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Fondato

nel 1989

DISTRIBUZIONE GRATUITA

Mons. Ferdinando dal Maso biMesTrale MonoGraFiCo di CUlTUra

n掳 134 路 noveMbre 2011


Provincia di VICENZA

Comune di BASSANO DEl GRAPPA

Consorzio di promozione turistica di Vicenza e provincia

Comune di CAmPOlONGO SUl BRENTA

Comune di CARTIGlIANO

Comune di CASSOlA

Comune di ROmANO D’EZZElINO

Comune di SAN NAZARIO

Comune di VAlSTAGNA

Comune di POVE DEl GRAPPA


In copertina: Ritratto fotografico di mons. Ferdinando Dal maso nei primi anni del suo ministero a Bassano.

mONS. FERDINANDO DAl mASO Guida spirituale di una chiesa vicina al popolo Non ho avuto occasione di incontrare personalmente mons. Dal maso, e quindi posso dire solo che ho sempre sentito parlare di lui come di una persona di grande cultura, coraggio e sapienza pastorale: la memoria riconoscente del sen. Pietro Fabris (che va ringraziato) lo conferma. Guardando le fotografie che accompagnano il testo, e che ritraggono monsignore rivestito delle insegne pontificali, mi è però affiorato un ricordo. Era il 1959 e io ero un giovane studente ai primi anni degli studi teologici. Il vescovo mons. Zinato aveva indetto il 24° Sinodo diocesano, e mi trovavo a prestare il servizio liturgico al rito di apertura. In quell’occasione rimasi colpito da un prelato che non conoscevo e che, al primo posto fra i preti, spiccava per le sue insegne. Ho chiesto chi fosse, e mi fu risposto che era l’Abate di Bassano, e che era una personalità straordinaria. Poi le trasformazioni culturali e sociali divennero sempre più vaste e veloci, e la Chiesa, con il Concilio Vaticano 2°, comprese che doveva rivedere anzitutto se stessa (sottolineando la dimensione di popolo, più che la distinzione dei ruoli) e anche il proprio rapporto con il mondo, nella linea di un dialogo aperto e fiducioso. In questa prospettiva di rinnovamento il Concilio avvertì l’esigenza di una maggiore semplicità anche nelle forme esteriori della vita ecclesiale, e il Papa Paolo VI decise di riservare le insegne e i riti pontificali ai vescovi e a chi ne esercitava i compiti, precisando che chi già godeva del privilegio poteva continuarne l’uso, ma poteva anche rinunciare ad esso. Non era certo questa la cosa più importante, ma era un modo per mostrare un volto di Chiesa più essenziale e più fedele alla parola di Gesù che aveva chiesto ai discepoli di non cercare onori e distinzioni. E mi fu riferito che mons. Dal maso scelse di rinunciare. mi piace allora pensare questo gesto -credo non facile- come un segno per una Chiesa che, anche oggi, ha bisogno di ritrovare l’essenziale del vangelo, e di offrire al mondo i segni non della potenza, ma della carità e del servizio, in fedeltà al suo Signore e alle ansie e speranze dell’umanità di questo tempo.

Siamo grati al Senatore Pietro Fabris di aver proposto di accogliere nella nostra galleria il ritratto di mons. Ferdinando Dal maso (“bassanese” a tutti gli effetti, avendo trascorso ben 46 anni tra noi), da lui stesso tracciato in queste pagine con la commossa partecipazione di chi ha seguito da vicino il suo benefico operare nei vent’anni di guida illuminata della comunità parrocchiale di Santa maria in Colle. l’entusiastica accoglienza al suo ingresso il 18 gennaio 1953, qui documentata da splendide foto, testimonia l’affetto e la stima dell’intera popolazione, che aveva sperimentato il suo impegno come educatore al Collegio Graziani, all’Istituto Sacro Cuore, e come sacerdote nella curazia del duomo: durante il periodo della Repubblica di Salò, con la predicazione e l’azione a suo rischio personale divenne la bandiera della Resistenza locale alla dittatura fascista; e dopo la fine della guerra, con lo stesso coraggio, si adoperò per evitare cruente vendette fratricide nella città ferita dal barbaro eccidio dei martiri del Grappa il 26 settembre 1944. Convinto assertore dell’associazionismo e dell’insegnamento cattolico come luogo di libertà, aveva fondato all’indomani della liberazione nel maggio 1945, il circolo Acli cittadino. Scorrendo le opere e i giorni del suo ventennale ministero pastorale (dal 1953 al 1972) illustrati in questa monografia corredata da uno straordinario apparato iconografico, grazie anche ai vivi ricordi di coloro che con lui hanno collaborato per il bene della città con cui l’autore ha arricchito il racconto biografico, si coglie nella sua completezza la nobile figura di un sacerdote dotato di una non comune apertura mentale e culturale, di una eccezionale sensibilità e di una sempre vigile attenzione ai problemi dei nuovi tempi e in particolare dei giovani: per essi creò come luogo di incontro e di crescita il Centro Giovanile, il suo gesto più originale come pastore, una delle sue “opere materiali” realizzate “per la gloria di Dio e il bene delle anime” come scrive nel suo testamento spirituale del 14 luglio 1970.

Mons. renato Tomasi

Giambattista vinco da sesso

Abate di Santa Maria in Colle

l’illUsTre bassanese

Direttore de L’Illustre bassanese

Bimestrale monografico di cultura a distribuzione gratuita

… dal 1989

anno XXiii n° 134 noveMbre 2011 - Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa n° 3/89 R.P. del 10-5-1989 direttore responsabile: Giambattista Vinco da Sesso - Coordinatore editoriale: Andrea minchio redazione: livia Alberton, Elena Trivini Bellini Hanno collaborato: Pietro Fabris, mons. Renato Tomasi stampa: Grafiche Fantinato, Romano d’Ezzelino (VI) - iconografia: divieto totale di riproduzione con qualsiasi mezzo Tiratura: 2000 copie - Pubblicità e informazioni: 0424 523199; 335 7067562; e-mail eab@editriceartistica.it © CoPYriGHT Tutti i diritti riservati ediTriCe arTisTiCa bassano Piazzetta delle Poste, 22 - 36061 Bassano del Grappa (VI)

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Ritratto di mons. Ferdinando Dal Maso, Protonotario Apostolico di Santa Maria in Colle (1953).

mONSIGNOR FERDINANDO DAl mASO l’ARCIPRETE CHE lA CITTA’ VOllE

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Ho scritto più volte su mons. Ferdinando Dal maso, attingendo ai ricordi di un rapporto fecondo per me, ma credo, anche per la città di Bassano. Gli anni passano e il ricordo si fa sempre più sbiadito. Gli anziani lo ricordano nel fervore delle sue attività apostoliche ma anche nella serena ed umile presenza negli ultimi anni della sua vita. I giovani non sanno chi sia! Eppure la sua importanza e la sua

influenza nella nostra città meritano di essere ricordati. E per chi, come me, ha avuto tante possibilità di incontrarlo, subentra una specie di obbligo morale di ricordarlo, di raccontarlo. Si dice che si ha un futuro se non si dimentica il passato. Far rivivere il passato, soprattutto quando esso richiama fatti o personaggi positivi, è quindi doveroso ed utile. Ho pensato perciò di ricordare i suoi primi anni di apostolato a Bassano (quasi ventuno), il suo rientro nella nostra città, dopo una breve parentesi a Valli del Pasubio, come arciprete abate (un ventennio), gli anni dopo le dimissioni e la sua morte. Ha amato Bassano, come la “sua” città. Dico “la sua città” e spero che il suo paese natale e gli altri luoghi dove egli svolse l’apostolato vorranno perdonare questa appropriazione che sentiamo di dover e di poter fare per tutti gli anni (quarantasei) trascorsi in mezzo a noi e soprattutto per aver vissuto e sofferto la vita di Bassano in uno dei periodi più intensi e drammatici della sua storia. Vissuto e sofferto non solo, ma anche ispirato ed influenzato, anche al di là della sfera prettamente religiosa, con le sue opere, con il suo insegnamento, con i suoi consigli e con il suo esempio. Per questo racconto e per essere più preciso, ho attinto e riportato numerosi articoli di “Vita parrocchiale”, bollettino della parrocchia di Santa maria in Colle a Bassano, e pubblicati tra il 1953 e il 1978. Ringrazio l’arciprete mons. Renato Tomasi di avermi dato la possibilità di consultare questi testi che si trovano nell’Archivio parrocchiale e che certamente inquadrano la figura e le opere di mons. Dal maso nella sua luce più vera. Sen. Pietro Fabris ❃ ❃ ❃ ❃ ❃ la vita Ferdinando dal maso nacque a Chiampo (VI) il 20 luglio del 1902. Nel 1915 entrò nel seminarietto diocesano di Vicenza. Nel 1920 passò all’Università Gregoriana di Roma dove conseguì la laurea in Filosofia. Passò un triennio all’Università di Grenoble a perfezionarsi


Il commiato dagli abitanti di Valli del Pasubio, dove mons. Ferdinando Dal Maso aveva retto la parrocchia per quasi cinque anni.

nella lingua francese e ottenne regolare diploma di licenza all’insegnamento. Il 3 luglio 1927 fu ordinato sacerdote. Nello stesso anno fu mandato a insegnare al Collegio Vescovile Graziani a Bassano del Grappa. Nel 1933 divenne insegnante e preside dell’Istituto magistrale Sacro Cuore. Fu promotore e assistente dei gruppi degli Studenti e dei laureati Cattolici, dei maestri e delle Acli. Il 22 agosto 1948 fece il suo ingresso come arciprete a Valli del Pasubio. Il 22 novembre 1952 fu nominato Arciprete Abate, Protonotario Apostolico di Santa maria in Colle a Bassano ove fece il suo ingresso il 18 gennaio 1953. Il 14 luglio 1972, dopo quasi vent’anni di conduzione pastorale della parrocchia di Santa maria in Colle, a causa di una caduta, rimase debilitato e presentò le dimissioni da Arciprete. Si ritirò privatamente a Bassano presso parenti, pur continuando ogni giorno a celebrare la messa a San Francesco. Il 19 settembre 1972 dal vescovo di Vicenza venne nominato Canonico onorario della Cattedrale.

Il 9 settembre 1978, alle ore 5, rese l’anima al Signore nella canonica di Santa maria in Colle e le esequie funebri vennero celebrate in San Francesco l’11 settembre 1978. Per quasi vent’anni arciprete abate di santa Maria in Colle Chi negli anni settanta incontrava mons. Dal maso nel tragitto che va da via Colomba (dove era ubicata la casa dei suoi parenti presso i quali egli si era ritirato) a via Beata Giovanna, nella chiesa delle Suore Sacramentine, e osservava questo piccolo prete che con passo non spedito avanzava lentamente, faceva fatica a riconoscere il sacerdote pieno di vita che prima della guerra dirigeva con polso fermo un’importante scuola bassanese. Era lo stesso prete che rincuorava gli animi durante gli anni bui della guerra e che nel dopoguerra si faceva promotore di molte iniziative che il mondo cattolico realizzava per aiutare tante persone in difficoltà. Divenuto Arciprete Abate non lesinava aiuti e

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La festosa accoglienza dei bassanesi in piazzale Cadorna all’arrivo di mons. Dal Maso, nuovo arciprete di Santa Maria in Colle, il 18 gennaio 1953.

collaborazione a tutti coloro che operavano per il bene della città fino a rinunciare a tutti i possedimenti parrocchiali per costruire quel Centro Giovanile che andava a sostituire il vecchio Patronato San Giuseppe, punto di riferimento di tutti i giovani bassanesi. Un grande gesto, una grande opera! Purtroppo, come si è visto, un incidente gli impedì di continuare nel suo impegno. Visse gli ultimi sei anni infermo. Camminava per andare alla mattina a San Francesco o alla sera alle Sacramentine e chissà quante volte pensava ai tanti episodi della sua vita che lo hanno legato a Bassano. Già dai dati biografici, apprendiamo della sua presenza a Bassano prima e durante la guerra. Una presenza così apprezzata dai nostri concittadini che sono dispiaciuti quando il vescovo lo nomina arciprete a Valli del Pasubio, e che lo reclamano con insistenza quando si rende vacante la parrocchia di Santa maria in Colle dopo la nomina di mons. Egidio Negrin ad arcivescovo di Ravenna e vescovo di Cervia. Da qui parte quindi il nostro racconto: dal suo ritorno a Bassano nel gennaio del 1953. Il bol-

lettino parrocchiale pubblica, alla notizia della sua nomina, tre lettere: una di mons. Carlo Zinato vescovo di Vicenza, una di S.E. mons. Egidio Negrin arcivescovo di Ravenna e vescovo di Cervia e una del sindaco di Bassano di allora, il prof. Rino Borin. In quella dalla Diocesi, mons. Carlo Zinato nell’indirizzo di saluto scriveva: “la città di Bassano si prepara a ricevere il suo nuovo Arciprete Abate nella dignità di Protonotario Apostolico. lo accolga con il suo largo spirito di fede, con il suo cuore tanto affettuoso e con la sua più profonda devozione filiale. l’opera del nuovo Arciprete Abate è resa più facile dalle tradizioni religiose di un popolo geloso custode di questo suo sacro patrimonio e dalla attività apostolica del venerato predecessore S.E. Egidio Negrin, il quale sui solchi scavati dal suo zelo, ha gettato nuova vivifica semente di fede e amore”. Dall’Arcivescovado di Ravenna mons. Egidio Negrin, suo predecessore, scriveva: “Bassano ha ben ragione di essere esultante; ancora una volta il buon Dio ha mostrato verso la città del Grappa un tratto bellissimo della sua predile-


L'abbraccio dei bassanesi al nuovo arciprete il 18 gennaio 1953. A destra si riconoscono il sindaco Quirino Borin e il comandante dei Vigili Urbani Cesare Sommadossi.

zione; mons. Dal maso che per ben vent’anni (gli anni più belli del suo fecondissimo sacerdozio) già profuse per i bassanesi i tesori delle sue eccezionali doti di mente, di cuore e di grazie, ritorna oggi, dopo la breve parentesi nella fedele Valli del Pasubio, alla sua mai dimenticata Bassano e vi ritorna padre aspettato ed amato”. Dal municipio della città il prof. Rino Borin scriveva: “la lunga storia della nostra città, punteggiata da glorie luminose, di ardue battaglie, di dolorosi lutti, si incornicia mirabilmente in un radicato sentimento religioso, che trae la sua espressione immediata nell’ossequio rispettoso verso la Chiesa, le sue istituzioni ed i suoi ministri. Testimonianza recente di quest’ossequio fu la nostra rinuncia al laicale diritto di nominare l’Arciprete Abate, in ottemperanza alle disposizioni del Diritto Canonico; questi nostri gesti furono ricompensati dalle Autorità ecclesiastiche con l’attribuzione alla sede arcipretale di Santa maria in Colle di una delle più elevate dignità prelatizie, che la distingue e la onora. ma la prova più bella che il nostro filiale attac-

camento alla Chiesa trova rispondenza in cielo è la provvidenziale nomina a nuovo arciprete abate nella nostra città dell’Ill.mo e Rev.mo mons. Dal maso prof. Ferdinando, uno dei migliori sacerdoti, per farne il nostro pastore”. Ed ecco la cronaca dell’ingresso di mons. Dal maso nella parrocchia di Santa maria in Colle il 18 gennaio 1953, vigilia della festività di San Bassiano, patrono della città (sempre dal bollettino parrocchiale): “Giornata primaverile, piena di sole, il 18 gennaio 1953. Dal 27 novembre 1952, quando venne dato l’annuncio ufficiale che il nuovo arciprete sarebbe stato il prof. Ferdinando Dal maso, una gioia aveva pervaso l’animo dei bassanesi. Per capire quanto fosse atteso mons. Dal maso bastava essere stati presenti alle 15.15 del 18 gennaio 1953 nel piazzale antistante al Tempio Ossario quando, scortato da una ottantina di macchine, un’automobile nera, quella del vescovo mons. Zinato si è fermata ai piedi della gradinata del Tempio Ossario. migliaia di bassanesi con interminabili e scroscianti applausi hanno acclamato il novello pastore e

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Mons. Dal Maso dalla soglia della canonica di Santa Maria in Colle si avvia, fra due ali di chierichetti, alla volta del duomo per la festa di San Bassiano (19 gennaio 1953). Lo accompagnano, tra gli altri, don Leonida Testa e mons. Guido Franchetto.

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con lui il pastore della Diocesi. Bassano ha dato prova in questa circostanza della sua devozione al vescovo e dell’amore con cui obbedirà al nuovo pastore”. Il sindaco prof. Rino Borin con vibranti commosse parole porse il saluto di tutta la cittadinanza “grata a mons. Dal maso per aver accettato in ubbidienza e umiltà di portare un gravoso peso che certamente i bassanesi cercheranno spontaneamente di alleviargli”. Alla conclusione del suo dire con l’invito “Entri, Reverendo monsignore, nella città del Grappa con il cuore di padre e l’autorità del pastore’’, il primo cittadino e il capo spirituale di Bassano si scambiarono un commosso abbraccio. ❃ ❃ ❃ ❃ ❃ l’attività pastorale a bassano Se uno scorre il bollettino della parrocchia ha un quadro abbastanza completo di quella che una volta era l’attività parrocchiale. Noi ci limiteremo ad elencare i fatti più salienti per testimoniare l’impegno di mons. Dal maso e

dei sacerdoti suoi collaboratori, alcuni dei quali meriterebbero ben più di qualche citazione. Per capire come la parrocchia si interessasse di tutto e di tutti basta scorrere l’elenco delle associazioni di ispirazione cattolica che operavano nella nostra città. Si pensi che esse, in occasione dell’Adorazione delle “Quaranta ore” che avviene in Quaresima, occupavano con grande frequenza di fedeli, ciascuna per un’ora, tutto il tempo stabilito. Nel 1953, per la prima volta don Dino Sudiro apre una Casa Alpina a San Pietro di Cadore e naturalmente mons. Dal maso andava a visitarla, come si recava ai campeggi, ai solari (molte volte accompagnato dal sindaco e dalla signora maria Prosdocimo Finco, Presidente del Cif). Sempre nel ’53, la sala cinematografica del Patronato San Giuseppe da sempre utilizzata per le proiezioni per i ragazzi, si apre agli adulti alla domenica dalle 17 in poi. In questo stesso anno viene consacrato arcivescovo di Efeso, mons. Sebastiano Baggio di Rosà, profondamente legato al Bassanese.


Un momento del pontificale di San Bassiano, alla presenza del gonfalone della città (19 gennaio 1953).

Nel 1954 viene celebrata la grande missione dell’Anno mariano e continuano le attività di tutte le associazioni. le Acli tengono aperto un segretariato per il popolo ed aprono una scuola di falegnameria. Nel 1955 la festa di San Bassiano viene celebrata dalla parrocchia: messa pontificale e vesperi. le Acli celebrano il decennale di fondazione e ricordano come il 29 giugno 1945 mons. Vincenzo Borsato assistente diocesano e il prof. mariano Rumor abbiano nominato per Bassano assistente spirituale mons. Ferdinando Dal maso. Nel 1956 il soggiorno alpino Acli viene spostato definitivamente a Campitello di Santo Stefano di Cadore. Nel febbraio 1957 riparte il Cineforum. Aveva iniziato la sua attività 3 anni prima come associazione culturale cinematografica di ispirazione cattolica che si propone mediante la visione e la discussione di film, di educare ad un giudi-

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zio globale degli stessi e del loro valore estetico, sociale e morale. Dirige questa associazione don Antonio Dalla Riva, sacerdote di grande cultura e sensibilità. Con lui come collaboratori troviamo la prof.ssa Ida Pellizzari, il prof Fiorenzo Viscidi, il dott. Andrea Campagnolo, il rag. Pietro Fabris, il prof. Agostino Zarpellon; cassiere è il rag. Antonio Basso. Nell’aprile si prepara la costruzione della nuova chiesa di viale Venezia su terreno offerto dal Comune. Inizia la raccolta delle offerte da parte di parrocchiani della zona. Nel luglio mons. Dal maso celebra i 30 anni di

In occasione del loro matrimonio, mons. Dal Maso saluta gli sposi Ruggero e Nica Remonato (26 settembre 1966) e il testimone Alfeo Bordignon.


Mons. Dal Maso benedice una pianta, in occasione della Festa degli Alberi nel cortile di palazzo Cortellotti Remondini in via Beata Giovanna, dove allora si trovava la palestra scolastica (metà degli anni cinquanta). Tra le autorità cittadine presenti, il sindaco Borin, il prof. Cogoli e il prof. Roversi.

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sacerdozio, e il 29 dello stesso mese viene posta la prima pietra della chiesa di viale Venezia intitolata a San marco. Obiettivo è la celebrazione della prima messa (nella cripta) per il Santo Natale. Segue i lavori di costruzione don Antonio Dalla Riva nominato da mons. Dal maso responsabile della nuova curazia. Nel gennaio 1958 il prof. Rino Borin lascia il posto da sindaco per partecipare alle elezioni

Mons. Dal Maso benedice una piccola ammalata presso l’ospedale civile di viale delle Fosse (primi anni Sessanta). Lo assiste il cappellano del nosocomio, don Michele Carlotto.

al Parlamento della Repubblica. Il 15 gennaio muore a Treviso mons. Egidio Negrin; ha 51 anni ed era arrivato a Treviso da Ravenna due anni prima. Nel testamento, alla fine, lascia scritto: “Purtroppo non ho un soldo da lasciare per le spese dei funerali e della tomba, domando perciò la carità ai Reverendi canonici, ai miei preti ed ai miei fedeli”. Il 19 gennaio il vescovo visita i lavori per la costruzione della chiesa di San marco. Si compiace e invita a proseguire. Nell’ottobre uno dei più dinamici collaboratori di mons. Dal maso, don Giuseppe Bassetto, viene trasferito a Pressana, e al suo posto arriva don Ferruccio Sala che tanta parte avrà nel progetto del Centro Giovanile. Viene celebrato il 25° della morte di don luigi larber (1870-1933) curato della chiesa di San Giovanni anzi per meglio dire “della chiesa della madonna Addolorata”. Fu medico delle anime e si meriterà stima ed affetto profondo dimostrato dal grandioso funerale che ne accompagnerà la salma dall’ospedale a San Giovanni e quindi al Cimitero.


La benedizione della nuova pista di Hockey al Centro Giovanile nel 1961.

Alle Acli il rag. Bassiano minchio diventa presidente al posto del prof. Roversi eletto sindaco. Nel 1959 si celebra la prima giornata del Patronato San Giuseppe; alla Quaresima grande partecipazione di tutte le associazioni cattoliche. Continua la raccolta di fondi e per la costruzione della chiesa di San marco. Continua pure il soggiorno estivo a Campitello di Santo Stefano di Cadore sempre seguito da don Dino Sudiro ed Eleonora Violetto. Negli anni sessanta viene completata la chiesa di San marco, ma soprattutto arriva la grande novità del Centro Giovanile. Sotto la spinta di don Ferruccio Sala, con la collaborazione dell’infaticabile e intelligente Sandro Scrimin, nominato Presidente della nuova opera, la parrocchia si priva dei terreni coltivati a sud dell’Ossario e destina tutto alla realizzazione di grandi impianti sportivi per i giovani. Nel 1960 si pone la prima pietra; si realizzano nel 1961 i campi di pallacanestro e hockey nonché il campo di calcio ridotto, nel 1962 lo stadio Giusti per atletica e calcio, nel 1963 il parco giochi, nel 1964 il palazzetto

dello sport, nel 1966 i campi da tennis, nel 1969 viene posta la prima pietra del cinema “Da Ponte”. Nel 1967 mons. Ferdinando Dal maso celebra i 40 anni di sacerdozio. Nel 1969 don Aldo Zermian sostituisce don Ferruccio Sala nominato arciprete a lonigo. Partono i Consigli pastorali. Nel 1970 si celebra il terzo centenario dalla morte della Beata Giovanna. Nel frattempo arriva don Antonio Corrà che porta a compimento la costruzione del cinema “Da Ponte”, il quale viene inaugurato il 5 dicembre 1971 da mons. Arnoldo Onisto nuovo vescovo di Vicenza. Nel 1972 per un banale incidente in casa, mons. Dal maso cade, batte il capo e purtroppo non è più in grado di seguire la parrocchia come vorrebbe. Per non compromettere il buon funzionamento delle varie attività decide di presentare le dimissioni.

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Una processione con la statua della Madonna Pellegrina, in uscita dal Tempio Ossario (anni cinquanta). Mons. Dal Maso accompagna un vescovo celebrante sul sagrato di San Francesco.

manda una lettera di comunicazione al sindaco, che in quel tempo è il rag. Pietro Fabris, il quale risponde e il suo scritto viene pubblicato nel bollettino parrocchiale. ❃ ❃ ❃ ❃ ❃ Dal bollettino parrocchiale - Ottobre 1972

lettera con cui mons. dal Maso comunica al sindaco di bassano, rag. Pietro Fabris, le sue dimissioni Ill.mo Sign. Sindaco, le mie condizioni di salute mi hanno costretto a rimettere nelle mani del Vescovo, il mandato affidatomi della cura d’anime della parrocchia di Santa maria in Colle di Bassano del Grappa. E’ stato un passo doloroso anche se fatto volentieri per il bene delle anime e per non aggravare l’anima mia di ulteriori responsabilità. Ringrazio lei Ill.mo Signor Sindaco, e per suo mezzo, tutte le autorità per la leale e continua collaborazione avuta nel compimento del mio ufficio di Pastore delle anime e invoco da Dio per tutti, degna ricompensa. Ho chiesto ai superiori di poter rimanere come sacerdote privato a Bassano dove ho passato quaranta anni del mio sacerdozio. Così potrò incontrarmi ancora con i carissimi Bassanesi che ho amato ed amo più di me stesso. l’abbraccio, Signor Sindaco, con tanto affetto e con lei intendo abbracciare tutti i cittadini di Bassano ed in particolare i più bisognosi, gli ammalati, i bambini e i sofferenti. Sac. Ferdinando Dal Maso ❃ ❃ ❃ ❃ ❃ Dal bollettino parrocchiale - Ottobre 1972

risposta del sindaco, rag. Pietro Fabris: “Mons. dal Maso, cittadino bassanese” Ho conosciuto mons. Dal maso quando è venuto a Bassano dopo la parentesi di Valli del Pasubio, per sostituire il compianto mons. Negrin chiamato a reggere l’Arcidiocesi di Ravenna. E’ arrivato in un momento particolare, in cui per la parrocchia come per il comune, è iniziato un periodo di grandi trasformazioni. la vecchia, tradizionale impostazione delle attività

religiose e di quelle parrocchiali in genere, dopo un periodo di una certa tranquillità, ha dovuto tener conto di una evoluzione sempre più rapida delle esigenze soprattutto dei giovani e dei lavoratori. la presa di coscienza individuale circa i diritti e i doveri di ciascuno che costituisce forse la prova più evidente del travaglio che iniziò allora e continua tuttora, non poteva non investire la parrocchia e i molti fedeli. Per fortuna molte persone ricordavano ancora l’atteggiamento e gli insegnamenti di mons. Dal maso negli anni trenta e quaranta in cui costituì punto di riferimento per chi intendeva non abbassare la bandiera degli ideali. Tanti cittadini si convinsero che il discorso doveva essere continuato sul piano religioso e su quello civile grazie anche alla garanzia che mons. Dal maso dava sul piano dell’impegno che, volto soprattutto a finalità religiose, non trascurava anche quelle civili. “Un cattolico praticante ma soprattutto convinto è anche un buon cittadino” - diceva convincendo coloro che praticavano uno sterile ed egoistico isolamento, ad inpegnarsi cercando nella società civile la possibilità di un’azione sociale e spirituale immediata. la sua azione di maggiore rilievo fu la costruzione del Centro Giovanile che sorse fra tante discussioni ed attese, ma anche fra tanti entusiasmi e speranze. Al di là dei risultati, che non ci è sempre possibile valutare in termini concreti ed immediati, credo conti soprattutto l’intenzione che ha spinto mons. Dal maso a sacrificare ogni bene parrocchiale a questo scopo. E’ importante sottolineare questo atto di generosità verso la popolazione e soprattutto la gioventù bassanese, che voleva e vuole essere l’occasione di un incontro fra educatori e giovani, o anche solo fra giovani per parlarsi e discutere, per dare e ricevere, per migliorare e migliorarsi, per ricrearsi e offrire ricreazione. mons. Dal maso ebbe l’abilità di utilizzare valide risorse di laici e sacerdoti, ma il gesto più importante restò il suo e certamente costituisce uno dei momenti più alti del suo periodo di apostolato a Bassano. E’ stata la sua offerta alla città che anche se non gli ha dato i natali, l’ha adottato ed è stata adottata. Questa città che l’ha visto custode

Il duomo di Santa Maria in Colle a Bassano.

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Mons. Dal Maso impartisce il sacramento del Battesimo a un nuovo parrocchiano alla fine degli anni sessanta.

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geloso di tante sue tradizioni ed a cui egli non ha mai fatto mancare il suo prezioso consiglio e le sue fattive opere. Ora mons. Dal maso è costretto a lasciarci e mi ha scritto che la decisione gli è costata molto sacrificio. Conoscendolo credo di dover apprezzare il suo gesto in maniera particolare tanto da rendermi difficile la stesura di queste righe. mi consola il fatto che non parte e resta tra noi e quindi potrà godere della riconoscenza che certamente i bassanesi gli mostreranno per l’opera che egli ha svolto per questa nostra città in un periodo così difficile ma con una generosità che è di sicuro segno di una grande sensibilità e nobiltà. Ecco perché a mons. Dal maso, cittadino bassanese, la nostra comunità deve molto sul piano delle opere e su quello dell’inpegno e dell’esempio. Il ricordo di quanto diceva, delle sue realizzazioni e della sua sofferenza per non poter far di più, deve essere motivo di meditazione e stimolo di azione. Credo che questo lo consoli più di altre cose, sicuro come è, della devozione e dell’affetto dei bassanesi”. Il sindaco rag. Pietro Fabris Si chiude quindi la parentesi “attiva” dell’apostolato di mons. Dal maso. Non più le grandi settimane quaresimali, non più visite a San marco e al Centro Giovanile per seguire l’andamento delle costruzioni, non più le riunioni in canonica con le varie presenze dei giovani di Azione cattolica, delle Acli, degli operai e sindacati per le fabbriche in crisi, non più visite alle colonie marine e montane. Niente di tutto questo. Gli è rimasta la fedeltà alla Chiesa e la preghiera per tutti ed in particolare per Bassano, la “sua” città dove egli ha profuso per 46 anni le sue doti di sapienza e bontà. Alla fine la malattia ha avuto il sopravvento. Ricoverato in ospedale chiede di poter morire in canonica tra i suoi preti. Alle ore 5 del 9 settembre 1978 muore. I funerali celebrati il giorno 11 con una partecipazione grandiosa e commossa, sono la dimostrazione dell’affetto che i bassanesi gli portavano. Il bollettino parrocchiale, 30 giorni dopo, riferiva la cronaca della giornata ed il ricordo commosse tutti quelli che lo avevano conosciuto.

Bisognerebbe riportare tutte le testimonianze. ma non è possibile. Abbiamo scelto la rievocazione fatta in chiesa dal prof. Pietro Roversi, che riassume e rappresenta il ricordo corale della città. ❃ ❃ ❃ ❃ ❃ Dal bollettino parrocchiale - Ottobre 1978

la commemorazione ufficiale del prof. Pietro roversi: “bassano tutta lo volle come arciprete abate” Nel rivolgere l’estremo saluto alla salma di mons. Ferdinando Dal maso, mi faccio interprete dei sentimenti di devozione e di riconoscenza che sgorgano in questo momento dall’animo addolorato di tutta la comunità parrocchiale come di tutta la città di Bassano colpita dal grave lutto. Era un modesto, umile prete quando venne nella nostra città animato dal fervore del suo sacerdozio e dalla ferma volontà di conoscere, di servire, di fare ciò che la sua fede e la sua ardente carità lo consigliavano per il bene degli altri. mise ben presto in evidenza le sue doti di infaticabile lavoratore, fervido nella preghiera e intraprendente nell’azione. Negli anni difficili del Ventennio, quando non era facile parlare contro la cultura distorta di una ideologia aberrante, che esaltava il superuomo e la violenza, Egli come insegnante educatore nella scuola -nel collegio vescovile Graziani e all’Istituto magistrale Sacro Cuoree prima ancora come sacerdote dall’altare, asseriva con deciso e aperto linguaggio le verità della fede e apriva l’animo dei fedeli e specialmente dei giovani all’accoglimento della sola e unica verità, la “parola di Dio” e dal solo e unico maestro, “Gesù Cristo”. Non vi era ostentazione in lui ma fermezza e coraggio; quel coraggio che dimostrò negli anni della guerra fratricida da quando con l’allora Arciprete Abate mons. Dalla Paola frenò, nel nome di Dio, gli orrori della vendetta e delle violente ritorsioni perché a Bassano non scorresse ancora sangue fraterno. Aveva lo zelo dell’apostolo che affronta per la salvezza dei fratelli il pericolo e anche la morte. la città gliene serberà perenne riconoscenza. Negli anni dell’immediato dopoguerra allor-


ché s’imponeva l’avvio di una nuova cultura, di una nuova mentalità per affermare i valori della libertà e della giustizia, della democrazia e del bene comune ancorati ai principi suggeriti dalla fede cristiana, don Dal maso non stette fermo ma percorse tutta la zona del bassanese per avvicinare, istruire e invitare i lavoratori cristiani al loro dovere di partecipare alla lotta, al confronto con le altre forze sociali per l’avvento di una società più giusta e cristiana. Fu il primo assistente del Circolo delle Acli di Bassano e del mandamento. manifestò allora l’altra sua dote di coraggioso realizzatore e provocò il sorgere di numerose iniziative sociali a sollievo dei lavoratori e delle loro famiglie contribuendo a far crescere nel loro animo una più matura coscienza dei valori della persona umana e dei suoi inalienabili diritti. Queste attività, complementari all’assidua cura del suo apostolato nella parrocchia e nella scuola, gli valsero l’apprezzamento del popolo di Bassano che, non appena si rese vacante il ruolo di pastore della parrocchia di Santa maria in Colle (con l’elevazione alla dignità di Vescovo dell’Arciprete Abate mons. Egidio Negrin) fece giungere al Vescovo il suo desiderio della nomina a quel posto di don Dal maso. Questi che aveva fatto un’esperienza pastorale come parroco a Valli del Pasubio, col suo ritorno a Bassano, dopo la breve assenza, sentì il peso ben più grave della nuova missione e si prodigò con tutta umiltà e con non lievi sacrifici al bene spirituale dei suoi figli. Non è facile immaginare le tribolazioni, le ansie, i timori che può provare un pastore di anime che, sente, giorno dopo giorno, il peso enorme della propria responsabilità nei confronti di coloro che attendono da lui, uomo come gli altri uomini, un insegnamento di vita esemplare, una carica feconda di spiritualità, la parola animatrice e i carismi del conforto e

della speranza nel Signore per la vita presente e per la futura. ma mons. Dal maso sapeva di dover portare da solo, come tutti i veri seguaci di Cristo la sua croce e l’ha portata fino alla fine con esemplare costanza. Buono, affabile, generoso con tutti; sollecito verso i poveri, i sofferenti, gli emarginati; audace contro le prepotenze, i soprusi e le ingiustizie. Fra le molte cure pastorali lo assillava non poco il problema dei giovani, della loro educazione cristiana anche in ordine alle nuove esigenze di emancipazione e di libertà; così pure temeva il dissolversi dell’unità della famiglia, della sana famiglia cristiana, cellula necessaria e insostituibile della società. Non tardò quindi, come era nel suo carattere, ad accarrezzare l’idea condivisa dai giovani e dalla comunità; accettò l’impegno che doveva arrecargli amarezze e notti insonni e realizzò l’impresa del “Centro Giovanile”, che doveva divenire la casa cristiana non solo per i giovani, ma per le famiglie e per l’intera comunità a completamento e supporto dell’educazione familiare e di strumento di diffusione e di incremento di tutte le attività correlate alle iniziative religiose, culturali, sociali, ricreative e sportive della stessa comunità. E’ impossibile sondare la ricchezza spirituale che mons. Dal maso ha profuso nei 45 anni del suo apostolato sacerdotale anche dopo che l’età e la malferma salute lo costrinsero a ritirarsi a vita privata. Rimangono però nei nostri cuori e nell’anima della città che egli ha beneficato, le tracce e le certezze; rimangono nelle opere esteriori e durature i segni delle sue preoccupazioni e dell’amore ch’egli nutriva per noi, per le nostre anime, preziose agli occhi di Dio e a lui affidate. Nelle lunghe giornate dell’attesa degli ultimi anni, nelle soste del male che per tre mesi lo ha afflitto prima del trapasso, nei colloqui solitari con Dio, egli avrà pregato e sofferto anche per noi e noi ora lo rin-

Durante l’inaugurazione della nuova caserma della Guardia di Finanza, in via San Vincenzo nel 1966, il comandante, ten. Giancataldo Mirizzi, rivolge un saluto alle autorità intervenute, tra le quali mons. Dal Maso. Mons. Dal Maso a suo agio tra i bambini della Prima Comunione in Santa Maria in Colle (metà degli anni Sessanta).

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contro il Santo Padre dal «Popolo vicentino» mi erano giunte voci di minaccia. Usai oggi molta cautela vedendo presenti alla messa alcuni prevenuti e invece di fare l’Omelia, lessi brani di liturgia del giorno tratti dal Santo Evangelo senza commento. E così farò anche in seguito per ora e chi ha orecchi da intendere, intenda.

Mons. Ferdinando Dal Maso in occasione di un incontro al Centro Giovanile, assieme a don Antonio Dalla Riva, Antonio Basso e Pietro Fabris (fine anni sessanta).

graziamo di tutto il bene che ci ha donato e preghiamo e pregheremo per la sua anima e per la sua beata risurrezione. ❃ ❃ ❃ ❃ ❃ Dal diario personale di mons. Ferdinando Dal Maso riportato nel Bollettino parrocchiale - Ottobre 1978

bassano nella GUerra e nella liberazione

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10 gennaio 1945 Oggi prima incursione aerea in territorio di Bassano. Al motton di S. Vito due bombe hanno colpito una casa seppellendovi una intera famiglia meno un figliolo che si trovava in Città per la scuola. Papà, mamma e sei figli trovarono la morte. Giunto a caso sul posto per vedere se il fratello era salvo alla centrale elettrica, non potei stare solo a guardare ed attendere. Aiutai come potei nella speranza di poter almeno assolvere e salvare qualcuno. Invece dovetti limitarmi a dare l’Estrema Unzione sotto condizione: erano ormai tutti morti e quasi freddi quando li ritrovammo dopo ore di lavoro. la Santa madre si prenda per figlio il piccolo superstite, ottenga pace ai nostri morti e per tanto dolore e tanti lutti ottenga al mondo tutto la pace. 16 gennaio 1945 Oggi per la prima volta fu colpito con bombe il Ponte nuovo, restò danneggiato lievemente, nessuna vittima e nessun ferito: Deo gratias e grazie anche a maria e ai Patroni. 21 gennaio 1945 Dopo la schietta difesa del Papa fatta domenica scorsa 14, in occasione delle offese lanciate

8 febbraio 1945 Terza incursione sul Ponte. Due bombe anche davanti al Tempio con gravi danni alla facciata. 11 febbraio 1945 Quinta incursione sul Ponte alle 15; sesta incursione dopo le 16. Il Ponte rimane colpito gravemente sull’arcata sud-ovest, ma non è tagliato e le persone possono passare. 13 febbraio 1945 Settima incursione sul Ponte. Due bombe anche nell’orto del Patronato. Danni, ma non vittime. 15 marzo 1945 lungo la strada SS. Trinità-Tre Ponti, due soldati morti e alcuni feriti fra i passeggeri. Con queste giornate primaverili è un vero rischio muoversi: gli aerei frequentano il cielo a loro piacimento - seminatori di morte, di ansie, di rovine. 17 marzo 1945 Questa mattina un sergente con due soldati è entrato nelle aule lasciate per la Scuola al Collegio Vescovile e ci ha fatto uscire tutti per lasciare libere le aule per gli Uffici della Xa mas. Fu forza cedere alla forza. 5 aprile 1945 Questa notte gli aerei hanno lasciato cadere nei pressi del Ponte Vecchio molte bombe farfalla dopo aver illuminato la Città con due razzi. Questa volta il Signore ci ha evidentemente salvati. 23 aprile 1945 Oggi per la prima volta abbiamo subito una incursione aerea con bombardieri. lo sgancio unico in tre squadriglie susseguentesi, ha fatto crollare l’arcata del Ponte Nuovo che guarda a


Mons. Dal Maso durante una messa pontificale a San Francesco alla fine del suo ministero.

occidente e il gruppo di case sulla riva destra dalla parte del mezzogiorno. Fra le vittime il fiorista Veronese e l’alpino Tolfo Vittorio rastrellato a San Zeno la sera del Venerdì Santo mentre stava per entrare in chiesa ad ascoltare la mia predica della Passione. Ci furono anche altre due vittime di sicuro: un bersagliere e una vecchia; e pare anche una mamma. 24 aprile 1945 Terrore e rovine, vittime e lutti è il riassunto della terroristica incursione aerea odierna sopra tutto l’abitato della Città. In quattro ondate successive di circa venti apparecchi ciascuna, la Città è stata obiettivo oggi dei bombardieri. molte le case crollate in tutti i punti centrali e periferici. le vittime relativamente limitate. Certe finora una mamma con la sua bambina di pochi mesi. Terrorizzati tutti cercano di sfollare. Fra i colpiti ci sono anche i Gesuiti. Villa San Giuseppe guarda la Città con una grande occhiaia vuota nel centro dove c’era la Cappella. Per una grazia specialissima nessuno all’interno rimase ferito. 26 aprile 1945 Il rapido svolgersi dell’offensiva verso la Pianura Padana e la notizia diffusa da Radio milano che milano, Genova e altre Città sono in mano agli Insorti dei Comitati di liberazione nazionale, ha provocato l’evolversi della situazione anche nella nostra piccola Città. Alla notizia che anche Verona è stata raggiunta, molti si sono allontanati dalla Città anche perché verso sera correvano voci che dopo marostica gli Insorti marcerebbero su Bassano. 29 aprile 1945 E’ terminata da poche ore la battaglia per la liberazione della Città di Bassano. Questa mattina verso le otto e mezza un gruppo di patriotti prendeva in consegna il magazzino dell’aviazione e occupava gli accessi e le Torri del Castello degli Ezzelini. Poco dopo da marostica arrivava una telefonata che avvertiva che le Avanguardie Americane si dirigevano su Bassano. I Patriotti del Negro che da giorni rastrellavano la zona alla destra del Brenta, passato il fiume, prendevano possesso della passe-

rella guado di Ca’ Barziza e lentamente procedevano lungo la riva sinistra fino alle spalle dei Tedeschi sul Ponte Vecchio congiungendosi con i Patriotti del Castello. Verso le diciassette i primi nuclei s’inoltravano per Borgo margnan per giungere al Castello verso le diciotto e trenta e in Piazza verso le diciannove - festeggiatissimi. Alle ventuno circa giungeva in Piazza la prima pattuglia degli Americani. Il cannoneggiamento della Città e il crollo del Ponte Vecchio fatto saltare in aria dai Tedeschi all’arrivo degli Americani, hanno causato danni alla Città, ma non vittime. Si parla di vittime però alla periferia dove i Tedeschi avrebbero fatto anche delle crudeltà. 1 maggio 1945 Questa mattina il Comando Americano mi mandò a chiamare per assistere insieme con il Prof. Tua agli interrogatori dei fascisti fermati ieri. Cercai di esimermi dicendo che non era permesso ai sacerdoti di fungere da giudici in cause civili, ma il Comandante Americano mi rispose che non si trattava di farla da giudice, ma di assistere in qualità di proboviro e di difendere i poveri accusati invocando per loro la moderazione e la clemenza. Volevo il tempo di chiedere il parere dell’Arciprete, ma l’Americano e gli altri due Italoamericani mi fecero restare ed introdussero il primo fermato. Con un’ansia grandissima, che ancora mi dura, assistei all’interrogatorio. mi conforta il pensiero che potei ottenere per tutti o quasi grande clemenza fino al punto di vedermi baciare le mani mentre accompagnavo alla porta persone che ero riuscito a fare rilasciare. Ho dovuto, dopo più di dieci anni, accettare e fumare una sigaretta americana! 6 maggio 1945 Questa mattina all’Omelia della messa delle undici, dopo invocata Giustizia, ho esortato al perdono e all’amore e i fedeli hanno approvato, battendo freneticamente le mani a lungo con mio grave rossore. La monografia è stata curata da Pietro Fabris

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QUADRO CRONOlOGICO VITA DI mONS. FERDINANDO DAl mASO

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AVVENImENTI STORICI

Il 14 luglio nasce a Chiampo.

1902

Arthur Conan Doyle viene nominato Baronetto dopo avere pubblicato il romanzo storico The Great Boer War.

Entra nel seminarietto diocesano di Vicenza.

1915

Il 26 aprile l’Italia firma il Patto di londra con la Triplice Intesa; il 24 maggio dichiara guerra all’Austria.

Frequenta la Pontificia Università Gregoriana di Roma dove consegue la laurea in Filosofia.

1920

Il 13 luglio, nel corso di scontri tra fascisti ed esponenti della comunità slovena viene incendiato l’Hotel Balkan di Trieste, sede del Narodni Dom.

Frequenta l’università di Grenoble dove consegue il diploma di perfezionamento in Francese.

1924

Il 6 aprile si svolgono le elezioni politiche: il Partito Nazionale Fascista ottiene il 66,5% dei voti.

Il 3 luglio è ordinato sacerdote dal vescovo di Vicenza Ferdinando Rodolfi. Da quest’anno, fino al 1948, è insegnante di Francese al Collegio Vescovile Graziani di Bassano.

1927

Il 20 maggio Charles lindbergh, a bordo dello Spirit of Saint Louis, compie il primo volo in solitaria sull’Oceano Atlantico. Decollato da New York, atterra nei pressi di Parigi dopo 33 ore e 30 minuti, alla media di 188 km/h.

Dall’anno scolastico 1933-’34 al 1948 è docente e preside dell’Istituto magistrale Sacro Cuore.

1933

Il 29 gennaio il presidente della repubblica Paul von Hindenburg nomina Adolf Hitler cancelliere tedesco.

A guerra finita fonda le Acli bassanesi e zonali insieme con un gruppo di laici cattolici e ne diventa il primo assistente ecclesiastico. Gli succederà nel 1948 don Antonio Dalla Riva.

1945

Il 25 aprile il Comitato di liberazione Nazionale proclama lo stato d’eccezione e lo sciopero generale. Nei giorni successivi l’insurrezione partigiana e l'avanzata alleata liberano le maggiori città del Nord Italia.

Il 16 luglio è nominato arciprete di Valli del Pasubio dove fa il suo ingresso il 22 agosto.

1948

Dal primo gennaio entra in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana.

Il 22 novembre è nominato Arciprete Abate di Santa maria in Colle, dove il 18 gennaio 1953, vigilia della festa di San Bassiano, fa il solenne ingresso.

1952

Il 10 aprile la RAI effettua, in fase sperimentale, le prime trasmissioni televisive.

Il 29 luglio viene posta la prima pietra della chiesa di viale Venezia per la nuova parrocchia da lui voluta.

1957

Con una lettera al Comitato Federale, Italo Calvino si dimette dal Partito Comunista Italiano.

Benedice la posa della prima pietra del Centro Giovanile, radicale trasformazione del vecchio e glorioso Patronato San Giuseppe.

1960

Esce nelle sale cinematografiche La dolce vita di Federico Fellini. la Chiesa chiede l’intervento della censura.

Il 3 luglio celebra i 40 anni di sacerdozio.

1967

Papa Paolo VI ordina cardinale Karol Wojtyla.

Il 14 luglio, per le cattive condizioni di salute, rinuncia alla parrocchia di Santa maria in Colle e si ritira privatamente presso parenti a Bassano. Il 19 settembre il vescovo di Vicenza lo nomina Canonico onorario della Cattedrale.

1972

Alle elezioni politiche anticipate (per la prima volta in Italia dal Dopoguerra) la Democrazia Cristiana ottiene il 38,7% dei voti, il Partito Comunista il 27,1%, il Partito Socialista il 9,6%, il movimento Sociale l’8,7%.

Il 9 settembre muore, alle 5 di mattina, in una camera della canonica di Santa maria in Colle e le esequie funebri sono celebrate due giorni dopo in San Francesco.

1978

Il 26 agosto il Patriarca di Venezia Albino luciani viene eletto papa con il nome di Giovanni Paolo I, in ossequio ai pontefici che lo avevano preceduto: il suo apostolato durerà appena 33 giorni


nUMeri PUbbliCaTi dal 1989 nUMeri ordinari N° 1 Alberto Parolini N° 2 Castellano da Bassano N° 3 Bartolomeo Gamba N° 4 Antonio Gaidon N° 5 Oscar Chilesotti N° 6 Tiberio Roberti N° 7 Giuseppe lorenzoni N° 8 Plinio Fraccaro N° 9 Pietro Colbacchini N° 10 Bortolo Sacchi N° 11 Giovanni montini N° 12 Giovanni Volpato N° 13 Jacopo Apollonio N° 14 lazzaro Bonamico N° 15 F. e l. dal Ponte N° 16 Giovanni miazzi N° 17 Bartolomeo Ferracina N° 18 Antonio marinoni N° 19 Antonio Baggetto N° 20 Jacopo Bassano N° 21 San Bassiano N° 22 Antonio Suntach N° 23 I Remondini N° 24 Pietro Stecchini N° 25 Gina Fasoli N° 26 luigi Fabris N° 27 Giambattista Volpato N° 28 Sebastiano Chemin N° 29 Giambattista Roberti N° 30 Ezzelino da Romano N° 31 Teofilo Folengo N° 32 Giusto Bellavitis N° 33 Danilo Andreose N° 34 Giovanna m. Bonomo N° 35 Giuseppe J. Ferrazzi N° 36 Giambattista Verci N° 37 Giuseppe Betussi N° 38 Giambattista Brocchi N° 39 Jacopo Vittorelli N° 40 Domenico Freschi N° 41 Giuseppe Barbieri N° 42 Roberto Roberti N° 43 la Battaglia di Bassano N° 44 Francesco Antonibon N° 45 Pietro menegatti N° 46 Giuseppe Frasson N° 47 Pietro Fontana N° 48 Giacomo Angarano N° 49 G. Vanzo mercante N° 50 Giovanni Brotto N° 51 Il millennio di Bassano N° 52 I larber N° 53 Orazio marinali N° 54 Angelo Balestra

1989 1989 1990 1990 1990 1990 1990 1990 1991 1991 1991 1991 1991 1991 1992 1992 1992 1992 1992 1992 1993 1993 1993 1993 1993 1993 1994 1994 1994 1994 1994 1994 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1996 1996 1996 1996 1996 1996 1997 1997 1997 1997 1997 1997 1998 1998 1998 1998

N° 55 N° 56 N° 57 N° 58 N° 59 N° 60 N° 61 N° 62 N° 63 N° 64 N° 65 N° 66 N° 67 N° 68 N° 69 N° 70 N° 71 N° 72 N° 73 N° 74 N° 75 N° 76 N° 77 N° 78 N° 79 N° 80 N° 81 N° 82 N° 83 N° 84 N° 85 N° 86 N° 87 N° 88 N° 89 N° 90 N° 91 N° 92 N° 93 N° 94 N° 95 N° 96 N° 97 N° 98 N° 99 N° 100 N° 101 N° 102 N° 103 N° 104 N° 105 N° 106 N° 107 N° 108/109 N° 110

Giuseppe Bombardini Francesco Vendramini Francesco Roberti miranda Visonà Guido Agnolin Elisabetta Vendramini Ottone Brentari Achille marzarotto Gino Pistorello Francesca Roberti Aurelio Bernardi Zaccaria Bricito Antonio Viviani Domenico Conte Domenico maria Villa Antonio Bernati Tito Gobbi Bortolo Zanchetta Giovanni Balestra Pietro malerba Ferruccio meneghetti Fratel Venzo Niccolò leszl Antonio marcon Gregorio Vedovato Bruno Baruchello luigi Vinanti Sebastiano Baggio Virgilio Chini luigi Viviani Alessandro Campesano Giorgio Pirani Guido Cappellari Roberto Cobau Francesco Facci Negrati luigi Zortea Villa morosini Cappello Giovanni lunardi Alfeo Guadagnin Carlo Paroli Vigilio Federico Dalla Zuanna Francesco dal Ponte il Vecchio Pietro e Giuseppe longo I Bortignoni Giuseppe Zonta Giovanni Bottecchia Andrea Secco Giuseppe Ruffato Tommaso Tommasoni I fondatori dell’Orfanotrofio Cremona Prospero Alpini Quirino Borin Teresa Rossi Rampazzi Pietro Roversi Don Domenico Brotto

1998 1998 1999 1999 1999 1999 1999 1999 2000 2000 2000 2000 2000 2000 2001 2001 2001 2001 2001 2001 2002 2002 2002 2002 2002 2002 2003 2003 2003 2003 2003 2003 2004 2004 2004 2004 2004 2004 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2006 2006 2006 2006 2006 2006 2007 2007 2007 2007 2007

N° 111 N° 112/113 N° 114 N° 115/116 N° 117 N° 118 N° 119 N° 120 N° 121 N° 122 N° 123 N° 124 N° 125 N° 126 N° 127 N° 128 N° 129 N° 130 N° 131 N° 132 N° 133 n° 134

Don Antonio Dalla Riva Guglielmo montin monsignor Egidio Negrin Arpalice Cuman Pertile Antonio Andriolo Primo Silvestri Bortolo Camonico I Passarin Castelli e battaglie di Ezzelino III I Giacobbi maggiotto marco Sasso Pietro Bonato melchiore Fontana Guglielmina Bernardi Unitalsi - Gruppo di Bassano luigi Chiminelli leone Carpenedo Efrem Reatto Pacifico Pianezzola la Carrozzeria Pietroboni Gianni Visentin Mons. Ferdinando dal Maso

nUMeri sPeCiali N° I la Carrozzeria Fontana N° II Il Giardino Parolini N° III Gaetana Sterni (IIa edizione 2001) N° IV Il C.A.B. N° V la Grande Guerra N° VI Il Club Alpino Bassanese N° VII maria Prosdocimo Finco N° VIII lo Scautismo bassanese N° IX l’arte orafa veneta N° X Il colore a Bassano N° XI Il castello di Bassano N° XII Il Rotary Club di Bassano Palazzo e “Illustri” Roberti N° XIII Il Gruppo “Bresadola” N° XIV Il lions Club di Bassano N° XV l’Oreficeria Balestra N° XVI la Fondazione Don Cremona N° XVII N° XVIII 25 Anni di Premio Cultura l. Bonfanti e il museo dell’Auto N° XIX Antonio Bianchi N° XX la Società Tennis Bassano N° XXI I 100 anni del Rotary International N° XXII N° XXIII I 25 anni del Panathlon Club Bassano N° XXIV m. Cremona ed E. Vendramini la Croce Rossa a Bassano N° XXV N° XXVI Il CIF di Bassano N° XXVII la Battaglia di Arresto N° XXVIII I 20 anni di Casa Sichem n° XiX i 25 anni dell’a.i.b.

2008 2008 2008 2008 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2011 2011 2011 2011 2011 2011

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Bassano del Grappa - Via J. Da Ponte, 34 Tel. 0424 522537

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L'illustre bassanese  

[n.134] Mons. Ferdinando Dal Maso

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