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materiarinnovabile 03. 2015

Editoriale

M R L’economia della ripresa ha nuovi attori ora serve un riequilibrio tra regole e mercato di Antonio Cianciullo e Roberto Coizet*

*Presidente di Edizioni Ambiente

Nel campo energetico tutti i riflettori sono accesi: le utilities stanno cambiando pelle. Dovranno fatturare meno con l’elettricità e più con i servizi. Passare da un regime di oligopolio a una rete alimentata da milioni di micro produttori di energia rinnovabile. Trasformare una gerarchia di potere basata sull’hardware di poche grandi centrali in un soft power retto dall’innovazione e dal marketing. Questa transizione, anche se non al centro delle discussioni da bar, è piuttosto nota nei suoi tratti generali. È però in corso un’altra transizione che dal punto di vista economico ed ecologico ha uguale importanza, ma stenta a catturare l’attenzione dei grandi media: il recupero della materia. Nel numero precedente della rivista abbiamo dato conto delle cifre in gioco: ogni anno vengono prelevati tra 50 e 60 miliardi di tonnellate di roccia, pietre, sabbia e ghiaia, per ottenere combustibili fossili si muovono altri 45 miliardi di tonnellate di materia, e per le biomasse 27 miliardi di tonnellate. Sono quantità enormi che producono un gigantesco impatto ambientale. E l’andamento sempre più irregolare del cardiogramma dei prelievi (dopo decenni di declino i prezzi delle commodities hanno iniziato a salire nervosamente) dimostra che questo impatto non è più governabile con i vecchi parametri dell’economia lineare che presuppone un’espansione infinita delle miniere e delle discariche. Il mercato ha registrato l’anomalia, ha intuito l’errore, ma non ha ancora messo a punto gli strumenti per risolvere il problema. Serve un nuovo punto di vista basato sul ritorno all’etimo di risorse (resurgere). E dunque sulla

circolarità dell’energia e della materia che mettiamo in campo. Serve una nuova mappa delle convenienze (economiche, ambientali, spirituali). Servono nuovi protagonisti della scena economica in grado di rispondere alle esigenze che si stanno manifestando. Materia Rinnovabile vuole aprire un dibattito per mettere a fuoco l’identità di questi attori dell’economia nascente, per individuare le loro esigenze e per capire in che modo si possano creare le condizioni di contorno per permettere ai nuovi interessi collettivi di vincere più rapidamente le resistenze del cartello degli oligopoli del ventesimo secolo. Proviamo a trovare le risposte ad alcune domande. Per esempio: quali sono le regole e le opportunità di mercato che consentono lo sviluppo dell’economia circolare? Deve prevalere l’iniziativa pubblica o quella privata? Quale equilibrio va costruito tra mercato libero e mercato “amministrato” (cioè orientato in modo da favorire economicamente i soggetti considerati più “virtuosi”)? E proviamo a individuare alcuni elementi di possibili risposte. Per esempio. L’economia circolare persegue al tempo stesso interessi pubblici (è una strategia intelligente per far crescere il benessere collettivo limitando al massimo l’impatto sugli ecosistemi) e privati (è fatta soprattutto da imprese anche se non mancano le strutture no profit). Ciò significa che deve esistere una convenienza economica, un vantaggio individuale e collettivo, nel far circolare e ricircolare i flussi di materia all’interno dei cicli di produzione. Se parliamo di rifiuti, il vantaggio economico comincia

Materia Rinnovabile #3  

Bioeconomia, Economia Circolare, Green e Blue Economy, Sharing Economy: Materia Rinnovabile è il magazine internazionale che racconta i camb...

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