Premium IN Magazine - 2/2009

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Sommario Premium

SOMMARIO - PREMIUM impronte di stili

Editoriale

9

Primo Piano

11

Accenti

12

Ever Green

25

Blue Notes

28

Creative Papers

32

66

Tra le righe

48

60

34

Gourmandise

36

Decantare

38

Versiliana

40

74

Imprese e ricette anticrisi 54 investire in ricerca e responsabilità: la risposta delle grandi aziende.

Anna Falchi

60

la mia speciale quotidianità.

Nicola Zamboni

66

l’umanità modellata nel rame.

Dolomite

42

Comunica

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Brunello Cucinelli

48

l’etica dell’imprenditore.

6 / Sommario Premium

Vincenzo Cammerucci

74

un signore di chef.

Nella valle del Reno tra Bologna e Modena, in viaggio nella storia.

80


Sommario Premium

SOMMARIO - PREMIUM impronte di stili

SPECIAL DOME architettura e interior design

Accenti

88

La voce del mare

90

90

al Molo di Levante di Rimini, parla la natura...

“IN MAGAZINE PREMIUM” anno IV - n° 1 aprile - maggio - giugno 2009 Reg. al Tribunale di Forlì il 28/10/2005 n. 43

Armonia di stili

Edizioni IN MAGAZINE S.R.L. Redazione e amministrazione: 47100 Forlì - Via Napoleone Bonaparte, 50 tel. 0543.798463 - fax. 0543.774044

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interni di design, in un palazzo del ’500.

Attico vista mare

www.inmagazinepremium.it www.inmagazine.it www.menabo.com

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inmagazinepremium@menabo.com Stampa: Graph S.N.C. - San Leo (PU).

dettagli esotici a Lido di Savio.

Atelier P&B

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la sostenibile leggerezza del metallo.

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Direttore Responsabile: Andrea Masotti. Redazione centrale: Andrea Biondi, Francesca Renzi. Segreteria di redazione: Alessandra Facciani, Giulia Migliarini Impaginazione e grafica: Lisa Tagliaferri. Ufficio commerciale: Gianluca Braga, Irene Coso, Laura De Paoli, Vittorio Carloni. Fotografi: Margherita Cecchini, Paolo Ferrari, Mario Flores, Riccardo Gallini, Luca Massari, Marco Rossi, Gianmaria Zanotti. Collaboratori: Mariavittoria Andrini, Franco Basile, Pierantonio Bonvicini, Simonetta Campanelli, Monica Gasperini, Marco Giovenco, Federico Graziani, Lucia Lombardi, Sabrina Marin, Federico Mastrorilli, Francesca Miccoli, Elisa Montalti, Roberto Nisi, Riccardo Rolfini, Pietro Scarnera, Manuel Spadazzi, Veronica Tarabella, Matteo Tosi, Ilaria Traditi, Cristina Vannuzzi. Controllo produzione: Alberto Mantellini, Isabella Fazioli, Sara Ravaioli. Chiuso per la stampa il 17/07/2009.

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Sommario Premium / 7


Anima Mundi


Editoriale

EDITORIALE di Andrea Masotti

Come ricorderemo l’estate 2009? Sarà quella a metà del guado della crisi? Un’estate anomala? O anonima? È un’estate che sembra trascorrere aspettando la “ripartenza” d’autunno. L’economia o la politica saranno al centro delle cronache? O lo sarà la salute, per via della nuova influenza che, per ora, riguarda solo alcuni studenti, a cui proprio quest’anno sono toccate le immancabili vacanze-studio in Inghilterra, dove il virus sta colpendo più che in altri paesi d’Europa. Certamente, in autunno molti nodi saranno sciolti. A livello politico le nuove amministrazioni locali saranno davvero operative, mentre per il PD sarà l’ora della verità. A livello economico si capirà meglio se le politiche sinora attuate porteranno risultati. Una cosa è chiara: l’era delle mirabolanti alchimie finanziarie è finita. È più probabile vincere al superenalotto che sperare di ripartire come se nulla fosse successo. La ripartenza è figlia d’investimenti reali, a livello di tutta la società civile. Lo confermano anche alcuni dei protagonisti di questo numero. Abbiamo voluto, infatti, dedicare ampio spazio al mondo dell’impresa. Per questo abbiamo “sconfinato” in Umbria, “salendo” a Solomeo, borgo medievale vicino Perugia per incontrare il portabandiera della “economia umanista”, ora tanto in voga (e di cui, forse, molti parlano a sproposito). Brunello Cucinelli, fondatore e “custode” dell’omonimo gruppo della moda: l’incontro è stato illuminante, anche se (lo dice lui stesso) mettere in pratica tutto e subito il suo modo di “fare le cose” è realmente una sfida, specie all’interno di un sistema che ha mostrato tutti i suoi fallimenti. Certo portare senso etico e un approccio responsabile a livello sociale verso la propria

Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ -

€ 3,00

impresa e i propri dipendenti è necessario. E anche tra Emilia-Romagna e Marche, molti imprenditori, alla loro maniera, già lo fanno: investimenti e innovazione, qualità e ricerca, attenzione alla forza umana. Così sta rispondendo alla crisi chi dirige realtà eccellenti, a livello nazionale e non solo. Chi da sempre si muove in questa maniera, la crisi la soffre, certo, ma può attraversarla con maggiori possibilità. E siccome i “trucchi del mestiere” non sono sempre chiari e trasparenti, ci è sembrato giusto chiudere con una romagnola doc, che proprio di recente ha scelto di farsi ritrarre al naturale, senza trucchi: Anna Falchi, oggi non solo splendida attrice, ma anche brava produttrice. Impegni che non le vietano di voler vivere in maniera “normale”, come molte

IMPRONTE DI STILI. Brunello CUCINELLI, Imprese e ricette ANTICRISI, FALCHI, Nicola ZAMBONI,

Anna Vincenzo CAMMERUCCI, Nella valle DEL RENO.

SPECIAL DOME. architettura e interior design RIMINI: La voce del mare, BOLOGNA: Armonia di stili,

LIDO DI SAVIO: Attico vista mare, REGGIO EMILIA: Atelier P&B.

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altre brillanti donne in carriera, che non nascondono più il loro lato intimo. Toni più bassi, veraci, dopo anni difficili. Questo PREMIUM non stravolge comunque la propria struttura: le tante rubriche in apertura ci sono sempre, così come, a seguire lo “speciale”, non mancano l’arte, la cucina e il territorio. Questa volta protagonisti sono il bolognese Nicola Zamboni, il cesenaticense “d’adozione” Vincenzo Cammerucci e la splendida vallata del fiume Reno. Infine DOME. Questa volta tre abitazioni in zone diverse della Regione. Ma, e non poteva essere altrimenti in estate, con una certa predilezione verso le case sul mare: perle della costa adriatica, da visitare con affascinante discrezione. Buona lettura, buone vacanze, e appuntamento all’autunno.

Editoriale / 9


Mercedes-Benz è un marchio Daimler.

Ci sono auto che vuoi. E auto che non puoi non volere. Nuova Classe E Coupé. Pura attrazione. Tutta la seduzione di un frontale moderno e aggressivo, dei cristalli laterali ad arco completo, dei fanali a tecnologia led e dei motori diesel Euro 5 BlueEFFICIENCY. Consumo combinato (l/100 km): 10,9 (E Coupé 500) e 5,8 (E Coupé 250 CDI) Emissioni CO2 (g/km): 254 (E Coupé 500) e 154 (E Coupé 250 CDI).


Primo Piano

PRIMO PIANO ANTONIO PAOLUCCI

FRANCESCA MENARINI

“Un capolavoro di scenografia teatrale, una piazza ‘inventata’ che introduce alla basilica, un abbraccio al mondo da parte della Chiesa universale.” Queste le parole con cui il professor Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, presenta la grandiosa opera di Gian Lorenzo Bernini in piazza San Pietro, realizzata a metà ’600, in 10 anni, per volontà di papa Innocenzo VII Chigi e che da pochi mesi è oggetto di un profondo restauro conservativo che, in quattro anni, le darà nuova luce. “Dopo le verifiche di solidità delle strutture e un primo cantiere ‘pilota’, i lavori da parte di Navarra Costruzioni sono iniziati e proseguiranno ‘a scorrimento’ lungo tutto il colonnato.” Il costo dell’intervento ammonta a 20 milioni di euro, finanziati anche grazie a sponsorizzazioni istituzionali, scelte in accordo col Vaticano. Ma Antonio Paolucci non dimentica la “sua” Romagna, da dove è appena tornato per la conferenza di chiusura della mostra che i Musei San Domenico di Forlì hanno dedicato ad Antonio Canova, nonché per presentare la prossima esposizione, sempre nel rinnovato complesso museale. “Come sempre, partiremo da un’opera e da un argomento ‘romagnolo’ per ampliare il discorso. Per il 2010 si tratta della celebre Fiasca fiorita, opera anonima nei secoli attruibuita a tanti maestri, presente nella Pinacoteca forlivese. Un soggetto ‘umile’ dal quale inizia un percorso sulla natura morta e sulla mutazione di questo tema lungo la storia dell’Arte.”

“L’obiettivo iniziale era quello, ed è stato raggiunto. Abbiamo sofferto tanto e tutti, ma ora c’è una grande gioia”. Così ha commentato Francesca Menarini subito dopo la vittoria decisiva del Bologna sul Catania, al termine di un campionato di calcio, lo scorso, che ha messo a dura prova la permanenza in serie A. La Presidente del Bologna Football Club 1909, figlia del geometra imprenditore Renzo Menarini, titolare dell’azienda di famiglia Cogei Costruzioni, è la prima donna a ricoprire questa carica, in una grandiosa società di calcio, che nel 2009 spegne 100 candeline. Il programma ufficiale del Centenario è ricco di appuntamenti. Si parte da un‘esposizione documentaria di giornali, libri e immagini, inaugurata a maggio alla biblioteca civica dell’Archiginnasio, aperta fino a settembre. Segue il lancio del sito web e l’avvio dei Campus Rossoblu estivi. Le rassegne della Cineteca bolognese offrono un repertorio sulla storia del Club, come le iniziative dei quotidiani locali, nazionali e sportivi. Gli eventi culminano nella Festa di Compleanno prevista per ottobre. In alcuni ristoranti di Bologna sarà presentato il documentario “Due a zero” sullo storico scudetto del ‘64, e lanciato un concorso sull’integrazione sociale. A conclusione dell’anno celebrativo, in novembre, un convegno internazionale sulla funzione etica dello sport, e a dicembre la premiazione dei campi estivi.

Primo Piano / 11


Accenti

Edoardo Cortese, Sartoria su Misura. Riccione - Tradizione, sapienza artigianale e qualità dei materiali. Fondata oltre quindici anni fa da Claudio Gioia e Marco Cirilli, la sartoria Edoardo Cortese è membro della storica Accademia Nazionale dei Sartori (fondata nel 1575). Ogni cliente rappresenta il calco unico delle forme che tracciano l’esclusivo modello, tagliato sapientemente a “mano libera” dal Maestro Sarto. Attraverso la “prima” e la “seconda prova”, ovvero i diversi stati di lavorazione del capo, si realizza la perfetta sintonia tra vestibilità e cura del dettaglio, volte al raggiungimento di un capo elegante cucito a mano. Nella “prima prova” questo è tagliato, montato sulle tele, imbastito, senza tasche e mostre; nella “seconda” ha un grado di lavorazione più avanzato, con mostre montate, foderato, tasche e maniche fatte. Le prove possono essere eseguite in numero variabile, anche da tre a cinque volte, sino alla perfezione del prodotto. La Sartoria Edoardo Cortese di Riccione, inoltre, disegna e produce un’esclusiva

varietà di sete per la confezione di cravatte e accessori fatti a mano. Non manca una selezione di marchi inglesi e di raffinato abbigliamento, dalle calzature agli ombrelli. www.edoardocortese.com (L.L.)

Santoni reinterpreta il vichy. Firenze - A partire dagli anni ’50 è sinonimo di charme, eleganza, raffinatezza. In occasione di Pitti Immagine Uomo di giugno, Santoni ha presentato una nuova calzatura, che reintepreta proprio questo tessuto. Santoni Gingham è un mocassino in nabuk, con tomaia dipinta a mano: non una scarpa in vichy ma, grazie all’arte dell’anticatura

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che da sempre contraddistingue l’azienda marchigiana, un mocassino con texture dipinta a scacchi, amato da tanti stilisti in passato. Modello unico, tre varianti di colore: una griglia che mixa il bianco al viola, al bluette e al verde menta. Tutte con sottopiede matelassé, mordido e imbottito. www.santonishoes.com

Premio “maestri del commercio” a Coltorti. Ancona - Un riconoscimento per impegno, costanza, qualità. È il premio speciale “Maestri del commercio” assegnato a giugno da Confcommercio Ancona a Mario Coltorti, fondatore dello storico marchio, a testimonianza dell’impegno profuso per lo sviluppo dell’azienda marchigiana. La catena di boutique dislocate tra Ancona, Macerata, Jesi e San Benedetto del Tronto, commercializza i più noti brand del fashion e accessori di alta gamma e fattura circa 22 milioni di euro l’anno, contando 50 dipendenti. Oggi è guidata dal nipote Maurizio, che ha portato il gruppo al terzo posto per fatturato nella classifica stilata dalla rivista di settore “Pambianco”, sui top retailer nazionali. Il prossimo step potrebbe essere un accordo con l’Università di Bologna, per mettere a disposizione (dal prossimo anno accademico) degli studenti del Corso di laurea in Moda di Rimini, stage in azienda e borse di studio. “Siamo alla ricerca di talenti ha detto il buyer Maurizio Torcianti e questo lavoro s’impara soprattutto sul campo. Per i giovani un’esperienza di lavoro da Coltorti può essere un’ottima opportunità.” www.boutiquecoltorti.it (I.T.)


Accenti

Dondup, iniziativa con Antica Gelateria. Milano - Tornano le sfilate dedicate alle collezioni uomo PE 2010 e per l’occasione Dondup e Antica Gelateria del Corso hanno presentato un’iniziativa speciale per allietare e rinfrescare le giornate calde e ricche di appuntamenti: i Dondup Trikes. All’uscita delle sfilate, in giro nel quadrilatero della moda, i classici carrettini dei gelati hanno offerto le Gocce Mignon al Pistacchio Verde di Bronte Antica Gelateria del Corso, una golosa pausa di piacere che lo stecco gelato al gusto pistacchio ricoperto da un sottile strato di cacao ha saputo regalare a tutti i fashion victim. www.dondup.com

Vintage da “signoria”. Firenze - Ha aperto a giugno il nuovo monomarca A.N.G.E.L.O. Vintage Clothing, in una strada pedonale ricca di botteghe artigianali, a due passi da Piazza Della Signoria. La boutique, curata personalmente da Angelo Caroli, è stata progettata da Alessandro Moradei, già responsabile dello spazio espositivo della Stazione Leopolda e degli allestimenti speciali per Pitti Immagine. Un salotto accogliente, arredato con pezzi di modernariato, per collezioni griffate e non, occhiali, scarpe e accessori. Un ambiente caldo e “pieno”, per rendere un’esperienza

l’acquisto di un capo unico e raro: ai soffitti a volta, di oltre 5 metri, sono state apportate leggere modifiche per valorizzare l’architettura d’epoca e respirare l’atmosfera della “bottega”. Una scala a vista fa accedere al soppalco che ospita la selezione uomo. L’ampia vetrina su strada permette la visuale dei 70 mq della Boutique. Prevista anche una serie di mostre dedicate a designer, maison storiche e temi selezionati personalmente da Angelo. Small Museum è il titolo del progetto che prevede vari allestimenti nell’arco dell’anno. www.angelo.it.

Lucia Odescalchi da Ratti. Pesaro - Con un allestimento tra natura e caftani, per celebrare l’estate, Lucia Odescalchi ha presentato la sua collezione di gioielli presso la boutique marchigiana. Una collezione originale, in un fantastico “giardino delle curiosità”: gioielli e natura sono stati combinati in armonia, con reciproca ispirazione. Tra cactus, minerali e piante grasse, alternati a colorati orecchini lunghi dalle forme sinuose, anelli scultura e ciondoli, metalli liquefatti trasformati in leggerissime fluttuanti frange brillanti su orecchini e collane, agate cristallizzate dalle incredibili cangianze, i gioielli di Lucia Odescalchi nello spazio Ratti testimoniano una sinergia tra accessorio e abbigliamento, frutto di grande

ricerca tra design e contemporaneità. Negli anni la ricerca stilistica di Lucia si è sempre più caratterizzata per i materiali inusuali e la citazione di forme ispirate ai grandi artisti del ’900, come da Calder, Fontana, Klimt, Castellani. (S.C.)

Al Circolino del Molo sfila Siviglia. Casteldimezzo - Lo scorso 19 giugno il locale sulla spiaggia adriatica, nel cuore del Parco naturale di San Bartolo, tra Gabicce e Pesaro, ha ospitato la presentazione della nuova collezione P/E 2010 di Siviglia. Un insuperabile scenario in cui Sauro Bianchetti, patron del brand, ha illustrato le proposte per la prossima bella stagione.

Nuovi monomarca Iceberg in Medio Oriente.

San Giovanni in Marignano Un giugno d’espansione per Gilmar, nei mercati del Medio Oriente. Due le boutique Ice Iceberg, una a Doha, in Qatar, nel nuovo shopping Mall the Pearl, futuristico centro del lusso in un’isola artificiale con la marina più grande di tutto il Medio Oriente; l’altra in Bahrein, nel futuristico Seef Mall, centro commerciale adiacente all’unica arteria stradale che porta in Arabia Saudita. A Riyadh, ha aperto invece la prima monomarca donna Iceberg in Arabia Saudita all’interno del Centria Shopping Mall, dove si trova la più alta concentrazione di negozi mono e multibrand fashion del lusso.

Accenti / 13


Accenti

Bartorelli Gioielli e Patek Philippe per Anneau d’Or. Nicola Samorì, monografica “presente”.

Milano Marittima - 14 edizioni insieme, per uno degli appuntamenti golfistici più importanti della Riviera romagnola: il prestigioso Trofeo Patek Philippe Anneau d’Or/Bartorelli Gioielli, tornato come ogni anno su fairway e green dell’Adriatic Golf Club di Cervia. Oltre 200 giocatori, tra sabato 11 e domenica 12 luglio scorsi, si sono contesi i premi in palio, tra cui l’ambito Anneau d’Or, portachiavi in oro e argento realizzato dalla casa svizzera in esclusiva per i vincitori dei tornei, e che riprende nelle forme l’Ellisse d’Oro, modello cult presentato per la prima volta nel 1968. Golfisti e appassionati d’orologi, inoltre,

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hanno avuto una doppia possibilità di ammirare le collezioni Patek Philippe, tra cui quelle presentate al Salone di Basilea: passeggiando davanti alle vetrine della boutique di Milano Marittima, e al ristorante La Frasca, dove sono stati esposti 24 modelli in oro rosa, in occasione della cena per i clienti della maison: abbinamento ideale tra alta cucina e alta orologeria. Nella foto da sinistra: Laura Gervasoni, responsabile commerciale Patek Philippe Italia, Gianfranco Bolognesi, patron de La Frasca, Michaela Frattini, responsabile delle boutique di Milano Marittima e Carlo Bartorelli, titolare della maison.

Cervia e Bagnacavallo - Fino al 30 agosto, i Magazzini del Sale ospitano la più vasta monografica finora realizzata sull’artista forlivese Nicola Samorì. Realizzata dalla locale CNA in collaborazione col comune, le opere saranno successivamente spostate, in autunno, nei locali del Convento di San Francesco a Bagnacavallo. Sono esposti i lavori più significativi degli ultimi quattro anni e un’ampia sezione di inediti appositamente creati. In mostra quindici opere di grandi dimensioni, una quadreria di pezzi “medi” e oltre quaranta tavole di piccolo formato. Al corpus pittorico si aggiungono numerose sculture ricavate da pezzi appartenenti alle Civiche Raccolte di Bagnacavallo. “La mostra Presente - dichiara lo stesso artista - ironizza sull’aspetto dei contenitori e del contenuto annunciando un ribaltamento delle sensazioni che, dopo la verifica del progetto, non possono che trascinare ambiente e ambientazioni in un presente continuo dove sarà sempre più difficile comprendere il contesto storico culturale, il clima che ha visto la fondazione dei locali così come degli stili pittorici e plastici delle opere in mostra.” La mostra a Cervia è aperta tutti i giorni dalle 20 alle 24; lunedì e giovedì dalle 17. A Bagnacavallo la mostra sarà aperta dal 12 settembre all’11 ottobre. www.turismo.comunecervia.it



Accenti

Deus Caritas Est: il libro opera d’arte. Bologna - Deus caritas est è la trascrizione manuale della prima enciclica di Sua Santità Benedetto XVI. È un’opera d’arte in forma di libro, interamente calligrafata e miniata, realizzata dalla casa editrice d’arte e Fondazione Marilena Ferrari-FMR. In occasione dell’apertura dell’Anno Sacerdotale, l’opera, con firma autografa del Papa, è stata consegnata a Sua Eminenza il Cardinale Carlo Caffarra lo scorso 18 giugno, al termine del Vespro nella Chiesa del Sacro Cuore a Bologna.

L’opera s’ispira all’antica tradizione degli scriptoria monastici ed è il frutto del sapiente lavoro che i maestri artigiani svolgono per la casa editrice Marilena Ferrari-FMR. (V.T.)

“Il cibo in posa. Dipinti in Emilia tra ‘600 e ‘700”. Bologna - L’Accademia di Belle Arti dedica al cibo e alla sua rappresentazione una preziosa mostra di 19 dipinti, eseguiti in Emilia tra ’600 e ’700.

Rappresentazioni in cui si dipinse con pastosa esuberanza e ostentatazione, all’interno di quel genere pittorico chiamato nel ’700 “natura morta” con intento denigratorio, ma che offre piuttosto una natura “viva”, tanto fu dirompente. Dal 24 luglio al 1 novembre (da martedì a sabato dalle 10 alle 18 chiuso domenica, lunedì e il 15 agosto) sono in mostra opere, tra gli altri, di Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino, Cristoforo Munari, (a fianco una delle due nature morte dell’artista in mostra) del bolognese Candido Vitali e di Carlo Antonio Crespi.

Peter Pan e l’Orizzonte dei Rossi da Fabbrica. Gambettola - Fino al 2 agosto la sede espositiva Fabbrica diretta da Angelo Grassi ospita “Peter Pan e l’Orizzonte dei Rossi”, mostra di scultura contemporanea di Giorgio Bevignani. Nata dall’incontro di due elementi convergenti, le grandi installazioni modulari a sospensione di Bevignani e gli ampi spazi offerti da Fabbrica, contenitore multifunzionale sorto dal recupero dell’Ex Cementificio S.I.C.L.I., l’esposizione, affiancata da vari eventi collaterali, si articola in un’opera inedita site specific e in una selezione antologica dei migliori lavori di Bevignani. Le opere consistono in grandi installazioni a sospensione, composte

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da moduli sferoidali in cemento, dipinti a fresco con pigmenti secchi. www.giorgiobevignani.com

Artelibro 2009. Bologna - La VI edizione del Festival del libro d’arte è in programma dal 24 al 27 settembre. Palazzo di Re Enzo e del Podestà ospita editori d’arte e librai antiquari. Saranno presenti anche stamperie d’arte specializzate, editori di ricerca nazionali e internazionali, con particolare attenzione alle realtà giovani più innovative. Al tema guida permanente “L’arte di fare il libro d’arte”, si affianca quest’anno il corollario dell’arte di diffonderlo e valorizzarlo. Da segnalare l’iniziativa “Serata d’autore per Artelibro 2009” promossa dalle Gallerie d’arte associate Ascom con mostre dedicate al libro d’artista e un’apertura straordinaria, la sera di sabato 26. www.artelibro.it

Ph. Giulia Cotti

22° Buskers Festival. Ferrara - Giocolieri, musicisti, artisti per una decina di giorni nelle splendide strade del centro estense: e la Rassegna Internazionale del Musicista di Strada, meglio nota come Ferrara Buskers Festival, che torna dal 21 al 30 agosto a riempire di suoni, talento e magia vicoli e piazze della città estense. Anteprima a Comacchio, il 21, quando la città lagunare si trasformerà in palcoscenico, per riunire la multiforme orchestra composta da tutti gli ospiti in programma. Nei giorni seguenti, tutti entro le mura della città: ogni ciottolo risuonerà di musica e vibrazioni, di energia ed entusiasmo, di voci da tutto il mondo. www.ferrarabuskers.com



Accenti

Smes: medicina, estetica e benessere sul Titano. San Marino - Quante sono le facce del benessere? Sempre di più, in un mondo come quello della medicina, in continua evoluzione. Il centro di medicina estetica Smes a San Marino, diretto dal chirurgo Bruno Bovani, propone percorsi di trattamento terapeutici specifici per il benessere della persona attraverso un approccio calibrato sulle specifiche esigenze. Smes nasce dall’idea di realizzare una struttura sanitaria altamente specializzata, per fornire risposte certe alle problematiche più frequenti nel campo della salute, grazie anche all’ausilio di tecnologie d’avanguardia. Nuove prospettive applicative, per il rimodellamento del corpo e il trattamento della cellulite vengono, per esempio, da Thermage, la metodica più efficace contro il rilassamento cutaneo, considerata a livello mondiale la radiofrequenza di riferimento per l’utilizzo in medicina estetica. Poi Endermologie, sorta di ginnastica cutanea per riarmonizzare il tessuto connettivo e stimolare la circolazione

sanguigna e linfatica, per un corpo armonioso, una pelle tonica e vellutata. Senza dimenticare Velasmooth, innovativa apparecchiatura per trattare in modo sicuro e non invasivo inestetismi della cellulite, adoposità localizzate, ridurre le circonferenze, rimodellare e ritonificare ogni parte del corpo. Se, invece, il desiderio è tornare a “riempire” un bikini con un seno tornito, senza ricorrere alla chirurgia o stravolgere il corpo, Macrolane è l’ideale. Insomma, una serie di efficaci trattamenti di medicina estetica e le tecnologie più avanzate: un binomio imprescindibile sulla strada del benessere.

100 anni di Strada delle Dolomiti. Cortina D’Ampezzo - Il 13 settembre si celebra il secolo di un progetto che collegò le valli tra Bolzano, Cortina e Dobbiaco attraverso i passi Costalunga, Pordoi e Falzarego. La Strada delle Dolomiti, lavoro titanico per 2500 operai, in 8 anni: il 13 settembre 1909 a Cortina fu tagliato il nastro dell’ultimo tratto. Fu il boom per le auto su queste montagne, come testimoniano le cartoline illustrate.

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Proprio da queste avrà inizio il percorso a ritroso, mentre auto emblematiche di questi 100 anni ripercorreranno i tratti più suggestivi della strada, tra 11 e 13 settembre. Promotori dell’evento, i comuni di Cortina d’Ampezzo e Livinallongo, Valle di Fassa, Cortina Car Club. Una 3 giorni immortalata in un libro sul Centenario, che sarà presentato nel periodo invernale. www.cortinacarclub.dolomiti.org

Torna la Guida di Roberto Piccinelli.

Milano - Anno nuovo, tendenze e classifiche nuove per una pubblicazione che, come sempre, presenta il meglio fra gli indirizzi votati ai piaceri della vita, elaborando anche le “XX Tavole del Nuovo Divertimento”. Roberto Piccinelli e la sua Guida al Piacere e al Divertimento tornano, per il 12° anno, a raccontarci l’Italia dei locali più belli, tracciando i contorni di un mondo del loisir in continua evoluzione. Oltre 2.600 locali (1.600 dei quali totalmente nuovi, rispetto all’anno passato), suddivisi in ben 18 tipologie, con tanto di Tendenze, Must, Food, Drink, Barman, Chef, Hit Estive e Montane, Quartieri e Locali Emozionali al Top, svelati urbi et orbi. Per il piacere di un pubblico sempre più aperto alle novità e che vuole orientarsi, dall’alba al tramonto (e viceversa) nell’Italia più cool.

L’arte in cucina a La Frasca. Milano Marittima - È una piccola galleria il ristorante di Gianfranco Bolognesi (due stelle Michelin da ben 24 anni), appassionato d’arte contemporanea. Gli ospiti de La Frasca, oltre alla straordinaria cucina, possono godere di una serie d’opere in esposizione fino a metà settembre: pezzi unici di Pablo Echaurren, Ugo Nespolo, Marco Nereo Rotelli. Il design degli interni, inoltre, valorizza le opere contribuendo a creare un’atmosfera accogliente. I quadri possono essere ammirati senza fermarsi al ristorante. ww.lafrasca.it



Accenti

Summer Jamboree, X edizione. Senigallia - Dal 14 al 23 agosto la riviera risuona di swing e rock&roll. Per celebrare il decimo compleanno del Summer Jamboree Festival, il 21 agosto, dieci leggende anni ’50 planeranno dagli States per suonare assieme. Il festival ogni anno trasporta a Senigallia un pubblico internazionale che invade piazze, vie e la famosa Rotonda, vestito in stile

e pronto a ballare sino all’alba. Tra gli ospiti, anche il fenomeno brit del momento: Kitty, Daisy & Lewis di ritorno dal tour americano al fianco dei Coldplay. Il “Summer” comprende anche un Dance Camp con classi di Jive, Lindy hop, Balboa, Boogie Woogie e Charleston. (R.N.) www.summerjamboree.com

Pietrasanta in concerto. Pietrasanta - La località in provincia di Lucca torna ad ospitare, per la terza edizione dal 24 luglio al 1 agosto, il Festival internazionale di musica nato per volontà del direttore artistico M° Michaël Guttman, direttore d’orchestra di fama internazionale. Il Chiostro S. Agostino e Piazza del Duomo sono i luoghi i cui si tengono nove sere di concerto consecutive (con inizio alle 21.30): due in piazza (ad ingresso libero) e sette nel bellissimo chiostro adiacente, con posti limitati. www.pietrasantainconcerto.com

Estate, un mare di sapori. Bologna - “Emilia-Romagna è un mare di sapori” è il cartellone promosso dall’Assessorato all’Agricoltura nelle principali località della Riviera, fino a settembre, per far conoscere “saperi e sapori” regionali in uno dei più grandi bacini turistici del mondo. Vini e cibi sono i protagonisti delle otto sezioni. Tra gli appuntamenti, da segnalare i grandi chef stellati dell’associazione “Chef to Chef”, protagonisti di due appuntamenti, il 10 e 11 settembre a Cervia, Milano Marittima e Cesenatico; “Tramonto DiVino”, serate didatticodegustative tra Cesenatico, Lido degli Estensi, Riccione Marina di Ravenna e Cesena. Quindi la “Cottura a Fuoco” del Parmigiano Reggiano, secondo la vecchia tradizione, col fuoco a legna. Al termine degustazione del “Tosone” e di piatti a base di Parmigiano Reggiano: appuntamento a Cervia e Cesenatico. Non possono mancare i libri, con

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Emilia-Romagna Noir, rassegna di presentazioni de “Il Gusto del Delitto” raccolta di “gialli da mangiare” firmati da 15 autori regionali: appuntamento a Cesenatico, Riccione e Punta Marina. www.unmaredisapori.com

La favolosa estate del Grand Hotel. Rimini - Elegante e raffinato, il Grand Hotel parte del gruppo Select Hotels Collection non dimentica di offrire, in estate, una serie d’appuntamenti piacevoli e di classe. Martedì, giovedì e sabato, la suggestiva terrazza diventa cornice delle serate di Gala con Gran Buffet e intrattenimento musicale. Non meno apprezzato il buffet del pranzo sulla spiaggia. Una piacevole pausa dalla tintarella, sottraendosi, per qualche tempo, ai raggi del sole. Inolte, come ogni anno, la grande Festa di Ferragosto che si concluderà con una serata sfavillante con cena di Gala in terrazza, musica, ballo ed effetti speciali per festeggiare l’estate con tanta allegria. www.grandhotelrimini.com


www.dondup.com - foto agnes spaak


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IL GUSTO DEL GOLF Nona edizione del trofeo di golf BPER Private

Anche nel 2009 prosegue il binomio che congiunge il golf e la BPER, ovvero la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, per la nona edizione del trofeo BPER Private giocato sui Golf Club di tutta Italia. Per capire meglio questa unione abbiamo parlato con Gian Enrico Venturini (nella foto, in alto a destra), Direttore Affari Generali della Banca: “La scelta di continuare a supportare l’iniziativa, pur nel contesto recessivo in atto, che si traduce per tutte le aziende in pesanti ridimensionamenti degli investimenti promozionali, la dice lunga sulla posizione di BPER: è sinonimo da un lato di un buono stato di salute della nostra azienda e dall’altro della volontà di continuare ad impegnarsi per la promozione di uno sport i cui valori risultano molto vicini al nostro modo di fare Banca. Lo scrupoloso rispetto delle regole, l’assoluta trasparenza del proprio agire sono tratti identificanti tanto del buon golfista sul campo che degli uomini BPER nel rapporto con la clientela. Senza contare che il golf è uno sport che si rivolge a giovani e meno giovani, così come l’offerta commerciale di BPER che vuole essere Banca della gente, per la gente”. “I segnali che ci giungono dopo queste prime gare - continua il dottor Gian Enrico Venturini - sono decisamente confortanti. Registriamo, infatti, non solo un vivo interesse nei confronti della competizione sportiva, ma rileviamo anche come l’evento risulti sempre più momento di aggregazione fra Banca e clienti

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Le gare conclusive. Tra settembre e ottobre si giocheranno le ultime gare, dopo la pausa estiva: domenica 6 settembre la trasferta è al Golf Club Molino del Pero di Monzuno, sui primi contrafforti appenninici bolognesi. Sabato 19 settembre al Golf Club Le Pavoniere di Prato la competizione si disputerà sul magnifico percorso ideato da Arnold Palmer, dove omaggiare il “main sponsor” Bassilichi, leader nell’automazione in campo bancario. Infine sabato 17 e domenica 18 ottobre si svolgeranno, rispettivamente, gara e finale sulle diciotto buche del Modena Golf & Country Club di Colombaro di Formigine.


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ed anche di clienti fra loro: ulteriore testimonianza che golf ed affari rappresentano un’accoppiata che funziona, in Italia come nel resto del mondo”. L’organizzazione del torneo è affidata, come in passato, alla Tuttogolf e la formula di gara 18 buche stableford prevede due classifiche. “Quella ‘Soci e Amici’, suddivisa in due categorie (rispettivamente handicap 0-18 e 19-36) - spiega Venturini - vedrà premiati il 1° ed il 2° netto per categoria ed il 1° lordo. Quella ‘Invitational’ vedrà premiati il 1°, il 2° ed il 3° netto ed il 1° lordo”. Il circuito 2009 si sviluppa in otto tappe più la finale. I primi incontri si sono svolti, a partire dalla gara del 17 maggio al Golf Club Rimini, a Villa Verucchio, nelle vicinanze della ‘perla dell’Adriatico’; c’è stato poi l’incontro del 23 maggio al Golf Club Arzaga, a Carzago di Calvagese della Riviera (Brescia), autentico gioiello sui declivi che digradano sino al Lago di Garda. In giugno, il torneo è proseguito il 6 al Golf Club San Domenico, nei pressi di Fasano (Brindisi): la competizione - concepita per promuovere la neonata Banca Popolare del Mezzogiorno del Gruppo BPER si è disputata sul percorso che ha più volte ospitato le finali della ‘Qualifying School’ della PGA europea. Un calendario ricco che è avanzato il 13 giugno al Golf Club La Rocca di Sala Baganza, al limitare del grande bosco di Carrega, nei pressi di Parma, e il 27 giugno con l’ultima gara prima della tradizionale pausa estiva al Golf Club Matilde di Canossa, appena fuori Reggio Emilia.

Gli sponsor. A sostenere l’impegno di BPER, oltre alla Banca Popolare del Mezzogiorno e Bassilichi, sono anche le imprese La Punta Spa e Mario Neri Spa, quest’ultima in particolare animata dall’autentica passione della poliedrica figura di imprenditore di Mario Neri. Il torneo, inoltre, sarà anche l’occasione giusta per apprezzare le delizie di Modena: fra i numerosi sponsor tecnici figurano anche Villani (salumi ed altre prelibatezze) e Fiorini (vini ed aceto balsamico), i cui prodotti saranno offerti in degustazione ai golfisti desiderosi di rifocillarsi al termine delle fatiche sul campo di gioco.

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Ever Green

CELSO LOMBARDINI da Bologna a Verucchio, una vita per il golf. testo Veronica Tarabella - foto Riccardo Gallini

In una piovosa, purtroppo, giornata di metà giugno che, sotto le 2 torri, con l’estate ha poco a che fare, Celso Lombardini arriva come una ventata, carica di ardore ed energia tipicamente romagnoli. E mi parla di verdi e dolci declivi, di passione per lo sport, di grandi progetti, di tradizione… tutto questo racchiuso nel nuovo grande progetto che riguarda il neonato Rimini Verucchio Golf Club A.S.D. di cui è presidente e in cui crede fermamente. “Il tracciato esisteva già, ad opera dell’architetto canadese Brian da Silva, e si trova all’interno della Tenuta Amalia appartenuta ai primi del ’900 a Gea della Gherardesca, moglie di Borsalino, creatore del celebre copricapo. Non esisteva, però, alcun genere di struttura ricettiva, che sarà realizzata dalla Cooperativa Muratori Verucchio, che ha rilevato l’impianto e procederà alla costruzione di un Resort da 55 camere e di una Club-house, nel rispetto dell’architettura collinare preesistente: quindi un progetto di ecocompatibilità.” Architettura country in versione romagnola, nel pieno rispetto dei vincoli paesaggistici…

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Ever Green

Graham CookE al Rivieragolfresort per il “Tee Shot”. Una delle firme internazionali più importanti nella progettazione di campi da golf, è stato a giugno sul green di San Giovanni in Marignano (RN) per il “Tee Shot”, avvio simbolico di un altro stralcio dei lavori del nuovo campo, su un’area piana complessiva di 60 ettari. Graham Cooke, che si è dichiarato colpito dai luoghi del Rivieragolfresort e ha precisato che il progetto sarà caratterizzato da un elevato numero di laghi e tanto verde, ha dato il “primo colpo” dalla buca numero sette. A completamento della struttura verranno realizzate anche sei buche executive, per qualificare ulteriormente la Riviera golf academy. La panoramica per i giocatori sarà suggestiva, con vista sui dolci pendii della Valconca e una prospettiva visiva fino al monte Carpegna e San Marino. www.rivieragolfresort.com

“Esatto, il campo da golf è in effetti un giardino da 60 ettari, estensione minima per un campo a 18 buche: quindi il rispetto per l’ambiente è al primo posto.” Non l’avevo mai associato ad un giardino… “È così, ci sono i giardinieri, i green-keeper che seguono corsi speciali organizzati dalla Federazione e si occupano della manutenzione e della cura del green. Vi sono regole precise da seguire che riguardano gli erbaggi, l’irrigazione del campo, che è computerizzata ma varia a seconda del momento della giornata; anche la rasatura del campo è soggetta a mille accorgimenti.” È un mondo complesso che richiederà, immagino, molto tempo. Oltre a occuparsi del nuovo club lei ricopre anche la carica di presidente regionale della Federazione, trova anche il tempo di giocare? “Sì. Sono socio a Rimini, ovviamente, e all’Adriatic Golf Club di Cervia; appena posso scendo sul green, forse meno di una volta, comunque sono ancora un handicap 5…”, dice con una punta d’orgoglio. Quest’investimento fa pensare che il golf sia uno sport ancora in ascesa. “Nel mondo i campi da golf sono 35mila e i giocatori 65milioni… in Italia siamo 100mila ma i numeri sono in aumento, soprattutto fra i giovani. Si è fortunatamente sfatato il mito che sia uno ‘sport da pensionato’. È per tutti, ed è un grosso vantaggio: i tesserati più giovani hanno 7 anni, i più anziani 90. L’Emilia Romagna ha una grossa tradizione golfistica e ha la fama di regione accogliente e amabile, tra i circoli per quanto numerosi non c’è rivalità ma collaborazione, più

Sopra e in apertura, Celso Lomabardini tra green e fairway al Rimini Golf Club di Verucchio.

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campi crescono più indotto si crea e questo crea business.” Questo successo a cosa si deve? “A tanti fattori: dalle bellissime location in giro per il mondo dove scegliere di giocare, al fatto che il golf non ha età e alla sana competitività che genera. Mi spiego: al contrario della maggior parte degli altri sport, nel golf l’agonismo non si sviluppa contro l’avversario, ma contro il campo e contro le condizioni meteorologiche che possono influire enormemente sulla prestazione. Più sereno, insomma.” Qual è il suo green preferito? E perché? “Mi piace molto quello di Santo Domingo. Le caratteristiche che apprezzo di più nei campi sono l’estrema tecnicità e la perfetta manutenzione…”



Blue Notes

PAOLO ANDREANI il mare, palestra di vita. testo Marco Giovenco

Nella vita del neo presidente di Confindustria Marche ci sono alcuni punti fissi: famiglia e affetti in primis, ma anche il grande amore per la vela, di cui non riesce a fare a meno. Paolo Andreani ci racconta la sua esperienza di “lupo di mare”, una carriera lunga 27 anni, ricca di esperienze forti e basata sempre sul rispetto verso il mare.

Ph. Luca Toni

La sua nuova barca a vela, un Vismara 62’, l’ha battezzata Salinigi. “Proprio come la costellazione”, ha detto al meravigliato patron del cantiere toscano che non aveva mai sentito quel curioso nome. Ovvio, perché Salinigi, come spiega lo stesso Paolo Andreani, 66 anni all’anagrafe ma 40 nello spirito e nel fisico, “è una costellazione di nipoti: Sara di 10 anni, Lisa di 7, Nicola di 5 e Giulia di 3. Le mie gioie. E con loro sono convinto di navigare sempre sicuro.” Mentre lo racconta è l’orgoglio del ruolo di nonno a prendere facilmente il sopravvento sull’imprenditore di successo, socio fondatore del gruppo fanese cui fanno capo colossi come Flonal, Isa, Domo, Nuova Saf, Oikos, ma anche neo presidente Confindustria Marche, eletto ufficialmente il 29 giugno scorso. Il capitano d’industria è anche esperto capitano di mare: dal 1981 solca i mari di tutto il mondo a bordo delle sue barche a vela, partecipando a blasonate traversate e regate come la PesaroRovigno e la Barcolana, spesso con risultati di eccellente livello. Indimenticabili esperienze che nel 2007 ha condensato nel volume Venticinque anni in barca, un vero e proprio album di famiglia condiviso con amici “lupi di mare” che, come lui, non riescono a vivere lontano dall’elemento acqua. Ormai gli anni in barca sono 27… Cosa le hanno insegnato? “La grande soddisfazione di aver sempre affrontato il mare col massimo rispetto. E le assicuro, in 27 anni non sono mancate le esperienze forti. Come quella volta nel 1983, quando una tromba d’aria mi sorprese appena fuori dal porto di Lussino, in Croazia. Il mare mi ha insegnato a rafforzare sicurezza e tenacia, a non

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Blue Notes

Chi è Paolo Andreani. Nato a Orciano di Pesaro il 31 dicembre 1942, è socio fondatore del gruppo imprenditoriale cui fanno capo le aziende Flonal, Isa, Domo, Nuova Saf e Oikos. Da fine giugno alla guida di Confindustria Marche, in passato è stato anche presidente dell’associazione industriali di Pesaro-Urbino. È membro del Consiglio Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, su indicazione della Camera di Commercio provinciale.

In alto, Andreani con il suo team; in basso, l’Amer Sport Too in due momenti di regata.

demordere mai anche nelle situazioni più difficili. Mi creda, insegnamenti decisivi per affrontare al meglio i problemi di ogni giorno che, in un grande gruppo aziendale, non mancano mai. Il mare, come la montagna, è una palestra di vita ed è per questo che lo ritengo fondamentale nella formazione dei giovani.” Salinigi ha sostituito il suo amato Amer Sport Too: quali sono le prossime sfide? “Beh…, anzi tutto le 1.200 miglia di navigazione per portare la nuova barca da Viareggio a Fano. Poi, compatibilmente agli impegni professionali, il mio sogno è partecipare alla traversata atlantica “ARC”, l’Atlantic Rally for Cruisers. Quest’anno ho già partecipato alla Pesaro-Rovigno e non mancherò gli appuntamenti della Barcolana e della Fuxia Race, dedicata alla memoria del compianto amico e velista Rinaldo Gasparini.” Che futuro ha la vela in Adriatico? “Mi piacerebbe il più radioso possibile. Purtroppo bisogna risolvere i problemi di dragaggio che riguardano la maggior parte dei porticcioli. Se in alcune regioni vengono applicati regolamenti efficaci, nelle Marche si è ancora in ritardo, con inevitabili ripercussioni sul sistema economico e turistico. Pensi che io, per ormeggiare la barca nella mia regione, l’ho dovuta acquistare con chiglia retrattile. Più volte ho sollecitato le istituzioni ad investire in infrastrutture adeguate. Qualcosa è stato fatto, ma molto ne rimane ancora.”

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Blue Notes

DOMINATOR PRESENTA IL NUOVO SITO.

Fano - A new perspective on the sea, un nuovo modo di vivere il mare: definizione che descrive la filosofia Dominator e il nuovo sito del Cantiere. Frutto di un lungo progetto concluso per il decennale, è lo strumento più completo ed immediato per “entrare” in Dominator. Grafica sobria e lineare, ergonomia e facilità di navigazione consentono di apprezzare contenuti, stile e design che rendono questi yacht unici. Grande importanza va all’iconografia: numerose le fotografie “a tutto schermo”;

in home page, le aree tematiche principali sono in primo piano, insieme al banner su cui si scorrono immagini emblematiche su filosofia e stile del Cantiere. Il menù, in alto a destra, fa accedere in modo rapido e diretto alle sezioni principali del sito, dedicate a gamma, storia, engineering e produzione. Completano i contenuti le sezioni customer care, dealer network, le pagine con comunicati e rassegna stampa, photogallery, area download e la sezione news ed eventi. www.dominator.it

CRN CONCIERGERIE MONACO. Montecarlo - Un esclusivo servizio che CRN offre ai propri clienti, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. È il “club” riservatissimo per l’armatore e la sua famiglia, volto alla fruizione di servizi come prenotazioni alberghiere, di ristoranti o eventi: dal biglietto per il teatro al posto barca, dall’aereo privato all’elicottero. Con base nella cornice strategica

di Monaco, dove CRN ha aperto lo scorso anno la propria sede di rappresentanza, il servizio di “Conciergerie” nasce da un principio fondamentale sul quale si fonda l’intera mission CRN: mettere al centro il cliente, al quale dedicare sempre il meglio, con cura e dedizione. La stessa adoperata nella costruzione delle proprie navi. www.crn-yacht.com.

Nuova sede per il CNM. Ancona - Nuova sede operativa per il Consorzio Navale Marchigiano, presso la Camera di Commercio, che ha avviato un percorso di collaborazione col CNM, da anni promotore di un sistema integrato per la nautica costruito sul dialogo tra istituzioni e aziende del comparto. La sede del consorzio rappresenta un nuovo punto di riferimento per la nautica marchigiana e, nei progetti, dovrà essere sviluppata la sinergia fra imprese della nautica, enti, servizi di refit, porti turistici, servizi portuali e turismo nautico per raggiungere un competitivo sistema economico regionale e adriatico.

Trofeo Lisippo, III edizione. Fano - Si è svolto, lo scorso 5 luglio, il terzo“Trofeo Lisippo”, regata velica organizzata dall’Ass. “Controvento&Controcorrente”. Partenza dal Marina dei Cesari, fino a baia Vallugola per il giro di boa e rientro. Vincitore della classifica generale, “Uniklima Game On”, Farr 40 Classe C degli armatori Morsiani e Piccarretta. www.trofeolisippo.com

EASEA>SHOW FERRETTI. Cattolica - Lo scorso 12 giugno presso la rinnovata Marina di Cattolica, Ferretti Group ha avviato la prestigiosa iniziativa “Easea>show”, esposizione permanente delle principali imbarcazioni dei brand del gruppo. È stata ideata per arricchire la gamma dei servizi dedicati agli armatori e rappresenta una vetrina esclusiva e personalizzata dei marchi Ferretti Yachts, Pershing, Itama, Mochi Craft e Custom Line. Entro l’autunno coinvolgerà anche tutti gli altri brand del gruppo. www.ferrettigroup.com

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Creative Papers

giovanni boldini “francese”

“nella Parigi degli Impressionisti”, a Palazzo dei Diamanti di Ferrara. a cura di Sabrina Marin

Il Sassoferrato, preraffaellita tra i puristi del ’600. Nel quarto centenario della nascita, Cesena celebra il marchigiano Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609-1685) e il suo cristallino talento che anticipa i preraffaelliti dell’800 con una mostra alla galleria comunale fino al 25 ottobre. Partendo dai cinque capolavori conservati nella locale Pinacoteca (un Angelo annunziante, tre Madonne e una Madonna col Bambino), si giunge alle tele più attese delle Gallerie Nazionali di Roma e Urbino fino all’unico e conosciuto Autoritratto degli Uffizi. Presenti in mostra anche opere di Annibale Carracci, Guido Reni, Guercino e Domenichino. www.cesenacultura.it

Otium Ludens a Ravenna.

Giovanni Boldini: La cantante mondana, c. 1884, olio su tela, cm 61 x 46. Collezione Fondazione Carife.

Dal 20 settembre al 10 gennaio 2010 Ferrara celebra la vita e le opere del suo illustre cittadino Giovanni Boldini (1842-1931). A differenza delle precedenti rassegne dedicate all’artista, tutte antologiche, questa volta nella splendida cornice di Palazzo dei Diamanti sarà studiato un solo fondamentale capitolo della sua carriera, quello del primo periodo parigino, dal 1871 al 1886. La mostra indagherà l’evoluzione della sua pittura in quegli anni decisivi e getterà nuova luce su una fase per lui determinante ma ancora oggi poco studiata. Prima di diventare il ritrattista del bel mondo parigino, Boldini fu soprattutto pittore di Parigi. In quel primo e cruciale quindicennio che vi trascorse, e che coincise con l’esplosione della rivoluzione impressionista, egli ne ritrasse ogni angolo, ogni palpito di vita, traducendo l’energia della metropoli e le sue atmosfere in pennellate scattanti, nervose, talvolta travolgenti. Autore di quadri di ogni tipo - dalle scene di genere alle vedute di città, dai paesaggi agli interni d’atelier, dai nudi ai ritratti - Boldini fu un artista poliedrico che, al pari dei colleghi impressionisti, ma con uno stile diverso e personalissimo, seppe restituire la vita pulsante della ville lumière. Quasi 100 opere provenienti dalle più prestigiose collezioni pubbliche e private d’Europa e d’America illustreranno la varietà di generi e soggetti trattati da Boldini in questi anni di intensa sperimentazione. Opere che certo devono molto agli incontri avuti con gli artisti che vivevano e lavoravano a Parigi - giganti come Degas, Manet e Renoir - frutto di una straordinaria capacità di osservare, indagare e restituire, con uno stile via via sempre più personale e inconfondibile, la brulicante vita della città moderna. www.palazzodiamanti.it

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Dopo il grande successo all’Ermitage di San Pietroburgo e al Hong Kong Museum of Art, fino al 4 ottobre Ravenna - unica tappa italiana - ospita Otium Ludens Stabiae, cuore dell’Impero Romano. Nel complesso di San Nicolò, in mostra straordinari reperti tra affreschi, stucchi ed oggetti, tutti provenienti da otto ville marittime dell’antica Stabiae. Di grande suggestione sono, soprattutto, un centinaio di affreschi, stucchi e oggetti in bronzo recuperati lungo la collina di Varano, sommersa nel 79 d.C. dalle ceneri del Vesuvio. www.otiumludens.com


finalmente

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Tra le Righe

PAROLE E MUSICA DI...

Cremonini, Ligabue, Capossela: cantanti da leggere. testo Francesca Miccoli

Estate, musica, libri: un trinomio spesso indissolubile, un connubio dal sapore lieve, rassicurante e distensivo. La colonna sonora della bella stagione contempla, accanto al rifrangersi ritmico delle onde marine e al sound di brani di tendenza, l’appagante immersione in un buon libro di fresca stampa. Tra le novità editoriali si segnalano tre opere di altrettanti celebrati cantautori. Artisti accomunati dalle origini emiliano-romagnole e dalla capacità di destreggiarsi tra abilità differenti. Pennellate di rara genuinità e ironia caratterizzano l’opera prima di Cesare Cremonini, Le ali sotto i piedi (Rizzoli). Un volume che celebra il decennale di “50 special”, pezzo d’esordio che sul finire degli anni Novanta consacrò l’allora Lunapop al grande pubblico. Il musicista felsineo ripercorre la sua breve ma già intensa esistenza, “la storia più bella che io conosca… la fiaba

Cesare Cremonini Le ali sotto ai piedi - Rizzoli Prezzo: € 16,50

Luciano Ligabue Liga - Rizzoli Prezzo: € 19,00

moderna di un ragazzo che si è concesso il lusso di sognare”. In primo piano l’amore per la musica, dall’epifania, grazie a una suora dal dolce sorriso baffuto, al grande successo. Sullo sfondo, ancora una volta l’amata Bologna, nido ovattato capace di proteggere i tormenti di un giovane simbolo di un’intera generazione, “una persona dall’innamoramento e dall’entusiasmo facile”. Ricordi autobiografici anche per Luciano Ligabue, che assieme all’amico giornalista Massimo Poggini rivisita passo a passo la sua carriera. Vent’anni di poliedrica esperienza artistica in Liga (Rizzoli), dagli esordi col primo gruppo musicale di Correggio a “Buon compleanno Elvis”, il disco che con 1.200.000 copie nel 1995 ha sancito il suo successo, anche internazionale. Dall’avventura cinematografica di Radiofreccia alla collaborazione con Francesco Guccini e con star internazionali quali David Bowie e Lou Reed, ai concerti oceanici di questi ultimi anni. Il libro comprende due ricchi inserti a colori che offrono, oltre a fotografie mai viste del Ligabue pubblico e privato, anche bozzetti delle copertine dei suoi dischi, manoscritti e memorabilia. L’ultima proposta riguarda un artista “internazionale”, alla luce delle origini calabresi e dei natali teutonici: Vinicio Capossela. Adottato come figlio prediletto dall’Emilia e coccolato dai tanti locali della riviera romagnola, l’istrionico cantautore non è nuovo a esperienze letterarie. Al fianco del fraterno complice di sempre Vincenzo Costantino “Cinaski”, va oggi in libreria con In clandestinità (Feltrinelli) un’opera “a 4 guantoni in forma di round. Un incontro senza filtro, la storia di un’amicizia corpo a corpo. Colpi di vita mandati al tappeto, in un concertato di poesia e prosa”.

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Vinicio Capossela In clandestinità - Feltrinelli Prezzo: € 16,00



Gourmandise

SAPORI DAL MONTEFELTRO carrellata di ristoranti e prodotti tipici, in bilico tra due regioni. testo Pier Antonio Bonvicini

Sette comuni dell’Alta Valmarecchia passano dalle Marche alla provincia di Rimini. È un fatto storico, mai accaduto prima. Che per voi potrebbe diventare l’occasione di una fuga dal caos delle città. Quindi ecco il Montefeltro, con questi borghi rinomati anche per i pani e la cucina.

Sopra, a sinistra, l’albergo Castello di San Leo; a destra, il formaggio di fossa DOP e la confettura alla Locanda dell’Ambra di Talamello.

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Avevano avuto tutto dalle Marche, ma la Romagna è più vicina. Così Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Casteldelci, Maiolo, Sant’Agata Feltria e Talamello passeranno alla provincia di Rimini. Questi “magnifici sette” li potrete raggiungere attraverso la statale Marecchiese che da Rimini conduce in Toscana. Sono oasi di pace e cultura dove si vive a ritmi umani, tra gente affabile e deliziosamente semplice. In tavola, il meglio del territorio a prezzi onesti. La prima tappa è a San Leo, capitale d’Italia fra 962 e 964. Quassù il pane è fra i migliori. Ve ne accorgerete andando nel rinomato panificio sulla strada del Forte. Poi godetevi l’incanto del passato e a pranzo, tutta la tradizione al Ristorante dell’Albergo Castello, in piazza Dante Alighieri 11/12. Puntate soprattutto sulle paste tirate al matterello, ma anche il resto non vi deluderà. Ora Novafeltria, capoluogo dell’Alta Valmarecchia, 8mila abitanti. Da provare, in via XXIV Maggio, 86, il ristorante Jolly La Matta. Ideale per chi cerca pesce, funghi e tartufi, ma anche una pizza di qualità; dopo, una digestiva passeggiata nella vicina Maiolo, da cui dominerete la vallata del Marecchia e ricorderete la sagra del pane. Il viaggio prosegue per Pennabilli, dove vive Tonino Guerra. Ad attendervi, paesaggi da cartolina, arte, storia e anche stavolta pani di grande bontà. Quindi tipica cucina casalinga al Ristorante Albergo Lago Verde, sulla strada per Soanne, 1. Si

procede adesso per Casteldelci, senza dimenticare che nella vicina Ponte Messa c’è un altro eccellente pane. Qui giunti, cucina tipica al Ristorante dell’Hotel Uguccione della Faggiuola. È in via Castello 8 e nel nome ricorda l’illustre condottiero, capo dei Ghibellini di Romagna, nato quassù nel 1250. In questo territorio, ricoperto in gran parte da boschi, regna una calma rigenerante e i rumori diventano un ricordo. Impossibile ripartire senza aver acquistato il pane cotto a legna del panificio Mira, in via Schigno 30. Penultima tappa a Sant’Agata Feltria, sul confine fra Marche e Romagna. Da vedere il Teatro Mariani e, in stagione, la fiera del tartufo. Poi stimolante pausa nella frazione di Montebenedetto, al Ristorante Antenna dal Morino. In carta piatti tipici, secondo stagione. Concludendo, Talamello. Prima visitate il Museo Gualtieri, poi la Locanda dell’Ambra, in piazza Garibaldi 28. Vi serviranno, tra l’altro, buoni piatti di carne e un eccellente formaggio di fossa locale. Si potrebbe continuare ancora, ma un migliaio di parole non lasciano un’impressione tanto profonda quanto una sola azione. Aveva ragione Heinrich Ibsen. Allora buon viaggio! www.hotelristorantecastellosanleo.com; www.jollylamatta.it; www.albergolagoverde.it; www.lalocandadellambra.com


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Decantare

PIGNOLETTO, BOLLICINE D’AUTORE sui Colli Bolognesi, alla ricerca di rinfrescante effervescenza. testo Federico Graziani

L’estate chiede freschezza e il Pignoletto dei Colli Bolognesi risponde. È giunta l’ora di abbandonare bianchi o rossi corposi e opulenti, ricchi e tannici per apprezzare la piacevolezza di una fresca e dissetante spremuta di uva, ottenuta dalla cenerentola delle varietà emiliane. Sottostimata per prediligere varietà più commerciali, quest’uva ritroverà presto una bella rivincita. Vitigno e omonimo vino Pignoletto, infatti, non rappresentano l’eccellenza in termini di struttura e frutto, nulla a che vedere coi corposi Chardonnay del centro Italia e distante pure dai superaromatici delle Alpi, ma proprio per questa compostezza, per essere fine e sensuale senza dover necessariamente mostrare le proprie curve al pubblico, dona una piacevolezza che sempre più, chi critica e parla di vino, dimentica. In un paesaggio dolce, con colline accarezzate dal vento, a pochi chilometri ma mentalmente molto lontano dalla città, si sono nel tempo strutturate cantine che, in comune, dimostrano l’interesse a vinificare per un consumatore informale ma non disattento. Le tre aziende selezionate dimostrano nel complesso che qualità e bevibilità possono andare d’accordo e che un segno particolare, un neo, una fragilità può divenire carattere di personalità e non difetto. A Tenuta Bonzara di Monte San Pietro, a pochi passi dalla città, Angelo Lambertini e oggi il figlio Francesco hanno dato una visione nuova e leggera a questa varietà, ottenendo un Pignoletto fresco, fragrante e fine, dai movimenti delicati e dall’animo sensibile ma personale. I sentori di piccoli frutti ancora non maturi, di mela e la vena amarognola della mandorla amara gratificano il palato e non appesantiscono. Nel Comune di Zola Pedrosa si trova l’azienda di Carlo Gaggioli, esempio pratico di buona interazione tra conoscenza e legame con il territorio. Dopo un attento lavoro in vigna, le uve giungono perfette in cantina dove il compito rimane quello di preservare, non modificare. Il vino è limpido nel colore e nei profumi, di frutta turgida e di fiori di acacia e biancospino, armonioso e fine. Il carattere si fa più intenso a Fagnano di Castello di Serravalle, dove Maurizio Vallona ha ormai da un paio di decenni affinato i suoi strumenti nella ricerca di finezza ed equilibrio. Il suo Pignoletto frizzante risulta avere carattere e stile, fragranza floreale e armonia al palato. I sentori si ritrovano alla bocca e parlano di piccoli fiori bianchi e sfumature vegetali. La complessità non è (fortunatamente) intellettuale ma di estremo piacere. Scoprire che abbiamo ancora preziose perle bianche autoctone in un mare di rubini e vitigni internazionali non può che farci piacere. Riuscire a coglierne il carattere nonostante la semplicità gratifica, nella sua leggerezza, sia il corpo che lo spirito. www.bonzara.it; www.gaggiolivini.it

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savile row: la cultura dello stile. Ogni persona è unica e l’abito nasce per valorizzare la sua figura. Con questa filosofia e con passione, sensibilità e competenza, da 30 anni i responsabili Savile Row selezionano solo le migliori aziende per interpretare al meglio gli stili di una clientela esigente ed elegante. Per l’uomo: abiti Brioni, camicie Burini, maglieria Cruciani, sciarpe Colombo, calzature Bonafè. Per la donna: collezioni Brioni, affiancate dall’opera dei migliori sarti del territorio.

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Via Corsica, 10 Tel. 0544 991198


Versiliana

LA VERSILIA DEL SIGNOR G. Giorgio Gaber, nei ricordi della figlia Dalia. testo Cristina Vannuzzi

Un “colpo di fulmine”, quello per la Versilia, per Giorgio Gaber. Ce lo racconta Dalia, parlando della V edizione del Festival Teatro Canzone intitolato al padre, il 25 e 26 luglio, alla Cittadella del Carnevale di Viareggio.

“Sono particolarmente legata all’edizione 2009, perché, quest’anno, mio padre compirebbe 70 anni: eternamente fanciullo, sorridente, attento, sfiorava con leggerezza problematiche della società e disagi umani.” A parlare è Dalia Gaberscik, introducendo il Festival Teatro Canzone Giorgio Gaber presentato da Enzo Iachetti, che avrà come ospiti Dalla, Carboni, Cammariere, Fossati, Gianna Nannini e Morgan, i comici Dario Vergassola ed Enrico Bertolino; previsto anche un talk show e, come ospite, Mario Monicelli, nel cui film Rossini Rossini Gaber fece parte del cast. “Inoltre il Progetto Gelmini va avanti; siamo grati che il Ministero alla Pubblica Istruzione abbia dato il via al Progetto pilota, che vede in Lombardia le prime scuole organizzare vere lezioni-spettacolo. La presenza, poi, di artisti importanti rende più gradita agli studenti una materia interessante e al

contempo divertente, attraverso un approccio poco convenzionale.” Ma com’è la Versilia di Dalia? “Vengo da quando ho due anni. La collaborazione tra mio padre e Sandro Luporini mi ha ‘costretto’ a vacanze piacevolmente ‘forzate’ a Viareggio. Pian piano è diventata la mia seconda casa. Alla fine mi sono sposata qui, proprio col nipote di Luporini. Da allora è diventata la mia casa. In Versilia sono nati i miei figli, ho passato i momenti più belli della mia vita”. Giorgio Gaber e la Versilia “Mio padre adorava il suo lavoro e siccome è stato indissolubilmente legato a Sandro per anni, questi posti per lui sono stati fonte d’ispirazione. Basti pensare alla celebre Al bar Casablanca, nata da pomeriggi in passeggiata raccontati con profonda ironia. Anche per lui gli eventi della famiglia come il matrimonio e la nascita dei miei figli hanno segnato un desiderio di paternità. Ci siamo sentiti ‘adottati’ da questa terra così generosa. E poi la nostra casa in campagna, tra Camaiore e Lucca. Siamo fieri sostenitori del palio dei rioni e ovviamente tifiamo ‘Montemagno’. Mio padre l’amava molto. Negli anni della giovinezza c’erano grandi serate con chitarra, amici di campagna e partite di calcetto. Poi si è passati a cene più adulte dove regnava il dibattito filosofico ma dove la vera padrona rimaneva l’ironia. Non dimenticherò mai le grandi risate fatte coi miei genitori e la tenera nostalgia che ho di mio padre, uomo spiritosissimo, con cui davvero ci si poteva divertire con intelligenza”.

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La stagione del fashion si apre con ottimismo. Sboccia in Versilia la stagione “modaiola” con l’apertura di due griffe di prestigio, che, oltre a rafforzare la strategia in ambito retail, danno segnali d’ottimismo: la griffe Maria Grazia Severi ha aperto la prima boutique monomarca in Via IV Novembre 16 a Forte dei Marmi. Il fiorentino Baghera apre un corner sul litorale tirrenico, a Carrara: il nuovo spazio, centralissimo, in via Loris Giorgi 2, è stato realizzato nello spazio Luka’s, da oltre 10 anni protagonista delle “indicazioni moda” a Carrara. “L’idea di aprire un corner Baghera è venuta naturalmente, per la stima che ho nei confronti del marchio, e per come sono cresciute le collezioni” spiega la proprietaria Roberta Dell’Amico. A festeggiare gli affezionati del brand della Pantera nera un aperitivo/evento nella piazza Alberica al Caffè Leon d’Oro delle sorelle Santucci, il locale più cool della notte dei giovani vip carrarini. www.mariagraziaseveri.it; www.bagheraitalia.it


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Dolomite

IL GIORNO PIù BELLO sposarsi a Cortina, tra romanticismo e glamour. a cura di Veronica Tarabella

CASA SAVOIA: storia di una famiglia italiana.

Ci siamo, probabilmente, ormai abituati a vedere orde di graziose giapponesine vestite di bianco, che, morbidamente adagiate in gondola, avvinte all’amato bene, cullate dalle acque del Canal Grande coronano il sogno di sposarsi a Venezia, una delle città più belle e, soprattutto, romantiche del mondo. Pare sia molto di moda tra i turisti, e non, ed è sorta così, una vera e propria “industria” del matrimonio. Le nostre città d’arte sono tutte molto richieste per questo genere di occasioni, per il fascino e l’allure che le contraddistinguono. E in quanto a fascino, Cortina ne ha da vendere, per cui vincendo la naturale ritrosia che le è propria e grazie all’intraprendenza del neonato Consorzio Cortina Turismo, la Perla si candida a entrare nel circuito dei wedding planner. Molte coppie, celebri e meno celebri, hanno scelto Cortina come location ideale per pronunciare il fatidico sì, travolti da quell’atmosfera romantica che pochi luoghi sanno rendere così bene, decisi a suggellare qui l’happy end di un incontro casuale sulle piste da sci o in uno dei tanti locali della valle d’Ampezzo. Mille motivi, dal più puro sentimento al più puro glamour. Ma non è così semplice, e come sempre ci si scontra con la dura realtà, tante sono le pratiche di carattere organizzativo e burocratico, per cui molti alla fine desistono. Qui entra in gioco Cortina Turismo, con un vero e proprio sevizio di wedding planner. I futuri sposi potranno scegliere tra varie proposte, dal matrimonio classico a quello più “naturalistico” da celebrarsi magari in un piccolo, romantico, rifugio in quota. L’offerta, unica nel suo genere, spazierà dal luogo della cerimonia agli inviti, dalle bomboniere al menù del rinfresco, dall’addobbo floreale all’accompagnamento musicale, tutto definito con la massima cura. Un progetto ambizioso che, da un lato, farà felici i tanti amanti di Cortina, che forse avevano o hanno accarezzato l’idea di eleggerla a luogo ideale per il giorno più bello, e dall’altro valorizza il patrimonio culturale e artistico della conca ampezzana. Si pensi alle bomboniere: lavorazioni in filigrana, ferro battuto o in altri materiali legati alla tradizione del rinomato artigianato locale sono un valido esempio del meccanismo virtuoso, in termini di identità ed economia, che si verrebbe a istituire. www.cortina.dolomiti.org

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Cortina, da sempre avvezza a ospitare grandi mostre ed eventi culturali, rivive quest’estate gli antichi fasti della Casa Reale d’Italia, grazie ad una mostra, inaugurata il 18 luglio all’interno della Ciasa de ra Regoles, che venne realizzata nell’anno del 90° anniversario dell’Unità d’Italia e regala uno spaccato storico dell’epoca, lontano da qualsiasi polemica politica. Il percorso conduce il visitatore a ritroso nel tempo per scoprire aspetti pubblici e privati della vita di Casa Savoia, da Umberto II all’amata Maria Jose, attraverso immagini e cimeli storici. La mostra è aperta fino al 15 settembre.


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Comunica

RICONOSCIMENTI PER MENABó

premi Mediastars e Agorà all’azienda forlivese. a cura di Andrea Biondi

Stagione di successi per Menabó, che ottiene i premi Mediastars e Agorà grazie a due diversi progetti per i clienti Lavazza e la Onlus CIPSI. Un ulteriore riconoscimento che valorizza la professionalità dell’azienda, protagonista a livello nazionale nel campo della comunicazione.

Menabó-Lorenzo Marini Group ha raccolto, tra primavera e inizio estate, importanti riconoscimenti. L’azienda di Forlì, infatti, ha raggiunto traguardi di prestigio, classificandosi al primo posto in più categorie alla XII edizione di Mediastars, Premio Tecnico per la Pubblicità che punta a valorizzare la professionalità di chi opera, su scala nazionale, nella comunicazione. I responsabili dell’agenzia sono stati premiati ufficialmente, lo scorso 27 maggio a Milano, presso l’Auditorium San Fedel.

Sopra, un momento della consegna del premio Mediastars, per Cipsi. A fianco, un frame dello spot sul microcredito, realizzato per la Onlus.

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Nella Sezione Tecnica Audiovisiva Menabó è stata premiata per la campagna sociale “Per le donne il microcredito può contare tanto”. Si è trattato di uno spot video da 30 secondi realizzato per la Onlus CIPSI (www.cipsi.it), per far conoscere il microcredito, che garantisce a chi non possiede nulla un piccolo prestito d’onore per avviare un’attività autonoma e produrre un sostentamento per sé e la propria famiglia. In seconda battuta, per Lavazza Trade Marketing, Menabó ha realizzato Lavazza ProFASHIONal, una nuova linea di abbigliamento professionale di alta qualità, che si distingue per l’icona delle tre tazzine Lavazza, bianca, rossa e verde: un messaggio d’italianità, per un marchio che da sempre esprime eccellenza e che è ormai entrato nella tradizione, nella storia e nel costume degli italiani. Per tale progetto l’agenzia si è classificata al primo posto nella sezione Corporate Identity - categoria Product. Si è svolta il 13 giugno scorso, invece, nella splendida cornice di Villa Malfitano a Palermo, la Cerimonia conclusiva della XXII edizione del Premio Agorà, ideato dal Club Dirigenti Marketing per premiare le migliori campagne pubblicitarie e i progetti di comunicazione del 2008 e sino al 1° febbraio 2009. La commissione nazionale ha valutato 122 campagne presentate da 60 agenzie. Menabó, che negli scorsi anni ha già ottenuto ben due volte il premio, ha fatto tris conquistando il riconoscimento nazionale spot tv, sempre la campagna di comunicazione realizzata per CIPSI.





Brunello Cucinelli

BRUNELLO CUCINELLI l’etica dell’imprenditore.

testo Andrea Biondi - foto Archivio Brunello Cucinelli S.p.A.

A Solomeo, sulle colline di Perugia, c’è un’azienda che produce cashmere di straordinaria qualità. Al lavoro ci sono alcune centinaia di uomini e donne, guidati dal fondatore, Brunello Cucinelli, testimonial di una “filosofia” del lavoro che recuperi i valori umani, sociali e culturali. Un nuovo stile di vita e di impresa che, come vedremo nelle prossime pagine, sta iniziando a coinvolgere non solo aziende e imprenditori ma anche personaggi del mondo dello spettacolo.

“Sono certo di due cose: consumeremo meno, perché culturalmente diversi; lavoreremo di più, con profitti leggermente inferiori.” Ancora: “Forse abbiamo bisogno di mangiare meno patate, ma dal sapore migliore: meno e meglio coincidono.” E ancora: “Per Theodore Levitt, re del marketing, non era possibile sostenere il profitto prima dell’uomo. È ora di riconsiderare il concetto. Gli Umanisti lavoravano unendo mente e spirito. Negli ultimi 25 anni si è lavorato con la mente, producendo profitti, per raggiungere la felicità accumulando beni. All’improvviso ci si è resi conto che manca una parte del lavoro.” Parole di un esperto d’economia? Di un intellettuale? Di Brunello Cucinelli, imprenditore. Il “padre” del cashmere colorato, alla guida di un Gruppo che oggi conta circa 500 dipendenti interni, quasi il doppio di collaboratori esterni, presente nei principali mercati con oltre 1000 clienti al dettaglio, tutti di fascia altissima. Sembra di ascoltare anche il fattore di una comunità agricola, il custode di un monastero. Impressione rafforzata da Solomeo, il borgo medievale su un colle vicino Perugia dove, dopo accurati restauri, le case, il castello e la villa sono la sede dell’azienda. Una seconda, alle porte del paese, struttura industriale “classica”, è comunque circondata da parco e frutteto. Di Cucinelli si parla molto, da qualche anno; scontato, per chi fa moda di lusso a livello internazionale. Inevitabile per chi si definisce imprenditore umanista. La sua testimonianza fa breccia, la sua case history è più di un esempio. Forse un caso unico. Partecipa spesso a incontri d’imprenditori, specie giovani, sull’etica nell’economia. Ma non sopporta l’abuso di un termine dalla genesi antica. “Per Aristotele è la parte più alta della filosofia, comporta il non recar danno all’umanità,

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Brunello Cucinelli

per quanto possibile. Invece di etica, parliamo di rispetto per la dignità dell’uomo.” A livello economico che significa? “Il cambiamento che auspicavo si sta avverando. Negli ultimi anni, lavorando su un’economia globale, siamo diventati padroni dell’universo sotto il profilo economico. Ma non sotto lo spirituale. Le decisioni prese per trarre profitti non sono ‘passate per l’anima’. Se l’economia universale si sposa allo spirito universale nasce un umanesimo universale. Obama ripete di guardare chi ci sta vicino, di lavorare non offendendo l’essere umano. Per oltre due millenni, dalla Grecia fino a 25 anni fa, l’uomo è stato ‘schiavo’: dalle frustate vere alle morali. Anche mio padre lo era, a suo modo. Ora abbiamo davanti generazioni che sanno tutto grazie a internet. Come possiamo trasmettere loro passione con un lavoro ripetitivo, mal pagato e senza dare dignità? A settembre ai miei dipendenti ho detto che fino al 31 dicembre 2009 non avrei licenziato nessuno, anche col fatturato in calo. E insieme ci siamo chiesti cosa fare per evitare il peggio. Ho investito sugli uomini. A ottobre ho proposto loro di lavorare anche sabato mattina, per guadagnare 10 giorni nella consegna. Mi hanno applaudito.” Mentre registro mi guardo attorno, in questa torre antica dove, salendo, c’è l’ufficio di Cucinelli: scrivania vecchia di qualche secolo, fusi di cashmere colorati, lana grezza in vasi. Ritratti di filosofi, scrittori, condottieri. Opere dei “classici” agli scaffali, a formare una piccola biblioteca. “Prima di Natale abbiamo spedito 972 lettere private ai clienti, confermando la nostra volontà di andare avanti, pur tra le difficoltà. Le risposte sono state incredibili. Adam Smith parlava di sentimenti morali, di valore reciproco della stima. Per migliorarsi bisogna essere creativi, ma come puoi esserlo se le condizioni di lavoro sono incerte? Noi abbiamo fatto la collezione migliore, tutti hanno dato il 5% in più. Lavorare con principi economici mettendo in pratica questi insegnamenti. Da sempre facciamo così.” Difficile iniziare ora a metterlo in pratica… “È difficile trasmettere passione, quando un imprenditore ha tanti beni e un dipendente prende 900 euro. Ecco la differenza tra le vecchie generazioni e questa: non conoscendo niente, non sapevi. Ora si sa tutto. Da qui dobbiamo passare: fare profitti con etica, dignità morale. I nostri, ad esempio sono

In alto, uno scorcio delle case di Solomeo, dove ha sede l’azienda. A fianco, lo stemma del borgo, che l’imprenditore ha utilizzato come logo della sua attività.

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Brunello Cucinelli

divisi in quattro parti. Una va all’azienda, per lavorare meglio. Una al proprietario: ma non mi sento proprietario, piuttosto custode dell’azienda. Ciò di cui sei custode diventa quasi eterno. La terza va a chi lavora: qui lo stipendio è un po’ più alto, rispetto al contratto base del settore. Il resto lo investiamo nell’umanità. Chi lavora ha partecipato a fare tutto questo, anche il teatro.” Parte del più ampio progetto Foro delle Arti, il Teatro Cucinelli è sorto nel 2008, in uno stupendo angolo di Solomeo. Brunello, inoltre, è presidente del Teatro Stabile dell’Umbria. “Per recuperare artigianalità, manualità, qualità nei prodotti, abbiamo bisogno degli esseri umani che dico io. Il dipendente ha passione fin quando il proprio titolare si comporta bene. Alessandro Magno, Cesare condividevano mensa e giaciglio coi soldati. L’uomo, diceva Pico della Mirandola, ha bisogno di dignità prima del pane. Abbiamo voluto internet? Il tasso d’etica e moralità dev’essere più alto, anche se non ti piace. Bisogna essere veri.” Chi sono i suoi amici? “Gli stessi da 50 anni, una ventina, di cui sono il più giovane. Siamo cresciuti insieme, ci vediamo ogni 15 giorni. E si parla di tutto. Sono gli amici veri.” I suoi filosofi? I punti di riferimento attuali? “Aristotele, Marco Aurelio i primi che mi vengono in mente. Tra i moderni, Kafka, Benigni, Obama… il suo primo giorno in politica ha detto: ‘Vorrei per primo incontrare i miei nemici’.” Dei politici che pensa?

In questa pagina, alcune immagini delle varie fasi di lavorazione dei prodotti realizzati dalla Brunello Cucinelli S.p.A.

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Brunello Cucinelli

“Ho un concetto che torna a Socrate alla Repubblica di Platone. Le leggi vanno rispettate, ci piacciano o meno. In genere guardo prima al comportamento dei singoli uomini. Ricordo una frase di Gorbaciov: ‘chiedo ai politici di tutto il mondo di lavorare non unicamente per essere rieletti’. È una bella visione.” Degli altri imprenditori che pensa? “Non critico bravissimi imprenditori con un buon tasso di capitalismo ‘classico’. Ma se nel lavoro serve manualità, come da noi, occorre sentimento. Investire nell’anima e riscoprire la dignità.” Cita Voltaire, un passaggio del Trattato sulla tolleranza: “occorre ripartire dai borghi per discutere e progettare l’umanità”. A Solomeo il concetto sembra avverarsi. “Devi sentire il piacere di abbellire l’umanità; occorre la presa di coscienza del cambiamento. La piccola-media impresa è vincente. Rappresenta l’Italia: e, ne sono certo, c’è un ritorno a questo tipo d’azienda. Ci siamo creati un’icona in settori come il nostro: comunicare artigianalità, qualità, gusto e creatività è necessario. Ma ci vuole cultura per averli.” Sembra quasi una regola “benedettina”… “Alle 18 si smette, gli straordinari lo sono davvero, ma durante la giornata niente ‘tempi morti’. Qui è tutto molto ‘vero’, ma è un lavoro di anni, lo facevo quando eravamo in 30… Fino al 2005 eravamo circa 260, negli ultimi anni siamo raddoppiati. Ma gestirne 30, 250 o 500 non è più difficile: basta ‘immedesimarsi’ nella propria azienda.” Parole di Brunello Cucinelli.

Gli ultimi ricoscimenti. “Imprenditore olivettiano 2009”: Brunello Cucinelli è stato insignito del premio lo scorso giugno, a Ivrea, dall’Associazione Archivio Storico Olivetta. L’ultima onorificenza in ordine di tempo per l’imprenditore nato nel ’53 a Castel Rigone (PG). La prestigiosa rivista “Robb Report” a maggio gli ha assegnato nuovamente il “Best of the Best” nel settore del menswear, dopo che lo aveva ottenuto nel 2004 per lo sportwear. Nel 2008 gli è stato consegnato, nell’ambito di Milano Finanza Company Awards, il premio “Creatori di Valore” per la leadership nel mercato del lusso. È consigliere d’amministrazione del Pitti Immagine. www.brunellocucinelli.it

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Imprese e ricette anticrisi

IMPRESE E RICETTE ANTICRISI investire in ricerca e responsabilità: la risposta delle grandi aziende. testo Pietro Scarnera

Dalla nautica al settore farmaceutico, prosegue tra Emilia-Romagna e Marche l’approfondimento dedicato a imprenditori e aziende. Una panoramica su alcune delle maggiori realtà delle due regioni e su chi le amministra, spinto anche da un rinnovato senso di attenzione. Rivolta tanto ai dipendenti quanto ai consumatori e - più in generale - alla società civile.

Da sinistra, Norberto Ferretti fondatore e presidente dell’omonimo gruppo nautico e Filippo Marazzi presidente del gruppo di Sassuolo.

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Responsabilità. È questa la parola d’ordine per rispondere alla crisi economica. Una crisi che sta colpendo anche l’Emilia Romagna e le sue imprese, nonostante la regione si sia sempre pensata “differente”. Eppure proprio dalla diversità può venire l’antidoto alla crisi. Tralasciando la forte presenza delle cooperative - che il premio Nobel per l’economia Amartya Sen, in visita a Bologna nel maggio scorso, ha indicato come modello per la ripresa - l’Emilia Romagna è ricca di imprese che partendo dal territorio e da competenze specifiche hanno saputo farsi largo nei mercati mondiali. È da qui secondo molti che bisogna ripartire, superando le sbornie della finanza “virtuale”. Per gli imprenditori significa tornare a impegnarsi in prima persona. Un messaggio rafforzato anche dal pulpito più alto, Benedetto XVI, che nell’enciclica Caritas in veritate presentata prima del G8 de L’Aquila, ha ribadito come l’economia abbia bisogno dell’etica per un corretto funzionamento. Norberto Ferretti ha ripreso il timone del Gruppo forlivese, leader nella produzione di motoryacht di lusso: un gruppo con un debito di 1 miliardo e 300 milioni di euro, nato sotto il controllo dei fondi Permira e Candover. Ora Ferretti ha ripreso il comando investendo di tasca propria: un piano di ristrutturazione del debito che prevede un aumento di capitale di 85 milioni di euro, di cui 70 sottoscritti dallo stesso fondatore e dal management del gruppo. Ma Ferretti non è l’unico a investire. Nel settore della ceramica, pesantemente in crisi, c’è chi decide di rilanciare. A Sassuolo il gruppo Marazzi ha annunciato investimenti per 100 milioni: serviranno a sviluppare nuove tecnologie in Italia (a partire dallo stabilimento di Casiglie), e migliorare la presenza all’estero. “Il nostro gruppo


Imprese e ricette anticrisi

- ha spiegato Filippo Marazzi in un’intervista alla “Gazzetta di Modena” - è andato molto bene in Russia e Stati Uniti. Questo ci permette di continuare ad investire, con la consapevolezza che non sarà facile, che i ritorni degli investimenti non si avranno subito.” Investono anche imprese in salute, che vedono nella crisi un’opportunità per espandersi. Trevi, gruppo di Cesena leader nella produzione di macchine per fondazioni e perforazioni, ha visto crescere i ricavi del 23,2% nei primi tre mesi del 2009. Utili investiti per comprare tre società in Arabia Saudita, Colombia e Stati Uniti, per una somma pari a 24 milioni di euro. C’è anche chi compra in Italia: ad aprile la bolognese Officine Maccaferri ha acquisito il 49% di Italdreni, società reggiana specializzata in prodotti geosintetici per la cura del terreno. L’obiettivo è consolidare la posizione delle “officine”, parte del più ampio Gruppo industriale Maccaferri, nel settore della geotecnica. Se investire è il primo passo per uscire dalla crisi, il secondo è farlo in maniera responsabile, nei confronti dell’ambiente e della persona. È l’idea attorno alla quale si sta ridisegnando l’economia mondiale. Chi ha puntato sulle energie rinnovabili, come la bolognese Uni Land, si trova oggi in una posizione di vantaggio: a giugno l’azienda è partita con l’allacciamento alla rete dei primi 4 impianti fotovoltaici in provincia di Lecce, e in programma ci sono altri impianti fotovoltaici, sempre in Puglia (investimento previsto di circa 25 milioni di euro), ed eolici (altri 10 milioni), di cui uno da 36 MW a Monghidoro (Bologna), per cui è stata di recente sottoscritta la convezione per la costruzione. Anche la Landi Renzo di Cavriago (Reggio Emilia), specializzata in

Da sinistra, il presidente delle Officine Maccaferri, Alessandro Maccaferri e l’amministratore delegato dell’azienda Landi Renzo, Stefano Landi.

ELICA, tra arte e impresa: la Fondazione e il Premio Casoli. È al via il terzo appuntamento del ciclo “E-straordinario” ideato da Fondazione Casoli per l’azienda Elica di Fabriano (AN), allo scopo di creare un dialogo fra mondo dell’arte e impresa. Il progetto, articolato in quattro workshop, prevede il diretto coinvolgimento dei dipendenti, guidati dagli artisti per realizzare un’opera sul tema “Ricordare è conoscere”. Sarà Francesco Arena, vincitore dell’XI edizione del “Premio d’Arte Contemporanea Ermanno Casoli”, a fare da tutor nell’edizione 2009. Il premio nasce nel ’97 in memoria del fondatore, spirito eclettico e appassionato d’arte, dell’azienda guidata oggi dal figlio Francesco, senatore della Repubblica. Il ciclo d’incontri che fa seguito al riconoscimento rappresenta un modo innovativo nel campo della formazione del personale in azienda, che Elica, nata nel 1970 e leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti per cucina, ha potuto sperimentare come occasione di crescita e sviluppo. Gli incontri con gli artisti si tengono presso la sede di Fabriano fino a novembre. Il progetto è stato ideato da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione. www.fondazionecasoli.org (I.T.)

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Imprese e ricette anticrisi

A fianco, il progetto Technogym Village a Cesena e, sotto, impianti fotovoltaici Uni Land in Puglia. In basso, ambienti domestici realizzati con biocalce Kerakoll, prodotto studiato dalla green division dell’azienda modenese.

sistemi gpl e metano, ha il vento in poppa: è il terzo operatore mondiale e vanta accordi con Fiat, Nissan, Opel e case automobilistiche di tutto il mondo. Nel settore edilizio, la Kerakoll ha chiuso in attivo il bilancio 2008, grazie anche a una particolare attenzione per le soluzioni ecosostenibili. Per il 2009 l’azienda di Sassuolo prevede investimenti per 38 milioni di euro. “In particolare - spiega l’AD Gian Luca Sghedoni - ci concentreremo su Biocalce, green division che arriverà a rappresentare nel 2010 il 15% del fatturato.” In regione c’è anche chi ha fatto del benessere una bandiera. Parliamo di Technogym, che produce attrezzature per il fitness: la società fondata da Nerio Alessandri sta trasferendo l’attività nel Technogym village di Cesena, complesso a basso impatto ambientale, realizzato con materiali naturali, dove oltre ai reparti industriali sorgerà un campus dedicato alla ricerca. “Abbiamo pensato ad un progetto innovativo - spiega Alessandri - che abbia un forte impatto sulla cultura industriale e dove chiunque possa capire quanto il wellness non sia una parola astratta, ma uno stile di vita.” Cambia sede anche Ducati, ma la “rossa” ha scelto di rimanere vicino al luogo di nascita: il quartiere bolognese di Borgo Panigale. Un trasloco da 100 milioni che dovrebbe partire a settembre 2010: la nuova casa comprenderà fabbrica, uffici, ma anche pista di prova, museo Ducati e un centro ricerche (probabilmente in collaborazione con l’ateneo bolognese). Al posto della vecchia sede, invece, un’area a metà fra residenziale e commerciale. Dall’ecologia al territorio, sono quindi diverse in regione le aziende che si muovono nel solco della responsabilità sociale, dottrina secondo

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Competenze e rapporti umani: l’esperienza di Crn e Lamberto Tacoli. “Gli splendidi yacht che costruiamo sono risultato del lavoro e delle competenze di maestri d’ascia, tecnici, progettisti, operai, ed è per questo che ritengo il valore umano prioritario per qualunque azienda di successo.” A sottolinearlo è Lamberto Tacoli, (sotto, secondo da sinistra con parte del management) presidente Crn, cantiere navale di Ancona del Gruppo Ferretti, fautore del principio di riscoprire e rivalutare nel sistema industriale un rapporto con i dipendenti “più attaccato ai valori umani e alla realtà quotidiana”. Un concetto che Tacoli ha ribadito, recentemente, anche nel corso della convention Ucina: “nella mia azienda ho sempre spinto affinché al centro di tutto ci fossero il cliente e il prodotto, ed è forse anche per questo che Crn sta superando meglio di altri il difficile periodo. È un cantiere che ha basato la propria crescita anche sul rapporto con le persone che vi operano quotidianamente con passione e dedizione.” (M.G.)



Imprese e ricette anticrisi

cui le imprese devono essere attente al contesto in cui operano. Farlo aiuta anche gli affari. “Un prodotto, una marca percepita come eticamente caratterizzata acquisisce in desiderabilità”, ha spiegato il sociologo dei consumi Giampaolo Fabris su “Repubblica”. Chi rispetta le aspettative “etiche” dei consumatori viene premiato. Per questo molte imprese cominciano ad adottare criteri di responsabilità sociale, che collegano ricerca a sviluppo di nuovo business. Nel settore farmaceutico il Gruppo Chiesi di Parma (che ha adottato già da qualche anno un proprio Codice Etico di Condotta) ha di recente annunciato la nascita di un nuovo centro dedicato alle malattie rare. Sorgerà a Parma nel 2011 e impiegherà più di 300 ricercatori, per un investimento di 70 milioni di euro. L’obiettivo è studiare farmaci innovativi per malattie respiratorie croniche e patologie rare. La responsabilità sociale è ciò che unisce, poi, le oltre venti imprese (fra cui Granarolo, Coop Adriatica, Conad) che formano Impronta Etica (www.improntaetica.org) associazione con sede a Bologna. A febbraio i soci si sono riuniti per ridefinire la rotta alla luce della crisi e lanciare i “circoli della responsabilità sociale”, patto fra imprese, istituzioni e società civile per migliorare la qualità della vita individuale e collettiva. “Dobbiamo lavorare insieme - ha spiegato Pierluigi Stefanini, presidente dell’associazione e di Unipol - perché la crisi che stiamo attraversando è anche culturale: in questi anni si sono favoriti individualismo, egoismo, consumismo spinto, comportamenti entrati nella cultura dei cittadini.” Invertire la rotta è possibile, ma anche le imprese devono fare la loro parte.

Da sinistra, Gabriele del Torchio, presidente Ducati; Alberto e Paolo Chiesi, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’omonimo Gruppo; Pierluigi Stefanini, presidente dell’associazione Impronta Etica.

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Terra, Conoscenza, Persona: il Gruppo Loccioni. Un’azienda nel cuore della Vallesina (Ancona). Del Gruppo Loccioni, creato 41 anni fa da Enrico Loccioni, fanno parte General Impianti, operante nell’automazione, telecomunicazioni e controllo ambientale, AEA, che si occupa di collaudo e controllo qualità per elettrodomestici e componenti auto, e Summa il cui obiettivo è la ricerca e formazione, ed altri brand. Opera con aziende quali Siemens, Bosch, Carrier, Ferrari, Fiat, Renault, e ha creato il progetto Leaf Comunity. Nel suo sito si legge: “All’inizio del nostro lavoro c’è la Terra, con le lezioni che ci ha offerto in passato e che continua ad offrirci. Al centro del nostro lavoro la Conoscenza, la ricerca tecnologica e l’innovazione continua. Alla fine del nostro lavoro c’è la Persona, perché ciò che facciamo vuole essere il nostro piccolo contributo per migliorare la qualità del vivere: in casa, sul lavoro, in movimento, nell’ambiente.” Questo rappresenta per Loccioni il luogo ideale dove l’individuo può crescere, come persona e come “intraprenditore”. www.loccioni.com; www.leafcommunity.com (R.N.)



ANNA FALCHI la mia speciale quotidianità. testo Manuel Spadazzi - foto Marco Rossi

La sua prorompente bellezza non le proibisce di vivere come una ragazza qualunque, che fa la spesa ogni mattina nel negozio sotto casa e raggiunge la “sua” riviera per rilassarsi e divertirsi. Ma, soprattutto, come le ragazze semplici, Anna Falchi non ha alcun timore nel mostrarsi senza trucco al grande pubblico.

“Con i primi guadagni mi ero comprata una Bmw serie 7. Una macchinona… Ma usarla per le strade di Roma non era per niente comodo.” Sono passati più di dieci anni (e qualche milione di euro…) da allora, e oggi “giro Roma in lungo e in largo con una minuscola Smart. Per i viaggi più lunghi invece c’è sempre la mia Dr5.” Incontrare Anna Falchi per le strade della Capitale è tutt’altro che insolito. Andate a chiedere nel suo quartiere, al macellaio, al fruttivendolo, al fornaio. “Vado a fare la spesa quasi ogni giorno, da sola! In fondo, dietro alla fama, alla notorietà, sono una ragazza come le altre. Che ha avuto la fortuna di fare questo lavoro, ma ama la vita di tutti i giorni.” Fatta di cose semplici, normali. Senza trucco. Come è apparsa Anna di recente sul settimanale Chi. Mostrando, a 37 anni, quella bellezza che ha fatto innamorare milioni di italiani, a partire dal grande Federico Fellini. “L’idea di apparire sans fard ora è di moda, in Francia l’hanno già fatto per Elle attrici come Monica Bellucci, Sophie Marceau (e anche Eva Herzigova, ndr). In realtà sono stata la prima a pensare di posare al naturale, senza make up e ritocchi. Anzi, a essere sinceri del tutto, l’idea è venuta a Pierluigi Diaco (con cui l’attrice conduce al giovedì “Onorevole dj”, su Rtl 102.5 e in tivù sul canale 750 di Sky, ndr) qualche mese fa. Mi ha detto: perché non ti mostri come sei veramente, nella vita di tutti i giorni?”



Anna Falchi

Il risultato è quello visto sulle pagine di Chi… Mettiamo da parte per un attimo la Falchi. Com’è Anna, senza trucco? “Una ragazza come le altre, normalissima. Non sono una tiratardi, la mattina mi alzo solitamente molto presto e la prima cosa che faccio è occuparmi di Lana e Dino…”. Chi, scusi? “I miei animali. Lana è il mio cane, un pechinese. Dino è un gatto. È un trovatello, è con me ormai da tanti anni. Il primo pensiero, al mattino, è per loro. Poi, una volta sistemati, esco di casa a fare la spesa. Ci vado praticamente tutti i giorni, mi diverte… L’ho detto, sono una ragazza normale.” E instancabile. Starle dietro, in una normale giornata di lavoro, è un’impresa. Dopo la mezz’ora quotidiana al tapis roulant, nel suo

Ph. A-Movie

In queste pagine alcuni ritratti di Anna: sopra è nel salotto della sua casa romana con il gatto Dino; in chiusura è ritratta in giardino con Lana, il suo pechinese.

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appartamento romano (“è tutto qui il mio segreto per stare in forma”), la Smart imbocca i viali romani e raggiunge la sede dell’A-Movie, società di produzione creata da Anna sei anni fa, a due passi da piazzale Clodio. “Ma A non sta per Anna, come qualcuno potrebbe pensare - precisa subito - ma per film di serie A. Mi piace il lavoro di produttrice, mi affascina. C’è sempre un progetto nuovo, un copione da leggere, un libro che potrebbe diventare un film. Infatti a volte resto in ufficio fino a tardi.” Ma non si rilassa mai? “Come no! Quando arrivo a Riccione stacco la spina, e comincia un’altra vita. Con Dennis (Montesi, il 33enne imprenditore di Cesena con cui è fidanzata da un anno, ndr) faccio di tutto. Uno degli ultimi weekend l’abbiamo trascorso facendo il tour dei parchi. Siamo stati a

Mirabilandia, Fiabilandia. E siamo andati sui go-kart. Lui è romagnolo come me, ci capiamo al volo. Ormai mi divido tra Roma, Riccione e San Marino, dove Dennis ha casa. E poi c’è la mia famiglia. A Riccione ho un grande appartamento, con 3 camere da letto. Spesso viene a passare lì il weekend anche mio fratello Sauro, con la sua famiglia.” Quando è sbocciato l’amore con Montesi, i paparazzi hanno fatto a gara per immortalarla. Quanto la infastidisce la popolarità? “Il gossip fa parte del lavoro, lo capisco, anche se apparire non sempre aiuta. Io, da brava romagnola, sono sempre diretta, solare. La cosa bella della popolarità è che poi, quando sei in giro, la gente ti fa sentire il suo affetto.” Anche nei momenti più bui? “Soprattutto in quelli. Ricordo bene i tempi in cui ero sposata con Stefano (Ricucci, ndr). Quando è stato travolto dalle inchieste ed è finito in carcere, ho sentito immutato il calore e la simpatia del pubblico. Lo stesso non si può dire per il mondo dello spettacolo. Mi vedevano male, mi consideravano semplicemente la signora Ricucci, mischiando la mia vita privata con quella professionale. Infatti per due anni quasi non ho lavorato.” Ora invece il lavoro non le manca proprio… “Vado fiera di quello che stiamo portando avanti con la A-Movie. Dopo l’esordio con Nessun messaggio in segreteria con Carlo Delle Piane, Pierfrancesco Favino (e con Anna nella parte di Sonia,


Una carriera ormai ventennale. Padre romagnolo, madre finlandese, Anna Falchi è nata a Tampere, in Finlandia, nel 1972. A soli 6 anni il ritorno in Italia con la madre, modella professionista, che l’ha cresciuta praticamente da sola. L’esordio vero nel mondo dello spettacolo arriva esattamente vent’anni fa, nel 1989, quando finisce seconda al concorso di Miss Italia. La nota Federico Fellini, che la vuole per uno spot pubblicitario (uno degli ultimi lavori del Maestro) a fianco di Paolo Villaggio. Da lì in poi è una carriera inarrestabile: il debutto al cinema, l’anno dopo, per Nel continente nero, e nel 1995 arriva la chiamata per il Festival di Sanremo. La Falchi ha al suo attivo 24 film, 4 spettacoli teatrali, una quindicina di spot (l’ultimo è quello per il suv italiano Dr5), ed è stata protagonista di vari programmi tivù.


Anna Falchi

una spogliarellista che dispensa consigli d’amore, ndr), abbiamo realizzato Aspettando Godard di Alessandro Aronadio, con Isabella Ragonese, la brava protagonista di Tutta la vita davanti, e Lorenzo Balducci. Lorenzo è anche uno degli interpreti della nuova pellicola che abbiamo da poco terminato di girare, Ce n’è per tutti. È un film corale, con un bel cast: Arnaldo Foà, Ambra Angiolini… anch’io mi sono ritagliata una piccola parte.” Lei ha cominciato come modella, ha partecipato a Miss Italia, ha fatto la valletta a Sanremo e tante altre esperienze in tivù, è testimonial di varie campagne, attrice, e ora produttrice. Le manca solo di dirigere un film… “Chi, io? Regista? No, per ora non ci penso proprio: preferisco far crescere i ragazzi che abbiamo all’A-Movie. Hanno talento, abbiamo messo in piedi una bella squadra.” A proposito di talento: si è mai chiesta perché tante ragazze crescono col sogno di diventare “veline”, vallette, soubrette della tivù? “Non c’è niente di male in questo. Il problema non è fare la velina, è il dopo. Mica puoi fare solo quello, devi migliorarti, crescere.” E cosa ne pensa delle tante showgirl “prestate” alla politica? “Che fanno comodo alla politica, ma i politici, ipocritamente, non lo vogliono ammettere.” Certo che, se si candidasse anche Anna, a Riccione non hanno dubbi: con la Falchi sindaco, se ne vedrebbero delle belle…

Botte e risposte.

Ph. A-Movie

“Il momento più bello della mia vita? Gli inizi, lo spot girato con Federico Fellini. Non lo dimenticherò mai. Il momento più brutto? Sicuramente gli ultimi tempi del matrimonio con Stefano.” “I miei vizi? Solo uno: fumare. Non riesco a stare senza sigarette. La mia virtù? Il mio umore: è sempre buono!” “Un ricordo dell’infanzia? Quando ero piccola, avevo un amico immaginario. Gli avevo dato il nome Soffio: era a lui che mi rivolgevo non appena avevo delle difficoltà. In fondo era la mia parte maschile, vincente. Oggi non ne ho più bisogno…”

Ph. A-Movie

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NICOLA ZAMBONI l’umanità modellata nel rame. testo Franco Basile - foto Paolo Ferrari

Nella sua “officina del pensiero” a Sala Bolognese Nicola Zamboni crea con la compagna Sara Bolzani decine e decine di figure: soldati a cavallo, in battaglia o sconfitti, nati dallo studio dei grandi artisti del passato, Leonardo su tutti.


Nicola Zamboni

I campi si succedono a dismisura, dall’alto sembrano un’interminabile pagina a quadretti. Il luogo dove Nicola Zamboni si è rifugiato è nella bassa bolognese dove un gigantesco filare di pioppi congiunge il Reno al Samoggia. Qui è facile trasformare quiete e solitudine in una particolare forma d’interiorità. Alberi e terra si inseguono nell’estendersi di lontananze imprecisate, in contesti atmosferici animati da una varietà di fenomeni luminosi che moltiplicano i piani della visione. I punti di riferimento sono campanili e case, isolati grumi abitativi dove è azzardato pensare di incontrare gente. “Siamo già stati visitati dai ladri”, ricorda a mo’ di monito un cartello, che è anche la traccia di un passaggio sgradito. L’asfalto si alterna allo sterrato, antichi insediamenti distribuiscono il loro silenzio in un mondo frondoso fino alla pellicola dei maceri da cui si eleva un estenuante coro gracidante. Zamboni fa lo scultore da una vita e da sempre è in guerra con gli stereotipi che imprigionano la mente di chi crede di sfuggire all’ovvietà del predeterminato consumando succhi di cerebralismo. L’artista prende oggetti, memorie e suggestioni letterarie a testimoni del proprio sguardo e della propria intensità espressiva. Ora è alle prese con un tema chiamato “Donare è vita”: nel giro di due anni deve realizzare mille sculturine da assegnare ai parenti di donatori d’organi. Ogni opera è una foglia di rame con base traforata, sigla di un dettato stilistico che si affianca a un popolo di figure disseminate un po’ ovunque. Non è infrequente imbattersi in squadre di mondine in bicicletta o in lavandaie distribuite lungo sponde di canali, personaggi di una quotidianità ormai lontana, gente fatta rivivere secondo un ricordo saldato con la fiamma ossidrica. Figure un po’ ovunque, ben definite con l’inclusione di novità espressive favorite anche dalla duttilità del materiale usato, che è

Due cavalieri in costruzione all’esterno della casa-laboratorio dell’artista, confinante con un lungo filare di pioppi, nella pianura bolognese.

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il rame. Da tempo il regno di Zamboni è in mezzo ai campi, in zone dove l’eco affannoso della città si stempera oltre i confini del cemento. Il suo ultimo centro operativo si trova a Sala Bolognese, in un angolo chiamato Bagno di Piano dove si è sistemato in un fienile trasformato in abitazione e studio: un’officina del pensiero, come ama chiamarla, a pochi passi da una chiesetta sconsacrata che intende trasformare in sala espositiva nonché istituzione culturale per giovani. Zamboni vive con Sara Bolzani, pure lei artista, conosciuta quando insegnava a Brera. L’impegno rivolto ai giovani è una costante, lo ricordano molte iniziative tra cui una mostra intitolata “Passaggi d’arte” organizzata a Casa Frabboni di San Pietro in Casale, sempre nella bassa bolognese. Ventiquattro gli autori e un pieghevole-invito con alcune considerazioni di Zamboni sul presente artistico. “Splendori, stranezze, orrori, schifezze e banalità trovano uguali precedenti illustri con fortune incredibili… Fare l’artista oggi è come prendere un biglietto alla lotteria. Non c’è differenza di merito fra chi vince e chi perde… Per ora, chiunque potrebbe essere invitato alla Biennale di Venezia. Non ci credete? Andate a vedere. Ritornerete senza alcuna paura di non essere all’altezza.” Nicola e Sara sono per il rigore esecutivo e per una manualità da svolgersi in sintonia con l’immaginazione. La realtà è quella che è, ha mille sfaccettature, ma è quella che si vede. Si tratta solo di non farne materia di semplice registrazione, di fare in modo che le cose rientrino in ciò che potremmo definire “illusione tecnica”, al di là di qualsiasi indugio concettuale o artifizio stilistico. Il vero è un punto di partenza da trasfigurare liberamente. I due sono autori di grandi composizioni, che sono viaggi nel tempo e nella classicità come le scene di battaglie che evocano racconti di Paolo Uccello, Leonardo,



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Una coppia artistica in un’officina neo rinascimentale. Nicola Zamboni è nato a Bologna nel 1943. Dopo un soggiorno in Inghilterra dove ha frequentato lo studio di Henry Moore, è tornato in Italia per fare l’assistente di Quinto Ghermandi all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha poi insegnato scultura a Brera e quindi nuovamente nel capoluogo emiliano. Ha realizzato opere monumentali per enti pubblici in Italia e all’estero. Nata a Monza nel 1976, Sara Bolzani ha concluso gli studi a Brera con una tesi su Nicola Zamboni. Sue opere si trovano nel Milanese, nella pianura emiliana, in Spagna, in Francia e a Creta. Oltre alla realizzazione di opere pubbliche, Zamboni e Bolzani lavorano a un progetto che prevede la realizzazione di trenta cavalli e cavalieri in battaglia, sorta di allegoria dei tempi che stiamo vivendo. Le opere, di grandi dimensioni, nel loro insieme sono denominate “Umanità”. Parte sono già state realizzate, parte sono in lavorazione nella casa-studio che i due hanno nella campagna bolognese. Si parla di officina rinascimentale aperta ad allievi e studiosi d’arte.

Sara Bolzani, compagna di lavoro e di vita dell’artista.

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TREKKING SULLE ORME

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DELLA FEDE

Viaggiare a piedi, attraverso boschi e piccoli paesi, ha sempre un fascino particolare. Un passo dopo l’altro, il “Cammino di San Vicinio” ci porta per oltre 300 km, tra Romagna, Toscana e Marche, sugli antichi sentieri calcati anche da San Vicinio e dai pellegrini a lui devoti, su strade e mulattiere caratterizzate dalla presenza di piccole e grandi chiese, cellette e maestà votive: un paesaggio unico ed

emozionante per chi cammina per vocazione, per chi cammina per scoprire luoghi suggestivi o, semplicemente, per chi marcia per passione. Per non perdere la via, ecco una guida suddivisa in quattordici tappe e otto tra deviazioni e collegamenti alternativi e con tutte le indispensabili indicazioni per soste di ristoro.

Il Cammino di San Vicinio è in vendita nelle migliori librerie e sul sito www.inmagazine.it Nome Rubrica / 71


Nicola Zamboni

De Steuben, Altdorfer. Masse in urto, lance e vessilli, cavalli e cavalieri, figure su cui Sara e Nicola si soffermano attentamente e da cui prende vita, sotto forma di nuova immagine, la meditazione su questo o quell’autore del passato. Uno dei maestri più consultati è sicuramente Leonardo, di cui vengono studiati i cartoni raccolti in un volume che peserà cinque chili. Particolare interesse è rivolto alle tavole che inglobano l’Adorazione dei Magi laddove, sullo sfondo, si formano e si inseguono, come per un moto svanente, uomini e folle di cavalli. Scene di tornei medievali, quindi declinazioni nel tempo per giungere a congiunzioni collocabili in un quadro rinascimentale; e via via, fino a toccare temi del presente in una commistione che annovera il dramma dei profughi, la fuga da terre sconvolte dalla guerra, il sofferto trasferirsi da un luogo all’altro, l’attraversamento di solitudini rappresentate da sabbie desertiche. I modelli a cui s’ispirano Sara e Nicola hanno il respiro lungo, chiave di volta di un esercizio che, dal dato naturale, sfocia nel senso dell’epica. Battaglie, rapimenti, eroi modellati nel rame, installazioni create lastra dopo lastra. Nicola lavora alacremente, ha tanti progetti, uno dei quali in divenire, nel senso di uno svolgersi arricchito nel tempo con la sistematica inclusione di nuovi soggetti. È un popolo ramato quello che lo anima e che ha chiamato “Umanità”. Un grande racconto dove l’epos si fa allegoria dell’esistere. Lotte tra uomini armati di lance e spade, il senso del potere e della sconfitta, l’alternarsi delle cose nel fatale riciclo degli eventi. Nella corte dell’officina del pensiero c’è un po’ di tutto. Cavalieri disarcionati, pezzi di plastica, rottami ferrosi, furgoni della Fiat, biciclette e una ruspa. Sul retro, in un punto più riparato, c’è una piscina che pare una lumiscente parentesi incisa in un piatto contesto, mentre i margini della proprietà sono delineati da un fossato da cui le rane, organizzata un’insistita schola cantorum, lanciano interrotte ondate di voci non sempre gradite. In un’ordinata radura c’è pure un’opera di Zamboni realizzata con lo spirito della grazia ricevuta. Un ex voto sui generis che raffigura un canneto e una giovane donna inseguita dalla morte. Così l’artista ha voluto rappresentare un momento drammatico della propria vita, è stato quando Sara, colpita da una grave affezione, ha rischiato di andarsene. La ragazza si è salvata in un modo che sa di miracolo. Così deve aver pensato Nicola. Comunque sia, la vita ha avuto la meglio sulla morte e lo scultore ha ringraziato la sorte con questo toccante, appassionato racconto sul rame.

Sopra, Nicola Zamboni al lavoro con la fiamma ossidrica su uno dei suoi cavalli. Sotto, figure umane e cavalieri, che compongono il suo popolo fatto di rame.

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QUESTA CASA NON è

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Vincenzo Cammerucci

VINCENZO CAMMERUCCI un signore di chef.

testo Mariavittoria Andrini - foto Gianmaria Zanotti

Marchigiano di nascita, romagnolo d’adozione, dal 1971 Vincenzo Cammerucci lavora a Cesenatico, dove da qualche anno gestisce il ristorante Lido Lido, cucinando piatti spesso originali, sempre a base di ingredienti di stagione e legati al territorio. Il risultato è allo stesso tempo essenziale e raffinato, come l’aria che si respira nel suo locale “stellato”.

Alto, slanciato, abbronzato. I capelli “sale e pepe” sapientemente lunghi e liberi, occhi chiari. Indubbiamente un uomo a cui l’età regala fascino. Sempre composto e misurato, è l’antitesi dello chef di maniera che appartiene all’inconscio collettivo. Eppure è uno chef, un signor chef, anzi, un signor cuoco, come preferisce definirsi, che da anni ormai si fregia dei riconoscimenti della critica e di un incondizionato successo di pubblico. Parliamo di Vincenzo Cammerucci, marchigiano di nascita “di Recanati, ci tengo sia scritto”, ma romagnolo, anzi meglio cesenaticense d’adozione: è infatti a Cesenatico che è approdato, dopo intense esperienze professionali presso diversi grandi. “Ritengo il mio maestro Gualtiero Marchesi - racconta. Da lui ho imparato veramente tanto e per me è ancora il numero 1 della ristorazione italiana.” In Romagna è approdato nel 1971. Qui, esattamente sul lungomare di Cesenatico, fra i due simboli della cittadina, Grand Hotel e porto canale, nel ’91, ha aperto il suo primo locale, il Bistrot Claridge. Qui ha inaugurato, cinque anni dopo, il Lido Lido, premiato con la stella Michelin nel 2001. Qui, soprattutto, ha “messo su famiglia” e radici. Un ristorante elegante e moderno quello di Vincenzo, fatto di vetrate luminose a ridosso del mare, tavoli apparecchiati con candide tovaglie di lino e impreziositi da vasi di cristallo dove

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Nome Cognome

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Vincenzo Cammerucci

la classica candela si appoggia a perle. Una cura del particolare raffinata e rilassante, che si ritrova anche nella preziosa cantina a vista. In estate, poi, si cena a bordo piscina per godere della brezza serale. La cucina di Vincenzo colpisce per la sua non univocità. Al Lido Lido si gustano piatti freschi, dove la materia prima di qualità viene esaltata grazie ad un misurato impiego degli ingredienti di ogni preparazione, scelti da una lista che lascia spazio al mare, ma non fa torto, affatto, alla terra. “È indispensabile rispettare la stagionalità dei prodotti e conoscere perfettamente cotture e abbinamenti degli ingredienti. Spesso improvviso ma so perfettamente quale sarà il risultato. Nel mio menu degustazione, ad esempio, non c’è la descrizione dei piatti ma solo il prezzo. Il menu varia a seconda di cosa trovo d’interessante la mattina al mercato. Sugli ingredienti costruisco poi il menu. Il cliente si fida e io cerco di dargli il meglio. Purtroppo non riesco ad accontentare tutti, sarebbe impossibile - continua. È già un successo se il 70% dei clienti esce soddisfatto. Io comunque ce la metto tutta.” Anni di studio, sperimentazione, prove. Una vita di passione, “perchè non puoi fare il cuoco se non hai la passione a sostenerti. Oggi la mia ricerca è improntata sull’essenzialità, tolgo per esaltare. Sembra semplice, in realtà è difficilissimo perchè non hai nulla che può coprire una cottura o un ingrediente non perfetto.”

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Vincenzo Cammerucci

A sinistra, polipo arrostito con cardamomo, agretti e pomodori confit. Sopra, millefoglie di pescatrice con guanciale croccante, fave e finocchietto.

Una cucina innovativa, ma sempre fortemente legata al territorio. Si ritrova nella grigliata di pesce, tipica della Romagna, che ripropone da anni nella sua lista ma che ha personalizzato arricchendo la classica panatura con un pane al tartufo nero e sistemando i tocchetti di pesce dell’Adriatico su uno spiedino arrostito poi su carbone vegetale e accompagnato da patate cotte nella cenere. Oppure nel polipo profumato al cardamomo al quale però toglie ventose e pelle per poi presentarle in una leggera e croccante cialda. Le sue origini marchigiane si ritrovano nella zuppa di ciliegie cotte nel vino di visciole accompagnata però da un gelato allo squacquerone (formaggio romagnolo purosangue) spolverato da un sale speziato. Piano piano si scioglie e, da buon comunicatore qual è, racconta. Della sua infanzia, dei nonni, della campagna, dei sapori. Gli occhi di un indefinibile grigio azzurro ripercorrono momenti impressi nella sua memoria di bambino. “La primavera, il profumo del sambuco, i cardi in umido con l’anatra, i vincisgrassi nei giorni di festa che non hanno nulla a che vedere con le lasagne romagnole, la libidine delle spuntature alla griglia. Ho ancora l’acquolina in bocca quando penso al granturco appena raccolto e immediatamente cotto. E poi i pesciaroli, che portavano il pesce in campagna almeno tre volte la settimana a bordo di un’Ape.”

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Vincenzo Cammerucci

Ne ha fatta di strada quel ragazzino! Ha affinato il palato, studiato tecniche, sperimentato cotture e abbinamenti, messo a punto una filosofia della cucina che non l’ha mai abbandonato e che l’ha portato, da giovane ristoratore - under 35 - a dar vita alla sezione romagnola dei Jeunes Restaurateurs Europeen (JRE) che raggruppa in Italia ed Europa i migliori nuovi talenti. Ne è ancora membro onorario. Registra programmi televisivi che vanno in onda tanto su canali tematici come Gambero Rosso Channel o Alice che generalisti, come Canale 5 e Rai. Insegna e tiene corsi per trasferire a tutti, giovani e meno giovani, il suo patrimonio di conoscenze ed esperienze. È fra i docenti di Alma, quell’autentica università della cucina che ha sede a Colorno, vicino a Parma, e che ha come rettore proprio Gualtiero Marchesi. Insegna ai giovani di San Patrignano, dove è membro nell’organizzazione di “Squisito!” e in diverse scuole alberghiere, ma anche nella cucina del suo ristorante. Un professionista a tutto tondo, moderno e al passo con i tempi. Sempre in movimento e assetato di stimoli. “Vivo con l’adrenalina in corpo. Amo questo lavoro. Non avrei potuto fare altro nella vita.” Dice Cammerucci. Guardandolo sorridere e camminare elegante, con la sua immacolata divisa, viene da pensare che forse sarebbe potuto diventare senza difficoltà anche un affascinante divo del cinema.

Zuppa di ciliegie cotte nel vino di visciole con gelato allo squacquerone e sale speziato. A fianco, lo chef impegnato nella preparazione di uno dei suoi piatti.

Tra conoscenza ed evoluzione. “Non saprei dare una connotazione alla mia cucina. Sono comunque un sostenitore dell’evoluzione. È indispensabile avere una profonda conoscenza delle materie prime e delle tecniche di trasformazione. Un cuoco al passo con i tempi ha il dovere di essere sempre aggiornato. Purtroppo questo concetto viene troppo spesso travisato, generando tanta confusione nell’opinione pubblica.”

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Vela: unico e originale. Come i nostri clienti. Un mobile Vela nasce unico, nel disegno, nel progetto, nella finitura. Come ogni mobile Stocco è curato in ogni dettaglio: impiallacciature Vero Legno, tinto nei colori più trendy, laccatura perfetta, cassetti capienti, massima modularità e lavabo, anche integrato, in tanti materiali. Versatile e unico: come i punti vendita selezionati, che lo propongono.

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Nome Cognome

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Nella valle del Reno

NELLA VALLE DEL RENO tra Bologna e Modena, in viaggio nella storia. Testo Riccardo Rolfini - foto Archivio Comunità Montana alta e media Valle del Reno

Sui monti che fiancheggiano il fiume che attraversa Bologna, sorgono tanti piccoli paesi che, oltre ad uno splendido paesaggio, hanno alle spalle grandi avvenimenti storici: da Pontecchio, paese natale di Guglielmo Marconi, fino a Monteveglio col monastero di Matilde di Canossa, passando per la necropoli etrusca di Marzabotto e i luoghi della Linea Gotica. Senza dimenticare una sosta gastronomica a Savigno, per assaggiare il tartufo bianco, e una pausa di benessere a Porretta Terme.

È una strada lunga 2.500 anni di storia, arte, cultura, musica e natura appenninica, sprofondata nei misteri e nelle novità del Terzo Millennio, parchi dell’avventura e centri benessere compresi. È la strada che da Bologna fiancheggia e risale fra mille curve il fiume Reno, prende il nome di Statale Porrettana e ci porta alla prima fermata obbligata, Pontecchio Marconi. Qui si affacciano sulla statale il Mausoleo, eretto da Marcello Piacentini nel 1941, e la sovrastante Villa Griffone, sede della Fondazione dedicata al genio della radio di cui, quest’anno, si celebra il primo Centenario dell’attribuzione del Premio Nobel per la Fisica. Si visitano entrambi i monumenti, come hanno fatto, qualche mese fa, i reali di Svezia che nel museo di Villa Griffone hanno voluto ripetere il famoso esperimento di radiotrasmissione, da un versante all’altro della collina. Guglielmo Marconi ricevette il Nobel esattamente cento anni fa da re Gustav V, bisnonno dell’attuale monarca Carlo Guglielmo XVI, che a Pontecchio ha ripercorso la storia della comunicazione via etere. Le manifestazioni del Centenario, iniziate a maggio con la settimana “Mille voci, mille suoni”, comprenderanno anche la prima assoluta, nella seicentesca Villa Griffone, di un musical incentrato sull’inventore della radio, che girerà il mondo fino all’anno prossimo, e la creazione di un itinerario che toccherà i luoghi del grande scienziato. Il tuffo storico seguente è… abissale. Pochi chilometri verso sud, sempre sulla statale 64, ci aspettano gli Etruschi. Marzabotto, città martire della barbarie nazista 65 anni fa, ospita i resti di una città di questi nostri progenitori. Si visita il ben tenuto museo “Pompeo Aria”, ricco di statue, steli, bassorilievi, bronzi e corredi funebri, e si esce all’aperto per la suggestiva passeggiata

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Nella valle del Reno

fra le strade della mitica “Misa”, fra resti di forni, fornaci, fonderie e case, fino alla Necropoli settentrionale, che si raggiunge lungo un percorso sopraelevato che supera la Porrettana. La visita vale da sola un pomeriggio. La zona archeologica è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 19, mentre il Museo ha orari 9-13 da martedì a giovedì, anche al pomeriggio gli altri giorni, lunedì escluso. Tornati sulla statale e continuando a salire, dopo Pian di Venola, sulla sinistra una strada porta in 6 chilometri al suggestivo Parco storico-naturalistico di Monte Sole, che affianca i luoghi dell’eccidio nazi-fascista del ’44 a boschi, campi abbandonati, pascoli riconquistati e vegetazione varia dove vivono cinghiali, caprioli, daini e alcuni cervi. Il Parco è compreso nella nuovissima guida della Regione Emilia Romagna Itinerando che illustra 110 iniziative, inaugurate a marzo e che proseguiranno fino a febbraio 2010. Si tratta di escursioni diurne e notturne per far conoscere questi luoghi incantevoli. Accanto alle tradizionali camminate sotto le stelle, alla ricerca della fauna selvatica, da non perdere la passeggiata di notte in un bosco di betulle, accompagnati dal suono di chitarra e violino, e quella per i bimbi dai 3 ai 7 anni che vivranno la magia di una fantastica avventura, guidati da Fata Clorofilla e dal Signore dei boschi. Dopo il “tappone” storico-naturalisco si riprende a salire, ma, all’ingresso di Vergato, dalla bellissima ed elegante piazza dominata dai palazzi sede dei Capitani della Montagna, svoltiamo a sinistra, e, attraversato il Reno, saliamo in 7 chilometri a Grizzana, per incontrare un altro “faro” del Novecento, quel Giorgio Morandi cui è dedicato il paese dove il “pittore delle bottiglie”

Ph. Fondazione G. Marconi

A sinistra, Villa Griffone, sede del Museo marconiano, e il sottostante Mausoleo; a destra, uno scorcio del suggestivo parco storico naturalistico di Monte Sole.

Parchi avventura tra Reno e Panaro. Sull’Appennino bolognese e modenese è l’estate dei Parchi-avventura. L’ultimo a entrare in funzione è stato, in giugno, quello di Montepizzo, a Lizzano in Belvedere sopra Porretta Terme, il primo senza barriere architettoniche quindi aperto anche ai disabili. Si fanno passeggiate aeree, percorrendo ponti tibetani e lanciandosi su liane. Le indicazioni sono anche in braille. Altri parchi-avventura sono l’Esploraria di Lame di Zocca, con arrampicate, voli fra gli alberi, asino-nido, “bosco magico”; il “Saltapicchio” fra i Laghi di Camugnano, con discese in canoa e rafting, e il Triton Park di Monghidoro. www.esploraria.it www.montepizzo.it www.parcoavventurasaltapicchio.it www.comune.monghidoro.bo.it

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passava lunghi periodi estivi a dipingere vivissime nature morte, che lo hanno reso celebre nel mondo. A Grizzana l’itinerario morandiano parte dalla casa di famiglia e si perde nelle stradine, nelle colline, fra ruderi e fienili celebrati dal grande pittore nelle sue opere, in parte ospitate nel Centro di documentazione e nel Museo presso la bella struttura colonica di Campiano. Tornati a Vergato e, quindi, sulla Porrettana, in 10 chilometri saliamo a Riola, dove ci attendono due grandi sorprese architettoniche. La prima è stata creata, al di là del fiume, dal famoso architetto finlandese Alvar Aalto una trentina di anni fa. È la parrocchiale di Santa Maria Assunta, rivestita in pietra di Montovolo e rame con copertura a vela. Dal 1978 è meta di architetti, fedeli e curiosi affascinati dalla struttura avveniristica e ammaliati dal contrasto con la circostante natura millenaria del luogo. A confermare la “originalità” del sito, sta in alto la bizzarra Rocchetta Mattei, fiabesco edificio di fine ’800, che unisce lo stile medievaleggiante a quello moresco in un gioco colorato e favoloso di pinnacoli, cupole e torri. Passata di proprietà alla Fondazione Carisbo, è attualmente un cantiere per mettere in sicurezza l’enorme complesso. Lasciata Riola in una decina di minuti di leggera salita, si raggiunge Porretta Terme, a 60 chilometri da Bologna. Centro di villeggiatura estiva fin dall’800, noto per i suoi “bagni” anche ai Romani, è frequentato sia per i Centri di riabilitazione e benessere che sfruttano le acque salsobromoiodiche, in alto, e sulfuree in basso, sia per il suo Festival “della musica dell’anima” che si tiene a luglio. La strada del ritorno è ancora la Porrettana, ma soltanto fino a Marano, dove si lascia la valle

A sinistra, il borgo medioevale di Scola, nei pressi di Grizzana; a destra, la Rocchetta Mattei a Riola, fusione di stile medioevale e moresco di fine Ottocento.

La gastronomia. In un territorio così variegato c’è veramente di tutto. Per orientarsi basta appuntarsi le date delle sagre estive ed autunnali per scegliere fra i funghi di luglio a Castel d’Aiano, il cinghiale di Gaggio Montano, i vini di Castello di Serravalle e dell’abbazia di Monteveglio il 10 agosto, la patata in settembre a Tolè, il 4 e 11 ottobre la Castagna a Zocca e a Tolè di Vergato, i tartufi in festa a ottobre e novembre a Vergato e a Savigno. Soste gastronomiche consigliate: a Palazzo de’ Rossi di Sasso Marconi, la Locanda del Castello propone menu settimanali e stagionali; a Savigno, il ristorante di Amerigo profuma di tartufi bianchi pregiati; a Porretta, il ristorante Caffè del Sole si basa sulla più gustosa cucina montanara bolognese; a Granaglione, sopra Porretta, infine una birreria artigianale offre la bevanda sia a base di farro sia di castagne del luogo.

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Nella valle del Reno

Ph. Archivio Comune di Porretta Terme

Reno per puntare su Castel d’Aiano, dove, tutto l’anno, è visibile un interessante plastico multimediale della Linea Gotica che sconvolse questi luoghi verso la fine della guerra. Si scollina fra paesaggi bucolici e calancosi per raggiungere Zocca, il paese natale di Vasco Rossi e, per una sosta rinfrescante e gastronomica, la vicina Montombraro. Qui un accogliente impianto di piscine e giochi d’acqua mitiga il calore estivo e induce alla successiva sosta a tavola in uno dei ristoranti del delizioso borgo modenese. Passeggiata digestiva, poi, fino a Le Lame, per godersi il singolarissimo Museo del castagno e del borlengo (leggerissima focaccia cotta su lastre di ferro e condita con ripieno di lardo ed erbe). La gastronomia territoriale è succulenta, da queste parti, e la prova la troviamo facilmente nella nostra successiva tappa, di nuovo nel bolognese, a Savigno, capitale del tartufo bianco, il più pregiato e protagonista di sagre autunnali indimenticabili. Fra i vigneti dei colli bolognesi, il ritorno in pianura punta verso Monteveglio, suggestivo borgo medievale, con ciò che resta del castello, la storica Abbazia millenaria, il monastero fondato da Matilde di Canossa ed abitato, fino a pochi anni fa, dalla comunità di don Giuseppe Dossetti. Il castello è aperto nei festivi fino a ottobre dalle 15 alle 19, la chiesa tutti i giorni, 6-12 e 15-19.30, il chiostro quattrocentesco nei festivi dalle 15 alle 17. Tutt’attorno, il Parco regionale, coi paesaggi più diversi, da quello brullo dei calanchi alle verdi colline ricche di vigneti, boschi e vegetazione rigogliosa. Da Monteveglio in 5 chilometri si raggiunge la Strada dei Castelli medievali a Pragatto, e da qui sia Bologna che Modena.

In alto, il centro storico di Porretta Terme. A fianco, da sinistra, la torre di Casigno a Castel d’Aiano e l’abbazia di Monteveglio, fondata da Matilde di Canossa.

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L’itinerario virtuale. www.marconicentenarionobel.it www.itinerandoemiliaromagna.com www.vallereno.provincia.bo.it. www.promoappennino.it www.vallibolognesi.it

Ph. Comunità Montana Unione Valle del Samoggia


Al centro del benessere Smes nasce dall’idea di realizzare una struttura sanitaria altamente specializzata, in grado di fornire risposte certe su alcune tra le problematiche più frequenti nel campo della salute e del benessere, grazie anche all’ausilio di tecnologie all’avanguardia. Attraverso percorsi personalizzati, il paziente viene guidato al raggiungimento di quell’armonia che nasce dal giusto equilibrio tra lo stato fisico e quello psichico, sempre con discrezione ed equilibrio. Questa è la nostra missione: puntare alla “umanizzazione” di una medicina in rapida evoluzione, pur mantenendo alta l’attenzione verso l’eccellenza dei risultati. Direttore sanitario Dr. Bruno Bovani Chirurgo plastico Docente presso il Master in Dermatologia Estetica dell’Università degli Studi di Firenze

Strada di Paderna, 2 Fiorina – Rep. San Marino Telefono: 0549-904646 Fax: 0549-954432 E mail: smes@omniway.sm

STUDIO DI MEDICINA ESTETICA SAMMARINESE



SCENOGRAFIE DI STILI. Ogni casa ci parla dei suoi abitanti: le scelte d’arredamento corrispondono inevitabilmente a scelte di vita. Così, il capanno affacciato sul Molo di Levante di Rimini racconta l’essenzialità e il desiderio di rifugiarsi in un’oasi di relax. L’antico palazzo di Strada Maggiore, a Bologna, esprime tutta la creatività dei propietari mentre l’attico affacciato sull’Adriatico ricorda con i suoi cimeli mete esotiche e grandi viaggi.

RIMINI: La voce del mare, BOLOGNA: Armonia di stili,

LIDO DI SAVIO: Attico vista mare, REGGIO EMILIA: Atelier P&B.


Accenti

Del Conca: il gres da esterni in casa. Rimini - Un nuovo reparto per Del Conca a San Clemente di Rimini. Qui, dopo i lavori d’ampliamento, sarà impiantata entro l’estate la nuova linea per produrre 1 milione di metri quadrati di piastrelle l’anno in gres porcellanato. Non si tratta del gres da esterno, in cui Del Conca è specialista, ma “una nuova gamma destinata a rivestimenti e pavimenti

per interni nel residenziale di alto livello spiega il CEO Enzo Donald Mularoni. Una soluzione elegante, durevole, d’attualità.” Il gres porcellanato è, dei materiali ceramici, il più resistente a usura, urti e macchie, e uno dei più performanti dal punto di vista estetico. L’utilizzo in interni trova un limite nelle tolleranze dimensionali del prodotto. Difficoltà che Del Conca ha superato, dotandosi di speciali macchine a controllo numerico per la rettifica del gres porcellanato, capaci di lavorare con tolleranze strettissime (al decimo di millimetro), e tecnologie d’avanguardia. Il Gruppo mira così a rafforzare la propria presenza in un mercato che nella sola Italia vale circa 500 milioni di euro. Nel triennio 2009-2011 Del Conca investirà, secondo le previsioni, circa 15 milioni in innovazione di prodotto e processo. Il Gruppo, che complessivamente impiega 520 addetti, è composto da tre poli industriali, tra Emilia-Romagna e San Marino. www.delconca.com

Edoardo Gellner, 100 anni di architettura. Cortina d’Ampezzo - Un’originale esperienza nel campo dell’architettura rurale in area alpina, rappresentata in una mostra presso lo spazio Alexander Girardi Hall fino al 19 settembre. “Edoardo Gellner 100 anni di architettura. Interni/Interiors” presenta un itinerario tra le sue opere più significative, con particolare riferimento al rapporto tra design e architettura in quelle realizzate a Cortina nel periodo delle Olimpiadi del ’56 e al Villaggio Eni di Corte di Cadore. Il percorso rappresenta un’inedita occasione di conoscenza dello straordinario patrimonio di materiali elaborati da uno dei pochi architetti italiani orientati verso una “architettura organica”. Disegni preliminari, modelli di studio, schizzi, appunti, fotografie, esecutivi provenienti dal Fondo Gellner, donato all’Archivio Progetti dell’Università IUAV di Venezia, sono esposti insieme a materiali video sull’architetto e la sua attività, tra cui un raro documentario sul Villaggio

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di Corte di Cadore, proveniente dall’Archivio storico Eni: la sua opera più importante, unanimemente riconosciuta, realizzata tra ’54 e ’63 su commissione di Enrico Mattei. Nel corso del 2010, un progetto ampliato della mostra sarà esposto al MAXXI di Roma. Attivo anche un sito per le celebrazioni del centenario della nascita dell’architetto: www.edoardogellner.org

Dolcefarniente firma il Prestige Village. Porto Cervo - Dopo il successo del Deluxe l’azienda di Fano che produce arredi outdoor e indoor continua ad essere protagonista in Costa Smeralda arredando il Prestige Village. Dal 10 al 15 settembre la Marina di Porto Cervo si trasformerà in un centro benessere dove ospiti esclusivi, possessori della Village Card, potranno vivere veri momenti di relax. All’interno di questa cornice inedita, Dolcefarniente renderà esclusive le zone relax e wellness con nuove proposte d’arredo della collezione outside&in. Per l’occasione, un layout ad hoc: chaises longues Formentera in tessuto sling e sdraio Ischia, mentre per la zona lounge divani Bahia, pouf Melange e tavoli Bilù. Qualità e ricerca dei particolari, sportività e benessere legati al lusso e all’eleganza sono ciò che rende unici gli arredi Dolcefarniente for Prestige Village. www.dolcefarniente.com

ASTOR premiata al Salone del Mobile. Milano - In occasione del Salone dello scorso aprile, Astor Poltrone e Divani di Forlì ha ricevuto un riconoscimento per i 40 anni di ininterrotta partecipazione all’evento fieristico. Un premio alla fedeltà per un’azienda che, pur nel momento difficile del mercato, prosegue nella continua ricerca di nuovi sbocchi commerciali. Questo è sicuramente motivo d’orgoglio per la famiglia Valmori: oggi il fondatore dell’azienda ha passato il testimone ai figli, ma rimane presente a portare avanti la tradizione di famiglia a Forlì. www.astorpoltronedivani.it


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La voce del mare

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La voce del mare

LA VOCE DEL MARE al Molo di Levante di Rimini, parla la natura... Testo Monica Gasperini - foto Mario Flores

Un’attenta ristrutturazione ha trasformato questo capanno da pesca in un rifugio accogliente, caratterizzato da ambienti semplici ma eleganti che si integrano perfettamente con il mare e la natura circostanti.

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La voce del mare

Scrutando l’orizzonte da questa “casa”, costruita alla fine dell’800 sul molo di Rimini, si scorgono un faro, la schiuma bianca delle onde che si frangono sulla costa, il nastro lucente della sabbia e, a perdita d’occhio, l’azzurro-verde dell’Adriatico. Qui il mare è parte integrante del mondo domestico. Non sono molti i luoghi che trasmettono in modo così spiccato e immediato la sensazione dell’immensità, osserva il padrone di casa, noto imprenditore riminese, che ama guardare il sole che sorge e le tempeste che da lontano avanzano verso la terraferma di questa dimora assolata dove ogni stanza si affaccia sul paesaggio. Un uomo dalla grande vitalità e un carattere aperto e comunicativo, così come il luogo che ci accoglie: “generoso”, esprime il desiderio ed il piacere di ospitare, di raccontare e di aprirsi agli altri. Il capanno, seppur sia usato saltuariamente, rappresenta un’oasi personale di pace e relax, dove rifugiarsi, prendersi cura delle bellissime piante di lantana, di oleandri e altre specie, ricaricarsi e trovare nuove energie. Il capanno da pesca: classicamente discreto, equilibrato nelle proporzioni, corretto nelle armonie e nei colori, completamente ristrutturato

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La zona soggiorno, con le grandi finestre, il tavolo in legno, le sedie e i divanetti in tessuto chiaro.


La voce del mare

La camera da letto padronale, arricchita dall’arazzo di Mimi-Serantini e dalle lampade di design.

nel 2001 nel pieno rispetto del genius loci, fa da cornice a pezzi di design d’autore, ad altri di famiglia e a lampade di ricerca, non alzando mai la voce. L’arredamento è stato curato da Graziella Biagetti di Biagetti Arredamenti di Santarcangelo di Romagna. Non c’è nessun contrasto cromatico, nessuna stonatura, nessun azzardo, ma una rigorosa compostezza che non va mai sopra le righe. Tutto qui parla il linguaggio del bon ton trasposto nell’ambito dell’interior design che procede senza scossoni e dà vita a una serie di soluzioni piacevoli, dove è protagonista il senso della misura. La zona soggiorno è un punto di osservazione privilegiato che si spalanca al sole, alle brezze ed al paesaggio, caratterizzata da un grande tavolo rettangolare in legno circondato da sedie rivestite in tessuto chiaro, da un mobile a parete sempre in legno e da un angolo relax con divanetti. Un’ala adiacente al soggiorno comprende la camera da letto, con il grande arazzo posizionato sopra la testata opera di Mimi-Serantini del 1954 e il bagno padronale, mentre la camera ospiti, il bagno comune ed i locali di servizio sono dislocati sul retro. La cucina e la zona pranzo, più raccolta e intima, compongono una seconda

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La voce del mare

ala sull’altro versante del capanno rispetto alla zona notte: l’area pranzo si colloca leggermente più in basso, in continuità con la loggia che dà a chi guarda la sensazione di galleggiare. Infine, il luogo sacro del capanno: la stanza dedicata alla pesca e la sua rete con sistema di sollevamento a tamburo verticale e arrotolamento delle funi, anticamente azionato con argano a mano e da tempo motorizzato grazie al progetto studiato dall’ingegnere bolognese Stefano Sarti. Questo metodo è unico nel suo genere, in quanto tutti i capanni annessi a sistemi da pesca sono a bilancia fissa. Nell’Ottocento si trovano testimonianze certe dell’esistenza dei capanni quando la pittura comincia a scoprirli come elemento che caratterizza il territorio delle acque interne o dei porti-canale. Lo dimostra il dipinto di Giovanni Gaetano Galeazzi (Milano 1870 - 1938) trovato dal proprietario da un antiquario riminese e presente in soggiorno. A fine Ottocento e nei primi decenni del Novecento l’uso delle reti da sollevamento nei moli, nei canali e anche nelle imbarcazioni da pesca è inoltre testimoniato dalle tante fotografie che si ritrovano negli archivi e nelle gallerie d’arte.

Vasi fioriti abbelliscono con eleganza l’esterno del capanno affacciato sul mare di Rimini.

“Biografia” dei capanni. Nel Novecento i capanni da pesca hanno conosciuto un periodo particolarmente vivace; dapprima rifugio per strumenti e persone nelle operazioni di caccia, pesca e lavori di bonifica nelle zone di valle, dal dopoguerra si sono sempre più trasformati in luoghi di svago, incontro e socialità. Il capanno si è quindi evoluto insieme alla gente, diventando un luogo vivo in cui le persone amano andare per stare nella natura, in compagnia con la famiglia, gli amici, per passare il tempo pescando e preparando cene a lume di candela, sospesi nella notte, tra la lieve musica del mare e le morbide ondulazioni argentate della luna.

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Armonia di stili

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Armonia di stili

ARMONIA DI STILI interni di design in un palazzo del ’500. Testo Federico Mastrorilli - foto Margherita Cecchini

Nel cuore della città di Bologna, le antiche mura affrescate del grande appartamento dello stilista Jerry Tommolini racchiudono al loro interno elementi d’arredamento moderni e di design affiancati da opere d’arte contemporanea. Un risultato accogliente ed estremamente curato.

A pochi passi dalle due torri di Bologna, lungo i portici della vociante Strada Maggiore, un palazzo seicentesco racchiude in sé un’oasi di silenzio e pace ideata dallo stesso proprietario, Jerry Tommolini, affermato stilista di moda beach wear con una grande versatilità per l’arte e l’architettura, il quale con il sapiente aiuto degli architetti Elena Brigi, Enzo Cassarino e Manuela Magnani anche per gli interventi di consolidamento delle fondamenta del ’500 ha scelto questa come sua dimora, nel pieno centro della città. L’antico portone in legno con l’atrio voltato lasciano che la vita della strada non intacchi la tranquillità di questo appartamento di quattrocento metri quadrati unico nel suo genere, essendo in grado di coniugare la storia dei suoi muri all’intrigante modernità e ricercatezza degli arredi e dei nuovi spazi costituiti. Così la zona giorno si affaccia sulla corte interna, arricchita dal caratteristico colonnato, attraversata dalla luce che irrompe senza indugi nei suoi volumi, invitando con semplicità a vivere entrambi gli ambienti. Fin da subito si percepisce che il clima accogliente della casa, unito alla bellezza strepitosa dei suoi interni curati nel dettaglio, non mette a disagio gli ospiti, anzi li esorta ad entrare e condividere, senza timori reverenziali, l’armonia e la raffinatezza del luogo. Il pavimento in marmo di Carrara e Rosso Verona che si scorge appena entrati, opera di

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Armonia di stili

un restauro avvenuto negli anni ’70 da allievi di Carlo Scarpa, accosta in modo esemplare le sue tonalità con quelle degli affreschi delle voltine ottocentesche riportati in vita per volere dello stesso Tommolini. “Anche il soppalco era completamente differente quando iniziai il mio progetto - afferma Jerry - e la forma fluida caratteristica del pianoforte a coda è stato un gesto intuitivo, che è servito a spezzare il rigore dell’ambiente seicentesco, pur mantenendo le proporzioni necessarie.” I listelli in plexiglas che perimetrano lo sbalzo del soppalco creano una cornice impercettibile con il vuoto sulla sala, immergendosi senza ostacoli nel doppio volume interamente affrescato e arricchito da oggetti d’arte e design. L’effetto che si ottiene è sbalorditivo: la fluidità della linea del soppalco crea un’area sottostante che diventa la zona pranzo, occupata da un tavolo circolare progettato dal proprietario e, allo stesso tempo, nella parte superiore diventa lo studio dove potere comodamente vivere il doppio volume del salone che si apre alla vista. Le curvature della scala composta da gradoni in marmo saldamente ancorati alla parete sembrano fluttuare nel vuoto, essendo essi stessi oggetti d’arte di grande forza plastica. Tramite una cesura nella parete alla fine della scala si accede, poi, alla camera da letto padronale. Stucchi, decorazioni in gesso e pareti divisorie creano l’intimità dovuta del luogo, che ha nell’eccentricità la sua arma forte: idromassaggio, doccia, palestra e un ampio spogliatoio sono racchiusi in nicchie murarie e vetrate opache.

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In apertura, la zona giorno affacciata sulla corte interna; sotto, due dettagli della stessa sala: il soppalco sinuoso e le volte ottocentesche affrescate.


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Palazzi del ’500 a Bologna. Gli edifici eretti nel XVI secolo segnano un momento importante per Bologna. In quell’epoca, infatti, essa appare un grande cantiere grazie alla ricchezza di quel periodo storico, dovuto anche all’incoronazione di Carlo V da parte di Clemente VII in San Petronio. L’Università permette ai bolognesi di insegnare a tutta Europa, portando una ventata “internazionale” all’interno delle mura. Viene creata piazza Nettuno con l’eliminazione di qualche portico e le strade sono ampliate per permettere una migliore circolazione. Questa fervente voglia di primeggiare che si respira tra la borghesia porta alla costruzione di edifici con materiali di nuovo utilizzo come la pietra e il laterizio per le facciate, mentre il cotto quattrocentesco è abbandonato. I pilastri lignei che sorreggono i portici, segno caratteristico della città assieme alle torri, vengono sostituiti con colonne lapidee. Una delle vie principali di questo cambiamento edilizio è proprio Strada Maggiore, passante sull’antica via Emilia, collegamento primario con la Romagna e Roma. Possiede un tono signorile e tra i suoi edifici vanta costruzioni di ogni epoca e rango sociale. Le facciate si susseguono aritmicamente e si possono notare paramenti murari intonacati, colonne doriche in pietra, eleganti trabeazioni in arenaria, frontoni curvilinei e triangolari alternati, cornicioni con medaglioni e rosoni.

Complementi di design sul soppalco bordato da una balaustra in plexiglass.


Armonia di stili

A fianco, a sinistra, alcune opere d’arte nella zona giorno: elemento in vetroresina con proiezioni video di Tony O’Flair e, sullo sfondo, quadro di Debora Hirsch. A destra, scorcio della camera padronale riflessa sull’armadio a specchio. Sotto, Jerry Tommolini al tavolo da lui disegnato con, dietro, la scala di gradoni incastonati al muro.

Da un altro taglio nel setto si può scorgere la cucina al piano terra, opera di Eusebi arredamenti. Un’isola centrale attrezzata divide la funzionalità degli spazi: da una parte tutti i componenti elettrici, dall’altra un’ampia parete divisoria arricchita da decorazioni floreali a foglia d’oro nasconde cassettoni e persino un passaggio di collegamento con gli ambienti dei domestici. “Ho voluto che la cucina fosse principalmente funzionale e all’altezza di soddisfare le mie esigenze di cuoco - prosegue Jerry - senza però mai perdere di vista la bellezza estetica e la fluidità degli ambienti. La difficoltà maggiore per un progetto come il mio deriva dal suo fine ultimo, quello cioè di rimanere slegato dal concetto di moda e potere ambire ad essere sempre unico e duraturo nel tempo.”

Arte e design all’interno della casa. Nella zona giorno: sofà di Fendi Casa, divano Neoz di Philippe Starck per Driade, pouf in pelle Ishi Design di Naoto Fukusawa per Driade. Baule Louis Vitton fine ’800 con installazione di Bill Viola sopra il baule. Elemento in vetroresina con proiezione video di Tony O’Flair. Quadro di Debora Hirsch. Sul soppalco: divano Fendi Casa, poltrona e poggiapiedi Up5 e Up6 di Gaetano Pesce per B&B Italia, lampada Lounge Gun di Philippe Starck per Flos. Nella zona pranzo: tavolo disegnato da Jerry Tommolini e sedie provenienti da Bali. Console in wengè Eusebi Arredamenti con quadro di Marcello Iori. Camera da letto: parete divisoria Paesaggi Italiani di Massimo Morozzi per Edra. Cucina: Eusebi Arredamenti.

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Rimadesio / collection

V i a l e S a l i n a t o r e , 5 7 - 4710 0 F o r l ĂŹ - Te l . 0 5 4 3 3 4 5 5 8 - F a x 0 5 4 3 3 5 24 3 - m i n o t t i t e n d e n z e @ f a s t w e b n e t . i t


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ATTICO VISTA MARE

dettagli esotici a Lido di Savio. Testo Matteo Tosi - foto Luca Massari

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Attico vista mare

“Vista Mare” è una dichiarazione di intenti, uno slogan che riassume in sé e condensa esperienze d’impresa, vita vissuta e life style di Massimo Natali, imprenditore della costa romagnola di cui visitiamo uno spazio abitativo inconsueto ed originale. Forse è un attico, forse è un loft, di certo è posto all’ultimo piano, in cima al “Vista Mare Suite”, hotel design di Lido di Savio, nato dall’intenzione di esprimere sulla spiaggia la stessa filosofia gestionale che ha fatto del Papeete Beach degli anni ‘90 prima, e poi del Caffè della Rotonda (col suo ristorante Zafferano), il meeting point più trendy e raffinato di Milano Marittima. E con l’hotel condivide spazi, atmosfera e l’intenzione, dichiarata, di essere orientato e proiettato verso il mare, con una attitudine e una modalità che deriva dalle esperienze di viaggio e di soggiorno in località di mare di tutto il mondo, in cui all’esperienza della vacanza si associava la curiosità dell’imprenditore. Dalla “Voile Rouge” anni ‘80 di Saint Tropéz, a Miami, a Cape Town, a Punta del Este, capitale del turismo di elite uruguaiano, al nord Africa di Marrakesh, alle Mauritius, con ancora fresca nella memoria l’immagine di quel cameriere che sembrava camminare

In apertura, il soggiorno con le grandi vetrate, affacciato sull’Adriatico. Qui sotto, un altro angolo del soggiorno con soffitto curvo in abete sbiancato.

Punta del Este, Uruguay. Tra le località vacanziere più “in” del sud America ricordate da Massimo Natali c’è Punta del Este, frequentata dagli uomini d’affari più importanti di Brasile, Argentina, Venezuela e Uruguay oltre a parecchi yankees. Posta nel punto più ad est del paese, si raggiunge da Montevideo percorrendo la “ruta panoramica” che attraversa boschi, costeggia l’Atlantico, s’inerpica sulle colline. Punta del Este ha le migliori spiagge della costa atlantica sudamericana: la sabbia è bianca, fine, anche fosforescente. La sua costa è identificata in “Brava” per quella a diretto contatto con l’oceano, in “Mansa” quella che si affaccia sull’estuario del Rio de la Plata. Il periodo migliore per visitarla va da metà dicembre a metà marzo quando la temperatura media si mantiene attorno ai 28°C e i venti provenienti dall’Atlantico sono miti. Negli altri mesi la temperatura media è di 18/20°C e le precipitazioni piovose sono moderate. Molto esclusive le feste organizzate ogni estate, a bordo delle piscine di prestigiose ville sull’oceano e raccolgono personaggi della moda e dello spettacolo da tutto il sudamerica.

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Attico vista mare

Mosaico Contemporaneo.

sull’acqua... Questi luoghi ed altri riferimenti culturali come gli hotel di Philippe Stark (il Delano di Miami, il Sanderson a Londra oppure il Pianeta Faena di Buenos Aires), hanno contribuito a creare lo spirito tanto della nuova struttura ricettiva e balneare che dell’appartamento padronale. Le due realtà, casa e hotel, si rispecchiano e si compenetrano: il fatto di vivere in albergo fa dei suoi clienti degli ospiti che condividono la casa, in una sorta di reinterpretazione del bed & breakfast in versione esclusiva. Lo scopo: “fare che i clienti si sentano un po’ a casa mia e molto a casa loro”, spiega Natali. Tutti gli spazi dell’hotel, a cominciare dalle sue suite, la lobby con l’american bar come il ristorante aperto anytime o la piccola ma completa spa, guardano verso il mare, dove la piscina di acqua salata con sale di Cervia, il cui bordo si confonde con l’orizzonte del mare e i morbidi king size bianchi sulla sabbia, ospitano le attività di sera sulla spiaggia, uno show dinner con consolle a bordo piscina (audio sotto controllo naturalmente) luce soft, cucina a base di pesce e una ottima cantina, per dare emozioni “enoaudiogastronimiche”. Allo stesso modo gli spazi abitativi più importanti agli ultimi piani sono affacciati sull’Adriatico e con esso dialogano, lasciando entrare dalle pareti a tutto vetro, senza quasi filtrarla, la luce di nord est. All’attico, nella stanza padronale questa luce s’infrange, fin dalle prime ore dell’al-

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L’idea originale di Sicis? Il primo passo l’ha fatto quando, nel 1987, ha deciso di dedicarsi al mosaico con l’obiettivo di trasferirlo dal limbo della storia all’era contemporanea. Il secondo passo è stato - ed è - quello di vederlo non come semplice prodotto da rivestimento, ma come strumento di comunicazione, espressione di tendenze, mode, stili di vita… Per Sicis le superfici sono da ‘allestire’, da trasformare in icone portatrici di segni e linguaggi del nostro tempo. E le tessere di mosaico, più di qualsiasi altro “mezzo”, se ne fanno interpreti, unendosi in infinite combinazioni cromatiche e decorative, disegnando i contorni dell’architettura e degli spazi del vivere e dell’abitare, concepiti come “occasioni” per performance artistiche cariche di suggestione, preziosità, espressività. A questa versatilità si unisce la creatività tutta italiana, che tocca la sfera delle sensibilità estetiche e dello stile, ma anche la profonda conoscenza dei materiali e l’irrinunciabile volontà di sperimentare, andare oltre: se le possibilità estetiche spaziano in ogni direzione, per una stesura del mosaico che pare artigianale, morbida come tessuto, è grazie ad una capacità progettuale che tocca, prima di tutto, gli aspetti tecnico-produttivi, dove la ricerca si spinge nei territori della tecnologia d’avanguardia e del know-how… è su questo che Sicis ha puntato per dare risposte d’eccellenza e presentare prodotti dalla inimitabile matericità. www.sicis.com



Attico vista mare

ba, su una testata letto in mosaico oro di Sicis, dettando così il ritmo della giornata. Il pavimento in grès bianco e lo specchio in argento antico e osso di cammello restituiscono l’atmosfera di quel nord Africa da cui lo specchio giunge. In soggiorno, sotto la copertura curva in abete sbiancato, simile all’interno dello scafo di una nave capovolta, domina Intrigo, divano profondissimo in iguana perlata di Fendi Casa, con alle spalle la grande libreria in cartongesso e alle pareti le foto di viaggio da tutto il mondo. Al 6° piano un altro spazio di soggiorno accoglie chi visita la casa; alla prima occhiata, attraverso la vetrata scorrevole che dà sul terrazzo si ha l’impressione di viaggiare su uno yacht diretto in Croazia; in terra una zebra vera proveniente da un recente viaggio in Sudafrica, divano di B&B Italia, una lounge chair in palissandro firmata Charles Eames, lampade di Viabizzuno e Flos, porte imbottite e rivestite in iguana di Fendi; una dominante di colori bianco-sabbia che ha il suo perché nell’amore per Marrakesh e il nord Africa. Da uno scorcio attraverso la piccola cucina passante in nicchia si intravede il bianco tavolo inconfondibile di Eero Saarinen con le sedie tulip chair. Nei bagni mosaici di Sicis e sanitari di Flaminia. Non tutti i pezzi d’antiquariato dal mondo hanno trovato posto in casa; e allora hanno contribuito a creare l’atmosfera etno-minimal degli spazi di soggiorno dell’albergo in una sintesi della filosofia dell’abitare e dello spirito imprenditoriale del padrone di casa e della sua famiglia.

Nella pagina precedente, panoramica sulla piscina salata e sulla spiaggia del “Vista Mare”. Dall’alto, la cucina passante con sullo sfondo la sala da pranzo; camera padronale con la testata del letto in mosaico d’oro; Massimo Natali in soggiorno.

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Atelier P&B

ATELIER P&B

la sostenibile leggerezza del metallo. a cura di Elisa Montalti

“La ricerca progettuale di Paolo Benevelli si caratterizza nella riduzione del prodotto all’essenzialità ma mai ad un minimalismo asettico, così come nel suo lavoro è sempre rintracciabile l’attenzione verso la funzionalità, senza lasciarsi più di tanto suggestionare dall’ergonomia. Al contempo egli s’interroga, con dosata ironia, sul rapporto del progetto con l’archetipo tipologico e formale consolidato del prodotto, un processo che porta i suoi oggetti a divenire dei geroglifici, delineando spazialmente un nesso tra forma e funzione, degli stilemi ben temperati, dove la peculiarità dei materiali occupa, nell’insieme, un ruolo esplicito e significativo. (…) Tutta la produzione progettuale di Paolo Benevelli è caratterizzata da una costante - la percezione della leggerezza - raggiunta per lo stile asciutto delle forme e da una sintesi, che si esprime in una ‘calligrafia formale’ personale riconoscibile e comunicativa.” Questo l’incisivo ritratto di Paolo Benevelli espresso dall’architetto e design israeliano David Palterer. Gli oggetti di Paolo Benevelli mostrano, infatti, un linguaggio semplice ed elegante, una essenzialità costruita e ricercata, nelle forme e nei materiali. Sfruttando la duttilità del metallo e la resa plastica d’innovative forme imbottite, ha disegnato e prodotto librerie componibili, sedie sovrapponibili, poltrone e divani con struttura smontabile e schienale regolabile o fisso, sedute con appoggio flessibile, tavoli e gli apprezzatissimi sostegni in acciaio inossidabile a specchio o verniciato. Nella famiglia dei divani e poltrone Spelt la struttura smontabile in acciaio

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verniciato è messa in evidenza rispetto all’imbottito in poliuretano espanso e fibra poliestere e con rivestimento sfoderabile in pelle o tessuto; lo schienale offre inoltre inclinazione fissa o regolabile in cinque posizioni. Questa collezione presenta una sorta di unità base aggregabile e una serie di varianti che derivano da questo modulo e dalla diversa applicazione di schienali, braccioli e accessori. Nella libreria componibile Onda con struttura e ripiani smontabili in acciaio verniciato, la costruzione metallica appare assolutamente eterea e in sorprendente equilibrio, capace di trasformarsi in leggera architettura spaziale grazie all’accostamento di diversi moduli. Il concept della “lampada da tavolo” è invece reinventato nella SB che recupera l’elemento fondante - la lampadina (qui a risparmio energetico 75-100 Watt) - con cui Paolo Benevelli gioca, ponendola dentro a un vaso in vetro naturale trasparente oppure sopra a un treppiede metallico, eliminando sovrastrutture o orpelli. Tra gli altri prodotti, le sedie Alvar sovrapponibili con o senza braccioli e con struttura in lega d’alluminio lucidato o verniciato, i tavoli e tavolini con struttura smontabile e ripiani in cristallo trasparente, le sedute Restalb con schienale flessibile. L’attività progettuale e creativa di Paolo Benevelli è stata anche oggetto di importanti mostre, tra cui nel 2008 la personale “Le possibilità espressive del metallo” nella Galleria Artecontemporanea 8,75 a Reggio Emilia (il suo atelier è a Scandiano) mentre sono attualmente in corso di definizione altre due mostre importanti per la fine dell’anno a Milano, la capitale del design. www.paolobenevelli.com

In alto a sinistra, seduta Restalb con schienale flessibile. Qui sopra, la libreria componibile Onda; sotto, divano Spelt.

Paolo Benevelli. Designer italiano, è fondatore e art director del marchio P&B dedicato a produzione, design, interior design, showroom, in Italia e all’estero. È il metallo il protagonista della ricerca comunicativa di Benevelli, rivolto anche ad altre sperimentazioni e a nuove sfide creative. Le sue produzioni si distinguono per un approccio innovativo, a metà tra l’artistico e l’industriale, la cui validità è stata riconosciuta anche dal maestro del design Alessandro Mendini.

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Soluzioni innovative con eco-malte all’acqua per esterni e interni. Antica lavorazione del Cocciopesto, pavimenti, piani cucina, gradini, ecc.. Pavimenti in legno antico, Parquet in Bamboo, pietre naturali, Materiali naturali per la Bio-Architettura, mosaico in cocco, arredamenti d’interni, tappeti, cuscini, pouf e complementi. Bio camini, oggetti in bronzo e marmo di recupero, tele e sculture d’arte moderna.


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Milano Marittima, Enoteca Pinchiorri di Firenze, Cracco di Milano, La Francescana di Modena, Perbellini di Verona, Lorenzo di Forte dei Marmi. Una rivista al passo con i tempi come Premium non poteva mancare su Internet: www.inmagazinepremium.it è il sito su cui si può sfogliare on line ogni nuovo numero, con tutte le comodità consentite dalle nuove tecnologie. Inoltre, grazie a una mailing list di oltre 100.000 iscritti la rivista viene inviata direttamente, tramite posta elettronica in formato digitale, ad un amplio bacino di lettori in target e in continua crescita. Per ricevere in abbonamento “IN Magazine Premium”, nella forma cartacea o on line, contattare: Edizioni In Magazine Via Napoleone Bonaparte, 50 47100 Forlì Tel. 0543.798463 Fax 0543.774044 www.inmagazinepremium.it inmagazinepremium@menabo.com