L’Illustre bassanese

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Fondato

nel 1989

editrice artistica - www.editriceartistica.it

distribuzione gratuita

LA GRANDE STORIA DEL TERRITORIO

CUAMM BASSANO CON SARA pER L’AFRICA

BIMESTRALE MONOGRAFICO DI CULTURA

N° 162 • LUGLIO 2016


comune di BAssANo del GrAppA

Per donazioni c/c bancario c/o Bassano Banca - IBAN IT 30I083 09601610 0700 7007 030

Cultura e attualitĂ al servizio del territorio Bassano News - Facebook


Copertina: la delicata immagine di una mamma africana con il suo bambino (ph. Al Fakhuri).

cuamm Bassano con sara per l’Africa la salute anche alle popolazioni più deboli la storia di Medici con l’Africa Cuamm è legata da sempre a Bassano del Grappa, all’Altopiano di Asiago e a tutta l’area pedemontana circostante. da lì infatti vengono 77 dei medici che nei 65 anni della nostra storia hanno scelto di partire per l’Africa, spesso per due o tre anni, per garantire il diritto alla salute ai più deboli tra i deboli. dal Vicentino veniva Giovanni Baruffa, il primo medico partito con il Cuamm, e a Bassano del Grappa è stato per molti anni primario di pneumologia Francesco canova, il visionario fondatore del Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari, il “cuamm” la cui sede da sempre si trova a padova e ospita studenti di medicina, ma non solo, desiderosi di fare la loro parte a fianco dell’Africa. da queste terre non vengono solo i volontari che scelgono la strada dell’Africa, ma anche amici e sostenitori che ci aiutano e seguono con passione le nostre storie dall’Italia. come i membri del gruppo di appoggio Cuamm con Sara per l’Africa Onlus. Un gruppo nato nel 2001, in ricordo di sara lessio, ex studentessa del nostro collegio, scomparsa giovanissima nel 2000, mentre era negli stati Uniti per studiare. sara aveva sempre sognato di partire per l’Africa, per lavorare lì come medico: il padre e gli amici hanno trovato un modo bello per mantenere vivo il suo ricordo. Il gruppo si nutre dell’impegno e dell’esempio dei medici e degli operatori che vanno e vengono dall’Africa. c’è chi parte per l’Africa sfruttando le ferie e ogni momento libero che ha, chi sceglie di lavorare per periodi più lunghi e magari si porta dietro anche la famiglia e magari chi in Africa trova l’amore e si costruisce una famiglia. Gente abituata a lavorare molto e a parlare poco. sono queste persone i nostri “illustri bassanesi”: medici, infermiere, volontari, sostenitori, non solo di Bassano del Grappa, ma anche di Marostica, dell’Altopiano di Asiago e della Valsugana. Tutti accomunati dall’amore per l’Africa e dall’impegno per il diritto alla salute di tutti.

Mi ripromettevo, accingendomi a scrivere l’editoriale, di spiegare ai lettori come mai questo numero de L’Illustre bassanese è dedicato a un’organizzazione che opera in terra africana. Non è stato necessario perché lo ha fatto, sicuramente con grande efficacia e competenza, don dante carraro. la prima cosa alla quale mi è venuto da pensare, dopo aver letto il suo testo, è che la gente veneta ha nel proprio dna un’innegabile propensione alla solidarietà. e, nel caso specifico, la straordinaria dote di abbinare ai sentimenti di sostegno e condivisione anche il merito di saper “lavorare molto e parlare poco”. credo che il successo del Cuamm, se così si può dire, derivi in gran parte proprio dalla capacità di incanalare queste caratteristiche verso obiettivi importanti. Importanti e sempre difficili da raggiungere perché - è purtroppo cosa nota - sono davvero moltissime e talvolta quasi insormontabili le difficoltà che si incontrano operando nel travagliato continente Nero, colpito da guerre, povertà, emergenze sanitarie. Medici con l’Africa Cuamm dimostra ogni giorno che, con le armi della buona volontà e della professionalità (non certo con quelle micidiali vendute dai trafficanti), si può fare molto: un impegno volto alla formazione delle risorse umane, in Italia e in Africa, tanto negli ospedali quanto nelle università, con l’obiettivo di fornire servizi di qualità accessibili a tutti. Ma ci rammenta anche, attraverso queste pagine, che moltissimo rimane da compiere. Il traguardo è infatti ancora distante e, poiché repetita iuvant, lo ricordiamo brevemente: migliorare il più possibile le condizioni sanitarie in Africa, nella consapevolezza che la salute rappresenta un diritto umano universale, e favorire attraverso un’efficace azione divulgativa la propensione alla solidarietà verso le popolazioni di quel tormentato continente. Nel nostro piccolo, e lo diciamo sottovoce, speriamo di aver dato un modestissimo contributo alla causa.

Don Dante Carraro

Andrea Minchio

Direttore di Medici con l’Africa cuamm

Direttore de l’Illustre bassanese

L’ILLUSTRE BASSANESE - Bimestrale monografico di cultura a distribuzione gratuita

… dal 1989

ANNO XXVIII n° 162 / Luglio 2016 - Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa n° 3/89 r.p. del 10-5-1989 Direttore responsabile: Andrea Minchio Redazione: livia Alberton, elena Trivini Bellini, elisa Minchio Hanno collaborato: don dante carraro, elisa Bissacco, paolo casagrande, Gianfranco Frigo, carlo Girardi, Agostino lessio, don luigi Mazzucato, elsa pasqual, mons. paolo Traverso Stampa: peruzzo Industrie Grafiche - Mestrino (pd) - Iconografia: divieto totale di riproduzione con qualsiasi mezzo Tiratura: 2000 copie - pubblicità e informazioni: 0424 523199 - 335 7067562 - eab@editriceartistica.it © COpYRIGHT Tutti i diritti riservati EDITRICE ARTISTICA BASSANO piazzetta delle poste, 22 - 36061 Bassano del Grappa (VI)

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La bandiera del cuamm sventola, portatrice di solidarietà e speranza, sulle dissestate strade del Sudan.

cUAMM BAssANo con sara per l’Africa MEDICI CON L’AFRICA CUAMM L’AVVENTURA CONTINUA comincia nel 1950 una grande avventura che continua ad appassionare centinaia di persone e a coinvolgere diversi paesi, a lanciare ponti tra Italia e Africa. e’ la storia di Medici con l’Africa, che inizia al Cuamm - Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari -, nel 1950 a padova. Il Cuamm nasce come collegio per ospitare gli studenti di medicina italiani e stranieri interessati a fare la loro parte per garantire il diritto alla

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salute nelle aree più povere del continente africano. da lì prende il via un lungo cammino, che ha portato Medici con l’Africa cuamm a diventare la prima ong in campo sanitario riconosciuta in Italia. oggi, dopo oltre sessantacinque anni, il Cuamm opera nell’Africa sub-sahariana per garantire l’accesso alle cure alle popolazioni locali, attraverso la realizzazione di progetti di cooperazione sanitaria a lungo termine. per contribuire allo sviluppo delle aree in cui interviene, Medici con l’Africa Cuamm si impegna in Italia e in Africa per la formazione delle risorse umane (medici, infermieri, ostetriche), per la ricerca scientifica e per l’affermazione del diritto fondamentale alla salute per tutti. Facendo proprio il motto evangelico “euntes, curate infirmos” (Andate, curate i malati), in oltre mezzo secolo, più di 1.500 persone sono partite per lavorare all’interno dei progetti realizzati in Africa, rimanendovi in media tre anni ciascuno. All’interno del collegio sono stati ospitati più di mille studenti, di cui 280 provenienti da 34 diversi paesi del mondo e spesso da realtà in via di sviluppo. I volontari e gli operatori di Medici con l’Africa Cuamm hanno alle loro spalle storie diverse tra loro, ma sono tutti accomunati dall’ideale per cui “la salute è un diritto, battersi per il suo rispetto è un dovere”. Nel 2016 sono una quarantina i progetti di cooperazione principali portati avanti da Medici con l’Africa Cuamm in 16 ospedali, 3 scuole per infermieri e 2 università nei sette paesi di intervento: Angola, etiopia, Mozambico, sierra leone, sud sudan, Tanzania e Uganda. sette paesi verso cui attualmente il Cuamm indirizza le sue energie, dopo aver attraversato nella sua storia 41 diversi stati, andando dove il bisogno era più evidente, non per rispondere alle emergenze - che pure non sono mancate, anche nella storia recente - ma per costruire progetti duraturi. l’attenzione principale è data alle fasce più deboli della popolazione, alle donne e ai neonati. “prima le mamme e i bambini” è infatti il nome di un grande progetto che vuole garantire l’accesso al parto sicuro e la cura dei figli delle mamme di Angola, etiopia, Tanzania e Uganda. Grazie al sostegno di molti donatori grandi e piccoli, dal 2012 a oggi è stato possibi-


Una volontaria del cuamm al lavoro in Africa. Medici in servizio all’ospedale di Beira in Mozambico.

le assistere più di 102.000 mamme, nelle zone più isolate dell’Africa, dove spesso le donne devono percorrere chilometri per andare a fare una visita prenatale e i servizi sanitari sembrano ancora troppo spesso un privilegio. Queste zone sono per Medici con l’Africa Cuamm l’ultimo miglio da raggiungere, un ultimo miglio di terra rossa dove il senso del lavorare “con” e non “per” l’Africa si fa più evidente e urgente. Paolo Casagrande Medici con l’Africa Cuamm

Angola In un paese la cui superficie è quattro volte quella dell’Italia, Medici con l’Africa Cuamm è presente dal 1997 e concentra le sue attività a nord, nella provincia di Uige e a sud, nel cunene, per la salute delle mamme e dei bambini e per il contrasto all’Hiv/Aids e alla tubercolosi. di conseguenza, il Cuamm collabora con il Ministero della salute a luanda e ha avviato un progetto innovativo di diagnosi del diabete e dell’ipertensione nei pazienti già in cura per la tubercolosi. con l’inizio del 2016 sì è concretizzato l’allarme siccità nel cunene, dove non piove da un anno e la falda acquifera dell’ospedale di chiulo è ormai esaurita, con gravi disagi per i pazienti. Etiopia dal 1980 Medici con l’Africa Cuamm lavora in etiopia, arrivando a servire ogni anno 1.250.000 abitanti, ai diversi stadi del sistema sanitario. A livello nazionale infatti il Cuamm collabora con la chiesa cattolica etiope per migliorare la gestione di 78 strutture sanitarie diocesane del paese. dal 2000 a Wolisso, nella regione dell’oromia, l’ospedale san luca è un punto di riferimento per la gestione delle emergenze ostetriche, ma anche per la cura della malnutrizione infantile, la diagnosi della tubercolosi e le cure ortopediche. Nello stesso ospedale è attiva la scuola per ostetriche, che conta 80 studenti iscritti. Nel 2014 invece nel south omo, a sud-est del paese, è iniziato un nuovo intervento a supporto dei centri di salute locali, per l’assistenza al parto delle donne delle popolazioni pastorali e seminomadi della zona.

Mozambico Formare i futuri medici nel loro paese natale, integrando e collaborando a migliorare il sistema già esistente: questo l’obiettivo per cui dal 2004 il Cuamm collabora con l’Università cattolica del Mozambico a Beira, inviando medici docenti e raccogliendo fondi per sostenere economicamente gli studenti meritevoli, attraverso borse di studio. sempre a Beira, la seconda città del paese dopo la capitale Maputo, i medici del Cuamm lavorano nell’ospedale centrale, che serve un bacino di 1.600.000 abitanti, e nei centri di salute urbani, svolgendo anche attività di prevenzione e trattamento dell’Hiv/Aids tra i giovani e le donne. Nel nord, al confine con la Tanzania, dal 2013 il Cuamm sta potenziando i servizi offerti nel centro di salute di palma, ora ospedale rurale: ultima area di intervento di una presenza che dura del 1978. Sierra Leone Tra i paesi in cui lavora il Cuamm, forse la sierra leone è quella più tristemente nota, a causa dell’epidemia di ebola che l’ha colpita

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Visita medica ed ecografia all’ospedale Wolisso in Etiopia.

anche degli ospedali di cueibet e lui, dove è stata inaugurata pure una scuola per infermiere e ostetriche, e con progetti di sanità pubblica in cinque contee. sono quasi 600.000 le persone che possono fare affidamento sui servizi sanitari garantiti dall’intervento, in una situazione in cui il sistema sanitario nazionale è praticamente inesistente.

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dal 2014 e che ancora oggi non è del tutto scomparsa, dopo aver causato migliaia di morti. lo staff del Cuamm era presente sul territorio nazionale a pujehun già dal 2012 e non ha mai abbandonato il paese, dando il proprio contributo per fronteggiare l’epidemia anche nei momenti più difficili. oggi, passato l’apice dell’emergenza, il paese deve ripartire, nonostante il sistema sanitario in forte crisi. per questo il Cuamm ha accettato la richiesta del Ministero della sanità di intervenire anche a Freetown, la capitale, per rilanciare il princess christian Maternity Hospital, il principale ospedale materno-infantile della città. Sud Sudan Anche in sud sudan il Cuamm era presente da prima che, a partire dal 2013, le tensioni interne dovute a rivalità politiche ed etniche rendessero il contesto molto fragile. Nel 2006 infatti i primi medici arrivano all’ospedale di Yirol, nello stato dei laghi: oggi, con un personale internazionale di 47 persone, il Cuamm lavora a fianco degli operatori locali all’interno

Tanzania lotta alla malnutrizione infantile, promozione della salute materna e neonatale, prevenzione dell’Hiv/Aids: queste le tre direttrici dei progetti in corso oggi in Tanzania, paese in cui il Cuamm è presente senza interruzioni dal 1968. l’ospedale di Tosamaganga (insieme a quello di Wolisso, in etiopia) ospita regolarmente gli studenti italiani che vogliono passare un periodo di studio e volontariato con il Wolisso Project, programma realizzato in collaborazione con il segretariato Italiano degli studenti di Medicina. Qui, come nelle altre strutture sanitarie in cui il Cuamm manda i propri volontari, si osserva da anni un incoraggiante aumento delle donne che scelgono di andare a partorire in ambiente sicuro. Uganda Il primo medico del Cuamm arriva in Uganda nel 1958, per aprire la strada a una storia che dura da quasi sessant’anni. oggi la regione della Karamoja è quella che maggiormente assorbe gli sforzi dell’organizzazione, per garantire il parto sicuro delle donne nell’ospedale di Matany e per prevenire e trattare la sindrome


dell’Hiv e la tubercolosi. Qui si forma il personale sanitario locale e si sperimentano nuove strategie per incoraggiare le donne a recarsi in ospedale per partorire, come i voucher per il trasporto gratuito o i “cuscini da parto”, pensati per rispettare la posizione tradizionale delle partorienti all’interno dell’ambiente ospedaliero. le persone che traggono beneficio dall’intervento del Cuamm sono oggi oltre 2.700.000. Le cifre in 65 anni di storia - 1.569 sono le persone inviate nei progetti: di queste 422 sono i ripartiti una o più volte. - 5.021 gli anni di servizio effettuati, con una media di 3 anni per ciascuna persona inviata. - 1.053 gli studenti ospitati nel collegio: di questi 688 italiani e 280 provenienti da 34 paesi diversi. - 217 gli ospedali serviti. - 41 i paesi d’intervento. - 163 i programmi principali realizzati in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri e varie agenzie internazionali.

Uno sguardo al futuro «Nato povero, ho sempre cercato di vivere con il minimo indispensabile. Non ho nulla di mio e non ho nulla da lasciare. del poco di vestiario che possedevo lo si dia al mercatino della parrocchia di santa croce di Bassano, che ci aiuta»: è questo l’incipit del documento spirituale di don luigi Mazzucato, storico direttore del Cuamm, morto lo scorso 26 novembre. Nel suo gesto concreto, si legge il profondo legame con Bassano e con il Gruppo. e proprio in ricordo della figura di don luigi, Medici con l’Africa Cuamm lancia un nuovo grande progetto in sierra leone. la sierra leone è il paese con la mortalità materna più alta al mondo. circa una mamma su 100 non riesce a sopravvivere alla nascita del suo bambino. In questo drammatico scenario ebola ha causato, ad oggi, quasi 4.000 morti. solo il 7 novembre scorso il paese è stato dichiarato Ebola-free e ora, accanto alle perdite dirette causate dall’epidemia (la più grave dalla scoperta del virus) ci sono i danni collaterali, che in questa fase emergono con drammaticità e ci chiedono risposte adeguate.

Il sorriso di alcuni ragazzi e bambini della Sierra Leone.


Don Luigi Mazzucato tra la gente del Mozambico in un’eloquente immagine di qualche anno fa. Don Dante Carraro al Centro Ebola in Sierra Leone.

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Un dei check point Ebola in Sierra Leone.

le vittime principali sono gli ospedali e i centri di salute, chiusi per le pesanti perdite di personale sanitario e per la paura del contagio, lasciando intere popolazioni prive di accesso ai servizi sanitari di base. Questa battuta d’arresto del sistema sanitario della sierra leone rischia di raddoppiare le morti materne a oltre 2.000 ogni 100.000 nati vivi. per evitare questo scenario, Medici con l’Africa Cuamm ha deciso di supportare il principale ospedale materno-infantile della capitale, raccogliendo il pressante invito delle autorità sanitarie della sierra leone. I buoni risultati ottenuti nel distretto di pujehun incoraggiano ad accettare questa enorme sfida. Il princess christian Maternity Hospital (pcMH) di Freetown conta un bacino d’utenza di oltre un milione di persone. con 150 posti letto, quasi 9.000 pazienti ricoverati e oltre 5.000 parti assistiti nel 2014, è l’unica struttura sanitaria del distretto che può offrire cure di qualità nelle emergenze ostetriche e neonatali.

oggi però non è più in grado di garantire servizi sanitari in modo continuativo: dopo 3 morti a causa di ebola, è stato chiuso un reparto e 32 membri dello staff sono stati messi in quarantena. la carenza di farmaci è particolarmente acuta e continua a peggiorare la qualità delle cure. Medici con l’Africa Cuamm si pone l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti, assicurando che la disponibilità di cure per le donne incinte e, in particolare, per le emergenze ostetriche e neonatali sia realmente di qualità e continuativa, 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Un intervento a 360° che agisce su più fronti: invio di medici specialisti in ostetricia e ginecologia; sviluppo di un piano formativo per lo staff locale, per gli studenti di medicina dell’università e delle scuole per infermieri, anestesisti e per ostetriche, il tutto prevedendo l’avvio della scuola di specializzazione e costruendo i collegamenti necessari con università e istituti di insegnamento a livello locale e internazionale; fornitura di farmaci essenziali per colmare i vuoti ed evitare interruzioni nella fornitura presso l’ospedale e dell’equipaggiamento mancante (strumenti chirurgici, macchinario per anestesia, concentratori di ossigeno, tavolo per la rianimazione neonatale, ecc.); sviluppo di un efficace sistema di riferimento; riabilitazione infrastrutturale in modo da garantire 24 ore su 24 standard di qualità e servizi regolari, disponibilità di elettricità, dei servizi di pulizia e smaltimento dei rifiuti. Elisa Bissacco Medici con l’Africa Cuamm


Formazione del personale ospedaliero e dei manager sanitari a Nxozi, in Uganda.

pAROLA D’ORDINE: FORMAzIONE puntare sulla formazione e sulla ricerca è una priorità per Medici con l’Africa Cuamm, che da anni si impegna per garantire l’aggiornamento costante dei propri operatori sanitari, medici e infermieri, in Italia e in Africa. Training sul campo del personale locale per aumentare le conoscenze tecniche e la capacità di rispondere alle urgenze sanitarie, ma anche corsi di preparazione in Italia per i volontari selezionati per partire. In Africa il Cuamm è presente in due università, in Mozambico ed etiopia, che sostiene con l’organizzazione di corsi e con l’invio di medici docenti. da quando nel 2007 sono cominciate le prime lauree a Beira, in Mozambico, sono 238 i medici formati, di cui più della metà donne e il 70% provenienti da distretti rurali poveri. In altre sedi di progetto, come l’ospedale di Wolisso sempre in etiopia e quello di lui in sud sudan, si formano anche i futuri infermieri e le future ostetriche dei rispettivi paesi: risorse preziose per sistemi sanitari purtroppo ancora poco strutturati. In Italia, grazie al sostegno del segretariato Italiano studenti di Medicina (sism), il Cuamm può contare su una rete di trentasette università italiane, in cui può incontrare gli studenti di medicina, spiegare il proprio impegno con l’Africa e coinvolgere futuri medici disposti a partire per mettere a a frutto le proprie competenze in ambienti completamente nuovi e stimolanti. per questo da dieci anni esiste Wolisso Project, il programma realizzato proprio in collaborazione con il sism, che permette agli studenti di medicina non ancora laureati di

passare un periodo da volontari in etiopia nell’ospedale di Wolisso o in Tanzania in quello di Tosamaganga. In questi anni sono 195 gli studenti partiti per un’esperienza di formazione sul campo. Il progetto Junior Project Officer è invece rivolto agli specializzandi in medicina, ai quali viene offerta la possibilità di trascorrere un periodo di almeno sei mesi della loro specializzazione in uno dei sette paesi di intervento del cuamm in Africa. Un’occasione di formazione teorico-pratica per i medici che intendono prepararsi per un futuro impegno di cooperazione sanitaria internazionale e affrontare le sfide legate ai temi della salute globale. dal 2012 sono stati inviati 104 specializzandi in pediatria, ginecologia, area internistica, salute pubblica, chirurgia e malattie infettive, provenienti da 20 università italiane. di questi, 20 medici sono poi ripartiti per l’Africa con il Cuamm una volta diventati specialisti. Non solo formazione, ma anche ricerca operativa e innovazione. collaborando con i medici locali, si studiano le tecniche più adatte per migliorare il sistema sanitario, rispettandone però le procedure consolidate. Negli ultimi anni sono state condotte 10 indagini epidemiologiche e cliniche sull’equità, la qualità e la copertura dei servizi offerti in Angola, etiopia, Tanzania e Uganda, sedi del progetto “prima le mamme e i bambini”. sono inoltre 39 le pubblicazioni realizzate sulle aree di ricerca della salute riproduttiva, dell’Hiv/Aids, della tubercolosi e della malaria. Paolo Casagrande Medici con l’Africa Cuamm

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AttivitĂ giornaliera negli ospedali di Wolisso (Etiopia) e di Chiulo (Angola).


L’ospedale di Tosamaganga in Tanzania.

CUAMM CON SARA pER L’AFRICA ONLUS Il gruppo di Bassano-Asiago Cuamm con Sara per l’Africa onlus si costituisce a Bassano del Grappa l’11 maggio del 2001. l’associazione nasce come gruppo d’appoggio a Medici con l’Africa Cuamm nel ricordo del medico bassanese sara lessio che il 26 novembre del 2000 moriva presso il saint Mary Hospital di Boston, vittima di un pirata della strada. sara lessio, durante gli anni di studio, per laurearsi in medicina era stata ospite presso il collegio Cuamm a padova. In quegli anni aveva avuto occasione di apprezzare le modalità con cui il Cuamm conduceva i suoi interventi in Africa. Il desiderio di poter un giorno lavorare con questo organismo in prima linea nel continente africano era un sogno nel cassetto che, solo le condizioni legate alla frequentazione della scuola di specialità in Medicina Interna, stavano trattenendo. la sua morte divenne il motivo per familiari e amici di realizzare qualcosa che potesse dare concretezza a quel sogno, alla simpatia che in più occasioni sara aveva dimostrato per Medici con l’Africa Cuamm. sara era un medico in formazione specialistica; Medici con l’Africa Cuamm da sempre considera la formazione di personale locale un elemento fondamentale delle cooperazione: partendo da questi presupposti, l’associazione si pose come scopo il sostegno all’Università cattolica dei Martiri d’Uganda di Nkozi, nella formazione di personale qualificato alla gestione di ospedali e distretti sanitari. Il progetto nasceva dal fatto che il Cuamm aveva riscontrato una contraddizione evidente in alcuni ospedali missionari ugandesi: sale d’attesa e corsie vuote a fronte di indici di mortalità materna e infantile elevati; ticket elevati richiesti a persone che non erano in grado di pagare, un vero e proprio tradimento della missione su cui questi ospedali erano stati fondati. l’analisi del contesto svolta dal Cuamm aveva colto la causa della situazione in una mancanza di competenze amministrative e così individuò presso l’università ugandese di Nkozi la possibilità di avviare un corso di formazione affinché

gli amministratori ospedalieri e distrettuali imparassero a utilizzare al meglio le poche risorse disponibili. Il corso venne avviato con l’ausilio di personale italiano che, nel tempo, è stato sostituito da personale locale. Questo progetto era (ed è) in qualche modo il paradigma del modo di lavorare del Cuamm che aveva affascinato sara: valutare con le persone del posto i problemi esistenti; con loro trovare le risposte fattibili e sostenibili il più possibile a livello locale; formare competenze locali in grado di essere volano per la crescita futura di un sistema sanitario locale e nazionale in grado di garantire il diritto alla salute per i propri cittadini. Fu così che venne accolta la proposta di inserire questo progetto specifico nello statuto dell’associazione, e di prevedere anche la nostra collaborazione, a livello locale, con tutti gli aspetti legati alla promozione della cooperazione internazionale e della cultura della solidarietà. Il fatto che il Cuamm di allora nonostante la sua età (anno di costituzione 1950)

Agostino Lessio, anima instancabile del gruppo cuamm Bassano con sara per l’Africa; Oriana Brugiolo, infermiera con lunga esperienza con il cuamm, referente per Asiago dello stesso gruppo e Claudio Alberti, altra colonna portante della sezione dell’altopiano.


Un piccolo paziente con la sua mamma all’ospedale di Tosamaganga (Tanzania).

bambini e la lotta contro l’epidemia di ebola che, come una tempesta, ha messo a dura prova i fragili sistemi sanitari dei paesi in cui si è scatenata (il Cuamm era presente in sierra leone). proprio ebola ha evidenziato la fragilità di questi paesi, la necessità di affiancarli nello sviluppo anche per tempi lunghi, la necessità di un sistema sanitario pubblico in grado di garantire il diritto alla salute per tutti affinché le persone possano vivere sin dal momento della nascita una vita dignitosa. così continua con le nostre capacità e i nostri limiti l’aiuto che come associazione stiamo offrendo come gruppo d’appoggio a Medici con l’Africa Cuamm. Carlo Girardi presidente di Cuamm con Sara per l’Africa onlus

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e il suo impegno nel campo fosse quasi sconosciuto in Italia rappresentava per sara (e non solo) un motivo di cruccio. In questi anni abbiamo quindi cercato di colmare il più possibile questa lacuna, con la nostra presenza sul territorio compreso tra Bassano, Marostica, l’Altopiano di Asiago e la Valsugana, aderendo a iniziative proposte dalle amministrazioni e realtà associative locali, portando le nostre testimonianze in alcune parrocchie che ci hanno accolto o in alcune scuole dove abbiamo fatto conoscere ai ragazzi le difficoltà che un loro coetaneo nato in un altra parte del pianeta deve affrontare per cercare di avere una risposta al proprio bisogno di salute, favorendo iniziative di collaborazione tra Medici con l’Africa e alcuni enti costitutivi della nostra realtà. Il cammino percorso in questi quindici anni ci ha fatto crescere nella comprensione che l’aiuto che possiamo portare all’interno di una situazione di bisogno nasce da una risposta a una domanda e che la risposta va cercata assieme alle persone che hanno posto la domanda, ponendosi sempre a fianco con umiltà a chi ci chiede aiuto e facendo in modo che il nostro supporto non crei altre domande, altre dipendenze o altri problemi ma dia frutti capaci di porre le basi per un futuro migliore. Cuamm con Sara per l’Africa onlus ha supportato inoltre il progetto Prima le mamme e i

I progetti sostenuti da oltre quindici anni il gruppo nato in ricordo di sara lessio, promuove numerose attività di sensibilizzazione e di raccolta fondi a sostegno del Cuamm, in particolare, per sostenere la formazione del personale. l’impegno del Cuamm con Sara per l’Africa avviene grazie all’appoggio di quanti si dedicano a trovare sempre nuove forme di coinvolgimento, dai banchetti alle iniziative con le scuole, dai concerti alle mostre nel territorio di Bassano, Asiago e Marostica in particolare. le collaborazioni più significative che il gruppo Cuamm di Bassano ha attivato in questi anni con i diversi soggetti del territorio sono con: le Acli Vicentine, il comune di Bassano per la realizzazione della mostra “éAfrica”, i rotary club di Asiago e Bassano, la Fondazione cariverona, la parrocchia di santa Maria in colle di Bassano del Grappa e l’Associazione Mercatino della solidarietà - santa croce. Nel corso degli anni, Cuamm con Sara per l’Africa ha sostenuto l’Università cattolica dei Martiri di Nkozi, in Uganda, per la formazione dei manager sanitari e il progetto di potenziamento dell’offerta di servizi sanitari della diocesi di lugazi presso l’ospedale sanit Francis di Nagalamma. Ha poi esteso il suo contribuito al progetto per la riabilitazione motoria dell’ospedale di Wolisso in etiopia e per il progetto destinato al rafforzamento


L’ingresso dell’ospedale di Tosamaganga.

dell’Unità di terapia intensiva e riabilitazione per malnutriti dello stesso ospedale. Ha sostenuto inoltre l’ospedale di chiulo in Angola, per la riabilitazione integrata e globale dei servizi Municipali della salute nel Municipio di ombadja e anche l’ospedale e la scuola di infermieri di Tosamaganga in Tanzania. per il 2016, Cuamm con Sara per l’Africa appoggia “prima le mamme e i bambini”, progetto per garantire l’accesso gratuito al parto sicuro e la cura del neonato in quattro stati africani. La collaborazione con il Mercatino della solidarietà - Santa Croce Il mercatino di solidarietà è nato nel settembre del 1996, con l’approvazione di don dino Manfrin, per offrire un servizio a chi ne ha bisogno. Nel tempo si sono servite del mercatino tante persone, tra cui molti bassanesi, e il numero di volontari è aumentato. Molti sono stati e sono tuttora i progetti seguiti non solo all’interno della parrocchia, ma anche in diverse parti del mondo, come Albania, romania, Brasile, congo e dal 2000, con la nascita del gruppo Cuamm con Sara per l’Africa, anche in Uganda e Angola. «per la nostra parrocchia - dice don stefano Mazzola - il mercatino della solidarietà è molto prezioso, perché è un punto di carità, di ascolto e di aiuto. sono ammirato dall’impegno dei volontari e di tutti quelli che vi partecipano».

Sara Lessio sara lessio nasce a Bassano del Grappa il 15 agosto 1971. Trova ad accoglierla mamma edda, papà Agostino, la sorella Alessandra di due anni e la nonna materna elisabetta. con loro cresce e da loro viene sostenuta e aiutata. sara si dimostra una ragazza calma, sorridente, semplice e trasparente. Non è di molte parole, ascolta molto, ma è attenta a tutto ciò che la circonda. Ama la lettura, l’arte, i viaggi e la fotografia. si iscrive all’Università di padova alla facoltà di Medicina e chirurgia ed entra al Cuamm Collegio Universitario Aspiranti e Medici Missionari. Vive i sei anni di studio con molto impegno e con molta responsabilità: studia e, quando può, partecipa a seminari e a convegni. In collegio partecipa alla giornate di formazione spirituale e di approfondimento sui temi specifici riguardanti progetti realizzati e da realizzare in Africa. Questo è lo spirito del Cuamm e dei suoi fondatori: “servire l’uomo perché si liberi da malattie e pregiudizi e rendere gloria al suo creatore”, facendo propria quella frase scritta sotto la grande croce all’interno del collegio: “euntes curate Infirmos” (E strada facendo… curate gli infermi, Matteo 10,8). Il suo amore per l’Africa è profondo; si nota delle relazioni che avvia con le persone africane che incontra, dai documenti che conserva e dalle fotografie che appende nella sua camera: incornicia bambini e paesaggi

Sara Lessio, giovane medico bassanese, alla cui memoria è stato intitolato il gruppo della nostra città.


Sara Lessio al Collegio cuamm di Padova.

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del continente Nero come per tenere lo sguardo rivolto e amorevolmente attento verso tale realtà. pensa di rispondere positivamente alla proposta del Cuamm di destinare un periodo della sua vita come medico al servizio del popolo africano. diventa un’attivista convinta e si adopera, insieme con altri, per far conoscere questa organizzazione non governativa di solidarietà. Nel luglio del 1997 si laurea; si iscrive poi alla scuola di specializzazione in “Medicina Interna” e comincia a frequentare l’ospedale di castelfranco Veneto. Frequenta i suoi amici, si diverte ma sempre con rettitudine e con equilibrata allegria. Quando l’Università le offre la possibilità di un’esperienza a Boston, viene ospitata alla Motherhouse of sisters of st. Joseph e frequenta il st. elizabeth’s Medical center. Verso la fine dell’estate inizia a vedere risultati nel suo lavoro ed è molto facile. sara invita i suoi genitori a Boston per il santo Natale e attende con gioia questo momento. Non aveva considerato che i nostri progetti sono diversi da quelli di dio. Il 23 novembre 2000 alle ore 17,15 di Boston, giorno del ringraziamento negli stati Uniti, viene investita da un’auto pirata mentre in bicicletta sta andando da amici, residenti a qualche chilometro dal collegio. Viene ricoverata al Beth Israel in gravissime condizioni. Il 26 novembre sara passa a nuova vita e lascia un segno in tutti coloro che l’hanno conosciuta. Hanno detto… «dopo la morte di nostra figlia sara, sapendo quanto era legata al Cuamm, io e mia moglie edda abbiamo espresso il desiderio a don luigi Mazzucato di fare qualcosa in suo ricordo. così don luigi si è subito adoperato per creare un gruppo in sua memoria, suggerendo anche il nome, Cuamm con Sara per l’Africa. dal maggio del 2001, assieme a volontari, parenti e amici di sara, stiamo portando avanti la sua testimonianza e le attività di Medici con l’Africa Cuamm attraverso giornate di formazione nelle scuole medie e superiori del Bassanese e con diverse iniziative nella parrocchia di santa croce e dintorni». Agostino Lessio Anima del gruppo di appoggio Cuamm con Sara per l’Africa

«se dio padre risplende nei suoi figli, allora sara è una luce bella, semplice e intensa per tutti noi. Una luce, sara, che non si spegnerà, nonostante la morte, perché è un riflesso dell’eterna luce di dio. [...] I giovani, come lei, sono una risorsa incredibile per la chiesa, per il mondo, per tutti noi». Mons. Paolo Traverso parroco di sant’Agostino, sant’Antonio ai Ferrovieri e san Giorgio a Vicenza

«personalmente ho sempre avuto un senso di ammirazione per sara e la stimavo molto. credeva alla sua scelta di servire i poveri e all’ideale del Cuamm di prestare la propria opera di cooperazione sanitaria nel terzo mondo e di assistenza e aiuto alle popolazioni più bisognose e sofferenti dell’Africa. ci credeva. era sempre pronta a collaborare. Faceva parte del gruppo dei sostenitori più attivi per promuovere le varie iniziative, mettendosi anche d’inverno a distribuire materiali a Bassano o altrove per far conoscere il Cuamm e appoggiare qualche progetto. Il sangue dei martiri è sempre stato nella storia della chiesa il segno di nuovi cristiani. sia il sacrificio di sara stimolo e sorgente di molte vocazioni di laici, di studenti, medici, volontari desiderosi, come lei, di impegnarsi per un servizio di amore al prossimo, specialmente per i più piccoli, poveri, bisognosi, ammalati, qui o altrove, dove il signore può chiamare». don Luigi Mazzucato Medici con l’Africa Cuamm


Mamme e bambini in Kenya. Sotto Due immagini dell’ospedale di Chiulo in Angola.

UNA qUESTIONE DI GIUSTIzIA era un giorno di fine novembre del 2000, davanti alla stazione ferroviaria di padova. ricordo ancora la notizia ricevuta, di quelle capaci di raggelare: “lo sai che è morta sara?”. purtroppo si, la nostra cara amica e collega era rimasta vittima di un incidente stradale durante il periodo di formazione specialistica a Boston. come capita sempre per la morte di una persona giovane, tante sono state le domande senza risposta. Ma nonostante la profonda tristezza di quei momenti subito è nata spontanea l’esigenza di trovare un modo, insieme ad amici e colleghi, di continuare l’impegno di sara insieme a Medici con l’Africa Cuamm. da allora, tramite l’associazione costituita a Bassano del Grappa, collaboriamo con varie iniziative di sensibilizzazione e di sostegno ai progetti di cooperazione sanitaria in Africa. personalmente ho cercato di fare un’esperienza diretta sul campo, un viaggio di lavoro concretizzatosi nel 2008 a chiulo in Angola. e’ stato il mio battesimo con l’Africa. Un’esperienza carica di emozioni, entusiasmante e scioccante allo stesso tempo. Il confronto con una realtà profondamente diversa dalla nostra, carica di povertà e miseria ma accompagnata anche da tanta dignità nel volto delle persone incontrate.

Ho potuto sperimentare in pieno ciò che altri, prima di me, hanno vissuto, potendo ricevere da questa esperienza molto più di quanto mi ero prefissato di dare, anche se animato dalle migliori intenzioni e propositi. Il metodo di lavoro proposto da Medici con l’Africa Cuamm per chi vuole essere volontario e dare un contributo per garantire il diritto alla salute è particolare, oserei dire speciale. essere CON l’Africa e CON le persone a cui vogliamo donare il nostro tempo e la nostra professionalità è il giusto approccio per fare un servizio di volontariato autentico, in Africa ma anche qui in Italia. ed è un modo anche per capire che il nostro operato non segue solo un obiettivo di solidarietà, ma anche e soprattutto di giustizia. perché la salute è un diritto fondamentale di ogni essere umano. Ma non è giustizia allora che una madre muoia ancora di parto perché non ha o non si può permettere l’assistenza ostetrica; e non è giustizia che un bambino muoia perché non vaccinato o per la mancanza di antibiotici e cure per trattare infezioni banali. per queste e per altre ingiustizie, nel nostro piccolo e con umiltà, continuiamo a portare il nostro contributo. Gianfranco Frigo Vicepresidente di Cuamm con Sara per l’Africa onlus

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Due belle istantanee del medico bassanese Anna Berti al lavoro in Etiopia.

L’aiuto del Gruppo ortopedici Cuamm Un gruppo di ortopedici del cuamm ha scelto di contribuire a strutturare un dipartimento ortopedico per fornire prestazioni specialistiche di buon livello nell’ospedale di san luca di Wolisso e collaborare con l’Università di Addis Abeba per la formazione clinica degli specializzandi in ortopedia. l’obiettivo è stato raggiunto e di questo è stato testimone in forma attiva il dottor Giovanni costacurta, che dal 2008 ha seguito tre missioni con il gruppo. l’ospedale di Wolisso, realizzato anche grazie al contributo della diocesi di Vicenza, è l’unica struttura di riferimento per circa un milione di persone in grado di offrire i servizi previsti per diversi tipi di emergenze complesse. Il dottor costacurta ha partecipato attivamente anche alla realizzazione dell’unità malnutriti di Wolisso, dando il via al “progetto Alemitu e Barecha” e coinvolgendo il rotary club di Asiago, di cui è stato presidente.

UNA pASSIONE AUTENTICA pER L’AFRICA l’esperienza di Anna Berti con Medici con l’Africa Cuamm ha origini lontane. Inizia durante i suoi studi di medicina, quando frequenta i “saturday cuamm”, incontri tematici, realizzati da medici sulle patologie diffuse nei paesi africani. del Cuamm, ad Anna è sempre piaciuto l’approccio e lo stile con il quale lavora in sette stati africani. l’integrarsi con la popolazione locale, l’azione di lungo periodo nel territorio e l’impegno di costruire progetti che partono dalle reali necessità del posto in cui il Cuamm ha scelto di operare sono i tre elementi che le piacciono di più. per questo, quando le si presenta la possibilità di partire non si tira indietro. così, da Bassano, dove è nata, e Belvedere, dove è cresciuta, nel 2006 è partita alla volta di Wolisso, etiopia. e’ stata la prima Junior project officer (Jpo) a lavorare presso l’ospedale san luca di Wolisso; la prima specializzanda a trascorrere un periodo di tirocinio, riconosciuto dall’università, in un paese africano. Il progetto “Jpo”, avviato dal Cuamm nel 2005, permette agli specializzandi di medicina di lavorare per un periodo di almeno sei mesi in uno degli stati africani con un medico senior che possa accompagnarli nella loro formazione. «dopo le prime difficoltà iniziali - dichiara Anna Berti - sono riuscita a inserirmi nel team e una volta tornata, contenta dell’esperienza fatta, sarei voluta ripartire subito». Terminata la scuola di specializzazione, una volta diventata pediatra nel 2011, è tornata in etiopia dove è rimasta fino al 2013. «sono tornata con un ruolo più impegnativo di quando sono partita la prima volta: ero infatti il punto di riferimento per gli operatori. da specialista mi sono trovata a essere responsabile in prima persona non solo del mio lavoro, ma anche

di quello dello staff locale. Questa esperienza è stata una sfida bella e interessante. All’interno dell’ospedale siamo riusciti ad aprire il reparto di neonatologia. sono rimasta molto colpita dalla forza di volontà che tutte le infermiere locali hanno messo per imparare a usare l’attrezzatura e altrettanto contenta nel vedere che nei mesi successivi le mamme di Wolisso e dintorni hanno iniziato a portare i loro piccoli in ospedale. si è verificato un fenomeno nuovo perché, fino ad allora, i bambini nati in casa non venivano mai portati in ospedale: un vero e proprio cambiamento di mentalità». Un’esperienza, quella in etiopia, che ha cambiato la vita di Anna Berti, perché lì ha conosciuto Aklile sileshi Hailu, un infermiere etiope che ha poi sposato nel 2012 e dal quale ha avuto un bambino. «Grazie a lui ho capito che ogni ostacolo diventa facile da superare se affrontato insieme e che le differenze possono diventare ricchezze». ormai per lei l’Africa è diventata una seconda casa. per questo ha scelto di ripartire per la Tanzania con la famiglia: «proprio in Africa ho imparato che si può fare molto, anche con poco. Io, in quanto medico, sento che il mio lavoro è più utile lì, dove c’è ancora tanto bisogno». Elsa Pasqual Medici con l’Africa Cuamm


L’ingresso dell’ospedale di Nkubi in Kenya.

IN KENYA CON TUTTA LA FAMIGLIA «era il 1970 quando ho sentito per la prima volta parlare del Cuamm e di don luigi Mazzucato, allora suo direttore, da un mio compagno di liceo. Volevo intraprendere gli studi di medicina e avevo bisogno di trovare un collegio che mi ospitasse. Ho deciso così di recarmi a padova per sapere di più della struttura e conoscere di persona don luigi. Una volta diplomato, mi sono iscritto a medicina e ho trascorso tutto il percorso di studi nel collego del Cuamm, vivendo sei anni fantastici. Ho infatti trovato un ambiente accogliente e adatto allo studio, che mi ha permesso di conoscere ragazzi di ogni parte del mondo. don luigi è stato una guida e un riferimento sempre presente nella vita mia e della mia famiglia». A parlare è Giampietro costenaro, medico di Marostica, membro del gruppo Cuamm con Sara per l’Africa e grande sostenitore di Medici con l’Africa Cuamm. dopo i sei anni di collegio, dal 1986 al 1989 ha prestato servizio in Kenya, assieme a tutta la sua famiglia. «Una volta laureato ed espletato il servizio di leva, mi sono sposato con Vania e ho esercitato la professione medica per diversi anni in Italia, ma l’Africa e il desiderio di partire mi rimanevano nel cuore. così, nel dicembre del 1986, con mia moglie e nostri tre figli, partimmo per il Kenya, destinazione Nkubu. Abitammo lì per due anni. e ora posso davvero dire che è stata un’esperienza unica e irripetibile, sotto tutti i punti di vista. Non sono mancati i momenti difficili, ma sono stati insignificanti di fronte alle tante esperienze e soddisfazioni vissute. oltre a lavorare in ospedale e a seguire la clinica mobile per curare i pazienti nelle zone più remote del Kenya, ho avuto la possibilità di entrare in contatto con i guaritori tradizionali, gli “stregoni” che, in realtà come quelle africane, hanno una grande influenza perché sono gli unici che conoscono i rimedi tradizionali per curare. Il mio compito era quello di ascoltarli e capire in che modo curassero le persone per poi spiegar loro quando era il caso di inviare i pazienti all’ospedale più vicino. con il passare del tempo, sono riuscito a conquistarmi la loro fiducia, tanto che in ospedale

vedevo arrivare molti pazienti mandati da loro. ci siamo sentiti accolti e mai in pericolo. ricordo ancora con grande tenerezza un uomo che ci venne in soccorso quando forammo la gomma della macchina in cui viaggiavamo. si offrì di portarla ad aggiustare, e noi decidemmo di fidarci: gli consegnammo la ruota forata e i soldi per ripararla. passate alcune ore, quando ormai stavamo perdendo la speranza, lo vedemmo arrivare a piedi con in spalla una nuova ruota». Un’esperienza meravigliosa anche per Vania, che sottolinea come i due anni in Kenya abbiano segnato in maniera decisiva e positiva la vita di tutta la famiglia. «ricordo ancora nitidamente un giorno in cui mi trovavo al mercato del villaggio e un’anziana si avvicinò a me. Mi prese la mano e, dopo avermi posto alcune domande, ci sputò sopra. Basita, non riuscivo a spiegarmi il perché di quel gesto; solo più tardi venni a sapere che ciò significava di essere stata accetta all’interno della comunità come donna bianca». dall’esperienza in Kenya il dottor costenaro riconosce di essere riuscito a capire il senso profondo della sua professione: non solo curare i pazienti, ma anche “prendersene cura” e far sentire vicinanza e conforto. Elsa Pasqual Medici con l’Africa Cuamm

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Orario di visita all’ospedale di Chiulo.

Sopra, dall’alto Gli ospedali di Yirol e Lui in Sud Sudan.

UN AIUTO COSTANTE Alessandro Giuseppe settin è nato a castelfranco Veneto e vive a Bassano. e’ medico e dal 2005 trascorre gran parte delle sue vacanze in Africa negli ospedali in cui Medici con l’Africa Cuamm opera. Mette la sua professionalità a servizio della salute dei più poveri. durante gli studi di medicina a padova ha conosciuto Medici con l’Africa Cuamm, partecipando alle varie conferenze e attività del collegio. la voglia di partire per lavorare “con” l’Africa è sempre stata molta, tanto che decise di trascorrere le sue ferie nelle corsie degli ospedali africani dove è attivo il Cuamm. Nel 2005 è stato in Kenya, per lavorare nell’ospedale di North Kinangop, nel 2008 e nel 2009 in sud sudan, prima nell’ospedale di Yirol e poi in quello di lui; nel 2010 e nel 2012 a chiulo, in Angola. «Ho trovato molta soddisfazione nel lavoro: posso dire di sentirmi realizzato. Ho ricevuto molto dalla vita, per questo sento il dovere di mettermi a disposizione di chi ha bisogno soprat-

tutto nei paesi dove mancano anche le cose indispensabili per vivere. la spontaneità e la dignità con cui la popolazione accetta e affronta la difficile realtà è per me fonte di ammirazione, di insegnamento e di sprone per cercare di fare la mia parte, il possibile per dare un aiuto. Anche i bambini affrontano la malattia senza mai dimostrare cedimenti con grida o rifiuti durante le medicazioni dolorose». per il dottor settin non c’è nessuna differenza dal punto di vista professionale nel fare il medico in Italia oppure in Africa. «se è vero che in Africa sono pochi i mezzi e gli strumenti a disposizione per curare i pazienti, contrariamente a quanto accade in Italia, è altrettanto vero che queste difficili condizioni stimolano l’ingegno e la fantasia per risolvere i molti problemi. Anche per questo ho scelto di adottare uno stile di vita sobrio ed essenziale, in linea con le realtà africane, di certo più umane e profonde rispetto al mondo occidentale». Elsa Pasqual Medici con l’Africa Cuamm


Il dottor Francesco Canova e don Luigi Mazzucato con un neolaureato in Medicina all’Università di Padova nel 1964.

Una fotografia giovanile di Francesco Canova, studente di Medicina all’Università di Padova (1930).

RADICI pROFONDE Francesco Canova, fondatore del Cuamm, passa anche per Bassano «sono soddisfatto della mia vita, dovrei dire che avrei voluto viverla con maggiore efficacia. ringrazio dio che mi ha dato modo di mettere a segno tutti i sogni della mia giovinezza: che poi li abbia realizzati nel migliore dei modi, questo no! la mia vita è come una sonata: mi piace sì, ma avrei potuto suonarla meglio. Non rimpiango le note, ma la modalità esecutiva». così Francesco canova sintetizzava la sua lunga e appassionante vita. Nato a schio il 21 marzo 1908 in una famiglia modesta. perse giovanissimo il padre, tessitore alla lanerossi, che lasciò in gravi difficoltà i suoi cari. difficoltà peraltro acuite dal non semplice contesto sociale veneto del primo dopoguerra, agli inizi dell’epoca fascista. Nonostante tutto la madre riuscì a farlo studiare; così, nel 1927, Francesco canova poté diplomarsi al liceo classico di Bergamo e poi iscriversi alla facoltà

Il dottor Canova con la moglie Reginetta a Castelgandolfo nel 1958. Canova e signora con papa Paolo VI, a Roma, nel 1965.

di medicina dell’Università di padova, dove si laureò nel 1933. precursore del volontariato internazionale, Francesco canova è stato medico in palestina dal 1935 al 1947 e poi reclutatore di personale sanitario per i paesi emergenti e soprattutto per l’Africa. l’opera da lui creata nel 1950, il Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari che oggi si chiama Medici con l’Africa Cuamm, ha inviato sul campo oltre 1500 volontari. Nel 1952 canova divenne primario di pneumologia all’ospedale di Bassano, ruolo che svolse fino al pensionamento nel 1978. Morì nel luglio 1998, all’età di 90 anni.


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La radice di un grande albero FRANCESCO CANOVA, MEDICO, MISSIONARIO, COSMOpOLITA Dal libro di Luigi Accattoli - Ed. San Paolo, 2013 partito da padova a 27 anni, canova vi ritorna alla vigilia dei 40: il suo sogno di andare per il mondo a portare soccorso ai malati più bisognosi non è affatto caduto con quell’esperienza sul campo, si è anzi ampliato alle reali dimensioni del bisogno umano che da giovane aveva appena intuito e che nei dodici anni di “missione” ha potuto percepire nella sua dismisura. l’idea sul che fare è ora più concreta e prende presto la forma di un collegio universitario per studenti di Medicina da preparare a partire per paesi lontani. l’avvio del collegio avviene nel 1950, l’invio del primo medico è del 1954. A metà degli anni cinquanta del secolo scorso il sogno di Francesco e reginetta spiega le vele e prende il largo. Gli chiederanno un giorno come sia nata l’idea del Cuamm e questa sarà la risposta che riassume in poche righe un travaglio quasi ventennale: “la cosa è stata molto complessa. In un primo tempo avevo prospettato la possibilità di creare un’Università di medicina solo per studenti delle terre di missione. Visto che non c’era disponibilità di personale medico africano, l’idea era di preparare e mandare medici che sarebbero rimasti sul posto. In vista si tutto ciò, subito dopo la guerra ho preso la docenza di patologia tropicale. constatata l’impossibilità di realizzare un progetto così enorme, ho pensato a un collegio per studenti di medicina, stranieri e italiani, che si appoggiassero a un’università già esistente. così è nato il primo nucleo del Cuamm e nel 1954-‘55 sono partiti i primi medici”. [...] Nella vita del canova sono spesso decisive le conoscenze personali. Una tra le più importanti gli capita nel 1949 quando arriva a padova un nuovo vescovo, Girolamo Bortignon, un cappuccino intenzionato a guardare lontano. Intuita la disponibilità dell’uomo, canova il 2 novembre di quello stesso anno gli chiede se non sia possibile realizzare in padova un collegio che ospiti e contribuisca a formare studenti di medicina, sia italiani sia stranieri, desiderosi di esercitare la professione in terra di missione. Il vescovo - sorprendendo canova - “non ebbe un attimo di esitazione e da uomo coraggioso e generoso disse che avrebbe provveduto”.

GIOVANNI BARUFFA: UNO DEI pRIMI MEDICI INVIATI DAL CuAMM Dal libro “L’uomo dei tre sì. La mia vita” Edizioni Cuamm, 2012 “l’uomo dei tre sì”: era con queste parole che il prof. Francesco canova, fondatore del Cuamm mi presentava in occasione di lezioni o conferenze che tenevo a padova nei periodi di ferie in Italia, di ritorno dall’Africa o dal Brasile. I tre “sì” erano stati pronunciati all’inizio di luglio del 1955. Mi trovavo allora in quel di Valstagna, nella valle del Brenta, a una decina di chilometri da Bassano, a sostituire il medico condotto. Una mattina un collega dell’ospedale di Bassano mi telefonò dicendo che il prof. canova mi stava cercando. Mi fornì il numero telefonico per il contatto. Il prof. canova, pneumologo, dirigeva allora il sanatorio di quella città ed era molto conosciuto e ammirato nella zona per la non comune perizia medica, ma soprattutto per l’umanità con la quale disimpegnava la professione in un campo, la tubercolosi, che a quei tempi mieteva vittime tra la povera gioventù di città e campagne. I tre “sì” furono risposte affermative a tre domande che il prof. mi rivolse per telefono: “sono ancora alla ricerca di un medico per l’Africa e precisamente per la somalia, sei disposto ad andarci?”, risposi affermativamente: “sì”. “sei disposto a partire entro il mese?” e di nuovo risposi “sì”. continuò: “Non ti ho detto tutto, dovresti lavorare in un lebbrosario che appartiene all’ordine di Malta. Il medico che vi lavorava ha dovuto lasciare per problemi di cuore. Accetti?”, nuovo “sì”. corsi a casa ad avvisare mio padre della decisione di andare in Africa. Mi aspettavo una disapprovazione, tanto più che ero il più vecchio dei fratelli. Invece il caro papà osservò che era emigrato anche lui e così pure il nonno, gli zii e i cugini, quindi era naturale che anch’io seguissi le orme familiari. [...] partii da Genova ai primi di agosto con la motonave bananiera Algida, diretta a Mogadiscio capitale della somalia. Il lebbrosario era situato nell’isola fluviale di Alessandra, sul fiume Giuba, isola che, oltre al lebbrosario, ospitava alcuni poveri villaggi di agricoltori. per arrivarci bisognava attraversare il fiume o in barca o col traghetto. Il lebbrosario era un villaggio di capanne di fango


Il dottor Giovanni Baruffa nel lebbrosario di Gelib in Somalia (1955) e in abbigliamento accademico all’Università Cattolica di Pelotas (Brasile) negli anni Sessanta.

21 e paglia (tucul), con al centro una costruzione in muratura che ospitava due infermiere, un laboratorio e un deposito di medicinali. e’ ora il caso di domandarsi perché avevo risposto alla telefonata del professore pronunciando, senza esitazione i tre sì? Me lo sono chiesto più volte io stesso. posso affermare che fu il risultato di una serie di considerazioni che stavo facendo circa il mio futuro nella professione medica. Venivo da una famiglia povera, però sempre pronta a partecipare ad attività caritative nell’ambito della comunità. In casa arrivavano due pubblicazioni: il Messaggero di S. Antonio e la Madonna di Monte Berico. ricordo che leggevo con molto interesse le notizie relative ai missionari e ai paesi dove lavoravano e questo suscitava in me molto curiosità. Il contesto familiare, sia paterno sia materno, come il contesto generale di un povero paese con una misera agricoltura di sussistenza, di emigranti.

Giovanni Baruffa primogenito di quattro figli, Giovanni Baruffa è nato a casoni di Mussolente nel 1927. Ha frequentato il liceo classico del collegio pio X di Treviso. si è laureato in Medicina e chirurgia all’Università di padova nel 1952. e’ partito per iniziare il lavoro di medico missionario in somalia nell’agosto 1955 e lì è rimasto fino al gennaio 1965, quando ha iniziato a insegnare Malattie Infettive e Tropicali all’Università cattolica di pelotas (Brasile). Nel 1966 si è specializzato in Malattie Tropicali a roma e l’anno successivo ha cominciato a insegnare anche all’Università Federale di rio Grande (Brasile). Nel 1966 si è sposato con Maria Maddalena de campos. Nel 1970 ha collaborato con mons. camillo Faresin, vescovo di Guiratinga (in Mato Grosso) nella fondazione dell’ospedale diocesano S. Maria Bertilla invitando i medici formati all’Università cattolica di pelotas. Ha ricevuto importanti onorificenze e pubblicato lavori scientifici su malattie tropicali.

CUAMM con Sara per l’Africa onlus c/o carlo Girardi Via san Felice, 13 36061 Bassano del Grappa (VI) gruppo.bassano@cuamm.org Per donazioni c/c postale 22645162 c/c bancario c/o Bassano Banca IBAN IT 30I083 09601610 0700 7007 030


Un pot-pourri fotografico che ben illustra l’impegno umanitario del cuamm e la sua ormai storica attività sanitaria a favore delle popolazioni africane (foto Archivio Medici con l’Africa Cuamm).


E’ dedicato a Jacopo Bassano il nuovo Raccoglitore de L’Illustre bassanese In libreria a euro 10,00

NUMERI pUBBLICATI DAL 1989 NUMERI ORDINARI 1 Alberto parolini N° 2 castellano da Bassano N° N° 3 Bartolomeo Gamba 4 Antonio Gaidon N° N° 5 oscar chilesotti N° 6 Tiberio roberti N° 7 Giuseppe lorenzoni N° 8 plinio Fraccaro N° 9 pietro colbacchini N° 10 Bortolo sacchi N° 11 Giovanni Montini N° 12 Giovanni Volpato N° 13 Jacopo Apollonio N° 14 lazzaro Bonamico N° 15 F. e l. dal ponte N° 16 Giovanni Miazzi N° 17 Bartolomeo Ferracina N° 18 Antonio Marinoni N° 19 Antonio Baggetto N° 20 Jacopo Bassano N° 21 san Bassiano N° 22 Antonio suntach N° 23 I remondini N° 24 pietro stecchini N° 25 Gina Fasoli N° 26 luigi Fabris N° 27 Giambattista Volpato N° 28 sebastiano chemin N° 29 Giambattista roberti N° 30 ezzelino da romano N° 31 Teofilo Folengo N°  32 Giusto Bellavitis N° 33 danilo Andreose N° 34 Giovanna M. Bonomo N°  35 Giuseppe J. Ferrazzi N° 36 Giambattista Verci N°  37 Giuseppe Betussi N° 38 Giambattista Brocchi N° 39 Jacopo Vittorelli N° 40 domenico Freschi N° 41 Giuseppe Barbieri N° 42 roberto roberti N° 43 la Battaglia di Bassano N° 44 Francesco Antonibon N° 45 pietro Menegatti N° 46 Giuseppe Frasson N° 47 pietro Fontana N° 48 Giacomo Angarano N° 49 G. Vanzo Mercante N° 50 Giovanni Brotto N° 51 Il Millennio di Bassano N° 52 I larber N° 53 orazio Marinali N° 54 Angelo Balestra N° 55 Giuseppe Bombardini N° 56 Francesco Vendramini N° 57 Francesco roberti N° 58 Miranda Visonà N° 59 Guido Agnolin N° 60 elisabetta Vendramini N° 61 ottone Brentari N° 62 Achille Marzarotto

1989 1989 1990 1990 1990 1990 1990 1990 1991 1991 1991 1991 1991 1991 1992 1992 1992 1992 1992 1992 1993 1993 1993 1993 1993 1993 1994 1994 1994 1994 1994 1994 1995 1995 1995 1995 1995 1995 1996 1996 1996 1996 1996 1996 1997 1997 1997 1997 1997 1997 1998 1998 1998 1998 1998 1998 1999 1999 1999 1999 1999 1999

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Gino pistorello Francesca roberti Aurelio Bernardi Zaccaria Bricito Antonio Viviani domenico conte domenico Maria Villa Antonio Bernati Tito Gobbi Bortolo Zanchetta Giovanni Balestra pietro Malerba Ferruccio Meneghetti Fratel Venzo Niccolò leszl Antonio Marcon Gregorio Vedovato Bruno Baruchello luigi Vinanti sebastiano Baggio Virgilio chini luigi Viviani Alessandro campesano Giorgio pirani Guido cappellari roberto cobau Francesco Facci Negrati luigi Zortea Villa Morosini cappello Giovanni lunardi Alfeo Guadagnin carlo paroli Vigilio Federico dalla Zuanna Francesco dal ponte il Vecchio pietro e Giuseppe longo I Bortignoni Giuseppe Zonta Giovanni Bottecchia Andrea secco Giuseppe ruffato Tommaso Tommasoni I fondatori dell’orfanotrofio cremona prospero Alpini Quirino Borin Teresa rossi rampazzi pietro roversi don domenico Brotto don Antonio dalla riva Guglielmo Montin Monsignor egidio Negrin Arpalice cuman pertile Antonio Andriolo primo silvestri Bortolo camonico I passarin castelli e battaglie di ezzelino III I Giacobbi Maggiotto Marco sasso pietro Bonato Melchiore Fontana Guglielmina Bernardi Unitalsi - Gruppo di Bassano luigi chiminelli

2000 2000 2000 2000 2000 2000 2001 2001 2001 2001 2001 2001 2002 2002 2002 2002 2002 2002 2003 2003 2003 2003 2003 2003 2004 2004 2004 2004 2004 2004 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2006 2006 2006 2006 2006 2006 2007 2007 2007 2007 2007 2008 2008 2008 2008 2009 2009 2009 2009 2009 2009 2010 2010 2010 2010 2010 2010

N° 129 N° 130 N° 131 N° 132 N° 133 N° 134 N° 135/136 N° 137 N° 138 N° 139 N° 140 N° 141 N° 142/143 N° 144 N° 145/146 N° 147 N° 148/149 N° 150 N° 151 N° 152 N° 153/154 N° 155 N° 156 N° 157/158 N° 159 N° 160/161 N° 162

leone carpenedo efrem reatto pacifico pianezzola la carrozzeria pietroboni Gianni Visentin Mons. Ferdinando dal Maso Noè Bordignon don didimo Mantiero luigina Trentini Aristide Nonis la Filarmonica Bassanese Mons. Giulio de Zen pietro ragazzoni Giovanni Battista Ferrazzi la Brigata estense prè lorenzo Busnardo palazzo sturm Bortolo Busnardo Giuseppe sorio I Muzzarelli Mario dalla palma romeo Bertin Il patronato san Giuseppe Antonio Faccio Natalino Andolfatto Bernardo Tabacco Il Cuamm Bassano - Sara per l’Africa

2011 2011 2011 2011 2011 2011 2012 2012 2012 2012 2012 2013 2013 2013 2013 2014 2014 2014 2014 2014 2015 2015 2015 2015 2016 2016 2016

NUMERI SpECIALI N° I la carrozzeria Fontana N° II  Il Giardino parolini N° III  Gaetana sterni (IIa edizione 2001) N° IV  Il c.A.B. N° V la Grande Guerra N° VI Il club Alpino Bassanese N° VII Maria prosdocimo Finco N° VIII lo scautismo bassanese N° IX  l’arte orafa veneta N° X  Il colore a Bassano N° XI Il castello di Bassano N° XII Il rotary club di Bassano N° XIII palazzo e “Illustri” roberti N° XIV Il Gruppo “Bresadola” N° XV Il lions club di Bassano N° XVI l’oreficeria Balestra N° XVII la Fondazione don cremona N° XVIII 25 Anni di premio cultura N° XIX l. Bonfanti e il Museo dell’Auto N° XX Antonio Bianchi N° XXI la società Tennis Bassano N° XXII I 100 anni del rotary International N° XXIII I 25 anni del panathlon club Bassano N° XXIV M. cremona ed e. Vendramini N° XXV la croce rossa a Bassano N° XXVI Il cIF di Bassano N° XXVII la Battaglia di Arresto N° XXVIII I 20 anni di casa sichem N° XXIX I 25 anni dell’A.I.B. N° XXX le chiese della Fond. pirani-cremona N° XXXI I Tottene di Bassano N° XXXII Tarcisio Frigo

1990 1991 1991 1991 1992 1992 1993 1993 1993 1995 1996 1996 1999 1999 2002 2002 2002 2003 2003 2003 2004 2005 2005 2006 2007 2008 2008 2009 2010 2012 2012 2015


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