L'Illustre bassanese

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Fondato editrice artistica - www.editriceartistica.it

nel 1989

distribuzione gratuita

LA GRANDE STORIA DEL TERRITORIO

MIKI BIASION - TIZIANO SIVIERO

A 30 anni dalla prima vittoria del Campionato del Mondo Rally BIMESTRALE MONOGRAFICO DI CULTURA

SETTEMBRE 2018 - Numero Speciale XXXV


Comune di Bassano del Grappa

EGFA

ACI AUTOMOBILE CLUB VICENZA

Circolo Veneto Automoto d’epoca “Giannino Marzotto”

Panathlon Club Bassano del Grappa

Hawk Racing Club Bassano del Grappa

Team Bassano Bassano del Grappa


In copertina Miki Biasion e Tiziano Siviero su Lancia Delta integrale al Safari Rally 1988, primi e unici italiani a vincere questa gara: un risultato prestigioso che replicheranno l’anno successivo (ph. Tiziano Biasioli).

BIasIon-sIVIero

dai tornanti dell’altopiano dei sette Comuni al gotha del rallismo internazionale non sono molti, in verità, i numeri de L’Illustre bassanese dedicati a personalità dello sport. normalmente, infatti, la rivista privilegia temi legati all’arte e alla storia del territorio. Quando tuttavia, anche nel passato, ci siamo trovati di fronte a figure importanti, oppure a società e associazioni di rilievo legate al mondo delle competizioni, abbiamo sempre trattato con piacere la materia. In questo caso il piacere è doppio, perché da un lato presentiamo ai nostri lettori due fuoriclasse amati e stimati a livello internazionale, dall’altro raccontiamo la storia di due “ragazzi”, Miki e Tiziano, con i quali la generazione di chi scrive ha condiviso emozioni ed esperienze indimenticabili. pur non appartenendo alla categoria dei “fanatici”, che alimentavano il movimento rallistico assistendo a ogni gara sul ciglio degli sterrati (di giorno come di notte), devo confessare che ho esultato in più di una circostanza, man mano che l’astro della coppia Biasion-siviero s’illuminava per entrare nella leggenda. ricordo nitidamente la sera in cui venimmo a sapere della conquista del primo titolo italiano. Mi trovavo con altri ragazzi al Bar sport (gestito dai fratelli Gasparini) e le campane di san Francesco avevano appena annunciato l’inizio della funzione prefestiva. Fu allora che la notizia cominciò a propagarsi da una piazza all’altra echeggiando sotto i portici e amplificandosi via via. all’improvviso, passando velocemente fra il lungo bancone e i tavolini addossati al muro, senza prestare troppa attenzione a quanti stavano giocando la schedina, entrò uno scalmanato:

“Tosi, Miki ghe a ga fata: el se campion italian!”. Un’esplosione di gioia, autentica e incontenibile, coinvolse tutti, anche i patiti della briscola. era il 1983; dopo un lustro la coppia terribile avrebbe portato ai piedi del Grappa il primo titolo mondiale. Giusto trent’anni fa. Questo numero speciale, al quale ha prestato il suo prezioso contributo il giornalista roberto Cristiano Baggio (anche lui legatissimo al mondo dei rally e delle corse), ripercorre le tappe che hanno condotto la coppia Biasion-siviero a raggiungere il traguardo più importante: il Mondiale rally 1988. di pagina in pagina è possibile rivivere, anno per anno, i diversi stadi di una straordinaria scalata, ricca di emozioni e risultati. Un grazie anche a Massimo Vallotto, presidente del Museo dell’automobile Bonfanti-Vimar, che tanto ha auspicato l’uscita di questo speciale. Andrea Minchio

Direttore de l’Illustre bassanese

L’ILLUSTRE BASSANESE - Bimestrale monografico di cultura a distribuzione gratuita

Il podio del Rally di Sanremo 1988. Con questa vittoria Miki Biasion e Tiziano Siviero si aggiudicano matematicamente il titolo di campioni del mondo.

Le immagini presenti in questa monografia provengono in gran parte dalla raccolta personale di Miki Biasion e da quelle di altri collezionisti. Si tratta di stampe fotografiche, anche di grande effetto, che in molti casi non riportano i nomi degli autori. Laddove è stato possibile, abbiamo citato i crediti. Per quanto concerne gli altri casi, ci scusiamo con i fotografi, ricordando comunque che questa testata è distribuita gratuitamente.

… dal 1989

ANNO XXX n° Speciale XXXV - Settembre 2018 - autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa n° 3/89 r.p. del 10-5-1989 Direttore responsabile: andrea Minchio Redazione: livia alberton, elena Trivini Bellini, diego Bontorin, elisa Minchio Hanno collaborato: roberto Cristiano Baggio, Massimo Vallotto Stampa: stampatori della Marca - riese pio X (TV) - Iconografia: divieto totale di riproduzione con qualsiasi mezzo Pubblicità e informazioni: 0424 523199 - 335 7067562 - eab@editriceartistica.it © COPYRIGHT Tutti i diritti riservati EDITRICE ARTISTICA BASSANO piazzetta delle poste, 22 - 36061 Bassano del Grappa (VI)


Miki Biasion e Massimo Vallotto con l’Opel Ascona SR Gruppo 2 (ph. Cesare Gerolimetto).

CoppIa d’assI

l

a storia della carriera sportiva della fortissima coppia di piloti bassanesi Biasion-siviero, è rappresentata in uno spazio loro dedicato nella sede del Museo dell’automobile Bonfanti-Vimar, che ho l’onore di presiedere e di cui Miki Biasion è un consigliere in carica. le loro imprese, le vetture da corsa esposte a rotazione, i trofei conquistati, immagini e mille aneddoti, affascinano da anni le migliaia di visitatori che vengono a visitarci da tutto il mondo. Questo enorme e prezioso patrimonio, di cui siamo cultori e custodi, va valorizzato, comunicato e tramandato perché soprattutto le giovani generazioni conoscano brani di storia agonistica che hanno infiammato milioni di appassionati che hanno vissuto in prima persona l’epopea dei rallies. Gare di velocità su strada delle quali - si può di buon diritto dire - il Veneto ha visto la genesi, basti citare il rally di san Martino nei primissimi anni ’60, dando tra l’altro i natali ad alcuni tra i loro più grandi interpreti come i piloti arnaldo Cavallari e sandro Munari.

Miki Biasion e Tiziano siviero sono i degni eredi di questa gloriosa tradizione, due ragazzi partiti con molta umiltà e pochi mezzi da una cittadina di provincia, Bassano del Grappa, e che in dieci stagioni di gare hanno conquistato la vetta del mondo della disciplina automobilistica più pericolosa e spettacolare mai inventata. la Miki & Tiziano story, è esposta all’interno della “Galleria del Motorismo, Mobilità e Ingegno Veneto - Giannino Marzotto”, cuore pulsante del Museo dell’automobile, nata per evidenziare quanto i veneti hanno nei secoli prodotto negli

ambiti del motorismo e della tecnologia. la Galleria mostra come il Veneto sia terra di primati e primatisti, invenzioni e record, culla di scienziati e uomini dotati di un “coraggio intelligente, e di una intelligenza coraggiosa”, per citare la nota frase del Conte Giannino a cui la galleria è dedicata. la rassegna narra mille storie che lasciano spesso meravigliati i numerosi ospiti che la visitano perché sconosciute o poco diffuse.

nell’attesa del completamento del polo Museale Culturale santa Chiara nel Centro storico di Bassano del Grappa, dove il “Bonfanti-Vimar” troverà nuova e ampia sede, abbiamo ritenuto doveroso dare un ulteriore segnale di vitalità del Museo, inserendo anche dei collegamenti tra quanto esposto e il territorio che ci circonda. per esempio, nella zona dove viene narrata la storia della bicicletta (dal velocipede alla bici elettrica) che nel distretto di rossano Veneto ha una lunga tradizione imprenditoriale, a compendio è esposto il tracciato in via di completamento della ciclabile della Valsugana, da Trento a Bassano del Grappa, con tutti i riferimenti per gli appassionati di cicloturismo che a milioni si spostano in europa seguendo un trend in costante crescita.

altro tema, nell’area dov’è esposto il “libratore”, sorta di deltaplano costruito dal solagnese aldo Bellò e che gli consentì di realizzare la memorabile impresa del primo volo libero dal Monte Grappa alla pianura sottostante nel 1933, sono esposte foto e dati del moderno “volo libero” che, dagli anni ’70 e in un costante crescendo, attira oggi oltre 40.000 appassionati da

ogni angolo del mondo che riempiono i cieli del Monte sacro alla patria con le loro incredibili evoluzioni e con notevole indotto economico per i comuni di romano d’ezzelino e di Borso del Grappa. Questi riferimenti al territorio sono l’anteprima di un importante lavoro in corso, avviato con i portatori d’interesse pubblicoprivati, per definire il marchio d’area, Territori del Brenta, che elevi l’attrattività in termini culturali, turistici ed economici di un territorio geografico all’interno del quale risiedono oltre 150.000 cittadini. ne risulta quindi una mostra originale che fa nuova luce su più di mille anni di storia, evidenziando come il Veneto, regione unica in europa, possa esibire una simile vetrina forte di un passato straordinario che si proietta in un futuro ancora ricco di opportunità. oltre alla visita diretta, gli ospiti sono invitati ad approfondire molte tematiche esposte anche tramite i Qr, che attivano filmati visibili su tablet o smartphone.

Un visitatore, nel libro delle firme, ha lasciato questa frase: “Un Museo diverso, dove la staticità dei mezzi esposti diventa movimento, in un rincorrersi di emozioni, ricordi, inusitate scoperte… insomma, sono proprio contento di esserci venuto con la mia famiglia. Grazie!”. Questa frase è in piena sintonia con il motto del Museo, che recita: “Il futuro è di chi ha una storia da raccontare” e in questo spirito, Miki Biasion e Tiziano siviero, ci forniscono un’inesauribile miniera di materiale su cui poter contare per molti anni ancora. Massimo Vallotto

Presidente Museo Bonfanti - Vimar


Juha Kankkunen e Juha Piironen, discussi protagonisti al Rally di Montecarlo 1987.

MIkI, aVVersarIo a TUTTe le laTITUdInI

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on è certo una rivelazione se dico che Miki Biasion è stato il mio avversario numero uno quando correvo. sia da compagno di squadra sia quando gareggiavamo in team diversi. sono le cronache, di quegli splendidi anni di corse, a testimoniarlo. Vittorie e sconfitte, siamo andati sempre al massimo su tutte le strade dei rally mondiali. a tutte le latitudini. dal ghiaccio del Montecarlo alla terra del safari, dalle pietraie dell’acropoli agli asfalti della Corsica e del sanremo. Con il piede giù per cercare di primeggiare. Miki mi metteva sempre in difficoltà su ogni terreno. Un rallyman completo, uno dei pochissimi nel panorama di quella splendida epoca che sono stati gli anni ottanta e novanta. perfino sui terribili dossi del “mio” Mille laghi era velocissimo. Un periodo straordinario, credo irripetibile. I campioni erano tanti: alen, auriol, röhtl, sainz, il povero Henri Toivonen, Miccola, Vatanen, salonen, io e Miki, appunto, i nomi che mi vengono in mente. non è esagerato dire che c’era la storia dei rally. eravamo in tanti e tutti sempre a correre con il coltello tra i denti.

e non è certo un segreto se dico che il rapporto tra me e Miki non è stato facile. anzi, per lungo periodo, non ci siamo nemmeno parlati, anche in squadra cercavamo di evitarci. Correvamo con l’obiettivo di arrivare uno prima dell’altro. l’episodio del rally di Montecarlo è stato l’effetto scatenante, come tutti ricorderete. né io né Miki ci stavamo a perdere, ed è comprensibile. Ma è stato un periodo. Incomprensioni e rancori sono stati azzerati dalla consapevolezza che tutto dipendeva dalla nostra mentalità di piloti vincenti. a distanza di tempo ci siamo ritrovati. Ci frequentiamo, giochiamo a golf assieme, partecipiamo a eventi. lo stesso “amiki miei”, organizzato da Miki, appunto, è diventato un must per me. ed è un messaggio importante per i giovani. l’esasperazione della competizione, la lotta nelle prove speciali, le sfide all’ultimo secondo, terminavano una volta scesi dall’abitacolo. perché tra me e Miki il rispetto non è mai venuto meno. anche nei momenti di maggiore tensione. Juha Kankkunen

Quattro volte Campione del Mondo Rally

Il campione finlandese Juha Kankkunen, oggi (ph. Nita Korhonen).



Pagina a fianco Miki Biasion impegnato in una gara di motocross a Vittorio Veneto nel 1974 (Gardin). Riquadro: un’acrobazia di Miki Biasion, pilota del Team Tottene (Motoclub Bassano) su DKW 50, durante una competizione di motocross sulla pista di Fara Vicentino (collezione Tottene).

L’esordio col botto Fine novembre 1978. Un gruppo di amici organizza un “rally abusivo”. percorso sull’altopiano, di notte, per non dare nell’occhio. almeno una trentina di equipaggi in lizza. Tabelle di marcia, radar, commissari. Cronometristi pur’essi “abusivi”. non manca nulla. a dirigere l’orchestra Tiziano siviero, vent’anni, un paio di gare vere affrontate come navigatore di daniele scotton con la licenza di Marietto Cavalli. non aveva i soldi per il patentino. Massimo Frigo, meccanico col talento nelle mani, passione per il violino e la lingua cimbra, accoglie l’invito dell’amico Giovanni Zambon, proprietario di una Fiat 128 Scioneri, berlina di serie, uniche concessioni corsaiole il volante di legno, una mascherina anteriore modificata e cerchi in lega. andavano di moda le versioni personalizzate di maestri carrozzieri. scioneri era piemontese. prova di Monte Corno. Buio profondo. le prime MASSIMO MIKI BIASION nasce a Bassano del Grappa il 7 gennaio 1958. dopo il diploma al liceo scientifico s’iscrive alla facoltà di architettura di Venezia. si avvicina prestissimo allo sport, prima con lo sci, poi con le moto. Coglie ottimi risultati nel cross, ma rimedia pure fratture. nel 1979 debutta nei rally e in pochissimo tempo diventa uno dei piloti più forti della specialità. Conquista un titolo italiano, europeo e due corone mondiali. passa ai raid e si laurea due volte campione mondiale. Uomo immagine del Gruppo Fiat.

Miki Biasion e Tiziano siviero hanno dipinto il cielo con i colori dell’iride

auto passano veloci. arriva de Zottis, per tutti “pastina”. Zambon e Frigo gli sono alle costole. Giovanni si sente come Munari e azzarda il sorpasso. Ma non ha il colpo d’occhio e l’abilità del “drago”. Mette due ruote sul ciglio sterrato. Tenta una frenata disperata sollevando una nuvola di polvere. la 128 miracolosamente si blocca, occupando mezza carreggiata. le auto che sopraggiungono riescono a evitarla di un pelo, grazie alle segnalazioni di Frigo, sceso velocemente. Col motore al massimo ecco una renault 5. Ha un bello sbracciarsi, Massimo, per rallentarne la marcia. Il pilota non molla un millimetro. Quando trova la strada sbarrata dall’inaspettato ostacolo rappresentato dalla 128 s’attacca disperatamente ai freni. Ha due vie d’uscita: centrare la Scioneri o buttarsi nel bosco. Frazioni di secondo. sceglie il bosco. abeti e larici non perdonano. Macchina a ramengo. Massimo e Giovanni si precipitano verso l’ammasso di lamiere, il cuore in gola. lo spettacolo è impressionante.

In alto, a sinistra Miki Biasion, navigato da Alberto Ferrazzi, durante un rally “abusivo” sull’Altopiano di Asiago. L’auto è la Renault 5 di sua mamma Teresa.

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TIZIANO SIVIERO nasce a Bassano del Grappa il 28 ottobre 1957. Conosce Miki al liceo scientifico da ponte. debutta con le moto nella regolarità. Corre i primi rally come navigatore con la licenza di un amico. dopo aver navigato in un paio di gare daniele scotton entra in simbiosi con Biasion con il quale percorre tutta la carriera agonistica culminata con la conquista di due titoli mondiali rally. Grandi doti organizzative, collabora con i Motor show di Bologna e di Francoforte. Fa parte dello staff dirigenziale della dakar.


Miki Biasion e Tiziano Siviero su Opel Kadett GT/E alla Coppa Città di Modena, valida per il Trofeo rally nazionali. È la prima gara ufficiale per l’accoppiata bassanese.

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da quello che rimane dell’abitacolo esce miracolosamente un ragazzino. neppure un graffio. Illeso anche il compagno d’avventura, alberto Ferrazzi. Il ragazzino è Miki Biasion. “Cosa dirò a casa?”, le prime parole che pronuncia. la r5 è quella di mamma Teresa, maestra elementare, alla quale l’ha sottratta con la scusa di un giretto assieme agli amici. Frigo tira un sospiro di sollievo, rincuorato. “lunedì vieni in officina da me, vedremo di fare qualcosa”. nasce una stupenda amicizia. È Frigo a suggerire a Miki di correre con una opel kadett GT/e di Gruppo 1. Il ragazzino lo ascolta e qualche giorno dopo si presenta nello studio di alessandro Bordignon, segretario della Hawk racing Club di Bassano rinata da qualche mese. “Mi faresti da navigatore?”, gli chiede timoroso, sapendo dei buoni trascorsi rallystici del geometra. Bordignon è sorpreso. “prima fammi vedere come vai”, gli risponde. salgono con la kadett nuova di palla a san Giovanni, sui Colli alti, massiccio del Grappa. allacciano prudentemente le cinture. poi via, tra mucchi di neve e lastre di ghiaccio. Una curva più bella e pennellata dell’altra, traversi come se fossero tracciati col compasso. dopo un paio di chilometri il geometra fa segno al bocia di fermarsi. “Basta così”, gli dice. Ha capito tutto. non aveva mai visto un debuttante andare in quel modo, sicuro e tranquillo, senza tradire emozione, con la kadett al limite. “progetti e accatastamenti mi prendono molto tempo -si scusa Bordignon- non potrei disputare molte gare. per te ci vuole un ragazzo della tua età. Tiziano siviero farebbe al caso tuo…”. “Tiziano? lo conosco. abbiamo frequentato lo

stesso liceo e corso in moto assieme”. la sera dopo ritornano sul Grappa. C’è anche Tiziano. due ore su e giù per la prova del san Martino di Castrozza. Instancabili. l’affiatamento è immediato. Calmo e riservato il pilota, guascone e scanzonato il navigatore. Una coppia ben assortita. destinata a scalare tutte le gerarchie. nel 1979 si fanno conoscere nel giro dei rally. l’anno successivo, passati ad una opel ascona di Gruppo 2, vincono il primo titolo italiano. Massimo Frigo sempre al seguito. Hawk racing Club la scuderia. le prestazioni non passano inosservate. entrano nella squadra opel, due anni più tardi firmano per il Jolly Club. altri due anni e Cesare Fiorio li chiama alla lancia. Tricolore, europeo, due titoli mondiali. Un successo dietro l’altro in un crescendo che ha dell’incredibile. la Ford li ingaggia mettendo sul piatto una cifra importante. altri anni a tutta velocità a frullare gomme e spremere motori. Cercano esperienze e stimoli nuovi. lasciano i rally e passano ai raid intercontinentali. Con un camion dell’Iveco danno vita a imprese incredibili. arricchiscono la bacheca di altre due corone iridate. entrano nella leggenda.

1979. Il debutto Modena, sabato 31 marzo 1979. Cielo grigio e nebbia. Qualche goccia di pioggia. l’inverno resiste alla primavera. sta per scattare l’ottava edizione della Coppa Città di Modena, gara valida per il Trofeo rally nazionali, coefficiente tre, e campionato triveneto. l’elenco dei partenti è lunghissimo: 273 equipaggi. Tra il primo, solaBondesan su Fiat 131 abarth, e l’ultimo, Julaagostinetto, Fiat 127 della Conegliano Corse, oltre quattro ore. sul tavolo degli organizzatori erano giunte 450 richieste di ammissione. Mai successo prima. sandro Bordignon, previdente segretario della Hawk racing Club, aveva intuito che se avesse spedito il plico delle iscrizioni a Bassano, difficilmente sarebbe stato consegnato in tempo utile alla segreteria della manifestazione. Così, dopo aver costretto a un’alzataccia il presidente del sodalizio, s’era fatto accompagnare direttamente all’ufficio postale centrale di Modena. Quando la serranda s’era alzata era stato il primo a entrare,


sgomitando coi rappresentanti di altri team che avevano attuato identica strategia. Con la ricevuta in mano, sventolata a mo’ di bandiera, aveva poi raggiunto l’ufficio della Modena Corse per attendere l’arrivo del… postino. seguendo un rigido protocollo imposto dalla Csai, infatti, sarebbero state accettate le domande in base all’ordine di consegna fino al raggiungimento del tetto. la busta della Hawk fu l’ottava a essere aperta da donnini, zelante segretario emiliano. I piloti del “falco” avrebbero corso. Terminate le verifiche tecnico-sportive, bisognava aspettare le 21 per il via ufficiale. Il tempo non passava più. Miki e Tiziano erano carichi come molle. prima gara, debutto ufficiale. non staccavano gli occhi dalla kadett GT/e, preparata dai fratelli Carenini di padova, tirata a lucido, già portata in parco chiuso. sulle portiere spiccava il numero 142: sarebbero stati i penultimi della loro categoria a lasciare la pedana di partenza. oltre 40 in classe, la più numerosa e agguerrita. Un centinaio i concorrenti del Gruppo 1, piccoline comprese, contro i quali combattere. Tiziano aveva disputato qualche gara, con la licenza presa a prestito da Mario Cavalli perché non aveva i soldi per staccarla. proibitissimo dal regolamento. I ragazzi dell’assistenza avevano

l’ordine tassativo di chiamarlo Mario per non ingenerare sospetti o, peggio, far trapelare la sua vera identità… Miki, invece, a parte un rally abusivo sull’altopiano di asiago costatogli la r5 della mamma, era al debutto. Chiuso con il motocross, dal quale aveva ereditato un paio di fratture, botte sparse a iosa e qualche lussazione, s’era deciso al grande salto. sulla pedana di partenza il motore della Fiat 131 abarth di sola-Bondesan saliva di giri. Miki e Tiziano avrebbero dovuto attendere più di due ore e ingannavano l’attesa osservando gli avversari. Quando venne il loro turno era quasi mezzanotte e metà carovana era già sparsa lungo le sei speciali da ripetersi due volte. primo rilevamento sulla Torre delle Oche. la

Miki e Tiziano al Due Valli di Verona: quinti di Gruppo 1 (Attualfoto, Bologna).

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L’Opel Kadett GT/E di Miki e Tiziano esce da un tornante, sotto la pioggia battente, al Rally di San Marino. Alla fine della gara i due bassanesi saranno sesti di Gruppo 1.


Biasion-Siviero alla 9a edizione del Centomila Trabucchi di Saluzzo, gara del Campionato italiano rally internazionali che li vedrà classificarsi dodicesimi assoluti e secondi di Gruppo 1 (Ancar Foto, Vicarello).

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kadett marciò come un orologio. Miki e Tiziano pure, sorretti dalla genuina spavalderia di chi è ai primi passi. rotto il ghiaccio, finalmente. la notte passò veloce tra un cambio gomme, un rabbocco di benzina e un panino. poco dopo l’alba il traguardo, attesi dal presidente della Hawk, da sandro Bordignon e dai ragazzi dell’assistenza diretti da lino paccagnella. C’era anche, nelle vesti di concorrente, l’inviato di autosprint Carlo Cavicchi, undicesimo assoluto con la porsche 911 rsr, colpito dagli scratch dei due debuttanti. raramente aveva visto, nella sua carriera giornalistica, equipaggi così performanti alla prima gara con una kadett e volle conoscerli da vicino considerato, oltretutto, che difendevano entrambi i colori della scuderia bassanese. le classifiche, esposte a metà mattina, confermarono. Biasion-siviero 38° assoluti e 18° di Gruppo 1, alle spalle di ercolani-Baldacci su Golf GTI. risultato sorprendente e inaspettato. la classe delle kadett era la più affollata e difficile. Il rally lo vinse il padovano Mauro simontacchi con una lancia stratos della Grifone di Genova,

in 58’5”. al suo fianco Vercellino. secondo posto per sola-Bondesan staccati di 1’32”. Terzi Cuccirelli-Veronesi su porsche 2.7 a 1’40”. aldo Fasan e silvano reginato, su lancia stratos della Bassano Corse, solo 44°. I vicentini Gigi dalla pozza e roberto scalco, con una Fiat 127, si classificarono 46°. Gigi Bariani e Michele Bizzotto, bassanesi, su alfasud di Gruppo 2, chiusero al 61° posto. l’ultimo equipaggio a tagliare il traguardo, in 155a posizione, quello formato da sermenghi-Benigni su Fiat 128 C. Miki e Tiziano alle stelle. non perdono tempo. Il calendario propone il rally di Bergamo. partecipano alla gara orobica e si migliorano conquistando il quinto posto di Gruppo 1 e il sedicesimo assoluto grazie a prestazioni sempre più brillanti. Terza gara il rally Mille Miglia di Brescia, dove arriva il primo podio: terzi di Gruppo 1 e 14° assoluti. Gli avversari cominciano a temerli. Giugno. esplode l’estate in concomitanza con il prealpi Venete che scatta dalla città del santo. Miki e Tiziano sempre più veloci. alla quarta


Biasion-Siviero in azione con la Opel Ascona SR Gruppo 2 al Rally Costa Smeralda, corso alla fine di marzo 1980. I bassanesi saranno costretti ad abbandonare anzitempo la gara, vinta da DarnicheMahé su Lancia Stratos di Gruppo 4.

gara riescono incredibilmente a piazzarsi al secondo posto di Gruppo 1. I vecchi volponi del turismo di serie masticano amaro: “sono due marziani?”, si interrogano frustrati quando scoprono di essere stati impietosamente superati. Quindici giorni più tardi tocca al Bellunese. per la prima volta entrano nella top ten: decimi assoluti e ancora secondi di Gruppo 1, davanti a vetture ben più performanti della loro opel che Massimo Frigo viviseziona di notte con cura maniacale. Il calendario s’infittisce dopo la pausa ferragostana: rally di pordenone (18ͥe 5ͥdi Gruppo 1), due Valli di Verona (quinti di Gruppo), raab, ovvero rally dell’alto appennino Bolognese (quarti di Gruppo) e san Marino (sesti di Gruppo 1). prima di chiudere la stagione Miki e Tiziano si concedono un salto nel piano superiore e disputano due gare del Campionato italiano rally internazionali: lana a Biella e Centomila Trabucchi a saluzzo. dodicesimi assoluti in entrambe le prove, terzi e secondi di Gruppo, distanziati di un niente dai vincitori. Coi punti raccolti Tiziano

siviero si assicura il titolo di campione triveneto navigatori Trn mentre Miki è secondo tra i conduttori e primo fra gli esordienti.

1980. Il primo tricolore Giovani e un tantino acerbi ma con le idee ben chiare. potrebbero presentarsi al via della nuova stagione ancora con la opel kadett GT/e di Gruppo 1, certi di poter dire il loro grazie alla conoscenza del mezzo. Invece cambiano di categoria e passano in Gruppo 2, Turismo speciale, un salto mica da poco. la macchina è ancora una opel, ascona stavolta, preparata dal torinese Virgilio Conrero che già segue le vetture ufficiali di Tony Fassina, lucky e dario Cerrato. Cambia lo scenario: non più rally nazionali ma le più lunghe, impegnative e difficili gare internazionali del campionato italiano. dopo l’inverno trascorso a mettere a punto l’ascona e a trovare il ritmo giusto con la cavalleria, che è decisamente maggiore, i due partono con molte speranze e l’entusiasmo dei ventidue anni, per la sicilia, dove tra il 7 e il 9 marzo è in

11 Sotto Un’uscita in controsterzo con la Opel Ascona Gr. 2 (Foto Don, S. Secondo di Pinerolo).


Biasion-Siviero alla partenza del 22° Rally di Sanremo, corso tra il 6 e l’11 ottobre 1980 al volante di una nuova Ascona, con la livrea del Hawk Racing Club allestita dopo aver distrutto la precedente al Rally del Ciocco (Foto Don, S. Secondo di Pinerolo).

Pagina a fianco Un controsterzo da manuale, sempre al Rally di Sanremo, edizione 1980. I bassanesi saranno costretti al ritiro per rottura del differenziale (Foto Leader, Livorno).

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Un modellino in scala 1/43 della Opel Ascona B 2000 SR di Miki Biasion preparata da Conrero per il Sanremo del 1980 (Arena Modelli da collezione).

programma la storica Targa Florio, trasformata in rally. la lunga trasferta non mette soggezione all’equipaggio della Hawk racing Club. sandro Bordignon spedisce a palermo il furgone dell’assistenza con un socio, Corrado sulsente, a dare una mano a Massimo Frigo per l’assistenza. Il viaggio è avventuroso. solo una volta saliti sul traghetto, a napoli, dopo aver allontanato un paio di brutte facce che si aggiravano con fare sospetto attorno al carrello dell’ascona, potranno tirare un sospiro di sollievo. alla “Targa”, valida anche per l’europeo, è presente la crema del rallysmo italiano. Il confronto sarà spietato e senza sconti. davanti oltre mille chilometri, suddivisi in due tappe, e 26 prove speciali. partono in 105, taglieranno il traguardo in 48. al via, tra due ali di folla, Miki strizza l’occhio a Tiziano. Il compagno gli risponde con un sorriso. l’intesa è perfetta: sono sulla stessa frequenza. In gara, a suon di temponi, sorprendono tutti. reggono il ritmo dei migliori e spesso mettono le ruote della loro vettura davanti alle Gruppo 4. Vince a sorpresa Mario aldo pasetti di Castelfranco Veneto in coppia con il compaesano roberto stradiotto, su Fiat 131 abarth, dopo che a un tiro dal traguardo Vudafieri e pregliasco, rispettivamente primo e secondo, erano stati costretti al ritiro. nel frattempo aveva salutato la compagnia anche andruet con una Ferrari 308 GTB preparata da Giuliano Michelotto. Medaglia d’argento a Cerrato-Guizzardi su opel ascona 400 ufficiale e bronzo a Verini-Mannini su alfetta GTV Turbodelta. ai piedi del podio alberto Carrotta e ornella amara, palermitani, con un’ascona identica a quella dei due bassanesi, seguiti con occhio di riguardo dalla opel. Miki e Tiziano chiudono quinti assoluti, davanti

alla escort di andrea Zanussi, consapevoli di poter ambire al tricolore del turismo speciale. presunzione? no di certo. semmai determinazione, coraggio, concentrazione e uno spirito professionistico che pochi alla loro età hanno. Ci credono e a fine anno il prestigioso titolo sarà loro. non sarà un inseguimento facile perché saranno costretti ad abbandonare anzitempo Costa smeralda, Quattro regioni e Ciocco. In compenso vinceranno il Gruppo 2 all’elba (quarti assoluti), saranno secondi al liburna (settimi assoluti) e al Colline di romagna, terzi di Gruppo al lana di Biella (settimi assoluti). al “100.000 Trabucchi” di saluzzo siviero lascia il posto a loris roggia per problemi di lavoro. Col nuovo compagno Miki termina quarto assoluto e primo di Gruppo 2. l’incoronazione avviene un paio di settimane più tardi al san Marino, ultima gara stagionale. Miki e Tiziano conquistano la nona piazza e si aggiudicano il campionato italiano turismo speciale. a pochi chilometri dal traguardo, col titolo ormai in tasca, l’ascona misteriosamente ammutolisce. solo dopo ripetute spinte si metterà in moto. a fine gara Massimo Frigo controlla il serbatoio e trova tracce di zucchero. Qualcuno ha tentato di sabotare la gara dei bassanesi. 1981. Nell’orbita della Opel per progredire e crescere bisogna cambiare. Con l’aiuto dei Concessionari opel delle Tre Venezie che credono nei due enfants terribles, Biasion e siviero passano alla opel ascona 400 di Gruppo 4, vettura da primo posto. Un salto ancora più acrobatico di quello spiccato dodici mesi prima. Coraggio e un pizzico di spavalderia non mancano ai due, decisi a tuffarsi nella nuova serie



L’Ascona 400 di Biasion-Siviero all’uscita di un tornante al 2° Rally Piancavallo 1981. I bassanesi giungeranno secondi alle spalle dell’equipaggio Tony-Rudy.

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Biasion-Siviero all’Elba 1981, gara sfortunata conclusasi con il ritiro.

con l’intento di disturbare chi da anni corre nei piani alti. Tony e Vudafieri, trevigiani veraci, si contendono vittorie e titoli portando alle stelle il tifo e i chiodi a tre punte sulle strade. lucky non sta a guardare. Cerrato scalpita. Bettega è già nel giro iridato. la stagione riparte dalla Targa Florio. I due amici non sono più degli illustri sconosciuti e si permettono, con incredibile facilità, tempi di valore assoluto. ai “padroni del vapore”, abituati a regolare i conti tra di loro e a dividersi la scena, la cosa dà un po’ fastidio. “Come si permettono ‘sti due ragazzini?”. si permettono, eccome! alla fine della prima tappa siciliana Miki e Tiziano sono incredibilmente primi. Col sorriso sulle labbra hanno messo in riga nientemeno che andreut, darniche, Tony, lucky, pregliasco, Tabaton, Tognana, liviero… gente che mastica rally e successi da anni. poi sono costretti a mollare. salvano il settimo posto, a 7’43” dalla Ferrari 308 GTB di “Cavallo pazzo” andruet, festeggiatissimo vincitore. Va meglio al Costa smeralda, quinti, mentre all’elba, che conclude il trittico delle gare isolane, si ritirano. Chiudono quarti al “Quattro regioni”. nuovo ritiro al lana di Biella a causa di una uscita di strada. la notte prima del via, ignoti ru-

bano il nuovo furgone della Hawk racing Club, un opel Bedford diesel costato una “fortuna”, carico di gomme e cerchi per Miki. Massimo Frigo e lino Fantinato lo avevano posteggiato nel piazzale dell’albergo, col serbatoio pieno e l’olio controllato e rabboccato, dopo le verifiche per riprenderlo il mattino seguente. solo grazie all’intervento di elio nori, che bussa alla porta della Michelin, Biasion e siviero riescono a trovare nuove “scarpe” (in realtà usate) per il rally. È ritiro pure al Ciocco, in Garfagnana, ma al Colline di romagna salgono finalmente sul podio: terzi. Fanno ancora meglio al piancavallo agli inizi di settembre: secondi assoluti, distanziati di un minuto secco da Tony-rudy su opel ufficiale. alle loro spalle lucky-penariol (ascona 400), Bettega-perissinot (Fiat 131 abarth) e presotto-perissutti (Ford escort rs). al sanremo mondiale, vinto dalle dame di ferro Michéle Mouton e Fabrizia pons (audi 4), sono sesti, preceduti da Toivonen, Tony, Mikkola e lucky, ma davanti a Vatanen, Cerrato e alen. Quarto posto anche al Centomila Trabucchi e al san Marino. I due hanno raggiunto la maturità agonistica bruciando le tappe. la opel non se li lascia scappare e li ingaggia per la stagione successiva: piloti ufficiali con stipendio garantito, auto da gara e muletto a disposizione.

1982. La prima vittoria È l’anno della conferma e della prima vittoria assoluta. la General Motors schiera in Italia tre opel ascona 400 affidate rispettivamente a Tony, lucky e Biasion, un trevigiano e due vicentini dal piede pesantissimo. direttore sportivo il sanremese amilcare Ballestrieri, alter ego di Munari ai tempi della Fulvia HF. si riparte dalla Targa Florio. Vince Tonino Tognana su Ferrari 308 Gtb davanti al compagno di marca andruet. Terzi assoluti Biasionsiviero. Fuori lucky, settimo Tony. ritiratisi al Costa smeralda, all’elba chiudono ai piedi del podio. Terzi al Quattro regioni. alla vigilia del lana di Biella Ballestrieri appieda siviero, reo di aver contestato ordini di squadra (lasciare via libera a Tony a caccia dell’europeo). sulla 400 sale così roberto “rudy” dalpozzo, abituale coequipier di Tony.


Sosta tecnica al 4 Regioni 1982. Al termine della gara l’equipaggio bassanese chiuderà al terzo posto, dopo le Ascona di Lucky-Penariol (primi) e TonyRudy (secondi), rispettando con qualche malumore gli ordini del diesse Amilcare Ballestrieri.

Miki non digerisce l’allontanamento del compagno col quale s’intende anche senza parlare ma rispetta la decisione del capo e accoglie il romagnolo sul sedile di destra deciso a fargli vedere le “streghe”. In gara dà il meglio di sé e, incalzato dalle note di un sorpreso rudy (“non lo credevo così forte. Guida prendendo tutta la strada, sfiorando i paracarri da una parte all’altra della carreggiata come se fosse in pista”) vince mettendosi dietro i piloti di casa Cerrato e ormezzano. Tiziano, scontata la “squalifica”, riprende a navigare Miki al Colline di romagna. Tra i due il tacito accordo che se fossero stati divisi nuovamente si sarebbero rifiutati di gareggiare. Finiscono terzi assoluti. ai primi di settembre corrono il piancavallo e si assicurano la piazza d’onore a 50” dalla Ferrari di Tonino Tognana. ritentano al sanremo mondiale e chiudono ottavi. seconda vittoria stagionale al Centomila Trabucchi di saluzzo. Festeggiano con dolcetto e fonduta al tartufo all’ombra del Monviso. la stagione si conclude con il secondo posto al san Marino, ancora dietro a Tognanade antoni dirottati sulla lancia 037 da Cesare Fiorio per “strappare” il tricolore alla Casa di Maranello. enzo Ferrari non la prese bene… per i due si tratta dell’ultima gara con l’opel. pur allettati da un contratto economicamente molto vantaggioso, Miki e Tiziano declinano la generosa offerta di rinnovo, ringraziano, e firmano per il Jolly Club di Milano, scuderia satellite della squadra lancia. non ha impiegato molto tempo roberto angiolini a convincerli: la prospettiva di salire a bordo di una 037 rally semiufficiale ha spianato incertezze, dubbi e timori nel tempo di un battito di ciglia.

Sopra Miki Biasion sotto la pioggia al 10° Rally Internazionale della Lana 1982, gara che vincerà, navigato da Rudy Dalpozzo, perché Siviero era stato appiedato per proteste. A fianco Miki e Rudy festeggiano il successo a Biella (Belle Époque, Padova).

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1983. Campioni europei Un anno indimenticabile, il 1983, ricco di successi e consensi. Il passaggio alla lancia certifica che la loro caratura ha raggiunto livelli internazionali. Un altro anno di rally in Italia avrebbe finito per relegarli nella piccola bolgia nostrana, contro i soliti noti, pronti a scannarsi lungo prove speciali che ormai conoscono a memoria. sarebbe un peccato mortale non mirare ad altri orizzonti. la carriera di Miki e Tiziano è stata un crescendo, stagione dopo stagione, con vetture ogni volta diverse. apprendistato con la kadett, con-


Biasion-Siviero su Lancia 037, vincitori all’11° Rally di San Marino del 1983.

Una pagina pubblicitaria del Totip con la fotografia della 037 dei “campioni d’Italia e d’Europa 1983”.

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Miki Biasion durante le verifiche, prima di affrontare il 31° Rally Sol-Race (1983), gara che vincerà, sempre in coppia con Tiziano Siviero.

Pagina a fianco La Lancia 037 di BiasionSiviero al 24° Rally Vinho da Madeira. I due bassanesi concluderanno da vincitori.

ferma con l’ascona, in alto con la “400”. Il passaggio nell’orbita torinese è la giusta coronazione di una carriera che sposta i limiti sempre più avanti. I mesi invernali passano tra un allenamento e l’altro per prendere in mano e scoprire le caratteristiche della 037 rally, macchina scorbutica e nervosa, vincente, nata per correre. la stagione comincia presto. Il 17 febbraio i due sono sulla linea di partenza del Costa Brava, valido per il campionato europeo a coefficiente quattro. e sarà proprio il torneo continentale il loro obiettivo. Miki si adatta presto ai cavalli della belva torinese e Tiziano è costretto ad alzare il ritmo delle note. Cambia la musica. Marcia trionfale dall’inizio alla fine. direttore sul podio il diesse Claudio Bortoletto. In spagna i due si aggiudicano 32 prove speciali su 44; finiscono sette volte secondi. peggior risultato il terzo posto, cinque volte. Mai giù dal

podio. Vittoria mai insidiata. l’avversario più pericoloso, Zanini, che corre sulle strada di casa in coppia con sabater, con una Talbot finisce a 9’7”. Il terzo, Fernandez, con sala al radar, su porsche 911 chiude a quasi 27’. distacchi abissali come non se ne registravano da anni. spagnola anche la seconda gara, dall’11 al 13 marzo, il race, che i due bassanesi vincono a man bassa nella suggestiva alicante. prendono immediatamente la testa e non la mollano più. Crollano tutti i record e la sicurezza di Zanini che nell’ultima speciale, per cercare di ridurre il distacco osa troppo, compie tre giravolte e finisce ruote all’aria. secondo posto per ortiz-Minguez su renault r5 Turbo staccati di 2’35”, terzi si riconfermano Fernandez-sala con la 911 a quasi nove minuti. Il campionato riprende in sardegna, rally della Costa smeralda, in uno scenario stupendo e inimitabile. Biasion e siviero sono caricatissimi. I favori del pronostico sono tutti per alenkiwimaki, piloti di punta della lancia, ma i due accettano la sfida e rilanciano senza timori di sorta. Il duello con i finlandesi tiene tutti col fiato sospeso. Miki, al volante, è incredibilmente concentrato e veloce. lotta da pari a pari sino a quando il finnico, al termine della 13a prova, è costretto al ritiro a causa della doppia rottura della cinghia. Biasion comanda ma una foratura lo appieda nel corso della 21a speciale. Mentre aiuta Tiziano a sostituire la gomma afflosciata, il genovese Fabrizio Tabaton gli soffia la testa della gara.



Biasion-Siviero al Rally di Montecarlo, edizione 1984. La gara sarà vinta dal tedesco Walter Röhrl, al quarto successo in carriera in questo classico del rallismo internazionale (Photo4).

Tiziano Siviero e Miki Biasion con Henry Toivonen.

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Miki non si arrende. pesta a martello sull’acceleratore e sette prove più avanti riprende la vetta del rally in una progressione continua. alla fine avrà un vantaggio di 1’13” sul ligure (037) e 2’39” su Cunico-Bartolich (037), 11’39” su Capone-pirollo e 12’42” su Tognana-de antoni. Carlo Cavicchi, compagno di team alla Hawk nell’anno del debutto, scrive su autosprint: “puntare adesso sul futuro di Biasion è addirittura banale: è già scritto”. Tre gare, tre successi. al Quattro regioni arriva il poker. la corsa di Biasion viene definita “quasi una passeggiata”. Il bassanese infila come perle preziose ben 14 prove speciali. Cerrato, con l’ascona 400, finisce secondo a 4’35”. Cinotto-Cresto, terzi su 037, chiudono a 6’37”. Il vecchio capitano della opel, Tony Fassina con radaelli al fianco, su Ferrari 308 GTB, conclude il rally ad oltre 8’. distacchi abissali. nella graduatoria europea Biasion-siviero hanno già raccolto il doppio dei punti di Zanini. le vittorie in sardegna e al Quattro regioni li proiettano anche al vertice del tricolore. Il 5 giugno, per non perdere la concentrazione, si schierano al via del rally della lana. si classificano secondi, a 1’06” dai compagni Capone-pirollo, anche loro su lancia 037. È il peggior risultato nelle cinque gare disputate, frutto però di un ordine calato dall’alto. la vittoria ritorna prepotente alla “24 ore di Ypres” in Belgio, dopo aver tolto il comando ad andruet nella sesta speciale. Il fuoriclasse francese (lancia 037) mantiene la piazza d’onore con un ritardo di 48”. Terzi Vincent-Huret con

la Ferrari 308 GTB a 3’18”. Il calendario offre un mese di sosta. Miki e Tiziano ne approfittano per tirare il fiato, recuperare energie fisiche e nervose, sgombrare la mente in vista della ripresa. Fra il 6 e il 7 agosto disputano il 24° Vihno de Madeira, vinto l’anno prima da Tony-rudy con l’ascona 400. nonostante qualche problema con la terza marcia capricciosa, vincono agilmente davanti a suyersColebunders su porsche 911 e ad antonella Mandelli-Tiziana Borghi su lancia 037. a fine mese, in Grecia, inaspettato stop. salonicco ospita l’Halkidikis, valido per l’europeo con coefficiente 4. Biasion-siviero lottano a lungo con il friulano andrea Zanussi (037), ma sono costretti a ritirarsi per la rottura del motore. Vince Tognana (037) davanti all’indiano Metha, più volte mattatore al safari, con la nissan 240 rs. Terzi Zanussi-Cresto a 18’04”. Miki e Tiziano si ripresentano in Italia alla 25a edizione del sanremo mondiale. Chiudono quinti assoluti prendendosi il lusso di vincere le prove sterrate più difficili e aspre. davanti a loro solo Markku alen, Walter rohrl e attilio Bettega con le 037 ufficiali e il fuoriclasse Henry Toivonen su opel Manta 400. avrebbero sicuramente fatto meglio se non avessero rotto la pinza dei freni e la ruota posteriore destra perdendo due minuti secchi in prova e altri tre al successivo controllo orario per consentire l’intervento ai meccanici del Jolly Club. senza quelle penalizzazioni chissà dove sarebbero arrivati… la stagione si conclude a san Marino dal 10 al 12 novembre. Il sigillo, ovviamente, è ancora


Stig Blomqvist e Bjorn Cederberg su Audi Quattro A2, sempre a Montecarlo nel 1984, anno in cui lo svedese si aggiudicherà il titolo di campione del mondo.

giallorosso. Biasion-siviero dominano il rally sin dalle battute d’avvio. Zanussi, secondo, finisce a quasi sette minuti. Henry Toivonen, al debutto con la Ferrari 308 GTB, deve arrendersi per la rottura di un braccetto dello sterzo. la corona europea è loro. Così come quella italiana. si assicurano pure il “Trofeo del Tridente” per conquistare il quale si sono presentati sulla pedana del rally di antibes, ritirandosi subito dopo il via, sufficienti i punti della partenza.

1984. Nel giro mondiale Il 1984 segna l’entrata ufficiale di Biasion e siviero nel giro mondiale dei rally. Cinque le gare alle quali prendono parte, sempre coi colori del Jolly Club. dal confronto con i mostri sacri della specialità i due escono a testa alta, arricchiti da esperienze nuove e stimolanti e dalla stima e dal rispetto del nuovo ambiente che subito li accoglie con sufficienza e curiosità per trasformarle immediatamente in simpatia e ammirazione. I due sanno farsi voler bene per via del carattere solare, della gentilezza innata, della battuta sempre pronta e del piede destro che pesta deciso l’acceleratore. la macchina è ancora la lancia 037, fresca del titolo iridato marche, in livrea Totip. roberto angiolini, d’accordo con Cesare Fiorio, li iscrive al mitico Montecarlo, gara affascinante che ha fatto sognare intere generazioni di piloti. Gli occhi degli addetti ai lavori sono puntati sulla lotta fra l’audi, che schiera Walter rohrl, e la lancia. lo spilungone tedesco vince per la quarta volta il rally monegasco mentre Biasion

e siviero, subito a loro agio sulle prove innevate, conquistano il sesto posto, appena dietro ad attilio Bettega. Gli allenamenti invernali sul Grappa all’inizio della carriera, su e giù tra lepre e san Giovanni per prendere mano con la kadett Gte, hanno dato il loro frutto. al rally del portogallo debutta, come ufficiale lancia, Henry Toivonen. la gara si mette in moto sul circuito dell’estoril il 6 marzo. Toivonen, velocissimo, domina le prime cinque prove speciali ma sull’asfalto di sintra resta improvvisamente senza contatto interfonico col navigatore piironen. Una nota capita male e l’equipaggio finisce fuori strada piegando il telaio della 037. l’asfalto esalta rohrl ma anche il pilota audi perde il controllo della 4x4 tedesca danneggiando una sospensione e rimediando ben sette minuti di ritardo. alen passa a condurre e battaglia sul filo dei secondi con Mikkola. ligi agli ordini di scuderia, tanto Biasion quanto Bettega si fermano in prova per far passare alen che così non trova polvere. li imita rohrl, per dare strada al compagno Mikkola. Hannu vince il portogallo con soli 27” di vantaggio su alen. Bettega è terzo a 22’49”, Biasion quarto a 23’50”. ai primi di maggio è in calendario il Tour de Corse, gara dura, difficile e imprevedibile. le strade strette a picco sul mare non concedono distrazioni. Miki sull’asfalto corso si trova a proprio agio e quando c’è da tenere giù non si fa cogliere impreparato. alen vince il rally ma Miki si piazza alle sue spalle mettendo le mani sull’argento. Bettega accusa problemi alle gomme mentre Vatanen, autore di un’incredibile rimonta che lo porta al comando, è costretto a ritirarsi dopo una rovinosa uscita di strada con la sua peugeot turbo 16T. Miki e Tiziano raggiungono la Grecia per partecipare all’acropolis che scatta dal partenone di atene. Il fondo costellato di pietre non risparmia le macchine. Come all’Halkidikis dell’anno prima, però, sono costretti ad abbandonare dopo aver chiuso la prima tappa al settimo posto ed essere risaliti al quinto nella seconda, ad 11’52” da Blomqvist. si arrendono a sei speciali dal traguardo con una sospensione disintegrata. Vittoria a Blomqvist su audi a4 lunga davanti a

Miki Biasion e il sindaco di Bassano Antonio Basso, ospiti del locale Panathlon Club il 14 febbraio 1984. Tema della serata: il Rally di Montecarlo.

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La Lancia 037 Jolly Club di Biasion-Siviero al 19° Rally del Portogallo. L’equipaggio giallo-rosso si piazzerà secondo, dopo i finlandesi SalonenHarjanne su Peugeot 205 Turbo 16 (Photo4).

Mikkola. Terzi e quarti, con le 037, rispettivamente alen e Bettega. dal 30 settembre al 7 ottobre il “circo” si sposta a sanremo. Miki e Tiziano dominano le prove iniziali sull’asfalto dell’entroterra ligure. Bettega sale in cattedra sulle speciali sterrate in Toscana. Mette tutti d’accordo Vatanen che vince davanti a Bettega e a Biasion. I due bassanesi duellano a lungo l’ultima notte di gara per la piazza d’onore, tra l’entusiasmo di migliaia di tifosi. la corona iridata è conquistata da Blomqvist con 125 punti davanti a Mikkola (104) e ad alen (90). Biasion si classifica sesto con 43 punti, preceduto al quinto posto da attilio Bettega con 49.

Attilio Bettega (1953-1985), pilota ufficiale Lancia, è scomparso durante il Tour de Corse ’85. Nel corso della quarta prova speciale, perso il controllo della sua 037, si è schiantato contro un albero: un incidente terribile che per lui è stato fatale.

1985. Il ricordo di Attilio È l’anno della tragedia di attilio Bettega. Il pilota trentino muore nel corso della quarta prova speciale del Tour de Corse, quella di Zerubia, in seguito a un’uscita di strada. lascerà un vuoto incolmabile. l’incidente si verifica alle 10.45 di giovedì 2 maggio. la lancia, in segno di lutto, ritira immediatamente le macchine ufficiali. Biasion e siviero, lasciati liberi di proseguire in quanto portacolori del Jolly Club, si fermeranno in quella successiva. “abbiamo provato a prendere il via della sesta prova - dichiara Biasion - ma alla terza curva mi sono accorto di pensare all’incidente invece che alla strada. non ce l’avrei fatta a proseguire. attilio era un amico”. “la tragedia - scrive Carlo Cavicchi, nominato nel frattempo direttore di autosprint - ha scosso il mondo sportivo. attilio aveva sempre la forza di reagire anche se le corse avevano fatto di tutto per fargli cambiare idea. lui la competizione l’amava, per i rally aveva accettato sofferenze mostruose e il rischio di un ritorno pieno di incognite (nel 1982 era rimasto seriamente ferito proprio al Tour de Corse, n.d.r.). sembrava aver esorcizzato la malasorte, invece un maledetto albero in una maledetta prova di un maledetto rally di Corsica ha vanificato tutto”. ragnotti-Thimonier, vincitori con la renault Maxi Turbo 5T davanti a saby (peugeot 205 T16) e a Beguin su porsche 911 sC, non trattengono le lacrime sul podio. la stagione per Miki e Tiziano s’era aperta con

un nono posto al Montecarlo (primo Vatanen su rohrl e salonen), attardati dalla perdita della ruota posteriore sinistra nella speciale di Theniers nel corso dell’ultima, massacrante, notte. In portogallo, invece, assente la squadra ufficiale lancia, i due bassanesi, partiti a “testa bassa” sull’asfalto alla fine della tappa d’apertura, dopo 17 prove, erano al comando con 58” di vantaggio su rohrl e 1’11” su Vatanen. sullo sterrato, sfruttando le caratteristiche della audi 4x4, rohrl li rimontò alla fine della quarta speciale mentre Vatanen si fermò per la rottura del giunto della ruota posteriore destra. alla fine della terza frazione anche salonen passò davanti ai portacolori del Jolly Club. Ma le sorprese fioccarono. sulla lunghissima prova di arganil, 56 chilometri tirati e infidi, rohrl distrusse il differenziale anteriore della sua audi e perse almeno due minuti. altri cinque li lasciò per la sostituzione del cambio nella successiva assistenza. Biasion scatenò la cavalleria della 037-Totip sulle buche del mostruoso sterrato portoghese e riuscì a contenere la rimonta del tedesco, avvantaggiato dalla trazione integrale. Vinse salonen, che a fine stagione si laureerà campione del mondo, davanti ai sorprendenti bassanesi e a rohrl. Il campione dell’audi si “consolò” vincendo il sanremo, reso indigesto a Biasion e siviero da una serie di problemi che li retrocessero al sesto posto. Il 1985 regalò comunque tre successi all’equipaggio emergente. pur provando pochissimo, infatti, Miki e Tiziano si presero il lusso di vincere tre gare europee: Costa Brava, race e Halkidikis.


Miki e Tiziano, sempre al Rally del Portogallo, edizione 1985, durante un controllo (Photo Rapport).

all’elba, invece, si “accontentarono” del secondo posto, a 30” da Cerrato-Cerri e con 9’55” di vantaggio su Tabaton-Tedeschini, terzi. nella graduatoria mondiale salonen (127 punti) davanti a Blomqvist (75) e rohrl (59). dodicesimi Biasion-siviero con 23 punti. Mondiale marche alla peugeot (142 punti) su audi (126) e lancia (70). Cerrato campione continentale.

1986. Ufficiali Lancia Un anno tormentato e difficile, il 1986. Miki Biasion e Tiziano siviero lasciano il Jolly Club ed entrano ufficialmente nella squadra lancia comandata da Cesare Fiorio. promossi a pieni voti. per loro una delta s4 coi colori Martini, trazione integrale, turbocompressore e compressore volumetrico, in sostituzione della 037, “pensionata” dopo aver colto allori in tutto il mondo. portata vittoriosamente al debutto al rac, in Inghilterra, da Henry Toivonen, la nuova vettura è accreditata di una potenza dichiarata abbondantemente sopra i 400 cavalli. C’è chi dice sfiori i 500 o si avvicini addirittura ai 600. roba da formula uno. Un “mostro” indomabile che arriva in curva prima ancora che il pilota se lo aspetti a velocità stratosferiche. a Miki piace, il pilota vorrebbe avere sempre più cavalleria a disposizione. Tiziano deve ulteriormente alzare il ritmo delle note per riuscire ad anticipare le insidie delle prove speciali. È come portare un disco da 45 a 78 giri e cantare senza perdere un ritornello né prendere stecche. Tenere la testa bassa sul qua-

derno e ignorare, per non smarrire il filo, la strada che viene incontro senza dare respiro richiede nervi d’acciaio e un coraggio fuori del comune. l’accelerazione è pazzesca, da togliere il fiato: da zero a 100 orari in un paio di secondi. Un proiettile. l’inizio per i bassanesi non è dei più esaltanti. a parte prendere in mano la vettura, velocissima e nervosa, dovranno misurarsi coi compagni di team disponendo dello stesso materiale, dimostrare sul campo di aver meritato il passaggio nella ristrettissima élite dei grandi campioni e non temere il confronto. poi il confronto si dovrà allargare agli avversari, portacolori peugeot (salonen, kankkunen, saby, Blomqvist, Mouton, Mehta, Zanussi…) e audi (rohrl, Mikkola, ericsson, stohl…), le cui vetture sono allineate a quelle torinesi sul piano dei cavalli, della trazione e delle performance. Incessante lo sviluppo tecnologico delle vetture di Gruppo B, con valori prossimi alle monoposto della massima serie. solo che i rally si corrono su stradine aspre e insidiose, spesso e volentieri fiancheggiate da file di alberi o tratteggiate su fianchi di montagne senza protezioni né miracolose vie di fuga. Vietato sbagliare: se esci voli senza sapere dove e come riuscirai ad atterrare. Il responso tocca al cronometro. al Montecarlo, rally d’apertura del campionato mondiale, nonostante l’inverno la sfida è subito incandescente con la peugeot 205 T16 super evoluta e con la Quattro sport s2 dell’audi accreditata di 600 cavalli. la lancia gommata pirelli

Miki Biasion con Cesare Fiorio, diesse della squadra Lancia, nel 1986.


Montecarlo ’86. Biasion-Siviero, piloti ufficiali Lancia su Delta S4, sono costretti alla resa durante un trasferimento, proprio nel corso della tappa finale. Causa del ritiro: la perdita di una ruota (Photo4).

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Nel 1986 Juha Kankkunen, su Peugeot 205 turbo 16, conquista il suo primo titolo mondiale.

s’impone con Toivonen-Cresto mentre Miki e Tiziano, terzi assoluti con un ritardo di 37”, sono costretti alla resa durante un trasferimento nel corso della tappa finale a causa della perdita di una ruota, dopo aver penato all’assistenza per noie all’impianto elettrico. stoppati dal motore, invece, alen-kiwimaki. l’argento è conquistato dalla peugeot di Timo salonen-seppo Harjanne a 4’4” dai leader, mentre Hannu Mikkola-arne Hertz si godono il bronzo con l’audi a 7’22”. In portogallo tutti i piloti ufficiali si fermano dopo la rovinosa uscita di strada nella prova iniziale di lagoa azul della Ford rs 2.0 di Joaquim santos che travolge un gruppo di spettatori, falciandone tre e ferendone più di trenta. Con le potenze alle stelle, schiacciare a fondo davanti a una marea di tifosi che si apre a ventaglio all’ultimo momento non è esercizio da prendere a cuor leggero. la clamorosa decisione, avallata da tutti i big, accende discussioni e polemiche. la gara, nonostante il pesantissimo bilancio, prosegue ed è vinta dal portoghese Joaquim Moutinho su renault 5 Turbo davanti al connazionale Carlos Bica su 037 rally. Terzo il sorprendente comasco Giovanni del Zoppo in coppia con

loris roggia su Fiat Uno Turbo. Miki e Tiziano vengono iscritti al safari rally, in kenya, gara che da sempre la lancia cerca di assicurarsi senza tuttavia mai riuscirci. le ricognizioni sono lunghe ed estenuanti. Faticosissime. Il percorso si snoda nella savana per oltre 4000 chilometri con prove interminabili, elefanti, gazzelle e leoni a far da spettatori e guadi che si ingrossano all’improvviso intrappolando i concorrenti. I due, con la rispolverata 037 rally dalle inconfondibili protezioni, non concludono la gara (primo Waldegard su Toyota Celica Twin Cam turbo, davanti alla vettura gemella di lars erik Torph e alla 037 di Markku alen) ma l’esperienza si rivelerà importantissima e fondamentale nelle stagioni successive quando, contagiati dal mal d’africa, ripianeranno i conti con il safari, volgendoli a loro favore. ancora a secco di punti e di risultati, il primo maggio partecipano al Tour de Corse. Il ricordo della tragica scomparsa, dodici mesi prima, di attilio Bettega è ben vivo e vorrebbero onorare la memoria dell’amico con una grande prestazione. Invece la gara isolana si riconferma maledetta. Henry Toivonen, più veloce di tutti,


perde improvvisamente il controllo della macchina, sulla discesa di Col d’ominanda, mentre è nettamente in testa al rally. la s4 esce di strada, precipita nel burrone capottando e si schianta contro un albero. Il colpo al serbatoio è tremendo e la benzina, a contatto con gli scarichi roventi, s’incendia. per Henry e sergio non c’è scampo. Muoiono intrappolati dalle fiamme che s’alzano altissime dalla delta. Una fine atroce, straziante, disumana. saby, che li segue a un minuto, non si accorge dell’incidente e prosegue. Un giro di lancette e giungono anche Miki e Tiziano allarmati dalla colonna di fumo. si fermano, vorrebbero soccorrere i due compagni ma il calore li respinge e non possono avvicinarsi al rogo. saby è già dall’altra parte della valle, butta uno sguardo e capisce che è successo qualcosa di grave. ritorna indietro, scende disperato. non servono altre parole… Il calendario riporta venerdì 2 maggio, esattamente un anno dopo l’incidente di Bettega. sotto accusa finiscono le potenze esagerate e il futuro stesso dei rally. Impotenti davanti alle fiamme, Miki e Tiziano

raggiungono l’assistenza col cuore straziato. la catastrofe indurrà la Fisa, Federazione Internazionale dell’automobilismo, sotto la pressione delle maggiori Case costruttrici, alle quali si opporrà però la peugeot, a cancellare il Gruppo B e il nascente Gruppo s e a riservare, a partire dal 1987, il campionato mondiale alle vetture di Gruppo a, derivate dalla serie, caratterizzate da potenze e caratteristiche “umane”. Già nella successiva gara in Grecia, l’acropoli, su indicazione di Jean Marie Balestre, presidente Fia, cambiano i regolamenti in materia di sicurezza. accorciato pure il chilometraggio.

Biasion-Siviero, terzi al Rally di Sanremo 1986 su Delta S4 (Martini Lancia), alle spalle di Alen-Kivimäki (Martini Lancia) e CerratoCerri (Jolly Club). Sotto Biasion-Siviero, su Delta S4, colgono la prima vittoria mondiale al Rally d’Argentina 1986 davanti ai compagni di squadra Alen-Kivimäki (Rallying 9 Martin Holmes).


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per Biasion e siviero, di nuovo nella mischia, il rally comincia male. due forature provocate dalle pietre aguzze costano tre minuti di ritardo nella prima tappa vinta dal compagno di team alen davanti a salonen. Miki guida una s4 ex Corsica, rinforzata nel telaio e dotata di un nuovo sistema di estinzione. È aumentato pure il peso. alen accusa problemi nella trazione anteriore nel corso della seconda frazione che kankkunen non si lascia sfuggire, precedendo Biasion di 2’01”. nella terza, decisiva, tappa alen parte all’attacco con un differenziale nuovo e vince sei prove su otto. poi rompe il motore. Biasion e siviero accusano pure loro problemi al differenziale anteriore ma riescono a tagliare il traguardo secondi assoluti dietro alla peugeot 205 T16 di kkk staccati di 1’37” ma davanti a sabyFauchille (9’54”) e ad al Hajiri su porsche 911 addirittura a 51’10”. la lancia, con alen in “odor” di iride, invia auto e piloti in nuova Zelanda (5-8 luglio) per stanare punti preziosi, ma a vincere è kankkunen davanti a Markku e a Miki. neanche il tempo di rientrare a Bassano e già bisogna rifare le valigie, destinazione argentina. la gara scatta il 3 agosto tra due ali di italo-argentini. Il tifo per Biasion e siviero è alle stelle e i due non deludono. sempre all’attacco, galvanizzati dall’accoglienza e dal supporto dei tifosi, volano con la delta s4 e vincono il rally precedendo il compagno alen di 24” e stig Blomqvist lasciato a 4’16”. È il primo successo nel campionato mondiale e il sapore è dolcissimo. I due vengono portati in trionfo dal pubblico impazzito di gioia. Meritato il periodo di riposo che si concedono mentre alen va a caccia di punti al Mille laghi. per non perdere ritmo e concentrazione sottopongono la delta a una serie di prove e collaudi sulla pista de la Mandria. la lancia è già proiettata alla stagione successiva e sta mettendo a punto la 4Wd di Gruppo a destinata a soppiantare la s4. dal 13 al 17 ottobre ritornano nell’agone. In calendario il rally di sanremo, terz’ultima gara. la sfida tra alen e kankkunen per la corona iridata è incandescente. Cesare Fiorio guida strategicamente i piloti ai quali è stato aggiunto in

supporto dario Cerrato con la s4 del Jolly Club e la lancia coglie una strepitosa tripletta a spese delle peugeot, squalificate per le appendici montate sotto il pianale, ritenute irregolari. la decisione dei commissari tecnici, guidati da lanfranco Caneschi, solleva un enorme polverone e rimette in discussione la leadership mondiale. Il finale del rally è “telecomandato”. per precisi ordini di scuderia Biasion e Cerrato vengono bloccati in prova speciale e così alen sale sul podio più alto, rompendo un digiuno di due anni e mezzo. Cerrato è secondo a 1’18” e Biasion terzo a 1’ 42”. senza la volontaria sosta avrebbe bissato il successo dell’argentina. la peugeot si rifà al rac con salonen che precede alen e kankkunen dieci giorni dopo che il Tna ha assolto la Casa francese e annullato il sanremo. alen, privato di 20 preziosissimi punti, si gioca le ultime chances negli stati Uniti: ai primi di dicembre vince l’olympus rally anticipando kankkunen di 3’16”, ma perde la corona mondiale, conquistata a tavolino dal connazionale. Juha ha 118 punti, Markku 104. Terzo salonen con 63, quarto Waldegard con 48 e quinto Biasion con 47.

1987. Primi a Montecarlo Miki Biasion e Tiziano siviero ripartono dal Montecarlo, la gara regina resa immortale dalla cavalcata trionfale di sandro Munari nel 1972 con la Fulvia HF e poi rinnovata consecutivamente altre tre volte dal drago (1975, 1976 e 1977) con la stratos. I due amici hanno preparato il rally con ricognizioni attente e precise, sviluppando contemporaneamente la nuova delta, chiamata 4Wd, di Gruppo a, in ottemperanza ai mutati regolamenti internazionali ai quali le Case si sono adeguate. non c’è però la peugeot, campione del mondo marche in carica, in difficoltà nello schierare una vettura rispettosa delle nuove norme. rientra invece in pianta stabile la Ford che affida la sierra Xr 4x4 (a fine stagione debutterà la sierra Cosworth) a Vatanen e Blomqvist. È finita l’era dei gruppi B e delle potenze mostruose ritenute la causa dei tragici incidenti in Corsica e in portogallo. Il pilota ritorna padrone del mezzo. le nuove macchine, di derivazione


Biasion-Siviero al Montecarlo 1987, vincitori su Lancia Delta HF 4Wd davanti a KankkunenPiironen, sempre su Lancia Delta. Terzi RöhrlGeistdörfer, su Audi 200 Quattro.

stradale, tuttavia, non sono affatto dei giocattolini lenti e docili. Hanno grinta e carattere, spunti di velocità notevoli e una coppia che tira anche a bassi regimi. la trazione integrale e il turbocompressore fanno il resto. a penalizzarle è il peso, un paio di quintali in più. Miki, girando più di una trottola sulla pista de la Mandria, alle porte di Torino, vicino all’aeroporto di Caselle, se l’è cucita addosso come un abito di alta sartoria. “la stoffa c’è”, commenta fiducioso il bassanese. pur con potenza dimezzata le prestazioni complessive sono sorprendenti e i duecento orari non sono un miraggio. per avere un quadro completo, tuttavia, è necessario spremerla in gara e così il Monte, con tutte le variabili legate alle condizioni atmosferiche in continua evoluzione, neve e ghiaccio compresi, rappresenta il banco di prova ideale. la lancia è fiduciosa. Ha ingaggiato Juha kankkunen, fresco di corona mondiale, affiancandolo ad alen e a Biasion e non nasconde obiettivi prestigiosi. pronti, via. la delta 4Wd risponde a meraviglia e Miki e Tiziano vanno subito al comando. Chiudono la prima tappa con 7” sul francese saby (delta 4Wd anche per lui) e 9” su kkk. Tre lancia ai primi tre posti, a un soffio l’una dall’altra. le premesse per una sfida incertissima ed emozionante ci sono tutte. lo spettacolo è di altissimo livello perché i tre non alzano mai il piede dal pedale del gas. Il testa a testa diventa un affare di famiglia tra l’equipaggio italiano e quello finlandese quando saby prende commiato e si ritira. rohrl (audi 200 coupé Quattro) e compagnia bella viaggiano in ritardo, pronti però ad approfittarne. I due compagni non si risparmiano e se

le danno di santa ragione sino al momento di affrontare il celeberrimo colle del Turinì. Cesare Fiorio, per non rischiare la vittoria, che sente già in tasca, per un’assurda lotta fratricida, li convoca lontano da occhi indiscreti. “Vi lascio carta bianca sul Turinì - dice il gran capo consapevole dell’importanza non solo sportiva ma anche commerciale di un successo nella gara più famosa - tirate pure allo spasimo ma ricordate che chi spiccherà il tempo migliore avrà la strada spianata verso il traguardo mentre l’altro dovrà proteggerlo e fargli da spalla”. I due accettano.

La Delta HF 4Wd in uscita da una curva (Automotoretrò).


Biasion-Siviero al 29° Rally di Sanremo. Anche in questa gara i bassanesi portano alla vittoria la propria Delta HF 4Wd (Martini Lancia) davanti a Saby-Fauchille, sempre su Delta HF 4Wd (Team Chardonnet) e Ragnotti-Thimonier su Renault 11 Turbo (Renault Sport Elf). Il podio di Sanremo ’87.

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Biasion scatta come una molla, deciso a non lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione di mettere le mani sul rally sognato da tutti i piloti. Tiziano legge una nota dietro l’altra con la precisione di un metronomo, senza incertezze né sbavature. Il cronometro li premia: sul Turinì rifilano a kankkunen qualcosa come 17”, una vita. la via verso il successo è spianata. Basta non perdere la concentrazione. Il vantaggio sugli altri equipaggi è rassicurante. kkk, però, non ci sta. Insensibile agli ordini di Fiorio continua a tirare costringendo Miki a non calare di ritmo nonostante il differenziale posteriore sia quasi ko. Il rischio è altissimo. solo sull’ultima prova speciale il finlandese si ferma vistosamente davanti al tavolo dei cronometristi per lasciare passare, come da accordi di team, Biasion. Uno sgarbo che gli aliena tutte le simpatie dei tifosi. la scena muta in conferenza stampa, poi, farà il resto. Finalmente dopo dieci anni a Montecarlo risuona l’inno di Mameli. la classifica vede al primo posto Biasionsiviero in 7 ore 39’50”, con un vantaggio di 59” su kankkunen e 4’10” su rohrl. Miki e Tiziano, adrenalina a mille, il giorno dopo, sono a Bassano, accolti festosamente da tutti gli amici in via roma. Il sindaco Gianni Tasca li riceve in municipio e consegna loro una targa ricordo con il ringraziamento della città. la settimana successiva Miki disputa, con la “vecchia” delta s4, la “24 ore di Chamonix”, gara su pista ghiacciata che richiama attorno al circuito migliaia di spettatori. Conclude secondo dietro la Bmw M3 di Beguin. Tra il 10 e il 14 marzo tocca al portogallo. partenza e traguardo all’estoril. pur vincendo 13

prove speciali Biasion-siviero sono attardati da continui problemi tecnici. Un rally sfortunatissimo. le noie presenteranno un conto, alla fine, di ben 29 minuti di penalizzazione ai Co. la prima tappa li vede terzi assoluti. la seconda è un calvario: tra pompa della benzina, cambio che si blocca in terza, rottura di un semiasse e manicotto dell’olio sfilato sono bravi a concludere la frazione. risolti i problemi da una squadra di meccanici eccezionale, capitanata da rino Buschiazzo, si buttano a capofitto sulle ultime prove speciali e ne vincono sei di fila. Finiscono ottavi, a 34’26” dal vincitore alen che conquista per la quinta volta il rally lusitano. secondo è ragnotti (r 11T) a 2’53”, terzo eriksson (Golf GTI) a 4’58”. kankkunen è quarto a 11’07”. Tour de Corse a maggio, con il carico di ricordi pesantissimi. Biasion lo affronta a viso aperto. nonostante problemi al differenziale centrale, costretto a sostituirlo, chiude la frazione al terzo posto. Manterrà il piazzamento anche in quella finale, dietro ai vincitori Beguin-lenne (Bmw M3) e loubet-Vien (delta 4Wd) a 2’08”. nell’ultima tappa ha arginato con bravura e grande senso tattico il rabbioso attacco di ragnotti con la renault r11 turbo. Grazie ai punti raccolti si porta a due sole lunghezze da kankkunen nella classifica mondiale. Biasion e siviero sono meravigliosi, ma poco assistiti dalla dea bendata, anche all’acropoli in Grecia, scattato il 31 maggio. In testa sino alla 29a speciale, con la vittoria ormai in tasca sono costretti a retrocedere quando mancano solo sette settori cronometrati alla fine, traditi dal turbo. Vince alen, al secondo alloro stagionale, precedendo kankkunen e Mikkola. Biasionsiviero settimi a 27’57”.


La lancia Delta di BiasionSiviero lascia dietro di sé gli avversari e una nuvola di polvere.

Commenta autosprint: “dopo aver dominato per due giorni e mezzo sulle strade - autentiche pietraie - della Grecia, dopo aver liquidato le ultime resistenze dell’audi e quando già avevano in mano il successo, sono incappati nell’imponderabile: la rottura del turbocompressore…”. la delusione è grande: “eravamo tranquilli, la corsa era diventata una passeggiata. Ma ecco quel maledetto turbo…”, commenta il pilota. Trasferta negli stati Uniti, a Tacoma, dal 25 al 29 luglio, per l’olimpus rally. Biasion-siviero subito in testa poi cedono ad alen il primato. nella seconda tappa i due “firmano“ tutte le dieci prove in programma e riprendono il comando. nel corso della 24a speciale si stacca il cavetto di una candela fissato male da un meccanico distratto e con esso se ne vanno 31” secondi. addio primo posto. potrebbero attaccare nelle ultime battute, ma rispettano la consegna di congelare il rally. Generosi, risparmiano a kankkunen il teatrino che il finlandese aveva inscenato al Monte. Classifica: 1° kankkunen-pironen, 2° Biasion-siviero a 22”, 3° alen-kiwimaki a 42”. Tripletta lancia! ritorna il sorriso in argentina, davanti alle 60.000 persone che affollano lo stadio di Cordoba. sabato 8 agosto, alle 15.10, i due tagliano il traguardo e rivincono la gara sudamericana con 1’1” di vantaggio sui locali recalde-del Buono (4Wd) e quasi 27’ su i tedeschi WeberFelts su Golf GTI. la lancia vince il mondiale marche con quattro gare di anticipo. a fine mese alen fa suo il terribile ma affascinante Mille laghi. per non perdere il ritmo, Miki disputa a Grandau, alle porte di Francoforte, un “formula rally” e si prende la rivincita su alen che a dicembre

lo aveva battuto a Bologna nel Memorial Bettega. rally di sanremo, dal 12 al 15 ottobre, sotto il segno di Biasion-siviero. I due imprimono un ritmo impressionante sulle secche curve della prova iniziale di perinaldo e poi dominano la corsa. alen, in piena rimonta, per recuperare sui compagni esce di strada. l’argento va così a saby (delta 4Wd) mentre Jean ragnotti conquista il bronzo con la renault r11 T a 7’36”. Il successo lancia Miki in vetta alla classifica mondiale piloti con 94 punti, seguito da alen e kankkunen con 80. I compagni di squadra hanno ancora a disposizione i 20 punti del rac mentre Miki ha concluso la stagione. In Inghilterra kankkunen trova lo smalto dei giorni migliori, vince davanti alle Ford sierra rs Cosworth di Blomqvist e Mcrae e si riconferma campione iridato. Una beffa per l’italiano, che ha una vittoria in più (Monte, argentina, sanremo), mentre per il finlandese (olympus e rac) è l’ultima gara con la lancia. l’anno successivo correrà per la Toyota, pilotando la Celica GT Four. Classifica mondiale: 1° kankkunen 100 punti, 2° Biasion 94, 3° alen 88, 4° kenneth eriksson 70, 5° ragnotti 51.

1988. Campioni del mondo la corona mondiale persa per l’inezia di sei punti l’anno prima non ha tolto smalto e grinta ai due bassanesi. semmai ha aggiunto un pizzico di rabbia per un sogno svanito alla fine sulle carrarecce delle foreste inglesi. alla vigilia della nuova stagione sanno che il traguardo è alla loro portata. la delta 4Wd è la migliore di tutte ma a Torino non si accontentano. l’ing. Claudio lombardi, instancabile, coadiuvato da uno staff

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28 Biasion-Siviero al Safari Rally 1988 in uno splendido scatto fotografico di Tiziano Biasioli.

tecnico di primissimo ordine con l’ing. sergio limone in testa, lavora per sviluppare la macchina, renderla ancora più competitiva, performante e soprattutto vincente. Fiduciosi, rassicurati dai risultati dei test invernali, Miki e Tiziano si presentano a Montecarlo il 16 gennaio consapevoli di essere i favoriti. partono tranquilli, concentrati decisi a prendere subito il largo, fidando sulle meticolose ricognizioni che li hanno impegnati a cavallo delle festività natalizie e sulla tenuta della 4Wd che sta per cedere il passo alla delta Integrale, già messa alla frusta in estenuanti sessioni di prove. la sicurezza, però, si scioglie come neve al sole al quinto chilometro della quarta speciale, le

Moulinon, nell’ardeche, verso la salita del Col de la Fayolle, a rally appena cominciato. la pompa dell’olio si blocca e il ko giunge imprevisto come un uppercut di Cassius Clay lasciando i due tramortiti al tappeto. davanti al compagno Bruno saby s’apre un’autostrada e il francese vince precedendo di 10’50” il sorprendente alex Fiorio (lancia delta) e di 23’35” l’avignonese Jean pierre Ballet su peugeot 205 4T. non è così che pensavano di iniziare la scalata al titolo ma il brusco stop ha il potere di ricaricarli. In attesa del portogallo volano in kenya per preparare il safari, una maratona estenuante, senza pause. In pratica un’unica prova speciale dalla partenza all’arrivo, dove bisogna avere mille at-


29 tenzioni, una vettura perfetta e un occhio di riguardo della dea bendata per portarla a termine. I test sono importantissimi perché la realtà africana è lontana anni luce dai rally tradizionali. le ricognizioni procedono spedite sino a quando in piena velocità, 180 orari, la delta decolla su un avvallamento e capotta. Il colpo è terribile. Tiziano accusa dolori lancinanti alla schiena. rientrano in Italia per controlli. I medici promuovono Miki, ma bloccano il navigatore: frattura di una costola. niente portogallo. È la terza volta, dal Città di Modena del ’79, che i due si separano. era accaduto al Centomila Trabucchi del 1980 (loris roggia il sostituto) e al lana del 1982 (rudy sul sedile di destra).

stavolta tocca a Carlo Cassina, nella gara coincidente con il passaggio dalla 4Wd alla Integrale, un salto di 50 cavalli. sugli sterrati lusitani Biasion dimostra una volta di più le sue straordinarie capacità. domina il rally in lungo e in largo, vince la prima tappa e la classifica finale, assicurandosi anche 17 scratch parziali, con un compagno e una vettura nuovi. distacchi abissali lo separano dagli inseguitori: alex Fiorio, fantastico, è secondo a 8’46”; loubet terzo a 9’22”. neanche il tempo di smaltire le bollicine portoghesi ed ecco il safari. siviero rimesso in piedi. avverte ancora qualche dolorino, ma per timore di essere lasciato a Bassano tiene la bocca cucita. la gara africana è stregata per la lancia. sandro

Biasion-Siviero sul cofano della loro Delta festeggiano la vittoria al Safari Rally 1988 (Photo4).


Lungo gli sterrati del Safari 1988, il sopraggiungere improvviso di un bolide bianco: è la Lancia Delta integrale dei bassanesi volanti (Photo4).

30 Biasion-Siviero all’Acropolis Rally 1988: altra vittoria, in vista del Mondiale.

Munari ha tentato in tutti i modi di vincerla, nel decennio precedente, con la gloriosa Fulvia HF opportunamente modificata, coadiuvato da specialisti della savana. niente da fare. Mai coronato il sogno. neppure all’ottavo assalto, nel 1983, con una alfetta GTV 2.5 V6 di Gruppo 2 in allestimento autodelta come arma. Tante le incognite che gravano sulla corsa, ma

Miki è fiducioso. Un masai, durante le prove di febbraio, lo ha indicato come futuro vincitore. non dà molto credito alla profezia, le variabili in ballo sono troppe, ma la predizione lo rincuora. la sfortuna, tuttavia, si riaffaccia prima con la rottura del turbo e poi con una zebra finita sotto le ruote. nonostante il tempo perso per le riparazioni, i due conducono il safari con un vantaggio esiguo, nove minuti (in africa i distacchi si misurano con la sveglia), sulla nissan 200 Xs di kirkland. l’attenzione è massima e gli uomini dell’assistenza lancia, una task force di 25 meccanici coordinati da Cesare Fiorio e nini russo, pronti a intervenire anche dall’alto se necessario con un piccolo Cessna, seguono strategicamente la gara. approfittando di un controllo orario abbondante, l’equipaggio tira il fiato nel camper della squadra. al momento di riprendere il volante, però, non trovano più la delta Integrale. sparita. scomparsa. Inghiottita dalla savana. se Miki non ci resta secco è solo perché ha un cuore d’acciaio. disperato, incrocia lo sguardo di danilo dalla Benetta, navigatore vicentino di lungo corso, aggregato alla Mazda in qualità di meccanico. l’amico intuisce il dramma. “la delta è laggiù”, lo anticipa. la macchina, posteggiata in leggera discesa, s’era mossa da sola, appoggiandosi dolcemente ad un albero, quando le pastiglie dei freni si erano raffreddate allentando la presa sui dischi. Miki tira un sospiro di sollievo. Infila le mani in tasca per prendere la chiave e un secondo coccolone si presenta in gola. la chiave non c’è. persa chissà dove. lo soccorre ancora danilo. armeggia attorno alla portiera e miracolosamente la apre. Miki non sa come ringraziarlo. “Invitami a cena”, gli risponde dalla Benetta. Gli ultimi chilometri del safari sono interminabili. Miki lesina sul gas, Tiziano a malapena gli indica la pista da seguire. non una parola tra i due. Troppo importante la posta in palio. Finalmente nairobi. sulle strade della capitale fanno scivolare la delta con estrema delicatezza, gli occhi incollati alle spie del cruscotto, le orecchie puntate sul motore. Terrorizzati al pensiero di veder accendersi lucine rosse o sentire rumori strani. ritrovano il fiato e il sorriso quando salgono sulla pedana del kenyatta Conference


Center. Hanno vinto. la profezia del masai s’è avverata. dalla Benetta gongola. Un po’ è anche merito suo, ma non lo sappia la squadra giapponese che gli paga lo stipendio… Miki mantiene la promessa e lo invita a cena assieme agli amici più cari. danilo, accompagnato da renzo “Tabacco” lorenzato, un paio di settimane dopo si presenta a casa Biasion con un grande pacco. “scartalo al brindisi finale”, gli dice consegnandolo. dalle dimensione dovrebbe essere un poster incorniciato. arriva, calici levati, il momento di aprirlo. Miki strappa nastri e carta. In cornice c’è la prima pagina di un quotidiano keniota che riporta la foto dei vincitori. In basso a destra, a sua volta incorniciata, una chiave. Quella della delta. danilo l’aveva trovata a terra nel punto in cui la lancia era stata posteggiata, sfuggita di tasca al pilota. Un altro giro di prosecco e il safari, stavolta sì, finisce in gloria! ancora Cavicchi nel suo editoriale su autosprint: “Miki Biasion e Tiziano siviero hanno finalmente esorcizzato una gara che sem-

brava proprio stregata per vetture e piloti italiani. Il safari, assieme al Montecarlo, sono le due corse che ogni rallysta sogna di vincere dall’inizio della sua attività… non si vede proprio come il fenomenale bassanese non arrivi alla corona iridata in tempi brevissimi. per la lancia, dopo tanti tentativi andati a vuoto, è la fine di un incubo. È stupendo che sia successo per merito di un equipaggio italiano”. I due amici saltano il Tour de Corse (vittoria di didier auriol con la Ford sierra) per riprendersi dalle fatiche africane ma non perdono il ritmo. la terza vittoria consecutiva giunge tra fine maggio e i primi di giugno, in Grecia, all’acropoli. Il successo della lancia è incredibile: quattro delta Integrali nei primi quattro posti: Biasion, ericsson, Fiorio ed alen nell’ordine. “sul cielo della Grecia Miki Biasion ha dipinto strisce iridate, allungando le mani su quel titolo di campione del mondo che mai prima d’ora era apparso così possibile per un italiano”. Il poker viene calato a fine giugno, in america, all’olympus. nessuno è in grado di impensierire la delta Integrale dei bassanesi che vincono a

Una spettacolare uscita in controsterzo sugli sterrati toscani del Rally di Sanremo.


Il podio del Rally di Sanremo 1988. Con questa vittoria Miki Biasion e Tiziano Siviero si aggiudicano matematicamente il titolo di campioni del mondo rally di quell’anno. Premiazioni ai Caschi d’oro di Autosprint, edizione 1988. Con Biasion e Siviero si riconoscono, da sinistra, Gianfranco De Laurentiis, Cesare Fiorio e Ramona Dell’Abate (ph. Fulvio Bicego).

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L’Alfa Romeo 75 Turbo Imsa con la quale Miki Biasion e Tiziano Siviero, assieme al campione di Formula 1 Riccardo Patrese, vincono il Giro automobilistico d’Italia, edizione 1988.

mani basse nello stato di Washington. Ben ventidue prove speciali portano la loro firma; la Casa torinese conquista con largo anticipo la corona iridata riservata ai costruttori. alle spalle di Miki e Tiziano ancora alex Fiorio, a 5’23”, e quindi lo statunitense Buffum a 16’15” su audi 4. Una cinquina clamorosa potrebbe essere infilata in argentina, che i due hanno già incassato due volte. Un banale inconveniente all’impianto elettrico, una fesseria da 50 lire, li attarda quando sono al comando. È la prova numero 22, la Cerro pan de azucar, tra le colline di Cordoba. a due chilometri dalla fine la delta improvvisamente tace. “Controllate i fusibili”, suggerisce via radio un tecnico. Uno è fulminato. Quanto basta per lasciare via libera a Jorge recalde che vince con 3’35” su Biasion-siviero e 28’57” su Franz Wittmann-Jörg pattermann. I tre equipaggi corrono su lancia Integrale. Una mano a Miki la dà anche l’austriaco stohl. nel corso della super speciale di Buenos aires un salto più lungo del dovuto danneggia il radiatore dell’olio della delta. sarebbe il ritiro se l’avversario, con la sua audi 90 a4, non li spingesse sino all’assistenza. la classifica mondiale vede Biasion-siviero nettamente al comando. a fine agosto Markku alen mette tutti in riga al Mille laghi mentre Miki e Tiziano si concedono una provvidenziale vacanza.

rientrano in gara il 14 ottobre, nel sanremo, che si rivela una passerella trionfale. Tra l’asfalto ligure e la terra toscana, Miki e Tiziano raccolgono gli applausi di migliaia di fan. Un tifo di tipo calcistico, incontenibile, straripante, festoso li accompagna lungo tutte le prove speciali. I due ricambiano con la vittoria che vale il titolo di campioni del mondo, primi italiani a conquistarlo. sandro Munari, nel 1977, aveva vinto la Coppa Fia. a quell’epoca il mondiale piloti non era ancora stato istituito. obiettivo centrato. a Bassano l’assessore allo sport luigi d’agrò organizza un’accoglienza coi fiocchi alla Grotta azzurra. Miki entra in sala issato su una sedia portata a spalla dagli amici più cari. roba da papi… di fronte all’ingresso la delta safari, ancora con la terra rossa delle piste africane a impreziosirla come una reliquia. Ma la stagione non è finita. dal 16 al 20 novembre Miki e Tiziano, assieme a riccardo patrese partecipano al Giro automobilistico d’Italia al volante di una alfa 75 Turbo Imsa. Miki guida sulle prove speciali, il padovano in pista. Vincono davanti alle vetture gemelle di larini, Cerrato e Cerri e di nannini, loubet e andriè. sulla torta iridata anche la ciliegina tricolore! Classifica piloti: Miki Biasion 115 punti, Markku alen 86; alex Fiorio 76; stig Blomqvist 41, Timo salonen 33. Classifica costruttori: lancia 140 punti; Ford 79; audi 71.


I bassanesi Miki Biasion e Tiziano Siviero, campioni del mondo rally 1988.

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Il sindaco di Bassano Toni Basso e l’assessore allo Sport Luigi D’Agrò si complimentano con Miki Biasion, ricevuto in Sala consiliare, per la conquista del titolo mondiale.


Rally di Portogallo 1989: un’altra vittoria dei giallorossi (Belle Époque).

La storia continua… l’anno successivo Miki Biasion e Tiziano siviero concedono il bis e si riconfermano in testa alla graduatoria mondiale. la partenza è fulminante. Quattro vittorie consecutive: Montecarlo, portogallo, safari e acropolis. a ottobre il successo al sanremo, con la delta Martini in versione rossa, con appena 5” di vantaggio su alex Fiorio e 25” su Carlos sainz, mette il definitivo sigillo a una stagione irripetibile, tenuto conto anche del sesto posto acchiappato al debutto al Mille laghi, in Finlandia, gara che raramente concede spazio agli stranieri. ritornano al Giro automobilistico d’Italia, sempre con una alfa romeo 75 Turbo Imsa, con larini al posto di patrese. secondi assoluti con un distacco di 20” da Francia, Cerrato e Cerri. Hanno raggiunto il tetto del mondo, potrebbero tirare i remi in barca e godersi fama, soldi e prestigio, ma le sfide continuano ad affascinarli. non mollano. non è nelle corde dei due amici allentare la presa. le squadre avversarie nel frattempo sono cresciute; nuovi talenti stringono il volante.

Miki e Tiziano rappresentano la cerniera fra gli assi degli anni ruggenti e i giovanotti di buone speranze che guardano all’iride come una meta da scalare. assicurano l’ideale collegamento fra chi ha lanciato la specialità portandola a livelli altissimi di popolarità e contenuti tecnici e chi si appresta a raccoglierne la pesantissima eredità per arricchirla in prestigio e allori. alex Fiorio, figlio del grande capo della lancia passato a dirigere la Ferrari, è già una splendida realtà nonostante l’età acerba. lo spagnolo Carlos sainz gode di ottime credenziali, i francesi Francois delecour e didier auriol scalpitano. armin schwarz si allena al “Città di Bassano” per non farsi trovare impreparato al momento del grande salto, mentre lo scozzese Colin Mcrae bussa senza timori reverenziali all’ingresso principale del gotha rallystico. Comincia a correre andrea aghini, mentre Franco Cunico avvia la collezione di scudetti tricolori. la lancia ha ormai spremuto anche l’ultima stilla dalla delta con aggiornamenti continui, il raddoppio delle valvole, l’incremento costante di potenza. sulla scena s’af-


Sanremo 1989: BiasionSiviero al via con una Delta nell’insolita livrea rossa.

Nel 1992 i due amici lasciata la Lancia salgono sulla Ford Sierra. Nel 1993 passano alla Ford Escort 4x4 Cosworth.

facciano, neanche tanto timidamente, i costruttori giapponesi: Mitsubishi, Toyota, subaru. Ma è la Ford, prima con la sierra Cosworth poi con la escort 4x4, la Casa con le maggiori chances per raccogliere il patrimonio della squadra torinese. nel 1990 Miki e Tiziano, con la delta Integrale 16 Valvole abdicano; la corona passa a sainz (Toyota Celica sT 165) che ha la meglio su auriol e kankkunen, ritornato a Torino. rivincono però il portogallo e l’argentina e si classificano terzi assoluti al Montecarlo, all’acropoli e al rac inglese, finendo ai piedi del podio iridato. Mica male. ancora quarti nel mondiale del 1991 (lancia delta 16V) grazie alle piazze d’onore conquistate a Montecarlo, in argentina e al sanremo e ai terzi posti raccolti in portogallo e in Grecia. riprende il titolo kankkunen davanti a sainz: i due hanno firmato cinque rally a testa, ma Juha può contare sul secondo posto conquistato in spagna dove il campione di casa è stato costretto al ritiro. auriol è terzo. Miki e Tiziano sono sottoposti a una corte serrata e alla fine del 1991 lasciano la lancia, che nel frat-

tempo ha passato piloti (kankkunen e auriol) e macchina (delta evoluzione) al Jolly Club, per firmare per la Ford. svezzeranno la escort per renderla vincente. la stagione, iniziata con la sierra, non va come vorrebbero: ottavi al Montecarlo, secondi in portogallo, settimi in Corsica, terzi in Grecia, quinti in Finlandia, quarti al sanremo e quinti in Inghilterra. sainz (144 punti) vince il titolo iridato con dieci lunghezze di vantaggio su kankkunen e 23 su auriol. per la terza volta di fila Biasion-siviero chiudono al quarto posto. nel 1993 i due amici salgono sulla escort 4x4 Cosworth. la macchina ha grandi potenzialità e Miki, instancabile nei collaudi e nei test, suggerisce ai tecnici anglosassoni dove e come intervenire per migliorarla. Gli ingegneri gli dicono di sì, ma non raccolgono le sue indicazioni. la escort non cresce come potrebbe, cionostante i due bassanesi vincono l’acropoli in Grecia (diciassettesimo sigillo mondiale), sono secondi in argentina e in portogallo, terzi al Montecarlo, quarti in spagna e settimi al Tour de Corse. ancora quarti nella classifica iridata, dietro a

Miki Biasion con l’amico Walther Röhrl al Museo dell’Auto Bonfanti-Vimar.


Biasion-Siviero al Sanremo 1995 su Subaru Impreza. Incontro al Museo BonfantiVimar nel 1999. Da sinistra: Miki Biasion, il giornalista Roberto Cristiano Baggio, il conte Giannino Marzotto (vincitore di 2 Mille Miglia), Nino Balestra, presidente del Museo, e Paolo Bozzetto (ex pilota di F2, in predicato per la Brabham F1 nel 1974, e 16° assoluto alla 24 Ore di Le Mans del 1975).

kankkunen, delecour e auriol, ma davanti a Mcrae, eriksson, Vatanen e sainz. Il contratto con la Ford è in scadenza. nel 1994 Miki e Tiziano salgono due volte sul podio (terzi in portogallo e al sanremo), mentre a Montecarlo sono quarti e in Corsica quinti. la corona mondiale è di auriol davanti a sainz e a kankkunen. Colin Mcrae, quarto, precede Bruno Thiry e Miki Biasion. la carriera rallystica sta per chiudersi. nel 1995 i piloti bassanesi partecipano a due sole gare, l’acropolis rally, con una delta HF Integrale Gruppo a del team privato astra e il rally di

sanremo, con una subaru messa loro a disposizione dalla art Italia dei fratelli alessandrini. non hanno più nulla da dimostrare, per loro parlano i risultati, ma grinta, smalto e determinazione sono quelli di sempre. Il rally di sanremo, valido quell’anno per la Coppa del mondo 2 litri costruttori, esalta ancora una volta Miki Biasion e Tiziano siviero: quarti a un soffio dal podio, perdipiù con una vettura privata e un anno senza rombi. dopo una carriera agonistica intensissima che li ha portati a correre in ogni angolo del pianeta possono finalmente rilassarsi. Il richiamo dei motori, però, è irresistibile. Un paio di anni in stand by acuisce la loro voglia di gareggiare. nel 1997 cambiano specialità e debuttano nei raid, lunghe maratone tirate e insidiose su percorsi spesso al limite della praticabilità. Un’esperienza straordinaria che li contagerà rinnovando l’amore e la passione per le competizioni. Miki e Tiziano, ai quali s’è aggiunto nell’abitacolo livio diamanti, pordenonese trapiantato a Como, conquistano una nuova corona mondiale con l’Iveco 4x4, un camion in versione corsaiola in grado di tenere i duecento orari anche fuori dall’asfalto. Il rally dei Faraoni, di dubai, del Marocco e soprattutto la parigi-dakar li stregano e li affascinano. Miki affronta con coraggio le nuove battaglie, Tiziano non perde una nota del radar. nel 1998, sempre con Iveco eurocargo, mettono


La carriera di Miki e Tiziano è continuata con i raid intercontinentali. Più volte protagonisti alla Dakar.

le mani sulla Coppa del mondo raid Tout Terrain Ctg Truck grazie alle vittorie in Tunisia, egitto e dubai e al quarto posto nella dakar. si ripetono l’anno successivo con un poker di successi: Tunisia, Marocco, egitto e dubai. Miki si occupa della guida, anche 52 ore di seguito con un intervallo di appena due ore, Tiziano della navigazione satellitare e del radar e livio dell’assistenza tecnica. Contemporaneamente Miki Biasion sviluppa, per conto della Fiat, la punto super 1600 destinata ai rally mentre nel 2002 coglie la terza piazza al rally di Tunisia con una pajero Montero della squadra ufficiale Mitsubishi che li ha ingaggiati. l’anno dopo, sempre con la pajero Mitsubishi, sfiorano il colpaccio alla dakar: secondi assoluti nonostante una penalità di dieci ore per problemi tecnici. secondi assoluti anche in Tunisia. Il rapporto con la Fiat sfocia nell’allestimento della panda Cross 4x4, che in seguito sarà nominata pandakar, il cui progetto è suggerito proprio da Biasion. Con l’utilitaria travestita da “bisonte della strada” il bassanese darà vita a performance incredibili nonostante i chiari limiti del mezzo. Miki si toglie ancora enormi soddisfazioni con l’Iveco eurocargo approntato dalla squadra olandese petronas de rooy, un bestione in grado di sviluppare quasi 900 cavalli e di superare i 200 orari. per allenarsi in vista della dakar 2012, assieme a livio

37 diamanti e a Giorgio albiero che ha preso il posto di Tiziano siviero, partecipa al rally del Marocco, che vince, nell’ottobre del 2011. alla dakar, trasferita in sudamerica, troverà Tiziano ma non correrà insieme. Il fedele navigatore, infatti, è passato dall’altra parte, entrando nel ristretto staff dirigenziale della competizione, forte dell’enorme esperienza accumulata in tanti anni di rally ad altissimo livello e di doti organizzative non comuni. assieme a Giorgio albiero e col meccanico Michel Huisman a bordo dell’Iveco Trakker, Miki si classifica sesto assoluto dopo aver percorso in due settimane quasi diecimila chilometri in lungo e in largo per il sudamerica e aver retto, nella prima metà della gara, il comando. sempre al massimo! Roberto Cristiano Baggio

Miki Biasion assieme ad alcuni nubiani, nel 2001, durante la spedizione che lo ha visto accompagnare con un camion Eurotrakker Iveco 4x4 gli archeologi italiani Alfredo e Angelo Castiglioni. Scopo della missione era quello di dimostrare che gli antichi egizi non risalirono a Tebe solo navigando il Nilo, ma anche attraversando il deserto lungo un’antica strada carovaniera.



Pagina a fianco, Miki Biasion, incaricato nel 2001 dalla Fiat di sviluppare la Punto Super 1.6 per i rally, testa la macchina sugli sterrati di Val Maron, nell’altopiano dei Sette Comuni. Navigatrice d’eccezione, la moglie Paola (foto Maurizio Sartoretto).

Alcune istantanee della manifestazione “Campioni del Mondo”, organizzata dalla Città di Bassano e dal Museo Bonfanti-Vimar al Castello degli Ezzelini l’8 settembre 2018 (foto Alessandro Fatichi). Con Miki Biasion e Tiziano Siviero, ai quali sono stati donati due piatti in ceramica dell’artista Fabio Bajo Baggio, sono intervenuti il vicesindaco di Bassano Roberto Campagnolo, l’assessore allo Sport Oscar Mazzocchin, il presidente del Bonfanti-Vimar Massimo Vallotto e i giornalisti Ezio Zermiani e Roberto Cristiano Baggio.


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