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Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 23/11/1998 n. 27 - E 3,00

Cesena w w w. i n m a g a z i n e . i t ®

Anno XV - N. 4 - OTTOBRE - NOVEMBRE 2012

Guerrini

Catia

Reinventarsi artigiani globali

Lisa Casali Ricette in salsa Eco Massimo Bulbi Provincia di Romagna Sadurano Sguardi sulla collina


w w w. s a l a r o l i . i t


Sommario

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4 Annotare Brevi IN 16 Essere Lisa Casali 22 Produrre Catia Guerrini 28 Amministrare Massimo Bulbi 32 Raccontare Gino Stacchini 36 Visitare Sadurano 42 Aiutare Don Dario Ciani

| EDITORIALE di Andrea Masotti |

Gastronomia in primo piano per questo Forlì e Cesena IN Magazine, declinata da due primedonne della cucina. Risparmio energetico e alimentare sono al centro dell’intervista all’ecoblogger Lisa Casali, mentre Catia Guerrini si fa portavoce di sapori tradizionali propri dell’identità di Romagna. Di Romagna declinata in Provincia ci parla Massimo Bulbi, presidente dell’amministrazione provinciale di Forlì-Cesena, seguito dalla storia di un romagnolo, Gino Stacchini, passato dai campi di calcio con la maglia della Juve alla poesia dialettale. Ci spostiamo a Sadurano per una passeggiata autunnale in collina incontrando anche don Dario

Ciani, promotore della Comunità di recupero e autore di un libro sulle carceri con Michele Leoni e Roberto Zoli. L’enologo Riccardo Castaldi e i produttori Claudio Fiore e Veruska Eluci illustrano i risultati della vendemmia 2012, caratterizzata da un clima particolare. Parliamo quindi di architettura con una casa immersa nel verde della campagna cesenate, mentre nelle rubriche incontriamo Gabrio Gentilini, protagonista del musical “La febbre del sabato sera”, Saverio Scozzoli e il suo libro “Filippide il maratoneta”, la 54esima edizione del Premio Campigna e il social network Foursquare, presentato da Alessandro Zaccheroni.

Stampa: Graph S.N.C. - San Leo (RN)

Ufficio commerciale: Gianluca Braga, Sabrina Marin

Direttore Responsabile: Andrea Masotti Redazione centrale: Roberta Brunazzi, Serena Focaccia Progetto grafico: Lisa Tagliaferri Impaginazione: Marica Graziani, Sabrina Montefiori Controllo produzione e qualità: Isabella Fazioli

Collaboratori: Annalisa Balzoni, Barbara Baronio, Filippo Fabbri, Serena Focaccia, Alessandro Gatta, Sabrina Marin, Francesca Miccoli, Matteo Ranucci, Rosanna Ricci, Alessandro Rossi, Giorgio Sabatini, Alessandro Zaccheroni, Gianmaria Zanotti. Chiuso per la stampa il 16/10/2012 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

46 Raccogliere Vendemmia 2012 52 Abitare La casa in collina 58 Recitare Gabrio Gentilini 60 Correre Saverio Scozzoli 62 Creare Il Premio Campigna 64 Navigare Foursquare 66 Scegliere Shopping

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Edizioni IN MAGAZINE S.R.L. Redazione e amministrazione: Via Napoleone Bonaparte, 50 - 47100 Forlì tel. 0543.798463 - fax 0543.774044

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Tecnologia ed energie rinnovabili per Apofruit Cesena - Un maxi impianto fotovoltaico da 1 mega nello stabilimento di Forlì e una nuova linea per la calibrazione delle mele in acqua a Cesena: sono gli investimenti in tecnologie ed energie rinnovabili approntati da Apofruit. Il Gruppo ha attuato un investimento di 2 milioni di euro per la realizzazione, sui tetti dello stabilimento Apofruit di Forlì, di un maxi impianto fotovoltaico da 1 Megawatt di potenza e la bonifica di 6.500 metri quadri di amianto. Con questa installazione, realizzata dalla controllata APO ENERGIA, joint venture tra Apofruit e Opera Energia, la potenza complessiva installata nei 7 impianti posti sui tetti degli stabilimenti della cooperativa raggiunge i 4,4 Megawatt, per un investimento complessivo di 12 milioni. Sul fronte delle strutture di lavorazione nello stabilimento di Pievesestina di Cesena, invece, è stato installato un nuovo ed innovativo impianto per la calibrazione delle mele, con trasporto dei frutti in acqua a sei corsie, e con una capacità di lavorazione di undici tonnellate/ora.

Pietanze “esplosive” il Futurismo in cucina

Predappio - “Bombardamento a sorpresa”, “Boccone dell’ardito”, “Sognando di volare”: sono alcuni piatti rielaborati dalle ricette di Filippo Tommaso Marinetti e proposti dal ristorante “La Vecia Cantena d’la Prè” di Predappio Alta. Durante due serate di fine settembre, con la supervisione del critico d’arte Silvia Arfelli, si è cenato con pietanze da insoliti abbinamenti ispirati al Manifesto della cucina futurista di Marinetti del 1931, con ricette che hanno anticipato molti degli elementi alla base dell’odierna industria alimentare. L’evento sarà riproposto in primavera, in concomitanza con la grande mostra dedicata alla cultura del Ventennio in programma al museo San Domenico.

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Al Palafiera lo show di Biagio

Antonacci

Forlì - Sull’onda del successo del suo ultimo album, il concerto di Biagio Antonacci arriva attesissimo al Palafiera di Forlì. La data è quella del 24 novembre, terz’ultima tappa del tour autunnale 2012 inaugurato al Palasport di Trento il 5 ottobre scorso. Oltre ai successi classici del cantautore, in scaletta i brani di “Sapessi dire no”, nuovo cd che evidenzia la forte e consolidata maturità creativa di Antonacci, per la quantità di brani composti, 14 inediti, e per la ricchezza dei percorsi musicali e narrativi proposti. Biglietti in prevendita su www.ticketone.it

Cucina e gusto I corsi di Casa Forlimpopoli - Avviati a Casa Artusi i corsi autunnali per gli appassionati di cucina sui temi più svariati, dal pescato alla sfoglia passando per i formaggi, il vino e la cucina vegetariana. Allettanti opportunità per chi ha passione per la cucina e per il cibo: partiti a settembre, i corsi proseguono in ottobre con tre serate all’insegna de “La sfoglia di una volta” e ai formaggi (22 ottobre). Il 24 ottobre è invece la volta della cucina

Artusi

vegetariana e vegana a cura di Antonio Scaccio, collaboratore di riviste quali Cucina naturale e Starbene. In programma anche incontri dedicati al vino: i prossimi in calendario sono per giovedì 29 e venerdì 30 novembre con Sandro Sangiorgi, autorevole critico nel mondo del vino in Italia, che racconterà il Sangiovese con la proposta di due verticali e la degustazione di quattro piatti preparati in abbinamento. www.casartusi.it


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A cena con le Premiate Trattorie Italiane

San Piero in Bagno - La locanda “Al Gambero Rosso” di San Piero in Bagno è una delle cinque trattorie fondatrici dell’associazione “Premiate Trattorie Italiane”, nata a sostegno della cucina tradizionale e non solo. Assieme al Gambero anche “La Brinca di Nè” (GE), “Amerigo di Savigno” (BO), Caffè “La Crepa” di Isola Dovarese (CR) e la “Lokanda Devetak” di Savogna d’Isonzo (GO). Il terzo incontro promosso dall’associazione si è tenuto il 15 ottobre nella locanda di San Piero, con una serata speciale che ha visto impegnati in cucina cinque cuochi delle Premiate Trattorie e in sala lo spettacolo di Sergio Diotti e Pepe Medri. www.premiatetrattorieitaliane.com

Technogym Village, taglio del nastro col Presidente Cesena - L’azienda leader mondiale nel settore del wellness ha inaugurato il Technogym Village, primo Wellness Campus al mondo che comprende Ricerca e Innovazione, Produzione, ed un grande wellness centre dedicato all’attività fisica e alla formazione. L’inaugurazione, tenuta il 29 settembre, ha visto la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dell’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Tra gli ospiti anche tre Ministri della Repubblica (Il Ministro dello Sviluppo Economico Passera, il Ministro della Salute Balduzzi e il Ministro dello Sport e Salute Gnudi), l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi e imprenditori di rilievo come John Elkann,

Alessandro Benetton, Ferruccio e Leonardo Ferragamo, Angelo Moratti e Andrea Della Valle. Presenti anche i medagliati olimpici Josefa Idem e Andrea Cassarà, l’allenatore della Nazionale italiana di calcio Cesare Prandelli; Billy Costacurta accompagnato dalla moglie Martina Colombari, il principe Prince Al-Saud dell’Arabia Saudita e lo Sceicco Al Nayan della famiglia reale di Abu Dhabi. La nuova sede di Technogym rappresenta il primo esempio di Wellness Campus a livello mondiale, una fabbrica a misura d’uomo progettata dallo studio di architettura Antonio Citterio, Patricia Viel & Partners, secondo i criteri della salute e del benessere sul posto di lavoro. (B.B.)

Itama sbarca in Libano Forlì - Itama, brand del Gruppo Ferretti celebre nel settore della nautica per lo stile inconfondibile dei suoi open yachts, ha raggiunto un nuovo importante traguardo grazie al primo esemplare di Itama 45’ in Libano. La nuova imbarcazione, interamente realizzata negli stabilimenti del Gruppo Ferretti a Forlì, è stata ufficialmente consegnata a La Spezia a fine luglio per poi essere trasportata in Libano, sua destinazione finale. Lungo più di 13 metri, Itama 45’ è uno dei modelli che, per il suo fascino senza tempo, l’animo sportivo e l’inconfondibile stile Made in Italy, meglio incarnano il Dna del brand.

Poeti e artisti per Giovanni Cesena - Fino all’11 novembre è allestita a Palazzo Ghini e nella Chiesa di Zenone la mostra “Giovanni Pascoli, un mito del Novecento”, collettiva di artisti e poeti che celebrano ed interpretano la figura di questo importante personaggio romagnolo. La rassegna, a cura di Marisa Zattini e Gianfranco

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Pascoli

Lauretano, si colloca nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della morte del poeta, avvenuta a Bologna nel 1912. È possibile visitare la mostra martedì e giovedì dalle 17,00 alle 19,00; mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 19,00. Chiuso il lunedì. (A.G.)


Piazze di Romagna Forlì - S’intitola “Piazze di Romagna” ed è la mostra allestita nella Sala dei Corali della Biblioteca comunale Aurelio Saffi di Forlì, in occasione delle celebrazioni degli 800 anni di piazza Saffi. Esposti numerose stampe e disegni di vedute urbane, di paesi e di luoghi romagnoli rappresentati da pittori, incisori e disegnatori tra il ‘700 e ‘800. Aperta fino al 31 dicembre, la mostra è a cura di Antonella Imolesi Pozzi, Responsabile Fondi Antichi, Manoscritti e Raccolte Piancastelli della Biblioteca Comunale. (S.M.) www.cultura.comune.forli.fc.it

Italiani nel Dettaglio

Ph. Giorgio Sabatini

Forlì - Mezzo secolo di scatti sul cambiamento negli stili di vita degli italiani, dall’ottimismo dei favolosi Anni ’60 fino ad oggi. Dopo un tour che l’ha portata nelle principali città italiane, è approdata a Forlì la mostra “Italiani nel dettaglio”, promossa in occasione dei 50 anni di Conad nazionale ed esposta in salone comunale fino al 16 ottobre. Le immagini sono tratte dall’archivio storico di Conad e dei grandi reporter dell’agenzia Contrasto.

Forlì - C.so Diaz, 41

Tel. 0543 36617


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Un noir romagnolo in lizza allo Scerbanenco

Forlì - “Definire semplicemente Bianco come la notte un giallo è riduttivo: siamo in realtà di fronte a un romanzo denso, completo, ironico e drammatico allo stesso tempo. Una bella sorpresa da parte di un autore esordiente che, ne sono certo, farà molto parlare di sé.” Le parole di Eraldo Baldini sono il miglior viatico per il romanzo d’esordio del ravennate Stefano Mazzesi (“Bianco come la notte”, Foschi), parole estremamente profetiche perché il romanzo è entrato nella rosa esclusiva dei libri selezionati per il Premio Giorgio Scerbanenco 2012, il più prestigioso riconoscimento italiano per la narrativa noir, che verrà assegnato a dicembre nella cornice del Courmayeur Noir in festival. (S.F.)

Dalla Fondazione un nuovo robot chirurgico Forlì - Un innovativo robot chirurgico donato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì all’Asl forlivese. È il Da Vinci IS 3000 che vanta una grande precisione in una vasta gamma di interventi chirurgici, permettendo così un più rapido decorso postoperatorio e una veloce ripresa del paziente. “L’investimento nella chirurgia robotica è un tassello essenziale della sanità in cui crediamo”, afferma Giulietta Capocasa, direttore generale dell’Asl di Forlì. Antonio Branca, segretario generale della Fondazione, ricorda come l’ente abbia investito in sanità 12,5 milioni dalla sua costituzione. “La donazione del Da Vinci IS 3000 – ribadisce il presidente Piergiuseppe Dolcini – è in linea con la precisa scelta, dal punto di vista patrimoniale e di politica sanitaria, di essere vicini alla sanità pubblica con strumenti all’avanguardia”. (A.G.)

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Poderi dal Nespoli tra Ravenna e Pechino Nespoli - La storica cantina Poderi dal Nespoli ha partecipato lo scorso 17 settembre a Pechino alla cerimonia ufficiale di gemellaggio fra la Provincia di Forlì-Cesena ed il Distretto di Dongcheng. Una delegazione della provincia di Forlì-Cesena ha accompagnato il vicepresidente della cantina, Fabio Ravaioli, all’incontro con alcune autorità dello stato cinese, facendo conoscere i vini del territorio di Forlì anche in Cina. Un originale progetto che unisce il vino alla musica italiana è invece andato in scena alla cantina dei Poderi dal

Nespoli il 30 settembre. Cristina Muti, presidentessa di Ravenna Festival, ed Antonio De Rosa, Sovrintendente di Ravenna Festival, hanno illustrato la “Trilogia d’Autunno” che aprirà le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, mentre quattro giovani cantanti d’opera hanno interpretato una selezione di arie verdiane. Poderi dal Nespoli ha affiancato Ravenna Festival anche con una speciale confezione a tiratura limitata: Diesis, Diapason e Maestoso, tre vini ispirati alla musica che esprimono l’eccellenza del territorio romagnolo.

Premio Artusi 2012 all’agroeconomista Segrè Forlimpopoli - Premio Artusi 2012 e firma del sindaco Paolo Zoffoli, primo in Romagna, sulla “Carta per la rete di enti territoriali a spreco zero”. È stata una giornata ricca di successi quella del 6 ottobre per Andrea Segrè, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna. È lui il vincitore del prestigioso riconoscimento che la città di Forlimpopoli assegna ogni anno ad un personaggio che si sia distinto per una particolare riflessione tra uomo e cibo. La cerimonia di premiazione si è tenuta nella Chiesa dei Servi.


Il secondo volume delle “52 domenIche In Romagna” Show room di cucine firmato Salaroli

Un nuovo viaggio in un territorio che non smette di stupire

Forlì - Un nuovo spazio riservato alle cucine aperto nella sede forlivese del Gruppo Salaroli, in via Balzella 4E. All’inaugurazione del nuovo “Show Room Kitchen”, avvenuta il 20 settembre, era presente la top model Nina Morić, assieme ai patron dell’azienda, Davide e Giancarlo Salaroli. Il Gruppo Salaroli, presente sul mercato dal 1974, espone già a Cesena, Faenza, Ravenna e Rimini. L’iniziativa rientra nel programma di potenziamento dell’azienda forlivese, leader nel comparto della commercializzazione di soluzioni e materiali per la casa. Lo “Show Room Kitchen” è un’iniziativa in collaborazione con “Veneta Cucine”. www.salaroli.it

Ottica Ghetti, da New York arriva Moscot Forlì - Un brand celebre tra gli addetti del cinema e della moda approda a Forlì. È Moscot, storico marchio da oltre 90 anni vera e propria istituzione nel campo dell’ottica a New York. Difficile da trovare nei negozi italiani, ora è disponibile in esclusiva da Ottica Ghetti, a Forlì in corso della Repubblica 124, che oltre ad offrire il più vasto assortimento di modelli RayBan e Carrera presenta ora anche i modelli di questa storica azienda, scelta da divi come Johnny Depp, Renee Zellweger, Lady Gaga, Brad Pitt e molti altri.

le cIttà e I boRghI, la natuRa e la stoRIa, la costa e l’entRoteRRa Le “52 domeniche in Romagna” tornano con un secondo volume che narra il “sapore” dei luoghi e accompagna il lettore verso le mete più insolite e affascinanti per il week-end. Una guida, organizzata come sempre in 52 itinerari, arricchita dalla segnalazione di curiosità, luoghi nascosti e esperienze suggestive, perché ogni domenica diventi indimenticabile.

www.inmagazine.it


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Sfilano gli sposi a villa la Pandolfa

Compleanno per Don Abbondio Forlì -Luogo storico della gastronomia di Forlì all’ombra dell’ex convento di San Domenico, l’osteria Don Abbondio passa il giro di boa degli undici anni di attività, festeggiati nel mese di settembre. Condotto da Simone Zoli, solerte oste pronto ad offrire un viaggio nella gastronomia locale, il locale di piazza Guido da Montefeltro propone piatti della tradizione romagnola, preparati con materie prime povere stagionali e trasformate con mano sapiente da Diego Aguzzoni, vero chef per vocazione. È sul vino, comunque, che si fondano le radici del Don Abbondio; nel 2001 Simone Zoli decide di investire sulla sua grande passione, creando questa osteria che oggi collabora anche con Slow Food, Porthos e Associazione Italiana Celiachia.

Tartufo, il profumo della solidarietà Dovadola - La solidarietà ai terremotati dell’Emilia arriva anche dalla Sagra del Tartufo di Dodavola, in programma domenica 21 e 28 ottobre. Oltre alla tradizionale festa paesana con stand gastronomici e banchi di vendita del pregiato tartufo bianco e di prodotti locali, la manifestazione prevede anche una gara di torte nel teatro comunale tra pasticcieri neofiti ed una tra importanti chef che si sono prodigati per il terremoto in Emilia-Romagna, la gara tra chef è in programma per domenica 28 ottobre, con premiazione alla presenza del sindaco Gabriele Zelli.

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Predappio - Luxury Wedding Experience in scena a Villa La Pandolfa. L’edizione estiva della giornata dedicata agli sposi si è svolta il 30 settembre, aperta a tutte le coppie che hanno ammirato gli allestimenti innovativi e le proposte più glamour. Le scenografie proposte sono state curate dalla wedding planner Marina Monti. Significativa la partecipazione dei migliori esperti del settore con ateliers, hair&make-up styling, catering, bomboniere, gioielleria e fotografi. L’evento è stato inoltre animato dai Materiaviva e dall’elezione finale degli “Sposi dell’anno”.

Aziende cesenati in aiuto di Carpi Cesena - Aziende cesenati in prima linea nell’aiuto alle città terremotate dell’Emilia. Il 26 settembre scorso una delegazione formata da Arturo Alberti, Francesca Amadori, Giuliano Galassi e Antonella Scandroglio ha consegnato al responsabile della cooperativa sociale “Nazareno” di Carpi un assegno da 50mila euro, frutto della raccolta tra alcune imprese socie

della Fondazione Romagna Solidale. Le aziende Amadori e Orogel hanno dato un contributo molto importante, affiancato a quello di altre 12 imprese che hanno partecipato all’iniziativa. “Nazareno” è una cooperativa sociale indicata dal Vescovo di Cesena, in precedenza Vicario generale di Carpi, per la sua incisiva attività svolta a favore di persone svantaggiate ed emarginate.


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La prima Marcia della Pace

Nuovo presidente per Round Table Forlì

Forlì - Alessandro Zaccheroni, imprenditore informatico specializzato nel Web Marketing, è il nuovo presidente della Round Table forlivese. A sancirne la nomina è stato il tradizionale passaggio di consegne nel consiglio direttivo del club, avvenuto lo scorso 29 giugno. Il presidente uscente Riccardo Rusticali ha ceduto il collare dell’Associazione a Zaccheroni e al nuovo consiglio, composto da Stefano Versari (vice presidente); Vittorio Manes; (corrispondente); Danilo Casadei (tesoriere); Alessandro Rani (segretario). I consiglieri sono Roberto Casadei Rossi, Giuseppe De Marinis, Davide Gabrielli e Jacopo Zanotti. Nel gruppo direttivo anche Denis Casanuova (addetto internet) ed Emanuele Bandini (addetto stampa).

Alice al teatro Fabbri per solidarietà Forlì - Alice in concerto venerdì 30 novembre al teatro Fabbri di Forlì, con l’anteprima del suo nuovo album “Samsara”. La raffinata cantautrice forlivese torna ad esibirsi nella sua città natale per solidarietà, in ricordo del parrucchiere forlivese Alberto Bacchi a cui era legata da sincera amicizia, scomparso a causa della SLA. Il concerto è organizzato dall’Istituto Oncologico Romagnolo per sostenere le attività volte al miglioramento della qualità di vita dei pazienti oncologici. Biglietti in prevendita nella sede Ior di Forlì (corso Mazzini 65, tel. 0543 35929).

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Forlì - Da Forlì a Bertinoro, attraverso Forlimpopoli. È il tragitto compiuto dalla prima edizione della Marcia della Pace di Forlì-Cesena, dedicata ad Annalena Tonelli e ad Ernesto Balducci. Gli organizzatori e gli aderenti all’iniziativa (Provincia, Comuni di Forlì e di Cesena, Centro per la Pace di Forlì e di Cesena, Giovani amministratori per la pace e Coordi-

namento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani) hanno guardato a queste due figure come misura e segno del loro agire quotidiano per la Pace. In bici da Forlì, a piedi da Forlimpopoli, un lungo corteo ha raggiunto piazza della Libertà a Bertinoro domenica 7 ottobre, concludendo la giornata sul balcone di Romagna tra musica e visite guidate.

Ph. Giorgio Sabatini

Nuova sede per il negozio Kartell Cesena - Il centro Kartell di Cesena si è spostato nella nuova sede di via Matteotti 483. Qui è possibile visitare la vasta collezione arricchita anche dalle tante novità, con la possibilità

di parcheggiare comodamente l’auto davanti al negozio. Per tutti i giovani fino ai 30 anni ci sarà uno sconto specialissimo del 20% sulla merce in esposizione.


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Showcooking con chef Inzoli per l’apertura di Cucine Mostre d’arte alla Trattoria dei vecchi sapori

Cesena - Un nuovo monomarca per l’azienda marchigiana Cucine Lube, che il 14 ottobre ha tagliato il nastro del suo primo Concept Store nella

Lube

provincia di Forlì-Cesena. L’apertura del Cucine Lube Cesena Concept Store, in viale Bovio 44, è stata caratterizzata da un vero e proprio evento con lo chef Marco Inzoli, che sui nuovissimi modelli Lube si è esibito in uno speciale showcooking, con degustazioni e omaggi per tutti gli intervenuti. In linea con l’immagine Lube, il monomarca si estende su una superficie di oltre 500 metri quadri ospitando ben venti proposte di cucine, da quelle dal sapore più classico a quelle più moderne e di design. www.cucinelubecesena.it

Castrocaro Terme - Dopo la mostra fotografica di Franco Fontana, gli spazi della vecchia cave de La Frasca, oggi “Trattoria dei Vecchi Sapori” gestita dalla famiglia Bolognesi (nella foto Melania Bolognesi con il figlio Elia), si arricchisce di un altro evento con opere di artisti del ‘900. Tra le opere in mostra firme illustri come quelle di Migneco, Maccari, Maceo, Bardeggia e tanti altri. In programma da gennaio a giugno 2013, invece, la mostra dal titolo “I miei artisti gourmet”, con Pablo Echaurren, Ugo Nespolo e Marco Nereo Rotelli. www.trattoriavecchisapori.it

NonSolo80, festa a tutta musica

Forlì -Ritorno all’adolescenza con NonSolo80, festa organizzata da un gruppo di sei forlivesi allo scopo di riunire i ragazzi degli anni ’80 in un contesto diverso da quello degli aperitivi e delle discoteche. La terza edizione si tiene il 10 novembre dalle 21 all’una, nella sala da ballo del “Caffè di Mezzo” di via Castel Latino, a Vecchiazzano di Forlì.

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Premio nazionale per quattro allievi del Cercal San Mauro Pascoli - Tradizione e innovazione: sono gli ingredienti che hanno conquistato la giuria del concorso nazionale “Made in Italy: un viaggio oltre la tradizione”, che ha visto quattro allievi del Cercal di San Mauro Pascoli salire sul gradino più alto. Promosso dall’ANCI (Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani) e dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, il concorso ha visto primeggiare i quattro

prototipi di calzature realizzati dagli studenti del Cercal Angela Galbussera (Lecco), Marianna Vanenti (Zelarino - Venezia), Iwashita Hanae (Giappone) e Stefano Cavaliere (Napoli), premiati per “la creatività, la progettazione e la realizzazione” e per il coinvolgimento diretto di imprese del settore come il Tacchificio Martac di Forlì e le aziende sammauresi TGP, Castellani Laser e Fisal, che hanno collaborato all’iniziativa.


Essere | Lisa Casali


Ricette

in salsa

Eco

testo Francesca Miccoli

Preparare piatti con gli scarti e cucinare il cibo con la lavastoviglie. Niente è impossibile per Lisa Casali, ecoblogger promotrice di una cucina a impatto zero o quasi. Pensata per coniugare gastronomia e ambiente.


Osservi Lisa Casali mentre espone i concetti base della sua filosofia gastronomica e alimentare e subito pensi al mantra di Steve Jobs, “stay hungry, stay foolish”. Quel “foolish”, folle in senso positivo e propositivo, calza perfettamente alla giovane esperta in ecocucina. Sì, perché Lisa, forlivese di nascita e cittadina del mondo per vocazione e scelte professionali, esprime in maniera compiuta quell’idea di temerarietà, bizzarria illuminata e avveduta sventatezza celebrata dal fondatore di Apple. Cos’altro si può pensare di una ragazza capace di far fortuna insegnando a migliaia di italiani a cucinare utilizzando gli scarti alimentari o ancora a cuocere in lavastoviglie? Stuzzicare il palato, ri-

sparmiare denaro, energia e ridurre simultaneamente l’impatto ambientale sono gli imperativi categorici della Casali ai fornelli. “Secondo i dati dell’ADOC ogni famiglia spreca 454 euro l’anno gettando nei rifiuti organici alimenti lasciati maturare troppo o acquistati in quantità eccessiva”, spiega Lisa. “La metà degli scarti riguarda frutta e verdura, in particolare le parti più fibrose e coriacee. Ma i prodotti della natura sono interamente commestibili. Senza modifiche radicali al proprio stile di vita ma attraverso semplici accorgimenti si può arrivare a risparmiare fino al 20% sul totale della spesa. E i benefici non si fermano all’aspetto economico ma si estendono a quello salutare. Il contenuto nutritivo degli scarti è spesso superiore a quello delle parti nobili degli alimenti”. Tra i vegetali più gettonati le foglie esterne del carciofo, i gambi di asparagi, le bucce, i torsoli, i baccelli. La ricette proposte sono semplici e alla portata di tutti. Con le foglie della carota, molto utilizzate

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nella cucina francese, Lisa riesce a realizzare ottime crostate fatte con pane secco inumidito e lavorato con le mani. Frullando i gambi degli asparagi con aglio, olio extravergine e acqua dà vita ad un gazpacho dalla dolcezza sorprendente. Tra le sue mani i piccioli dei peperoni frullati si trasformano in una polvere gustosissima, la buccia di pomodoro dà una nota cromatica ai piatti. Lo scarto delle spremute, poi, diventa mousse di frutta, ghiaccioli o sorbetti. La sfoglia può essere impreziosita con farina di cipolle o di baccelli. Ma l’obiettivo della 35enne non è solo quello di utilizzare gli scarti. “Le nostre scelte in cucina hanno importanti conse-

guenze in termini di consumo di risorse, emissioni inquinanti in atmosfera, nel suolo, nelle acque sia superficiali che sotterranee e come rifiuti prodotti. Adottando semplici abitudini è possibile ridurre la propria impronta ecologica”. La suggestiva storia di Lisa prende avvio negli anni della scuola grazie al connubio tra due grandi passioni: gastronomia e ambiente. Interessi acquisiti in parte per motivi genetici, le

nonne erano ottime cuoche (una addirittura apprezzatissima chef di scuola artusiana), in parte per motivi di studio. Terminato il liceo classico, la eco-blogger si iscrive alla Facoltà di Scienze Ambientali a Ravenna. Un dipartimento accademico che le permette di approfondire l’universo scien-

Risparmio, estro e salute tifico nelle sue innumerevoli declinazioni. “Dalla sismologia alla meteorologia passando per l’eco-tossicologia”. In seguito si specializza in Scienze terrestri e biomolecolari a Viterbo. Il suo sogno è un futuro da etologa errante, tra i paesi del continente nero per studiare il comportamento animale. Ma con il passare del tempo la proiezione onirica lascia il passo al desiderio di autonomia. “La società bolognese con cui avevo sviluppato la tesi di laurea mi invitò a iscrivermi al master in Economia e Management Ambientale in quel di Milano. Un link tra percorso scolastico e mondo del lavoro”. Ha così inizio la collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, con il pool inquinamento del Consorzio italiano per i rischi ambientali e con vari organismi internazionali. In parallelo prosegue la sperimentazione in cucina. Nasce un blog in cui vengono proposte ricette basate sull’utilizzo di tutto ciò che normalmente finisce nella pattumiera. È

Via Marconi 7, Castrocaro Terme Tel. 0543.767305


A fianco e nelle pagine precedenti, Lisa Casali mentre seleziona gli ingredienti per le sue ricette.

sigli sulle tecniche di conservazione

il primo libro “La Cucina a impatto

degli alimenti. “Gran parte del cibo

(quasi) zero”, pronto da tempo ma

buttato è solo mal conservato. Anziché in luogo fresco e asciutto molto spesso le pietanze vengono lasciate accanto ai fornelli o nelle dispense. Facendo ricorso all’essiccazione e disidratando frutta e verdura si evita la proliferazione dei batteri e si rallenta la degenerazione.

ignorato da molte case editrici. È un tripudio. A distanza di un anno le rotative continuano a girare. “Sono già diverse le ristampe, il volume ha avuto un boom di vendite anche in edicola, allegato ad alcuni quotidiani”. Gli occhi dell’editore brillano e la Casali torna in libreria prima con “La cucina in lavastoviglie”, il più “foolish” della sua trilogia letteraria, e

Lisa mediatica Lisa Casali e la sua cucina ecologica sono protagoniste anche in tv. Tutti i martedì alle 22 la 35enne forlivese è in onda su Gambero Rosso Channel con il programma “Zero Sprechi”. “In mezz’ora do consigli per l’autoproduzione domestica, su come tenere un orto sul balcone e in spazi ristretti e, soprattutto, come trasformare parti di scarto (bucce, gambi, foglie, ecc.) in piatti prelibati”. Al sabato mattina Lisa è in diretta su RAI 1 con la rubrica “La cucina Economica” (verso le 7,52), nell’ambito di Uno Mattina in Famiglia. “In meno di 10 minuti preparo e porto in tavola ricette a basso impatto ambientale con quello che normalmente si butta via. Quest’anno mi occuperò anche di autoproduzione, ovvero di tutte quelle cose che si possono produrre in casa con ingredienti più sani ed ecologici rispetto ai prodotti industriali”. La scrittrice collabora inoltre con Lifegate, Lifegate Magazine e Il Fatto Quotidiano (sul quale ha un blog dedicato al cibo e all’alimentazione dal punto di vista ambientale), Valore Alimentare, Bergamo Sostenibile. Collabora inoltre con il WWF per il progetto scuole Panda Club 2011-2012.

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oggi con “Ecocucina”. “Ho studiato a lungo per individuare un metodo di cottura a bassa temperatura che non prevedesse l’impiego delle strumentazioni supertecnologiche ed ipercostose utilizzate nell’alta cucina - spiega -. Ho scoperto una tecnica per cuocere in totale sicurezza mentre si lavano i piatti in lavastoviglie. Si sfrutta il calore dell’acqua per cuocere gli alimenti sigillati in vasetti di vetro o sacchetti per il sottovuoto”. Ne deriva una serie di benefici in termini di sapori, profumi, risparmio energetico. Incisivi anche i con-

un successo dai contorni inattesi. Un trionfo virtuale che diventa ben presto anche cartaceo, grazie ad un incontro che cambia la vita. Solo in parte una casualità, poiché Lisa sa farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. “Ho conosciuto un emissario di Feltrinelli a ‘Identità Golose’, un congresso internazionale aperto solo agli addetti ai lavori. Per poter partecipare ho risparmiato per mesi, il biglietto ha infatti un costo esorbitante. Ma il richiamo è stato troppo forte, lì si confrontano i migliori chef del mondo e i giornalisti di settore”. Nasce così

Lisa propone un’alimentazione a basso contenuto di grassi animali e a basso impatto ambientale. “Personal-

mente non mangio carne e scelgo pesce nelle occasioni speciali, optando per specie non troppo sfrutta”. Filosofia green anche negli spostamenti. “A Milano ogni mattina impiego un’ora e mezzo per recarmi al lavoro. Alterno bici, metropolitana e bus”. Un paio di volte al mese la scrittrice torna nella sua Forlì. “Mi mancano gli affetti, gli amici e soprattutto i ritmi di vita”. Ma la realizzazione dei sogni val bene un’esistenza intensa. “Ho coronato ogni mia aspirazione. Qualche volta anche ciò che sembra irrealizzabile si trasforma in realtà”. IN


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Produrre | Catia Guerrini

Reinventarsi artigiani

Globali

testo Barbara Baronio - foto Gianmaria Zanotti

L’identitĂ di Romagna declinata in dolci e biscotti tradizionali. Innalzando un prodotto a simbolo di un territorio. Ăˆ la filosofia di Catia Guerrini, presidente di Cna Alimentare Emilia-Romagna.


Attenta, comunicativa, innovatrice. Il suo spirito imprenditoriale la porta a sperimentare nuovi connubi e a selezionare con cura le materie prime. Nello storico forno del marito “La corte di Raffaello” è impegnata quotidianamente nella creazione di biscotteria artigianale, approfondendo e comunicando il valore aggiunto di questi prodotti, espressione di una cultura e identità di Romagna. Non teme le sfide e adora la sua terra, con i suoi sapori e le sue ec-

cellenze che invoglia a riscoprire grazie alla produzione dolciaria nel laboratorio di famiglia. Un amore per la sua regione che la spinge a riportare alla luce antiche tradizioni e l’ha portata, da quattro anni, ai vertici della Cna alimentare, come pioniera del gusto e dell’identità di un popolo. Catia Guerrini è presidente regionale di Cna Alimentare EmiliaRomagna, oltre a far parte della

presidenza provinciale Cna Forlì Cesena ed essere membro della

Un po’ di Catia Guerrini Sarsinate d’adozione, è mamma e imprenditrice. Dopo il matrimonio con Raffaello Rossi, titolare dell’antico forno di Sarsina “La corte di Raffaello”, ha affiancato l’attività del marito impegnandosi nella produzione di biscotteria e come espressione di cultura e identità della terra di Romagna. Laureata in Sociologia all’Università di Urbino, ha conseguito anche il Master “Le rotte del gusto” all’Università di Siena, maturando esperienze sulla comunicazione e valorizzazione delle culture territoriali. È sua la ricerca sulla Pagnotta Pasquale, concretizzata con il libro “La Pagnotta Pasquale. Dolci rituali... in Val Savio”, in cui evidenzia come il cibo sia l’espressione peculiare di un territorio. Tanti sono stati gli eventi enogastronomici nati dal suo estro: “Piatti e calici sotto le Stelle Plautine”, con i produttori protagonisti della serata; “Tanti gusti... per una sola Italia”, in occasione dei cento anni dell’Unità d’Italia; “Prescrizioni e Proscrizioni Quaresimali”, evento realizzato in tempo di Quaresima e “La macina del tempo, Astrologia e alchimia... in cucina”. Fino a “La tela dei sensi”, importante progetto che ha coinvolto le imprese del cibo, della moda e dell’arte.

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Presidenza Alimentare Cna Nazionale. “Ho incontrato questa realtà - spiega - quando ho iniziato il ‘viaggio itinerante’ per far conoscere i miei prodotti, il mio lavoro e la mia filosofia. Chi come me abita in collina e coraggiosamente ha scelto la stanzialità in luoghi piuttosto difficili dal punto di vista lavorativo, deve inventarsi soluzioni e progetti per creare occasioni di lavoro. Quindi è indispensabile trovare le giuste argomentazioni in funzione delle proprie specificità, e divulgare specialità alimentari o prodotti dell’entroterra”. Bisogni per i quali Catia ha trovato risposte in Cna. “Era ben chiaro alla Confederazione artigiana – prosegue – quanto fosse importante creare opportunità concrete per le piccole imprese e di quanto il mercato avesse ‘fame’ di identità e concretezza. Da qui è nato il mio interesse e impegno per l’associazione, che oggi si traduce in rappresentanza del sistema Cna. Ma non solo: il mio lavoro consiste nell’evidenziare quali siano le problematiche e le aspirazioni degli associati partendo dalla defini-


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zione e valorizzazione della figura dell’artigiano, una persona dotata d’intelligenza, sapienza e creatività, cioè ‘un giacimento culturale vivo e vitale di competenze e conoscenze’, una maestria artigiana capace di esprimere in ogni ‘bene’ che realizza un prodotto che risponde più ad un bisogno reale che ad uno superficiale o effimero. La nuova sfida, non sono io sola a dirlo, è proprio quella di scommettere su colui che ha una forte conoscenza del mondo reale. E l’artigiano ha sicuramente un profondo legame con il mondo materiale, con la realtà, con il fare pratico”. Attualmente la Cna rappresenta un numero molto importante di micro, piccole e medie imprese, e sta lavorando proprio in questa direzione puntando sulla nuova figura dell’Artigiano Globale. Maestri del saper fare in cui spiccano tante imprenditrici. “Qualcuno sottolinea Guerrini - ha detto che il mondo sta prendendo coscienza

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che le donne non sono il problema ma la soluzione. In effetti nel mondo dell’agroalimentare le piccole imprese sono guidate per lo più da donne, e spesso nei passaggi generazionali sono le donne a tramandare l’arte dei genitori, con la consapevolezza che questo debba avvenire solo quando si possiedono competenze e conoscenze. Sempre più le nuove imprenditrici sono colte, laureate, con una conoscenza del mondo reale e fare pratico, capaci di individuare il punto forte dell’azienda e farne tesoro. Donne pronte alla

sfida di una società globalizzata”. Cna Forlì-Cesena è l’organizzazione più rappresentativa della provincia, con un 25% di quota di mercato su oltre 660 competitori. Nella provincia raccoglie piccole imprese che vantano prodotti d’eccellenza, prodotti certificati e Made in Italy. “In regione le imprese di Cna Alimentare rappresentano un universo di 5mila unità appartenenti a

tutti i settori. Spesso sono micro imprese con una media inferiore ai 3 addetti, che stanno soffrendo molto l’attuale decrescita economica e assenza di liquidità. Si rende quindi necessario un percorso che sviluppi azioni di marketing territoriale, innovazione del prodotto, formazione per favorire le imprese dell’agroalimentare ad innovarsi e aggregarsi”. Con questi obiettivi Catia sta portando avanti il progetto Cna legato al mondo delle fiere, che prevede la partecipazione di aggregazioni d’imprese dell’alimentare per promuovere le eccellenze e la maestria artigiana regionale. “Questa capacità di fare sistema ci permetterà di entrare in contatto con un vasto pubblico specializzato. Sono state prese in considerazione il Sial a Parigi, al quale in ottobre parteciperà qualche nostra impresa, e Anuga a Colonia, mentre in Italia abbiamo già partecipato con un gruppo di 13 piccole imprese al Cibus di Parma”. IN


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Amministrare | Massimo Bulbi

Provincia di

Romagna

testo Serena Focaccia - foto Giorgio Sabatini

Istituzioni territoriali, si cambia. Imboccata la strada del riordino si apre la fase di definizione del ruolo per il nuovo ente. Che Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, vede come centro di coordinamento effettivo dell’Area Vasta.

Provincia di Romagna. La delibera varata il 1° ottobre dal Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) apre ufficialmente la strada al riordino istituzionale delle Province in Emilia-Romagna. Una proposta

sottoscritta dalla Provincia di Forlì-Cesena e da 29 sindaci del territorio che ora, dopo l’avallo del Cal, passa alla Regione, chiamata a deliberare un proprio parere entro il 23 ottobre per poi inviarlo al Governo entro il 31. Formalizzato l’aspetto istituzionale ora è tempo di passare ai contenuti, di capire cioè cosa cambierà e quando.

vrapposizioni burocratiche e le duplicazioni e, soprattutto, trasferisse le risorse necessarie a far fronte ad ogni singola funzione delegata. Il Governo si è accorto che l’ente intermedio è necessario e ne ha sancito non l’eliminazione ma il riordino. Le campagne demagogiche di questi ultimi otto anni lo hanno però talmente delegittimato agli occhi degli italiani che, a questo punto, sarebbe stata preferibile un’abolizione tout court”. Alla fine i romagnoli, nonostante tanti mugugni e perplessità, sembrano essersi compattati at-

Un’opinione la chiediamo al presi-

torno all’idea di Provincia unica.

dente della Provincia di Forlì-Ce-

Se l’aspettava?

sena, Massimo Bulbi:

“Visti i paletti vincolanti, sia nei tempi, che nei requisiti dimensionali imposti dal Governo, non ci potevano essere altre soluzioni”.

“Confermo quello che già in passato, più volte, ho dichiarato: sarebbe servita una riforma complessiva dell’organizzazione dello Stato, che definisse chiaramente competenze, deleghe e funzioni di ciascun ente, eliminasse le so-

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Quali funzioni dovrebbe avere secondo lei il nuovo ente?

“Date le scarse competenze delineate dal Governo io auspico che


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Sopra, il consiglio provinciale di Forlì-Cesena presieduto da Massimo Bulbi.

la Regione, anche per conferire al nuovo ente un’effettiva capacità di fungere da centro di coordinamento dell’Area Vasta, provveda con atti propri a delegare alle nuove province quelle funzioni fino ad oggi svolte, che possono favorire il realizzarsi di tale disegno. Penso, ad esempio, alla pianificazione territoriale, all’ambiente, all’agricoltura, alla formazione professionale e ai centri per l’impiego”.

fortato dall’identico auspicio formulato dal territorio, dalle associazione economiche e dalle organizzazioni dei lavoratori, che dovrà essere garantita una quanto più capillare erogazione dei servizi che tenga conto, specialmente, dei quattro territori fino ad oggi serviti, cioè Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini”.

magnola, evitando i campanilismi e dimostrando di aver assimilato davvero quella gestione ‘d’area vasta’ che ha caratterizzato tante scelte fatte in questi anni”.

Come sarà composto il nuovo Con-

rienza, come vede il suo futuro in

siglio provinciale?

politica?

Come cambierà il rapporto dei terri-

“A seconda della dimensione delle nuove Province, il Consiglio sarà composto da 10 a 16 consiglieri, nominati dai Comuni”.

“Ho la mia professione e non ho mai vissuto di politica; non ho traguardi ulteriori da raggiungere per questo fine. Non nascondo che mi piacerebbe poter continuare a coltivare questa passione, vissuta sempre ascoltando e confrontandomi personalmente con la gente. Certo, come lei dice, stiamo vivendo una fase di trasformazione epocale ed il mio impegno, finché mi sarà possibile, consisterà nel fare tutto quanto potrò per accompagnarne il cammino nel modo migliore”. IN

tori con la nuova Provincia Romagna?

“Credo che, pur nel nuovo assetto istituzionale, dovranno essere garantite sia le vocazioni che le eccellenze che caratterizzano le diverse aree della Romagna. Con ogni sforzo andrà favorito lo sviluppo armonioso di tutto il territorio”. Efficacia ed efficienza, due parole chiave attorno alle quali ruota il progetto di riassetto delle Province. In quali settori, soprattutto, bisognerà subito intervenire?

“In generale ritengo, anche con-

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Quanto tempo servirà, secondo lei, per rendere completamente operativa la nuova Provincia Romagna?

“Al di là dei ‘termini ordinatori e perentori’ che la legge ha determinato per la cessazione dell’esercizio da parte delle Province attuali, penso che il discrimine vero lo farà la capacità dei nuovi amministratori di pensare e agire nell’interesse dell’intera area ro-

La sua presidenza coincide con una trasformazione epocale, una fase storica che coinvolge direttamente lei e i presidenti delle altre Province romagnole. Dopo questa espe-


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Raccontare | Gino Stacchini


L’ala

della

Poesia

testo Filippo Fabbri - foto Gianmaria Zanotti

Quattro scudetti vinti con la Juve, sei presenze in Nazionale, la panchina da allenatore. E una love story con Raffaella Carrà. Il ritratto di Gino Stacchini, attaccante Doc, oggi autore di versi dialettali.

Alla poesia dei piedi ha sostituito quella in punta di penna. E ad un linguaggio infarcito di inglesismi imperanti (off side, tap in, top player, la lista è lunga), ha contrapposto quello che lo ha cresciuto, il dialetto. Gino Stacchini è il personaggio più titolato della Romagna calcistica, secondo al solo Sebastiano Rossi. Dodici stagioni alla Juventus iniziate al fianco di Boniperti, Sivori e Charles, e terminate con la generazione successiva dei Giuseppe Furino e Gianfranco Zigoni, allenati dal poco tenero Heriberto Herrera. E ancora, la maglia della Nazionale, uno storico match al Bernabeu, la panchina di allenatore (serie A col Padova), tanto girovagare per l’Italia, senza rescindere il legame con la sua San Mauro, teatro dei suoi primi calci. “Giocavamo in via Veneto, in un campo che oggi non c’è più. I ricordi sono di un campetto spelacchiato, le porte di stracci, dove sognavo di avere un futuro. Partitelle infinite, vinceva il più veloce e il più tecnico. Era divertimento allo stato puro, senza alcun pensiero”. I suoi genitori cosa ne pensavano?

“Mio padre era contrario, prima veniva lo studio. Mia mamma era più possibilista, mi aiutava ad andare

a giocare con alcuni stratagemmi: mi metteva le scarpe nel fossato in modo da eludere il divieto del babbo. In quegli anni era la scuola che contava, il calcio era visto come un vizio. Il contrario di oggi”.

“I quattro scudetti vinti. Soprattutto il primo, che ha coinciso con la prima stella sulla maglia bianconera, aprendomi le porte della Nazionale”.

Nel 1955 arriva la chiamata della

“Sarebbero state anche di più, ma allora c’erano molte meno partite rispetto ad oggi. In quegli anni gli spostamenti erano massacranti”.

Juventus.

“Era la prima volta che oltrepassavo Bologna. Avevo fatto tre provini coi felsinei ma andò male, preferito da Pascutti. L’allenatore della Sammaurese, Tosolini, segnalò il mio nome a Rosetta della Juve, feci il provino e andò bene”. La cifra?

“Ottocentomila lire alla Sammaurese, più cinquecentomila se avessi giocato in prima squadra. In aggiunta l’incasso di un’amichevole da giocarsi a Rimini tra la Juve e una rappresentativa romagnola”.

Sei presenze con la maglia Azzurra, tre gol.

Giocò una storica gara in Spagna, in Coppa Campioni.

“Era il Real Madrid di Di Stéfano, Puskás e Gento: vincemmo al Bernabeu, prima squadra italiana a farlo. Purtroppo perdemmo lo spareggio successivo a Parigi. La soddisfazione è rimasta lo stesso”. I suoi ultimi calci sono in Romagna, al Cesena.

“Nei primi tre anni quasi nullo. La giornata era scandita da scuola, tram, allenamenti e collegio”.

“Smettere di giocare in quegli anni era un trauma per tanti, pochi gli sbocchi per gli ex calciatori. Ho preferito distaccarmi con moderazione, passare dalle luci della ribalta alla serie B”.

In campo si trova davanti Sivori, Bo-

Non abbandona il calcio del tutto: fa

niperti e Charles: traumatico?

l’allenatore.

“La mia fortuna è stata quella di avere fatto le tappe di avvicinamento alla prima squadra senza forzare i tempi. All’inizio dovevo portare le borse ai grandi, poi è toccato a me”.

“Tante categorie inferiori e settori giovanili, sino al Padova in serie B, insieme a Sandreani”.

L’impatto con Torino?

Dodici anni alla Juve: il più bello?

Alleva un certo Del Piero…

“Faceva il militare. Ricordo un sabato: appena tornato dalla caserma,

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lo vedo con poca voglia di allenarsi e decido di fargli tirare alcune punizioni: mette sempre la palla all’incrocio. Gli dico vai pure a fare la doccia, per oggi hai dato abbastanza”. E il calcio di oggi, come lo giudica?

“Da spettatore molto critico. Non rimpiango i miei tempi, però il calcio ha perso la sua finalità. Oggi è considerato un buon giocatore chi imbroglia l’arbitro, chi fa il fallo tattico, chi impaurisce l’avversario. Si guarda al solo risultato, costi quel che costi. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, con gli ultimi casi di corruzione. In questo contesto soccombe il giocatore onesto. Il caso di Simone Farina è emblematico, costretto ad andare all’estero”. Il suo scrivere poesie è una fuga dal pallone?

“È una fuga da questa realtà, da tante cose inguardabili”. Perché il dialetto?

“Quando si vuole essere incisivi, non c’è altro linguaggio se non il dialetto. Poi è la lingua con cui sono cresciuto, dei miei genitori”. Chiudiamo con la celebre love story con Raffaella Carrà. È stato uno dei primi calciatori gossippati.

“Prima di me aveva fatto parlare la storia amorosa di Ghezzi e Buffon per Edy Campagnoli, valletta di Mike Buongiorno. In quegli anni il clamore non è paragonabile a quello di oggi. Malgrado abitassimo vicini, io e Raffaella ci siamo conosciuti negli anni ’60 a Roma, quando facevo il militare e la Carrà era una promessa del cinema e della tv. La storia è durata qualche anno, poi ci siamo lasciati da buoni amici”. IN

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In alto, la formazione della Juventus con Stacchini, ripreso sotto in un’azione di gioco. In apertura Stacchini oggi, in veste di poeta dialettale.

Dalla Juve in poi Nato a San Mauro Pascoli, è uno dei calciatori più rappresentativi e titolati della Romagna. Ha giocato nella Juventus per dodici stagioni (1955-67), vincendo 4 scudetti e 3 Coppe Italia. Sei anche le presenze in nazionale con tre reti. Terminata l’esperienza in bianconero per il poco feeling con Heriberto Herrera, gioca un anno nel Mantova in A (1967-68), chiudendo la carriera nel Cesena in B, dove disputerà due stagioni. Inizia una nuova avventura sulla panchina di diverse squadre, con il culmine a Padova insieme a Sandreani, dove conquistano la promozione in A vincendo uno spareggio col Cesena. Da tempo ha chiuso col calcio dedicandosi alla sua grande passione, la poesia dialettale. Sulla sua carriera calcistica ha pubblicato il libro “Lo scatto dell’Ala” (Damiano, 2007).


Visitare | Sadurano

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Sguardi sulla

Collina

testo Matteo Ranucci - foto Giorgio Sabatini

La salita al colle di Sadurano fatta su strade non classiche e sterrate, che si affacciano sul corso d’acqua e poi risalgono la costa di coltivi, fossi, siepi e tratti di boschi.

Camminare nelle aree di mezza collina offre due o tre opportunità uniche: scoprire stralci di territorio poco frequentati, conoscere luoghi di pregio a pochi metri da casa, gettare l’occhio su scorci di panorama che offrono angoli nuovi da cui osservare valli, paesi, colline. È più complicato per certi versi. Le strade panoramiche sono belle, vicinali, sfiorano campi e casolari e sono poco segnate, a volte parzialmente chiuse da sbarre o nascoste da coltivi. È più interessante, ci sono scoperte continue, anche se piccole ad ogni angolo, è una piccola avventura. Come la salita al colle di Sadurano, compiuta su strade non classiche, bianche, di terra, che guadano il corso d’acqua e poi risalgono la costa di coltivi, fossi, siepi e tratti di boschi. Dall’incrocio su cui si affaccia l’entrata stondata ed imponente del Grand Hotel delle Terme, si cammina lungo viale Giacomo Matteotti. Si

prosegue su questa via che scivola alla base del Borgo Medioevale. Le

mura, le case di pietra, la parte vecchia di Castrocaro sorgono a destra, dove comincia il promontorio roccioso. Il viale, che ora prende il nome di via Flavio Biondo, sfiora la “chiesina” che alla fine del ‘600 era dedicata a San Francesco Saverio. Si esce dal paese e si percorrono trecento metri della Strada Statale 67. A sinistra, sul tratto vecchio che scende dal Muraglione percorribile a piedi contromano, s’incontra una strada bianca, “via Nazionale, 65”. Si lascia la strada asfaltata e si comincia l’escursione. La traccia, larga e comoda, segue il corso del fiume Montone che scorre a pochi metri sulla sinistra, fino ad incrociarlo. Sembra terminare in un’ampia stesa di ciottoli chiari sulle sponde del corso d’acqua. C’è un guado percorribile quando questo rio, che sorge nei pressi del valico romagnolo-toscano e dopo 90 chilometri s’immette nel fiume Ronco, ha portata scarsa. Si continua sulla strada di terra. Sulla riva opposta ripiega dolce verso est, tra

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A fianco il cucuzzolo del Monte della Birra. Sotto, l’abitato di Castrocaro visto dall’alto del crinale.

Era gli anni intorno al 1600, Diamantina usava erbe e radici per

altre tracce poco chiare e senza uscita. Comincia la salita. Dopo una svolta decisa a sinistra, s’incontra e supera una sbarra. La traccia prosegue diretta, ripida ben definita. A sinistra un bosco di confine, fitto con roverelle, biancospino, prugnoli selvatici, rovi di more, a destra un coltivo ora piantato a girasoli. Poco più avanti la strada è bordata da piccoli tamerici. Una sosta è consigliata. Di fronte si vede il crinale dolce che divide questa dalle conche in direzione del fiume Rabbi, alle spalle la striscia di vegetazione che sfila trasversale a fianco del Montone, Castrocaro, il

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campanile, la sagoma “moderna” delle terme, costruite negli anni ‘20, le torri della rocca e il borgo, le coste che salgono verso Monte Poggiolo, le rupi rocciose di Bagnolo, il Santuario di Monte Paolo nascosto da un bosco sempreverde, le antenne lontane sulle balze di Pietramora. A destra campi coltivati, boschi di confine, ciuffi di alberi che nascondono capanni agricoli, case e ruderi abitati, abbandonati e poi di nuovo abitati. Su un pianoro alle pendici del Monte della Birra sorgeva una capanna di legno. Leggenda racconta di una vecchia che abitava la vicina Forlì.

fare pozioni e intrugli. Viveva da sola e da tutti era considerata una strega. Venne cacciata e si rifugiò, stando ai racconti, proprio su queste coste sopra Castrocaro Terme, vicino ad un monte dalla cima rotonda. Una macchia quasi impenetrabile ricopriva tutto, non c’erano strade, vitigni, ulivi. Viveva in una baracca. Secondo molti se la intendeva con il diavolo, “e berr”, come lo chiamavano gli anziani. Era chiamata la moglie del diavolo, la “berra”. E quel colle, a destra della traccia, poco sopra, a 312 metri sul livello del mare, prese il nome di “Monte della Birra”. Si prosegue per la stessa sterrata. Dopo aver superato una vecchia abitazione si raggiunge in breve via Sadurano, oltre un cancello, in genere aperto ma facile da superare. Il percorso misura in tutto poco meno di sei chilometri, a questo punto si è raggiunta la metà e superata l’unica salita e la parte più faticosa. Il fondo asfaltato non compromette la bellezza di questa traccia stretta, quasi mai trafficata, che delinea il crinale fino a Marsignano da un lato e fino al colle di Massa sul lato opposto. La chiesetta di Santa Maria

Assunta è sempre stata il fulcro del piccolo paese di Sadurano, intorno ai primi anni ‘70 ridotto a un cumulo di case abbandonate. Attorno al piccolo edificio religioso nel 1975 don Dario Ciani cominciò a pensare e realizzare una Comunità per il recupero di tossicodipendenti e delle persone bisognose. Negli anni si è sviluppata, costruendo e


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Sopra, l’anfiteatro per eventi estivi realizzato dalla Comunità di Sadurano.

ristrutturando le case. Sono nati un campo da tennis, una sala mostre, un centro fisioterapico, un anfiteatro dove si svolgono concerti durante tutta l’estate. È stata poi creata un’azienda, locali per la produzione di carni, latticini, frutta e verdura biologica. Rima-

ne la vocazione della struttura, posta in un luogo che appare adatto, appoggiato su un crinale privo di transito, silenzioso, isolato, quieto, a due chilometri dalla Strada Statale di fondovalle. Camminando in discesa, si apre di fronte l’ennesimo importante colpo d’occhio, questa volta sulla pianura forlivese e oltre sulla costa Adriatica che, nelle

Informazioni sul percorso Lunghezza totale: 7 km circa; Durata: 2.30 ore circa; Fondo: asfalto-sterrato Difficoltà: medio-facile Dislivello: 250 metri circa Consigliate: scarponcini da trekking, borraccia. Link utili: Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole, www.comune. castrocarotermeeterradelsole.fc.it Proloco, www.proloco-castrocaro.it Comunità di Sadurano, www.sadurano.it www.amicidisadurano.it

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giornate limpide, non sembra poi così lontana. S’intuiscono, poche centinaia di metri avanti, i tornanti della “volture”, la strada asfaltata che risale da fondovalle, con curve e contro curve. Superato un laghetto artificiale a destra e sempre sullo stesso lato il civico 13, si svolta a sinistra e si riprende a camminare su di un fondo di sassi. Si scende in fretta, si supera una abitazione. La strada diviene di terra grigia, rivela la forte componente di argilla tipica di questi terreni, aridi ma coltivabili. In picchiata, senza curve, confina con un campo colti-

vato a grano, un altro ad erba medica e, poco oltre, con un vigneto. Il fondo è irregolare, inclinato, con tracce, buche, solchi scavati dalle acque che defluiscono in fretta ed hanno intaccato un terreno instabile. Si ha una nuova immagine di Castrocaro Terme, a questo punto meno d’insieme, più nitida, più ravvicinata. La discesa termina in un bivio. Si cammina a destra sul ponte che scavalca la Statale 67. Il fondo è di asfalto. Via Neri è alle porte del lato est del paese. Per raggiungere il punto di partenza si segue via Aristide Conti, si supera di nuovo il Fiume Montone. Il corso d’acqua è lento, senza pendenza. Si snoda in anse spaziose e in ampie curve che quasi si ritorcono su se stesse e rendono difficile intuire l’andamento del fiume. Poche decine di metri e si raggiungono l’entrata del Parco Fluviale, il fianco dello stabilimento Termale e, poco oltre, l’entrata del Grand’Hotel. IN


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Aiutare | Don Dario Ciani

Sacerdote

in prima

Linea

testo Rosanna Ricci - foto Giorgio Sabatini

Ridare speranza a chi l’ha perduta. È il nobile compito di don Dario Ciani, cappellano del carcere di Forlì dal 1988. Che ora discute della sua esperienza in un libro, assieme al magistrato Michele Leoni.

Un sacerdote, don Dario Ciani, sempre in primo piano per quanto riguarda i bisogni degli “ultimi”. La Comunità di Sadurano ne è l’esempio. E a breve una cooperativa nata a Sadurano, denominata “Sadurano Salus”, ora trasferitasi a Dovadola, autonomamente gestita dai propri soci e con la nuova denominazione “Cooperativa generazioni” aprirà una nuova comunità per disabili psichici a San Benedetto in Alpe, con sede nell’Ostello della gioventù “Il Vignale”. Si inizierà con sei persone, per arrivare ad un massimo di ventisei. Non sarà solo una struttura per disabili: dopo un adeguato ampliamento, diventerà anche un centro socio-sanitario per tutti, con ambulatori medici, centro prelievi, ecc. Ma don Dario è anche il cappellano del carcere di Forlì, sul quale ha scritto con Michele Leoni e Roberto Zoli il libro “Vite Sbarrate”. Perché scrivere questo libro?

“La sua genesi è cominciata per caso, partecipando alla presentazione del testo di un magistrato. Il significato del nostro libro in

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sintesi è questo: il giudice mette il colpevole in carcere, don Dario li accompagna fuori”. C’è conoscenza reale della situazione del carcere da parte della gente?

“Sul carcere si parla poco e male: poco perché è un argomento che non piace, male perché se ne parla con l’ottica della cronaca nera e solo in riferimento a fatti crudi o a uomini eccellenti. La maggior parte della gente è sprovveduta su un tema così complesso”. Il libro presenta quindi varie sfaccettature su tutto ciò che riguarda la situazione processuale e su come si vive in carcere...

“Non solo. Già il titolo, “Vite Sbarrate”, indica ciò che rappresenta il carcere per la vita di una persona e la dimensione che ha generato il carcere e la pena. Cerca anche di far conoscere le condizioni di vita nelle carceri che non devono essere solo luoghi di detenzione, ma di rinascita e reinserimento”. Quando ha cominciato ad interessarsi del carcere?

“Nei primi anni ’70 come volontario, interpellato da agenti peniten-

ziari del quartiere di Bussecchio, in cui era vivo il senso dell’accoglienza per gli emarginati di ogni specie. Poi dal 1988, visto che avevo acquisito una certa esperienza con la realtà penitenziaria, l’Ispettorato per i Cappellani del Ministero, su segnalazione del Vescovo di Forlì, mi affidò l’incarico di cappellano del carcere di Forlì”. Qual è il rapporto tra Stato e Chiesa sul tema carcere?

“La mia esperienza mi ha permesso di vivere in prima persona il Vangelo, interiorizzando la situazione dei miseri, dei poveri, degli emarginati. In altre parole l’atteggiamento che nasce dall’amore per Cristo mette in evidenza l’esperienza più grande della vita che è l’amore, per le persone che vanno conosciute e aiutate, nel bene e nel male”. Ritiene quindi positiva la sua esperienza a contatto con i carcerati?

“Accompagnare una persona a ritrovare un po’ di futuro è la più bella esperienza del mondo, perché mette a nudo non solo il mio interlocutore ma anche me stesso.


A fianco, don Dario Ciani (a destra) insieme al giudice Michele Leoni (a sinistra) e al giornalistra Roberto Zoli (al centro).

“Vite Sbarrate”, dialogo tra un prete e un giudice

Cerco di non offuscare mai il bisogno di luce che una persona ha dentro di sé”. Come riesce a mantenere la fiducia su una rinascita in chi non ha casa né famiglia, né prospettiva di futuro?

“Ho ricostruito case dalle macerie, ho allevato bestiame, ho cercato ogni genere di lavoro per occupare, anche in modo minimale, le persone. Per accompagnare i più deboli sono diventato muratore, contadino, allevatore, commerciante, falegname, tipografo... Ho raccolto carta straccia e ferro vecchio”. Molti anziani e ammalati sono anche venuti a casa sua – a Bussecchio, Magliano o Sadurano - per morire in pace...

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“Tutti cercano un luogo dove c’è pace, e questo è possibile quando si può testimoniare e rendere trasparente l’amore di Dio. Il cuore in questo modo si riconcilia con la mente e la mente si placa in una relazione vera tra uomo e uomo, uomo e ambiente, uomo e lavoro”. No, dunque, alle sbarre!

“La vita di chiunque non deve essere sbarrata dalla violenza, dall’ingiustizia e neppure dal pregiudizio di pensare che non vale la pena di preoccuparsi di chi si trova in carcere e comunque ai margini della società. In molti casi prima di affrontare i temi della fede è meglio insistere su quelli della ragione”. IN

Tre gli autori del libro “Vite sbarrate. Dialogo sul carcere tra un prete e un giudice”. Sono don Dario Ciani, sacerdote, Michele Leoni, presidente di Sezione al Tribunale di Bologna e Roberto Zoli, giornalista, in veste di moderatore. Nel libro Zoli rivolge ai due protagonisti le domande che la gente comune si pone sull’esperienza di un giudice e di un sacerdote a contatto coi detenuti. I pregiudizi, i preconcetti o ciò che si legge e si ascolta sui media dà del carcere una descrizione spesso contorta e non conforme alla realtà. “Io ho sbagliato e me ne assumo tutta la responsabilità. Non è che qualcun altro dovrebbe dividere con me questa responsabilità?”. È la frase simbolo del libro, che spinge a chiedersi quale sia oggi la condizione dei carcerati. Ambienti sovraffollati, scarsa pulizia, modesta assistenza, mancanza di progetti per un percorso di riscatto e riabilitazione. Dal suo punto di vista Michele Leoni traccia un profilo della giustizia in Italia oggi, sottolineando i troppi ritardi e mancanze. Dal canto suo don Dario Ciani, cappellano del carcere dal 1988, rivela quanto sia difficile la vita dei reclusi e quanto grande sia il loro desiderio di riscatto. Attraverso le pagine del libro si segue un percorso dentro e fuori le sbarre descritto anche attraverso provocazioni, per stimolare un’equa soluzione al problema carcere nella società moderna.


F o r l ì - C . s o d e l l a R e p u b b l i c a , 124 - Te l . 0 5 4 3 2 6 0 0 8 - F a x 0 5 4 3 3 9 0 9 8 - o t t i c a - g h e t t i @ l i b e r o . i t


Raccogliere | Vendemmia 2012

Un’annata

Particolare testo Alessandro Rossi

Temperature alte, scarse piogge, rese per ettaro inferiori alla media. La vendemmia 2012 si è rivelata anomala, ma può riservare interessanti sorprese in cantina.

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Ed eccoci arrivati al classico appuntamento ottembrino, quello dove si giudica la vendemmia e, come nei più classici dei pronostici, non si trovano mai mezze misure: o strepitosa o disastrosa. Ma vediamo di capirci qualcosa in più: Le temperature sono state abbondantemente sopra la media per tutto il periodo estivo salvo in settembre, dove un clima più mite e notti più fresche hanno completato la maturazione delle uve, mini-

mizzando l’effetto degli anticicloni che ci hanno attraversato. Le precipitazioni avvenute in settembre hanno dato ampio respiro alle viti che sino a quel momento si trovavano in forte stress idrico a causa della colonnina di mercurio che più volte, nel corso di quest’estate, ha superato i 35° C. Le precipitazioni sono state abbondantemente inferiori ai 60 mm. Le rese per ettaro sono logicamente inferiori alla media, dovute


alla carenza idrica a seconda della tipologia del suolo. Questo capitolo non riguarda chi ha avuto la possibilità di salvaguardare le viti attraverso un’irrigazione di soccorso, oramai fondamentale visto l’andamento delle ultime vendemmie. Le zone più a rischio sulle rese per ettaro sono proprio quelle collinari - a volte difficilmente soccorribili da irrigazione artificiale - dove la qualità solitamente è maggiore. Sicuramente non sarà ricordata come la vendemmia più abbondante degli ultimi anni, anzi, probabilmente passerà alla storia come una delle meno produttive per quantità dell’ultimo ventennio (ricordiamoci che il nostro paese ha incentivato pesantemente l’estirpazione dei vigneti senza fare i conti con un clima che è completamente cam-

biato e dove l’innalzamento della temperatura gioca pesantemente sulle pratiche di vigna). Le uve hanno mostrato una buona concentrazione, i grappoli sono ben formati ma con differenti stadi di maturazione in funzione del vitigno. In questa vendemmia, particolarmente difficile, l’ubicazione del vigneto ha giocato un ruolo determinante. L’annata si preannuncia comunque interessante, da valutare da zona a zona, con una produzione ridotta di circa il 10% (anche se le statistiche fissano una media che sfiora il 5%) rispetto all’anno precedente. Difficile comunque sbilanciarsi in pronostici da bar: l’esperienza insegna che anche le annate meno interessanti sulla carta possono stupire e regalare

grandi emozioni con il tempo. La Francia insegna… La vendemmia 2012 secondo l’enologo Riccardo Castaldi

Riccardo Castaldi nasce il 29 gennaio 1968 a Ravenna, si laurea sia in Scienze Agrarie sia in Viticoltura ed Enologia. Responsabile agronomico del Gruppo Cevico e della Tenuta Masselina, vanta importanti esperienze nei più grandi paesi produttori di vino: Argentina, Cile, Francia, Croazia, Sud Africa, Nuova Zelanda, Inghilterra e Perù. È autore di varie pubblicazioni, tra cui “Vite, i sistemi di allevamento”, edito dall’Informatore Agrario nel 2011 e coautore del libro “Il vino nel mondo”, edito dall’AIS sempre nel 2011. Collabora con “L’Informatore Agrario”, “VQ”, “Vignevini”,

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A fianco, Claudio Fiore e Veruska Eluci dell’azienda agricola Balia di Zola. Sotto, l’enologo Riccardo Castaldi.

“Millevigne” e “Vita in Campagna”. Così Castaldi interpreta la vendemmia di quest’anno:

“Il 2012 è stato caratterizzato da un andamento climatico particolarmente siccitoso che, partendo dall’inverno, si è protratto anche nel periodo primaverile-estivo. La mancanza di pioggia ha determinato condizioni di temporaneo stress, soprattutto nei terreni meno freschi e profondi del versante collinare e in quelli più siccitosi della pianura; per contro ha ostacolato lo sviluppo delle malattie fungine, permettendo di ottenere uve con un grado di sanità ottimo. Le ridotte dimensioni di grappoli e acini sono alla base della ridotta resa quantitativa che, a seconda delle zone, è inferiore dal 5 al 15% e oltre rispetto all’annata 2011. I vitigni precoci, quali Sauvignon, Chardonnay e Pinot bianco, hanno

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fatto registrare un anticipo di maturazione rispetto alla passata annata, soprattutto in collina. La maturazione dei vitigni tardivi, come Trebbiano romagnolo, Sangiovese e Cabernet - Sauvignon, ha invece seguito un decorso analogo a quello del 2011, facendo registrare in taluni casi anche qualche giorno di ritardo. Le intense piogge verificatesi agli inizi di settembre, seppur tardive rispetto alle esigenze della vite, hanno avuto effetti sicuramente benefici sulla qualità dell’uva in quanto hanno consentito di reidratare le viti e hanno determinato un significativo abbassamento delle temperature, in particolar modo notturne, permettendo un regolare decorso del processo di maturazione, che rischiava di avvenire troppo repentinamente. Il grado zuccherino dell’uva, che si riflette sul grado alcolico del vino,

Brindisi romagnolo coi Tre Bicchieri Sono nove i “super vini” di Romagna, segnalati dalla prestigiosa guida Vini d’Italia 2013 edita dal Gambero Rosso. Ad aggiudicarsi quest’anno i Tre Bicchieri sono: - Sangiovese di Romagna Superiore DOC “Ora” 2011 - San Patrignano - Sangiovese di Romagna Superiore DOC “Limbecca” 2010 Paolo Francesconi - Ravenna Rosso IGT “Marzieno” 2008 - Fattoria Zerbina - Sangiovese di Romagna Riserva DOC “Redinoce” 2009 - Balia di Zola - Sangiovese di Romagna Superiore Riserva DOC “Il Moro” 2009 - Villa Trentola - Sangiovese di Romagna Riserva DOC “Vigna del Generale” 2009 Casetto dei Mandorli Nicolucci - Sangiovese di Romagna Superiore Riserva DOC “I Probi di Papiano” 2009 - Villa Papiano - Sangiovese Forlì IGT “Mantignano Vecchie Vigne” 2008 - Il Pratello - Albana di Romagna Passita Riserva DOCG “Regina di Cuori” 2009 - Gallegati


QuANdO L’AmORE NON è uNA SCELTA pur essendo comunque sostenuto è leggermente inferiore a quello dell’annata 2011. La qualità dell’annata 2012 è da considerare nel complesso buona. Nel vasto ed eterogeneo areale viticolo che la Romagna può vantare, non è difficile imbattersi in vigneti che hanno permesso di raggiungere livelli di eccellenza. I vini bianchi denotano in molti casi intense profumazioni, mentre i rossi si caratterizzano spesso per una buona struttura e per i tannini eleganti”. La Vendemmia 2012 secondo i produttori di Balia di Zola

L’azienda agricola Balia di Zola si trova nel comune di Modigliana, in una superficie di 15 ettari mista tra olivi e vigneti, bosco e ginestra, disposti ad anfiteatro intorno ad un vecchio casolare che ha origini molto antiche. L’obiettivo dei proprietari, Claudio Fiore e Veruska Eluci, è la valorizzazione del Sangiovese di Romagna: il lavoro si svolge quindi prima di tutto nel vigneto, ed è frutto della conoscenza e della competenza acquisita, oltre alla convinzione che in questo territorio ci sia tutto ciò che serve per fare grandi vini. La superficie a vigneto in produzione è di 5 ettari circa,

Profumi e tannini eleganti e il microclima di questo anfiteatro è sicuramente favorevole per la coltivazione della vite. Così Claudio Fiore e Veruska Eluci interpretano la vendemmia di quest’anno:

“In controtendenza con quanto si legge e si sente in giro, a Balia di Zola abbiamo uva bellissima e soprattutto sana. Si preannuncia un’annata ottima per il Sangiovese. Bisogna però fare una precisazione: Balia di Zola si trova a 400 metri sul livello del mare, con terreni argillosi che hanno beneficiato dell’acqua e dell’enorme nevicata dell’inverno scorso. Le argille trattengono maggiormente l’acqua rispetto ai terreni sabbiosi e sassosi e le nostre piante, molto vecchie e con radici profonde, risentono meno dei casi di estrema siccità. Le piogge cadute prima della vendemmia sono state provvidenziali. Parlando invece di resa siamo sull’ordine del chilogrammo per pianta, quindi direi ottima”. IN

NON PER SCELTA di Erminia Crociani

Cosa significa essere omosessuali nella società italiana di oggi? È ancora un ostacolo, un marchio, una vergogna? Adry e Donald raccontano le loro storie, diverse, ma sempre dure, difficili, senza sconti, due storie che parlano al lettore di coraggio e accettazione, ma anche di amore che va oltre ogni convenzione sociale e pregiudizio.


L’aziEnda foRLivEsE guidata da EmanuELE RiniERi, LEadER nEL sEttoRE dELL’impiantistiCa ELEttRiCa, è tRa LE REaLtà più avanzatE pER L’appLiCazionE dELLE nuovE tECnoLogiE gREEn. Le idee, quelle buone, sono per antonomasia “brillanti”. Sono illuminazioni, sono le classiche lampadine che improvvisamente s’accendono. A volte, poi, capita che intuizioni e progetti imprenditoriali si traducano proprio in quella che è la loro essenza stessa, ossia in “luce”. È così che da un piccolo garage di Forlì e dalla perizia e volontà di un artigiano romagnolo, è nata 16 anni fa

quella che ora è un’azienda con 40 addetti che “offre luce” su tutto il territorio nazionale. “E.R. Lux” di Emanuele Rinieri dal 1996 di strada ne ha fatta, e tanta: oggi l’impresa che nel settembre dello scorso anno ha inaugurato in via Cartesio 27 la sua nuova sede, servita da impianti ad altissima efficienza e completamente autonoma nell’approvvigionamento


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energetico, è una realtà leader nel settore dell’impiantistica elettrica ad uso civile, terziario e industriale e nell’applicazione a servizio della collettività delle nuove tecnologie “green”. “Dalla costruzione di quadri elettrici alle installazioni di automazioni e impianti anche telefonici, televisivi, di videocontrollo e antintrusione; dagli impianti fotovoltaici a quelli eolici, idroelettrici e di cogenerazione. Diversificare la produzione e, al contempo, gestire in proprio tutto il processo, sono state le nostre linee guida sin dall’avvio dell’attività. Dalla progettazione alla realizzazione e installazione degli impianti, ogni fase è seguita da noi direttamente”, spiega Emanuele Rinieri che con i suoi 40 anni guida un’azienda della quale è persino il meno giovane. Una “linea verde” che è anche alla base della costante spinta verso l’innovazione di “E.R. Lux”. Sì, perché oltre agli ambiti tradizionali di attività nei settori privato e pubblico, nel quale l’impresa opera avvalendosi delle certificazioni Iso 9001/2008 e “Soa” (illuminazione cittadina, impiantistica semaforica, sistemi fotovoltaici per scuole ed edifici pubblici, pensiline solari e isole ecologiche), l’azienda forlivese sta incamminandosi lungo un percorso che la porterà ad essere a tutti gli effetti “energy manager”. Ne è prova l’attenzione alla gestione della mobilità sostenibile che culmina negli Energy parking, vere stazioni attrezzate per la ricarica di veicoli elettrici, che l’azienda si appresta a inaugurare.

Ottimizzare consumi e processi è un obiettivo da perseguire prima di tutto internamente, come sempre grazie alla tecnologia. Nasce da questa volontà il nuovissimo magazzino digitale verticale di cui “E.R. Lux” si è dotata a settembre. “Grazie a questo impianto - spiega Rinieri - controlliamo direttamente da una tastiera tutto il materiale contenuto in un magazzino di 110 metri quadrati; sappiamo sempre quanti pezzi abbiamo a disposizione e, grazie al loro inserimento in 48 diversi cassetti tutti automatizzati, possiamo acquisirli al momento del bisogno in modo rapido e in totale sicurezza”. La luce sul futuro è già accesa. Tra le prossime novità firmate E.R. Lux c’è Energy Parking, stazioni attrezzate per la ricarica di veicoli elettrici.

E.R. Lux s.r.l. Via Cartesio 27, 47121 Forlì (FC) Tel. 0543 774632 - Fax 0543 794413 www.erlux.it - info@erlux.it


Abitare | La casa in collina

L’eleganza della

SemplicitĂ

testo Annalisa Balzoni - foto Giorgio Sabatini

La bellezza del paesaggio diventa il punto di partenza per la ristrutturazione di questa casa in collina. Grandi vetrate la immergono nella natura, con il castello di Sorrivoli a fare da sfondo.


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Il panorama che ci circonda regala una sensazione di libertà. È madre natura la vera protagonista, col mare all’orizzonte e i colori della terra e della vegetazione delle alte colline del cesenate tutt’attorno. Immersi in questo scenario, in una splendida e calda giornata ottobrina, ci avventuriamo in una nuova visita. Solo in punta di piedi si può entrare in questo piccolo angolo di paradiso naturale, ove regna sovrano il vento e il suono del silenzio. All’uomo viene donato uno spazio limitato ove intervenire, e può farlo solo con eleganza e rispetto, principi che diventano linee guida. Qui ci fermiamo e con la splendida veduta del castello di Sorrivoli in

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lontananza, osserviamo l’eleganza

e la naturalezza con cui l’architetto Maurizio Belli di Cesena è intervenuto nel recupero, datato 2005, di questo edificio. Precedentemente era la classica costruzione degli anni 60/70 in cemento armato, sorta sulla demolizione del vecchio fabbricato rurale in pietra e sassi. La ristrutturazione, affidata alla ditta del luogo Alban Edile, ha mantenuto la struttura esistente e si è concentrata sulla ridefinizione degli spazi interni, esterni e degli elementi di finitura. Parliamo di semplicità non per usare un termine sminuente o riduttivo, ma solo per sottolineare che nella pura semplicità risiede la vera

Sopra, il portico chiuso da vetrate che ospita il luminoso soggiorno e un angolo conviviale. In apertura, l’esterno della casa immersa tra il verde.


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camino ed una zona gioco, mentre nello spazio adiacente troviamo l’angolo più conviviale che ospita un barbecue con un grande tavolo. La semplicità è l’elemento conduttore anche nella scelta degli arredi,

seguiti dal progettista e dalla proprietà, alcuni acquistati per l’occasione altri derivanti da viaggi della proprietà stessa. Tra tutti spicca il grandissimo tavolo da pranzo ottenuto da un’unica tavola di Doussie d’Africa, attorniato da sedie pie-

In alto, la cucina realizzata su misura, con al centro un tavolo romagnolo con piano di marmo di Carrara. Sotto, il grande tavolo da pranzo realizzato con un’unica asse di Doussie d’Africa.

eleganza. Il portico e il piccolo ricovero attrezzi sono divenuti i punti cardine del progetto e l’inserimento di grandi vetrate il mezzo. Ciò

che colpisce il visitatore, infatti, è che in questi punti della casa scompaiono i muri, questi ultimi sono stati sostituiti da “divisori” trasparenti, su tutti i lati, per far partecipare il paesaggio e la natura al restauro e diventarne al tempo stesso parte integrante e fondamentale. In questi ambienti si gioca la maggior parte dell’opera: stati inseriti un piccolo soggiorno a fianco del

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ghevoli vestite. Le tinte alle pareti, così come quelle degli arredi, sono tenui e calde allo stesso tempo, e contribuiscono a dare una sensazione di armonia e serenità. Simpatica la cucina realizzata su misura dalla dittazFoschi Arredamenti di Macerone (FC), col bellissimo tavolo romagnolo con piano in marmo di Carrara posizionato al centro della stanza e il lavabo in graniglia. Nella zona relax troviamo pareti resinate, realizzate dalla ditta forlivese Venerom, e pavimentazione in pietra levigata; d’effetto la pavimentazione del soggiorno in legno di abete spazzolato, fornito da Rossi Abitare di Cesena, così come affascinante appare la pavimentazione in mattoni in cotto della ditta Sila utilizzata nella zona portico e nella grande sala da pranzo, oltre che all’esterno.

Terminiamo la nostra visita con un’ultima considerazione: ci preme sottolineare, infatti, l’intelligenza usata da parte dell’architetto Belli nelle scelte progettuali, che gli hanno permesso di rispettare la bellezza del paesaggio, rendendola principio basilare del suo lavoro. IN


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Recitare | Gabrio Gentilini

La Febbre

del

Musical

testo Rosanna Ricci

Da Fiumana a Milano seguendo la passione per musica e teatro. È Gabrio Gentilini, ora sul palco del Teatro Nazionale nei panni di Tony Manero.

Un amore travolgente per il teatro ha condotto Gabrio Gentilini, 24 anni, a far parte di una compagnia forlivese durante la frequenza del liceo scientifico di Forlì. Nato a Faenza e cresciuto a Fiumana di Predappio, dopo il diploma si è trasferito a Milano per gli studi sui musical, vincendo una borsa di studio. Ha interpretato diversi ruoli, l’ultimo nell’indimenticabile spettacolo “Mamma Mia” a Roma, al Teatro Brancaccio. Il 18 ottobre ha debuttato al Teatro Nazionale di Milano nel musical “La Febbre del Sabato Sera”, nella sua nuova versione prodotta da Stage Italia. Sarà Tony Manero, lanciato al cinema dal grande John Travolta.

Verrai a farti applaudire anche

Sei stato scelto fra quattromila

“È stato travolgente sentirsi dire ‘Gabrio, sei il nostro Tony Manero’. Mi ha davvero lasciato senza fiato!”.

“D i sic u ro r i m a r rò s empre nell’ambito artistico. Ho altre ambizioni e altre esperienze che vorrei regalarmi come interprete e performer, dal cinema a vari progetti musicali”.

Come ti senti nei panni di John Tra-

Senti la nostalgia di Fiumana o di

volta?

Forlì? Che cosa porti nel cuore del-

“Più che altro nei panni di Tony Manero… L’interpretazione di John Travolta ha lasciato un segno indelebile nel ricordo di tutti, cercherò di ricalcarne lo stile, ma sono felicissimo di poter dare un’interpretazione tutta mia”.

la tua città?

concorrenti: l’emozione ti avrà lasciato senza parole...

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a Forlì?

“Spero presto. Purtroppo non potrò con questo spettacolo, ma nel futuro senz’altro farò il possibile. Per il momento vi aspetto a Milano... questo spettacolo merita davvero!”. Qual è la marcia in più che bisogna avere per raggiungere l’eccellenza?

“Fare l’attore comporta scelte rischiose, impegnative e tanti sacrifici. Devi essere consapevole che non hai una stabilità garantita. Bisogna avere tanto carattere! Per raggiungere l’eccellenza non bisogna mai accontentarsi e sentirsi arrivati.”. Dopo questo spettacolo che cosa conti di fare?

“Il calore della nostra terra e la genuinità con cui la gente guarda alle cose sono connaturate in me. Sono abituato ormai a stare lontano da casa, ma ovunque vada sono sempre fiero di dire che sono romagnolo”. IN


CoCoon Center

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Correre | Saverio Scozzoli

Maratoneta

nel cuore e sulla testo Serena Focaccia

Pagina

Lasciata alle spalle l’Olimpiade londinese, ammirati i grandi campioni e le loro prestazioni stellari, gli amanti dello sport riprendono in mano le scarpe da ginnastica e non solo... Saverio Scozzoli ha preso in mano anche la penna.

Come si incontrano la passione sportiva e la voglia di raccontare? Con Saverio Scozzoli, entusiasta maratoneta e romanziere esordiente, abbiamo cercato di scoprirlo. Ma andiamo con ordine.

Una corsa nella storia Tutti conoscono la leggenda di Filippide, l’atleta inviato ad Atene per annunciare la vittoria dopo la battaglia di Maratona, ma il romanzo di Saverio Scozzoli parte dai quattro giorni precedenti la famosa battaglia, facendo rivivere la lunga corsa di Filippide verso Sparta in cerca di un aiuto contro l’invasore persiano. È la storia di un nemico talmente subdolo da preparare un agguato al messaggero, è il racconto dei terribili momenti che condizionarono la disperata corsa di Filippide. Mai nella storia dell’umanità un singolo uomo ha fatto tanto per le generazioni future, solamente ponendo un piede davanti all’altro.

Saverio, come è nata la tua passione per la maratona?

La passione per questo sport è nata quando viaggiavo per lavoro: per fare un minimo di attività fisica l’unica possibilità che avevo era il podismo, uno sport “facile” da praticare. La mia prima maratona è stata “Russi ’96”: ricordo oltre quattro ore di sofferenza, fondamentali per capire che una competizione non si improvvisa, ma va ben preparata. Che cosa significa nella vita di tutti i giorni “essere un maratoneta”?

Essere maratoneta vuol dire essere uno che non molla. Quel traguardo alla fine dei 42,195 km ti plasma il carattere, ti abitua a non arrenderti e la grinta ti rimane addosso anche quando togli il pettorale. Ti fa avere una gran fiducia nelle tue capacità, e non sto parlando solo di podismo. Qual è il ricordo più entusiasmante legato a una maratona? E quello più doloroso?

Non ho dubbi, perché sono legati allo stesso avvenimento. NewYork 2001, corsa due mesi dopo il crol-

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lo delle torri gemelle. Mi trovavo negli USA per lavoro, non ero allenato per correre al meglio, ma l’esigenza di partecipare è stata più forte. In quell’occasione ho corso davvero per qualcosa che andava oltre al fatto sportivo. Non era mai successo prima: al traguardo ho pianto come un bambino. È in libreria il tuo romanzo “Filippide il maratoneta”. Come si passa da una passione concretizzata ogni giorno nell’allenamento alla sua trasposizione in opera letteraria?

La scelta di raccontare la storia di Filippide è nata dalla domanda: “cosa avrei fatto se avessi dovuto salvare io il mondo correndo?”. Così è scaturita la voglia di conoscere meglio Filippide e, con la complicità di una cassa integrazione che mi ha dato molto tempo libero, ho trovato il coraggio per completare quel romanzo che continuava a rimbalzarmi dentro la testa. Filippide fa parte di me: le motivazioni, le emozioni della sua corsa sono prese dalla mia vita. Come uomo poi mi piacerebbe essere integerrimo come lui, con un senso del dovere e dei valori della vita così forte. Provo a ripercorrere le sue orme, perché con ideali così solidi sarebbe bello vivere, soprattutto ai giorni nostri. IN


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Creare | Il Premio Campigna

Ricostruire il

Presente

testo Sabrina Marin

Al via la 54esima edizione del Premio Campigna. Protagonisti gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’obiettivo è confrontarsi con la ricostruzione del teatro Mentore.

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Si inaugura domenica 21 ottobre la 54esima edizione del Premio Campigna a Santa Sofia. Questo evento espositivo è in collaborazione con alcuni studenti dell’Ac-

e Campigna. Dal 1966 il Premio prese sempre più importanza, grazie anche alla partecipazione di personaggi del calibro di Lu-

cademia di Belle Arti di Bologna

di e Francesco Arcangeli, Mattia

scelti e coordinati dal critico d’ar-

Moreni, Ennio Morlotti, Concetto

te Robelto Daolio, che si dovran-

Pozzati, Andrea Emiliani e tan-

no confrontare con il territorio realizzando lavori all’interno e all’esterno della Galleria d’arte contemporanea “Vero Stoppioni”. In particolare, i giovani artisti dovranno confrontarsi con tre concetti chiave: “Distruzione”, “Ricostruzione” e “Restauro”. L’idea del progetto è nata meditando sulle varie ipotesi di lavoro che sono state alla base della ricostruzione del nuovo teatro Mentore di Santa Sofia (a fianco l’architetto Gae Aulenti, che ha firmato il progetto del Mentore, nella foto sotto). Ad affiancare l’esposizione del Premio Campigna, aperta al pubblico fino al 31 dicembre, saranno anche laboratori didattici e visite guidate. Il Campigna è un premio di arte contemporanea nato nel 1955 per gli artisti locali, che inizialmente aveva come luogo prescelto la foresta di Campigna, oggi parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona

tissimi altri. Negli anni Ottanta venne organizzato secondo un programma triennale legato a generi più tradizionali riletti in chiave contemporanea, come l’autoritratto, il paesaggio e la natura morta; dal 1985 partì un progetto triennale a soggetto, dal titolo Tempo e identità. Negli stessi anni Mattia Moreni, stabilitosi a Santa Sofia, fece dono al Premio di molte sue opere, conservate nella Galleria di Arte Moderna Vero Stoppioni (inaugurata nel 1990). Nel 2002 il premio e la direzione artistica furono affidati alla cura di Adriano Baccilieri, il quale aprì la mostra anche a giovani artisti, e a figure rappresentative del Novecento. Attualmente il premio ha luogo, oltre che nella Galleria, anche nella piazza del paese, nell’alveo del fiume Bidente e nel Parco della Resistenza (ex parco Giorgi).

igi Carluccio, Giuseppe Raimon-

www.premiocampigna.it IN


Navigare | Foursquare

Sociali e

Commerciali

Prosegue il viaggio nel mondo del web marketing assieme all’esperto Alessandro Zaccheroni. In questo numero ci parla di Foursquare, social network in forte espansione e dalle grandi potenzialità commerciali.

Qualcuno ha sentito parlare di Foursquare? È il social network basato sulla geolocalizzazione che sta riscuotendo un successo sempre maggiore in Italia. Pochi dati per capirne le potenzialità. Nato a marzo 2009, nel giugno 2011 contava 10 milioni di utenti; secondo gli ultimi dati, nell’aprile 2012 gli utenti sono 20 milioni, con oltre 2 miliardi di check-in e 750 mila commercianti presenti. Nel periodo luglio 2011- febbraio 2012 in Italia si è avuto un incremento del 302% di brand page (pa-

gine ufficiali di aziende od attività commerciali) nel settore turistico, catene commerciali, imprese familiari, eventi e manifestazioni, etc. Tra le grandi aziende sbarcate su Foursquare che hanno già all’attivo oltre 10 mila followers possiamo citare Gucci, Regione Toscana, Adidas, Vodafone (approfondimenti su www.portalidea. it/i-numeri-di-foursquare). E Facebook Places? Facebook Places, il sistema di geolocalizzazione integrato in Facebook, non ha mai

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avuto un grande successo e si vede anche dal fatto che Facebook ha prima tentato di acquistare Foursquare e successivamente ha acquistato il diretto concorrente di Foursquare, Gowalla, il quale, dopo soli tre mesi dall’acquisto, ha chiuso i battenti lasciando totale via libera allo sviluppo di Foursquare. Ma come funziona e che vantaggi ci sono per le aziende?

Attraverso un’app mobile ed un sito web gli utenti registrati possono condividere la loro posizione lasciando consigli (tip), pubblicando foto e condividendo tutto su Facebook o Twitter. Chi si appresta ad effettuare un check-in in un luogo vede tutte le attività commerciali che si trovano nei dintorni e le offerte che queste propongono. Le attività commerciali, quindi, possono proporre offerte su Foursquare in modo da essere viste da chi si trova nelle vicinanze. Questo avviene con l’utilizzo di “specials” che incentivano gli utenti a fare check-in nei punti vendita delle aziende, in modo da otte-

nere sia un ritorno di brand awareness nell’offline e un aumento delle vendite, sia buzz marketing nei social network. Pensate alla potenzialità di promozione “gratuita” per le attività commerciali! Foursquare si presenta come gioco sociale partecipativo: più checkin effettui più punti guadagni e comincia la gara con gli amici per diventare Mayor (sindaco) di un luogo, attività commerciale o azienda. Gli utenti possono invitare su Foursquare tutti i loro amici di Facebook, Twitter e Gmail, in modo da aumentare esponenzialmente gli utilizzatori di questo Social Network. Le notifiche push permettono di sapere quando ci sono amici nelle vicinanze o addirittura nello stesso luogo, grazie al sistema di geolocalizzazione ed ai check-in effettuati. E ogni check-in effettuato è pubblicità per l’attività commerciale o azienda in cui viene effettuato (maggiori informazioni su www.portalidea.it/foursquare-vantaggi-per-aziende). IN


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