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CULTURE

do nella bottega di Raffaello (1517-1518) e alla sua morte divenne collaboratore di Giulio Romano, partecipando alla decorazione della Sala di Costantino in Vaticano. Rientrato a Sansepolcro eseguì i suoi primi lavori (come la Resurrezione di Cristo nel duomo), ispirati ai modelli di Raffaello e di Giulio Romano. Fu attivo a Urbania, a Gubbio, Cagli, Firenze, a Perugia, a Napoli – dove affiancò Vasari nella decorazione del refettorio del monastero di Monteoliveto. Occupò un ruolo non secondario nel panorama artistico italiano di pieno Cinquecento e oggi è il protagonista della mostra che dà il via alle celebrazioni del 2020 per il cinquecentesimo della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520), del quale Raffaellino fu discepolo talentuoso e appassionato. La Madonna del Velo è l’opera che è stata scelta come immagine del manifesto della mostra e nel dipinto, spiega Vittorio Sgar-

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RAFFAELLINO DEL COLLE FU UNO DEI PIÙ FEDELI E INTELLIGENTI SEGUACI DI RAFFAELLO. LA SUA MADONNA DEL VELO È L’OPERA CHE HA FOLGORATO VITTORIO SGARBI, IL QUALE HA CURATO E INAUGURATO A URBINO UNA MOSTRA DEDICATA ALL’ARTISTA.

bi: “c’è un ritmo, una capacità compositiva e un’armonia che sono un omaggio estremo a Raffaello proprio dentro a quella maniera che vuol dire maniera di Raffaello. Un’opera di straordinaria bellezza, il dipinto mostra come nella figura del San Michele ci sia una citazione quasi diretta di Raffaello. E invece nella pavimentazione e nel Sebastiano di destra c’è un riferimento a un altro grande raffaellesco che è Sebastiano del Piombo”. In particolare la mostra di Urbino rappresenta l’evento di apertura di un ciclo di mostre diffuse tra Urbino, Fano e Pesaro in programma tra primavera ed estate, dal titolo Mostre per Leonardo e per Raffaello, nell’ambito delle celebrazioni promosse dal MIBAC per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci nel 2019 e di Raffaello Sanzio nel 2020. L’esposizione ripercorre l’attività del maestro di Sansepolcro, discepolo del divin pittore che è stato largamente attivo nelle Marche e che oggi è protagonista di una rivalutazione storica e di una maggiore divulgazione. Per la prima volta si potranno ammirare, riunite, alcune delle sue opere più significative provenienti da chiese e musei di Roma, Cagli, Mercatello sul Metauro, Perugia, Piobbico, Sansepolcro, Sant’Angelo in Vado, Urbania, Urbino. Il percorso è introdotto da due opere di Raffaello custodite nella raccolta dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma: una tavoletta, pressoché inedita, con la Madonna con il Bambino e l’affresco staccato con Putto reggifestone. Il professor Sgarbi spiega come le vicende di Raffaellino s’intreccino strettamente, essendo i suoi lavori anche nelle stanze vaticane, con Raffaello, e la necessità della mostra per capire la personalità di questo artista. “Possiamo dire – afferma il professor Sgarbi – che la mostra con cui si aprono le celebrazioni di Raffaello è questa. È la prima del 2019, durerà fino a ottobre, e finita questa si entra pienamente nell’anno raffaellesco. Questa esposizione mette insieme molti dipinti di Raffaellino del Colle che sono in gran parte bellissimi; però è inedita, perché dopo una

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Premium IN Magazine 01 2019  

Dopo dodici anni, Premium si rinnova e regala ai suoi lettori una nuova grafica ancora più elegante e preziosa. Una rivista da collezionare...

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