrona. In quest’ottica, ai quattro margini dell’agorà altrettanti studi di architettura di fama internazionale raccontano il loro concept di ufficio con allestimenti ad hoc. «Sono diverse interpretazioni

FD

APR 2017

del lavoro felice provenienti da ogni parte del mondo, per offrire punti di vista peculiari», continua Cutrona. La proposta made in Usa dello Studio O+A utilizza l’elemento acqua per raffigurare un luogo che aiuti a nutrire l’immaginazione e a rinnovare le motivazioni personali, premesse indispensabili per ottenere buone performance professionali. La socialità è invece al centro della vocazione di Ahmadi Studio, che si ispira alla cultura iraniana e mette in contatto il giardino con il bazar, la sfera privata con quella pubblica, in una contaminazione reciproca. Una zona ludica e interattiva priva di stress è l’idea degli olandesi UNStudio e SCAPE, che rivolgono l’attenzione al benessere psicofisico. Infine, per l’Italia, Studio 5+1AA utilizza pannelli mobili sospesi su binari capaci di creare uno spazio dinamico e fluido, al passo con uno stile di vita sempre più veloce. Il design scopre la dimensione etica e la pone al servizio della collettività, puntando su benessere e felicità. «L’architetto cambia approccio e prima di disegnare un oggetto deve capire quali siano le reali esigenze di chi lo fruirà. Si mette in ascolto di necessità concrete», ribadisce la curatrice. «Non solo forma, funzione o tecnologia, ma senso, inteso come l’insieme degli aspetti percettivi a cui ognuno di noi è legato. Il colore o la bellezza, per esempio. Non penseremo più a una sedia, ma al nuovo concetto di sedersi e all’essere felici di farlo». FD

La Freccia Design - aprile 2017 - primo numero  

In copertina: 56° Salone del Mobile di Milano

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