Il giornalino di Matita

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Con il patrocinio di

Il giornalino di

CittĂ di Bassano del Grappa

Assessorato alla Pubblica Istruzione

CittĂ di Marostica

Assessorato alla Cultura

Periodico di informazione per bambini Editrice Artistica Bassano

25 Contiene la storia di Matilde!!!

Marzo 2009

Distribuzione gratuita


pizzeria trattoria

Arcobaleno Pizze anche a mezzogiorno!

Ampio spazio all’aperto

Aperto per tutto il periodo estivo (agosto compreso) Villaggio S. Eusebio, 15 - Bassano - Tel. 0424 504702

Foto di Orlando Zanolla


la parola a Matita

Nostalgia di casa…

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apete ragazzi, sicuramente non ve ne sarete accorti, ma per poco rischiavamo di non vederci per questo numero... E chissà per quanti altri ancora. Eh, già. Io faccio tanto la coraggiosa, ma in realtà aveva ragione il mio amico Inchiostro a dire che a Reale è dura. Lui avendo molti anni di esperienza, sa bene come funzionano le cose qui da voi, ma io testarda non ci credevo, volevo vedere con i miei occhi... e soprattutto con il mio cuore. Nonostante cerchi di rassicurare e consolare sempre anche Matilde, molte volte anch’io ho dei dubbi, delle paure. E non vi nascondo che mi piacerebbe tornare a Fantasia. Che nostalgia... Avete visto il film E.T.? Forse no, perché siete troppo giovani, ma per fortuna capolavori del genere si possono sempre scovare da qualche parte. Ve lo consiglio vivamente, l’ho rivisto da poco e mi sono commossa fino alle lacrime... Sarà che pensavo a casa mia. Comunque, bando alle lacrime! In questo numero, nella “Galleria delle Arti” vi parlo di una persona che mi sta particolarmente simpatica, sapete perché? Perché infondo

ci assomigliamo. Per carità, non voglio essere presuntuosa, parlo solo del punto di vista umano... Sapete come si definisce Fosco Maraini? Un CITLUVIT e cioè: un cittadino della Luna in visita di istruzione sul pianeta Terra! Non è una definizione fantastica? In visita di istruzione per cercare di capire... Precisa che la cosa più importante e che soddisfa di più gli esseri umani è capirsi. Ed è esattamente quello che penso io! Non provengo forse da un altro Pianeta? E non vi ho forse sempre detto che sono qui per conoscere voi e il vostro mondo? Andare in un Paese diverso, di persona, è tutt’altro che leggere di quel Paese... E non è quello che sta capitando a me? Dovevo forse dare retta ad Inchiostro? Nooo, non vi preoccupate, per ora non cambio idea. Io tengo duro, ho ancora tante cose da scoprire su di voi e Matilde è fiduciosa, non posso mica piantarla in asso sul più bello. Allora in gamba ragazzi, e mi raccomando, abbiate anche voi fiducia in me! MATITA

Le rubriche di Matita I nostri Vip . . . . . . . . . . . . . . . di Chiara Padovan La bottega di Archimede . . . . di Erasmo Gastaldello Gli appuntamenti di Matita . . . di Chiara Padovan La storia di Matilde . . . . . . . . di Roberta Stevan Moroni L’inserto di Matita . . . . . . . . . di Roberta Stevan Moroni

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Il prato di Carolina . . . . . . . . di Erasmo Gastaldello L’angolo di Tina . . . . . . . . . . . . di Cristina Regondi La galleria delle arti . . . . . . . di Roberta Stevan Moroni I giochi di Matita . . . . . . . . . . di Roberta Stevan Moroni Da leggere assieme . . . . . . . . della libreria “La Bassanese”

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MATITA Periodico d’Informazione per bambini Anno VIII • N. 25 - Marzo 2009 www.matitarob.it • www.bassanonews.it Direttore responsabile: Chiara Padovan Illustrazioni e disegni: Roberta Stevan Moroni Coordinamento editoriale: Elena Trivini Bellini Direzione artistica: Diego Bontorin, Andrea Minchio Si ringrazia: Luigi Ferro Stampa: Linea Grafica - Castelfranco Veneto (TV) Per la pubblicità su queste pagine: tel./fax 0424 523199 cell. 335 7067562 • e-mail eab@editriceartistica.it EDITRICE ARTISTICA BASSANO Piazzetta delle Poste, 22 • Bassano del Grappa (VI) © Copyright - Tutti i diritti riservati su testi, disegni e immagini Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa n. 12/2001 R.P. del 6 dicembre 2001

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i nostri vip

Luigi Ferro, maestro delle fiabe musicali

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o re mi fa sol la si do! Se ne intende di note musicali l’amico che ho incontrato oggi per voi! Si chiama Luigi Ferro ed è un maestro che ha inventato un metodo tutto nuovo per insegnare ai bambini ad amare la musica: quello delle fiabe musicali. Come dite? Esistevano già? Allora facciamoci raccontare da lui qual è la novità! Come sono nate le tue fiabe musicali? Dall’idea di fare sentire i piccoli allievi che studiano il pianoforte non solo esecutori di un brano musicale, ma protagonisti di un vero e proprio spettacolo. Io infatti non insegno solo a conoscere ed eseguire un brano, ma creo una vera e propria fiaba, con la storia, i disegni, i protagonisti e le musiche a sottolineare i momenti più importanti o significativi. Ho detto “io”, ma in realtà intendevo “noi”, perché con i miei giovani pianisti lavoriamo sempre in gruppo e così, oltre a suonare, parliamo, ci confrontiamo e ci divertiamo.

Avete suonato anche fiabe famose? Sia famose che sconosciute o inventate al momento! Non importa quanto successo abbia avuto una favola per fare bene il nostro lavoro, l’importante è che sia una bella storia, che ci piaccia e ci faccia imparare qualche cosa di nuovo e di bello. Per esempio una favola racconta la Partita a Scacchi di Marostica, che sicuramente conoscete tutti… o no? L’importante, comunque, è che alla fine si impara senza annoiarsi, anzi! Tu quando hai imparato a suonare? Fin da piccolo la musica è stata la mia più grande passione tanto che poi, crescendo, ho studiato e mi sono impegnato perché diventasse anche la mia professione. Mi sono diplomato al Conservatorio di


Adria e ho studiato anche composizione a Napoli e ad Avellino. Ho partecipato a tanti concerti di musica classica sia come musicista che come compositore e ho anche partecipato a qualche trasmissione televisiva. Per esempio vi ricordate “l’Albero Azzurro” o la “Melevisione”? C’ero anch’io, e suonavo il pianoforte! Anche tu fai suonare ai tuoi allievi brani famosi (… e magari un po’ noiosi per i bambini)? A volte si, perché ce ne sono di bellissimi, ma spesso sono difficili da eseguire, così preparo delle versioni semplificate.

Altre volte invece passo ai brani di musica leggera o anche alle canzoni per bambini, perché sono convinto che tutta la musica, se suonata con amore, dedizione e passione, possa sviluppare il senso musicale, tecnico e critico dell’allievo. Prima di salutarci, potresti suonarmi qualche cosa? Con grande piacere! … Cari amici, mi dispiace veramente che non possiate sentire la musica bellissima che Luigi Ferro ha suonato per me e per tutti voi, ma vi assicuro che ascoltarlo è stata una vera e propria favola… Ciao a tutti!

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la bottega di archimede

Il progetto “Kairós”

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iao ragazzi, questa volta ci addentriamo in un argomento un pochino più complesso ma, niente paura, sono sicuro che ci divertiremo lo stesso: parleremo di diversità nelle persone. Innanzitutto, c’è da dire che Kairós è un progetto culturale che viene regalato alle Scuole Medie, per aiutare voi ragazzi a crescere con una maggiore conoscenza verso la diversità nelle persone e, a fare questo regalo, ci hanno pensato i Lions. Sapete chi sono? I Lions (che in inglese significa “leoni”) sono delle persone che si mettono al servizio dei più bisognosi. Ma, chiariamo prima di tutto, il significato del termine Kairós: si tratta di una parola che deriva dal greco antico e che sta ad indicare “il tempo opportuno”, “l’occasione favorevole”…, da non lasciarsi sfuggire…, insomma, un momento molto importante per tutti. Ma, soprattutto, che cos’è la diversità?

La diversità è un valore, una reale risorsa a cui fare riferimento per provare a cambiare il nostro rapporto con il mondo e le persone. Può darsi che a scuola conosciate un compagno che non riesce a scrivere perfettamente, o che cammina a fatica, oppure non sente, non vede o non parla... Di questi compagni qualche volta magari possiamo pensare “…loro non sanno fare certe cose…”, ma proviamo invece a cambiare questa idea, pensando “…loro però sanno fare un sacco di cose che io non conosco, posso imparare da loro molte cose nuove…”, cosa ne pensate? Vi faccio qualche esempio: secondo voi, un bambino cieco, può leggere? Certo, solamente se usa dei libri scritti in un altro modo. Esiste un tipo di scrittura che si chiama “Braille” che le persone cieche riescono a leggere; i libri scritti in “Braille” sono in realtà tutti bianchi, solo hanno una serie di


piccoli puntini in rilievo, ma noi però non ci capiamo niente perché abbiamo studiato l’alfabeto tradizionale. Un compagno cieco, invece, ha imparato a leggere la scrittura “Braille” passando la punta del suo dito indice sopra ai piccoli puntini in rilievo. Potete subito capire come in questo caso il compagno cieco sia molto bravo a leggere questi libri, usando solamente un metodo diverso dal nostro. Volete provare anche voi? È molto semplice: fatevi prestare dai vostri genitori una scatolina (vuota) di medicine; su qualsiasi scatolina di farmaci ci sono dei piccoli puntini in rilievo…, ecco, in quei puntini c’è scritto esattamente il nome del farmaco. Ora, provate un po’ a passarci sopra la punta del vostro indice, magari anche chiudendo per un attimo gli occhi. Siete riusciti a leggere qualcosa…, non è straordinaria la capacità che un vostro compagno cieco ha in questo ambito? Un altro esempio: non so se avete in classe con voi un compagno che magari fa un po’ fatica a leggere e a scrivere… pensate che sia troppo lento? Forse non riesce semplicemente a mettere bene in ordine le varie lettere dell’alfabeto. Se vi detto questa frase “atitaM è orevvad nu onilanroig etnasseretni”, la capite subito? Ci avete messo il vostro solito tempo per scriverla? E lo stesso tempo per leggerla e capirla? Allora, pensate ancora che il vostro

compagno sia troppo lento, oppure pensate che invece è proprio bravo a seguire le lezioni con la fatica che si fa in questo modo? Provate ora ad indovinare che cosa vi dice la vostra maestra tappandovi le orecchie e guardando solo il movimento delle sue labbra. Facile? Non credo proprio, eppure chi ha un compagno sordo, sa che questo compagno capisce lo stesso la maestra, bravo, vero? E se aveste, come magari qualcuno dei vostri amici, delle difficoltà a tenere bene in mano una matita o un righello perché le vostre dita non riescono a chiudersi bene? Chiedete ai vostri genitori di prestarvi un guantone di quelli che si usano per prendere le pentole senza scottarsi…, fatto? Ora, indossate il guantone e provate a fare un’operazione semplice, tipo 4 più 5, con la calcolatrice piccola. Cosa mi dite, è facile o difficile schiacciare i tasti esatti? E magari a scuola c’è un alunno che non riesce a fare i gradini da solo…, provate (facendovi aiutare dai vostri genitori) a mettervi una vostra scarpa su un piede e uno scarpone da montagna di un adulto sull’altro…, riuscite lo stesso a camminare bene come prima? Ecco, vedete cari ragazzi, la diversità tra le persone è molto interessante e, come per qualsiasi cosa, occorre approfondire la nostra conoscenza verso di essa per apprezzarne in pieno le qualità.

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ni Sono arrivate le collezio ambini!!! b r e p 9 0 0 2 A t iS V e e Sol

Bassano del Grappa (VI) Via Roma, 15 Tel. e fax 0424 525515 bassano@capellocentrivista.it


gli appuntamenti di Matita

La “Città dei Ragazzi”

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ari bambini, il mese di marzo è arrivato e, oltre alla primavera, torna ancora una volta uno dei nostri appuntamenti preferiti, quello con la Città dei Ragazzi! Per un giorno intero, domenica 29 marzo, il centro storico sarà tutto per noi e il clima di festa, di amicizia e di divertimento ci permetterà non solo di trascorrere ore felici tutti insieme, ma anche di lasciare volare la nostra fantasia immaginando, perché no, anche la nostra città ideale. Le regole, per chi ancora non le conosce, sono

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semplicissime: chi entra nella città viene registrato come cittadino e riceve un cartoncino da esibire nei laboratori, assieme ad una mappa dove sono indicati tutti i laboratori a cui si può accedere. Non costa niente, tutto quello che si chiede ai bambini è la voglia di divertirsi e di stare insieme.


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Io ve li consiglio tutti, sono uno più bello dell’altro! Annoiarsi è impossibile, perché ad ogni angolo ci sono spunti per impiegare bene il proprio tempo: si possono fare lavoretti con il legno, con la terracotta, con la lana, si può giocare, arrampicarsi, provare qualche sport e anche conoscere meglio quanti ogni giorno si occupano della nostra sicurezza e ci permettono di vivere tranquilli. La città dei ragazzi apre presto alla mattina, per permettere a tutti di arrivare e giocare, e chiude solo quando tramonta il sole, nel pomeriggio. Da quando l’ho scoperta io non sono mai mancata, quindi ve la consiglio vivamente e, naturalmente, vi aspetto!!!



… PER SUPERARE LE DIFFICOLTÀ SCOLASTICHE…

E TORNARE A SORRIDERE! Percorsi individualizzati di intervento per bambini e ragazzi. Imparare a leggere e comprendere un testo, scrivere correttamente, calcolare e risolvere problemi, studiare in modo efficace, relazionarsi con gli altri. Consulenze psicopedagogiche di supporto alla famiglia e alla scuola.

STUDIO PSICOPEDAGOGICO Dott.ssa Maria Rita Cortese • Pedagogista • Psicopedagogista per l’età scolare • Specializzata in psicopatologia dell’apprendimento 36020 Pove del Grappa (VI) - via Albertoni, 4 - tel. 0424 80365 - cell. 328 9656843 - mariarita.cortese@fastwebnet.it


la storia di Matilde

XIIa parte

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la storia di Matilde

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i c s i u r t Cos ua la t e c i n r co ! ! ! a u q s a P i d



Pasqua 2009


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ari ragazzi, fra poco è Pasqua e ho pensato che vi avrebbe fatto piacere conservare una foto ricordo di questa bella giornata, quindi eccovi una simpatica cornice! Staccate con cura queste pagine centrali, magari facendovi aiutare da un adulto, ritagliate il riquadro rettangolare e stendete della colla lungo i bordi della parte interna. Inserite la vostra fotografia, magari del pranzo con i parenti, dell’uovo di cioccolato o della scampagnata di Pasquetta e infine, piegate le due pagine facendole aderire tra di loro. Ecco pronta la vostra cornice... che potrete appoggiare o appendere nella vostra camera. BUON LAVORETTO E AUGURI A TUTTI!


la storia di Matilde

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la storia di Matilde

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continua‌



il prato di Carolina

Gli asparagi

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iao ragazzi, come state? Non ci si sente da un po’ di tempo, ma ora eccoci qui, più in forma che mai, giusto? E’ proprio il momento per raccontarvi qualcosa sugli asparagi bianchi di Bassano. Vi piacciono? A me piacciono tantissimo ma, muggipicchia… devo fare attenzione perché Gigi il fattore, se si accorge che ogni tanto entro nel suo campo e ne mangiucchio qualcuno si arrabbia per davvero. Ci sono tante cose interessanti da conoscere anche sugli asparagi ma, visto che non ho molto spazio, mi concentrerò sulle più curiose! Vediamo un po’… chi mi sa rispondere esattamente a queste domande: 1) Di quanti colori possono essere gli asparagi? 2) Perché gli asparagi di Bassano sono bianchi? 3) Sono sempre stati bianchi? Controllate ora se siete dei veri esperti di asparagi confrontando le vostre risposte con quelle che vi scrivo qui sotto: 1. La pianta degli asparagi appartiene alla famiglia delle Gigliacee Asparagoidee e gli asparagi che noi mangiamo sono dei germogli che si sviluppano da una parte del fusto sotterraneo della pianta, chiamato rizoma. Durante la primavera spuntano gli asparagi che possono essere addirittura di quattro colori: bianchi, rosati, violacei o verdi, a seconda del metodo di coltivazione. 2. Gli asparagi di Bassano sono bianchi perché vengono raccolti prima che escano dalla terra. In questo modo, rimanendo privi di luce, non possono assorbire la clorofilla che li colorerebbe. Gigi il fattore, ha uno strano aggeggio per raccoglierli: controlla le asparagiaie (che sono dei cumuli di terra lunghi, regolari e molto curati

che rimangono sempre coperti da un telo in modo che non passi la luce) e quando vede che la terra ha dei piccoli rigonfiamenti capisce che lì sotto c’è un asparago che sta per venire fuori; allora, lesto lesto, prende questo aggeggio che sembra una specie di lungo uncino, lo infila nella terra piano piano e con mano esperta… zac!!!... taglia il turione (si chiama proprio così) ed estrae tutto felice il suo bellissimo e buonissimo asparago bianco. 3. Sentite un po’ qua: ho incontrato una vecchia zia, mucca Genoveffa, la quale conservava un baule pieno di antichi documenti e un giorno, controllando se c’era anche qualche mappa che indicasse un possibile nascondiglio di cose buone da mangiare, ha trovato un libro dove c’era scritto che fino al XV secolo gli asparagi di Bassano erano verdi. Ma come è possibile? C’era scritto che fino a quell’epoca gli abitanti di Bassano avevano solo asparagi verdi e li usavano un po’ per mangiarli e anche molto per curarsi, ma un giorno ci fu un fortissimo temporale, con molta grandine che distrusse tutto il loro raccolto e così, con un autentico lampo di genio, un contadino provò a scavare per vedere se poteva raccogliere lo stesso qualcosina da mangiare: assaggiò quindi la parte di turione che stava sotto terra, ancora tutta bianca, scoprendo che in realtà era davvero molto più buona, più tenera e più dolce della parte verde che aveva mangiato fino ad allora… Muggipicchia… che fortuna ragazzi, eh? Allora, quante risposte esatte avete totalizzato? Ah, un’ultima cosa: sbrigatevi ad assaggiarli perché la loro stagione inizia il 19 marzo (San Giuseppe) e termina il 13 giugno (Sant’Antonio). MMMUUUHHH… (cioè ciao) ragazzi!!!


per la tua pizza… di classe!!! Pizzeria Ristorante “AL SARACENO”

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la galleria delle arti

La gnosi delle fanfole

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ari ragazzi, non fatevi spaventare dalle parole del titolo, questa volta attraverso la rubrica “Galleria delle arti”, vorrei farvi conoscere un genere di poesia davvero originale e tutt’altro che noiosa! Il suo inventore si chiama Fosco Maraini. Pensate che questo “tizio” era etnologo, antropologo, orientalista, viaggiatore, alpinista, fotografo e scrittore! Che forza, vero? Altro che compiti per casa... Immaginate quanto tempo avrà dedicato Maraini a tutti questi interessi! Purtroppo questo geniale signore è morto nel 2004, ma fortunatamente ci ha lasciato scritti e fotografie davvero indimenticabili. Maraini, nasce a Firenze il 15 novembre 1912, da Antonio Maraini (noto scultore) e da Yoi Crosse (scrittrice inglese). La sua vita fin da bambino è molto movimentata, piena di stimoli culturali ed umani. Viaggia moltissimo e apre i suoi orizzonti mentali e spirituali, attraverso esperienze uniche. La fotografia è la sua passione fin da giovanissimo, e pensate che la sua prima mostra avviene a soli 18 anni. Nel 1935 sposa Topazia Alliata, e avrà da lei tre figlie: Dacia (la famosa scrittrice), Yuki e Toni. Nel 1937 e nel 1948 effettua due spedizioni in Tibet, alla scoperta della cultura e dei miste-

ri dell’Oriente, che segneranno per sempre la sua visione del mondo. Affascinato dalla natura e dall’umanità così variegata, è anche un intrepido scalatore, e partecipa a spedizioni in montagna, allora considerate imprese eroiche. Un’altra grande passione di Maraini, che durerà per tutta la vita, è il Giappone; dove si trasferisce con la famiglia per diversi anni e compie delle ricerche su una popolazione già allora in via d’estinzione (gli Ainu). Qui, durante gli anni della seconda guerra mondiale, per motivi politici, sarà internato per due anni insieme alla sua famiglia, in un campo di concentramento. Finita la guerra torna per alcuni anni in Italia, ma poi raggiunge nuovamente il Giappone, dove nel 1970 sposerà in seconde nozze Mieko Namiki. Successivamente in Italia, riceverà diversi premi importanti, tra i quali il Premio Nonino. E’ nel 1994 che pubblica la Gnosi delle Fànfole. Ma che cosa significa? Penserete voi... In realtà non significa proprio nulla! Eh, già. E’ questo il bello. Il titolo, e non solo quello, ma quasi tutto il testo, è fatto di parole


inventate. Maraini, che conosceva perfettamente moltissime lingue orientali ed occidentali, ad un certo punto ha sentito il bisogno di inventarne una tutta sua, che ha battezzato appunto “lingua delle Fànfole” ...Pensate che spasso! Questa lingua, senza regole di semantica o grammaticali, assomiglia tremendamente e comicamente all’italiano, ma non ha alcun significato. Il senso delle parole si intuisce e si interpreta a seconda di chi lo legge. Mentre nella lingua comune si parte da situazioni, cose, emozioni o pensieri e si cerca di trovare dei suoni (parole) adatti, con questo linguaggio, chiamato “metasemantico”, avviene esattamente il contrario. Esso propone semplicemente dei suoni, che non si possono chiamare parole, che ognuno di noi collega ad un significato, ad un’emozione o ad un valore, che prova dentro se stesso; quindi UNICO e DIVERSO da tutti gli altri. Fosco Maraini diceva a proposito della parola: “...E’ un giocattolo, un tesoro o una bomba. Ma soprattutto, la parola è una caramella, qualcosa da rigirare tra lingua e palato con voluttà, a lungo, estraendone fiumi di sapori e delizie.” Ma andiamo a leggere una di queste strabilianti poesie: “Il lonfo”, che insieme ad “Il giorno ad urlapicchio”, è tra le più conosciute. Assaporate, dunque, ogni parola come

fosse una caramella! E se vi riesce (sembra facile ma non lo è affatto!) cercate di inventare delle parole che per voi hanno un particolare significato, valore od emozione... Lasciatevi guidare dal cuore. IL LONFO Il lonfo non vaterca nè gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce sdilenca un poco, e gnagio s’archipatta. E’ frusco il lonfo! E’ pieno di lupigna arrafferìa malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e t’arrupigna se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio lonfo ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa lègica busìa, fa gisbuto; e quasi quasi, in segno di sberdazzi gli affarfaresti un gniffo. Ma lui zuto t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi. (Tratto da: Fosco Maraini, La gnosi delle fànfole, 1994)

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l’angolo di Tina BUON GIOCO A TUTTI

Gli animali sono tanti dai più birbanti ai più fetenti. La volpe è la più furba invece la talpa è la più cieca e infine il pesciolino è il più muto.

GOOD GAME TO ALL

Gli uccelli che volan felici nel cielo blu nessuno, li può attaccare perché loro, son pronti a beccare. Ringraziamo NINA e LUIGI per le poesie e i disegni

LOJE TE MIRE TE GJITHEVE

JOGO BOM A TUDO

BUEN JUEGO A TODOS

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BON JEU A TOUS

Le poesie di Tina


Piazzotto Montevecchio, 29 - Bassano del Grappa (VI) - Tel. 0424 529339


i giochi di Matita

Giochiamo con le parole!

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onostante io sia a Reale ormai da parecchio tempo, imparo sempre parole nuove! E a dire la verità, qualcuna è proprio difficile. Volete provare ad aiutarmi? Accanto ad ogni parola scritta qui sotto, segnate con un crocetta il significato che per voi è corretto. Vediamo quante ne indovinate… CERULEO =

fatto di cera colore azzurro chiaro forma di cerchio

SMILZO =

magro, sottile organo del corpo militare scalzo

OLEZZO =

cattivo odore, puzzo albero dalle foglie appuntite cibo piccante

FENICOTTERO =

IRONIA =

IMPECCABILE =

animale con zampe lunghissime elicottero dei fenici contenitore per forbici

dire scherzando il contrario di ciò che si pensa arrabbiarsi per nulla roccia pregiata, di valore senza becco che non si può imboccare corretto, perfetto


1. Non parlare al bambino delle paure ed esperienze negative personali ma assumere un atteggiamento rilassato e positivo. 2. Non dire al bambino “...non avere paura...”, questo potrebbe fargli pensare che ce n’è motivo. 3. Non dire al bambino “...vedrai che il dentista è bravo e non ti farà male...”, non sempre il dolore dipende dalla bravura o meno del dentista. 4. Non usare I’odontoiatra come mezzo di punizione “...guarda che se non fai il bravo ti porto dal dentista...”, neanche per scherzare. 5. Non deridere il bambino se perde un dentino anche se apparentemente non mostra di prendersela “...guarda che brutto che sei con quel buco in mezzo ai denti...”. 6. Non corrompere il bambino per portarlo dal dentista “...se fai il bravo ti regalo...”. Andare dal dentista per lui deve diventare una cosa normale, senza troppe aspettative che potrebbero non essere sempre rispettate con conseguente delusione da parte sua. 7. Non fare promesse su ciò che farà il dentista, sarà il dentista stesso a spiegargli ogni cosa. 8. Non nascondere la visita fino all’ultimo momento. 9. Cercare con il tempo di fare in modo che il bambino si affidi autonomamente al dentista senza essere seguito in ambulatorio dal genitore. In pratica si deve cercare di fare in modo che si istauri tra il dentista e il bambino un rapporto interpersonale di fiducia senza alcun intermediario.

Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria STUDIO DENTISTICO Via Orazio Marinali, 85 36061 Bassano del Grappa (VI) Tel. 0424 525322/526056 Fax 0424 233317 - E-mail: bobbieb@tin.it

10. Non arrabbiarsi con il bambino se non lava i denti. I bambini sono piccoli ed hanno esigenze diverse dai grandi, devono essere i genitori ad aiutarli e seguirli nella igiene dentale, anche lavando loro stessi i denti, senza brontolare e cercando di rendere il momento il più gradevole possibile. Sarà il tempo a dare ragione alla vostra costanza. Più presto si inizia ad aiutarli e prima sarà per loro normale lavarsi i denti, come dormire, mangiare, bere, ecc.


da leggere assieme

a cura della libreria “La Bassanese”

A.A.A. Matita cerca collaboratori

H 30

ai più di sei e meno di seicento anni? Sei curioso? Ti piace leggere e scrivere? Sei convinto che è vero che sono i fatti a contare, ma senza le parole e i pensieri non si vive? Rinunceresti ad una sfida con Play Station per scrivere una recensione? Credi che tra le pagine di un libro possano esserci più albe, tramonti, panorami, viaggi, persone, sogni, fantasie, idee di quelli che potresti incontrare e conoscere in tutta la tua vita? Sei capace di commuoverti, ridere, piangere, parlare da solo, scherzare, e tutto questo “solo” leggendo un libro? E sei abbastanza forte da spegnere la televisione per rileggere due, tre, quattro volte un libro che ti ha conquistato? CERCHIAMO PROPRIO TE!!! Scrivi la recensione di un libro che ti è piaciuto e portala alla LIBRERIA LA BASSANESE IN LARGO CORONA D’ITALIA. Ora puoi trovare le recensioni dei tuoi libri preferiti e molte altre notizie nel nuovo aggiornatissimo sito www.LABASSANESE.COM Naviga con noi! In questo numero Matita ti consiglia: Luigi Dal Cin Andrea Palladio

Geronimo Stilton La foresta parlante

Bimba Landmann Il destino di Achille

La vita, l’arte, e la storia in un libro di Luigi Dal Cin. Un viaggio a partire dalla vita e dal pensiero di Andrea Palladio per avvicinare i ragazzi, con la chiave della narrazione fantastica, allo straordinario patrimonio artistico che il maestro veneto ci ha lasciato in eredità. La vita e le opere, la funzionalità e la bellezza, l’eleganza e il rigore morale, i riferimenti classici e l’operare così moderno del più grande architetto di tutti i tempi.

Continua il viaggio del giovane elfo Audace, chiamato da tutti Ombroso, per liberare il Regno della Fantasia dal giogo della Nera Regina. Insieme a Regulus, Spica e Robinia, gli amici che hanno deciso di accompagnarlo nella sua missione. Guidati dalla bussola delle fate e da Favilla, una giovane nana trasformata in oca da una stregoneria, gli elfi attraverseranno paludi infestate da strane creature e dovranno combattere il terribile mostro dalle cento zampe…

Chi decise il destino di Achille? Gli Dei? O lui stesso? Il Destino di un uomo è come un grande arazzo, formato da tanti fili. Ci sediamo assieme agli Dei a tessere, e ogni filo è un pezzo della nostra storia. I nostri genitori. La nostra terra. I nostri desideri e i nostri sogni. Tutte le esperienze che compiamo. finché un giorno, su questo grande arazzo, appare un disegno unico e irripetibile: la nostra vita.

KITE EDIZIONI - 12,00 euro

PIEMME JUNIOR - 18,50 euro

EDIZIONI ARKA - 16,00 euro

Via J. Da Ponte Galleria Corona d’Italia, 41 Bassano del Grappa Tel. 0424 521230 Tel. e fax 0424 522558


RISTORANTE

“BIRRARIA OTTONE”

1870 Via Matteotti, 48-50 Bassano del Grappa (VI) Tel. 0424 522206

Chiuso il lunedì sera e tutto il martedì



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