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materiarinnovabile 03. 2015

Come la maggior parte dei paesi europei, l’Italia è un importatore netto di risorse naturali.

Delle 22 miliardi di tonnellate utilizzate – 2,7 miliardi in Europa – 8 sono adatti all’alimentazione umana, 11 sono utilizzati per nutrire gli animali; dalle foreste – vergini e non – vengono prelevati 2,5 miliardi di tonnellate di legname e altri prodotti. Solo una parte di quest’ultimo flusso è ottenuta dall’uomo attingendo ai preziosissimi stock di biomasse naturali (abbattimento delle foreste vergini e pesca eccessiva). Il resto, proviene quasi esclusivamente dalla nuova biomassa che si genera annualmente. Insieme con la bruciatura delle stoppie, quella della legna libera in atmosfera un miliardo di tonnellate di carbonio. Per quanto riguarda gli 8 miliardi di tonnellate di alimenti adatti agli uomini, occorre tenere conto dei “costi” (in termini di sottrazione di materia) della trasformazione, e dello spreco alimentare. Solo quest’ultimo, secondo la Fao, trasforma in rifiuto almeno un terzo delle biomasse adatte all’alimentazione umana. Contando anche quel che residua da trasformazione e consumo senza che ciò costituisca spreco (le parti non edibili degli alimenti), possiamo stimare in almeno 4 miliardi di tonnellate le biomasse che tornano disponibili per eventuali ulteriori utilizzi, dopo il passaggio per la trasformazione industriale e/o il consumo, nella forma di rifiuto. Anche qui, la bioeconomia può intervenire per recuperare questa preziosa materia

e alimentare con essa fertilità dei suoli, processi industriali, reti energetiche. Il resto degli 8 miliardi di tonnellate adatte all’alimentazione umana, una volta ingerito e digerito, condivide con gli 11 miliardi di tonnellate destinati agli animali il destino di diventare in parte emissione in atmosfera (parte del carbonio e dell’idrogeno contenuti negli alimenti viene nel metabolismo animale legata con l’ossigeno respirato o trasformata in metano nella fermentazione enterica), e in parte escremento. Sarebbe utile poter disporre di stime espresse in termini di sostanza secca, o con umidità standardizzata, mentre solo il foraggio (gran parte degli 11 miliardi di tonnellate destinate agli animali) è quantificato normalizzandone il contenuto d’acqua al 15%. Della sostanza secca ingerita, si può comunque dire che il carbonio contenuto nelle emissioni è stimabile intorno al miliardo di tonnellate, e che almeno i quattro quinti di essa tornano disponibili sotto forma di escrementi. Stiamo parlando, in definitiva, di almeno 8 miliardi di tonnellate di sostanza secca. Di nuovo, questa può essere restituita al suolo e/o utilizzata per produrre biogas. La situazione italiana L’Italia, con la sua impronta idrica annuale di 130.000 milioni di metri cubi, della quale il 61% fuori dai confini, con la sua impronta ecologica pari a 3,8 volte la sua biocapacità e numerose imprese che acquisiscono terre oltremare (spesso per produrre biofuels), condivide con buona parte del mondo economicamente forte molte buone ragioni per gestire oculatamente le biomasse che ha a disposizione. Come la maggior parte dei paesi europei, l’Italia è un importatore netto di risorse naturali. Per le risorse rinnovabili, a differenza di quelle non rinnovabili, esiste un possibile trade off fra prelievo interno e importazioni: le biomasse costituiscono nel 2013 il 27,8% dell’estrazione interna di materiali utilizzati e il 13,4% dei flussi dall’estero. Questi coprono circa il 27% del fabbisogno di biomasse del sistema produttivo e dei consumatori del paese. I flussi dall’estero appaiono in regolare crescita,

Movimentazione di biomasse utilizzate, Italia, 1991-2013 Fonte: Istat.

180 160

Prelievo interno

140 120 100 80

Importazioni

60 40 Esportazioni

20 0 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Secondo la Fao, lo spreco alimentare trasforma in rifiuto almeno un terzo delle biomasse adatte all’alimentazione umana.

quali la produzione di nuovi materiali e combustibili. Purtroppo non sono disponibili statistiche sulla incidenza delle varie modalità di smaltimento dei residui agricoli a livello globale, né è possibile formulare stime attendibili.

Milioni di tonnellate

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Materia Rinnovabile #3  

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