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Fondato

nel 1989

www.editriceartistica.it DISTRIBUZIONE GRATUITA

LA FILARMONICA BASSANESE BIMESTRALE MONOGRAFICO DI CULTURA

N° 140 • NOvEMBRE 2012


Comune di BASSANO DEl GRAppA

Comune di CAmpOlONGO SUl BRENTA

Comune di CARTIGlIANO

Comune di CASSOlA

Comune di ROmANO D’EZZElINO

Comune di VAlSTAGNA


In copertina: un figurino del 1877 nella divisa adottata dalla Banda Civica di Bassano nel 1889. Bassano, Museo Civico. Il Sindaco Stefano Cimatti conferisce al presidente della Filarmonica Bassanese Domenico Baggio il Premio Città di Bassano 2011 (ph. Aldo Remonato).

lA FIlARmONICA BASSANESE la Filarmonica è più “real” che “social”: ecco cosa ho pensato scrivendo quest’introduzione alla storia dell’associazione. Oggi leggiamo in tempo reale quanto i nostri amici o conoscenti, parenti o vicini di casa scrivono sui social network; ne commentiamo gli stati d’animo, le foto e i video! ma poi cosa rimane? magari, se li incontriamo per strada, nemmeno li salutiamo! Così va il mondo: se non hai un “account” sei “fuori”, se non “twitty” sei “out”... ma cosa c’entra tutto questo con la Filarmonica? Beh, forse nella Filarmonica Bassanese ho trovato l’esatto opposto. Senza negare quanto siano importanti questi innovativi mezzi di comunicazione (che anche l’associazione usa per promuovere le proprie attività), ho potuto constatare il grande potere che la musica esercita sui giovani e non. Da anni, o più correttamente da secoli, musicisti di tutte le età si ritrovano a Bassano dapprima per studiare e poi per esibirsi in pubblico. la Filarmonica, allora, è “real” perché non è una “passione” comoda, richiede impegno e la disponibilità a mettersi in discussione e a dare il meglio di sé, senza vanificare il lavoro dei colleghi; “real”, perché attraverso i suoi musicisti riesce a trasmettere emozioni e a trasformare in note i sentimenti. “Real”, perché è stata ed è una vera passione per Bassano e i bassanesi, che ne hanno sempre condiviso le sorti. l’avere superato i duecento anni è stato per noi un traguardo importante, un obiettivo raggiunto grazie a musicisti, direttori e presidenti. me ne sono reso conto all’inaugurazione della mostra, quando Alferio Crestani ha ricordato il periodo della collaborazione con lillian Terry e Dizzye Gillespie e l’introduzione di repertori jazzistici. Adriano loss ci ha invece ricordato le difficoltà, sempre attuali, vissute nel gestire e tenere in vita un’associazione di volontariato; comunque felice per i successi ottenuti grazie L’ILLUSTRE BASSANESE

al lavoro svolto con il maestro Beggio, nello sforzo costante di elevare il livello qualitativo di musicisti e orchestra. “Real”, perché rileggendo la storia della Filarmonica si comprende che le problematiche sono sempre le stesse e che il movimento filarmonico esiste a Bassano grazie a quanti lo hanno sostenuto attivamente, in qualità di musicisti o di appassionati, persone vere che hanno donato tempo, amore e passione senza chiedere nulla in cambio. Ringrazio di cuore Alessandra Zaltron, che ha reso possibile questa pubblicazione dedicando innumerevoli giornate alla ricerca e alla trascrizione della nostra storia, pietro Fabris, Ruggero Remonato e Giandomenico Cortese, che hanno promosso lo studio, Fabio Sbordone che ha collaborato con i musicisti per la presentazione degli strumenti, paolo michelini, i fotografi Enrico Celotto e Daniele Ferraro e -infine- tutti i componenti della Filarmonica Bassanese, musicisti e non, di ieri e di oggi. Domenico Baggio Presidente Filarmonica Bassanese

Sono ormai numerose le istituzioni cittadine di cui nella nostra rivista è stata illustrata la storia. E’ stata la visitatissima e apprezzata mostra in palazzo Agostinelli, nei primi mesi di quest’anno, allestita per celebrare nel bicentenario di fondazione la Filarmonica Bassanese, a far nascere l’idea di dedicare un numero a questa iniziativa, che ebbe sempre un ruolo di spicco nel campo delle attività ricreative e culturali. Autrice della nostra monografia è Alessandra Zaltron, appassionata anima della mostra in cui confluirono i risultati di minuziose ricerche e fu esposto un importante materiale documentario e iconografico, raccolto da archivi pubblici e privati, al quale si è attinto per corredare e impreziosire queste pagine, molto curate anche nella veste grafica. Alessandra Zaltron ha saputo ricostruire sempre puntualmente e con ricchezza di informazioni le vicende di due secoli di vita della Filarmonica facendoci incontrare con una folla di personaggi: dai maestri ai musicisti, ai presidenti, ai sostenitori. Auguriamo lunga vita a quella che attualmente si chiama Associazione Musicale Filarmonica Bassanese, proprio nell’anno in cui ha meritato il premio Città di Bassano. Giambattista vinco da Sesso Direttore de L’Illustre bassanese

Bimestrale monografico di cultura a distribuzione gratuita

… dal 1989

ANNO XXIv n° 140 NOvEMBRE 2012 - Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa n° 3/89 R.p. del 10-5-1989 Direttore responsabile: Giambattista Vinco da Sesso - Coordinatore editoriale: Andrea minchio Redazione: livia Alberton, Elena Trivini Bellini Hanno collaborato: Alessandra Zaltron Baggio, Domenico Baggio Stampa: Arti Grafiche Bassano - Iconografia: divieto totale di riproduzione con qualsiasi mezzo Tiratura: 2000 copie - Pubblicità e informazioni: 0424 523199; 335 7067562; eab@editriceartistica.it - www.editriceartistica.it © COPYRIGHT Tutti i diritti riservati EDITRICE ARTISTICA BASSANO piazzetta delle poste, 22 - 36061 Bassano del Grappa (VI)

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lA FIlARmONICA BASSANESE Dal repertorio bandistico alla musica colta I musicisti moderni, a capo dei quali viene considerato il Rossini, il Bellini, il Donizetti, il Ricci, il Mercadante, il Meyerbeer e il Verdi portarono la musica al più alto grado di perfezione facendola uno dei primi mezzi di civile educazione delle nazioni e promotrice di libertà politica, essi seppero darle uno slancio nuovo, vivace, scosso dai fatti strepitosi della rivoluzione francese. Una fra le creazioni musicali fu la Banda militare: la musica strumentale uscita dalla modesta cerchia dell’orchestra del teatro.

4 Citazioni Le parti virgolettate e le diverse citazioni riportate in questa pubblicazione sono tratte da documenti d’archivio e da testate giornalistiche locali. Queste le fonti consultate: Capitolare della Società Filarmonica di Bassano (1811) Capitolare della Civica Banda di Bassano (1826) Capitolare del Civico Istituto Filarmonico di Bassano (1857) “Corriere Bassanese”, “Corriere Vicentino”, “L’Adriatico”, “L’ Euganeo”, “Il Brenta”, “Il Corriere del Veneto”,“Il Gazzettino”, “Il Giornale di Vicenza”, “Il Prealpe”, “La Gazzetta di Venezia”, “La Provincia di Padova”, “La Provincia di Vicenza”

Come tutto il territorio della Serenissima anche Bassano, fra la fine del Settecento e l’inizio del secolo successivo, visse le drammatiche vicende che segnarono la fine di quello Stato millenario. Un’epoca in cui reparti degli eserciti napoleonico e imperiale si scontrarono a più riprese nelle nostre zone, alimentando negli abitanti un sentimento patriottico destinato a esprimersi pure attraverso l’arte sublime della musica. Il primo documento sull’esistenza di una formazione musicale risale proprio a quei tempi. Nel 1811 si costituì infatti, sulle ceneri di una precedente associazione, una “nuova” Società Filarmonica. E poco dopo, nel 1826, si formò la Società della Banda Musicale, fondata pure essa sulla sottoscrizione di privati. Il 1835 vide ricostituirsi la Società Filarmonica con il nuovo nome di Istituto Filarmonico. mantenendo, seppure in forma ridotta, le con-

suete “Accademie e Feste di Ballo” riservate ai soci, anche tale nuovo Istituto svolse un’ambiziosa attività didattica, istituendo una “Scuola di musica instrumentale e vocale”. Con la costituzione, nel 1857, del Civico Istituto Filarmonico confluirono in un’unica istituzione i ruoli delle due precedenti società “sorelle”. Gli scopi statutari prevedevano “la coltura della musica e la formazione d’abili suonatori per le solennità ecclesiastiche, pegli spettacoli e trattenimenti pubblici, e per vantaggio di loro medesimi”, quindi “il decoro della Città, che per simili solennità o trattenimenti sarà mantenuto ed aumentato” e infine “la gentilezza dei costumi, che sarà promossa colla facilità e la frequenza delle relazioni sociali”. per la prima volta, inoltre, allo sforzo dei privati si unì il sostegno economico del municipio “alla cui autorevole protezione sarà sottoposto l’Istituto”. Altri documenti, datati 1866 e 1876, confermano ulteriori ricostituzioni di un Civico Istituto Filarmonico, ma è sfogliando la stampa locale del tempo, in primis le pagine de “Il Brenta”, che oggi possiamo ripercorrerne le tappe assaporando i successi ottenuti e rivivendo i momenti più difficili, in concomitanza con gli avvenimenti storici che hanno influenzato i cambiamenti della nostra società. Ricordiamo per esempio il 1866, anno in cui il Veneto fu annesso al Regno d’Italia: il nuovo clima di felicità venne colto e sottolineato dalle cronache nella descrizione dell’Accademia (oggi si direbbe concerto) del 2 settembre, serata dedicata alla nobile causa di sostenere gli orfani. per la nostra città fu poi il 18 luglio 1867 a essere festeggiato con entusiasmo: quel giorno, infatti, entrarono in Bassano i primi soldati dell’Indipendenza. Alla sera fu il maestro Carlo Barbi, scelto grazie anche all’intervento del Comune (che aveva predisposto un bando di concorso), a dirigere il concerto. la Banda Civica, ormai consolidata, suonava sistematicamente in piazza incontrando sempre più il plauso dei bassanesi, l’Orchestra della Filarmonica accompagnava invece i trattenimenti organizzati nel Teatro Sociale. Tra le molte manifestazioni organizzate in quegli anni sicura-


La Banda Civica di Bassano in un’efficace immagine di fine Ottocento (coll. Luigi Vinanti).

mente è da ricordare la rappresentazione di una “Accademia musicale” di tutto rispetto: si trattò di un evento eccezionale perché aperto alla partecipazione degli allievi della Società Filarmonica, al Corpo d’Orchestra e di Banda e a tutti i “dilettanti cittadini” che ne accettarono l’invito. Il concerto fu tenuto il 23 maggio 1869 da cento suonatori, tutti bassanesi, e ottenne un effetto grandioso, dovuto tanto al numero degli strumenti, quanto all’equilibrio armonico delle diverse parti e dalla misurata forza dei suoni. Grazie alla notevole abilità, il maestro Barbi seppe adattare le parti alla portata di ciascuno strumento; con accortezza non comune, inoltre, seppe scegliere il genere dei pezzi destinati a destare un’impressione di piacere ed entusiasmo tra il pubblico. A questo scopo tentò l’unione di tutto il corpo musicale di Bassano, rifacendosi al modello delle società orfeoniche francesi e tedesche. Dalle cronache dell’epoca si apprende che “le società orfeoniche (il mito di Orfeo è legato all’elemento musicale) sono un eccitamento alla concordia cittadina e un mezzo potentissimo

di educazione popolare”. Il programma comprendeva composizioni dello stesso Carlo Barbi, nonché musiche di petrella, De Bériot, Cavallini, Donizetti, Salieri, Verdi e Gatti. Questa manifestazione concertistica suscitò sia prima che dopo alcune perplessità da parte della stampa locale, convinta che a un evento di tale portata, in cui non suonavano solo i musicisti della Società Filarmonica ma anche i dilettanti non iscritti, potessero assistere non solo i soci della stessa società e gli amici della loro stretta cerchia familiare ma anche indistintamente tutti i cittadini bassanesi. per tutto il 1870 “Il Brenta” informò i suoi lettori sull’attività della Società Filarmonica e su come tale sodalizio interpretò il ruolo istituzionale cui era deputato con serietà e impegno; puntuale soprattutto nelle ricorrenze legate alla nascita del nuovo stato nazionale. la notizia più eclatante venne pubblicata il 20 settembre 1870: “l’unità d’Italia è compiuta finalmente”. Un servizio che annunciava la “liberazione di Roma dal potere della Chiesa” e già configurava la festa del giorno seguente.

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TROMBA (famiglia degli ottoni) Strumento di antichissima origine, ha assunto la forma e le caratteristiche “moderne” soltanto a partire dai primi decenni dell’Ottocento, con la graduale elaborazione di nuovi ritrovati costruttivi (le valvole rotanti e a pistone inventate da alcuni costruttori tedeschi, americani e francesi). Veniva così radicalmente semplificata la sua tecnica strumentale, sacrificando però in parte le peculiarità sonore delle più antiche trombe “naturali”.


L’Organico della Banda Civica di Bassano nel 1826.

Nel maggio del 1871, in occasione del saggio degli allievi dell’Istituto Filarmonico, al Teatro Sociale fu eseguito “Il Terzetto” di Gaetano mares “dai sigg. lorenzoni e Chiuppani in unione al maestro Barbi”. particolarmente apprezzata e applaudita, tale composizione era annoverata fra le più salienti che quel celebre autore scrisse negli ultimi anni di vita. Illustre musicista, egli risiedette a Bassano all’epoca della costituzione della Società della Civica Banda e i presidenti pro tempore del sodalizio -Roberti, maello e Chemin- si rivolsero a lui per l’insegnamento degli strumenti ad arco, da impartire agli allievi della scuola di musica. Di lui si era parlato ancora nel giugno del 1865, quando il gentiluomo Vincenzo Barzizza ne fece portare a Bassano, nella cappella annessa a Ca’ Erizzo, le spoglie incenerite (forse non solo per

custodirle, ma anche per renderle alla città che mares “soleva riguardare come sua terra natale”). Nel 1871 “Il Brenta” cessò di esistere; le poche notizie riportate negli anni successivi da “Il Giornale della provincia di Vicenza” a testimonianza della continua attività delle nostre società musicali si riferiscono a eventi straordinari. Tra questi, per esempio, la celebrazione del centenario di G. Battista Brocchi nel 1872 oppure il Ballo in Maschera di Verdi nel 1874, mentre si pensava che il Teatro Sociale dovesse rimanere chiuso per lavori di restauro. Nel gennaio del 1876 il Consiglio Comunale di Bassano deliberò un sussidio di lire 1.300 a favore dell’Istituto Filarmonico che, con quella cifra, potè “vivere e prosperare per sei anni”. Curioso l’incontro avvenuto l’1 maggio 1879 alla trattoria Alla Corte, nei pressi di villa Bianchi michiel a Sant’Eusebio. In due sale del locale sedettero infatti a mensa circa cento membri della nuova Società di Mutuo Soccorso tra i Filarmonici Bassanesi, i quali si erano raccolti a “fraterno banchetto” per inaugurare la bandiera del sodalizio e celebrarne la costituzione. la fondazione di tale società poteva tornare utile anche per meglio affratellare gli elementi del nuovo Istituto Musicale con i suonatori che avevano fatto parte di associazioni ora sciolte. La Società di Mutuo Soccorso tra i Filarmonici fu tra le istituzioni più riuscite del tempo. Fondata nel 1878, venne considerata tra le migliori di tal genere, estranea a ogni colorazione politica e animata dallo spirito del reciproco aiuto nelle situazioni di disagio. Si presume che l’esistenza della Filarmonica Bassanese abbia avuto corso regolare, in quanto non si hanno notizie particolari fino all’ottobre del 1886, anno in cui la presidenza dell’Istituto propose di sciogliere la società dopo la lettura del resoconto amministrativo, purtroppo fallimentare. Vano risultò il tentativo di ricostituirla affidando tale compito a una commissione composta dai “sigg. Jonoch Giuseppe, dott. O. Chilesotti, avv. G. B. Talin, co. marco dott. Suman e cav. Nob. F. Vendramini”. Alcuni anni dopo la cronaca annunciava con enfasi che “alcuni giovani, pieni di quell’ingenua fede che non vede le difficoltà, o le sprezza, alcuni


La Banda Civica di Bassano nel 1902.

TROMBONE A TIRO (famiglia degli ottoni) Tra gli ottoni di origine antica, è l’unico strumento a mantenere tuttora -praticamente immutate- la configurazione costruttiva e la tecnica strumentale dei suoi antenati, i tromboni antichi, che fin dall’epoca Rinascimentale sono contraddistinti per la peculiare struttura a canna telescopica, allungabile “a tiro”.

popolani, a cui il decoro di questa vecchia Bassano sta più a cuore che a qualche ricco titolato, si unirono a formare un Comitato promotore per la istituzione di questa Società, trovarono largo ed insperato appoggio nella cittadinanza, ed ieri a sera riunirono i sottoscrittori nella Sala municipale”. la presidenza del sodalizio operaio aveva già diramato una circolare per la sottoscrizione di azioni al tasso di una lira al mese. Già dal gennaio del 1889 un manifesto del sindaco avvertiva che era aperta l’iscrizione alla Scuola di Musica istituita dal Comune. Il comitato provvisorio, che aveva riunito in assemblea generale tutti i sottoscrittori nella sala municipale, dopo la “relazione dettagliata del dott. Tattara sugli scopi e del Comitato e dell’adunanza, incontrò decisamente il favore di tutti i presenti e l’appoggio incondizionato della Giunta municipale”. Il dott. marco Tattara che divenne presidente effettivo della Società Filarmonica concludeva la sua relazione con queste parole: “E giacché è triste che in questa Bassano, per ricordo di musicisti e mecenati famosa, sia morta la divina arte dei suoi, auguriamoci che mentre si sta preparando un degno monumento al sommo

pennello di un nostro grande concittadino, ci troviamo pronti quel giorno a rendergli modesto tributo con musica nostra. [...] Chi sarà a Bassano nel 1892 vedrà l’inaugurazione del monumento a Giacomo Da ponte” (che venne poi di fatto eretto nel 1893). la cronaca del tempo riporta che in maggio ebbe luogo nell’attuale piazza libertà, “straordinariamente illuminata a cura del municipio”, il primo concerto del nuovo corpo della banda musicale, diretta dal maestro Alfonso miglio, del quale non si sentivano che lodi, scelto tra quelli che avevano partecipato al bando di concorso “secondo quanto previsto dal capitolato”. la presidenza della Società Filarmonica, definitivamente ricostituita, stava inoltre riorganizzando il corpo corale e d’orchestra, in previsione di un concerto con elementi cittadini per l’autunno. Il 6 settembre 1890 fu un giorno importante per la Banda cittadina, che diede un concerto nel Giardino dell’Esposizione, in occasione del quale tutti i musicisti indossarono una nuova divisa dal taglio elegante e i colori ben assortiti e con il cappello che assomigliava a quello degli alpini, arricchito da una penna bianca (da notare che la Società Filarmonica non avrebbe potuto provvedere a tale uniforme per più di cinquanta

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CORNO / CORNO DOPPIO (famiglia degli ottoni) Anticamente noto in Francia come “corno da caccia” e tuttora denominato corno francese dagli anglosassoni, il corno fu probabilmente il primo tra gli ottoni ad adottare, prima della metà dell’Ottocento, le cosiddette “pompe” a pistoni o a cilindri, che ne innovarono profondamente la prassi musicale. Introdotto invece sul finire del XIX secolo (e oggi diffusissimo per la sua versatilità), il corno doppio combina, in un unico strumento, due corni di diverso “taglio” o intonazione.


Foto di gruppo al Patronato San Giuseppe (1925).

FLICORNO (famiglia degli ottoni) Appartiene a una famiglia composta da strumenti simili, aventi dimensione ed estensione diverse, dal registro acuto a quello grave. la loro origine ed evoluzione sono tuttora controverse: se la denominazione italiana sembra collegarli al tedesco Flügelhorn, la forma attuale li avvicina invece sia alla famiglia del Saxhorn (concepita nel quinto decennio dell’Ottocento dal belga Adolphe Sax), sia -nei “tagli” più gravi- al quasi contemporaneo Euphonium, di origine tedesca. Della famiglia dei flicorni fanno parte gli strumenti un tempo noti, in ambito popolare, come Genis (flicorno contralto) e Bombardino (flicorno baritono).

bandisti, se l’anno precedente un certo marc’Antonio Sale non avesse elargito cinquemila lire a tale scopo). Dopo l’esecuzione del primo pezzo il prof. Ottone Brentari si onorò di presentare ai bandisti la bandiera sociale con i colori della città, a nome del Comitato delle Signore e dalle stesse offerta. Dell’anno 1891 la cronaca ci informa che pure il Teatro Sociale, rimasto spesso chiuso, venne riaperto per le mattinate musicali organizzate dalla Società Filarmonica. Alla sera, invece, era la piazza principale a ospitare la banda cittadina. In quello stesso anno venne inaugurato il nuovo locale destinato alla Scuola di musica. la banda cittadina percorse le vie della città fermandosi davanti alle case del sindaco, del presidente e del segretario, facendo poi solenne ingresso nella sala: ampia, decorata in modo sobrio ed elegante, ben arredata e illuminata. Il concerto fu uno dei più riusciti. l’orchestra, numerosa, fece veramente miracoli e di tutti i pezzi si volle la replica. molte persone non erano più abituate a esecuzioni tanto accurate e la sala era affollatissima (oltre trecento persone), tanto che in parecchi dovettero rinunciare allo spettacolo per mancanza di spazio. Il 1893 vide un susseguirsi di concerti settimanali in piazza, sempre molto apprezzati. Degna di menzione, in particolare, “la notte di Valpurga”

di Charles Gounod: un pezzo difficile per gli esecutori, che seppero tuttavia accontentare il pubblico grazie all’ottima concertazione del maestro miglio e all’applicazione, seria e rigorosa, da parte di ogni bandista. Il mondo dell’arte dedicò articoli lusinghieri e incoraggianti al maestro, che propose tanto a Bassano quanto a Verona “davanti ad un pubblico intelligente” la sua nuova opera intitolata Nunziella (su libretto del poeta bassanese Giovanni Vaccari), molto apprezzata pure da Oscar Chilesotti. Il celebre musicologo la giudicò un ottimo successo pure sulle scene e la commissione giudicatrice veronese la considerò “degna di essere presentata all’editore Ricordi”. Nel novembre di quell’anno, allo scopo di festeggiare il genetliaco della “nostra amatissima Regina” venne eseguita per la prima volta a Bassano una grande fantasia sulla Cavalleria Rusticana, celebre opera di pietro mascagni. Considerando quanto fosse possibile esigere da una piccola città come Bassano, la Società Filarmonica potè ritenersi soddisfatta del suo operato: dal 1888 al 1894, infatti, si impegnò incessantemente nel diffondere la buona musica ed educare il sentimento artistico non soltanto attraverso i concerti bandistici, ma anche con frequenti accademie, alcune delle quali riuscitissime grazie all’intervento di valenti artisti. purtroppo, però, le cose non funzionarono sempre secondo le aspettative: due anni dopo l’ennesimo rinnovo della società, questa cessò di esistere e, poco più tardi, anche la Scuola di Musica (pur indipendente) dovette chiudere i battenti per mancanza di fondi. l’11 gennaio 1897 l’assemblea della Società ne dichiarò lo scioglimento nominando il Comune depositario degli strumenti. Cinque anni dopo, nel 1902, a cura dell’Associazione Bene Economico si tenne una serie di concerti bandistici. Il maestro Bonotto di marostica riunì e istruì i musicisti locali, inattivi dalla deplorevole fine della Società Filarmonica, superando gravi difficoltà. Dal giornale La Provincia di Padova si apprende che “la nuova Giunta nel preventivo 1903 stanzierà un somma di lire 3000 come sussidio ad una istituenda nuova Società Filarmonica”. Nell’aprile del 1904, dopo un certo anarchismo


musicale, una trentina di suonatori del disciolto corpo bandistico gettò le basi per costituirsi in Società Cooperativa allo scopo di migliorarsi nella musica e, una volta ricostituita la formazione, non trovarsi impreparata. Naturalmente era basilare ottenere un sussidio da parte del Comune e dell’associazione Bene Economico. Venne eletto presidente il nobile marco Tattara, mentre vicepresidente risultò Cecilio mercante. In seguito fu nominato anche il maestro della Società nella persona di Renato Vecchi di San Giovanni in persiceto. A cura della presidenza, inoltre, vennero predisposte le nuove uniformi e acquistati molti strumenti. Il primo concerto fu dato il 27 agosto in piazza Vittorio Emanuele. per sovvenzionare la Società furono raccolte obbligazioni di “l. 10 ciascuna” con l’obbligo di tre anni consecutivi. A dicembre vennero aperte le iscrizioni per la scuola serale di musica di strumenti a fiato (in legno e di ottone). l’attività era ripresa con un discreto successo e le prospettive sembravano buone. Forse anche

per questi motivi, nel 1906, si pensò di celebrare fastosamente Santa Cecilia, protettrice della musica. I membri della Società di Mutuo Soccorso tra i Filarmonici, alle nove del mattino del 22 novembre, partirono dunque dalla sala di musica -con tanto di bandiera e accompagnamento della Banda cittadina- per recarsi nella chiesa di San Francesco: qui venne celebrata una messa cantata a piena orchestra che ottenne il plauso di tutti gli intervenuti. Il bel risultato fu dovuto all’impegno profuso dal maestro Bevilacqua, giovane e valente maestro che aveva riportato la scuola corale “al fastigio d’una volta”. Il Prealpe lo menziona in occasione dell’Aida, rappresentata al Teatro Sociale nel precedente mese di settembre, per aver istruito i cori “tirandoli alla perfezione”. In quella circostanza furono impiegati alcuni “professori” della Fenice di Venezia e il fior fiore dell’orchestra cittadina (in totale 45 “professori”). Il 1907 fu ricco di concerti con musiche di mozart, mancinelli, Verdi e Strauss. A giugno,

La Banda suona sulla Cavalchina in occasione del Carnevale del 1930 (coll. Ruggero Remonato).


Filarmonici bassanesi ed elementi della Banda di San Michele, uniti in una fotografia del 1935.

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in piazza, furono molto applauditi il primo atto e il finale del secondo atto dell’Aida e la fantasia de L’amico Fritz di mascagni. Alla fine di ottobre vennero magistralmente eseguite alcune marce, una sinfonia, e il quarto atto dell’Andrea Chenier. l’anno successivo la banda cittadina volle dare un saluto al cav. luigi Vinanti, membro di presidenza della Società Filarmonica, rallegrando una festa organizzata in suo onore. Curiosa e insolita la lotteria ideata dal conte Roberti presidente della Società. Al suo appello risposero positivamente anche la regina margherita e il ministero della pubblica Istruzione, che misero in palio magnifici doni, poi esposti nei negozi del centro per attirare l’attenzione e invogliare l’acquisto dei biglietti. la cronaca locale torna a parlare della banda cittadina nel 1947: sono trascorsi quarant’anni e in questo lungo periodo di tempo, dolorosamente segnato da due guerre mondiali, la Filarmonica ha incontrato enormi difficoltà per sopravvivere. per questo motivo è comprensibile che la pro Bassano, in occasione dell’arrivo del nuovo Arciprete, abbia provveduto a organizzare un concerto in piazza libertà invitando la banda cittadina di Crespano, diretta da Geremia Zilio: un’iniziativa che suscitò qualche sconcerto in relazione al fatto che Bassano, ricca di tradizioni musicali, non fosse stata in

grado di presentare un complesso bandistico di una certa valenza. Ben presto i componenti della Filarmonica, che nelle annuali ricorrenze della liberazione e di Santa Cecilia si ricompattava, vennero invitati a ritrovarsi nella sala di musica del Castello degli Ezzelini per eseguire una prova d’assieme: un abile pretesto per costituire poco tempo dopo la banda parrocchiale. Il 3 ottobre 1948 costituisce una data storica per Bassano: quel giorno, infatti, fu inaugurato il ricostruito ponte Vecchio, distrutto dalla guerra. Un giorno di festa e un evento dal carattere nazionale, allietato dalla presenza di trentamila alpini, del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e dei rappresentanti alleati della Grande Guerra (fra i quali l’ambasciatore degli Stati Uniti James Dunn). poco tempo dopo la patrona Santa Cecilia fu festeggiata, come di consueto, con la messa in San Francesco; ma alla sera, in patronato San Giuseppe si tenne un concerto vocale-strumentale con la partecipazione dell’orchestra cittadina, delle scuole corali riunite di Bassano e San Vito e di alcuni distinti artisti di canto. Sulla stampa venne pubblicato lo scritto di un vecchio lettore, evidentemente a conoscenza delle ultime vicissitudini del corpo bandistico: “[...] la banda cittadina ebbe una vita artisticamente felice nell’anteguerra 1915-’18 sotto la direzione del compianto maestro Vecchi, che


arricchì l’archivio musicale di preziose sue istrumentazioni. [...] A lui successe il maestro Zuliani, che dopo breve tempo, nominato direttore dell’istituto musicale e della banda cittadina di Belluno, partì per quella città. Venne così chiamato il simpatico e bravo maestro Dal prà che diresse con amore e competenza la scuola e il corpo bandistico sino alla dichiarazione di guerra del 1915. [...] Dopo la vittoria fu nominato il maestro pucci, che in proseguo di tempo si trasferì in altra più importante sede; la pro Bassano, che prese allora la Filarmonica sotto la sua egida, chiamò a dirigere scuola e banda il maestro Zilio ma, per questioni politiche, nella primavera del 1925 tutto andò a catafascio. [...] Fu nel 1932, che per iniziativa della locale Sezione Combattenti, il corpo bandistico cominciò a funzionare nuovamente e venne dato l’incarico provvisorio al maestro Bevilacqua, che ne tenne la direzione per cinque anni, mentre gli allievi erano istruiti dal maestro Fraccaro. In quel tempo, durante la stagione estiva, vennero dati quindicinalmente concerti sempre con nuovi e variati programmi. I cinquanta suonatori a fine anno percepivano 60 o 70 lire. Il maestro si prestava sempre gratuitamente tanto per le prove quanto per i concerti. [...] l’ultima guerra disperse ancora una volta il corpo e, solo dopo la liberazione, venne ricostruito sotto la direzione del maestro Zilio e per qualche tempo con soddisfazione generale;

beghe interne ed incomprensioni ancora una volta furono deleterie e il corpo fu sciolto. [...] Dalle rovine di questo monsignor Arciprete Abate costituì una banda parrocchiale, ma la città reclamava il suo vecchio corpo, e in una assemblea di suonatori, tenutasi in patronato San Giuseppe, questi si nominarono l’attuale presidenza, la quale, avuta la fortuna di assicurarsi per la direzione il maestro Ugo pallaro, poté in breve dare alla città la Banda Cittadina che aveva nei suoi anni migliori e che oggi è chiamata a tenere concerti nelle principali città”. Tale lettore era Gino Randighieri, che raccontava pure come a capo dell’iniziativa “per ricostituire la Banda cittadina, si posero alcune benemerite persone, che la finanziarono in proprio nell’attesa di assicurare alla Filarmonica, sorta come società per azioni, i mezzi di sostentamento”. Tra costoro figura Bruno Solagna, che ne fu il presidente. In un altro articolo, uscito pochi giorni prima, si annunciava in maniera echeggiante il “Ritorno all’antico primato” della ricostituita Filarmonica, composta da 73 suonatori che presto si sarebbero esibiti in piazza. Veniva inoltre elogiato il maestro pallaro, ritenuto una delle così dette illustri bacchette: di lui si diceva che prima di essere assunto nel nostro corpo di banda dirigesse a Castagnaro, tra Verona e Rovigo, uno straordinario complesso di fiati, terrore di tutti i competitori nelle gare bandistiche.

Il maestro Stregapede posa con i suoi musicisti davanti alle Scuole Elementari Mazzini (1954).

CLARINETTO (famiglia dei Legni) Nel passaggio tra ’600 e ’700, il clarinetto nasce dallo sviluppo di un contemporaneo strumento ad ancia semplice (lo chalumeau), a opera di una famiglia di famosi costruttori di strumenti a fiato, i Denner di Norimberga. Secondo testimonianze del primo Settecento, il nome si deve alla somiglianza del suo timbro acuto, allora innovativo, al suono di una tromba lontana; era infatti denominato “clarino” il registro più alto (tecnicamente arduo) dell’antica tromba naturale. Nel XIX secolo una continua evoluzione delle caratteristiche tecniche, per lo più dedicata da costruttori francesi e tedeschi al sistema delle “chiavi” e della relativa meccanica, ha portato lo strumento alla sua attuale configurazione.


I Filarmonici in gita sociale a Trieste, nel 1968, sotto il monumento dei Caduti, a San Giusto. Convegno bandistico in piazza Libertà a Bassano (1978): un’immagine che testimonia il successo di queste manifestazioni.

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Era il tempo in cui Bassano poteva contare su Guatti Zuliani, giovane maestro residente al Terraglio, che per primo rimodernò la banda cittadina concertandola con il sistema Vessella (con tanto di contrabbassi, timpani e batterie). Da allora i progressi della banda cittadina furono tangibili: il primo concerto in piazza convinse i bassanesi della sua trasformazione. Era come se il maestro avesse “trasformato una crisalide

in un corpo vivo e armonioso, dove la magia della musica trovava una sensibilità di espressione che, nelle previsioni più ottimistiche, forse nessuno si aspettava. Bassano aveva una forza maggiore di attrazione”. la formazione venne invitata a suonare nelle province venete; ricordiamo in particolare Vicenza dove, di ritorno dai castelli di Giulietta e Romeo, partecipò alla grande adunata alpina.


A Venezia accompagnò i circa 1500 dipendenti della Smalteria metallurgica Veneta per poi proporre, in Riva degli Schiavoni, musiche di Orsomando, mascagni, massenet, Verdi, Rossini e mancinelli. Andò a suonare pure a Trieste, dove sollevò entusiasmo fra la popolazione, scatenando però la reazione dei soldati inglesi che presidiavano la città e che aggredirono i musicisti per avere interpretato Le campane di San Giusto. Nel mese di ottobre venne eseguito un concerto bandistico-corale con centottanta elementi nel Giardino parolini (ingresso a pagamento). In questo periodo la Filarmonica soffriva per la mancanza di fondi, non era sostenuta né dal Comune né dalla cittadinanza, nonostante avesse dato prova della sua bravura; soltanto la Smalteria metallurgica Veneta concorreva validamente al suo sostentamento grazie soprattutto all’appoggio dell’ing. Nicola leszl. Il programma musicale proposto a Nogara Veronese fu ripetuto nel giugno di quello stesso anno a Bassano in piazza Garibaldi. Una scelta non casuale perché questo spazio, a differenza di quello offerto da piazza libertà, rispondeva meglio all’acustica, quasi fosse un locale chiuso in grado di trattenere le sfumature e non essere disturbato dal fenomeno dell’eco. Il 1951 fu caratterizzato da alcuni avvenimenti importanti. A febbraio, per onorare la memoria di Verdi nel 50° anniversario della morte, la banda cittadina, diretta sempre dal maestro pallaro, e il corpo corale “Bassano”, diretto dal maestro Bevilacqua, si esibirono in pezzi e cori tratti dalle opere Traviata, Trovatore, Ernani e Nabucco. Ad aprile morì Bruno Solagna, in seguito a grave peritonite: una notizia che fece scalpore a Bassano e costituì una grave perdita per la città e per la Filarmonica di cui era presidente. passarono alcuni mesi prima che la presidenza venisse rinnovata. la scelta ricadde su Gimo Bordignon, già presidente della pro Bassano il quale, in breve tempo, seppe imprimere alla Filarmonica un indirizzo più concreto e soddisfacente sotto tutti gli aspetti. Si decise, con l’ausilio del maestro pallaro, di non fossilizzare il programma, immutato da anni, e di snellirlo, di aggiornarlo e di raffinarlo in modo

da soddisfare anche i palati più esigenti. A tale scopo egli si interessò personalmente a recuperare lo spartito della pucciniana Madama Butterfly, la cui completa fantasia (della durata di quaranta minuti) sarebbe stata eseguita poco tempo dopo in piazza libertà. per la stagione autunnale furono preparati pure concerti con citazioni da altre celebri opere: Andrea Chénier, Tosca e Turandot, con grande sacrificio dei musicisti che per mesi occuparono le loro serate nelle prove. Fortunatamente il maestro pallaro poteva contare sull’apporto prezioso di solisti quali il prof. Antonino Renno di Venezia, suonatore del pistonino mibemolle, e del prof. Francesco pisani di padova, quale primo clarino. Bisogna riconoscere che la stampa del tempo cercò in più occasioni di dare la giusta importanza e il giusto valore a un’istituzione quale era la Filarmonica Bassanese, cercò inoltre di evidenziare l’appassionata e disinteressata attività di tutti i componenti, singoli suonatori che sacrificavano ore di libertà e riposo per presenziare alle prove serali. Nonostante il mutare dei tempi e dei gusti l’avvento del cinema sonoro non distrusse la passione per la lirica, portata sulla realtà della scena teatrale, e i concerti bandistici in piazza, grazie al loro “colore” e “calore”, sotto il sole primaverile o autunnale oppure sotto le stelle, non trovavano surrogati radiofonici. Il 1952 portò i frutti di molto lavoro e marcò improrogabili cambiamenti: il maestro pallaro, dopo più di quattro anni di direzione della banda cittadina (da lui ricostituita e portata ai livelli delle prime del Veneto), declinò l’incarico per motivi di salute. A lui subentrò fortunatamente un maestro di altrettanto valore, luigi Stregapede di Venezia, che seppe dare continuità al lavoro iniziato. A giugno il Consiglio Comunale deliberò di concorrere al mantenimento della banda cittadina con un contributo di l. 360.000. In tale occasione si raccomandava alla presidenza di liberare la sala che fino a quel momento era servita per le prove, in quanto quel locale, posto sopra le aule succursali della scuola media, era destinato alla realizzazione di altre aule. per la

I PRESIDENTI DAL 1866 1866 Ambrogio (?) lugo 1876 Bartolomeo Tommasoni Oscar Chilesotti Giuseppe Jonoch 1879 patrizio Fasoli Valentino Berti 1889 marco Tattara 1895 Federico (?) Remondini 1904 Cecilio mercante marco Tattara 1907 Giuseppe Roberti 1949 Bruno Solagna 1951 Gimo Bordignon 1960 Carlo Casale 1966 Giuseppe Tessarolo 1970 Giambattista Vinco da Sesso 1975 Silvano Biasion 1980 pietro Runchi 1982 Alferio Crestani 1987 Domenico Finco 1988 Giorgio Vianello 1989 Giorgio Giacomello 1990 Adriano loss 2002 paolo michelini 2003 Enzo Azzolin 2008 Giancarlo Bizzotto 2009 Domenico Baggio


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SASSOFONO (famiglia dei Legni) Di origine del tutto “moderna”, appartiene a una famiglia formata in origine da 14 componenti di diversa dimensione e “taglio”, dei quali soltanto 6 sono oggi usati comunemente. E’ l’unico gruppo di strumenti a fiato -di ampio utilizzodi cui si conoscano con esattezza sia l’epoca d’origine (il quinto decennio dell’Ottocento), sia l’inventore: il belga Adolphe Sax, che progettò la famiglia di strumenti per l’uso nelle bande militari francesi, attestandone l’esclusiva novità con un brevetto del 1846.

tradizionale Fiera Franca la pro Bassano aveva tracciato un ricco programma di manifestazioni concordate con il comitato organizzatore. Fra queste vennero inseriti alcuni concerti della Filarmonica, che furono autentici successi. Vennero eseguite musiche di Verdi, Schubert, puccini, Rossini, mascagni e Ravel con Bolero. particolarmente applaudita, la fantasia della Butterfly e la “cavatina” di Rosina nel Barbiere di Siviglia. la cena sociale annuale chiuse la brillante attività della Filarmonica. Il Carnevale del 1954 vide esibirsi, sulla piattaforma di piazza libertà, più di trenta suonatori impegnati a dare fiato agli ottoni per riecheggiare, durante i balli all’aperto, i vecchi ma sempre piacevoli motivi di un tempo che fu. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Infatti quello che seguì fu un anno di successi: le piazze erano sempre gremite, la “valentia” del maestro e degli esecutori richiamavano continuamentre nuovi spettatori. Del 1956 la cronaca locale segnala come “Finalmente la presidenza della nuova filarmonica bassanese, con la cooperazione della cittadinanza, ha potuto dotare i sessanta elementi di una decorosa divisa”. Un suonatore che da ben sessant’anni apparteneva alla banda cittadina riferì di indossare la quinta divisa da quando aveva iniziato la carriera: “Allora il cappello era piumato, oggi il berretto è più pratico e rispondente ai tempi”. Il maestro Stregapede rimase in servizio per sette anni. Seguì un periodo incerto e difficile: il Comune non aveva ancora provveduto a trovare i nuovi locali per le prove e per la scuola di musica; fortunatamente però i componenti della banda, che si era sciolta all’inizio del 1961, continuarono a essere seguiti ed istruiti da pietro Boaretto in una cantina nel quartiere di Santa Croce. Con la collaborazione del cav. Casale, inoltre, si riuscì a formare un nuovo complesso e a ottenere dall’Amministrazione comunale due belle e ampie aule in vicolo parolini (un tempo sede di antiche scuderie). Il contributo di 360.000 lire da parte del Comune era stato rinnovato; data la situazione del momento, tuttavia, bastavano appena a soddisfare gli interventi musicali legati alle

manifestazioni patriottiche. la cronaca riportò che operai e impiegati della Smalteria metallurgica Veneta, forse memori dei concerti del maestro pallaro, si autotassarono per venire incontro alle spese: servivano nuovi strumenti ed era necessario ripararne altri. Alla ricorrenza dei martiri Bassano potè riascoltare con un certo stupore la ricostituita banda cittadina, impegnata nell’accompagnare il corteo diretto a onorare i Caduti. Era infatti credenza diffusa che il complesso bandistico si fosse sfasciato. Voci poi smentite dalla costanza e dalla passione profuse soprattutto da Carlo Casale e pietro Boaretto, divenuti rispettivamente presidente e istruttore (nonché direttore) del ricostituito complesso. Nella primavera del 1962 alla Filarmonica venne concesso, da parte del ministero della pubblica Istruzione, di istituire un corso di orientamento musicale a tipo bandistico: si trattava di un corso completamente gratuito, della durata di sei mesi e con lezioni serali giornaliere (escluso il sabato), tenute nella sede della scuola, in vicolo parolini, dal maestro Boaretto. Alle lezioni, riguardanti sia la parte teorica sia l’esecuzione pratica delle musiche in programma, erano ammessi tutti i giovani che avevano completato gli studi delle scuole elementari. poiché fino ad allora i concerti si erano tenuti nelle piazze maggiori Giuseppe Tessarolo, nuovo presidente della Filarmonica, pensò fosse giusto riservare anche a piazzotto montevecchio tale privilegio, con un occhio di riguardo pure per gli esercenti di quel luogo. Una decisione che fece scalpore tra i bassanesi, nonostante il il piazzotto rappresentasse -allora come oggi- il cuore della vecchia città. Nel maggio del 1969 al maestro Boaretto fu consegnata la Croce di Cavaliere al merito della Repubblica. Un riconoscimento per l’attività svolta anche in campo musicale. Originario di padova, era infatti molto stimato per aver ricoperto cariche di responsabilità, sempre disinteressatamente, in seno a istituzioni pubbliche e per aver esplicato, con la coscienza del cittadino retto, il ruolo di consigliere comunale. Da anni egli sacrificava tutto il tempo libero a favore della Filarmonica Bassanese e della scuola di


Il maestro Giuseppe Longo “guida” la Filarmonica Bassanese durante una cerimonia patriottica (1978).

musica, con amore e con passione. per festeggiare degnamente l’evento offrì un banchetto a parenti e amici. Il sindaco pietro Fabris volle personalmente appuntare al petto del maestro la Croce di Cavaliere, esprimendo a nome della città vive felicitazioni. Ai giornalisti, che in quella circostanza gli chiesero spiegazioni per l’esiguo numero di concerti tenuti in piazza, Boaretto ricordò le costanti difficoltà finanziarie del sodalizio, le cui uniche entrate erano costituite dai limitati contributi del Comune e della Smalteria metallurgica Veneta. Nel 1980 a Bassano si cominciò a respirare una nuova aria musicale: fra gennaio e maggio, infatti, fu organizzata una rassegna dedicata al jazz e articolata in concerti e seminari. Un’iniziativa di successo, favorita anche dalla collaborazione di lilian Terry: resasi conto dell’interesse che queste manifestazioni suscitavano, la nota cantante inglese decise di promuovere anche nella nostra città una scuola di musica. Fu proprio grazie all’aiuto del nostro Comune, della provincia, della Regione e della Filarmonica che questa scuola approdò a Bassano, nel 1983, rivolgendosi agli appassionati di musica (tanto principianti quanto esperti): venne inaugurata ufficialmente all’Auditorium della scuola media manzoni con un concerto di un gruppo jazz formato da alcuni suoi docenti. Alla manifestazione partecipò, in veste di presidente onorario, il celeberrimo trombettista e compositore americano Dizzy Gillespie, padre riconosciuto (insieme con Charlie parker) del Be-bop e di tutto il jazz moderno. In quegli anni anche la Filarmonica conobbe importanti novità. Il nuovo presidente, Alferio Crestani, ebbe occasione di ricordare nel corso di un’intervista che “con una tradizione ultracentenaria la Filarmonica non vuole essere una banda di paese ma un vero e proprio complesso strumentale della città”. per questo motivo la formazione cambiò il suo nome, che divenne Complesso strumentale Città di Bassano del Grappa, a significare la precisa volontà di imprimerle “uno slancio innovativo e qualitativo”. Il nuovo direttore, Roberto Beggio, già insegnante alla scuola della Terry, portò un certo “rinnova-

mento nella tradizione” dando spazio alle nuove leve ma senza mettere in pensione i “vecchi”. A tale scopo venne istituita una scuola a carattere bandistico che contava venticinque allievi. la novità consisteva nel fatto che tale scuola divenne autonoma, dopo essere stata per qualche tempo nell’orbita dell’iniziativa di lilian Terry. Nel 1985 Il Giornale di Vicenza informava che il programma musicale per quell’anno sarebbe stato nutritissimo e i musicisti sarebbero stati presenti in tutte le più importanti manifestazioni destinate ad animare l’estate cittadina, quali la Festa dell’Europa, i Campionati mondiali di ciclismo e una serie di concerti al Giardino parolini. per l’occasione il Comune stanziò a favore della Filarmonica nove milioni di lire con l’impegno della stessa a prestare la propria opera a titolo gratuito, come del resto era avvenuto l’anno precedente. In occasione della cena annuale furono premiati il maestro Beggio, per il suo ruolo di guida del complesso, e due anziani: il maestro Giuseppe Carletto, che vantava una presenza nella banda di ben 59 anni (essendo stato iscritto dal 1926), e il maestro Antonio Gnoato, appartenente al complesso dal 1945. la stagione musicale era iniziata con il concerto di primavera al teatro Remondini. Il programma prevedeva brani di michel Van Delt, Hans Gansch, Johann Sebastian Bach e Grieg, oltre ad altri momenti musicali per il saggio degli allievi della Scuola. Brani di musica classica e sinfonica si alternarono a composizioni jazz in

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TIMPANI (famiglia dei Membranofoni a suono determinato) Già nel XVII secolo i timpani venivano impiegati nelle orchestre. Haydin fu infatti tra i primi compositori a inserire l’intervento dei timpani nelle sue sinfonie; anche Beethoven, in seguito, ne utilizzò le doti espressive e potenti. Al di fuori della musica classica i timpani hanno trovato dignità nell’ambito della cultura popolare.


Nel 1983 Dizzy Gillespie, trombettista, pianista e compositore statunitense di chiara fama, viene nominato presidente onorario della scuola di musica della Filarmonica Bassanese: un successo importante, dovuto anche ai buoni uffici del presidente del sodalizio, Alferio Crestani.

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un susseguirsi di pezzi, non dimenticando di celebrare il trecentesimo anniversario della nascita di Bach (del quale si interpretò la celebre Aria sulla quarta corda, nota al grande pubblico per la sigla della trasmissione televisiva Quark). Il pezzo forte della serata fu Peer Gynt Suite n. 1 di Grieg. Fra i brani eseguiti nel concerto di Natale figurò la famosa Rapsodia in blue di Gershwin e per la prima volta venne affiancato il pianoforte agli strumenti tradizionali della banda. Grazie all’entusiasmo di Roberto Beggio e del presidente Alferio Crestani la Filarmonica divenne un punto di riferimento nelle attività culturali della città. la parola d’ordine era “rinnovamento”, un termine da interpretare in tutti i sensi, sia per lo stile sia per il repertorio, sulla scia di quello delle bande musicali americane. Si puntava sulla visibilità cercando di rendere la Filarmonica un’istituzione viva e una realtà permanente nel panorama culturale, puntando soprattutto a conquistare il pubblico dei giovani, di solito poco propenso a interessarsi della musica bandistica. Non a caso qualche anno prima Alferio Crestani era stato invitato dal sindaco Antonio Basso e dall’allora assessore regionale pietro Fabris a prendere in mano la Filarmonica, considerando imperativo introdurre determinate innovazioni e mantenere

al tempo stesso le tradizioni più significative; ma soprattutto avvicinare la musica ai bassanesi e, in particolare, attirare i giovani nell’universo bandistico. Dopo cinque anni di intenso e proficuo lavoro Alferio Crestani lasciò l’incarico. Il programma per il 1988 dell’Assessorato alla Cultura, presieduto da pierdomenico Bonomo, avrebbe potuto dare una svolta importante all’organizzazione delle manifestazioni musicali in città, anche “per evitare dispendi di forze e di denaro”. Alle associazioni musicali cittadine convocate venne proposto “di affidare a una associazione di spessore, sul tipo di Veneto Musica o di Asolo Musica, entrambe con uffici di promozione e gestione, il cartellone musicale bassanese”. lo scopo era quello di evitare sovrapposizioni di date e di gestire i concerti dei gruppi bassanesi in maniera razionale, garantendo “serietà e organicità”. ma all’interno della Filarmonica non tutto filava liscio: il direttore Roberto Beggio a quel tempo viveva a Valdagno e insegnava a Recoaro; venire a Bassano era per lui scomodo, ma soprattutto non gli si attagliava il ruolo di maestro di banda. Il musicista riteneva infatti che si potesse puntare su qualcosa di più elevato, insomma aumentare la qualità delle proposte. “la Filarmonica è una fucina per giovani musicisti. Se il repertorio


sarà rinnovato -ebbe modo di dichiarare- sono sicuro che ci sarà maggior entusiasmo da parte delle ultime leve”. Nella scuola di lilian Terry egli continuava a dare lezioni ed era impegnato a “tirar su” una Big-band, auspicando di costituirne una anche nella Filarmonica. pure il presidente Domenico Finco aveva nel frattempo presentato le dimissioni, dopo aver atteso inutilmente i quindici milioni promessi dal Comune per le attività didattiche e il rinnovo del parco strumenti. Il valore che distingueva quest’istituzione da altre scuole di musica era la gratuità delle lezioni e la disponibilità, sempre gratuita, di uno strumento da utilizzare per le esercitazioni a casa. Un cambio di scena si ebbe nell’estate del 1988. Il direttivo venne completamente rinnovato: alla presidenza subentrò il pianista Giorgio Vianello, un “tecnico” (in quanto musicista egli stesso); vicepresidente fu riconfermato Giorgio Giacomello, mentre il direttore artistico venne individuato nella figura del maestro Francesco Guiotto. le nuove idee e i nuovi programmi, in mancanza del contributo promesso e stanziato, erano però sul punto di saltare. la Filarmonica stessa rischiava la chiusura in tempi brevi. Diversi fornitori, inoltre, attendevano il saldo delle fatture e il pagamen-

to delle prestazioni. Ribattezzata Gruppo Strumentale, la Filarmonica poteva tuttavia contare su un presidente molto preparato, concertista e insegnante di pianoforte al Conservatorio Benedetto marcello di Venezia. Giorgio Vianello, veneziano d’origine ma residente in città, era infatti deciso a togliere le muffe del dilettantismo dal gruppo. “Quella della banda -sosteneva- è un’istituzione superata, è necessario rinfocolare il vivaio per portare la Filarmonica ad assumere la fisionomia di un’orchestra”. per queste ragioni Vianello era intenzionato a ricostituire una scuola a indirizzo professionale, collegata al gruppo strumentale, i cui corsi potessero garantire agli allievi la possibilità di seguire i programmi ministeriali. prevedeva infatti l’insegnamento di violino, viola, flauto, clarinetto, tromba, corno e trombone, una novità che affiancava i corsi di teoria e solfeggio. Rimossi i “residui del dilettantismo”, si proponeva anche come scuola a orientamento professionale per chi volesse dedicarsi seriamente alla musica. In primavera si tenne un primo concerto al castello di marostica con le Quattro stagioni di Antonio Vivaldi, riproposto poco dopo a Bassano in occasione dei festeggiamenti del 25 aprile. Con la complicità del presidente Giorgio Vianello

Lezione didattica alle Scuole Medie Manzoni con il maestro Roberto Beggio nel 1991.

Batteria (famiglia dei Membranofoni a suono indeterminato) la batteria è uno strumento a percussione composto da tamburi e piatti: fra i primi figurano la grancassa, il rullante, uno o più tom e uno o più timpani; fra i secondi si trovano il ride, l’hit hat detto pure charleston, il crash, lo splash e il china. Suonare la batteria richiede una grande capacità di coordinare tutti gli arti.


Nel 1995 i musicisti della Filarmonica, vestiti da Babbo Natale e diretti dal maestro Roberto Beggio, porsero gli auguri alla cittadinanza in occasione delle festività di fine anno.

Il presidente Adriano Loss (terzo da sinistra) assieme ad alcuni elementi della Filarmonica durante una gita presso Locarno, in Svizzera, dove la formazione si era recata in tournée (2000).

a primavera tornò il maestro Roberto Beggio. Entrambi puntavano al miglioramento culturale e qualitativo della Filarmonica: un intendimento che si esplicò attraverso la creazione di una sezione d’archi, nella logica di un’orchestra da camera. A ottobre la stampa riporta la notizia di “un confronto interno tra tendenze di diversa estrazione che mirano a creare un complesso articolato su due fronti: quello della banda vera e propria, come vuole la tradizione di questo sodalizio, e quello di una orchestra di preziosismi stilistici apprezzabili da un pubblico dal palato più delicato”. A un certo punto si rischiò la frattura. Un pericolo fortunatamente scongiurato grazie all’intervento di nuove carismatiche figure, provenienti dal tessuto sociale più vivo della città. A settembre il consiglio direttivo venne rinnovato: alla presidenza tornò Giorgio Giacomello,

suo vice fu nominato Adriano loss. Il concerto di Natale fu un successo, grazie anche alla collaborazione dell’Amministrazione comunale, dell’Azienda di promozione Turistica e dell’Unione Commercianti. In tale occasione, alla presenza di diverse autorità cittadine, fu conferito un nuovo riconoscimento a Giuseppe Carletto, che suonava nella Filarmonica da sessantaquattro anni. Un’importante proposta dell’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Filarmonica, interessò, poco tempo dopo, gli scolari delle Scuole medie di Bassano: si trattava di offrire ai giovani un approccio molto serio con il mondo della musica. Fu un successo che neppure i promotori dell’iniziativa si attendevano. molto utile e interessante, per esempio, fu la lezione-concerto impartita agli allievi delle classi prime e seconde, con la presentazione e la spiegazione del funzionamento dei vari strumenti tenuta nell’aula magna della Scuola manzoni. Questa iniziativa viene ancor oggi proposta con grande fortuna ai bambini delle elementari. Negli anni successivi la Filarmonica seppe ritagliarsi un posto di primo piano: si esibì a Noale, Arzignano, Thiene e Bussolengo. l’appuntamento più atteso, comunque, rimaneva quello della festa di San Bassiano, patrono della città. A conclusione della cerimonia del gennaio 1996 venne suonato l’Inno europeo (vale a dire l’Ode all’amicizia di Beethoven); in tale circostanza il Consiglio d’Europa premiò la nostra città con una Targa d’onore per il suo impegno internazionale. molto apprezzato pure il concerto di San Bassiano del ’97, non solo per l’importanza del repertorio proposto, ma anche per la brillantezza con cui fu eseguito. Il programma prevedeva brani di John Williams, leonard Bernstein, palmino pia e Johann Strauss. la stampa locale scrisse che “Versatilità e tasso tecnico sono i due fattori su cui Roberto Beggio ha puntato per forgiare la sua Filarmonica”. A quel tempo la formazione era molto richiesta sia per la preparazione dei suoi elementi, sia per i generi musicali proposti. Il repertorio eseguito nel concerto di San Bassiano del 1999 comprendeva il poema sinfonico Finlandia di


Sibelius, l’Ouverture 1812 di Cajkovskij e una selezione di brani divenuti celebri come colonne sonore di film quali Pink Panter, The Sound of Music di Richard Rodgers e Grand Canyon Suite di Ferde Grofé. Non mancarono i valzer di Strauss e le melodie di George Gershwin. Anche la scaletta proposta nel 2000, sempre per la festa patronale, fu molto varia. A dirigere la Filarmonica, in quell’occasione, fu il maestro Stefano Fabris, orchestrale de La Fenice. Il 2001 fu un anno dedicato alla solidarietà: il ricavato dei concerti, spesso sovvenzionati dall’Unione Commercianti e dal Comune, venne infatti devoluto a fini umanitari. Anche il concerto di San Bassiano del 2002 fu diretto da Stefano Fabris, che deliziò il pubblico “spaziando dalle arie settecentesche di mozart a quelle ricche di verve della New York degli anni Trenta”. Nel gennaio del 2003 venne presentato in municipio, con gli auspici dell’assessore allo Spettacolo luciano Fabris, il nuovo direttivo della Filarmonica: il nuovo presidente era l’ing. paolo michelini, mentre direttore artistico della formazione venne nominato il maestro Gastone Bortoloso di piovene Rocchette, diplomato in tromba e con un’ottima esperienza musicale in campo jazzistico. l’obiettivo di quest’ultimo voleva essere quello di “improntare il repertorio della Filarmonica verso il jazz e far capire l’importanza di questo genere, che fa da tramite tra la musica classica e quella leggera”. Dei

diversi brani presentati al concerto di San Bassiano i più significativi furono Jumpin’out e Little Basie di palmino pia. Durante l’intervallo, inoltre, si esibì per la prima volta la Filarmonica Junior, composta dagli allievi della Scuola di musica più meritevoli (supportati da suonatori con maggior esperienza) e diretti dal maestro Davide pauletto. Un programma sostenuto pure dal lions Club di Bassano, sempre sensibile verso le iniziative a sostegno delle attività giovanili. Nel mese di giugno la cronaca locale riportò infatti la notizia che la Filarmonica aveva tenuto un concerto nel giardino di villa palma a mussolente per i membri di quel sodalizio. Non molto tempo dopo, nonostante i successi ottenuti, il maestro Bortoloso si dimise e al suo posto subentrò michele pivotto, giovane musicista diplomato al conservatorio “A. pedrollo” di Vicenza e già vicemaestro del complesso. Al presidente michelini subentrò il dott. Enzo Azzolin, in carica fino al 2008. A quel periodo risale una simpatica iniziativa che portò a suonare, nella sala parrocchiale di monfumo, gli allievi di Musica d’insieme di possagno e Bassano, una manifestazione molto riuscita che fu il frutto di un’intensa collaborazione tra le associazioni (già sperimentata in precedenza con l’Istituto musicale Vincenzo Bellini di povolaro). Dal 2003 ai giorni nostri, su iniziativa della Filarmonica e in collaborazione con le Scuole Elementari del 2° Circolo Didattico, è attivo un

Il maestro Davide Pauletto, nel 2010, durante il concerto di San Bassiano (ph. Daniele Ferraro ed Enrico Celotto).

PIATTI E TRIANGOLI (famiglia degli idiofoni a suono indeterminato) la presenza dei piatti è attestata sin dall’antichità, quando tali strumenti venivano impiegati anche nelle cerimonie religiose. Nel corso del XVIII secolo la loro notorietà crebbe sulla scia della moda della musica militare turca. In seguito entrarono a far parte stabilmente dell’orchestra. l’origine dei triangoli non è nota: è però documentato che in epoca medievale questi particolarissimi strumenti venivano suonati sia in occasione di celebrazioni religiose sia durante le feste popolari.


Concerto di Primavera al Teatro Remondini nel 2011 (ph. Daniele Ferraro ed Enrico Celotto).

20 Il maestro Pauletto dirige la Filarmonica in notturna, “sotto le stelle”, nel 2011 (ph. Daniele Ferraro ed Enrico Celotto).

laboratorio musicale. “Silenzio, si suona!”: è il significativo titolo del saggio finale che, con l’aiuto degli insegnanti, i giovanissimi alunni propongono annualmente. Nel 2005 la Filarmonica è stata protagonista di una fortunata tournée in polonia dove, in rappresentanza dell’Italia, ha tenuto importanti concerti a Cracovia (a conclusione del Festival delle Lingue organizzato dai vari Istituti di Cultura) e a Bielsko-Biala. Nella medesima tournée il gruppo ha preso parte a una toccante cerimonia nel campo di concentramento di Auschwitz.

Fino al 2009 direttore artistico della formazione fu michele pivotto, che seppe concertare proponendo un repertorio molto vario e ispirato ai grandi nomi della musica classica, per esempio Gioacchino Rossini, ma anche agli autori più moderni (inclusi quelli legati al jazz). la sua visione fu quella di proporre un continuo rinnovamento e aggiornamento delle proposte. Attualmente l’Associazione Musicale Filarmonica Bassanese (così si chiama oggi) è diretta dal maestro Davide pauletto ed è presieduta dal rag. Domenico Baggio, subentrato al dott. Giancarlo Bizzotto, rimasto in carica per un breve periodo. Il 2011 è stato un anno impegnativo e molto importante per la Filarmonica Bassanese. Un anno dedicato alla ricostruzione della sua storia o, più precisamente, alle sue molteplici storie e alla raccolta di documentazione scritta e fotografica. Un patrimonio di immagini e informazioni, poi confluito in una splendida mostra tenuta a palazzo Agostinelli nel gennaio 2012. Un anno dedicato anche a una serie di concerti, in piazza e teatro, organizzati allo scopo di allietare la cittadinanza e, al tempo stesso, di ricordare che -nonostante la proliferazione di tanti gruppi musicali- la Filarmonica è sempre presente ed è una componente importante delle istituzioni cittadine.


Sostanzialmente la Filarmonica ha mantenuto inalterati nel tempo alcuni suoi obiettivi. Fra questi, “lo scopo di promuovere l’interesse per la musica, la conoscenza e la diffusione della cultura musicale, mediante l’organizzazione del gruppo bandistico strumentale, l’esecuzione di concerti, la partecipazione a manifestazioni musicali, la formazione del Gruppo Giovanile di musica d’Insieme, l’organizzazione della scuola di musica con l’istituzione di corsi di orientamento musicale finalizzati anche a incrementare l’organico del Gruppo bandistico strumentale” (come recita l’art. 3 dello Statuto, aggiornato e approvato il 24 novembre 2009). E’ stata costituita a tempo indeterminato, è apolitica, senza scopo di lucro e ha carattere volontario. Si sostiene con le quote associative e con quelle d’iscrizione degli allievi che frequentano i corsi, ma soprattutto con contributi e sovvenzioni da parte di enti o associazioni pubbliche e private. Attualmente l’organico è costituito da una quarantina di suonatori, musicisti di professione e non, gli insegnanti della scuola sono tutti diplomati. la sede è situata in via Colombare, presso la Scuola media Statale “Giusto Bellavitis” di Bassano del Grappa. Alessandra Zaltron Baggio

I MAESTRI DELLA FILARMONICA DAL 1907 AL 1948 1866 Carlo Barbi (?) Ricci 1879 Alessio Causin (?) Cozzi 1889 Alfonso miglio 1895 Alfonso miglio 1902 Giuseppe (?) Bonotto 1904 Renato Vecchi DAL 1907 AL 1948 luigi Guatti Zuliani Dal prà Alfredo (?) pucci Geremia Zilio Giobatta Bevilacqua (e per gli allievi Antonio Fraccaro) Geremia Zilio luigi Feltre Bellagamba 1948 Antonio Fraccaro 1948 Ugo pallaro

1952 Franco Gulli 1953 luigi Stregapede 1961 pietro Boaretto 1971 Guido Ometto 1972 Sergio montini 1973 Giuseppe longo 1979 Antonio Tanesco 1983 Roberto Beggio 1988 Francesco Guiotto 1990 Roberto Beggio 1999 Stefano Fabris 2002 Gastone Bortoloso 2003 michele pivotto 2009 Davide pauletto

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FLAUTO TRAvERSO (famiglia dei Legni) Secondo alcuni studiosi il nome deriva dal verbo latino flo (soffio). Il moderno flauto traverso, anticamente traversiere, viene suonato in posizione trasversale asimmetrica, con il corpo dello strumento a destra dell’esecutore. la sua attuale configurazione è il risultato del perfezionamento della meccanica del corpo sonoro introdotto dal flautista e costruttore tedesco Theobald Bohm a metà dell’Ottocento. la brillantezza e la pastosità del suo colore strumentale furono particolarmente apprezzate a partire dal periodo tardo romantico.


“Dialogando in musica”: la Filarmonica sfila lungo via Ferracina nel 2011 (ph. Daniele Ferraro ed Enrico Celotto).

Il Taglio del nastro all’inaugurazione della mostra “200 anni di Filarmonica a Bassano” a Palazzo Agostinelli nel gennaio del 2012 (ph. Daniele Ferraro ed Enrico Celotto).

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QUADRO CRONOlOGICO VICENDE DEllA FIlARmONICA BASSANESE

AVVENImENTI STORICI

Nasce, sulle ceneri di una precedente associazione, una “nuova” Società Filarmonica.

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Beethoven inizia la stesura della Settima Sinfonia con le musiche di scena per Le rovine di Atene.

Si costituisce la Società della Banda Musicale, una seconda associazione, fondata anch’essa su una sottoscrizione di privati.

1826

Il 5 giugno muore a londra Carl maria von Weber, compositore e pianista tedesco che contribuì grandemente allo sviluppo della musica romantica.

Con la nuova costituzione del Civico Istituto Filarmonico confluiscono in una sola istituzione i ruoli delle due precedenti società “sorelle”.

1857

Il 12 marzo, alla Fenice di Venezia, va in scena la prima del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, melodramma in un prologo e tre atti.

per la prima volta si organizza una “Accademia musicale” con 100 suonatori bassanesi. Al Corpo d’Orchestra e di Banda e agli allievi della Società Filarmonica si aggiungono i dilettanti cittadini.

1869

A parigi, l’8 marzo, muore il compositore francese Hector louis Berlioz: dotato di una fervida fantasia musicale, seppe dare un’impronta decisiva all’evoluzione dell’orchestra moderna.

l’11 gennaio l’Assemblea dichiara lo scioglimento della Società nominando il Comune depositario degli strumenti per la scuola municipale di musica.

1897

muore a Vienna, il 3 aprile, il musicista tedesco Johannes Brahms, grande antagonista di Richard Wagner.

Dopo un certo anarchismo musicale, una trentina di suonatori del disciolto corpo bandistico, getta le basi per costituirsi in Società Cooperativa.

1904

Viene fondata la London Symphony Orchestra, fra le maggiori del Regno Unito e le più prestigiose del mondo.

Dopo il travagliato periodo storico delle due guerre mondiali i suonatori si riuniscono al patronato San Giuseppe per ricostituire la Banda cittadina.

1948

Frank Sinatra incide con la Columbia Records l’album natalizio Christmas Songs: sarà un successo planetario.

Con il nuovo direttivo la Filarmonica cambia il suo nome in “Complesso strumentale Città di Bassano del Grappa” . la parola d’ordine è Rinnovamento.

1983

Tiziana Rivale vince il 33° Festival di San Remo, presentato dall’attore Andrea Giordana, con la canzone Sarà quel che sarà.

la Filarmonica è in tournée in polonia, al Festival delle lingue, e suona anche nel campo di concentramento di Auschwitz.

2005

Si scioglie il gruppo synth pop britannico degli Eurythmics, formato dalla cantante Annie lennox e dal chitarrista David A. Stewart.

Il 7 gennaio viene inaugurata la mostra “200 anni di Filarmonica a Bassano”. Il 19 gennaio l’associazione riceve il premio “Città di Bassano”.

2012

Il 7 dicembre il Lohengrin di Wagner trionfa alla Scala di milano, salutato da quindici minuti di applausi.


I MUSICISTI DELLA FILARMONICA BASSANESE Flauti CASSON SARA DAllA VAllE ANNA GRIGOlETTO ElENA IllESI GlORIA mORO lUCIA mOSTIllE RAFFAEllA pICCOlOTTO mARINA SONDA NICOlETTA TAFFERINI ERICA VENDRASCO ElISA Clarinetti BERTONCEllO JACOpO BORDIN AGNESE DAmINATO pIERO DE TONI IRENE FERRAZZI FRANCESCA GASpAROTTO mATTEO mARINI CRISTINA mICHElINI mATTEO

pEllANDA FEDERICA SONDA FRANCESCO ZIlIO AlESSANDRO TERRIBIlE mElISSA Sax Alto BOTTICEllA DOmENICO BRUNEllI ENRICO CISOTTO SADI IllESI lUIGINO pAROlIN TOmmASO pOZZATO GlORIA SImIONI CRISTIANO Sax Tenore SIGNORI GIACOmO VIERO DANIElE Sax Baritono GHEllIONI GRAZIANO

Corni CORRA' mARCO VARDANEGA ANDREA

Baritoni ANDREATTA mATTEO GUZZEllA CARlO VENDRASCO GIUSEppE

Trombe BIZZOTTO DAVIDE BOTTER GIOVANNA DE AGNOI CRISTIANO FERRAZZI ElENA GOBBO ROmERO SAVIO mICHElE VARDANEGA pAOlO VIERO pAOlO

Bassi GUZZEllA NICOlA mARZARO lANFRANCO lAGO AlESSANDRO BAGGIO ENRICO Contrabbassi GRIGOlETTO GIORGIO SCAlCO ANDREA

Tromboni CARlESSO AlBERTO CASSON IVAN CASSON STEFANO DAl NEGRO ElENA FOGGIATO RENATO VENDRASCO DAVIDE ZANNINI AlVISE

Percussioni FAVERO GIADA mARCOlIN AlESSANDRO pASSARINI mATTIA pAUlETTO DIEGO TOlIO lEONARDO

NUMERI PUBBLICATI DAL 1989 NUMERI ORDINARI N° 1 Alberto parolini N° 2 Castellano da Bassano N° 3 Bartolomeo Gamba N° 4 Antonio Gaidon N° 5 Oscar Chilesotti N° 6 Tiberio Roberti N° 7 Giuseppe lorenzoni N° 8 plinio Fraccaro N° 9 pietro Colbacchini N° 10 Bortolo Sacchi N° 11 Giovanni montini N° 12 Giovanni Volpato N° 13 Jacopo Apollonio N° 14 lazzaro Bonamico N° 15 F. e l. dal ponte N° 16 Giovanni miazzi N° 17 Bartolomeo Ferracina N° 18 Antonio marinoni N° 19 Antonio Baggetto N° 20 Jacopo Bassano N° 21 San Bassiano N° 22 Antonio Suntach N° 23 I Remondini N° 24 pietro Stecchini N° 25 Gina Fasoli N° 26 luigi Fabris N° 27 Giambattista Volpato N° 28 Sebastiano Chemin N° 29 Giambattista Roberti N° 30 Ezzelino da Romano N° 31 Teofilo Folengo N°  32 Giusto Bellavitis N° 33 Danilo Andreose N° 34 Giovanna m. Bonomo N°  35 Giuseppe J. Ferrazzi N° 36 Giambattista Verci N°  37 Giuseppe Betussi N° 38 Giambattista Brocchi N° 39 Jacopo Vittorelli N° 40 Domenico Freschi N° 41 Giuseppe Barbieri N° 42 Roberto Roberti N° 43 la Battaglia di Bassano N° 44 Francesco Antonibon N° 45 pietro menegatti N° 46 Giuseppe Frasson N° 47 pietro Fontana N° 48 Giacomo Angarano N° 49 G. Vanzo mercante N° 50 Giovanni Brotto N° 51 Il millennio di Bassano N° 52 I larber N° 53 Orazio marinali N° 54 Angelo Balestra N° 55 Giuseppe Bombardini N° 56 Francesco Vendramini

1989 1989 1990 1990 1990 1990 1990 1990 1991 1991 1991 1991 1991 1991 1992 1992 1992 1992 1992 1992 1993 1993 1993 1993 1993 1993 1994 1994 1994 1994 1994 1994 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1996 1996 1996 1996 1996 1996 1997 1997 1997 1997 1997 1997 1998 1998 1998 1998 1998 1998

N° 57 N° 58 N° 59 N° 60 N° 61 N° 62 N° 63 N° 64 N° 65 N° 66 N° 67 N° 68 N° 69 N° 70 N° 71 N° 72 N° 73 N° 74 N° 75 N° 76 N° 77 N° 78 N° 79 N° 80 N° 81 N° 82 N° 83 N° 84 N° 85 N° 86 N° 87 N° 88 N° 89 N° 90 N° 91 N° 92 N° 93 N° 94 N° 95 N° 96 N° 97 N° 98 N° 99 N° 100 N° 101 N° 102 N° 103 N° 104 N° 105 N° 106 N° 107 N° 108/109 N° 110 N° 111 N° 112/113 N° 114 N° 115/116

Francesco Roberti miranda Visonà Guido Agnolin Elisabetta Vendramini Ottone Brentari Achille marzarotto Gino pistorello Francesca Roberti Aurelio Bernardi Zaccaria Bricito Antonio Viviani Domenico Conte Domenico maria Villa Antonio Bernati Tito Gobbi Bortolo Zanchetta Giovanni Balestra pietro malerba Ferruccio meneghetti Fratel Venzo Niccolò leszl Antonio marcon Gregorio Vedovato Bruno Baruchello luigi Vinanti Sebastiano Baggio Virgilio Chini luigi Viviani Alessandro Campesano Giorgio pirani Guido Cappellari Roberto Cobau Francesco Facci Negrati luigi Zortea Villa morosini Cappello Giovanni lunardi Alfeo Guadagnin Carlo paroli Vigilio Federico Dalla Zuanna Francesco dal ponte il Vecchio pietro e Giuseppe longo I Bortignoni Giuseppe Zonta Giovanni Bottecchia Andrea Secco Giuseppe Ruffato Tommaso Tommasoni I fondatori dell’Orfanotrofio Cremona prospero Alpini Quirino Borin Teresa Rossi Rampazzi pietro Roversi Don Domenico Brotto Don Antonio Dalla Riva Guglielmo montin monsignor Egidio Negrin Arpalice Cuman pertile

1999 1999 1999 1999 1999 1999 2000 2000 2000 2000 2000 2000 2001 2001 2001 2001 2001 2001 2002 2002 2002 2002 2002 2002 2003 2003 2003 2003 2003 2003 2004 2004 2004 2004 2004 2004 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2006 2006 2006 2006 2006 2006 2007 2007 2007 2007 2007 2008 2008 2008 2008

N° 117 N° 118 N° 119 N° 120 N° 121 N° 122 N° 123 N° 124 N° 125 N° 126 N° 127 N° 128 N° 129 N° 130 N° 131 N° 132 N° 133 N° 134 N° 135/136 N° 137 N° 138 N° 139 N° 140

Antonio Andriolo primo Silvestri Bortolo Camonico I passarin Castelli e battaglie di Ezzelino III I Giacobbi maggiotto marco Sasso pietro Bonato melchiore Fontana Guglielmina Bernardi Unitalsi - Gruppo di Bassano luigi Chiminelli leone Carpenedo Efrem Reatto pacifico pianezzola la Carrozzeria pietroboni Gianni Visentin mons. Ferdinando Dal maso Noè Bordignon Don Didimo mantiero luigina Trentini Aristide Nonis La Filarmonica Bassanese

NUMERI SPECIALI N° I la Carrozzeria Fontana N° II  Il Giardino parolini N° III  Gaetana Sterni (IIa edizione 2001) N° IV  Il C.A.B. N° V la Grande Guerra N° VI Il Club Alpino Bassanese N° VII maria prosdocimo Finco N° VIII lo Scautismo bassanese N° IX  l’arte orafa veneta N° X  Il colore a Bassano N° XI Il castello di Bassano N° XII Il Rotary Club di Bassano palazzo e “Illustri” Roberti N° XIII Il Gruppo “Bresadola” N° XIV Il lions Club di Bassano N° XV l’Oreficeria Balestra N° XVI la Fondazione Don Cremona N° XVII N° XVIII 25 Anni di premio Cultura l. Bonfanti e il museo dell’Auto N° XIX Antonio Bianchi N° XX la Società Tennis Bassano N° XXI I 100 anni del Rotary International N° XXII N° XXIII I 25 anni del panathlon Club Bassano N° XXIV m. Cremona ed E. Vendramini la Croce Rossa a Bassano N° XXV N° XXVI Il CIF di Bassano N° XXVII la Battaglia di Arresto N° XXVIII I 20 anni di Casa Sichem N° XXIX I 25 anni dell’A.I.B. le chiese della Fond. pirani-Cremona N° XXX N° XXXI I Tottene di Bassano

2009 2009 2009 2009 2009 2009 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2011 2011 2011 2011 2011 2011 2012 2012 2012 2012 2012 1990 1991 1991 1991 1992 1992 1993 1993 1993 1995 1996 1996 1999 1999 2002 2002 2002 2003 2003 2003 2004 2005 2005 2006 2007 2008 2008 2009 2010 2012 2012


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