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Editrice Artistica Bassano

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CittĂ di Bassano del grappa Assessorato alla Cultura e al Turismo

Scuola di grafica A. Remondini

MAggio / giugno 2014

periodico di cultura, attualita’

1938

www.bassanonews.it

e servizio


SOMMARIO Copertina carlo Ferrari detto Ferrarin (verona, 1813-1871), Veduta di piazza dei Signori di Vicenza, particolare. olio su tela, cm 140 x 114. collezione Banca popolare di vicenza.

News periodico di attualità, cultura e servizio Anno XX - n. 146 Maggio / Giugno 2014 Direttore responsabile andrea Minchio EDITRICE ARTISTICA BASSANO piazzetta delle poste, 22 - Bassano del Grappa © Copyright - Tutti i diritti riservati Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa n. 4/94 R.P. del 2 giugno ‘94 Bassano News è patrocinato da città di Bassano - assessorati cultura e turismo scuola di Grafica antonio remondini Ideazione e direzione artistica andrea Minchio Redazione elena trivini Bellini, andrea Gastner, diego Bontorin, elisa Minchio, antonio Minchio Collaborazioni associazione scrittori Bassanesi “il cenacolo” comune di Bassano del Grappa Museo-Biblioteca-archivio Bassano del Grappa unione del commercio di Bassano del Grappa a. F. Basso, F. Bertuzzo, M. Bianchin, M. Bonomi, a. cunico Jegary, M. dal Molin, N. d’antonio, c. Ferronato, o. Ganzina, s. Gazzola, G. Giolo, N. Mocellin, o. schiavon, G. strappazzon, M. vallotto, l. zanon, M. zonta Stampa stampatori della Marca - castelfranco veneto (tv) Distribuzione Bassano e comprensorio Per la pubblicità su queste pagine tel. 0424 523199 - Fax 0424 523199 tel. 335 7067562 - eab@editriceartistica.it Bassano News è stampato su carta patinata ecologica Hello gloss TCF (Total Chlor Free) Per consultare Bassano News in Internet www.bassanonews.it - www.editriceartistica.it

p. 5 - Gens bassia Mura ritrovate. importanti lavori di restauro restituiscono perdute atmosfere p. 10 - Pianeta Casa sgravi fiscali per rilanciare l’affitto p. 12 - Grandi tradizioni correre è il loro stile di vita. sono i bersaglieri p. 16 - Appunti Mario dalla palma. in ricordo di un bassanese vero p. 18 - Saperne di più colesterolo. la necessità di una “rilettura” attenta e aggiornata

p. 36 - Il rapporto addio alle armi, Gruppo “vicenza”

In alto, da sinistra verso destra porta e torre delle Grazie in una suggestiva fotografia di cesare Gerolimetto. a pag. 5 l’architetto Giorgio strappazzon illustra i lavori di restauro della cinta orientale delle mura cittadine. una veduta ottocentesca dell’acropoli e dell’aeropago di atene. il prof. Gianni Giolo, nella sua rubrica “la lezione del passato” (pag. 34), affronta i Dialoghi di platone.

p. 40 - Il Cenacolo a farewell to arms p. 43 - Civitas dal 1964 a fianco dei Musei civici di Bassano p. 44 - Una voce dal Sud lo “sfusato” d’amalfi per il miglior limoncello p. 46 - Testimonianze il segreto per avere una marcia in più

Qui sotto una foto di Gaetano Giardino, giovane ufficiale dei bersaglieri e futuro protagonista della Grande Guerra (noto in città per il celebre monumento in viale delle Fosse). ai fanti piumati di Bassano e rosà è dedicato il servizio a pag. 12.

p. 48 - Art News primavera nell’arte

p. 20 - I nostri tesori Monica dal Molin e i suoi irresistibili “incartesimi”

p. 49 - Humanitas la Fucina letteraria. un corso tira l’altro

p. 24 - Finestra sui giovani Quando la classe è (sembra) difficile...

p. 50 - Proposte le collezioni anticrisi di Nadir Mocellin

p. 26 - Schegge l’Housing sociale interpella la cittadinanza

p. 52 - Sfide enrica trentini rumor. complementi ornamentali

p. 30 - Agenzia Viaggi canada dell’ovest. dalle Montagne rocciose al pacifico

p. 54 - Visita alla città principali monumenti e piante p. 56 - Indirizzi utili

p. 32 - Schegge Due sviluppo e sostenibilità del turismo: il marchio d’area “territori del Brenta”

p. 58 - Remondinia Buon compleanno, lupo alberto!

p. 34 - La lezione del passato i dialoghi di platone

p. 62 - Ristorazione a Bassano e...

p. 60 - Ospitalità a Bassano e...

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L’architetto Giorgio Strappazzon ci illustra l’esito di importanti lavori di restauro che restituiscono alla città parte delle sue perdute atmosfere medievali...

GENS BASSIA di Giorgio strappazzon Fotografie e immagini: cesare Gerolimetto Francesco parolin archivio editrice artistica studio vs associati

Mura ritrovate

La cinta orientale, ripulita e ripristinata sotto il profilo statico, brilla lungo il viale delle Fosse. Ma anche la torre delle Grazie e il castello degli Ezzelini hanno riacquistato antiche suggestioni.

il recupero e il restauro del castello degli ezzelini di Bassano ha avuto inizio nella prima metà degli anni Novanta con una serie di indagini, effettuate per mettere in sicurezza il tratto ovest, franato al piede della collina. le parti sulle quali si intervenne allora comprendono il lato sud della cinta muraria, a esclusione della porta delle campanelle, e il lato ovest, sino alla torre che lo divide in due parti distinte. il nostro intervento ha riguardato invece la restante porzione del circuito murario principale e una parte della prima e più bassa cinta di epoca antecedente. il progetto ha avuto avvio nel 2007, preceduto da un attento

rilievo strumentale e fotografico, per poi portare a un’analisi critica dello stato di fatto: operazione destinata a valutare gli interventi idonei per mantenere in buono stato di conservazione un bene fondamentale nella storia della città. il cantiere è stato aperto nel febbraio del 2009 con i lavori in viale delle Fosse, dove si era riscontrata, dopo la rimozione di un fitto strato di edera, una strana anomalia statica. il tratto centrale dell’apparato murario, posto tra la torre delle Grazie e la caserma cimberle Ferrari, presentava infatti una certa inclinazione verso l’esterno, dovuta all’aumento di carico causato dalla sopraelevazione della parte sommitale:

intervento effettuato dopo il 1393, a seguito di un tentato attacco alla città, proprio lungo il tratto murario meno difeso, da parte di un manipolo di assalitori. ancora oggi, se si osserva con attenzione verso l’alto, si può notare un’integrazione verticale di circa un paio di metri rispetto alla merlatura originale, che rimane sotto traccia. va ricordato che, successivamente, è stata potenziata anche la torre delle Grazie con l’edificazione di una nuova e più massiccia costruzione in adiacenza alla preesistente struttura difensiva. la torre originaria, ben visibile nella celebre mappa dapontiana del 1583-1610, era collocata esattamente sopra

Qui sopra Gli architetti Giorgio strappazzon e Fabrizio volpato dello studio vs associati. Fra i loro recenti successi professionali, il progetto per il nuovo orto Botanico di padova. In alto la torre delle Grazie si erge, in un ritrovato splendore, a difesa del settore nord-orientale delle mura cittadine.

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alla porta di entrata, ora evidenziata dal portale settecentesco. la necessità di aumentare la capacità difensiva di questa porzione angolare, nel tratto nord-orientale delle mura, ha portato a erigere sopra al rivellino nord un ulteriore corpo, di maggiori dimensioni, che ci appare in tutta la sua grandezza. Nel tempo, con il mutare della situazione socio-politica, le strutture difensive hanno perso l’originaria funzione militare per essere trasformate in unità abitative o venire semplicemente abbandonate al loro destino. alcune parti dei tratti murari sono state inglobate in edifici; altre sono state abbattute, come è avvenuto per la cinta lungo l’odierno viale dei Martiri, demolita nel 1887 per “motivi igienico-sanitari”. durante il restauro non sono mancate le sorprese sul piano storico-artistico. labili tracce di

Sopra alcune tavole dello studio vs associati, relative al progetto di restauro delle mura, nel tratto compreso fra la torre delle Grazie e l’ex caserma cimberle Ferrari. A destra ecco come si presentano ora le mura: una preziosa restituzione storica. Qui sotto torre delle Grazie dal monumento al generale Giardino.

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lacerti pittorici sono state rinvenute sulla torre nord e sulla parte più antica della torre delle Grazie, segno evidente delle raffigurazioni che ornavano le strutture più rappresentative di Bassano. i maggiori rinvenimenti si trovano però sulla facciata interna della torre ovest, prospiciente santa Maria in colle, e sul portale di

accesso al castello. Nel primo caso la rimozione di vari intonaci, applicati nel tempo, ha consentito di portare alla luce alcune nicchie affrescate e un piccolo riquadro, raffigurante un mendico assistito da un monaco che gli porge del pane sotto la protezione di una colomba. rappresentazione che suggerisce


la presenza in sito di un religioso a lungo attivo nella torre a favore dei più bisognosi. i ritrovamenti più interessanti sono però avvenuti sul portale principale. l’analisi stratigrafica e la rimozione di intonaci cementizi di recente fattura hanno evidenziato la presenza di tre livelli di affreschi, realizzati in copertura in epoche storiche diverse. il restauro ha mantenuto le tracce di ogni livello, senza dare più importanza all’uno piuttosto che all’altro. il rinvenimento dello stemma dei carraresi, proprio nell’intradosso dell’arco d’entrata, ha consentito di qualificare uno dei tre strati come un intervento, da parte di tali nuovi signori di Bassano, volto a magnificarne le gesta e collocabile dopo la loro presa della città. il simbolo del carro con le quattro ruote ci è giunto perfettamente integro; è ben visibile, sotto la chiave di volta dell’arco, se si percorre con il naso all’insù l’entrata al castello. altri segni pittorici sono stati scoperti sulla parete interna al lato est della cinta muraria; assieme ad alcune evidenti tracce di impalcati lignei e di mensole portanti, evidenziano la presenza in passato di una struttura abitativa di notevole importanza rispetto all’insediamento del castello. rappresentative di un vaio gotico, sono riconducibili per forma, cromatismi e tipologia ad altri affreschi rinvenuti in palazzi cittadini. un possibile riferimento può essere fatto allo strato pittorico, forse coevo, che ricopriva l’affresco raffigurante il ritratto di Federico ii, scoperto a palazzo Finco in via zaccaria Bricito. l’intervento di restauro è stato inteso anche a consolidare la cinta muraria più esterna, che ha

GENS BASSIA il prospetto ovest di torre delle Grazie. A sinistra, dall’alto verso il basso il dettaglio del settore nord-est della cinta muraria nella mappa dapontiana del 1583-1610 e in una pianta del 1760-1767 (entrambe conservate al Museo civico di Bassano).

subìto negli anni crolli parziali causati dall’instabilità del substrato geologico su cui poggia il castello. sul lato orientale è stata eseguita una serie di tirantamenti in profondità, all’interno del nucleo della collina, che hanno consentito la messa in sicurezza della parte più antica della cinta. l’esecuzione di nove punti di ancoraggio è stata possibile grazie alle rimozioni parziali di alcuni conci lapidei, con la tecnica del cuci-scuci, e al successivo rifacimento senza lasciare segni visibili all’esterno. la diversa realizzazione nel tempo dei due anelli della cinta muraria è ben visibile anche a un occhio non esperto, semplicemente confrontando i due apparati murari nel loro sviluppo verticale. un punto di osservazione utile in tal senso è dato dalla discesa del Margnan: soffermandosi a metà via e volgendo lo sguardo al

castello si può notare come i materiali e la tessitura degli elementi lapidei siano alquanto diversi. la cinta più bassa è composta di solo acciottolato, di medie e grosse dimensioni, senza interruzioni o elementi di rinforzo strutturale. la differenza cromatica degli elementi lapidei, che provengono dal greto del Brenta, è data dalla diversa origine geologica. il ghiacciaio che ha scavato e trasportato i massi nel suo percorso ha attraversato le zone basaltiche del trentino, il gruppo montuoso a nord dell’altopiano dei sette comuni e il Massiccio del Grappa: aree con storie geologiche diverse e con esiti lapidei non omogenei. in un certo senso si può dire che tutto il territorio montano ha fornito un contributo alla difesa di Bassano nell’arco di mille anni. la seconda cinta muraria, più recente, è invece più complessa sia sul piano del progetto militare

Sotto, dall’alto verso il basso due dettagli dell’intervento di consolidamento effettuato con la nuova tecnologia delle fibre aramidiche e di carbonio: una tecnica particolare, desunta dall’industria aeronautica, conosciuta come stilatura armata.

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GENS BASSIA A fianco, da sinistra verso destra tomaso tomasoni, Pianta del castello di Bassano, 1735. archivio di stato di venezia il castello di Bassano in una foto che ne evidenzia la posizione strategica. Sotto, da sinistra verso destra le mura del castello, nel tratto est, illuminate con la tecnologia a led. il castello in un altro dettaglio della mappa dapontiana del 1583-1610.

sia su quello della tecnica costruttiva. si osserva infatti la presenza di torri difensive avanzate rispetto all’allineamento della muratura, con diverse altimetrie. l’apparato murario più elevato, realizzato con altezze sino a 17 metri, necessitava di accorgimenti strutturali di consolidamento con cordonature in laterizio, rinforzi d’angolo nelle torri e maggiori spessori. il tutto per resistere a eventuali attacchi effettuati con macchine militari più efficienti e di maggiori dimensioni rispetto a quelle in uso qualche secolo prima. i rilievi strumentali altimetrici e l’analisi dell’apparato murario hanno inoltre evidenziato modificazioni subite dalla cinta nel corso del tempo, soprattutto dopo l’introduzione di nuove tecniche di

Sopra, dall’alto verso il basso lo stemma dei carraresi, all’interno dell’arco di accesso al castello. la parete interna del prospetto est della porzione più antica della torre delle Grazie: si notano le finestrature originali e gli alloggiamenti per le catene del ponte levatoio.

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assedio e successivamente alla perdita della funzione difensiva. un segno evidente è riscontrabile nell’arco di accesso al castello, che doveva essere posto a una quota più elevata di circa un metro e mezzo rispetto al piano di calpestio attuale. osservando dall’interno il paramento si può notare come, sulla destra dell’arco, l’allargamento delle fondazioni sia ora a una quota ben al di sopra del terreno, mentre sul lato sinistro, inglobato all’interno del corpo di guardia, il livello del suolo è ben al di sopra del percorso di uscita; non a caso è stata realizzata una scala per superare tale dislivello. un’altra evidenza è data dalla posizione dei tre cardini che reggevano il portone di accesso. solitamente, per garan-

tire la funzionalità e al tempo stesso anche la sicurezza (come si può riscontrare nelle altre porte della città), venivano posizionati tre perni: due rivolti verso l’alto, per garantire la portata dell’enorme peso, e uno rivolto verso il basso per impedirne il sollevamento in caso di attacco. la collocazione del cardine inferiore a un’altezza di circa due metri denota una modifica del piano di calpestio, reso più agevole con l’eliminazione di una rampa posta in salita rispetto al piazzale circostante. al fine di valorizzare quello che è uno dei più antichi monumenti di Bassano, vale a dire proprio il castello, è stato inoltre progettato un sistema di illuminazione notturna a led dal basso consumo, che ne esalta la complessità delle forme.


Un importante appello al Governo da proprietari e inquilini

PIANETA CASA

sgravi fiscali per rilanciare l’affitto

di orazio schiavon

Delegato Confedilizia Vicenza per il territorio bassanese Servizio publiredazionale a cura di Editrice Artistica Bassano

a titolo informativo, riportiamo qui sotto la proposta elaborata congiuntamente da confedilizia e dalle principali organizzazioni

sindacali degli inquilini, volta a sensibilizzare l’attuale Governo in vista della conversione in legge del decreto sul piano casa.

attraverso la proposizione della seguente tavola riepilogativa, completiamo la descrizione dell’imposta unica comunale nella sua terza componente.

e’ la volta della tari, che presentiamo dopo avere trattato, nel numero precedente (Marzo-aprile 2014) dell’iMu e della tasi.

si tratta di un’ iniziativa concepita allo scopo di contrastare quella che è ormai divenuta una vera e propria emergenza sociale...

ALCUNI SERvIzI DI CONFEDILIzIA A BASSANO Consulenze in tutte le materie attinenti la casa: fiscale, condominiale, locatizia, legale, catastale... Assistenza contrattuale nella stipula dei contratti di locazione (con l’offerta della relativa modulistica) e di ogni altro contratto. Assistenza condominiale ai molti condòmini proprietari di appartamento anche in materia di adempimenti e agevolazioni fiscali, nonché corsi di formazione e aggiornamento per amministratori. Confedilizia notizie è un mensile, ricco di informazioni utili al condòmino, al proprietario di casa, al risparmiatore immobiliare. preziosi risultano pure i suoi manuali, opuscoli e approfondimenti periodici. Cedolare secca calcolo e consulenza per gli adempimenti connessi all’applicazione della nuova imposta sostitutiva sugli affitti. visure catastali e ipotecarie on-line su tutto il territorio nazionale, gratuite per gli associati.

COME SI DETERMINA IL TRIBUTO PER LA TARI TARI - Tassa sui Rifiuti Quali soggetti e quali immobili riguarda chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani, con esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e delle aree comuni condominiali di cui all'art. 1117 c.c che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Come si determina il tributo il comune, nella commisurazione della tariffa, tiene conto dei criteri determinati dal d.p.r. n. 158/’99 (copertura di tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani). in alternativa, e nel rispetto del principio «chi inquina paga», può commisurare la tariffa alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti. le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal comune moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l’anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti. Quando e come si versa il comune stabilisce il numero e le scadenze di pagamento del tributo, consentendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale. e’ comunque consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. il versamento è effettuato tramite apposito bollettino di conto corrente postale “ovvero tramite le altre modalità di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali”. Altre disposizioni e’ fatta salva l’applicazione del tributo provinciale per l’ambiente di cui all’art. 19 del d.lgs. n. 504/’92. il tributo provinciale, commisurato alla superficie dei locali ed aree assoggettabili ad imposizione, è applicato nella misura percentuale deliberata dalla provincia sull’importo della tari.

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A DOMANDA... RiSPoSTA! A un professionista è stato proposto di amministare, assieme a un altro libero professionista, un condominio in forma congiunta, ma non societaria. E’ una cosa fattibile? tale proposta non è ammissibile. può essere nominata una persona fisica, uno studio professionale (con indicazione specifica del soggetto che amministra), una persona giuridica (con l’indicazione del socio o del dipendente che esplica l’attività), ma non due amministratori contemporaneamente. in un piccolo condominio un condomino non intende più utilizzare l’ascensore a causa delle troppe spese da sostenere. Vorrebbe perciò rinunciare al servizio e alle spese di sua spettanza. Può farlo? tale pretesa è infondata. Non è infatti consentito rinunciare al servizio per le troppe spese, in quanto in tal senso esiste un generale divieto sancito dall’art. 1118 del codice civile. A cura dell’Ufficio Legale di Confedilizia


La testimonianza dei veterani delle sezioni di Bassano e Rosà

di andrea Minchio e andrea Gastner

correre è il loro stile di vita. soNo i BersaGlieri

Fotografie: sezioni Bersaglieri di Bassano del Grappa e rosà; raccolte Franco Bertuzzo, aldo Busnardo e famiglia calmonte

Anche il nostro territorio ha espresso, soprattutto in passato, importanti figure di fanti piumati. Ne abbiamo raccolto le storie, che qui proponiamo in una rapida ma significativa carrellata.

A fianco carlo ademollo, Breccia di Porta Pia, 1880. Milano, Museo del risorgimento.

i bersaglieri: la nascita del corpo e alcuni cenni storici si intitolava pomposamente “proposizione per la formazione di una compagnia di Bersaglieri e modello di uno schioppo per suo uso” ed era il progetto, rivisto dopo qualche anno dalla prima stesura, per la costituzione di un nuovo corpo militare. Ne fu autore, nel 1835, alessandro Ferrero della Marmora, capitano dei granatieri guardie del regno di sardegna, immediatamente promosso maggiore “per le distinte qualità di cui è fornito”. una proposta, quella avanzata dal grande riformatore dell’esercito sabaudo (in seguito divenuto generale e morto di colera durante la guerra di crimea), che venne subito accolta con entusiasmo da carlo alberto di savoia. tanto è vero che giusto l’anno seguente, il 18 giugno 1836, venne istituita la prima compagnia. specialità della fanteria, i bersaglieri erano stati concepiti per assolvere a funzioni di esplorazione, primo contatto con il nemico e fiancheggiamento con i reparti di linea, connotandosi in particolare per una

La porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine della Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di mucchi di terra; di materasse fumanti, di berretti di Zuavi, d’armi, di travi, di sassi. Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti. Edmondo De Amicis (all’epoca inviato de La nazione in veste di giornalista ed ex ufficiale dell’Esercito)

A destra Bruno calmonte, futuro presidente della sezione Bersaglieri di Bassano, sfila con il fez all’adunata Nazionale combattenti e reduci di vicenza del 1978. Fra le autorità, il presidente del consiglio Giulio andreotti. Qui sotto la caratteristica sciabola ricurva degli ufficiali dei bersaglieri.

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innovativa velocità di esecuzione e una grande versatilità d’impiego. Molta attenzione veniva inoltre assegnata alla formazione degli uomini, addestrati alla corsa, al tiro rapido (erano dotati di moderni fucili a retrocarica) e preparati anche a impegnare il nemico con azioni di disturbo e di sorpresa. il battesimo del fuoco avvenne nell’aprile del 1848, dopo che il regno di sardegna aveva dichiarato guerra all’austria. i bersaglieri parteciparono ai combattimenti con tre compagnie. a Marcaria, sul fiume oglio, in un breve scontro a fuoco con gli ulani imperiali,

morì il bersagliere Giuseppe Bianchi, che la storia indica come il primo caduto del risorgimento. Qualche anno dopo, nel 1855, il piemonte, alleato di Francia, inghilterra e turchia, inviò contro la russia 15.000 uomini, fra i quali figuravano cinque battaglioni di bersaglieri che si distinsero con onore nella battaglia della cernaia. in seguito i “fanti piumati” parteciparono alle campagne del 1859, del 1860-’61, del 1866 e alla liberazione di roma: emblematico, nella retorica postunitaria, l’assalto del 12° Battaglione attraverso la breccia di porta pia.


Nei decenni successivi i bersaglieri presero parte all’avventura coloniale in eritrea (1885) e alla guerra italo-turca del 1911-’12, che portò alla conquista della libia. seguendo le sorti dell’esercito italiano, i bersaglieri parteciparono in seguito a tutti gli eventi bellici nei quali fu coinvolta la nazione: dalla Grande Guerra (a caporetto furono gli ultimi a lasciare il campo per consentire agli altri reparti di ripiegare) alle operazioni in africa orientale, dal secondo conflitto mondiale alla lotta di liberazione e, in tempi recenti, alle missioni di pace in libano, nei Balcani e in afghanistan. Bassano e i bersaglieri il portamento nobile e lo sguardo fiero rivolto verso il Grappa, dall’alto del suo monumento il generale Giardino fa ormai parte dello scenario bassanese. Noto per avere comandato la iv armata, che portò alla vittoria sulle truppe austro-ungariche, in pochi sanno che Giardino era un bersagliere. la nostra città, inoltre, nel biennio 1935-’36 ospitò nella caserma Monte Grappa la scuola allievi ufficiali di complemento dei Bersaglieri: un cippo ne commemora ancora i caduti nella seconda guerra mondiale. per quanto riguarda il territorio, va anche ricordato che Marostica fu sede del 51° Battaglione Bersaglieri allievi ufficiali di complemento, unità che -assieme ad altri reparti italiani e americani- partecipò alla battaglia di Montelungo (8 dicembre 1943). episodio che segnò la rinascita del nostro esercito dopo l’armistizio e che è menzionato pure in una lapide in piazza degli scacchi. Bassano, inoltre, può vantare diversi esempi di autentici fanti cremisi. Ne ricordiamo qui alcuni e le loro emblematiche storie.

GRANDI TRADIzIONI A fianco, dall’alto verso il basso la presenza dei bersaglieri in territorio bassanese, nel corso degli anni, è testimoniata da numerosi raduni e manifestazioni: una costante all’insegna del dinamismo, sempre impreziosita dall’accompagnamento dell’amata fanfara (foto 1, 2, 3). una cartolina-ricordo della scuola allievi ufficiali di complemento dei Bersaglieri, ospitata nella caserma Monte Grappa a Bassano fra il 1935 e il 1936 (foto 4). la stele dedicata ai caduti della scuola nella seconda guerra mondiale, posta all’interno della caserma Monte Grappa (foto 5).

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3 Nome di spicco fra i caduti della Grande Guerra, il sottotenente giovanni Sonda (cl. 1892) del 5° reggimento venne decorato per le sue eroiche gesta con le Medaglie d’argento e di Bronzo al v. M., oltre che con la croce di Guerra. Ferito a morte, perì sul monte valbella (altopiano dei sette comuni) il 28 gennaio 1918. il sergente maggiore del 4° reggimento giuseppe Cavalli (cl. 1898) combattè nella prima guerra mondiale e in africa orientale, prendendo parte pure al secondo conflitto mondiale.

LA FANFARA

5 cavaliere di vittorio veneto, venne decorato con le Medaglie d’argento e di Bronzo al v. M., e con la croce di Guerra. caporale dell’8° reggimento, Basilio Costa (cl. 1908) venne insignito della Medaglia di Bronzo al v.M. e della croce di Guerra per avere salvato da morte sicura alcuni suoi commilitoni durante un’azione in croazia nel 1942. giuseppe Fagan (cl. 1911), nativo di cassola e caporal maggiore del 3° reggimento si distinse nella battaglia di amba aradam (in etiopia), dove fu gravemente

la prima volta che il bersagliere-trombettiere entrò a far parte della storia del corpo, fu il 1° luglio 1836. ce ne dà testimonianza nel 1844 il gen. carlo corsi, studioso di discipline militari: “una mattina, in una strada dietro piazza vittorio emanuele, udii un infernale accordo di trombette, che pareva suonassero a fuoco e vidi sfilarmi davanti in un minuto un quattrocento di quei diavoli turchini. andavano a passo speditissimo, quasi a slanci, un po’ curvi sotto il peso di enormi zaini, con la carabina in bilancia. tutto quello scuro, quei neri pennacchi svolazzanti e quello stridore di trombe e quel passo affrettato e risoluto avevano un certo che di tempesta da scuotere ed infiammare un giovane quale io ero allora”. i trombettieri oltre a eseguire segnali, erano impiegati anche per annunciare il passaggio dei bersaglieri per le strade: durante le marce, inseriti e scaglionati in squadre o plotoni, si alternavano nel suono, eseguendo stacchi musicali. Quando smetteva il trombettiere di testa, subentrava il secondo e così via, fino all’ultimo, per poi ricominciare da capo: un metodo che garantiva la continuità del suono e contribuiva ad affermare l’esistenza del nuovo corpo. (liberamente tratto La Fanfara dei bersaglieri del M° leandro Bertuzzo, 1985)

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modo di vivere la fortissima tensione che si era creata fra il nostro paese e la Jugoslavia, in merito alla questione di trieste. sarebbe infatti bastata una piccola scintilla per entrare in guerra. Fortunatamente vincemmo il pericolosissimo braccio di ferro contro tito e, il 26 ottobre del 1954, l’8° reggimento fece il suo ingresso nel capoluogo giuliano, festeggiato dalla poplazione”.

GRANDI TRADIzIONI A fianco, da sinistra verso destra i monumenti ai Bersaglieri, eretti a rosà e a Bassano, rispettivamente nel 1989 e nel 2009.

ferito guadagnandosi la Medaglia d’argento al v.M. Walter Fantin (cl. 1923), del 6° reggimento e croce di Guerra, prese coraggiosamente parte alla guerra di liberazione, dopo l’8 settembre del ’43, entrando nelle fila della Brigata Giovane italia.

Qui sopra due immagini di Bruno calmonte, l’una giovanile (da sottotenente) e l’altra in età matura, che ben ne testimoniano l’immutato entusiasmo per l’arma cremisi. Sotto, da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso Giovanni Bontorin e aldo Busnardo (quest’ultimo in una foto del 1953), entrambi della sezione di Bassano. roberto Bizzotto e Franco Bertuzzo, presidente e segretario

L’odissea di Bruno Calmonte ufficiale del 2° reggimento, Bruno calmonte, futuro presidente della sezione bassanese, alla data dell’8 settembre 1943 si trovava in Grecia nell’isola eubea. sfuggito ai tedeschi, si unì con altri bersaglieri alle formazioni partigiane elleniche partecipando alla guerra di liberazione. alla fine dell’anno, fortemente provato, si ammalò di malaria. Nel settembre del ’44, dopo il ritiro delle truppe tedesche e l’arrivo di quelle inglesi, la gran parte degli italiani fu reimpatriata; cosa che non avvenne per Bruno calmonte, all’epoca ancora ricoverato nell’ospedale di lamia (in tessaglia). dimesso, nei mesi successivi si dedicò alla vendita di sigarette, all’insegnamento del francese, assistendo gli ammalati negli ospedali e facendo l’arbitro di calcio. la sua conoscenza della lingua greca gli consentì inoltre di fare l’interprete presso le truppe

Associazione Nazionale BERSAGLIERI Sezione di Rosà “nicodemo Bertorelle e Domenico Simonetto” via roccolo, 12 - rosà (vi) tel. 0424 858325

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alleate fino al luglio del 1945, data del suo rientro in italia. giovanni Bontorin, l’orgoglio di non servire la Repubblica di Salò decano della sezione di Bassano, subito dopo l’armistizio Giovanni davide Bontorin (cl. 1925, di romano d’ezzelino) venne arruolato forzatamente nei bersaglieri dell’esercito repubblichino. venuto a conoscenza di un prossimo impiego del suo reparto in azioni contro i primi gruppi partigiani, in occasione del bombardamento alleato di vicenza (Natale 1943), disertò “con orgoglio” per darsi alla macchia e poi collaborare con le formazioni antifasciste del Grappa. Quella volta a Trieste: la testimonianza di Aldo Busnardo alfiere della sezione la Marmora, il bassanese aldo Busnardo (cl. 1931) ci ha raggiunto in redazione per raccontarci la sua esperienza. “partito volontario come allievo sottufficiale, ho frequentato il corso a caserta, nella caserma Ferrari orsi, per essere poi destinato all’8° reggimento di pordenone. ricordo che ero l’unico sergente della mia compagnia, formata da 120 uomini. durante la naja ebbi

Le sezioni di Bassano e Rosà Fondata nel 1922 dal maggiore Francesco Gasparotto, la sezione Bersaglieri di Bassano fu intitolata ad alessandro la Marmora. durante il periodo bellico venne inglobata con quella di rosà, per essere poi ricostituita dal nuovo presidente Bruno calmonte, al quale successero luigi lunardon, Germano vialetto e Bruno trevisan. la sezione Bersaglieri di rosà, intitolata a Nicodemo Bertorelle e a domenico simonetto, è stata costituita nel 1932. dopo la seconda guerra mondiale la sezione -che ingloba i nuclei di rossano veneto, cartigliano, Belvedere di tezze, laghi e parte di cassola- ha ripreso un’attività dinamica e mai interrotta. “Fino al 1980 -ci spiega il segretario Franco Bertuzzo- comprendeva anche Bassano (più antica della nostra, ma poi rifondata da Bruno calmonte), tezze e loria, nuclei che in seguito si sono resi autonomi. Mi piace ricordare che, in occasione del nostro pranzo sociale, interviene la Fanfara dei Bersaglieri: una cerimonia che può ben ritenersi un raduno provinciale. partecipiamo poi a tutti i raduni nazionali, regionali e provinciali. Nel 1989 abbiamo inaugurato un bel monumento, contestualmente a un grande evento interregionale. Nel corso della nostra storia, alla guida del sodalizio si sono alternati domenico simonetto (fondatore),


Scomparso il 3 marzo, lascia un vuoto nel mondo della cultura

APPUNTI

Mario dalla palMa in ricordo di un bassanese vero

di andrea Minchio e Gianni Giolo Qui sotto Mario dalla palma, nel 1990, in una intensa fotografia di aldo remonato.

Ha amato la nostra terra con la stessa profonda intensità che riservava alla letteratura.

Ho conosciuto Mario dalla palma, per la prima volta, nel 1984. un incontro avvenuto attraverso le pagine di Un caso di solitudine, il romanzo che leggevo nei rari momenti liberi alla scuola di artiglieria di Bracciano; pagine che mi riportavano magicamente, pur nella drammatica visione esistenziale dello scrittore, alle suggestioni della nostra terra, a Bassano e alle Marcesine... poi, appena scomparso mio padre, ho avuto modo di conoscerlo personalmente, Mario, nel suo raffinato studio legale, denso di atmosfere, ricco di oggetti preziosi che ne testimoniavano l’innato senso estetico. Mi aveva chiamato per completare la copertina de “il cervo d’oro” che papà, suo amico di sempre, aveva velocemente abbozzato per l’editore Fogola -uno schizzo nervoso e ispirato- senza avere poi il tempo di trasformarlo in esecutivo: un bell’ovale in campo bordeaux che incorniciava un particolare de L’incontro fra Salomone e la Regina di Saba di piero della Francesca. Fu la ufficializzazione di un passaggio di testimone e l’inizio di un’amicizia profonda e irripetibile. più tardi, verso la metà degli anni Novanta, due ulteriori suggelli: il desiderio, da parte di Mario, di pubblicare con il sottoscritto Lettera ad un cane che non c’è più, racconto intenso e struggente, e, contemporaneamente, quello di avviare una collaborazione su Bassano News, giornale che da quel momento ha amato con grande intensità e per il quale si

Scrivevo rubando il tempo al mio lavoro. non per mestiere, ma per un’esigenza che era oramai male profondo. Ho tentato con le parole di dare una risposta alla vita, senza riuscirci, perché risposta non c’è. Mario Dalla Palma (da Il cervo d’oro, 1986)

A fianco la copertina de Il cervo d’oro: venne ideata da antonio Minchio nel 1986.

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è sempre speso generosamente. per vent’anni abbiamo condiviso una missione, divenuta quasi una necessità dello spirito: il dovere morale di un’autentica divulgazione culturale, animata dal desiderio di tutelare e valorizzare il nostro territorio. Fino all’ultimo abbiamo continuato a incontrarci nel suo studio, intrecciando ai temi contingenti delle dinamiche redazionali le reciproche opinioni, non sempre coincidenti, su diversi aspetti della politica nazionale e su molte questioni della civitas bassanese. a prescindere dall’inossidabile amicizia che ci ha uniti (una vera prova di costanza, se si considera il carattere non proprio “facile” di Mario), a prescindere dai molti libri che abbiamo pubblicato assieme, a prescindere anche da questo giornale, un merito deve essergli riconosciuto, comunque e da chiunque: l’amore per la nostra città. un amore spesso sofferto e complesso, non privo di momenti di crisi e di aperta critica, ma autentico e sincero. A.M. che tristezza quell’addio estremo nella fredda cella funebre dell’ospedale! i parenti e pochi amici esterrefatti e muti. poi la partenza per la cremazione. ricordo la giovialità e il suo entusiasmo dell’ultimo incontro a enego, quando abbiamo presentato il suo libro Giovinezza!, altro suo addio alla giovinezza nell’era fascista, protetto dalla figura del padre. le sue idee antifasciste sono espresse nelle ultime parole: “dalla casa del

Fascio repubblichino, gracchiava ridicola, priva di senso, quell’inopportuna canzone: Giovinezza!”. per i suoi numerosi libri, pieni di grande passione e altissima poesia, dalla trilogia Un caso di solitudine (prima selezione campiello e premio selezione comisso del 1984), Il cervo d’oro e Il gioco degli addii (editi da Fògola) alle raccolte Volti della memoria, Velia e altre storie, Il colore dell’erba quando muore, Giovinezza, la città di Bassano, che lui amava visceralmente, gli ha attribuito il suo maggiore riconoscimento: il premio cultura. Fra tutti, all’ultimo L’ombra che scende (eab) ha affidato “il suo testamento spirituale”. il significato profondo del libro sta tutto nella pagina introduttiva: “quelle ombre, forse per la incontrollabile volontà della natura, si accompagnano, quasi sempre, ad un senso di tristezza del vivere, alla spontanea domanda nell’intimo priva di risposta, del perché e della ragione della vita. di questa vita di niente. di ognuno e di tutti”. cosa rimane, per un uomo che si avvia verso il tramonto, del suo vissuto? Nulla, all’infuori della propria solitudine. per dalla palma l’unico paradiso s’incarna nei dolci ricordi del paese di montagna che ha amato, “affacciato sulla valsugana, lucida cartolina, lasciata la pianura, dal basso un grumo di case, addossate l’una all’altra come a voler proteggersi, la cupola di rame, rotonda, dell’arcipretale, l’ago del campanile”. G.G.


Le ultime scoperte scientifiche e l’elaborazione di molti studi e dati statistici inducono a riconsiderarne gli aspetti problematici

SAPERNE DI PIU’

colesterolo la necessità di una “rilettura” attenta e aggiornata

Attribuire il giusto peso al colesterolo consente di ridimensionarne gli aspetti problematici, senza per questo svalutare il ruolo che esso svolge nella genesi del processo aterogenetico e nel rischio cardiovascolare ischemico.

di Matteo zonta Servizio publiredazionale a cura di Matteo Zonta Naturopata, responsabile dell’omonima erboristeria

Nella normale concezione il colesterolo è visto come qualcosa di negativo, un elemento “cattivo”, spesso premonitore di patologie cardiovascolari. oggi, però, l’update sul colesterolo è in fase di attenta rilettura e rivalutazione: non sempre, infatti, il colesterolo coincide con l’insorgenza di gravi patologie. di recente è stato evidenziato come invece un ridotto livello di Acido Oleico nelle piastrine sia un elemento di criticità nella genesi della patologie cardiovascolari. Già da tempo si sa come la dieta mediterranea, che prevede un abbondante consumo di olio d’oliva, costituisca un fattore di protezione dal rischio cardiovascolare. occorre però sottolineare che il fenomeno è molto più complesso. infatti esiste un gioco di equilibri molto complicato tra l’Acido Oleico e altri due acidi grassi, e precisamente l’Acido Linoleico e l’Acido Arachidonico, nella tipizzazione della patologia. di conseguenza si è evidenziato come una modificazione di tale equilibrio di acidi grassi a livello delle membrane cellulari predisponga a una condizione di protezione oppure di patologia. in pratica, è l’equilibrio tra questi tre acidi grassi a determinare le condizioni che, a fronte di una lesione della parete arteriosa, favorisce il depositarsi del colesterolo e di altre sostanze che contribuiscono a formare la temuta placca. un po’ di positività: alcune ricerche evidenziano come il colesterolo sia una componente di “emergenza” per la struttura delle membrane cellulari. il colesterolo permette infatti una veloce modificazione

Qui sopra dall’amaranto, pianta originaria dell’america centrale, si ricava un olio che interagisce sul controllo della viscosità delle membrane delle piastrine. Qui sotto i prodotti della dieta mediterranea.

MATTEo ZonTA naturopata - iridologo e-rboristeria zonta Viale dei Martiri, 70 Bassano del grappa Tel. 0424 1945594 - 328 7711333 zontamatteo@libero.it

Sulle problematiche che riguardano la salute sono previste serate a tema con approfondimenti. Per informazioni telefonare a: 0424 1945594 - 328 7711333

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della permeabilità e fluidità della membrana; la permeabilità e la fluidità sono funzioni chimicofisiche di vitale importanza per la sopravvivenza della cellula, la quale le utilizza per opporsi e adattarsi alle aggressioni esterne. in questo modo è stata attribuita al colesterolo, in modo provocatorio, una funzione antiossidante della cellula stessa. per questo preciso motivo alcuni ricercatori hanno messo in guardia contro l’uso degli inibitori della sintesi del colesterolo (per esempio con la statina sintetica) perché potrebbero mettere in seria difficoltà la stabilità della membrana della cellula ed esporla a maggior rischio di morte. in questo caso il colesterolo ha un fattore di protezione sulla cellula. altre informazioni fondamentali: come si controlla il colesterolo? Nel suo complesso metabolismo, il colesterolo richiede di venire regolarmente assunto mediante l’alimentazione, poiché è proprio ciò che introduciamo con gli alimenti (con un certo criterio e buon senso!) a favorire la regolazione della sua produzione endogena (ricordiamo che la maggior quantità di colesterolo viene prodotta dal nostro corpo, c’è cioè un’autoproduzione), contenendolo così entro certi limiti di sicurezza e garantendone il bilancio totale. Non è quindi corretto pensare che la riduzione del colesterolo alimentare sia un elemento decisivo per favorirne l’abbassamento nel sangue. anche l’Fda statunitense (l’agenzia governativa per gli alimenti e i Medicinali) evidenzia

l’importanza di una strategia alimentare che permetta un riequilibrio fisiologico della sintesi del colesterolo endogeno. senza questo criterio, e senza un corretto stile di vita, la strategia della riduzione dei grassi assunti con la dieta potrebbe di fatto rivelarsi vana. come in tutte le cose, deve prevalere il senso dell’equilibrio. Molti altri fattori, alcuni nuovi altri meno, devono venire coinvolti nel determinare il rischio cardiovascolare e non è certamente solo con la riduzione del colesterolo che si può combattere questa patologia! dopo l’individuazione di questi nuovi marcatori per i problemi ischemici è stato realizzato uno specifico integratore che permette di lavorare sull’equilibrio degli acidi grassi di membrana delle piastrine. l’associazione di specifiche sostanze naturali e particolari oli vegetali, tipo l’olio di amaranto, permette di interagire sia sul controllo della viscosità delle membrane delle piastrine sia sulla riduzione del colesterolo in modo naturale. l’uso di questo innovativo integratore permette quindi di agire sulle cause della genesi delle placche ischemiche. Queste informazioni sono basate su studi clinici pubblicati su autorevoli riviste scientifiche e vengono qui riportate solo per riconsiderare in modo nuovo uno dei problemi metabolici che più influisce sulla nostra sopravvivenza. tali informazioni, dunque, non intendono assolutamente sostituirsi al parere del medico.


Passata attraverso una formazione a tutto sesto, ricca di sperimentazioni in diversi campi, è approdata al paper design

I NOSTRI TESORI di andrea Minchio e andrea Gastner

MoNica dal MoliN

Fotografie di Martina Bizzotto

e i suoi irresistibili “incartesimi” Poliedrica e generosa, ha fatto confluire le sue variegate esperienze artistiche e culturali nella passione, coltivata fin da bambina con grande entusiasmo, per la carta. Un materiale “prezioso”, che costituisce l’anima stessa delle sue originalissime creazioni.

una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta. Platone

La sapienza è figliola dell’esperienza. Leonardo da Vinci

Qui sopra la paper designer Monica dal Molin, bassanese di angarano, ritratta con le sue raffinate rose di carta.

Nelle sue mani, attraverso un atto demiurgico, la carta si trasforma e prende vita: da formidabile supporto, utilissimo per contenere, completare e perfino esaltare il prodotto di un’idea, diventa essa stessa l’essenza dell’opera creativa. stiamo parlando di Monica dal Molin, bassanese di angarano, personalità eclettica e amante della sperimentazione, che fin da bambina -prima ancora di frequentare l’istituto de Fabris di Nove e di intraprendere un percorso artistico a trecentossessanta gradi-, aveva imparato a conoscere e amare questa materia particolare. “ultima di cinque figli, provengo da una famiglia variopinta. Nella nostra casa, luminosa e chiassosa, gli stimoli di certo non mancavano. Mio padre elio, fra i fondatori

Sopra, a destra alcuni fiori giganti con lo stelo: si tratta di creazioni di carta, destinate prevalentemente ad allestimenti, scenografie e arredamento.

Qui sotto un guestbook (libro degli ospiti), abbinato a portapenna e penna. oggetti come questi, normalmente, fanno parte di un progetto coordinato nell’ambito del wedding.

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dell’u.s. angarano (una realtà sportiva molto nota nel nostro territorio), era un autentico inventore. con la sua impresa ha brevettato soluzioni innovative nel settore termoidraulico (vasi di espansione e autoclavi) e, seppur con inclinazioni diverse, da lui ho sicuramente ereditato il desiderio di sperimentare e condividere, di immaginare prima e di riuscire a esprimere poi quanto provavo. disponevo sempre di numerosi attrezzi e strumenti, nonché di pile di fogli bianchi messi a disposizione con generosità da mia madre, lina, donna dolce ed energica che mi ha trasmesso doti importanti quali la concretezza e la determinazione”. Eclettica, è questa probabilmente una delle espressioni più adatte a

definire la personalità di Monica dal Molin, la parola chiave per comprenderne a fondo lo spirito. Non a caso, sempre in un circuito artistico e culturale, la sua formazione ha conosciuto strade diverse, spesso complementari. a Nove, sotto la guida di rino Furlan, suo insegnante di plastica e figura emblematica del Circolo Artistico Bassanese, ha sviluppato per esempio la passione per le cose giganti, le opere di grandi dimensioni. durante il primo periodo universitario, allo studio presso la facoltà di lettere di padova (poi abbandonata per iscriversi e laurearsi a ravenna in conservazione dei Beni culturali) alternava il lavoro nel laboratorio di restauro del prof. ottorino tassello. contemporaneamente, nei ritagli


I NOSTRI TESORI

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di tempo, amava riprodurre le opere dei grandi delle avanguardie artistiche del Novecento, con una certa predilizione per Klimt, picasso e Matisse: “Mi divertivo a copiare le loro tele per comprenderne la tecnica esecutiva, mossa soprattutto dal desiderio di risalire al percorso emotivo che avevano seguito quei giganti dell’arte nella loro esperienza creativa”. la pittura (su tela, su muro e su legno) non rappresentava però per Monica dal Molin il mezzo ideale per dare espressione alla sua straordinaria personalità. Non costituiva infatti, per dirla con parole semplici, la strada giusta, quella più consona al suo carattere. piano piano, inoltre, il variegato universo della carta -bianca o stampata che fosse-

cominciava a configurarsi nella sua vita come una presenza amica e costante. Fondamentale, da questo punto di vista, la decennale esperienza professionale alle Grafiche tassotti, storica stamperia cittadina. “proprio con Giorgio tassotti e le sue figlie ho avuto modo di capire fino in fondo le infinite potenzialità della carta; grazie alle dimostrazioni pratiche, ai corsi e ai molti incontri che proponevo nei vari punti vendita (oppure durante le fiere di settore) ho goduto della libertà di manipolare e sperimentare questo straordinario materiale, ampliando così le mie conoscenze e le diverse possibilità espressive”. provenendo dal reparto cartotecnica, in quella dinamica azienda bassanese si è occupata della progettazione, realizzazione e sviluppo

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di articoli legatoriali, ma pure di decori per vetrine e oggettistica creativa, passando dalla confezione di album, quaderni e scatole all’acquisizione di tecniche raffinate quali il cartonnage, il dècoupage, lo scrapbooking e l’origami. Forte di una tesi di laurea di matrice tecnico-culturale, dal titolo Evoluzione nella fabbricazione della carta: il degrado e la conservazione, Monica dal Molin ha poi iniziato a collaborare con la Biblioteca civica di Bassano, nella veste di operatrice didattica, proponendo percorsi di lettura e itinerari con laboratorio dedicati

In questa pagina 1) Monica dal Molin con un suo abito da sposa interamente realizzato con strisce di carta: un capo presentato in occasione di un’importante fiera di settore. 2) alcuni esempi di kusudama, originali modelli di carta ottenuti assemblando fra loro più origami. 3) Bouquet di carta. 4) Fiori di carta giganti, da parete o da appoggio, particolarmente indicati per vetrinistica e come elementi coreografici e decorativi per rappresentazioni teatrali, balletti, eventi e occasioni speciali...

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I NOSTRI TESORI A fianco tre giovanissime “modelle” presentano una serie di accessori di carta, concepiti per cerimonie: borsette per damigelle, coroncine, fermagli, bracciali, spille...

alla storia del libro, della carta, della scrittura e della stampa. un percorso estremamente ricco, il suo, improntato alla curiosità e al mai sopito desiderio di una sperimentazione allargata; alla fine un bagaglio di esperienze e conoscenze che è confluito, del tutto naturalmente, in una sintesi fatta a sua immagine e somiglianza: il paper design. “se è vero che fin da bambina ho subito amato la carta, direi proprio a livello sensoriale, innamorandomi del suo profumo, della consistenza e della sua straordinaria versatilità, oggi ne ho fatto una delle ragioni della mia vita (dopo gli affetti familiari, si intende, che accompagnano con fiducia e impagabile sostegno questo mio progetto!). Nel 2011, assieme a Jasminka Grendele e a Nicole tassotti, ho

Sopra, da sinistra verso destra altri suggestivi e intriganti “incartesimi” di Monica dal Molin. A destra coordinato con busta, partecipazioni e invito in origami.

Monica Dal Molin cell. 339 1922943 dalmolinmonica72@gmail.com info@incartesimi.com www.incartesimi.it www.incartesimi.blogspot.it incartesimi

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dato vita a Orizzonti di Carta, associazione culturale che si occupa di carta, libri, lettura, scrittura... l’anno successivo infine, con l’intenzione di chiudere un cerchio aperto tanti anni fa, ho iniziato a condividere in un blog progetti e creazioni: ne è nato Incartesimi, uno spazio reale e virtuale al tempo stesso che rappresenta un approdo e una nuova partenza. d’altronde confesso di avere un ottimo rapporto con il web; ne ho percepito presto le potenzialità e, appena pronta, ho subito iniziato a utilizzarle, scoprendo con piacere diversi canali che viaggiano in sintonia con il mio modo di essere e comunicare. proprio allo scopo di creare sinergia e condivisione amo anche inserire tutorial didattici a favore dei portali, dei siti e delle riviste con le quali ho spesso il

piacere di collaborare”. presente su Facebook, ma molto attiva pure su pinterest e Youtube, Monica dal Molin progetta ora di aprire un negozio on-line. “l’idea di potere diffondere le mie creazioni attraverso la rete mi stuzzica: è una sfida che sono intenzionata a vincere. il passo successivo sarà probabilmente quello di aprire un piccolo atelier, nel quale ideare, realizzare ed esporre i miei incartesimi”. con un concetto stampato nella mente: il bello delle buone idee è che fanno nascere altre idee!


“Quella mania di portare il berretto al contrario”

FINESTRA SUI GIOvANI

QuaNdo la classe e’ (seMBra) “diFFicile”...

di sandro Gazzola

Qui sotto il look di Gue pequeno (vero nome cosimo Fini), noto rapper e produttore discografico italiano.

Se i ragazzi assumono a scuola atteggiamenti da adulti, forse è il caso di relazionarsi a loro come se lo fossero davvero... e intraprendere quindi percorsi didattici legati alla contemporaneità.

a settembre capita a volte, quando si riceve in consegna una classe già avviata, che la presentazione da parte dei colleghi si riveli una sorta di bollettino di guerra: “ragazzi agitati, spesso distratti, poco educati, svogliati, spesso girati o seduti male, un linguaggio poco consono ai banchi di scuola e alla loro età (scuola media), se poi parliamo dell’abbigliamento, ultimamente colpisce quella mania del berretto portato al contrario”. con tali presupposti l’insegnante entra in una sorta di stato meditativo per cercare fin da subito l’approccio migliore e instaurare un rapporto costruttivo con la classe. Normalmente il giorno in cui il docente entra in classe per la prima volta viene colpito dai volti e dagli sguardi smarriti dei ragazzi, in attesa di comprendere chi hanno di fronte. si intuiscono due cose: se l’anno precedente il programma è stato svolto con difficoltà e se hanno desiderio di mostrarsi adulti. Molti atteggiamenti che ragazzi e ragazze assumono ricordano quelli degli adulti: nel caso dei maschi, per esempio, l’espressione da duri, tipica del clima di certi bar; per le femmine, invece, il gesto della mamma che si aggiusta il make up. pensa e ripensa, la scelta didattica per tale tipo di classe è stata quella di trattare gli studenti da adulti veri, mettendo da parte i temi della fantasia, della fiaba e della poesia sentimentale, per concentrarsi in un percorso dedicato all’antologia contemporanea.

Sotto al titolo, a destra un gesto tipico femminile, spesso ripetuto anche in classe: il make up. Cos’è un ribelle? un uomo che dice no. Albert Camus

ogni donna è una ribelle, e solitamente in violenta rivolta contro se stessa. Oscar Wilde

Qui sotto il presidente usa, Barack obama, con il berretto portato al contrario.

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la partenza non è stata delle più semplici, perché la Grande Guerra proposta da ungaretti, lussu e remarque è stata percepita come un evento lontano nella storia. Quando le lezioni hanno trattato il difficile periodo del secondo dopoguerra l’interesse è però cresciuto, grazie alle diverse riflessioni politiche e ideologiche fatte anche leggendo in classe il pensiero di Madre teresa di calcutta, di terzani, di Martin luter King, di Gandhi, di Mandela e di molti altri ancora. Molti alunni hanno appreso con interesse tali conoscenze, forse perché il loro presente e la stessa realtà della globalizzazione sembrano essere più in linea con la storia di oggi. i ragazzi sono infatti orientati verso una più ampia prospettiva, che non pone più distanze con paesi considerati lontani come l’india o il Giappone. Me ne sono reso conto grazie all’intervento di un sacerdote di origini siriane, giunto in classe

dopo una nostra lettura, per spiegarci il rapporto storicosociale fra israele e la siria. la classe “difficile” lo ha ascoltato in un silenzio di tomba per cinquanta minuti, per poi scatenarsi con domande e, soprattutto, con varie proposte per possibili soluzioni. Ho avuto la sensazione che i ragazzi abbiano considerato quella presentazione come sincera e oggettiva: li ho sentiti coinvolti seriamente nel mondo adulto al quale chiedevano di partecipare. tutto ciò si sbilancia positivamente, perché la società dei paradossi nella quale viviamo presenta adulti che si vestono e si atteggiano da ragazzini, fino a rendersi ridicoli, e giovani che desiderano capire il grande evolversi del mondo. e’ ovvio che quando questo aspetto viene sminuito da un atteggiamento superficiale, il ragazzo non risponde alle sollecitazioni. si tratta allora di proporre esempi più costruttivi e positivi.


Dare forma concreta alla domanda abitativa costituisce, oltre che un dovere morale, anche una valida opportunità per costruire un’offerta efficace

SCHEGGE a cura di Massimo vallotto

l’HousiNG sociale interpella la cittadinanza L’Amministrazione Comunale di Bassano, su proposta del gruppo b_urbanpro che ha elaborato il Masterplan San Vito Nord per l’ex Caserma Fincato, promuove ora un questionario sulle nuove forme dell’abitare, valido per tutto il nostro territorio.

A fianco la prima immagine del questionario sull’Housing sociale che mira a conoscere l’effettiva richiesta di alloggi a canone d’affitto calmierato in territorio bassanese. una volta compilato, potrà essere restituito per l’elaborazione via posta ordinaria oppure consegnato presso la sede del consiglio di Quartiere di residenza. e’ anche prevista la modalità di restituzione on line sul portale web del comune e dell’urban center.

Sotto le prime schede del questionario chiedono di indicare la composizione del nucleo familiare (esistente, nuovo, unipersonale), suddividendo i componenti per fascia d’età. si passa quindi a definire quello che è l’appartamento ideale, commisurato alle necessità della famiglia.

si concretizzerà entro i primi giorni di maggio una delle proposte del gruppo di progettazione b_urbanpro adottate dall’amministrazione comunale di Bassano. i trenta cittadini che si sono uniti per offrire una ipotesi di sviluppo e riqualificazione urbana per l’area dell’ex caserma Fincato (MSVN), della quale abbiamo a più riprese dato notizia su queste pagine, avevano incardinato il proprio progetto su un’offerta abitativa assente nel nostro territorio: l’Housing sociale. Gli alloggi a canone d’affitto calmierato, indirizzati a quella fascia grigia di cittadini che, pur non avendo le caratteristiche adatte per richiedere un’abitazione di edilizia pubblica, faticano a confrontarsi con i prezzi del libero mercato, hanno sicuramente una domanda potenziale estesa. proprio questa domanda deve essere analizzata, approfondita nei suoi aspetti e 26

valutata nelle sue peculiarità, in modo da costruire una risposta il più possibile adeguata ai desideri reali dell’utenza. un questionario-sondaggio, caldeggiato dal gruppo di cittadiniprogettisti del MSVN, verrà quindi consegnato dall’amministrazione comunale alle 18.870 famiglie del nostro comune. elaborato dal gruppo CERTA di cuneo, organizzazione che ha maturato molta esperienza proprio nel campo dell’Housing sociale e dei servizi a essa connessi, permetterà di strutturare la domanda e di ottenere indicazioni sicure circa la reale richiesta di abitazioni di tipo evoluto, in cui il concetto di vicinato si concretizza in esperienza di condivisione di spazi e servizi comuni e l’abitare diviene occasione per mettere in atto nuove pratiche di gestione (spazi verdi, rifiuti, ciclo dell’acqua...).

seguendo la filosofia che ha animato il gruppo b_urbanpro, anche CERTA ha elaborato la serie di domande in assoluta forma gratuita. per rendere lo strumento di indagine più accattivante e stimolare le risposte, a livello grafico sono stati inseriti dei disegni di roberta stevan Moroni. Matita di Rob, il simpatico personaggio creato da roberta, accompagnerà i cittadini lungo tutte le nove sezioni che compongono il questionario. l’iniziativa è stata resa possibile da etra, società partecipata, che si mostra una volta ancora attenta ai temi dell’abitare evoluto, che potrebbero innescare comportamenti virtuosi con ricadute benefiche per tutto il territorio. il questionario sarà presente on line sul sito del comune di Bassano (www.bassanodelgrappa.gov.it) e dell’urban center di Bassano (www.urbancenterbassano.it).


SCHEGGE A fianco una delle domande più importanti e al contempo più “delicate” dell’intero questionario: si chiede al nucleo familiare da un lato di riconoscersi come facente parte della fascia di reddito cui l’Housing sociale è indirizzato, dall’altro di voler ipotizzare la percentuale di tale reddito, da utilizzare per le spese dell’alloggio. i dati indicati rimarranno ovviamente anonimi.

Sotto sempre nell’ambito di delineare l’abitazione ideale, capace di rispondere e soddisfare i fabbisogni del nucleo familiare che compila il questionario, viene richiesto di indicare quali servizi interni ed esterni all’abitazione si ritengano più importanti e, in riferimento a questi ultimi, con che mezzo si è disponibili a raggiungerli.

le domande, molto semplici e con garanzia dell’assoluto anonimato, spazieranno dalla composizione del nucleo familiare, al tipo di appartamento che si ritiene più idoneo alla propria famiglia, dai servizi ritenuti indispensabili, fino alle spese sostenute annualmente per i servizi connessi all’abitare (luce, gas, affitto). ai cittadini verrà inoltre chiesta un’ipotesi di spesa, commisurata all’abitazione desiderata e al proprio reddito familiare, in modo da poter acquisire dati circa la consistenza della “fascia grigia” presente nel bassanese. Non mancherà una domanda specifica volta a chiarire la disponibilità a modificare in parte le proprie abitudini, per favorire virtuosi cicli dei rifiuti e del consumo d’acqua. come accade per tutte le iniziative di questo tipo, ai cittadini verranno chieste partecipazione e

collaborazione: al fine di ottenere risposte coerenti, in grado di rappresentare correttamente e realisticamente la potenziale utenza di queste nuove abitazioni, a quanti non sono interessati (per fascia di reddito, perché in possesso di propri immobili...) verrà chiesto di non compilare il questionario. la lettera di accompagnamento del sindaco chiarisce come il formulario abbia una pura valenza conoscitiva e come ogni fase operativa non potrà prescindere da contatti diretti tra il comune e gli interessati. CERTA conta di ricevere i questionari entro luglio, restituiti tramite posta ordinaria, via web o attraverso i consigli di Quartiere. Quest’ultimi saranno altresì incaricati di spiegare il questionario ai cittadini ed eventualmente aiutarli nella compilazione. Nel frattempo verranno allestite tre

mostre sul progetto di riqualificazione dell’area della ex caserma Fincato, individuata come la più indicata ad accogliere i primi edifici in Housing sociale del bassanese. il Masterplan san vito Nord sarà presentato in forma estesa all’urban center, cogliendo così anche il carattere divulgativo proprio di tale struttura cittadina, mentre una sintesi di squisita valenza tecnica verrà allestita all’ufficio urbanistica del comune e presso la sede della Fattoria sociale conca d’oro, anche allo scopo di raccogliere i pareri e le valutazioni dei vari professionisti. toccherà poi alla nuova amministrazione comunale raccogliere il testimone di tale innovativo approccio alla gestione della domanda di alloggi, coglierne il valore e ipotizzare risposte coerenti a una domanda finalmente chiara.

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A fianco la suddivisione per categorie di utenza nel complesso di Housing sociale di via cenni a Milano, Cenni di Cambiamento.

www.cennidicambiamento.it

Sotto, dall’alto verso il basso la conferenza stampa di presentazione del questionario: da sinistra, il responsabile del gruppo di progettazione b_urbanpro, vallotto; il presidente del consiglio di sorveglianza etra, lanzarin; gli assessori alla sostenibilità, zonta, e al sociale, Breda. viene richiesto ai nuclei familiari esistenti o nuovi/di prossima costituzione di indicare i costi affrontati o presumibilmente da affrontare per le spese correnti riferite alla casa. vivere in Housing sociale significa anche disponibilità a modificare le proprie abitudini nella ricerca di una maggiore efficacia dei comportamenti in relazione alla salvaguardia dell’ambiente. tematiche che, se condivise, aumentano il senso di comunità.

durante la conferenza stampa di presentazione dell’operazione, tenuta lo scorso 8 aprile, sono apparsi ben chiari gli obiettivi che gli operatori hanno posto come fine. Non si intende costruire semplicemente “buone case” o riqualificare un patrimonio edilizio esistente (da inserire in un mercato edilizio particolarmente provato da una bolla speculativa che ha mostrato tutti i suoi limiti a causa della crisi economica), quanto piuttosto costruire una comunità abitativa, fatta di servizi, relazioni e attività socializzanti. il tutto diviene un complesso progetto di vita, che mira al miglioramento delle condizioni abitative e genera senso di appartenenza. e’ infatti la prima volta che una amministrazione comunale in italia porta avanti una simile operazione!

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L’ESPERIENzA DI vIA CENNI A MILANO Cenni di cambiamento è il più grande progetto residenziale, per dimensioni, realizzato in europa con l’utilizzo di strutture portanti in legno e dedicato all’Housing sociale. l’intervento offre appartamenti a prezzi contenuti e una soluzione abitativa innovativa che si basa sulla cultura dell’abitare sostenibile e collaborativo. il progetto è rivolto a tutti, ma in particolar modo è stato pensato per ospitare differenti stili di vita e modi di abitare dei giovani: da quelli di adulti soli, con eventuali opportunità anche di coabitazione e condivisione degli spazi, a quelli di giovani coppie di nuova formazione, alle famiglie con bambini, ivi comprese quelle monogenitoriali. i giovani single, le giovani coppie, le famiglie di giovani oppure anziani possono candidarsi all’assegnazione degli alloggi compilando anche on line un apposito modulo, nel quale dichiarano di rientrare tra le

categorie cui il bando è dedicato. segue quindi una fase di verifica del possesso dei requisiti preliminari, con possibili richieste di informazioni, chiarimenti e colloqui individuali, in seguito ai quali viene comunicata l’accettazione della richiesta con l’invito a partecipare alla fase successiva. e’ infatti necessaria la partecipazione a incontri tematici e conoscitivi. le tipologie di accesso all’alloggio sono due: quella di affitto contenuto e quella di affitto con patto di futura vendita. Quest’ultima, piuttosto innovativa, prevede la concessione dell’alloggio a canone calmierato con diritto di prelazione da parte del locatario alla scadenza del contratto di affitto. l’intervento si compone di 124 alloggi di tre tipologie (monolocali, bilocali, trilocali); 6 unità commerciali posizionate al piano terra; 250 mq di servizi integrativi all’abitare e 1.800 mq di servizi locali e urbani, distribuiti in quattro blocchi residenziali e una piastra.


Fra scenari mozzafiato e una natura incontaminata...

AGENzIA vIAGGI

caNada dell’ovest

di antonio Minchio Servizio publiredazionale a cura di Editrice Artistica Bassano

dalle Montagne rocciose al pacifico Con Listrop Viaggi da Calgary a Vancouver in un tour davvero unico e spettacolare per una vacanza d’agosto brillantemente alternativa e avventurosa... nella natura, facoltativo, verso il suggestivo lago Minnewanka, con il successivo trasferimento in funivia alla spettacolare Sulphur Mountain (Montagna di zolfo). Nel pomeriggio, a disposizione, si può effettuare una visita al Fairmont Banff Springs Hotel, che domina la città, e rilassarsi nelle “acque sacre della montagna”; acque che scorrono nelle viscere della terra prima di emergere, calde e ricche di sostanze minerali naturali, e nelle quali si può godere di un massaggio tonificante, con lo spettacolo delle montagne circostanti. in alternativa, ancora, si può compiere una breve escursione nei boschi (a piedi) oppure visitare le numerose boutique di Banff. pernottamento a Banff.

Questo percorso offre scenari mozzafiato e un’affascinante natura selvaggia, nelle province dell’Alberta e della British Columbia. Da Calgary ci si dirige a nord, verso le località di Banff e Jasper, rinomate in tutto il mondo. Poi verso nord-ovest, in direzione della costa del Pacifico, e da lì, attraverso lo spettacolare stretto Inside Passagge, si raggiunge l’isola di Vancouver. Dopo una visita all’elegante Victoria, ci si muove alla volta della dinamica e cosmopolita Vancouver...

Sotto al titolo e sopra, da sinistra alcune immagini del parco Nazionale di Banff: le parole non sono sufficienti a descrivere la meraviglia di un luogo come questo!

CANADA DELL’OvEST Dalle Montagne Rocciose al Pacifico

A fianco un gigantesco totem davanti al British Museum di victoria.

Dall’11 al 24 agosto 2014 Viaggio di quattordici giorni 1° Giorno - lunedì 11 agosto Venezia - Calgary - Banff ritrovo dei partecipanti a ora e luogo da stabilire. trasferimento in aeroporto a venezia e partenza con volo di linea lufthansa per il 30

canada, via Francoforte. arrivo nel pomeriggio all’aeroporto internazionale di calgary. lasciando la città, si viaggerà verso ovest sull’autostrada transcanada, per raggiungere Banff con sistemazione presso l’hotel Banff park lodge (o similare). cena e pernottamento. 2° Giorno - Martedì 12 agosto Parco nazionale di Banff prima colazione, cena e pernottamento in hotel. pranzo libero. la giornata è dedicata alla scoperta della regione attorno a Banff, dichiarata parco nazionale nel 1885 allo scopo di proteggerne le sorgenti naturali di acqua calda. Nata con l’arrivo della ferrovia, Banff ha una storia legata ai tempi in cui il canada occidentale vide l’arrivo dei primi pionieri. un giro panoramico in elicottero, facoltativo, offre la possibilità di ammirare le pendici orientali delle Montagne rocciose. in alternativa è possibile partecipare a un tour

3° Giorno - Mercoledì 13 agosto Banff - Jasper prima colazione in hotel e pranzo libero. il programma della giornata, attraverso i parchi nazionali di Banff e Jasper, rappresenta un punto focale di questa “avventura”. e’ necessario tenere gli occhi ben aperti per catturare visivamente la fauna selvaggia: orsi, alci, bisonti, cervi, coyote e molte altre specie. dopo aver lasciato Banff, si raggiunge il lago louise, famoso in tutto il mondo. poi ci si dirige a nord, lungo la icefield parkway in una natura selvaggia, cinta da maestose montagne. sulle nevi del columbia icefield, si sale a bordo degli Ice Explorer, autobus speciali adatti a muoversi sull’antico ghiacciaio Athabasca. dopo l’esperienza sull’Athabasca, si giunge infine a Jasper, centro sorto come stazione di sosta lungo la via tracciata dall’esploratore david thompson nel 1811. il parco Nazionale di Jasper fu istituito nel 1907; la città omonima si trova proprio nel parco. cena e pernottamento a Jasper nell’hotel tBa o similare.


4° Giorno - Giovedì 14 agosto Jasper - Prince george prima colazione in hotel. pranzo libero. prima di lasciare il parco Nazionale di Jasper, nella mattinata è prevista la crociera della spirit island, nel lago Maligne, grande e pittoresco, alimentato dallo scioglimento dei ghiacci. la crociera offre scorci mozzafiato su ghiacciai, su cascate e sulla fauna. il viaggio prosegue poi in direzione occidentale, verso la costa, con una fermata al belvedere di Mount robson da cui, se l’aria è limpida, si può ammirare il picco più alto delle Montagne rocciose. si segue un ramo settentrionale del fiume Fraser, verso prince George, all’estremità della regione dei caribù della British columbia. cena e pernottamento a prince George presso l’hotel sandman e suites o similare.

alle isole Queen charlotte e all’alaska sud-orientale. il resto della giornata è a disposizione. pernottamento a prince rupert.

5° Giorno - venerdì 15 agosto Prince george - Smithers prima colazione in hotel. pranzo libero. si continua verso ovest lungo l’autostrada Yellowhead, attraverso alcune fra le zone più boscose e selvagge del canada. al termine della giornata relax a smithers, tipica cittadina di frontiera situata nel cuore della Bulkley valley ai piedi della Hudson Bay Mountain (cima che si erge fino a 2.500 metri). smithers offre eccellenti possibilità ricreative ed è molto affascinante. la serata è a disposizione. sistemazione all’hotel aspen inn o similare, cena e pernottamento.

8° Giorno - lunedì 18 agosto Port Hardy - Campbell River Quadra island prima colazione in hotel. pranzo libero. partenza da port Hardy, sosta nell’insenatura di telegraph cove e proseguimento per la località costiera di campbell river. in caso di condizioni meteorologiche avverse o di bassa marea, è possibile esplorare l’area che circonda questa famosa baia, rinomata per la sua atmosfera e per la pesca al salmone. pernottamento a campbell river/Quadra island. pernottamento all’hotel painter’s lodge o similare. cena al salmone.

6° Giorno - sabato 16 agosto Smithers - Prince Rupert prima colazione in hotel. pasti liberi. ultima tappa di avvicinamento alla costa del pacifico lungo la meravigliosa vallata dello skeena river, fino a prince rupert. durante il tragitto visita al villaggio di ‘Ksan, a contatto con la tribù indiana degli Gitxsan fra artistici totem e abitazioni pittoresche. il ‘Ksan Historical village è situato vicino all’antico villaggio che gli Gitxsan avevano denominato Gitanmaax, alla confluenza dei fiumi Bulkley e skeena, vicino alla comunità di Hazelton. si prosegue quindi per prince rupert, capitale non ufficiale degli arcobaleni e porta di accesso alla British columbia nord-occidentale,

9° Giorno - Martedì 19 agosto Campbell River - Tofino prima colazione in hotel. pasti liberi. Giornata dedicata alla visita di cittadine e villaggi dediti alle attività forestali e ittiche. si prosegue per la costa occidentale dell’isola sino a giungere a tofino, inserita nel meraviglioso contesto naturalistico del pacific rim. sistemazione al Best Western tin Wis resort e pernottamento. possibilità di cena nei numerosissimi ristoranti.

7° Giorno - domenica 17 agosto Prince Rupert - Port Hardy prima colazione in hotel. Macchina fotografica alla mano, è prevista una crociera di un giorno costeggiando la British columbia fino all’isola di vancouver. il famoso stretto denominato Inside Passage è una delle vie d’acqua più spettacolari del canada. oltre al maestoso paesaggio, si possono ammirare numerose specie animali, fra le quali orche e leoni marini, foche e una delle più numerose colonie di aquile del mondo. possibilità di pranzo e cena a bordo. pernottamento a port Hardy presso l’hotel airport inn o similare.

10° Giorno - Mercoledì 20 agosto Tofino - Victoria prima colazione in hotel. pranzo libero. in mattinata partenza per un entusiasmante Bear Watching di due ore che permette di osservare i “black bears”, numerosi in que-

sta area del parco. al termine proseguimento per la “città giardino” e capitale provinciale, victoria, situata all’estremità meridionale dell’isola di vancouver, città che mantiene un’atmosfera coloniale e che gode del particolare clima del pacifico nord-occidentale, fra i più miti del canada. e’ previsto un giro panoramico con la visita del porto inner Harbor, del centro storico e di chinatown, ma anche di molte chiese e cattedrali, del quartiere universitario e del monte tolmie, dal quale si gode una vista insuperabile. in serata sistemazione all’hotel inn at laurel pont o similare. cena e pernottamento.

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Sopra, dall’alto verso il basso i giardini di victoria e i panoramici columbia icefields.

11° Giorno - Giovedì 21 agosto Victoria prima colazione e pernottamento in hotel. pasti liberi. in mattinata si risale la penisola saanich alla volta dei Butchart Gardens, una delle più grandi esposizioni floreali del mondo. Qui è possibile trascorrere alcune ore in un contesto lussureggiante. e’ anche possibile fare un giro panoramico in idrovolante, facoltativo, sopra victoria e lo stretto di Juan de Fuca, oppure compiere un’escursione marina, facoltativa, per ammirare diverse specie di balene. il pomeriggio è a disposizione, con l’opportunità di una visita al royal British Museum. invitante pure l’accoglienza del Fairmont empress Hotel, con le sue genuine tradizioni britanniche e l’elegante sala da tè!

CANADA DELL’OvEST Dalle Montagne Rocciose al Pacifico Dall’11 al 24 agosto 2014 Quota individuale di partecipazione: € 3.995,00 Polizza annullamento viaggio (obbligatoria): € 82,00

La quota comprende: - volo intercontinentale in classe turistica, franchigia bagaglio kg. 20; - tasse aeroportuali in partenza dall’italia e aumento carburante alla data del 28.01.2014; - tutti i trasferimenti da e per gli aeroporti; - sistemazione in hotel come da programma, in camere doppie con servizi; - i pasti come da programma; - visite ed escursioni come da programma; - gli ingressi ai parchi nazionali; - guida /accompagnatore canadese parlante italiano per tutto il tour.

12° Giorno - venerdì 22 agosto Victoria - Vancouver prima colazione in hotel. pranzo libero e imbarco per una crociera fra le Gulf islands, fino a vancouver. segue un giro della città con visita allo stanley park, alla english Bay... pernottamento a vancouver al sandman suites on davie hotel.

La quota non comprende: - i pasti liberi; - le bevande ai pasti; - eventuali aumenti delle tasse aeroportuali internazionali e carburante; - le mance (calcolare circa € 5,00 al giorno); - eventuali escursioni facoltative; - le camere singole (suppl. € 770,00); - gli extra in genere. la quota è stata calcolata in base al cambio del dollaro canadese alla data del 29.01.2014. in caso di eventuali oscillazioni del cambio del 2%, la quota verrà adeguata. Documento indispensabile: Passaporto individuale con validità di almeno 6 mesi dalla data di partenza. All’iscrizione acconto di € 1.000,00

13° Giorno - sabato 23 agosto Vancouver - Calgary prima colazione in hotel e possibilità di shopping. trasferimento in aeroporto e volo per l’italia via calgary. pasti e pernottamento a bordo. 14° Giorno - domenica 24 agosto Venezia arrivo a venezia e proseguimento in pullman per le località d’origine.

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Una precisa, duplice, concretezza: l’opportunità di creare posti di lavoro nel breve periodo, l’obiettivo strategico di predisporre oggi le condizioni culturali favorevoli allo sviluppo nel medio e lungo periodo

SCHEGGE DUE di andrea cunico Jegary

sviluppo e sostenibilità del turismo: il marchio d’area “territori del Brenta”

il Marchio d’area, cioè l’intero complesso delle attività concepite per elevare e distinguere il “sistema attrattività”, investe in modo inclusivo l’insieme di comunità locali, aziende, patrimoni culturali e ambientali, tradizioni e storia del nostro territorio.

L’obiettivo del Marketing Territoriale è quello di promuovere politiche territoriali e modelli di sviluppo mirati a favorire la creazione di una rete a sostegno di un progetto di turismo sostenibile.

il turismo si è molto evoluto negli ultimi anni, altri sistemi turistici hanno investito e alzato sensibilmente il livello di comunicazione, in particolare attraverso internet. se da una parte le aspettative dell’ospite sono dunque in crescita, dall’altra le potenzialità del nostro territorio sono davvero elevate, ma tuttora in gran parte inespresse.

Lo staff promotore del Tavolo Marketing Territoriale Roberto Astuni, albergatore, presidente albergatori confcommercio Bassano. Ruolo: coordinatore e referente per le relazioni interne. Andrea Cunico Jegary, consulente di marketing e comunicazione. Ruolo: coordinatore e referente per il marketing e la comunicazione. Massimo Vallotto, architetto, promotore del distretto sostenibilità. Ruolo: coordinatore e referente per le relazioni esterne.

per raggiungere il minimo della competitività richiesta il comprensorio ha bisogno di superare i localismi e dotarsi al più presto di un’unica identità di “marca” con

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cui superare il turismo tradizionale, “di prossimità”, e proporsi con gli strumenti adeguati al mercato europeo. il tavolo Marketing territoriale nasce per avviare il dialogo proprio su questi temi. l’obiettivo è quello di mettere al centro l’attenzione su politiche territoriali e modelli di sviluppo mirati a favorire le condizioni perché sul territorio si faccia rete -per la prima volta e con un approccio sistemicoattorno a un vero progetto di turismo sostenibile. per essere riconosciuto come destinazione

turistica rilevante, capace cioè di attrarre flussi di turismo internazionali, il sistema territoriale ha bisogno di essere ricondotto e presentato sotto un’unica forte identità, andando quindi oltre al singolo centro storico. Bassano, Marostica, romano, cartigliano o valstagna, e tutti gli altri centri rimarranno importantissimi e autonomi nell’agire verso il turismo di prossimità. parallelamente, con il marchio d’area ciascuno avrà, “in più”, in quanto componente del sistema territoriale Territori del Brenta, il vantaggio di rag-


ATTRATTIvITà TURISTICA DEL TERRITORIO: I FATTORI PIù RILEvANTI

SFIDE Qui sotto 1) il Brenta come dorsale di valori. 2) le tracce del lavoro dell’uomo. 3) la storia e la cultura del territorio. 4) il paesaggio, la forte identità, la storia, la cultura.

Il totale non è pari a 100 perché la domanda prevedeva risposta multipla. Dati IPR per Univerde | Bit Milano 2014.

giungere il mercato turistico nazionale e internazionale attraverso una comunicazione più incisiva che ci distingua in internet, sulla stampa specializzata, nella presenza a eventi importanti come per esempio il prossimo expo. il progetto di marketing territoriale Territori del Brenta si colloca nell’ambito tematico “pedemontana e colli” individuato dalla legge regionale 11 del 14.06.13 art. 10 Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto e investe in modo inclusivo l’insieme di comunità locali, aziende,

patrimoni culturali e ambientali, tradizioni e storia. riguarda l’intero complesso di attività pianificate per elevare e distinguere il “sistema attrattività” con cui il nostro territorio è chiamato a sviluppare una propria concreta dimensione strategica: dalla ricerca e valorizzazione delle specificità (identità) alla qualificazione e rafforzamento del network relazionale (fare rete), dalla condivisione dei servizi di marketing (competere) alla definizione dei vantaggi competitivi (unicità). il tutto presuppone specifiche

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Per turismo sostenibile si intende un approccio responsabile alla fondazione, sviluppo e gestione di un’economia del turismo. Fondamentalmente si tratta di una visione che pone al centro l’attenzione al valore del territorio, con la preoccupazione in particolare per due aspetti: la conservazione diffusa del patrimonio ambientale; l’emancipazione socio-economica diffusa e la qualità di vita delle popolazioni residenti.

competenze per l’elaborazione delle strategie, la regia e la governance, la comunicazione. la creazione del marchio d’area Territori del Brenta si ispira direttamente al modello di sviluppo Bottom Up (dal basso) suggerito dalle direttive comunitarie (Community Led Local Development) e dall’esperienza delle buone pratiche territoriali ampiamente diffuse e consolidate in europa. un impegno importante, che si tradurrà domani in qualità della relazione tra territorio e futuro.

i fattori chiave della sostenibilità: rispetto e salvaguardia dell’ambiente (attenzione all’ecosistema e alle biodiversità); minimizzazione degli interventi, strutture e attività (minimo impatto ambientale); rispetto e salvaguardia della cultura tradizionale delle popolazioni locali; consenso informato da parte della popolazione locale sulle attività di sviluppo turistico; partecipazione attiva della popolazione locale nella gestione delle imprese ecoturistiche; condivisione dei benefici socio-economici derivanti dal turismo.

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Come si è attuato concretamente nella storia il mito di Atene?

LA LEzIONE DEL PASSATO

i dialoGHi di platoNe

di Gianni Giolo

Da poco esule a Sparta, Alcibiade ebbe occasione di pronunciarsi sulla difficile convivenza fra aristocrazia e popolo definendo la democrazia “una follia universalmente riconosciuta come tale”.

Per questo, chi ha dentro di sé qualcosa di creativo, quando si avvicina a ciò che è bello prova gioia nel suo cuore, si apre al fascino della bellezza. E’ il momento della generazione: egli crea. Platone, dal Simposio

il mito di atene eterno nei secoli. come si è attuato concretamente nella storia? il paradosso è che quella grandezza che il pericle, riferito da tucidide, delinea ed esalta, era l’opera essenzialmente di quei ceti alti e dominanti che il popolo ateniese odiava e teneva sotto controllo e, quando possibile, abbatteva e perseguitava. lo testimoniano i continui ostracismi dei grandi personaggi, come aristide, il giusto per eccellenza. il pericle vero, quello della storia e non del mito, lo sapeva benissimo e lo aveva vissuto e patito in prima persona. la grandezza di quel ceto consistette nel fatto di aver accettato la sfida della democrazia, cioè la convivenza conflittuale con il controllo ossessivo e non di rado oscurantista del potere popolare: di averlo accettato, pur detestandolo, come è chiaro dalla parole dette da alcibiade, da poco

Sopra, da sinistra verso destra il ritratto di alcibiade in uno splendido mosaico pavimentale del iii-iv secolo. sparta, Museo archeologico. leo von Klenze, Veduta ideale dell’Acropoli e dell’Aeropago di Atene, 1846. Monaco, Neue pinakothek.

Qui sotto Jacques-louis david, La morte di Socrate, particolare, 1787. New York, Metropolitan Museum of art.

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esule a sparta, quando definisce la democrazia “una follia universalmente riconosciuta come tale”. la figura di anassagora incalzato dall’accusa di ateismo o il pianto in pubblico, umiliazione estrema, di pericle davanti a un giurì di migliaia di ateniesi (nello sforzo di salvare aspasia) non sono bastati a spostare questa straordinaria élite aperta dalla sua scelta di accettare la democrazia per governarla. una élite miscredente che ha scelto di porsi alla testa di una massa popolare “bigotta”, ma bene intenzionata a contare politicamente e a tenersi stretta al suo potere, attraverso il meccanismo delicato e imprevedibile dell’assemblea popolare. i due soggetti (aristocrazia e popolo) posti di fronte e in conflitto fra di loro si sono però reciprocamente modificati. lo stile di vita di quella élite dominante è messo in scena

da platone nell’ambientazione dei suoi dialoghi pullulanti, tra l’altro, di politici che combattevano la democrazia (clitofonte, carmide, crizia, Menone e altri): dialoghi non necessariamente e sempre movimentati come il Simposio ma sempre animati da quella curiosità intellettuale scevra da condizionamenti, da quella passione per il dubbio, per il divertimento dell’intelligenza e la libertà di costumi che li rende tanto accattivanti e pieni di fascino. Non dunque necessariamente la vita immorale di alcibiade o le torbide volontà di profanazione del “sacro”, che intravediamo dietro gli scandali delle mutalizioni delle erme nel 415 a. c., ma la scena del Fedro, quella del Protagora, l’ambientazione rasserenante in cui si sviluppa il dialogo più importante di tutti, quello della Repubblica.


IL RAPPORTO di andrea Minchio Si ringrazia per la preziosa collaborazione il Ten. Col. Marco Bonomi

Fotografie: www.gruppovicenza.net archivio editrice artistica, Gianni periz

Molto probabile la chiusura di uno storico reparto alpino, che porta il nome del capoluogo berico...

addio alle arMi, Gruppo “viceNza” Nel 2009, in occasione del Centenario della costituzione del 2° Reggimento Artiglieria da Montagna, il sindaco Variati ha consegnato al Col. Dario Buffa le chiavi della città.

andrea Minchio, direttore di Bassano News, ha servito nel Gruppo “vicenza” negli anni 1984-’85, alternandosi come sottocomandante della 19a e della 21a batteria. A fianco artiglieri del “vicenza” posano per una foto di propaganda all’epoca della Grande Guerra.

Sopra il Gruppo “vicenza” impegnato nella scuola di tiro presso il poligono di Monte romano (vt) nel 2008. Qui sotto una batteria del “vicenza” in albania durante la seconda Guerra Mondiale.

Nel quadro di una necessaria riorganizzazione delle Forze Armate, dettata tanto da motivi economici quanto da nuove concezioni militari, da qualche tempo si discute sul futuro di uno storico reparto che porta il nome del nostro capoluogo di provincia. Stiamo parlando nientemeno che del 2º Reggimento Artiglieria Terrestre “Vicenza”, unità di grandi tradizioni alpine attualmente di stanza a Trento. Già lo scorso febbraio, in un corsivo del vice-

direttore Antonio Di Lorenzo, titolato proprio “Addio alle armi, Vicenza”, il Giornale di Vicenza ne paventava infatti la prossima soppressione. In attesa degli eventi e nella speranza di ben interpretare lo stato d’animo di quanti ne hanno fatto parte, ci piace dunque dedicare qualche riga proprio al “Vicenza” e alla sua memorabile storia. Il “vicenza” in pillole Nel 1873, a distanza di un anno dalla costituzione delle prime compagnie di alpini, vennero formate anche cinque batterie di

artiglieria da montagna. Nel 1882 quest’ultime, attraverso successive trasformazioni, diedero vita a due “brigate” (una denominazione transitoria che nel 1910 mutò in quella definitiva di “gruppi”), dislocate una a torino e l’altra a vicenza, nella caserma chinotto. Nel 1887 l’artiglieria da montagna assunse la fisionomia di reparto autonomo con la costituzione, nell’antica capitale sabauda, del 1° reggimento artiglieria da Montagna, articolato su tre unità, una delle quali di stanza nel capoluogo berico. Nel 1909, proprio a vicenza, venne poi costituito il 2° reggimento artiglieria da Montagna, composto da quattro gruppi, distinti con il nome delle località sede del centro di mobilitazione. uno di questi, composto da tre batterie (la 19, la 20 e la 21), fu intitolato a vicenza. da allora il Gruppo “vicenza” ha sempre concorso generosamente alle necessità del nostro esercito e alla causa nazionale, partecipando a tutti i conflitti e offrendo alla patria un pesante tributo di sangue. il suo nome, assieme a quello della divisione “tridentina” (poi divenuta brigata), è associato in particolare alla campagna di


IL RAPPORTO Un obice da 155/23 della 19a batteria, mimetizzato, durante un’esercitazione in bianco del Gruppo “vicenza” in val di Tures (Bz) nel 1984.


IL RAPPORTO

Sopra, da sinistra verso destra una batteria del “vicenza” in marcia con un obice da 65/17 someggiato. la fanfara della 19a batteria durante la campagna di libia del 1912. A fianco un’immagine della disastrosa ritirata italiana nella campagna di russia. il 26 gennaio 1943, nella battaglia di Nikolajewka, il Gruppo “vicenza” si sacrificò per sfondare lo sbarramento sovietico. episodio che valse al 2° reggimento il conferimento della medaglia d’oro al valor Militare.

russia e a quello di Nikolajewka, dove il 26 gennaio 1943 ebbe luogo la celebre e sanguinosa battaglia, della disperazione e della salvezza, che consentì ai nostri alpini di sfondare il terribile sbarramento sovietico. episodio epico che, proprio grazie al sacrificio del “vicenza” e dei suoi artiglieri, valse alla bandiera di guerra del 2° reggimento il conferimento della medaglia d’oro al valor Militare. episodio, inoltre, narrato dagli scrittori Mario rigoni stern e Giulio Bedeschi, che lo ricordarono nelle pagine drammatiche de Il sergente nella neve e in quelle, romanzate ma aderenti alla realtà, di Centomila gavette di ghiaccio. sciolto dopo l’8 settembre 1943, il “vicenza” ricomparve nell’organico dell’artiglieria alpina nel 1952, dislocato presso la caserma lugramani di Brunico in val pusteria. Qualche anno dopo, nel 1959, il reparto potè disporre di moderni obici da 105/14 di fabbricazione italiana, in sostituzione degli skoda da 75/13: efficaci e innovativi, tali pezzi erano scomponibili e someggiabili (ognuno di essi poteva venire trasportato da 12 muli), nonché trainabili da mezzi meccanici

Sopra, dall’alto verso il basso il 19 e 20 giugno 2009 si sono tenute a vicenza le celebrazioni per il centenario di fondazione del reggimento e del Gruppo. in tale circostanza è stato presentato un libro commemorativo e si è svolta una parata lungo le vie del centro. il sindaco di vicenza achille variati ha inoltre conferito al reparto la cittadinanza onoraria, consegnando al col. dario Buffa, comandante del 2° reggimento, le chiavi della città.

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oppure aviolanciabili. la successiva riorganizzazione delle truppe alpine, nel 1975, determinò lo scioglimento del 2° reggimento, che passò proprio al “vicenza” la sua gloriosa bandiera di guerra. Nel 1983 il gruppo venne trasferito nella caserma ruazzi a elvas, presso Bressanone. i pezzi da 105/14 vennero sostituiti da quelli da 155/23, contestualmente alla dismissione della sezione someggiata. Nel 1991 si registrò un ulteriore trasferimento, questa volta a trento, alle dipendenze del comando artiglieria del iv corpo d’armata alpino. in tale circostanza il reparto assunse la nuova denominazione di Gruppo di artiglieria pesante campale “vicenza”. Nel 1997, sostituiti i pezzi da 155/23 con gli obici/cannoni da 155/39 FH70 il “vicenza”, divenuto nel frattempo 2° reggimento artiglieria terrestre, pur conservando il cappello alpino perse la peculiarità di artiglieria da montagna. Il nome di vicenza, una costante nell’intitolazione di diversi reparti militari sfogliando i libri di storia militare ci si accorge che a legare il pro-

prio nome al nostro capoluogo non è stato nel corso degli anni solo il Gruppo “vicenza”: in varie epoche, infatti, diversi reparti hanno sugellato con la città del palladio una sorta di gemellaggio ideale. vediamo rapidamente quali. il Battaglione “Vicenza” venne costituito nel 1886 nell’ambito del 6° reggimento alpini: tale reparto prese parte al primo conflitto mondiale, per essere poi trasferito (nel 1920) al 9° reggimento della divisione “Julia”. inquadrato in questa leggendaria unità, prese parte alle operazioni belliche in Grecia e albania, prima di venire impiegato in russia, dove venne quasi completamente distrutto. pluridecorato, il “vicenza” fu sciolto nel 1943, ricostituito nel 1975 come Battaglione addestramento reclute e poi definitivamente soppresso nel 1996. il Reggimento “Cavalleggeri di Vicenza” (24°), dal significativo motto A Vicentia vincentes, venne formato nel 1887 e sciolto nel 1919. la Brigata di Fanteria “Vicenza”, costituita nel 1917, era formata dai reggimenti 277°, 278° e 279°. venne sciolta nel 1919, poco dopo la fine della Grande Guerra. la 159a Divisione di Fanteria “Vicenza”, nata nel 1940, prese parte alla campagna di russia. travolta dalle forze sovietiche nella seconda battaglia difensiva del don, fu costretta a ripiegare, aprendosi il passo a Nikitowka e a Nikolaevka. intrappolata poi a valujki con le divisioni “cuneense” e “Julia”, fu costretta alla resa dal 7º corpo di cavalleria sovietico. al momento del rimpatrio si contarono solo 2706 superstiti dei 10.466 uomini partiti: un esito tragico, che portò allo scioglimento della divisione. era il 15 maggio 1943. la Brigata Partigiana “Vicenza”, costituita all’inizio del 1944, ha attivamente partecipato alla lotta di liberazione nel territorio altovicentino. e’ stata sciolta alla fine del secondo conflitto mondiale. l’intitolazione di tanti reparti militari a vicenza, dopo la Grande Guerra, sottolinea il grande contributo reso alla patria dalla nostra popolazione. Non a caso vicenza è l’unica città italiana il cui nome ricorreva contemporaneamente


per ben tre volte nel corso della campagna di russia, dato l’impiego simultaneo di altrettante unità/ reparti (divisione, Battaglione e Gruppo), che si fregiavano di portarlo. Negli anni Ottanta, fra Pusteria e Dolomiti... tra il 1984 e il 1985 ho avuto l’onore e il piacere di servire nel Gruppo “vicenza”, alternandomi come sottocomandante in due delle sue storiche batterie: la 19, alle dipendenze del ten. Marco Bonomi (al quale, da allora, mi lega una sincera amicizia), e la 21, agli ordini del ten. luigi vinaccia (oggi generale e attuale comandante della Brigata “aosta”). confesso che i ricordi di quel periodo della mia vita, quando portavo le stellette, sono davvero molti e intensi. su tutti prevalgono forse quelli legati alle emozioni offerte dagli scenari incantati della pusteria e dalle valli che vi confluiscono, oltre che dalle dolomiti: una piccola porzione di paradiso, compresa fra la plose e le tre cime, che ospitava le diverse attività addestrative del gruppo, dalle esercitazioni in bianco alle marce -su vette incorniciate da cieli cristallini!-, ai campi invernali e ai molti servizi operativi svolti nel territorio. Ho anche memoria di un clima positivo, certamente improntato all’efficienza e alla

Qui sopra due cartoline del reggimento “cavalleggeri di vicenza” (24) dei primi anni del Novecento.

professionalità, ma sempre aperto all’amicizia e alla collaborazione. una considerazione che vale tanto per gli ufficiali quanto per la truppa. Già, la truppa: un mix culturale e linguistico peculiare e sorprendente, costituito in gran parte da sudtirolesi (rigorosamente deutschsprachig, cioè germanofoni), da trentini e da una quota non irrilevante di bergamaschi. Gente anche dura, se vogliamo, ma con la pasta dei veri

In alto, a sinistra la 21a batteria in prossimità della vetta della plose (m 2.576) nel 1985. una cartolina del 2° reggimento. Al centro, da sinistra verso destra il “vicenza” nel 2008 a Monte romano. artiglieri durante un’esercitazione con un obice skoda da 75/13 durante la seconda guerra mondiale.

lavoratori, com’è giusto che sia per degli artiglieri. con loro ho trascorso mesi pieni, densi di attività e di gratificazioni; ho avuto modo di conoscere uomini forti e luoghi incantati, di marciare nella neve e di contemplare cieli irripetibili, di innamorarmi della montagna e delle sue genti. con l’orgoglio, da bassanese e dunque da vicentino, di fare parte di un reparto glorioso, intitolato proprio alla città del palladio.

Per approfondire il tema sul “Vicenza” www.gruppovicenza.net a cura di Giuliano Meneghini

www.anavicenza.it

“Il Gruppo Vicenza” di Alberto Pieropan

e sui reparti intitolati a Vicenza I vicentini decorati al valor Militare a cura di UNUCI Vicenza

QUANDO L’UNIONE FA LA FORzA

UNUCI vicenza-Bassano I principali riferimenti

La carta d’identità della Sezione UNUCI vicenza-Bassano

g. Mancini

A. Calsamiglia

dal primo gennaio di quest’anno le due preesistenti sezioni dell’unione ufficiali in congedo d’italia (uNuci) di vicenza e di Bassano si sono unite tra loro per dare vita a un’unica realtà, più forte: la sezione uNuci vicenza-Bassano. abbiamo contattato il presidente Giustiniano Mancini per conoscere da vicino questo storico sodalizio, costituito con regio decreto nel 1926, e la sua rappresentanza

nel territorio vicentino. “dallo scorso anno l’uNuci -ci spiega il nostro interlocutore- è stata trasformata con dpr da ente di diritto pubblico ad associazione privata. un cambiamento che non ne snatura lo spirito e che, anzi, agevola in parte alcune procedure. per quanto ci riguarda, inoltre, sono convinto che l’accorpamento di Bassano ci consentirà di svolgere le nostre attività (in ambito addestrativo, sociale, culturale, sportivo, turistico e ricreativo) con maggiore impulso e con un più ampio raggio di azione. i nostri associati (ufficiali in congedo dell’esercito, della Marina,

Presidente ten. comm. Giustiniano Mancini Vicepresidenti Mag. cav. uff. umberto rizzo ten. cav. alberto calsamiglia  ten. cav. uff. Giovanni Faleppi ten. cav. uff. antonio Miotello Portavoce i° cap. comm. luciano zanini 

dell’aeronautica, dei corpi armati dello stato, della croce rossa italiana e del sovrano Militare ordine di Malta, di qualsiasi grado e posizione) possono ora contare su un’organizzazione sezionale più forte e incisiva”. dello stesso avviso è anche alberto calsamiglia, uno dei vicepresidenti, proveniente dal sodalizio bassanese (del quale ha retto la presidenza per vent’anni): “si tratta di una fusione dai risvolti decisamente positivi, in grado di sprigionare notevoli sinergie. e anche una bella opportunità, per tutti gli ufficiali in congedo non ancora iscritti, di unirsi a noi”.

Sede di Vicenza viale Milano, n. 37 tel. e fax 0444 321381 unucivicenza@alice.it www.unucivicenza.it Sede di Bassano via remondini, n. 11 tel. e fax 0424 525588 unucibassano@libero.it www.unuci.org

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“C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”

IL CENACOLO a cura di chiara Ferronato

a FareWell to arMs addio alle armi ( )

In collaborazione con il Cenacolo Associazione Scrittori Bassanesi

ernest Hemingway (oak park, 21 luglio 1899 - Ketchum, 2 luglio 1961).

Venerdì 16 maggio 2014, nella sede della “galleria incontri Scrimin”, il Cenacolo degli Scrittori Bassanesi dice “Addio alle armi”. Canzoni “contro”: da Joan Baez a De André Chitarra e voce: Piero Conz Hemingway’s reading: Eros Zecchini

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Ernest Hemingway, come molti narratori, non è un poeta. Ma, come molti narratori, conservò il diritto di fissare (su un tovagliolo di carta, su una pagina di una Moleskine grande come il palmo di una mano o sulla minuta di una lettera mai spedita) il colpo d’occhio gettato sui cambi di scena che la vita gli faceva girare attorno. Senza retorica, senza i deliri dei poeti, a volte con cinico distacco, Hemingway non usa allegorie o mito: dice guerra alla guerra, follia alla follia; in fondo, bastano pochi versi per descrivere un assalto, una sconfitta, dei soldati in trincea. “ Ezra Pound - diceva Hemingway a Gertrude Stein, quando erano a Parigi, nella Festa mobile degli Anni venti - mi insegna a scrivere poesie, e io gli insegno a tirare di boxe”. Ma uno sparo è uno sparo: e i pini distrutti, il

Grappa e il battere degli scarponi no, non erano stati un knock down sul ring. Poi ci furono i romanzi. Ci fu “Addio alle armi”. Ci fu “Per chi suona la campana”… … E una domenica. Una domenica mattina a Ketchum, nell’Idaho.

Riparto d’assalto Drummed their boots on the camion floor, Hob-nailed boots on the camion floor. Sergeants stiff, Corporals sore. Lieutenants thought of a Mestre whore Warm and soft and sleepy whore, Cozy, warm and lovely whore: Damned cold, bitter, rotten ride, Winding road up the Grappa side. Arditi on benches stiff and cold, Pride of their country stiff and cold, Bristly faces, dirty hides Infantry marches, Arditi rides. Grey, cold, bitter, sullen ride To splintered pines on the Grappa side At Asolone, where the truck-load died.

Reparto d’assalto Battevano gli scarponi sul fondo del camion Scarponi chiodati sul fondo del camion. Impettiti i sergenti, I caporali indolenziti. I tenenti pensavano a una puttana di Mestre... Insonnolita, morbida e calda, Fresca, profumata e ribalda: Freddo cane, scarrozzata schifosa, Sul fianco del Grappa per una strada tortuosa. Arditi sulle panche rigidi e infreddoliti, L’orgoglio della patria, rigidi e infreddoliti, guance ispide, visi induriti... Marce di fanti, carovane di arditi. Uno di quei viaggi monotoni e brutti... Sul versante del Grappa fino ai pini distrutti Ad Asolone, dove morirono tutti.

paris, 1922 «poetry» (January 1923) Three Stories & Ten Poems (1923)

parigi, 1922 «poetry» (Gennaio 1923) Three Stories & Ten Poems (1923)

“O Capitano! Mio Capitano! Il nostro duro viaggio è finito, / la nave ha scapolato ogni tempesta, il premio che cercavamo ottenuto, / il porto è vicino, sento le campane, la genta esulta, / mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace: / ma, o cuore, cuore, cuore! / Gocce rosse di sangue / dove sul ponte il mio Capitano / giace caduto freddo morto”. (Walt Whitman) Chiara Ferronato


Killed Piave - July 8 - 1918 Desire and All the sweet pulsing aches And gentle hurtings That were you, Are gone into the sullen dark. Now in the night you come unsmiling To lie with me A dull, cold, rigid bayonet On my hot-swollen, throbbing soul.

ucciso Piave - 8 Luglio - 1918 Il desiderio e Tutti i dolci pulsanti dolori E le pene delicate Ch’eri tu, Sono spariti nella tenebra tetra. Adesso nella notte tu vieni senza sorridere A giacere con me Fredda, rigida, ottusa baionetta Sulla gonfia, palpitante anima mia.

chicago, 1921

chicago, 1921

Qui sotto l’armatura del ponte Nuovo in costruzione nell’autunno del 1915.

«Arsiero, Asiago...» Arsiero, Asiago, Half a hundred more, Little border villages, Back before the war, Monte Grappa, Monte Corno, Twice a dozen such, In the piping times of peace Didn’t come to much.

«Arsiero, Asiago...» Arsiero, Asiago, E un’altra cinquantina, Paeselli di frontiera, Prima della carneficina, Monte Grappa, Monte Corno, Due dozzine così, Nei bei giorni di pace Manco sapevi che fossero lì.

paris, ca. 1922

parigi, 1922 circa

Captives Some came in chains Unrepentant but tired. Too tired but to stumble. Thinking and hating were finished Thinking and fighting were finished Retreating and hoping were finished. Cures thus a long campaign, Making death easy.

Prigionieri Alcuni arrivarono in catene Non pentiti ma stanchi. Troppo stanchi per reggersi in piedi. Avevano finito di riflettere e di odiare Avevano finito di riflettere e lottare Avevano finito di fuggire e di sperare. Così guarisce una lunga campagna, Rendendo più facile morire.

chicago, 1920-1921 Three Stories & Ten Poems (1923)

chicago, 1920-1921 Three Stories & Ten Poems (1923)

«grass smooth on the prairies...» Grass smooth on the prairies Plows breaking Streets smooth and shining Trucks crumbling. Asphalt, tell me what follows the asphalt. Wops, he said, wops follow the asphalt.

«Erba liscia sui prati...» Erba liscia sui prati Aratri che dissodano Strade lisce e lucenti Camion che cascano a pezzi. Asfalto; dimmi che cosa segue l’asfalto. Mangiaspaghetti, disse, quelli seguono l’asfalto.

paris, ca. 1922

parigi, 1922 circa

Qui sopra parcheggio di artiglierie in prato santa caterina, ammassate in attesa di essere trasferite sul Grappa. Al centro della pagina, a sinistra pezzi di artiglieria pesante transitano lungo il viale delle Fosse. Poesie tratte da Ernest Hemingway, 88 Poesie - Collana Lo Specchio Arnoldo Mondadori, 1982

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Il presidente Oscar Ganzina ricorda i cinquant’anni di storia dell’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti

CIvITAS di oscar Ganzina

dal 1964 a FiaNco dei Musei civici di BassaNo

La natura non si getta tra le braccia del primo venuto, così come del resto la cultura e l’arte pretendono infinita passione, prima di svelarsi e concedersi.

Il prossimo 10 maggio si svolgerà in Sala Chilesotti un importante incontro celebrativo. dal 1964, data di fondazione dell’associazione, sono passati cinquant’anni, non pochi per un sodalizio che è uno dei più antichi in italia, voluto da un eminente e selezionato gruppo di bassanesi riunitosi in assemblea nel febbraio di quell’anno. così il consiglio direttivo ha deciso di festeggiare degnamente queste felici nozze d’oro con il Museo civico dando, ancora una volta, testimonianza della sua presenza con doni e restauri resi possibili dalla sensibile partecipazione di molti associati. e’ in fondo uno dei nostri “oggetti” statuari che qui emerge subito, seguito da quello di elevare culturalmente un sempre maggior numero di associati mediante conferenze e visite di studio a mostre, luoghi storici e città d’arte. tutta questa intensa attività si è voluta documentare in un’edizione dei nostri Notiziari che verrà presentata e offerta agli intervenuti il 10 maggio in un incontro celebrativo in sala chilesotti (ore 17.00). Questa pubblicazione, realizzata da editrice artistica Bassano, è stata resa possibile grazie al contributo della Fondazione Giuseppe roi, che è sempre generosa partecipe alle nostre iniziative. le ricerche effettuate per completare la documentazione dell’attività del primo ventennio dell’associazione, e quindi prima delle edizioni sistematiche dei Notiziari, testi-

moniano come l’associazione sia “nata bene” se i padrini presenti sono stati l’allora sindaco pietro roversi e il direttore del Museo Giuseppe Maria pilo, alla presenza di Monsignor abate Ferdinando dal Maso e di un’élite di bassanesi. dopo la nomina del presidente del comitato d’iniziativa nella persona del dottor claudio Gasparotto venne eletto quale primo presidente il professor danilo andreose. a seguire, di triennio in triennio: emilio cimberle, Gino Ferrari, carlo compostella, Gianfranco Marin, Maurizio sammartini, Giambattista vinco da sesso, enzo petrini, fino all’attuale oscar Ganzina. devo rilevare anche che, con il trascorrere degli anni, la nostra attività ha sempre goduto di grande armonia e di reciproca collaborazione con i direttori del Museo: da Giuseppe Maria pilo a Bruno passamani, da Fernando rigon a paola Marini, da Mario Guderzo a Giuliana ericani. Forse non poteva essere diversamente per un’associazione nata proprio nell’ambito del Museo e che dalla sua nascita, per decenni, è vissuta quasi in simbiosi con il maggior istituto culturale cittadino tanto da aver usufruito non solo delle strutture museali e della fattiva collaborazione di tutto il personale, ma anche della segreteria condotta con mano sicura da rita Bizzotto e carla de Martini.

Hermann Hesse

poi l’esplosione dell’attività, dovuta a un aumento notevole di associati, ha imposto di istituire una segreteria autonoma. anche con le soprintendenze i rapporti sono sempre stati improntati a una grande correttezza e reciproca stima. tutte queste considerazioni ci portano a formulare l’augurio che l’associazione possa continuare al meglio questa sua attività nell’ambito culturale museale e cittadino e forse, se possibile, migliorarla.

Qui sopra il sindaco Gianpaolo Bizzotto consegna a oscar Ganzina, nella veste di presidente dell’associazione amici dei Musei e dei Monumenti, il premio cultura città di Bassano (19 gennaio 2000). In basso un gruppo di Amici, in visita al Guggenheim Museum di New York, il 13 giugno dello stesso anno.

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Da liquore di famiglia a specialità rinomata e ricercata

UNA vOCE DAL SUD

lo “sFusato” d’aMalFi per il MiGlior liMoNcello

di Nino d’antonio

I campi a terrazzamenti, che degradano dall’alto dei Monti Lattari fino al mare, sono scanditi da fitte macchie gialle che riempiono l’aria di intensi effluvi...

Qui sopra vendita di limoni e arance, a Napoli, in una xilografia del primo ’900.

“Kennst du das land, wo die zitronen blühn? - conosci la terra dove il limone fiorisce?”. l’incipit del famoso Viaggio in Italia di Goethe pare voglia riferirsi al territorio e al paesaggio della costa d’amalfi, entrambi strettamente legati al colore e al profumo dei limoni. e’ probabile che senza la diffusa presenza di questi frutti, che occhieggiano come gigantesche uova di cera sotto la protezione di veli neri, la divina costiera non sarebbe più la stessa. i campi a terrazzamenti, che degradano dall’alto dei Monti lattari fino al mare, sono scanditi da fitte macchie gialle che riempiono l’aria di intensi effluvi.

Sopra, da sinistra verso destra due vedute di amalfi e della sua splendida costa. lo Sfusato amalfitano viene coltivato su circa 400 ettari (i giardini dei limoni) con un raccolto medio annuo di circa 8.000 tonnellate. Qui sotto Wilhelm tischbein, Goethe nella campagna romana, 1787, Francoforte, städelsches Kunstinstitut.

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si direbbe che la costa d’amalfi sia da sempre la patria del limone, e invece le radici di questo agrume vanno ricercate assai lontano: nelle valli dell’indo, per poi passare in cina, e di lì negli incantati giardini pensili di Babilonia, e ancora accompagnare le conquiste di alessandro Magno, per approdare finalmente in Grecia e a roma. così l’originario Melon Medicon o Persicon diventa il latino Malus Medica, ovvero Pomo della Media, vale a dire dell’attuale iran. teofrasto, filosofo e scienziato greco, a proposito del limone scrive: “porta i frutti in tutte le stagioni e, mentre se ne colgono alcuni, altri sono in fiore e altri sono prossimi a maturare”.

e’ questa una peculiarità che ha fatto del limone non solo il simbolo dell’eterna primavera, ma il tema ispiratore per pittori e poeti. Nell’antica roma, il limone fu utilizzato, prima ancora che per le sue qualità, come pianta ornamentale, assai ricercata. plutarco, nel primo secolo d.c. scrive, infatti: “Molti alimenti che nel passato la gente non avrebbe neppure assaggiato, sono considerati oggi prelibatezze… Basti citare il cetriolo, il pepe, il limone”. il che è certamente vero, come prova la Casa del Frutteto a pompei (gli scavi risalgono al 1951), che testimonia la presenza del limone fra gli alberi di frutta dipinti. Ma chi porta sulla costa d’amalfi il limone e ne insegna le tecniche di coltivazione a questo popolo di navigatori e di mercanti, saranno gli arabi, ai quali si deve anche la capacità di accreditare il frutto sui vari mercati. Bisognerà aspettare la fine dell’ottocento, però, perché la costiera si trasformi in Costa dei limoni. Gaetano Briganti scrive infatti: “… si distrussero vigne, carrubeti, oliveti, si dissodarono boschi cedui, per sostituirvi la coltura del limone…”. sono gli anni in cui ha inizio la grande esportazione del limone in america, e questo spinge a sfruttare ogni metro di zolla per rispondere alla crescente richiesta. eppure coltivare limoni non è facile. intanto hanno bisogno di un’adeguata copertura per pro-


UNA vOCE DAL SUD A fianco, da sinistra verso destra alessandro Magno in sella a Bucefalo nel celebre mosaico raffigurante la Battaglia di Isso, conservato a Napoli nel Museo archeologico Nazionale. Fu proprio il conquistatore macedone a portare il limone in europa. un significativo particolare della Casa del Frutteto a pompei. un terrazzo a mare con il tipico pergolato per la coltivazione dei limoni. Qui a fianco una pianta di limoni in una bella xilografia secentesca. Sotto il limoncello, irrinunciabile delizia della tavola.

teggerli dal freddo, e intorno ai germogli bisogna costruire una gabbia formata da tre pali disposti a cuspide piramidale. solo dopo tre o quattro anni si può procedere alla realizzazione del pergolato, che visto dall’alto risulta un ampio reticolato a maglie quadrate. ora tanta storia, tanta esperienza e cura devono pure aver prodotto un frutto speciale, che si distingua nettamente dagli altri, e non solo per la particolare forma. Qui infatti nasce lo Sfusato amalfitano, tutelato dall’aprile 2000 dalla dop. Ma che cosa ha in più e di diverso lo Sfusato? anzitutto un peso maggiore; il numero delle ghiandole oleifere superiore a quello delle altre specie;

la resa assai elevata del succo; e infine il maggiore contenuto in acido ascorbico (vitamina c), che è pari a 53,91 mg per cento grammi di succo. in effetti è il limoneprincipe rispetto a quelli prodotti altrove, ed è il frutto ideale per realizzare quel famoso Limoncello che, da liquore di famiglia, è diventato uno dei prodotti di più largo consumo in mezza europa. Ma c’è un liquore -meno noto, e di certo più antico- del limoncello. e’ il “concerto”, sempre nato in costa d’amalfi, e precisamente nel “conservatorio”, regio monastero, in quel di pucara a tramonti, dove le monache cominciarono ad avviare le prime sperimentazioni. il nome è legato al fatto che si

tratta di un vero e proprio “concerto” di erbe e di spezie, prodotto ancora come una volta, nel rispetto più rigoroso dell’antica ricetta. Questi gli ingredienti: le erbe dei Monti lattari (un segreto!); orzo e caffè, zucchero o melassa; alcol e acqua distillata (quella piovana, perché priva di calcare). ci sono poi le spezie: semi d’anice, anice stellato, stecche di cannella, calamo aromatico legno, semi di coriandolo, noce moscata, bacche di ginepro, sandalo rosso, chiodi di garofano. vi auguro di poterlo gustare in costa d’amalfi (se ne producono poche bottiglie), perché è pura follia pensare di poterlo fare, mettendo insieme questo esercito di elementi.

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L’Associazione Marciatori San Marco, nel racconto di due suoi protagonisti: Luigi Zanon e Mario Bianchin

TESTIMONIANzE di andrea Gastner

il seGreto per avere uNa Marcia iN piu’

Fotografie: associazione Marciatori san Marco

Fondato nel 1977 come “Gruppo” da un pugno di appassionati, il sodalizio bassanese vanta una bella storia, ricca di numerose partecipazioni e forte di una splendida organizzazione. Con un occhio sempre rivolto al sociale, nel nostro territorio come in ambito internazionale.

il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada. proverbio africano

“correva l’anno 1977 -ci racconta un po’ commosso Mario Bianchinquando, assieme ad antonio zanon e a Gino Brunello, decidemmo di dare vita a un’associazione podistica. Nel ’76 avevamo preso parte a una marcia non competitiva, che si era svolta a san Giuseppe di cassola, avendo la soddisfazione di giungere felicemente al traguardo. Fu una esperienza che ci entusiasmò parecchio e che ci spinse in seguito a costituire il Gruppo Marciatori San Marco. l’ esordio (eravamo una quindicina di amici, suddivisi fin da subito in maschi e femmine) è avvenuto in occasione

Sopra, da sinistra verso destra luigi zanon, presidente attuale, e Mario Bianchin, primo “storico” presidente dell’Associazione Marciatori San Marco. i marciatori bassanesi a venezia posano nel 1994 davanti alla chiesa di san simeon piccolo, in occasione di un’indimenticabile edizione della celebre Su e zo per i ponti.

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della pasquetta, per poi continuare in molte altre belle manifestazioni provinciali. la sede, a quell’epoca, si trovava presso l’asilo della parrocchia di san Marco. in un secondo momento venne trasferita nella più capiente cripta della chiesa. sempre nell’anno della fondazione, organizzammo la nostra prima vera iniziativa: si trattava di una minimarcia con un doppio chilometraggio (da quattro e da sette chilometri), che registrò già allora una buona partecipazione di concorrenti. eravamo agli esordi, ci mancava un po’ di esperienza, ma in seguito le cose migliorarono…”.

“ricordo benissimo quel periodo -interviene l’attuale presidente luigi zanon-. anno dopo anno dovemmo fare un po’ di gavetta, ma potevamo solo crescere. le ultime edizioni, in effetti, ci hanno regalato la grande soddisfazione di potere contare su migliaia di partecipanti (addirittura fino a tremila persone). Merito soprattutto della meticolosità con la quale prepariamo gli eventi: per noi infatti è un punto d’onore individuare e studiare accuratamente percorsi immersi nella natura (situati specialmente nella nostra bella pedemontana), che costituisco-


TESTIMONIANzE ASSOCIAzIONE MARCIATORI SAN MARCO Qualche dato storico Fondazione: 1977 Soci fondatori Mario Bianchin, Gino Brunello, Aldo Busnardo, Mila Cocco, Luigi Conte, Flavio Visentin, Antonio Zanon, Sonia Zanon i presidenti dal 1977 Mario Bianchin, Claudio Crestani, Iris Basso, Mauro Settin, Nello Operti, Luigi Zanon

no sempre un sicuro richiamo per gli amanti del podismo dilettantesco. si tratta di un grosso lavoro che viene svolto prima, durante e dopo la manifestazione. Bisogna provvedere alla pianificazione e alla progettazione degli itinerari, con particolare riguardo ai permessi di passaggio (spesso si attraversano terreni di proprietà privata) e in genere a tutta la logistica: dal posizionamento della segnaletica al coordinamento dei volontari agli incroci, dall’organizzazione e distribuzione dei punti di ristoro alla pulizia finale del percorso, una volta ultimata la marcia. possiamo affermare con orgoglio che, al termine delle manifestazioni, eliminiamo accuratamente ogni traccia del nostro passaggio. Naturalmente siamo in contatto pure con i volontari specializzati della croce rossa per ciò che attiene alla sicurezza”. “tornando agli aspetti storici -riprende Mario Bianchin- va ben sottolineato che fin dall’inizio abbiamo legato la nostra attività ludico-sportiva all’azione solidale.

A fianco due simpatiche immagini dei marciatori bassanesi, tratte dalla raccolta fotografica dell’associazione.

il ricavato delle manifestazioni viene infatti sempre devoluto in beneficenza: tanto alla parrocchia di san Marco, quanto ad alcune missioni in africa e in america latina; ma anche ad associazioni di beneficenza del territorio. sul piano della presenza, inoltre, mi piace rammentare che nel tempo abbiamo partecipato a numerose marce a livello triveneto: tuttora nostri rappresentanti, di ambo i sessi, prendono parte ogni anno a circa una cinquantina di marce. ricordo in particolare, con molto piacere e nostalgia, la partecipazione all’edizione del 1994 della Su e Zo per i ponti: una splendida camminata a venezia lungo calli e

campielli attraversando, durante il percorso, decine e decine di ponti. e’ stata un’esperienza davvero unica ed emozionante!”.

La storia della nostra associazione è fatta, più che di date e di parole, di amicizia, voglia di stare assieme e Solidarietà. A. M. S. M. Bassano

“la massiccia adesione a molti eventi -conclude il presidente- è sintomatica del nostro dinamismo e del nostro eccellente stato di salute. con i simpatizzanti l’Associazione Marciatori San Marco conta oggi oltre un centinaio di persone. tengo inoltre a precisare che siamo in molti a marciare tutte le domeniche. e che, almeno per quanto riguarda parecchi di noi, non si cammina certo per arrivare ultimi!”.

INFORMAzIONI Renata - Tel. 338 8733979 Mario - Tel. 0424 33361 - 348 2933927 renata.luigi@hotmail.it

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Scelte per voi cinque mostre, tra le più belle di questi mesi

ART NEWS

priMavera Nell’arte

di anna Francesca Basso

Ecco alcune splendide proposte culturali, autentiche “chicche” che vale la pena di visitare...

Qui sotto, da sinistra verso destra sebastião salgado, Penisola antartica, bianco e nero, 2005. Gustav Klimt, Adamo ed Eva, 1917-’18. vienna, Galleria Belvedere.

La ragazza con l’orecchino di perla Palazzo Fava, via Manzoni, 2 Bologna - Fino al 25 maggio assieme al celeberrimo quadro La ragazza con l’orecchino di perla di vermeer, molti altri capolavori di qualità eccelsa del seicento olandese, la cosiddetta Golden Age. l’intero secolo viene ripercorso attraverso i capolavori del Mauritshuis: da rembrandt a ter Borch, da claesz a van Goyen, da van Honthorst a Hobbema, da van ruisdael a steen e Hal. la mostra è stata precedentemente proposta anche in Giappone e negli stati uniti. Hanno collaborato i due direttori emilie Gordenker e victor Moussault e il capo delle collezioni edwin Buijsen del Mauritshuis, chiuso in questi mesi per ristrutturazione.

Jan vermeer, La ragazza con l’orecchino di perla, 1665-’66. aia, Mauritshuis. Sotto, da sinistra verso destra vilhelm Hammershoi, Interno con donna seduta, 1908. aarhus, aros Kunstmuseum. Henri Matisse, Giovane donna in bianco, sfondo rosso, 1946. parigi, centre pompidou.

L’ossessione nordica. Böcklin, Klimt, Munch e la pittura italiana Palazzo Roverella, via laurenti 8/10 rovigo - Fino al 22 giugno una grande mostra che documenta

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quanto i “Nordici”, Böcklin, Hodler, Klimt, Klinger, von stuck, Khnopff e gli scandinavi di varie tendenze come zorn, larsson e Munch, abbiano influenzato dalle prime Biennali gli italiani, che ne hanno subìto il fascino o che ne hanno abbracciato con convinzione ed efficacia le suggestioni nel primo Novecento. e’ questo un percorso di enorme fascino attraverso l’inquieta e silenziosa natura nordica, nelle sue valenze interiori e in tutte le sue sinfoniche coloriture, gli interni domestici, le maschere e ritratti in cui la figura umana si fa carico dei nuovi strumenti di conoscenza e descrizione delle psiche nelle sue molteplici e contraddittorie valenze.

genesi di Sebastião Salgado Casa dei Tre oci zitelle, venezia - Fino all’11 maggio attraverso 240 grandi fotografie salgado compie un viaggio mozzafiato nei cinque continenti per documentare, con immagini in un bianco e nero di grande incanto, la rara bellezza del nostro pianeta. la mostra è il frutto di trenta reportage in giro per il mondo compiuti in dieci anni. l’allestimento è stato curato dalla moglie di salgado, leila Wanick. il percorso espositivo è suddiviso in 5 sezioni, una per continente, contraddistinte da un colore diverso delle pareti. il messaggio? “assumersi una maggiore coscienza nei confronti della natura e di tutto ciò che ci circonda. sentirsi veramente parte del pianeta”. Matisse. La figura. La forza della

linea, l’emozione del colore Palazzo dei Diamanti corso ercole i d’este, 21 Ferrara - Fino al 15 giugno oltre cento dipinti, sculture e opere su carta raccontano l’avventura creativa grazie alla quale Matisse ha dato forma tangibile all’emozione risvegliata dai suoi modelli e al piacere stesso di ritrarli. le figure danzano nei capolavori. il mistero dei loro volti, i riflessi di luce sulle loro figure e sugli arredi esotici che le circondano, danno vita a immagini che sono un inno alla bellezza e all’arte. attraverso tutte le tecniche, con pochi segni, affascinato soprattutto dalla figura femminile, l’artista tocca le corde più profonde dell’animo umano e sa infondere un sentimento di perfetta armonia. Klimt. Alle origini di un mito Palazzo Reale Milano - Fino al 13 luglio realizzata in collaborazione con il Museo Belvedere di vienna e curata da alfred Weidinger, la mostra, percorre attraverso 100 opere tutta la carriera dell’artista austriaco, dagli anni della sua formazione con gli studi di arte applicata all’istituto di Art and Craft a quelli della secessione viennese (1897) che auspicava un rinnovamento artistico, per concludere il percorso con la ricostruzione del famoso Fregio di Beethoven (1902). soprattutto la mostra illustra il rapporto con i due fratelli minori ernst e George, con l’amico Franz Matsch e altri, con i quali Gustave Klimt fonda la “compagnia degli artisti”.


Molte idee e fantasia, all’insegna della cultura

HUMANITAS

la FuciNa letteraria un corso tira l’altro

si è concluso l’ottavo Corso di scrittura creativa “Personaggi in cerca d’autore” presso la Biblioteca pietro ragazzoni di Marostica organizzato dalla nostra associazione. Marco cavalli (critico letterario e consulente editoriale, traduttore e scrittore, docente presso la scuola superiore per mediatori linguistici a vicenza), ha proposto per questa

edizione uno studio sui personaggi, presentando le varie tecniche per descrivere nelle diverse situazioni la loro coerenza nello spazio e nel tempo. Molti i punti di vista analizzati, tratti da brani scelti di grandi autori in cui il dialogo la fa da padrone. interessante è stato osservare come un diverso codice linguistico possa far comprendere al lettore chi sia e quali caratteristiche abbia il personaggio. sono stati presi in considerazione soggetti storici, realmente esistiti e altri frutto di fantasia e molte tipologie testuali: fiabe, racconti popolari, gialli, diari, romanzi e romanzi storici, biografie, autobiografie e memorie, testi teatrali e interviste. i brani consigliati o letti sono stati tratti da autori sia italiani (italo calvino, italo svevo, ennio Flaiano, carlo cassola, G. pitré), sia stranieri (Gustave Flaubert, Guy de Maupassant, J. rousseau, Molière, ivan Gonãarov, anton

cechov, W. shakespeare, J. Joyce, W. Woolf, r. chandler, c. dickens, W. M. thackeray, F. s. Fitzgerald, Herman Melville, a. conan doyle, l. M. alcott, samuel Beckett, arthur Miller, dorothy parker, evelyn Waugh, raymond Queneau). simpatica e fluente la presentazione degli argomenti che i corsisti hanno apprezzato, tanto quanto la dotta introduzione di ogni lezione. continui i riferimenti a teatro e cinema e puntuali le osservazioni sui legami tra gli autori e le loro creazioni. ottimi i suggerimenti circa la realizzazione di ambienti e atmosfere. una sfida stimolante è stata riuscire a produrre storie in cui non solo i soggetti, ma anche gli oggetti raccontano a modo loro la stessa vicenda dal proprio punto di vista. assidua la partecipazione dei corsisti. Non ci resta che attendere l’autunno per sapere quale argomento sceglierà cavalli per il nono corso.

anche il secondo Corso di lettura espressiva “Interpreti di genere” organizzato dalla nostra associazione presso la Biblioteca pietro ragazzoni di Marostica, è terminato. il M° eros zecchini, partendo da alcune nozioni di base, ha condotto i corsisti ad analizzare varie tipologie testuali, in particolare ha cercato di far scoprire il ritmo che ogni scrittore imprime al proprio stile narrativo. e’ stato divertente ricercare i vari modi per interpretare un personaggio; utilizzando i dialoghi si è giunti a comprendere che non c’è un solo modo, l’impor-

tante è appropriarsi della storia, “sentirla” e farla “sentire” al pubblico. varie le tecniche per catturare l’attenzione degli ascoltatori. si sono dimostrati validi e stimolanti i brani tratti da “la cosa buffa” e “colloqui col cane” di Giuseppe Berto; “Nemesi” di philip roth; “una golosità” di Muriel Barbery; “Jane eyre” di charlotte Bronte; “Q” di luther Blisset. Buona la partecipazione dei corsisti. diamo appuntamento al M° zecchini per il terzo corso che inizierà la prossima primavera.

a cura di anna Francesca Basso

anna Francesca Basso, curatrice di questa rubrica. la nostra prossima iniziativa: “vIAGGIATORI” gli autori raccontano (Benetti, Gramola, zanuso-torresan e Mion)

con la partecipazione dell’ass. “insieme per leggere” e del gruppo di musica antica “dolce consort” del M° Baghin Giovedì 24 aprile 2014 ore 20.30 Ex chiesetta di San Marco Marostica Entrata libera

Associazione culturale LA FuCinA LETTERARiA Sede incontri: Biblioteca “Pietro Ragazzoni” Via Cairoli, 4 - Marostica (VI) Tel. 347 8212687 lafucinaletteraria@gmail.com www.infomarostica.it www.facebook.com/pages/ La-Fucina-Letteraria/ 500449256651722

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A colloquio con Nadir Mocellin, rappresentante di una dinastia di mobilieri del nostro territorio

PROPOSTE TODAY di antonio Minchio

“Metamorfosi” e “Geometria” raffinate collezioni anticrisi

Fotografie: archivio Mobilificio Mocellin

Alle tradizionali produzioni in stile montano, classiche e senza tempo, l’azienda di Romano d’Ezzelino affianca ora realizzazioni dal disegno morbido e dinamico, in linea con le tendenze più innovative del mercato. Basta consultare il nuovo catalogo per rendersene conto.

Qui sotto Nadir Mocellin, socio del mobilificio di famiglia con i fratelli luca ed enrico.

in più di un’occasione Bassano News ha dedicato qualche pagina al Mobilificio Mocellin, azienda del nostro territorio che vanta una consolidata esperienza nel settore dell’arredamento. in questa circostanza torniamo a parlarne in compagnia di Nadir Mocellin, socio della ditta con i fratelli luca ed enrico: sono infatti significative le novità che intende raccontarci... “e’ ormai noto -ci spiega Nadir Mocellin- che Bassano vanta una lunga e blasonata tradizione mobiliera: anche la nostra azienda, fondata oltre cinquant’anni fa dai miei genitori, ilario e sonia, fin dall’origine ha realizzato produzioni di alto livello, partendo dal mobile in stile (tipicamente veneto) e specializzandosi poi nell’arredamento montano. oggi però la situazione è cambiata: prima la globalizzazione e poi la crisi mondiale hanno colpito pure

Sopra, da sinistra verso destra due emblematiche ambientazioni arredate con mobili delle collezioni Geometria e Metamorfosi. Sotto, dall’alto verso il basso il nuovo catalogo della ditta e una cucina della collezione Alpina, ispirata all’arredamento tradizionale.

Mobilificio Mocellin

romano d’ezzelino via spin, 77 tel. 0424 30846 mocellin.mobili@tin.it info@mobilitirolesi.it www.mobilitirolesi.it

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le nostre zone. sappiamo bene, inoltre, che in italia fare impresa non è facile e competere in un contesto internazionale richiede un impegno enorme. il Mobilificio Mocellin, pur sulle orme di una tradizione consolidata, ha perciò intrapreso nuove scelte. si tratta sostanzialmente di essere al passo con le tendenze più innovative del mercato. Questo, naturalmente, non significa che abbiamo abbandonato il culto dei materiali, in primis il legno. anzi, mi sento di affermare che l’attuale design dei nostri mobili, più lineare e rigoroso, tende a esaltare la matericità di essenze quali l’abete vecchio e il larice. dettagli che la nostra clientela, sempre più preparata ed esigente, è in grado di comprendere e apprezzare. preciso che non abbiamo accantonato le collezioni classiche di montagna (che rappresentano pur sempre la continuità con la storia

aziendale), ma è evidente che bisogna pure intercettare nel migliore dei modi i cambiamenti e accontentare chi chiede maggiore innovazione. per questo motivo sono nate collezioni come Metamorfosi e Geometria: mentre la prima rivisita il classico attraverso nuove colorazioni e originali soluzioni decorative (che strizzano l’occhiolino allo shabby chic), la seconda adotta linee più pulite, dinamiche e morbide. Naturalmente ribadisco pure la disponibilità a realizzare mobili e arredi su misura. un nostro sicuro punto di forza, da sempre. la realizzazione di un sontuoso catalogo, consultabile anche in internet, e il ridisegno delle nostre sale espositive contribuiscono inoltre a dare peso e concretezza a un’immagine aziendale più aggiornata e dinamica”.


Artista eclettica, elabora con la pazienza di altri tempi oggetti originali destinati a manifestare la personalità

SFIDE di elisa Minchio Fotografie di efrem Bertini

eNrica treNtiNi ruMor complementi ornamentali

Si ringrazia Lydia Todescan per la preziosa collaborazione. o si è un opera d’arte, oppure la si indossa.

Affezionata al concetto primordiale di accessorio, con le sue creazioni richiama le scelte dell’Art Nouveau, che ha prodotto risultati estetici di elevato respiro impiegando materiali poveri.

oscar Wilde

per definire le sue creazioni artistiche enrica trentini rumor utilizza la particolare espressione di “complementi ornamentali”: un richiamo, colto e raffinato, all’utilizzo primordiale di accessori concepiti per manifestare una precisa individualità, prescindendo da specifiche esigenze funzionali; oggetti che seducono più per le loro forme e colori che per i materiali nei quali sono realizzati. “donne e uomini di qualsiasi civiltà -afferma l’artista vicentinahanno da sempre manifestato il desiderio di agghindarsi con quanto risultava loro attraente: pietre, conchiglie, ossa forate, piume... solo in un secondo momento una pietra come il rubino, per esempio,

Qui sopra enrica trentini rumor In alto, da sinistra verso destra Sahara, pellicola termorestringibile impressa a caldo e dipinta con inchiostri a freddo. elementi decorativi in fibra di lino lavorati a mano, 2011. Notte nel bosco, pellicola termoformabile con stesura di colori a tempera e foglia oro, modellata a caldo e impreziosita con rocailles e glitters, 2014.

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è stata considerata più preziosa di un sasso di fiume. in pratica si è iniziato a misurare la qualità di un accessorio in base al valore economico del materiale utilizzato. per questo motivo non amo definire le mie creazioni gioielli”. Quelle di enrica trentini rumor sono invenzioni concepite e realizzate con la pazienza d’altri tempi. Nulla è lasciato al caso, ogni particolare viene studiato ed elaborato, alla ricerca di un risultato estetico improntato all’armonia e alla singolarità. si tratta infatti di pezzi unici, e come tali irriproducibili, di grande impatto visivo, destinati all’ornamento personale di chi preferisce optare per fantasiose e

raffinate soluzioni alternative. una sensibilità nata in casa sulle orme di una consolidata attività artistica familiare. “provengo da un ambiente che ha sempre valorizzato e incoraggiato il fare creativo. da bambina pasticciavo con la creta, i colori a olio e i pastelli negli ateliers di mia mamma Maria teresa e di mia zia luigina. Grazie a loro ho acquisito, attraverso il gioco, la manualità e l’inventiva. in seguito l’incontro casuale con un paio di confezioni di perline in una merceria si è rivelato folgorante. avevano un colore irresistibile e le ho comprate, anche se non sapevo ancora come usarle… Forse ho inconsciamente intravisto uno spazio


creativo tutto mio, nel quale potermi esprimere senza impossibili confronti. d’altronde ho sempre avvertito l’esigenza di personalizzare il mio look, dando molta rilevanza agli accessori. da quel giorno è stato tutto un crescendo di sperimentazione per creare l’ornamento su misura, e adatto alle mie esigenze”. dalle prime variegate composizioni con le perline enrica trentini rumor, attraverso una progressiva evoluzione, è passata poi alla realizzazione in proprio degli elementi che costituiscono le sue creazioni. l’artista utilizza resine sintetiche di ultima generazione, che predilige per la grande versatilità; con tali materiali può infatti modellare, grazie all’adozione di tecniche intriganti, ornamenti sempre diversi. creazioni che hanno nell’art Nouveau un preciso riferimento artistico... “amo il liberty, che ha anticipato storicamente le mie scelte: uno stile che ha prodotto risultati estetici di elevato respiro impiegando materiali poveri, considerati però nella loro essenza e realizzati da un artigianato di altissimo livello. Non a caso è in quel periodo che è anche nato il cosiddetto bijoux”. reduce da una recente collettiva

Sopra Ferr-agosto, resina in granuli con inserti di elementi metallici, 2012. A fianco, da sinistra verso destra Geometrie, pellicola termorestringibile con stesura di colori a pastello, modellata a caldo e impressa con inchiostri a freddo. Montatura con pietre dure, 2012. Frammenti di lava, pellicola termorestringibile con stesura di colori a pastello, impressa a caldo e dipinta con inchiostri a freddo. Montatura con elementi in argentone, 2011.

Enrica Trentini Rumor Tel. 349 7141074 e.trentinirumor@gmail.com

allestita nel castello inferiore di Marostica e organizzata dal locale lions club di Marostica, enrica trentini rumor è particolarmente orgogliosa di una “sfida” davvero molto originale, raccolta nel 2009... “Quell’anno ho avuto il piacere di realizzare su commissione alcuni ornamenti che rievocano i primi segni della scrittura, un lavoro

espressamente eseguito per una rappresentazione teatrale. alludo a Quattro variazioni su tema, pièce di chiara Ferronato (che ne è stata pure regista) andata in scena a Bassano a palazzo roberti. un impegno che mi ha consentito di verificare la mia autonomia creativa anche all’interno dei vincoli legittimi della committenza”.

Sopra, da sinistra verso destra Bracciale, pellicola termorestringibile con stesura di colori a pastello, modellata a caldo e impressa con inchiostri a freddo. Montatura in filo di rame, 2012. Italia, pellicola termorestringibile con stesura di colori a pastello e inchiostri a freddo, modellata a caldo. Montatura con elementi in argentone, vetro, pietre dure e nastro di raso, 2012.

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vISITA ALLA CITTA’ Visiting the City 1) CHIESETTA DELL’ANGELO progettata dall’architetto zaccaria Bricito risale al 1655. la pianta è ovale. Felicemente restaurata, è sede di mostre e concerti. 1) LITTLE CHURCH OF THE ANGEL project by architect zaccaria Bricito in 1655. it was built in an oval shape. recently restored, it is now open for concerts and exhibitions. 2) GlARDINI PAROLINI l’orto botanico, realizzato dal naturalista alberto parolini, risale al secolo XiX. ricco di specie rare è ora parco pubblico e ospita manifestazioni. 2) PAROLINI GARDENS the botanic garden was created in the last century by naturalist alberto parolini. it contains rare species. donated to the city, it was trasformed into a public park. it hosts open air exhibitions and shows. 3) MUNICIPIO e’ sede del comune. la loggia presenta gli stemmi dei primi 120 podestà. l’affresco con San Cristoforo è del ’500. singolare il grande orologio con i segni zodiacali. 3) TOWN-HALL in the loggia are the fescoe of the coat of arms of the first 120 mayors. afrescoe of S. Christopher dates back to ’500. a singular wall clock shows the zodiac signs, the building holds the city offices.

4) MUSEO ospita una pinacoteca di valore con tele dei dal ponte, gessi e sculture di canova, incisioni di dürer. pregevole la sezione archeologica. annessa è la Biblioteca civica. 4) MUSEUM it hosts a painting collection of great value by artists such as the da ponte, chalks and sculptures by canova and engravings by durer. the archeologic section is of great value. the annex museum contains the civic library. 5) PALAzzO AGOSTINELLI ospita mostre e rassegne artistiche. sulla facciata, in una nicchia, un affresco di Madonna con Bambino della seconda metà del ’400. 5) AGOSTINELLI PALACE it belongs to the city and hosts art shows and exbits. on its front wall can be seen a niche with a ’400 frescoe of Madonna and Child. 6) PALAzzO BONAGURO del ’500, è stato rimaneggiato nel secolo successivo. ospita mostre e rassegne d’artigianato. il pianterreno è completamente affrescato. 6) BONAGURO PALACE Built in ’500, it was remodeled in the following century. it is a comunal show-place for artifacts exhibitions. the ground floor is totally frescoed. 7) PALAzzO PRETORIO risale alla seconda metà del ’200 e dal 1315 è stato residenza dei podestà. (scala esterna del 1552). 7) PREATORIAN PALACE Built in the second half of ’200, it was elected residence ot the Mayor since 1315 and was later turned into the seat of the comunal council. the outside stairway was built in 1552.

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8) PALAzzO STURM costruito nel ’700, ospita il Museo della ceramica. all’interno affreschi di G. anselmi, databili al 1785, e tempere di G. zompini. 8) STURM PALACE Built in ’700, the palace now hosts an important ceramics Museum. inside are frescoes by G. anselmo, dated 1785, and temperas by G. zompini. 9) PARCO RAGAzzl DEL ‘99 inaugurato nel 1973. al centro del parco sorge il monumento ai ragazzi del ’99. 9) PARK OF THE BOYS OF ‘99 inaugurated in 1973. in its center rises the monument dedicated to the Boys of ’99. 10) PIAzzOTTO MONTEvECCHIO la piazza maggiore della città nel ’200 e nel ’300. sulla facciata del Monte di pietà è infisso il primo stemma di Bassano con la torre e i leoni rampanti. 10) MONTEvECCHIO SQUARE it was the main square in ’200 and ’300. on the facade of the “Monte di pietà” can be seen the first Bassano coat of arms with the tower and two lions. 11) PONTE DEGLI ALPlNI È il monumento più famoso di Bassano. risale al Xii secolo. la forma attuale è del palladio (1570). distrutto più volte dal fiume in piena e da eventi bellici fu sempre ricostruito nella forma originaria. 11) ALPINI BRIDGE the most famous monument in Bassano. Built in the 12th century. its actual shape is by palladio (1570). destroyed at various times by floods and war actions, it has always been rebuilt in its precise original form. 12) PORTA DELLE GRAzIE risale al 1300. Fu risistemata nel 1560 dal bassanese zamberlan. a fianco si trova la chiesetta delle Grazie (fine ’400) con pregevoli affreschi. 12) GATE OF THE GRACES Built in 1300. it was later adjusted in 1560 by zamberlan of Bassano. once through the Gate, on the left, can be seen the small Grace church (end ’400) with precious frescoes. 13) PORTA DIEDA venne inserita nella torre del castello dei Berri (del ’300) nel 1541. Belli gli affreschi sul lato sud. 13) DlEDA GATE the gate was opened into the tower of Berri castle (built in ’300) in 1541. 14) SAN DONATO Fondata nel 1208 da ezzelino il Monaco. ospita una pala di Francesco dal ponte il vecchio. 14) SAN DONATO CHURCH Founded in 1208 by ezzelino the Monk. it contains a pala by Francesco dal ponte the elder. 15) SAN FRANCESCO costruita tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300. interno a una navata. il protiro (1306) protegge il portale e l’affresco della Madonna e Bambino di luca Martinelli. 15) CHURCH OF SAN FRANCESCO Built at the end of 1200 and early 1300. it is shaped with a single aisle. the entrance porch (1306) protects the portal and a frescoe of Madonna and Child by luca Martinelli. 16) SAN GIOvANNI di origine trecentesca, venne trasformata (1747-1785) dall’architetto Giovanni Miazzi. dipinti di Maggiotto, scajaro e vanzo Mercante. sculture di orazio Marinali. 16) CHURCH OF SAINT JOHN its oridns date back to 1300. it was restructured from 1747 to 1785 by architect Giovanni Miazzi. inside can be seen paintlngs by Maggiotto, scajaro and vanzo Mercante. sculptures by 0. Marinali. 17) S. MARIA IN COLLE l’antica pieve risale a prima del 1000. attorno a essa sorse il primo nucleo della città. all’interno due pale di leandro dal ponte e un interessante crocifisso ligneo. 17) CHURCH S. MARIA IN COLLE the ancient sanctuary was erected before 1000. around it was built the first nucleous of the town of Bassano. in its interior can be seen two paintings by leandro dal ponte and a wooden crucifix of great interest. 18) TEATRO ASTRA l’ex teatro sociale, neoclassico, progettato nel 1802 dall’architetto Bauto, è stato trasformato nel 1949 in sala cinematografica e teatrale. 18) ASTRA THEATRE ex social theatre project of 1802 by architect Bauto, it was transformed in 1949 into a theatre and hall. 19) TEMPIO OSSARIO raccoglie le spoglie di oltre 5400 caduti nella prima Guerra Mondiale. cominciato nel 1908 come nuova cattedrale, fu trasformato in tempio ossario nel 1934. 19) OSSARIO TEMPLE Holds the spoils of over 5400 soldiers fallen during First World War. erection was begun in 1908 as a new cathedral for the town. it was transformed into a burial temple in 1934. 20) TORRE CIvICA eretta tra il ’200 e il ’300 durante il dominio padovano è alta 43 metri. la merlatura e le finestre ad arco acuto sono state aggiunte nel 1823 dall’architetto Gaidon. 20) CIvIC TOWER Built between ’200 and ’300 under the dominion of padua. 43 metres tall, the battlement and sharp angle windows were added in 1823 by architect Gaidon.


PRONTO INTERvENTO

INDIRIzzI UTILI

SOCCORSO Dl EMERGENzA 113 118

MUNICIPIO via Matteotti, 35

0424 519110

GUARDIA MEDICA

0424 888814

CROCE ROSSA

0424 529302

U.R.P. via Matteotti, 35

0424 519555

CARABINIERI pronto intervento comando compagnia

112 0424 527600

PRONTO SOCCORSO

CORPO FORESTALE pronto intervento 1515 via trentino, 9 0424 504358 GUARDIA DI FINANzA via Maello, 15 0424 34555

in collaborazione con ufficio Relazioni con il Pubblico comune di Bassano del Grappa via Matteotti, 35 - tel. 0424 519555

POLIzIA DI STATO v.le pecori Giraldi, 56

0424 507911

POLIzIA LOCALE via J. vittorelli, 30

0424 519404

POLIzIA STRADALE via ca’ rezzonico, 14 0424 216611 vIGILI DEL FUOCO 115 via ca’ Baroncello 0424 228270 SERvIzI PUBBLICI

I MUSEI DI BASSANO Museo Civico Fra i più antichi del veneto, è sorto nel 1828 in seguito al legato del naturalista Giambattista Brocchi ed è costituito da Museo, Biblioteca e Archivio. Museo della Ceramica Museo Remondini il Museo della Ceramica ospita una raccolta di maioliche, porcellane e terraglie, composta da 1200 pezzi. Nel Museo Remondini si trova una ricca collezione di stampe antiche. Sezione naturalistica del Museo Palazzo Bonaguro il palazzo ospita l’esposizione Mondo animale. Conoscerlo per proteggerlo. www.museibassano.it

INFORMAGIOvANI e CITTA’ piazzale trento 9/a 0424 519165 POSTE E TELECOMUNICAzIONI v.le Xl Febbraio, 2 0424 213230 via angarano, 149 0424 503926 via passalacqua, 70 0424 513112 PRO BASSANO via Matteotti, 43

0424 227580

PROvINCIA DI vICENzA via scalabrini, 84 0424 525827 SPORTELLO IMMIGRATI via verci, 33 0424 526437 TRIBUNALE via o. Marinali, 32

0424 528409

ARTE E CULTURA MUSEO CIvICO - BIBLIOTECA piazza Garibaldi, 34 0424 519901 MUSEO CERAMICA - REMONDINI palazzo sturm 0424 519940

AGENzIA DELLE ENTRATE via M. ricci, 8 - 1° p. 0444 046246 Pubblicità immobiliare (conservatoria) via M. ricci, 8 - p. t. 0444 650973

CHIESETTA DELL’ANGELO via roma, 80 0424 227303

ARCHIvIO Dl STATO via Beata Giovanna, 58 0424 524890

PALAzzO AGOSTINELLI via Barbieri 0424 519945

CAMERA Dl COMMERCIO largo parolini, 7 0424 220443

PALAzzO BONAGURO via angarano 0424 502923

CENTRI PER L’IMPIEGO largo parolini, 82 0424 529581

MUSEO DEGLI ALPINI via angarano, 2 0424 503662

I.A.T. Informazioni e Accoglienza Turistica (Provincia di vicenza) largo corona d’ltalia 0424 524351

MUSEO DEI CAPPUCCINI via san sebastiano, 42 0424 523814

I.N.A.I.L. via o. Marinali, 79

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I.N.P.S. via c. colombo, 70/94 0424 887411

0424 217411

MUSEO DELL’AUTOMOBILE “L. BONFANTI-vIMAR” romano d’ezzelino 0424 513746

FARMACIE L’orario dei turni si intende dalle 8.45 del primo giorno alle 8.45 del secondo

AGOSTINELLI p.tto Montevecchio, 6 0424 522101 17/05-19/05 06/06-08/06 26/06-28/06 ALLE DUE COLONNE via roma, 11 0424 522412 19/05-21/05 08/06-10/06 28/06-30/06 ALLE GRAzIE via passalacqua, 10/a 0424 35435 01/05-03/05 21/05-23/05 10/06-12/06 CARPENEDO piazza Garibaldi, 13 0424 522325 07/05-09/05 27/05-29/05 16/06-18/06 COMUNALE 1 via ca’ dolfin, 50 0424 527811 11/05-13/05 31/05-02/06 20/06-22/06 COMUNALE 2 via ca’ Baroncello, 60 0424 34882 09/05-11/05 29/05-31/05 18/06-20/06 DALL’OGLIO piazza libertà, 40 0424 522223 05/05-07/05 25/05-27/05 14/06-16/06 PIzzI via J. da ponte, 76 0424 523669 15/05-17/05 04/06-06/06 24/06-26/06 POzzI via scalabrini, 102 0424 503649 13/05-15/05 02/06-04/06 22/06-24/06 TRE PONTI via vicenza, 85 0424 502102 03/05-05/05 23/05-25/05 12/06-14/06 QUOTIDIANI IL GAzzETTlNO via J. da ponte, 50

0424 523602

IL GIORNALE Dl vICENzA largo corona d’ltalia, 3 0424 528711 Az. SANITARIA ULSS n. 3 OSPEDALE Dl BASSANO via dei lotti, 40 0424 888111 EMERGENzE Autolettighe 118 GUARDIA MEDICA 0424 888814 U.R.P. 0424 888556/7 CONSULTORIO FAMILIARE via Mons. Negrin 0424 885191


Creato da Silver, festeggia i suoi primi quarant’anni con una splendida mostra al Museo Luzzati di Genova

REMONDINIA a cura di elisa Minchio

Buon compleanno lupo alBerto!

Tra i grandi personaggi del fumetto italiano, Lupo Alberto di Silver si è conquistato un posto d’eccellenza. Ma se l’è conquistato con il tempo, la fantasia e il metodo.

Nato sul corriere dei ragazzi nel 1974, è un personaggio controcorrente e sempre pronto a difendere e a promuovere le giuste cause di quanti ricorrono al suo aiuto...

oreste Del Buono

Sotto, da sinistra verso destra Guido silvestri (Silver) e il personaggio di Lupo Alberto, sua fortunata creazione artistica.

ospite d’onore al Museo Luzzati di Genova (negli spazi di porta siberia, all’interno del porto antico), Lupo Alberto festeggia i suoi primi quarant’anni con una splendida mostra. si tratta di un appuntamento davvero importante (la rassegna è aperta fino al 21 settembre), che consente di ammirare originali e memorabilia del fumettista Silver, al secolo guido Silvestri, creatore del noto personaggio e della fattoria McKenzie. la mostra documenta la nascita e lo sviluppo di Lupo Alberto, dalle prime strisce pubblicate sul Corriere dei Ragazzi nel 1974 ai libri a lui dedicati, fino alla pubblicazione del

Qui sopra, da sinistra verso destra la copertina del numero di aprile 2014 di Lupo Alberto e una pagina di una storia proposta al suo interno.

Perché il lupo ama una gallina? Credo nella libertà di amare chiunque, senza limiti di età, sesso, razza, o specie animale, anche se mia moglie è una comune femmina di specie umana. Se poi vogliamo riferirci al fatto che i lupi di solito le galline le mangiano, ebbene, forse in quel lontano inverno di trent’anni fa ho semplicemente voluto ribaltare l’ancestrale stereotipo del lupo feroce predatore. Ho ammansito un lupo, tutto qua. Non lo aveva già fatto anche San Francesco? guido Silvestri, in arte Silver

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mensile di Lupo Alberto, fondato nel 1985 e da allora sempre in edicola. innamorato della Gallina Marta e spesso in lotta con il Cane Mosè, Lupo Alberto è amico di numerosi altri personaggi, tutti entrati a buon diritto nel cuore dei lettori: Enrico la Talpa, con la moglie Cesira, la Gallina Alice, il Maiale Alcide, il Papero Glicerina, il Toro Krug... la mostra offre, oltre a un ricco corredo di strisce e tavole originali, molti esempi della presenza versatile e impegnata di Lupo Alberto, rappresentato di volta in volta nella veste di protagonista di varie pubblicazioni piuttosto che in quella

di testimonial di campagne sociali, rivolte in particolare ai giovani, oppure di star in una variopinta gadgettistica (figurine, diari scolastici, articoli da cancelleria...). la rassegna rappresenta inoltre il primo appuntamento di una serie di iniziative che coinvolgeranno l’intero territorio nazionale. Lupo Alberto farà tappa anche a Marostica, città tradizionalmente vocata alla cultura umoristica. Le immagini e i testi qui presenti sono copyright di Silver / MCK e proposti per scopi conoscitivi e divulgativi. Per informazioni si consiglia di consultare il sito: www.lupoalberto.it


OSPITALITA’ a Bassano e dintorni

A TAvOLA CON I PIATTI PRELIBATI DEL GRUPPO RISTORATORI BASSANESI Le ricette proposte sono tratte dal volume A tavola... nei Dì di festa del prof. Antonio F. Celotto.

Risi e bisi Il 25 aprile, giorno di San Marco, a Venezia e in tutto il territorio della Serenissima era tradizione festeggiare il santo patrono con un piatto davvero prelibato: i famosi “risi e bisi”. ingredienti (4 persone): 300 g di riso vialone, 1 kg di piselli tenerissimi, 50 g di burro, 30 g di olio d’oliva, 40 g di pancetta di maiale, 30 g di prezzemolo, 50 g di Parmigiano Reggiano, una cipolla, sale, pepe. sgranare i piselli. prepare un fondo di cottura con la cipolla, la pancetta e l’olio, incorporare i piselli, bagnando con del brodo. lasciar cuocere a fuoco vivace, aggiungere un litro di brodo, versarvi quindi il riso. a cottura ultimata, unire il parmigiano e il prezzemolo. dovrà risultare una minestra non troppo densa.

Sciroppo di amarene ingredienti: 2 kg di amarene, 1,5 kg di zucchero, succo di limone, 100 g di mandorle tritate. dopo aver tolto alle amarene i peduncoli, schiacciarle in una terrina e mescolarle con le mandorle tritate fini, lasciando fermentare due o tre giorni. spremere poi il succo attraverso uno straccio a trama un po’ grossa e, posto sul fuoco, lasciarla riscaldare. unire lo zucchero, il succo di limone e bollire per 5 minuti fino a completo scioglimento dello zucchero. imbottigliare e conservare al fresco. Continua a pag. 62

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RISTORAzIONE a Bassano e dintorni

Odoacre

Teodorico

Pastissada de manzo Secondo la leggenda, questa antica ricetta veneta risale al V secolo d. C. ed esattamente al 30 settembre 489, giorno della battaglia di Verona. Al termine dello scontro, che vide schierati in campo l’esercito del re d’Italia Odoacre e quello invasore di Teodorico, rimasero sul terreno migliaia di cavalli, che il popolo stremato dalla fame recuperò per far provvista. Per disporre a lungo della grande quantità di carne, questa venne tagliata e fatta macerare nel vino rosso, con spezie e verdure. La successiva cottura a fuoco lento portò alla scoperta di un piatto squisito, che noi qui proponiamo nella variante con carne di manzo. ingredienti (4 persone): 800 g di carne di manzo (burlina) tagliata a pezzetti, farina, 1/2 dl di olio di oliva, 2 cipolle, 2 carote affettate, 2 coste di sedano affettate, 6 pomodori, una bottiglia di vino rosso, 20 g di burro, un cucchiaio di paprica, sale, pepe. in un’ampia ciotola mettere la carne, ricoprire con le verdure, versare il vino rosso e lasciare marinare per un paio di giorni in un locale fresco. il giorno delle cottura, sgocciolare la carne, passarla nella farina quindi rosolare in padella dove si sfrigola l’olio, a fiamma allegra. dopo aver preso colore, unire la polpa dei pomodori sminuzzata e le verdure. regolare di sale e pepe, far cuocere adagio per alcune ore. alla fine, in una padellina a parte, sciogliere il burro e stemperarlo con pochissima farina, arricchendolo con la paprica. versare la salsa sopra lo spezzatino, mescolare più volte e terminare la cottura. servire la pastissada caldissima.

testi tratti da A tavola... nei Dì di festa di Antonio F. Celotto, in collaborazione con il Gruppo ristoratori Bassanesi. editrice artistica Bassano - € 16,00

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Bassano News  

Maggio/Giugno 2014

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