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2 Si inizia!
3 Disegnare con la luce
7 Disegnare l’ombra
9 Entrare nel mare e nel cielo
11 Poesie di luce
13 Carte fantasma
15 Di chi è questa faccia?
19 Dare forma alla luce



21 Campionario dei colori
25 Quanti colori ha…?
27 Un libro di carta dipinta
31 Dipingere erbe spontanee
33 Dipingere con il mattarello
37 Abecedario delle emozioni
41 Disegna il tuo poster
43 Riflessi
47 Invenzioni
49 Con la testa sott’acqua
53 Parole che diventano cori
55 Fiori, piccoli fiori
59 Strisce sonore
61 Un suono, un colore
63 Passi di danza nascosti
67 Ogni quadro una danza
69 Strade di stelle
71 Una cornice per un quadro di musica
Questo quaderno è ricco di laboratori di Arte e Musica, da svolgere insieme ai tuoi compagni e alle tue compagne di classe.


Ti aspettano sperimentazioni con la luce, con le ombre, con le sfumature di tutti i colori e con i suoni.

Nel corso delle attività conoscerai alcune tecniche artistiche, che potrai usare anche nella tua arte personale.
Quando farai queste attività, lasciati ispirare dalle foto delle opere d’arte che trovi nelle pagine, ma tieni sempre a mente che le immagini mostrano solo uno dei risultati possibili! Non esiste un risultato sbagliato: fidati della tua fantasia e della tua creatività!




Hai mai provato a disegnare con la luce? Lo puoi fare in molti modi. Nelle prossime pagine troverai due idee.



OCCORRENTE






• una striscia di cartoncino nero
• un punteruolo
• un tappetino
• luce, quella del sole o di una torcia
• foglie
• filo di cotone
• un sostegno per appendere (per esempio un hula hoop)
• plastilina
La prima idea che puoi provare ha come titolo « buchi su cartoncino nero ». Procedi in questo modo.



1 Prendi una striscia di cartoncino e fai alcune pieghe in modo che resti in piedi. Puoi fare più pieghe (anche 3, 4), in orizzontale o in verticale.
2 Traccia linee e forme praticando dei piccoli fori, uno vicino all’altro.
I buchi verranno molto precisi se usi un punteruolo e un tappetino di gomma.
Puoi lavorare a mano libera, oppure seguire un disegno a matita.

3 Cerca un posto dove appoggiare il cartoncino in modo che resti in piedi e che sia colpito dai raggi del sole. Il disegno verrà proiettato sul piano.
Ora puoi cercare delle varianti: se fai buchi più grandi , che cosa accade quando guardi la proiezione della luce? E se fai buchi più piccoli ?
Puoi anche ammirare la tua opera molto ingrandita sul pavimento appendendo direttamente il lavoro ai vetri della finestra; in questo caso, fai fori non troppo piccoli.
La seconda idea che puoi provare ha come titolo « buchi su foglia ». Per realizzarla, servono delle foglie robuste e legnose, come quelle della magnolia. È molto semplice: ti basta ripetere i passaggi di pagina 4 utilizzando la foglia invece del cartoncino.

Sarà bellissimo anche semplicemente guardare il tuo disegno di fori in controluce, ma puoi anche creare un mobile da appendere per far giocare le foglie con il sole.










Sai che cos’è un mobile (si pronuncia «mobail»)?
È una scultura fatta da elementi sottili e leggeri che dondolano nell’aria appesi a dei fili.
Cerca delle immagini dei mobile di Bruno Munari o di Alexander Calder e ispirati per creare un’opera con la tua classe, magari proprio con le foglie.



Puoi anche creare un bosco in miniatura ! Con la plastilina fai delle basi e fissa il picciolo della foglia per tenerla in verticale. I raggi diretti del sole proietteranno sul ripiano il disegno creato dai fori .








Prova altri strumenti per punteggiare: forchette, penne d’uccello appuntite… Se hai tanta fortuna da trovarlo nel bosco, puoi usare un aculeo di istrice. Ti vengono altre idee? Prova e poi scrivi con quali strumenti è stato interessante fare buchi:




C’è qualcosa di inaspettato che può aiutarti a disegnare. È l’ombra! La luce rivela la sagoma delle cose e noi possiamo sfruttare questo fenomeno per riuscire a catturare le forme.
Puoi usare il sole diretto o una fonte di luce artificiale, come una lampada o una torcia, e porre tra essa e il foglio un oggetto o anche una parte del corpo, un amico o il tuo gatto (quando è tranquillo).
• luce, quella del sole o di una torcia
• fogli
• oggetti da disegnare (piccoli, come una foglia, o grandi, come un albero)
• un pennarello o un pennello e i colori a tempera

1 Scegli che cosa vuoi disegnare.
2 Appoggia il foglio dove è bene illuminato.
3 Ora tieni l’oggetto che hai scelto in modo che proietti la sua ombra sul foglio e traccia i contorni dell’ombra con lo strumento che vuoi: può essere un pennarello a punta grossa, un pennello bagnato nella tempera…



Puoi anche tenere il foglio in verticale e mettere dietro di esso oggetti o persone per creare una scena .
In giardino potresti trovare altre ombre , anche giganti, con cui giocare. Scopri con una serie di osservazioni l’orario in cui le ombre si allungano di più sul terreno. Ecco, quello è il momento migliore per stendere grandi rotoli di carta e riuscire addirittura a «rubare» la sagoma agli alberi!
Se allontani o avvicini l’oggetto al foglio, l’ombra si ingrandisce o si rimpicciolisce. Prova!







L’artista Mario Martinelli studia l’ombra e la rende protagonista delle sue opere d’arte. Cercale e ispirati per creare un’opera collettiva insieme alla tua classe.
Con un po’ di pazienza puoi creare un cielo e un ambiente marino da proiettare sulle pareti dell’aula. Potrai anche «immergerti» in questo paesaggio con la tua classe.

• fogli di acetato o plastica di riuso
• un pennarello indelebile nero a punta media
• filo da pesca
• mollette piccole di metallo
• luce artificiale, come quella di una torcia potente
1 Scegli delle immagini di uccelli e animali marini, per esempio in un libro. Appoggiaci sopra un foglio di acetato trasparente oppure un’altra plastica di riuso. Ricalca i contorni degli animali e altri particolari del loro corpo con un pennarello indelebile a punta media. Ritaglia il foglio se è troppo grande.


3 Punta sul tuo lavoro un fascio di luce artificiale forte, ad esempio una grossa torcia a LED. Sul muro potrai ammirare le ombre fluttuanti degli animali.

2 Appendi al soffitto dei fili da pesca, non troppo distanti da una parete. Fissa sui fili le mollette, ad altezze diverse. Fissa a ogni molletta l’immagine di un animale.

Anche tu puoi entrare nello scenario ! Mettiti davanti al fascio di luce e proietta la tua ombra sulla parete.
Conosci qualche poesia che parla di luce e di giorno, di ombra e di notte? Con l’aiuto dell’insegnante scegline alcune: userai le loro parole per creare nuovi versi… luminosi!

OCCORRENTE
• fogli di acetato
• un pennarello indelebile a punta media
• forbici
• una lavagna luminosa






1 Scegli le poesie che preferisci sul tema della luce e dell’ombra. L’insegnante può farle stampare su fogli di acetato, altrimenti trascrivile tu con il pennarello indelebile.
2 Ritaglia ogni singola parola. Con questo materiale potrai comporre una nuova poesia .
3 Una volta scelta la stesura definitiva della poesia, appoggiala su un piano luminoso. La luce proietterà le ombre delle parole.
Se non hai la lavagna luminosa, puoi appoggiare le parole sul vetro di una finestra o attaccarle con il nastro adesivo davanti a una torcia. Con la tua classe puoi creare una vera e propria installazione in cui immergerti nelle “poesie di luce”.







Questa attività nasce da un’idea della poetessa Silvia Vecchini . Lei in realtà non usa i fogli di acetato, ma scrive le parole su dei sassi. Vuoi provare anche tu?


Con le istruzioni che trovi nella prossima pagina puoi costruire un “disegno fantasma”: sembra solo un foglio bianco, ma se lo illumini nel modo giusto rivela il suo contenuto invisibile!


• un cartoncino bianco sottile
• una matita
• forbici



• colla stick
• una torcia
1 Prendi un cartoncino e taglialo per creare un rettangolo con la base lunga il doppio dell’altezza (per fare arte serve tanta matematica!).
1
2 Piega il cartoncino a metà, in modo da ottenere un quadrato.

3 Dentro la piegatura, su uno dei due quadrati, fai un disegno semplice : usa pochi tratti, definisci bene il bordo.


4 Chiudi il cartoncino (con il disegno all’interno) e incolla i margini con la colla stick. Metti una torcia sotto il tuo quadrato apparentemente bianco e scopri il disegno !

Puoi anche scrivere sul cartoncino un messaggio segreto

È arrivato il momento di creare un gioco tutti insieme! In quanti modi si può disegnare un occhio? Quanti nasi sapresti fare? E quante bocche?

• fogli di acetato
• un pennarello indelebile a punta media
• forbici
• un piano luminoso
• una scatola
1 Su fogli di acetato disegna con un pennarello nero le parti del viso: disegna un occhio, una bocca, poi un altro occhio e magari... un paio di baffi!

2 Quando avrai una bella collezione di parti del viso, ritaglia i tuoi disegni .

Fai attenzione a non avvicinarti troppo con le forbici al tuo disegno, così non rischi di tagliarlo per sbaglio. Puoi seguire la forma di un cerchio o di un quadrato… ma fai i pezzi abbastanza grandi , così sarà più facile tenerli in mano e spostarli.







Per aiutarti nel cominciare la tua personale raccolta di facce puoi guardare cosa hanno realizzato alcuni grandi artisti: cerca i ritratti di Joan Miró , Jean Dubuffet e Pablo Picasso
Prova a imitare i dettagli che ti colpiscono di più.

3 Ora puoi lavorare in gruppo con compagni e compagne. Componete un volto su un piano luminoso. Se cambiate la bocca, come si trasforma la faccia? E se mettete degli occhi molto grandi?
4 Chi potrebbe essere il personaggio che appare? Che nome potrebbe avere? E che carattere?



Componi o disegna qui una faccia che ti piace.
Ora tu, i tuoi compagni e le tue compagne potete trasformare l’attività in un vero e proprio “ archivio delle facce ”, da usare per giocare nei momenti liberi, far conoscere alle altre classi e lasciare a scuola anche negli anni futuri. Vi manca solo una scatola!


1 Prendete una scatola, per esempio una di quelle per le scarpe. Disegnate sull’esterno alcuni elementi del viso, per far capire che cosa contiene.
2 Scegliete un nome per il vostro “ archivio delle facce ” e scrivetelo sul coperchio.
3 Scrivete le istruzioni per l’uso. Per esempio: «Questo archivio serve a inventare delle facce. Si può usare da soli o in gruppo…».
Scrivete anche le avvertenze , per esempio: «Bisogna rimettere i pezzi nella scatola quando si finisce» o «I pezzi della faccia non si possono mangiare!».

Scrivi qui il nome che avete scelto.
A ogni utilizzo l’“archivio delle facce” riserverà nuove sorprese.
La luce e l’ombra, insieme, possono creare forme e colori. Con delle sagome nascoste sarai tu a decidere quali opere d’arte far apparire. Che sorpresa!

OCCORRENTE
• tubi di cartone
• forbici
• cartoncino nero
• fogli di acetato
• pennarelli indelebili colorati
• nastro adesivo
• un elastico
• una torcia
1 Procurati alcuni tubi di cartone (per esempio 6): puoi usare quelli della carta da cucina o della carta igienica, o arrotolare un foglio di cartoncino.
2 Prepara le sagome da nascondere nei tubi. Puoi usare diverse tecniche
• Un cartoncino nero: ritaglia un cerchio con un diametro leggermente più grande di quello del tubo, e ritaglia una forma semplice al centro.


• Un foglio di acetato: fai un disegno colorato con i pennarelli indelebili, poi ritaglialo creando un cerchio con un diametro leggermente più grande di quello del tubo.




• Le due tecniche insieme: colora il foglio di acetato e poi incollaci sopra una forma di cartoncino nero.


3
3 Fissa le sagome all’imboccatura di ogni tubo: piega all’indietro la parte che avanza e attaccala al rotolo con il nastro adesivo.
4 Quando hai preparato tutti i tubi, uniscili insieme con un elastico.
Ora puoi appoggiare la tua creazione su un piano, vicino a una parete. Accendi la torcia e muovila da un tubo all’altro, per fare apparire sul muro le forme che hai inventato. Insieme alla tua classe puoi organizzare un mostra di giochi di luce!

Quanti colori esistono? E di ogni colore, quante gradazioni o sfumature? Il colore ocra è un giallo scuro o un arancione chiaro? Puoi costruire uno strumento per trovare da te le risposte.

• colori a tempera
• pennelli
• un piattino
• fogli di cartoncino bianco
• riviste o carte colorate
• forbici
• colla stick
Partiamo dai tre colori primari: blu, rosso e giallo . Preparati a conoscerli meglio: tieni a portata di mano dei tubetti di tempera, un pennello e un foglio di cartoncino bianco.
1 Scegli solo uno dei tre colori, per esempio il blu ciano. In un piattino versane una piccola quantità. Nell’angolo del cartoncino, dipingi un quadrato blu non troppo piccolo (circa 4 cm per lato).
2 Aggiungi nel piattino una piccola quantità di bianco e crea una sfumatura di blu leggermente più chiara. Dipingi un altro quadrato. Continua così, aggiungendo ogni volta un po’ di bianco al blu e dipingendo un nuovo quadrato.
3 Ora fai la stessa cosa aggiungendo al colore primario il nero: ti accorgerai subito che ne basta pochissimo. Stai realizzando un campionario di blu, con le sue tante tonalità, che vanno dal blu notte all’azzurro chiarissimo.



Se ripeti questo laboratorio pittorico anche con il rosso magenta e il giallo primario, comincerai ad avere un catalogo molto ricco di tonalità create da te
Il colore blu ha una storia interessante. Fai una ricerca e scopri da quali minerali e piante si ricava. Quali popoli lo usarono per primi? Cerca le immagini della Porta di Ishtar!







Osserva le tonalità di blu che Vincent Van Gogh usa nella Notte stellata . Cerca anche immagini della Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto a Padova, famosa per il suo soffitto azzurro. Il pittore Pablo Picasso ebbe un «periodo blu» nel quale usava tanto questo colore. L’artista Yves Klein inventò addirittura il «suo» blu preferito, e per legge può essere presente soltanto nelle sue opere.

Ora puoi passare a esplorare i colori secondari . Ricordi quali sono le combinazioni per ottenerli?
1 Parti, per esempio, dal giallo: dipingi un quadrato tutto giallo. Poi aggiungi una piccola quantità di rosso, per creare una sfumatura di arancione, e dipingi un nuovo quadrato. Continua fino a trovare tutte le tonalità dell’arancione.

2 Ritaglia tutti i quadrati che hai dipinto. Riponi poi questi campioni di colore in una scatolina con coperchio. Cerca di fare quadrati della stessa dimensione, ritagliandoli un po’ più piccoli, in modo che il colore sia uniforme (puoi usare un quadrato come modello per tutti gli altri!).

Ora puoi cambiare attività e giocare a una vera e propria caccia ai colori ! Recupera vecchie riviste e cerca nelle foto o nei titoli campiture di colore abbastanza grandi. Ritaglia altri quadratini della stessa dimensione e aggiungi anche questi colori alla tua collezione. Puoi fare la stessa cosa con qualunque altra carta colorata, come quelle da regalo o quella che avvolge le uova di cioccolato: decidi tu quali e quante sfumature vuoi raccogliere .
Che cosa ne farai ora di tutti questi quadrati?

1 Prova a metterli in ordine di tonalità! Scoprirai che è molto divertente: dovrai aguzzare la vista e scegliere una soluzione tra diverse possibilità.
2 Incolla poi i campioni su cartoncini bianchi rettangolari non troppo grandi, a gruppi di sei. Realizza una mazzetta simile a quelle che hanno gli imbianchini, come vedi nella foto grande a pagina 21.
Puoi scegliere anche altre soluzioni. Un lunghissimo leporello , cioè un libro a fisarmonica?
Un libro - rotolo come le antiche pergamene? Un libriccino piccolo piccolo con un solo colore per pagina? Una sola ampia tavola che li mostri tutti? Oppure un menu in un portalistini, come al ristorante?
Rilegherai tutti i colori insieme o creerai un raccoglitore per le sfumature di un colore solo?
E sarà uno strumento solo tuo o condiviso con tutta la classe?
Inserirai anche la ricerca storica sul blu?
Insomma, largo alla creatività e, soprattutto, al lavoro di squadra!

Se osservi da vicino una foglia ti accorgi subito che nella sua superficie accoglie moltissime tonalità. Non è mai di un solo colore. Il gioco di oggi sarà una vera e propria sfida: ricreare la palette di ogni foglia, cioè una tavolozza che rappresenta tutte le sue tonalità.

• foglie
• fogli di carta spessa
• acquerelli
• un pennello OCCORRENTE
1 Procurati alcune foglie raccogliendole nel giardino della scuola o lungo la strada di casa. Possono essere fresche o secche.
2 Appoggia la foglia sulla carta e studia i suoi colori. Cerca di riprodurli tutti : per ogni colore, dipingi un quadratino. All’inizio non sarà facile, ma la sfida è proprio questa: continuare a provare e riprovare finché non trovi esattamente quella tonalità.
3 Ricopia la foglia intera.

I colori più adatti per questa esperienza sono gli acquerelli che si possono miscelare con facilità. Se vuoi schiarire il colore basterà diluirlo, se vuoi renderlo più intenso utilizza meno acqua.








Questa proposta nasce dal lavoro di Elisabetta Mitrovic , una illustratrice ed educatrice che passa molto tempo in mezzo alla natura. Elisabetta osserva gli elementi del bosco e crea dei quaderni che chiama “Taccuini in natura”. Poi insegna a maestre e maestri a fare la stessa cosa in classe.
Con i colori e le parole puoi creare un libro d’artista: nasconderà un quadro e una poesia, che si potranno guardare e leggere in tanti modi.

OCCORRENTE
• un foglio da disegno
• acquerelli
• pennelli
• una poesia stampata su un foglio
• forbici
• colla stick







Un libro d’artista è un libro che è anche un’opera d’arte: ogni pagina può essere disegnata, tagliata, colorata o costruita in modo speciale. Per esempio, il pittore Henri Matisse ne ha creato uno molto interessante.



I passaggi per creare questo piccolo libro d’artista sono semplici.
1 Sul foglio da disegno dipingi con gli acquerelli macchie, linee, cerchi, forme astratte.


La piegatura della carta è un’arte antica: in Giappone veniva usata già molti secoli fa e da lì si è diffusa nel mondo con il nome di “origami”.
Anche gli artisti e gli artigiani moderni usano la carta piegata per costruire libri e sculture... e puoi farlo anche tu!

2 Piega il foglio a metà; riaprilo e piega ogni parte ancora a metà, formando 4 rettangoli. Ripeti l’operazione anche nell’altro verso del foglio, fino a formare 16 riquadri.

3 Taglia il foglio secondo le linee indicate nel disegno.



4 Piega a soffietto questa specie di striscia che hai ottenuto. Ora puoi sfogliarla: che effetto fanno le pennellate ad acquerello, ora che occupano lo spazio di ogni pagina? È l’effetto che ti aspettavi?
5 Scegli una poesia che ti piace (o scrivine una tu!): l’insegnante può stamparla su un foglio. Ritaglia le parole, un verso alla volta. Ora viene una parte importante: incolla il testo sulle pagine del libretto, qua e là, cercando delle combinazioni interessanti tra forme, colori e parole.





Puoi esporre il tuo libretto su una mensola o conservarlo piegato, da mostrare solo a chi vuoi tu!






Sul tragitto da casa a scuola potrai sicuramente notare diverse «erbacce», cioè piante spontanee che crescono vicino alla strada senza bisogno che nessuno le semini. Di solito non ci facciamo caso, ma se invece le guardi bene scoprirai quanto sono belle e varie: hanno una miriade di forme e colori. Puoi trasformarle in un prato dipinto.
















































































































































































































• colori a tempera
• pennelli
• fogli o un lungo rotolo di carta
• forbici
• colla stick

































Raccogli alcuni tipi di erbe spontanee e portali a scuola. Se nella tua classe ognuno ne porta un po’, avrete tante erbe diverse.
1 Scegli un’erba che ti piace e osservala attentamente. Guarda i colori, la forma delle foglie: non ce n’è una uguale a un’altra!

3 Dove dipingerla? Puoi usare un foglio personale oppure realizzare un’ opera collettiva ! Insieme ai tuoi compagni e compagne, dipingi tante erbe vicine su un lungo rotolo di carta.

2 Prepara i colori a tempera: è il momento di fare un ritratto all’erba. Dovrai mescolare bene i colori per ottenere le sfumature giuste e copiare la pianta in modo preciso.


4 Chi abita questo prato? Bruchi, coccinelle, forse qualche vespa che ha nascosto il suo nido? Completa il prato disegnando, ritagliando e poi incollando i suoi abitanti. Sarà un prato in cui non
manca nessuno.




Con questa attività potrai dipingere con uno strumento davvero inusuale: si usa per cucinare, ma invece della sfoglia oggi stenderà il colore…

• fogli di cartoncino formato A3
• colori a tempera
• un mattarello
• forbici
Per la prima parte dell’attività ti serviranno due colori a tempera. Sceglili mettendo i tubetti vicini per osservare se l’accostamento ti piace.
1 Lascia cadere un po’ di tempera da ciascun tubetto su un cartoncino rettangolare abbastanza grande. Puoi fare “colate” di varie forme, ma non esagerare con la quantità. Cerca di restare abbastanza distante dai bordi del foglio.
2 Prima che il colore asciughi, appoggia un secondo cartoncino sopra il primo, ma disponilo nell’altro verso, in modo che crei una L.

3 Adesso è il momento di utilizzare il mattarello! Schiaccia la tempera in mezzo ai due fogli. Poi separa subito i due cartoncini e scopri quale forma strana hanno assunto i tuoi colori.

Avrai ottenuto due opere distinte quasi uguali e già molto belle. Osservale, girandole da tutti i lati. Lasciale asciugare per bene: non abbiamo ancora finito… Ora inizia la seconda parte del progetto
1 Quando i tuoi due dipinti saranno asciutti, sarà il momento di… tagliarli esattamente a metà e farne dono alla classe.







2 Insieme ai tuoi compagni e compagne, unisci i banchi per creare un grande tavolo. Ciascuno appoggerà i suoi 4 pezzi. Sarà come guardare un grande puzzle colorato!
3 Ora ciascuno di voi potrà giocare ad accostare due pezzi tra loro, per creare una nuova opera . Come sceglierli? Non c’è una regola precisa: deve essere un accostamento che vi convince.

Le nuove combinazioni, appese al muro tutte vicine, saranno un’opera collettiva di classe davvero irripetibile!








L’idea per questa attività è venuta a un artista inglese di nome Daniel Eatock . Sul suo sito, eatock.com, puoi trovare tanti esempi a cui ispirarti! Daniel ha insegnato a dipingere con il mattarello a tante maestre nel LaVoratorio di Cattolica, in Emilia-Romagna: è un luogo che fu aperto grazie al designer Bruno Munari, dove gli insegnanti vanno per studiare e immaginare nuovi progetti per bambini e bambine.
Esistono emozioni speciali che in altre lingue hanno un loro proprio nome. A volte si mescolano tutte ed è difficile capire che cosa proviamo… Dipingerle una per una ti aiuterà di sicuro!

• un foglio da disegno
• matite o pennarelli
• colori a tempera
• un pennello
Hai mai sentito parlare di queste emozioni ? Ascolta i loro nomi e leggi i loro significati.
Amae
Ognuno di noi, ogni tanto, sente l’impulso di farsi coccolare e rassicurare tra le braccia di una persona cara. È una sensazione importante che «ricarica le batterie». In giapponese si chiama amae . È il simbolo della fiducia più profonda.

Liget
È il sapore piccante del peperoncino e l’adrenalina delle rapide di un fiume. È quello che ti fa perdere le staffe, ma anche che ti spinge a impegnarti di più. Nelle Filippine, la parola liget è il nome dato a una energia rabbiosa. È una rabbia positiva che offre uno stimolo e una motivazione.
Awumbuk
C’è un senso di vuoto che rimane dopo la partenza di un ospite. La casa, ad esempio, sembra più vuota. In Papua Nuova Guinea si dice awumbuk .
Man
Cambiare pettinatura, imparare a suonare uno strumento, cominciare un nuovo sport… Hai la sensazione di dover fare qualcosa, ma che cosa? In hindi (India) si chiama man : quando hai fame ma non sai di che cosa hai voglia. Il man è sempre in attesa di prendere la forma di un desiderio preciso.
Torschlusspanik
È quell’agitazione che ti viene quando ti accorgi di essere a corto di tempo. È una parola tedesca, è stata usata per la prima volta nel Medioevo.
Ijirashii
È quando ti commuovi nel vedere una persona che parte in svantaggio ma riesce a superare un ostacolo o a portare a termine un’impresa. È una parola giapponese.
Warm glow
Significa «luce calda» ed è un modo inglese per definire il fare qualcosa per gli altri. È il senso di benessere che si prova dopo aver aiutato la nonna a sollevare un peso o essere andato a comperare qualcosa che serviva per la cena.
Gezelligheid
In Danimarca descrive il benessere che provi quando stai al calduccio (magari con buone amiche e buoni amici) e fuori c’è tanta pioggia. È lo stato emotivo del sentirsi abbracciati.
Tu hai mai provato queste emozioni? Prova a ripensare a quando è successo. Con i pennarelli, disegna nel riquadro sotto ogni emozione una forma che la rappresenti. Segui l’esempio a pagina 38.
1 Fra tutte le emozioni scegline 3 che ti sembra di conoscere bene, oppure che ti piacerebbe provare.
2 Prendi un foglio e dipingi con le tempere le 3 forme che hai associato alle emozioni.
3 Bagnati le mani con un po’ d’acqua e comincia a stropicciare il foglio, in modo che le emozioni si mescolino tra loro. Stropiccia delicatamente, le emozioni vanno maneggiate con cura!

4 Lascia che il foglio si asciughi per tutta la notte. Hai creato una scultura fatta di emozioni mescolate. Insieme alla tua classe, puoi allestire una mostra con le sculture di tutti! Non dimenticare una didascalia illustrata per far capire da quali emozioni è composta la tua opera.


Una frase breve e bella ti darà l’ispirazione per creare un poster. Prima di disegnarlo sulla carta, potrai fare delle prove usando l’arte digitale.
• un foglio
• colori a piacere
• una matita o una penna nera
• la LIM o un PC
1 Sul sito zaffiria.it/unsegno troverai una webapp (prodotta da Zaffiria e realizzata da Lorenzo Bravi) per creare un poster : con l’aiuto dell’insegnante, usa la LIM per scegliere una frase che ti piace e illustrala con colori e segni.
2 Dopo aver esplorato le varie possibilità, scegli la versione che ti piace di più e riportala nel riquadro qui sotto. Con un colore a matita crea lo sfondo. Poi scrivi la frase usando una penna nera o una matita morbida (come la 2B).


Se vuoi appendere il tuo poster a una parete, disegnalo su un foglio a parte!

Entriamo nella composizione per pianoforte e violino scritta da Arvo Pärt dal titolo Spiegel im Spiegel («Specchio nello specchio»).
Arvo Pärt fa fare al pianoforte, nota dopo nota, passo dopo passo, un cammino che in musica si chiama “ arpeggio ”. Se lo ascolti, sembra che il suono parta dal basso, salga fin sulla cima di una montagna e poi ritorni al punto di partenza...
OCCORRENTE
• colori a piacere
Potremmo raffigurare un arpeggio così:

Oppure così:





PAROLA DI MUSICISTA
Arvo Pärt è un compositore estone nato nel 1935. Ha inventato un suo modo di creare musica che ha chiamato Tintinnabuli (che nella lingua latina significa «campane»). Lui lo descrive così: «La tintinnabulazione è un’area in cui a volte mi perdo quando cerco risposte: nella mia vita, nella mia musica, nel mio lavoro». E tu dove passeggi quando cerchi risposte?
Ascolta le note del pianoforte: come disegneresti questo arpeggio?
Ascolta attentamente alcune battute della parte scritta per pianoforte di Spiegel im Spiegel . Dove ti vuole portare il pianoforte secondo te: in alto o in basso?
Immagina per un attimo che il pianoforte ti conduca su un sentiero di montagna che improvvisamente sbuca davanti a un lago. Ed ecco che in quel lago si rispecchia un magnifico paesaggio.
Ascolta la melodia suonata dal violoncello: sembra proprio «rispecchiare» quella del pianoforte. Ora immagina: che cosa si rispecchia nel lago, per te? Che cosa suggeriscono le note?
Ora ascolta tutta la composizione: chiudi gli occhi e immagina il tuo quadro.
Trasforma in un disegno l’arpeggio che porta su fino al lago di montagna, nel quale si riflette… che cosa?

C’è un’opera d’arte molto famosa che gioca con i riflessi per creare un’esperienza speciale. L’ha creata un’artista giapponese che si chiama Yayoi Kusama . Si intitola Infinity Mirrored Room: Fireflies on the Water che significa «stanza di specchi infinita: lucciole sull’acqua».

Yayoi Kusama, Infinity Mirrored Room – Fireflies on the Water, 2022. Quest'opera appartiene alla Collezione Whitney del Museum of American Art di New York.
Immagina di entrare in una stanza buia, con specchi alle pareti e 150 luci appese al soffitto che si riflettono su un pavimento d’acqua. Guardandoti intorno ti sembrerà di essere in una notte d’estate piena di lucciole che volano ovunque.
I riflessi danno la sensazione che lo spazio sia infinito, senza inizio né fine.
L’installazione si ispira al paesaggio giapponese dove è cresciuta Kusama: l’acqua calma evoca un lago tranquillo, un’atmosfera serena.





Yayoi Kusama è tra le artiste giapponesi più apprezzate nel mondo. Le sue opere più conosciute sono zucche giganti dipinte con grandi pois che creano delle trame regolari.
Yayoi Kusama, Pumpkin, 2022. Si trova sull’isola di Naoshima, in Giappone.

Uno dei capolavori d’arte del pittore Paul Klee si intitola Macchina cinguettante : rappresenta una “macchina sonora” immaginaria. Ispirandoti a questa idea potresti diventare, per un momento, progettista di macchine sonore fantastiche, dai meccanismi più strani.

Paul Klee, Macchina cinguettante, 1922. Si trova al MoMA, il Museo di Arte Moderna di New York.
• fogli da disegno
• una matita
• matite colorate o pennarelli OCCORRENTE
Per progettare delle macchine sonore ti servono, per prima cosa, dei suoni.
Ascolta il primo suono: è un cavallo che sbuffa. Qui vedi il progetto di una «macchina per fare lo sbuffo del cavallo». Secondo te potrebbe funzionare, magari con un po’ di fantasia?


Prova ad ascoltare gli altri quattro suoni e cerca di capire che cosa può averli prodotti. Chiedi anche il parere dei tuoi compagni e delle tue compagne.
Per ogni suono, immagina una macchina sonora in grado di produrlo. Scegli il nome della macchina, disegna i tuoi progetti su dei fogli e, se vuoi, colorali. Spiega poi a voce ai tuoi compagni e alle tue compagne come funzionano !






Paul Klee amava dire che l’arte «rende visibile l’invisibile». Era uno dei maestri dell’ astrattismo , un modo di dipingere che non voleva copiare la realtà così come la vedono gli occhi, ma interpretarla: linee e colori esprimono delle emozioni.
Chi ama nuotare sa che stando sott’acqua si possono ammirare mondi nascosti meravigliosi: animali e anche piante, come in un giardino subacqueo. Ma anche chi non nuota può immaginare cose favolose: la fantasia non si può fermare… anzi: si riesce ad aiutarla ascoltando una melodia.

OCCORRENTE
• colori a piacere
Il quadro in questa pagina rappresenterà un fondale sottomarino ma, come vedi, non è finito. Per ora è soltanto diviso in cinque parti: vuoi completarle tu?
Ascolta la prima registrazione. Lasciati ispirare dalla melodia e dipingi una delle parti del quadro (una soltanto!).
Fai la stessa cosa con le altre quattro registrazioni. Alla fine avrai completato il tuo dipinto sottomarino.
















Osserva questa immagine: anche qui ci sono pesci, acqua, creature che vivono sul fondo del mare… Di che cosa si tratta?

È l’opera di un’artista di nome Joan Jonas : lei è molto affascinata dagli oceani e spesso li rappresenta nelle sue installazioni. Ci ricorda che tutta la vita sulla Terra è cominciata nell’acqua: «La mente si è evoluta nel mare. L’acqua lo ha reso possibile. Tutte le prime fasi si sono svolte nell’acqua».
L’opera si intitola Moving Off the Land II , cioè «Allontanarsi dalla terra II». Camminando dentro la stanza, il pubblico può vedere l’oceano dal punto di vista degli animali che lo popolano.
Appesi in alto ci sono disegni di pesci e di altri animali acquatici: sono stampati con un getto d’inchiostro sopra la tela che si usa per le vele delle barche.
A terra ci sono 5 piccoli «teatri» nei quali puoi sederti a guardare dei video che mostrano immagini di creature marine proiettate su diversi bambini vestiti di bianco. I bambini rappresentano il futuro: Joan Jonas vuole dirci che siamo ancora in tempo per cambiare il mondo in meglio.


Qua e là ci sono anche degli specchi realizzati sull’isola di Murano, a Venezia, dove lavorano bravissimi artigiani del vetro . È una tradizione importante per chi abita lì. Hai mai visto le loro creazioni? Gli specchi servono a riflettere l’immagine delle persone che passano, per ricordare che l’opera riguarda anche loro.








Joan Jonas è nata in America nel 1936. Nelle sue opere mette insieme danza, musica e teatro e molto spesso usa dei video registrati. La tecnologia infatti l’ha sempre interessata: come guardiamo noi stessi e gli altri attraverso l’occhio della videocamera? Raccontare una storia con la voce o con un libro è diverso da raccontarla con un filmato? Joan ci ha riflettuto molto: secondo lei c’è un collegamento tra la tecnologia moderna, capace di creare illusioni visive, e le antiche fiabe popolari. Tu che cosa ne pensi?
Stai per scoprire come trasformare la parola «fiore» in un coro molto creativo.
Nell’immagine a fianco (per leggerla devi ruotare il libro verso destra) trovi uno spartito molto speciale.
OCCORRENTE
• pennarelli
• una penna

Ascolta la registrazione, vai a pagina 53 e osserva le linee del disegno. Ora prova a seguire con un dito una sola linea, per esempio quella della lettera F. Riesci a riconoscerla nella registrazione? Fa una lunga pausa, fino quasi alla metà del brano.
Ogni lettera nel disegno ha una sua sequenza.
Con un po’ di attenzione puoi riuscire a «cantare» ogni linea. Per cantarle tutte insieme, però, ti serve lavorare in gruppo .
1 Lavora con i tuoi compagni e compagne. Scegliete un direttore o una direttrice fra di voi: vi dividerà in 5 gruppi e affiderà una lettera a ogni gruppo.
2 Prendetevi il tempo per leggere e… lasciatevi dirigere! Il direttore o la direttrice vi guiderà facendo scorrere il dito sul disegno: ogni volta che incontrerà un segno sulla linea della vostra lettera, dovrete inventarvi un modo per interpretarlo con la voce.
Che cosa succede? Che effetto fa seguire lo «spartito» in coro?
È molto divertente fare spartiti come questo: scegli una parola corta e prova a farne uno tu.
Mostra il tuo disegno agli altri. Ora potrete provare a cantare lo spartito!
L’immagine che trovi qui sotto è un’interpretazione della filastrocca Fiori, piccoli fiori che scoprirai nelle pagine successive. Vicino alle parole ci sono dei segni che corrispondono a differenti suoni. Insieme ai tuoi compagni e compagne, puoi divertirti a creare la tua versione.





• pennarelli
• forbici OCCORRENTE

• nastro adesivo colorato
Ascolta la filastrocca Fiori, piccoli fiori . La userai per creare la tua composizione, prima con i pennarelli, poi con il nastro adesivo colorato.
1 Trovi il testo della filastrocca nella prossima pagina. Mentre ascolti, aggiungi con il pennarello dei piccoli segni vicino alle parole . Puoi fare linee semplici che vanno in su o in giù, scarabocchi o piccoli disegni.
L’importante è che «raccontino» bene i suoni.
Puoi lavorare in coppia con un compagno o una compagna: tu leggi, l’altro/a aggiunge i segni, poi fate cambio.
2 Prova ora a rappresentare la filastrocca usando ritagli di nastro adesivo colorato, di tanti tipi diversi. Incollali vicino al testo: crea un mosaico di fiori .

Ascolta la registrazione. Tu, le tue compagne e i tuoi compagni potete provare a leggere la filastrocca partendo in due momenti diversi e tenendo lo stesso tempo. Ci sono molte melodie composte proprio per essere cantate in questo modo: si chiamano “cànoni”. Un esempio che forse conosci è la canzone Fra Martino
Fiori, piccoli fiori
tanti, tanti, tanti fiori
Fiori, fiori, fiori, fiori, tanti, tanti, tanti, fiori.
Fiori bassi, fiori snelli, fiori larghi, fiori gemelli.
Fiori alti, fiori grassi, fiori tondi, fiori sassi!
Fiori, piccoli fiori
tanti, tanti, tanti fiori
Fiori, fiori, fiori, fiori, tanti, tanti, tanti, fiori.
Fiori belli, fiori fratelli.
Fiori quadrati, fiori bagnati, fiori dolci, fiori salati!
Elisabetta Garilli
Ora che hai lavorato sulla pagina, vuoi provare a decorare un oggetto con del nastro adesivo colorato? Magari il tuo diario? Ci sono artiste e artisti che lo fanno, creando delle opere affascinanti! Una di loro è Rebecca Ward , che trasforma intere stanze usando nastri adesivi di tutti i colori.
Crea opere che lei definisce «architettoniche»: attacca il nastro adesivo a soffitti, pareti e pavimenti, e crea nuovi giochi di prospettiva dentro la stanza.
Qui trovi l’opera Tape 3 ( tape significa proprio «nastro adesivo»): se la osservi bene possono venirti alcune idee su come creare qualcosa di bello e molto colorato.








Rebecca Ward è americana e ha studiato come diventare artista all’Università del Texas ad Austin nel 2006. All’inizio Rebecca si è innamorata dei colori vivaci del nastro adesivo, e ha cominciato a immaginare che cosa potesse farci. Provando e riprovando, finalmente ha capito che poteva usarlo per fare delle sculture . Le sue opere infatti non sono bidimensionali, come i mosaici di nastro adesivo che fai sul quaderno!
Il pittore Paul Klee dipinse un quadro dal titolo Strada principale e strade secondarie . Osserva attentamente: “protagonista” della composizione è una striscia verticale. Poi ci sono tantissimi rettangoli colorati... Che cosa ti ricorda?

Paul Klee ha dipinto Strada principale e strade secondarie nel 1929, più o meno un secolo fa.
OCCORRENTE
• colori a piacere
Osserva ora questa fotografia: ritrae dei campi coltivati, visti da un aereo. Anche qui ci sono strisce e rettangoli colorati.
Immagina di essere un contadino. Devi seminare i tuoi campi e vuoi fare attenzione alla biodiversità: vuoi piantare tanti tipi diversi di vegetali.
Il quadro di Paul Klee può ispirarti per progettare il tuo lavoro. Quali piante, quali fiori vuoi seminare? Che colori avranno? Di che forma saranno le aiuole? Anche la musica può venirti in aiuto .

Ascolta i suoni. Sembrano quasi delle «strisce sonore»: ci sono suoni lunghi e intensi, altri sottili e leggeri che sembrano lontani, altri ancora molto vicini. Certi sembrano stretti e aguzzi, altri larghi.
Scegli un colore per ogni suono, e mettili tutti nel tuo quadro. Fai nascere poco per volta i tuoi campi colorati!
La parola «composizione» appartiene sia all’arte che alla musica. Molti pittori la usano per dare un titolo ai loro quadri, come Piet Mondrian che decide di chiamare la sua opera Composizione n. 1 con grigio e rosso . Osserva le linee nere: hanno una distanza precisa, come se seguissero un ritmo. Ma ecco che arriva lui, il colore rosso, in un piccolo rettangolo in fondo…

• un pennarello nero
• un pennarello del colore che preferisci
• un righello
• un foglio
Nel quadro di Mondrian tutte le linee sono scure e c'è solo un rettangolo di un colore vivace, che spicca sugli altri colori. È come se fosse un’unica nota musicale che si distingue dentro un ritmo. Puoi fare anche tu un dipinto simile, facendoti ispirare dai suoni . Ascolta la registrazione. Sentirai una composizione ritmica (creata con le percussioni). Al suo interno c’è un solo suono diverso dagli altri.
1 Usa il pennarello nero. Aiutandoti con il righello, traccia delle linee verticali e orizzontali che si incrociano dove vuoi tu. Fanne al massimo 10.
2 Decidi che colore ha il suono diverso dagli altri e scegli uno spazio per dipingerlo. Guarda l’esempio.

3 Dai un titolo al tuo quadro!

Piet Mondrian dipingeva con i colori a olio . Sono colori in tubetto densi e coprenti, e hanno un odore forte: se li annusi, ti fanno proprio pensare allo studio di un pittore. Un altro artista che li usava spesso Vincent Van Gogh : torna a pagina 22 per trovare un suo quadro!
Ti capita mai di osservare un quadro e vederci qualcosa di diverso da quello che intendeva il pittore o la pittrice?
C’è un quadro in particolare su cui puoi fare questo esperimento: lo ha dipinto Paul Klee e si intitola Rivoluzione del viadotto . A che cosa ti fa pensare?

OCCORRENTE
• una matita
• colori a piacere
Osserva bene e prova a immaginare. Magari anche a te il quadro di Klee ricorda una schiera di gambe e piedi. Sembrano tanti ballerini pronti a mettere in scena una coreografia.
E tu puoi essere, per esempio, il ballerino giallo, o quello rosso. I tuoi compagni e compagne possono interpretare gli altri.
Prova a metterti nella posizione che suggerisce il dipinto: un piede avanti e uno indietro. Il tuo movimento di danza inizierà così, ma poi come proseguirà?

Ascolta la registrazione. Insieme ai tuoi compagni, immagina i passi di danza successivi. Fate qualche prova, poi scegliete la coreografia che vi piace di più: uno, due, tre, quattro!
Potete eleggere fra voi un coreografo o una coreografa che diriga la danza.
Guarda l’esempio che si riferisce al quadro di Klee.
Esempio
1 Posizione del quadro: un piede avanti, un piede indietro.
2 Piedi paralleli.
3 Piedi chiusi.
4 Un piede avanti, uno indietro.

Nella prossima pagina, puoi disegnare i movimenti che avete inventato e le istruzioni per farli.
Quando è tutto pronto, puoi danzare insieme ai compagni e alle compagne seguendo la coreografia.
Molti pittori hanno dedicato le loro opere d’arte alla danza. Osservando i loro quadri puoi incontrare generi di musica completamente diversi fra loro. Quale sarà la melodia più adatta?



Suzanne Valadon nel 1927 ha dipinto una ballerina che si esibiva al circo: ha intitolato il quadro L’Acrobate ou La Roue , cioè «L’acrobata o la ruota».
Ascolta le tre registrazioni: ognuna appartiene a un genere musicale diverso. Scegli la melodia più adatta per ogni quadro.
La danza della vita Registrazione n.
La danse Registrazione n. ............
L’acrobate Registrazione n.
E ora, sulle note della musica, prova a danzare imitando i gesti e i movimenti suggeriti dai personaggi che vedi nei tre quadri.
Questa attività ti accompagna a osservare il cielo infinito con il naso all’insù. Ogni stella è un punto luminoso. Anche tu puoi far apparire le stelle sul foglio.








OCCORRENTE
• 7 fogli da disegno
• colori a piacere














Rufino Tamayo , un pittore messicano, ha dedicato alcuni suoi quadri alle stelle e alle costellazioni. Il pittore rappresenta le costellazioni con linee sottili, come delle strade per muoversi da una stella all’altra. Cerca il suo quadro Corpi celesti (1946) e ispirati a esso per creare le tue costellazioni.



























Ecco come apparirebbe la costellazione di Ercole se unissi le stelle che la compongono con delle linee.


























































Ascolta attentamente la prima registrazione. Immagina i suoni come dei punti luminosi: lasciali cadere sul foglio, dove vuoi tu, facendoti ispirare dalla musica.
Certo, dovrai ascoltare con molta attenzione… Quante stelle farà arrivare la musica sulla pagina? Quando le hai dipinte tutte, collegale con la tua «strada luminosa».
Hai a disposizione 7 registrazioni : puoi usarle tutte di seguito o provarne una diversa per ogni giorno della settimana.









Per far apparire le stelle sul foglio puoi usare dei pennarelli a punta grossa oppure intingere il pennello nella tempera e lasciar cadere una gocciolina di colore . Per disegnare le strade che uniscono le stelle fra loro puoi provare a usare i pastelli a cera.
Il pittore olandese Jan Vermeer dipinse un quadro intitolato Concerto a tre . Il dipinto era conservato al museo Isabella Stewart Gardner di Boston. È stato rubato nel marzo 1990 ed è considerato il dipinto più prezioso tra tutti i quadri rubati: vale più di 200 milioni di dollari!
I ladri hanno lasciato solo la cornice. La direttrice del museo ha deciso allora di esporre proprio la cornice vuota. Anche tu stai per fare la stessa cosa.

OCCORRENTE
• una matita
• colori a piacere
Ascolta la registrazione: la melodia cerca di descrivere il quadro perduto.
1 Prova a immaginare il soggetto del quadro: come sono fatti i musicisti o le musiciste che stanno suonando? Come sono vestiti? Sono in piedi o seduti? Ognuno suona uno strumento diverso: quanti ne senti? Secondo te in che epoca siamo? C’è un pubblico che li ascolta?
2
2 Disegna la cornice perfetta per il quadro che hai immaginato. Hai capito bene! Disegna solo la cornice . Lasciati guidare dalla musica. Guarda l’esempio.


