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CULTURE

PITTORE INEDITO RAFFAELLINO DEL COLLE VISTO DA VITTORIO SGARBI

DI DOLORES CARNEMOLLA

FOTO LUIGI ANGELUCCI

Ci sono voluti circa 400 anni e il genio dello storico dell’arte Bernard Berenson per decretare la rinascita di Lorenzo Lotto, il pittore veneziano oscurato dal talento del coevo Tiziano. Più di 500 anni sono invece quelli che separano il periodo di attività di Raffaellino del Colle – semisconosciuto pittore manierista del Rinascimento – dalla folgorazione che ne ha avuto Vittorio Sgarbi quarant’anni fa. Il professore si trovava a Urbania a vedere un dipinto di Cagnacci, quando si accorse di un capolavoro fino a quel momento sottovalutato: Madonna del Velo con gli Arcangeli Gabriele, Raffaele e Michele. “Il dipinto ha una grazia e una eleganza che non possono farlo

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ritenere un’opera minore o marginale. Siamo nel 1531-32” ha spiegato il professor Sgarbi durante la conferenza stampa di apertura della mostra, da lui stesso curata: Da Raffaello. Raffaellino del Colle, in corso al Palazzo Ducale di Urbino, Sale del Castellare, fino al 13 ottobre. Raffaellino del Colle: chi era costui? Fu uno dei più fedeli e intelligenti seguaci di Raffaello. Artista colto e raffinato, il pittore toscano – nato a Sansepolcro nel 1496 – elaborò una delle più originali e autentiche espressioni del manierismo italiano. Dopo la prima formazione con Giovanni di Pietro detto Lo Spagna, Raffaellino del Colle si recò a Roma, entran-

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Dopo dodici anni, Premium si rinnova e regala ai suoi lettori una nuova grafica ancora più elegante e preziosa. Una rivista da collezionare...

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