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Traven Books

2020


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Un lavoro originale, acuto, dotto, a volte ostico, a volte illuminante, divertente in molti passaggi e mai scontato.

“salto.bz”

Una realtà inedita, inconcepibile, drammatica. Anno 2020, primavera. Dalla reclusione in casa, imposta dal dilagare del Coronavirus e dai relativi decreti varati dal governo, nasce la necessità di testimoniare la propria condizione di isolamento e smarrimento. Con leggerezza e malinconia, con ironia e disincanto, Gabriele Di Luca compone ogni giorno un decalogo “malumoristico” di riflessioni, impressioni, frammenti narrativi o citazioni capaci di connetterlo in modo più intimo ai frequentatori virtuali della sua bolla domestica. Cerca in questo modo di conservare una relazione con il mondo che pure continua a scorrere oltre le finestre, con brandelli di ostinata appartenenza sociale cui si sforza di dare un senso, o semplicemente una forma. Le sue divagazioni ritmano l’accadere e più spesso il non accadere degli eventi, costruendo una trama solo apparentemente sconnessa di pensieri, in realtà una lenta e progressiva teoria dell’esistenza. L’io narrante finisce così per proiettare ansie e desideri in un curioso alter ego che pian piano gli ruba la scena e (forse) il destino. Nell’attesa di tornare, prima o poi, a riveder la gente. Gabriele Di Luca (1967), livornese, risiede da oltre vent’anni in Alto Adige, dove svolge le professioni di insegnante e traduttore. Editorialista del “Corriere dell’Alto Adige”, scrive inoltre per le testate “ff” e “salto.bz”. Per Edizioni alphabeta Verlag ha curato, insieme a Maurizio Ferrandi, i due volumi antologici Pensare l’Alto Adige (2017 e 2018) e tradotto il testo di Alexander Langer Südtirol ABC (2015).


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Gabriele Di Luca

E quindi uscimmo a riveder la gente Diario dalla Grande Reclusione

Š 2020, 200 pp., ill., Euro 13,00 ISBN 978-88-7223-366-5


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Un libro che intreccia l’autobiografia con una profonda riflessione sulla democrazia e gli esseri umani “La Lettura – Corriere della Sera”

Estate 2015. L’immagine-simbolo di un corpicino senza vita, che le onde del mare hanno riversato sulla spiaggia di un’isola greca, apre gli occhi al Vecchio Continente sulla condizione dei rifugiati, mettendo in moto un’inedita catena di solidarietà e una prima, vera presa di coscienza collettiva circa i fondamenti politici e giuridici dell’Europa unita. Quello «spazio di libertà, sicurezza e giustizia», come recita il Regolamento di Dublino, è destinato tuttavia a rimanere un’illusione di breve durata. Che si ripropone, in tutta la sua nobile evanescenza, cinque anni dopo, in occasione di un nuovo, drammatico punto zero chiamato Coronavirus. Ricostruendo la propria singolare vicenda di sudtirolese emigrata in Germania, Maxi Obexer si interroga sul significato di parole quali “integrazione” e “appartenenza” alla luce di un’esperienza in perenne bilico tra lingue, culture e sensibilità differenti. Racconta storie di migranti, di fortezze erette e muri crollati, dell’arbitrarietà e delle contraddizioni che regolano le sorti di chi fugge – o semplicemente va in cerca di un futuro altrove – e di chi invece si difende. A metà tra romanzo autobiografico e pamphlet, La prima estate dell’Europa è un viaggio intimo e sofferto dentro il concetto stesso di identità.

Maxi Obexer (Bressanone, 1970) vive a Berlino, dove ha studiato Letterature comparate, Filosofia e Scienza del Teatro. Drammaturga e saggista, è vincitrice del Premio Robert Geisendörfer (2016) per i suoi saggi politici e del Potsdamer Theaterpreis per la piéce Gehen und Bleiben. La prima estate dell’Europa, suo secondo romanzo, è stato finalista al Premio Bachmann (2017).


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Maxi Obexer

La prima estate dell’Europa

Traduzione dal tedesco di Cristina Vezzaro

© 2020, pp. 136, Euro 12,00 ISBN 978-88-7223-360-3


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Chi volesse scoprire un Sudtirolo inquietante e sinistro, con l’antieroe Tschenett fa la scelta giusta.

“Berliner LeseZeichnen”

Anni novanta. Nell’estremo nord dell’Alto Adige un’esplosione nel cantiere di una galleria fa emergere dalle macerie il cadavere di un uomo in abito elegante e con una misteriosa ventiquattrore. Chi diavolo è? Com’è finito lì? Ha forse a che fare con quell’opera capitale che è il tunnel di base del Brennero, che ancora oggi, a distanza di trent’anni, non cessa di suscitare discussioni e polemiche? Se lo chiede il camionista Tschonnie Tschenett, simpatico sbruffone e bevitore impenitente, rientrato da qualche tempo nella sua terra d’origine e trovatosi per caso sul luogo del rinvenimento. A corto di incarichi di trasporto e con la propensione a cacciarsi nei guai, Tschenett chiede supporto all’amico poliziotto Totò per indagare privatamente sul caso, imbattendosi in tipi loschi, contadini ridotti alla miseria, servizi segreti, biechi speculatori collusi con la politica e un’irresistibile geologa dai capelli rossi. Un poliziesco venato di comicità, un romanzo in perfetto stile pulp che alla compattezza del genere unisce le colorite sfumature idiomatiche di una terra di confine e plurilingue, nella quale emergono, in tutta la loro peculiarità, tratti psicologici e sociali divertenti e inquietanti al tempo stesso. Kurt Lanthaler (1960) è uno scrittore bolzanino di lingua tedesca. Oltre alla fortunatissima serie di gialli che hanno per protagonista Tschonnie Tschenett, è autore di romanzi, racconti, poesie, libretti musicali, testi teatrali e sceneggiature. Ha tradotto in tedesco i romanzi di Peppe Lanzetta e Roberto Alajmo. Per Edizioni alphabeta Verlag ha pubblicato il romanzo picaresco Il delta (2015), ambientato nelle atmosfere umide e nebbiose della foce del Po. Vive tra Berlino e Zurigo.


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Kurt Lanthaler

Il morto nella roccia

Traduzione dal tedesco di Stefano Zangrando

Š 2020, pp. 320, Euro 14,00 ISBN 978-88-7223-358-0


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La scarna opera di Anita Pichler va annoverata tra la migliore letteratura contemporanea di lingua tedesca “Neue Zürcher Zeitung”

Fin dalla sua infanzia Anita Pichler era a conoscenza delle storie magiche che circondano il leggendario regno dei Fanis. Si tratta di racconti legati geograficamente all’omonimo massiccio montuoso nelle Dolomiti e inseriti nella ricca tradizione narrativa ladina, che tuttavia ne conserva solo frammenti. Di questi racconti Pichler ci offre una nuova, affascinante versione. Da un’attenta analisi delle fonti scritte relative alle saghe dolomitiche vengono alla luce, strato dopo strato, strutture testuali sempre più antiche, fino a risalire alle tredici figure che compongono le “donne di Fanis”. Dalla madre primigenia Tanna, a Somavida e Dindia, custodi del fuoco e del vento, prendono forma creature selvagge e metamorfiche appartenenti a un “tempo prima del tempo”, a un luogo mitico e primordiale in cui collocare una possibile idea dell’Inizio. L’appendice critica di Ulrike Kindl ricostruisce l’origine delle leggende e ci mostra i diversi volti assunti dalle donne di Fanis nel corso della trasmissione orale delle loro gesta, evidenziando un patrimonio culturale nutrito di molteplici influssi e contaminazioni.

Anita Pichler (1948-1997), meranese, fu la prima scrittrice della generazione del dopoguerra ad acquisire notorietà fuori dai confini dell’Alto Adige e il cui influsso sulla letteratura sudtirolese è stato ed è tuttora determinante. La sua opera suscitò molti entusiasmi, ma fu anche oggetto di feroci critiche. Nel catalogo alphabeta sono disponibili Come i mesi l’anno (2016) e Di entrambi gli occhi lo sguardo. Nove variazioni sul vedere (2018).


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Anita Pichler

Le donne di Fanis

A cura di Ulrike Kindl Traduzione dal tedesco di Donatella Trevisan Š 2020, pp. 160, Euro 12,00 ISBN: 978-88-7223-359-7


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Solo tredici chilometri la separavano dalla salvezza, ma lei aveva incontrato la morte. Chissà che faccia aveva e che lingua parlava. Martin Scherer è un tranquillo ragazzo di ventisei anni, vive a San Candido, in Alta Pusteria, e fa diversi lavori: il cameriere a Jesolo in estate, il muratore e il commesso in un noleggio sci d’inverno. Johanna Pichler di anni ne ha invece diciannove, abita a Sillian, in Austria, a “solo tredici chilometri” dal confine italiano: è disoccupata e conduce una vita molto sregolata. Una sera i due s’incontrano in un bar e trascorrono parte della notte insieme, ma pochi giorni dopo Johanna viene trovata morta in Veneto, con segni di strangolamento, i pantaloni abbassati e del nastro adesivo a sigillare bocca e narici. Cos’è successo? Chi l’ha uccisa e trasportata fin laggiù per gettarla in un fosso? Il cadavere ha annodata intorno alla vita una felpa di Martin, che viene subito interrogato e arrestato, ma che si dichiara innocente. A cercare la verità – tra mille dubbi e interrogativi, e di fronte a contraddizioni e procedure non del tutto ortodosse – sarà l’avvocato De Vitis, alla sua prima esperienza in un procedimento penale, che diventerà per lui un vero e proprio apprendistato giuridico e umano. Ispirato a un fatto di cronaca, Solo tredici chilometri è un legal thriller che ricostruisce una vicenda giudiziaria lunga e controversa, ma anche un romanzo di formazione ambientato in una terra che dietro ameni paesaggi da cartolina nasconde atmosfere cupe e conturbanti. Giovanni Accardo (1962), scrittore e insegnante, è nato in Sicilia ma vive a Bolzano da oltre venticinque anni. Ha al suo attivo, oltre ad alcuni saggi dedicati al mondo della scuola, due romanzi (Un anno di corsa, Sironi 2006; Il diavolo d’estate, Ronzani, 2019). Per Edizioni alphabeta Verlag ha curato il volume Dialogo sull’Albania (2019), che raccoglie

scritti di Alex Langer e Alessandro Leogrande, e i primi due numeri della collana di racconti “Parole del tempo/Zeitworte” (Risentimento, 2019; Indifferenza, 2020). Mauro De Pascalis (Silandro, 1967), avvocato e insegnante, coltiva da sempre la passione per lo sport e la scrittura. Solo tredici chilometri è il suo primo romanzo.


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Giovanni Accardo, Mauro De Pascalis

Solo tredici chilometri Š 2020, pp. 272, Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-361-0


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Questa è una storia di confine. E le storie di confine sono spesso caratterizzate da un senso di mancanza, di incompletezza, vanno alla ricerca di un tema che le sostenga, le descriva e, alle volte, le giustifichi. “Corriere della Sera” Storie di distacchi, fughe, migrazioni: le “vite lontane” di due figure femminili si intrecciano in una pluralità di piani narrativi e temporali, mescolando fantasia e realtà, passato e presente, infanzia ed esistenza adulta. L’io narrante rievoca luoghi abbandonati e remote vicende di guerra, che fanno da sfondo a fratture familiari, confini da valicare e affetti da preservare. È lo stesso destino di Meta, profuga etiope prima rapita e poi sfruttata: l’addio alla propria terra, il viaggio alla volta dell’Europa, le indicibili privazioni e sofferenze. L’incontro finale tra le due svela sorprendenti affinità e legami, e una comune necessità di riscatto. Il romanzo di Anna Rottensteiner, scritto in una lingua ricca di immagini plastiche e sensuali, è una raffinata, intrigante riflessione sulla condizione del “migrare”: da una sponda all’altra, da un Paese all’altro, da un’identità all’altra, ci si allontana da se stessi per ritrovarsi nell’altro. Anna Rottensteiner (1962), nata a Bolzano, ha studiato Germanistica e Slavistica all’Università di Innsbruck. Dopo aver svolto le professioni di libraia ed editor, dal 2003 è direttrice della Literaturhaus am Inn, la Casa della Letteratura di Innsbruck. Ha collaborato in qualità di traduttrice e curatrice a diversi progetti editoriali interculturali, e ha al suo attivo tre romanzi (di cui uno per bambini) e alcune raccolte di racconti. In edizione italiana è disponibile il suo romanzo d’esordio, Sassi vivi (Keller, 2016). Per Edizioni alphabeta Verlag ha curato, insieme a Giovanni Accardo, i primi due numeri della collana “Zeitworte/Parole del tempo” (Risentimento, 2019; Indifferenza, 2020).


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Anna Rottensteiner

Le vite lontane

Traduzione dal tedesco di Carla Festi Š 2019, 144 pp., Euro 12,00 ISBN 978-88-7223-350-4


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Giorni di vento è un libro lieve, nostalgico, una storia raccontata con semplicità e tanto calore.

“Tiroler Tageszeitung”

Innsbruck, primavera 1990. Lukas è un ragazzino vivace, che ha una sola, grande passione: il calcio. L’attesa per gli imminenti Campionati mondiali si fa sempre più fremente, tanto più che quell’anno si tengono in Italia, Paese che per Lukas è sinonimo di vacanze al mare, giochi estivi, dolciumi a volontà. Ad aprire uno squarcio in questo quadretto idilliaco sarà la frequentazione di un vicino di casa, il vecchio e solitario Lahner, un sudtirolese appartenente a una famiglia di optanti: una delle tante vittime dell’italianizzazione forzata della sua terra natale, prima e dopo la seconda guerra. Il ricordo della Heimat è venato di rimpianto e amarezza, è la storia di una famiglia lacerata e tuttora divisa da un oblio volontario e da antichi rancori. Un beffardo scherzo del destino – l’incontro con un ex carabiniere – disvela il capitolo più nero di questa storia: un arresto arbitrario, una serie di torture subite, i segni che queste hanno lasciato sul corpo e nell’anima di Lahner. Il ritiro della Nazionale tedesca in Alto Adige sarà l’occasione per il vecchio di chiudere il cerchio del proprio passato e per il giovane di scoprire un’Italia insolita e sorprendente. Bernd Schuchter (1977), scrittore, critico letterario ed editore, è nato e vive a Innsbruck. Ha al suo attivo tre romanzi, alcune raccolte di racconti e novelle, e vari saggi di storia, arte e filosofia. Si è aggiudicato, tra gli altri, il premio Brixen/Hall (2007) per le opere in prosa e il premio Theodor Körner (2017) per la saggistica d’arte. Tra le sue ultime pubblicazioni, ricordiamo il romanzo storico Rikolas letzter Auftritt (Braumüller, 2019), dedicato alla bizzarra figura del banchiere-editore Richard Kola. Giorni di vento è il suo primo romanzo tradotto in italiano.


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Bernd Schuchter

Giorni di vento

Traduzione dal tedesco a cura di Carla Festi Š 2019, 144 pp, Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-344-3


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Un “classico dimenticato” della letteratura altoatesina Bolzano, seconda metà degli anni cinquanta. Michele è un inquieto trentenne, agente di commercio che oscilla tra l’edonismo della nuova società consumistica e vaghe quanto velleitarie aspirazioni di vita. Una possibile svolta esistenziale è rappresentata dall’occasionale incontro con Marta, una timida e discreta maestra elementare di etnia tedesca, che abita in una casa di campagna insieme all’anziana madre e ad un amico di famiglia dal ruolo ambiguo. La casa, stretta tra una sponda dell’Adige e uno strapiombo roccioso, è stata teatro, nell’immediato dopoguerra, di un tentativo di rapina finito nel sangue. Tra i due nasce una relazione complicata e resa ancora più impervia dal contesto ambientale, dall’ostilità diffusa e sempre meno nascosta tra i due gruppi linguistici, che di lì a poco sfocerà nella stagione del terrorismo. Sarà l’inattesa visita di Michele alla “casa sull’argine” a riportare a galla alcuni sinistri frammenti di passato tenuti fin lì segreti. Innescando un finale rocambolesco e “aperto”. Con un sapiente intreccio narrativo e uno straordinario realismo d’ambientazione, il romanzo di Gianni Bianco, edito per la prima volta nel 1965, offre un incisivo ritratto generazionale e – sottolinea Carlo Romeo nella Postfazione – lo «spaccato di un piccolo mondo còlto nel suo momento di massima tensione e metamorfosi». Gianni Bianco (1932-2015), nato in Campania e bolzanino d’adozione, dopo aver svolto per un breve periodo la professione forense, si è dedicato al giornalismo. Entrato in RAI come collaboratore, è stato successivamente capocronista dell’“Alto Adige” e redattore del “Giorno”, per il quale ha ricoperto anche l’incarico di inviato speciale per gli sport invernali. Memorabili i suoi articoli al seguito della Valanga Azzurra. Per molti anni ha diretto la rivista “Sci”. Autore di numerose pubblicazioni in ambito sportivo, alla questione sudtirolese ha dedicato, oltre al romanzo Una casa sull’argine, il saggio-inchiesta La guerra dei tralicci (Manfrini, 1963).


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Gianni Bianco

Una casa sull’argine

Postfazione di Carlo Romeo © 2020, 160 pp., Euro 12,00 ISBN 978-88-7223-357-3


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Prendere la mira e mancare esattamente un punto indefinito lontano dal bersaglio. Un piccolo universo popolato da uomini stravaganti e animali spaesati, una carrellata di protagonisti, loro malgrado, di storie in frantumi che sembrano tutti vagare a mezz’aria, quasi in assenza di gravità, dentro una bolla di poesia e malinconia, trafitta da improvvise stilettate di ironia e paradossi. Con una spassosa appendice dedicata al Sudtirolo, ai suoi miti posticci e alle sue eterne contraddizioni, ai suoi vittimismi incrociati sui quali viene gettato uno sguardo acuto e insofferente. Divertimenti tristi appartiene al genere letterario del “racconto rotto”. È una raccolta cioè di frammenti di un testo smembrato che diventano poemetti in prosa, aforismi dilatati, sequenze interrotte, onirogrammi, romanzi compressi, divagazioni, miniature. Sono un centinaio, o poco più, di prose minime collocabili tra la caricatura e l’apologo, che disvelano il talento, l’umorismo stralunato e il funambolismo di un geniale artigiano della parola, Enrico De Zordo, sulla cui vena grottesca e parossistica vegliano i numi di Franz Kafka ed Ennio Flaiano. Enrico De Zordo (1969) è nato a Brunico e vive a Bressanone. Laureato al DAMS di Bologna con una tesi su Edoardo Sanguineti, ha pubblicato la raccolta di versi Perimetri (L’Autore Libri, 1998). È stato insegnante di italiano in una scuola di economia domestica e commerciante di vini. Dal 2010 lavora nell’ambito dei servizi sociali.


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Enrico De Zordo

Divertimenti tristi

Centoundici prose minime Postfazione di Gabriele Di Luca Š 2017, 163 pp., Euro 12,00 ISBN 978-88-7223-311-5


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norber c. kaser

rancore mi cresce nel ventre

Poesia & prosa 1968-1978 Testo originale a fronte Traduzione dal tedesco di Werner Menapace © 2017, 492 pp., Euro 20,00 ISBN 978-88-7223-288-0 norbert c. kaser (1947-1978), nato a Bressanone, visse tra l’Alto Adige e Vienna. Ex frate cappuccino e insegnante di scuola elementare, pubblicò articoli di critica sociale e culturale su giornali e riviste locali, e intraprese diversi viaggi, brevi ma significativi. Solo dopo la morte, però, le sue poesie e i suoi scritti, dispersi e talora incompleti, sono stati raccolti dapprima in diverse antologie e poi nel 1988 nell’opera completa in tre volumi presso l’editore Haymon.

L’opera poetica di Norbert C. Kaser – con le iniziali rigorosamente minuscole –, presentata qui in ampia versione insieme ad altri testi in prosa, è parte integrante della letteratura mitteleuropea del Novecento. Scrittore geniale e multiforme con una lingua asciutta e tagliente, rigorosa e al tempo stesso eversiva, Kaser ha portato alla luce le contraddizioni, i fermenti e le lacerazioni di una società e di un’epoca, gli anni sessanta e settanta del secolo scorso, rendendoli universali. È stato un oppositore radicale delle ipocrisie e delle ottusità di entrambi i nazionalismi in Alto Adige, testimoniando il declino di una Heimat in perpetua oscillazione tra rivolta e disincanto. Poeta della malinconia e dell’estrema consapevolezza, cantore della vita agra, la sua vicenda artistica e umana incarna il destino di uno spirito fragile e combattivo al contempo, di uno straordinario tessitore di parole che smaschera, spesso con vena satirica, i labili fantasmi della «borghesia bottegaia e del clero oppressivo».


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situazioni di vita quotidiana da una terra del tutto particolare, per certi versi unica. Ricreano un mondo – quello altoatesino – dalle mille sfaccettature e infinite contraddizioni, ne sono lo sguardo prospettico, lo specchio talvolta deformante, l’immagine cangiante. Ne sono la più completa, autentica espressione letteraria degli ultimi venticinque anni. Memorie, reportage, racconti, estratti di romanzi che attraversano un territorio di confine, la sua gente, la sua storia, i suoi luoghi, il suo immaginario.

Toni Colleselli (a cura di)

Narrare l’Alto Adige

25 anni di racconti intorno alla provincia meno italiana d’Italia © 2015, 680 pp., Euro 28,00 ISBN 978-88-7223-246-0

Nel resto d’Italia la narrazione dell’Alto Adige/Südtirol è stata per lungo tempo – e in parte lo è ancora – deformata da una conoscenza assai approssimativa delle vicende sociali e politiche. I testi raccolti in Narrare l’Alto Adige propongono testimonianze e racconti storici, presentano personaggi reali e di finzione, ci introducono in paesaggi naturali e umani, ricostruiscono biografie e destini, ma anche semplici

Contributi di: Alessandro Banda • Pier Francesco Bonaventura • Alex Boschetti • Paolo Cagnan • Renzo Caramaschi • Paolo Crazy Carnevale • Luciana Chittero Villani • Toni Colleselli • Brunamaria Dal Lago Veneri • Kareen De Martin Pinter • Riccardo Dello Sbarba • Bruno Durante • Giorgio Falco • Helene Flöss • Ettore Frangipane • Umberto Gandini • Italo Ghirigato • Letizia Gianmoena Monti • Lotti Goliger Steinhaus • Lilli Gruber • Sabine Gruber • Ernest van der Kwast • Kurt Lanthaler • Claudio Magris • Andreas Maier • Sepp Mall • Fabio Marcotto • Roberto Masiero • Francesca Melandri • Reinhold Messner • Andrea Montali • Sandro Ottoni • Tim Parks • Hans Karl Peterlini • Anita Pichler • Anne Marie Pircher • Quit the Doner • Paul Renner • Carlo Romeo • Andrea Rossi • Michele Ruele • Luigi Serravalli • Matteo Strukul • Katia Tenti • Franz Thaler • Paolo Bill Valente • Giorgio Vonmetz Schiano • Stefano Zangrando • Ada Zapperi Zucker • Kai Zen • Joseph Zoderer


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Astrid Kofler

Il volo dell’altalena

Traduzione dal tedesco di Giuliano Geri © 2018, 320 pp., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-308-5

Astrid Kofler (1965), giornalista, filmmaker e scrittrice, collabora, tra gli altri, con RAI e ORF. Si occupa in particolare di storia sociale dell’Alto Adige, come testimoniano i suoi numerosi documentari e le sue opere letterarie e di ricerca storica, per i quali si è aggiudicata nel 2011 il Walther-von-der-Vogelweide-Förderpreis del Südtiroler Kulturinstitut. Il volo dell’altalena è il suo primo romanzo tradotto in italiano.

Autunno 1935: la giovanissima maestra Ada Torelli, originaria della Ciociaria, viene destinata a una scuola elementare in provincia di Bolzano, al culmine del processo di italianizzazione del Sudtirolo. Si ritrova così in uno sperduto villaggio di montagna, tra una popolazione rurale oppressa da un’antica miseria e dall’imposizione di una lingua e di una cultura del tutto estranee. Insieme allo zelo e al rispetto dei dettami pedagogici fascisti, sviluppa via via un sentimento di empatia con i luoghi e le persone, in particolare con i bambini. Gli eventi politici che seguiranno di lì a breve, però, renderanno vana la sua missione. L’accordo tra Mussolini e Hitler sulle “Opzioni” sconvolgerà infatti i già precari equilibri di questa terra di confine, lacerando il tessuto sociale e familiare di un’intera comunità, obbligata a scelte dolorose, cui nemmeno Ada potrà sottrarsi.


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Francesca Quarta

Winner winner chicken dinner

Romanzo giallo

© 2018, 352 pp., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-307-8

Francesca Quarta (1994) è nata a Roma e vive a Bolzano. Si è laureata in Studi storici e filologico-letterari all’università di Trento e attualmente frequenta la Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti” di Milano. Nel 2014 ha vinto il Premio Poesia Città di Bolzano e nel 2015, con il racconto L’uomo cappello, si è aggiudicata il Premio letterario internazionale Merano-Europa, sezione Narrativa. Winner winner chicken dinner è il suo sorprendente romanzo di esordio.

Oak Springs, deserto della California. Ai margini della cittadina viene trovato il cadavere di una donna. Strangolata e gettata sul ciglio di una strada. Segue di lì a poco una catena di omicidi apparentemente inspiegabili, ma attribuibili a un’unica mano, che non lascia tracce né indizi. Torna così l’incubo del serial killer, che solo pochi mesi prima ha scosso l’intera comunità e generato un clima di apprensione e sfiducia nei confronti della polizia, su cui hanno facile presa i media locali. Il caso, un autentico rompicapo, viene affidato al detective Phil Devine, appassionato di enigmi ed ex giocatore d’azzardo. Il quale si ritrova direttamente coinvolto, con la sua stessa famiglia, nella scia di delitti, scoprendo retroscena inquietanti e responsabilità ad alto livello. Ritmo incalzante, atmosfere sospese e continui colpi di scena da crime fiction, questo intrigante romanzo giallo ci porta nel cuore della tranquilla e monotona provincia americana, svelandone i lati oscuri e le conturbanti ambiguità.


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Waltraud Mittich

Micòl

Traduzione dal tedesco di Giovanna Ianeselli e Stefano Zangrando © 2017, 163 pp., Euro 12,00 ISBN 978-88-7223-290-3

Waltraud Mittich (1946) è nata a Bad Ischl e vive tra Brunico e Zurigo. Laureata in Lingue e Letterature straniere e moderne all’Università di Padova con una tesi su Ingeborg Bachmann, ha svolto per molti anni la professione di insegnante. Tra le sue ultime opere di narrativa pubblicate ricordiamo Abschied von der Serenissima (Laurin, 2014). Micòl è il suo primo romanzo tradotto in italiano.

Nel 1962 Giorgio Bassani pubblica Il giardino dei Finzi-Contini, che racconta l’amore impossibile di un giovane per Micòl, ragazza ebrea che finirà deportata nei campi di sterminio. Un destino che l’autrice sudtirolese Waltraud Mittich ha voluto riscrivere, riprendendo, mezzo secolo dopo, i fili di una storia brutalmente interrotta. La ragazza diventa così una donna capace di elaborare un proprio canone di femminilità che la conduce alla libertà e all’autodeterminazione. Nella sua “nuova” esistenza letteraria, declinata in una varietà di stili e registri, verranno comunque a riflettersi gli orrori, le speranze e le conquiste del “secolo breve”.


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Alex Boschetti

Un interminabile inverno © 2017, 276 pp., Euro 14,00 ISBN 978-88-7223-281-1

Alex Boschetti (1977) ha al suo attivo diverse sceneggiature per fumetti e graphic novel, tra cui Mani pulite (2018), La scomparsa di Emanuela Orlandi (2013) e La strage di Bologna (2006), tutti editi da Becco Giallo. Ha pubblicato inoltre racconti in diverse antologie e il romanzo Nera Neve (ENS, 2003). Ha all’attivo anche sceneggiature per cortometraggi in animazione e videoclip.

Albert Kleim vive tra Bologna e New York. Ha una vita apparentemente tranquilla e costellata di successi, costruita lontano dalla sua terra natia, l’Alto Adige. È un accademico di fama e un noto opinionista televisivo. D’un tratto il figlio più piccolo scompare nel nulla, senza lasciare alcuna traccia. Ha inizio così una lunga e dolorosa discesa agli inferi. Le ricerche senza esito, il matrimonio che va a rotoli, l’incubo della depressione lo faranno entrare in contatto con un mondo parallelo, torbido e brutale. Un mondo che lo porterà a guardare al suo passato e alla sua stessa esistenza con occhi diversi. Sullo sfondo, un Alto Adige incantato e severo, custode di memorie senza tempo e di segreti inconfessabili. Una terra di antichi conflitti e sentimenti contrastanti, che si attacca alla pelle e al destino con la stessa, silenziosa ostinazione di un interminabile inverno. Un noir sottile e spiazzante, un gioco di intrecci psicologici e di verità sotterrate, con un finale in crescendo che lascia il gusto dolceamaro della sorpresa.


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Stefano Zangrando

Amateurs

© 2016, 176 pp., Euro 14,00 ISBN 978-88-7223-260-6

Stefano Zangrando (1973), dottore di ricerca in letterature comparate, nel 2008 ha ottenuto una borsa di scrittura dell’Accademia delle Arti di Berlino e nel 2009 il Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria. Scrittore, traduttore e critico letterario, ha pubblicato una raccolta di racconti (Quando si vive, 2009) e il romanzo Il libro di Egon (2005). Il suo ultimo libro, Fratello minore (Arkadia, 2019), a metà tra biopic e autofiction, è ispirato alla vicenda umana e artistica del poeta, regista e drammaturgo Peter Brasch.

Forse un romanzo d’iniziazione, forse un romanzo di confine, sicuramente una ricerca del proprio essere giovane, cosmopolita, precario della vita. Stefano Zangrando ambienta il suo racconto in una Berlino che spazia tra il reale e il fantastico, dove convivono frivolezza e straniamento, voglia di festa e di contestazione. In questo confuso scenario metropolitano due amici di vecchia data si reincontrano, ognuno in preda a solitari aneliti amorosi, e fanno la conoscenza di personaggi di ogni genere e provenienza. Tra avventure notturne e dialoghi sulla natura umana, tra un battibecco e una confessione, tra un malinteso e l’altro, nel loro flanerismo viene svelandosi lentamente l’influenza del passato e delle origini, la natura “di confine” che contraddistingue entrambi. Tuttavia, a dispetto degli indizi che sembrano unirli giocosamente in una sorte comune, dietro l’angolo li attende un finale beffardo.


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Paolo Bill Valente

Diario del maestro di Cordés

© 2013, 135 pp., Euro 12,00 ISBN 978-88-7223-218-7

Paolo “Bill” Valente (1966), meranese, è scrittore, giornalista e saggista. Impegnato da sempre nel campo del sociale, ha svolto numerose ricerche sulla storia della sua terra plurilingue, portandone in luce alcuni aspetti nascosti o rimossi. Per i tipi di alphabeta ha pubblicato il saggio storico Sinigo. Con i piedi nell’acqua (2010), la raccolta Leggende meranesi (2015), il volume di racconti Giorni strani (2010), il libretto musicale Bussano/Sie klopfen (2011) e la monografia Fedeltà e coraggio (2017), dedicata al “martire” Josef Mayr-Nusser.

Seconda metà degli anni trenta, il regime fascista è all’apice del consenso popolare. Mario è un maestro elementare che viene inviato in un piccolo villaggio dell’Alto Adige dal nome immaginario di Cordés con una precisa missione: dare il proprio contributo di educatore all’italianizzazione forzata di questa terra di confine. Un compito che si appresta a svolgere con la massima dedizione, pur catapultato in un contesto rurale, tra gente umile e devota, stretta in un’atavica miseria. Ben presto, però, il maestro comincia a comprendere le ragioni dei vinti, degli oppressi: nel suo diario annota piccoli avvenimenti quotidiani e incontri che lo portano a costruire legami via via più autentici, a scoprire l’anima profonda di una comunità, a sentirsene parte. Sarà un lento percorso di consapevolezza a smascherare gli inganni della propaganda e a porlo davanti a una scelta radicale: fermarsi, arrendersi oppure andare oltre, superare il confine?


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Adriana Altaras

Gli occhiali di Tito

Storia rocambolesca della mia famiglia Traduzione dal tedesco di Stefano Zangrando © 2012, 260 pp., Euro 18,00 ISBN 978-88-7223-204-0 Adriana Altaras (1964) è nata a Zagabria e ha trascorso la sua infanzia in Italia. Dal 1983 è attrice professionista e ha partecipato a numerosi film e sceneggiati. Dagli anni novanta è inoltre regista teatrale. Cofondatrice del teatro off Zum westlichen Stadthirschen, ha collaborato con la Shoah Foundation di Steven Spielberg. Nel 2000 è stata insignita dell’Orso d’Argento alla Berlinale per particolari meriti artistici. Dal romanzo autobiografico Gli occhiali di Tito è stato tratto un film (Titos Brille, 2014) per la regia di Regina Schilling.

Con due figli fanatici di calcio e un marito che stoicamente sopporta le sue nevrosi, l’attrice e regista Adriana Altaras conduce a Berlino una vita frenetica e confusionaria. Alla morte dei genitori, entrambi ebrei, eredita una casa nella quale in oltre mezzo secolo si è accumulato di tutto. Riaffiorano vecchi cimeli, lettere strazianti, fotografie sbiadite e vari segreti di famiglia. Il passato irrompe quindi all’improvviso nel suo presente: un padre ex partigiano titoista e una madre condannata alla solitudine, entrambi scampati a un tragico destino e segnati dalla fuga e dall’esilio, una serie di personaggi strambi e incredibilmente longevi, e tutti – ma proprio tutti – i topoi classici di una famiglia ebraica. Una divertente saga familiare che attraversa l’Europa e l’intero, travagliato ventesimo secolo.


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BackList Gianfranco Mattera I fiori di Parigi 2016, 164 pp., € 12,00 ISBN 978-88-7223-264-4 Claudia Heckl Posta silenziosa 2016, 128 pp., € 12,00 ISBN 978-88-7223-261-3 Madè Neumair Quattrostorie 2016, 237 pp., € 14,00 ISBN 978-88-7223-253-8 Maria Annita Baffa La sposa della neve 2015, 136 pp., ill., € 12,00 ISBN 978-88-7223-240-8 Kurt Lanthaler Il delta Traduzione dal tedesco di Stefano Zangrando 2015, 166 pp., € 14,00 ISBN 978-88-7223-239-2 Ferrucci Delle Cave, Toni Colleselli, Paolo Valente (ed./Hrsg.) Merano Europa 2015 2015, pp. 147 S., € 10,00 ISBN 978-88-7223-256-9 Laura Mautone Come sabbia come neve Poesie 2014, 84 pp., € 12,00 ISBN 978-88-7223-226-2 Paolo Bill Valente (ed.) Scrivere sul confine Premio Merano Europa 2013, 122 pp., € 12,00 ISBN 978-88-7223-217-0 Antonio Merlino Per i tuoi occhi di domenica Poesie 2013, 79 pp., ill., € 11,00 ISBN 978-88-7223-219-4

Andrea Montali Forse tornerai dall’estero 2013, 60 pp., € 8,00 ISBN 978-88-7223-214-9 Toni Colleselli Storie di lingua Racconti dall’Alto Adige 2012, 140 pp., € 14,00 ISBN 978-88-7223-198-2 Bruno Durante La valigia del doganiere 2012, 175 pp., € 14,00 ISBN 978-88-7223-199-0 Andrea Rossi Acquabianca 2012, 280 pp., € 18,00 ISBN 978-88-7223-172-2 Brunamaria Dal Lago Veneri Dodici incontri. Una vita 2012, 114 pp., € 11,00 ISBN 978-88-7223-197-5 Bert d’Aragon Ichnusa 2012, 390 pp., € 20,00 ISBN 978-88-7223-190-6 Sandro Ottoni Undici traslochi Vita di Gemma 2011, 139 pp., € 12,00 ISBN 978-88-7223-173-9 Aldo Mazza, Reinhard Gunsch (ed.) Ad alta voce Storie di quotidianità sociale 2011, 248 pp., € 15,00 ISBN 978-88-7223-166-1 Lorenzo Toresini Confinandanti 2011, 135 pp., € 25,00 ISBN 978-88-7223-175-3 Michele Ruele Dissolvenze K. 2011, 164 pp., € 12,00 ISBN 978-88-7223-163-0


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Helene Flöss Anni secchi 2011, 99 pp., € 10,00 ISBN 978-88-7223-165-4 Giorgio Somalvico Città Dall’alba di un amore alle sue ceneri 2011, 327 pp., € 20,00 ISBN 978-88-7223-167-8 Brunamaria Dal Lago Veneri Piedi, zoccoli e ruote Zibaldone erratico dal Tirolo a Timbuctu 2010, 227 pp., € 15,00 ISBN 978-88-7223-152-4 Daniele Barina, Paolo Crazy Carnevale Macahity 2010, 210 pp., € 15,00 ISBN 978-88-7223-159-3 Andrea Montali Ho letto il tuo diario 2010, 126 pp., € 10,00 ISBN 978-88-7223-157-9 Cinzia Zungolo Porto della zingara 2010, 124 pp., € 12,00 ISBN 978-88-7223-132-6 Kenka Lekovich Se improvvisamente il treno si fermasse a Maglern 2010, 92 pp., € 10,00 ISBN 978-88-7223-150-0 Luigi Motta La grande tormenta 2010, 410 pp., € 18,00 ISBN 978-88-7223-126-5

In lingua tedesca Enrico De Zordo Traurige Vergnügungen 2019, 190 pp., € 14,00 ISBN 978-88-7223-341-2

Ferruccio Delle Cave (Hrsg.) Franz Tumler. Italienische Impressionen Eine Anthologie 2019, 155 S., € 12,00 ISBN 978-88-7223-319-1

Lene Morgenstern (Hrsg.) Poetry Slam Südtirol 61 Texte | 32 Autor*innen | 1 Szene mit Audio-CD 2019, 295 pp., € 18,00 ISBN 978-88-7223-318-4

Cristine Kofler, Haimo Permann, Sonja Steger (Hrsg.) Temperaturen der Wahrheit Ein Lesebuch mit unveröffentlichten Erzählungen, Romanen, Theaterstücken und Gedichten von Peter Oberdörfer 2018, 590 pp., € 20,00 ISBN 978-88-7223-317-7

Sandro Ottoni Halb ländlich Bozen 1966. Eine Kindheit im »Semirurali«-Viertel 2018, 170 S., € 14,00 ISBN 978-88-7223-306-1

Matthias Schönweger Der Augenblick / Der Wimpernschlag 2018, 574 S., € 24,00 ISBN 978-88-7223-303-0

Lorenzo Ferrarese Die Riesin von Tirol 2017, 140 pp., € 12,00 ISBN 978-88-7223-292-7

Andrea Rossi Borgo Vittoria Die Entstehung eines italienischen Dorfes bei Meran 2014, 90 S., € 12,00 ISBN 978-88-7223-231-6

Paolo Crazy Carnevale Nadia Nebeski und andere Amerikas 2014, 136 S., € 12,00 ISBN 978-88-7223-223-1

Francesco Roat Drei schöne Geschichten 2012, 200 S., € 15,00 ISBN 978-88-7223-191-3

Toni Colleselli reden Siebzehn Sprechgeschichten aus Südtirol 2011, 169 S., € 15,00 ISBN 978-88-7223-176-0

Aldo Mazza, Reinhard Gunsch (Hg.) Stille Post Erzählungen aus Südtirol 2011, 240 S., € 18,00 ISBN 978-88-7223-154-8

Kenka Lekovich Der Zug hält nicht in Ugovizza 12 Grenzgeschichten und eine 2010, 92 S., € 12,80 ISBN 978-88-7223-155-5

Ada Zapperi Zucker Das Schweigen 2010, 160 S., € 16,80 ISBN 978-88-7223-130-2


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2020


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Questa è una storia che non comincia con Ettore Tolomei. E che soprattutto non finisce con la sua morte. La controversa figura di Ettore Tolomei (1865-1952) e la sua ingombrante eredità – spirituale ma soprattutto materiale – sono da sempre motivo di contrasti e incomprensioni, persino di eclatanti atti dimostrativi, in quella terra cui egli stesso ha dato ufficialmente il nome. Impossibile, del resto, separare i destini dell’Alto Adige dalla vicenda politica e umana del geografo di origini trentine, dapprima irredentista e infine sostenitore del fascismo, che fu perennemente animato da un nazionalismo fervente, non privo di tratti fanatici. Senatore del Regno e alfiere dell’italianizzazione forzata del Sudtirolo, a partire dai primi anni venti egli ebbe modo, tra l’altro, di portare a compimento l’opera di redazione della toponomastica italiana avviata già nel 1906 – dunque ben prima del Trattato di Saint-Germain e dell’avvento di Mussolini – e coronata nel celebre Prontuario. Toponomastica tuttora in vigore, che non cessa di rinfocolare antiche polemiche o di diventare occasione pretestuosa per minare qualsiasi progetto di reale convivenza tra lingue e culture diverse. Unica monografia sinora dedicata a Tolomei, questo libro ricostruisce minuziosamente la biografia, per alcuni aspetti rocambolesca, di un uomo paradigmatico, figlio legittimo del suo tempo ma anche emblema del nazionalismo di ogni epoca e luogo. Maurizio Ferrandi (Bolzano, 1954), giornalista appassionato di divulgazione storica, oltre ad aver collaborato a lungo con le testate “l’Adige” e “Alto Adige”, per venticinque anni è stato cronista presso la RAI di Bolzano. Attualmente scrive per la testata online “Salto.bz”. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo i due volumi dedicati alla storia parlamentare della questione altoatesina (Al Brennero ci siamo e ci resteremo e Dibattiti e dinamite, alphabeta, 2016-17). Ha curato, insieme a Gabriele Di Luca, l’opera antologica in due volumi Pensare l’Alto Adige (alphabeta, 2017-18).


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Maurizio Ferrandi

Il nazionalista

Prefazione di Hannes Obermair Š 2020, 340 pp., Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-363-4


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Il luogo comune non fa più provincia. Cronache da un piccolo mondo che cambia senza saperlo.

Massimiliano Boschi (Bologna, 1968), giornalista, vive a Bolzano dal 2012. Ha scritto in passato per “Diario”, “Micromega”, “Il Venerdì di Repubblica” e il “Corriere dell’Alto Adige”. Oggi collabora con le pagine culturali in italiano del settimanale “FF- Das Südtiroler Wochenmagazin” e i portali “Scripta Manent” e “Scriptaflix”. Per alphabeta ha curato (con A. Jabbar e H.K. Peterlini) la raccolta di saggi Oltre Caino e Abele. Il Decalogo della convivenza riletto e commentato (2015), in memoria di Alex Langer.

Foto di Ada Molveri

L’Alto Adige/Südtirol è una provincia “speciale” non solo nel suo statuto istituzionale, ma perché abituata a raccontarsi attraverso miti identitari e traumi di un passato più o meno recente. Ma questo schema interpretativo funziona ancora? O piuttosto ha finito per ridurre altoatesini e sudtirolesi a migranti nel tempo invece che nello spazio? I luoghi comuni hanno ancora un fondamento di verità? L’Alto Adige è realmente così efficiente e tradizionalista, ricco e conservatore? Queste sono solo alcune delle domande che hanno spinto l’autore a salire su bus, treni e biciclette, e raccontare quasi in presa diretta un Alto Adige ormai fin troppo “visibile”, ma che molti si ostinano a non vedere, per privilegi acquisiti o per pigra abitudine. Il viaggio diventa così un confronto serrato e pieno di sorprese con le nuove “tensioni” che attraversano questa terra, più legate alla gestione dei flussi turistici e migratori che non alle questioni etniche. Dai paesi dormitorio alle selfies zones, emerge un modello di sviluppo sociale ed economico incerto e non sempre governabile, di cui la pandemia di Covid-19 ha messo a nudo tutte le fragilità. Un paesaggio umano che fugge dalle cartoline e chiama in causa una certa idea di futuro. Non sempre sostenibile.


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Massimiliano Boschi

La montagna disincantata Prefazione di Carlo Palermo Š 2020, 176 pp., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-362-7

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I testi di Alex e di Alessandro hanno molto da dire ancora oggi, non tanto e non solo sull’Albania, quanto su un modo di agire e di scrivere, di sperare e di lottare. Goffredo Fofi Che cosa legava Alessandro Leogrande, tra i più brillanti scrittori e reporter della sua generazione, ad Alexander Langer? Quale eredità ha saputo cogliere il giovane Leogrande nel pensiero critico e nell’impegno politico di uno dei più autorevoli esponenti del movimento ecologista e non violento? Questa raccolta di saggi e articoli dipana un filo comune – un modello di indagine sociale, ma soprattutto di relazione con l’Altro – a partire da un luogo speciale, l’Albania, al quale sia Langer sia Leogrande hanno dedicato diversi scritti, frutto di viaggi, incontri, esperienze personali. Un mosaico di storie e un quadro di analisi – lucide e appassionate al contempo – che compongono il ritratto di un paese in perenne bilico tra i fantasmi del passato e un presente segnato da sviluppo disordinato e straordinarie risorse umane e culturali. Una significativa testimonianza che muovendo in particolare dall’emigrazione albanese in Italia degli anni novanta – paradigmatica e non priva di eventi tragici – offre un prezioso spunto di riflessione sulle paure e i pregiudizi che accompagnano gli attuali flussi migratori. Alexander Langer (1946-1995), è stato giornalista, insegnante, attivista politico, collaboratore di diverse riviste, associazioni, iniziative civiche. Instancabile sostenitore del dialogo interetnico in Alto Adige/Südtirol, negli anni ottanta è tra i promotori del movimento politico dei Verdi in Italia e in Europa. Eurodeputato dal 1989, con la caduta del Muro intensifica il suo impegno contro i risorgenti e contrapposti nazionalismi, in particolare nei territori dell’ex Jugoslavia e nei Balcani in generale.

Alessandro Leogrande (1977-2017), scrittore e giornalista, è stato vicedirettore del mensile “Lo Straniero”. Ha collaborato con il “Corriere del Mezzogiorno”, “il Riformista”, “Saturno” (inserto culturale de “il Fatto Quotidiano”), RadioTre. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo Un mare nascosto (L’ancora del Mediterraneo, 2000), Il naufragio (Feltrinelli, 2011), La frontiera (Feltrinelli, 2017) e Dalle macerie (a cura di S. Romeo, Feltrinelli, 2018).


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Alexander Langer, Alessandro Leogrande

Dialogo sull’Albania

a cura di Giovanni Accardo prefazione di Goffredo Fofi © 2019, 288 pp., Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-347-4


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Consiglio caldamente il libro, che è bello e utile, ed è anche un complemento e un aggiornamento del lavoro di Alex Langer. Adriano Sofri A un secolo dall’annessione all’Italia e a quasi cinquant’anni dall’entrata in vigore della “Seconda autonomia”, l’Alto Adige/Südtirol continua a essere in perenne oscillazione tra il rischio di un conflitto etnico e un modello di convivenza per certi versi all’avanguardia. Una terra abitata e animata da diverse comunità e identità, concorrenti e complementari al tempo stesso, e nella quale si delineano le sfide che attendono l’intera Europa: il fenomeno dell’immigrazione, le politiche di integrazione, la necessità di nuovi istituti giuridici da una parte; la rottura della coesione sociale, il richiamo alla compattezza etnica e il mito delle “piccole patrie” dall’altra. Questo appassionato pamphlet vuole offrire strumenti concettuali e indicare modalità e opportunità per una ridefinizione del concetto stesso di identità. Stare insieme richiede infatti la fatica dei “pensieri complessi”; stare insieme è un’arte che va coltivata e praticata senza mai illudersi di possederla una volta per tutte.

Aldo Mazza (1948), salernitano, si è trasferito in Alto Adige/Südtirol all’età di ventidue anni, dopo aver conseguito le lauree in Giurisprudenza e Materie letterarie. Insegnante d’italiano nelle scuole sudtirolesi e successivamente docente presso le università di Bolzano e Klagenfurt, ha fondato nel 1987 la scuola di lingue e centro di formazione Alpha Beta Piccadilly. Editore e autore di numerosi volumi di didattica e saggi culturali, ha dedicato l’intera vita professionale al dialogo e all’integrazione tra i gruppi linguistici. Anche per questo motivo gli è stato conferito nel 2018 il prestigioso Tiroler-Ehrenkreuz, massimo riconoscimento culturale del Land Tirol.

Lucio Giudiceandrea (1956), laureato in Filosofia, vive e lavora a Bolzano. Giornalista e scrittore, si occupa di cronaca politica locale e realizza reportage televisivi e radiofonici per la RAI in varie regioni della Mitteleuropa. Tra le sue pubblicazioni saggistiche ricordiamo Spaesati (Raetia, 2006), e L’intruso (Raetia, 2011).


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Lucio Giudiceandrea, Aldo Mazza

Stare insieme è un’arte Vivere in Alto Adige/Südtirol

© 2019, 210 pp., Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-323-8


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Un’antologia che vuole essere un contributo a ripercorrere la storia dell’Alto Adige nel Novecento e in particolare la testimonianza del dibattito che le vicende altoatesine hanno prodotto nel corpo politico e intellettuale italiano dall’inizio degli anni cinquanta in poi. Le pagine selezionate dai curatori provengono in egual modo da saggi di politica e sociologia, opere a carattere storico, reportage e appunti di viaggio. Gli autori sono studiosi di varia estrazione e orientamento, altoatesini o attenti osservatori esterni. Mentre il primo volume (1950-1972) getta luce sull’animato confronto e le tensioni etniche che hanno accompagnato la crisi della prima autonomia, il secondo volume (1973-2018) offre un’articolata riflessione sulla “nuova autonomia”, che ha inizio con l’approvazione del secondo statuto tuttora in vigore, focalizzando l’attenzione anche sul presente e sul futuro della singolare e per molti italiani ancora sconosciuta realtà dell’Alto Adige/Südtirol. Una realtà di straordinario interesse storico e sociale, una terra di confine in cui si gioca, per certi versi, il futuro dell’Europa.

Contributi di: Volume primo (1950-1972)

Paolo Alatri, Renato Ballardini, Carlo Battisti, Gianni Bianco, Palmiro Boschesi, Romano Bracalini, Renato Cajoli, Angelo Facchin, Giuseppe Farias, Antonio Manfredi, Andrea Mascagni, Renato Mazzoni, Lidia Menapace, Andrea Mitolo, Ugo Niutta, Claudio Nolet, Guido Piovene, Mauro Scoccimarro, Umberto Segre, Leopoldo Sofisti, Altiero Spinelli, Mario Toscano

Volume secondo (1973-2018)

Sabino Acquaviva, Piero Agostino, Jadel Andreetto, Alcide Berloffa, Wolf Bukowski, Riccardo Dello Sbarba, Andrea Di Michele, Stefano Fait, Lucio Giudiceandrea, Aldo Gorfer, Fabio Levo, Bruno Luverà, Aldo Mazza, Claudio Nolet, Flavio Pintarelli, Flavia Pristinger, Ilaria Riccioni, Daniele Rielli, Sebastiano Vassalli, Toni Visentini


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Gabriele Di Luca, Maurizio Ferrandi (a cura di)

Pensare l’Alto Adige

Frammenti del dibattito italiano su una terra di frontiera

Volume primo, 1950-1972 © 2018, 293 pp., Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-293-4 Volume secondo, 1973-2018 © 2019, 480 pp., Euro 18,00 ISBN 978-88-7223-327-6


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La questione altoatesina nel cuore delle istituzioni. Il giornalista e storico Maurizio Ferrandi ricostruisce ottant’anni di scontri e arringhe, di dibattiti e votazioni che hanno scandito i vari passaggi storici di un’annosa vicenda politica, in cui entra in gioco il tema dei diritti delle minoranze nella recente storia d’Europa. Un lungo percorso che va dalla fine della Grande Guerra all’occupazione italiana del Sudtirolo, sino all’attuazione del secondo Statuto di Autonomia e alla chiusura della vertenza internazionale.

“Al Brennero ci siamo e ci resteremo” (1918-1943) La questione altoatesina rivive “in presa diretta” nei discorsi pronunciati in Parlamento dai personaggi politici che hanno contribuito a fare la storia d’Italia e di quel piccolo fazzoletto di terra compreso tra Salorno e il Brennero. Un itinerario storico e politico attraverso gli interventi e i dibattiti tenutisi, tra il 1918 e il 1943, alla Camera e al Senato del Regno d’Italia, ma anche nei parlamenti di Austria, Germania e Baviera. Per riscoprire la dimensione nazionale ed europea di una questione di confine. Dibattiti e dinamite (1945-1992) La questione altoatesina raccontata dalla tribuna parlamentare. Un punto di osservazione affacciato sulle aule della Camera e del Senato italiani, del Nationalrat austriaco, del Reichstag prima e del Bundestag poi, ma anche sulla Camera dei Comuni e dei Lords nel Regno Unito o sull’Assemblea Generale dell’ONU a New York.


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Maurizio Ferrandi

Cronache parlamentari della questione altoatesina Volume primo (1918-1943)

“Al Brennero ci siamo e ci resteremo…” © 2016, 276 pp., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-276-7

Volume secondo (1945-1992)

Dibattiti e dinamite

© 2017, 252 pp., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-277-4


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L’Alto Adige-Südtirol è una terra che esibisce come poche altre le ferite della storia europea contemporanea. Questo volume collettaneo e bilingue intende tracciare un bilancio degli ultimi cinquant’anni di letteratura altoatesina. I saggi che lo compongono ripercorrono alcune opere di autori e autrici che hanno avuto legami più o meno stretti con l’Alto Adige/Südtirol e hanno contribuito a mettere in luce tappe, vicende e peculiarità della sua evoluzione storica, sociale e culturale. Una riflessione critica da cui emerge un consistente e oltremodo interessante patrimonio narrativo, che fa da cornice a un intero secolo di “difficile convivenza”. Con contributi di: Rut Bernardi, Toni Bernhart, John Butcher, Anna Maria Chierici, Alessandro Costazza, Eleonore De Felip, Ferruccio Delle Cave, Arnaldo Di Benedetto, Elgin K. Eckert, Sieglinde Klettenhammer, Maria Piok, Luca Renzi, Christine Riccabona, Sigurd Paul Scheichl, Paolo Bill Valente, Verena Zankl.

John Butcher, Anna Maria Chierici (a cura di)

Un secolo di difficile convivenza

Ein Jahrhundert schweren Zusammenlebens © 2019, 256 pp., Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-336-8 Accademia di Studi italo-tedeschi di Merano Akademie deutsch-italienischer Studien Meran

John Butcher (1975) è direttore scientifico della sezione Arte e Letteratura del Centro Studi “Mario Pancrazi” di Sansepolcro (AR). Tra i suoi ambiti di ricerca, oltre all’umanesimo italiano e alla poesia barocca, vi è letteratura contemporanea altoatesina, italofona e tedescofona.

Anna Maria Chierici (1975) è attualmente Research Associate presso la University of Toronto, dove insegna Lingua e Letteratura italiana. Tra i suoi studi ricordiamo La scrittura terapeutica. Saggio su Gianni Celati (Archetipo Libri, Bologna 2011).


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Storiografia e la letteratura sono due discipline che sulla scia del decostruzionismo, della microstoria e dell’oral history sono arrivate, per certi versi, a scambiarsi i ruoli tradizionali. Una raccolta di riflessioni di autori di lingua tedesca e italiana applica questo inedito confronto al contesto dell’Alto Adige/Südtirol, «terra di transizione, confine, contesa», le cui particolari vicende storiche (annessione, politiche di assimilazione, Opzioni, guerra, tensioni etniche e attentati terroristici) sono entrate da tempo, con sempre maggiore intensità, nella rielaborazione letteraria. Con contributi di: Alessandro Costazza, Joachim Gatterer, Sepp Mall, Francesca Melandri, Carlo Romeo, Andrea Rossi, Anna Rottensteiner, Paolo Valente, Martha Verdorfer

Alessandro Costazza (1959) è ordinario di Letteratura tedesca presso l’Università Statale di Milano. Ha pubblicato studi sull’estetica del Settecento in Germania e in Italia, sulla teoria della traduzione, sul rapporto tra letteratura e filosofia, e sulla rappresentazione della Shoah. Si è occupato inoltre di letteratura sudtirolese del dopoguerra, con una particolare attenzione a Franz Tumler. Tra le sue ultime pubblicazioni, il saggio storico Ladri di identità. Dalla falsa testimonianza alla testimonianza come finzione nella letteratura tedesca della Shoah (Mimesis, 2019).

Alessandro Costazza Carlo Romeo (a cura di)

Storia e narrazione in Alto Adige / Südtirol © 2017, 196 pp., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-291-0

Carlo Romeo (1962), docente nei licei, si occupa di letteratura moderna e contemporanea dell’Alto Adige, nell’ottica di una “storia regionale” comparativa. La sua produzione narrativa e di critica letteraria indaga prevalentemente aspetti storici e culturali dei territori di frontiera. Tra i fondatori della rivista “Storia e Regione/Geschichte und Region”, ha curato edizioni in lingua italiana di opere e cataloghi storici e artistici di area sudtirolese-austriaca.


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Anno 1985. Con il suo controverso reportage dal Sudtirolo dal titolo Sangue e suolo, lo scrittore Sebastiano Vassalli scosse l’opinione pubblica, altoatesina e nazionale, mettendo a nudo le contraddizioni di un modello di convivenza etnica e linguistica. «La Bibbia del disagio degli italiani» lo definì Alexander Langer. Trent’anni più tardi, poco prima della sua scomparsa, sarebbe tornato sul tema con un nuovo libro, Il confine, che ripercorre un intero secolo di contrasti, “fandonie storiche”, follie politiche. Sul prezioso contributo di Vassalli alla questione altoatesina Gianfranco Riccio offre inediti spunti di riflessione, rilanciando un dibattito – quello sul “confine problematico” e sugli “italiani trasparenti” – destinato a non esaurirsi mai.

Giancarlo Riccio (1952), giornalista e storico del giornalismo, scrive su “La Lettura”, supplemento del “Corriere della Sera”, e sul “Corriere dell’Alto Adige”. In passato ha lavorato a “Repubblica”, “Il Messaggero”, e collaborato con “l’Espresso”, “Il Fatto Quotidiano” e RadioTre. Vive tra Merano e Berlino.

Giancarlo Riccio

Vassalli, il Sudtirolo difficile

Prefazione di Ferruccio de Bortoli © 2016, 186 pp., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-265-1


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Dire no a razzismo e nazionalismo. Opporsi a un sistema totalitario e al culto del capo. È quanto fece il sudtirolese Josef Mayr-Nusser, martire del nazismo, che si rifiutò di giurare “fedeltà e coraggio” a Hitler. Pagò questa scelta con la vita: morì nel febbraio 1945, a soli trentacinque anni, sul treno che lo stava trasportando a Dachau. Il 18 marzo 2017 è stato proclamato beato da papa Francesco. Paolo Bill Valente ripercorre la vita e la testimonianza di Mayr-Nusser, ne raccoglie documenti epistolari, reperti d’archivio e materiali fotografici. Dimostrando – in un mondo in cui ricompaiono muri e confini sorvegliati, retoriche menzognere e incitamenti all’odio – l’assoluta, tragica attualità del suo messaggio.

Paolo Bill Valente

Fedeltà e coraggio La testimonianza di Josef Mayr-Nusser

© 2017, 96 pp., Euro 12,00 ISBN 978-88-7223-280-4

Paolo Bill Valente (1966) è nato a Merano, dove vive e lavora. Scrittore, giornalista, saggista, ha svolto numerose ricerche sulla storia della sua terra plurilingue, mettendone in luce aspetti nascosti o rimossi. Per Edizioni alphabeta Verlag ha pubblicato Sinigo. Con i piedi nell’acqua (2010), Giorni strani in Ad alta voce. Storie di quotidianità sociale (2011), Bussano – Sie klopfen (2011) e Diario del maestro di Cordés (2013).


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Giulio Andreotti fu uno dei politici italiani che dedicò maggiore attenzione ai rapporti con l’Austria e alle vicende dell’Alto Adige. Da De Gasperi trasse la convinzione che la via del negoziato pacifico e la ricerca di un compromesso con la Südtiroler Volkspartei fossero il modo migliore per affrontare e risolvere la questione altoatesina, e nel corso della sua lunga carriera politica si dimostrò un convinto fautore del dialogo con la minoranza di lingua tedesca. Sulla base di una ricca e inedita documentazione conservata nell’Archivio privato di Giulio Andreotti, Luciano Monzali delinea un’analisi dettagliata e approfondita delle relazioni fra Italia e Austria nel corso degli anni settanta e ottanta del secolo scorso, gettando nuova luce su aspetti poco noti delle vicende politiche dell’Alto Adige/Südtirol.

Luciano Monzali (1966) insegna Storia delle Relazioni internazionali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari. È autore di numerosi studi sulla storia della politica estera dell’Italia unitaria nell’Ottocento e nel Novecento. Fra le ultime sue pubblicazioni ricordiamo I monarchici e la politica estera italiana nel secondo dopoguerra (Rubbettino, 2012).

Luciano Monzali

Giulio Andreotti e le relazioni italo-austriache 1972-1992

Prefazione di Gabriele Di Luca

© 2016, 133 pp., ill., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-241-5


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La questione altoatesina è un aspetto particolare del conflitto epocale tra identità e globalizzazione. In questa chiave di lettura prende corpo uno straordinario lavoro di testimonianza storica, basato su una ricca e minuziosa documentazione raccolta per oltre cinquant’anni sulle colonne della rivista “Il Cristallo”. I saggi di Claudio Nolet, raccolti in ordine cronologico, seguono e illustrano lo sviluppo degli eventi più significativi – internazionali, nazionali e locali – a partire da un’analisi approfondita della stampa altoatesina in lingua tedesca e italiana. Emergono così – con particolare lucidità, sobrietà e ironia – le vicende politiche e sociali di una “provincia difficile”, che ha trasferito nel nuovo millennio tutte le sue peculiarità e contraddizioni.

Claudio Nolet

La provincia difficile

Cronache politiche altoatesine (2001-2012) a cura di Sandro Ottoni in collaborazione con Centro di Cultura dell'Alto Adige © 2013, 383 pp., Euro 25,00 ISBN 978-88-7223-224-8

Claudio Nolet (1928-2103), nato a Trieste, si è trasferito con la famiglia a Merano nel 1935. Dal 1958 è vissuto a Bolzano, dove è stato insegnante e preside in vari licei. Autore di numerosi saggi, impegnato in politica, è stato assessore alla Cultura del Comune di Bolzano dal 1984 al 1995. Animatore del Centro di Cultura dell’Alto Adige fin dagli anni cinquanta, dal 2004 ha diretto la rivista “Il Cristallo”.


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Fin dalle origini la vicenda biblica di Caino e Abele getta sulla storia dell’umanità l’ombra funesta del fratricidio. Cercare di comprendere come si generano i dissidi tra gli esseri umani, specialmente quando essi si costituiscono in gruppi contrapposti, e quali siano le strategie necessarie per superarli, è stato il tratto distintivo dell’intera attività politica e intellettuale di Alexander Langer. Sudtirolese di nascita e cittadino del mondo, nel ventennale della sua scomparsa questo libro offre una meditazione a più voci sulla sua eredità di “pacificatore”, muovendo da una lettura prismatica di uno dei suoi ultimi e più significativi scritti, il Decalogo della convivenza. La domanda che gli autori dei saggi raccolti nel volume si sono posti riguarda l’attualità e l’attualizzazione dei dieci punti tratteggiati da Langer, in un contesto storico che ha visto sfumare vecchi conflitti e radicalizzarne di nuovi. Non solo Sudtirolo, dunque, o accenni alla guerra nell’ex Jugoslavia, che fu il teatro più cruento nel quale Langer intervenne con le sue analisi e la sua passione: l’Europa di oggi, sottoposta a un flusso migratorio di portata epocale, ha l’arduo compito di elaborare modelli di convivenza, sotto la costante minaccia di tensioni economiche, sociali, etniche e religiose, dentro e fuori i suoi confini. In questo senso, il pensiero di Langer si rivela ancora oggi una guida efficace.

Massimiliano Boschi, Adel Jabbar, Hans Karl Peterlini (a cura di)

Oltre Caino e Abele

Il Decalogo per la convivenza riletto e commentato In memoria di Alexander Langer 1995-2015 © 2015, 220 pp., Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-251-4

Contributi di: Massimiliano Boschi, Irene Cennamo, Gabriele Di Luca, Riccardo Dello Sbarba, Lorenz Gallmetzer, Marita Gasteiger, Adel Jabbar, Arno Kompatscher, Dietmar Larcher, Valentino Liberto, Lisa Mazza, Hans Karl Peterlini, Werner Wintersteiner


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Alexander Langer vedeva nel suo Sudtirolo plurilingue e multiculturale un piccolo laboratorio da cui trarre stimoli e insegnamenti per confrontarsi con realtà sociopolitiche più grandi e complesse. Il Südtirol ABC, che aveva cominciato a scrivere in occasione del cinquantennale delle Opzioni, e che è rimasto un testo incompiuto, è un breviario di storia locale costruito per lemmi, che parla, tra le righe, anche di Europa e di relazioni tra i popoli. A oltre un quarto di secolo di distanza si ripropone come acuta riflessione sulle pratiche della convivenza, sui temi del dialogo, sul rapporto con l’Altro, sulle pericolose derive dell’etnocentrismo e dei revanscismi vari. A testimoniare uno sguardo lungimirante, quasi profetico, sui destini dell’Europa, e uno spirito libero, capace di ragionare intorno alle contraddizioni del nostro tempo in modo non ideologico, rifiutando ogni semplificazione retorica. Alexander Langer (1946-1995) è stato insegnante, giornalista, traduttore e attivista politico. Più volte membro del Consiglio provinciale di Bolzano e del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, dopo la militanza tra le file della sinistra extraparlamentare e la direzione del quotidiano “Lotta continua” è stato tra i promotori del movimento ecologista in Italia e dal 1989 deputato al Parlamento europeo per i Verdi. I suoi scritti principali sono raccolti nel volume Il viaggiatore leggero (a cura di E. Rabini, Sellerio, 1996).

Alexander Langer

Südtirol ABC Sudtirolo

a cura di Siegfried Baur e Giorgio Mezzalira © 2015, 166 pp., Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-252-1


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Nella stessa collana

Giorgio Delle Donne Un’idea esagerata di autonomia 2016, 328 pp., Euro 16,00 ISBN 978-88-7223-278-1

Giorgio Delle Donne Cinque pezzi facili sull’Alto Adige/Südtirol Le radici del fortuito, fortunoso e fortunato disagio e declino degli italiani dell’Alto Adige 2015, 180 pp., Euro 12,00 ISBN 978-88-7223-249-1

Hans Karl Peterlini Noi figli dell’autonomia Alto Adige/Südtirol oltre il disorientamento etnico Traduzione dal tedesco di Umberto Gandini 2013. 297 pp., Euro 18,00 ISBN 978-88-7223-208-8

G. Caroli, D. Dellai (Hrsg./ed.) Fare ancora / Weitermachen Ripensando a / Nachdenken über Alexander Langer 2011, 245 pp., Euro 15,00 ISBN 978-88-7223-179-1

S. Baur, R. Dello Sbarba (Hrsg./ed.) Alexander Langer Aufsätze zu Südtirol 1978-1995 Scritti sul Sudtirolo 1996, 358 pp., ill., Euro 18,00 ISBN 978-88-7223-023-7

In lingua tedesca

Martha Verdorfer Die Frauen für Frieden Gegen Aufrüstung und Krieg. Südtirol 1980–1986 2020, 240 pp., ill., € 15,00 ISBN 978-88-7223-364-1

Gabriele Di Luca, Maurizio Ferrandi (a cura di) Die Südtirol Debatte 2 Fragmente der italienischen Diskussion über ein Grenzgebiet – 1973-2018 | vol. 2 2019, 512 pp., € 20,00, ill., cartonato ISBN 978-88-7223-337-5

Gabriele Di Luca, Maurizio Ferrandi (a cura di) Die Südtirol Debatte 1 Fragmente der italienischen Diskussion über ein Grenzgebiet – 1950-1972 | vol. 1 2018, 320 pp., € 18,00, ill., cartonato ISBN 978-88-7223-334-4 Elisabet Malleier (Hrsg.) Agnes, Ida, Max und die anderen NS-„Euthanasie“ und Südtirol. Vergessen und Erinnern 2018, 188 pp., ill., € 14,00 ISBN 978-88-7223-310-8 Elisabeth Mallaier Rabenmutterland 2017, 199 pp., ill., € 14,00 ISBN 978-88-7223-302-3

Paolo Emilio Petrillo Der Riss 1915-1943. Die ungelösten Verflechtungen zwischen Italien und Deutschland 2016, 358 pp., € 19,80 ISBN 978-88-7223-258-3 E-Book– ISBN: 978-3-85435-812-1 Boschi/Jabbar/Peterlini (Hrsg.) Jenseits von Kain und Abel 2015, 219 pp., € 18,00 ISBN 978-88-7223-235-4


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Edizioni alphabeta Verlag esprime la vocazione più autentica di un territorio di frontiera: un ponte tra lingue e culture differenti che nella sua duplice identità – italiana e tedesca – declina la nozione di confine in termini di oltrepassamento, contaminazione, dialogo. Il suo catalogo è un luogo di incontro e di “sconfinamento” tra generi letterari, tra storia e finzione, tra ragione e follia. COLLANE

TravenBooks narrativa • Romanzi e racconti che narrano – nelle declinazioni più varie – esperienze di confine: confine geografico, linguistico, identitario, psicologico. • Raccolte antologiche che sono racconti storici, testimonianze, frammenti biografici, destini reali o immaginari, paesaggi naturali e umani, da un territorio di conflitti e convivenza. • Raccolte di poesia

Parole del tempo/Zeitworte narrativa • Antologie di racconti, in lingua italiana e tedesca, dedicati alle “parole-concetto” che identificano il nostro tempo. Dieci tra i migliori scrittori contemporanei italiani e di lingua tedesca si interrogano sul presente e su alcuni meccanismi psicologici, spontanei e/o indotti, che generano visioni, sentimenti e reazioni condivisi. 180 – Archivio critico della salute mentale saggistica e narrativa • Storie individuali, esperienze collettive, testimonianze intorno al disagio psichico • Riflessioni sulla rivoluzione basagliana e sull’applicazione della Legge 180 Territorio / Gesellschaft saggistica • Riflessioni su un territorio di confine: Alto Adige/Südtirol

materialien manualistica • Materiali didattici per l’insegnamento e l’apprendimento comunicativo delle lingue italiana e tedesca • Glossari e manuali linguistici in più lingue per ambiti specifici contact saggistica • Problematiche di culture di confine e in contatto docu varia • progetti e ricerche interculturali

Glottodidattica saggistica • Saggi di glottodidattica e sociolinguistica


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Catalogo libri. Novità 2020

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