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Editrice Artistica Bassano

Distribuzione gratuita

Città di Bassano del Grappa Assessorato alla Cultura e al Turismo

Scuola di Grafica A. Remondini

MARZO / APRILE 2012

www.bassanonews.it

periodico di cultura, attualita’

EXCURSUS SULLA STAMPA da Gutenberg a Steve Jobs 1938

e servizio

ANGELO SARTOR La provocazione della coerenza

UN PAPA SUL GRAPPA La storica ascesa di Pio X


SOMMARIO Copertina la vedetta dell’archeson (m. 1470), sul versante sud-orientale del Massiccio del Grappa, in una spettacolare foto di Maurizio sartoretto (servizio a pag. 36).

News periodico di attualità, cultura e servizio Anno XIX - n. 133 Marzo / aprile 2012 Direttore responsabile andrea Minchio EDITRICE ARTISTICA BASSANO piazzetta delle poste, 22 - Bassano del Grappa © Copyright - Tutti i diritti riservati Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa n. 4/94 R.P. del 2 giugno ’94 Bassano News è patrocinato da città di Bassano - assessorati cultura e turismo scuola di Grafica antonio remondini Ideazione e direzione artistica andrea Minchio Redazione elena trivini Bellini, andrea Gastner, diego Bontorin, Fotografi veneti associati Collaborazioni associazione scrittori Bassanesi “il cenacolo” comune di Bassano del Grappa Museo-Biblioteca-archivio Bassano del Grappa unione del commercio di Bassano del Grappa a. Branciforti, F. casagranda, a.F. celotto, M. a. cuman, c. Ferronato, F. Fontana, c. Frigo, M.p. Gallo, s. Gazzola, G. Mayer, M. Menon, i. Minchio, r. remonato, a. sartor, M. sartoretto, o. schiavon, o. soldo, M. vallotto, F. e G. zanata, c. zanon, M. zonta Stampa linea Grafica - castelfranco veneto (tv) Distribuzione Bassano e comprensorio Per la pubblicità su queste pagine tel. 0424 523199 - Fax 0424 523199 tel. 335 7067562 - eab@editriceartistica.it Bassano News è stampato su carta patinata ecologica Hello gloss TCF (Total Chlor Free) Per consultare Bassano News in Internet www.bassanonews.it - www.editriceartistica.it

p. 5 - Gens bassia excursus sulla stampa. l’utilità di un veloce ripasso p. 10 - Pianeta Casa “salva italia”, un’ipoteca sul mercato delle locazioni

p. 34 - Il canzoniere sul palco per la Festa del lavoro p. 36 - Il rapporto Quella volta in cui pio X salì sul Grappa p. 40 - Il Cenacolo per una donna. Wangari Maathai

p. 12 - Sfide Focus Home. il lusso in casa, giorno dopo giorno, a prezzi accessibili

p. 43 - Obiettivo Sport le motivazioni dei campioni

p. 16 - Appunti Mostre, letture e frizzanti curiosità

p. 44 - Afflatus centro Giovanile. tutta la storia...

p. 18 - Saperne di più Gastroenterite virale, malattia comune

p. 47 - Today ecoassperr 2012. abitudini amiche dell’ambiente

p. 20 - I nostri tesori angelo sartor. Metamorfosi di paesaggi o paesaggi come metafora? p. 24 - Finestra sui giovani “con l’aumentare della tecnologia l’uomo sarà dominato dalla noia” p. 26 - Schegge B_sos: le potenzialità di un distretto vocato alla sostenibilità

In alto, a sinistra i soci della Scuola di Grafica A. Remondini, riunitisi lo scorso 25 febbraio nella loro storica sede a palazzo sturm, hanno presentato alla stampa il portfolio Prelibatezze bassanesi, tre splendide xilografie incise per l’associazione dall’artista augusto Gnesotto. Questa edizione, come ha illustrato il presidente Giorgio tassotti, rientra nelle iniziative del ventesimo anniversario della scuola (sorta appunto nel 1992) ed è dedicata ai ristoratori della nostra città (ph. daniela Borriero). Qui sotto un e-book reader (lettore per libri elettronici). all’evoluzione della stampa nel corso dei secoli e alla recente rivoluzione della tecnologia digitale è dedicato il servizio a pag. 5.

p. 50 - Progressus emergenza parcheggi... p. 52 - De Musica coro vecchio ponte... p. 54 - Visita alla città principali monumenti e piante p. 56 - Indirizzi utili

p. 30 - Art News luigina trentini. il femminile nell’arte

p. 58 - Remondinia la restituzione della corona d’egitto

p. 32 - Eventi sogno di una notte di primavera. il bello che torna a risplendere

p. 60 - Ospitalità a Bassano e... p. 62 - Ristorazione a Bassano e...

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Da Gutenberg a Steve Jobs: in meno di cinque secoli due rivoluzioni hanno cambiato il mondo...

GENS BASSIA testo di andrea Minchio

eXcursus sulla staMpa l’utilità di un veloce ripasso

iconografia: editrice artistica Bassano Sotto, a sinistra una forma composta con caratteri mobili: tenute unite da spaghi, matrici come questa venivano un tempo poste su appositi vantaggi e poi trasferite sui tirabozze oppure direttamente sui torchi tipografici.

Dopo una storia gloriosa, qui rapidamente tracciata, il libro tradizionale è stato affiancato dal suo omologo elettronico, il cosiddetto e-Book. Chi ne preconizzava la rapida morte ha dovuto ricredersi: l’uno e l’altro, per ora, sembrano potere convivere nelle abitudini dei lettori.

L’accelerazione tecnologica degli ultimi anni ha impresso radicali cambiamenti anche al mondo della stampa e ai suoi processi tecnologici. L’informazione viaggia oggi su diversi binari, tra i quali quello tradizionalmente legato al supporto cartaceo sembra volgere inesorabilmente verso un lento e inarrestabile declino. A tale proposito tuttavia le posizioni sono distinte: c’è chi ne preconizza la prossima fine e chi è propenso a credere in un mix, destinato ad affiancare il vecchio con il nuovo... Una prassi pericolosa la scrittura manuale ha rappresentato per lunghi secoli l’unico modo di riprodurre un testo. dall’epoca degli scribi egizi a quella dei monaci amanuensi sono infatti cambiati gli strumenti (scalpelli, stili, calami, penne d’oca) e i supporti (papiri, perga-

mene, carta), ma non il metodo. il testo originale veniva copiato a mano con la possibile implicazione, però, di commettere involontari errori di trascrizione oppure di operare di proposito modifiche arbitrarie. da tempi remoti, d’altronde, la scrittura ha costituito una pratica di trasmissione del pensiero che, proprio per tale motivo, ha interessato quasi esclusivamente le élites e i gruppi di potere. rimaneva inoltre ristretta agli ambienti politici e religiosi, senza coinvolgere la popolazione (il volgo), poiché fin dall’antichità le classi dominanti ne avevano compreso e temuto l’importanza strategica. una prima significativa svolta, tuttavia, avvenne a seguito di due rilevanti fenomeni: la fabbricazione della carta, introdotta dalla cina in occidente nel Xii secolo (e diffusasi in tutta europa) e l’invenzione del carattere mobile.

Gutenberg, l’alba della stampa all’avvento della stampa moderna si lega tradizionalmente il nome del tedesco Johannes Gänsfleisch von Gutenberg, figura sulla quale aleggiano però alcune leggende e non pochi misteri: nato e vissuto (almeno in parte) a Magonza, proprio lui è infatti ritenuto l’inventore dei caratteri mobili. di origini boeme, ebbe una vita avventurosa e, per così dire, un chiodo fisso in testa: quello di individuare un sistema pratico e funzionale per comporre le pagine dei libri con singoli elementi, in modo da poterli nuovamente impiegare dopo averle impresse con un torchio a mano. un espediente geniale basato dunque sull’intuizione di riutilizzare i caratteri, perciò detti “mobili”, un numero infinito di volte (legato solo alla loro usura nel tempo). Grazie all’esperienza maturata come orafo a strasburgo, fondamentale

Sopra, a destra l’eleganza di una doppia pagina de Gli ornamenti delle donne, tratti dalle scritture d’una Reina Greca. autentico manuale di bellezza, venne pubblicato a venezia da Francesco de Franceschi nel 1562 (collezione privata). Sotto pittore anonimo, Ritratto di Johannes Gänsfleisch von Gutenberg, Xvii secolo. università Keio, tokyo.

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GENS BASSIA

Sopra la marca tipografica di aldo Manuzio (1449-1515). il noto umanista veneziano è stato uno dei primi editori in senso moderno. A fianco, da sinistra verso destra Nicolas de larmessin, L’abito dello stampatore (da Habits de métiers et professions) bulino, ante 1719. alcuni torchi tipografici e altre attrezzature ottocentesche nella storica sala stampa di editrice artistica (visitabile su appuntamento). A fianco, da sinistra un panconcino a leggìo della fine del XiX secolo: molto pratico per il compositore, conteneva anche una decina di casse per caratteri mobili. lo schema di una cassa organizzata secondo il metodo elaborato dal compositore milanese Giuseppe rossi (1803-1869): la suddivisione dei vari scomparti teneva conto del maggiore o minore uso delle lettere dell’alfabeto.

soprattutto negli aspetti legati alla fusione del metallo (e quindi dei “tipi” in piombo), Gutenberg potè realizzare il primo libro della storia: la Bibbia Mazarina (dal nome della Biblioteca Mazarine di parigi, ove è conservata) o “delle 42 righe”, così chiamata dal loro numero per pagina, suddivise su due colonne: in totale 1.282 pagine, 3.800.000 caratteri tipografici. un’opera mastodontica, composta e stampata tra il 1450 e il 1454, i cui proventi pare siano stati poi goduti dal suo finanziatore,

Qui sotto un repertorio di lettere maiuscole ombreggiate, disegnate nel Xviii secolo dal belga Jacques-François rosart, fonditore di caratteri mobili.

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Johannes Fust (probabilmente il primo “tipografo” della storia). la paternità di questa formidabile invenzione, che ha cambiato il corso della storia, è stata più volte contestata dagli studiosi. tanto all’estero quanto in italia, infatti, se ne è rivendicato a lungo il primato; basti ricordare la rinomanza attribuita a due importanti prototipografi: l’olandese laurens coster (1370 c.-1440) e il feltrino panfilo castaldi (1378-1479). a prescindere da tali recriminazioni, peraltro di sapore nazionalistico,

è ormai da più parti accettata la tesi tedesca, secondo la quale proprio in una Germania ancora molto legata alla cultura medievale è dunque nata e si è poi sviluppata la nuova tecnica-arte. l’importanza della riproduzione seriale dei testi, ai quali sono state presto affiancate deliziose miniature dipinte a mano, venne subito recepita dalle classi borghesi europee, ormai preparate anche culturalmente e avviate -sulla scia delle esperienze rinascimentali- allo studio delle tematiche umanistiche. Non bisogna tuttavia dimenticare che, ancor prima delle fruttuose ricerche di Gutenberg, in cina venivano riprodotti a stampa scritti e immagini da matrici, costituite da tavolette di legno interamente incise a bulino. tale procedimento, importato in occidente forse già prima del 1400 e basato tutto sulla forza espressiva dell’incisione, ha costituito senza dubbio il metodo di stampa più antico (per xilogra-


fia si intende la stampa di forme rilievografiche in legno, intagliate con sgorbie di diverse forme). e’ solo con la nascita della tipografia vera e propria, però, che le arti grafiche hanno potuto svilupparsi ed espandersi. l’apporto di Gutenberg, la cui formazione culturale ha giocato sicuramente un ruolo significativo, si è rivelata determinante. i suoi “tipi” (così sono anche detti i caratteri mobili) hanno rappresentato un’autentica chiave di volta: non più una matrice costituita da un’unica tavoletta incisa, ma una forma composta da numerosi elementi, sulla faccia superiore dei quali era fusa a rilievo una lettera dell’alfabeto destinata a ricevere l’inchiostro da trasmettere alla carta in fase di stampa. l’invenzione di Gutenberg ha dato l’avvio a una produzione di tipo protoindustriale grazie alla relativa facilità di realizzazione rispetto all’incisione, alla perfezione della grafia, sempre ugualmente ripetibile, e alla notevole riduzione dei tempi e dei costi. pure la messa a punto della prima macchina da stampa, il torchio, venne affrontata e risolta dal tipografo di Magonza con lucida intelligenza: la necessaria pressione della carta sulla forma inchiostrata veniva infatti garantita dall’abbassamento a giri di vite di una piastra. Nell’arco di pochi anni poterono così diffondersi in europa scritti d’ogni genere: pubblicazioni a carattere religioso, trattati artistici, opere dei classici, studi letterari, politici, economici. La nuova invenzione tra Venezia e... Bassano in italia la stampa giunse dapprima a venezia, introdotta già nel 1461 da Giovanni da spira, presunto

allievo di Gutenberg, al quale la serenissima accordò il privilegio di “stampar libri”. dalla capitale lagunare le nuove arti grafiche si diffusero in seguito in tutta la penisola, coinvolgendo gradualmente gli ambienti della cultura. Ma è stata soprattutto la terra veneta, in questo periodo, a coltivare e incrementare una particolare vocazione grafica. la dinastia degli aldi, al cui geniale capostipite aldo Manuzio (1450-1515) si deve l’ideazione del carattere corsivo (detto appunto aldino o italico) ha contribuito al lustro della città. il suo impegno, e quello dei successori, portò alla canonizzazione di regole estetiche che ancora oggi costituiscono una buona base per la professionalità grafica: gli equilibrati rapporti tra le colonne di testo e l’intera superficie della pagina, tutti sviluppati secondo proporzioni auree, gli allineamenti e le interlineature, l’uso sapiente dei diversi “corpi”. a quella degli aldi, sempre nel Dominio di venezia, successe un’altra celebre famiglia di tipografi ed editori: i remondini di Bassano, la cui attività abbracciò un arco temporale di due secoli. dal seicento fino alla metà dell’ottocento infatti, essi diffusero capillarmente in europa la loro vasta produzione di stampe popolari, pubblicazioni di vario genere, carte da parati...

Calcografia e litografia poco alla volta sorsero altre tecniche di stampa, quali la “calcografia” (basata su procedimenti manuali e chimici di incisione su lastre di rame a bulino, puntasecca, acquaforte, ecc.) e, sul finire del Xviii secolo, la “litografia”, messa a punto da alois senefelder (17711834) e concepita per utilizzare lastre piane in pietra quali matrici di stampa. opere calcografiche celebri nel mondo sono per esempio le acqueforti di Giambattista piranesi (1720-1778): caratterizzate da un segno attualissimo e ricco di suggestiva drammaticità, hanno contribuito al dibattito illuministico europeo, marcando il travaglio di un’epoca in via di trasformazione. così come, più di due secoli prima, le xilografie di un altro grande incisore, albrecht dürer (1471-1528), avevano espresso le aspirazioni dell’artista moderno, aperto alle problematiche della vita e conscio dell’importanza “demiurgica” del suo ruolo.

Qui sopra due emblematiche immagini di una tipografia bassanese negli anni venti del secolo scorso. In alto, da sinistra verso destra la costruzione della lettera “r” maiscola (in carattere romano antico) nello studio geometrico del calligrafo Marc’antonio rossi (1598). un Vantaggio e una balestra nelle illustrazioni di un manuale del 1898. Sotto la prestigiosa sede della Scuola di Grafica A. Remondini all’interno di palazzo sturm, nel museo dedicato ai celebri editori bassanesi. sorta vent’anni fa per iniziativa di un pool di aziende grafiche del territorio, è stata proprio questa associazione culturale, che opera nell’ambito della formazione, a promuovere fattivamente la nascita dell’istituto.

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A fianco dall’alto verso il basso una macchina da stampa offset a foglio Rapida 142 Koenig & Bauer dell’ultima generazione e una macchina tipografica Rapida di lusso Nebiolo, modello 1933.

LIBRO ELETTRONICO L’inizio di una nuova era... l’e-Book è un libro in formato digitale, vale a dire un file consultabile su computer, notebook, tablet, telefonini di ultima generazione, palmari e appositi lettori digitali. denominati e-Book reader, sono soprattutto quest’ultimi i parenti elettronici più prossimi alle care vecchie pubblicazioni cartacee: non presentano infatti solo la sostanza del documento ma, replicandone la forma, vengono anche dotati di applicazioni studiate per rendere la lettura più simile possibile a quella tradizionale. specifici software, per esempio, emulano azioni convenzionali quali lo scorrere delle pagine e perfino l’inserimento di segnalibri. la tecnologia e-paper (o e-ink), inoltre, consente di conferire al display l’aspetto di un normale foglio di carta inchiostrato: a differenza di altri tipi di monitor, nei quali l’illuminazione giunge da dietro lo schermo, l’e-paper utilizza supporti che riflettono la luce ambientale. l’inizio del 2011, infine, ha salutato la nascita del primo dispositivo di lettura e-ink a colori. a questo punto possiamo immaginare che gli e-Book reader a colori contenderanno sempre più il mercato ai tablet, nuovi oggetto del desiderio che rischiano di essere già vecchi...

Cinque secoli a rilento, poi il salto in avanti Nonostante le continue migliorie tecniche e gli opportuni “ritocchi” apportati dagli operatori del settore nel corso degli anni, si può affermare che i procedimenti di stampa mantennero fino alla metà dell’ottocento la loro originaria impostazione: il torchio, dapprima in legno, venne prodotto in ghisa; l’abbassamento della piastra fu garantito da complessi sistemi di ingranaggi e contrappesi, mentre la fusione dei caratteri mobili raggiunse elevati livelli di precisione. solo sul finire del XiX secolo, però, si potè assistere all’esplosione industriale della stampa, ormai divenuta attività di servizio pure al mondo della produzione: le prime rotative diedero l’avvio alle tirature dei nascenti giornali quotidiani, mentre dalle piccole “pedaline” (mosse dall’azione di un pedale) cominciano a uscire cataloghi per l’industria, depliants pubblicitari, manifesti... piano piano fecero il loro ingresso nelle stamperie macchine sempre

arcimboldo, Il bibliotecario, 1566. stoccolma, skoklosters slott.

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più complesse; alla composizione a mano si affiancarono la linotype e la zincografia, accorciando drasticamente i tempi di preparazione. il boom economico ha registrato il progressivo affermarsi della stampa litografica offset: le lastre d’alluminio, leggerissime e senza rilievo, hanno via via sostituito le composite forme di piombo. i successivi anni ottanta hanno visto l’entrata in scena della fotocomposizione, specifico sistema computerizzato in grado di impaginare, in brevissimo tempo e nei corpi e stili desiderati, colonne di testo, tabelle, titoli... Il desktop publishing, morte di Gutenberg ed eredi l’avvento del desktop publishing (editoria da scrivania), nei primi anni Novanta, ha rappresentato una rivoluzione forse pari a quella operata da Gutenberg a suo tempo. il DTP ha infatti assommato attraverso l’uso del personal computer diverse procedure di creazione, impaginazione e produzione di stampati (quali libri, giornali,

riviste, materiali pubblicitari...), sostituendo in maniera pressoché totale le tecnologie precedenti. uno dei protagonisti di questa seconda rivoluzione della stampa è stato sicuramente steve Jobs (1955-2011), fondatore con steve Wozniak della apple nel 1976 a cupertino (silicon valley) e ideatore del Macintosh (Mac), il noto computer con interfaccia grafico che ha cambiato il mondo della stampa e dell’editoria. se inizialmente il DTP è stato accolto con una certa sufficienza dagli addetti del settore, con il progressivo potenziamento di hardware e software, tale sistema è entrato di prepotenza nel mondo dell’editoria professionale. Flessibilità e velocità operativa hanno consentito un abbattimento radicale dei tempi e dei costi della prestampa e modalità espressive a livello impaginativo e compositivo dapprima impensabili e/o tecnicamente irrealizzabili. il DTP (con le sue innumerevoli applicazioni) ha da poco portato anche alla nascita dei tablet, sofisticati computer portatili provvisti di schermo tattile (con dimensioni variabili dai 4 ai 10 pollici), che possono essere utilizzati per leggere (visualizzando libri elettronici o quotidiani), scrivere, comunicare in rete e connettersi a internet. la frenesia con la quale si susseguono le continue ed emozionanti innovazioni tecnologiche, frutto dalla fantasia ma anche imposte dalle logiche di mercato e da forme di concorrenza sempre più spietate, ci inducono a meditare; a rimpiangere forse i tempi di Giambattista Bodoni (1740-1813), colto e fantasioso direttore della stamperia ducale di parma, al quale dobbiamo il disegno di un carattere che il mondo ci invidia.


La nuova imposta Imu provocherà gravi ripercussioni...

PIANETA CASA

“salva italia”, un’ipoteca sul mercato delle locazioni

a cura di orazio schiavon Delegato Confedilizia Vicenza per il territorio bassanese

la manovra “salva italia” pone, in particolare, una grave ipoteca sul mercato delle locazioni, avendo eliminato la riduzione a metà dell’aliquota ordinaria dell’imu per gli immobili locati prevista nel provvedimento sul federalismo fiscale e prevedendo ora per gli stessi l’applicazione dell’aliquota ordinaria del 7,6 per mille, salva solo la facoltà dei comuni di ridurre tale aliquota fino al 4 per mille. l’imu -che si assomma in questo caso all’imposizione erariale reddituale- risulta notevolmente aggravata rispetto al regime ici, in ogni fattispecie e in modo particolare proprio per i contratti a canone agevolato in base agli accordi tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. se si ipotizza il caso di un immobile abitativo locato con un contratto a canone libero, attualmente soggetto a un’aliquota ici del 6,5 per mille, l’applicazione della nuova imu nella misura base del 7,6 per mille comporterà un aggravio di imposta per il locatore -considerato l’aumento del 60% della base imponibilepari all’87%; se poi il comune interessato porterà l’aliquota al livello massimo consentito (10,6 per mille), l’aumento di imposta sarà pari al 161%. se si ipotizza, invece, il caso di un immobile abitativo locato con un contratto a canone agevolato,

ridurre il debito pubblico con nuove tasse sulla casa: l’idea del premier Mario Monti non è molto originale...

ALCUNI SERVIzI DI CONFEDILIzIA A BASSANO Consulenze in tutte le materie attinenti la casa: fiscale, condominiale, locatizia, legale, catastale... Assistenza contrattuale nella stipula dei contratti di locazione (con l’offerta della relativa modulistica) e di ogni altro contratto. Assistenza condominiale ai molti condòmini proprietari di appartamento anche in materia di adempimenti e agevolazioni fiscali, nonché corsi di formazione e aggiornamento per amministratori. Confedilizia Notizie è un mensile, ricco di informazioni utili al condòmino, al proprietario di casa, al risparmiatore immobiliare. preziosi risultano pure i suoi manuali, opuscoli e approfondimenti periodici. Cedolare secca calcolo e consulenza per gli adempimenti connessi all’applicazione della nuova imposta sostitutiva sugli affitti. “Servizio Garanzia Affitto” con vantaggi per proprietari e inquilini. Visure catastali e ipotecarie on-line su tutto il territorio nazionale, gratuite per gli associati.

attualmente soggetto a un’aliquota ici del 4 per mille, l’applicazione della nuova imu nella misura base del 7,6 per mille comporterà un aggravio di imposta per il locatore -considerato l’aumento del 60% della base imponibilepari al 204%; se poi il comune interessato porterà l’aliquota al livello massimo consentito (10,6 per mille), l’aumento di imposta sarà pari al 324%. e l’aumento raggiungerà naturalmente livelli ancora più elevati nei casi in cui l’aliquota ici attualmente prevista sia inferiore al 4 per mille (a Bassano era pari allo 0,1 per mille). aumenti così pesanti -che intervengono, addirittura, in corso di contratto- non trovano giustificazione neppure nelle esigenze dei conti pubblici (gli immobili locati sono poco più del 9% del complesso degli immobili nell’intera italia) e creeranno di certo gravi tensioni, e anche contenziosi, per la revisione dei canoni, in un settore già colpito come non mai dal fenomeno della morosità. esaltano, ancora di più, l’iniquità di importanti forme di agevolazione fiscale a favore dei fondi immobiliari (in gran parte di banche) e delle siiq. l’aggravio stimolerà inoltre eccezioni di costituzionalità della normativa basata sull’imu, perché viene tassato il valore dell’immobile e non il reddito, con effetti surrettiziamente espropriativi.

A DOMANDA... RISPOSTA! In un condominio si è scoperto che i millesimi sono errati, per cui si è dato incarico a un tecnico di redigere la nuova tabella millesimale. Alcuni condomini, che devono ancora pagare quote pregresse, si rifiutano di farlo a causa dei millesimi sbagliati. Come deve comportarsi l’amministratore? Deve invitare i condomini a pagare i riporti dell’anno precedente, anche sulla base dei millesimi sbagliati? si. i nuovi valori millesimali non potrebbero infatti essere applicati con effetto retroattivo, ma valgono solo per il futuro, cioè per le spese deliberate dopo la loro approvazione. L’amministratore può cambiare il gestore dell’energia elettrica senza delibera assembleare? su questa facoltà per l’amministratore non esiste una posizione univoca in dottrina. va rammentato in proposito che gli atti giuridici possono essere divisi tra atti di ordinaria amministrazione (che rientrano tra le attribuzioni dell’amministratore) e di straordinaria amministrazione (che esorbitano da tali attribuzioni e necessitano di delibera assembleare). il mero cambiamento del gestore, secondo l’opinione prevalente, si ritiene rientri fra le normali attribuzioni dell’amministratore, sempre che non comporti un aggravio di spese in capo ai condomini rispetto alla precedente gestione. A cura dell’Ufficio Legale di Confedilizia

IMMOBILE LOCATO A CANONE LIBERO Regime Ici - Aliquota 6,5 per mille

valore catastale (base imponibile) aliquota ici imposta dovuta

100.000 euro 6,5 per mille 650 euro

Regime Imu - Aliquota 7,6 per mille

valore catastale (base imponibile) aliquota imu imposta dovuta Aumento di imposta

160.000 euro 7,6 per mille 1.216 euro + 87 %

IMMOBILE LOCATO A CANONE AGEVOLATO

L’organizzazione storica della proprietà immobiliare, da sempre a difesa del proprietario di casa delegazione di Bassano del Grappa via schiavonetti, 1 - tel. 0424 219075 www.confedilizia.it confedilizia.bassano@libero.it

Regime Ici - Aliquota 4 per mille

valore catastale (base imponibile) aliquota ici imposta dovuta

100.000 euro 4 per mille 400 euro

Regime Imu - Aliquota 7,6 per mille

valore catastale (base imponibile) aliquota imu imposta dovuta Aumento di imposta

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160.000 euro 7,6 per mille 1.216 euro + 204 %


L’apertura del nuovo negozio ha rivitalizzato Galleria Tabacchi

SFIDE

Focus HoMe il lusso in casa, giorno dopo giorno, a prezzi accessibili

testo di andrea Minchio e andrea Gastner Fotografie: Fotografi veneti associati La bellezza salverà il mondo. Fëdor Dostoevskij

Raffinato arbiter elegantiarum, Carlo Zanon ci illustra le “primizie” della sua luminosa boutique, invitandoci a recuperare consapevolezza sul valore delle cose belle (e utili).

Qui sopra carlo zanon: ha inaugurato il nuovo spazio Focus Home lo scorso anno.

Focus Home. era l’11. 11. 2011 (data emblematica!), quando la famiglia zanon inaugurava il nuovo spazio espositivo in galleria tabacchi a Bassano: una splendida realtà che si veniva ad affiancare alla storica sede situata in piazza libertà. Non un “raddoppio”, ma un significativo allargamento dell’offerta, che in questa originale location contempla oggi articoli e oggetti di vario genere, caratterizzati da una maggiore attinenza al vivere quotidiano.

Sopra, da sinistra verso destra una coppia di bottiglie in vetro soffiato iridato di Kosta Boda. due oggetti caratteristici della alessi: lo spremiagrumi di philippe starck e la leggendaria coppa Nice, creata dal designer inglese terence conran.

Sotto, da sinistra verso destra alcune immagini del nuovissimo negozio in Galleria tabacchi, tra via roma e l’ingresso della Biblioteca civica

“Questa scelta -ci spiega carlo zanon, contitolare della ditta-

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è legata sia all’andamento del mercato, che chiede di godere del lusso giorno per giorno nella propria dimora ma a prezzi accessibili, sia alla nostra urgenza di assegnare spazi più ampi e leggibili a prodotti che prima risultavano un po’ sacrificati. ci siamo quindi rimboccati le maniche affrontando una lunga trafila e pensando a come valorizzare un importante passaggio urbano, soprattutto in relazione all’apertura della nuova biblioteca civica. il primo step ha riguardato la luce, intesa quale mezzo trainante per dare vita alla galleria

che, nonostante le ragguardevoli dimensioni, non era sufficientemente luminosa e animata. in secondo luogo abbiamo operato in modo che tutta la superficie del locale (oltre cento metri quadrati) si trasformasse di fatto in una grande vetrina. un obiettivo che abbiamo pienamente centrato, con l’aiuto dell’architetto paolo simonetto, vista la risposta positiva e immediata da parte della nostra clientela (nella veste sia di visitatori sia di acquirenti)”. Focus e Focus Home, due realtà che operano in sinergia comple-


SFIDE

tandosi fra loro e differenziando la tipologia delle rispettive proposte... “sotto alla loggetta comunale rimangono i marchi più esclusivi (e più preziosi) quali per esempio Meissen, Herend, venini, lalique, royal copenhagen, Hermès, christofle, Moser: dal servizio di piatti per le occasioni importanti al pezzo da collezione in tiratura limitata, ai regali molto ricercati e raffinati. in galleria, dove lavoro con la preziosa collaborazione di orietta, il segno della continuità con il negozio storico è dato dalla presenza di aziende come alessi, villeroy & Boch (che finalmente godono di un’adeguata esposizione). le novità sono invece rappresentate dal settore cucina con Kitchenaid, Koziol, Microplane, le creuset, dalla coltelleria della zwilling, dall’oggettistica da regalo con i vetri di Kosta Boda e dalle profumazioni della lampe Berger. tutti nomi che nascondono un mondo che va illustrato attraverso dimostrazioni pratiche, eventi

dedicati e feedback con il cliente tramite strumenti informatici (stiamo già preparando un sito ad hoc). Noi stessi, peraltro, desideriamo conoscere perfettamente i prodotti che proponiamo per essere sicuri che ne saremmo i primi acquirenti”. le novità non sono tuttavia solo queste. per il 2013, in occasione

del cinquantesimo anniversario della ditta, la famiglia zanon intende proporre altre sorprese, beneficiando pure di un ulteriore spazio, sempre in galleria e prospiciente al Focus Home. “i miei genitori sono partiti nel 1963, conferendo subito all’attività un’impronta diversa e più ricercata. Hanno sempre lavorato all’insegna di quella tripla A,

Qui sopra, dall’alto verso il basso la fruttiera traforata in acciaio Blossom dell’architetto elena Manferdini per alessi. un’insalatiera in vetro centrifugato di Kosta Boda. Sopra a sinistra (foto grande) Gonzo, creazione in vetro e ferro acidato dei fratelli Borowski, concepita per arredare interni ed esterni.

A fianco lo storico servizio di piatti Naïf di villeroy & Boch, protagonista di una vantaggiosa campagna promozionale. si tratta di porcellane resistenti all’uso quotidiano, adatte a lavastoviglie e microonde.

Sabato 17 marzo per tutta la giornata KITCHEN AID presso Focus Home dimostrazioni degli elettrodomestici Artisan con un esperto Vi aspettiamo! 13


A fianco, da sinistra verso destra un vaso di ulrica Hydman-vallien per Kosta Boda accanto al mitico Artisan della Kitchen aid; tre contaminuti di Michael Graves (alessi) e un’illustre rappresentante della mandria cow parade.

spesso evocata dal presidente dell’umce di Bassano luca chenet. Focus ha poi conosciuto, dagli anni settanta alla fine del millennio, un periodo d’oro, che ha coinciso con il periodo d’oro del centro storico di Bassano. ora il deserto della grande superficie che massifica avanza purtroppo inesorabile, senza ostacoli da parte delle istituzioni. e’ triste vedere la città impoverirsi e svuotarsi progressivamente. per quanto ci riguarda, tuttavia, crediamo ancora nel centro storico, inteso quale luogo di aggregazione (e non solo dello spritz!). Nel 2010 abbiamo deciso di aprire la Boutique swarovski,

Sopra, dall’alto verso il basso un originale recipiente per la cottura a vapore e un’edizione limitata della lampe Berger, lampada catalitica per profumare gli ambienti e rinfrescare l’aria.

FOCUS HOME Galleria Tabacchi, 45 - Bassano tel. 0424 1752028

FOCUS Piazza Libertà, 3 - Bassano tel. 0424 522075

FOCUS BOUTIQUE SWAROVSKI Via Roma, 43 - Bassano tel. 0424 1754559

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gestita da mia moglie alessandra con l’aiuto di lara, in via roma e non in un centro commerciale: un negozio che ci sta dando molte soddisfazioni”. le problematiche del centro storico, che negli ultimi anni vive una profonda crisi, stanno molto a cuore a carlo zanon. Forse è possibile risolverle. si tratta di trovare la chiave giusta... “il contesto c’è, una città medievale ben conservata e conosciuta in tutto il mondo. Bisogna renderla un palcoscenico che, promuovendola e valorizzandola, sprigioni sinergie, in grado di dare nuovo ossigeno alle attività che

ancora faticosamente resistono. servono coraggio, cultura e fantasia, un colpo d’ala che superi visioni limitate a problematiche reali (la viabilità, i parcheggi, gli affitti troppo elevati, le differenze di status fra i residenti del centro e gli operatori economici...) ma risolvibili in gran parte attivando un dialogo davvero costruttivo fra le parti. e’ un’urgenza che ci coinvolge tutti e che sta danneggiando l’immagine della città”. in conclusione, un’ultima chiosa. “una vetrina luminosa fa luce per tutti, mentre un negozio sfitto è un vero e proprio buco nero!”.


Mostre, letture e frizzanti curiosità

APPUNTI

Elisa e i suoi ricordi: la consapevolezza e la poesia di essere adulti e bambini allo stesso tempo il monologo teatrale Bolle, con l’attrice anna zago, approda all’auditorium vivaldi di cassola.

a cura di elena trivini Bellini

si intitola semplicemente Bolle ed è un intenso monologo teatrale interpretato dall’attrice aponense anna zago per la regia del vicentino piergiorgio piccoli. un lavoro inserito all’interno del Festival “sguardi 2011. Festa vetrina del teatro contemporaneo veneto” e andato in scena in prima assoluta al Teatro Spazio Bixio di vicenza alla fine del 2011. un lavoro, tratto dal libro Bolle d’infanzia della bassanese elisa Faccio, che vuole essere -come ricorda la locandina- “un inno alla vita, una gustosa ricetta fatta di leggerezza e sostanza, di forza e fragilità, di ricordi e realtà”. Elisa è anche il nome della coraggiosa protagonista di questa pièce, che ripensa alla sua infanzia proprio nel momento in cui, dentro di sé, è costretta a nascondere un segreto difficile da esternare e impossibile da accettare. lo può solo celare nel luogo dove ha raccolto i ricordi più belli, quando era ancora una bambina: un’epoca della vita che a volte riemerge nella sua memoria, timidamente, con difficoltà, spesso solo a sprazzi. elisa nasconde così il difficile presente in un passato luminoso, quasi a voler rischiarare con esso le ombre e le incertezze che incombono pure sul domani. le bolle d’infanzia sono dunque uno scrigno evanescente dove ha custodito alcuni dei momenti più belli e significativi della propria vita, memorie che diventano indispensabili per rompere il filo che la lega a un’attualità più difficile del previsto. elisa scopre che per mettere in ordine la sua vita deve accettare e comprendere

la scrittrice elisa Faccio e le sue Bolle d’infanzia. da questo libro è stata tratta la pièce di theama teatro.

A destra l’attrice anna zago interpreta Elisa nel monologo teatrale Bolle.

Sotto la locandina della prima, andata in scena al teatro Bixio di vicenza lo scorso dicembre (www.theama.it).

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In programma domenica 1 aprile, alle 16.30

il tempo che passa viene sconfitto per sancire il trionfo della poesia (a volte della crudezza) dell’essere uomini e bambini allo stesso tempo, uno stato di grazia a cui solo il primo approccio con il mondo e la vita, recuperato nella sua essenza, sa dare concretezza e verità. l’avvicendarsi di tutte le stagioni e interagire con la “se stessa” di un tempo, gustando (o odiando) i suoi giorni, probabilmente pochi, preziosi e unici. il presente si intreccia con tutti questi ricordi in una sequenza di immagini, colori, profumi, odori, sapori, sensazioni e nostalgie che, a loro volta, si mescolano tra loro in un delicato intreccio di considerazioni e domande, a volte profonde, a volte puerili, ma con la freschezza di linguaggio e di logica tipica del mondo infantile.

il consenso ottenuto in occasione delle rappresentazioni vicentine, festeggiate da un vero diluvio di applausi, ha indotto Theama Teatro (produttrice della pièce) a proporre lo spettacolo anche in altri contesti. tra questi pure l’auditorium vivaldi di cassola, che ospiterà il monologo teatrale domenica 1 aprile (alle 16,30). il pomeriggio del giorno precedente (sabato 31 marzo - ore 17) elisa Faccio presenterà invece il suo libro nella sala consiliare del Municipio di cassola.


Guerre biologiche a nostro vantaggio

SAPERNE DI PIU’

la GastroeNterite virale uNa Malattia coMuNe Nuove scoperte microbiologiche: una nuova integrazione naturale, con un particolare batterio “buono”, permette di proteggerci in tempi brevissimi da questo tipo di infezioni.

le gastroenteriti da Rotavirus rappresentano la causa più frequente di gastroenterite grave e sono molto diffuse. si tratta di infezioni endemiche, cioè costantemente presenti nel territorio.

a cura di Matteo zonta

A fianco l’immagine fortemente ingrandita di un comune virus intestinale.

Sotto simbolo di eleganza e salute, le Tre Grazie di raffaello sono state dipinte nel 1504 (Museo condé - chantilly).

Nei paesi a clima temperato hanno una stagionalità caratterizzata da un picco invernale (da settembre ad aprile), mentre nelle aree a clima tropicale il virus è presente tutto l’anno. la trasmissione avviene per via oro-fecale ma è anche possibile la trasmissione per via respiratoria o per contatto. il tempo di incubazione (ossia l’arco temporale che intercorre tra l’esposizione a un agente infettivo e il manifestarsi dei sintomi della malattia) è di 36-48 ore. il Rotavirus, come tutti i virus, è estremamente piccolo, tanto da non poter contenere un proprio sistema riproduttivo, a differenza del comune batterio che è diecimila volte più grande e che invece lo contiene. Nel Rotavirus è presente solo un corredo genetico di memoria, che si avvale della cellula dell’ospite per potersi riprodurre sfruttando le “attrezzature” biologiche della cellula infettata. per quest’ultimo motivo il virus viene definito “parassita intracellulare obbligato”. dopo la sua replicazione all’interno della cellula epiteliale,

MATTEO ZONTA Naturopata - Iridologo e-rboristeria zonta Viale dei Martiri, 70 Bassano del Grappa Tel. 0424 1945594 - 328 7711333 zontamatteo@libero.it

Sulle problematiche che riguardano la salute sono previste serate a tema con approfondimenti. Per informazioni telefonare a: 0424 1945594 - 328 7711333

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le particelle virali vengono rilasciate nel lume intestinale e continuano così a replicarsi all’interno di nuove cellule. l’infezione danneggia vari meccanismi cellulari, determinando così il ridotto assorbimento di acqua e di sali minerali; la conseguenza è la diarrea e la morte cellulare. la malattia produce sia una risposta del sistema immunitario locale sia una risposta sistemica. la risposta sistemica non crea comunque memoria immunologica; non è quindi sufficiente a prevenire una nuova infezione. Gli episodi acuti di gastroenterite virale sono rappresentati da febbre, disturbi gastrici, vomito e diarrea acquosa profusa non maleodorante (differente da quella batterica per il fatto che le infezioni gastrointestinali da batteri provocano scariche meno frequenti con feci dal forte odore) che si protrae per 3-8 giorni, mentre nei lattanti può insistere anche per 2-3 settimane. ricordiamo che la febbre è un sistema di difesa del nostro corpo, che diminuisce la capacità di replicazione dei virus e, di conseguenza, il propagarsi dell’infezione. Quindi, in caso di infezione virale, la febbre non va abbassata (salvo situazioni particolari) per almeno 4-6 giorni, altrimenti estenderemo più facilmente l’infezione a più cellule. ricordiamo che l’infezione virale obbliga il sistema immunitario a uccidere le cellule infettate, essendo questo l’unico modo per sterminare i virus penetrati nelle cellule! il pericolo più grave e frequente in cui si può incorrere durante un’infezione gastroenterica è rappresentato dalla disidratazione. per questo motivo è impor-

tante reidratare e rimineralizzare il malato. Nel caso in cui ci sia anche un fenomeno di vomito e non si riesca a reidratare bisogna ricorrere alla flebo per ristabilire i valori di acqua ed elettroliti persi. i capisaldi da seguire quindi sono: 1) reidratare; 2) remineralizzare; 3) ristabilire un adeguato equilibrio nutrizionale, specie nei lattanti. sappiamo tutti che in caso d’infezione virale non c’è molto da fare, se non osservare i punti suddetti. oggi, però, la natura ci offre un validissimo ed efficacissimo rimedio, che deriva da un particolare ceppo di Bifidobacterium, il Bifido L. AR81. le più avanzate ricerche biologiche hanno rilevato che questo particolare ceppo batterico (buono) ha una particolare capacità di proteggere le cellule intestinali dall’invasione di diversi virus gastrointestinali: produce infatti una specifica proteina che blocca i canali proteici di adesione nelle cellule epiteliali, impedendo così al virus di penetrare nelle cellule intestinali e di replicarsi. tutto ciò avviene in tempi molto brevi: parliamo di un giorno, un giorno e mezzo. un meccanismo simile avviene anche dall’interno delle cellule epiteliali, ma il meccanismo impiega 4-6 giorni. tale meccanismo di difesa si sviluppa tramite una particolare sostanza del sistema immunitario chiamata “interferone beta”, che blocca appunto gli stessi canali, ma dall'interno. si consiglia l’integrazione del Bifidobacterium L. AR81 anche per evitare che l’infezione si propaghi a tutte quelle persone che sono a stretto contatto con chi è già infetto.


Suggestioni e trasmutazioni di ciò che diventa “visione”

I NOSTRI TESORI

aNGelo sartor Metamorfosi di paesaggi o paesaggi come metafora?

a cura di andrea Minchio e andrea Gastner testi di Flavia casagranda e angelo sartor Fotografie: Fotografi veneti associati, Walesky - Bassano

la provocazione della coerenza nell’opera di un artista bassanese, che si è rinnovato rimanendo fedele a se stesso. L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma in realtà magia e bellezza sono dentro di noi. Kahlil Gibran

le più recenti prove, appena precedenti la nuova metamorfosi nella pittura di angelo sartor, si affidavano ancora alla permanenza di una mai sopita vocazione naturalistica che l’artista perseguiva da anni: dalle indagini “macro” al consolidamento, anche mentale, in una visione complessa e sinteticamente completa di ricerca materica e psicologica, ottenuta con

Qui sopra Autunno, acrilico su tela, 1989. In alto, da sinistra verso destra il pittore bassanese angelo sartor nel suo atelier di via velo. Il bosco, tecnica mista su foglia di metallo, 2012.

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variazioni di superficie sia ottiche che reali, con accorgimenti tecnicomaterici e sottogliezze psichiche, che comportavano spaesamenti spaziali e sussulti cromatici. il rapporto paesaggio naturale / paesaggio psichico è divenuto nel tempo sempre più serrato e profondo, inducendo a metafore generate dalla luce: a fascio saettante, pulviscolare o ampiamente diffusa; è la luce, quindi, il medium che suggerisce e guida il nuovo approdo nella pittura di sartor. apparentemente si tratta di una mutazione di supporto materico: dalla tela distesa o dalla carta rappresa ad un diverso materiale, metallico o argenteo, resistente o con svariate e maggiori valenze luminose; nella realtà profonda è ancora un bisogno di misurarsi con una nuova prova, più provocatoria e spiazzante, certo indotta

da un’urgenza emotiva. e’ materia che si consolida in una realtà “altra” i cui riferimenti sono profondamente esistenziali, forme da questo o da altri pianeti, forse evocati da universi alieni. sono superfici corrusche e convulse in cui la resistenza metallica si rapprende e si ridistende con moto alterno, ora quasi in ondate sospinte dal vento, ora in precipitose eruzioni magmatiche, ora in fenditure improvvise, mutando per ogni solco viraggio e colore, la “naturalità” sottesa a questi nuovi universi si accentua nell’uso del colore: non solo a spruzzo, ma vibrazioni cromatiche ottenute con la forza del fuoco, per ossidazione indotta sulla superficie metallica. una tecnica antica, mutuata dalla cottura ceramica, in cui la forza e la casualità dell’elemento primigenio prevalgono ancora sulla pro-


I NOSTRI TESORI

gettualità dell’uomo. pur in tale inusitata metamorfosi, sartor è ancora sempre fedele a se stesso, alla sua “naturalità” originaria. un legame tenace e profondo che continua a provocare nell’artista ricerca, dedizione, approfondimento materico, stilistico e psicologico: la provocazione della coerenza. Flavia Casagranda, giugno 2008

* * * angelo sartor è nato a Bassano nel 1941 e ha cominciato a dipingere ancora giovanissimo. terminati gli studi si è dedicato intensamente all’attività pittorica, iniziando presto a esporre i suoi quadri in occasione di mostre collettive e personali. a quell’epoca si sentiva particolarmente attratto da grandi maestri quali Monet e van Gogh. tra le sue prime importanti soddi-

sfazioni, anche un riconoscimento al premio Bassano del 1974, per l’opera Ave Maria. poco dopo ha cominciato a frequentare pittori dell’area bassanese -dapprima Bortolo sacchi e oscar Fedetto, poi il gruppo legato all’associazione Jacopo da ponte- imprimendo una svolta importante alla sua produzione. Grazie soprattutto a oscar Fedetto, angelo sartor svolse allora una particolare ricerca sull’espressionismo tedesco. in occasione del premio auronzo, sartor ha poi incontrato virgilio Guidi, pittore che lo ha stimolato a compiere un’ulteriore evoluzione stilistica. altri artisti, i trentini luigi senesi e aldo schmid, lo hanno in seguito indirizzato a all’uso di mezzi tecnici innovativi, attraverso i quali ha potuto esprimere maggiormente l’amore per atmosfere particolari e vibranti,

non prive di preziosità formali. acquisita pienamente la padronanza dell’aerografo, e delle tecniche a spruzzo in generale, angelo sartor è pervenuto quindi al metodo dello “sgocciolamento” di cui ancora oggi fa ampio uso. con il critico d’arte salvatore Maugeri, attento a curarne i successivi transiti artistici, il pittore bassanese ha iniziato ad analizzare il suo personale rapporto con la natura, rivelandone gli sbigottimenti, le metamorfosi e le illuminazioni improvvise. da allora i suoi quadri non rappresentano più solo il riflesso di realtà colte dalla ricognizione ottica, ma risultano pregnanti di tutte le suggestioni e le trasmutazioni di ciò che diventa “visione”. angelo sartor opera da oltre quindici anni con l’associazione culturale “laboratorio delle arti”.

Sopra, dall’alto verso il basso Portale, tecnica mista su foglia di metallo, 2010. Senza titolo, tecnica mista su foglia di metallo, 2011. A sinistra, foto grande Bagliore, acrilico su tela, 2008.

Masiera, tecnica mista su foglia di metallo, 2011.

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I NOSTRI TESORI ANGELO SARTOR Atelier via velo, 13 Bassano del Grappa (vi) tel. 0424 510918 info@sartorangelo.it www.sartorangelo.it

A fianco Autunno, tecnica mista su foglia di metallo, 2011. Qui sotto l’originale atelier del pittore.

A fianco, da sinistra verso destra Crocifisso, tecnica mista su foglia di metallo, 2008. Uova di pietra, acrilico su tela, 1988. Paesaggio in rosso, acrilico su tela, 1987.

1981 Monaco di Baviera, Istituto Italiano di Cultura oderzo, Circolo Culturale 4 cantoni

MOSTRE PERSONALI 1975 padova, Galleria La Cupola Milano, Galleria d’Essai thiene, Galleria d’Arte Moderna Bassano del Grappa, Galleria San Marco 1976 auronzo, Galleria Il Gallo caldonazzo, Centro La Fonte vicenza, Galleria Il Ponte verona, Galleria Il Prisma 1977 Milano, Centro Informazioni d’Arte Brera Ferrara, Nuova Galleria Estense 1978 Bolzano, Les Chances de l’Art vittorio veneto, La sfera pordenone, Galleria Grigoletti 1979 treviso, Galleria Borgo verona, Galleria Il Prisma desenzano, Galleria San Luca Monaco dio Baviera, Centro d’Arte Salvin 1980 Marostica, Castello Inferiore Montebelluna, La Saletta

1983 Feltre, La Bottega del Quadro Bassano del Grappa, Galleria San Marco 1984 Fontaniva (pd), Antologica a cura dell’assessorato alla cultura 1985 cittadella, Galleria Al Teatro Sociale Bassano del Grappa, Centro Cedis 1986 abano, Al Kursaal Abano Terme Arte 1987 Katzenberg, Filialkirche Bassano, Centro Culturale Scrimin 1988 Marostica, Castello Inferiore Antologica 1958-1988 estainbourg (Belgio), Castello di Bourgogne 1989 conegliano, Chiesa dell’Assunta Bologna, Arte Fiera

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1990 cassola, Biennale d’Arte - Sogni e dintorni Montebelluna, Accademia montelliana venezia, Centro d’Arte San Vidal 1991 vicenza, Al Bacchiglione padova, Arte Fiera ’91 Montegrotto terme, Galleria Manzoni 1992 Bassano del Grappa, Chiesetta dell’Angelo padova, Arte Fiera ’92 1993 pordenone, Artisti ’93 vicenza, Arte ’93 Marostica, Galleria Il Doge Nardò, Centro Studi Arte Cultura voiron, Espace Ceve 1994 annecy, Caisse d’Epargne des Alpes Belluno, Galleria Boito Marostica, Galleria Il Doge camposolagna, Le Stagioni del Grappa vicenza, Arte Fiera 1995 torri del Benaco, Galleria P.zza Calderini verona, Galleria d’Arte La Meridiana s. Martino di castr., Galleria Lo Scoiattolo

1996 Bassano del Grappa, Galleria Fiore 1998 eriçeira - spagna, Al Mulino a vento schio, Galleria Niselli Arte 1999 Bassano del Grappa, Palazzo Roberti 2000 vasto, Sala Municipale Esposizioni Palizzi 2001 asiago, Galleria Asiago 2003 Kupferzell (stoccarda), Galleria Reichert 2004 sparti, Kelemata, pirgos (Grecia), Arte in Tour 2005 Marostica, Castello Inferiore 2006 torrelavega (spagna), Sala Mauro Muriedas santillana del Mar (spagna), Museo Jesus Otero 2008 Bassano, Chiesetta dell’Angelo 2009 lugano, Centro Swica, “Metamorfosi” 2010 lugano, Centro Swica, “Paesaggi”


La IV B Elettrotecnica dell’Itis Fermi riflette sul futuro

FINESTRA SUI GIOVANI

“con l’aumentare della tecnologia l’uomo sarà dominato da pigrizia e noia”

a cura di sandro Gazzola

Se l’uomo saprà utilizzarla con spirito creativo, la macchina sarà il servo e il liberatore dell’umanità. Frank Lloyd Wright

Analitici e riflessivi, i ragazzi dell’Istituto hanno affrontato tematiche a sfondo filosofico...

Futuro e tecnologia sono a mio avviso due tematiche destinate a dominare il nostro prossimo tempo; in modo particolare la seconda, visto e considerato che stiamo diventando tutti più virtuali e meno fisici. per tale motivo ho pensato di porre la questione a chi in teoria dovrebbe saperne di più, per la sola ragione che un giorno il mondo della robotica potrebbe riguardare il suo lavoro. si tratta dei ragazzi della iv B itis Fermi a indirizzo elettrotecnico, ragazzi concentrati nelle attività micro e macroscopiche della corrente elettrica e nelle sue molteplici funzioni, applicabili a tutti gli strumenti presenti nella quotidianità umana. proprio a loro chiedo cosa pensino del futuro dell’uomo e del suo rapporto sempre più dipendente da macchina, computer ed elettricità: forse sono i più esperti in materia! il primo a esprimersi è Gianluca: “Nel mondo d’oggi è impossibile pensare al ritorno del cartaceo. la tecnologia aiuta tantissimo, ma vizia allo stesso tempo e non c’è la possibilità per un giovane di farsi le ossa!”. sulla stessa linea interviene anche alberto sostenendo come “la tecnologia infor-

Qui sopra, da sinistra verso destra due belle immagini dei “filosofi” della iv B elettrotecnica itis Fermi di Bassano.

Qui sotto, dall’alto verso il basso Jim carrey nella scena finale di The Truman Show (1998): è il momento drammatico in cui il protagonista del film si rappropria della sua vità, finalmente reale e concreta. charles chaplin ingoiato dagli ingranaggi di una gigantesca macchina in Tempi moderni (1936).

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matica è senza dubbio utile, ma bisogna stare con i piedi per terra, perché si rischia di confondere realtà e fantasia”. la classe sembra avere un atteggiamento analitico e riflessivo. alla provocazione costruttiva della mia collega di inglese, la prof.ssa loreta Munari (presente con me in classe), che domanda se i computer e le macchine possano un giorno sostituire gli insegnanti, la risposta è infatti corale: “No!”. “perché -aggiunge daniel- la capacità dei docenti consiste proprio nell’adeguare la materia a ognuno di noi e alle nostre difficoltà. la macchina è invece impersonale e distribuisce informazioni solo in modalità standard”. la chiacchierata si fa interessante, io e la collega tiriamo un sospiro di sollievo, consapevoli che anche nel futuro potremo ancora insegnare ed essere un punto di riferimento per nuovi studenti. Gli argomenti si orientano poi sul tema dei libri di testo... per Gianmarco “i testi potrebbero essere caricati direttamente nel portatile evitando così pesi e costi inutili. Nel corso degli anni, con il miglioramento della tecnologia, le possibilità del digitale completeran-

no sempre più la vita scolastica”. “Ma -aggiunge Filippo- è sempre l’uomo che deve dare l’impulso iniziale”. Burim e Manuel aggiungono ancora: “l’aumento della tecnologia condurrà a una crescita smisurata dell’obesità, perché l’uomo sarà dominato da pigrizia e noia”. la preoccupazione fra i ragazzi cresce soprattutto quando si parla di lavoro, perché secondo Filippo “solo pochi lavoreranno, ovvero solo coloro che dovranno gestire le macchine, quindi è necessario riflettere per cercare un diverso modo per relazionarsi con il lavoro”. Ma pure la questione educativa provoca una certa inquietudine fra gli studenti, che si chiedono quanto e come possa essere importante o pericolosa l’informatica nella scuola di base. c’ è il pericolo che i bambini non abbiano la possibilità di un apprendimento graduale, confrontandosi con le cose reali. “deve esserci equilibrio -sottolinea luca- e forse nella prima fase della scolarizzazione bisognerebbe evitare l’informatica, almeno fino al quinto anno delle elementari”. “il rischio di un uso troppo precoce della tecnologia -aggiungono alcuni altri- induce il bambino a uno stato di noia, perché lo priva di conquiste e soddisfazioni. e’ meglio che prima impari a vivere la vita concreta”. cosa mi è piaciuto di questo incontro? il fatto che ragazzi vocati in apparenza solo agli aspetti tecnici della vita abbiamo proposto tematiche a sfondo filosofico, come noia e desiderio nell’uomo. perché non proporre allora anche in queste scuole materie che permettano la conoscenza e la riflessione in ogni indirizzo di studi?


L’ormai articolata e complessa offerta del mercato edile nel campo degli edifici attenti all’ambiente richiede un processo di semplificazione e qualificazione

SCHEGGE a cura di Massimo vallotto

B_sos: le potenzialità di un distretto vocato alla sostenibilità Unire gli attori che operano nella filiera delle costruzioni con una particolare attenzione alla bioecocompatibilità può semplificare e orientare con efficacia le scelte del mercato edilizio pubblico e privato attivando nuovi volani economici per il nostro territorio. A fianco la rinnovata attenzione ai temi della sostenibilità, nei suoi molteplici aspetti, da parte di un numero sempre maggiore di persone, ha generato una quantità di offerta che spesso finisce con il confondere chi vuole costruire un edificio sostenibile. una messa a sistema dei vari attori permetterà da un lato un’opportuna gerarchizzazione dei sistemi e dall’altro darà modo di operare scelte informate e consapevoli. Sotto spesso, nel tentativo di semplificare il concetto di “sostenibilità ambientale” con un’icona o un simbolo grafico, si finisce col far credere a chi vi si avvicina per la prima volta che essa sia costituita da un insieme sistematico di pratiche e azioni già strutturate, mentre nella realtà ci si trova a dover valutare una molteplicità di indirizzi e proposte anche alternativi tra loro e dei quali non si riesce a valutare la convenienza, rapportandola al proprio caso specifico. il distretto della sostenibilità potrebbe servire a superare questo tipo di difficoltà, fungendo anche da sportello informativo e di consulenza per il singolo cittadino, l’azienda o l’ente interessati.

Azioni preparatorie risultano ormai abbastanza numerose le azioni promosse dall’amministrazione pubblica di Bassano, volte al riappropriarsi della vocazione ambientale, troppo a lungo dimenticata, della città del Grappa. per citarne solo alcune, le più note, ricordiamo l’adozione del regolamento edilizio sostenibile, richiamato anche nell’oNre 2012 di cresme-legambiente, che incentiva le costruzioni che minimizzano la propria impronta ambientale; il Masterplan Bassano2020 che propone un approccio alla conversione di una zona degradata prossima al centro storico che privilegia gli spazi civici e di condivisione in luogo della saturazione volumetrica, a tutto vantaggio della qualità urbana; il progetto europeo plus per il corretto e innovativo uso dell’illuminazione pubblica; il puMs per la pianificazione della mobilità urbana in ottica sostenibile; l’ipotesi di trasformazione 26

urbana per l’ex caserma Fincato, che sta prendendo forma in questi giorni e che costituirà la fase sperimentale per un approccio al riuso delle aree dismesse ispirandosi ai principi delle transition towns e tante altre, magari meno note ma di non minore importanza. Ma regolamenti, progetti, promozioni risulterebbero sterili se non incontrassero la condivisione degli obiettivi che perseguono da parte dei cittadini, i quali invece dimostrano un notevole interesse a questo tipo di tematiche. l’aumento della domanda ha portato tuttavia a un aumento disordinato dell’offerta, tanto che il cittadino, pur armato delle migliori intenzioni, rimane spesso disorientato e dubbioso circa le soluzioni proposte. Il distretto come esigenza Nasce quindi da una domanda concreta, sentita dai cittadini, l’esigenza di una messa a sistema dei vari attori che operano nel

campo edile e non solo e che guardano con occhio attento alle tematiche della sostenibilità. c’è la necessità di poter fornire al potenziale committente -sia esso un privato cittadino, una società o un ente- un approccio maggiormente informato ai variegati aspetti del mercato edile sostenibile, in modo che lo stesso possa operare delle scelte consapevoli, mirate alle proprie esigenze e che possa di conseguenza affidarsi a strutture qualificate che operano nel campo della sostenibilità con coscienza e competenza, senza essere vittima di chi si improvvisa esperto dell’ultim’ora. l’obiettivo del distretto per la sostenibilità dovrebbe essere pertanto quello di creare sinergie tra imprese di costruzioni, produttori di componentistica, mondo della ricerca e professionisti in modo da offrire poi i vantaggi che scaturiscono da questa cooperazione a chiunque voglia costruire sosteni-


SCHEGGE A fianco l’edificio progettato da Mario cuccinella architects per il “the Koo lee institute centro per le tecnologie per le energie sostenibili” di Ningbo, cina. costruito all’interno del nuovo campus, è pensato come una piccola lanterna adagiata su un grande prato a ridosso del piccolo fiume interno al campus stesso. la sua struttura, parzialmente opaca, è attraversata da una piega che diventa la facciata trasparente. una doppia pelle in vetro riveste completamente l’edificio rendendolo uniforme come trattamento superficiale e trasformandolo in una doppia visione tra il giorno e la notte. la trama delle serigrafie è tratta dalle trame tradizionali dei grigliati lignei degli edifici storici cinesi.

bile. Non dovrà tuttavia essere un cluster di tipo tradizionale, come quelli esclusivamente produttivi che fanno riferimento a un ristretto ambito territoriale perseguendo soprattutto vantaggi economici, ma sarà una rete in grado di mettere insieme l’intera filiera che opera per l’intera fascia pedemontana veneta. Una posizione strategica Bassano, sede ideale del distretto, è geograficamente strategica, trovandosi in posizione centrale nell’area che idealmente collega le sedi universitarie di trento, padova e venezia, già attive nel campo della ricerca su materiali e processi che interessano la sostenibilità, e le due strutture, provinciale e regionale, che uniscono già parecchi attori edili di questo aspetto del costruire, ovvero il Metadistretto di treviso e il Metadistretto veneto dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile regionale attivo presso il parco scientifico e tecnologico veGa di venezia. proprio in relazione a questi ultimi, il distretto della sostenibilità bassanese non si dovrebbe porre

in competizione, quanto piuttosto in collaborazione e complementarità, lasciando alla struttura regionale il ruolo di coordinamento generale e ampia visione e a quella trevigiana la rappresentanza dei produttori del proprio territorio, proponendosi invece come partner qualificato e in grado di rappresentare tutta la fascia di produttori, costruttori, progettisti e ricercatori del territorio di riferimento con cui collaborare. l’obiettivo è quello di diversificarsi dalla dimensione strettamente comunale che hanno assunto alcune altre pur valide operazioni simili, come a esempio “schio sostenibile”. In collaborazione con l’Amministrazione Pubblica Nel distretto per la sostenibilità, l’amministrazione pubblica dovrebbe giocare un ruolo centrale, con il sindaco che potrebbe ricoprire anche il ruolo di presidente del progetto. il settore dell’edilizia è stato investito in pieno dalla crisi economica e per ripartire ha necessità di rinnovarsi profondamente, percorrendo le strade che

Sotto, dall’alto verso il basso lo schema solare per l’edificio in condizione estiva, in condizione invernale e una immagine rendering del progetto.

le nuove tecnologie offrono. l’edilizia sostenibile è una frontiera di grandissimo interesse, ma può essere perseguita solo da chi ha spalle robuste, sia dal punto di vista finanziario, sia di competenze. due requisiti poco presenti nel nostro tessuto imprenditoriale, per lo più caratterizzato da piccole e medie imprese. ci si propone pertanto, attraverso il distretto della sostenibilità di: rappresentare le proprie competenze come settore di avanguardia dell’intero comparto delle costruzioni; qualificare i prodotti e i processi del settore delle costruzioni del territorio pedemontano; sviluppare l’innovazione grazie alla diffusione delle tecniche costruttive bioecocompatibili; aumentare la competitività del settore non solo dal lato dei costi ma soprattutto della qualità; puntare alla valorizzazione e al continuo accrescimento delle professionalità; contribuire ad un progetto di crescita della comunità fondato sulla creazione di contesti abitativi sani, concepiti per essere in armonia con le persone, le risorse e l’ambiente.

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SCHEGGE

A fianco la proposta progettuale dell’architetto stefano Boeri per il concorso per la torre scientifica della ricerca nella zona industriale di padova, del 2008. e' un movimento del suolo che diventa un’emergenza nel territorio, l’elevarsi di una piattaforma orizzontale che ospita sotto la copertura verde i laboratori leggeri. un monumento verticale all’innovazione, che si volge a nord con una grande vetrata trasparente e si protegge verso sud con una facciata verde che contribuisce a ridurre i consumi energetici.

Stesso prezzo, qualità migliore il fattore più importante del mercato edile è e resterà il prezzo e la crisi economica che stiamo vivendo impedisce di valorizzare economicamente in maniera efficace le costruzioni bioecosostenibili. il distretto dovrebbe nascere anche con la volontà di trovare soluzioni condivise per produrre manufatti di qualità migliore, senza pesare ulteriormente nei bilanci dei committenti. senza dimenticare che un immobile con questi requisiti garantisce un risparmio notevole in termini di consumi e ha una commerciabilità, intesa come possibilità di essere rivenduto o affittato, notevolmente superiore all’edilizia “normale”. il ruolo dovrebbe essere quello di agire da cerniera tra ricerca pubblica e privata. Nella nuova realtà ci si dovrebbe occupare dei progetti di ricerca e sviluppo, raccogliendo intorno allo stesso tavolo le potenzialità dei laboratori universitari, con le risorse e la progettualità delle imprese. dovrebbe inoltre essere prevista e coordinata un’attività di sensibilizzazione sia tra gli operatori della filiera, che tra i consumatori. Nonostante i risultati

Sotto la pianta generale della proposta progettuale e due suggestive immagini rendering.

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ottenuti negli ultimi anni, ancora in pochi sono a conoscenza dei vantaggi offerti dal costruire in maniera sostenibile. l’informazione dovrebbe andare di pari passo con la formazione, attraverso progetti di riqualificazione dei progettisti e delle maestranze, affinché sappiano valorizzare al meglio le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. il distretto dovrebbe avere inoltre tra i suoi obiettivi la promozione della filiera corta, che consente di ridurre le percorrenze per le merci, con ricadute positive sull’ambiente, e di favorire le imprese locali. Le tappe del progetto le tappe che potrebbero portare alla nascita del progetto: 1) presa d’atto dell’elevato numero di operatori presenti nel territorio che rappresentano l’eccellenza in tema di sostenibilità; 2) ascolto dei potenzialmente interessati per individuare i progetti di maggiore interesse; 3) approvazione del regolamento indicando come missione principale la diffusione “di una nuova cultura costruttiva attraverso la sperimentazione e la promozione di

costruzioni realizzate con materiali eco-compatibili e che utilizzino sistemi capaci di ottimizzare l’uso delle risorse energetiche”; 4) predisposizione di tre aree di progetto: ricerca e innovazione; formazione; comunicazione. lo startup del distretto potrebbe essere gestito (sotto l’auspicabile egida degli assessori alla sostenibilità e alle attività economiche) dall’urban center cittadino, luogo ideale per l’ascolto, la partecipazione, la condivisione e la partenza di questo progetto. i settori particolarmente interessati sono quelli dei materiali da costruzione, degli isolamenti, delle impermeabilizzazioni, degli impianti. il distretto della sostenibilità, se ben gestito, potrebbe mettere in moto un volano economico dal ritorno non indifferente, con altre importanti ricadute per il territorio: vedere riconosciuta per le proprie aziende partner l’eccellenza in un campo oggi così competitivo, potrebbe anche significare per Bassano diventare sede per un campus universitario di ricerca, per la costruzione di una cittadella della cultura scientifica, il fulcro di importanti manifestazioni di settore...


Al Castello Inferiore di Marostica, fino al 25 marzo

ART NEWS

il FeMMiNile Nell’arte retrospettiva di luigina trentini

testo di Maria angela cuman immagini: raccolta Maria teresa trentini

E la Sala ex-biblioteca accoglie I trent’anni della “Magica Donna Nera” nelle pieghe della luce. l’appuntamento di Mani Creative, inaugurato lo scorso febbraio al castello inferiore di Marostica, desidera ripercorrere attraverso la mostra Il femminile nell’arte: retrospettiva di Luigina Trentini la maturità artistica e la storia di una pittrice protagonista di surreali fusioni plastiche; un’artista che ha saputo documentare, con stile raffinato e fantasioso, la sua appassionata interpretazione della vita con i sogni e le sofferenze, ma anche mettendo in evidenza quei passaggi che la sua creatività ha saputo fondere, con rara ed equilibrata sensibilità, nel reinterpretare la realtà e le tappe di questo simbolico viaggio. uno stimolo per avvicinarla con delicatezza e comprendere le sue pennellate di luce e ombre, capaci di plasmare e trasformare la natura nelle sue varie forme, quasi a volerci raccontare che ogni vita dovrà dare il suo tributo di dolore e sofferenza, ricercando nelle linee, nei colori e nelle rappresentazioni delle sue opere, quelle intense emozioni e sentimenti che danno vita a forti e complesse suggestioni interiori e che ci affratellano anche nei momenti di disperazione e di solitudine. la fusione cromatica, la forza materica delle opere di quest’artista, generosa ed esigente nell’interpretare la sincerità dei sentimenti, chiedono attenzione e diventano importante momento culturale per la nostra comunità: evidenziano il senso del bello, quale impronta indelebile in cui natura e cultura diventano complementari attraverso forme essenziali

un ritratto fotografico della pittrice luigina trentini, prematuramente scomparsa a Marostica nel 2009. Sotto, dall’alto verso il basso Sibilla, piatto ovale in terra cotta ingobbiata e dipinta sottovernice. Danza del Satiro, acquarello e tecnica mista su carta.

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e incisive, mai sterili e vuote, e ci invitano a leggere i cambiamenti, i disagi, le potenzialità e le risorse di tutti. l’artista, infatti, sa incidere e trasformare la realtà con tocchi carichi di espressività e dinamismo, in cui la natura si collega in una pulsione vitale, quasi a voler potenziare la qualità del vivere, mettendo in evidenza il bisogno di saper comprendere, oltre i cambiamenti culturali, l’appassionata testimonianza interpretativa dell’esistenza. e rifacendosi a Maria zambrano, che propone un sentire illuminante capace di coniugare la mente con le ragioni della vita, luigina riprende pure il tema centrale della riflessione filosofica della studiosa spagnola che riteneva il filosofo un poeta e spiega i suoi quadri con la poesia, quasi un voler togliere la maschera per recuperare l’essenzialità di un’esistenza sincera, a cui l’artista deve mantenersi fedele. il suo atteggiamento intellettuale, così come tutta la sua vita, rincorre il sogno di un’unione di opposti, verte intorno alla necessità di coniugare il mondo femminile con quello maschile, tra mente che crea e anima che sente e vive e, facendo suo il pensiero estremamente evocativo e poetico della zambrano, che parla di donne capaci di quell’offerta consapevole di sé che prelude l’atto creatore, esprime intense emozioni ritrovate perché presenti fin dall’infanzia e cresciute dentro di noi fino a dar vita a forti e complesse suggestioni.

al sole della coscienza, che spesso scivola nella ragione, sia la zambrano che luigina preferiscono la figura mitica di Aurora, sorella della Notte, promessa di luce che emerge dalle tenebre: con la nostra speranza e il nostro amore arriviamo a partecipare alla creazione, anticipando la verità nei sogni, sognando verità che non sono ancora vere, dando il nostro aiuto perché dal mistero la verità si sprigioni. in entrambe la filosofia non è puro esercizio speculativo, ma un modo per trovare se stessi e la verità, non intesa come qualcosa di astratto, ma capace di assumere i caratteri della concretezza esistenziale. e’ in questa logica che lo spazio espositivo della sala ex-biblioteca del castello inferiore è stato impreziosito da I trent’anni della “Magica Donna Nera” nelle pieghe della luce con pitture, ceramiche e poesie delle sue amiche artiste: Ata Zarpellon (con pitture su carta e inserti di ricamo per la rivisitazione di Antigone di Maria zambrano); Marisa Gramola (con oli su sfondo nero e apparizioni danzanti, flash infantili e scene di vita); Maria Teresa Trentini (con altorilievi smaltati in un ritorno al significato ancestrale creativo della terra-cotta); Chiara Ferronato e Lilli Pavoni, scrittrici. il percorso si snoda a passi misurati attraverso una sequenza di forme cariche di espressività e di dinamismo che ci provocano e ci permettono di ritrovare parole antiche [...].


Una superba iniziativa di Selecta Eventi riporta Ca’ Rezzonico ai fasti del suo glorioso passato

EVENTI a cura di andrea Minchio Fotografie: archivio Selecta Eventi, Fotografi veneti associati

soGNo di uNa Notte di priMavera il bello che torna a risplendere Venerdì 20 aprile la celebre villa, gioiello del Settecento veneto, si trasfornerà in un “teatro” suggestivo e ricco di glamour, nel quale l’incanto degli stucchi e dei dipinti si mescolerà alle performances di artisti e grandi talenti, con la presenza di un nome famoso...

a distanza di due mesi Bassano News torna a incontrare orietta soldo, titolare di Selecta Eventi. il servizio pubblicato nello scorso numero ha infatti suscitato reazioni molto positive e più di una persona ha contattato direttamente la sua azienda per informazioni. “Non mi sarei davvero aspettata -ci racconta- di ricevere mail da persone che non conosco e che hanno colto nel profondo il nostro desiderio di creare sinergie e rapporti di collaborazione. sono felice che qualcuno abbia intuito come, soprattutto attraverso le

Qui sopra cena a lume di candela per il Sogno di una notte di primavera, manifestazione organizzata per il 20 aprile da Selecta Eventi a ca’ rezzonico. Sotto una creazione selecta oro.

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relazioni umane e il reciproco scambio di esperienze (anche diverse), si debba tentare di creare occupazione... trasmettendo energia e gioia di vivere”. a febbraio Selecta Eventi e il suo più convinto fautore e paladino, arduino Bertoncello, hanno partecipato al carnevale di venezia in occasione di due prestigiosi e scenografici spettacoli, tra maschere sontuose e momenti di danzateatro. proprio arduino, assieme alla ballerina sonia stanzani, sua partner artistica, ha allietato una

cena di gala dedicata al mitico rodolfo valentino. entrambi hanno poi aperto alla Fenice di venezia lo spettacolo del Ballo della cavalchina. due esibizioni avvenute con la regia del principe Maurice agosti, fantastico performer che ha già garantito collaborazione anche per le future manifestazioni e feste di Selecta Eventi. “siamo stati inoltre presenti come sponsor -prosegue orietta soldoal Bassano open che si è svolto al palabassano sabato 11 e domenica 12 febbraio. una gara internazio-


nale di ballo che ha proposto show di altissimo livello sotto il profilo della qualità, della preparazione e delle coreografie: una splendida e originale occasione per ospitare amici e clienti (storici e futuri)”. a marzo arduino Bertoncello sarà tra i ballerini solisti dello show di panariello su canale 5. poi Selecta Eventi darà vita, il 20 aprile in villa rezzonico a Bassano, a Sogno di una notte di primavera, una manifestazione importante e prestigiosa, prima del suo genere nella nostra città. “e’ stato difficile pensare a una location adatta. alla fine la scelta è caduta proprio su ca’ rezzonico, le cui storiche suggestioni richiamano il fasto del settecento bassanese. un contesto architettonico prezioso e raffinato, realizzato dalla celebre famiglia di mercanti veneziani con l’apporto di artisti di fama internazionale, nel quale hanno soggiornato illustri figure storiche. da carlo rezzonico (futuro papa clemente Xiii), che qui giocava da bambino nei periodi di villeggiatura, ad artisti quali antonio canova e Giacomo Quarenghi (architetto di caterina ii e fautore della riqualificazione classicista di san pietroburgo); immancabile Napoleone con i suoi generali e i deputati delle municipalità venete, al congresso di Bassano del 1797 (ne parla anche ippolito Nievo nelle Confessioni). e poi Foscolo, Manzoni, carducci, Wagner, liszt... perfino Garibaldi. insomma personaggi che ci hanno sedotto e che rappresentano un buon auspicio pure per l’evento che stiamo organizzando!”. villa rezzonico verrà dunque valorizzata e, almeno per una notte, riportata al suo splendore: un “teatro” suggestivo e ricco di glamour nel quale l’incanto degli stucchi e dei dipinti (con zeus che scaglia le sue folgori sui titani) si mescolerà magicamente alle performances di artisti e non solo... “Gli ospiti -spiega orietta soldosaranno accolti da un complesso d’archi che li accompagnerà ai tavoli, allestiti e disposti in cinque salotti uguali, tutti esclusivamente illuminati da candelabri con centinaia di candele bianche.

EVENTI

all’aperitivo seguirà la cena, intervallata (prima del dessert) da uno spettacolo di musica e magia, in un indimenticabile intreccio di arti sceniche. si tratta di una serata che proporrà artisti e talenti diversi, dall’acrobata al cabarettista, con la presenza, direttamente da zelig, di leonardo Manera (che festeggerà con noi il suo compleanno) e di un vero principe nella veste di simpatico e colto conduttore”. insomma una soirée particolare, un sogno fantasioso e coinvolgente; ma anche una sfida lanciata proprio in una fase congiunturale delicata, con lo scopo di ritrovare il piacere della raffinatezza e di trasmettere energia positiva. “al termine della cena, dopo le chiacchiere all’open bar, la serata cambierà atmosfera... e musica: nel salone irromperanno infatti i campioni italiani di ballo (in lizza per i mondiali), pronti a esibirsi in abiti da gara in una sensuale rumba, in un tango e in un vivacissimo jive. aperte ufficialmente le danze, gli ospiti potranno quindi cimentarsi a loro volta nel ballo, intrattenuti da un talentuoso disc jockey. Sogno di una notte di primavera rappresenta inoltre un’occasione davvero unica per fare nascere nuove amicizie e

creare sinergiche collaborazioni con le associazioni onlus. ricordo che, per ragioni logistiche, non sarà purtroppo possibile accogliere più di duecento persone (stiamo tuttavia già pensando ad altre iniziative, sempre volte a vivacizzare un poco la placida routine bassanese!) e che questo appuntamento impone il vestito da sera: lungo, corto o pantalone per le signore, smoking o abito scuro per i loro accompagnatori”. le recenti sfilate parigine hanno presentato la donna in una cornice dorata: bella, in abiti lunghi, organza e colori. Bella, anche perché esaltata nella sua unicità e nel suo valore, al di là dei ruoli, dell’età e dei problemi quotidiani. “lo stilista italiano Giovanbattista valli -conclude orietta soldo- ha detto che la volgarità è come un ricco che non spende; per me è invece impedire a qualcuno di non cogliere le cose belle della vita. la filosofia di Selecta Eventi è in fondo quella di andare controcorrente. su tutto. proprio per questo desideriamo creare occasioni che consentano alla gente (soprattutto ai giovani) di ritrovare il buon gusto e il senso del bello, di divertirsi all’insegna del glamour e di ricaricarsi con messaggi positivi”.

leonardo Manera, attore, autore e cabarettista: sarà tra i protagonisti della festa-evento. In alto, da sinistra verso destra i ballerini arduino Bertoncello e sonia stanzani, colonne di Selecta Eventi. il generale andré Masséna, di casa in villa rezzonico durante l’occupazione napoleonica a Bassano. l’illusionista eros villa: anche lui sarà a ca’ rezzonico il 20 aprile.

SOGNO DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA Venerdì 20 aprile 2012 Ca’ Rezzonico Bassano del Grappa Info e prenotazioni SELECTA EVENTI piazzotto Montevecchio, 30 36061 - Bassano del Grappa (vi) Tel. 0424 529232 - 335 6794404 soldo@selectaoro.it

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IL CANzONIERE

Il programma completo di marzo e aprile

testo e immagini a cura di claudio Frigo e anna Branciforti

caNzoNiere letterario sul palco per la Festa del lavoro (ma non solo) Avvincenti e numerosi gli appuntamenti proposti dal gruppo culturale, che alterna musica e letteratura...

Il nostro territorio tra storia e cultura il territorio bassanese e della valbrenta, come del resto tutto il veneto, è stato teatro di grandi eventi che hanno determinato profonde trasformazioni nel modo di vivere dei suoi abitanti. Basti ricordare periodi storici come il risorgimento, le due Guerre Mondiali, la resistenza, il boom economico, il fenomeno dell’emigrazione e, ai giorni nostri, quello dell’immigrazione. e’ in questo contesto che il Canzoniere Letterario propone incontri di lettura e musica, affrontando temi che hanno sempre caratterizzato la storia e la cultura del nostro territorio. In attesa del Tricolore la sezione d’archivio di stato di Bassano e l’Associazione Amici degli Archivi di Stato di Vicenza e Bassano propongono per mercoledì 18 aprile, alle ore 21 presso il ridotto remondini, nell’ambito della settimana della cultura 2012, un incontro con il Canzoniere Letterario. si trarra di un coinvolgente ricordo della mostra “in attesa del tricolore. uomini e istituzioni nel vicentino e a Bassano tra 1848 e 1866”, allestita in sezione per oltre tre mesi, da novembre 2011 a marzo 2012. letture di versi, proclami, relazioni, lettere e pensieri

Sopra, dall’alto verso il basso la locandina della mostra in corso all’archivio di stato di Bassano. il Monumento al partigiano presso cima Grappa, splendida opera in bronzo dello scultore augusto Murer. Sotto Fiore all’occhiello del programma è il concerto del primo Maggio.

CANzONIERE LETTERARIO www.canzoniereletterario.it info@canzoniereletterario.it Tel. 347 6872337

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“il canto dei crociati”, componimento di arnaldo Fusinato da schio (1848). archivio di stato di vicenza.

raccolti nei documenti del nostro eroico risorgimento, alternate a musiche e canti che hanno interpretato i volontari crociati e i cittadini nelle concitate fasi della conquista dell’indipendenza (ingresso gratuito). Informazioni sezione d’archivio di stato di Bassano - via Beata Giovanna, 58 tel/fax 0424 524890 as-vi.bdg@beniculturali.it

La Resistenza Bassano e la valbrenta sono stati teatro della resistenza contro l’invasione tedesca dopo la caduta del Fascismo in italia. l’evento più drammatico fu il rastrellamento del Grappa che culminò il 26 settembre 1944 con 31 impiccagioni nei viali cittadini. Nel ricordo di quel periodo, il 25 aprile a valstagna, il Canzoniere Letterario propone un incontro dal titolo “la resistenza in valbrenta”. Per informazioni su luogo e ora www.canzoniereletterario.it

Concerto del Primo Maggio Canzoniere Letterario, patronato s.s. trinità, color caffè, in collaborazione con sindacati e associazioni del territorio, stanno lavorando per proporre una giornata di musica nel giorno della Festa del lavoro, in contemporanea con lo storico appuntamento musicale organizzato nelle principali città. sul palco, allestito all’aperto sul piazzale del patronato s.s. trinità, si alterneranno gruppi musicali del nostro territorio e testimonianze per riflettere sul mondo del lavoro, che in questi ultimi anni sta vivendo un radicale cambiamento. siamo ancora in una fase organizzativa e il programma completo deve essere ancora definito. i gruppi musicali che vogliono proporsi e partecipare a questo evento possono mettersi in contatto con noi. Claudio Frigo - 347 0119585, claudio@canzoniereletterario.it Mario Gottardi - 338 7016667 mgottardi00@alice.it.

La poesia di Giuseppe Pettenuzzo “oltre l’evidenza” è il titolo di un incontro con la poesia di Giuseppe pettenuzzo, al ridotto remondini venerdì 23 marzo. lettura: Giuseppe pettenuzzo. accompagnamento musicale: claudio Frigo, chitarra e canto; Michele Bosa, basso.


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a cura di andrea Gastner

Il prof. Antonio F. Celotto, illustre studioso del territorio, ci ricorda la storica “cavalcata” del cardinale Sarto

testo di antonio F. celotto Fotografie: Maurizio sartoretto, Fotografi veneti associati, archivio editrice artistica

Quella volta iN cui pio X salì sul Grappa

IL RAPPORTO

In vacanza al Collegio Belvedere di Crespano, il 4 agosto 1901 il futuro pontefice inaugurò il Sacello sulla vetta del Massiccio. In queste pagine si racconta la cronaca della salita lungo la mulattiera Cavallera, dal centro di Borso a Campocroce e alla Capanna Bassano.

Sopra, da sinistra verso destra la Capanna Bassano, in vetta al Massiccio, venne inaugurata nel 1897 dal club alpino Bassanese su un terreno donato dal comune di Borso. una splendida xilografia degli anni trenta illustra la salita al Grappa del cardinale Giuseppe sarto (riese, 1835 - roma, 1914). l’alto prelato fu eletto papa nel 1903 con il nome di pio X e proclamato santo nel 1954. A fianco, da sinistra verso destra la Capanna Bassano, in un’altra foto storica, e l’osteria di campocroce in un’immagine d’epoca.

Il Monte Grappa prima della Grande Guerra Nelle mappe e nelle carte topografiche del sei-settecento il massiccio del Grappa, nella sua totale estensione tra i fiumi Brenta e piave, veniva indicato come Monfenera, monte cioè “dei fieni”, in relazione all’abbondanza dei pascoli. il toponimo è rimasto ora a designare soltanto lo sperone orientale verso il piave. la dizione Grappa ebbe scarsa fortuna, almeno nei testi ufficiali e nei documenti dei secoli passati: il termine “Grappa”,

Qui sottp un ritratto ufficiale di pio X.

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di origine prelatina-mediterranea con il significato di “cima”, “sommità”, indicava inizialmente solo la vetta del massiccio. la destinazione esclusiva del Grappa fino al secondo dopoguerra (1950) era l’alpeggio: si “cargava montagna” dai primi di giugno e si “scargava” l’ 8 settembre, giorno della “Madona de setembre”. Qualche malga, specialmente sui colli alti, restava in attività tutto l’anno. prodotti principali della montagna erano (e sono tuttora) il burro e alcuni latticini tipici, eredi

di una tradizione che si perde nella notte dei tempi, come il formaggio morlac o morlacco ottenuto, si va dicendo, in base a una ricetta della Morlacchia, regione dell’istria. a partire dal secolo Xviii questa montagna è stata oggetto di osservazione da parte di uomini di scienza, geologi, cartografi e botanici, tra i quali roberto de visiani (1800-1878) e antonio lodi (1791-1837), quest’ultimo anche responsabile dell’orto Botanico di padova. erano preferite,


A fianco, da sinistra verso destra un disegno del sacello del Grappa, tratto dal registro dei visitatori della Capanna Bassano. il sacrario Militare, inaugurato nel 1935, contiene le salme di 12.615 soldati italiani e di 10.295 austroungarici. il tempietto che lo corona custodisce la statua della Madonna del Grappa, dapprima posta sulla sommità del precedente sacello.

Qui sopra il cardinale Giuseppe sarto durante la cavalcata da Borso a campocroce. A fianco il crocifisso di pian de la Bala, in prossimità di cima Grappa.

inizialmente, alcune località tra cui i colli alti, dove nel 1737 era sorta la chiesa di san Giovanni, e il Forcelletto, con la sua osteria nelle vicinanze del Monte pertica, territorio per battute di caccia. diversi poi, lungo i vari versanti, i luoghi di ristoro, come le osterie di campocroce, della Monfenera, dell’archeson, di campo solagna e la Capanna Bassano, che venne costruita presso la vetta del massiccio nel 1896 su disegno dell’ing. G.B. Montini e inaugurata il 22 agosto 1897. da allora, e fino al 1920, tale rifugio ebbe come custode -nel periodo da luglio a settembre- agostino Faccin di Borso (noto come Moro Frun).

la Capanna Bassano divenne una meta abituale per gli studiosi e gli appassionati della flora del Grappa (ricca di specie rare ed endemiche). La viabilità l’attuale rete viaria è quella lasciataci in eredità dalla prima Guerra Mondiale. Nella zona settentrionale gli austriaci costruirono la carreggiabile del roncon; per il resto si limitarono ad aggiungere pochi sentieri, rifornendo le loro truppe con teleferiche. Gli italiani, invece, coprirono le zone meridionali del Grappa con una fitta rete: 80 chilometri di mulattiere, 70 di carrarecce, oltre 50 di camionabili.

tra queste, la strada da romano alto a cima Grappa, alla quale si aggiunse nel 1918 la semonzocima Grappa; da ricordare ancora la cavaso-Monte tomba-archesonGrappa. dal centro di Borso parte inoltre la mulattiera Cavallera che, snodandosi con numerose svolte (circa 40) su un pendio di settecento metri di dislivello, sale a campocroce (m. 1030 slm.), dove muore presso l’antica osteria.

IL MASSICCIO DEL GRAPPA appartiene alle prealpi venete e precisamente alle prealpi Feltrine. Limiti geografici - Nord: depressione Fonzaso-Feltre; - est: vallata del piave; - ovest: torrente cismon e Brenta; - sud: pianura trevigiana e vicentina. cima Grappa (m. 1775) non si trova al centro geometrico del quadrilatero, ma è spostata verso sud-est, a cinque chilometri in linea retta da crespano. il massiccio è compreso nelle province di vicenza, treviso e Belluno per un totale di 17 comuni: romano d’ezzelino, pove, solagna, san Nazario e cismon (Vicenza); Borso, crespano, paderno, possagno, cavaso del tomba e pederobba (Treviso); arsiè, Fonzaso, seren, Feltre, Quero e alano di piave (Belluno).

La costruzione del Sacello del Grappa Non fu facile identificare il punto esatto dove erigere il sacello all’avvicinarsi del Giubileo del 1900, poiché su cima Grappa,

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IL RAPPORTO

convergono quattro comuni (Borso, crespano, paderno e cismon). l’ebbero vinta, a metà, Borso e crespano: la parte est del tempietto, disegnato da augusto zardo (18601914), si trova infatti in territorio di crespano, la parte ovest in quello di Borso. la statua che coronava il sacello, alta oltre due metri, è in ghisa bronzata, vuota, costituita da tre elementi ciascuno. autore, pietro verner di lione.

Qui sopra e in alto l’incanto delle stagioni offerto dai suggestivi scenari del Grappa.

L’inaugurazione del Sacello la cerimonia fu celebrata il 4 agosto 1901 dal cardinale Giuseppe sarto (poi papa pio X), all’epoca patriarca di venezia. l’illustre prelato, che si trovava in vacanza al collegio Belvedere di crespano, si portò a Borso e, la sera del 3

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agosto, percorse la Cavallera in sella a una mula bianca (di proprietà di antonio Giacomelli). la cavalcata si mosse tra l’evviva dei presenti e al suono delle campane. dopo due ore, passando sotto parecchi archi trionfali eretti lungo la mulattiera, giunse a campocroce, dove i montanari avevano allestito un modesto alloggio nella capanna delle Guardie Forestali. luigi Biaggioni (ceserano, 1835 - Borso, 1910), soprannominato “modenese” perché aveva esercitato l’arte sanitaria in quella città, illuminò la montagna con gusci di chiocciole riempiti d’olio. dai paesi ai piedi del massiccio fu un continuo movimento di comitive che ascendevano alla montagna. la gente bivaccava un po’ ovunque tra il crepitio dei

fuochi, cantando allegramente. Qualcuno, però, preoccupandosi che il cardinale non prendesse sonno, si premurava di farla tacere: “No, no, che i cante pure... me piase tanto sentirli”, commentò allora il futuro pontefice. alle ore 4 del 4 agosto il patriarca, con il seguito, riprese la salita verso la vetta. una moltitudine di migliaia di persone stava addensata attorno al sacello e alla Capanna Bassano. poco prima delle 7, si annunciò l’arrivo del corteo. le bande di campese e campolongo sul Brenta andarono incontro al religioso, intonando la Marcia reale, mentre la campanella del rifugio suonava a distesa. Qui il prelato vestì la mantella purpurea e si portò al sacello, per poi


letamaio

IL RAPPORTO

Fienile abitazione camino casarin pozzo-cisterna

A fianco lo schema di una malga (da Il Grappa. Un patrimonio ambientale, cai Bassano, 1985).

Sotto, dall’alto verso il basso un originale abbeveratoio a forma di cuore; vacche al pascolo sui prati del Massiccio.

pozza stalla

celebrare una messa solenne, con la partecipazione della schola cantorum di asolo. l’omelia sviluppò un tema particolare, quello del “posuerunt me custodem” (mi posero come custode). alle 10, dopo una rapida colazione e l’apposizione della firma con dedica nel registro dei visitatori, il cardinale rimontò sulla mula che l’aveva portato alla cima; dovette però subito cambiare giumenta e trasbordare sulla mula rossa di un certo “Bongiorno” di Borso, perché quella bianca si era innervosita e scuoteva il celebre cavaliere. sulla via del ritorno il cardinale passò per campocroce dopo mezzogiorno, accolto dagli evviva della folla e dalle note della Banda di crespano: aveva sul

cappello un mazzetto di stelle alpine che conservò fino a sera. alle 16 era a Borso, poco dopo si portò a sant’eulalia per un saluto a Giovanni Battista cheso (18551936), nativo del luogo e suo collaboratore nella battaglie in sostegno del canto sacro. alle ore 18, da crespano, ripartiva in carrozza per Bassano e di là, col treno delle 19, per venezia. Nel registro dei visitatori della Capanna Bassano, di suo pugno, egli lasciò scritto: “lì 4 agosto 1901, nella solenne inaugurazione del sacello e della immagine della B.ma vergine, i sottoscritti, riconoscenti della generosa ospitalità del club alpino Bassanese, presentano ringraziamenti e auguri”.

pascolo

orto

LA VITA IN MALGA un tempo il Grappa era costellato da malghe, edifici attrezzati per il ricovero delle vacche e l’alloggio del malgari, dotati di cucina, camera da letto, casera (per la lavorazione del latte) e casarin (per la conservazione del formaggio). Non mancava la ghiacciaia, normalmente scavata nel calcare della montagna e destinata all’accumulo di neve, dove venivano posti i prodotti principali. alcune sere prima della partenza le vacche destinate all’alpeggio venivano fatte circolare per le strade di paese, perché si abituassero a precedere in gruppo e a portare il campanaccio al collo. ai primi di giugno la vacaria partiva per la montagna: il suo passaggio era un avvenimento festoso, soprattutto per i bimbi. la giornata di lavoro in malga cominciava presto, appena il cielo rischiarava e il gallo cantava. ci si svegliava per la mungitura, fatta a mano; il latte, versato nelle mastee (recipienti rotondi, larghi, e non troppo profondi), veniva lasciato

riposare per alcune ore, perché si formasse in superficie la panna, per confezionare il burro. una grande pentola di rame, la caliera, raccoglieva il latte scremato e portato sopra un gran fuoco. appena la temperatura raggiungeva i 30° si aggiungeva il caglio per coagulare il latte dal quale si ricavava il formaggio, che veniva deposto in apposite fassere (fascie rotonde di legno che gli conferivano la tipica forma cilindrica). dallo scoro (siero) si ricavava la puina (ricotta). l’operazione per ricavare il burro iniziava con l’immissione della panna nel burcio, un grosso recipiente, azionato a mano: operazione lunga, in quanto, con cattive condizioni atmosferiche il burro tardava a formarsi. Gli animali andavano al pascolo dalla mattina alla sera, poi le vacche tornavano alla pendana per la mungitura. all’imbrunire, si cenava al lume del canfin, si faceva un po’ di filò scambiandosi qualche impressione sulla giornata, generalmente sempre uguale, ma non noiosa.

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Per una donna

IL CENACOLO

WaNGari MaatHai

In collaborazione con Il Cenacolo Associazione Scrittori Bassanesi

“Piantando alberi abbiamo piantato idee” tra le colline di Nyeri, in Kenya: la famiglia appartiene al gruppo etnico dei Kikuyu, uno dei più antichi. “Mia madre lavorava sempre duramente e io la aiutavo in modi che ancora adesso mi lasciano sbalordita. pur essendo molto piccola, infatti, lavoravo i campi, raccoglievo la legna per il fuoco, attingevo l’acqua ad un ruscello, andavo al mercato, badavo ai miei fratelli più piccoli. anche mio padre lavorava sodo, come meccanico nella fattoria di un colono inglese”. poi la scuola, dalle missionari cattoliche. e - grazie a un progetto per gli studenti africano voluto da John F. Kennedy - l’università in america, la laurea in biologia a pittsburgh, nel 1964. Ma nel gennaio del 1966 è a Nairobi, prima donna africana a guidare un dipartimento universitario in Kenya. ci sono donne che portano sulla scena altre donne, le mettono alla ribalta, in prima linea: Wangari Maathai fondò per le donne del “suo” paese il Green Belt Movement, perché piantassero alberi nei villaggi, davanti casa, vicino al piccolo orto. e assieme a questi alberi, crescessero anche loro. africa, anni ’70: nella lista delle cose da fare, per quasi tutte le donne, ci sono i bambini e la minestra di polenta bianca. Mettiamoci anche un albero, qualche riunione al villaggio per sentire parlare di un movimento che sostiene la riforestazione. che sostiene anche la tua vita: contro il deserto. anni ’80. “Mi oppongo alla costruzione di un palazzo di 60 piani nel parco di Nairobi”. anni di impegno, di cambiamenti. (Non molti: il poliziotto che la picchiò mentre, seguita da un gruppetto di donne, piantava alberi a Karura, non sembrò aver capito granché). di arresti. Marzo, luglio, 2001. “avviai seminari di educazione civica e ambientale: scoprii che dietro un problema ambientale ce n’erano molti altri che bisognava risolvere. Quando spiegai alle donne delle campagne i benefici offerti dagli alberi... capii di aver scoperchiato un vaso di pandora”. 27 dicembre 2002: Wangari Maathai viene eletta in parlamento e nel gennaio del 2003 viceministro per l’ambiente e le risorse naturali. dedica la vittoria a sua nipote, ruth Wangari: la figlia di sua figlia. 8 ottobre 2004: riceve a oslo il premio Nobel per la pace, per aver contribuito alla causa dello sviluppo sostenibile e della democrazia. per aver fatto piantare 30 milioni di alberi: per averli fatti piantare alle donne africane.

Wangari Mary Jo Maathai (Nyeri, Kenya, 1 aprile 1940 Nairobi, 25 settembre 2011)

Wangari Maathai muore il 25 settembre 2011, “of complications from ovarian cancer”, mentre era ricoverata in un ospedale di Nairobi. “la sofferenza fa parte della cura” (Nagib Mahfuz). Chiara Ferronato

Qui sotto Wangari Maathai con Barack obama, in Kenya, nel 2006.

Da “La religione della terra” di Wangari Maathai (Sperling & Kupfer, 2010) Il “Green Belt Movement” Quando le donne arrivarono al GBM lamentandosi di non avere sufficiente legna da ardere per cucinare il cibo ai propri figli, anche i detrattori non poterono negare che gli alberi fossero una risposta pratica. Quello che si domandavano era perché ne avessi fatto la mia missione risolutiva. Quando spiegai quanto fosse importante non disboscare i principali bacini pluviali del Kenya e non piantare il tipo sbagliato di alberi lungo gli argini dei fiumi, nelle foreste, o nelle zone umide, era lampante che veniva affrontato un grave problema: l’acqua e l’erosione del suolo. ciò che i

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detrattori si domandavano era perché dovessi preoccuparmene io. «Non hai niente di meglio da fare con la tua istruzione?» mi chiesero. dopotutto, appartenendo a una piccola élite della società keniota, ed essendo stata docente presso l’università di Nairobi, ci si aspettava che fossi in aula a occuparmi di questioni accademiche piuttosto che nei campi a parlare con le contadine. Ma non ero sola! a piantare alberi insieme con me c’erano molte altre donne che si facevano in quattro per qualcosa di più di un compenso materiale e un guadagno personale. anche loro dovevano essere motivate da tutta una serie di valori, a spingerle certamente non vi erano solo delle necessità di base o una gratificazione personale.


Il grande albero il nostro gruppetto partì a bordo di un aereo dalla capitale, Brazzaville, e viaggiò per ore verso nord, poi verso est, sorvolando chilometri e chilometri di folta vegetazione. atterrammo a pokola, una cittadina non lontana dal confine con il camerun. un rappresentante della ditta ci venne a prendere e ci spiegò che, in quella regione, era da più di vent’anni che abbattevano alberi. indicò un’area disboscata un decennio prima. Mi parve che, almeno in quel segmento, la foresta fosse riuscita a rigenerarsi. da lì, il gruppo salì a bordo di due barche e navigò sul sangha, un affluente del vasto fiume congo. il sangha è più ampio di una strada a quattro corsie e serpeggia nella foresta scuro, pulito e calmo. i corsi d’acqua vicino ai quali sono cresciuta da bambina, sugli altipiani centrali del Kenya, erano stretti, impetuosi e lindi, con l’acqua che emetteva un rumore sibilante schiantandosi sulle pietre del letto. Ma troppo spesso, di questi tempi, la deforestazione ha provocato l’insabbiamento di molti fiumi, e il livello è così basso che a stento copre i ciottoli. anzi, a volte, si prosciugano completamente. il sangha era tutto l’opposto, oltre a essere molto ameno. dopo circa un’ora di navigazione, giungemmo a una radura nella foresta, dove sbarcammo. Fummo accolti dagli abitanti locali, tra cui alcuni pigmei aka, e altri membri delle comunità bantu (un gruppo etnico-linguistico dell’africa subsahariana). Mi unii a loro, che battevano le mani e cantavano in segno di benvenuto, per esprimere il mio riconoscimento e la mia gratitudine, pur non conoscendo la loro lingua. si capiva però benissimo che quelle persone, nonostante la gioia dipinta sul volto, erano molto povere: indossavano stracci, le facce contratte e i corpi magri lasciavano intuire quanto fosse dura la loro esistenza. il rappresentante della ditta di legname, volendoci dimostrare il lato responsabile della sua azienda a livello sociale e ambientale, ci condusse in un luogo in cui aveva collaborato con gli aka per proteggere gli alberi, importanti per la loro cultura e per il sostentamento. sebbene compiaciuta di fronte a questa sensibilità, notai che l’area di foresta che era stata tutelata era piuttosto piccola se confrontata con quella disboscata. Nonostante ciò, la comunità locale sembrava entusiasta per lo sforzo compiuto, volto a preservare gli alberi, fondamentali per il loro benessere. la ditta era ansiosa di mostrarci che operava in maniera selettiva e sostenibile. indossando elmetti protettivi, assistemmo all’abbattimento di un grande sapele, alto una ventina di metri e con un diametro di due, le radici aperte a ventaglio alla

base e ancorate saldamente al suolo. la sua chioma era ampia, a forma di ombrello, e piena di foglioline verde scuro. un caposquadra ordinò a una decina di uomini, armati di seghe a catena, di tagliarlo facendo in modo che cadesse in una particolare direzione e non sugli esemplari vicini ancora in fase di crescita. anche questa preoccupazione per le altre piante mi colpì. per dieci, quindici minuti osservammo gli uomini che segavano. alla fine l’albero ondeggiò e cadde al suolo con un botto fragoroso che sembrò riecheggiare in tutta la foresta. il nostro ospite ci disse che aveva quasi certamente più di due secoli. duecento anni! pensai. per quel che ne sapevamo, avrebbe potuto sopravvivere altrettanto a lungo, trattenendo l’acqua, ancorandosi al terreno con il suo sistema di radici, immagazzinando anidride carbonica e rilasciando ossigeno, e fornendo, con il suo tronco e la sua chioma, una casa agli uccelli, ai coleotteri e agli altri numerosi insetti. di sicuro, il fatto che ci fossero voluti parecchi minuti per abbatterlo era una prova che non fosse pronto a cadere, ad allentare la sua presa tenace al suolo, e che non fosse pronto a smettere di fornire un servizio all’ambiente. Mi si riempirono gli occhi di lacrime. il nostro ospite si accorse che ero commossa. «Non si preoccupi», mi esortò. «ci sono altri milioni di alberi nella foresta.» La montagna sacra per mia madre, e per la generazione che l’ha preceduta, onorare certi alberi rientrava in una venerazione generale per la natura. Nella tradizione kikuyu bisognava togliersi i sandali prima di avvicinarsi a un albero durante una cerimonia o prima di scalare il monte Kenya, che alla svolta dell’ultimo secolo era completamente ricoperto di vegetazione. persino gli anziani investiti dell’autorità spirituale camminavano a piedi nudi quando salivano sulla montagna; anzi, la montagna era così sacra che era proibito perfino calpestare i funghi quando si passeggiava nella foresta.

La quercia caduta Dov’era l’ombra, or sé la quercia spande morta, né più coi turbini tenzona. La gente dice: Or vedo: era pur grande! Pendono qua e là dalla corona i nidïetti della primavera. Dice la gente: Or vedo: era pur buona! Ognuno loda, ognuno taglia. A sera ognuno col suo grave fascio va. Nell’aria, un pianto... d’una capinera che cerca il nido che non troverà. Giovanni Pascoli (San Mauro, 31 dicembre 1855 - Bologna, 6 aprile 1912)

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Il pathos nello sport, alla base di grandi prestazioni

OBIETTIVO SPORT

le motivazioni dei campioni fra sofferenza ed emozione

a cura di Francesco Fontana

Breve analisi di alcuni fattori caratteriali che sorreggono l’atleta nella sua affermazione.

le immagini di Josepha idem, campionessa mondiale e olimpica nel kayak individuale, ci inducono a riflettere sul tema delle motivazioni. cosa porta infatti una quasi cinquantenne, madre di famiglia e persona impegnata socialmente, a sacrificarsi giorno per giorno trovando il tempo per durissimi allenamenti? perché, alla sua età, si prepara ad affrontare l’ottava olimpiade? perché, alla luce degli straordinari risultati raggiunti nella sua carriera, non si sente ancora sportivamente appagata? Nel corso di una recente intervista l’atleta italo-tedesca non ha fornito una risposta esaustiva, ma ha minimizzato i suoi ritmi di vita, come fossero impliciti in una normale routine giornaliera. un’attenta osservazione, tuttavia, rivela quanto -a supporto di una personalità così singolare- esistano straordinarie motivazioni. probabilmente la parola giusta, a mio vedere, è passione; quella vera, che riconduce all’etimologia originaria del pathos greco, inteso nella duplice accezione di “sofferenza” ed “emozione”. stiamo parlando cioè del supporto primario che regge il percorso umano di ogni atleta agonista. Naturalmente l’intensità delle motivazioni denuncia il valore assoluto del campione: vince chi ne ha di più! allenamenti continui, rinunce e sacrifici ne alimentano la struttura cognitiva attraverso un cammino di crescita personale che trova riscontri ineludibili nei

momenti topici del confronto. da dove giungono, però, queste benedette motivazioni? stiamo parlando di un patrimonio genetico ereditario piuttosto che di un condizionamento familiare o sociale? oppure, ancora, di una esigenza emulativa nei confronti di una figura di riferimento? se andiamo a scavare, nella quasi totalità dei casi alla base di grandi escalation sportive è presente una di queste componenti. sono numerose anche le situazioni in cui la formazione tecnico-agonistica di un campione in fieri è stata fortemente condizionata dalle notevoli pressioni esercitate dai familiari. influssi ai quali il giovane doveva sottostare, tanto per gratificare i genitori quanto per l’impossibilità di assumere decisioni autonome (quali la ribellione e l’abbandono). a questo punto, mi pongo un ulteriore quesito. e’ possibile pensare che, laddove lo sforzo fisico si manifesta davvero come una sofferenza per l’atleta, sia

presente -a livello inconscio- la necessità di esorcizzare l’idea della morte attraverso l’affermazione individuale? un concetto, questo, molto più evidente negli sport estremi, dove il rischio per la propria incolumità è una costante che spinge a esasperare il limite della governabilità degli eventi. e che dire del cosiddetto istinto killer, che connota l’atteggiamento di rari campioni quando si trovano a lottare testa a testa con l’avversario? una condotta che implica la propria affermazione attraverso la demolizione del concorrente. Mi torna alla memoria un duello epico, sull’alpe di pampeago, tra tonkov e pantani. in quella circostanza il pirata affermò di avere spinto a tal punto la sua prestazione da sfidare la morte: la sua o quella del ciclista lettone.

Qui sopra la canoista Josepha idem in versione competitiva e in un’immagine che ne esaltà la femminilità. Gli ostacoli non mi fermano. Ogni ostacolo si sottomette alla rigida determinazione. Chi guarda fisso verso le stelle non cambia idea. Leonardo Da Vinci

Se sei determinato, lavori duro e hai una visione in prospettiva puoi arrivare ovunque. Steve Jobs

Sotto Marco pantani, eroe tragico e figlio della nostra epoca, è stato una figura esaltante di atleta, nella sua umana fragilità.

tutte considerazioni, queste, che evidenziano come tali manifestazioni siano la conseguenza diretta di motivazioni fortissime; quel supporto cioè di fattori interni propri della natura dei campioni.

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E’ importante reperire, con il prezioso aiuto di chi ne conserva memoria, più notizie e immagini possibile

AFFLATUS testo di elena trivini Bellini e ruggero remonato

ceNtro GiovaNile tutta la sua storia in un libro

Foto: archivio storico centro Giovanile - Bassano

Un comitato, coordinato dal direttore della struttura don Bruno Angelo Fontana, è già al lavoro per tradurre in realtà un bel sogno editoriale. Lo studioso Ruggero Remonato, inoltre, lancia un appello ai “ragazzi di un tempo” perché frughino tra i ricordi e gli album di famiglia.

Qui sotto la foto di gruppo scattata al Patronato San Giuseppe, in occasione del “trattenimento” del 1° maggio 1898.

che hanno segnato la vita di questa istituzione. proprio a lui abbiamo chiesto di anticipare qualche “chicca” e, allo stesso tempo, di lanciare un appello...

e’ una storia lunga e gloriosa, quella del centro Giovanile di Bassano, importante e centrale realtà cittadina situata su un’area complessiva di 32.000 metri quadrati (di cui 8.200 coperti); un significativo punto di riferimento sul quale convergono diverse proposte e iniziative che aggregano stabilmente numerosi gruppi e associazioni. sono oltre un migliaio, infatti, le persone che operano in questo contesto, impegnate nel volontariato e attivamente presenti tanto nelle palestre e nei campi da gioco (calcio, calcetto, pallavolo, basket, tennis, hockey, pattinaggio…), quanto nelle diverse sale della struttura (in primis la Da Ponte e la Martinovich); spazi destinati

il complesso del centro Giovanile e il tempio ossario in un’immagine aerea da sud (ph. Francesco parolin).

CENTRO GIOVANILE Segreteria Piazzale Cadorna, 34/A 36061 - Bassano del Grappa (VI) Tel. 0424 522482 / 0424 228658 Fax 0424-522482 direzione@centrogiovanilebassano.191.it segretario@centrogiovanilebassano.191.it Orari Dal lunedì al venerdì ore 9.00-12.00 / ore 16.00-19.00 www.centrogiovanilebassano.it

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alle proiezioni cinematografiche, agli incontri culturali, alle lezioni di teologia e ai frequentatissimi corsi dell’università adulti anziani. un universo che è stato definito quasi come una sorta di “social network” ante litteram e che lo scorso anno ha ufficialmente festeggiato i centoventi anni della fondazione. per celebrare degnamente tale anniversario, peraltro già commemorato nel maggio 2011 con una indimenticabile manifestazione nelle piazze di Bassano, è stato istituito un apposito comitato, del quale fa parte pure lo studioso bassanese ruggero remonato. il desiderio è infatti quello di condensare in una pubblicazione, riccamente illustrata, le vicende

“per raccontare la storia del Patronato San Giuseppe (ora centro Giovanile) -ci spiega ruggero remonato- bisogna fare riferimento a diverse date poiché, in realtà, esiste da oltre centocinquanta anni. il patronato sorse infatti il 2 febbraio 1876 su iniziativa di mons. Giambattista Gobbi, allora arciprete di Bassano, in una sua casa di località Bastion, non lontano dal Brenta. Qui i padri stimmatini di verona si occuparono della formazione della gioventù sino al 1888. il 4 luglio 1895, grazie a un aiuto finanziario insperato, mons. Gobbi potè porre la prima pietra del nuovo fabbricato in via ognissanti, accanto al luogo dove successivamente venne edificato il Nuovo Duomo di Bassano (poi tempio ossario). il 14 novembre 1901 la Pia Società Torinese di San Giuseppe assunse la direzione del complesso, gestendolo fino all’inizio della Grande Guerra. in seguito, gestito direttamente dalla parrocchia di santa Maria in colle, il patronato organizzerà ogni sorta di incontri sportivi, culturali e ricreativi per la nostra gioventù. ora è giunto il momento di redigere la storia di questo gioiello bassanese. Facciamo dunque appello a tutti i ragazzi che sono passati per quei locali, perché possano prestare, cercando nella memoria e negli archivi familiari, ogni immagine e notizia utile a tale iniziativa”.


In primavera la terza edizione dell’evento

TODAY

ecoaspperr 2012 abitudini amiche dell’ambiente

testo di elena trivini Bellini immagini: assperr Group, Fotografi veneti associati

Tra le molte novità proposte in anteprima nazionale dal dinamico Gruppo bassanese, anche una nuova linea di prodotti Millebolle dalle eccezionali proprietà biologiche.

AssPeRR Group festeggia nel 2012 il 25° anniversario della sua fondazione: un anno importante che il gruppo bassanese intende degnamente celebrare. abbiamo incontrato Mirco Menon, responsabile marketing e vendite, per conoscere da vicino le iniziative in programma. “l’idea di fondo -ci racconta- è quella di legare questa ricorrenza al consueto appuntamento primaverile di EcoAssPeRR. in questa

particolare circostanza, giunta alla terza edizione, intendiamo infatti proporre molti spunti e idee. ricordo che EcoAssPeRR è un momento di festa e di riflessione in cui vengono fornite informazioni relative all’utilizzo di prodotti e servizi “amici dell’ambiente”. si tratta cioè dei detersivi della spina Millebolle (una nostra proposta ormai decennale e tra le prime in italia), dei sistemi di filtrazione e gasatura dell’acqua domestica e -altra importante iniziativa

nella quale siamo stati pionieridei pannolini riutilizzabili. Ma EcoAssPeRR 2012 sarà inoltre l’occasione per condividere con i nostri clienti i 25 anni di attività; un impegno, il nostro, orientato da sempre anche all’assistenza. tuttora la riparazione di elettrodomestici -sia presso i nostri laboratori che direttamente nelle abitazioni dei clienti- rappresenta infatti l’eccellenza del nostro servizio. in questo senso possiamo dire che di anno in anno siamo

Qui sopra Mirco Menon, responsabile Marketing e vendite di assperr Group. In alto, foto grande lo “sconfinato” bancone dei detersivi alla spina, nella prestigiosa sede di romano d’ezzelino.

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A fianco, da sinistra verso destra uno dei molti meeting informativi organizzati da assperr. i gasatori per l’acqua domestica (qui nella linea proposta da Soda Stream) stanno progressivamente erodendo importanti quote di mercato alle tradizionali bottiglie di acqua minerale. A centro pagina un’immagine dell’ampia sala del punto vendita di romano d’ezzelino, vero emporio di prodotti per la casa, per la climatitizzazione e per il settore della pulizia professionale.

Qui sopra: rispetto ai pannolini usa e getta, quelli riutilizzabili consentono un considerevole risparmio economico e contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente, riducendo la produzione di rifiuti indifferenziati.

ASS.PE.R.R. Romano d’Ezzelino

via Nardi, 84 tel. 0424 514792 - sede@assperr.it ASS.PE.R.R. Bassano del Grappa via ca’ Baroncello, 62 tel. 0424 30883 - bassano@assperr.it www.assperr.it

sempre cresciuti nella cura e nell’attenzione dell’attività tecnica: un lavoro rivolto in particolare a elettrodomestici quali lavatrici,

lavastoviglie e sistemi stiranti; ma anche a macchine per caffè e a ogni tipo di apparecchio per la cucina. credo sia un impegno molto gradito dai clienti che, oggi più che mai, tendono infatti a ricercare la massima trasparenza e lealtà nel rapporto con professionisti preparati e competenti; tecnici specializzati -per così dire- nel prendersi cura dei loro prodotti di casa”. EcoAssPeRR. 2012 proporrà, in anteprima nazionale, una nuova linea di prodotti Millebolle dalle

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eccezionali proprietà biologiche: in un momento in cui il detersivo alla spina sta conoscendo una progressiva espansione AssPeRR Group ha scelto di compiere un ulteriore passo in avanti. “abbiamo infatti avvertito -conclude Mirco Menon- la necessità di imprimere ulteriore forza al nostro progetto, sulla base della filosofia che perseguiamo da sempre. uno sforzo che, ritengo, verrà apprezzato soprattutto (ma non solo) da quanti vivono con convinzione l’ecologia nella quotidianità”.


PROGRESSUS

Aspettando la realizzazione della “Cittadella Sociale”...

a cura di andrea Gastner e andrea Minchio

eMerGeNza parcHeGGi

Fotografie: Fotografi veneti associati

presto disponibili i nuovi centralissimi posti auto della Fondazione pirani cremona

elaborati tecnico-progettuali: zanata Group, studio associato Qui sotto la rampa d’accesso all’autorimessa interrata (da vicolo da ponte).

Il progetto, redatto dallo studio associato Zanata Group, propone un esemplare intervento alla scala urbana, destinato a riqualificare brillantemente una storica area cittadina.

la sede della storica Fondazione pirani cremona si trova nel cuore di Bassano, in una vasta area di pertinenza compresa tra via Museo e vicolo da ponte. attualmente negli immobili sono ospitati, con le modalità del Gruppo famiglia e con l’assistenza di numerosi operatori, alcuni minori allontanati dalle famiglie di origine con provvedimento del tribunale dei Minori. altri spazi sono inoltre utilizzati per accogliere, in convenzione con il nostro comune, mamme in difficoltà con i propri bambini. la Fondazione, infine, concede qualche ulteriore locale come sede di associazioni cittadine.

Qui sopra, dall’alto verso il basso i posti auto della Fondazione pirani cremona, in fase avanzata di realizzazione, al primo e al secondo livello interrato. Sopra, a destra la planimetria dell’intervento: si notino l’accesso carraio all’autorimessa (a), l’accesso carraio al parcheggio di superficie riservato agli operatori (B), gli accessi pedonali da vicolo da ponte (c) e da via Museo (d). Sotto i fratelli Giampi e Felics zanata, progettisti dell’importante struttura.

l’intervento che qui presentiamo è volto a ricollocare in modo più funzionale le attività sociali già 50

in essere, ampliandone il numero a beneficio della comunità bassanese. l’obiettivo più in generale è quello di dare vita a una vera e propria Cittadella Sociale, cercando di ricreare al suo interno la varietà di presenze tipiche del centro storico; la struttura sarà pertanto caratterizzata da una permeabilità rispetto al tessuto urbano circostante e orientata a favorire i rapporti tra i residenti della Cittadella e quelli dell’intero centro cittadino, garantendo inoltre l’accessibilità alle persone disabili. in particolare la Fondazione si propone di ottenere: 1) una serie di unità residenziali a prevalente utilizzo sociale; 2) alcuni spazi per lo svolgimento delle attività istituzionali, amministrative e di custodia

del proprio patrimonio storico e artistico; 3) alcune sale riunioni aperte anche a un utilizzo esterno; 4) un piccolo spazio destinato alla commercializzazione degli eventuali prodotti realizzati nell’ambito delle attività sociali; 5) un’autorimessa interrata da concedere in locazione a terzi in modo da assicurarsi entrate economiche. tali risorse sono necessarie per finanziare, ora e in futuro, tutte le attività di carattere sociale che la Fondazione svolge, soprattutto nel territorio bassanese. una scelta, questa, che intende inoltre costituire un supporto al centro storico in termini di offerta di parcheggi da dare in locazione a residenti e/o a operatori commerciali.


L’autorimessa interrata Questo importante progetto prevede la realizzazione di un’autorimessa che si sviluppa su due livelli interrati, per complessivi 123 posti auto. l’accesso carraio avverrà da vicolo J. da ponte, mentre da ciascuno dei due livelli interrati sarà possibile, per i pedoni, accedere direttamente a via Museo, mediante l’uscita presso la chiesetta dell’annunziata o, in alternativa, a vicolo J. da ponte. i posti auto, ricavati sui due livelli interrati, saranno così distribuiti: 1° piano interrato: 58 posti auto; 2° piano interrato: 65 posti auto, comprensivi di 5 garage doppi e un garage singolo. Non mancheranno in ciascun piano, stalli riservati ai veicoli per portatori di handicap. lungo lo scivolo, al fine di mitigare l’impatto dello stesso nella vista zenitale, verrà realizzata una

pergola, su cui potranno inerpicarsi piante di tipo rampicante. la bocca di lupo, necessaria all’aerazione dell’autorimessa interrata, verrà posta lungo il confine sud, in prossimità della recinzione esistente. per quanto riguarda la sistemazione delle aree scoperte, il progetto prevede il ripristino delle vecchie divisioni interne con muri in sassi e ciottoli, in grado di creare degli spazi maggiormente definiti e quindi meglio utilizzabili direttamente dai fabbricati che vi si prospettano. solo in corrispondenza del fabbricato 2, nella parte a nord-est, in virtù delle problematiche che emergono in fase di gestione dei Gruppi famiglia, si rende indispensabile rompere la linearità della suddivisione citata, inserendo un elemento di recinzione completato con una siepe, determinando uno spazio gestibile esclu-

sivamente dall’interno, e che consenta la massima riservatezza a chi lo frequenta. per quanto riguarda le superfici, si propone per la strada di accesso (che può essere percorsa saltuariamente anche con automezzi) il macadam. lo stesso tipo di pavimentazione sarà utilizzato nel percorso che collega lo spazio antistante il corpo 1, che a sua volta verrà pavimentato con pietra locale. ai lati di tale percorso, un doppio filare di alberi di latifoglie, caratterizza la parte più propriamente urbana degli scoperti. in prossimità dei fabbricati, si ripropone, vista l’ampia documentazione che ne testimonia la presenza, la pavimentazione in “saiso”. in prossimità delle bocche di lupo, ai fine di ridure l’impatto visivo, verrà realizzato un sistema di verde costituito da siepi e da piante tappezzanti.

In questa pagina la sezione dell’autorimessa e alcune emblematiche immagini del cantiere.

INFO Fondazione Pirani Cremona Via Chini, 6 - Bassano del Grappa Tel. 0424 522415 www.fondazionepiranicremona.it

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Fondato nel 1997, ha conosciuto una profonda evoluzione

DE MUSICA

coro veccHio poNte la scelta di una precisa identità musicale attraverso la proposta di un repertorio artistico contemporaneo

testo e fotografie a cura del maestro Giovanni Mayer

Prende avvio da questo numero una preziosa collaborazione con il gruppo diretto dal maestro Giovanni Mayer. L’obiettivo è quello di conoscere meglio un ambito culturale talvolta sottovalutato oppure legato, nell’immaginario colletivo, a qualche stereotipo... A fianco il Coro Vecchio Ponte durante una recente esibizione a dobbiaco, nella Gustav Mahler Saal.

l’immagine ricorrente del coro è quella di un gruppo di amici che si radunano in una dimensione di convivialità e intonano a più voci dei canti: componimenti musicali popolari che spesso richiamano alla memoria la montagna e l’umanità che in quel contesto vive e lavora. tutto ha avuto inizio circa settant’anni fa, con la meritoria azione di alcuni cori trentini (coro sat, coro sosat, coro castel, tanto per citare i più antichi e tuttora in attività), interpreti di una cultura che affidava a semplici parole, unite alla spontaneità del canto, i racconti di una quotidianità fatta del lavoro nei campi e in casa, di allegria e festa, di amore e disperazione per chi è lontano, di nostalgia dell’emigrante, del grido contro la guerra. proprio su questi esempi di coralità sono germogliate, nel corso degli anni, tante formazioni che hanno punteggiato l’esperienza musicale di molte comunità.

Qui sopra il maestro Giovanni Mayer, dal 2001 direttore artistico del Coro Vecchio Ponte. Bassanese (classe 1960), è diplomato in pianoforte, composizione e didattica della musica. compositore, musicista e musicologo, vanta un curricolo di tutto rispetto, che dà grande lustro alla nostra città.

Sotto lo storico Coro Val Canzoi in una fotografia del 1968.

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l’immagine ricorrente del coro maschile corrispondeva anche a una necessità di aggregazione sociale: uomini che, dopo una lunga giornata di lavoro, si ritrovavano per cantare: un momento di svago e di evasione dalla dura fatica, una bella occasione per ritrovarsi con gli amici... la performance artistica rimaneva sullo sfondo e dipendeva unicamente dalla responsabilità del maestro il quale, con pazienza apollinea, istruiva i suoi cantori. Questi, a loro volta, apprendevano la parte musicale a orecchio. le mutate condizioni sociali e culturali hanno in seguito determinato sensibili cambiamenti nelle motivazioni che portano le persone a radunarsi in “coro”; motivazioni che oggi vanno ricercate in una progressiva maturazione della cultura corale. le attuali formazioni hanno infatti assunto connotati artistici sempre più evidenti, che si tradu-

cono in un’attenta scelta dei repertori, nella ricerca e nella personalizzazione dello stile interpretativo, nella cura della vocalità, nell’istruzione musicale. attorno a questi fattori si articola il “fare coro”: in pratica oggi si entra a far parte di un gruppo musicale perché se ne condividono le scelte artistiche. per questa ragione, ma non solo, assistiamo alla nascita di nuovi cori, che attingono a repertori di “nuovi” generi musicali, destinati ad arricchire il panorama e l’offerta musicale (assieme a quelle formazioni che, pur in una dimensione rinnovata, mantengono saldo il piede nei repertori della tradizione). Gospel, jazz, pop: sono questi i generi che vengono scelti dalle nuove formazioni, rispondendo così ai mutati gusti musicali; specialmente dei giovani, che dimostrano un rinnovato interesse nei confronti di un’esperienza ricca sia sul piano artistico sia su quello umano.


In questa pagina alcune immagini, che rappresentano emblematicamente il variegato universo delle formazioni corali. In alto, da sinistra verso destra il Gruppo Ritmico Corale Chorus di verona e i tenores di Bitti, gruppo vocale sardo di canto a tenore. A fianco, da sinistra verso destra il JOY Gospel Choir di torino e un Disney Barbershop Quartet.

un’evoluzione che è stata vissuta pure nei quindici anni di vita del Coro Vecchio Ponte, costituito nel 1997 da una decina di persone, provenienti da diverse esperienze corali e desiderose di dar vita a questa nuova formazione. il repertorio iniziale, formato dai canti più tradizionali per coro maschile, ha subito un lento ma progressivo rinnovamento a partire dal 2001, quando il gruppo si è affidato alla direzione artistica del maestro Giovanni Mayer. un rinnovamento attuato con la volontà di costruire una precisa identità musicale, concretizzatosi nell’esecuzione delle composizioni del friulano Marco Maiero (che racconta con poetica sensibilità l’uomo e la terra), del toscano alessandro Buggiani (che fa dell’allegoria lo strumento per raccontare le passioni dell’uomo), del sardo alessandro catte (che

reinterpreta in chiave moderna la tradizione canora della sua terra) e di tanti altri musicisti. Gli inviti a rassegne nazionali e internazionali (con tournée in austria, Germania e turchia) e oltre duecento esibizioni (val d’aosta, trentino, lombardia, liguria, emilia romagna, veneto, Friuli venezia Giulia, toscana, Marche, lazio...) hanno confermato, attraverso il consenso del pubblico, la bontà della proposta. le tracce di questo rinnovamento sono registrate nei due cd, che il coro ha registrato nel 2003 (Canta e Racconta) e nel 2007 (Emozioni e Ricordi). il coro svolge anche un’interessante attività di collaborazione con altre associazioni ed enti per la valorizzazione ambientale, storica e artistica del territorio. proprio lo scorso anno, in occasione del 150° anniversario dell’unità d’italia, il Coro Vecchio Ponte

ha ricevuto dall’amministrazione civica di Bassano il riconoscimento di “Gruppo di musica popolare e amatoriale di interesse comunale”. il progetto artistico del Coro Vecchio Ponte si concretizza anche attraverso la “produzione” di specifiche manifestazioni, quali Sentieri Corali (che si svolge a maggio ed è un concerto organizzato assieme alla sezione bassanese del club alpino italiano), le rassegne Vox Choralis (a giugno) e Voci di Natale (a dicembre), entrambe giunte all’undicesima edizione, e il Concerto per il Solstizio d’Estate (a giugno), arrivato alla terza edizione. dal 2011 ha preso poi avvio un nuovo progetto, con la costituzione di un ottetto vocale maschile formato da coristi che volontariamente si sono messi a disposizione per affrontare, sotto la guida del loro direttore, il repertorio corale barbershop e contemporaneo.

Sotto, da sinistra verso destra i due compact disc registrati dal Coro Vecchio Ponte: Canta e Racconta (2003) ed Emozioni e Ricordi (2007).

Associazione Culturale CORO VECCHIO PONTE via travettore, 67 36061 Bassano del Grappa (vi) Sede Prove via ognissanti 31 - palazzo polidoro Bassano del Grappa (vi) Martedì / Giovedì: ore 21,00-23,00 tel. direttore: 335 6766553 tel. presidente: 338 2301705 info@vecchioponte.net www.vecchioponte.net

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1) CHIESETTA DELL’ANGELO progettata dall’architetto zaccaria Bricito risale al 1655. la pianta è ovale. Felicemente restaurata, è sede di mostre e concerti. 1) LITTLE CHURCH OF THE ANGEL project by architect zaccaria Bricito in 1655. it was built in an oval shape. recently restored, it is now open for concerts and exhibitions.

VISITA ALLA CITTA’

2) GlARDINI PAROLINI l’orto botanico, realizzato dal naturalista alberto parolini, risale al secolo XiX. ricco di specie rare è ora parco pubblico e ospita manifestazioni. 2) PAROLINI GARDENS the botanic garden was created in the last century by naturalist alberto parolini. it contains rare species. donated to the city, it was trasformed into a public park. it hosts open air exhibitions and shows. 3) MUNICIPIO e’ sede del comune. la loggia presenta gli stemmi dei primi 120 podestà. l’affresco con San Cristoforo è del ’500. singolare il grande orologio con i segni zodiacali. 3) TOWN-HALL in the loggia are the fescoe of the coat of arms of the first 120 mayors. afrescoe of S. Christopher dates back to ’500. a singular wall clock shows the zodiac signs, the building holds the city offices. 4) MUSEO ospita una pinacoteca di notevole valore con tele dei dal ponte, gessi e sculture di canova e incisioni di dürer. pregevole la sezione archeologica. annessa è la Biblioteca civica. 4) MUSEUM it hosts a painting collection of great value by artists such as the da ponte, chalks and sculptures by canova and engravings by durer. the archeologic section is of great value. the annex museum contains the civic library. 5) PALAzzO AGOSTINELLI ospita mostre e rassegne artistiche. sulla facciata, in una nicchia, un affresco di Madonna con Bambino della seconda metà del ’400. 5) AGOSTINELLI PALACE it belongs to the city and hosts art shows and exbits. on its front wall can be seen a niche with a ’400 frescoe of Madonna and Child. 6) PALAzzO BONAGURO del ’500, è stato rimaneggiato nel secolo successivo. ospita mostre e rassegne d’artigianato. il pianterreno è completamente affrescato. 6) BONAGURO PALACE Built in ’500, it was remodeled in the following century. it is a comunal show-place for artifacts exhibitions. the ground floor is totally frescoed. 7) PALAzzO PRETORIO risale alla seconda metà del ’200 e dal 1315 è stato residenza del podestà. la scala esterna è del 1552. 7) PREATORIAN PALACE Built in the second half of ’200, it was elected residence ot the Mayor since 1315 and was later turned into the seat of the comunal council. the outside stairway was built in 1552. 8) PALAzzO STURM costruito nel ’700, ospita il Museo della ceramica. all’interno affreschi di G. anselmi, databili al 1785, e tempere di G. zompini. 8) STURM PALACE Built in 1700, the palace now hosts an important ceramics Museum. inside are frescoes by G. anselmo, dated 1785, and temperas by G. zompini.

© copyright by editrice artistica Bassano Vietata la riproduzione di testi, piante e disegni

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11) PONTE DEGLI ALPlNI È il monumento più famoso di Bassano. risale al Xii secolo. la forma attuale è del palladio (1570). distrutto più volte dal fiume in piena e da eventi bellici fu sempre ricostruito nella forma originaria. 11) ALPINI BRIDGE the most famous monument in Bassano. Built in the 12th century. its actual shape is by palladio (1570). destroyed at various times by floods and war actions, it has always been rebuilt in its precise original form. 12) PORTA DELLE GRAzIE risale al 1300. Fu risistemata nel 1560 dal bassanese zamberlan. a fianco si trova la chiesetta delle Grazie (fine ’400) con pregevoli affreschi. 12) GATE OF THE GRACES Built in 1300. it was later adjusted in 1560 by zamberlan of Bassano. once through the Gate, on the left, can be seen the small Grace church (end ’400) with precious frescoes. 13) PORTA DIEDA venne inserita nella torre del castello dei Berri (del ’300) nel 1541. Belli gli affreschi sul lato sud. 13) DlEDA GATE the gate was opened into the tower of Berri castle (built in ’300) in 1541. 14) SAN DONATO Fondata nel 1208 da ezzelino il Monaco. ospita una pala di Francesco dal ponte il vecchio. 14) SAN DONATO CHURCH Founded in 1208 by ezzelino the Monk. it contains a pala by Francesco dal ponte the elder. 15) SAN FRANCESCO costruita tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300. interno a una navata. il protiro (1306) protegge il portale e l’affresco della Madonna e Bambino di luca Martinelli. 15) CHURCH OF SAN FRANCESCO Built at the end of 1200 and early 1300. it is shaped with a single aisle. the entrance porch (1306) protects the portal and a frescoe of Madonna and Child by luca Martinelli. 16) SAN GIOVANNI di origine trecentesca, venne trasformata (1747-1785) dall’architetto Giovanni Miazzi. dipinti di Maggiotto, scajaro e vanzo Mercante. sculture di orazio Marinali. 16) CHURCH OF SAINT JOHN its oridns date back to 1300. it was restructured from 1747 to 1785 by architect Giovanni Miazzi. inside can be seen paintlngs by Maggiotto, scajaro and vanzo Mercante. sculptures by 0. Marinali. 17) S. MARIA IN COLLE l’antica pieve risale a prima del 1000. attorno a essa sorse il primo nucleo della città. all’interno due pale di leandro dal ponte e un interessante crocifisso ligneo. 17) CHURCH S. MARIA IN COLLE the ancient sanctuary was erected before 1000. around it was built the first nucleous of the town of Bassano. in its interior can be seen two paintings by leandro dal ponte and a wooden crucifix of great interest. 18) TEATRO ASTRA l’ex teatro sociale, neoclassico, progettato nel 1802 dall’architetto Bauto, è stato trasformato nel 1949 in sala cinematografica e teatrale. 18) ASTRA THEATRE ex social theatre project of 1802 by architect Bauto, it was transformed in 1949 into a theatre and hall.

9) PARCO RAGAzzl DEL ’99 inaugurato nel 1973. al centro del parco sorge il monumento ai ragazzi del ’99. 9) PARK OF THE BOYS OF ’99 inaugurated in 1973. in its center rises the monument dedicated to the Boys of ’99.

19) TEMPIO OSSARIO raccoglie le spoglie di oltre 5400 caduti nella prima Guerra Mondiale. cominciato nel 1908 come nuova cattedrale, fu trasformato in tempio ossario nel 1934. 19) OSSARIO TEMPLE Holds the spoils of over 5400 soldiers fallen during First World War. erection was begun in 1908 as a new cathedral for the town. it was transformed into a burial temple in 1934.

10) PIAzzOTTO MONTEVECCHIO la piazza maggiore della città nel ’200 e nel ’300. sulla facciata del Monte di pietà è infisso il primo stemma di Bassano con la torre e i leoni rampanti. 10) MONTEVECCHIO SQUARE it was the main square in ’200 and ’300. on the facade of the “Monte di pietà” can be seen the first Bassano coat of arms with the tower and two lions.

20) TORRE CIVICA eretta tra il ’200 e il ’300 durante il dominio padovano è alta 43 metri. la merlatura e le finestre ad arco acuto sono state aggiunte nel 1823 dall’architetto Gaidon. 20) CIVIC TOWER Built between ’200 and ’300 under the dominion of padua. 43 metres tall, the battlement and sharp angle windows were added in 1823 by architect Gaidon.


VISITA ALLA CITTA’

I MUSEI DI BASSANO MUSEO CIVICO e’ uno dei più antichi del veneto: sorto nel 1828 in seguito al legato del naturalista Giambattista Brocchi, è costituito come insieme di Museo, Biblioteca e Archivio e trovò nel 1840 la sua sede attuale nell’ex convento della chiesa di san Francesco. tel. 0424 522235 - 0424 523336 e-mail: info@museobassano.it www.museobassano.it

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prato s. caterina sant’anna viale dei Martiri terraglio cimberle Ferrari piazzale trento “le piazze” largo parolini via villaraspa cadorna viale de Gasperi via colomba Gerosa (bus navetta) Mercato via Marco sasso via ss. trinità scuola Bellavitis cimitero angarano via volpato

350 posti 170 posti 30 posti 53 posti 112 posti 32 posti 200 posti 108 posti 105 posti 269 posti 98 posti 30 posti 317 posti 50 posti 40 posti 50 posti 30 posti 122 posti 70 posti

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MUSEO DELLA CERAMICA MUSEO REMONDINI Palazzo Sturm il Museo della Ceramica offre ai visitatori una vasta raccolta di maioliche, porcellane e terraglie, composta da 1200 pezzi. il nuovo Museo Remondini ospita l’importantissima collezione di stampe antiche e popolari ereditate dalla famiglia di stampatori bassanesi. tel. e fax 0424 524933 SEzIONE NATURALISTICA DEL MUSEO - Palazzo Bonaguro dal 2006 palazzo Bonaguro ospita l’esposizione zoologica permanente Mondo animale. Conoscerlo per proteggerlo. Fax 0424 524933

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MUNICIPIO via Matteotti, 35

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0424 529302

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in collaborazione con Ufficio Relazioni con il Pubblico comune di Bassano del Grappa via Matteotti, 35 - tel. 0424 519555

CORPO FORESTALE pronto intervento 1515 via trentino, 9 0424 504358

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GUARDIA DI FINANzA via Maello, 15 0424 34555

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POLIzIA DI STATO v.le pecori Giraldi, 56

0424 507911

PROVINCIA DI VICENzA via scalabrini, 84 0424 525827

POLIzIA LOCALE via J. vittorelli, 30

0424 519404

SPORTELLO IMMIGRATI via verci, 33 0424 526437

POLIzIA STRADALE via ca’ rezzonico, 14 0424 216611

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VIGILI DEL FUOCO 115 via ca’ Baroncello 0424 228270

ARTE E CULTURA

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SERVIzI PUBBLICI

MUSEO CIVICO - BIBLIOTECA piazza Garibaldi, 34 0424 519901

AGENzIA DEL TERRITORIO via M. ricci, 8 - p. t. 0444 650973

MUSEO CERAMICA - REMONDINI palazzo sturm 0424 519940

QUOTIDIANI

AGENzIA DELLE ENTRATE via M. ricci, 8 - 1° p. 0424 210611

CHIESETTA DELL’ANGELO via roma, 80 0424 227303

IL GAzzETTlNO via J. da ponte, 50

ARCHIVIO Dl STATO via Beata Giovanna, 58 0424 524890

PALAzzO AGOSTINELLI via Barbieri 0424 519945

IL GIORNALE Dl VICENzA largo corona d’ltalia, 3 0424 528711

CAMERA Dl COMMERCIO largo parolini, 7 0424 220443

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0424 227580

AGOSTINELLI 17/03 p.tto Montevecchio, 6 0424 522101 ALLE DUE COLONNE 28/04 via roma, 11 0424 522412 ALLE GRAzIE 31/03 via passalacqua, 10/a 0424 35435 21/04 CARPENEDO piazza Garibaldi, 13 0424 522325 05/05 COMUNALE via ca’ dolfin, 50 0424 527811 24/03 COMUNALE via ca’ Baroncello, 60 0424 34882 DALL’OGLIO 14/04 piazza libertà, 40 0424 522223 10/03 PIzzI via J. da ponte, 76 0424 523669 03/03 POzzI via scalabrini, 102 0424 503649 07/04 SCARONI via vicenza, 85 0424 502102

INCONTRI SCRIMIN GALLERIA via vendramini, 46/a 0424 227799

I.A.T. Informazioni e Accoglienza Turistica (Provincia di Vicenza) largo corona d’ltalia 0424 524351

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MUSEO DEI CAPPUCCINI via san sebastiano, 42 0424 523814

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OSPEDALE Dl BASSANO via dei lotti, 40 0424 888111 EMERGENzE Autolettighe 118 GUARDIA MEDICA 0424 888814 U.R.P. 0424 888556/7 CONSULTORIO FAMILIARE via Mons. Negrin 0424 885191 ASS. SOCCORRITORI 0424 525760


REMONDINIA

Nella rocca di Alessandria Cleopatra ottiene da Cesare...

testo di isabella Minchio iconografia: al vecchio libro

... la restituzione della corona d’egitto in questa circostanza presentiamo un soggetto storico, inciso da una nostra vecchia conoscenza: pietro Bonato da campolongo, attivo inizialmente presso i remondini e suntach e poi a Firenze e roma.

In basso Guercino, Cleopatra davanti a Ottaviano Augusto, 1640. roma, pinacoteca capitolina. si noti come, nella trasposizione grafica dell’opera del grande pittore di cento, ottaviano diventi cesare.

Nel caso specifico, al di là della bellezza della stampa, ci piace segnalare ai lettori un piccolo giallo. il titolo, riportato sulla cornice del foglio, si riferisce infatti all’incontro di Cesare con cleopatra e in calce

viene indicato che il soggetto è stato tradotto da un quadro di Guercino. Quel quadro ha però un altro titolo: Cleopatra davanti a Ottaviano. chi è dunque l’uomo con la regina? Meglio consultare un libro di storia! Chiede Pietà la Barbara Regina Alzando umido il ciglio al Vincitore Ma se l’Altero, a Lei la destra inchina, E se le rende il Regno opera è di Amore Nè tardo già che la dolente e mesta Fatta Donna di Lui fosse, e Signora Ed’or com’Ella, Ei la pietà di questa Tiene in gran prezzo ed ai suoi pie’ l’implora.

precettore teodoto di chio e il capo dell’esercito achillas. Ben presto quest’ultimi si scontrarono con la giovane regina, riuscendo a estrometterla. cleopatra fu costretta a fuggire per salvarsi, nella speranza di riunire un esercito per riconquistare il trono. proprio mentre i contendenti si preparavano allo scontro sopraggiunse cesare,

alla morte del re tolomeo aulete (51 a.c.) era salita al trono d’egitto cleopatra, sua figlia primogenita, che allora aveva 17 anni. a lei, tramite il matrimonio, era stato tuttavia associato nel potere il fratello tolomeo Xii, ancora adolescente e ostaggio di intriganti cortigiani: l’eunuco potino, il

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all’inseguimento di pompeo (poi ucciso a tradimento dai cortigiani). il generale romano, entrato da vincitore in alessandria, si avvalse del testamento di tolomeo aulete per far da arbitro nella contesa fra cleopatra e il fratello. per non venire assassinata dai nemici strada fecendo, cleopatra raggiunse alessandria a bordo una barchetta,

senza dare nell’occhio. presa terra davanti al palazzo reale, si fece avvolgere in un rotolo di tappeti dal fedele apollodoro. celata in quello che doveva essere un suo dono a cesare, venne infine portata dal condottiero, per poi palesarsi e chiedere (in latino) protezione. l’effetto fu travolgente, il resto è noto...


ALBERG O TOTALM ENTE RINNOVA TO


OSPITALITA’ a Bassano e dintorni

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RISTORAzIONE a Bassano e dintorni

Quando a Bassan vien primavera, se verze la ca’ e la sparesera. Quando a Bassano giunge la stagione primaverile si aprono la casa e le asparagiaie.

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Bassano News  

Marzo/Aprile 2012

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