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PERIODICO d'INFORMAZIONE - ANNO 10 - Euro 1 - e-mail: contatti@fprcommunication.info

DiCEMBRE 2007

Serenamente ...

in Famiglia


editoriale

C

ari Lettori, si avvicina il Natale...

Mentre gran parte di noi già respira ovunque aria di festa e si appresta a passare con serenità ed allegria queste giornate tra vetrine addobbate, regali, ritrovi con parenti ed amici, un pensiero non può non andare a chi, malati, anziani soli, disabili, non ha la stessa opportunità. Non desidero retoricamente dire cose che sanno di scontato ma troverete nelle varie pagine del Vostro giornale ,anche in questa occasione , quella leggerezza per non far pesare a chi è solo questo periodo dell’anno. Per alcuni infatti è una gioia ma per molti altri, mè compresa, un periodo che vorrei passasse il più in fretta possibile. Mi immergo quindi nei Vostri messaggi, negli articoli che mi avete mandato e che ringraziando, considero “Perle di saggezza” . Non riuscirò forse a scrivere come Voi ma mi pregio di avervi come amici e questo è un grande dono! Il fatto poi che abbiate deciso di intraprendere con me questa avventura non permettendo che io possa abbandonarmi a sconforti

elairotide

il suo “messaggio” editoriali, mi sostiene in questa piacevole e riempitiva avventura. I tempi sono purtroppo brevi per la realizzazione del numero in corso e so già che mentre tutti correranno a fare acquisti, io preparerò il prossimo numero di gennaio. Chissà quanti di Voi saranno da soli ...ecco... io spiritualmente sono lì accanto a Voi con il nostro giornale che è un mezzo di espressione, vorrei infatti ricevere anche le Vostre poesie o racconti...parliamone insieme e, vedrete che leggere e scrivere ci porrà nella condizione di non sentirci più soli ma in compagnia. Ma permettetemi di anticiparVi cosa è pubblicato in AERRE di dicembre: - in questo numero parleremo anche di cure sanitarie in Europa e di cosa fa l’Italia per i Nonni, purtroppo ben poca cosa... A proposito c’è all’interno una deliziosa intervista fatta ad un centenario di nome Bernardo, una persona speciale che il buon Dio tiene in ottima salute, mi sento di dire che ne dimostra almeno venti in meno.

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NOVEMBRE 2007

Con l’occasione vorrei pregarVi di farmi sapere se anche Voi volete essere intervistati. Mi piacerebbe conoscerVi tutti ! Ognuno può raccontare la propria storia, purchè sia disposto a riceverci ed a condividere con altri la propria esperienza. Abbiamo effettuato una intervista anche all’Assessore con delega agli anziani ed alla sanità Maurizio Galardo . Parleremo anche di risparmio, necessità e pensioni, qualche consiglio utile, di socializzazione, disabilità, economia, daremo notizie di come pagare l’ICI, ma anche dei cammini del turismo religioso e di luoghi a noi vicini eppur così poco conosciuti. Presenteremo con recensioni due libri e parleremo di una bellissima iniziativa Lions nel frusinate. Per la salute, poi, cosa fare in caso di influenza e anche terapie alternative . Insomma anche questa volta le pagine non sono bastate per tutte le cose che avremmo voluto dirVi.


PERIODICO d'INFORMAZIONE - ANNO 10 - NUMERO 3 - Dicembre 2007

RUBRICHE 3

IL DIRETTORE

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LETTERE IN REDAZIONE

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L ANZIANO?e L EUROPA

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L ANZIANO?e L ITALIA

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VOGLIA DI VIVERE

10 CULTURA E ANZIANI 11 AUGURI BERNARDO 13 VIVERE A... LATINA 14 SICURI E INFORMATI 15 17 18 19 20 21 22 24

COSA INSEGNA LA TV DISABILI IN ETA SENILE LETTERA AI COETANEI BIOETICA

PICCOLI FLASH CONVENZIONI ECONOMIA L ANGOLO FISCALE

25

il MEDICO

27

l

29

il VETERINARIO

32

PIACERI E LUOGHI DA SCOPRIRE-LA VIA FRANCIGENA

34

CASSINO

36

ALIMENTAZIONE da SBALLO o NATURALE?

37

STORIA CULTURA E RECENSIONI

39

BIBLIOTECA D ARGENTO

40

LO SHIATSU

42

CONSIGLI UTILI

43

SI AVVICINA NATALE

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INDIRIZZI UTILI: Alcune associazioni di volontariato

AVVOCATO

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LETTERE Abbiamo ricevuto qualche letera alla quale diamo seguito così come promesso. il Sig. Peppe di Terracina ci scrive dandoci un suggerimento: - “complimenti innanzitutto per il giornale. Vorrei pero' sottoporvi una critica: ho trovato l'articolo di pag. 20 di ottobre, troppo poco "analitico". mi sarebbero piaciute tabelle indicanti l'eta' media e la crescita degli anziani. Sapete dirmi inoltre quanti sono gli anziani ministri italiani e dei paesi principali dell'unione europea ? Insomma, qualche dato più preciso sulla quale riflettere. tutto qua. Complimenti ancora per tutto.” Risposta: Grazie per il suo commento. Faremo un’indagine approfondita e nei prossimi numeri troverà notizie a tale richiesta. il Sig. Mario di Pontinia ci scrive: - “ Mi piacerebbe leggere in Arre anche qualcosa che riguarda suggerimenti sul ricambio generazionale o posizioni religiose, ne parlerete?” Risposta: Grazie per il suo interessamento. Sono convinta che la cultura cattolica sia lmeglio esternata in giornali specifici, ma traggo spunto da quanto richiesto e giro alla redazione. Comunque la sua e' un'osservazione che merita approfondimento. il Sig. Stefano di Latina ci scrive: - “ A commento dell'articolo apparso in ottobre nella rubrica animali, ho letto del rapporto affettivo tra anziani e animali e

in REDAZIONE

solo in parte sono d’accordo, ma questo affetto non sarebbe meglio dividerlo con i familiari?” Risposta: Grazie per la sua domanda. Certo che sarebbe meglio, se per meglio si intende , non calpestare i diritti degli animali e non soffocare in eccesso gli stessi. Ma non mi ha scritto la sua età, non mi ha scritto la sua condizione familiare e non mi ha scritto inoltre, se vive da solo. Con queste poche notizie non avrei la pretesa di risponderLe con frasi retoriche

o preimpostate, ma avrei indubbiamente più chiaro il profilo del mio interlocutore. Ritornando agli animali, il rapporto sociale con i medesimi che entrano di diritto a far parte della famiglia e non solo quando si è anziani, ma anche quando si hanno bambini piccoli e quando si ritiene di aver tanto da dare a tutti quelli che si raccolgono per strada, quelli abbandonati. Ritengo valido il trattamento pet therapy sia nei bambini che negli adulti ed indispensabile per gli anziani, per non chiudersi in sterili giornate che sembrano trascorrere solo per portare alla conclusione della nostra vita.

CONVENZIONE ACI L’Automobile Club Latina presieduto dall’Avv. Aldo Panico e diretto dal Dr. Verboschi offre ai lettori di questa rivista, la possibilità di avere diritto ad uno sconto per associazione all’A.C.I. Tutti i lettori che presenteranno una copia di questa pubblicazione presso gli sportelli dell’Automobile Club Latina, potranno godere di una particolare agevolazione – invece di pagare 69,00 euro la tessera A.C.I. per l’anno 2007-2008, potranno sottoscriverla a 59,00 euro. Coloro i quali hanno già stipulato la tessera A.C.I. con scadenza nel 2007 e nel 2008, avranno diritto a rinnovare la tessera alla tariffa agevolata. L’operazione TESSERA A.C.I. potrà essere effettuata presso la sede centrale dell’Ente in Via Saffi, 23 e nelle delegazioni di Aprilia, Cisterna, Fondi, Formia, Gaeta, Monte San Biagio, Priverno, Sabaudia, Sonnino, Terracina.

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l’ANZIANO e

l’EUROPA

CURE SANITARIE e assistenza di lunga durata

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ome abbiamo visto dai miei interventi precedenti l'Unione Europea indirizza ai suoi Stati Membri delle "raccomandazioni" nel campo delle politiche sociali. Li consiglia mettendo in evidenza i problemi e stabilendo degli standard minimi che ogni stato dovrebbe garantire ai propri cittadini. Per fare cio' la Commissione Europea raccoglie un certo numero di informazioni e le elabora facendo poi un rapporto di confronto. In questo primo anno di coordinamento l'UE ha pubblicato quest'anno un documento ( che evidenzia differenze abbastanza marcate. Se prendiamo ad esempio la speranza di vita questa va dai 65,4 ai 77,9 anni per gli uomini e dai 75,4 agli 83,8 per le donne: in questo l'Italia occupa una delle prime posizioni in Europa. In molti paesi, si riscontrano notevoli disparità anche secondo lo stato socioeconomico. Si tratta di risultati influenzati da molti fattori, tra cui le condizioni di vita e di lavoro.

Gli Stati membri cercano di ridurre queste differenze migliorando la prevenzione, l’educazione sanitaria e l’accesso all'assistenza sanitaria. Le disparità maggiori si regi-

gruppi più vulnerabili, gli Stati membri introducono esenzioni, acconti e tetti di spesa. La distribuzione dell’assistenza non è sempre uniforme. Disparità regionali sono dovu-

strano nella fruizione dell’assistenza sanitaria e di lunga durata, quest'ultima particolarmente importante per la terza età. Tutti i paesi si stanno impegnando per garantire un’adeguata assistenza sanitaria e di lunga durata, ciò pero' non si traduce necessariamente in un accesso universale e restano disuguaglianze significative. Per non ostacolare l’accesso ai

te non solo a situazioni geografiche, ma anche a caratteristiche istituzionali. Il decentramento, pur permettendo ai servizi di adeguarsi alle circostanze locali, ha condotto però a differenziazioni nelle coperture e nelle modalità dei trattamenti. Anche la capacità di finanziamento può differire da una regione all’altra. I Fondi strutturali dell'UE aiutano a migliorare l’infrastrut-

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l’ANZIANO e

l’EUROPA

tura sanitaria e a ridurre tali differenze. Occorre sviluppare regimi di assistenza di lunga durata per rispondere a una domanda che sta crescendo. L’offerta attuale è spesso insufficiente, ha elevati costi di personale e lunghi tempi di attesa. La mutevole struttura delle famiglie, la maggior mobilità geografica e la diffusione del lavoro femminile impongono un’assistenza più personalizzata soprattutto per anziani e disabili.

L'UE consiglia quindi agli Stati membri di dare la priorità ai servizi di assistenza a domicilio e all’introduzione di nuove tecnologie (sistemi a favore di una vita autonoma) perché gli interessati possano vivere il più a lungo possibile in casa propria. Gli Stati membri dal canto loro

sottolineano anche l’importanza della riabilitazione al fine del ritorno alla vita attiva. La necessità di una solida base finanziaria per l’assistenza di lunga durata è sempre più ampiamente riconosciuta e alcuni Stati membri si stanno già fortemente muovendo in questa direzione.

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L’uso razionale delle risorse è un fattore essenziale per rendere sostenibili i regimi sanitari e mantenere alta la qualità, e deve essere perseguito da tutti i paesi. Alcuni paesi dovranno però incrementare le risorse umane e finanziarie per coprire adeguatamente l’intera popolazione. Come già detto anche in precedenza quindi un miglior coordinamento, stili di vita sani e prevenzione possono divenire strategie a vantaggio di tutti, contribuire a elevare lo stato di salute e a ridurre la crescita dei costi. On.le Stefano Zappalà Parlamento Europeo


L’ANZIANO e...

L’ITALIA

LEGGE e PREMIO Nazionale

“L

a legge che ha istituito la Festa dei nonni prevede che tale festa sia celebrata il 2 ottobre di ogni anno, giorno degli Angeli Custodi, quali sono i nonni per i loro nipotini. La legge riserva alla Festa dei nonni un onore ed una considerazione particolare, stabilendo che sia celebrata ogni anno con una serie di iniziative che valorizzino l'importanza del ruolo svolto dai nonni italiani all'interno delle famiglie, specialmente con la cura dei nipoti, e dell'intera società. Iniziative che avranno il loro fulcro nella scuola: il ministero della Pubblica Istruzione, infatti, dovrà impartire delle direttive a tutti gli istituti scolastici affinché ogni anno, il 2 ottobre, si discutano ed approfondiscano le tematiche relative alle crescenti funzioni assunte dai nonni nei nuclei familiari e nella società italiana. Anche in considerazione del fatto che il nostro Paese è il più longevo del mondo, e quindi ha e avrà sempre più tanti nonni. Dunque, dibattiti

ed incontri in classe, nei quali i nonni saranno i protagonisti e, perché no, potranno sedere fra i banchi fianco a fianco con i nipoti, per dialogare e confrontarsi con loro, aiutandoli a crescere". "Viene poi istituito il Premio nazionale del nonno e della nonna d'Italia: un riconoscimento annuale che verrà assegnato ai dieci nonni che durante l'anno si siano distinti per aver compiuto azioni particolarmente meritorie sul piano sociale. Le "buone azioni" dei nonni saranno giudicate dai nonni stessi: il governo, infatti, nominerà una commissione composta solo da cittadini over 65, che avrà il compito di valutare le dieci azioni

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socialmente più meritevoli compiute da nonni sulla base di segnalazioni e di informazioni di qualsiasi tipo. Dunque, per aspirare a vincere il premio non sarà necessario finire sui giornali; in teoria, potrebbe bastare una lettera alla commissione da parte di un nipotino particolarmente orgoglioso di un'azione compiuta dal proprio nonno. I dieci vincitori riceveranno il premio dal presidente della Repubblica: niente denaro, ma, quasi sicuramente, una targa o un diploma consegnati in una cerimonia al Quirinale". Riccardo PEDRIZZI www.riccardopedrizzi.it


VOGLIA di...

VIVERE

I

l volontariato è una realtà del nostro Paese. Anche i Clubs di servizio, quali i Lions, i Rotary ed altri ancora, hanno come fondamento statutario la solidarietà per il prossimo, vuoi a livello territoriale locale, vuoi sul piano nazionale ed internazionale. Quando ho fatto l’esperienza di presiedere il lions club cui sono iscritto, proposi come tema di studio e di sostegno quello dei bambini e degli anziani. Due problemi che consideravo e considero molto delicati proprio perché rappresentativi delle due categorie più deboli di ogni società. Come non sostenere quelle iniziative mirate al potenziamento della ricerca per le malattie di cui sono vittime i bambini oppure collaborare con quelle associazioni che hanno a cuore gli anziani e che pongono in essere soluzioni per facilitare la vita quotidiana di quanti non sono in grado da soli di gestire i diversi momenti di una normale giornata. Ma il volontariato può supplire alla mancanza dello Stato? Certamente no, in quanto è importante comprendere che per gli anziani è indispensabile una politica mirata a costruire le condizioni per una sopravvivenza dignitosa, in particolar modo per quanti sono titolari di una modestissima pensione. Quindi status economico, sanitario e sociale sono tre presupposti che

di Mario Rapanà

COSA FARE... dovrebbero rappresentare una priorità per coloro che hanno la responsabilità di governare. Garantire una vita dignitosa, una assistenza sanitaria gratuita, una sicurezza ed una integrazione sociale degli anziani, significa costruire una società civile nel vero senso della parola. Ma per arrivare a questo obiettivo occorrono volontà, convinzione e piena disponibilità di tutte le forze politiche. Oggi come oggi, purtroppo, registriamo solamente provvedimenti occasionali, molta demagogia, scarsa presa di coscienza di una realtà triste e brutale. L’ anziano pare abbandonato a se stesso. L’anziano, che non gode del supporto di una famiglia, spesso non è in grado di programmarsi e rimane in balia del caso: non sa a chi rivolgersi, a chi chiedere aiuto. Non esistono punti di riferimento se non quelli tradizionali del pronto intervento. Ma non sempre i problemi sono di tale gravità da richiedere questa emergenza. Non melodramma ma realtà! Cosa fare. Intanto è necessario avere coraggio di porsi sul piano amministrativo la questione anziani. Anche tenendo

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conto che la società italiana vive più a lungo, che l’età media si è elevata enormemente, per fortuna, sia per gli uomini che per le donne, affrontare questo spinoso tema vuol dire trovare soluzioni anche per il futuro. Sarebbe già un primo passo, per il presente, riconoscere agli anziani che vivono con pochi euro l’esenzione fiscale non solo ai fini IRPEF ma anche per tutti gli altri numerosi oneri che insistono sui cittadini sul piano comunale e regionale. Determinare dei provvedimenti amministrativi che affermino, per gli anziani con il minimo della pensione, la gratuità delle bollette per l’energia elettrica, gas ed acqua, i cui costi rimangano a carico della Pubblica Amministrazione. Favorire quelle associazioni di volontariato che si pongano come elemento prioritario la tutela sociale dell’anziano e le iniziative mirate a salvaguardare l’anziano di fronte al verificarsi di fatti imponderabili. Prendere coscienza di questa realtà sarebbe già un motivo di incoraggiamento per proseguire in un percorso di sensibilità e di altruismo.


CULTURA e...

ANZIANI di Pasquale Bossa

L

lARGO ai... VECCHI

’ allungamento della durata della vita pone numerosi e non piccoli problemi, che portano anche il rischio di accentuare i naturali conflitti generazionali. Numerosi gli interventi di importanti esperti e studiosi dell’argomento, in questi giorni. Tutti volti ad indicare come soluzioni quelle che respingono ai margini del sistema gli anziani, per favorire l’inserimento dei giovani. Il piccolo uomo della strada non può fare a meno di notare quanto questa “scuola di pensiero” sia tuttavia in contrasto con alcune semplici e logiche considerazioni, che con sua somma meraviglia, vengono del tutto ignorate da questi esperti della materia. Il primo provvedimento da essi proposto sarebbe quello di ridurre per legge le fasce di età previste per occupare posti di dirigenza, inibendo ad esempio, ad una persona che abbia superato i 55 anni di ricoprire un incarico direttivo e, di conseguenza, collocarlo in quiescenza, lasciando ovviamente il posto a un soggetto più giovane. Altrettanto ovviamente questa proposta trova un facile accoglimento in alcuni settori giovanili e di famiglie che hanno componenti che tardano a sistemarsi. Sembra dunque la

più drastica ed efficace delle soluzioni. Come quella che più sicuramente di ogni altra cura il mal di testa. Tagliandola. In tutte le civiltà pregresse, gli anziani erano considerati, anche per la loro scarsezza, un patrimonio prezioso di esperienza, di saggezza e di competenza, da conservare il più lungo possibile e da utilizzare al meglio. Oggi gli anziani sono cresciuti e quindi questa “risorsa” è aumentata. E noi vorremmo sperperarla. E vorremmo farlo in nome di una necessità che è solo in parte reale. Se, infatti , i tempi delle generazioni attuali si sono tutti dilatati, ne consegue che lo sono anche quelli della gioventù, come è facile constatare ogni giorno. Il fenomeno dei figli che “non se ne vogliono andare” è sempre più diffuso e va inteso come una conseguenza in parte non evitabile della variazione demografica della nostra società. Ma vi è molto di più! Finora abbiamo assistito a un continuo e assillante bombardamento mediatico che ci ha spiegato la dura necessità di allungare di uno o due anni la nostra attività lavorativa, sempre per ragioni legate all’allungamento della vita e alle sue conseguenze attuariali

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pensionistiche. Come si concili questo con l’accorciamento delle carriere dei dirigenti non è facile capire. E ancora: se implementiamo a dismisura il parco anziani inattivi, quelli che sono costretti a riempire le panchine dei giardinetti, proprio mentre la scienza moderna li mette in condizioni di godere di una efficienza prima sconosciuta, quali sono i costi di questa inutilizzazione di risorse umane, che si trasformano paradossalmente in un peso per la collettività? Non si può sostenere oggi una cosa e subito dopo il suo contrario senza dare la penosa impressione di una pericolosa schizofrenia intellettuale. Così come accade in un ambito parallelo: quello della meritocrazia. Siamo passati bruscamente dalla condanna più dura di essa, come espressione di una cultura borghese e reazionaria, a una invocazione angosciata di un suo ripristino, in grado di estirpare radicalmente la mala pianta dei “fannulloni”, che poi, tutto sommato sono quei poveracci che bene o male mandano avanti la baracca, mentre un ristretto gruppo di “boiardi” e di loro manutengoli saccheggiano veramente e senza alcun ritegno i beni comuni.


RACCONTATECI

un momento della Vostra vita

100...il compleanno di Bernardo!

Bernardo Morazzano, ha festeggiato i suoi primi 100 anni ! iamo andati a trovare mai”, mangio poco e bevo il signor Bernardo un bicchiere di vino a pranMorazzano che il 29 zo e uno a cena. Dopo novembre ha compiuto mangiato, sonnellino e poi cento 100 anni. una passeggiata, sia al Nato a Sezze nel 1907, in mattino che al pomeriggio”. una famiglia molto numero- Chiediamo al signor sa, avendo avuto 12 fra fra- Bernardo se frequenta i cirtelli e sorelle, è un uomo coli dove gli anziani si dall’aspetto veramente gio- incontrano. vanile e non dimostra asso- Ci guarda con i suoi occhi lutamente i suoi anni. vivacissimi e ci dice: “no, E’ molto vivace dal punto di prima sì, ma ora ci sono vista intellettivo e a parte troppi vecchi e fanno troppa una leggera sordità per il confusione.” resto sta molto bene. Il signor Bernardo è stato Vive solo e da solo cucina i sempre un uomo attivo che suoi frugali pasti. E’uno dei ha dedicato tutta la vita al segreti della sua longevità. lavoro e alla famiglia. Ci dice : “non mi abbuffo Sposatosi con una giovane

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di Priverno ha vissuto con lei più di 50 anni. E’ stato un marito molto amorevole che non disdegnava di aiutare la moglie anche lavando i pavimenti o facendo altri servizi di casa, pur di alleviare un po’ di fatica alla moglie e madre dei suoi 5 figli. La prima bambina per una grave malattia è morta all’età di appena 4 anni. Per la moglie-scomparsa dieci anni fa- comprava gli elettrodomestici più innovativi. La figlia,presente al nostro incontro con il padre, ci racconta che appena uscì la lavatrice a manovella la madre fu una delle prime donne a poterla utilizzare. Il signor Bernardo ha cominciato a lavorare come fabbro e ancora conserva alcuni suoi magnifici lavori come le cornici in cui ha posto le foto più care. Ha fatto anche l’elettricista e anche l’insegnante, in quanto presso l’Istituto Professionale di Latina il preside di allora, vista la


RACCONTATECI

un momento della Vostra vita

sua vita così longeva. Ci risponde:”ho sempre fatto del bene, e quando ho ricevuto del male non mi sono mai preso la mia rivincita”. E a far del bene continua ancora.Ci fa vedere la sua casa, in ordine perfetto.In una stanza, adibita a magazzino ci sono tantissimi pacchidai giocattoli alle medicine- da mandare in Camerun, a bambini che ne hanno bisogno Dal signor Bernardo si può imparare molto. Ha visto nascere la città di Latina, la sua bonifica, gli incontri con Mussolini,

sua bravura manuale, gli chiese di insegnare agli studenti come funzionavano gli strumenti, che per i loro corsi, dovevano usare. Chiediamo al signor Bernardo, con il quale discorriamo piacevolmente, qual è un altro segreto della

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che veniva a controllare le mappe dei lavori.Ha assistito allo sviluppo della città e lui stesso ha partecipato a tanti lavori che hanno reso vivibile Latina Il 29 novembre però a casa Morazzano c’è stata una doppia festa perché la più piccolina dei suoi 4 pronipoti ha compiuto un anno. Un compleanno bellissimo dunque, per il signor Bernardo, con tutti i suoi figli e i suoi 12 nipoti, che però- abbiamo saputo- coccolano il loro nonno e bisnonno, non solo il 29 novembre ma tutto l’anno. Auguri Signor Bernardo! Anche da tutta la nostra redazione.

Rita Grimaldi


VIVERE

a LATINA

Intervista all’Assessore Maurizio Galardo

Assessore alla Sanità con delega agli Anziani D. Assessore Galardo, il suo secondo mandato, quale il programma fatto e da fare per gli anziani? R.. Abbiamo fatto un percorso di cinque anni in cui i centri sociali che sono i contenitori sociali degli anziani di questa città, hanno avuto un grande sviluppo. Abbiano potenziato i centri sociali, già esistenti ed abbiamo sviluppato nuove dimensioni sul comprensorio. Abbiamo aperto Borgo Faiti, ristrutturato ed ampliato quello di Via Ezio, abbiamo rilanciato anche le attività di Via Veneto. Gli abbiamo dato un impulso enorme, abbiamo modificato e migliorato anche Borgo Bainsizza, quindi si può dire che i centri anziani hanno avuto a livello logistico e numerico,

un grosso incremento. Poi abbiamo fatto diverse attività, oltre quelle che abbiamo sostenuto, ricreative e sociali, abbiamo sviluppato un programma di prevenzione importante, con visite mediche specialistiche. Infatti ogni anno vengono sottoposti ad una serie di controlli tipo: ecocardiogrammi, ecografie, vasi carotidei, per la quale ci vogliono almeno due anni per le liste di attesa. Sono state rilevate delle patologie importanti ed i controlli preventivi, in alcuni casi hanno salvato anche la vita. A questo proposito vorrei anche aggiungere che abbiamo fatto un protocollo d’intesa con gli anziani per abbattere il costo dei farmaci, presso le Farmacie Comunali. D. Assessore, come raggiungete tutti gli anziani, anche quelli che non frequentano i centri? R. Intanto facciamo i centri anziani perchè sono una diretta emanazione del Comune, sono risorse che noi facciamo utilizzare come se fossero dei contributi e poi sui centri anziani noi sappiamo che possiamo fare un

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intervento, ma sui 10mila o 15mila anziani del territorio di Latina non lo possiamo fare, nè ci possiamo sostituire alla strutture sanitarie. Magari ci riuscissimo a colmare uno spazio così, ma è proprio impossibile! D. La delega per la terza età però, dovrebbe poter raggiungere tutta la terza età... e allora? R. Infatti, ma questo dipende dalle risorse, ed il Comune di Latina oltre 40/50, mila euro l’anno non può stanziare. Posso dire che se non li raggiungiamo tutti, il motivo è solo per mancanza delle risorse e, non per mancanza di competenze, bisognerebbe trovare altri contributi. Abbiamo promosso per l’estate un opuscolo che è stato inviato a tutti per la prevenzione del caldo. Ci incontriamo spesso con tutte le categorie sindacali e con il Sindaco per valutare le problematiche del territorio e favorire sempre meglio gli spazi di aggregazione sia nei centri sociali che nelle associazioni spontanee che nascono. D. La prima generazione di anziani latinensi, avete fatto uno screening per sapere quanti sono? R. Sì possiamo dire che ormai abbiamo i nostri “primi” anziani infatti 5/6 mila persone nate a Latina hanno ormai raggiunto i 75 anni.


SICURI e

INFORMATI

L

a cronaca ci mette tutti i giorni davanti a casi di truffe nei confronti degli anziani e, quindi abbiamo ritenuto doveroso anche noi fornire alcuni consigli utili a proteggerci da chi si approfitta della nostra buona fede e della nostra disponibilità. Abbiamo bisogno di sentirci amati e molte volte la ricerca di un po’ di comprensione, apre invece la porta agli approfittatori, a coloro che in fondo non sanno che il torto adesso fatto a noi, un giorno gli si torcerà contro, poichè anche loro invecchieranno e, si troveranno in un mondo ancora più arido, se non impareranno da oggi, a rispettare gli anziani per poi essere rispettati a loro volta. Le Regioni, Provincie e Comuni valutano il problema di volta in volta, di anno in anno, organizzano campagne fatte in occasione dell’estate, ma il problema è, secondo la mia opinione, un problema di sempre,. di ogni città. Infatti si dice che nella grande città, gli anziani siano più soli, ed è vero. Ma Anche nelle città di medie dimensioni gli anziani sono soli, ma anche nei Comuni, sono soli. E allora? Come si può pensare che le persone anziane siano più esposte solo nelle grandi città!

Consigli utili anti-truffe La cronaca ci porta in evidenza molte truffe praticate dal nord al sud della nostra bella Italia... Ultimamente in TV abbiamo sentito di una persona che ha percorso tutta l’Italia praticando una semplice truffa e per semplice intendo di pochi spiccioli ( cento , duecente euro al massimo). Dunque il rischio è ovunque. Ma da questa premessa devono scaturire idee ed un grande sostegno dalle Amministrazio ni, non solo un vademecum o una campagna estiva. Negli ultimi anni, vuoi per un problema economico, che per un a perdita accentuata dei valori, sono stati registrati nei

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nostri Commissariati e negli uffici preposti, oltre trecentomila denunce per truffa ai danni di anziani. Oltre il 70% colpisce le persone sole e over 65. Questo dimostra come si è già accennato, alla nostra vulnerabilità con l’avanzare dell’età. Apriamo quindi queste pagine nei prossimi numeri, ad una serie di consigli, per difenderci dalle truffe ad personam e per elencare una serie di possibilità di difesa, anche in casa, (dalle persone che ci dovrebbero accudire, ai venditori), per strada, in automobile, in pulman, in banca, all’ufficio postale, ect. ect. Ognuno di questi posti nasconde delle insidie ma purtroppo ce ne accorgiamo solo dopo che hanno agito e hanno fatto noi, centro delle loro cattive intenzioni. Viene spontanea la domanda: ma allora come dobbiamo vivere, trincerati in casa? Senza nessun contatto? Senza la possibilità di uscire e passeggiare? Senza la possibilità di sentirci ancora autonomi ed efficienti almeno per i nostri piccoli fabbisogni giornalieri ? Il rischio c’è e, non sarei onesta se non lo prendessi in considerazione. Cerchiamo “insieme” di sollecitare le Istituzioni, le Amministrazioni e i nostri parenti a starci un po’ più vicini... rha


IL FATTO

OTTAF LI di Carlo Padula

COSA INSEGNA LA TV

L

a “TV è lo specchio della società di oggi , che è senza scopi e senza progetto” . Così si è espresso un ex direttore Rai alcuni giorni fà . Come dargli torto? Personalmente sono convinto che non esista una politica editoriale sia in Rai che in Mediaset e che l’unico obiettivo perseguito sia quello di produrre ore di televisione a basso costo , infarcendo le trasmissioni con programmi di infimo livello e svilendo l’informazione con gossip e cronaca nera . La gravità di una tale impostazione risiede nel non rendersi conto che la televisione è ormai entrata in tutte le case ed è vista per parecchie ore al giorno da adulti e bambini . Questa teledipendenza obbliga ad una attenta programmazione da parte dell’emittente, in quanto ciò che viene trasmesso si insinua

nelle menti, le orienta , addirittura le governa . La responsabilità , quindi , è grande , ma pare che al di sopra di tutto ci

sia come al solito il profitto che prevale sul ruolo educativo , se non formativo , che la TV potenzialmente possiede . Sia la scuola che la famiglia , le due principali agenzie educative , per vari motivi che non stiamo quì ad indagare , attraversano un periodo di crisi ed hanno colpevolmente abdi-

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cato . Ma a favore di chi ? Di un soprammobile , una scatola di immagini e parole , un oggetto che si è impadronito delle nostre case , che regna indisturbato nei salotti, nelle cucine, nelle camere da letto , che sforna a ritmo continuo messaggi spesso pericolosi e/o ingannevoli . E’ segno dei tempi , purtroppo declinanti , considerare come vangelo ciò che offre il piccolo schermo . Ci troviamo ad affrontare un’ipnosi collettiva che condiziona i nostri atti ed il nostro modo di vivere . Coinvolti sono sia gli adulti che i bambini . Partiamo da questi ultimi . Da un “rapporto infanzia” di Telefono Azzurro si hanno questi dati : il 43,6% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni afferma di guardare la televisione


IL FATTO

da 1 a 3 ore al giorno ; l’8,3% da 4 a 5 ore ; il 6,6% per più di 5 ore ; solo 1 bambino su 10 afferma di non guardare la TV tutti i giorni ; solo 1 su 4 la vede per meno di 1 ora . In primo piano nelle ore di trasmissione, vi sono gli spot . I bambini italiani sono tra i più bombardati d’Europa . Durante la cosiddetta “fascia protetta” ( ore 16-19 ) si trasmettono spot secondo questa classifica : Canale 5 è primo con 416, seguono Retequattro con 349 , Italia 1 con 206 , Rai 1 con 176 , Rai 2 con 67 ed infine Rai 3 con 42 . Nel 36 % dei casi , i prodotti alimentari reclamizzati ( vedi merendine ed altro ) contengono eccessive quantità di zuccheri , grassi , calorie e coloranti . 1256 spot analizzati in Italia si riferiscono soltanto a 160 prodotti . Quindi , in media , ognuno di questi prodotti viene ripetuto 8 volte . La conseguenza di tale martellamento sulle giovani menti è di chiara intuizione. Ecco nascere, perciò , il desiderio di bibite , merendine , cioccolato , dolcetti e caramelle che, peraltro, un recente studio della Southampton University ha mostrato, per i

OTTAF LI

coloranti usati, di essere causa dell’aumento di aggressività dei bambini . Gli adulti , invece , vengono straordinariamente affascinati dalle soap , interminabili serial televisivi di estrema pochezza e dalle trasmissioni sulla sanità . Queste ultime hanno provocato un male incurabile : l’autodeterminazione della diagnosi e della terapia !! Ma veniamo ai programmi. Insulsi è il termine che li definisce . Inguardabili, noiosi e banali. Non si trasmette altro che soap , reality , quiz , fiction , format da quattro soldi comprati all’estero , varietà e film di quart’ordine , dibattiti politici ove impera la litigiosità e l’arroganza , interviste a qualche indagato per omicidio che diventa il principe della TV .Per ultimo, non ultimo, sesso , tanto sesso . Programmi culturali praticamente assenti , concerti alle tre del mattino , film–cult dopo la mezzanotte e via di questo passo . Un quadro desolante. Il dramma è che verso tutto ciò noi subiamo senza reagire, assuefatti, come siamo, alla mediocrità !

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Il punto nodale è : quali messaggi si inviano dal piccolo schermo ? Quali valori vengono sottolineati ? Ognuno di noi può sforzarsi di dare una risposta . La mia è quanto mai sprezzante . Si insegna la violenza , la forza e la supremazia sull’altro come bene primario e valore assoluto ; l’inganno , il sotterfugio , la menzogna , il tradimento , presenti in ogni soap ed in ogni fiction ( oh! , quei bei sceneggiati di un tempo ! ) ; il culto della bellezza ad ogni costo , dell’apparire e non dell’essere . Si vendono illusioni . Una passerella di vallette , attricette, veline che si trasformano in personaggi di primo piano . Diventano opinionisti coloro che non lo sono mai stati e non sono in grado di esserlo . Il compito di noi adulti, anziani e non , sarà di salvaguardare i nostri figli e i nostri nipoti , controllando i programmi che vedono , aiutandoli nelle scelte e diversificando il loro tempo libero con attività ben più remunerative dal punto di vista dello sviluppo fisico e psichico .


INDAGINE

UNIVERSO ANZIANI

DISABILI in età seniLe

C

on il miglioramento delle condizioni di vita e i progressi della scienza medica, le aspettative di vita medie sono aumentate per tutti, compresi i soggetti con disabilità. Se per un verso questo è un fattore assolutamente positivo, comunque, determina la nascita di nuove problematiche, ossia la creazione di apposite strutture in grado di far fronte alle necessità di questa “nuova” classe di disabili. Con l’avanzare dell’età le problematiche di natura psicosociale aumentano, ed in particolare si assiste ad una regressione nei livelli di autonomia e un decadimento del livello cognitivo. Seppur la scienza medica ha preso particolarmente in esame gli effetti dell’invecchiamento sui soggetti con sindrome di Down, è comunque possibile tracciare dei punti fondamentali circa l’effetto dell’età avanzata: processi di deterioramento della rapidità di risposta, della capacità visuospaziale, della

capacità mnestica, della capacità linguistica, della capacità adattativa all’ambiente (tali decadimenti sono tanto più gravi quanto maggiore risulta la menomazione stessa); aumento della frequenza della malattia di Alzheimer per decadimento neurofisiologico, con ragioni geneticamente imputabili. Sembrerebbe infatti, che il gene decodificatore della proteina denominata (beta amiloide) responsabile delle placche neurofibrillari presenti nel morbo di Alzheimer, risulta essere posto nel braccio lungo del cromosoma 21. Chiedo scusa per la terminologia tecnica, ma anche io mi sono dovuta documentare un po’ poichè è una materia veramente da approfondire con espeerti del settore! Un intervento positivo, finalizzato a rallentare i processi di decadimento, e le inevitabili involuzioni, prevede la creazione di una serie di servizi che stimolino e incentivino momenti di incontro e relazione. Fenomeni ottimali sia per gli individui con ritardo, che si

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insewriscono nella società rendendosi utili e sia per le famiglie, che trova in questa lontananza giornaliera il tempo di svolgere tanti impegni. Purtroppo, l’attuale situazione, offre un quadro a dir poco sconcertante, con carenza di servizi per i soggetti in età avanzata, ed in strutture che si pongono più sul piano assistenziale che integrativo. Queste strutture, limitando gli stimoli, di fatto accelerano il processo degenerativo. Il decadimento, lì dove trattato con competenza e professionalità, è un processo tutt’altro che incontrovertibile. In alcuni studi si è evidenziato, infatti, come, in soggetti mediamente anziani, che erano ancora impegnati nel lavoro (come da L. 104/92) e però rientravano a casa, a fine giornata poichè vivevano in famiglia, le loro capacità percettive, mnestiche ed adattative si erano deteriorate meno che in individui della stessa età ritirati in strutture assistenziali. Quindi si evince che lavorare fa bene...anche a loro! rha


ELISIR di

LUNGA VITA di Silvestro Stazzone

LETTERA AI COETANEI

Parliamone: la vita può essere bella o quantomeno agrodolce....

L

e problematiche della terza età sono certo tante, oggettivamente superabili ed insuperabili. Vorrei da ottantacinquenne, quale mi ritrovo, tentare di ritenerle sempre superabili. Vi chiederete, a questo punto, se non sono “fuori di testa”, semi o tutto folle, presuntuoso o che so io. Probabilmente avete ragione voi, però se me lo consentite voglio dirvi il mio perchè. A parte che gli Anziani, in buona o media salute dovrebbero stare vigili, svegli, alzati, a logorarsi il cervello dalle 6,30 alle 23,30 di ogni giorno, riposando, addormentati, anche perchè stanchi, nelle altre ore, occorre che gli stessi ricordino l’esistenza di alcuni proverbi che aiutano ( per me è stato ed è così! ) a vivere; proverbi del tipo: “chi lo dice che è un male” - “ se c’è qualcosa da fare che ti arrabbi a fare” e “se non c’è nulla da fare che ti arrabbi a fare”?!! Non solo, perchè è importante che gli stessi predispongano il

loro animo anche a ritenere “mezzo pieno” il bicchiere e non lo stesso “mezzo vuoto”, a considerare che non sempre “più buio di mezzanotte non può fare” perchè tale ipotesi è superata stando... in una notte senza luna, in una miniera di carbone con dei negri, mangiando pasta condita con il nero delle seppie! Ma ancora, ripensando con intensità anche ai momenti belli del passato, non con nostalgico ricordo, ma rivivendoli nell’attualità, sentendo ancora vivi, con le sensazioni e le speranze, i desideri, gli affetti, quelli che riscaldano il cuore. Se poi la giornata è piena non di passeggiate con il cane, non di coltivazione dell’orticello, ma del come superare la grave difficoltà che la vita può riservarci in ogni istante, spremendo il cervello, trovando la forza ed il coraggio necessari per superare i momenti più critici (che in genere non mancano), allora di meglio non può capitare.

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Perchè a questo punto, tutto è superato, è scomparso: il tuo io è diventare sereno ( o rassegnato). Le problematiche qualunque sia l’epilogo non esistono più perchè l’anziano ha fatto tutto quello che poteva fare, operando, pensando, con la sua “interiorità” e la sua “esteriorità”, facendo anche testimonianza. Tentiamo, amici, di superare i momenti brutti sapendoci accontentare ma ricordando anche quello che ad un “Anziano” può capitare, che un principe reale, in quel caso fu Vittorio Emanuele II°, passando per la strada, si tolse il cappello e lo salutò. Gli fu chiesto perchè l’avesse fatto; rispose ma perchè è un anziano! e va rispettato. Ancora, per finire, se un Anziano è indigente lo Stato sembra gli consentirà di vedere gratis la televisione, senza nulla pagare. Vi pare poco? Cordialità.


l’OPINIONE di...

BIOETICA:CosA ne PensiAmo... segue dal numero scorso

I

n Olanda sono invece stati presi in considerazione i pazienti ortopedici: oltre duemila persone che si erano rivolte a una clinica ortopedica dopo aver consultato già un altro medico. Il 30% ha detto che stava espressamente cercando un secondo parere. Perché? Principalmente perché ritenevano di non essere stati adeguatamente informati riguardo al loro disturbo e al trattamennto, o non erano soddisfatti per i risultati delle cure. I ricercatori olandesi hanno poi intervistato anche i medici che avevano espresso il primo parere. In maggioranza questi non erano consapevoli dei problemi di comunicazione lamentati invece dai loro assistiti. L’informazione è il punto. Quindi non si tratta di sfiducia verso le capacità del medico, ma della sensazione, molto spesso fondata, che questi non parli con la dovuta chiarezza. In Svizzera, le autorità sanitarie raccomandano di chiedere un secondo parere per alcuni interventi,

soprattutto. Per esempio: l'asportazione di calcoli biliari (colecistectomia), l'asportazione di emorroidi (emorroidectomia), l'asportazione chirurgica dell'utero (isterectomia), quando l'indicazione non è una malattia tumorale, la tonsillectomia. La scelta di questi e di altri interventi è dovuta alla constatazione, su basi epidemiologiche, che i medici e i loro famigliari vengono sottoposti più raramente a questi trattamenti. Perché più informati delle possibili alternative e del rapporto tra rischi e benefici di ciascun trattamento di quanto lo sia il cittadino “normale”. Sempre in Svizzera consigliano di porre sempre al medico queste domande: * Perché questo trattamento è necessario? * Quali sono i benefici attesi e quali i rischi potenziali? * Cosa potrebbe capitare (e con quale probabilità) se questo trattamento non fosse eseguito? * Esistono uno o più trattamenti alternativi? * Se sì, quali sono i rischi

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e i benefici in rapporto a quello proposto? * Il trattamento è scientificamente fondato (evidencebased)? * Al mio posto lei si sottoporrebbe al medesimo trattamento? Lo proporrebbe ai suoi familiari? Se no, per quale motivo? Non c’è bisogno di una laurea in medicina, o in psicologia, per riuscire a saperne di più, anzi a saperne quanto serve. “Il fatto che una persona possa essere dichiarata viva in uno Stato e morta in un altro è certamente un paradosso, una sfida al senso comune”. E proprio una sfida al senso comune può essere definito il nuovo libro di Carlo Alberto Defanti, primario neurologo emerito all’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano dal Titolo: Soglie. Medicina e fine della vita.

Fonti: Maurizio Imperiali van Dalen I et al. Motives for seeking a second opinion in orthopaedic surgery.


PICCOLI

FLASH

PREMIO IMMAGINE Domenica 16 dicembre p.v. alle ore 17,30 nella sala convegni del Palazzo della Cultura in Via Oreste Leonardi 30 a Latina, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Immagine Latina 2007 (alla sua decima edizione), organizzata dall’Associazione Culturale Nuova Immagine di Latina presieduta da Franco Borretti Associazione giunta al suo venticinquestimo anno di attività. I riconoscimenti ogni anno vengono assegnati a personaggi di Latina e Provincia che si sono distinti per la loro professione in Italia e nel mondo. La cerimonia si tiene nell’ambito delle celebrazioni del 75mo anniversario della fondazione del Capoluogo

e del 73mo anniversario della fondazione della Provincia di Latina. DECIMA EDIZIONE SARANNO pREmIAtI: per l’Arte - Enzo Lisi pittore; Economia - Antonio Santarelli imprenditore agricolo; Industria - Aldo Braca imprenditore industriale; Informazione Lavinia Cappucci giornalista; Letteratura Giuseppe Cassieri scrittore; Professioni - Emma Palombi pilota Aeronautica Militare; Medicina - Agostino Pierro medico chirurgo-pediatra; Informatica - Bruno Vitali ingegnere informatico; Scienze - Maurizio Giura fisico; Spettacolo - Erasmo cantante; Volontariato - Mario Sbarigia sacerdore già coordinatore Caritas; Riconoscimento di Merito ad Ernesto Iannicola - artificiere Esercito Italiano.

Domenica 2 dicembre 2007 ore 19,00 al Teatro Jacopone da Todi ( ex Teatro Turreno) presso la Parrocchia dell’Immacolata Concezione, Viale XXVIV Maggio a Latina. Si terrà un Concerto benefico dal titolo “ Recital di Romanze e Arie Liriche” con il Gruppo “ Tre voci e un pianoforte” nelle persone di Alberto Cardarello, Eusebio Consoli, Antonio de Asmundis e Roberto Battista.

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Si è tenuto al Teatro Gabriele D’Annunzio - Via Umberto, 1 a Latina mercoledì 28 novembre 2007 ore 21,00 uno Spettacolo di Beneficenza dal titolo: “ Il Magico Mondo dell’Operetta” organizzato da “ Le Voci d’Oro di Latina” °°°°°°°° UNIVERSITA’ POPOLARE DI LATINA In occasione della ricorrenza del 10° anniversario, la U.P.T.E.L. Università Popolare per Tutte le Età ha organizzato venerdì 30 novembre al Teatro Cafaro Palazzo della Cultura a Latina in Viale XXI Aprile, 43- ore 21,00 -una serata musicale, con la presentazione Video delle attività e lo intervento di numerose Autorità cittadine. Si sono esibiti: la Corale di San Marco e il Gruppo Folk Road con un repertorio di musica celtica. °°°°°°°° Collegium Musicum di Latina ha organizzato venerdì 30 novembre un Concerto benefico intitolato “Giacomo Lauri Volpi” con le Culture Italo Latino-Americane. Coro A.N.A. - Direttore Francesco Milita, Mirta Herrera, pianoforte - Anna Maria Ferrante, canto lirico Patrizia Gallo, pianoforte Cappella Ars Musicalis Direttore Jose Maria Sciutto.


CONVENZIONI

LA GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE

S

abato 24 novembre si è tenuta la “giornata nazionale della colletta alimentare”. L’associazione nazionale Banco Alimentare onlus, ha promosso da undici anni a questa parte, la manifestazione che vede in quell’occasione, per tutto il giorno, all’ingresso di ogni supermercato aderente all’iniziativa, la presenza dei volontari del Banco, che hanno consegnato ai clienti un sacchetto per riporre i prodotti da destinare ai bisognosi. L’associazione, infatti, si dedica al recupero delle eccedenze alimentari per ridistribuirle gratuitamente a enti caritativi: nel 2006 erano circa 8.000, ma sono in con-

tinua crescita. Attraverso queste realtà, fortunatamente, si servono ogni giorno pasti a oltre un milione e mezzo di bisognosi, molti dei quali sono gli anziani che non arrivano alla fine del mese e, utilizzano questo canale almenno un paio di volte alla settimana, e non sto parlando di quelli ai margini della società! Le stime rese pubbliche dal Rapporto annuale Istat, evidenziano e rimarcano che le situazioni familiari sono più esposte al rischio povertà e c’è una sempre maggiore richiesta d’aiuto, rilevata dalle strutture preposte all’accoglienza. Infatti , si evince, che: il 15% delle famiglie residenti in

Italia ha dichiarato di arrivare alla fine del mese con molta difficoltà; il 30%, ha invece specificato di non aver potuto far fronte a una spesa imprevista di importo relativamente modesto; mentre sono circa due milioni le famiglie che, almeno una volta negli ultimi uno o due mesi, non hanno avuto soldi per acquistare generi alimentari. Per famiglie, naturalmente, intendo anche quelle mono persona, con spesa per consumi , inferiore alla soglia di povertà. Sette milioni circa di persone che non arrivano alla fine del mese, devono far riflettere, le nostre Istituzioni! Che ne dite?

Undicesima Edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. Teniamo presenti per le prossime volte queste sedi di raccolta a Latina e doniamo: LT LT LT LT LT LT LT LT LT

Aprilia Cisterna Fondi Formia Formia Latina Latina Terracina Terracina

Cityper Via Mascagni Sma Cross Superstore Via Appia KM. 119 Conad Via Condotto Panorama Via Mamurrano - Loc. Santa Croce Panorama Via Nervi Sma Via Isonzo Conad Via Badino 119 Coop

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eConomiA

ACitsemoD

QUANDOACCENDERE

e spegnere il riscaldamento?

Da sicet.it

Forniamo l’elenco dei Capoluoghi di Provincia suddiviso in 6 Zone Climatiche, in base alla Legge del 9/1/91, n. 10 (G.U. n. 13, del 16/01/91), al DPR del 26/8/93, n. 412 (G.U. n. 242, del 14/10/93) e successive modifiche, che ci dice quando accendere o spegnere il riscaldamento. Zona A 6 ore al giorno 1/12 - 15/3 Zona B 8 ore al giorno 1/12 - 31/3 Zona C 10 ore al giorno 15/11 - 31/3 Zona D 12 ore al giorno 1/11 - 15/4 Zona E 14 ore al giorno 15/10 - 15/4 Zona F nessuna limitazione REGIONE (All'interno gli altri comuni) e PROVINCE Val d'Aosta E Aosta. Piemonte E Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbania, Vercelli. F Cuneo Lombardia

E Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Varese. Trentino A. A. E Bolzano. F Trento. Veneto D Verona. E Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza. F Belluno. Friuli V. G. E Gorizia, Pordenone, Udine, Trieste. Liguria D Genova, La Spezia, Savona. C Imperia. Emilia R. E Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini. D ForlĂŹ. Toscana D Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa C., Pisa, Pistoia, Prato, Siena. E Arezzo. Umbria E Perugia. D Terni.

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Marche D Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno. Lazio C Latina. D Roma, Viterbo. E Frosinone, Rieti. Abruzzo D Chieti, Pescara, Teramo. E L'Aquila. Molise E Campobasso. D Isernia. Campania C Benevento, Caserta, Napoli, Salerno. D Avellino. Puglia C Bari, Brindisi, Lecce, Taranto. D Foggia. Basilicata D Matera. E Potenza. Calabria B Crotone, Reggio Calabria. C Catanzaro, Cosenza. D Vibo Valentia. Sicilia B Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani. C Ragusa. D Caltanissetta. E Enna. Sardegna C Cagliari, Oristano, Sassari. D Nuoro.


AIMONOCE

eConomiA

RisoLto il disagio economico...

A

seguito, forse, della Legge finanziaria anche le Società che rilasciano prestiti si sono attrezzate! Ecco nascere allora tutta una serie di offerte economiche per le esigenze degli Anziani. Mentre prima eravamo considerati ormai inaffidabili, guarda caso all’improvviso andiamo nuovamente bene... Cosa voglio dire? Che il credito ormai negatoci, poichè fuori dal lavoro, Anziani, pensionati e, quindi, nell’impossibilità per le strutture finanziarie stabilire in quanto tempo, avessimo potuto restituire quanto concesso, anche per il calcolo degli interessi alquanto sostenuti, veniamo nuovamente valutati con grandi aperture e disponibilità. Viene da credere: “Finalmente ... qualcuno a pensato a noi!”. E’ vero che l’ottimismo e l’essenza della vita ma, viene anche spontaneo pensare che forse questa operazione nasconde, da parte delle strutture finanziarie, una certezza e cioè che gli Anziani sono ormai una grande fetta della popolazione e quindi un mercato ancora aperto e dalla

quale si può attingere e offrire servizi, un businnes che non può essere trascurato. Sono stati rivisti i parametri di fido ed ecco le finanziarie pronte sul mercato con vari pacchetti da offrire. D’altro canto per i pensionati che hanno delle necessità: un aiuto ai figli, un elettrodomestico nuovo, la macchina da rottamare, la casa, ectc. etc. si apre uno spiraglio di soluzioni decorose. Nel numero precedente di Aerre abbiamo ricordato che possono essere rilasciati mutui per la casa, senza pagare le rate. Questa volta in poche righe vorremmo ricordare, a me stessa prima di tutto ed a Voi, che gli Anziani hanno DIRITTO di ottenere un finanziamento come un qualsiasi altro lavoratore. Infatti ciò che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile oggi è diventato semplice . Ecco in 12 punti, di cosa dobbiamo sincerarci, nel momento che abbiamo deciso di chiedere un prestito :

strutture finanziarie sul territorio; 2° controllare la rapidità e la convenienza; 3° controllare il piano di rimborso delle rate; 4° controllare la non obligatorietà a possedere un conto corrente o alla apertura del medesimo; 5° ricordare che non è richiesta alcuna motivazione al prestito; 6° ricordare che può essere richiesto fino a 78 anni; 7° ricordare che i prestiti sono garantiti da una copertura assicurativa; 8° ricordare che non è necessaria alcuna visita medica; 9° ricordare che non è richiesto per lo svolgimento della pratica alcun garante; 10° ricordare che sono approvati anche in presenza di altri prestiti personali o mutui in corso; 11° ricordare che possono essere approvati anche con precedenti disguidi bancari; 12° controllare il tasso degli interessi e la liberatoria gratuita nel caso ci si ripensi.

1° controllare quale sia l’effettivo vantaggio tra le varie

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Rha


L’angolo Fiscale...

C

ICI

on l’approssimarsi della scadenza per il versamento della rata di saldo dell’ICI, riteniamo utile fornire alcune informazioni necessarie per un corretto versamento dell’imposta. Liquidazione dell’ICI. L’art. 37, comma 55, del D.L. n. 223/2006 ha previsto la possibilità, per i contribuenti interessati, giovani e anziani, di liquidare l’ICI in sede di dichiarazione dei redditi (modelli Unico o 730). E’ opportuno sottolineare che si tratta di una facoltà, e non di un obbligo. Peraltro tale facoltà non risulta ancora oggi esercitatile. Infatti, per la definizione dei termini e delle modalità per l’attuazione della nuova disciplina afferente la liquidazione ed il versamento dell’ICI, l’art. 37 del citato D.L. rinviava ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate da emanarsi, sentita la conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro la data del 1° novembre 2006. Tale provvedimento è stato emanato soltanto in data 26 aprile 2007 e non dispone nulla in merito alla liquidazione dell’ICI in

l’esperto risponde

istRUZioni PeR L’Uso

sede di dichiarazione dei redditi. Nuovi termini per il versamento dell’ICI. L’art. 37, comma 13, del D.L. n. 223/2006, modificando l’art. 10, comma 2, del D. Lgs. 30/12/1992, n. 504, ha fissato nuovi termini per il versamento dell’acconto e del saldo ICI: L’acconto ICI andava versato entro il 16 giugno 2007 (invece del 30 giugno previsto in precedenza); Il saldo ICI deve essere versato entro il 16 dicembre 2007 (invece del 20 dicembre previsto in precedenza) Il versamento dell’ICI mediante F24. l’art. 37, comma 55, del D.L. 223/2006 prevede la possibilità, per i contribuenti interessati, di versare l’ICI con le modalità del Capo III del D.Lgs. n. 241/97, utilizzando il modello F24 contenente la Sezione “ICI ed altri tributi locali” e facendovi valere eventuali crediti fiscali e contributivi ammessi in compensazione. Anche in questo caso si tratta di una facoltà e non di un obbligo, di modo resta possibile effettuare il versamento ICI secondo le modalità tradi-

• •

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zionali (es. utilizzando il bollettino di c/c postale conforme al modello ministeriale). Codici tributo. Qualora ci si avvalga del modello F24 per il pagamento dell’ICI bisogna indicare i seguenti codici tributo: 3901 Ici per abitazione principale;

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3902 Ici per i terreni agricoli;

3903 Ici per le aree fabbricabili; 3904 Ici per fabbricati.

gli altri

Si ricorda, inoltre, che nel modello F24, nella sezione” Ici ed altri tributi locali”, occorre indicare: il codice catastale del Comune in cui sono ubicati gli immobili per i quali si dà luogo al versamento, nel campo “codice ente/codice comune”; l’anno cui si riferisce l’imposta da versare, nel campo “anno di riferimento” (es. per il saldo 2007 in scadenza il 16 dicembre 2007, occorre indicare “2007”.

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Giuseppe Messinese


il meDiCo racconta

Dott. Claudio BELTRAMI

GLoBULi Rossi o emazie o eritrociti (RBC)

N

el nostro organismo circolano, in media, cinque litri di sangue. Al suo movimento e alla sua efficienza è legata la nostra vita. Il sangue è un tessuto vivente composto di elementi cellulari sospesi in un liquido detto plasma. Gli elementi cellulari costituiscono circa il 45% del sangue. Essi sono i globuli rossi (o eritrociti o emazie), i globuli bianchi (o leucociti) e le piastrine. Il Plasma rappresenta il 55% del sangue. Il volume di sangue corrisponde a circa 1/12 del peso corporeo. I globuli rossi o emazie o eritrociti (RBC) : sono cellule prive di nucleo, a forma di disco e vengono costruite nel midollo osseo sotto la stimolazione di un ormone, la eritropoietina o EPO prodotto dai reni, in funzione del grado di ossigenazione dei tessuti. La vita media dei globuli rossi è di 120 giorni: la loro distruzione avviene nella milza, nel fegato, nel midollo osseo. La loro funzione è quella di trasportare ossigeno dai polmoni ai tessuti e di portare l'anidride carbonica prodotta dai tessuti ai polmoni (dove viene scambiata con l'ossigeno dell'aria) grazie al contenuto di emoglobina. Il sangue nel suo

complesso esercita numerose funzioni: respiratoria (scambio ossigeno/anidride carbonica), nutritizia (porta a tutte le cellule le sostanze nutrienti), escretrice (raccoglie i rifiuti che convoglia agli organi destinati a distruggerli), termoregolatrice (distribuisce il calore), regola l'equilibrio idrico (per mezzo del plasma), difesa (trasporta i globuli bianchi con le piastrine e le altre sostanze che favoriscono i processi di coagulazione). I globuli rossi quindi hanno la funzione di trasportare l'ossigeno dai polmoni ai tessuti ed in senso inverso trasportando, ai fini di una sua eliminazione, l'anidride carbonica, grazie ad una proteina in essi contenuta – l’emoglobina. Presiedono anche alla regolazione acidobase del sangue. Sono costi-

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tuiti per il 65% di acqua e per il 35% di sostanze solide (95% di emoglobina e 5% di lipidi, enzimi). Il numero dei globuli rossi, di media, va da 4,2 a 6 milioni per millimetro cubo. I globuli rossi nascono nel midollo osseo rosso, contenuto in sterno, vertebre, costole, cranio, bacino ed ossa lunghe. Si formano a partire da cellule progenitrici che maturano normalmente in presenza di aminoacidi (costituenti di base delle proteine), di ferro e di alcuni fattori di crescita come le vitamine (B6, B I 2, acido folico, riboflavina e vitamina C). Per la loro funzione vitale il sangue ed i suoi costituenti trovano un ampio impiego terapeutico, vengono infatti utilizzati per la cura di diverse malattie e in alcuni casi rappresentano un rimedio urgente e indi-


Dott. Claudio BELTRAMI

spensabile per la salvezza della vita del paziente. La quantità di sangue prelevata ai fini trasfusionali è compresa tra 400/450 ml. La donazione può essere volontariamente ripetuta, non prima che siano trascorsi 90 giorni. Non più di quattro volte all'anno per l'uomo. Non più di due volte all'anno per la donna. Vengono trasfusi in caso di grave anemia conseguente a: leucemie, tumori solidi, emorragie acute, interventi chirurgici, difetti congeniti come la talassemia. Il “Gruppo Sanguigno” è il sistema di classificazione dei diversi tipi di sangue in base alla presenza di sostanze specifiche sulla superficie dei globuli rossi. La determinazione del gruppo sanguigno è un requisito indispensabile prima di procedere ad una trasfusione sanguigna. Questo fatto è noto dall'inizio del XX secolo, quando si osservò che l'esito infausto delle trasfusioni era di frequente collegato all'incompatibilità dei gruppi sanguigni di ricevente e donatore. Nel 1901 il patologo austriaco Karl Landsteiner operò la classificazione dei gruppi sanguigni e scoprì che venivano trasmessi da una generazione all'altra in base alle leggi di Mendel. I più importanti e conosciuti gruppi sanguigni sono per il <sistema AB0>: A, B, AB e 0 e per il <Sistema Rh> : Rh + (positivo) e – (negativo).

specialista in igiene e medicina Preventiva

In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, il Ministro della Salute Livia Turco ha inviato il seguente messaggio: “In Italia almeno 2 milioni e mezzo di cittadini soffrono di diabete. Una malattia grave che, se non curata precocemente e in modo appropriato fin dall’infanzia, determina complicanze ed invalidità. Il diabete è infatti una malattia sociale, cronica e invalidante: un diabetico grava sulla sua famiglia e le condizioni socio economiche sono fortemente correlate alla peggiore gestione della malattia. I cattivi stili di vita, principalmente l’obesità, il fumo e l’inattività fisica, sono fattori determinanti della malattia e causa di un rapido aumento del numero dei diabetici nel nostro Paese, con la relativa insostenibilità dei costi sociali e sanitari. L’aumento dell’obesità nei bambini, anche piccolissimi, ha già provocato cambiamenti nell’epidemiologia della malattia. Stanno aumentando i bambini e gli adolescenti con diabete insulinodipendente, ponendo nuove e forti criticità, rispetto alla presa in carico complessiva dei loro bisogni di salute e di qualità della vita, a partire dalla scuola. Il diabete di tipo 2, il più frequente, è prevenibile; ancor più prevenibili sono le sue complicanze tanto da rendere possibile il diabete quale “malattia di lunga vita in qualità”. Purtroppo esiste in Italia un importante gap tra gli straordinari successi di diagnosi e terapia e i modesti successi della prevenzione. Per questo il Ministro ha proposto, su intesa con le Regioni, un Piano Nazionale Diabete che punta sia sulla prevenzione primaria in relazione al Piano Nazionale di Prevenzione per il programma “Guadagnare Salute”, sia su un approccio integrato multidisciplinare di presa in carico del paziente diabetico. La lotta al fumo, all’alcol, all’obesità, all’inattività fisica è quindi elemento di prevenzione primaria e, insieme all’approccio integrato nei confronti del paziente diabetico, può ridurre la epidemia diabetica che si va configurando e garantire qualità di vita ai cittadini diabetici. L’odierna Giornata Mondiale del Diabete trova l’Italia attiva e partecipe grazie al lavoro e all’impegno di migliaia di diabetologi, operatori sanitari, associazioni di malati e di volontariato e grazie alla collaborazione tra le diverse istituzioni, a partire da quella tra il mondo della sanità e della scuola. A tutti costoro va la mia profonda gratitudine. Mi rivolgo, infine, alle famiglie che ancora oggi sopportano buona parte del peso della malattia, con l’impegno del Servizio Sanitario Nazionale a progredire ulteriormente per alleviare le vostre fatiche e sofferenze, soprattutto per garantire al cittadino diabetico una vita lunga e di qualità”.

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L’ AVVoCAto

sergio Rossi

AMENITàGIURIDICO-COSTITUZIONALI “ Q U A n D o L A R e A LtA’ s U P e R A L A FA n tA s i A ”

L

eggevo ancuni giorni addietro sulla stampa nazionale una notizia idonea a suscitare non so bene se il riso o un incomprensibile sconcerto. Il giorno 8 novembre dell’anno di grazia 2007 l’On. Donata Lenzi (classe ‘56) dell’appena nato Partito Democratico, prima firmataria, ha presentato, in sede di riforma della Costituzione, che si sta votando alla Camera dei Deputati, un emendamento/ (anche se ssubito ritirato) con il quale si voleva fissare, per essere eletti, un limite di anzianità sino a 75 anni. Emendamento questo definito sarcasticamente “antirughe”. Ora più che naturale che da parte di coloro che hanno di recente contestato e contestano attualmente la liceità e Legalità (?) dell’esercizio del diritto di voto dei Senatori a vita si approfittasse e l’occasione era quanto mai propizia per rinnovare l’accusa ormai nota “essere scandaloso che un Governo sia tenuto in vita da chi ha più di 90 anni, portato in barella per votare, alla faccia dello svecchiamento della classe politica”. Ferma restando-almeno per

quanto mi riguarda- l’amenità dell’emendamento (ripetesi, subito ritirato) della On. Donata Lenzi, mi viene voglia di chiedere a quanti negli ultimi tempi negano (su quali basi non si sa) il diritto di voto ai Senatori a vita.. E la domanda è più che leggittima. E sapete perchè? Al fine di rendere accessibile ai più la risposta, ritengo necessario riferire un fatto, acquisito alla storia del nostro paese che, brevemente e succintamente val la pena di rievocare. Nella precedente legislatura (2001-2006) dai due Rami del Parlamento venne approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciiascuna Camera, il Testo di legge costituzionale, recante “Modifiche alla Parte II della Costituzione”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 18/11/2005, n.269. Con detta riforma costituzionale l’art.59 II° comma il quale così recitava: “Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e lettera-

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rio, veniva così modificato e sostituito dall’art.5 del nuovo Testo di riforma del seguente tenore: “All’art. 59, primo comma della Costituzione, la parola senatore è sostituita dalla seguente “deputato e il...... comma, sempre dello stesso art. 59, veniva sostituito dal seguente: “ il Presidente della Repubblica può nominare deputati a vita cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Il numero totale dei deputati di nomina presidenziale non può in alcun modo essere superiore a tre”. Ora, se mi è consentito chiedere: perchè mai in sede di riforma, a differenza di quanto previsto nella norma costituzionale modificata, non venne aggiunto l’inciso “ i deputati a vita di nomina presidenziale non hanno “diritto al voto?”. E se quanto sopra riferito è tutto incontestabilmente “vero e reale” e documentalmente provato, perchè mai ancora oggi si continua a ripetere ossessivamente che i “senatori a vita” non essendo stati eletti dal popolo non hanno diritto al voto?


i nostri diritti:

Per poi fare marcia indietro e ripiegare capziosamente sulla natura politica della censura. Per completezza è utile ricordare che la riforma costituzionale del 2005 venne, come è noto, bocciata a seguito del referendum indetto e svoltosi il 25 e 26 giugno 2006. E poi, perchè scandalizzarsi? Nella democratica Inghilterra forse che i Lords (vale a dire i rappresentanti della c.d. Camera Alta, nominati dalla Regina) non votano? Al di là, però, di ogni altra, pertinente e non, considerazione, va sottolineato un fatto che, comunque, mutuando significatamente il nome di battesimo di questa rivista “AERRE” (Anziani Rispettati), di enorme rilievo e che deve sempre avere il massimo rispetto, non deve essere dimenticato: l’osservanza responsabilmente consapevole del dovere di guardare agli anziani con deferenza quando non addirittura con profonda ammirazione. Non posso a questo punto non richiamare l’attenzione dei lettori e delle lettrici sull’ultimo evento che ha avuto leggittimo ed ampio spazio alcuni giorni addietro sui giornali di tutto il mondo e sul piccolo schermo:il conferimento del prestigioso premio Nobel alla famosa scrittrice britannica Doris Lessing che, nonostante i suoi 88 anni, non avendo mai perso carattere e personalità, dopo aver vinto

l’ AVVOCATO

tutti i premi letterari di Europa, nell’apprendere la notizia giunta da Stoccolma, mentre si trovava in un mercato di Londra a fare acquisti, ai cronisti che l’assediavano per sentire da lei i primi commenti, rispondeva con il suo colorito ed ironico modo di fare. “ Ho vinto tutti i premi d’Europa, ogni dannato premio, così sono felice di vincerli tutti. E’ come al poker, ho fatto una scala reale”. Allora io dico a gran voce: come non leggere il suo primo libro “L’erba canta”, storia di un rapporto controverso tra una donna bianca e un servitore di colore? E l’altro “Sotto la pelle” il primo volume della sua autobiografia? E così ancora “ Se gioventù sapesse” ed il racconto intitolato “ Le nonne”, storia di affetti che oltrepassano le convenzioni legate all’età. Non senza motivo la Doris Lessing è stata definita un gigante della letteratura mondiale, anche (secondo alcuni) per avere riservato ad un argomento spiritoso e per molti versi ancora interdetto come la vecchiaia un posto particolare. E come qualche critico di grande spessore culturale, (come Maria Vittoria Vittori) ha scritto, con riferimento alla Lessing: “ Se ancora restava nella nostra cultura occidentale, questo ultimo

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tabù relativo al sesso ed all’amore nella vecchiaia (e sopratutto al versante femminile), negli ultimi anni la scrittrice britannica di è dedicata a sfatarlo per quella sua particolare dote da lei definita “una quieta ostinazione nell’immaginare il futuro”. Non si obietti che sono andato oltre quella che era forse la mia iniziale intenzione non senza concludere che ciascuno desidera di vivere a lungo, ma nessuno vorrebbe essere vecchio. Aveva ragione il mai dimenticato immortale poeta tragico greco Euripide allorquando nell’”Alcesti” “esclamava” i vecchi mentono quando invocano la morte e si lagnano dei molti anni e della eccessiva lunghezza della vita: Infatti, se la morte si avvicina, non vogliono morire e sembra loro leggera persino la vecchiaia” Ho sempre condiviso quella significativa ed eloquente esclamazione di Benedetto Croce, famoso filosofo e storico che ha improntato di sè e della sua cultura e dei suoi insegnamenti l’intero secolo ventesimo: “ Una cosa i giovani non impareranno mai: a diventare vecchi”. Sergio Rossi


la PAROLA agli

ANIMALI...

ADDIO BELLANY, (FieRo Leone) RE DEL BIOPARCO Nei primi giorni di novembre l’anziano maschio di leone asiatico nonchè re del bioparco e beniamino di tutti i bambini, è tornato a correre libero nelle praterie dei suoi sogni. Ha lasciato questa terra con un brutto tumore al pancreas. Con fierezza così come si addice ad un re non ha mostrato la sua malattia nè ha dato segni di malessere fino a pochi giorni prima di chiudere per sempre quei suoi dolci e ambrati occhioni.

L’animale, che condivideva l’area con la leonessa Giada, era sotto osservazione per problemi di inappetenza; poi all’improvviso si è evidenziato un gonfiore dell’addome (gli animali nascondono le malattie fino all’ultimo per evitare di essere predati o spodestati dal loro ruolo sociale) che rapidamente è aumentato. Le indagini immediatamente

effettuate hanno evidenziato un tumore al pancreas altamente invasivo, purtroppo era ormai incurabile. Bellamy era arrivato al Bioparco nel 2001 dallo Zoo di Londra, dove era nato e dove era stato svezzato dai guardiani allorchè rifiutato dalla madre. Questo tipo di allevamento aveva compromesso la regolarità della crescita, tanto che nel 2006 divenne necessario effettuare un delicatissimo intervento per impiantare particelle d’oro nella colonna vertebrale in modo da alleviargli i dolori causati da una forte artrosi. Comunque prestissimo avremo un altro re e compagno per Giada (il leone è l’unico felino sociale e per il mantenimento del suo benessere non può stare da solo); i candidati proverranno certamente da un’operazione di salvataggio da qualche zoo fatiscente dell’Est europeo. ________________________

Mi sono laureato! CANI A SCUOLA PER DIVENTARE “DOTTORI” Chi soffre di autismo,depressione,anoressia,bulimia ,fobie varie ha ora a disposizione una nuova,originale terapia.Si

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chiama pet therapy, cioè terapia del cane. Si svolge dal 2006 per iniziativa dell’Ancapet, l’Associazione Nazionale Cani da terapia e assistenza che ha per promotore Luigi Polverini, studioso di psicologia canina e autore, su questa materia, di numerosi libri. L’associazione seleziona animali ritenuti idonei a questo compito-di solito Golden Retriever o Labrador ma in qualche caso la scelta cade anche su qualche bastardino-e li sottopone a corsi che durano quarantotto mesi., durante i quali si cerca di sviluppare al meglio le capacità che permettono ai nostri amici a quattro zampe di assumere il comportamento più adatto nelle varie situazioni. Alla fine dell’addestramento il cane che vive con il disabile lo può aiutare nelle normali faccende quotidiane svolgendo per lui anche i compiti più difficili:come aprire il frigorifero, prendere la cornetta del telefono, accendere la luce, attivare un salvavita e altri utili servizi. Finora i cani che hanno superato la prova del corso sono cinque,tutti Labrador. Da parte dell’Ancapet sono privilegiati per i corsi cani con un buon carattere ,molto equilibrati e poco eccitabili, in grado per questo di prepararsi poi ad assistere le persone bisognose del loro aiuto.


la PAROLA a:

il VETERINARIO

SALVATI DALL’ACQUA

N

erina è una meticcia di piccola taglia, non sterilizzata, di 14 anni d’età; la sua proprietaria ha notato da qualche tempo che c’è qualcosa che non va: la cagnetta non vede più bene a causa delle cataratte e, pur apparendo in discrete condizioni fisiche, presenta un pelo opaco e una diffusa desquamazione furfuracea. Nerina manifesta anche dei sintomi che vengono scambiati per segni di buona salute: un appetito notevolmente aumentato e, soprattutto, una sete senza freni che la porta a urinare abbondantemente e frequentemente, anche in casa e durante la notte non riuscendo a trattenersi. Napoleone invece è un gatto color crema, sterilizzato, di 19 anni che ha subito in passato gravi fratture del bacino e l’asportazione di un tumore intestinale: come il suo nome suggerisce ha un caratteraccio ed è assolutamente insofferente a qualsiasi visita. I suoi proprietari hanno notato che nelle ultime settimane il micio ha perso peso; il consumo d’acqua è aumentato poiché la

ciotola deve essere riempita più volte al giorno ed è aumentata la quantità di urina prodotta: nella lettiera . Infatti non si formano più le solite pallette raggrumate, ma la sabbia si presenta diffusamente inzuppata. L’andatura si è fatta difficoltosa senza che il micio mostri di soffrire: sembra piuttosto che sia particolarmente affaticabile; la zampa posteriore ha assunto un atteggiamento peculiare: il tallone, che normalmente nei gatti è portato sollevato, è abbassato e giunge a toccare terra come se il gatto fosse diventato plantigrado. E infine c’è Mosè, un cane meticcio, castrato, di 12 anni: si presenta in discrete condizioni generali ma, pur essendo molto vorace, è dimagrito ; mostra un mantello opaco con abbondante forfora, un addome disteso e una muscolatura ipotrofica, un temperamento un po’ abbattuto. A causa della sete intensa si reca continuamente a bere e produce un’ enorme quantità d’urina: come il suo omonimo biblico, il nostro Mosè ha un rapporto particolare con l’acqua: più

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che per i soggetti normali, per lui è vitale poter contare su un apporto idrico costante. In tutti questi tre pazienti è stato sufficiente un semplice esame per comprendere cosa stava succedendo: l’aumento dello zucchero nel sangue (= iperglicemia) e la presenza di zucchero nelle urine (=glicosuria) suggerivano diabete mellito! Questa malattia colpisce soprattutto i soggetti anziani, magari soprappeso, e, nella specie canina, le femmine non sterilizzate. Nel gatto, come nell’uomo, prevale la forma di diabete che è detta non insulino-dipendente (=di tipo II): può essere gestita senza ricorrere all’insulina ma utilizzando ipoglicemizzanti orali associati a una dieta specifica; nei felini questa malattia ha la sorprendente possibilità di guarire, temporaneamente o permanentemente! Nel cane invece prevale la forma insulino-dipendente (=di tipo I) che richiede, oltre alla dieta, la somministrazione sottocutanea di insulina per tutta la vita del paziente. Nei nostri animali domestici il


la PAROLA a:

diabete mellito è contraddistinto da sintomi che facilmente possono destare attenzione : - aumento della sete(=polidipsia) - aumento dell’urinazione (=poliuria) - aumento dell’appetito - dimagrimento , atrofia muscolare - cataratta, nel cane - polineuropatia, atteggiamento di plantigrado nel gatto - perdita di appetito, alito di odore dolciastro, stupore, coma nei casi complicati da chetocidosi - predisposizione alle infezioni di cute e vie urinarie. La diagnosi del diabete ai effettua con esami molto semplici:è importante però esclu-

il VETERINARIO

dere altre malattie sottostanti o complicanti . Questa malattia richiede un’attenta gestione del peso corporeo e un regime dietetico specifico attuato in maniera rigorosa. La somministrazione di insulina si esegue per via sottocutanea una o due volte al dì: l’iniezione è semplicissima e non vi è persona che non impari a eseguirla correttamente in pochissimo tempo; la difficoltà sta invece nell’individuazione della dose giusta: è importante modificare la dose con molta gradualità lasciando il tempo all’organismo di adattarsi al trattamento. Ovviamente ogni variazione deve essere stabilita dal veterinario in seguito alla determinazione della glicemia. Il ruolo del proprietario è comunque fondamentale perché deve valutare attentamente gli effetti della terapia. L’efficacia del trattamento in corso è testimoniata dalla riduzione della sete, della fame e dell’urina prodotta; è impor-

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tante che il proprietario sia consapevole della possibilità che insorgano episodi di ipoglicemia: si tratta di eventi pericolosi per la vita del paziente contraddistinti da sonno quasi invincibile e, nei casi più gravi, convulsioni e coma. Data la pericolosità di questi episodi bisogna intervenire tempestivamente somministrando anche solo dell’acqua zuccherata da bere. Se il paziente è una cagna non sterilizzata è indispensabile procedere all’ovariosterectomia appena il diabete è stato stabilizzato.. E’ prioritario prevenire e trattare tutte quelle condizioni infettive, quali quelle a carico dell’apparato urinario, che in questi pazienti possono risultare molto aggressive a causa della compromissione del sistema immunitario. Tutto ciò, sia ben chiaro, non ha l’obiettivo di ristabilire la normale concentrazione ematica del glucosio, meta che sarebbe perfino pericoloso perseguire , ma assicurare al paziente una qualità di vita quanto più prossima alla normalità. Dr.Gianfranco Sperandio -Murato


da scoprire

Piaceri e luoghi

di Marco Brogna

i cammini del turismo religioso: La Via Francigena

I

l pellegrinaggio è probabilmente la più antica forma di turismo, in grado di muovere milioni di persone per migliaia di chilometri, indifferentemente dal culto praticato. Pur se spinto esclusivamente da motivazioni di tipo religioso, il pellegrino è un turista in senso stretto, nel momento in cui domanda vitto e alloggio, trasporto e servizi aggiuntivi. Per tutto il ‘900 il turismo religioso è stato considerato dagli operatori un “turismo povero”, a volte anche di disturbo rispetto ai flussi consolidati, e quindi da tralasciare o meglio da evitare. Grazie al Giubileo, all’impegno in prima persona di Papa Giovanni Paolo II e a numerosi interventi di organizzazione e promozione su scala nazionale e sopranazionale, il turismo religioso sembra aver

ritrovato nuovo vigore, con flussi crescenti ed ingenti movimenti di capitale. Questa riscoperta del fenomeno ha spinto molti imprenditori ad

organizzarsi per offrire un prodotto specifico, e molti amministratori locali ad avviare e sostenere iniziative a favore dei pellegrinaggi. L’Italia è da sempre tra le principali mete del “turista pellegrino”, con Roma capofila e numerosi centri altrettanto

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gettonati, spesso anche di piccole e piccolissime dimensioni. Uno strumento per mettere a sistema più località, per creare una rete sul territorio è il “percorso turistico”: gastronomico, culturale, ecologico e soprattutto religioso. Anche per questo motivo negli ultimissimi anni si sono riscoperti i cammini religiosi, le vie storicamente percorse da illustri rappresentanti di culto, e dopo di loro da grandi flussi di pellegrini. Tra questi itinerari la Via Francigena, la strada che collega Canterbury con Roma (e questa con Gerusalemme raggiungendo il porto di Brindisi lungo la Via Appia -Traiana), sembra destinata a riscuotere il maggior successo. Riconosciuta nel 1994 quale “ Itinerario Culturale d’Europa”


Piaceri e luoghi

la Via, lungo i suoi 1.750 chilometri, attraversa Inghilterra, Francia, Svizzera ed Italia, in cui giunge valicando il Passo del Gran San Bernardo. Tra i cammini religiosi è certamente il più interessante, dal punto di vista morfologico per i paesaggi attraversati, eterogenei e frastagliati, e dal punto di vista culturale, per i popoli incontrati. In questo caso il prodotto turistico non è la meta da raggiungere (la Basilica di San Pietro) ma il cammino stesso, con tappe predeterminate e luoghi di culto da visitare. Di particolare interesse è il tratto di Via Francigena che attraversa il Lazio, ripercorrendo quello che certamente fu il cammino dell’Arcivescovo di Canterbury Sigerico: la prima tappa, in piena Tuscia parte da Acquapendente, transita per Bolsena, e da qui giunge fino al borgo medioevale di Montefiascone; la seconda conduce al capoluogo Viterbo e la successiva all’altro centro medioevale di Vetralla; quindi una tappa verso l’antica città etrusca di Sutri, per entrare, nella penultima tappa, in pro-

da scoprire

vincia di Roma e giungere a Campagnano di Roma; di qui, verso la città di Pietro, dopo aver sostato una notte fra Formello ed Isola Farnese. Il percorso attraversa 13 comuni di interesse storico (tra tutti San Lorenzo Nuovo, Caprinica e Nepi) e numerose aree di interesse naturale (il Parco di Veio, i laghi di Vico, Bolsena, Bracciano e Martignano), arricchendo la filosofia del pellegrinaggio con ulteriori interessi culturali e paesaggistici. Le tappe prevedono circa 22 chilometri al giorno, per 5/6 ore di cammi-

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no. Un percorso alla portata di molti, se non di tutti. L’offerta ricettiva è ben organizzata: considerando anche i comuni limitrofi, esclusa Roma, è possibile individuare 67 esercizi alberghieri e 241 esercizi complementari, di cui 34 case per ferie, oltre numerose strutture di tipo religioso difficili da censire. Se un tempo il pellegrino cercava un viaggio a basso costo oggi non è più necessariamente così. Ad un’offerta di classe economica si affiancano un’offerta intermedia ed una di livello elevato. Lo stesso vale per la ristorazione e per i servizi complementari. Il cammino è facile da seguire anche con mezzi propri, grazie ad una specifica segnaletica internazionale, ad una cartellonistica particolarmente curata e ad un’opera di promozione e comunicazione diffusa su tutto il territorio, nazionale e internazionale.


Piaceri e luoghi

da scoprire

CASSINO non solo guerra... I l Comune di Cassino è tra le

Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 15 febbraio 1949 per i sacrifici delle sue popolazioni durante la seconda guerra mondiale. Ma... lo sapevate che è antichissima? Posta nella parte meridionale della Regione Lazio e precisamente nella provincia di Frosinone, Cassino ha da sempre, il centro collocato alla base del colle chiamato Montecassino, roccioso, che si eleva fino a oltre 500m. sul livello del mare, allargandosi nella pianura racchiusa dai fiumi Liri e Rapido. Poco lontano dal centro, infatti, il Rapido si versa nel Liri che diventa così il “ famoso” fiume Garigliano. A causa di questa abbondanza di acque, i primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina, proprio perché nella vallata vi era un bacino lacustre. Sono stati rinvenuti, infatti, reperti che attestano la presenza umana, risalenti al Neolitico; nell’Età del ferro si dovrebbe essere formato uno stanziamento attestato dalla presenza di una necropoli. Secondo alcuni studiosi, l’origine del nome deriva dalla parola sabina cascum, dal significato di "antico", ad indicare la remota origine dell’insediamento. La città, in epoca

romana, viene chiamata Casinum. Essa era collocata al confine fra i territori dei Volsci, sotto cui sarebbe sorta, e quello dei Sanniti. Quando i romani nel 313 a.C. presero il controllo dell’area, fondarono una colonia, Interamna Succasina, che controllava parte del territorio di Aquino e Cassino. Annibale transitò nell’area durante la seconda guerra punica, ma Casinum rimase fedele a Roma. In epoca romana l’abitato era collocato presso l’attuale frazione Crocefisso ed era attraversato dall’antica via Latina. Era fortificato da circa 4 km di mura ed era ricco di monumenti, essendo la città agiata. A Casinum eresse una sua villa Marco Terenzio Varrone. Fu prima municipium, poi colonia ed infine praefectura a testimonianza del progressivo inserimento nell’ordinamento dell’Urbs. Oltre al passaggio della via

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Latina, nel territorio di Casinum nasceva una via verso la Val di Comino, l’Abruzzo, Sora e che infine giungeva a Roma. A causa delle vicende medioevali, non mantenne sempre lo stesso nome: divenne prima Castellum Sancti Petri, poi Eulogimenopoli, ovvero "Città di San Benedetto", infine San Germano. Solo con l’Unità d’Italia, nel 1863, la città riprese il nome originario. Ma attraverso le vicende, i luoghi e gli uomini che hanno segnato gli otto mesi più sanguinosi della campagna d'Italia, rischiò proprio nell’ultima guerra, di sparire per sempre dalle mappe, con tutta la sua soria e la sua cultura. La battaglia di Cassino, è considerata ancora oggi uno degli scontri bellici più importanti e discussi della Seconda Guerra Mondiale. rha


Tradizioni e...

L

a cucina tradizionale ciociara antica e nuova allo stesso tempo è un prezioso reperto che viaggia nei secoli dentro e fuori dai confini della provincia, infatti, la cucina di questa antichissima zona della regione del Lazio meridionale custodisce invece un insieme di sapori e di particolarità di primissimo ordine e dall'insospettabile varietà. Da sfatare il luogo comune che vuole la cucina ciociara come povera e rozza. La sua innegabile matrice contadina (comune alla quasi totalità delle cucine tradizionali italiane) è molto varia e ricca, come la molteplicità dei popoli che hanno abitato la Ciociaria. La tradizione culinaria le cui tracce si trovano nei "quaderni delle nonne" ha tutti i diritti e i requisiti per essere considerata "ciociara" e "tipica". Si tratta, infatti, molto spesso di rielaborazioni, arricchimenti e affinamenti di quelle che sono le ricette universalmente considerate tradizionali. Tanto per fare un esempio, le varietà di zuppe sono tante che meriterebbero più di un articolo apposito. La varietà di gusti e di preparazioni è molto interessante e i risultati, spesso, sono assolutamente sorprendenti. Si va dalle versioni più semplici e rozze a vere e proprie "ribollite", se si vuole anche più gustose del celeberrimo piatto toscano, se non altro per l'assoluta superiorità del pane di grano

Cucina

la cucina tradizionale ciociaro su quello tanto osannato dei fiorentini. Altro punto di forza della cucina ciociara è custodito nella varietà delle paste fresche e nelle salse a base di pomodoro e carni. Uno dei segreti di tali preparazioni consiste nella qualità degli insaccati e proprio delle carni. Il maiale ciociaro, gli agnelli dei pascoli ciociari, il pollo d'aia e via di seguito. Le paste fresche della tradizione ciociara conosciute al di fuori della regione sono poche e, tutto sommato, si tratta delle meno caratteristiche. Ci riferiamo, ovviamente, alle fettuccine, ampiamente presenti anche in altre zone d’Italia. Meno noti i maccheroncini di pasta all'uovo (fini fini) o vere e proprie rarità, gli impasti di semplice acqua e farina, con la quale si preparano in varietà cospicue, i maccheroni ai ferri o i Paternostri, o gli strozzapreti, realizzati anche con l'utilizzo di utensili metallici. Numerose anche le variazioni del timballo alla ciociara, realizzato originariamente con lasagne di pasta all'uovo farcite a strati da sughi di carne e formaggio fresco. Se ne trovano di diversi tipi, particolarmente ricchi dove frequente anche l'uso dell'uovo sodo e polpettine di carne e mozzarella magari di bufala. Oppure specialità come gli

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insaccati di maiale. Molto usate nelle salse sono le salsicce da, poi, utilizzare come pietanza o in piatto unico insieme al loro "sugo". Celebri i piatti a base di agnello e di capretto, infornati o brodettati, anche a seconda del periodo dell'anno e della disponibilità. Particolarissime alcune ricette speziate come il Garofolato di Veroli o il cosciotto di capretto alla Ciociara, infornato con copiose erbe aromatiche. Buono anche il pollo alla ciociara, cucinato semplicemente al tegame con vapori di vino e aceto. Tantissime le minestre e le zuppe a base di verdure locali. Ottimi i broccoletti, le cicorie, le verze. I legumi la fanno da padrone in tante preparazioni. Squisiti i funghi preparati in zuppa, alla piastra e in mille altri modi specialmente nelle salse. In ultimo, ma solo per lo spazio editoriale, vari e prelibati i formaggi della zona, soprattutto di pecora e di capra. Il viaggio nella terra ciociara può essere dunque sorprendente anche per il palato, oltre che per la vista. Orientarsi quindi in un territorio così interessante può essere fatto anche con un percorso culinario che ci avvicina alla storia ed al passato. rha


ALIMENTAZIONE da

L a fine del millennio vede crescere, inattesa, una "grande paura": quella dell'alimentazione quotidiana. Dalla "mucca pazza" al pollo alla diossina, passando per il bovino agli ormoni, la soia transgenica, le farine agli estratti di cadavere per gli animali da macello o i pesci d'allevamento, fino all'acqua minerale e alla Coca-Cola contaminate, la lista dei prodotti di consumo adulterati si allunga. Un filo rosso collega queste aberrazioni: la ricerca del massimo profitto da parte delle multinazionali dell'agroalimentare che stanno trasformando l'agricoltura in un'industria che non lascia più spazio al contadino. La salute per alcuni, gli affari per altri, mentre noi rischiamo di trovare in tavola, il vino senz'alcool e gli spaghetti agli antibiotici. In alcuni Paesi la vigilanza in campo alimentare fa capo al ministero della Sanità, in altri ai dicasteri dell'Industria o del Commercio, mentre l'Europa unita sta lavorando per ottenere sui prodotti, soprattutto un livellamento di qualità. Certo, qualche dettaglio resta da precisare. Non è ancora chiaro se sarà il fruttivendolo a vendere medicine o se si finirà per fare la spesa in farmacia. Se si rischierà di intossicarsi

SBALLO o NATURALE

sCienZiAti ...PAZZi etULAs...e

facendo il bis di broccoletti. Se sulle confezioni di zucchine modificate comparirà l'avviso: "Attenzione, è un farmaco. Leggere le avvertenze prima di cucinare". Tuttavia la linea di tendenza è ormai evidente: molte aziende scommettono che in un futuro e neanche tanto lontano, ci sarà, il cibo che guarisce o la medicina che nutre, a seconda del punto di vista. Solo qualche anno fa, infatti, si pensava di avere il futuro agroalimentare in pugno, c’erano aziende specializzate che lavoravano credendo alla rivoluzione agricola, alla modificazione genetica, alla

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diffusione dei semi geneticamente modificati (GM), a partire dall’America e, che significava "lanciare il più importante successo tecnologico di tutti i tempi, dalla scoperta dell'aratro in poi". Ma poi si tutto ridimensionato e per fortuna sia da noi che in Europa non ha attechito. Anzi c’è stata un’avversione nei confronti delle nuove colture transgeniche, con sfilate e mobilitazioni di associazioni . Fu addirittura coniato un nome per l’occasione : “Nouvelle cuisine per i poveri”. Oggi per aggirare un'opposizione sensibile, soprattutto ai transgenici in tavola, dai laboratori è uscita una nuova proposta: un prodotto ibrido; qualcosa che si venda con la frequenza di un cibo ma abbia il valore aggiunto di una medicina. Non resta che aspettare di capire come difenderci anche questa volta... ma nel frattempo mi viene da pensare: di questo passo dove andremo a finire? Fonte -Sinclair D et al. Sirtuin activators mimic caloric restriction and delay ageing in metazoans.


STORIA, CULTURA

e RECENSIONI

“ I VICE RE ”

Titolo: I VICE RE Autore: Federico De Roberto ( scritto nel 1894 ) Prezzo di copertina: €14,50 Dati: anno 2007 Editore: E/O Collana: Super E/O

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davvero uno straordinario romanzo. Fu scritto nel 1894 da Federico De Roberto, un narratore che fu , insieme a Verga e a Capuana, uno dei maggiori esponenti del verismo italiano ma restò purtroppo poco conosciuto. Tanto che “I Viceré” raramente è entrato nelle scuole anche se è un vero capolavoro. Il romanzo narra la storia di

una nobile famiglia siciliana di origine spagnola, gli Uzeda. Sono gli anni che vanno dai moti che si ebbero nell’isola in occasione dello sbarco dei Mille di Garibaldi fino alle elezioni dell’82. Gli Uzeda compongono una famiglia numerosa dilaniata da una brama di potere e di denaro su cui si scatenano aspre contese. I protagonisti sono: il principe Giacomo, che riesce a diventare capo famiglia, è duro negli affetti ed è avidissimo di denaro; il dissoluto conte Raimondo, che fa soffrire la moglie con i suoi tradimenti; il cinico e corrotto Don Blasco, amante delle belle donne e dei piaceri della vita; il principino Consalvo, costretto dal padre Giacomo ad entrare in un convento e la sorella, donna Ferdinanda. Alle beghe tra i vari parenti si aggiunge la lotta che tutti insieme fanno per conservare i loro privilegi, in una cornice di grandi avvenimenti che preparano l’unità d’Italia. Così succede che Don Blasco approfitti della sop-

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pressione dei conventi per acquistare beni della Chiesa, il vecchio don Gaspare finge idee liberali e riesce a farsi eleggere deputato, così come farà anche Consalvo, l’ultimo degli Uzeda che otterrà, anche lui, di farsi eleggere alla Camera ,al prezzo, però, di poco onorevoli compromessi. Questo capolavoro, conosciuto da pochi sta trovando da qualche settimana una tardiva notorietà.Accade perché dal bellissimo romanzo è stato tratto un film che è ora in programmazione in cinema di tutta Italia.. Solo che nella versione cinematografica la grande, grandissima opera narrativa delude le aspettative della gran parte del pubblico ed è accolto dalla critica con giudizi complessivamente negativi. Il pur bravo(in altre occasioni)regista Roberto Faenza onestamente avverte,nei titoli di testa,che il film è “liberamente ispirato” al romanzo di De Roberto. In realtà con la trasposizione sullo schermo il capolavoro subisce un vero e proprio stravolgimento..Anzitutto


STORIA, CULTURA

non rappresenta minimamente lo spirito e l’anima che caratterizzano l’opera e rapiscono chi la legge. E poi perché il regista tenta, senza riuscirci, di modernizzarla creando situazioni ed esprimendo concetti che sembrano applicabili più al nostro tempo che a quello in cui si svolge la vicenda della famiglia Uzeda. Detto questo è tuttavia consigliabile andare a vedere il film. Perchè ci incoraggia a ricercare, quindi a leggere la vera storia, quella che ha scritto De Roberto. E perché permette di scoprire in Lando Buzzanca, finora conosciuto come attore comico ,un grande e sublime attore drammatico cui è affidata la parte del principe Giacomo. Bravo anche il giovane Alessandro Preziosi, che interpetra la parte del principino Consalvo, combattuto tra la schiavitù alle ferree tradizioni di famiglia e il bisogno di vivere e di contare in un mondo nuovo, quello promesso dall’arrivo dei garibaldini nel 1860. Rita Grimaldi

e RECENSIONI

Titolo:

L’attività fisica nella terza età Curatore: Saccomani R. Pagine: 389 Prezzo di copertina: €18,00 Data pubblicazione: 2006 Editore: Cortina Raffaello Collana: Salute e società

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’avvento del traguardo della terza età non preclude la rinuncia assoluta alla cura del proprio corpo. La dimostrazione evidente e’ l’attenzione prestata dall’editoria nazionale alla presentazione di testi riguardanti la salute e il benessere umano. Una citazione particolare merita il testo pubblicato dalla Casa Editrice Cortina che da sempre si occupa attraverso la collana Salute e Società della prosperità fisica dei lettori. In questa brossura di 389 pagine ( 18 Euro ) stampata sul

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finire del 2006 dal titolo “ L’attività fisica nella terza età. Promozione. Prescrizione. Controllo. Valutazione “ il curatore dell’opera R. Saccomanni si e’ interessato particolarmente dell’addestramento fisico come vincolo irrinunciabile per il wellness personale. Il libro risponde alle domande più variegate sul tema del mantenimento corporeo in una condizione di salute ottimale e come prevenzione e azione da seguire sulle eventuali patologie croniche emergenti. L’analisi accurata e dettagliata sul mondo dei veterani permette attraverso degli strumenti analitici l’ individuazione delle esigenze primarie e non degli anziani, sulle risorse fisiche e materiali a loro disposizione in modo da individuare le attività più adatte per conseguire e mantenere una buona qualità di vita individuale e sociale. Inoltre il testo e’ di possibile utilizzazione da parte degli operatori del settore sociale ( assistenti di base, educatori, fisioterapisti ) che si occupano quotidianamente delle problematiche più comuni della terza età. Una piccola spesa per un grande sapere. nico Ciampelli


LIONS CLUBS

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iblioteca D’Argento è il nome dato alla nuova Biblioteca aperta nel Centro sociale di “Villa Rita” a Frosinone. Alla presenza del Vice Sindaco e Assessore ai servizi sociali Dr. Michele Marini, e del Presidente del centro sociale, Silvana Imperoli, il Presidente Carmine Cuomo a nome dei Lions, del Club Nova Civitas, ha donato al centro sociale trecento testi di narrativa. Nell’ambito di quei progetti sociali di cui ogni Comune dovrebbe farsi carico, anche se le finanze non permettono un incremento dell’attività culturale, l’unione delle forze sarà l’arma vincente e permet-

108L – I.T.A.L.Y.

UNA BIBLIOTECA

“D’ARGENTO” terà la realizzazione di opere come questa, inaugurata alla presenza di autorità lionistiche e sociali, nel Comune di Frosinone . Un primo passo che apre la strada alla collaborazione tra pubblico e privati. Una collaborazione fattiva, verso una creazione di una rete di servizi che possano portare al raggiungimento degli obiettivi. Aver recuparato i libri che

compongono questa biblioteca, ha un significato importante: un libro è un amico che fa compagnia, che riempie la giornata, che aiuta la mente a mantenersi giovane e attiva. Svaghi, divertimenti, ma anche cultura quindi, offerta gratuitamente alle persone capaci ancora di emozionarsi con le pagine di un libro. rha

L’idea di realizzare una biblioteca presso un centro anziani del nostro comune cominciò a balenarmi in occasione del Congresso Lions a Taormina quando un socio Lions presentò un service riguardante la terza età e proiettò delle immagini relative alla raccolta di libri per una biblioteca presso un centro anziani che chiamò “biblioteca d’argento”. Rimasi molto sensibilizzata da detta iniziativa e con la collaborazione dei soci del mio Club abbiamo dato inizio alle necessarie operazioni. Allo scopo di fare un’azione utile alla comunità di Frosinone abbiamo esposto il progetto alle Autorità comunali che, espresso parere positivo, hanno messo a disposizione una struttura comunale, Villa Rita, sede di un centro ricreativo per anziani. Insieme ai soci abbiamo raccolto circa trecento libri e dopo circa due mesi di impegno, siamo riusciti ad inaugurare la biblioteca dove ovviamente, in una apposita saletta con idonea scaffalatura per poggiare i libri, abbiamo voluto che campeggiasse il logo del nostro Lions Club Frosinone Nova Civitas. Naturalmente abbiamo coinvolto gli ospiti del centro nella organizzazione e nella conduzione della biblioteca dove, tra l’altro, i soci del Club si alternano nella lettura di alcuni libri commentandoli e stimolando uno scambio di idee per far sì che la mente degli anziani non segua l’invecchiamento fisiologico del corpo. E’ risaputo infatti che la terza età, se vissuta tenendosi aggiornati ed avendo qualche interesse può dare ancora delle soddisfazioni. Pertanto è dovere di tutti noi avere grande rispetto per gli Anziani e cercare di rendere la loro vita quanto più interessante e piacevole possibile. Tina Amodio Dell’Aquila

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GINNASTICA

DOLCE...

Lo sHiAtsU

P

er capire un pochino lo SHIATSU bisogna avere molto chiara l’idea che l'uomo è un essere vivente nato dalla, nella e per mezzo della Natura e pertanto lui stesso è Natura. La Natura è equilibrio nella contrapposizione; (giornonotte, estate-inverno, caldo-

freddo, nascita-morte,……) Per vivere nel giusto modo anche l’uomo non può esimersi dal vivere fuori da quest’equilibrio naturale; l'equilibrio consiste nel corretto rapporto tra corpo e mente, tra gioia e dolore, tra lavoro e riposo, tra pensieri ed azioni,

tra vita e morte…. L’uomo in equilibrio vive una lunga vita , armoniosa e sana; quello con poco equilibrio è debole e soggetto agli attacchi esterni , alle malattie e , se non ripristina in tempo l’equilibrio tra il corpo e la mente, non ha più la capacità di reagire e combattere; l’uomo che non è in armonia vive male, con dolori e muore prima. Il mangiare troppo, il bere troppo, l’arrabbiasi troppo, il dormire poco, il fumare, …. Porta il corpo in uno stato di squilibrio energetico; lo stomaco, il fegato, i polmoni, la cistifellea e tutti gli altri organi, lavorano sottosforzo. Nel mulino se mettiamo più grano di quanto questi possa macinare, le macine lavorano sottosforzo e, se non si ristabilisce al più presto un equilibrio, il mulino si romperà.

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Con lo SHIATSU, che letteralmente vuol dire PRESSIONE con le DITA, l’operatore cerca di ripristinare l’equilibrio nell’uomo, premendo con le dita sui MERIDIANI o canali energetici. Cos’è un MERIDIANO? Come il mulino a vento per macinare ha bisogno dell’energia del vento o quello ad acqua della forza della corrente, così nella visione orientale del corpo ogni organo ( il fegato, lo stomaco, i reni, i polmoni ecc.) ha un MERIDIANO o canale energetico che gli porta l’energia per funzionare, e dove il MERIDIANO prende l’energia da portare all’organo? Tra il cielo e la terra esiste un moto perpetuo d’energia che sale in cielo e scende sulla terra, come l’acqua del mare che evapora in cielo e poi riscende sulla terra. Tutta la NATURA si alimenta da questa fonte inesauribile d’energia, è da questa che anche il corpo si carica dell’energia necessaria per far


GINNASTICA

DOLCE...

PeR LAterza ETA’? AnCHe.. funzionare i suoi organi attraverso i MERIDIANI che si alimentano di quest’energia e la trasportano fino agli organi. I principali MERIDIANI sono 12, uno per ciascun organo, 6 scorrono dai piedi alla testa e 6 dalla testa ai piedi e, come un fiume che nel suo cammino alimenta il lago, il MERIDIANO alimenta l’organo. L’organo è come un campo di riso, se per una frana, uno smottamento, un terremoto il canale viene ostruito, l’acqua non arriva più al campo di riso o ne arriva poca e il campo non riesce a produrre il riso necessario. Non è il campo che è ammalato, ma c’è un’ostruzione nel canale. Nel corpo il campo è l’ORGANO e il canale è il MERIDIANO. Per il corpo, la frana potrebbe essere una botta o una caduta ricevuta, lo smottamento, un’infezione e un terremoto, un forte dolore o qualcos’altro che ostruisce il fluire dell’energia nel canale o MERIDIANO.

Il contadino cerca il motivo della mancanza d’acqua scendendo il canale fino ad individuarne la causa. L’operatore SHIATSU fa quello che fa il contadino, individuato l’organo (campo) che non funziona bene, con le pressioni delle dita percorre il percorso del MERIDIANO (canale) corrispondente per individuare il punto in cui c’è l’ostruzione. Come il contadino ripristina il passaggio dell’acqua lavorando e portando via il materiale in eccesso, così fa l’operatore SHIATSU che, individuato il punto di ostruzione ( punto che quando si

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preme fa molto male), cerca di liberarlo per ripristinare il libero fluire all’energia. Per questo lo SHIATSU non è un massaggio terapeutico, non è una terapia alternativa, non è una medicina non convenzionale. Lo SHIATSU stimola il corpo a ritrovare il proprio equilibrio e riattiva l’ AUTOGUARIGIONE.

Giancarlo Quagliotto Operatore shiatsu A.P.O.S.


ilitu ilgisnoc

consigli utili

INFlUENZA... quale la giusta dieta?

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lcuni alimenti comuni offrono un certo grado di protezione dall’assalto dei virus influenzali nel periodo invernale. Ed è bello ricordare quando si era ragazzi e la mamma ci propinava il brodo. Ad esempio per il tradizionale brodo di pollo, ricordiamo : le sue virtù sono collegate al calore che crea vasodilatazione e quindi beneficio per le vie aeree superiori irritate e un effetto fluidificante su muco e catarro. A queste proprietà si somma un’attività antinfiammatoria intrinseca di recente dimostrata da uno studio scientifico pubblicato sulla rivista internazionale Chest che spiega: - “ Nel brodo di pollo vi sono proteine che accelerano il rinforzo della membrana dei globuli bianchi e di altre cellule del sistema immunitario”. Se poi aggiungiamo spezie e, in particolare di peperoncino, – in virtù delle proprietà vasodilatatrici di quest’ultimo – il brodo di pollo, rende solitamente ancora più efficace questo antico rimedio della nonna. Vi sono poi alcuni alimenti

base, in particolare frutta e ortaggi di stagione che fornendo un’assunzione di vitamine, oligoelementi e altre sostanze utili alla difesa dell’organismo, costituiscono una potenziale barriera naturale antivirus durante la stagione invernale. Prendiamo per esempio il cavolo, esso in tutte le sue varianti appartenenti alla famiglia delle crucifere - verza, cavolo bianco, rosso e cappuccio – contiene minerali come il ferro, sali minerali e vitamine (in particolare C) che agiscono potenziando gli enzimi protettivi e i processi di difesa antivirus dell’organismo. Le virtù benefiche del cavolo possono essere sfruttate anche grazie al suo succo o utilizzandone le foglie. Un’attenzione particolare va posta alle modalità di cottura delle crucifere che non devono essere scaldate troppo a lungo e a temperature troppo elevate che ne danneggiano i nutrienti protettivi. Altri ortaggi di uso comune di cui può essere aumentato il consumo in cucina nei mesi invernali sono la cipolla e l’aglio: oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno

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proprietà antisettiche ed espettoranti e sono quindi utili per fluidificare ed eliminare il catarro. Sappiamo che proprietà fluidificanti sono attribuite anche alle pere e alle mele cotte, tra i rimedi di stagione più tradizionali. In questo caso consiglio di prepararle con l’aggiunta di miele che favorisce la fluidificazione del catarro. Questo caldo rimedio può anche servire a calmare le crisi di tosse e la raucedine secca. Utili per l’apporto di vitamine, in particolare la C, sono sia i limoni che le arance. I limoni da alcuni sono considerati anche depurativi tanto da consigliarne un consumo elevato. Fatto sicuro e accertato è che la vitamina C, disponibile a tavola grazie ai limoni, costituisce un complemento utilissimo dell’alimentazione e aumenta le difese dell’organismo: infatti il limone, spremuto a freddo sui cibi, facilità l’assorbimento del ferro dagli altri alimenti che ne sono ricchi (cavoli, spinaci, carni rosse) potenziando quindi le difese naturali. Contro raffreddore, mal di gola e tosse, quindi, non dieta ma cibi giusti.


CONSIGLI UTILI

ILITU ILGISNOC

SI AVVICINA NATALE...

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i avvicina il Natale con tutte le sue problematiche...Sia che intendiate passarlo in casa con i vostri parenti, sia che siate costretti a passarlo in una casa di riposo, ognuno di noi ha diritto di avere il proprio albero di Natale. Da bambini si sperava nei doni, da adulti il dono migliore è la salute, poi la condizione economica e la serenità e, questi sono i doni che dovremmo chiedere sempre al nostro Signore . Manca circa un mese al Natale e già da tempo in giro si respira la delirante atmosfera consumistica che precede questa festività. Mi piacerebbe in questo periodo prenatalizio cercare e scovare ecoregali da presentare a parenti e amici, magari da scartare in un atmo-

sfera il più possibile sostenibile. Il dilemma “albero di Natale vero o albero di Natale finto” sembra un problema insolubile. Ed ecco allora prendere spunto per un albero diverso... Avete mai pensato ad un albero di Natale fatto di giornali? Ecco questo è una forma nuova per non imbattersi nell’impatto ambientale delle due opzioni . Sì perchè sia che sia vero e sia che sia di plastica, entrambi vanno a rovinare un ecosistema. Per il primo (vero) cerchiamo di adottare tutte le accortezze possibili per garantire un’ospitalità dignitosa all’albero nella nostra casa. Se il tema vi interessa il Corpo Forestale fornisce tutta una serie di consigli da seguire prima, durante e dopo il Natale. Ma sappiamo che in molti casi la pianta viene tagliata. o muore con la diversa allocazione. Il secondo (quello finto), nella speranza che duri il più a lungo possibile negli anni, con lo smaltimento della plastica ed accessori. Quindi? Ecco allora l’albero di carta. Alla fine delle feste potrà essere smontato e riciclato. L’unica cosa di cui

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dovrete munirvi è qualche pallina e qualche filo di luci colorate. E’ più facile di quello che pensiate. Adesso vi dico come si fa: 1) In ogni luogo si trovano giornali, ma se siete abbonati ad un giornale, con i quotidiani viene meglio 2) Arrotolateli ad uno ad uno: andranno a formare i rami del vostro albero ecologico 3)Unite tra di loro i giornali usando del nastro adesivo. Molto nastro adesivo... 4) Decorate a piacimento e... accendetelo!!!


UTILI

INDIRIZZI

Associazioni di volontariato e Associazioni di anziani AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) L’associazione svolge attività di informazione, supporto e tutela dei malati morbo di Alheimer e dei loro familiari. Organizza seminari e corsi di formazione per operatori socio-sanitari. AIUTO (Associazione Italiana Uguaglianza Tutela pari Opportunità invalidi) Esegue trasporti a favore di anziani e disabili per visite mediche, terapie, esami. Il servizio è gratuito. ANTEAS (Associazione Nazionale Terza Età Attiva Solidale) È un'associazione di volontariato e di solidarietà promossa dalla Federazione Pensionati della CISL. Intende offrire un'occasione di impegno organizzato a coloro che, ritiratisi dal lavoro, sono disponibili a dedicare una parte del loro tempo e delle proprie capacità personali in attività e progetti di carattere sociale.

Antica Italia (Associazione Nazionale Trasporti Invalidi Civili ed Handicappati) Esegue trasporti a favore di anziani e disabili per visite mediche, terapie, esami. Il servizio è gratuito. ANVA (Associazione Novarese Volontari per Anziani) È espressione dei Centri di Incontro per anziani operanti in città. Si occupa, oltre alla organizzazione degli stessi centri, della promozione di attività culturali e ricreative, socio-assistenziali e sanitarie a favore della popolazione anziana. Gestisce inoltre una Casa Famiglia e promuove “Un sorriso per amico”, associazione di volontari presso la “Casa Protetta”. ASAP (Associazione di Solidarietà e di Assistenza Popolare) L'associazione opera a livello cittadino in vari ambiti di disagio. Svolge gratuitamente attività di assistenza ad anziani bisognosi parzialmente o

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non autosufficienti, sia a domicilio che in istituto. Inoltre organizza attività di animazione, incontri, gite e soggiorni estivi per anziani non autosufficienti. Associazione Costantiniana di San Giorgio ONLUS Offre servizio socio-assistenziale ai centri per anziani. Associazione di volontariato per la tutela dei diritti del malato Associazione Nazionale Volontari Lotta contro i Tumori Assistenza ai malati oncologici e ai loro familiari. Associazione “Vivi La Vita” Telesoccorso L'associazione svolge un servizio di telesoccorso e telecontrollo a favore degli utenti collegati (in prevalenza anziani) attraverso: risposta in viva voce agli allarmi che giungono alla centrale di ricezione; contatto telefonico bisettimanale per gli assistiti che lo desiderano


INDIRIZZI Associazione Volontari della Notte Offre assistenza notturna a degenti ospedalieri in condizione di bisogno. AUSER (Associazione per l’Autogestione dei servizi e la solidarietà) Fornisce consulenza fiscale e legale, organizza la formazione per il volontariato e !'autogestione, regola i rapporti con enti ed istituzioni. AUSER – Filo d’argento È un telefono di solidarietà gestito da operatori volontari, effettua servizi di trasporto ed accompagnamento alle persone disabili o anziane con difficoltà motorie. AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) c/o Az. OspedaliereOffre assistenza ai malati in ospedale. AVSA (Associazione Volontariato Simeone e Anna) Offre ai Centri d’incontro anziani assistenza fiscale, disbrigo pratiche e accompagnamento Caritas Diocesana Promuove il volontariato sia singolo che organizzato. Gestisce centri di accoglienza per i bisognosi. Organizza

UTILI tere prevalentemente domiciliare. centri di ascolto del bisogno presso le parrocchie, cui è possibile rivolgersi o sostenere con il proprio aiuto. CRI Croce Rossa Italiana Attualmente interviene in tempo di guerra, di calamità e di pace, dovunque necessiti, con lo scopo di alleviare le sofferenze umane con imparzialità, senza distinzione di razza, di convinzioni politiche e religiose. CVS (Associazione “Centro Volontari della Sofferenza”) Gruppi di ammalati che si sostengono a vicenda incontrandosi periodicamente con momenti di spiritualità, aiutati da altre persone che fanno parte dell’Associazione. Club Triventenni Organizza attività ludico motoria (corsi di ginnastica dolce) mirate alla promozione della salute nelle persone anziane, in tutti i quartieri. Gruppi di Volontariato Vincenziano c/o Caritas diocesana. È un’associazione cattolica presente in varie parrocchie cittadine. I suoi volontari si occupano di persone indigenti e malati fra cui gli anziani, svolgendo un’attività a carat-

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OFTAL (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) Associazione di volontari che organizza viaggi ai santuari per pellegrini, specializzata nell’accompagnamento di ammalati e disabili. Telefono Amico Offre telefonicamente sostegno psicologico e morale a persone in condizione di disagio esistenziale tutti i giorni. UNITALSI Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. UNITRE Università Terza Età Novara È un’associazione che promuove iniziative di educazione permanente e di aggiornamento culturale U.P.T.E.L. UNIVERSITA’ POPOLARE PER TUTTE LE ETà DI LATINA. La UPTEL mira a potenziare le qualità dell’individuo e a coltivare il pensiero, la manualità, la memoria, le emozioni, l’affettività: una forma di crescita individuale che diventa patrimonio della collettività.


Il giornale è presente a Latina nelle seguenti EDICOLE:

Mari Luca (Viale Kennedy) - Edicola News Paper (Via Edicola Marotta Bruxelles) - Edicola Mimmo (Piazza Paoli Maria Grazia (Viaspese di spedizione Buozzi) - Edicola Paoli S. Agostino) - Edicola Roberto (C.so uroedicola (Via Matteotti) - Edicola Picasso) - Edicola SI.PA San Marco (Via (Piazzale Prampolini) Gramsci)- Edicola Edicola Urbani (Via spese di spedizione Santosuosso Michele V.Veneto) - Edicola (Borgo Piave) - Edicola

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TAGLIANDO per ANNUNCI

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AERRE DIRETTORE RESPONSABILE

ANNA RACCUJA

AUTORIZZO LA PUBBLICAZIONE DEL SEGUENTE ANNUNCIO

CAPOREDATTORE

RITA GRIMALDI

TESTO

PUBBLICITà IN PROPRIO - GRAFICA MARTIN STAMPA PUBBLICAR coop -Via Maira - 04100 LT

AERRE &c Reg. Trib. LT nº 635 del 27/01/97 Hanno collaborato a questo numero:

Dott. Claudio Beltrami, Dr. Pasquale Bossa, Prof. Marco Brogna, Prof. Nico Ciampelli, Dr.ssa Rita Grimaldi, Dr. Fabio Marino, Dr. Giuseppe Messinese, On.le Riccardo Pedrizzi, Dr. Giancarlo Quagliotto, Anna Raccuja, Avv. Mario Rapanà, Avv. Sergio Rossi , Avv. Silvestro Stazzone, On.le Stefano Zappalà

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