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Case Histories Materiali da cui è possibile ricavare biocombustibile 1. cocco 2. scarti forestali 3. olio da cucina 4. alghe 5. tabacco 4 5

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mercato. “Il nostro comparto deve affrontare due questioni principali”, spiega Jessica Kowal, responsabile del programma sostenibilità del colosso dell’aerospace Boeing. “Non esiste un’offerta sufficiente per soddisfare la domanda delle compagnie aeree e i costi sono ancora troppo elevati: bisogna parificare il costo a quello del cherosene.” Attualmente il prezzo dei biocarburanti è attorno a un dollaro al litro. Secondo vari intervistati ciò che manca è un supporto finanziario (incentivi, finanziamenti ad hoc per R&D ecc.) decisivo per lo sviluppo del settore. “Non ci sono avanzamenti sostanziali. È sempre la stessa questione: prima l’uovo o la gallina?”, afferma Saija Stenbacka, VP Quality, Safety and Environmental Management di Finnair, la compagnia di bandiera finlandese che ha testato il primo biofuel-powered da Helsinki a New York durante il Climate Summit delle Nazioni Unite di settembre 2014. “C’è necessità d’infrastrutture per la creazione di un’industria sostenibile dei biocarburanti. Ma senza investimenti non ci sono infrastrutture.” E allo stesso tempo: senza infrastrutture tangibili e testate poche imprese vogliono lanciarsi in investimenti sostanziali. “Ci sono troppi rischi associati”, continua Stenbacka. “E non è facile convincere gli investitori.” Secondo Boeing “serve una strategia ‘all of the above’”, aggiunge Kowal “che sviluppi diversi tipi di carburanti da un numero elevato di materie. Crediamo che nel breve termine il green diesel sia un percorso interessante e per questo stiamo cercando l’approvazione per il suo uso nell’aviazione commerciale”. Un combustibile dunque che sfrutta principalmente non solo il dannoso olio di palma ma grassi animali, oli esausti, oli derivanti da alghe e varie tipologie di scarti di origine biologica. In Italia Eni ha convertito una vecchia raffineria nella prima green-refinery proprio per produrre green diesel. Ma al momento l’uso di olio di palma non sembra una soluzione esattamente ecofriendly. Ragione per cui le compagnie guardano con più interesse ai biocarburanti advanced, di nuova generazione. In Europa intanto, per favorire uno sviluppo sostenibile del settore, la Commissione Ambiente ha votato recentemente (24 febbraio) contro la produzione di biocarburanti “dannosi per le culture alimentari o per altre importanti risorse

come l’acqua”. Qualora la direttiva venisse approvata in via definitiva modificherebbe la controversa Fuel Quality Directive, riducendo a meno del 6% il mix con biocarburanti nel settore trasporti. Per i player di settore servono invece regolamenti che favoriscano gli investimenti. “La tecnologia è assolutamente pronta e continua a fare progressi rapidissimi”, spiega Antonio De Palmas, presidente di Boeing Italy. “Ma c’è bisogno di un impegno governativo affinché le politiche e i regolamenti esistenti, specialmente in Europa, vengano ridisegnati per sostenere l’unica fonte di energia rinnovabile disponibile per l’industria aeronautica.” Sebbene il settore sia ancora agli albori, non sono poche le compagnie che stanno investendo in ricerca e sviluppo. Gli esempi non mancano. Lo scorso dicembre South African Airways (Saa) ha annunciato una partnership per produrre su larga scala un tipo di tabacco, ad alto contenuto energetico, per raffinare biofuel. Insieme a Boeing, Saa e i partner del settore biochimico, SkyNRG e Sunchem SA, hanno dato avvio Project Solaris con una sperimentazione di 123 ettari nella provincia del Limpopo. L’americana Southwest Airlines ha siglato un accordo con Red Rock Biofuels per impiegare un biocarburante derivato dagli scarti forestali “con un significativa riduzione degli incendi di larga scala negli Stati Uniti occidentali. L’accordo prevede la consegna di oltre 10 milioni di litri di carburante entro il 2016. Il Brasile sembra essere il più interessato a fare il primo della classe. Presso il Joint Research Center del brasiliano São José dos Campos Technology Park, due colossi dell’aviazione, Boeing e Embraer, stanno coordinando ricerche a tutto campo sul tema: feedstock production, analisi economiche sull’evoluzione delle tecnologie, studi di viabilità economica, innovazione nelle tecnologie di processing. Difficile non intuire i legami con le potenti firme di agribusiness del Sud America. Secondo think-tank come Transport & Environment (vedi intervista) il settore sta vendendo gli advanced biofuels come una panacea per le emissioni del settore. Una nuova lotta per le biomasse si prospetta all’orizzonte.

Si dovrebbero arrivare a produrre oltre 13 milioni di tonnellate di carburante sostenibile per il settore aereo entro 2030, con un risparmio equivalente di 35 milioni di tonnellate di CO2 non emesse nell’atmosfera.

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Materia Rinnovabile #3  

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