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Fondato

nel 1989

DISTRIBUZIONE GRATUITA

bIMeStrALe MONOGrAFICO DI CULtUrA OttObre 2012 - Numero Speciale XXXI I tottene di bassano nell’Ottantesimo Anniversario della Fondazione / 1932 - 2012


ph. Poci’s

Esclusivamente a Bassano del Grappa


TOTTENE 1932-2012 Un’impennata lunga ottant’anni Questo numero speciale de L’Illustre bassanese è dedicato alla storia della famiglia Tottene di Bassano, le cui vicende professionali e personali si sono profondamente intrecciate per ottant’anni con quelle dell’agonismo, tanto nell’ambito delle più classiche due ruote (in particolare del ciclocross) quanto in quello -roboante e avvincente- del motociclismo. Un brandello importante di “memorie” (non solo imprenditoriali) che, in considerazione dei grandi successi ottenuti, si inquadrano a pieno titolo nel panorama sportivo italiano e internazionale. Le pagine che seguono, curate da Andrea Minchio (coordinatore editoriale e co-fondatore di questa fortunata testata, il cui esordio risale all’ormai lontano 1989), presentano -seppur in forma estremamente condensata- un appassionante excursus sugli eventi dei quali sono stati protagonisti dapprima Silvio, poi Franco, e ora i fratelli Daniele e Remo Tottene: un viaggio nel tempo, caratterizzato da una passione travolgente e contagiosa, sempre accompagnata da intuizioni felici e da grande lungimiranza. Importante il corredo iconografico che ricostruisce, attraverso la proposizione di immagini spesso spettacolari, le atmosfere di diverse epoche, calandoci in contesti temporali ben precisi: memorabile, in particolare, l’epopea del Moto Club Tottene e delle competizioni dell’allora nascente motocross, accompagnate dal fumo degli scappamenti e dal fango delle piste di mezzo mondo. Così come le testimonianze delle persone che hanno affiancato i Tottene nelle gare e nel lavoro; attestazioni di stima e simpatia, che ci aiutano a capire le ragioni di un successo dalle origini lontane e ora degno di essere celebrato.

Da più di trent’anni vado raccogliendo storie di Uomini e imprese della nostra regione. Queste ricerche, dai risultati incredibili, hanno dato vita alla Enciclopedia del Motorismo, Mobilità ed Ingegno Veneto, ora alla seconda edizione, ma anche alla Galleria con la stessa titolazione, che sarà la spina dorsale del nostro Museo nella prossima e futura sede del Polo Museale Santa Chiara. Un percorso di primati e primatisti, di storie più o meno grandi, tutte fatte da Uomini o Donne che hanno saputo mettere insieme ingegno, coraggio e costanza. Un insieme di elementi che possono smuovere le montagne. Come questa storia dei Tottene, partita con Silvio da una piccola officina a Ca’ Molin, per approdare in via Beata Giovanna a Bassano e oggi in modernissimi spazi in località Tre Ponti. Dalla riparazione alla costruzione di ottime biciclette, che primeggiarono nelle corse, alle motociclette rappresentate con varie marche, attività sviluppata con determinazione di figli e nipoti, sino ai grandi traguardi raggiunti con il Team Tottene, creato per gareggiare nel cross e nel trial, fino alla conquista di tre titoli nazionali e del mondiale 1991 con il pilota Parker. Tenacia, passione, coraggio, amore per il lavoro ben fatto, portano sempre a risultati di prestigio: migliori concessionari di moto del Veneto anche nell’ambito della sicurezza, titolo prestigioso assegnato nel 2007 ai Tottene dalla rivista Motociclismo, mentre la Casa giapponese di cui sono concessionari esclusivi li ha celebrati come i loro migliori dealer d’Italia! Bravi, é un esempio di aristocrazia del lavoro, é una storia di casa nostra da includere nell’Enciclopedia e da raccontare con orgoglio.

Giambattista Vinco da Sesso

Nino balestra

Direttore de L’Illustre bassanese

Presidente Fondazione Museo dell’Automobile “Bonfanti-VIMAR”

L’ILLUStre bASSANeSe

Bimestrale monografico di cultura a distribuzione gratuita

… dal 1989

ANNO XXIV N° speciale / Ottobre 2012 - Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa n° 3/89 R.P. del 10-5-1989 Direttore responsabile: Giambattista Vinco da Sesso - Coordinatore editoriale e autore dei testi: Andrea Minchio redazione: Livia Alberton, Elena Trivini Bellini Hanno collaborato: Nino Balestra - Franco, Daniele e Remo Tottene Stampa: Arti Grafiche Bassano - Pove del Grappa (VI) - Iconografia: divieto totale di riproduzione con qualsiasi mezzo tiratura: 3000 copie - Pubblicità e informazioni: 0424 523199; 335 7067562; e-mail eab@editriceartistica.it © COPYrIGHt tutti i diritti riservati eDItrICe ArtIStICA bASSANO Piazzetta delle Poste, 22 - 36061 Bassano del Grappa (VI)

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I TOTTENE Una famiglia bassanese che ha scritto pagine importanti di storia del ciclismo e del motociclismo

Due splendide dimore hanno fatto da cornice agli esordi professionali di Silvio Tottene: villa Morosini a Cartigliano, suo paese natio (a fianco), e villa Morseletto a Bassano, nei pressi della quale aprì la prima officina (in basso).

Silvio tottene. Inarrestabile creatività C’era una volta un’osteria. Una di quelle case coloniche, dall’architettura rustica e gentile al tempo stesso, che all’inizio del Novecento trapuntavano la campagna veneta. La Grande Guerra era da poco terminata, lasciandosi alle spalle un’eredità pesante, accentuata anche dagli esiti della terribile influenza spagnola. Ma la vita aveva prepotentemente ripreso il suo corso e la gente, orgogliosa della propria italianità, era tornata alle vecchie occupazioni, spinta dal desiderio di ricostruirsi un futuro. Nell’osteria dei Tottene, in località Bruscaglie, presso Cartigliano, il lavoro non mancava: pochi chilometri a sud del Monte Grappa, teatro di passate battaglie, i contadini ora si affacenda-

vano sui campi. E la sera un buon bicchiere di vino, accompagnato da qualche fetta di sopressa e da irrinunciabili partite a briscola, era l’ideale per rinfrancare corpo e spirito dalle fatiche. Ma il piccolo Silvio, che -vassoio alla manoaiutava come poteva i genitori, non amava troppo servire ai tavoli. A lui, infatti, piacevano le biciclette! Ne aveva viste alcune qualche anno prima, durante il conflitto: di questi mezzi a due ruote, ancora relativamente giovani e per lui così strani, erano infatti dotati i reparti dei bersaglieri ciclisti, diretti al Grappa e al Piave, che passavano numerosi anche davanti alla grande villa Morosini-Cappello proprio a Cartigliano. Ora, negli anni Venti, se ne vedevano molte di più: le biciclette cominciavano a correre sulle


Due eleganti scudetti da bicicletta della Cicli Tottene, fondata da Silvio Tottene verso la metà degli anni Trenta, testimoniano la storica tradizione sportiva dell’azienda.


Uno degli alfieri della Cicli Tottene di Bassano, il corridore Giorgio Battocchio, posa in studio per una cartolina-ricordo (seconda metà degli anni Trenta).

Bersaglieri ciclisti durante la Grande Guerra. Il giovane Silvio Tottene ebbe modo di vederne alcuni reparti nelle campagne bassanesi: così si innamorò delle due ruote.

Silvio Tottene, ragazzino, davanti a uno dei portoni dell’osteria di famiglia a Bruscaglie di Cartigliano.


Un’elegante bicicletta Tottene mod. “Specialissima” dal telaio in alluminio (inizio anni ’70).

strade imbiancate dell’agro bassanese; sfrecciavano veloci tra le borgate e lungo i campi coltivati, inerpicandosi coraggiosamente anche sui tortuosi sterrati collinari del Pedemonte. Fu così che Silvio, giovanissimo ma saldo nelle idee, decise con lungimiranza di dedicarsi a un’attività innovativa: con pochi mezzi, ma ricco di quell’intraprendenza che ha fatto grande nel mondo l’imprenditoria veneta, aprì infatti una piccola officina nei pressi di Ca’ Molin, vicino all’attuale centro studi di Bassano. Qui eseguiva soprattutto riparazioni, il modo migliore per impratichirsi acquisendo in breve tempo molte conoscenze tecniche. Una scelta felice, la sua. Infatti le commesse cominciarono ad affluire copiose, nonostante l’evidente mancanza di spazio. Così, per ovviare al problema e servire a dovere la clientela, Sivio si trasferì dapprima in via Ca’ Rezzonico e poi in via Beata Giovanna 29, nel cuore di Bassano. Era il 1932 e, senza saperlo, l’appassionato meccanico di Cartigliano dava ufficialmente il via -giusto ottant’anni fa- a un’esemplare storia d’impresa. Dinamico e vulcanico, nella nuova officina potè ampliare in breve tempo l’offerta di servizi e sviluppare la sua vocazione commerciale: l’officina Tottene garantiva infatti “pronta assistenza a qualsiasi ora” nella riparazione di bici e motociclette, quest’ultime affiancate qualche anno dopo alle prime.

A fianco, in prima posizione Domenico Grego, campione italiano dilettanti di ciclocross nel 1973 e nel 1975, in sella a una bicicletta di Silvio Tottene durante una gara nazionale.

Una specialità della ditta, oltre alla vendita dei veicoli e dei relativi accessori, era rappresentata dal noleggio, richiestissimo, che comportava la stabile disponibilità di un’ottantina di bici. Fiore all’occhiello l’autonoleggio, con o senza autista, di una fiammante Fiat Balilla: un servizio prestigioso in seguito esteso ad altre vetture

Silvio Tottene con la moglie Placida Angelini e la loro primogenita Giuseppina in una foto degli anni Trenta.


Silvio Tottene in età matura, in sella a una bicicletta di sua produzione, con l’amico Luigi Zanata al velodromo Mercante. La famiglia di Silvio e Placida Tottene (al centro della fotografia) in una foto del 1955: in alto, da sinistra, si riconoscono i figli Giuseppina, Gino, Albino; in basso, sempre da sinistra, Franco, Marilisa, Stefania e Silvia. Placida Tottene, in posa davanti alla storica “bottega” di via Beata Giovanna a Bassano.

Il diploma di “Volante d’Oro” dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia rilasciato a Silvio Tottene nel 1982 per “la costante perizia dimostrata nel condurre autoveicoli per oltre 50 anni”.


Il passaporto di Franco Tottene, rilasciato dalla Questura di Vicenza nel 1955, anno in cui partì per la Svizzera.

quali la Fiat 1100 B e, per i meno esigenti, la più discreta “Topolino”. Sempre molto indaffarato nell’attività, Silvio Tottene trovava tuttavia anche il tempo per dedicarsi ad altre passioni. Le corse in moto nei circuiti cittadini erano una di queste: dopo avere insegnato ai bassanesi come destreggiarsi alla guida di roboanti Gilera ed eleganti Ducati (le poche moto in circolazione erano le sue!), Silvio si scatenava infatti in sella a una “Otto bulloni” oppure a una “Saturno Sport”, bolidi equipaggiati con propulsori da 500 centimetri cubi che pilotava con navigata esperienza. Sportivo purosangue e coerente con le proprie scelte professionali, fu pure un amante del ciclismo, che praticò con buoni risultati sia nel cross che su strada. Non a caso, con tanto di marchio regolarmente depositato, costituì la Cicli Tottene divenendo un apprezzato costruttore. Le sue biciclette, realizzate a partire dalla metà degli anni Trenta e fino al 1970, erano particolarmente note per la qualità dei telai e, più in generale, per la cura con la quale venivano create. Una produzione di nicchia, estremamente quotata, che si contraddistingueva anche per il colore istituzionale: un verde metallizzato, noto nell’ambiente come “verde Tottene”. Il naturale sbocco agonistico di questa piccola e grintosa realtà, divenuta nel tempo una scuola dalla quale uscirono altri costruttori, fu la squadra corse, destinata a competere con esiti più che apprezzabili a livello regionale e nazionale: tra i suoi ultimi testimonial, a partire dalla metà degli anni Sessanta, il campione ciclocrossista bassanese Domenico Grego. Una vita intensa e ricca di successi, quella di Silvio Tottene. Ma non furono sempre rose e fiori. Non mancarono infatti i momenti difficili, quelli delle scelte più delicate. Nel 1955, per esempio, un calo di lavoro lo costrinse ad assumere una decisione dolorosa, fortunatamente limitata nel tempo. Poco più di un triennio... Franco. Determinazione e buon senso Gabriele Gianfranco Tottene, classe 1943, ha il fisico dello sportivo e dimostra dieci anni di meno. Lo incontriamo in ufficio, ma potremmo benissimo trovarci ai bordi di una pista oppure

all’isola di Man, il paradiso dei motociclisti che ama frequentare. Al suo fianco la moglie Stefania, inseparabile compagna di vita e fatiche, nonché memoria storica della famiglia. “Già, il 1955...”. Franco (tutti lo chiamano così) riprende le fila del discorso: “Quell’anno mio padre Silvio dovette affrontare una crisi grave e imprevista. Avrebbe potuto ristrutturare la ditta licenziando parte del personale e risolvere la situazione in

A fianco Franco Tottene, nel 1959, in sella a una BMW appartenuta alla Wehrmacht. Con questa moto, alla quale il giovane aveva agganciato un carrozzino civile, Franco correva per le vie di Bassano meritandosi l’appellativo di “mato sul sidecar”. Sopra La R75 venne prodotta dalla BMW fra il 1941 e il ’44 per l’esercito tedesco. Fornita di un differenziale impostabile anche per il fuoristrada, era facilmente manovrabile e si adattava a diversi terreni. Fu anche equipaggiata con la retromarcia.


Albino Tottene, uno dei figli di Silvio, in posa nel 1958 a fianco di una fiammante Lancia Augusta fuoriserie Spider (1936): tale auto, come accadeva anche per altre vetture, moto e biciclette, era destinata al noleggio (con o senza autista). Un’elegante pagina pubblicitaria dell’Officina meccanica Silvio Tottene & Figli dei primi anni Sessanta: a pie’ di pagina sono riportati i recapiti delle due sedi e la pronta assistenza a qualsiasi ora.

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Franco Tottene in sella a una Benelli 500 nel 1958, davanti al negozio di via Beata Giovanna.

modo drastico. Preferì non farlo, evitando così di lasciare senza prospettive i suoi collaboratori. Ma allo scopo di ridurre le uscite fu costretto a rinunciare, per qualche tempo, a una parte della famiglia. Decise infatti di mandarci in Svizzera,

dove viveva sua sorella Isetta: avevo solo dodici anni quando partii per Basilea, assieme ai miei fratelli Albino e Giuseppina. All’inizio fu quasi un trauma. Poi però ci abituammo al nostro nuovo status. Albino lavorava nell’officina di

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L’OFFICINA DI PrIMOLANO

All’inizio degli anni Sessanta Franco Tottene aprì, assieme a suo fratello Albino, una filiale dell’officina bassanese a Primolano. A quell’epoca il centro vallivo rivestiva ancora una discreta importanza:

posto lungo la Statale 47 per Trento, forniva infatti anche l’accesso al Feltrino grazie alle famose “Scale”. Un punto strategico e poco servito, nel quale collocare un’attività concepita per dare una pronta e buona assistenza (incluso il soccorso ACI) lungo due direttrici di traffico molto frequentate. Attrezzatissima, dava lavoro a un paio di collaboratori stabili, mentre i due fratelli si alternavano nella conduzione per potere seguire con il dovuto impegno pure la ditta di Bassano. Con il tempo Primolano perse progressivamente di importanza venendo di fatto tagliata fuori dal traffico. Dopo una decina d’anni, segnati da un buon successo imprenditoriale, i Tottene decisero così di concentrarsi esclusivamente su Bassano.


Franco Tottene, al centro della fotografia, con un gruppo di ragazzi (muniti di cattivissimi cinquantini) in gita a Enego nel 1961: iniziative come questa, organizzate con entusiasmo dall’imprenditore bassanese erano frequenti e sempre molto apprezzate.

La presentazione del Team Tottene in piazza LibertĂ  a Bassano nel 1973. In primo piano, da sinistra, si riconoscono Maurizio Roman, Sergio Rigoni, Giacomo Bizzotto, Franco Tottene, Jodi Tellatin, Danilo Calmonte, Toni Tamiozzo, Miki Biasion, Peter Borgo e Paolo Milani.


Dalla teoria alla pratica: al ruolo di team manager Franco Tottene ha affiancato pure quello di pilota da cross. Eccolo in azione, nel 1974, durante una gara.

13 nostro cugino Ernesto, Giuseppina serviva in casa e io mi davo da fare nel negozio di frutta e verdura della zia (aperto anche alla domenica)”. Verso il finire degli anni Cinquanta l’economia bassanese riprese a tirare e i tre ragazzi Tottene poterono finalmente tornare in patria (reduci da un’esperienza importante e in grado di parlare correntemente il tedesco). Era inoltre giunto il momento di sostenere Silvio, quasi cinquantenne, nella conduzione dell’azienda. Attorno al 1965, dopo qualche anno di affiancamento, fu proprio Franco a prenderne le redini, coadiuvato dal fratello Gino: dal padre aveva ereditato l’amore per lo sport e la passione per le due ruote. Ma era più portato sul piano commerciale e, soprattutto, disponeva di un fiuto particolare: la capacità di interpretare i cambiamenti. “Socio del Moto Club Bassano e fondatore del Team Tottene -prosegue Franco- avevo infatti

intuito l’imminenza di un avvento importante: l’era del motocross, specialità che avevo iniziato a praticare con entusiasmo io stesso. Conobbi l’ing. Giuseppe Bianchi, allora titolare della Fiorentina Beta, blasonata ditta costruttrice e indiscussa leader di mercato: mi parlò, vide il lavoro svolto in officina, valutò la bontà dei marchi che già commercializzavo con successo (Ancillotti, Simonini, DKW, ecc.), apprezzò la passione con la quale seguivo i ragazzi impegnati nelle competizioni e... mi diede fiducia. Così, passo dopo passo, mi ritrovai alla fine degli anni Sessanta con l’esclusiva per l’intero territorio triveneto”. Nel 1971 Franco Tottene rinunciò alla presidenza del Moto Club Bassano, che a suo avviso era eccessivamente orientato a favorire gli impegni agonistici su strada, non assegnando al cross quel giusto peso che ormai tale specialità aveva


Un Beta Cross Special “48 ore”. Aggressivo e molto competitivo, si affermò prepotentemente nelle gare della sua categoria. Per i Tottene rappresentò un autentico successo agonistico e commerciale.

Un Beta “Camoscio” da 48 cc. e alcuni libretti di istruzione di altre fortunate creazioni della casa costruttrice di Rignano sull’Arno. Franco Tottene a Giavera del Montello (1978).

assunto. Una decisione sofferta e ponderata, che lo portò in breve tempo a costituire un proprio sodalizio, il Moto Club Tottene Bassano, realtà subito vincente e competitiva. La prima conferma venne dai ragazzi del Team Tottene che, abbandonando la società giallorossa, lo seguirono in massa. Poi, a ruota (è proprio il caso di dirlo), giunsero le grandi affermazioni sportive in Italia e all’estero. Nel cross, come nella regolarità e nel trial, fino alla conquista, con il pilota statunitense Trampas Parker, di ben tre titoli nazionali (125, 250 e 500) e del mondiale nel 1991.


L’attrezzatissimo motorhome del Moto Club Tottene lungo una pista da cross, negli anni Settanta. Franco Tottene, pilota e team manager, al termine di una gara. Tra i suoi fans più fedeli, la moglie Stefania con i figli Daniele e Remo (quest’ultimo praticamente cresciuto nell’ambiente delle competizioni).

Daniele e remo. Sulla cresta dell’Honda “Come nostro padre -interviene Daniele Tottene (classe 1967), figlio di Franco- anche io e mio fratello Remo (del 1977) siamo nati in bottega. A quattro anni scorrazzavo per l’officina di via Beata Giovanna alla guida di una piccola moto a batteria. In seguito, ai tempi della scuola, non vedevo l’ora (dopo avere terminato i compiti per casa) di fiondarmi nella ditta di papà e seguire il lavoro dei meccanici, ammirare i fiammanti pezzi esposti e scambiare qualche parola con gli appassionati. Verso la metà degli anni Settanta nella nostra officina accorrevano infatti a decine gli aficionados del motocross. Ragazzi un po’ più grandi di me che trasformavano il laboratorio in una succursale della piazza. Ricordo che tra i fanatici dei marchi che tiravano di più (Beta, Ancillotti, DKW, KTM...) figuravano anche Miki Biasion, che è stato campione triveneto della specialità, Paolo Milani, Walter Moro, Giampaolo Frau, Giacomo Bizzotto, Jodi Tellatin, Peter Borgo, Vittorio Trani, i mitici gemelli Pontoni, Maurizio Marchiori e Nico Alessi. Uno dei temi più trattati, assieme a quello delle elaborazioni, era rappresentato dalla programmazione delle competizioni. Molti di loro gareggiavano infatti per il nostro motoclub, scrupolosamente

seguiti nelle preparazioni come nelle trasferte tanto dal papà e dallo zio quanto da due soci molto attivi e impegnati quali Toni Guglielmini e Toni Stevan”. Verso la metà degli anni Ottanta a Daniele venne offerta la possibilità di misurarsi con se stesso nella conduzione della ditta. Franco era infatti alle prese con la realizzazione di una nuova sede, più ampia e funzionale, in località Tre Ponti. “In quella circostanza ho dovuto veramente arrangiarmi, assumendo a tutti gli effetti la responsabilità della gestione: l’organizzazione del magazzino ricambi e la parte commerciale vera e propria, una bella palestra per il futuro”. Finalmente, nel fatidico 1986, i Tottene trasferirono l’attività. “Nei giorni del trasloco -interviene Remo- avevamo parcheggiato le nostre moto davvero dappertutto, perfino nel salotto di casa: la mamma invitava scherzosamente le sue amiche a visitarlo, ricco com’era di preziose opere d’arte. Finita la buriana, però, eravamo perfettamente organizzati e in grado di offrire un servizio all’altezza delle migliori aspettative. E poi, proprio in quell’anno, è avvenuta una svolta decisiva, destinata a imprimere un cambiamento radicale al nostro modo di lavorare: la rappre-

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Daniele Tottene a otto anni, in sella a una moto Beta da 50 cc. (con tanto di maglia istituzionale del Moto Club Tottene).


Sotto, Daniele Tottene con Trampas Parker, anch’egli pilota del Moto Club Tottene, campione del mondo di motocross nel 1991 (su Honda CR 250).


Thierry Marcon, pilota del Moto Club Tottene (su Honda CR 125), negli anni Novanta durante una competizione di motocross.

Una Honda XL 125. Prodotta dal 1980 al 1985 e concepita per un uso misto Enduro/Stradale, disponeva di un motore a 4 tempi (con cambio a 5 marce). Una Honda XL 600 LM del 1985. Dotata di motore monocilindrico a quattro tempi, rappresentò un vero successo (commerciale, ma anche sportivo) per la casa giapponese. Daniele Tottene, in tuta, assieme alla moglie Nadia, anche lei appassionata motociclista.

sentanza della Honda”. Per i particolari presupposti che lo determinarono, l’approdo dei Tottene alle giapponesi merita di essere ricordato. “Se nel nostro club cominciarono a fare capolino le prime moto dagli occhi a mandorla -chiarisce Daniele- questo si deve proprio a un vecchio tagliaerba prodotto dalla casa alata: dopo dieci anni di indefesso servizio, funzionava ancora a meraviglia. Era robusto e affidabile, nonostante il duro lavoro svolto non si era mai rotto ed era

anche facile da manutenere. Decidemmo così di verificare sul campo se pure le motociclette giapponesi godessero delle stesse prerogative. Sperimentammo quindi Yamaha, Suzuki, Kawasaki e, soprattutto, Honda. Furono in particolare quest’ultime a stupirci: preparandone i motori in officina, non potemmo non ammirarne la superiore meccanica e affidabilità, dovuta a un’eccellente concezione costruttiva e all’impiego di materiali di primissima qualità”. Un matrimonio azzeccato, quello fra i Tottene e


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Sopra Una delle due sedi del Motosalone Tottene: si tratta della più recente, realizzata praticamente dirimpetto a quella “storica” (foto alla pagina a fianco). Posta lungo via Tre Ponti 7 a Bassano, si estende su un’area di oltre quattromila metri quadrati. Per il futuro è già in previsione un nuovo ampliamento, destinato a migliorare ulteriormente la logistica interna.

la Honda: innamorati del proprio lavoro in pochi anni i fratelli bassanesi sono stati infatti in grado di sviluppare enormemente l’attività divenendo esclusivisti per la provincia di Vicenza. I tempi stavano inoltre cambiando e il mercato spostava il fulcro della produzione motoristica internazionale dal cross all’enduro, specialità le cui gare venivano tarate sulla base di medie velocistiche e tempi d’impiego prefissati. Tra le protagoniste di questa rivoluzione, verso la metà degli anni Ottanta, le Honda XL 250 e 500 (ma anche le Yamaha XT 500) rappresentarono un vero boom. Vocate per i grandi raid africani (è il caso della Honda XL 600 R Paris-Dakar), erano il mezzo ideale per gite fuori porta facendo la loro bella figura anche tra le vie cittadine. “Piano piano -riprendono a una voce i fratelli Tottene- si è passati dal cross (con i cattivissimi motori a due tempi) all’enduro (con i più rassicuranti quattro tempi). Con la stessa gradualità siamo poi giunti all’era delle maxistradali, attuali regine del granturismo. Grazie alla Honda, che ha sempre investito molto nella formazione, abbiamo potuto crescere sotto tutti i punti di vista. E’ doveroso ricordare che da trent’anni il nostro personale frequenta regolarmente i corsi di aggiornamento professionale. E noi stessi riponiamo il massimo valore nell’orga-

nizzazione -accurata, attenta e rigorosa- di un buon servizio al cliente”. Una filosofia precisa, accompagnata da un impegno lavorativo senza tregua, che si è concretizzata nella costruzione di un’ulteriore sede, sempre ai Tre Ponti, dirimpetto a quella realizzata da Franco solo quattordici anni prima: un grande spazio di oltre quattromila metri quadrati nel quale si trovano l’officina, varie sale espositive, i reparti dedicati all’abbigliamento, agli accessori e al tuning (il settore del magazzino destinato al servizio personalizzato), nonché l’area quick service (organizzata per un’assistenza velocissima su corsia preferenziale). I clienti in attesa, che provengono numerosi anche da altre regioni, possono beneficiare di un mezzo di cortesia (magari per fare un po’ di shopping a Bassano), regalarsi qualche momento di relax su apposite poltrone massaggianti oppure cimentarsi sui simulatori di guida (utilissimi soprattutto per chi è ancora praticante). Dal 2006 anche la stampa nazionale segue con la massima attenzione l’evoluzione del Motosalone Tottene. Quell’anno, in collaborazione con l’Ente Fiera di Milano e la Federazione Motociclistica Italiana, la rivista Motociclismo (vera bibbia del settore) ha premiato gli imprenditori bassanesi segnalandoli quali “miglior concessionario del Veneto”; nel 2007 lo stesso


giornale ha designato i Tottene “miglior concessionario per la promozione della sicurezza”, mentre la Honda ha assegnato loro il primo premio nel Veneto per il “servizio eccellente”. Risultati ottenuti anche grazie all’impegno di validi collaboratori, tra i quali va ricordato Beppe During, vero “mago” dei motori. Riconoscimenti ai quali se ne sono via via affiancati altri, sempre più prestigiosi: basta un’occhiata al sito web (dal quale emerge anche l’orgoglio della bassanesità) per rendersene conto: tra tutti spicca comunque la consacrazione dei Tottene, da parte della casa alata, quali migliori concessionari Honda d’Italia. Da qualche tempo, inoltre, Daniele e Remo Tottene stanno coltivando un progetto davvero molto all’avanguardia sotto il profilo dell’educazione stradale e della sicurezza, cioè la realizzazione di un minicircuito didattico destinato in

particolare ai motociclisti in erba: un’intuizione della moglie di Daniele, Nadia, molto sensibile alle problematiche dei giovani in relazione all’approccio con la strada. “L’idea -conclude Daniele- è quella di collocarlo tra le nostre due sedi, subito a nord della strada. Disponiamo infatti di un ampio spazio verde, ideale per la costruzione di una piccola pista e di un basso fabbricato, nel quale porre i box e le aule per la parte teorica. Lungo il circuito si potrebbero disporre diverse panchine per i genitori. Si tratterebbe, dunque, di un servizio destinato soprattutto ai quattordicenni, concepito con lo scopo di agevolare in sicurezza il loro ingresso nell’universo stradale. Abbiamo pensato di chiamarlo Circuito del Vallo Visconteo, per richiamare alla memoria l’opera ciclopica di Giangaleazzo Visconti (eseguita nel 1402), le cui tracce sono in parte visibili pure nella nostra proprietà”.


Alcune vedute dell’officina dei Tottene, cuore pulsante della loro attività. Attrezzatissimo e molto frequentato, il magazzino ricambi garantisce alla clientela un’assistenza a 360 gradi.

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Un giovanissimo Felics Zanata (attuale presidente del Veloce Club Bassano) in sella a una bicicletta Tottene, impegnato in una gara al Velodromo Mercante nel 1975.

teStIMONIANze Ho conosciuto Silvio Tottene nei primi anni ’60. Al lavoro nell’officina di via Beata Giovanna, stava sagomando un telaio di bicicletta. Ricordo che rimasi letteralmente affascinato dalla sua arte: plasmava l’acciaio con la sensibilità dello scultore, senza fatica, quasi modellasse la creta o il gesso. Incarnava in pratica quella figura di maestro artigiano che oggi purtroppo non esiste più. Altro che telai realizzati in Cina e poi personalizzati in Italia con la griffe! Silvio Tottene li costruiva su misura, adattandoli alla morfologia degli atleti. Con sapienza, con amore, con precisione. Insomma, per il sottoscritto è stato un colpo di fulmine. Tanto è vero che da allora decisi di gareggiare con le sue biciclette e con la sua squadra. Una scelta che fu coronata dal successo sportivo, soprattutto nel ciclocross (nel ’73 e nel ’75 ho vinto il titolo italiano dilettanti), e dalla nascita di un’amicizia autentica, destinata a durare negli anni. Un’amicizia della quale sono orgoglioso ancora oggi, e non solamente per gli aspetti affettivi. Silvio Tottene, in ambito ciclistico, era infatti una vera autorità. Nel 1966 eravamo a Prato, in Toscana, in occasione di una gara alla quale presenziava l’indimenticato Gino Bartali. Appena i due si videro, si corsero incontro: un abbraccio profondo e prolungato, a suggello di una frequentazione antica e una stima inalterata. Ma Silvio non era “solo” un valente costruttore (un maestro che ha insegnato il mestiere a fior di futuri industriali, alcuni dei quali ancora felicemente attivi a Rossano Veneto) e un grande amante del ciclismo

sportivo (come agonista e come team manager): è stato pure un imprenditore lungimirante, animato da un sano spirito commerciale. Una persona che sapeva vedere avanti. Sulla qualità delle sue biciclette non si discuteva (molti gli accorgimenti tecnici e le soluzioni ingegnose, spesso all’avanguardia) e, nelle gare degli anni Settanta, la Cicli Tottene spopolava. Merito anche, a onor del vero, di una squadra affiatata, un gruppo di agonisti agguerriti e uniti da un formidabile spirito di corpo. Squadra che Silvio seguiva con una passione che rasentava il fanatismo e che, in più di un’occasione, lo ha portato a fare coincidere gli impegni ciclistici con le gite domenicali assieme alla moglie Placida (non troppo entusiasta di tali concomitanze). Il figlio Franco ne ha seguito con successo le orme, anche se nell’ambito del settore motoristico. Ed eguale capacità hanno ora i nipoti Daniele e Remo, la cui concessionaria Honda è un esempio di efficienza e professionalità. Ecco, a questi due “ragazzi”, così bravi e volonterosi, vorrei suggerire una idea: quella di organizzare, a cadenza periodica (per esempio biennale), un memorial ciclistico in ricordo del loro nonno. Credo sarebbe una cosa giusta, soprattutto se pensiamo a quanto il mio amico Silvio ha dato allo sport delle due ruote. Domenico Grego Campione Italiano Dilettanti di ciclocross 1973 - 1975

La prima competizione ciclistica della mia vita è avvenuta nel 1975, quando avevo nove anni. Al Velodromo Mercante, terminato solo poco tempo prima, era stata infatti organizzata una manifestazione particolare, aperta a tutti i ragazzi del territorio. In quella circostanza, dopo una certa insistenza da parte mia, ero stato accompagnato da papà Luigi. Sebbene non possedessi ancora una bicicletta adatta, covavo già una speciale passione per le due ruote; un sentimento certamente ereditato da lui, che per oltre quarant’anni è stato una delle colonne del Veloce Club Bassano e del ciclismo giallorosso in genere. La gara consisteva in un solo giro di pista, cronometrato e con partenza da fermo. Ai concorrenti, che si cimentavano uno alla volta in questa “impresa”, veniva assegnata una bicicletta, messa a disposizione dalla Cicli Tottene

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Il primo logo del Moto Club Tottene, disegnato da Antonio Guglielmini all’inizio degli anni Settanta: all’epoca era studente universitario ma anche segretario e socio fondatore del sodalizio.

Lo stabilimento della Beta Motor a Rignano sull’Arno (FI) negli anni Settanta: sulla catena di montaggio sono allineati diversi “Camoscio” in fase di ultimazione.

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di Bassano. Era proprio Silvio Tottene, affiancato dai giudici di pista, a seguire le operazioni preliminari: sceglieva il mezzo più consono in base alle caratteristiche fisiche del concorrente, adattava manubrio e sellino, tranquillizzava i ragazzi -in ansia per l’imminente prestazionecon un sorriso e qualche parola di incoraggiamento. Quando toccò a me (avevo il cuore in gola), Silvio Tottene scelse una bicicletta di colore grigio metallizzato con il logo della sua azienda stampato sul telaio. Forse era leggermente più grande del necessario, ma per l’emozione di correre su un ciclo costruito a Bassano non ci feci caso. Anzi, diedi il massimo e giunsi terzo: fu l’inizio della mia carriera agonistica, sublimata tre anni dopo dal tesseramento nel Veloce Club. Ancora oggi ricordo nitidamente quel momento e, ripercorrendolo mentalmente, provo grande rispetto per una persona e un imprenditore, Silvio Tottene, che sacrificando qualche ora di lavoro trovava il tempo per avvicinare i giovani allo sport. Felics Zanata Architetto e presidente Veloce Club Bassano Negli anni Settanta, quando abitavo con la famiglia in via Parolini, percorrevo frequentemente via Beata Giovanna. Una delle sue maggiori attrattive era rappresentata, per noi ragazzi, dalla vetrina dei Tottene. Posta in prossimità dell’incrocio con salita Brocchi, ospitava infatti diverse moto e numerosissime biciclette: una

gioia per i nostri occhi! L’officina, alla quale si accedeva attraverso un grande portone, costituiva inoltre un’autentica miniera, un luogo “mitico” dove -tra una riparazione e l’altra- si trovava anche il tempo di scambiare qualche chiacchiera in amicizia. Per me si è trattato subito di una famiglia “parallela”. Frequentavo gli ultimi anni del Liceo Scientifico e spesso, al pomeriggio, mi intrattenevo con i meccanici ammirandone la grande sensibilità: un lavoro prevalentemente manuale, il loro (all'epoca non esisteva l’elettronica), per il quale contavano molto l’orecchio e una notevole capacità di intervenire sui motori con regolazioni minuziose. Essendo praticamente “di casa”, quando Franco decise di fondare il Motoclub Tottene pensò subito a me e al comune amico Antonio Stevan. Entrambi avevamo deciso di iscriverci ad Architettura, amavamo il motocross, disciplina che a quel tempo cominciava a svilupparsi anche nel nostro territorio, ed eravamo diligenti e scrupolosi: insomma due “bravi tosi” che potevano costituire un buon supporto nella gestione del sodalizio, oltre che nella sua organizzazione generale e dell'immagine. All’inizio non si pensava alle competizioni; l’associazione era nata soprattutto per raccogliere un gruppo di appassionati, persone che condividevano l’amore per il cross. L’approccio agonistico è giunto in un secondo momento, quando molti nostri soci -in gran parte ragazzi poco più giovani di mehanno avvertito il desiderio di cimentarsi nei campi di gara. Così, passo dopo passo, abbiamo affrontato dapprima le competizioni locali, poi quelle regionali e trivenete, infine i grandi appuntamenti nazionali. Bisognava tesserare i soci, scegliere le piste adatte alle loro caratteristiche, raccogliere le iscrizioni e spedirle ai club organizzatori. Con l’andare del tempo abbiamo acquisito l’esperienza necessaria: ogni sabato e ogni domenica partecipavamo infatti alle manifestazioni che caratterizzavano le varie fasi dei campionati di cross. Ricordo che il Motoclub Tottene, soprattutto in occasione delle gare, si distingueva da altri sodalizi, oltre che per il grande spirito di corpo, anche per certi “complementi”: la presenza di una idropulitrice, messa a disposizione dal nostro primo sponsor


Prima di dedicarsi al rally, il pluricampione del mondo Miki Biasion, disputava con successo competizioni di motocross: al suo attivo, in questa specialità, vanta infatti anche il titolo di vicecampione italiano nella Categoria Cadetti (1977). Eccolo in azione su un DKW 50 all’inizio degli anni Settanta.

(che la produceva) e davvero molto utile, e un tendone, progettato da me e da Antonio Stevan, indispensabile nelle giornate di pioggia. Per darci un tocco di distinzione, poi, noi due indossavamo una tuta bianca. Il nostro ruolo in ambito organizzativo e logistico, tuttavia, finiva regolarmente per espandersi anche in campo tecnico: c’era sempre da lavorare e il supporto di una chiave inglese in più non guastava mai. Anche la “cucina” rappresentava un punto di forza della nostra compagine; in fin dei conti Stefania, la moglie di Franco, era per tutti noi una specie di mamma. Con i figli al seguito (Daniele, più grandicello, e Remo praticamente in fasce) provvedeva a sfamarci direttamente a bordo pista. Alla sera, in ogni caso, le trasferte si concludevano immancabilmente in qualche trattoria. In molte occasioni, davanti a un piatto di pasta, abbiamo celebrato affermazioni sportive importanti! A prescindere dalle note di colore, devo comunque riconoscere che gli anni trascorsi con i Tottene sono stati preziosi nella mia formazione umana e non solo, un rapporto splendido che si è giocoforza concluso con la mia laurea, il servizio di leva e il successivo inserimento nella professione. Franco Tottene è stato un precursore, ha saputo sviluppare con oculatezza, generosità e passione la sua attività tanto nel settore sportivo quanto in quello commerciale. Ha gestito con intelligenza la crescita della ditta, operando scelte innovative (penso per esempio al rapporto

di reciproca collaborazione instaurato a quel tempo con la casa motociclistica Beta), investendo nei giovani e individuando talenti ai quali ha dato fiducia e ausilio. Anche suo fratello Gino è stato determinante nel successo della ditta: in officina era insuperabile, un maestro che non si fermava mai e che seguiva con grande competenza la preparazione delle moto per le gare. Capiva subito i problemi e aveva sempre pronta la soluzione; era anche un riferimento per i costruttori perché verificava sul campo la bontà delle scelte tecniche adottate, suggerendone le necessarie modifiche. Era insomma una

Emanuele Cristanelli, pilota del Moto Club Tottene, al Rally dei Faraoni verso la fine degli anni Novanta.

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Daniele, Franco e Remo Tottene a Milano, premiati dalla testata nazionale Motociclismo. Con loro Piero Bacchetti, presidente Edisport, Massimo Fiorentino della FMI e il giornalista Marino Bartoletti. Daniele Tottene con Kusuki Yokoyama, director Honda Europa, e Yasuhiro Oyama, presidente Honda Italia, durante una convention nella quale ha ritirato il premio per i vent’anni di fedeltà al marchio giapponese.

Colin Edwards, campione mondiale Superbike nel 2000 e nel 2002: sulla sua tuta, accanto ai grandi marchi internazionali, figura anche quello dei bassanesi Tottene.

sicurezza, ma anche un uomo di spirito con la battuta sempre pronta, in grado di coniugare in modo equilibrato lavoro e divertimento, i due pilastri sui quali si reggeva la coinvolgente filosofia aziendale. Uomini solidi e incisivi, che hanno tracciato un solco indelebile. Basti pensare che il Motoclub Tottene (del quale ho l’onore di avere creato il primo logo) esiste ancora e gode di ottima salute. Dai suoi albori (quando ci recavamo ai campi di gara su un vecchio e sfiatato furgone Fiat 238) ai giorni nostri ha ingaggiato fior di piloti, passando dalle promesse del territorio ai fuoriclasse internazionali, offrendo agli uni e agli altri un trattamento il cui requisito principale è sempre stato quello dell’amicizia. Il che non ha impedito, come si conviene nei migliori team agonistici, il sorgere di qualche sana rivalità fra i suoi atleti. Mi torna in mente, in particolare, una gara del Campionato italiano a Verona: Giampaolo Frau e Walter Moro, entrambi nostri piloti, erano partiti a razzo e, dopo il primo giro di pista, avevano accumulato un vantaggio enorme sugli altri concorrenti. Ma l’antagonismo fra i due era molto sentito e il duello per la prima piazza davvero serrato. Finì che si toccarono in volo, con la conseguente eliminazione dalla gara, pregiudicandosi la vittoria. D’altronde gli episodi che riaffiorano alla memoria sono innumerevoli. Credo che, a pre-

scindere dall’importante traguardo ottuagenario della famiglia Tottene (e dai suoi successi in campo imprenditoriale e sportivo), già il solo motoclub meriterebbe una pubblicazione a parte. Un frammento irrinunciabile di storia del motorismo nazionale, al quale dedicare una sezione nel futuro polo museale di Santa Chiara a Bassano. Antonio Guglielmini Architetto, Delegato Nazionale della Cassa di Previdenza degli Architetti e Ingegneri Ex segretario e socio fondatore del Moto Club Tottene

Ho cominciato a frequentare con assiduità l’officina dei Tottene, allora in via Beata Giovanna, quando ero un ragazzino: probabilmente proprio a quel tempo il profumo della benzina ha iniziato ad assumere per me un significato particolare, divenendo una sorta di costante esistenziale. Franco e suo fratello Gino, attivissimi fra i motori in riparazione, erano molto giovani e subivano ancora il grande carisma esercitato dal padre Silvio. Questi però, senza farne mistero, privilegiava le bici, lasciando così ai tosi ampia libertà di manovra nel settore delle motociclette. Un ambito nel quale i Tottene sono stati precursori lungimiranti e appassionati. Non a caso l’officina rappresentava per i cultori del motocross -a livello provinciale- il punto d'incontro per eccellenza, cuore pulsante di questa nuova disciplina motoristica, dove ci si dava appunta-


Foto di gruppo al circuito del Mugello. Si riconoscono, da sinistra: Vito Cicchetti, direttore generale Honda Italia, Yoshishige Nomura, presidente R&D Italia, Masumi Hamane, presidente R&D e HRC Japan, e Tsutsumu Otani, assistente al presidente. Al centro, Daniele Tottene.

mento prima e dopo le competizioni. Ricordo parecchi amici bassanesi (penso per esempio a Peter Borgo e Paolo Milani), ma anche molti ragazzi di altre città, tutti affascinati dal mondo del cross. Il Moto Club Tottene era il nostro faro, l’officina la nostra accademia. A livello personale conservo la memoria di alcune estati trascorse in quel luogo magico, intento a trafficare sulla mia moto: a metà mattinata avevo l'incarico di recarmi in un vicino negozio di generi alimentari, dove preparavano fantastici panini imbottiti per i meccanici e gli aficionados. Ricordo poi un vecchio furgone Mercedes destinato al trasporto dei ricambi e parecchi viaggi in compagnia di Gino, grande appassionato dei Platters, che si scatenava intonando Only you (purtroppo non c’era la radio!). E infine un’immagine più delicata: quella di Daniele, poco più che bambino, occupato ad aiutare papà Franco a indossare le pettorine prima di una gara. Un’impresa non sempre facilissima data la corporatura del genitore. Miki Biasion Campione del Mondo Rally 1988 e 1989

Avevo da poco assunto l’incarico di Ispettore commerciale del Triveneto per il marchio Honda Motociclette quando, nei primissimi mesi del 1986, mi venne assegnato il compito di sviluppare un contatto esplorativo con i Tottene di

Bassano. Si trattava infatti di verificare se la ditta ai piedi del Grappa avesse le carte in regola per entrare nella grande famiglia del costruttore giapponese. In effetti Franco e il suo staff godevano già della nostra stima per il grande lavoro svolto fino a quel momento, ma nella provincia di Vicenza operavano tre nostri concessionari (uno dei quali proprio nel loro stesso territorio). Appena li conobbi ebbi un’impressione favorevole: gente che si era fatta strada non solo con i numeri, ma soprattutto con la professionalità investendo molto negli immobili destinati all’esposizione e all’officina, nell’assistenza, nel

Remo Tottene, ai box della Honda HRC Repsol durante una gara di MotoGP.

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I Tottene, premiati all’EICMA (Esposizione Internazionale del Ciclo e Motociclo) di Milano nel 2007 quali “Miglior concessionario italiano”. Con loro la showgirl e conduttrice televisiva Maria Teresa Ruta.


Il progetto del Circuito del Vallo Visconteo: l’idea dei Tottene è quella di realizzare, nell’area verde fra le due sedi aziendali, un percorso didattico per l’esercitazione alla guida sicura, rivolto ai giovanissimi.

Sotto, una strumentazione molto importante, presente nella concessionaria dei Tottene: si tratta di un simulatore di guida Honda, ideale per avvicinarsi al mondo delle due ruote. Dotato di una console con cambio marce, freni, luci e altre funzioni, aiuta il neofita ad apprendere la tecnica per avere poi un comportamento sicuro sulla strada. In basso a destra, Daniele Tottene con gli alunni del Liceo “Da Ponte” in un momento del corso di guida sicura.


Una parte del reparto assistenza del Motosalone Tottene. L’accogliente area ospitality.

post-vendita, nell’accessoristica e nell’abbigliamento tecnico. Persone simpatiche e alla mano che trovavano anche il tempo per la battuta. E che vedevano avanti. Così, in men che non si dica, i Tottene diventarono il quarto concessionario Honda del Vicentino, in un mercato effettivamente in crescita ma con una concorrenza agguerrita subito al di fuori della porta di casa. Naturalmente si diedero da fare, con la laboriosità che li caratterizzava, con inventiva e lungimiranza. Nel 1992, a seguito della svalutazione, la lira perse circa il 40% del suo valore sul marco (in pochi mesi passò da quota 750 a 1.300, per poi stabilizzarsi a 1.050): Franco Tottene fu tra i primi a comprendere l’opportunità di una collaborazione strettissima con la Germania; lavorando giorno e notte intraprese relazioni importanti con i tedeschi, ai quali in tale frangente conveniva decisamente comperare in Italia. Autentico stacanovista, si impose nelle vendite raggiungendo target importanti e ponendosi allo stesso livello dei colleghi delle maggiori città italiane. Soprattutto si fece conoscere dagli alti dirigenti giapponesi che, da allora, non mancarono mai di recarsi a Bassano in occasione delle loro missioni in Italia: incontri proficui, in occasione dei quali l’aspetto tecnico (con idee, richieste e suggerimenti) diveniva spesso preminente rispetto a quello commerciale. Per quel che mi riguarda, ricordo che durante le visite di lavoro dai Tottene riscontravo sempre molto movimento, un grande viavai di persone provenienti anche da altre regioni, un “fenomeno” davvero eccezionale: solo alla pausa pranzo si recuperava un po’ di tempo per discutere delle nostre cose. Con il passare degli anni i Tottene hanno continuato a investire nell’azien-

da e per l’azienda ottenendo costantemente buoni risultati, al punto che ero quasi invidiato dai colleghi. All’inizio del nostro rapporto, divenuto nel tempo amicizia solida e sincera, Daniele era un ragazzo in procinto di partire per il servizio di leva, Remo un bambino che frequentava le Elementari: ora hanno saldamente in mano le redini della ditta. Da quando sono andato in pensione, nel 2009, continuo a sentirmi con loro e, un paio di volte all’anno, ci incontriamo pure. Sempre ospitali e cordiali, non dimenticano i ventiquattro anni che ci hanno legati. Acquisita la piena fiducia dei vertici Honda, sono divenuti l’unico concessionario per la provincia di Vicenza e un importante punto di riferimento in tutto il nord-est per i cultori del motociclismo più autentico. Roberto Saccarola

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Ispettore commerciale Honda Italia per il Triveneto - 1986-2009

A cura di Andrea Minchio I fratelli Daniele e Remo Tottene.


Marco Melandri

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Aaron Slight

Nicky Hayden

Trampas Parker

Kristian Ghedina


Andrea Dovizioso

Karl Muggeridge

Paolo Rossi

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Loris Capirossi


NUMerI PUbbLICAtI DAL 1989 NUMerI OrDINArI N° 1 Alberto Parolini N° 2 Castellano da Bassano 3 Bartolomeo Gamba N° N° 4 Antonio Gaidon N° 5 Oscar Chilesotti N° 6 Tiberio Roberti N° 7 Giuseppe Lorenzoni N° 8 Plinio Fraccaro N° 9 Pietro Colbacchini N° 10 Bortolo Sacchi N° 11 Giovanni Montini N° 12 Giovanni Volpato N° 13 Jacopo Apollonio N° 14 Lazzaro Bonamico N° 15 F. e L. dal Ponte N° 16 Giovanni Miazzi N° 17 Bartolomeo Ferracina N° 18 Antonio Marinoni N° 19 Antonio Baggetto N° 20 Jacopo Bassano N° 21 San Bassiano N° 22 Antonio Suntach N° 23 I Remondini N° 24 Pietro Stecchini N° 25 Gina Fasoli N° 26 Luigi Fabris N° 27 Giambattista Volpato N° 28 Sebastiano Chemin N° 29 Giambattista Roberti N° 30 Ezzelino da Romano N° 31 Teofilo Folengo N°  32 Giusto Bellavitis N° 33 Danilo Andreose N° 34 Giovanna M. Bonomo N°  35 Giuseppe J. Ferrazzi N° 36 Giambattista Verci N°  37 Giuseppe Betussi N° 38 Giambattista Brocchi N° 39 Jacopo Vittorelli N° 40 Domenico Freschi N° 41 Giuseppe Barbieri N° 42 Roberto Roberti N° 43 La Battaglia di Bassano N° 44 Francesco Antonibon N° 45 Pietro Menegatti N° 46 Giuseppe Frasson N° 47 Pietro Fontana N° 48 Giacomo Angarano N° 49 G. Vanzo Mercante N° 50 Giovanni Brotto N° 51 Il Millennio di Bassano N° 52 I Larber N° 53 Orazio Marinali N° 54 Angelo Balestra N° 55 Giuseppe Bombardini N° 56 Francesco Vendramini

1989 1989 1990 1990 1990 1990 1990 1990 1991 1991 1991 1991 1991 1991 1992 1992 1992 1992 1992 1992 1993 1993 1993 1993 1993 1993 1994 1994 1994 1994 1994 1994 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1996 1996 1996 1996 1996 1996 1997 1997 1997 1997 1997 1997 1998 1998 1998 1998 1998 1998

N° 57 N° 58 N° 59 N° 60 N° 61 N° 62 N° 63 N° 64 N° 65 N° 66 N° 67 N° 68 N° 69 N° 70 N° 71 N° 72 N° 73 N° 74 N° 75 N° 76 N° 77 N° 78 N° 79 N° 80 N° 81 N° 82 N° 83 N° 84 N° 85 N° 86 N° 87 N° 88 N° 89 N° 90 N° 91 N° 92 N° 93 N° 94 N° 95 N° 96 N° 97 N° 98 N° 99 N° 100 N° 101 N° 102 N° 103 N° 104 N° 105 N° 106 N° 107 N° 108/109 N° 110 N° 111 N° 112/113 N° 114 N° 115/116

Francesco Roberti Miranda Visonà Guido Agnolin Elisabetta Vendramini Ottone Brentari Achille Marzarotto Gino Pistorello Francesca Roberti Aurelio Bernardi Zaccaria Bricito Antonio Viviani Domenico Conte Domenico Maria Villa Antonio Bernati Tito Gobbi Bortolo Zanchetta Giovanni Balestra Pietro Malerba Ferruccio Meneghetti Fratel Venzo Niccolò Leszl Antonio Marcon Gregorio Vedovato Bruno Baruchello Luigi Vinanti Sebastiano Baggio Virgilio Chini Luigi Viviani Alessandro Campesano Giorgio Pirani Guido Cappellari Roberto Cobau Francesco Facci Negrati Luigi Zortea Villa Morosini Cappello Giovanni Lunardi Alfeo Guadagnin Carlo Paroli Vigilio Federico Dalla Zuanna Francesco dal Ponte il Vecchio Pietro e Giuseppe Longo I Bortignoni Giuseppe Zonta Giovanni Bottecchia Andrea Secco Giuseppe Ruffato Tommaso Tommasoni I fondatori dell’Orfanotrofio Cremona Prospero Alpini Quirino Borin Teresa Rossi Rampazzi Pietro Roversi Don Domenico Brotto Don Antonio Dalla Riva Guglielmo Montin Monsignor Egidio Negrin Arpalice Cuman Pertile

1999 1999 1999 1999 1999 1999 2000 2000 2000 2000 2000 2000 2001 2001 2001 2001 2001 2001 2002 2002 2002 2002 2002 2002 2003 2003 2003 2003 2003 2003 2004 2004 2004 2004 2004 2004 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2006 2006 2006 2006 2006 2006 2007 2007 2007 2007 2007 2008 2008 2008 2008

N° 117 N° 118 N° 119 N° 120 N° 121 N° 122 N° 123 N° 124 N° 125 N° 126 N° 127 N° 128 N° 129 N° 130 N° 131 N° 132 N° 133 N° 134 N°135/136 N° 137 N° 138 N° 139

Antonio Andriolo Primo Silvestri Bortolo Camonico I Passarin Castelli e battaglie di Ezzelino III I Giacobbi Maggiotto Marco Sasso Pietro Bonato Melchiore Fontana Guglielmina Bernardi Unitalsi - Gruppo di Bassano Luigi Chiminelli Leone Carpenedo Efrem Reatto Pacifico Pianezzola La Carrozzeria Pietroboni Gianni Visentin Mons. Ferdinando Dal Maso Noè Bordignon Don Didimo Mantiero Luigina Trentini Aristide Nonis

NUMerI SPeCIALI N° I La Carrozzeria Fontana N° II  Il Giardino Parolini N° III  Gaetana Sterni (IIa edizione 2001) N° IV  Il C.A.B. N° V La Grande Guerra N° VI Il Club Alpino Bassanese N° VII Maria Prosdocimo Finco N° VIII Lo Scautismo bassanese N° IX  L’arte orafa veneta N° X  Il colore a Bassano N° XI Il castello di Bassano N° XII Il Rotary Club di Bassano Palazzo e “Illustri” Roberti N° XIII Il Gruppo “Bresadola” N° XIV Il Lions Club di Bassano N° XV L’Oreficeria Balestra N° XVI La Fondazione Don Cremona N° XVII 25 Anni di Premio Cultura N° XVIII L. Bonfanti e il Museo dell’Auto N° XIX Antonio Bianchi N° XX La Società Tennis Bassano N° XXI 100 anni del Rotary International N° XXIII I 25 anni del Panathlon Club Bassano N° XXIII M. Cremona ed E. Vendramini N° XXIV La Croce Rossa a Bassano N° XXV Il CIF di Bassano N° XXVI La Battaglia di Arresto N° XXVII N° XXVIII I 20 anni di Casa Sichem N° XXIX I 25 anni dell’A.I.B. N° XXX Le chiese della Fond. Pirani-Cremona N° XXXI I tottene di bassano

2009 2009 2009 2009 2009 2009 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2011 2011 2011 2011 2011 2011 2012 2012 2012 2012 1990 1991 1991 1991 1992 1992 1993 1993 1993 1995 1996 1996 1999 1999 2002 2002 2002 2003 2003 2003 2004 2005 2005 2006 2007 2008 2008 2009 2010 2012 2012


Grazie alla Honda Italia dal 2012 il Motosalone Tottene è diventato anche Goldwing Pro Shop per tutto il Nord Est

Tre momenti del motoraduno Goldwing organizzato dal Motosalone Tottene nel settembre del 2012.


Esclusivamente a Bassano del Grappa


L'Illustre bassanese  

[n.spec. XXXI] I Tottene di Bassano

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