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Pesaro-Urbino

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Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 20/02/2006 n. 6 - E 3,00

Anno VII - N. 1 - APRILE - MAGGIO 2012

Coppia

d’Autore

Manuela Mariotti e Massimo Berloni Imprese a due voci Caro socio, cara socia... Maurizio Gennari Conservare l’eccellenza Frontone Una domenica alla rocca


HAPPY DIAMONDS COLLECTION

Via Branca 15, 61121 Pesaro - Tel: 0721/31345 gioielleria@bartorelli.it


Sommario

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6 Annotare Brevi IN 14 Essere Mariotti e Berloni 22 Lavorare Imprese a due voci 26 Accogliere Albergatori del pesarese 30 Presiedere Maurizio Gennari 34 Musicare Simone Baiocchi 36 Visitare Frontone

| EDITORIALE di Simonetta Campanelli e Andrea Masotti |

Una formidabile coppia nel lavoro e nella vita apre questo numero di Pesaro IN Magazine. Manuela Mariotti e Massimo Berloni, i due volti di Dondup, sono i protagonisti di una storia imprenditoriale e umana che da Fossombrone si proietta verso il mondo. Si prosegue con altre coppie di pesaresi che hanno scelto di unirsi oltre che nella vita privata anche nel lavoro, e con un’intervista incrociata agli albergatori del territorio, Nardo Filippetti, Lucia Signorini, Fabrizio Oliva, Roberto Signorini, Raoul Tausani e Claudia Palazzetti. Il presidente del Conservatorio Rossini di Pesaro Maurizio Gennari presenta i progetti di gestione e rilancio

dello storico ente, mentre Simone Baiocchi ci parla della sua passione per la musica sacra. La rubrica del territorio vede in primo piano Frontone e la sua antica rocca, mentre di arte immortale si parla con “La Città Ideale”, esposta ad Urbino nella mostra che celebra i cento anni della Galleria Nazionale delle Marche. A seguire la presentazione del Centro Alzheimer voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, i progetti della Fondazione Rossini presieduta da Oriano Giovanelli e le attività dell’Ente Concerti guidato da Guidumberto Chiocci. Infine l’arte di Bruno Radicioni, e il team di football americano Ranocchi Angels.

Stampa: Graph S.N.C. - San Leo (RN)

Collaboratori: Benedetta Andreoli, Alberto

Direttore Responsabile: Andrea Masotti

Berardi, Franco Bertini, Simonetta Campanelli,

Redazione centrale: Roberta Brunazzi Progetto grafico: Lisa Tagliaferri Impaginazione: Sabrina Montefiori

Elisabetta Ferri, Ettore Franca, Silvia Sinibaldi, Simona Spagnoli, Beatrice Terenzi, Maria Rita Tonti Fotografi: Laura De Paoli, Leonardo Mattioli, Luca Toni

Controllo produzione e qualità: Isabella Fazioli Ufficio commerciale: Irena Coso, Laura De Paoli

Chiuso per la stampa il 05/04/2012

40 Celebrare Galleria delle Marche 42 Curare Centro Alzheimer 44 Dirigere Oriano Giovanelli 46 Guidare Guidumberto Chiocci 48 Scoprire Bruno Radicioni 50 Giocare Ranocchi Angels Pesaro

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Edizioni IN MAGAZINE S.R.L. Redazione e amministrazione: Via Napoleone Bonaparte, 50 - 47100 Forlì tel. 0543.798463 - fax 0543.774044

www.inmagazine.it inmagazine@menabo.com

Coordinamento redazione Pesaro: Simonetta Campanelli via Pantano, 163 - cell. 335.5262743 nelli@simonettacampanelli.it


Annotare | Brevi IN

Urbino Resort, un tuffo nella natura

Urbino - Nel cuore del Montefeltro, a Pantiere, Urbino Resort è un luogo ideale per soggiornare in mezzo alla natura. Nato dalla ristrutturazione di antiche dimore coloniche, compresa un’Abbazia del XIV secolo, il complesso si inserisce nella tenuta Santi Giacomo e Filippo, 360 ettari a coltivazione biologica nell’Oasi Faunistica de “La Badia”. Il relax è assicurato anche solo alloggiando nelle dimore denominate I Fiori, I Frutti Dimenticati, I Preziosi, Le Aromatiche, La Limonaia, Le Scuderie. I comfort non mancano Piscina, Giardino botanico, Organic Bar, Centro benessere, ristoranti e, ultima novità, l’esclusivo Ecospaccio, ricavato da un antico frantoio, dove si possono trovare vino, olio, miele, prodotti biologici da materie prime dell’azienda agricola e raffinata oggettistica di artigianato locale. Info: 0722 580305 - www.urbinoresort.it info@urbinoresort.it (S.C.)

Premio 2012 del Circolo della Stampa Pesaro - Il Circolo della Stampa di Pesaro premia anche quest’anno cittadini che si sono distinti per i loro particolari meriti nei campi che spaziano dal sociale al culturale, dall’informazione allo sport, dall’economia all’arte, dalla solidarietà alla benemerenza. Il prestigioso Premio Circolo della Stampa/Pesaro per il 2012 viene assegnato a Nardo Filippetti, Alberto Pototschnig, Maria Rosaria Valazzi, Card. Antonio Maria Vegliò, Conservatorio Rossini. Premio Speciale a IFI, per i 50 anni dell’ azienda. La premiazione si terrà l’11 maggio all’Auditorium di Palazzo Montani Antaldi. (S.C.)

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Classic Manufactum per la nuova Collezione Pesaro - Un pezzettino di storia che ha saputo attraversare il tempo: con la sua sobrietà e la sua eleganza, il nuovo Classic Manufactum di Chopard è un ponte teso tra tradizione e modernità, una trait d’union tra i prestigiosi orologi da tasca che hanno reso celebre il fondatore del marchio, Louis-Ulysse Chopard, e gli attuali orologi da polso. Le linee del Classic Manufactum richiamano il delizioso classicismo della Belle Epoque: il quadrante tipo porcellana valorizza più di ogni altro gli indici a numeri romani nero brillante. Il contatore dei piccoli secondi a ore 6 esibisce la graduazione chemin de fer tipica degli orologi da tasca dell’epoca. Le sottili lancette dorate completano il quadro, conferendo all’insieme una perfetta armonia. Il Classic Manu-

Chopard

factum è proposto con cinturino in pelle di alligatore nero mat, chiuso da una fibbia ad ardiglione in oro 18 carati. A Pesaro, la nuova collezione Chopard da Bartorelli, gioielleria in via Branca 15.

Evagarden Social Zone progetto Interattivo Pesaro - Evagarden make up lounge presenta un totem touch screen ricco di applicazioni e servizi. Semplicemente toccando lo schermo si possono scat-

tare foto da condividere sulla propria bacheca Facebook, oppure ci si può divertire con il test della style personality. E le sorprese della Social Zone Evagarden non sono finite qui: chi condividerà il test sulla propria bacheca Facebook riceverà direttamente dal totem touch screen un coupon che darà diritto a promozioni, omaggi, consigli sul make up e tante altre novità. Un progetto innovativo e coinvolgente, immediato e intuitivo a disposizione di tutte le appassionate di make up e social world, un’occasione da non perdere per godere dei vantaggi che Evagarden make up lounge riserva alle sue clienti più social! Evagarden Social Zone è disponibile da metà marzo presso Evagarden make up lounge, a Pesaro in via Branca 10 e a Borgo Santa Maria, in via Benucci 1. (S.C.)


I saluti anni ’60 di Sauro Brigidi

Pesaro - Lo definisce “un libro senza pretese” e invece è un diario puntuale e piacevolissimo della Pesaro estiva degli Anni Sessanta, tra racconti e fotografie. Sauro Brigidi, un nome che di diritto è entrato tra quelli che hanno fatto il giornalismo di questa città, ha di recente rieditato “Cordiali saluti dagli anni ‘60”, libro del 1995 nato grazie alla collaborazione del Dopo Lavoro Cassa di Risparmio. Un tuffo nostalgico e antropologico insieme nella città, nelle spiagge e nelle abitudini di quel passato con le audaci turiste straniere e la gaffe dei nostrani vitelloni. Non mancano le immagini e le storie dei Vip del tempo: Mario Del Monaco, Tamara Baroni, Federico Fellini, Minnie Minoprio e Luciano Pavarotti. (S.S.)

Concorso fotografico ed eventi con Brandina Pesaro - Rispolverate la macchina fotografica, immortalate la vostra borsa Brandina in un momento curioso delle vacanze e inviate i vostri scatti all’indirizzo blu@brandinatheoriginal.it, oppure caricateli sulla pagina Facebook Brandina. Al via la nuova edizione del Brandina Holiday Photo Festival, con ricchi premi in palio. In aprile 2012 Brandina The Original®

festeggia anche l’apertura di tre nuove Botteghe: BB-Ravenna, BB Milano Marittima e BB Cesenatico. Brandina spiega inoltre le vele di una nuova avventura: la storica regata Pesaro Rovinj - Rovigno Pesaro Brandina Cup: in occasione della 28esima edizione della traversata dell’Adriatico, accompagnerà gli equipaggi in un abbraccio alle due coste. (S.C.)


La chiesa di San Filippo nel presepe di Mastini Cagli - La chiesa di San Filippo è un grande capolavoro che l’amministrazione cagliese è stata costretta a dichiarare inagibile a causa delle infiltrazioni causate dalla nevicata di febbraio. Grazie al presepe realizzato dall’artista Gabriele Mastini, però, l’immagine nitida della sua navata animata dalla natività rimarrà negli occhi e nella memoria di tutti coloro che l’hanno visitata. Una scena ricchissima di dettagli, realizzata con materiali poveri rianimati dall’estro di Mastini. Un’insatallazione unica capace di nutrire la speranza che la chiesa torni presto ad essere agibile. (S.S.)

Valemour, marchio sociale supportato dai brand Made in

Italy

Milano - Nell’ambito della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down è stato presentato a Casa Dondup il marchio sociale Valemour, progetto di shopping on-line che permette di acquistare capi e accessori in edizione limitata, in cui è il cliente a decidere quale cifra donare. L’obiettivo è aiutare le persone con disabilità intellettiva ad avere un’adeguata formazione per il loro inserimento nel mondo del lavoro. I prodotti Valemour sono realizzati in co-branding con Dondup, HTC, 40Weft, Met, Luparia, Reign, Jacob Cohen, Cochrane e PT01, che hanno messo a disposizione i propri prodotti personalizzati col marchio Valemour. Contribuiscono anche sponsor e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. (S.C.)

Nella foto, scattata nella sede di Dondup Milano, Justine Mattera, Marco Ottocento, Riccardo e Valentina di Valemour.


Sperimentale e artigianale è Quodlibet

Abbronzati e senza smagliature con Maya Club

Pesaro e Fano - Riempire ed abbronzare le smagliature in assoluta sicurezza oggi è possibile grazie alla biodermogenesi®. Questo innovativo metodo permette di stimolare la produzione di nuovi collagene ed elastina che vanno a riempire progressivamente il solco delle smagliature, oltre che di nuovi melanociti, elementi che permettono alla pelle di abbronzarsi. Sottoposto ad una sperimentazione di oltre 5 anni su più di 2mila pazienti, coronato da un successo confermato anche dagli studi della Scuola di Dermatologia dell’Università di Pisa, biodermogenesi® ha dimostrato di essere efficace sulle smagliature rosse e bianche, vecchie anche più di 30 anni, grazie ad un ciclo di trattamenti gradevole, sicuro e privo di effetti collaterali, con risultati che oggi hanno dimostrato di essere stabili anche dopo più di 4 anni dal termine del programma di lavoro. Biodermogenesi® è in esclusiva nei Maya Club di Pesaro e Fano. of&BalocchiOk 19-12-2011 13:09 Pagina 1 (S.C.)

Fossombrone - Fusione perfetta tra passato e presente, con forme futuristiche per tessuti tradizionali e volumi innovativi che non trasformano la femminilità: ecco la collezione Donna AI 12-13, con capi che esprimono il concetto di libertà; libertà di proporre una tendenza al di fuori dai canoni. L’aspetto vincente è l’avanguardia resa “portabile”, senza sentirsi mai fuori dal contesto: sperimentale ma altrettanto artigianale. La scelta dei tessuti è uno degli aspetti su cui Manuela Mariotti

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punta per il ritorno di Quodlibet. Ne sono esempi tangibili la camicia “maschio/femmina” composta dalla rigidità del cotone e la fluidità della seta uniti in un unico telaio; la gonna termosaldata stretch con dettagli in pvc; l’abito in cotone super battuto elasticizzato costruito secondo la tradizione ottocentesca: bustino, stecche e cerchio; giacche sartoriali abbinate a cinture obi ricamate a mano; mantelle, trench e felpe in pvc color tortora, in effetto lucido e opaco. Che dire? Quodlibet! (S.C.)

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Porche, nuova 911 Cabrio Pesaro - Un anticipo di primavera è andato in scena il 10 marzo nella nuova sede del Centro Porsche di Pesaro - Concessionaria Augusto Gabellini, grazie alla presentazione della nuova versione “estiva” di casa Porsche, la 911 Cabrio. Anche con la nuova 911 i progettisti tedeschi sono rimasti fedeli alle origini, ma con lo sguardo rivolto al futuro: oltre al passo allungato, la 911 ha anche una carreggiata anteriore più ampia, i cerchi maggiorati (da 19 pollici nella versione base e da 20 nella S) e lo sterzo elettromeccanico, elementi che generano, nell’insieme, una maggiore piacevolezza di guida e una maggior precisione nell’inserimento in curva. Inoltre i nuovi motori boxer 3.4 l da 350 CV e 3.8 l da 400 CV sono in grado di conciliare prestazioni da supercar a fronte di consumi sempre più ridotti. Il prossimo appuntamento al Centro Porche è fissato per il mese di aprile, con l’anteprima della nuova Boxster.

Confartigianato porta a Pesaro Paolo

Crepet

Pesaro - “Crepet incontra le famiglie”: è questo il titolo di tre incontri pubblici con il professor Paolo Crepet. A promuoverli è la Confartigianato Imprese di Pesaro e Urbino, con il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino, del Comune di Pesaro e il sostegno di Banca delle Marche e Oddo Benedetti. Lo psichiatra e scrittore sarà al Teatro Rossini di Pesaro giovedì 19 aprile e, a seguire, al Teatro Sperimentale il 2 e il 24 maggio. Gli incontri avranno inizio alle ore 21. L’evento si svolge in collaborazione con Confartigianato Fidi, Confartigianato Donne e Impresa, Confartigianato Giovani Imprenditori della Provincia di Pesaro e Urbino e Forum delle Famiglie. Info: Confartigianato Pesaro, tel. 0721 437209-215 - www.crepetincontralefamiglie.it; incontri.crepet@confartps.it (S.C.)


Erik De Santis, stella del Tennis

Il Mondo di Riz Ortolani

Milano e Roma - Uno speciale cofanetto di 4 Cd (dei 18 previsti), dal titolo “il Mondo di Riz Ortolani”, presenta una prima interessante selezione internazionale della carriera artistica in continua evoluzione del grande compositore pesarese. È appena stato pubblicato dal Gruppo Sugar Music/Warner per un anniversario particolare, poiché l’anno 1962 vede in realtà ben tre momenti artistici determinanti per la carriera cinematografica di Riz Ortolani. L’innovativa colonna sonora del film “Mondo Cane” lo impone all’attenzione mondiale: nello score ci sono aperture di molti temi diversi. Il tema principale del film “More”, che oggi compie 50 anni, è cantato da Katyna Ranieri nella colonna sonora internazionale del film che gli valse, nel 1964, la nomination all’Oscar come “Best Theme Song” e la vincita del Grammy Award, come “Best Instrumental Theme”. Sua moglie Katyna Ranieri, unica artista straniera invitata, lo canterà alla cerimonia degli10:26 Oscar. (S.C.) 1 eAngelis 03-’12 210x115 20-03-2012 Pagina

Marotta - Sempre più brillante la stella di Erik De Santis, astro nascente del tennis pesarese. Il giovane tennista di Marotta, non ancora dodicenne, continua a collezionare successi anche in campo internazionale. Dopo l’exploit nel 2011 (nel suo primo anno da Under 12) con il quale si è aggiudicato il titolo di vice Campione d’Italia nella sua categoria, si è ora guadagnato il quarto posto nella

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Winner Cup con la Nazionale Italiana della sua categoria. La sua performance è stata ottima nelle finali in Repubblica Ceca, dove ha contribuito in maniera determinante alle qualificazioni durante la fase finale a Bucarest. Erik, tesserato presso il Circolo Tennis Baratoff di Pesaro, è seguito dal maestro Roberto Antonini, allenatore con esperienza pluriennale e di spessore internazionale. (S.C.)

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La nautica italiana al Fano Yacht

Festival

Fano - Ad un mese dall’ottava edizione, la macchina organizzativa del Fano Yacht Festival mette a punto le ultime novità per portare in scena anche quest’anno, dal 10 al 13 maggio, un evento capace di coniugare il meglio della nautica italiana. Tra le novità si rafforzano alcune aree tematiche inaugurate nelle ultime edizioni: punta di diamante il mondo della Blue Economy e della sostenibilità etico-ambientale, e poi ancora imbarcazioni a vela, nautica da pesca, sia sportiva sia commerciale, e, infine, il connubio con design, domotica, moda e high tech nel campo dell’accessoristica. Proprio sull’egida della Blu Economy è il progetto che vedrà protagonista nel 2013 il Fano Yacht Festival in uno scenario regionale dedicato a tutti gli operatori del settore, dalla nautica alla pesca di qualità. www.fanoyachtfestival.it

La bellezza alla Spa

Excelsior

Pesaro - Un appuntamento esclusivo, un break con la routine e con lo stress quotidiano, per ritrovare equilibrio psico-fisico e far rifiorire la vostra bellezza: tutto questo è Spa Excelsior. Di fronte al mare, in ambienti riservati e discreti, la Spa Excelsior mette a disposizione per ogni cliente un Personal Assistant per guidarvi in un programma personalizzato di remise en forme. Riscoprire la bellezza è facile all’Hotel Excelsior di Pesaro, con offerte su misura per ogni esigenza: dal pacchetto weekend che prevede 3 giorni di trattamento al pacchetto mensile con 2 sedute settimanali, fino al pacchetto bimestrale per un totale di 16 sedute. Ogni programma prevede l’intervento di una biologa nutrizionista, pronta a seguirvi lungo tutto il percorso. Per informazioni e dettagli tel. 0721 630015; e-mail: spa@excelsiorpesaro.it (S.C.)


Essere | Manuela Mariotti e Massimo Berloni

14 | IN Magazine


Coppia

Autore

d’

testo Franco Bertini foto Laura De Paoli

Lei capostilista, lui animale da impresa. Insieme nel lavoro e nella vita lasciano il segno nel mondo della moda. Manuela Mariotti e Massimo Berloni, i due volti dell’Arcadia di Dondup.

Avrei dovuto capirlo subito che quel posto poteva chiamarsi solo così. E invece me ne sono accorto quando, venendo via, ho visto il cartello indicatore con su scritto “Arcadia”: la sede aziendale della Dondup, “tra le colline di Fossombrone”, come scrive da qualche parte l’ufficio promozione. E come definire altrimenti quei due cubi candidi che da fuori sembrano due normali edifici industriali, due “capannoni” seppure eleganti e invece quando ci entri ti rendi conto che sono involucri di luce rappresa che esplode da tutte le parti? Uno è la sede dell’amministrazione l’altro dell’atelier, detto anche “l’ufficio stile”, con porte di legno che si aprono su porte di vetro e in proposito voi pensatela come volete: prima viene la tradizione poi l’innovazione, o anche, le nostre radici sono solide e antiche, noi veniamo dal nostro passato e andiamo verso il nostro futuro. Oppure, come dice ancora l’ufficio promozione buttandosi un po’ sull’esoterico, “un ambiente che intreccia

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cutting edge e tradizione”. E con quel nome Dondup che magari te pensi a qualche strologamento inglese e invece è il nome di un signore che per intero si chiamava Mingyar Dondup, un lama tibetano convinto che “tutti gli uomini sono uguali, razza, colore e fede non contano nulla”. Soprattutto quando è ora di indossare i jeans e a questo ci ha pensato già una dozzina d’anni fa Massimo Berloni, nativo di Serrungarina, “da trent’anni nel mondo degli stracci”, come dice lui, con cinque fratelli di cui uno, Ornato, fondamentale per la sua crescita e maturità professionale, tutti e sei figli di un padre fattore. Il nome Dondup, con tanto di marchio elaborato, roba tibetana ed etnica, li ha tirati fuori Massimo, ma dice che l’Oriente si ferma lì perché lui è completamente cattolico. Racconta che allora si trovava per le mani un po’ di pantaloni da vendere,

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“bruttini”, che “era da solo e che cercava un nome”. Siamo nel suo ufficio, un tavolo essenziale con poca roba sopra, fra cui una piccola clessidra, memoria che “tempus fugit” in oriente come in occidente. Sul pavimento una serie di modellini di macchine agricole, quelle vere sono da sempre per Berloni la passione alternativa

la parola data; mio padre credeva perfino nella stretta di mano. Se perdi la dignità sei finito, la crisi di oggi è frutto della dignità perduta”. A proposito di radici, all’occhiello ha il distintivo della città di Fossombrone, un omaggio, “anche

se - chiarisce - il Sindaco è di altra tendenza politica”. Ma c’è da giurarci che il loro rapporto ha ben

L’ufficio essenziale di Massimo all’abbigliamento. Sulle pareti una sua foto solitario in mezzo a una strada, forse vuol dire qualcosa ma non so cosa, un diploma di “Marchigiano del 2011” e un paio di dipinti di Oscar Piattella. La lezione del padre filtra dalle sue parole: “Credibilità e onestà intellettuale nella vita sono tutto - dice -, credo nel rispetto, nella correttezza e nel-

altra consistenza e spessore che non la politica. Mentre parliamo con Berloni nel suo ufficio dall’aria un po’ monastica, con il paesaggio che prepotentemente luminoso entra da tutte le pareti a vetro, si avverte nell’aria qualcosa di sospeso, una specie di aura che sa di attesa e di aspettativa: “lei” è solo una presenza evocata; ogni tanto c’è un


A fianco e nella pagina precedente, il negozio Dondup di Milano. In apertura, Massimo Berloni e Manuela Mariotti nella sede dell’azienda a Fossombrone.

cenno che la riguarda, “Fra un po’ arriverà mia moglie... questo lo dirà meglio mia moglie... lei è lo spirito creativo... io sono più razionale... abbiamo compiti divisi professionalmente siamo separati in casa... lei è la capostilista suprema, io sono un animale da impresa”. E infine, per incontrare lei, Manuela Mariotti, esile, bionda, indaffarata, sorridente e accattivante, si va nell’altro edificio, “l’ufficio stile”, altre splendide porte di legno che si aprono su quelle di vetro, stesso ambiente luminoso, l’altra metà del mondo, un altro apriti Sesamo. A simboleggiare la differenza netta fra i componenti di questa coppia che vive in perfetta simbiosi grazie alle diverse peculiarità sono i loro tavoli di lavoro: quasi vuoto quello di lui, stracolmo e strabordante di roba e aggeggi di ogni tipo quello di lei. Come dire: l’amministrazione e la commercializzazione hanno regole previste

La creatività di Manuela e generali, il talento creativo è invece un magma continuo, “una lunga pazienza”, come scrisse qualcuno. Il frutto finale sono poi quei capi per uomo, donna e bambino così netti nelle loro linee da sembrare scolpiti, ma anche così morbidi e soffici da sembrare dipinti e intrisi di quei bei colori antichi. “Tu sei un contadino, non puoi capire...”,

dice la signora Manuela a suo marito a proposito dei primi abbozzi della nuova collezione attaccati su un pannello come spunti e appunti da maturare, crescere e vivere. E lui, di rimando, “quando finirà questo sfinimento...”. Giochi di coppia che compongono il cerimoniale delle rispettive giornate di lavoro, di una coppia perfettamente rodata e che a casa ha una “dote” complessiva di cinque figlie che l’aspetta.

Nata in Lussemburgo, terra che fa venire in mente più le società di capitali che le creatrici di moda, Manuela Mariotti era evidentemente una predestinata: “Ho cominciato a lavorare con lui nel 1983...”. Sì, ma come interprete e traduttrice

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A fianco, Manuela Mariotti e Massimo Berloni nel negozio Dondup di Milano assieme al musicista Beppe D’Onghia. Sotto, la coppia in un momento di relax.

e “facendo di tutto e di più”. Poi arrivò la Dondup. Sì, ma non fu lei la prima stilista ad essere assunta. Assestamenti geologici. Adesso, e da undici anni ormai, le due facce Dondup sono: Manuela la stilista e Massimo il finanziario. La linfa di Manuela sono le emozioni, “ascolto, il mio riferimento è la strada e ciò che succede... voglia ne ho tanta, non ho ancora dato fondo a nulla... è tutto da fare... c’è insicurezza...”. E che fa una vera creatrice di fronte a questo? Fa quello che vuole e lo chiama aristocraticamente “Quodlibet”, rifacendosi alle più nobili tradizioni musicali in cui più esecutori si mettono insieme e suonano quel che va loro a genio. Alle sue “convention” c’è gente come Chopin e Beethoven, la sua chitarra rock, coi Pink Floyd e Freddie Mercury. È da “Quodlibet” che esce il fiorfiore di Dondup che distilla il dolce miele della filosofia aziendale: se tu sei una persona che sai interpretare te stesso al meglio, allora tutto questo è per te.

cono. Ascolti, prendi nota, mediti se dietro le parole ben accostate e le frasi ben costruite della promozione ci sia anche una qualche verità che le sostiene e le legittima. Pensi che se lui, Massimo Berloni, è uno che ama la terra, che produce buon vino e ottimo olio d’oliva, che sogna le macchine agricole e che lei, Manuela Mariotti, ascolta musica, suona la chitarra, ama leggere

quando non lavora, allora è giusto che lui amministri e lei crei. E d’altronde i fatti danno loro ragione, basta dare un’occhiata all’andamento dei fatturati. E mentre ti lasci alle spalle i due cubi luminosi di “Arcadia”, per assonanza ti torna improvvisamente alla mente “Et in Arcadia ego”, la frase latina che dà il titolo a due splendidi dipinti del Guercino e di Poussin, parole che sono un memento sulla caducità del tempo e dei suoi frutti mondani. Filosoficamente sarà anche vero, ma questa “Arcadia” sulle colline di Fossombrone è un altro mondo, protetto dalle sue belle porte di

Haute couture? Manco per niente,

legno e di vetro. A difendere questa

solo questione di buon gusto. Di-

“Arcadia” contro l’usura del tempo

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c’è Massimo Berloni, che riecheggiando forse il pensiero del saggio Dondup dice: “Apprezzare ciò che si ha dà serenità”. E c’è anche Manuela Mariotti coi suoi “Quodlibet”, che fanno respirare la libertà. Ma guarda te quanta roba seria ci sta dietro un’azienda di jeans e abbigliamento. Naturalmente di gran livello, “ecumenica” ed anche “cutting edge”. IN


Lavorare | Imprese a due voci

Caro socio, cara

Socia...

testo Elisabetta Ferri e Simonetta Campanelli - foto Leo Mattioli

Insieme a casa e sul posto di lavoro. Sono alcune delle coppie di pesaresi che hanno scelto di unire anche le loro professioni. A loro abbiamo chiesto: “Lo rifareste?”

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Insieme nella vita e anche nel lavoro. È una situazione compatibile? È frutto di soddisfazioni oppure di stress? Alcuni pesaresi sono una coppia romantica nella vita ma anche una squadra rodata sul lavoro.

Quale delle due situazioni è più affascinante e stimolante? Chi è il capo? I ruoli professionali interferiscono nelle altre scelte? La scelta di lavorare insieme è stata vincente?

Chi ha avuto l’idea e quando è stata presa? Sono le domande rivolte a pesaresi in coppia nella vita e nel lavoro. Con un quesito finale un po’ cattivo: “Lo rifareste?”. “La prima volta che la vidi con occhi diversi, lei indossava un vestito color pesca! Era stupenda e fu subito amore!”. “Già, lui l’avvocato e io la sua praticante. Nonostante il mio bel vestito


mi mollò in tribunale da sola, dicendo che altrimenti non avrei mai imparato...”. Per Umberto Levi e Silvia Pantanelli, avvocati, nella vita conta di più la coppia romantica rispetto a quella professionale. Pur facendo lo stesso lavoro, le loro scelte sono assolutamente autonome: lui si occupa di penale e lei di civile, ognuno dei due è convinto che il proprio ramo del diritto sia quello più affascinante. Sono una coppia in grande sintonia professionale che però si scontra quando in studio si rende necessario spostare un computer, o decidere quando fare le ferie e via dicendo, più o meno come a casa. L’idea di essere ‘soci in affari’, proposta da Umberto, è stata una scelta vincente perché funziona in ogni momento. È merito di Umberto avere deciso di essere coppia al lavoro e nella vita ma Silvia ha rinunciato volentieri all’unione professionale con le amiche. E ancora oggi, quando si incontrano al bar in Tribunale, si fanno le feste come se lei indossasse ancora quel bel vestito color pesca e lui… continua a corteggiarla! L’unione imprenditoriale di Roberto Bizzocchi e Tiziana Pez-

promozione e ricerca sull’impiego sostenibile del legno nelle costruzioni research and development of wood as a sustainable building material

zolesi si è concretizzata dopo il matrimonio. Tiziana si è inserita nel lavoro già avviato di Roberto poco alla volta, contribuendo allo sviluppo dell’impresa in modo determinante. Dicono di essere una coppia rodata sul lavoro ma in forte contraddizione nella vita, e pensano che la chiave del loro successo stia proprio in questo e nei ruoli aziendali che non interferiscono tra loro. Lei è la creativa di Evagarden Make-up; lui si occupa di gestione finanziaria

L’impresa fatta in coppia e distribuzione. Lei mette impegno e amore e sviluppa progetti creativi, lui, affronta le responsabilità del mondo imprenditoriale. “La carta vincente - dice Roberto - è Tiziana, che ha saputo gestire magnificamente la situazione nel suo insieme. Senza il suo apporto la nostra azienda non avrebbe raggiunto il traguardo di oggi. Nonostante questo, con la massima sincerità, non sceglierei più di lavorare con lei a causa del mio carattere. Le voglio troppo bene!”. Altra coppia vincente tra i commercialisti: prima le fa una dichiarazione d’amore poi, dopo il matrimonio, si fanno le dichiarazioni dei redditi. È il caso di Carlo Nicolini e Mara

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Nella foto a fianco, dall’alto Roberto Bizzocchi e Tiziana Pezzolesi di Evagarden Make-up; i commercialisti Carlo Nicolini e Mara Lorenzetti ed i commercianti Loretta e Gilberto Bavosi. In apertura, gli avvocati Umberto Levi e Silvia Pantanelli.

Lorenzetti che, stimolati dalla loro unione romantica, hanno creato insieme uno studio commerciale che oggi gode di grande rispetto e qualificante nomea. Lavorano in stretta collaborazione ed esercitano l’attività in accordo e sintonia. Tutte le decisioni sono condivise dopo una valutazione delle diverse opinioni. I loro ruoli sono ben distinti perché si occupano di argomenti e discipline diverse, complementari tra loro. Insieme hanno fondato l’attività che li riempie di soddisfazioni e, a distanza di anni, rispondono che questa scelta “la rifarebbero ad occhi chiusi!”. Loretta e Gilberto Bavosi sono invece commercianti per la lavorazione e vendita delle carni all’ingrosso e al dettaglio. La voglia di lavorare

insieme si è rivelata una vittoria, la loro impresa è cresciuta con loro e ne sono orgogliosi. All’interno della ditta ognuno ha il proprio ruolo: lui si occupa della lavorazione e commercializzazione delle carni e lei della parte amministrativa e finanziaria. Per loro l’unione sentimentale e la collaborazione professionale sono due aspetti inscindibili, amalgamati e ugualmente stimolanti. Per il raggiungimento degli obiettivi comuni tutto viene sempre condiviso: lavorando fianco a fianco hanno creato un’azienda solida e di successo. “Quella decisione, presa subito dopo il matrimonio con il desiderio di lavorare insieme e creare un’attività tutta nostra, è stata una scelta vincente che rifaremmo subito!”. IN

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IL SALONE NAUTICO DELL’ADRIATICO

10.13 MAGGIO 2012 VIII EDIZIONE / FANO - MARINA DEI CESARI - PORTO TURISTICO in collaborazione con

Comune di Fano organizzato da

www.fanoyachfestival.it

Provincia di Pesaro e Urbino

Regione Marche


Accogliere | Albergatori del pesarese

Gli imprenditori del

Turismo

testo Silvia Sinibaldi e Simonetta Campanelli - foto Luca Toni

Esperti del settore attenti e intraprendenti. Gli albergatori pesaresi impegnati anche “fuori porta” credono nel territorio e nelle sue potenzialità turistiche, ancora in parte inespresse.

Sono l’emblema del fare turismo: accoglienza, esperienza, progettualità. Seppure in contesti diversi, tutti rappresentano interlocutori di sicura caratura in una fase in cui il settore, forse per la prima volta nella nostra provincia, acquista presso amministratori e politici il ruolo di possibile forza trainante dell’economia. Nardo Filippetti, i fratelli Lucia e Roberto Signorini, Jaja e Ciccio Tausani (all’anagrafe Claudia e Raoul) e Fabrizio Oliva, incarnano diversi stili e diverse storie di impresa turistica. Avete esperienze imprenditoriali nel pesarese e altrove: che differenza c’è nel fare impresa a casa o in un luogo diverso?

“Quando si fa impresa nel luogo dove si è nati e si vive, è difficile fare solo impresa”, racconta Nardo Filippetti. “Ci finisce sempre in mezzo il cuore. In generale, altrove si viene accolti con maggiore entusiasmo, meno diffidenze, e

si viene quasi sempre visti come qualcuno che porta ricchezza e crea lavoro”. “Fare turismo in una città che non è la tua - spiega Lucia Signorini - è più difficile perché si ha a che fare con persone che sono diffidenti e realtà molto diverse. Che spesso però ti aprono un mondo nuovo”. Per Roberto Signorini non c’è invece grande differenza: “Quello che conta è la capacità dell’imprenditore all’adattamento nel tessuto socio-economico”. Investire in una località diversa da Pesaro per Jaja e Ciccio Tausani è un’esperienza positiva, “Sia per la disponibilità degli enti locali sia per il genere di clientela”. Positivo il giudizio anche per Fabrizio Oliva: “Il turismo è un settore di attività particolare, dove la differenza sta anche nel territorio e nei servizi che le istituzioni sono in grado di dare. Per me forse è stato più agevole fare esperienza fuori casa”.

Sfidare nuovi territori è un evento casuale o una scelta pianificata?

“Pianificata”, non ha dubbi Filippetti. “La mia prima attività im-

prenditoriale è stata la gestione alberghiera a Pesaro poi il tour operating che ha allargato i miei orizzonti”. “Risposta sincera? Sì… assolutamente casuale. È stata una scelta istintiva - racconta Lucia Signorini - mi piacciono le sfide”. Questione di sfide anche per Roberto: “Scelta pianificata, ispirata dalla mia voglia di mettermi alla prova”. Scelta ponderata con variabile per i coniugi Tausani: “Determinante è l’apporto dei nostri soci, profondi conoscitori del luogo, contribuiscono con la loro presenza quotidiana alla gestione dell’attività”. Una programmazione a lungo termine anche per Oliva: “Sto lavorando per allargare ancora la rete, puntando su Cervia-Milano Marittima”. Le differenze più marcate nell’or-

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Nella foto a fianco, Roberto Signorini; sotto, Ciccio Tausani. In apertura, dall’alto a sinistra, Nardo Filippetti, Lucia Signorini, Claudia Palazzetti e Fabrizio Oliva.

ganizzazione turistica locale e in quella sperimentata fuori porta per Filippetti riguarda la naturale anima turistica del territorio, che ha finito per relegare il settore ad un’economia di serie B. “La crisi economica ci ha fatto riscoprire il turismo e anche le amministrazioni e i governi stanno dando la giusta attenzione al settore”. Lucia Signorini è lapidaria: “Da noi c’è più organizzazione e maggiore preparazione, ma è anche molto più difficile trovare

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accordi e collaborazioni disinteressati”. L’organizzazione del territorio e la competenza specifica del settore, secondo Signorini, “sono stati fondamentali per la perfetta integrazione in un tessuto imprenditoriale diverso”. Per Jaja e Ciccio Tausani ci sono amministrazioni più capaci di attrarre anche imprenditori di altri settori rispetto a quella pesarese. “In Romagna, rispetto a Pesaro, c’è una cultura del turismo che parte dall’accoglienza della gente, con servizi che

offrono le istituzioni, insomma sono città la cui organizzazione in estate è incentrata sul turismo”. Occhio alla cronaca: e la tassa di soggiorno?

Contrari i fratelli Signorini mentre glissano i coniugi Tausani: “Diciamo che ancora ne stanno discutendo...”; mentre Filippetti lancia una proposta: “Non chiamiamola tassa ma ‘contributo allo sviluppo’. Soprattutto, spieghiamo bene a tutti coloro che la pagheranno come verranno investiti questi sol-


Spifferi in casa? di. Proviamo ad immaginare, alla fine della stagione, di scrivere una mail ad un turista straniero che ci ha fatto visita per il Rossini Opera Festival: immaginiamo che l’amministrazione di Pesaro lo ringrazi e lo informi che il suo contributo servirà a mantenere aperta a tutti la casa natale di Gioacchino Rossini. Non sarebbe una meravigliosa operazione di marketing a costo zero?”. “Un tema bollente: in Romagna non c’è, ma la cosa più amara a Pesaro è stata un’imposizione con l’aggravante dell’Imu al massimo”. chiosa Oliva.

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Cos’hanno di competitivo Pesaro e il suo territorio che non viene adeguatamente sfruttato?

Domanda che stuzzica l’orgoglio di tutti gli imprenditori intervistati: “Pesaro ha tutto - spiega Nardo Filippetti - nel raggio di poche centinaia di chilometri c’è un concentrato unico d’italianità. Peccato che non lo comunichiamo”. “Dobbiamo ripartire dai fondamentali - auspica Lucia Signorini - sorriso e accoglienza: sono gli ingredienti fondamentali del turismo, a prescindere dalle ricchezza naturali e culturali”. “Il nostro territorio è ricchissimo ma purtroppo per una miopia della nostra classe politica, anche a livello regionale, non abbiamo mai pensato che il turismo potesse generare ricchezza”. “Pesaro, e il suo entroterra, determinante per l’offerta turistica, - chiudono Jaja e Ciccio Tausani - sono sicuramente ancora da valorizzare. Una visione di sistema è indispensabile per consentire al comparto turistico di divenire un settore economico rilevante”. “Pesaro ha il territorio, la cultura, il mare, ma purtroppo pochi la conoscono. Su questo fronte bisogna investire di più”, chiude Fabrizio Oliva. IN

Gli albergatori in associazione Nardo Filippetti è il neo presidente di Apa, Associazione Albergatori di Pesaro-Urbino. Ha ricevuto il testimone da Roberto Signorini, oggi suo vice, mentre in consiglio siede anche Fabrizio Oliva. L’Apa raccoglie e rappresenta commercialmente la quasi totalità degli esercizi ricettivi alberghieri di Pesaro, svolge attività di promozione e di assistenza delle strutture alberghiere associate e gestisce servizi di prenotazione on line. Tramite punti informativi dislocati sul territorio svolge le funzioni di ufficio stampa, organizza eventi e partecipazioni a fiere, collabora con i media inserendo pubblicità su riviste turistiche, fornisce servizi supplementari e consulenze agli associati.

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Presiedere | Maurizio Gennari

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Conservare

Eccellenza

l’

testo Simona Spagnoli - foto Luca Toni

Gestire e rilanciare un ente che rappresenta un tassello fondamentale della cultura cittadina. È la sfida raccolta da Maurizio Gennari, presidente dello storico Conservatorio “Rossini”.

Un “tecnico” alla guida del Conservatorio Rossini di Pesaro. Maurizio Gennari, dottore commercialista e nome noto negli ambienti economico-finanziari marchigiani, è stato scelto dal Ministero per ricoprire il ruolo di presidente della scuola musicale. Pesarese doc (un’appartenenza che rivendica sempre fino in fondo), Gennari avrà un duplice, delicato compito: gestire con mano sicura l’ultracentenario ente nato dal lascito del Cigno di Pesaro e organizzarne il rilancio, secondo le linee-guida ministeriali. Potendo contare su risorse sempre più limitate. Elementi che si attagliano perfettamente alla figura del professionista che siede nel Consiglio di Amministrazione del “Rossini” ininterrottamente dal settembre 1993, e che è stato uno dei primi sostenitori del Rossini Opera Festival fondando, insieme a Paola Pierangeli Tittarelli e ad altri appassionati, l’Associazione Amici del Rof. “Questa nomina - afferma dalla sua bella casa nel centro di

Pesaro - è per me motivo di orgoglio, ma nello stesso tempo mi carica di una forte responsabilità perché, essendo il Conservatorio di Pesaro un punto di eccellenza, mi trovo in un certo senso ‘condannato’ a fare bene. Ma sono pronto a raccogliere la sfida”. Presidente Gennari, a Pesaro si cresce a pane e musica: nel suo caso com’è nata la passione per le sette note?

“L’approccio fu abbastanza precoce: all’età di sei anni mia madre provò a mandarmi a lezione di pianoforte. Continuai per alcuni mesi, ma furono più forti le distrazioni che mi venivano dai giochi all’aria aperta con i compagni. Probabilmente il mio Dna è rimasto segnato da questa ‘incompiuta’ tanto che, negli anni successivi, non ho perso occasione per coltivare questa passione che è maturata prima con l’ascolto della musica moderna, per approdare poi alla sinfonica e infine all’opera”. Ha avuto modo di analizzare quali

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A fianco, l’elegante Auditorium Pedrotti, in palazzo Olivieri. In apertura, il presidente Maurizio Gennari.

sono i punti deboli e quali i punti di forza dell’istituzione che si accingere a dirigere?

“Il punto di forza è sicuramente l’eccellenza nell’insegnamento e nel buon livello degli allievi. In questo anno accademico abbiamo circa 850 iscritti, di cui 62 stranieri, e 140 docenti, numeri che rappresentano la capienza ottimale per garantire un’adeguata attenzione ad ogni singolo studente. Direi, mi passi l’espressione, che siamo una bella ‘bocca di fuoco’. I punti

di superare gli annosi problemi tecnico-giuridici che ne hanno comportato un uso finora molto limitato. Vi è poi da affrontare la creazione di un polo didattico musicale tra Pesaro e Ancona, con un decentramento del ‘Rossini’ nel capoluogo dorico. Ci sarà poi grande attenzione per l’attività di ricercaformazione-produzione anche sul piano dell’internazionalizzazione, con i programmi Erasmus e Turandot. In questo settore presenteremo a breve una novità: l’accordo

Le sfide per il Conservatorio Rossini deboli sono rappresentati dalle risorse limitate di cui disponiamo: i tagli alla spesa pubblica, quelli per la cultura e, in particolare, quelli per la musica, sono stati incisivi”. Ha già una linea di programma?

“Insieme al Consiglio di Amministrazione abbiamo elaborato un programma dettagliato, difficile da sintetizzare, che punta a mantenere alta l’immagine del Conservatorio, come Università della musica di respiro italiano e internazionale. Un punto particolarmente significativo riguarda l’assetto di palazzo Olivieri, sede della scuola musicale. La convenzione con la Fondazione Rossini scade tra 27 anni ma vorremmo esaminarla ora, senza fretta e con serenità, compiendo i naturali passaggi istituzionali e amministrativi. In qualche modo collegato a questo aspetto è anche il futuro dell’Auditorium Pedrotti, per il quale stiamo cercando

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con la Fondazione Gioventù Nazionale d’Italia, che ci consentirà di organizzare una serie di concerti in cui saranno impegnati giovani vincitori di concorsi internazionali e gli studenti più brillanti del nostro Conservatorio, che troveranno così un’altra opportunità di pianificazione di lavoro e di carriera”. Come si caratterizzeranno infine i rapporti con Fondazione Rossini e Rof che portano il nome di Rossini nel mondo?

“Le tre istituzioni, com’è noto, hanno tre mission, tre vocazioni differenti. Ciò che ci accomuna è la volontà di lavorare insieme per mettere in rete un valore aggiunto fondamentale per la crescita culturale e sociale del nostro territorio. Il vero linguaggio universale, quello della musica, è a mio parere un caposaldo da promuovere ed esaltare in una società in profonda crisi di valori”. IN


Musicare | Simone Baiocchi

Il suono della

Sacralità

testo Maria Rita Tonti - foto Luca Toni

Compositore, cantore, direttore di coro e d’orchestra. La passione di Simone Baiocchi per la musica sacra lo ha portato a dirigere un concerto a Castel Gandolfo, in onore di Papa Benedetto XVI.

Compositore, organista, cantore, direttore di coro e d’orchestra, il maestro Simone Baiocchi ha cominciato ad avvicinarsi alla musica fin da bambino grazie al nonno materno, appassionato di classica e lirica. Poco più che adolescente ha intrapreso un rigoroso percorso di formazione che lo ha portato a diplomarsi brillantemente al Conservatorio “G. Rossini”. Nella sua attività ha sempre riservato uno spazio particolare alla musica sacra, scelta che lo ha portato a collaborare con Monsignor Domenico Bartolucci, direttore emerito della Cappella Sistina, e a dirigere, la scorsa estate, un concerto a Castel Gandolfo

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in onore di Papa Benedetto XVI.

La carriera musicale del Maestro

Maestro Baiocchi, che cosa ha si-

Baiocchi non si limita tuttavia al ge-

gnificato nel suo percorso artistico

nere sacro. La sua professionalità

l’incontro con il Pontefice?

eclettica gli consente di spaziare in ambiti anche molto diversi fra loro, come dimostrano i suoi impegni più recenti e quelli futuri. “Le mie frequentazioni musicali sacre e profane a volte corrono parallele, in altri casi si intersecano tra loro, arricchendosi a vicenda. Lavoro con complessi corali professionisti italiani e stranieri, tra cui il Coro da Camera di Praga, in Italia e all’estero: in Francia, Ungheria, Brasile, Giappone. Sono impegnato in produzioni liriche e recentemente ho diretto concerti con la Filarmonica Marchigiana e con il Coro Lirico Marchigiano ‘V. Bellini’. Attualmente sono maestro del coro Bellini presso il Teatro delle Muse di Ancona e prenderò parte all’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven, mai proposta prima nel capoluogo dorico. Numerose le partecipazioni concertistiche in cartelloni italiani compreso quello dell’Ente Concerti di Pesaro: il prossimo maggio dirigerò al Teatro Rossini alcune prime assolute dell’amico e collega Paolo Marzocchi, che mi ha coinvolto in un progetto musicale da lui ideato”. IN

“È stato un avvenimento vissuto intensamente sotto il profilo artistico e spirituale. E non è arrivato per caso: sono stato scelto dal mio maestro, il cardinale Domenico Bartolucci, accademico di Santa Cecilia, al quale mi lega da anni un singolare sodalizio artistico ed un profondo rapporto umano. Il Maestro Bartolucci mi ha trasmesso un patrimonio inestimabile di esperienza e conoscenza del repertorio palestriniano e della composizione sacra, nelle sue espressioni polifoniche e sinfonico corali. Papa Benedetto ha voluto conoscere la mia attività musicale e durante il nostro incontro ha ripetuto: ‘Grazie, Maestro, per quello che fa per la musica sacra, grazie!’. Ricevere il ringraziamento personale del Papa musicista è un onore riservato a pochi: sono lieto per tanta benevolenza. A lui ho donato, con una dedica, il CD ‘Te Deum laudamus’, che raccoglie musiche commissionatemi per eventi particolari, tra cui la ‘Missa De Angelis’ ed il ‘Tu es Petrus’, trasmessi in Eurovisione nel luglio 2010”.


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Visitare | Frontone

Una domenica alla

Rocca

testo Ettore Franca

Un borgo antico attraversato dalla storia, ricco di profumi e sapori. Frontone merita una visita in ogni periodo dell’anno, con il sole e con la neve. Un piccolo comune dalla spiccata vocazione turistica, ai confini della provincia.

Chi vive vicino al mare farebbe bene, in questa stagione, a programmare una domenica da passare a Frontone, uno dei paesi ai confini della provincia, sotto il Catria, più vicino all’Umbria che alla costa, non lontano dagli antichissimi centri di Cagli, Gubbio e Pontericcioli (la perduta Luceoli, …quidam Luceolum oppidum in Flaminia via, qua itur Eugubium a Longobardis dirutum, Canthiano oppido in eius ruinis extructo …). Nel corso dei secoli di qui passarono Umbri, Galli, Romani, Longobardi, Franchi e, degli ultimi tre, si hanno

molte testimonianze nel territorio

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dove oggi è Frontone, situato in chiara posizione strategica, citata nel 1072 nel più antico documento che la vuole dipendenza dall’eremo di Fonte Avellana. Divenne poi possesso della famiglia eugubina dei Gabrielli dal 1300 al 1420, quando il castello fu inserito fra le terre del ducato di Urbino che, con intervento personale di Federico da Montefeltro nel 1445 e un vincente fatto d’arme, fece cambiare idea a Sigismondo Malatesta, deciso ad allargare la sua influenza sul territorio. Allora Federico incaricò Francesco di Giorgio Martini di potenziare la preesistente rocca.


In seguito sarà il duca Francesco Maria II Della Rovere ad ampliarla finché, dovendo sdebitarsi di certi favori, cedette in feudo a Gianmaria Della Porta tutta Frontone, rocca compresa la quale, possente e arroccata sulla cima dello sperone, testimonia un passato di storia e di nobiltà. Acquistata dall’Amministrazione comunale negli anni Ottanta del secolo scorso, restaurata e adeguata ai tempi, la rocca è oggi visitabile grazie al volontariato della Pro Loco, a disposizione

per convegni, banchetti, mostre e quant’altro. All’interno del borgo merita una visita la chiesa “baronale” di Santa Maria del Soccorso, anch’essa di proprietà comunale, che conserva pregevoli tele tra cui una “Visione di Sant’Antonio da Padova” di Gaetano Lapis. Frontone è considerata la “Svizzera delle Marche”, per la sua vocazione chiaramente turistica sostenuta dall’Amministrazione con iniziative che, durante tutto l’anno, ri-

chiamano amanti del paesaggio, interessati alla storia, alla buona gastronomia e alla vivace tranquillità del luogo animato da molte attrattive. Nella stagione invernale Frontone dispone di una funivia che, riaperta nel 2009 dopo vent’anni grazie agli investimenti di Regione e Comune, conduce a 1500 msl, sui campi innevati del monte Acuto.

ri percorsi spesso dai tanti che pedalano sulle mountain bikes. Durante la buona stagione l’impianto di risalita è utilizzato per uno sport neonato, il down hill, i cui cultori, ormai un esercito proveniente da mezza Italia, caricano le biciclette sui cestelli della funivia e, raggiunta la vetta, si lanciano a capofitto sugli sterrati fino ad arrivare alla base e… riprendere il giro!

La “Svizzera delle Marche” Da un anno, al rifugio “Cupa delle Cotaline”, mentre sciatori ed escursionisti possono ristorarsi, per i bambini è sorto Kinderland, un parco-giochi sulla neve.

La primavera e l’estate sono invece i mesi dedicati alle escursioni sulle pendici boscose verso le cime dell’Acuto e del Catria o ai rifugi turistici, facendosi guidare dalla chiara tabellatura dei molti sentie-

I più pigri, e chi non ha l’età, in pochi minuti d’auto possono raggiungere il monastero di Fonte Avellana. Gli altri, che hanno tempo e gamba buona, possono avviarsi a piedi. In fondo sono solo 7 chilometri, e c’è quasi sempre l’ombra. La forte vocazione turistica ben si evidenzia in questo comune di 1300 abitanti in cui si contano

Centro turistico tra sole e neve. A fianco, il parco giochi “Kinderland” sorto al rifugio “Cupa delle Cotaline”. In apertura, la rocca di Frontone.

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14 tra ristoranti e pizzerie, oltre ai vari bar e pub frequentati dai giovani, che sciamano dai comuni limitrofi ed oltre. Non posso citarli tutti ma, credete, meritano un viaggio per chi cerca le cucine che, a kilometro zero, riforniscono le dispense per primi piatti con la pasta tirata a mano, tagliatelle, gnocchi, ravioli e cannelloni, da condire coi funghi o i

tartufi, o coi sughi che hanno il sapore del territorio pronti ad arricchire anche la polenta. La carne - vitellone, agnello, capretto, capriolo, daino, maiale, cinghiale, coniglio, pollame - è del posto, cotta alla brace talvolta in suggestivi e imponenti camini in vista dalle sale. Da non perdere - prima, dopo o fuori pasto - la “crescia” farcita con verdure, erbe cotte, formaggi o con gli affettati locali, anche di cinghiale. Frontone inoltre, la terza domenica di maggio esplode nel tripudio di colori e profumi con la “Festa del fungo spignolo e del Monte Catria”, nata come omaggio alla pri-

mavera e ricca di profumi e sapori, dalla polenta alle tagliatelle con

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funghi spignoli, crescia con frittata di asparagi o di vitalbe fino ai fiori d’acacia, preparati negli stand gastronomici mentre le aziende agricole espongono in vendita i funghi e i prodotti del bosco. In estate si tengono invece la “Fiera di Ferragosto” e la “Sagra del coniglio in porchetta”, la terza domenica d’agosto. Grande successo riscuotono anche i “mercatini di Natale”, che negli ambienti riscaldati del “castello di Babbo Natale” ospitano decine di bancarelle, tra le quali ogni anno si aggirano festose circa diecimila persone. IN

In alto, una suggestiva stradina del centro.

Lo spignolo, fungo di primavera Lo spignolo (Calocybe gambosa) è un fungo primaverile, profumatissimo, definito “tartufo bianco dei funghi”. Tra i più pregiati, è una prelibatezza sia per il profumo intenso sia per il sapore, esaltati nelle tante preparazioni tradizionali capaci di coprire un menù dagli antipasti ai primi e ai contorni. Ma solo se la cucina lo rispetta: lo spignolo esprime le sue inimitabili sensazioni solo sotto ai 50 °C, altrimenti scompaiono. Il prezioso fungo cresce sotto cespugli o pruni selvatici ma, purtroppo, è preda di ‘micorazziatori’ che, devastando l’habitat, ne hanno rarefatta la presenza anche nelle molte zone di storica reperibilità. La raccolta risulta gravemente ridotta per la rapina di esemplari immaturi, prima della sporulazione, e per l’intenso prelievo con tecniche distruttive quali rastrelli, uncini ed altri mezzi vietati dalla legge regionale 34/87, che impone il classico coltellino da fungaroli “seri”. Troppo buona, la legge consente la raccolta fino a un chilogrammo a persona.


Celebrare | Galleria delle Marche

Un secolo di storia

con la

Città Ideale

testo Silvia Sinibaldi - foto Luca Toni

La celeberrima tavola quattrocentesca di autore ignoto al centro di una mostra che ad Urbino celebra i cento anni della Galleria Nazionale delle Marche.

La storia e la bellezza eterna, l’insostenibile leggerezza della monumentalità che permette infinite repliche destando continui stupori. Questo è Urbino, che nella sua millenaria rinascita festeggia con la soavità della giovinezza i 100

Alla Galleria Nazionale delle Marche protagonista è “La Città Ideale. L’utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello”. Circa 80 opere fra dipinti, sculture, tarsie lignee, disegni, medaglie, modelli lignei e codici miniati. Un’occasione imperdibile per approfondire a tutto campo il felicissimo momento rinascimentale vissuto dalla piccola capitale del Montefeltro. Senza contare che contenitore e nello stesso tempo elemento costitutivo della mostra è l’architettura del palazzo Ducale, alla cui realizzazione parteciparono architetti che inventarono il linguaggio rinascimentale quali Leon Battista Alberti, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, tutti e tre ritenuti possibili autori della tavola urbinate.

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grande mostra inaugurata il 6 apri-

assoluta, realizzato nel XV secolo tra gli altri da Luciano Laurana a Francesco Di Giorgio Martini, racchiude opere create tra il ’300 e il ’600, un cortile d’onore, la biblioteca del Duca, lo studiolo, la sala dei banchetti. Un’occhiata ai numeri: 75 luoghi espositivi, circa

le. Esposti capolavori di Raffaello, Piero della Francesca, Fra Carnevale, Perugino, Luca Signorelli, Jacopo de Barbari, Mantegna, Bramante e di molti altri maestri del XV secolo. Disegni, sculture, preziose tarsie, codici miniati per raccontare gli splendori della civiltà del Montefeltro fiorita nella seconda metà del ‘400 ad opera di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino. Eccezionalmente concessa dal Museo di San Martino a Napoli, sarà anche possibile ammirare la celeberrima tavola Strozzi un tempo attribuita a Leonardo da Vinci. Curata da Lorenza Mochi Onori e Vittoria Garibaldi, la rassegna s’intitola “La Città Ideale.

3.800 opere d’arte, in dieci anni due

L’utopia del Rinascimento a Urbino

milioni e mezzo di visitatori.

tra Piero della Francesca e Raffa-

Come celebrare i cento di una tale straordinarietà? Mettendoci al centro un enigma che attraversa l’Europa e l’oceano: La Città Ideale, tavola dipinta su tempera in-

ello” e si propone di dimostrare come il capolavoro conservato nella Galleria Nazionale delle Marche rappresenti il compendio di quella straordinaria cultura. IN

anni della Galleria Nazionale delle

Capolavori a palazzo Ducale

torno al 1480-1490 che insieme ai dipinti gemelli e contemporanei conservati al Walters Art Museum di Baltimora e alla berlinese Gemaldegalerie, è al centro di una

Marche, prezioso contenitore di un inestimabile patrimonio di genio e sublime, di bellezza e sapienza che passa attraverso la “Flagellazione di Cristo” e la “Profanazione dell’Ostia”, ma anche la “Muta” e “l’Ultima cena”, ovvero Raffaello, Paolo Uccello, Tiziano, Piero della Francesca. Un palcoscenico d’arte


Curare | Centro Alzheimer

Una casa per

malati e

Famiglie

testo Alberto Berardi - foto Luca Toni

Una moderna struttura per l’assistenza ai pazienti ed il sostegno ai familiari. È il Centro Alzheimer che sta per sorgere, voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano.

Sopra, Fabio Tombari, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano.

Lavori al via, per l’apertura a fine 2013 Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, Fabio Tombari è entusiasta del progetto da lui fortemente voluto e progettato dal giovane architetto Gianluca Darvo per il quale si sono impegnati l’assessore regionale alla sanità Almerino Mezzolani e l’assessore all’Urbanistica del Comune di Fano Mauro Falcioni. Alla gara sono state invitate 32 ditte: tra queste l’offerta migliore è stata avanzata dalla ditta De Marchi di Fano. Quattrocento giorni di lavoro i tempi previsti per la parte edilizia, ed un breve periodo per arredare e rendere funzionale la struttura. Consegna agli enti gestori: settembre 2013. Anche per questo arrivano i ringraziamenti alla Fondazione dell’assessore Falcioni. “La città ne aveva bisogno”.

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La chiamano “l’epidemia silenziosa”, il numero delle vittime aumenta ogni giorno. Oltre un milione in Italia. Figli, mariti, mogli, impotenti di fronte alle sofferenze della persona cara che non ha più memoria e rivela un carattere sconosciuto. Hanno bisogno di cure i pazienti ed i familiari. Quanti sono? Nel piano Alzheimer regionale del 1999 in provincia oltre tremila, numero ampiamente sottovalutato se vengono erogate oltre 10mila indennità di non autosufficienza, non tutte riferibili in senso stretto all’Alzheimer ma a tutte le varie forme di demenza non solo senile. La malattia attacca le aree cerebrali che controllano l’ideazione, il linguaggio e la memoria. Non tutti i malati manifestano gli stessi sintomi. Spesso la fase iniziale è sottovalutata da parenti e amici e talvolta persino dagli operatori, come espressione fisiologica della vecchiaia. Invece le perdite di memoria, la difficoltà nel linguaggio, la depressione e le turbe comportamentali. Sono sintomi destinati gradualmente a peggiorare. Certo è importante mantenere il malato

per quanto possibile nella propria casa, ma spesso è la stessa famiglia ad aver bisogno di aiuto. Per questo il Consiglio generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ha inserito nel piano triennale 20112013 la realizzazione di una struttura appositamente progettata per i pazienti e per le loro famiglie che

costituirà un unicum per la Regione Marche. Sono previsti una struttura per l’assistenza e sostegno psicologico ai familiari dei pazienti gestito direttamente dal Comune e una struttura più ampia per il Centro diurno articolato in tre nuclei, differenziati a seconda della gravità della patologia, per circa 50/60 utenti gestita dall’Azienda sanitaria direttamente o attraverso cooperative sociali. Nel progetto sono previsti specifici percorsi curativi, all’interno della struttura e nell’ampio parco adiacente. In futuro è ipotizzabile inoltre un Centro residenziale per malati di Alzheimer e patologie senili, organicamente collegato con il Centro diurno e con il predetto percorso curativo del parco. Il costo preventivato è di 3 milioni di euro. IN


Dirigere | Oriano Giovanelli

Nel nome di

Rossini

testo Benedetta Andreoli - foto Leo Mattioli

L’impegno della Fondazione nata dall’eredità del grande compositore pesarese. La parola al presidente Oriano Giovanelli, che coltiva un sogno: veder nascere il Museo Rossiniano.

Quali ha trovato al suo arrivo?

“Uno interno al gruppo scientifico, che aveva lavorato per la crescita della Fondazione ma poi è entrato in crisi. E poi la necessità di riproporre sotto forme nuove l’edizione critica; risolvere problemi giuridicoamministrativi, legati agli obblighi che la Fondazione ha per Statuto”. Quali sono gli obiettivi che intende

Un grande onore presiedere la “Fondazione G. Rossini” a Pesaro. A ricoprirne il ruolo è l’onorevole Oriano Giovanelli, ex sindaco che ha appena festeggiato con la città l’anniversario di nascita di Rossini, il 29 febbraio. Le celebrazioni proseguono durante l’anno. Qual è stato il suo primo pensiero quando è stato nominato presidente di una fondazione così prestigiosa?

“Ho provato gratitudine verso il sindaco Luca Ceriscioli per la fiducia e la consapevolezza di fare una cosa per il piacere di farla, visto che si tratta di volontariato. Sapevo anche che c’erano problemi da risolvere”.

raggiungere nel suo mandato?

“Rimettere in sicurezza il lavoro delle edizioni critiche, poiché rimangono molti titoli da editare. Nel 2007, ho nominato un nuovo responsabile delle attività editoriali, Ilaria Narici, e dato vita ad un comitato scientifico nuovo, formato da docenti universitari. Accanto al comitato scientifico abbiamo istituito un comitato d’onore presieduto da Bruno Cagli, iniziatore - insieme a Wolframo Pierangeli, già presidente della Provincia - della nuova stagione della Fondazione dal 1971, quando ne divenne direttore artistico”. A quali altri aspetti avete lavorato?

“Siamo in attesa che il nuovo Statuto stia per essere approvato dal Miur (l’approvazione è avvenuta dopo pochi giorni da quest’intervista, ndr), e stiamo lavorando per una nuova convenzione con il Conservatorio Rossini. Nel 1940 il Regime fascista statalizzò il Conservatorio Rossini, già Liceo musicale voluto da Rossini, ma obbligò la Fondazione Rossini a mantenere la struttura ed i suoi costi, ora impossibili da sostenere. Noi vogliamo continuare a farlo ma nei limiti in cui è possibile”. Fiore all’occhiello della Fondazione è la Biblioteca Rossini.

“È nata il 22 luglio 2007 grazie alla ospitalità della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, a Palazzo Montani Antaldi. Gli autografi, le opere, e i documenti sono stati digitalizzati grazie al finanziamento del Ministero dei Beni Culturali”. Il prossimo sogno da realizzare?

“Il Museo Rossiniano, che dovrebbe nascere a palazzo San Domenico a Pesaro”. IN

Fondazione Rossini, il consiglio Il CdA della Fondazione G. Rossini è composto da quattro consiglieri e dal presidente, e viene rinnovato ogni cinque anni. Dal 2006 il presidente è Oriano Giovanelli; i consiglieri sono Alberto Berardi (anche vice presidente), Maurizio Tarsetti (direttore del Conservatorio “Rossini”), Stefano Pivato e Vitagliano Bambini. Nel 1869 il Comune di Pesaro, attraverso un regio decreto, fu autorizzato a ricevere l’eredità di Rossini. Nel 1940 cominciò la nomina del consiglio d’amministrazione, così come avviene oggi.

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Incoming Fano

FANO LIDO 18-19-20 MAGGIO 2012

Provincia di Pesaro e Urbino

Polizia di Stato

Arma dei Carabinieri

Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

Comune di Fano

ALBERGHI CONSORZIATI FANO - TORRETTE - MAROTTA


Guidare | Guidumberto Chiocci

La buona musica

che genera

Cultura

testo Maria Rita Tonti - foto Leo Mattioli

Le tante attività dell’Ente Concerti guidato da Guidumberto Chiocci, in vista delle celebrazioni per il 220° anniversario della nascita di Rossini. Guidumberto Chiocci è un noto avvocato penalista. Con l’innata signorilità che lo distingue coltiva molte passioni, che spaziano dallo sport (ha al suo attivo tre maratone di New York) alla musica. Dal 1995 è presidente dell’Ente Concerti, costituito nel 1961. Avvocato, l’ente da lei presieduto ha tagliato il traguardo del mezzo secolo di storia. Quali ritiene siano i punti di forza dell’associazione e qual’è il motore principale della sua crescita nel tempo?

“In oltre cinquant’anni di storia

i più grandi musicisti del mondo si sono esibiti nelle nostre rassegne: da quelli divenuti leggendari - Benedetti Michelangeli, Magaloff, Richter, Rubinstein - a quelli presenti nelle ultime stagioni, da Accardo-Argherich a Ughi-Zimerman, solo per seguire una vaga indicazione alfabetica. Il motore primo della crescita credo di rinvenirlo nell’entusiasmo che si riscontra nelle attività svolte per puro volontariato. Il Consiglio direttivo è impegnato in un’incessante attività per offrire al nostro straordinario pubblico buona musica, per ripristinare sentimenti genuini in un momento in cui si assiste alla sublimazione della volgarità”. Lei è promotore del progetto finalizzato al riconoscimento da parte dell’UNESCO di Pesaro “Città della musica”…

“S’intravedono non poche difficoltà per un riconoscimento che la città merita ampiamente. Credo sia necessaria la coesione di tutte le forze non solo culturali ma anche produttive, tenendo presente che la cultura è il petrolio del nostro Paese e che di questi tempi è l’unico prodotto veramente redditizio dell’intero sistema economico. È agli imprenditori che occorre rivolgersi con maggiore incisività, per coinvolgerli in questo progetto che darebbe risonanza mondiale

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alla città. Tenendo presente che la musica appaga ma anche paga...”. Quest’anno ricorre il 220° anniversario della nascita di Rossini. Qual’è il contributo offerto dall’Ente Concerti alle celebrazioni?

“L’Ente Concerti da tre anni sta allestendo assieme al Rossini Opera Festival l’integrale dei “Péchés de vieillesse”, che in questo ‘rossinianno’ vedrà esibirsi alcuni tra i più noti pianisti in attività. Forse non tutti sanno che questi concerti, cui segue la proiezione delle più significative produzioni del ROF degli ultimi anni, eseguiti nelle ore vespertine di agosto nella cornice di Rocca Costanza, oltre ad essere appuntamenti di rigoroso profilo musicologico rappresentano momenti di alta suggestione. Non a caso ho coniato il termine ‘rossinianno’ e ho suggerito all’assessore Gloriana Gambini di trasformare ogni anno bisestile in una sorta di giubileo del nostro più illustre concittadino. Già dal 2012, oltre ad una arricchita sessione dei “Péchés”, proporremo un evento eccezionale: in agosto, nell’ambito di “Interludio”, Stefano Bollani si cimenterà con Rossini, in quello che credo sarà l’avvenimento musicale dell’estate. Il buon Gioachino, che tutto sommato ha compiuto appena 52 anni, è ancora in grado di stupire la sua città”. IN


Scoprire | Bruno Radicioni

Tutti i colori della

Festa

testo Alberto Berardi

È dedicato all’originale estro pittorico di Bruno Radicioni il sesto numero della collana “I maestri del carnevale di Fano”.

La collana “I maestri del carnevale di Fano” si è arricchita quest’anno del sesto volume dedicato all’artista Bruno Radicioni, curato come sempre da Silvano Clappis e Raffaella Manna (“Bruno Radicioni, i colori dell’anima”, Ed. Motiva Comunicazione, 22 euro). Preceduto da un’accurata presentazione del critico Alberto Berardi, il libro è suddiviso in due parti: la prima è una narrazione della vita di questo pittore schivo e riservato, che ha operato con un suo personalissimo e inconfondibile stile; la seconda verte sulla sua partecipazione attiva al carnevale fanese, storica manifestazione che ha visto il contributo di Radicioni sul piano dell’esaltazione dei colori e della semplicità interpretativa. “Il carnevale è prima di tutto la festa dei bambini” amava ricordare. Bruno Radicioni (Fano 1933 - Pesaro 1997) è stato uno dei maggiori artisti della seconda metà del Novecento a Fano, con un riverbero anche a livello nazionale. Pittore autodidatta, ha perfezionato la sua tecnica negli anni giovanili trascorsi per una buona parte in Canada (dal 1953 al ‘62), dove si è affermato

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come ceramista, decoratore e scultore, prima di approdare in maniera definitiva alla pittura dopo il rientro a Fano. Da una felice intuizione durante i suoi soggiorni estivi in Puglia, nacque in lui l’idea di inserire nelle tele figure giovanili calve, inquiete, ieratiche, che diventeranno il suo segno distintivo con il quale otterrà importanti riconoscimenti in campo nazionale e all’estero, grazie anche all’aiuto dell’amico giornalista Italo Cucci. Questi soggetti, che sembrano fissare un punto perso nel vuoto, diventano la rappresentazione singolare, curiosa e straordinaria della più alta stagione pittorica di Radicioni. L’artista fanese supera

i confini del realismo sostituendovi una propria visione del mondo e delle cose, che va al di là dell’apparenza e dell’esteriorità. Il successo così ottenuto, che mai scalfisce la sua signorile modestia e disarmante semplicità, lo spinge a confrontarsi all’inizio degli anni ‘90 con i grandi maestri italiani del Rinascimento. Ne scaturisce un risultato ancor più sorprendente della sua produzione artistica, in cui l’intreccio di colori e la ricchezza espressiva esprimono il bisogno di un rigore linguistico e al tempo stesso l’emozione del cuore. Una malattia improvvisa, all’età di 63 anni, lo strappa alla vita proprio nel pieno della sua affermazione artistica. IN


Giocare | Ranocchi Angels Pesaro

La rinascita degli

Angeli

testo Beatrice Terenzi - foto Leo Mattioli

Nuova stagione per l’american football team targato Ranocchi Angels, guidato da Pierluigi Moscatelli. Con la voglia di far bene in campionato e di avviare un promettente vivaio.

È Pierluigi, “Pippi”, Moscatelli il nuovo allenatore dei Ranocchi Angels football, che l’11 marzo hanno debuttato nel campo scuola di via Respighi contro i Briganti Napoli. “La scelta di Moscatelli, ex giocatore della stessa società ed ex azzurro - spiega il presidente Francesco Paolo, Frank, Fabbri -, vuole dare un forte segnale di pesaresità a una squadra ringiovanita e formata da ragazzi per lo più della città”. Un club che quest’anno punta in alto con l’arrivo dal Colorado (Usa) di Shawn Sarkis Woods per coordinare l’aspetto offensivo, grazie al suo bagaglio d’esperienza, insegnando i fondamentali e le tattiche. Nello staff tecnico anche Pietro Ruggeri

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(coordinatore difensivo), Roberto Fabrizi (assistente coordinatore difensivo) e Rodolfo Giungi (assistente coordinatore d’attacco). La squadra è stata presentata il 3 marzo scorso al ristorante San Tommaso, alla presenza dell’assessore comunale allo sport Enzo Belloni e del presidente provinciale del Coni Alberto Paccapelo. Gli Angels si allenano nel nuovo campo del Caprilino: “Ringrazio il Comune e in particolare l’assessore Belloni per questa nuova casa del football”, dice Fabbri. La società conta anche su un valido vivaio giovanile curato da Alessandro Angelini, che ora intende aprirsi anche al settore femminile.

Tanti giovani ora giocano anche in prima squadra. Main sponsor degli Angels, Giovanni Ranocchi, sostiene così la squadra: “Quest’anno dovete mordere. Abbiamo rimesso in piedi una bella realtà ed ora è tempo di raccogliere i risultati”. L’obiettivo di quest’anno è fare bene: “L’importante - sottolinea il tecnico Moscatelli, che ha giocato anche in Usa - è fare esperienza. Stiamo costruendo un progetto basato sui giovani, in prospettiva. Da parte mia cercherò di trasmettere le motivazioni giuste. In questo sport non è importante solo la tecnica, ma anche l’aspetto emotivo”. www.angels-pesaro.it IN


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