AMA DIPINGERE DI NOTTE SULLE NOTE DELL’ADAGIO DI ALBINONI. “È IL MOMENTO IN CUI RACCOLGO TUTTI I SENTIMENTI, LE EMOZIONI E SI PASSA DALLA REALTÀ ALL’IRREALTÀ DEL SOGNO,” IL MOMENTO IN CUI RIESCE A COGLIERE LA MAGIA DEGLI OGGETTI E DEI VOLTI.
SOPRA, UN’OPERA DI DUSAN JOVANOVIC. IN APERTURA, IL PITTORE CIRCONDATO DAI SUOI QUADRI.
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in India, a quattordici è a Parigi, a sedici ottiene il riconoscimento alla Mostra mondiale “Il mio paese, il mio focolare”. Un vero enfant prodige. I primi ricordi legati all’arte? “Fin da bambino ho provato un grande amore per la musica e la pittura. A quattro anni ho iniziato a suonare il pianoforte. Mio padre aveva un amico che era custode di un museo, così andavamo a trovarlo e io passavo ore tra quelle stanze suonando un cembalo. A Belgrado c’era uno zoo e a me piaceva ritrarre gli animali per creare composizioni, una sorta di collage, facevo esperimenti.” Un crescendo. Dopo aver frequentato la scuola di design e pittura, quella per decoro d’interni e di
restauro, entra all’Accademia di Belle Arti di Belgrado e ottiene la specializzazione post-laurea in Ritratti. “Ritrarre qualcuno non significa solo dipingerlo, ma dargli un riflesso particolare, coglierne la più profonda psicologia.” Ha viaggiato moltissimo e vissuto in Francia, in Costa Azzurra, ma è l’Italia che ha sempre avuto nel cuore. “Roma, ma soprattutto Firenze, Siena. Le terre del Rinascimento, con la loro architettura straordinaria, raffinata. In ogni luogo ci sono magnifiche testimonianze culturali, la gente è calda, comunicativa. E Rimini, in cui vivo da ventotto anni, è una città a cui voglio molto bene, è ricca di storia.” Uno stile personalissimo definito da Federico Zeri Nuovo Realismo e da altri critici ricondotto al Realismo Magico per la capacità di oltrepassare il quotidiano e svelarne i segreti più reconditi. Su di lui hanno scritto critici come Vittorio Sgarbi, Alvaro Valentini, Claudio Spadoni, Anne Vanoli. Più di trecento le mostre allestite finora in tutto il mondo, di cui cinquanta personali, spesso in collaborazione con la Galleria d’Arte Rosini di Riccione e la galleria Marescalchi di Bologna. Per Jovanovic l’arte è anche impegno
per il sociale. Molte sono le aste di beneficenza organizzate dal Rotary Riccione-Cattolica di cui fa parte e molti i progetti in fase di realizzazione. “Penso che ognuno debba dare il proprio contributo per migliorare la società e anche il proprio territorio. Aiutare ed educare, trasmettere l’arte, la storia, soprattutto ai giovani che sono il nostro futuro.” Quali caratteristiche deve avere un artista? “Moralità, onestà, sincerità.” Ha sperimentato anche altri campi oltre a quello della pittura? “Creo anche sculture e fontane. Ad esempio ho realizzato su commissione di Giovanni Olivieri, figlio di Arduino Olivieri fondatore del Liceo Classico Giulio Cesare di Rimini, un bassorilievo in marmo giallo di Siena raffigurante l’erudito, un’importante opera che si trova nell’atrio del Liceo. Per un certo periodo ho collaborato con Versace, la Ferretti e altri stilisti realizzando scenografie per le sfilate. Ai dipinti sullo sfondo si univano effetti sonori e il pubblico veniva avvolto da un vento suggestivo. Un’esperienza totalizzante come quelle vissute per ideare le scenografie di numerosi teatri italiani.”